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Anno CXLVII - N. 128 (44.571)

CITTÀ DEL VATICANO

Giovedì 7 Giugno 2007

All'udienza generale l'appello di Benedetto XVI in occasione del Vertice dei Capi di Stato e di Governo del «G-8», apertosi a Heiligendamm sotto la Presidenza della Repubblica Federale di Germania

Mantenere le promesse di aumentare l'aiuto allo sviluppo dei Paesi poveri soprattutto in Africa
«Oggi è iniziato a Heiligendamm, Germania, sotto la Presidenza della Repubblica Federale di Germania, il Vertice Annuale dei Capi di Stato e di Governo del G-8 — cioè i sette Paesi più industrializzati del mondo più la Federazione Russa. Lo scorso 16 dicembre ebbi occasione di scrivere alla Cancelliere Angela Merkel ringraziandola, a nome della Chiesa cattolica, per la decisione di conservare all'ordine del giorno del G-8 il tema della povertà nel mondo, con particolare attenzione all'Africa. La Dottoressa Merkel mi rispose cortesemente il 2 febbraio scorso, assicurandomi circa l'impegno del G-8 nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio. Vorrei ora rivolgere un nuovo appello ai leader riuniti a Heiligendamm, affinché non vengano meno alle promesse di aumentare sostanzialmente l'aiuto allo sviluppo, in favore delle popolazioni più bisognose, soprattutto quelle del Continente Africano. In tale senso, speciale attenzione merita il secondo grande obiettivo del millennio: «il raggiungimento dell'educazione primaria per tutti; l'assicurazione che ogni ragazzo e ragazza completi l'intero corso della scuola primaria entro il 2015». Questo obiettivo è parte integrale del raggiungimento di tutti gli altri obiettivi del millennio; è garanzia del consolidamento degli obiettivi raggiunti; è punto di partenza dei processi autonomi e sostenibili di sviluppo. Non si deve dimenticare che la Chiesa cattolica è stata sempre in prima linea nel campo dell'educazione, arrivando, particolarmente nei Paesi più poveri, là dove le strutture statali spesso non riescono ad arrivare. Altre Chiese cristiane, gruppi religiosi e organizzazioni della società civile condividono tale impegno educativo. È una realtà che, in applicazione del principio di sussidiarietà, i Governi e le Organizzazioni internazionali sono chiamati a riconoscere, a valorizzare e a sostenere, anche mediante l'erogazione di adeguati contributi finanziari. Speriamo che si lavori seriamente per il raggiungimento di questi obiettivi». (Benedetto XVI udienza generale, 6 giugno 2007)

La catechesi del Santo Padre

San Cipriano
Alla figura di san Cipriano di Cartagine Benedetto XVI ha dedicato la catechesi durante l'udienza generale svoltasi, nella mattina di mercoledì 6 giugno, in Piazza San Pietro. Proseguendo il ciclo di riflessioni sui Padri della Chiesa, il Papa ha ricordato il «primo Vescovo che in Africa conseguì la corona del martirio» ed ha esortato a «fare nostro» il «cuore in ascolto» di cui parlano la Bibbia ed i Padri, tra i quali lo stesso Cipriano: «ne abbiamo tanto bisogno — ha affermato Benedetto XVI —! Solo così potremo sperimentare in pienezza che Dio è il nostro Padre, e che la Chiesa, la santa Sposa di Cristo, è veramente la nostra Madre».
Pagine 4 e 5

«G-8»

Alla vigilia del summit il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush critica la Federazione russa per aver deviato dal cammino delle riforme democratiche

Le nuove divergenze tra Est ed Ovest Solidarietà ed ambiente temi prioritari in agenda rischiano di condizionare l'incontro
BERLINO, 6. Il 34° vertice del «G-8» che si apre questa sera a Heiligendamm, nel Nord della Germania, e che dovrebbe essere caratterizzato dall’assunzione di responsabilità sui cambiamenti climatici e di maggiori aiuti all'Africa, rischia di finire ostaggio delle tensioni tra Stati Uniti e Russia. Sulla località balneare del Baltico, ad una ventina di chilometri da Rostock (Maclemburgo, Nord-Est della Germania), in quella che un tempo era la Ddr comunista, rischia infatti di soffiare il vento della «Guerra Fredda», alimentato dalle minacce del Presidente russo, Vladimir Putin, di «puntare i missili sull’Europa» come risposta al progetto statunitense di difesa antimissile (il cosiddetto «scudo spaziale») e dalle critiche lanciate a Praga dal Presidente statunitense, George W. Bush, che ha accusato Mosca di aver fatto «deragliare» le riforme democratiche. Così il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, dovrà usare tutte le sue doti politiche per salvare il summit dei Paesi più industrializzati. Il Presidente americano, George W. Bush, ha sfruttato la partecipazione a Praga ad una conferenza sul tema «Democrazia e Sicurezza», per criticare la Russia per il mancato rispetto delle promesse di aperture democratiche a suo tempo avanzate. Il Capo della Casa Bianca ha accusato anche la Cina di coltivare l’illusione di potersi «aprire nella vita economica restando invece chiusa sul fronte politico». Ma sono le critiche a Putin, nell’imminenza dell’incontro tra i due al «G-8» in Germania, ad accendere ancora più i riflettori su un rapporto, quello tra Washington e Mosca, entrato in crisi dopo la reazione sempre più aggressiva del leader del Cremlino al programma americano di installare uno scudo antimissili in due Paesi dell’Europa Orientale: una stazione radar nella Repubblica Ceca e dieci missili intercettori in Polonia. Putin ha minacciato di puntare i suoi missili verso bersagli europei perché, sostiene, l’installazione dello «scudo spaziale» è destinata ad alterare l’equilibrio strategico esistente in Europa. Il Presidente George W. Bush, che ha discusso ieri con i leader della Repubblica Ceca la questione del sistema di difesa antimissile, ha cercato di inviare un messaggio rassicurante a Putin («la Guerra Fredda è finita»), invitando la Russia a cooperare con gli Stati Uniti inviando magari i suoi generali ed i suoi scienziati a controllare il sistema, quando sarà costituito. Un sistema, ha spiegato il Presidente George W. Bush, che non intende assolutamente minacciare si con credenziali democratiche non cristalline, citando esplicitamente l’Egitto, l’Arabia Saudita, il Pakistan e la Cina. George W. Bush ha aperto il suo discorso a Praga, nella conferenza organizzata da personalità come l’ex dissidente sovietico Natan Sharansky e dall’ex Presidente cecoslovacco, Vaclav Havel, ricordando la «Primavera di Praga» e il successo della «Rivoluzione di Velluto» che ha portato alla fine del comunismo in Cecoslovacchia nel 1989. Il Presidente statunitense ha chiesto anche — come riporta l'agenzia di stampa sopra citata — la «liberazione immediata e senza condizioni» di una serie di dissidenti incarcerati in vari Paesi del mondo ed elencandoli: Bielorussia, Myanmar, Cuba e Viêt Nam. Il Cremlino ha respinto ieri sera le critiche del Presidente americano, George W. Bush, sul deterioramento della democrazia in Russia, dicendo al contrario che il Paese condivide «i valori europei e mondiali comuni» in tale campo. «Non possiamo essere d’accordo con i propositi (di George W. Bush) sul fatto che le riforme democratiche hanno deragliato» in Russia, ha detto il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov. Il portavoce, in Germania per il vertice del «G8», cui parteciperà il Presidente russo, Vladimir Putin, ha detto ancora ai giornalisti ad Heligendamm che la Russia opera per «perfezionare la democrazia». BERLINO, 6. Il gelo nelle relazioni tra Stati Uniti e Russia entra di prepotenza nei colloqui del «G-8» e rischia di scaldare l’atmosfera molto di più dei contrasti su come combattere il riscaldamento del Pianeta, o migliorare lo sviluppo e il sostegno all’Africa. A poche ore dall’avvio ufficiale del 34° vertice tra i sette Paesi più industrializzati del mondo più la Russia, ad Heiligendamm, è più facile contare i punti di divisione e di contrasto che non di consenso di un’agenda che la padrona di casa, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha voluto ricca ed ambiziosa. Tra gli argomenti ufficiali, il tema dominante resta la lotta al cambiamento climatico. L'Unione Europea insiste per fissare obiettivi «vincolanti» di riduzione delle emissioni di «C02», il 50% in meno entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990, con un accordo da applicare nella cornice delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti sono contrari a target obbligatori e, con l’annuncio del Presidente americano, George W. Bush, sull’avvio di negoziati tra i 15 Paesi maggiormente produttori di gas ad effetto serra, hanno anche confermato pochi giorni fa la resistenza ad un approccio multilaterale. Fonti Usa hanno anticipato che il testo finale del vertice del «G-8» non conterrà accordi su limiti emissioni ma sarà basato su un «forte impegno» dei paesi partecipanti a trovare una «soluzione a lungo termine» al problema del mutamento del clima. Anche sugli aiuti all’Africa, tema che dominerà l’ultima giornata del «G-8» alla presenza dei leader di Egitto, Algeria, Senegal, Nigeria e Ghana, il confronto prosegue. Il summit di Gleneagles nel 2005 ha promesso di raddoppiare l’assistenza allo sviluppo entro il 2010 e di annullare il debito dei Paesi più poveri, ma alcuni Stati sono in ritardo sulla tabella di marcia ed altri si oppongono anche a reinserire nel comunicato finale le conclusioni di Gleneagles. Un appello ai leader perché dal «G-8» emerga un impulso a chiudere i negoziati commerciali di Doha è giunto ieri dal Commissario Ue al commercio Peter Mandelson. La presidenza tedesca è «abbastanza ottimista», ma sulla riduzione delle sovvenzioni agricole non c’è ancora un accordo con i Paesi emergenti. Il «G-8» non diventa per ora un «G13», ma dal 34° vertice che sta per iniziare partirà un'iniziativa rivolta ai cinque Paesi emergenti (Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa), ospiti fissi delle ultime edizioni. La Presidenza tedesca è contraria all'allargamento del Club, ma è favorevole ad un dialogo più intenso e strutturato con i cinque Paesi e per questo proporrà ai partner di lanciare «l'iniziativa di Heiligendamm».

Il Premier giapponese, Shinzo Abe, giunge all'aeroporto di Rostock per il vertice «G-8»

la Russia ma solo difendere l’Europa dalla minaccia di «Stati canaglia» (come l’Iran) che possono dotarsi di missili a lunga gittata e di armi nucleari. Ma le rassicurazioni di George W. Bush sono state accompagnate anche delle critiche sullo stato della democrazia e delle riforme in Russia. Nel suo discorso alla conferenza, organizzata da personalità come l’ex dissidente sovietico Natan Sharansky e l’ex Presidente cecoslovacco, Vaclav Havel, George W. Bush ha tracciato un ampio affresco dei progressi della democrazia nel mondo, sottolineando i numerosi successi ma anche la battute di arresto. Il Capo della Casa Bianca ha osservato che le società libere «emergono a velocità diverse in luoghi diversi» con caratteristiche specifiche, rimarcando però allo stesso tempo che esistono valori universali. Il Presidente americano ha criticato duramente la Russia per non avere mantenuto le promesse di una società più aperta e più libera. «In Russia le riforme una volta promesse per dare più potere ai cittadini sono state fatte deragliare — ha scandito George W. Bush — con implicazioni preoccupanti per lo sviluppo democratico». George W. Bush ha criticato anche la Cina, accusandola — come riferisce l'agenzia «Ansa» — di coltivare l’ illusione di potersi aprire sul versante economico continuando però a tenere chiuso lo sviluppo delle riforme politiche. Il Presidente americano ha comunque sottolineato che «una parte importante di una buona relazione è la capacità di poter parlare apertamente sulle differenze di idee». George W. Bush ha detto che co-

sì gli Stati Uniti intendono «continuare a costruire le relazioni con questi Paesi, lavorando insieme quando è possibile, senza per questo rinunciare ai propri valori e senza rinunciare al tentativo di spingere questi Paesi ad avanzare sul terreno delle riforme democratiche». Lo stesso approccio, è stato il suo ragionamento, può essere applicato a Pae-

Solennità del Corpus Domini
Nella solennità del Ss.mo Corpo e Sangue di Cristo, alle ore 19 di giovedì 7 giugno, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano per poi guidare la Processione Eucaristica che, percorrendo via Merulana, raggiungerà la Basilica di Santa Maria Maggiore.

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare del Vicariato Apostolico di El Beni (Bolivia), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Manuel Eguiguren Galarraga, O.F.M., Vescovo titolare di Salpi, in conformità al canone 401 § 1 e 411 del Codice di Diritto Canonico.

Nomina di Vescovo Ausiliare
Il Santo Padre ha nominato Ausiliare per il Vicariato Apostolico di El Beni (Bolivia) il Reverendo Padre Francisco Focardi, O.F.M., già Vicario Generale di Tarija e attualmente missionario nel Vicariato Apostolico di Camiri, assegnandogli la Sede titolare vescovile di Cenculiana.

suffraganee della medesima Sede Metropolitana.

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Articolo di ALESSANDRO DE SORTIS
Pagina 7

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La Santa Messa celebrata dal Card. Tarcisio Bertone Segretario di Stato in occasione del pellegrinaggio Macerata-Loreto
Pagina 6

Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Janaúba (Brasile) il Reverendo Monsignore José Ronaldo Ribeiro, del clero dell'Arcidiocesi di Brasília, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi e Parroco della Parrocchia «Nossa Senhora da Imaculada Conceição».

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Il Sommo Pontefice ha nominato primo Vescovo di Viana, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Joaquim Ferreira Lopes, O.F.M. Cap., finora Vescovo di Dundo; e primo Vescovo di Caxito, il Reverendo Padre António Francisco Jaca, S.V.D., Superiore Provinciale dei Padri Verbiti in Angola.
In occasione della Solennità del Ss.mo Corpo e Sangue di Cristo domani il nostro giornale non uscirà. Le pubblicazioni riprenderanno in data 8-9 giugno.

Erezione di nuove Diocesi e relative Provviste
Il Santo Padre in data 6 giugno 2007, ha eretto le Diocesi di Viana e di Caxito (Angola), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Luanda, rendendole