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Anno CXLVII - N. 143 (44.586)

CITTÀ DEL VATICANO

Lunedì-Martedì 25-26 Giugno 2007

L'Angelus del Santo Padre con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro nella solennità della Natività di San Giovanni Battista

Testimoniare la verità senza compromessi
«Da autentico profeta, Giovanni rese testimonianza alla verità senza compromessi». È quanto ha ricordato Benedetto XVI all'Angelus di domenica 24 giugno — solennità della Natività di san Giovanni Battista — recitato con i numerosi fedeli convenuti da diversi Paesi del mondo in Piazza San Pietro. Questi sono i punti nodali della riflessione del Papa: » «Giovanni Battista è stato il precursore, la “voce” inviata ad annunciare il Verbo incarnato. Perciò, commemorare la sua nascita significa in realtà celebrare Cristo, compimento delle promesse di tutti i profeti, dei quali il Battista è stato il più grande, chiamato a “preparare la via” davanti al Messia»; » «Da Gerusalemme e da ogni parte della Giudea la gente accorreva per ascoltare Giovanni Battista e farsi da lui battezzare nel fiume, confessando i propri peccati. La fama del profeta battezzatore crebbe a tal punto che molti si domandavano se fosse lui il Messia. Ma egli — sottolinea l'evangelista — lo negò recisamente: “Io non sono il Cristo”»; » «Egli resta il primo “testimone” di Gesù, avendone ricevuto indicazione dal Cielo: “L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo”. Questo precisamente accadde quando Gesù, ricevuto il battesimo, uscì dall'acqua: Giovanni vide scendere su di Lui lo Spirito come una colomba. Fu allora che “conobbe” la piena realtà di Gesù di Nazaret, e iniziò a farlo “conoscere a Israele”, indicandolo come Figlio di Dio e redentore dell'uomo: “Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”»; » «Giovanni... denunciò le trasgressioni dei comandamenti di Dio, anche quando protagonisti ne erano i potenti. Così, quando accusò di adulterio Erode ed Erodiade, pagò con la vita, sigillando col martirio il suo servizio a Cristo, che è la Verità in persona»; » «Invochiamo la sua intercessione, insieme con quella di Maria Santissima, perché anche ai nostri giorni la Chiesa sappia mantenersi sempre fedele a Cristo e testimoniare con coraggio la sua verità e il suo amore per tutti».
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Benedetto XVI visita la Biblioteca Apostolica Vaticana e l'Archivio Segreto Vaticano, due istituzioni che rendono un importante servizio alla Sede Apostolica

Custodi della sintesi tra cultura e fede che traspira dai preziosi documenti e dai tesori che conservate
«Vostro compito è di custodire la sintesi tra cultura e fede che traspira dai preziosi documenti e dai tesori che custodite, dalle mura che vi circondano, dai Musei che vi sono vicini e dalla splendida Basilica che appare luminosa alle vostre finestre». Con queste parole Benedetto XVI si è rivolto a quanti lavorano nella Biblioteca Apostolica Vaticana e nell'Archivio Segreto Vaticano, durante la visita compiuta nella mattina di lunedì 25 giugno. Questi sono i punti nodali del discorso del Santo Padre: » «Ambedue queste istituzioni, per l'importante servizio che rendono alla Sede Apostolica e al mondo della cultura, ben meritano da parte del Papa un'attenzione particolare»; » «Il vostro non è semplicemente un lavoro ma un singolare servizio che rendete alla Chiesa e, in modo speciale, al Papa»; » «Anche in tempi recenti il Servo di Dio Giovanni Paolo II ha voluto richiamare questo vincolo che lega la Biblioteca Apostolica al Successore di Pietro, vincolo che ne pone in luce la missione peculiare, già sottolineata dal Papa Sisto IV: “Ad decorem militantis Ecclesiae et fidei augmentum — A decoro della Chiesa militante e per la diffusione della fede”»; » «Nel corso dei secoli la Biblioteca Vaticana ha assimilato e affinato questa sua missione con una caratterizzazione inconfondibile, sino ad essere oggi un'accogliente casa di scienza, di cultura e di umanità, che apre le porte a studiosi provenienti da ogni parte del mondo, senza distinzione di provenienza, religione e cultura»; » «Conosco bene anche il lavoro che si svolge, con umile e quasi nascosto impegno quotidiano, nell'Archivio Segreto, méta di tanti ricercatori provenienti dal mondo intero: nei manoscritti, meno solenni dei ricchi codici della Biblioteca Apostolica, ma non meno rilevanti per interesse storico, essi ricercano le radici di tante Istituzioni ecclesiastiche e civili, studiano la storia dei tempi lontani e più recenti, possono delineare i contorni di figure illustri della Chiesa e delle civiltà, e far meglio conoscere l'opera multiforme dei Pontefici Romani e di tanti Pastori»; » «Ricerche, studi e pubblicazioni possono a volte far nascere, accanto ad un interesse precipuamente storico, anche talune polemiche. A questo riguardo non posso che lodare l'atteggiamento di servizio disinteressato ed equanime che l'Archivio Segreto Vaticano ha reso, tenendosi lontano da sterili e spesso anche deboli visioni storiche di parte ed offrendo ai ricercatori, senza preclusioni o preconcetti, il materiale documentario in suo possesso, ordinato con serietà e competenza»; » «Confesso che, al compimento del mio settantesimo anno di età, avrei tanto desiderato che l'amato Giovanni Paolo II mi concedesse di potermi dedicare allo studio e alla ricerca di interessanti documenti e reperti da voi custoditi con cura, veri capolavori che ci aiutano a ripercorrere la storia dell'umanità e del Cristianesimo»; » «Nei suoi disegni provvidenziali il Signore ha stabilito altri programmi per la mia persona ed eccomi oggi tra voi non come appassionato studioso di antichi testi, ma come Pastore chiamato a incoraggiare tutti i fedeli a cooperare alla salvezza del mondo, compiendo ciascuno la volontà di Dio là dove Egli ci pone a lavorare»; » «Preoccupatevi di offrire sempre un'immagine accogliente della Sede Apostolica, consapevoli che il messaggio evangelico passa anche attraverso la vostra coerente testimonianza cristiana».
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LIBANO

Facevano parte del contingente spagnolo della Forza di pace dell'Onu

Sei soldati dell'«Unifil» uccisi da un'autobomba
BEIRUT, 25. Ancora una volta l'orrore del terrorismo ha sconvolto le coscienze di noi tutti. Ancora una volta lo spettro del terrorismo è tornato a colpire versando sangue di operatori di pace. Ancora una volta siamo frastornati dalla crudeltà di cui è capace l'essere umano nei confronti dei propri simili. Nulla può spiegare né giustificare la violenza omicida: i disegni criminali del terrorismo internazionale riposano su false radici culturali che negano l'esistenza di un legame tra le verità e la vita umana. Tali radici sono identificabili con il nichilismo e il fondamentalismo fanatico, che sono vie erronee di rapportarsi alla verità. È di sei «caschi blu» del contingente spagnolo morti e due feriti il bilancio del primo attacco contro la missione «Unifil», nel Sud del Libano, dal rafforzamento del mandato deciso 10 mesi fa. L’attentato, compiuto con un’autobomba, è avvenuto nella zona delle sorgenti di Dardara, nella vallata tra le cittadine di Qlayat e Khyam. Nell’esplosione sono morti tre spagnoli e tre di origine colombiana arruolati nell’esercito di Madrid, a cui spetta il comando del settore Est dell’area presidiata dall'«Unifil», tra il fiume Litani e la linea blu di demarcazione del confine tra Libano e Israele. Il comandante dell’«Unifil», il generale Claudio Graziano, ha affermato che l’attentato in cui è rimasta coinvolta una pattuglia spagnola «non è solo un attacco contro il Libano e l'“Unifil”, ma contro la stabilità della regione». «Hezbollah» ha preso immediatamente le distanze dall’attacco nel Sud del Libano contro il convoglio spagnolo dell’«Unifil». Proprio da «Hezbollah» si era temuto che potessero arrivare attacchi contro l'«Unifil», impegnata a controllare la frontiera e a impedire nuovi attacchi verso Israele dopo la sanguinosa guerra di 34 giorni dell’estate scorsa. «Fatah Al Islam», un gruppo legato ad «Al Qaeda» che aveva recentemente minacciato le Forze dell’Onu — e che da oltre un mese impegna l’esercito libanese in aspri combattimenti nel campo profughi di Nahr El Bared — è indicato come il probabile responsabile dell’attentato ieri nel Sud del Libano. Il Ministro della difesa, José Antonio Alonso, è arrivato in Libano stamani accompagnato da specialisti della «Guardia Civil» e un'équipe di medici legali per la identificazione dei corpi dei sei militari e il loro rimpatrio. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu è stato convocato d'urgenza in queste ore al Palazzo di Vetro. È stata una domenica di sangue in tutto il Libano: a Tripoli, nel Nord, i militari hanno circondato per 10 ore una palazzina alla periferia trasformata da miliziani sunniti in una santabarbara. Nella sparatoria che ha messo fine all’assedio ci sono stati 11 morti, tra cui almeno sei fondamentalisti (tre sauditi, un ceceno e due libanesi), un soldato e tre abitanti del condominio (un poliziotto, la figlia di 4 anni e il suocero).

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto in udienza nel pomeriggio di sabato 23 Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

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Aperto a Gdynia in Polonia il XXII Congresso Mondiale dell'Apostolato del Mare
dal nostro inviato PIERLUIGI NATALIA
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Il Santo Padre ha nominato Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Jean-Louis Tauran, finora Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Raffaele Farina, S.D.B., finora Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, promuovendolo in pari tempo alla dignità arcivescovile. Sua Santità ha inoltre nominato Prefetto della medesima Biblioteca Apostolica Vaticana il Reverendo Monsignore Cesare Pasini, finora

Vice-Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Il passaggio di consegne al Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso fra gli Eminentissimi Cardinali Paul Poupard e Jean-Louis Tauran avrà luogo il 1° settembre 2007.

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go di Sede Metropolitana, con la Diocesi di Maradi quale unica Sede suffraganea. Sua Santità ha nominato primo Arcivescovo Metropolita di Niamey Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Michel Cartatéguy, S.M.A., finora Vescovo della medesima Diocesi.

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Taichung (Taiwan), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Joseph Wang Yu-jung, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

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Provviste di Chiese
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Taichung (Taiwan) il Reverendo Martin Su Yao-wen, del clero di Taichung, Direttore del «campus ministry» dell'Università Providence di Taichung.

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Erezione di Provincia Ecclesiastica e relativa Provvista
Il Santo Padre ha elevato la Diocesi di Niamey (Niger) al ran-

Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Bururi (Burundi) il Reverendo Venant Bacinoni, del clero di Bururi, Professore al Seminario Maggiore Interdiocesano Jean Paul II di Gitega.