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Anno CXLVII - N. 148 (44.591)

CITTÀ DEL VATICANO

Lunedì-Martedì 2-3 Luglio 2007

All'Angelus Benedetto XVI commenta le Letture bibliche della Domenica e invita a meditare su un tema affascinante: libertà e sequela di Cristo

«Chi appartiene alla verità non sarà mai schiavo di nessun potere»
«Chi appartiene alla verità non sarà mai schiavo di nessun potere, ma saprà sempre liberamente farsi servo dei fratelli». Lo ha ricordato Benedetto XVI durante la preghiera mariana dell'Angelus, recitata con i numerosi fedeli convenuti in Piazza San Pietro nella mattina di domenica 1° luglio, XIII del Tempo Ordinario. Prendendo spunto dalle Letture bibliche della Messa domenicale, il Papa ha invitato a meditare su un tema affascinante, che si può riassumere così: libertà e sequela di Cristo. «La libertà cristiana — ha spiegato — è tutt'altro che arbitrarietà; è sequela di Cristo nel dono di sé sino al sacrificio della Croce. Può sembrare un paradosso — ha aggiunto —, ma il culmine della sua libertà il Signore l'ha vissuto sulla croce, come vertice dell'amore. Quando sul Calvario gli gridavano: “Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce!”, egli dimostrò la sua libertà di Figlio proprio rimanendo su quel patibolo per compiere fino in fondo la volontà misericordiosa del Padre». Il Santo Padre ha anche sottolineato come questa esperienza sia stata condivisa da tanti altri testimoni della verità: «uomini e donne — ha detto — che hanno dimostrato di rimanere liberi anche in una cella di prigione e sotto le minacce della tortura».
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Colombia: il Papa rivolge il suo accorato appello perché cessi ogni sequestro
«Dalla Colombia giunge la triste notizia del barbaro assassinio di undici Deputati regionali del Dipartimento del Valle del Cauca, che per più di cinque anni sono rimasti nelle mani delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia. Mentre elevo preghiere in loro suffragio, mi unisco al profondo dolore dei familiari e dell'amata Nazione colombiana, ancora una volta funestata dall'odio fratricida. Rinnovo il mio accorato appello affinché cessi immediatamente ogni sequestro e vengano restituiti all'affetto dei loro cari quanti sono tuttora vittime di tali inammissibili forme di violenza».
(Benedetto XVI, Angelus Domini 1 luglio 2007)

TERRORISMO

Dopo gli attacchi falliti a Londra e l'azione all'aeroporto di Glasgow

Gran Bretagna: stato di massima allerta per prevenire altri possibili attentati
LONDRA, 2. Massimo livello di allerta nella Gran Bretagna che si trova di nuovo a fronteggiare la minaccia del terrorismo. Il Governo è stato costretto ad innalzare l’allarme terrorismo dopo le due autobombe trovate venerdì al centro di Londra e dopo che, nel pomeriggio di sabato, due uomini «di aspetto indo-pakistano» hanno fatto esplodere una grossa autovettura all'aeroporto di Glasgow. Nel timore che si tratti dell’inizio di una «sostenuta campagna di terrore» la polizia ha rafforzato i dispositivi di sicurezza — in particolare in aeroporti e stazioni ferroviarie e al centro di Londra — e moltiplicato i controlli mentre i servizi segreti hanno richiamato al lavoro tutto il personale e hanno annullato licenze e ferie. Per gli attentati — falliti a Londra a causa dell’apparente malfunzionamento dei telefonini-detonatori — e per l'attacco condotto all’aeroporto di Glasgow si privilegia la pista di «Al Qaeda»: «Questi attacchi segnalano una grossa escalation dei terroristi islamici. Le tattiche di “Al Qaeda” a Baghdad o a Bali sono arrivate nelle strade del Regno Unito», ha sottolineato Lord Stevens, ex-capo di Scotland Yard, appena nominato consigliere del Primo Ministro per la lotta al terrorismo. Lo stesso Premier, Gordon Brown, ha evocato ieri lo spettro di «Al Qaeda» nel corso di un’intervista ad un'emittente televisiva. Oltre ai due falliti kamikaze che sabato all’aeroporto di Glasgow hanno infranto la cancellata del terminal e seminato il panico con l’esplosione della loro «Jeep» verde, la polizia ha arrestato, nella notte tra sabato e domenica sull’autostrada «M6», nel Nord dell’Inghilterra, un uomo di 26 e una donna di 27 anni. Sarebbero gli autisti delle due automobili imbottite di gas, petrolio e chiodi ritrovate nel cuore di Londra. Una quinta persona — un uomo anche lui di 26 anni — è finita in manette a Liverpool, dove ieri gli agenti hanno chiuso al traffico alcune strade. Altre due persone, infine, sono state arrestate nella notte tra domenica e lunedì. Nessuno dei sette arrestati sarebbe di nazionalità britannica. Perquisizioni sono state effettuate anche nella città di Newscastle-upon-Lyme. «La polizia sta facendo grossi progressi», ha sottolineato Brown con soddisfazione. A detta di Scotland Yard esiste un indiscutibile legame tra i due falliti attentati di Londra e l'attacco nello scalo di Glasgow, dove uno dei due terroristi — addosso al quale è stata poi scoperta in ospedale una cintura «sospetta», fatta prontamente brillare — si è dato fuoco ed è stato bloccato e salvato a stento da viaggiatori e poliziotti armati di estintori. Nell’incursione all’aeroporto scozzese non si lamentano morti, l’unico ferito grave è il terrorista ustionato ma la paura di altri «imminenti» attentati ha spinto Brown ha elevare al più alto dei cinque livelli (da «severe» a «critical») l’allerta anti-terrorismo. Un modo anche per dare più libertà d’azione alle forze dell’ordine. «Non cederemo, non ci lasceremo intimidire e non permetteremo a nessuno di minare il nostro modo di vita«, ha assicurato ieri mattina il Primo Ministro britannico. A Glasgow — dove ieri nel pomeriggio la polizia ha proceduto all’esplosione controllata di un’auto «sospetta» proprio nel parcheggio dell’ospedale in cui è ricoverato il terrorista ustionato — l’aeroporto ha intanto ripreso a funzionare a pieno ritmo. Lo scalo potrebbe essere finito nel mirino delle cellule della galassia «Al Qaeda» semplicemente perché si trova in Scozia e cioè nella terra natale di Brown, ma i servizi segreti non escludono nemmeno che il movente della campagna terroristica appena scatenata sia la guerra in Iraq o quella in Afghanistan o anche il titolo di «Sir» appena conferito dalla Regina Elisabetta II allo scrittore Salman Rushdie. Il Presidente Usa, George W. Bush, ha elogiato la «reazione molto ferma» del nuovo Premier britannico in occasione dei mancati attentati terroristici. «Questo mostra in modo evidente che la guerra contro questi estremisti continua», ha detto Bush domenica in una battuta ai giornalisti nella villa di famiglia di Kennebunkport dove ha dato il benvenuto al Presidente russo, Vladimir Putin. Bush è stato tenuto al corrente domenica periodicamente sull’evolversi della situazione in Gran Bretagna e sulle indagini per identificare e catturare i terroristi. Quella di ieri, comunque, è stata una giornata costellata da falsi allarme-bomba. Un terminal dell’aeroporto londinese di Heathrow è stato chiuso per il ritrovamento di un pacco sospetto. L’allarme, fortunatamente risultato infondato, è scattato nell’area partenze del terminal «tre» che serve i voli a lungo raggio. In breve i passeggeri hanno potuto far ritorno nelle sale dello scalo. È durato invece appena qualche minuto l’allarme al terminal della «American Airlines» dell’aeroporto J.F. Kennedy di New York: la autorità locali hanno deciso di riaprire il terminal dopo avere appurato che un pacco sospetto non conteneva nessuna bomba.

Il Card. Bertone, Segretario di Stato conferisce l'ordinazione episcopale all'Arcivescovo Michele Di Ruberto
«Mons. Di Ruberto è un esempio di convinta e generosa collaborazione, di solida e comprovata fedeltà alla Chiesa e al Papa. È giunto all'Ordinazione Episcopale con una vasta esperienza ecclesiale e dopo un lungo e generoso servizio alla Santa Sede. Nei cinquant'anni di sacerdozio ha dato spazio e importanza anche al ministero pastorale diretto, che ha svolto con slancio ed efficacia specialmente tra i giovani di Lucera, di Roma e di Zagarolo, oltre che nell'Azione Cattolica e tra le suore Riparatrici del Sacro Cuore, di cui è cappellano da molti anni». È quanto ha ricordato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, durante l'omelia dell'ordinazione episcopale di Mons. Michele Di Ruberto, Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi, svoltasi nel pomeriggio di sabato 30 giugno all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana.

Servizio di GIANFRANCO GRIECO
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DAL MONDO
Afghanistan

In occasione del centenario dell'esperienza degli scout

NOSTRE INFORMAZIONI
Pagina 5

Il Presidente Karzai ordina un'inchiesta sulle morti di civili
Usa--Russia

Lettera del Papa al Cardinale Jean-Pierre Ricard
TERZA PAGINA
La 50ª edizione del Festival dei Due Mondi

Vertice informale fra Bush e Putin
Iraq

Ancora orrori: fossa comune a Falluja con 40 cadaveri
Medio Oriente

Un'intera città coinvolta per un evento in cerca di nuovi orizzonti
di MARCELLO FILOTEI Due recenti premi allo scrittore versiliese

Israele sblocca i fondi dell'Autorità palestinese
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Manlio Cancogni e l'etica della speranza
di GIAN FILIPPO BELARDO
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Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna); le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: — Michele Di Ruberto, Arcivescovo titolare di Biccari, Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi; — Ramón Benito de la Rosa y Carpio, Arcivescovo di Santiago de los Caballeros (Repubblica Dominicana), in visita «ad limina Apostolorum»; — Antonio Camilo González, Vescovo di La Vega (Repubblica Dominicana), in visita «ad limina Apostolorum»; — Diómedes Espinal de León, Vescovo di Mao-Monte Cristi (Repubblica Dominicana), con il Vescovo emerito, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Jerónimo Tomás Abreu Herrera, in visita «ad limina Apostolorum»;

— Julio César Corniel Amaro, Vescovo di Puerto Plata (Repubblica Dominicana), in visita «ad limina Apostolorum»; — Jesús María De Jesús Moya, Vescovo di San Francisco de Macorís (Repubblica Dominicana), in visita «ad limina Apostolorum»; — Freddy Antonio de Jesús Bretón Martínez, Vescovo di Baní (Repubblica Dominicana), in visita «ad limina Apostolorum».

Nomina di Vescovo Ausiliare
Il Santo Padre ha nominato Ausiliare della Diocesi di Aitape (Papua Nuova Guinea) il Reverendo Otto Separy, Cancelliere della Diocesi di Wewak, assegnandogli la sede titolare vescovile di Pupiana.

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Ieri il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Alaminos (Filippine), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Jesus A. Cabrera, in conformità al canone 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico. Gli succede Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Marlo M. Peralta, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

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pprofondimenti

L'età della Restaurazione e l'opera del beato Luigi Maria Monti
di DANILO VENERUSO
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