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Anno CXLVII - N. 114 (44.557)

CITTÀ DEL VATICANO

Lunedì-Martedì 21-22 Maggio 2007

Al «Regina Caeli» Benedetto XVI ricorda il viaggio apostolico in Brasile, sul quale si soffermerà all'udienza generale di mercoledì, e ripropone l'attualità del tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

Genitori, insegnanti e comunità ecclesiale collaborino nell'educare i bambini e i ragazzi all'uso corretto dei «media»
Cari fratelli e sorelle! Desidero innanzitutto rinnovare il mio ringraziamento al Signore per il viaggio apostolico in Brasile, che ho compiuto dal 9 al 14 maggio scorsi, e, al tempo stesso, ringrazio quanti mi hanno accompagnato con la loro preghiera. Il motivo di questa mia visita pastorale, come voi sapete, è stata l'inaugurazione della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi. Ma prima di tale grande evento ecclesiale, ho avuto modo di incontrare la comunità cristiana brasiliana. Molti fedeli infatti sono convenuti per l'occasione nella metropoli di San Paolo, specialmente per la canonizzazione del primo Beato nativo del Brasile: Fra Antonio di Sant'Anna Galvão. Conto di soffermarmi più a lungo su questo viaggio mercoledì prossimo, nel corso dell'Udienza generale. Intanto vi invito a continuare a pregare per la Conferenza che si sta svolgendo ad Aparecida e per il cammino del popolo di Dio che vive in America Latina. Un ulteriore motivo di riflessione e di preghiera ce lo offre oggi l'annuale ricorrenza della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che ha per tema: «I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l'educazione». Le sfide educative del mondo attuale sono spesso collegate all'influsso dei mass-media, che fanno concorrenza alla scuola, alla Chiesa e, addirittura, alla famiglia. In questo contesto, è essenziale un'adeguata formazione all'uso corretto dei media: i genitori, gli insegnanti e la comunità ecclesiale sono chiamati a collaborare per educare i bambini e i ragazzi ad essere se-

Lo sgomento del Papa per il sanguinoso deterioramento della situazione in Medio Oriente

In nome di Dio si ponga fine alla tragica violenza
Gli scontri tra fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza e i lanci di razzi contro gli abitanti delle vicine città israeliane, ai quali si è reagito con l'intervento armato, stanno provocando un sanguinoso deterioramento della situazione, che lascia sgomenti. Una volta ancora, in nome di Dio, supplico che si ponga termine a questa tragica violenza, mentre alle provate popolazioni palestinese e israeliana desidero esprimere la mia solidale vicinanza ed assicurare il mio orante ricordo. Faccio appello al senso di responsabilità di tutte le Autorità palestinesi affinché, nel dialogo e con fermezza, riprendano il faticoso cammino dell'intesa, neutralizzando i violenti. Invito il Governo israeliano alla moderazione ed esorto la Comunità internazionale a moltiplicare l'impegno a favore del rilancio del negoziato. Il Signore susciti e sostenga gli operatori di pace!
(Benedetto XVI, Regina Caeli, 20 maggio 2007)

ALLE PAGINE 2 E 3 I SERVIZI SUI SANGUINOSI AVVENIMENTI NELLA STRISCIA DI GAZA E IN LIBANO

In occasione dell'annuale giornata di lutto nazionale, che ricorda il genocidio del 1994

Messaggio del Papa al Presidente del Rwanda
Il 7 aprile scorso è stata celebrata in Rwanda l'annuale giornata di lutto nazionale, in ricordo dell'inizio del genocidio del 1994. Dato che quest'anno la celebrazione coincideva con il Sabato Santo, il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha voluto unirsi alla preghiera per tutte le vittime del genocidio, indirizzando un Messaggio autografo al Presidente della Repubblica, S.E. Paul Kagame. Siamo ora in grado di pubblicare il testo del Messaggio.

A Son Excellence Monsieur Paul KAGAME Président de la République du Rwanda Le treizième anniversaire du début du génocide dans son cher pays, le Rwanda, qui sera marqué, le 7 avril, par une journée de deuil national, coïncide avec le Samedi Saint, selon le calendrier de l'Eglise

catholique et d'autres confessions chrétiennes. Pour les croyants, ce samedi n'est pas un samedi comme les autres, mais il s'agit d'un des jours les plus importants sur le plan liturgique: après la tragédie du Golgotha, où les païens ont crucifié l'Innocent, les croyants attendent la pleine réalisation de la parole du Christ qui a dit: «Moi, je suis la résurrection et la vie» (Jn 11, 25). Ce samedi sera aussi pour

les Rwandais un jour très important et différent des autres jours, parce qu'ils feront mémoire des centaines de milliers de personnes innocentes qui, il y a treize ans, furent les victimes de terribles massacres du génocide. Emportés par cette marée de haine et de vengeance, beaucoup de religieux et d'ecclésiastiques perdirent aussi la vie. L'Eglise connaît les effets du «mystère d'iniquité» (2 Th 2, 7), mais elle sait aussi

que la mort n'a pas le dernier mot, parce qu'elle a été vaincue par la mort victorieuse du Fils de Dieu et que toute personne possède en elle des qualités et des énergies suffisantes pour triompher du mal par le bien, spécialement si elles sont soutenues par la puissance du Christ Rédempteur. En signe de proximité et de communion avec leurs concitoyens, les Evêques du Rwanda ont décidé de reporter la célébration de certains sacrements de l'Eglise — baptêmes et mariages — parce qu'une telle célébration est généralement accompagnée par des festivités en famille et avec des amis, qui ne sont pas
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lettivi e a maturare un atteggiamento critico, coltivando il gusto per ciò che è esteticamente e moralmente valido. Ma anche i media devono recare il loro contributo a questo impegno educativo, promuovendo la dignità della persona umana, il matrimonio e la famiglia, le conquiste e i traguardi della civiltà. I programmi che inculcano violenza e comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana sono inaccettabili, tanto più se proposti ai minori. Rinnovo pertanto l'appello ai responsabili dell'industria dei media e agli operatori della comunicazione sociale, affinché salvaguardino il bene comune, rispettino la verità e proteggano la dignità della persona e della famiglia. Cari fratelli e sorelle, la solennità dell'Ascensione del Signore, che la liturgia ha ricordato giovedì scorso, in alcuni Paesi si celebra quest'oggi. Gesù risorto ritorna al Padre, ci apre così il passaggio alla vita eterna e rende possibile il dono dello Spirito Santo. Come allora gli Apostoli, anche noi, dopo l'Ascensione, ci raccogliamo in preghiera per invocare l'effusione dello Spirito, in spirituale unione con la Vergine Maria (cfr At 1, 12-14). La sua intercessione ottenga per tutta la Chiesa una rinnovata Pentecoste. (Benedetto XVI Regina Caeli 20 maggio 2007)

I saluti del Santo Padre a gruppi di pellegrini
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La presentazione delle credenziali del primo Ambasciatore della Repubblica Democratica di Timor Orientale
«Ai nuovi rappresentanti e servitori del popolo chiedo di impegnarsi in una progressiva democratizzazione della società, cercando di far aumentare la partecipazione di tutti i gruppi ad una forma di vita pubblica, che sia rappresentativa e giuridicamente tutelata». È quanto auspicato da Benedetto XVI nel discorso rivolto al primo Ambasciatore della Repubblica Democratica di Timor Orientale presso la Santa Sede, Justino Maria Aparício Guterres, il quale nella mattina di lunedì 21 maggio ha presentato le Lettere con le quali viene accreditato nell'alto ufficio. Dopo aver rievocato «la grave crisi che ha sconvolto l'ultimo biennio della vita nazionale, facendo riapparire i fantasmi del passato sotto forma di paure, sospetti e divisioni», il Papa ha esortato «il governo e l'opposizione ad intraprendere con sollecitudine la via del dialogo». Il Santo Padre ha anche rivolto «un veemente appello alle persone investite di autorità affinché facciano tutto il possibile per restaurare un ordine pubblico efficiente con mezzi legali e restituire ai cittadini la sicurezza nella vita quotidiana».
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Ad Aparecida

I lavori della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi
Si è conclusa la prima settimana di lavoro della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, ad Aparecida. In questi giorni, tutti i partecipanti hanno ascoltato i Presidenti delle Conferenze Episcopali del Continente e alcuni invitati dell'Europa e degli Stati Uniti, i membri degli organismi della Curia Romana e alcuni rappresentanti delle diverse Chiese locali. Si è trattato indubbiamente di un importante apporto di esperienze, sulle quali si è concentrata la riflessione dei gruppi di studio.

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto in udienza nel pomeriggio di sabato 19 Sua Beatitudine Eminentissima il Signor Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Amministratore Apostolico di Quelimane, in visita «ad limina Apostolorum»; — Francisco João Silota, Vescovo di Chimoio (Mozambico), in visita «ad limina Apostolorum»; — Manuel Chuanguira Machado, Vescovo di Gurué (Mozambico), in visita «ad limina Apostolorum»; — Paulo Mandlate, Vescovo di Tete (Mozambico), in visita «ad limina Apostolorum».

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Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, con Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Giuseppe Betori, Vescovo titolare di Falerone, Segretario Generale della medesima Conferenza Episcopale.

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Il concetto di bello nell'antichità

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Servizio del nostro inviato RICARDO DIAS NETO
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Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: — Jaime Pedro Gonçalves, Arcivescovo di Beira (Mozambico),

Il necessario equilibrio tra estetica e virtù
di AGNESE PELLEGRINI
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