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Anno CXLVII - N. 234 (44.677)

CITTÀ DEL VATICANO

Sabato 13 Ottobre 2007

IRAQ Uccisi nove bambini e sei donne in attacchi diretti contro covi di «Al Qaeda»

Benedetto XVI inaugura Strage di civili a Nord di Baghdad in raid dell'aviazione statunitense il Portone di Bronzo restaurato
BAGHDAD, 12. Gli Stati Uniti hanno ammesso che una serie di bombardamenti aerei, compiuti di recente dalla loro aviazione nell'area del lago Thar Thar, circa 120 chilometri a Nord di Baghdad, contro covi di «Al Qaeda» ha provocato non solo la morte di diciannove ribelli, ma anche di quindici civili: sei donne e nove bambini. «Ci rammarichiamo quando civili rimangono feriti o uccisi mentre le forze della coalizione cercano di liberare l'Iraq dal terrorismo», ha dichiarato un portavoce del Comando Usa, maggiore Brad Leighton. Questi ha spiegato come uno stormo di caccia abbia attaccato un sito nei pressi del lago Thar Thar sulla base di segnalazioni dell'intelligence, secondo cui era in corso una riunione di dirigenti del ramo iracheno di «Al Qaeda», quattro dei quali sono rimasti uccisi nel primo raid. A quel punto, ha proseguito il maggiore Leighton, i ribelli si sono spostati più a Sud, e contro le truppe di terra Usa sono stati sparati, da un edificio, colpi d'arma da fuoco. È stata allora chiesta di nuovo la copertura aerea ma, ha ammesso il portavoce militare, nel bombardare l'edificio alcuni civili sono stati uccisi (si è appreso poi che sono stati, come detto, quindici). Ieri a Baghdad l'esplosione di un'autobomba ha provocato otto morti e venticinque feriti. La deflagrazione ha devastato un caffè nella Nuova Baghdad, un quartiere sud-orientale della capitale. Anche oggi si sono registrate violenze. Un bambino di sette anni e un adulto sono stati uccisi, ed altri tredici bambini sono rimasti feriti in un attentato compiuto contro un asilo a Tuz Khurmato. Il colonnello della polizia Abbas Mohammed ha detto che l'attentatore, rimasto ferito ed ora in ospedale, ha portato la bomba all'interno dell'asilo nascosta in un carretto pieno di giocattoli. Le guardie private delle società di sicurezza impegnate in Iraq che compiono «azioni da condannare» devono essere perseguite negli Stati Uniti o nei loro rispettivi Paesi d'origine. Lo ha affermato ieri il portavoce dell'Onu a Baghdad, Said Arikat. «Auspichiamo che il Governo degli Stati Uniti e gli altri Governi che utilizzano appaltatori in Iraq facciano rispettare le regole di ingaggio durante le loro missioni di scorta», ha detto Said Arikat. «Il personale delle compagnie private di sicurezza — ha sottolineato il portavoce dell'Onu a Baghdad — dovrebbe essere perseguito nel proprio Paese quando vi sono incidenti come quelli di cui siamo stati testimoni in questi ultimi giorni, e quando vi sono sospetti o dubbi, e quando alcuni comportamenti non possono essere giustificati». Intanto un cittadino iracheno sopravvissuto alla sparatoria del 16 settembre a Baghdad (vi morirono diciassette persone), in cui è rimasto ferito, e i parenti di tre delle vittime hanno fatto causa negli Stati Uniti alla «Blackwater», la compagnia di sicurezza americana coinvolta in quella sparatoria. Lo ha reso noto il Centro per i diritti costituzionali, un'organizzazione umanitaria Usa, i legali della quale hanno presentato la denuncia a carico della società, per conto dei ricorrenti, davanti ad una corte federale di Washington. Nella citazione — riferisce l'«Agi» — si richiede il risarcimento dei danni morali e materiali, attuali e potenziali, derivanti dalla strage. Il Consiglio supremo dei partiti politici del Kurdistan iracheno ha ieri ammonito che «qualsiasi attività militare turca «Quanti entrano per il Portone di Bronzo possano sentirsi sin dal loro ingresso accolti dall'abbraccio del Papa». È quanto auspicato da Benedetto XVI in occasione dell'inaugurazione del Portone di Bronzo, svoltasi nella mattina di venerdì 12 ottobre, a conclusione dei lavori di restauro. Ricordando che «la Casa del Papa è aperta a tutti», il Santo Padre ha sottolineato come «proprio perché segna l'accesso alla Casa di colui che il Signore ha chiamato a guidare come Padre e Pastore l'intero Popolo di Dio» il Portone assuma «un valore simbolico e spirituale». Lo varcano — ha detto — coloro che vengono per incontrare il Successore di Pietro. Vi transitano pellegrini e visitatori diretti nei vari Uffici del Palazzo Apostolico». Dopo averne rievocato la storia, Benedetto XVI si è soffermato sui lavori eseguiti: «il Portone — ha spiegato — è stato smontato e non solo accuratamente ricondotto alla sua bellezza originaria secondo i metodi e le tecniche più moderni, bensì anche consolidato con un'anima di acciaio. Ed ora — ha aggiunto — ha ripreso il suo posto e la sua funzione, sotto il bel mosaico raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo».
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Il luogo dell'esplosione di un'autobomba a Kirkuk

nel Nord dell'Iraq sarà contrastata dalle truppe peshmerga e dalla resistenza popolare». In un comunicato diffuso dal leader del partito dei proletari curdi, Kader Aziz, si afferma che «dare luce verde all'esercito turco per sferrare attacchi nel Nord dell'Iraq è una decisione pericolosa che potrebbe avere gravi conseguenze nella regione». Questa posizio-

ne, afferma ancora Aziz citato dall'agenzia irachena «Nina», è stata assunta nel corso di una riunione del Consiglio supremo dei partiti politici della regione autonoma del Kurdistan iracheno, svoltasi ad Erbil, alla presenza di Massud Barzani, presidente della regione stessa e capo del partito democratico del Kurdistan.

MEDIO ORIENTE

Ancora violenze nella Striscia di Gaza: cinque palestinesi feriti

TURCHIA

Dopo la mozione della Camera Usa

Washington chiede chiarimenti ad Israele Il Governo di Ankara richiama sulle confische di terreni in Cisgiordania l'ambasciatore a Washington
TEL AVIV, 12. Il Segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, ha chiesto ieri chiarimenti ad Israele in merito alla notizia, diffusasi mercoledì scorso, di nuove confische di terreni in quattro villaggi palestinesi tra Gerusalemme Est e Ma'ale Adummim, uno dei principali insediamenti israeliani in Cisgiordania. Immediata la risposta del Governo israeliano, che ha smentito ufficialmente una ripresa della colonizzazione nei Territori. La Rice, a bordo dell'aereo che stava portando a Mosca lei e il Capo del Pentagono, Robert Gates, ha riferito ai giornalisti di aver «chiamato l'Ambasciatore» dello Stato di Israele a Washington «ieri stesso» e di avergli «chiesto chiarimenti» circa la notizia delle nuove confische diffusa dal quotidiano Haaretz e confermata da fonti dell'Autorità palestinese. «Sto aspettando una risposta», ha precisato la Rice, che domenica inizierà una nuova missione nell'area. Finora la Casa Bianca non aveva rilasciato dichiarazioni sulla vicenda. Oggi, un portavoce del Primo Ministro israeliano, Ehud Olmert, ha precisato che le nuove confische non sono finalizzate ad un'espansione degli insediamenti israeliani, ma «a costruire delle strade in vista del completamento della barriera di sicurezza attorno a Gerusalemme». Il provvedimento, dunque, «non ha nulla a che vedere con una qualsiasi estensione di Ma'ale Adummim. L'obiettivo è la sicurezza». Nei giorni scorsi, interrogato a più riprese, il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Sean Mc Cormack, si era rifiutato di commentare. Prudenza, ANKARA, 12. La Turchia ha richiamato ieri per consultazioni il suo ambasciatore a Washington, dopo che il giorno prima la Commissione esteri della Camera dei Rappresentanti Usa aveva approvato una mozione che riconosce il carattere di «genocidio» ai massacri degli armeni di Anatolia durante la prima guerra mondiale. La mozione, passata con 27 voti contro 21, nonostante fosse stata fortemente avversata dal Presidente statunitense George W. Bush, e che deve comunque essere ancora confermata in Aula, era stata immediatamente definita «inaccettabile» dal Presidente turco Abdullah Gul, mentre una nota del Ministero degli esteri di Ankara aveva annunciato reazioni diplomatiche. Poco dopo il richiamo dell'ambasciatore Naby Sensoy, il Governo turco ha affermato in un comunicato di «sperare ancora» che la Camera Usa in seduta plenaria «mostri maggiore buon senso» e blocchi il voto «oltraggioso» della sua Commissione esteri, minacciando, viceversa, una crisi del «partenariato strategico». A giudizio di diversi osservatori, una prima conseguenza potrebbe essere il divieto agli Usa di utilizzare le basi aere in Turchia dalle quali vengono rifornite le truppe in Iraq e in Afghanistan Da parte sua, la Casa Bianca ha ribadito l'intenzione di portare avanti i tentativi per convincere la Camera a ritirare il documento. Un portavoce presidenziale ha confermato il «dispiacere» di Bush, ricordando l’appello che questi aveva fatto ai deputati a non approvare la risoluzione. «Siamo tutti profondamente spiacenti per le tragiche sofferenze del popolo armeno, cominciate nel 1915 — aveva detto Bush —. Ma questa risoluzione non è la risposta giusta a questo massacro storico e la sua approvazione dovrebbe causare grande danno alle nostre relazioni con un alleato chiave nella Nato e nella guerra globale al terrorismo». Da parte sua, il Segretario alla difesa statunitense Robert Gates aveva detto che gran parte delle spedizioni destinate ai soldati Usa in Iraq transitano attraverso la Turchia e che una chiusura di Ankara ai voli militari Usa avrebbe conseguenze pesanti. «Noi intendiamo continuare ad avere relazioni buone e positive con il Governo di Ankara — ha sottolineato ieri il portavoce del Dipartimento di stato Tom Casey —. Faremo tutto il possibile per continuare a spiegare ai funzionari turchi il nostro punto di vista e il nostro impegno a convincere il Congresso a non approvare il documento, che a nostro giudizio non è appropriato». La mozione parlamentare statunitense è stata adottata in un momento particolarmente delicato delle relazioni bilaterali tra Ankara e Washington. Alle già esistenti tensioni per la guerra in Iraq, rischia infatti di aggiungersi la prossima settimana l'assenso del Parlamento di Ankara a una incursione militare in grande scala nel Nord dell'Iraq. Lo scopo di tale operazione militare — che vede gli Usa nettamente contrari a causa delle possibili ripercussioni sui già difficili equilibri interni iracheni — sarebbe di distruggere i campi di montagna, da cui muovono i guerriglieri del «Partito dei lavoratori del Kurdistan» (Pkk) per compiere sempre più sanguinose azioni armate oltre confine in Turchia.

Scontri fra palestinesi e israeliani al Valico di Erez

questa, che ha fatto contrasto con le reazioni dei Governi francese, egiziano e giordano, pronti a condannare immediatamente la decisione israeliana nel timore di un rilancio della colonizzazione nei Territori palestinesi. Già in passato l'espansione israeliana in Cisgiordania ha rappresentato uno dei principali ostacoli nei negoziati. Ieri, in un'incursione nel Nord della Striscia di Gaza, l'esercito israeliano ha scoperto e sequestrato 7 sistemi di lancio per i razzi Qassam. Nelle stesse ore, le truppe di Tel Aviv hanno compiuto

raid in altre zone della Striscia; cinque palestinesi sono rimasti feriti, mentre altri venti sono stati arrestati. Dieci presunti appartenenti a gruppi armati sono stati fermati in Cisgiordania. In occasione della fine della festività islamica del Ramadan, l'Autorità palestinese ha deciso di rilasciare dal carcere di Nablus 25 membri di Hamas. Il capo dell'intelligence palestinese ha detto che nessuno degli arrestati si trovava in carcere per ragioni politiche. La notizia del rilascio è stata accolta con soddisfazione da Hamas.

Libano: Ban Ki-moon nomina la commissione per il processo Hariri
BEIRUT, 12. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha designato ieri i membri della Commissione che sceglierà i magistrati del Tribunale speciale per l'assassinio dell'ex Premier libanese, Rafik Hariri, ucciso da un'autobomba a Beirut il 14 febbraio 2005. I giudici che hanno ricevuto l'incarico di comporre la Commissione sono gli egiziani Mohamed Amin ed El Mahdi e il norvegese Erik Mose. Ad essi si aggiunge il responsabile degli affari legali dell'Onu, Nicolas Michel. Al momento Mose è impegnato presso il Tribunale internazionale per i crimini in Ruanda, che ha sede ad Arusha, in Tanzania. El Mahdi ha lavorato al Tribunale internazionale dell'Aja. La Commissione avrà il compito di indicare i giudici e i membri della Pubblica Accusa del Tribunale speciale che avrà sede all'Aja. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato lo scorso maggio la risoluzione che autorizza l'istituzione del Tribunale. A questo invece si oppone il blocco dell'opposizione libanese filosiriana. La vicenda nello scorso novembre aveva portato alle dimissioni di 3 Ministri dal Governo innescando una grave crisi istituzionale.

MYANMAR

Visiterà i Paesi dell'area prima di incontrare la giunta militare

Nuova missione dell'inviato dell'Onu
NEW YORK, 12. L’inviato delle Nazioni Unite per il Myanmar, il diplomatico nigeriano Ibrahim Gambari, avvierà all'inizio della prossima settimana una nuova missione nel Sud-Est asiatico su richiesta del Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. La portavoce di quest'ultimo, Marie Okabe, ha annunciato che Gambari incomincerà le consultazioni lunedì in Thailandia, proseguendo poi in MaUn monaco lesia, Indonesia, India, Cina e Giappone. Subito dopo, l’inviato dell'Onu tornerà in Myanmar, dove era già stato nei giorni scorsi per una prima missione diplomatica, nell’intento di convincere la giunta militare al potere a porre fine alla sanguinosa repressione e ad accettare una via d’uscita pacifica dalla crisi. La notizia dente di turno, l'ambasciatore del Ghana Leslie Christian, ribadisce inoltre l’importanza di «una rapida scarcerazione di tutti i prigionieri politici e dei detenuti ancora in prigione». Secondo fonti diplomatiche concordanti, la necessità di ottenere il consenso della Cina, che si opponeva, come peraltro la Russia, ad una risoluzione di condanna, ha spinto il Consiglio di sicurezza ad «ammorbidire» anche la parte del tebuddhista durante una marcia di solidarietà in India sto che fa riferimento specifico alla leader della nuova missione di Gambari è dell'opposizione Aung San Suu Kyi, stata diffusa poco prima che il Consi- il Premio Nobel per la pace che ha glio di sicurezza delle Nazioni Unite trascorso agli arresti 12 degli ultimi approvasse una dichiarazione presi- 18 anni. Il Consiglio non ne chiede denziale, non vincolante come una infatti esplicitamente l'immediata lirisoluzione, in cui si «deplora forte- berazione, ma si limitano ad auspicamente l’operato del regime militare re che il regime militare avvii con lei del Myanmar. Il testo, letto dal Presi- «un dialogo genuino».

Lettera del Papa al Card. López Trujillo in vista del VI Incontro Mondiale delle Famiglie

«La famiglia, formatrice ai valori umani e cristiani»
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NOSTRE INFORMAZIONI
Nomina di Coadiutore
Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Coadiutore di Kingston in Jamaica (Giamaica) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Donald James Reece, finora Vescovo della Diocesi di Saint John's-Basseterre (Antigua e Barbuda). . .

Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Lang Són et Cao Bang (Viêt Nam) il Reverendo Joseph ăng úc Ngân, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Hà Nôi e Parroco della Cattedrale.