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Anno CXLVI - N. 246 (44.388)

CITTÀ DEL VATICANO

Lunedì-Martedì 23-24 Ottobre 2006

L'ANGELUS DI BENEDETTO XVI NELL'80ª GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

Sono vicino alla comunità cristiana e a tutte le vittime delle efferate violenze in Iraq
L'augurio di serenità e di pace rivolto ai musulmani del mondo intero alla conclusione del mese di digiuno del Ramadan
«Sono lieto di inviare un cordiale saluto ai musulmani del mondo intero che, in questi giorni, celebrano la conclusione del mese di digiuno del Ramadan. A tutti rivolgo l'augurio di serenità e di pace! Contrastano drammaticamente con questo clima gioioso le notizie che provengono dall'Iraq sulla gravissima situazione di insicurezza e sulle efferate violenze a cui sono esposti moltissimi innocenti solo perché sciiti, sunniti o cristiani. Percepisco la viva preoccupazione che attraversa la comunità cristiana e desidero assicurare che sono vicino ad essa, come pure a tutte le vittime, e per tutti chiedo forza e consolazione. Vi invito, inoltre, ad unirvi alla mia supplica all'Onnipotente affinché doni la fede e il coraggio necessari ai responsabili religiosi e ai leaders politici, locali e del mondo intero, per sostenere quel popolo sulla strada della ricostruzione della Patria, nella ricerca di equilibri condivisi, nel rispetto reciproco, nella consapevolezza che la molteplicità delle sue componenti è parte integrante della sua ricchezza».
(Benedetto XVI, Angelus Domini, 22 ottobre 2006)

La missione è un cantiere nel quale c'è posto per tutti
«La missione è un cantiere nel quale c'è posto per tutti»: lo ha detto Benedetto XVI nella meditazione che, domenica 22 ottobre, ha preceduto la preghiera dell'Angelus in Piazza San Pietro, in occasione dell'80ª Giornata Missionaria Mondiale. «La missione — ha ricordato il Papa — parte dal cuore: quando ci si ferma a pregare davanti al Crocifisso, con lo sguardo rivolto a quel costato trafitto, non si può non sperimentare dentro di sé la gioia di sapersi amati e il desiderio di amare e di farsi strumenti di misericordia e di riconciliazione..., come testimoniano innumerevoli storie di santi e di martiri, che con modalità differenti hanno speso la vita al servizio del Vangelo».
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IRAQ

Sangue a Mahmudiya — Agguato a reclute

In occasione del 50° dell'insurrezione di Budapest

Udienza del Santo Padre ai membri della Fondazione

Attacchi ed imboscate non conoscono tregua
BAGHDAD, 23. Si allunga la scia di sangue in Iraq. Trenta persone sono morte, e più di cinquanta sono rimaste ferite, sotto i colpi di mortaio caduti, nel pomeriggio di sabato, su un affollato mercato a Mahmudiya. Un portavoce del ministero della difesa ha detto che nell'attacco sarebbero state usate anche alcune bici-bomba. Ieri su una strada a Nord di Baghdad i pullman che portavano nella capitale reclute della polizia, di ritorno dall'addestramento, sono stati bloccati da insorti che hanno fatto esplodere una bomba: poi hanno aperto il fuoco. Quindici reclute sono rimaste uccise. Segnala l'«Agi» che tra sabato e domenica, in diversi attacchi, dieci soldati statunitensi sono rimasti uccisi. La precaria tregua ad Amara regge ancora, ma a neppure 48 ore dall'intervento del leader radicale sciita Al Sadr che aveva posto fine ai combattimenti tra i suoi miliziani e le forze di sicurezza governative, due caserme della polizia sono state semidistrutte, ieri, in altrettanti attentati dinamitardi. «Consiglio di guerra» sull'Iraq, nella giornata di sabato, alla Casa Bianca: per circa un'ora e mezza il Presidente Usa George W. Bush e i suoi più stretti collaboratori hanno discusso le modifiche da apportare alle tattiche nel conflitto che sta causando sempre nuove vittime. Bush si è detto «flessibile» sugli aggiustamenti di tattica ed ha affermato: «C'è una cosa che non faremo, non ritireremo le truppe dal campo di battaglia prima che la missione sia stata compiuta. Sconfiggeremo i terroristi dovunque siano, e lasceremo un mondo di speranza ai nostri figli e ai nostri nipoti». La Casa Bianca — riferisce l'«Agi» — ha ribattuto alle «indiscrezioni» del «New York Times» secondo cui l'Amministrazione Bush starebbe lavorando ad uno scadenzario che impegni le autorità irachene a trovare, in tempi relativamente rapidi, soluzioni ai problemi di sicurezza che impediscono all'Iraq di progredire verso la normalizzazione. Si tratta di notizie «imprecise» ha detto un portavoce presidenziale, Nicole Guillemard, ribadendo tuttavia che gli Usa stanno mettendo a punto una tattica sempre aggiornata, con modifiche via via nuove e tali da permettere di raggiungere l'obiettivo, cioè ripristinare l'ordine in Iraq. Altre fonti governative statunitensi, che hanno chiesto l'anonimato, hanno affermato che di scadenze da imporre ai vertici di Baghdad non si è parlato nelle consultazioni tenute sabato da Bush a Washington con i suoi più stretti collaboratori. L'Iran ha accolto con favore l'appello per la fine delle violenze in Iraq lanciato venerdì da dignitari sciiti e sunniti riuniti a La Mecca, in Arabia Saudita. Lo ha indicato, ieri, il portavoce del ministero degli esteri di Teheran, Mohammad Ali Hosseini. Questi, citato dall'«Ansa», ha detto: «La riunione ha creato raggi di speranza nei cuori di coloro che sono preoccupati per la sicurezza dell'Iraq». L'appello lanciato da dignitari sciiti e sunniti è contenuto in un documento articolato in dieci punti. Vi si afferma l'esigenza di «salvaguardare i beni, il sangue e l'onore dei musulmani, i luoghi di culto dei musulmani e dei non musulmani, e l'unità della nazione islamica». Inoltre si invita il Governo di Baghdad a «liberare i detenuti innocenti e a giudicare i responsabili di crimini in maniera equa». Dall'Iraq le truppe del Regno Unito andranno via quando «il lavoro sarà finito», quando cioè sarà ultimato il passaggio delle consegne ai militari iracheni: è quanto ha affermato, ieri, il Ministro della difesa britannico, Des Browne. Il Principe Filippo, consorte della Regina di Inghilterra Elisabetta II, ha fatto una visita, ieri, alle truppe britanniche nei pressi della città di Bassora. Il duca di Edimburgo ha incontrato i soldati del reggimento degli Ussari Reali della Regina, del quale è colonnello comandante.

Messaggio del Papa al Presidente della Repubblica di Ungheria
Benedetto XVI ha inviato un Messaggio al Presidente della Repubblica di Ungheria, László Sólyom, in occasione delle Celebrazioni, promosse domenica 22 e lunedì 23 ottobre, a cinquant'anni dell'insurrezione di Budapest. Il Santo Padre ha nominato Legato Pontificio alle Celebrazioni il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato emerito e Decano del Collegio Cardinalizio. «Il 23 ottobre del 1956 — ha scritto il Papa — il coraggioso popolo di Budapest dovette confrontarsi con il proprio desiderio di libertà, a fronte di un regime che perseguiva fini difformi dai valori della Nazione ungherese. È ancor vivo nella memoria il ricordo dei tragici eventi che provocarono, nel giro di pochi giorni, migliaia di vittime e di feriti, destando nel mondo grave turbamento. Risuonarono allora forti le accorate considerazioni del mio venerato Predecessore il Papa Pio XII, il quale, attraverso ben quattro vibranti interventi pubblici, chiese con insistenza alla Comunità Internazionale il riconoscimento dei diritti dell'Ungheria all'autodeterminazione, in un quadro di sostanziale identità nazionale, che garantisse la necessaria libertà». Ha scritto il Santo Padre al Presidente dell'Ungheria: «Mi piace rilevare come il Suo Popolo, nonostante le oppressioni subite lungo i secoli, e da ultimo quella sovietico-comunista, abbia sempre tenuto nella giusta valutazione il rapporto fra Stato e cittadino, al di là di ogni ideologia. Secondo la visione cristiana, a cui si sono ispirate le popolazioni che hanno dato vita alla Nazione ungherese, la persona con le sue legittime aspirazioni morali, etiche e sociali precede lo Stato. La struttura legale dello Stato e la sua giusta laicità sono sempre state concepite nel rispetto della legge naturale tradotta negli autentici valori nazionali e, per i credenti, arricchita dalla Rivelazione». Il Papa ha auspicato che l'Ungheria possa continuare a farsi paladina di una proposta di civiltà basata sul rispetto della persona umana e sul primato dei suoi alti destini.
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Consegnare alle future generazioni la ricchezza del messaggio e del patrimonio spirituale di Giovanni Paolo II

Consegnare alle future generazioni la ricchezza del messaggio e del patrimonio spirituale di Giovanni Paolo II: è quanto ha raccomandato Benedetto XVI ai membri della Fondazione che porta il nome del grande Pontefice, ricevuti in udienza nella mattina di lunedì 23 ottobre, nell'Aula delle Benedizioni.
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Libano: Israele ammette l'uso di bombe al fosforo
TEL AVIV, 23. L’esercito israeliano ha ammesso l’uso in Libano di bombe al fosforo, condannate da diverse organizzazioni attive nella difesa dei diritti umani e il cui utilizzo è vietato dalla Convenzione internazionale di Ginevra contro la popolazione civile o contro militari che si trovano in zone abitate. A rivelare l’uso di tali ordigni è stato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Yaakov Edri, in risposta ad una interpellanza presentata da un deputato del partito di sinistra Meretz. «Nel recente conflitto con Hezbollah Israele ha fatto ricorso a bombe al fosforo per colpire obiettivi militari in zone aperte», ha detto Edri rilevando che l’utilizzo di quelle bombe in tali circostanze non è vietato dal diritto internazionale. Le autorità di Beirut avevano a più riprese accusato i comandi israeliani di aver impiegato nell'ultimo conflitto questo tipo di ordigno: un’arma capace di provocare gravi ustioni.

Proclamati due nuovi Beati NOSTRE a Speyer e a Bilbao INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto in udienza nel pomeriggio di sabato 21 Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi. terford and Lismore (Irlanda), in visita «ad limina Apostolorum».

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Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Iquique (Cile) il Reverendo Sacerdote Marco Antonio Órdenes Fernández, finora Amministratore diocesano della medesima Diocesi.

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Domenica 22 sono stati iscritti all'Albo dei Beati Paul Josef Nardini, Fondatore delle Povere Suore Francescane della Sacra Famiglia di Mallersdorf, e Margarita María López de Maturana, Fondatrice delle Mercedarie Missionarie di Bérriz. I riti di beatificazione si sono svolti nelle Cattedrali di Speyer in Germania e di Bilbao in Spagna e sono stati presieduti, come Rappresentanti del Santo Padre, dal Card. Friedrich Wetter e dal Card. José Saraiva Martins.
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Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo emerito di Paris (Francia); le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: — William Murphy, Vescovo di Kerry (Irlanda), in visita «ad limina Apostolorum»; — William Walsh, Vescovo di Killaloe (Irlanda), in visita «ad limina Apostolorum»; — Donal Brendan Murray, Vescovo di Limerick (Irlanda), in visita «ad limina Apostolorum»; — William Lee, Vescovo di Wa-

DAL MONDO
Spunti di riflessione da un libro di John M. Coetzee

Che cos'è un classico?
di ANGELO MUNDULA
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