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Anno CXLVII - N. 189 (44.632)

CITTÀ DEL VATICANO

Mercoledì 22 Agosto 2007

MEDIO ORIENTE Raid aereo israeliano ad Al Bureij: uccisi sei miliziani palestinesi

PERÚ Dopo il devastante terremoto nel Sud si lotta per evitare le epidemie

La Striscia di Gaza Difficoltà nei soccorsi ancora segnata dalle violenze alla popolazione dei piccoli centri
TEL AVIV, 21. Mentre proseguono gli sforzi diplomatici in vista della prossima conferenza internazionale per la pace, ieri, sei miliziani del movimento estremista palestinese Hamas sono morti in un attacco compiuto dall'aviazione militare israeliana nei pressi del campo profughi di Al Bureij, nel centro della Striscia di Gaza. Un secondo raid aereo è avvenuto oggi: un caccia israeliano ha aperto il fuoco contro un'auto nel Sud della Striscia, uccidendo tre miliziani appartenenti al grupAutomezzo po «Jihad islamica». Il primo attacco è scattato nel pomeriggio di ieri. Un caccia dell'aviazione militare israeliana ha centrato con un missile l'auto sulla quale viaggiavano i membri di Hamas. L'esercito israeliano ha confermato l'incursione, sottolineando che in precedenza i miliziani palestinesi «avevano lanciato alcuni razzi di fabbricazione artigianale contro la cittadina israeliana di Sderot». per primo. Il secondo raid aereo è avvenuto nelle vicinanze di Khan Younis, al confine fra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Un portavoce dell’esercito israeliano ha confermato l’attacco, aggiungendo che è stato attuato per colpire «due persone armate» in prossimità della recinzione di frontiera. Sul piano politico e diplomatico, ieri, il quotidiano israeliano Maariv ha diffuso la notizia che la prossima settimana potrebbe avvenire un nuovo incontro fra il Primo Ministro israeliano, Ehud Olmert, e il distrutto da un missile israeliano nella Striscia di Gaza Presidente dell'Autorità palestinese, Abu Fonti ospedaliere locali, inoltre, hanno Mazen, in vista della conferenza internariferito che nell'esplosione altri tre estre- zionale di pace proposta dal Presidente misti sono rimasti feriti. Poche ore dopo Usa, George W. Bush. Due giorni fa, il raid, nella notte, soldati israeliani han- inoltre, la Commissione europea ha deno ucciso un altro militante palestinese ciso di sospendere i pagamenti per le in uno scontro a fuoco nel campo profu- forniture di carburante destinate alla ghi di Al Ein, in prossimità della città di termocentrale di Gaza per l'intenzione Nablus. Una portavoce militare ha co- di Hamas di istituire una tassa sulla cormunicato che l'uomo ha aperto il fuoco rente elettrica. LIMA, 21. Si moltiplicano le iniziative e i gesti di solidarietà per aiutare le centinaia di migliaia di peruviani colpiti nel Sud dal devastante terremoto di ferragosto. È necessario far giungere gli aiuti umanitari non soltanto nelle città più grandi ma anche alla popolazione dispersa nei piccoli paesini. Mille coperte, 500 kit per cucinare e 60 tende. Questo il primo stock di aiuti che è arrivato ieri a Pisco, città rasa al suolo al 70% dal sisma, da parte di Save the Children, l'orgaLa popolazione nizzazione internazionale per la difesa e promozione dei diritti del bambino. «È una lotta contro il tempo per assicurare ripari e coperte ai bambini, per i quali è vitale essere protetti dal freddo», ha detto Richard Harthill, Direttore dei programmi di Save the Children in Sud America. «Costretti a stare per strada anche di notte, senza cibo o vestiti sufficientemente pesanti, i bambini rischiano e dell’impraticabilità delle strade, sommerse dall’acqua. Inoltre si sono registrate ulteriori scosse di assestamento, che hanno accresciuto il senso di paura e precarietà fra i bambini. Molti di essi, nella confusione seguita al sisma, sono stati separati dalle loro famiglie ed ora sono più vulnerabili e a rischio di subire abusi. A Pisco, la città peruviana, 240 chilometri a Sud di Lima, più colpita dal terremoto i bulldozer sono al lavoro per rimuovere le macerie degli edifici distrutti. I soccorritoaiuti umanitari ri stanno anche cercando di impedire la diffusione di epidemie spargendo fumo insetticida, più di 1.500 tra medici e infermieri stanno lavorando per allontanare questa minaccia. Più di mille poliziotti sono stati dispiegati per far fronte a un ulteriore problema, le razzie degli sciacalli che hanno seminato ulteriore paura tra la popolazione. Secondo le ultime cifre fornite dalla Protezione civile, sono 540 le vittime del sisma di magnitudo 8, 1.039 i feriti e 176.000 i senzatetto. Le case crollate sono oltre 35.000. Nella città di Pisco si registra la situazione peggiore: il 70 per cento degli edifici è distrutto. Tra questi la chiesa di San Clemente dove sono morte 160 persone e di cui restano in piedi pezzi della cupola e le torri del campanile. I vigili del fuoco sono al lavoro per evitare il crollo dei pochi edifici rimasti in piedi. Il Presidente peruviano, Alan Garcia, in visita per la terza volta nella città, ha deplorato gli episodi di violenza e ordinato di usare le misure «più severe» e se necessario «imporre il coprifuoco». Il Presidente ha annunciato ieri che si appresta a lanciare un piano per la ricostruzione delle città colpite — soprattutto Pisco, Ica e Chincha — e che ne affiderà la gestione ad un ente autonomo. Nonostante l'impegno del Governo di Lima, molti media peruviani continuano ad insistere che nelle zone del disastro continua il caos, anche se si stanno convogliano verso la regione colpita gli aiuti provenienti da tante parti del mondo. Il Presidente Garcia alle crescenti denunce sul pericolo di epidemie ha sostenuto che «non bisogna creare falsi allarmi» poiché, ha precisato, «già sono operativi ospedali da campo giunti dagli Stati Uniti e da Cuba, che si occupano di effettuare irrorazioni nei luoghi dove sono stati dissotterrati i cadaveri». Il Capo dello Stato, contrariamente a quanto affermano invece molti media peruviani, ha anche assicurato: «Non credo nemmeno che ci siano problemi di fame e di acqua potabile» nelle zone colpite. Il Presidente della Bolivia, Evo Morales, ha annunciato il lancio di una campagna di solidarietà con la popolazione peruviana colpita mercoledì scorso da un violento terremoto. Lo scrive l’agenzia di stampa boliviana «Abi». In presenza del sindaco di La Paz, Juan del Granado, e di gran parte dei suoi Ministri, Morales ha rivolto un appello ai boliviani affinché moltiplichino i doni per la popolazione peruviana sinistrata ed ha indicato che lui ed il vice Presidente Alvaro Garcia Linera devolveranno al fondo «Bolivia e La Paz con te, Perú» la metà di un mese di stipendio.

della città di Chancha in fila per ricevere gli

di prendersi la polmonite e altre malattie respiratorie molto pericolose. È urgente fornire gli aiuti necessari a impedire che le condizioni di tanti minori e delle loro famiglie peggiorino sempre più». A rallentare e complicare le operazioni di soccorso vi è anche la difficoltà di raggiungere la popolazione colpita, a causa delle linee telefoniche interrotte

IRAQ

Il Premier iracheno Al Maliki in visita a Damasco — La Francia conferma il sostegno all'ampliamento della presenza dell'Onu

S'intensificano i confronti diplomatici
Ma le stragi non s'interrompono e si allunga quotidianamente il tragico conteggio delle vittime
BAGHDAD, 21. S'intensificano i confronti diplomatici volti a cercare soluzioni all'incancrenita crisi dell'Iraq, ma nel devastato Paese le violenze non s'interrompono e si allunga quotidianamente il tragico conteggio delle vittime. Ieri pomeriggio, in particolare, cinque persone sono morte e altre venti sono state ferite dall’esplosione di un’autobomba a Sadr City, il grande sobborgo sciita della capitale Baghdad. Sul piano diplomatico, l'attenzione è concentrata in queste ore sulla missione a Baghdad del Ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, la prima di un esponente del Governo di Parigi dall'inizio della crisi, e sulla visita di tre giorni avviata ieri dal Premier iracheno Nuri Al Maliki nella capitale siriana Damasco, terza tappa in due settimane di una missione che lo ha portato in precedenza in altri due Paesi confinanti con l'Iraq, cioè Turchia ed Iran. Nei tre giorni di colloqui con il Presidente Bashar Al Assad e con le massime autorità siriane, il Premier iracheno tratterà argomenti che riguardano l’economia e il petrolio, ma anche gli oltre un milione di profughi iracheni che si trovano in Siria, la riconciliazione nazionale e il controllo della frontiera comune. A Damasco, come a Teheran, è stato di recente in visita anche il Presidente iracheno Jalal Talabani, che oltre a essere al centro di una serie di riunioni politiche per sbloccare lo stallo del Governo, è a sua volta impegnato in una serie di contatti diplomatici. Ieri, in particolare, Talabani ha avuto un lungo colloquio con Bernard Kouchner, che lui Da parte sua, il Primo Ministro siriano Mohammad Naji Otri, incontrando ieri Al Maliki a Damasco, ha auspicato il ritiro delle forze straniere dall’Iraq. «Pur riconoscendo l’importanza dell’appoggio dei Paesi vicini agli sforzi che il Governo iracheno sta facendo per mettere fine allo spargimento di sangue, alla violenza e all’anarchia, la Siria ritiene che un calendario per il ritiro delle truppe straniere dall’Iraq sia essenziale per facilitare un’intesa tra gli iracheni», ha detto Otri, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale siriana «Sana». Otri ha aggiunto che la Siria «ritiene che le forze di occupazione siano responsabili di una situazione sempre più grave sul piano della sicurezza, economico e sociale», aggiungendo che «la loro presenza ha attratto in Iraq le forze estremiste e ha esacerbato la violenza cieca che ogni giorno miete decine di vittime innocenti». Maliki, dal canto suo, ha ribadito che per le autorità di Baghdad la cooperazione con i Paesi vicini resta essenziale per «ristabilire la sicurezza e la stabilità nel Paese». La durata del soggiorno a Damasco e il seguito di Al Maliki — che comprende tra gli altri i Ministri dell'interno Jawwad Al Bolani, del commercio Abd Al Fallah As Sudani e del petrolio Hussein Shahrastani — confermano l’importanza attribuita da Baghdad alla visita, così come era stato per quella del 9 agosto a Teheran, che a quanto sembra sarà presto ricambiata dal Presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, secondo quanto ha annunciato ieri il Ministro degli esteri iraniano Manucher Mottaki.

Militari Usa controllano un'area della città settentrionale di Mossul dopo l'esplosione di un ordigno al passaggio di un loro convoglio

stesso aveva invitato a Baghdad. «La Francia è pronta a partecipare alla lotta alla violenza» in Iraq, ha detto Kouchner, sostenendo che «una parte dell’avvenire dell’Iraq (...) passa per le Nazioni Unite. Parigi approva questo cammino e insisteremo in tal senso». «L’Iraq è per noi un Paese amico e siamo convinti che l’unica via verso la riconcilia-

zione nazionale sia il dialogo tra le varie comunità», ha aggiunto il Ministro francese, secondo il quale la crisi irachena è «una questione che riguarda tutta la Regione», concludendo che «la Francia è pronta a essere a fianco di questo grande Paese amico, ma non possiamo fare miracoli». Un maggiore coinvolgimento dell’Onu

è stato auspicato anche dal leader radicale sciita Moqtada Sadr, che in una intervista pubblicata ieri da un quotidiano britannico si è detto pronto a «sostenere un maggior ruolo delle Nazioni Unite, se sarà in sostituzione degli occupanti americani e britannici (...). Se l’Onu viene per aiutare veramente il popolo iracheno avrà il nostro aiuto».

DAL MONDO
Afghanistan

SPAGNA

Naufraga al largo delle Canarie un battello carico di persone in fuga da Paesi subsahariani

L'Onu teme un aumento dei profughi causati dal conflitto
Maltempo

Undici morti in un'ennesima tragedia delle migrazioni irregolari
MADRID, 21. Un'ennesima tragedia dell'immigrazione irregolare alla quale la guerra, la miseria e il sottosviluppo costringono milioni e milioni di persone si è consumata nelle ultime ore nell'oceano Atlantico, al largo dell'arcipelago spagnolo delle Canarie. Almeno undici persone, originarie di Paesi subsahariani, sarebbero morte nel naufragio dell'imbarcazione sulla quale cercavano appunto di raggiungere le Canarie, secondo quanto si è appreso dai superstiti di questa nuova tragedia. Altri quindici migrati che si trovavano sulla stessa imbarcazione, infatti, sono stati tratti in salvo da una nave mercantile in rotta nel braccio di mare teatro del naufragio ed hanno dato notizia della tragedia al personale della Croce Rossa che li ha accolti al loro arrivo all’isola di Fuerteventura, appunto nelle Canarie, come noto una delle principali destinazioni dei flussi migratori irregolari diretti verso l'Unione Europea. Due delle persone morte nel naufragio erano ragazzi. Sette dei superstiti sono stati ricoverati in un ospedale di Fuerteventura con segni di assideramento. Sempre alle Canarie, un'altra imbarcazione con a bordo 120 migrati irregolari subsahariani, tutti uomini e fra i quali figurano nove minorenni, è stata fatta attraccare ieri nel porto di Los Cristianos (isola di Tenerife) dopo essere stata intercettata dalla unità navali della Guardia Civil spagnola. In questo caso, secondo quanto comunicato dalle autorità locali, tutti i passeggeri del battello intercettato si trovano in buona salute. Per oggi è previsto invece l’arrivo all’isola di Gran Canaria di altri 28 migrati irregolari, a loro volta recuperati dal soccorso marino duecento miglia a Sud dell’isola.

L'OSSERVATORE LIBRI
Oggi la pagina settimanale di articoli, schede e segnalazioni dedicata alle novità editoriali
Cinque saggi di Umberto Galeazzi affrontano temi gnoseologici ed etici

L'uragano «Dean» raggiunge la penisola dello Yucatan
Somalia

San Tommaso d'Aquino nel pensiero contemporaneo
Ha fatto bene Umberto Galeazzi (Ordinario di Storia della filosofia presso l'Università «G. D'Annunzio» di Chieti-Pescara) a radunare in un'unica pubblicazione cinque saggi collegandoli anche ad altri tre studi inediti, così da poter fornire un discorso articolato e ricco di significativi confronti sul pensiero di Tommaso d'Aquino.

Il Consiglio di sicurezza proroga il mandato del contingente di pace Ua
Pagina 2

di ANGELO MARCHESI
Pagina 7 Un natante di migranti irregolari subsahariani fatto attraccare nel porto di Los Cristianos nell'isola di Tenerife