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Anno CXLVII - N. 111 (44.554)

CITTÀ DEL VATICANO

Giovedì 17 Maggio 2007

MEDIO ORIENTE Subito vanificata l'ennesima tregua annunciata tra i miliziani di Al Fatah e quelli di Hamas

Sempre più cruenti gli scontri armati tra le fazioni palestinesi a Gaza
TEL AVIV, 16. Si susseguono i sanguinosi scontri tra le fazioni armate palestinesi e anche l'ennesima tregua, dichiarata ieri sera, non è di fatto mai entrata in vigore. Anche questa mattina, le notizie dalla Striscia di Gaza assumono la cupa connotazione di un vero e proprio bollettino di guerra con quattordici morti negli scontri tra le «brigate Al Qassam», la milizia armata di Hamas, e le «brigate Al Aqsa», l'equivalente struttura di Al Fatah. La violenza sempre più diffusa ha bruscamente riprecipitato la situazione nella Striscia di Gaza a quella dello scorso autunno/inverno, prima dell'accordo raggiunto in febbraio alla Mecca, con la mediazione dell'Arabia Saudita, dal Presidente dell'Autorità palestinese (Ap), Abu Mazen, e da Khaled Meshaal, il leader di Hamas da anni in esilio a Damasco. Secondo diversi osservatori, senza una pronta interruzione di questa brusca ripresa di violenze è a rischio la tenuta del Governo di unità nazionale costituito proprio in base a quell'accordo. A quanto riferito dal Ministro palestinese dell'informazione, Mustafa Barghuti, Abu Mazen e Khaled Meshaal hanno avuto stamattina una conversazione telefonica nella quale «si sono trovati d’accordo sulla necessità di mettere fine agli scontri tra Hamas e Al Fatah a Gaza». Già ieri sera, peraltro, dopo una giornata di scontri armati che avevano provocato diciotto morti, il Primo Ministro Ismail Haniyeh, esponente di Hamas, aveva annunciato una nuova tregua, con l'impegno a ritirare le milizie dalle strade, concordata tra le due fazioni con la mediazione egiziana. Haniyeh due giorni fa aveva assunto l'interim del Ministero dell'interno dopo le dimissioni rassegnate da ormai due settimane dal Ministro Hani Kawasmeh, la cui designazione era stata uno dei punti cruciali dei negoziati per la formazione del Governo. Kawasmeh, un indipendente considerato vicino ad Hamas, ma gradito anche da Al Fatah, aveva motivato le dimissioni, in un primo momento respinte da Abu Mazen, proprio con il boicottaggio messo in atto dai responsabili di diverse milizie al piano per ripristinare la sicurezza interna nei Territori. Purtroppo, anche la tregua annunciata da Haniyeh, come quella analoga dichiarata domenica scorsa, non è durata neppure una nottata. Poco dopo le quattro del mattino, infatti, decine di militanti delle «brigate Al Qassam» hanno attaccato con missili anticarro l’abitazione a Gaza del capo della sicurezza interna palestinese, Rashid Abu Shbak, esponente di Al Fatah. Negli scontri, durati circa un’ora, sono stati uccise sei guardie del corpo di Abu Shbak, e altre dieci sono rimaste ferite, mentre un settimo esponente di Al Fatah è stato ucciso in una diversa sparatoria nell’area di Tal al Hawa. Abu Shbak si trova attualmente a Ramallah, in Cisgiordania, ma nella casa c’erano la moglie e i figli, scampati all'attacco e messi in salvo dalle guardie del corpo del loro marito e padre. Altri sette morti ha causato stamattina un razzo sparato contro un veicolo della polizia che trasportava miliziani delle «brigate Al Qassam» arrestati. Secondo il portavoce della polizia Yussef Eissa, che ha attribuito l'attacco proprio alle «brigate Al Qassam», il razzo ha ucciso cinque miliziani e due agenti. Tra i feriti di questa notte, figura anche un ufficiale del contingente egiziano presente a Gaza, colpito mentre pattugliava le strade di Gaza per verificare la tenuta della tregua, come detto dichiarata dopo una giornata che aveva fatto registrare diciotto morti. Lo scontro più Stamani altri sette razzi sono stati sparati verso Sderot e gli insediamenti agricoli vicini, in questo caso per fortuna senza provocare danni alle persone, ma solo distruzioni materiali. In città le scuole sono state chiuse fino a nuovo ordine e la popolazione, che in prevalenza resta chiusa nelle abitazioni, richiede alle forze armate di mettere fine ai continui attacchi palestinesi. Il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert ha convocato per oggi una riunione del consiglio di sicurezza interno, per valutare possibili iniziative. La stampa israeliana, peraltro, sostiene concordemente che il Governo non sembra orientato a lanciare un'operazione militare terrestre nella Striscia di Gaza, mentre starebbe ipotizzando interventi degli elicotteri da combattimento per «esecuzioni mirate» di quanti sono impegnati nel lancio dei razzi e di quanti ritiene i loro mandanti. In questo clima di crescente tensione, si annuncia particolarmente gravoso il compito della diplomazia internazionale di rilanciare iniziative di pacificazione del Medio Oriente e, in particolare, il negoziato israelo-palestinese. Per le Nazioni Unite, in tale compito è impegnato da oggi il britannico Michael Williams, nominato dal Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon coordinatore speciale per il processo di pace per il Medio Oriente e che subentra al peruviano Alvaro De Soto, il quale ha ricoperto tale incarico negli ultimi due anni.

L'intervento del Card. Erd alla V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi

Comunione e solidarietà eredità dell'amore di Cristo

Miliziani armati durante il funerale di un esponente di Al Fatah nelle strade di Gaza

cruento di ieri, che ha causato la morte di otto membri della guardia presidenziale di Abu Mazen, resta ancora oggi oggetto di polemiche. Al Fatah ne attribuisce la responsabilità diretta ai miliziani di Hamas, mentre Hamas sostiene che la strage è stata provocata da una cannonata israeliana, anche se le autorità israeliane negano che le proprie forze armate abbiano sparato contro la Striscia di Gaza.

All'intensificazione delle violenze interne, peraltro, si è aggiunta in queste ore anche quella dei lanci di razzi dal Nord della Striscia di Gaza contro il territorio israeliano. Ieri sulla città israeliana di Sderot, nel Naghev, si sono abbattuti circa una trentina di razzi «Qassam» che hanno provocato il ferimento di una trentina di persone, compresa una donna giudicata dai sanitari in gravi condizioni, oltre a ingenti danni materiali.

Proseguono ad Aparecida, in Brasile, i lavori della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi. Il Cardinale Péter Erd , Arcivescovo di Esztergom-Budapest, Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa, intervenuto nella seconda giornata di lavoro, ha inteso «trasmettere di cuore il saluto di tutti i Vescovi del Continente Europeo» ed «esprimere la nostra profonda solidarietà con la Chiesa in questo Continente». «Una solidarietà — ha detto — che nasce dalla nostra fede e dall'amore per la persona di Gesù Cristo».

Servizio del nostro inviato RICARDO DIAS NETO
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IRAQ

L'attentato dinamitardo è stato compiuto nei pressi della città di Baaquba

90° anniversario delle apparizioni della Beata Vergine

Il Legato Pontificio Non conosce pietà l'azione della guerriglia: camion-bomba al cloro uccide quarantacinque civili Card. Sodano a Fátima
BAGHDAD, 16. arrestate dalle truppe Ancora sangue in americane durante Iraq. Quarantacinque una capillare «caccia civili sono morti nelall'uomo» organizzata l'esplosione di un canel tentativo di locamion-bomba al cloro lizzare i tre soldati avvenuta nei pressi di Usa presi in ostaggio Baaquba, nella prosabato scorso in un'avincia centro-settenrea a Sud di Batrionale di Diyala, a ghdad. Lo ha reso Nord-Est di Baghdad. noto un portavoce Lo ha riferito la polidel Comando amerizia locale, precisando cano in Iraq, tenente che l'attentato dinacolonnello Chris Garmitardo è stato comver, secondo cui piuto in un mercato quattro degli arrestati all'aperto ieri sera: la sono considerati notizia dell'attacco è «obiettivi di elevato stata diffusa questa valore», cioè probamattina. I feriti sono bilmente implicati nel circa settanta. Stando sequestro plurimo e a fonti ospedaliere, in altre attività terrooltre che con esplosiristiche e di guerrivo, il veicolo sarebbe glia. Soldati Usa perquisiscono un'abitazione nella città di Baaquba stato caricato con fuA partire da oggi, sti di cloro, gas tossi16 maggio, in Iraq saCinque guardie private in servizio rà la «Giornata dedicata al ricordo delle co sempre più spesso impiegato in Iraq presso l'Ambasciata degli Stati Uniti a vittime del regime di Saddam Hussein dalla guerriglia per i suoi attacchi. Ieri quattordici persone sono rimaste Baghdad («contractors» ingaggiati per sepolte nelle fosse comuni»: lo ha reso uccise in seguito ad un attentato dina- garantire la sicurezza insieme ai soldati noto un portavoce del Governo, precimitardo compiuto ad Al Maqdoudiyah, regolari), sono rimasti feriti a causa del- sando che il Primo Ministro, Jawad Al località situata a circa 110 chilometri a l'esplosione di un proietto abbattutosi ie- Maliki, ha dato disposizione affinché ogNord-Est di Baghdad. Un «kamikaze» — ri sulla cosiddetta «Zona Verde», il com- gi, alle ore 12, in tutti gli uffici pubblici riferisce l'agenzia «Agi» —, alla guida di plesso super-fortificato nel cuore della si osservi un minuto di silenzio. Il Presidente degli Stati Uniti, George una vettura carica di esplosivo, si è fatto capitale, che ospita la legazione Usa insaltare in aria in un affollato mercato. sieme ad altre importanti rappresentan- W. Bush, ha nominato il generale DouFonti delle forze di sicurezza irachene ze straniere, agli uffici del Governo ira- glas Lute coordinatore e consulente delhanno poi segnalato che all'attentato cheno e al quartier generale della coali- la Casa Bianca per le operazioni militari suicida hanno fatto seguito diverse salve zione internazionale a guida statuniten- in Iraq ed in Afghanistan. Lo hanno rifese. Undici persone sospette sono state rito fonti dell'Amministrazione Usa. di mortaio.

Il Legato Pontificio Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio e Segretario di Stato Emerito, ha presieduto — sabato 12 e domenica 13 in Portogallo — le solenni celebrazioni di apertura del 90° anniversario delle apparizioni della Beata Vergine a Fátima. Le celebrazioni sono state caratterizzate da un'estesa quanto intensa partecipazione di fedeli di ogni parte del mondo (stimati in oltre cinquecentomila). Il Cardinale Legato era accompagnato dalla Missione Pontificia composta da Mons Piero Pioppo, Consigliere di Nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato, e da Mons. Luigi Roberto Cona, Segretario della Nunziatura Apostolica in Portogallo.

Servizio del nostro inviato GABRIELE NICOLÒ
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USA-RUSSIA

Intesa con Putin sull'opportunità di abbassare i toni della polemica — Molti temi esaminati si riproporranno al vertice del «G-8»

Rice: non permetteremo a Mosca di fermare lo «scudo spaziale»
MOSCA, 16. Gli Stati Uniti non permetteranno alla Russia di bloccare il contestato piano per il dispiegamento di un sistema di difesa antimissile (il cosiddetto «scudo spaziale») nell’Europa orientale. Condoleezza Rice è stata categorica, nonostante al termine dell’incontro con il Presidente russo, Vladimir Putin, i due avessero convenuto sull’opportunità di abbassare i toni della polemica. «Non penso che qualcuno si aspetti che gli Stati Uniti permettano che venga opposto un qualsiasi veto agli interessi della sicurezza americana» ha detto il Segretario di Stato Usa al termine del colloquio con il leader del Cremlino. Il Ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, aveva riferito del colloquio nella residenza di Novo-Ogaryonovo, appena fuori Mosca. «Putin ha convenuto con l’interlocutore di abbassare i toni della polemica negli scambi pubblici per concentrarsi sulle questioni concrete», aveva detto il Ministro. Molti sono i temi sul tappeto e che si riproporranno nel vertice del mese prossimo tra Putin e il Presidente statunitense, George W. Bush, a margine del vertice «G-8» in Germania: le diffidenze di Mosca al progetto statunitense di difesa antimissile, che coinvolge la Polonia e la Repubblica Ceca, e le resistenze, sempre del Cremlino, a sostenere il piano elaborato dalle Nazioni Unite e appoggiato da Washington, che riconosce una sostanziale indipendenza della provincia serba del Kosovo. Nonostante le dichiarazioni durissime fatte nelle ultime settimane da Putin contro la politica estera dell’Amministrazione Bush, la responsabile della diplomazia statunitense ha più volte liquidato come inopportuno il parlare di una nuova «Guerra Fredda». Ma le questioni di fondo restano e certamente emergeranno nel vertice tra i due leader. Gli Usa, comunque, sono pronti a cooperare con la Russia e dal prossimo autunno cominceranno le trattative per gli aspetti tecnici tra Mosca e Washington. «Non possiamo non vedere le minacce che nascono oggi in Paesi come l'Iran e la Corea del Nord», ha detto la Rice a «Radio Eco» di Mosca aggiungendo che gli Stati Uniti sono anche pronti a discutere con la Russia tutti i problemi legati al Trattato sulle armi convenzionali in Europa «Cfe», ma invitano Mosca «a non cercare di uscire» da «uno degli accordi più importanti del secolo».

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha nominato Consigliere del Tribunale della Penitenzieria Apostolica il Reverendo Padre Maurizio Faggioni, O.F.M..

Solennità dell'Ascensione del Signore

L'esperienza dell'uomo sulla terra ha sempre bisogno del cielo di Dio
di ALESSANDRO DE SORTIS
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La conferenza stampa della Rice con il Ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov

In occasione della Solennità dell'Ascensione del Signore domani il nostro giornale non uscirà. Le pubblicazioni riprenderanno in data 18-19 maggio.