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Anno CXLVII - N. 146 (44.589)

CITTÀ DEL VATICANO

Venerdì 29 Giugno 2007

IRAQ Nuove accuse degli Stati Uniti all'Iran in merito al rifornimento di armi e all'addestramento di combattenti

Venerdì 29 giugno

Ancora un'alba di sangue a Baghdad: La Solennità dei Santi trenta vittime per un'autobomba Apostoli Pietro e Paolo
BAGHDAD, 28. Non si fermano le violenze in Iraq, non danno tregua gli attacchi della guerriglia a Baghdad. Questa mattina ancora sangue nella capitale. L'esplosione di un'autobomba — avvenuta nel quartiere sud-occidentale di Bayaa, abitato in prevalenza da sciiti — ha provocato trenta morti e più di quaranta feriti. La potente deflagrazione si è verificata ad un incrocio dove si fermano regolarmente minibus di linea. Fonti della polizia irachena hanno riferito che l'onda d'urto è stata così violenta da appiccare il fuoco ad una quarantina di veicoli. Ieri, un analogo attacco dinamitardo era stato perpetrato in un altro sobborgo sciita della capitale, Al Kadhimiyah, situato nella parte Nord-Ovest di Baghdad: dieci le persone rimaste uccise. Colpi di mortaio sono esplosi in una centrale zona commerciale della città: fonti locali, citate dall'agenzia di stampa «Ansa», hanno riferito che due persone sono morte e quattordici sono rimaste ferite. Stamane sono stati rinvenuti venti cadaveri (erano stati decapitati) nel villaggio di Al Abbad, circa venti chilometri a Sud di Baghdad. Nella capitale, ieri, erano stati trovati altri ventuno cadaveri. Nella notte tra mercoledì e giovedì tre soldati britannici sono stati uccisi, a Bassora, da una bomba, scoppiata al loro passaggio, mentre stavano effettuando un giro di pattuglia a piedi: lo ha reso noto un portavoce del contingente del Regno Unito, maggiore David Gell. Un quarto commilitone è rimasto ferito. L'ordigno, collocato sul ciglio della strada, è stato fatto detonare a distanza. Si è poi appreso che quattro poliziotti iracheni sono rimasti uccisi in un agguato teso dagli uomini della guerriglia nei pressi di Kirkuk. Ieri a Baghdad era stato ucciso un giornalista iracheno. Citando fonti del sindacato dei giornalisti iracheni, l'agenzia «Aswat Al Iraq» ha detto che il reporter, Hamed Abed Farhan, 57 anni, è stato assassinato nel quartiere sunnita di Saidiya mentre stava rientrando nella sua abitazione, situata nel vicino quartiere di Al Turath. Abed Farhan era addetto stampa del Comune di Baghdad. Un soldato statunitense è stato ucciso, alla periferia di Baghdad, da una bomba, esplosa al passaggio del suo veicolo. L'ordigno era stato collocato dagli uomini della guerriglia sul ciglio della strada. Dall'inizio del mese, sulla base dei dati forniti dal Pentagono, riferisce l'agenzia «Agi», i soldati statunitensi rimasti uccisi per il dilagare delle violenze sono stati settantasei. Le forze di sicurezza irachene, nelle ultime ore, hanno arrestato 114 insorti e ne hanno uccisi 14 in aree vicino a Baghdad, nell'ambito dell'operazione «Imporre la legge», avviata il 14 febbraio scorso. Durante l'operazione le forze irachene hanno liberato tre ostaggi — nel comunicato del comando militare non ne è stata precisata la nazionalità, che si presume irachena —, disinnescato due cariche esplosive e sequestrato un grande quantitativo di armi e munizioni. Ribadendo quanto indicato nei giorni scorsi, le forze americane hanno detto di ritenere pressoché conclusa la fase iniziale della vasta operazione lanciata nella città di Baaquba e dintorni con l'obiettivo di eliminare «cellule» di «Al Qaeda». In questi giorni il colonnello Steve bilità della sicurezza, mentre le scadenze per la transizione vengono ripetutamente differite e la violenza non è diminuita in modo significativo in Iraq», sostiene il rapporto, firmato da un gruppo di sedici deputati (sia repubblicani, sia democratici) della Commissione servizi armati della Camera dei rappresentanti. Ieri il portavoce delle forze statunitensi in Iraq, il generale Kevin Bergner — durante una conferenza stampa a Baghdad — ha affermato che è «assolutamente provato che l'Iran opera in Iraq fornendo finanziamenti, armi ed informazioni, addestrando combattenti e cellule di spionaggio per destabilizzare il Paese». Intanto, sempre ieri il Ministro degli esteri iraniano, Manoucher Mottaki, ha detto che l'Iran «prenderà in considerazione con spirito positivo» l'offerta da parte di Baghdad di una nuova tornata di colloqui con gli Stati Uniti sulla sicurezza in Iraq «solamente dopo che gli Usa avranno dato una risposta». Il primo round di colloqui si era svolto a Baghdad lo scorso 28 maggio: vi avevano partecipato gli Ambasciatori dei due Paesi. Il Presidente iracheno, Jalal Talabani, si è recato in questi giorni in visita a Teheran per colloqui che riguardano la sicurezza in Iraq e la possibilità di una ripresa dei negoziati tra l'Iran e gli Stati Uniti sull'argomento. Venerdì 29 giugno la Chiesa celebra la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Patroni dell'Alma Città di Roma. Nel pomeriggio di giovedì 28 Benedetto XVI presiederà, alle ore 17.30, i Primi Vespri della Solennità nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Nella mattina di venerdì 29, alle ore 9.30, nella Basilica Vaticana, il Papa presiederà la Concelebrazione Eucaristica per la benedizione e l'imposizione dei Palli ad Arcivescovi Metropoliti. Sulle figure dei Santi Pietro e Paolo pubblichiamo nell'edizione odierna un articolo di Gianmario Galmozzi.
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Una consueta, drammatica scena a Baghdad: i resti di un'autobomba

Townsend aveva affermato che quel che rimane della guerriglia è rimasto intrappolato all'interno di un settore isolato dai militari americani. Il colonnello ha detto: «Riteniamo che vi sarà un nuovo contatto a breve o che non vi sarà affatto; non hanno altra scelta che quella di combattere, oppure di gettare le armi».

Gli Stati Uniti hanno speso oltre 19 miliardi di dollari per addestrare centinaia di migliaia di soldati e poliziotti iracheni, che però non sono in grado di garantire la sicurezza dell'Iraq: lo afferma un rapporto del Congresso Usa, diffuso ieri. «Le forze di sicurezza irachene non sono in grado di assumersi la responsa-

LIBANO

Il Primo Ministro Fuad Siniora chiede al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon la proroga della missione dell'«Unifil»

Uccisi sei miliziani del gruppo «Fatah Al Islam»
La violenta battaglia con l'esercito è avvenuta sulle colline di Qalamoun nei pressi di Tripoli
BEIRUT, 28. Nuovi scontri si sono avuti questa mattina nel Libano settentrionale, dove le truppe regolari all’alba avevano assaltato una zona boscosa nei pressi della cittadina di Qalamoun dove, secondo una segnalazione anonima, si sarebbero asserragliati guerriglieri di «Fatah Al Islam», il gruppo ultra-radicale considerato alleato dei terroristi di «Al Qaeda», che per quaranta giorni ha impegnato l’esercito di Beirut in un sanguinoso assedio al non lontano campo profughi palestinese di Nahr Al Bared, alle porte di Tripoli. Lo hanno reso noto fonti delle Forze di sicurezza, secondo cui i fondamentalisti hanno risposto al fuoco ma, anche grazie all’intervento degli elicotteri riferito da testimoni oculari, sembrano aver avuto la peggio: sei i miliziani rimasti uccisi, tra cui almeno due di nazionalità libanese e tre sauditi. Stando alle fonti, come minimo due soldati risultano aver subito lesioni, comunque non gravi, sebbene probabilmente nelle loro file i feriti siano stati più numerosi. La zona è fitta di grotte e cunicoli che possono essere utilizzati come nascondigli; Qalamoun si trova ad appena 5 chilometri a Sud di Tripoli, e il mese scorso nei paraggi gli uomini di «Fatah Al Islam» tesero ai governativi un’imboscata mortale, all’origine dei combattimenti di Nahr Al Bared che sono complessivamente costati la vita a non meno di 194 persone: 84 militari, settanta ribelli e quaranta civili. Una battaglia analoga la settimana scorsa era divampata nel cuore della città portuale, dove fu distrutto un covo di «Fatah Al Islam»: morirono sette estremisti. Intanto, il Primo Ministro libanese, Fuad Siniora, ha detto ieri a Parigi di aver chiesto al Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, la proroga della missione dell’«Unifil», la Forza di pace delle Nazioni Unite, colpita domenica da un attentato nel quale sono rimasti uccisi sei «caschi blu» del contingente spagnolo. «Ho consegnato la lettera ufficiale al Segretario generale dell’Onu», ha detto Siniora, che martedì ha incontrato Ban Ki-moon nella capitale francese. Dal canto suo, l’Italia ha confermato il suo «fermo impegno» a favore del Libano, e continuerà a lavorare come ha fatto negli ultimi dieci mesi per garantire «l’unità e la libertà» del Paese. A tre giorni dall’attentato di domenica scorsa il Presidente del Consiglio italiano ha ribadito ieri sera il pieno sostegno di Roma all’«amico personale» Fuad Siniora, arrivato nella capitale da Parigi. Della «risolutezza» mostrata dalla Comunità internazionale si è compiaciuto il Premier Siniora, che ha riferito di aver chiamato subito dopo l’attentato terroristico di domenica il Premier spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, trovando nelle sue parole solo certezze: la Spagna non si muoverà dal Libano, né tantomeno — gli ha garantito il generale italiano Claudio Graziano, comandante generale della missione — lo faranno altri Paesi impegnati nell’«Unifil». Il Premier Zapatero ha ieri affermato che la Spagna ha «pagato un prezzo molto alto» con la morte di sei suoi militari, ma che ciò «non altererà il nostro impegno per la pace in Medio Oriente». Parlando in Parlamento, il Capo del Governo di Madrid ha affermato, citato dai media, che malgrado la situazione in Libano nella zona dove operano i soldati spagnoli sia «molto pericolosa», «non mancherà il nostro appoggio all’Onu quale principale attore» per conseguire la pace nella regione. Zapatero ha reso omaggio ai militari uccisi in Libano sottolineando che «la loro causa era la causa della pace e della solidarietà, la causa per la quale il nostro esercito e la Guardia Civil stanno in Libano». Una missione, ha aggiunto il Primo Ministro spagnolo, che conta su «un triplice appoggio: legale, politico e morale». Dopo aver assicurato la determinazione affinché i responsabili dell’attentato paghino per il loro crimine, Zapatero ha detto che il suo Governo si impegna «affinché non raggiungano mai i loro obiettivi» di destabilizzazione. Le truppe spagnole, ha affermato il Premier, «sono laggiù con l’appoggio morale di contribuire al mantenimento della tregua in una zona molto pericolosa». E «soprattutto» sono lì «in un’operazione dell’Onu per la pace, contribuendo con il loro sforzo e sacrificio, fino a quello della vita, per contribuire a determinare condizioni di stabilità in una zona dove si evidenziano molti dei rischi per la pace nel mondo». L’«Fbi», dopo il primo attentato contro l'«Unifil», ha offerto il suo aiuto alle Forze di sicurezza di Beirut per «combattere il terrorismo». Siamo pronti ad «aiutare il Libano a rafforzare la sua capacità di combattere criminalità e terrorismo, fornendo addestramento e attrezzature», ha dichiarato il Direttore del «Federal bureau of investigation», Robert Mueller, in missione a Beirut.

MEDIO ORIENTE

Apprezzamento del Presidente dell'«Ap» e di Israele

Blair nominato inviato del «Quartetto»
LONDRA, 28. Tony Blair è stato nominato, ieri, inviato per il Medio Oriente del «Quartetto» (Onu, Unione Europea, Usa e Russia). In una dichiarazione diffusa a New York, il «Quartetto» spiega quali saranno le priorità di Blair. L'ex Premier britannico — riferisce l'«Ansa» — dovrà occuparsi delle necessità istituzionali del futuro Stato palestinese, apportandovi il necessario appoggio internazionale, anche dal punto di vista legislativo, oltre a gettare le basi di un piano di sviluppo economico e a curare le relazioni con gli altri Paesi dell'area, rispettando ovviamente gli obiettivi del «Quartetto»: e cioè la creazione di uno Stato palestinese che viva in pace con il suo vicino Israele. Ad assistere Blair, che parteciperà alla prossima riunione del «Quartetto», vi sarà una piccola squadra di esperti, basata a Gerusalemme. Sia il Presidente dell'Autorità palestinese (Ap), Abu Mazen, sia Israele, attraverso il portavoce del ministero degli esteri, Mark Regev, hanno espresso apprezzamento per la nomina di Blair. Critico, invece, Hamas, che sostiene che Blair «non può essere un uomo di pace». Ieri a Ramallah il Ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov, ha affermato che la Russia «appoggia gli sforzi del Presidente dell'Autorità palestinese per ristabilire l'ordine e la sicurezza» nei Territori palestinesi. Lavrov ha aggiunto: «Mosca parteciperà agli sforzi internazionali per aiutare i palestinesi che si trovano in una situazione difficile». Sono circa quattromila i palestinesi fuggiti in Egitto dalla Striscia di Gaza, segnata dagli scontri tra Hamas e Fatah. Lo ha detto, ieri, il Presidente egiziano, Hosni Mubarak, aggiungendo: «Si trovano tutti in un unico campo; ci stiamo prendendo cura di loro. Sono stati affidati all'esercito».

TERZA PAGINA
Il profondo legame tra Pietro e Paolo e la città di Roma

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Jozef Tomko, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali; le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: — Stanisław Ryłko, Arcivescovo titolare di Novica, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; — Roberto Octavio González Nieves, Arcivescovo di San Juan de Puerto Rico (Porto Rico), con gli Ausiliari, le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori Héctor Manuel Rivera Pérez, Vescovo titolare di Tubune di Numidia, e Daniel Fernández Torres, Vescovo titolare di Sufes, e con l'Arcivescovo emerito, Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Luis Aponte Martínez, in visita «ad limina Apostolorum»; — Iñaki Mallona Txertudi, Vescovo di Arecibo (Porto Rico), in visita «ad limina Apostolorum»; — Rubén Antonio González Medina, Vescovo di Caguas (Porto Rico), in visita «ad limina Apostolorum»; — Ulises Aurelio Casiano Vargas, Vescovo di Mayagüez (Porto Rico), in visita «ad limina Apostolorum»; — Félix Lázaro Martínez, Vescovo di Ponce (Porto Rico), in visita «ad limina Apostolorum». Il Santo Padre ha nominato Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti il Reverendo Monsignore Novatus Rugambwa, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica in Indonesia.

I Principi degli Apostoli nel segno del martirio
Il legame intimo, indiscutibile, ineludibile tra i Principi degli Apostoli e la città di Roma è documentato da quella lettera indirizzata da Paolo alla piccola comunità romana, ancora nel 56-57, qualche anno prima che questi giungesse personalmente nell'Urbe, per anticipare, con una sorta di preoccupatio, la sua posizione sul tema dottrinale riguardante la giustificazione e, dunque, il complicato rapporto tra la fede in Cristo e le opere della legge mosaica, che lacera — in quei primi momenti — la vita delle comunità cristiane nell'intero orbis antiquus...

Provviste di Chiese
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea (Italia) il Reverendo Monsignore Luigi Renzo, del clero dell'Arcidiocesi di Rossano-Cariati, finora Vicario Generale e Parroco della Cattedrale della medesima Arcidiocesi.

Nomina di Vescovo Coadiutore
Il Santo Padre ha nominato Vescovo Coadiutore di Tonga (Regno di Tonga) il Reverendo Soane Patita Paini Mafi, Vice-Rettore del Seminario Regionale del Pacifico a Fiji.

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di FABRIZIO BISCONTI
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Il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, sul tema La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace «Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 13.14), da tenersi in Vaticano dal 4 al 25 ottobre dell'anno 2009.

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea (Italia), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Domenico Tarcisio Cortese, O.F.M., in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

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Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Avezzano (Italia) il Reverendo Monsignore Pietro Santoro, del clero dell'Arcidiocesi di ChietiVasto, finora Parroco e Vicario Episcopale nella medesima Arcidiocesi.

Nomina di Vescovo Ausiliare
Il Santo Padre ha nominato Ausiliare della Diocesi di Idah (Nigeria) il Reverendo Padre Anthony Ademu Adaji, M.S.P., Economo del St. Paul's Seminary di Abuja, assegnandogli la sede titolare vescovile di Turuda.
In occasione della Solennità dei Ss. Pietro e Paolo domani il nostro giornale non uscirà. Le pubblicazioni riprenderanno in data 30 Giugno-1 Luglio.

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Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Superior (U.S.A.), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Raphael M. Fliss, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Superior (U.S.A.) il Reverendo Sacerdote Peter F. Christensen, del clero dell'Arcidiocesi di Saint Paul and Minneapolis, Parroco della Parrocchia «The Nativity of Our Lord» in Saint Paul.