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Anno CXLVI - N. 260 (44.402)

CITTÀ DEL VATICANO

Venerdì 10 Novembre 2006

Benedetto XVI alla Plenaria del Pontificio Comitato che prepara il 49° Congresso Eucaristico Internazionale in programma a Québec nel giugno del 2008

Riscoprire nel Sacramento eucaristico la fonte della propria speranza
«Quanto bisogno ha l'odierna umanità di riscoprire nel Sacramento eucaristico la fonte della propria speranza!». Lo ha detto il Santo Padre rivolgendosi ai partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, nel corso dell'udienza svoltasi nella mattina di giovedì 9 novembre, nella Sala Clementina. Questi sono i punti nodali del discorso di Benedetto XVI: » «Un saluto cordiale ai membri del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali e ai Delegati nazionali, che hanno preso parte a quest'incontro per preparare insieme il prossimo 49° Congresso Eucaristico Internazionale, in programma a Québec nel giugno del 2008»; » «Saluto poi i rappresentanti del Comitato preparatorio locale di questo grande evento ecclesiale, come pure il piccolo ma significativo gruppo degli Adoratori dell'Eucaristia»; » «I Congressi Eucaristici, che si tengono volta a volta in luoghi e continenti diversi, sono sempre sorgente di rinnovamento spirituale, occasione per meglio far conoscere la Santissima Eucaristia, che è il tesoro più prezioso lasciatoci da Gesù; essi sono pure un incoraggiamento per la Chiesa a diffondere in ogni ambito della società ed a testimoniare, senza esitazione, l'amore di Cristo»; » «Ognuno di questi Congressi Eucaristici rappresenta, pertanto, una provvidenziale opportunità per mostrare all'umanità in modo solenne “l'Eucaristia, dono di Dio per la vita del mondo”, come dice il testo base del prossimo Congresso»; » «Questo documento è stato presentato nel corso dei vostri lavori dal Cardinale Marc Ouellet, Arcivescovo di Québec, al quale indirizzo uno speciale saluto. Non solo quanti hanno la possibilità di parteciparvi di persona, ma anche le varie comunità cristiane che ad esso sono invitate ad unirsi idealmente potranno beneficiare delle grazie speciali che il Signore dispenserà nel Congresso Eucaristico Internazionale»; » «In quei giorni il mondo cattolico terrà fissi gli occhi del cuore sul sommo mistero dell'Eucaristia per trarne rinnovato slancio apostolico e missionario. Ecco perché è importante prepararsi bene ed io vi ringrazio, cari fratelli e sorelle, per il lavoro che state svolgendo per aiutare i fedeli di ogni continente a comprendere sempre più il valore e l'importanza dell'Eucaristia nella nostra vita»; » «Mi piace tornare con la memoria all'esperienza vissuta lo scorso anno con i giovani a Colonia, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, e in Piazza San Pietro con i bambini della Prima Comunione accompagnati dalle famiglie e dai catechisti»; » «Ringrazio il Signore perché molte parrocchie, accanto alla devota celebrazione della Santa Messa, vanno educando i fedeli all'Adorazione eucaristica ed auspico, anche in vista del prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, che questa pratica si diffonda sempre più»; » «La prossima Esortazione post-sinodale sarà dedicata all'Eucaristia. Essa raccoglierà le indicazioni emerse dall'ultimo Sinodo dei Vescovi dedicato proprio al Mistero eucaristico e sono sicuro che anche questo documento aiuterà la Chiesa a preparare e celebrare con interiore partecipazione il Congresso Eucaristico, che si terrà nel giugno del 2008»; » «Lo affido sin d'ora alla Vergine Maria, prima e incomparabile adoratrice di Cristo eucaristico. La Madonna protegga e accompagni ognuno di voi, le vostre comunità, e renda fecondo il lavoro che state facendo in vista dell'importante evento ecclesiale di Québec».
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STATI UNITI

Si dimette il Segretario alla difesa Rumsfeld sostituito da Robert Gates

IRAQ

Aggiornato al 27 il processo a Saddam per genocidio di curdi iracheni

Si profila anche al Senato Baghdad: colpi di mortaio sul quartiere la vittoria del Partito democratico di Sadr City causano otto morti
WASHINGTON, 9. Potrebbe essere ancora più netta del previsto la sconfitta dei repubblicani alle elezioni Usa di medio termine. Si profila infatti la vittoria dei democratici anche al Senato, cosa che — dopo la conquista della maggioranza assoluta alla Camera dei rappresentanti — garantirebbe loro il controllo dell'intero Congresso statunitense, in opposizione all'amministrazione del Presidente Bush. Secondo autorevoli fonti di stampa locali, i democratici avrebbero ottenuto anche il seggio al Senato in palio in Virginia, l’unico che mancava loro per garantirsi la maggioranza alla Camera alta di Washington. In Virginia, infatti, sarebbe confermata la vittoria, seppur sul filo di lana, del candidato democratico Jim Webb, già profilatasi fin dalle prime battute dello spoglio delle schede ma rimasta incerta fino all’ultimo. Webb avrebbe prevalso sul repubblicano George Allen, cui il seggio apparteneva in precedenza, per appena 7.300 voti. In Senato i democratici avrebbero dunque il controllo diretto di 49 seggi su cento, più altri due attribuiti a candidati indipendenti ma a essi omogenei; i repubblicani ne manterrebbero 49. Se il risultato sarà ribadito ufficialmente, l’intero Congresso sarà, come detto, nelle mani di quella che era finora la minoranza. Ai democratici serviva strappare agli avversari sei seggi alla Camera alta: a parte la Virginia, l’hanno spuntata in Ohio, Pennsylvania, Rhode Island, Missouri e, da ultimo, nel Montana. I risultati delle elezioni di «midterm» non sono stati ancora ufficializzati, ma a Washington si sono già prodotti alcuni importanti cambiamenti all'interno della compagine governativa. Il Segretario di Stato alla difesa, Donald Rumsfeld, ha infatti rassegnato le dimissioni, accettate dal Presidente Bush, e al suo posto è stato nominato l'ex direttore della Cia, Robert Gates. L'avvicendamento alla guida del Pentagono, secondo alcuni osservatori, rifletterebbe l'esito del voto maturato sull'onda di una crescente opposizione, in ampi strati dell'opinione pubblica Usa, BAGHDAD, 9. È di otto morti e quindici feriti il bilancio dell'attacco compiuto, ieri sera, nel quartiere sciita di Sadr City, a Baghdad: sul quartiere sono stati sparati colpi di mortaio. Lo hanno riferito fonti della sicurezza locali. Colpi di mortaio hanno raggiunto anche il sobborgo di Al Qahera, nella parte Nord-Est della capitale, provocando il ferimento di quattro persone. Si è poi appreso che, sempre a Baghdad, un'autobomba è esplosa vicino alla moschea di Nida, nel quartiere settentrionale di Al Adhamiyah: una persona è morta, ed altre cinque sono rimaste ferite. Stamane a Baghdad sei iracheni, tra i quali un militare, sono rimasti uccisi in tre diversi attentati: lo hanno riferito fonti ospedaliere e della sicurezza. Tre civili sono morti nell'esplosione di una bomba in un mercato della capitale: l'odigno era nascosto in un sacco di plastica. Altre due persone sono morte nella deflagrazione di un'autobomba vicino alla Facoltà di belle arti, nella zona settentrionale di Baghdad. Un soldato è stato ucciso nella deflagrazione di un'altra vettura carica di esplosivo al passaggio di una pattuglia militare nel centro della capitale. In un'incursione, ieri pomeriggio, di truppe statunitensi e forze governative irachene a Ramadi sono rimasti uccisi quattro ribelli affiliati al ramo iracheno di «Al Qaeda»; altri quarantotto insorti sono stati catturati. Il processo a Saddam Hussein e ad altri sei imputati per il genocidio di curdi iracheni è stato aggiornato al prossimo 27 novembre, al termine di un'udienza, ieri, in cui sono stati ascoltati quattro testimoni dell'accusa. Il giudice Mohammed Uraibi Al Khalifa ha spiegato che il rinvio è stato deciso per consentire agli avvocati della difesa di individuare testimoni in grado di deporre a favore degli imputati, che rischiano la condanna a morte. Ieri, durante la conferenza stampa tenuta dopo l'annuncio dei risultati delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, il Presidente George W. Bush ha detto: «Ho un messaggio per il popolo iracheno, non abbiate paura, l'America resterà al vostro fianco, vi aiuterà ad essere liberi e uniti». Bush ha aggiunto: «Ho un messaggio per i nostri soldati al fronte, non abbiate dubbi, saremo vincitori». Sollecitato in merito ai possibili riflessi sulla situazione in Iraq dopo le dimissioni del Segretario alla difesa Usa, Donald Rumsfeld, il Capo della Casa Bianca ha detto: «Torneremo a casa quando avremo vinto e avremo messo l'Iraq in condizioni di sostenersi da solo. Il cambio della guardia porta al Pentagono una nuova prospettiva, “nuovi ocCONTINUA A PAGINA 2

Il Presidente Bush tra il Segretario alla difesa dimissionario, Donald Rumsfeld, a sinistra, e il successore, Robert Gates

Agenti di polizia iracheni impegnati ad ispezionare il luogo di un attentato dinamitardo compiuto dai ribelli in un mercato situato nel centro di Baghdad

Atlante geopolitico

Accelera l'espansione commerciale cinese
di PIERLUIGI NATALIA
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all'impegno militare in Iraq. In Iraq, ha ammesso lo stesso Presidente Bush durante una conferenza stampa convocata alla Casa Bianca, la strategia Usa «non funziona abbastanza bene, abbastanza velocemente». Bush ha detto di averne parlato con Donald Rumsfeld e che, accettandone le dimissioni, ha concordato con lui la necessità di una «nuova prospettiva» in Iraq. In ogni caso, ha aggiunto, i risultati delle elezioni non dicono che gli Stati Uniti devono ritirare le truppe dall’Iraq. Al contrario, il Presidente ha assicurato che gli Stati Uniti non lasceranno l’Iraq «prima che la missione non sia portata a termine». «In questo momento di cambiamento — ha aggiunto Bush — ho un messaggio alle linee del fronte: ai nostri nemici dico di non gioire, di non confondere il funzionamento della democrazia con una mancanza di volontà». Un cambiamento ai vertici del Pentagono era stato auspicato ieri anche da Nancy Pelosi, nuovo Speaker (Presidente) della Camera dei rappresentanti. «Dopo il voto occorre un cambio di direzione da parte del Presidente. E un cambio di leadership al Pentagono è qualcosa che non hanno chiesto solo i democratici, che viene anche dalle stesse gerarchie militari», aveva affermato. Prima donna e prima italo-americana ad occupare la terza Carica dello Stato (lo Speaker della Camera è secondo nella linea di successione dopo il vice Presidente), Nancy Pelosi è nata sessantasei anni fa ed è madre di cinque figli. Come detto, la guida del Pentagono è

stata affidata a Robert Gates, già direttore della Cia ai tempi del Presidente George Bush. Come già è accaduto più volte in passato, George W. Bush ha cercato un personaggio degli anni di Ronald Reagan e del padre Presidente, per affidargli un incarico delicatissimo. Gates porta con sé al Pentagono un quarto di secolo di esperienza nel mondo dell’intelligence e una carriera che lo ha visto rivestire incarichi anche nel Consiglio per la sicurezza nazionale e in altri organi di Governo, prima di assumere la presidenza della Texas A&M University. La quasi certa vittoria dei democratici, al Senato è stata accolta con viva soddisfazione da Harry Reid, capogruppo alla Camera alta del Congresso del partito finora di minoranza. Come già aveva fatto Nancy Pelosi, Reid ha rivendicato il ribaltamento della situazione in Parlamento, e ha affermato che il Partito democratico non solo è deciso a imprimere agli Usa un nuovo corso, ma anche pronto ad assumerne le redini. «Il popolo americano si è espresso in modo chiaro e decisivo a favore dei democratici affinché guidino il Paese in una nuova direzione», ha commentato. «Gli americani hanno messo in chiaro che sono stanchi dei fallimenti degli ultimi sei anni, in Iraq e in patria», ha rincarato la dose. Il nuovo Congresso che s’insedierà in gennaio, ha preconizzato il leader democratico, sarà «pronto a mettersi a lavorare» su una vasta gamma di problemi: dal «cambio di rotta in Iraq» ad «auCONTINUA A PAGINA 2

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Karl Lehmann, Vescovo di Mainz (Repubblica Federale di Germania), con gli Ausiliari, le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori Werner Guballa, Vescovo titolare di Catro, e Ulrich Neymeyr, Vescovo titolare di Maraguia, in visita «ad limina Apostolorum»; le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: — Werner Thissen, Arcivescovo di Hamburg (Repubblica Federale di Germania), con gli Ausiliari, le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori Norbert Werbs, Vescovo titolare di Amaura, e Hans-Jochen Jaschke, Vescovo titolare di Tisili, in visita «ad limina Apostolorum»; — Gebhard Fürst, Vescovo di Rottenburg-Stuttgart (Repubblica Federale di Germania), con gli Ausiliari, le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori Johannes Kreidler, Vescovo titolare di Edistiana, e Thomas Maria Renz, Vescovo titolare di Rucuma, in visita «ad limina Apostolorum»; — Norbert Trelle, Vescovo di Hildesheim (Repubblica Federale di Germania), con gli Ausiliari, le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori Hans-Georg Koitz, Vescovo titolare di Cantano, e Nikolaus Schwerdtfeger, Vescovo titolare di Fussala, in visita «ad limina Apostolorum»; — Franz-Josef Hermann Bode, Vescovo di Osnabrück (Repubblica Federale di Germania), con l'Ausiliare, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Theodor Kettmann, Vescovo titolare di Busiri, in visita «ad limina Apostolorum».

La traduzione italiana del discorso di Benedetto XVI ai Vescovi della Svizzera
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