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Anno CXLVII - N. 177 (44.620)

CITTÀ DEL VATICANO

Domenica 5 Agosto 2007

IRAQ Il trofeo della Coppa d'Asia consegnato alla mamma di un bambino di 12 anni ucciso in un attentato

Il Premier Al Maliki: impossibile fissare un calendario per il ritiro delle truppe Usa
BAGHDAD, 4. Il Primo Ministro iracheno, Jawad Al Maliki, ha affermato ieri, in un'intervista all'emittente statunitense «Abc», che è impossibile definire un calendario per il ritiro delle truppe Usa. «Non posso formulare niente di preciso, né noi, né il Governo americano possiamo stabilire un calendario», ha detto Al Maliki. Questi ha aggiunto: «Quando la sicurezza sarà stata ristabilita, allora le nostre forze di sicurezza potranno raccogliere il testimone. Ciò dipenderà dai risultati che avremo». L'8 agosto il Primo Ministro iracheno si recherà in visita ufficiale in Iran. Come spiegato dall'Ambasciatore iraniano a Baghdad, Hassan Kazemi-Qomi, il Premier guiderà «un'importante delegazione» e discuterà con le autorità iraniane di «questioni economiche e politiche». Sempre l'Ambasciatore iraniano in Iraq ha comunicato, ieri, che esperti statunitensi, iraniani ed iracheni prenderanno parte, la prossima settimana, ad una riunione per precisare nel dettaglio le prerogative del comitato tripartito sulla cui istituzione è stato raggiunto un accordo lo scorso 24 luglio, in occasione dell'incontro, a Baghdad, tra l'Ambasciatore statunitense, Ryan Crocker, ed il suo omologo iraniano, Hassan Kazemi Qomi. In base all'accordo, tale comitato ha il compito di definire una strategia per combattere «Al Qaeda» in Iraq e per arginare la forza delle milizie. Tra gli obiettivi, anche quello di stabilizzare le zone di confine. Il Primo Ministro Al Maliki, il 7 agosto, sarà ad Ankara, su invito del Premier turco Tayyip Erdogan, per discutere sui campi del «Pkk» (Partito dei lavoratori del Kurdistan) nel Nord dell'Iraq, come reso noto dal portavoce del ministero degli esteri turco, Levent Bilman. «Tutti gli aspetti delle relazioni bilaterali, incluse le questioni della sicurezza, saranno all'ordine del giorno», ha detto il portavoce in un briefing con la stampa. Violenti scontri sono scoppiati nel carcere di Badosh, a Mossul, tra soldati Usa e detenuti, dei quali uno è morto e due sono rimasti feriti. Fonti di sicurezza locali, citate dall'agenzia «Ansa», hanno riferito che gli scontri sono iniziati quando «soldati americani sono entrati nel “braccio della morte” per prelevare i condannati a cui è stata inflitta la pena capitale». I detenuti — affermano sempre le fonti di sicurezza — hanno «rifiutato di obbedire agli ordini ed hanno preso ad erigere barricate e a dare alle fiamme alcune masserizie». A questo punto, i soldati americani «hanno chiesto rinforzi e per porre fine alla rivolta hanno fatto uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma», hanno detto ancora le fonti. Stamane si è appreso che un soldato americano è morto per le gravi ferite riportate in uno scontro con i ribelli, avvenuto giovedì nella provincia di Al Anbar. Accolta con lanci di chicci di riso e petali di fiori, ma protetta da un fitto cordone di agenti delle forze speciali dell'esercito, è arrivata, ieri pomeriggio a Baghdad, la nazionale di calcio irachena, vincitrice, domenica scorsa, della quattordicesima edizione della Coppa d'Asia: la finale è stata giocata a Jakarta, in Indonesia, contro l'Arabia Saudita. Proveniente da Amman, in Giordania, il volo speciale dell'«Iraqi Airways» è atterrato sulla pista dell'aeroporto internaoccasione dei festeggiamenti per la vittoria nella semifinale, cinquattotto persone rimasero uccise a Baghdad in seguito a due attentati dinamitardi. Tra le vittime di quel giorno, un bambino di dodici anni: alla mamma, ieri, durante la cerimonia di accoglienza della nazionale nella «Zona verde», è stato consegnato il trofeo della Coppa d'Asia, tra gli applausi e la viva commozione dei presenti. «Dedichiamo questa vittoria a tutto l'Iraq» ha affermato un giocatore della nazionale, il quale si è detto convinto che «la prossima edizione della Coppa d'Asia sarà vinta da un Iraq pacificato». Il sergente dei marines, Lawrence Hutchins, dovrà scontare quindici anni di prigione: è la pena stabilita — riferiscono fonti militari Usa — dalla Corte marziale che lo aveva giudicato colpevole dell'omicidio di un civile iracheno. Il sergente è stato anche espulso dalle Forze armate degli Stati Uniti. Lawrence Hutchins faceva parte della squadra di otto militari statunitensi che il 26 aprile dell'anno scorso fece irruzione in un'abitazione ad Hamdanyia, a Nord di Baghdad. I militari erano alla caccia di un sospetto terrorista che viveva nella casa adiacente. Non avendolo trovato, Hutchins trascinò il proprietario Hashim Ibrahim Awad fuori dall'abitazione e lo uccise a colpi d'arma da fuoco, senza che questi lo avesse provocato.

Messaggio di Benedetto XVI in occasione del XX anniversario del Primo Incontro di Preghiera sul Monte Hiei (Kyoto) in Giappone
In occasione delle celebrazioni svoltesi venerdì 3 e sabato 4 agosto per il XX anniversario del Primo Incontro di Preghiera che ebbe luogo nell'agosto del 1987 sul Monte Hiei (Kyoto), in Giappone, Benedetto XVI ha fatto pervenire al Venerabile Kahjun Handa, Capo spirituale del «Buddismo Tendai», un Messaggio nel quale assicura la sua «vicinanza spirituale» a tutti i rappresentanti delle diverse religioni riuniti per la circostanza. In esso il Papa sottolinea che, «da una prospettiva soprannaturale», la pace è «un dono di Dio» e, allo stesso tempo, «un dovere per ogni individuo». «Infatti — scrive Benedetto XVI — l'anelito del mondo alla pace, che riecheggia nelle famiglie e nelle comunità in tutto il mondo, è sia una preghiera a Dio sia un appello a ogni fratello e a ogni sorella della nostra famiglia umana». «Che le vostre preghiere e la cooperazione — auspica il Santo Padre in conclusione — vi colmino della pace di Dio e rafforzino la vostra determinazione a testimoniare la razionalità della pace che supera l'irrazionalità della violenza!».
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Due soldati statunitensi di pattuglia in una strada di Baghdad

zionale della capitale, ma non è stato possibile — segnala l'agenzia di stampa «Ansa» — né ai giornalisti, né ai tifosi, avvicinare la squadra prima dell'arrivo in città, nel perimetro superprotetto della cosiddetta «Zona verde». Qui giocatori e dirigenti sono stati accolti (l'avvenimento è stato trasmesso in diretta televisiva) dal Premier iracheno Al Maliki e

dal Ministro dell'interno, Jawwad Al Polani. Riferisce sempre l'agenzia «Ansa» che per l'arrivo degli «eroi di Jakarta» le autorità avevano da giorni preparato rigorose misure di sicurezza con lo scopo di evitare che nuovi festeggiamenti si protessero tramutare in tragedia. Da ricordare, infatti, che il 25 luglio scorso, in

Un articolo di Mons. Felix A. Machado Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso
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MALTEMPO

Piogge monsoniche colpiscono l'India, il Bangladesh e la Cina

Centinaia di morti e milioni di sfollati per le inondazioni nel Sud-Est asiatico
NUOVA DELHI, 4. tutto isolate i soccorsi Piogge monsoniche è quello di lanciarli di eccezionale potendall’alto, con aerei e za stanno devastando elicotteri, ma i lanci l’Asia Sud-orientale, non sempre colgono dal Bangladesh alla il bersaglio. Cina, con un tragico In Cina solo nella bilancio di decine di provincia di Henan i milioni di sfollati e morti sono 78 e sono centinaia di vittime. 6.000 le abitazioni inNon meno di 200 vase dalle acque. In persone sono morte generale quest’anno i negli ultimi giorni a morti in Cina per causa delle piogge e inondazioni sono oldelle conseguenti tre 700. Il Governo inondazioni che handel Bangladesh ha no colpito vaste aree d’altra parte reso nodel Nord dell’India e to che almeno un teril Bangladesh: lo renzo della popolazione dono noto fonti uffidel Paese (circa 140 ciali dei due Paesi milioni di abitanti) è asiatici, precisando stata in un modo o in che gli sfollati o perun altro colpita dalle sone allontanate dalle piogge e dalle inondaUna strada di una città della provincia cinese di Henan invasa dalle acque proprie abitazioni sazioni. Infine, centirebbero circa 20 minaia di migliaia di lioni. In alcune regioni, le inondazioni agricole, con danni pari a centinaia di sfollati si segnalano anche in Nepal, dosono le più gravi degli ultimi anni. migliaia di euro, soprattutto negli Stati ve sono molti i corsi d’acqua straripati. Gli aiuti umanitari faticano a raggiunIn India, dove i morti sono non meno di Uttar Pradesh e Diwakar Tripathi. di 132, le aree più colpite sono gli Stati L’esercito indiano sta provvedendo a gere alcune zone particolarmente colpite di Assam, Bihar e Uttar Pradesh. La po- portare alimenti, acqua e altri beni di dalle alluvioni nel Sud-Est dell'Asia, le lizia di Lucknow, capitale di quest’ulti- prima necessità con gli elicotteri, anche peggiori degli ultimi trenta anni. Finora mo Stato, ha precisato che «nelle ultime se le Agenzie umanitarie denunciano la stagione dei monsoni, che comincia a 24 ore sono morte almeno dodici perso- gravi problemi e ritardi negli aiuti. In giugno e dura fino a settembre, ha dine, molte delle quali donne e bambine, totale, si stima che in India gli sfollati strutto 630.000 ettari di campi coltivati. a causa di incidenti provocati dalle piog- siano più di 12 milioni. I soccorsi sono La situazione è resa critica anche dal lige». Nello stesso Stato, l’esercito ha resi molto difficili dalla impraticabilità vello eccezionale dei fiumi, e le previsiosgomberato la popolazione di circa 500 delle strade e dal fatto che molti ponti ni dei meteorologi non confortano: sono villaggi. Le piogge — hanno ricordato le sono stati danneggiati. Spesso l’unico infatti annunciate in Asia del Sud ulteautorità — hanno devastato ampie zone modo per fare giungere a comunità del riori precipitazioni per i prossimi giorni.

6 agosto 1978-2007: XXIX anniversario della morte del Servo di Dio Paolo VI
«Sento che la Chiesa mi circonda: o Santa Chiesa, una e cattolica ed apostolica, ricevi col mio benedicente saluto il mio supremo atto d'amore»: sono le parole del Testamento Spirituale del Servo di Dio Paolo VI, di cui il 6 agosto, festa della Trasfigurazione del Signore, ricorre il XXIX anniversario della morte, avvenuta a Castel Gandolfo. In queste parole c'è la testimonianza più alta del suo tenero e filiale amore alla Chiesa, la «Sposa» alla quale egli ha offerto la sua vita e il suo instancabile ministero apostolico. «Fino all'ultimo respiro — ha ricordato in proposito Benedetto XVI ricevendo in udienza, il 3 marzo scorso, nella Sala dei Papi, i membri del Comitato Scientifico e del Comitato Esecutivo dell'Istituto Paolo VI di Brescia — il suo pensiero, le sue energie, la sua azione furono per Cristo e per la Chiesa». «Non si lasciò condizionare da incomprensioni e critiche — ha sottolineato il Papa nel suo discorso — anche se dovette sopportare sofferenze e attacchi talora violenti, ma restò in ogni circostanza fermo e prudente timoniere della barca di Pietro».
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SOMALIA

L'Unicef lancia un appello per la protezione dei bimbi nei quartieri più a rischio

Mogadisco: in migliaia fuggono dalle violenze
MOGADISCIO, 4. Cresce l'emergenza sfollati in Somalia: dall’inizio di giugno circa 27.000 persone sono fuggite da Mogadiscio a causa dell'ininterrotta guerriglia urbana fra i gruppi di estremisti islamici e le truppe etiopiche, che continua ancor oggi ad insanguinare le strade della capitale. L’allarme è stato lanciato dall’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che in un documento ha sottolineato come ad essere in pericolo siano soprattutto i bambini, sia per la carenza di cibo sia per il rischio di epidemie. Sebbene a maggio le autorità somale avessero dichiarato sconfitto le forze estremiste, negli ultimi due mesi una nuova ondata di violenza ha provocato un ulteriore flusso di sfollati: seimila a giugno e 21.000 in luglio. Fra febbraio e maggio più di quattrocentomila civili avevano abbandonato Mogadiscio a causa dei pesanti combattimenti divampati nell’instabile capitale somala tra le truppe del Governo di transizione, appoggiate da quelle etiopiche, e le milizie degli insorti rimasti legati alle deposte corti islamiche. Secondo i dati dell’agenzia Onu, di questi quattrocentomila sfollati circa 125.000 sono rientrati nella città. Tuttavia, ancor oggi a Mogadiscio bombardamenti e scontri a fuoco sono all’ordine del giorno. I bambini non possono andare a scuola e molti quartieri restano isolati. Veronique Taveau, inviata dell’Unicef, ha riferito che almeno venti bambini sono morti negli scontri dell’ultimo mese. L’Unhcr ha anche denunciato casi di rapine e di stupri da parte di miliziani armati, e di banditi che hanno allestito posti di blocco proprio lungo le vie di fuga dalla capitale.

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha nominato l'Eminentissimo Signor Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Bruxelles, Suo Inviato Speciale a Reims (Francia) per le solenni celebrazioni del millennio della costruzione della Basilica di Saint-Remi, che avranno luogo il 7 ottobre 2007. verendo Monsignore Crispin Barrete Varquez, del clero della Diocesi di Tagbilaran, finora Vicario Generale e Parroco della Cattedrale di Tagbilaran.

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Atlante geopolitico

Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico negli Emirati Arabi Uniti Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Mounged El-Hachem, Arcivescovo titolare di Darni, Nunzio Apostolico in Kuwait, Yemen, Bahrein e Qatar e Delegato Apostolico nella Penisola Arabica.

Verso l'Incontro del Papa a Loreto con i giovani italiani
Sabato 1 e domenica 2 settembre Benedetto XVI sarà a Loreto per incontrare i giovani italiani che si riuniranno per vivere l'esperienza triennale di comunione e di fede denominata «Agorà». All'atteso Incontro con il Papa — che culminerà con la Santa Messa celebrata nella mattina di domenica 2 nella vallata di Montorso — i giovani si stanno preparando con grande intensità spirituale.
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Sudan: l'Onu approva l'invio di truppe di pace in Darfur
di LUCA M. POSSATI
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Il Santo Padre ha elevato alla dignità episcopale il Reverendo Padre Sergio Pagano, B., Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano, assegnandogli la sede titolare di Celene.

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Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Borongan (Filippine) il Re-

Ragazzi somali nel distretto di Hamarweyne a Mogadiscio