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Anno CXLVI - N. 249 (44.391)

CITTÀ DEL VATICANO

Venerdì 27 Ottobre 2006

L'ACCORATO APPELLO DI BENEDETTO XVI NEL DISCORSO AL NUOVO AMBASCIATORE DEL BELGIO PRESSO LA SANTA SEDE CHE HA PRESENTATO LE CREDENZIALI

La comunità internazionale e specialmente l'Unione Europea si mobilitino per la pace in Terra Santa, in Libano e in Iraq
«Dinanzi alle situazioni sempre drammatiche della Terra Santa, del Libano e dell'Iraq» Benedetto XVI ha rivolto un accorato appello alla comunità internazionale e specialmente all'Unione Europea, affinché «si mobilitino con determinazione per la pace, per il dialogo tra le nazioni e per lo sviluppo». Lo ha fatto ricevendo in udienza S.E. il Signor Frank De Coninck, nuovo Ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, il quale nella mattina di giovedì 26 ottobre ha presentato le Lettere con le quali viene accreditato nell'alto ufficio. Un altro ambito di sfida è quello del futuro dell'uomo e della sua identità. In proposito il Papa ha sottolineato come la Chiesa intenda ricordare con forza ciò che Essa crede a proposito dell'umanità e del suo prodigioso destino, dando a ciascun individuo la chiave di lettura dell'esistenza e ragioni per sperare. È quanto la Chiesa spera di proporre nel corso della missione che inizierà tra qualche giorno Bruxelles Toussaint 2006, per l'evangelizzazione delle grandi città. «Quando i Vescovi del Belgio — ha detto inoltre il Papa — si esprimono a favore dello sviluppo delle cure palliative, per permettere a quanti lo desiderano di morire nella dignità, o quando intervengono nei dibattiti della società per ricordare che esiste “una frontiera morale invisibile dinanzi alla quale il progresso tecnico deve inchinarsi”, essi intendono servire l'intera società indicando le condizioni di un vero futuro di libertà e di dignità».
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Udienza del Papa agli Ordinari Militari

Promuovere il Vangelo della pace e dell'amore

«La Chiesa è per sua natura missionaria e il suo primo compito è l'evangelizzazione, che mira ad annunciare e testimoniare Cristo e a promuovere in ogni ambiente e cultura il suo Vangelo di pace e amore». È quanto ha ricordato Benedetto XVI ai partecipanti al V Convegno internazionale degli Ordinariati Militari — promosso a venti anni dalla Costituzione Apostolica «Spirituali militum curae» — ricevuti in udienza nella mattina di giovedì 26 ottobre, nella Sala del Concistoro.
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NUCLEARE

Il Presidente Jacques Chirac in missione a Pechino — Minacce di Pyongyang al Governo di Seoul

MEDIO ORIENTE

Palestinese ucciso a Gaza

Cina e Francia esprimono «grave preoccupazione» Netti contrasti nell'incontro dopo i primi test atomici della Corea del Nord tra Solana e Lieberman
PECHINO, 26. In una dichiarazione congiunta, Cina e Francia esprimono «grave preoccupazione» dopo i primi test nucleari della Corea del Nord. «Le due parti esprimono la loro grave preoccupazione davanti al fatto che la Corea del Nord abbia dichiarato di aver effettuato un test nucleare il 9 ottobre 2006», si legge nella dichiarazione firmata dai Presidenti Hu Jintao e Jacques Chirac. «Questo va contro l’obiettivo della denuclearizzazione della Penisola coreana e contro gli sforzi della Comunità internazionale rivolti a rafforzare il regime di non proliferazione», aggiunge il documento. Il Presidente francese — ha espresso l'augurio di veder tolto l'embargo dell'Unione Europea sulle armi alla Cina imposto nel 1989 — e quello cinese hanno anche ribadito la loro convinzione che la questione nucleare nordcoreana debba essere risolta diplomaticamente, in particolare con il ritorno del regime di Pyongyang al tavolo dei negoziati a sei (Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone, Russia e Cina). Dal canto suo, la Corea del Nord ha diffidato ieri Seoul dal partecipare alle sanzioni decise dagli Stati Uniti contro Pyongyang affermando che in caso contrario prenderà gravi provvedimenti. Secondo un comunicato di un portavoce nordcoreano del Comitato per la riunificazione pacifica della madrepatria, citato dall’agenzia di stampa «Kcna», la partecipazione della Corea del Sud alle sanzioni verrebbe vista come una grave provocazione e potrebbe portare ad una «crisi di guerra» sulla Penisola coreana. Il mese scorso, poco prima di effettuare un test nucleare, Pyongyang aveva già fatto simili avvertimenti dopo che la Corea del Sud aveva sollecitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare sanzioni economiche contro il regime della Corea del Nord. Intanto, il Giappone ha rilanciato oggi la proposta di contatti internazionali a tre e a cinque per riavviare il negoziato nucleare con la Corea del Nord. Secondo fonti governative citate dall’agenzia «Kyodo» la prima iniziativa in tale contesto dovrebbe essere un incontro a tre il mese prossimo a Seoul fra rappresentanti di Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud. Successivamente Tokyo auspica un incontro a cinque, con la partecipazione di Cina e Russia, a margine del Forum regionale dell’Apec in programma a metà novembre a Hà Nôi. TEL AVIV, 26. L’Alto rappresentante dell’Unione Europea (Ue) per la politica estera e di sicurezza, Javier Solana, ha incontrato ieri a Gerusalemme il leader del partito di estrema destra «Israel Beitenu», Avigdor Lieberman, entrato nel Governo del Premier Ehud Olmert. Solana ha detto «di essere sostanzialmente in disaccordo su tutto ciò che il signor Lieberman ha detto». L'Alto rappresentante, che è giunto in Israele nell'ambito di una missione nella regione, ha detto alla stampa di avere sempre contrastato le idee di Lieberman, ma ha affermato la necessità di dialogare con tutti e di aver perciò voluto sentire le posizioni di Lieberman, appena entrato nel Governo. Lieberman si è detto lieto dell’occasione offertagli per spiegare a Solana le sue proposte per una soluzione del conflitto nella regione, che egli ha definito «più umane e ampie» di ogni altro piano esistente. Solana ha da parte sua sottolineato di «non ritenere che la politica del Governo Olmert cambierà significativamente» anche dopo l’ingresso di Lieberman. Nel Governo Lieberman sarà Ministro alle minacce strategiche allo Stato. Intanto non si placano le violenze nei Territori autonomi palestinesi. Un palestinese è stato ucciso ieri da spari dell’esercito israeliano nel corso di un’incursione militare nel Sud della Striscia di Gaza. Lo hanno detto fonti mediche e di sicurezza. La vittima è Rami Abu Lahia, di 27 anni, membro della Sicurezza nazionale palestinese. Secondo una fonte locale, l’esercito ha compiuto un’incursione di circa un chilometro ad Abassan, una località ad Est della città di Khan Yunes. Due caccia israeliani «F-16» hanno inoltre sorvolato un’unità della Marina tedesca di pattuglia alle coste libanesi e sparato due colpi d’avvertimento, cui hanno fatto seguire il lancio di contromisure a raggi infrarossi per confondere la contraerea della nave. Lo riferisce il quotidiano berlinese «Tagesspiegel». Thomas Raabe, portavoce del Ministero della difesa tedesco, ha confermato in serata l’accaduto e ha precisato che l’incidente è avvenuto ieri alle 10.11. Il telegiornale della prima rete pubblica Ard ha riportato una smentita in serata da Israele. «Non vi è stato alcun incidente del genere», ha dichiarato alla televisione tedesca una portavoce militare israeliana.

L'Onu esamina un progetto di risoluzione contro l'Iran
NEW YORK, 26. Un progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul nucleare iraniano messo a punto da Gran Bretagna e Francia, con l’aiuto della Germania, è pronto ed ha iniziato a circolare al Palazzo di Vetro. Lo hanno annunciato ieri fonti europee dell’Onu. Il progetto — messo a punto senza gli Stati Uniti, che premono per una linea più dura nei confronti di Teheran — verrà presto esaminato, almeno a livello informale e forse già in giornata, dal cosiddetto «gruppo 5+1», cioè i cinque membri permanenti, con diritto di veto, del Consiglio di Sicurezza (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina) più la Germania, che con Parigi e Londra aveva negoziato direttamente con Teheran nell’ambito del cosiddetto gruppo «Ue-3» a nome dell'Unione Europea. Il testo non è stato ancora reso pubblico ma dovrebbe prevedere una serie di sanzioni contro l’Iran — economiche e diplomatiche, non militari —, oltre a garanzie per la Russia, evitando di chiedere la chiusura della centrale atomica di Bushehr, costruita proprio con la collaborazione degli esperti russi. La Russia ha comunque già bocciato oggi il progetto di risoluzione Onu messo a punto da Francia, Gran Bretagna e Germania in risposta alle ambizioni nucleari dell’Iran. «La bozza di risoluzione non corrisponde alle posizioni concordate in precedenza dagli emissari del Sestetto», ha indicato il Ministro degli esteri Serghiei Lavrov. Secondo un vice di Lavrov, Serghiei Kisliak, «lunghe trattative saranno necessarie per trovare una soluzione mutualmente accettabile». «Il nostro obiettivo — ha dichiarato Lavrov — è di non permettere che l’Iran abbia accesso a certe tecnologie sensibili prima che l’Agenzia internazionale per l'energia atomica non abbia chiarito le questioni alle quali è interessata». «In questo contesto — ha aggiunto il Capo della diplomazia russa — mi sembra che la bozza di risoluzione presentata non corrisponde palesemente alle posizioni concordate in precedenza dal Sestetto». Il Ministro degli esteri russo ha sottolineato che fino a quando le questioni in sospeso non saranno chiarite da Teheran con l’Aiea, Mosca è pronta a discutere «i modi per evitare la consegna all’Iran di tecnologie sensibili riguardanti l’arricchimento dell’uranio e il ritrattamento del combustibile atomico». In una dichiarazione congiunta — firmata durante la sua missione a Pechino dal Presidente francese, Jacques Chirac, e dal Presidente cinese, Hu Jintao — Cina e Francia invitano l'Iran a rispettare la risoluzione 1696 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che chiede a Teheran di cessare le attività legate all'arricchimento dell'uranio. «Le due parti chiedono — si legge nella Dichiarazione firmata da Jacques Chirac e Hu Jintao — il rispetto della risoluzione 1696 del Consiglio di Sicurezza e continueranno ad impegnarsi insieme per regolamentare la questione nucleare iraniana, mantenendo un contatto permanente e stretto a questo riguardo». Il Segretario di Stato americano, Condoleeza Rice, preme per le sanzioni dell’Onu contro l’Iran, che non vuole rinunciare nonostante le richieste della Comunità internazionale, all’arricchimento dell’uranio in loco. Prendendo la parola alla «Heritage Foundation» di Washington, la Rice ha affermato: «perché la Comunità internazionale sia credibile, deve ora approvare una risoluzione per chiedere il conto all’Iran per il suo atteggiamento di sfida». Dal canto suo, il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, in una conferenza stampa alla Casa Bianca, ha citato la questione nucleare, con Teheran che non vuole abbandonare l’arricchimento dell’uranio in loco. «Il grande problema, proprio in questi giorni — ha detto il Presidente George W. Bush — è se l’Iran finirà o no con il dotarsi dell’arma nucleare». Intanto, una seconda serie di 164 centrifughe per l'arricchimento dell'uranio — dette «a cascata» — è stata installata in Iran e comincerà ad essere alimentata questa settimana con gas di uranio (UF6). Lo ha scritto ieri l'agenzia semiufficiale «Isna», citando un non meglio identificato «responsabile» che in questo modo ha confermato le notizie già circolate in ambienti diplomatici.

Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

Cappella Papale per la Solennità di Tutti i Santi
Notificazione
Mercoledì 1° novembre 2006, Solennità di Tutti i Santi, alle ore 10, il Santo Padre Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nella Basilica Vaticana. «Rallegriamoci tutti nel Signore in questa solennità di tutti i Santi: con noi gioiscono gli angeli e lodano il Figlio di Dio». Tutti coloro che, in conformità al Motu Proprio «Pontificalis Domus», compongono la Cappella Pontificia e desiderano partecipare alla celebrazione liturgica, sono pregati di trovarsi alle ore 9.30 presso l'Altare della Confessione nella Basilica Vaticana per occupare il posto che verrà loro indicato. Quanto all'abito, i partecipanti si regoleranno nel modo seguente: — i Signori Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi: sulla veste propria indosseranno il rocchetto e la mozzetta; — gli Abati e i Religiosi: il proprio abito corale; — i Prelati: il rocchetto e la mantelletta, o la cotta, sopra la veste paonazza con fascia paonazza, a seconda del loro grado; — i Cappellani di Sua Santità: la cotta sopra la talare filettata con fascia paonazza. Città del Vaticano, 20 ottobre 2006. Per mandato del Santo Padre © PIERO MARINI Arcivescovo tit. di Martirano Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia); le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: — Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublin (Irlanda), con l'Arcivescovo emerito, Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Desmond Connell, e con gli Ausiliari, le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori Eamonn Oliver Walsh, Vescovo titolare di Elmhama, e Raymond W. Field, Vescovo titolare di Ard Mór, in visita «ad limina Apostolorum»; — Denis Brennan, Vescovo di Ferns (Irlanda), in visita «ad limina Apostolorum»; — James Moriarty, Vescovo di Kildare and Leighlin (Irlanda), in visita «ad limina Apostolorum».

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Atlante geopolitico

Brasile: ballottaggio per eleggere il Presidente
di GIUSEPPE FIORENTINO
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Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Liverpool (Gran Bretagna), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Vincent Malone, in conformità ai canoni 411 e 401 §1 del Codice di Diritto Canonico.