You are on page 1of 4

Malleus Maleficarum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Malleus Maleficarum (letteralmente "Il martello delle malefiche", cioè "delle
Malleus Maleficarum
streghe") è un trattato in latino pubblicato nel 1487 dai frati domenicani Jacob
Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di reprimere in Germania
l'eresia, il paganesimo e la stregoneria.

È il più noto dei tre principali trattati pubblicati sulla questione alla fine del
XV secolo: gli altri due furono il Fornicarium di Johannes Nider (1475,
composto tra il 1436 e il 1437) e il De lamiis et phitonicis mulieribus (Delle
streghe e delle indovine) di Ulrich Molitor (1489).

Vide la luce nel momento in cui la stregoneria cominciava a essere vista come
una forma di satanismo.

Indice
Storia
Contenuto Frontespizio di un'edizione risalente al
1669
Note
Edizioni Autore Jacob Sprenger,
Bibliografia
Heinrich Institor
Kramer
Voci correlate
Altri progetti 1ª ed. originale 1487
Collegamenti esterni Genere trattato
Sottogenere inquisizione
Lingua originale latino
Storia
Nel 1484 papa Innocenzo VIII emanò la bolla Summis desiderantes affectibus, con la quale diede ai frati domenicani Jacob Sprenger
e Heinrich Institor Kramer pieni poteri in alcune regioni della Germania per svolgere incontrastati la loro opera di inquisitori contro il
delitto di stregoneria. Il Malleus Maleficarum riproduce in apertura la bolla pontificia ed è introdotto da una Approbatio
(approvazione) attribuita a una commissione diteologi dell'Università di Colonia.

Per questo si è ritenuto talvolta erroneamente che il Malleus Maleficarum discendesse dall'espressa volontà papale. In realtà il più
famoso manuale antistregoneria è posteriore di tre anni alla bolla pontificia, che è totalmente avulsa dal trattato: i due autori
utilizzarono la bolla per imporre una visione fino a quel momento molto personale della stregoneria e del modo per contrastarla. La
stessa Approbatio si è rivelata un falso, solo in tempi recenti smascherato, prodotto con la connivenza di un notaio compiacente, che
all'epoca contribuì a dare al trattato l'imprimatur di opera teologicamente ineccepibile.[1]

Molte eminenti personalità coeve alla pubblicazione del Malleus Maleficarum, anche in seno al cattolicesimo, dubitavano
dell'esistenza delle streghe, considerando tali credenze delle meresuperstizioni; ve ne erano però altrettante, che invece credevano nei
poteri soprannaturali di maghi, streghe e stregoni, poteri donati dal diavolo. A riprova di ciò nel Malleus Maleficarum i due frati
domenicani rimproverano aspramente tutti coloro, soprattutto religiosi, che minimizzano le credenze popolari reputandole
superstizioni, mettendo a tacere il dissenso fin dalla prima proposizione: «affermare l'esistenza degli stregoni è così cattolico al punto
che affermare ostinatamente l'opposto [è] eretico?Per loro, sembrerebbe di sì».

Il Malleus Maleficarum non fu mai adottato ufficialmente dalla Chiesa cattolica, ma non fu neppure mai inserito nell'indice dei libri
proibiti, come, ad esempio, il Manuale dell'inquisitore di Eliseo Masini, o la successiva Démonomanie des Sorciers di Jean Bodin,
che al Malleus Maleficarum, per molti aspetti si rifaceva. Riscosse i consensi della quasi totalità degli inquisitori e di autorevoli
ecclesiastici, nonché di giudici dei tribunali statali sive secolari, tanto che ne vennero pubblicate trentaquattro edizioni e oltre
trentacinquemila copie impresse anche in edizione tascabile. La sua immediata e durevole popolarità contribuì a scalzare
l'autorevolezza di un precedente testo di riferimento per i casi di stregoneria, l'antico Canon episcopi, datato secoli prima, che
comunque non risultava rilevante ai fini della caccia alle streghe.

Il Malleus Maleficarum rimase, fino alla metà del XVII secolo, il più consultato manuale sulla caccia alle streghe, sia da parte degli
inquisitori cattolici, sia dei giudici protestanti, poiché spiega proposizione per proposizione come comportarsi in ogni singola
occasione. Nonostante l'enorme popolarità dell'opera, la sua credibilità e diffusione subirono un brusco arresto, quando l'Europa
conobbe tra il 1520 e il 1560 un periodo di stasi nella caccia alle streghe, tanto che in alcune zone, fra cui possono citarsi i territori
germanici, i processi diminuirono, per ragioni mai del tutto chiarite.

Gli storici propendono per tre motivi fondamentali: lo scetticismo delle classi colte e la posizione degli umanisti, che con le opere di
Erasmo da Rotterdam, Andrea Alciato, Pietro Pomponazzi e Agrippa von Nettesheim cercarono di dimostrare che la magia non era
necessariamente correlata con il satanismo, ma obbedisse a leggi naturali; lo spostamento dell'attenzione delle autorità ecclesiastiche
verso la questione della Riforma protestante; il progressivo passaggio della competenza giurisdizionale dal clero al braccio
secolare.[2]

La nuova situazione portò a una perdita d'interesse per i trattati quattrocenteschi, tanto che il Malleus Maleficarum non ebbe alcuna
ristampa tra il 1521 e il 1576. L'opera tornò ad avere grande impatto dopo il 1580, quando fu nuovamente ristampata assieme ad altri
testi affini, dovendo la rinnovata fortuna anche alle basi teoriche poste da Thomas Erastus e Jean Bodin, che dettero nuovi incentivi
alla caccia alle streghe.

Contenuto
Il Malleus Maleficarum non è un trattato originale: consiste per lo più in una raccolta organizzata di credenze e di nozioni pregresse
sul fenomeno della stregoneria, spesso estrapolate da testi più antichi, quali il
Directorium inquisitorumdi Nicolas Eymerich (1376) e
il Formicarius di Johannes Nider. Non è privo di sfumature misogine: ci sono più streghe che stregoni, secondo gli autori, perché la
donna è mas occasionatus ("un maschio mancato"). Un pensiero che vorrebbe essere aristotelico, che viene sostenuto, in maniera
ridondante, attraverso citazioni continue diAristotele e Sant'Agostino, nonché di molti altritesti sacri.

Alcune posizioni sono espresse senza argomentazioni, soprattutto quelle che, al tempo della pubblicazione, erano parte del comune
sentire in materia di stregoneria: non deve sorprendere leggere di casi, in cui la condannata «andò a morte molto volentieri,
affermando che, anche se avesse potuto essere liberata, avrebbe ugualmente prediletto la morte, pur di sfuggire al potere del diavolo».

Il libro è diviso in tre parti. La prima affronta la discussione sulla natura della stregoneria. Le donne, a causa della loro debolezza e a
motivo del loro intelletto inferiore sono predisposte a cedere alle tentazioni di Satana. Il titolo stesso presenta la parola maleficarum
(femminile) e gli autori dichiarano (erroneamente) che la parola femina (donna) deriva da fe + minus (fede minore). Alcuni degli atti
confessati dalle streghe, quali ad esempio le trasformazioni in animali o mostri, sono mere illusioni indotte dal diavolo, mentre altre
azioni, come ad esempio la possibilità di volare aisabba, provocare tempeste o distruggere i raccolti sono possibili. Gli autori, inoltre,
si soffermano con morbosa insistenza sulla licenziosità dei rapporti sessuali, che le streghe intratterrebbero con idemoni.

La seconda parte riprende molte posizioni espresse nella prima e le approfondisce (non senza citazioni dello stesso testo) nel tentativo
di far comprendere «il modo di fare le stregonerie e il modo in cui si possono facilmente eliminare».
L'ultima parte si occupa di fornire istruzioni pratiche sulla cattura, il processo, la detenzione e l'eliminazione delle streghe. Si discute
di quanta fiducia si debba riporre nelle dichiarazioni dei testimoni, le cui accuse sono spesso perpetrate per invidia e malizia; tuttavia
gli autori affermano che i pettegolezzi pubblici sono sufficienti a condurre una persona al processo e che, anzi, una difesa troppo
vigorosa da parte del difensore è prova del fatto che anche quest'ultimo è stregato. Il manuale fornisce indicazioni su come evitare
che le autorità siano soggette alla stregoneria e rassicura i lettori sul fatto che, in quanto rappresentanti di Dio, i giudici sono immuni
dai poteri delle streghe.

Largo spazio è dedicato all'illustrazione di tecniche di estorsione delle confessioni e alla pratica della tortura durante gli interrogatori:
in particolare è raccomandato l'uso del ferro infuocato per la rasatura dell'intero corpo delle accusate, al fine di trovare il famoso
stigma diaboli, che ne proverebbe la colpevolezza.

Note
1. ^ Institoris: il martello delle streghe, in Storia della Stregoneria, di Giordano Berti, Mondadori, Milano 2010, pp. 98-
105.
2. ^ B. P. Levack, La caccia alle streghe in Europa, Bari, Laterza, 2012, pp. 216-220.

Edizioni
Heinrich Institor (Krämer), Jakob Sprenger , Malleus Malleficarum, Strasburgo, 1486-1487
Il Martello delle streghe. La sessualità femminile nel 'transfert' degli inquisitori
, traduzione italiana di Armando
Verdiglione, Spirali, 2006 (I edizione 1985)
Henrichi Institoris (Krämer), Iacobo Sprengero,Malleus Malleficarum, riproduzione dell'originale, Gruppo editoriale
Castel Negrino, 2006

Bibliografia
Giordano Berti, Storia della Stregoneria, Mondadori, Milano 2010.ISBN 978-88-04-59868-8

Voci correlate
Jacob Sprenger
Heinrich Institor Kramer
Inquisizione
Caccia alle streghe
Stregoneria
Summis desiderantes affectibus

Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file suMalleus Maleficarum

Collegamenti esterni
(EN ) Il testo integrale (tradotto in inglese) delMalleus Maleficarum, su sacred-texts.com.
(EN ) Introduction to Malleus Maleficarum, su malleusmaleficarum.org.
VIAF (EN ) 175261947 · LCCN (EN ) no2007072431 · GND (DE ) 4210558-4 · BNF
Controllo di autorità
(FR ) cb12048444x (data)

Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Malleus_Maleficarum&oldid=97593835
"
Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 30 mag 2018 alle 17:43.

Il testo è disponibile secondo lalicenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo
; possono applicarsi
condizioni ulteriori. Vedi le condizioni d'uso per i dettagli.