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Anno CXLVII - N. 195 (44.638)

CITTÀ DEL VATICANO

Mercoledì 29 Agosto 2007

IRAQ Sanguinosi disordini a Kerbala

Visita ufficiale in Perú Falluja: strage in una moschea del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato
BAGHDAD, 28. Dieci morti e undici feriti ha provocato ieri sera un attentato suicida in una moschea della città orientale irachena di Falluja. La polizia locale ha precisato che l’attentatore è entrato nell’ufficio dove erano riuniti l'imam della moschea, Abdul Sattar Al Jumaili, suo figlio e alcuni fedeli, e ha fatto deflagrare l'esplosivo del quale era imbottito. Sempre ieri, la polizia ha ucciso tre persone e ne ha ferite tredici in una sparatoria nella città meridionale di Kerbala, La polizia ha imposto rigide misure di sicurezza dove decine di miai pellegrini giunti a Kerbala gliaia di pellegrini sciiti sono convenuti per una festività re- shington Post», oltre il 92 per cento delligiosa. Secondo fonti ufficiali, la polizia le reclute, 3.814 su 4.149, ha accolto ha sparato contro una folla che li aveva l’offerta dal 25 luglio, quando è cominaggrediti, protestando per le rigide mi- ciata la campagna di reclutamento insure di sicurezza in vigore in città du- centivato. Alti ufficiali citati dal quotirante le celebrazioni. A Baghdad, il gior- diano definiscono il «bonus» un modo no prima, uomini armati avevano spara- trasparente per arrivare alla quota, semto contro pellegrini diretti a piedi verso pre più difficile da raggiungere, di Kerbala, uccidendo una donna e feren- 80.000 soldati l’anno ritenuti necessari do tre donne e tre bambini. dalla Casa Bianca. Secondo il quotidiaSempre a Baghdad, questa mattina no, comunque, l'offerta non ha accrel'esplosione di un'autobomba ha ucciso sciuto in modo significativo tra i giovani un civile e ne ha feriti altri due. l'interesse per la carriera militare, che Nel frattempo, negli Usa la stampa anzi scema sempre più, sia per le perdista ponendo in evidenza che il Governo te in Afghanistan e in Iraq sia per le ha deciso di offrire un «bonus» di 20.000 campagne d'opinione contro l'arruoladollari, oltre il normale stipendio, a mento. Inoltre, molti osservatori fanno quanti si arruoleranno nelle Forze arma- notare che l’esigenza di così tanti militate e accetteranno di essere impiegati su- ri, con gli Usa impegnati in due guerre, bito nelle zone di guerra in Iraq e in Af- ha fatto abbassare gli standard per il reghanistan. Secondo il quotidiano «Wa- clutamento, oltre che alzare la paga.

Porto un messaggio di fede e di speranza
«Porto il saluto del Papa a tutti i Peruviani, soprattutto a quanti sono stati danneggiati dal terremoto, come concreto gesto di solidarietà della Santa Sede e dell'intera Chiesa cattolica». Queste le prime parole pronunciate dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, al suo arrivo all'aeroporto internazionale Jorge Chavez di Lima nella tarda serata del 23 agosto scorso, per una visita ufficiale in Perú dal 24 al 30 agosto. Ad accoglierlo c'era il Presidente del Consiglio dei Ministri, sig. Jorge del Castillo, ed altre autorità civili e militari. C'erano anche molte personalità ecclesiastiche, tra le quali il Presidente della Conferenza Episcopale Mons. Miguel Cabrejos Vidarte, Arcivescovo di Trujillo, il Nunzio Apostolico in Perú, Mons. Rino Passigato, Mons. Javier del Rio Alba, Primo Vice Presidente della Conferenza Episcopale, Mons. Miguel Irizar Campos, Vescovo di Callao e Presidente della Caritas del Perú, Mons. Luis Bambaren, Arcivescovo emerito di Chimbote, il salesiano Don Ugo De Censi, Direttore dell'Operazione Mato Grosso ed altri religiosi e religiose. «Il Papa invita i Peruviani — ha aggiunto il Cardinal Bertone — ad aver fiducia e speranza perché tutti sono solidali con il popolo peruviano. È necessario fondare una nuova speranza, è necessaria una nuova forza di ricostruzione morale e materiale». Il soggiorno peruviano del Cardinale Segretario di Stato è iniziato di buon mattino, venerdì 24 agosto con la visita all'Arcivescovo di Lima, Cardinal Juan Luis Cipriani; subito dopo l'incontro privato, nel Palazzo del Governo, con il Presidente della Repubblica Alan Garcia Perez, che gli ha rimesso

bambini ai quali porto un bacio del Papa Benedetto XVI». Ha quindi presieduto una celebrazione liturgica nella piazza de Armas di Pisco, rinnovando all'intera popolazione la vicinanza spirituale del Santo Padre.

L'incontro con l'Episcopato del Perú
Dopo l'intensa giornata di venerdì, un altro giorno ricco di eventi spirituali ha caratterizzato il sabato 25 agosto. Il Cardinale Segretario di Stato è giunto, come previsto, a Chimbote dove diversi e importanti appuntamenti lo attendevano. In primo luogo, il saluto caloroso delle Autorità civili, militari e religiose di Chimbote e della regione, poi l'appuntamento con i Presuli peruviani, e quindi la solenne celebrazione eucaristica con cui il Cardinale Segretario di Stato ha aperto ufficialmente, a nome del Papa, il Congresso Eucaristico Nazionale ed ha inaugurato al tempo stesso la Cattedrale dedicata alla Madonna del Carmine e a San Pietro apostolo, costruita con il contributo determinante dell'Organizzazione Mato Grosso. Torneremo domani su quest'ultimo atto liturgico, mentre ci soffermiamo quest'oggi sulla riunione con i Vescovi peruviani, riportando quanto pronunciato dal Cardinale Segretario di Stato. Al termine di questa riunione fraterna il Presidente della Conferenza Episcopale, Mons. Hector Miguel Cabrejo Vidarte, gli ha consegnato la Medaglia del Santo Toribio de Mogrovejo, massimo riconoscimento della Chiesa peruviana. La stessa medaglia è stata consegnata anche a Don Ugo De Censi, responsabile dell'Organizzazione Mato Grosso, come grato riconoscimento per l'aiuto e la collaborazione offerta dai volontari italiani alla Chiesa del Perú.

Il Cardinale Tarcisio Bertone tra le rovine della città di Pisco

la decorazione dell'Orden del Sol con il Grado di Gran Cruz, ed ha manifestato il vivo desiderio che Sua Santità visiti il Perú. Il Cardinale Bertone si è poi recato in aereo nella regione più colpita dal terremoto del 15 agosto scorso, accompagnato dal Cardinal Cipriani, dal Nunzio Apostolico e da altri Presuli per portare alle popolazioni di Pisco e Ica la solidarietà spirituale e

materiale del Santo Padre. Per venire incontro ai bisogni delle popolazioni colpite dal sisma Sua Santità ha destinato una consistente somma. Commovente è stato l'incontro con i bambini nel centro Sacro Cuore di Pisco, dove sono ospitati provvisoriamente circa mille sfollati. «Pisco — ha detto il Cardinale — non ha perso il sorriso dei bambini, la speranza di Pisco sono i

Le parole di saluto al Presidente della Repubblica Il discorso all'Episcopato Peruviano
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MEDIO ORIENTE

Per rilanciare il processo di pace

AFGHANISTAN

Uccisi numerosi guerriglieri Taleban

Nuovo incontro a Gerusalemme Scontri sempre più cruenti fra Olmert e Abu Mazen nelle regioni meridionali
TEL AVIV, 28. Sono ripresi, oggi, a Gerusalemme, i colloqui fra il Governo israeliano e l'Autorità palestinese (Ap) in vista della conferenza internazionale per la pace in Medio Oriente proposta dal Presidente Usa, George W. Bush, e prevista per novembre. È la quarta volta che il Premier israeliano, Ehud Olmert, e il Presidente dell'Ap, Abu Mazen, s'incontrano da quando Hamas, il movimento fondamentalista palestinese sorto nel corso della prima Intifada (1987-1993), ha assunto, lo scorso giugno, il controllo della Striscia di Gaza estromettendo con la violenza Al Fatah. L'obiettivo del vertice è arrivare ad una serie di principi-base per una soluzione delle «questioni fondamentali». «L'accordo sulle questioni fondamentali determinerà il successo o lo scacco della conferenza di novembre», ha detto alla «France Presse», il Ministro palestinese dell'informazione, Riyad Al Malki. Secondo gli analisti internazionali, a differenza dei precedenti colloqui, quello di oggi sembra essere condizionato dalla sfiducia e dal pessimismo, dopo una settimana nella quale l'intensificarsi dei raid israeliani nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania ha causato oltre 15 morti e decine di arresti fra i palestinesi. «Il solo punto nell'agenda è quando finiranno le ostilità israeliane», ha detto, ieri, il capo dei negoziatori palestinesi, Saeb Erekat, che fino all'ultimo si è perfino rifiutato di confermare l'appuntamento. «Gli impegni presi sono pochi, ma che almeno vengano rispettati», aveva commentato il negoziatore palestinese, nei giorni scorsi, in seguito all'ennesimo rinvio della consegna del piano di riduzione dei posti di blocco israeliani in Cisgiordania, piano promesso da Olmert ad Abu Mazen nel vertice di Gerico, lo scorso 6 agosto, il primo tenutosi nei Territori palestinesi in Cisgiordania dopo lo scoppio della seconda Intifada (2000). Anche Abu Mazen aveva salutato con euforia le dichiarazioni di intenti dell'incontro di Gerico. Poco dopo, però, l’«escalation» delle incursioni israeliane a Gaza e in Cisgiordania lo ha smentito, al punto da spingerlo a mettere in dubbio «la reale volontà degli israeliani di raggiungere la pace». KABUL, 28. Si fanno sempre più cruenti gli scontri armati in Afghanistan, soprattutto nelle regioni meridionali. Almeno 22 guerriglieri Taleban sono stati uccisi nelle ultime ore in combattimenti ingaggiati con le truppe regolari afghane appoggiate da quelle dell'Isaf, la forza multinazionale sotto comando Nato. Fonti ufficiali di quest'ultima hanno detto oggi che quindici Taleban sono morti in un combattimento ingaggiato nella zona di Musa Kala, considerata una roccaforte della ribellione nella provincia meridionale di Helmand. I soldati afghani e quelli dell'Isaf hanno sequestrato e distrutto armi, materiale per il confezionamento di ordigni esplosivi e materiale di propaganda. Altri sette guerriglieri Taleban sono stati uccisi nella provincia di Kandahar. L'Isaf ha anche comunicato che tre soldati statunitensi e due afghani sono morti in un’imboscata tesa loro nella provincia orientale di Kunar, al confine con il Pakistan. Proprio riguardo al Pakistan, intanto, l'Isaf ha ammesso oggi di non aver avuto alcuna autorizzazione dalle autorità di Islamabad per compiere sabato un bombardamento in regioni pakistane frontaliere contro presunte posizioni dei Taleban. Il giorno dopo, l'Isaf aveva detto che tale autorizzazione era stata richiesta e ottenuta per bombardare tre posizioni delle sei dalle quali le sue forze erano state attaccate a colpi di mortaio ed aveva aggiunto di aver ucciso una decina di Taleban da una parte e dall’altra della frontiera. Le Forze armate pakistane avevano immediatamente negato di aver dato alcuna autorizzazione in questo senso. «Ci rammarichiamo per questo problema legato a una cattiva comunicazione», si legge in un comunicato firmato dal vicecomandante delle operazioni dell'Isaf, il generale statunitense Joseph Votel. Nel frattempo, un portavoce dei Taleban, Yusuf Amadi, ha detto che nuovi negoziati si sono aperti oggi con rappresentanti del Governo di Seoul in merito alla vicenda dei sudcoreani tenuti in ostaggio dai guerriglieri da sei settimane. La vicenda era cominciata lo scorso 19 luglio con il sequestro di 23 sudcoreani: due uomini erano stati successivamente uccisi, mentre due donne erano state liberate.

I Viaggi del Papa a Loreto e in Austria: un incalzante itinerario di preparazione spirituale

I giovani sono un «talento» della Chiesa italiana
È ormai tutto pronto sulla grande spianata di Montorso per accogliere sabato 1° settembre il Pellegrinaggio di Benedetto XVI e dei giovani italiani. Intanto mercoledì 29 i giovani pellegrini saranno accolti in 32 Diocesi.
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La fervente attesa nell'Abbazia di Heiligenkreuz
La visita all'Abbazia di Heiligenkreuz, che Benedetto XVI compirà nel pomeriggio di domenica 9 settembre, è una delle tappe del Viaggio Apostolico in Austria in occasione degli 850 anni della fondazione del Santuario di Mariazell.
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GRECIA

Annunciata l'applicazione delle leggi antiterrorismo

Le fiamme non danno tregua: il Peloponneso continua a bruciare
ATENE, 28. È ancora emergenza incendi in Grecia dove per tutta la notte decine di roghi hanno continuato a bruciare foreste e colture soprattutto nel Peloponneso e sull’isola di Evia (Eubea), a Nord-Est di Atene. Le fiamme, come ha dichiarato alle radio locali un portavoce dei pompieri, «sono ancora fuori controllo» ma «per il momento» non minacciano nessuno dei villaggi vicini. Il problema comunque, sempre secondo la stessa fonte, rimane il forte vento che ancora soffia nelle zone a rischio e che potrebbe all’improvviso cambiare direzione. Nella prefettura di Ilia (Peloponneso occidentale), dove si sono registrate una cinquantina delle 63 vittime finora accertate, sono tuttora al lavoro circa 1.000 pompieri appoggiati da sette velivoli Canadair e quattro elicotteri antincendio. Pompieri e mezzi antincendio sono all’opera anche nella prefettura di Arcadia (Peloponneso centrale) e nel Sud, mentre i boschi continuano a bruciare alle pendici dei monti Taigeto e Parnon, nei pressi della città di Sparta. Ancora in fiamme le foreste sull’isola di Evia, la seconda per grandezza dopo Creta, dove focolai sono ancora attivi presso i villaggi di Marmari, Seta e Neokhori. Vyron Polydoras di dare disposizioni affinché i magistrati chiamati a seguire procedimenti giudiziari contro persone imputate per incendio doloso applichino nei loro confronti le severe leggi antiterrorismo. «Molti incendi sono divampati alle 3 o alle 4 del mattino in aree inaccessibili ai passanti — ha dal canto suo dichiarato il Ministro Polidoras, — e questo ci porta a concludere che stiamo affrontando una minaccia asimmetrica». A confermare l’origine dolosa delle fiamme, il ritrovamento nelle zone colpite di indumenti e tessuti imbevuti di benzina. Nelle stesse ore, un portavoce dei vigili del fuoco rendeva noto che da giugno ad oggi la polizia ha fermato 33 persone sospettate di aver appiccato roghi per dolo o per colpa. Anche la Turchia ha intanto deciso di inviare un aereo antincendio per aiutare a spegnere gli incendi che devastano il Peloponneso. L'iniziativa del Governo di Ankara è nel solco degli interventi umanitari che Turchia e Grecia si sono reciprocamente scambiati nelle situazioni di emergenza. Il primo caso si verificò il 17 agosto del 1999 quando Atene inviò aiuti in occasione del devastante terremoto che colpì la Turchia occidentale provocando oltre 17.000 morti.

L'OSSERVATORE LIBRI
Oggi la pagina settimanale di articoli, schede e segnalazioni dedicata alle novità editoriali
In un volume a cura di Carlo Sisi una lettura delle arti visive dell'800

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kibungo (Rwanda) presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Frédéric Rubwejanga, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Un secolo ricco di fermenti innovativi momento decisivo nello sviluppo della civiltà
Un'interessante pubblicazione curata da Carlo Sisi ripropone in una chiave di molteplici e concorrenti piani di indagine la complessa lettura delle arti visive dell'Ottocento italiano.

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Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Kibungo (Rwanda) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Kizito Bahujimihigo, finora Vescovo della Diocesi di Ruhengeri (Rwanda).

Un vigile del fuoco greco impegnato nei pressi del villaggio di Andritsena

«I piromani sono terroristi e come tali vanno trattati»: questo, in sintesi, il messaggio che ieri il Primo Ministro, Costas Karamanlis, ha intanto voluto inviare al Paese e soprattutto a quella asserita «organizzazione criminale» che, a suo parere, sarebbe responsabile dei roghi divampati dal primo luglio ad oggi. Il Premier ha infatti scelto la strada del «pugno di ferro» e sempre ieri ha chiesto al Ministro dell’ordine pubblico

di M. ANTONIETTA DE ANGELIS
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Lettera del Cardinale Tarcisio Bertone Segretario di Stato per la 58ª Settimana Liturgica Nazionale
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