Slavoj Žižek l’ideologia nell’epoca post-ideologica Che significato possiamo dare all’affermazione ricorrente che viviamo in un’epoca

post-ideologica? La mia PRIMA tesi è che, a causa della sua onnipervasività, l’ideologia oggi appare come il suo opposto, come non-ideologia: come l’essenza della nostra identità umana al di sotto di tutte le etichette ideologiche. Ecco perché un’opera straordinaria come Le benevole di Jonathan Littell risulta così traumatica, soprattutto per i tedeschi: fornisce un resoconto romanzesco dell’Olocausto narrato in prima persona da un tedesco, l’Obersturmbannfuehrer delle SS Maximilian Aue. Il problema è precisamente: come rendere il modo in cui i carnefici nazisti hanno vissuto e simbolizzato la loro incresciosa situazione senza provocare pietà o addirittura giustificare? Oppure, per metterla in termini un po’ meno eleganti: ciò che Littell offre è un Primo Levi nazista in versione romanzesca – come tale, egli ha una fondamentale lezione freudiana da insegnarci: dobbiamo rigettare l’idea che per combattere la demonizzazione dell’Altro sia necessario soggettivizzarlo, ascoltarne la storia, comprendere il modo in cui egli percepisce la situazione – o, come ha detto un partigiano del dialogo in Medio Oriente: “Il nemico è qualcuno di cui non abbiamo ancora udito la storia”. Tuttavia, c’è un chiaro limite a questo procedimento: riusciamo anche solo a immaginare di invitare un violento criminale nazista - come il Miximilian Aue di Littell che, in realtà, si autoinvita – a raccontarci la sua storia? Siamo disposti ad affermare che Hitler era un nemico perché la sua storia non è stata udita? Questo dettaglio di vita personale può forse “redimere” gli orrori generati dal suo regno, renderlo “più umano”? Heinrich Heydrich, l’architetto dell’Olocausto, amava trascorre le serate in compagnia di amici a suonare gli ultimi quartetti per archi di Beethoven. La nostra esperienza più elementare di soggettività è quella della “ricchezza della mia vita interiore”: questo è ciò che “sono veramente”, in contrapposizione alle determinazioni simboliche e ai mandati che assumo nella vita pubblica (padre, professore…). La prima lezione della psicoanalisi ci dice che questa “ricchezza di vita interiore” è sostanzialmente un imbroglio: uno schermo, una falsa distanza la cui funzione è, per così dire, salvare la mia apparenza, rendere palpabile (accessibile al mio narcisismo immaginario) la mia vera identità socio-simbolica. Uno dei modi per attuare la critica dell’ideologia, perciò, consiste nell’inventare strategie per smascherare questa ipocrisia di “vita interiore” e delle sue “sincere” emozioni. L’esperienza che abbiamo della nostra vita dall’interno, la storia di noi che raccontiamo a noi stessi per giustificare quanto facciamo, è dunque una menzogna – la verità risiede all’esterno, in ciò che facciamo. Qui sta la difficile lezione del libro di Littell: ci presenta un uomo di cui ascoltiamo l’intera storia e che, tuttavia, dovrebbe restare nostro nemico. Ciò che è realmente insopportabile dei criminali nazisti non sono le cose terrificanti che hanno commesso, ma il fatto di essere rimasti “umani, troppo umani” mentre le commettevano. “Le storie di noi che raccontiamo a noi stessi” servono a offuscare la vera dimensione etica del nostro atto. Nel giudizio etico non dovremmo essere influenzati dalla storia – ecco perché il consiglio di Elfriede Jelinek ai drammaturghi non solo è esteticamente corretto, ma possiede anche una profonda giustificazione morale: “I personaggi sul palcoscenico dovrebbero essere piatti, come vestiti in uno show di moda: ciò che cogliamo non deve essere più di quanto vediamo. Il realismo psicologico è ripugnante perché ci permette di sottrarci alla sgradevole realtà trovando riparo nello “sfarzo” della personalità, perdendoci nella profondità del carattere individuale. Compito dello scrittore è bloccare questa manovra, spingerci fino a un punto da cui possiamo osservare l’orrore con occhio spassionato.” La stessa strategia di “umanizzazione” ideologica (nella direzione della proverbiale saggezza “errare è umano”) è uno degli elementi chiave della presentazione (di sé) ideologica messa in atto delle Forze di Difesa israeliane: i media israeliani amano indugiare sulle imperfezioni e sui traumi psichici dei soldati israeliani, non li presentano come macchine militari perfette, o come eroi sovrumani, ma come uomini comuni, rimasti intrappolati nei traumi della Storia e della guerra, uomini che commettono errori e che possono perdersi, come tutte le persone normali. Quando, ad esempio, nel gennaio 2003 le Forze di Difesa israeliane demolirono l’abitazione della famiglia di un

per civilizzare il Selvaggio West. il malvagio per eccellenza. nessun “ragazzo comune” sotto quella maschera. Quindi. Hancock…) . allora. una “terrorista” che nonostante tutto rimane “umana”. i dubbi. Gordon inscena la propria morte (falsa) – ancora un’altra menzogna… Ma cos’è allora Joker. descrizione altrimenti interessante del fato della prima generazione del gruppo RAF in Germania (Ulrike Meinhof. estrasse il portafoglio e mostrò la foto di lei alla madre palestinese. neutralizza l’impatto di ciò che in realtà il soldato sta facendo in quel momento. che vengono presentati come brutalmente disumani nella loro perfezione “angelica”. Dent dichiara alla stampa di essere Batman – un’altra menzogna. la posizione implicitamente offerta allo spettatore come punto di identificazione. arrivando perfino ad aiutare la famiglia a rimuovere i mobili prima di distruggere la casa con un bulldozer. convinto che lo svelamento distruggerà l’ordine sociale? Non è un uomo senza maschera. . malgrado le differenze politiche. se la sola persona veritiera del film sia Joker. il soldato apprese che la ragazza spaventata aveva lo stesso nome della propria figlia. le debolezze. Il divario che li separa appare in tutta la sua evidenza nelle diverse modalità dei loro suicidi: Meinhof si impicca per disperazione quando vede crollare il suo intero universo etico-politico. molto di più nel Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan. la sua lotta con i demoni interiori. Con suo grande stupore. che vuole scoprire la realtà sotto la Maschera. costantemente impegnata a riflettere sulla propria difficile situazione. il suo confronto con il lato oscuro di sé. ecc. Batman e il suo amico poliziotto Gordon intuiscono lo sconforto in cui cadrebbe la città se si rivelassero gli omicidi di Dent. Gordon allora distrugge il Bat-segnale e ne consegue una caccia all’uomo contro Batman. la domanda da fare è: perché. alla fine del film muore. la Menzogna debba essere elevata a Verità – in breve. Batman convince Gordon a preservare l’immagine di Dent facendo credere che sia lui il responsabile degli omicidi. al contrario. Ma c’è di più. Batman. a sua volta corrotto e responsabile egli stesso di omicidi. la stessa “umanizzazione” rovina Der Baader Meinhof Complex (2008). in questo nostro preciso momento. L’obiettivo dei suoi attacchi terroristici su Gotham City viene spiegato: termineranno quando Batman si toglierà la maschera e rivelerà la sua vera identità. lui È la sua maschera – non c’è nulla. mentre Ensslin e Baader si tolgono la vita come atto freddamente calcolato di affermazione politica. lo fecero con accentuato garbo. La necessità della menzogna per sostenere il morale pubblico è il messaggio finale del film: solo una menzogna può redimerci. Per intrappolare Joker. Non c’è da stupirsi. Andreas Baader). come se tutto ciò rendesse la superproduzione commerciale in qualche modo più “artistica”. l’unica risposta adeguata da parte della madre dovrebbe essere: “Se è vero che sei umano come me. Il successo straordinario del film non fa riflettere sul fatto che tocca un nervo della nostra costellazione ideologico-politica: l’indesiderabilità della verità? In questo senso. Spinto da uno slancio sentimentale. c’è un tale rinnovato bisogno di Menzogna per mantenere il sistema sociale? Purtroppo. perché adesso stai facendo questo?” Il soldato a questo punto può trovare rifugio solo nel dovere reificato: “Non mi piace farlo. siamo tutti esseri umani con gli stessi amori e le stesse preoccupazioni.i critici si entusiasmano per come questi film vadano oltre il piatto personaggio da fumetto e si soffermano ad analizzare le insicurezze. come la nostra civiltà sia fondata sulla Menzogna. Il Cavaliere Oscuro è di fatto una nuova versione di due classici western di John Ford (Il massacro di Fort Apache e L'uomo che uccise Liberty Valance) che spiegano come. È interessante notare come una simile “umanizzazione” sia sempre più presente nella recente ondata di film di grande successo sui supereroi (Spiderman. Poco tempo prima la stampa israeliana aveva riportato un episodio analogo: mentre un soldato israeliano perquisiva una casa palestinese alla ricerca di sospetti. A questo punto. in contrapposizione a Ensslin e Baader.. Il punto di vista soggettivo del film. Il nuovo procuratore distrettuale Harvey Dent. con paure e dubbi. è quello di Meinhof. Gudrun Ensslin. evitando con ciò l’assunzione soggettiva del proprio dovere. ma è il mio dovere…”. la madre tentava di calmare la figlia chiamandola per nome. vigilante ossessivo contro la criminalità. le paure e le angosce dell’eroe soprannaturale. è un uomo pienamente identificato con la propria maschera. per evitare la rivelazione e proteggere Batman.presunto “terrorista”. È facile percepire la falsità di un tale gesto di empatia: l’idea che.

che per uno studioso sarebbe facile affermare. il frettoloso tentativo di sbarazzarsi dell’eccesso sgradevole il più velocemente possibile. La distinzione di Kant sull’uso pubblico e privato della ragione può essere di grande aiuto in questo caso: il difetto fondamentale della cosiddetta “politica dell’identità” è il suo incentrarsi su tali identità “private” – il suo orizzonte ultimo è quello della tolleranza e della mescolanza di identità “private”. dopo l’incandescente discussione. cotto. Il fantasma della libertà. quindi.” Hegel è stato tra i primi a interpretare la triade geografica Germania-Francia-Inghilterra come espressione di tre differenti atteggiamenti esistenziali: la precisione riflessiva tedesca. che dimostra come il cibo serva anche da “nutrimento per il pensiero”. quando invece vogliono mangiare chiedono sottovoce alla governante “Dov’è quel posto là?” ed escono furtivamente in uno sgabuzzino sul retro. conversando amabilmente. nella famosa discussione sui differenti gabinetti europei all’inizio del suo ormai quasi dimenticato Paura di Volare. Il riferimento ai diversi tipi di WC ci permette non solo di distinguere la stessa triade nel campo più intimo dell’esercizio della funzione escrementizia. uno dei tratti che distingue l’uomo dagli animali è proprio il fatto che per gli umani l’eliminazione della merda diventa un problema… . nella tazza tipicamente francese. La mia SECONDA tesi è che la sconfessata dimensione ideologica dell’odierna post-ideologia si iscriva precisamente in ciò che può apparire come semplice “disegno”. di stile di vita. ogni aspetto che attraversa l’intero campo viene respinto come oppressivo. Probabilmente tutti ricordano la scena del film di Buñuel. religiosa…). Una simile molteplicità di tipi di tazze sanitarie è causata da un eccesso traumatico a cui ciascuno di essi tenta di adeguarsi . visibile ma non esaminabile.ma nel momento in cui si reca al gabinetto. afferma scherzosamente: “le toilette tedesche sono la vera chiave degli orrori del Terzo Reich. il buco è dietro. sessuale. alla struttura simbolica che fornisce il fondamento di una comunità (etnica. mentre ogni universalità. in cui le relazioni fra cibarsi e defecare risultano invertite: le persone siedono sulle loro tazze del WC attorno al tavolo. così che la merda viene inizialmente esposta per permetterci di annusarla e di esaminarla alla ricerca di tracce di un’eventuale malattia. infine. “la verità è là fuori. l’approccio pragmatico nel trattare l’eccesso come normale oggetto di cui disfarsi nel modo più appropriato. che viviamo in un universo post-ideologico . si ritrova di nuovo sprofondato fino al ginocchio nell’ideologia. una mediazione fra i due poli opposti – la tazza è piena d’acqua e la merda vi galleggia.” È evidente che nessuna di queste versioni può essere presa in considerazione in termini puramente funzionali: qui si distingue chiaramente una certa percezione ideologica di come il soggetto si relazioni allo sgradevole escremento che esce dall’interno del suo corpo – ancora. cioè la merda deve sparire il più presto possibile. L’esempio delle toilette qui è indicativo. per la terza volta.secondo Lacan. Ecco. il moderato pragmatismo utilitarista inglese. invece. abbiamo la poesia e la metafisica tedesche contro la politica francese e l’economia inglese. Non c’è da meravigliarsi allora se Erica Jong. a integrazione di Levi-Strauss. radicalismo rivoluzionario francese e liberalismo moderato inglese. durante una tavola rotonda. ma anche di sviluppare il meccanismo soggiacente della triade nei suoi tre differenti atteggiamenti di fronte all’eccesso escrementizio: la fascinazione ambiguamente contemplativa. l’impazienza rivoluzionaria francese. Dunque. bollito). ci azzardiamo a suggerire che la merda può servire anche da matièreà-penser: i tre tipi base di tazze sanitarie non formano forse un genere di contrappunto correlativo escrementizio al triangolo alimentare di Levi-Strauss? Nella tradizionale tazza tedesca il buco in cui scompare la merda dopo avere tirato lo sciacquone è proprio di fronte. la tazza americana presenta una sorta di sintesi. Gente che può costruire toilette come queste è capace di tutto.Dovremmo estendere con audacia questa intuizione alla forma collettiva di base del “raccontare storie di noi stessi” . in termini politici questa triade può essere letta come conservatorismo tedesco. Pensiamo al triangolo semiotico di Claude Levi-Strauss sulla preparazione del cibo (crudo.. in termini di predominanza delle sfere della vita sociale.. L’investimento ideologico di simili riferimenti all’utilità è attestato dal loro carattere dialogico: la tazza americana acquisisce un proprio significato solo attraverso la relazione differenziale con quella francese e quella tedesca.

ma non è così che le cose ti appaiono veramente – nella tua realtà sociale. Ci sono cose che non sappiamo di non sapere. Se Rumsfeld ritiene che i pericoli maggiori nel conflitto con l’Iraq siano rappresentati dai “fatti ignoti sconosciuti”. la sua “verità repressa”.” Quello che ha dimenticato di aggiungere è la quarta cruciale proposizione: “i fatti noti sconosciuti”. egli sostiene che il compito dell’analisi critica è portare alla luce le “sottigliezze metafisiche e i capricci teologici”. piena di sottigliezze metafisiche e capricci teologici.” gli dice il dottore. Dalla sua analisi risulta invece che è una cosa imbrogliatissima. “lei sai bene di non essere un granello di seme ma un uomo”.” risponde il paziente. l’Inconscio stesso deve essere indotto ad ammettere questa verità. ci sono cose che sappiamo di non sapere. È con questi “fatti noti sconosciuti” che ha a che fare il disegno. Ci sono fatti ignoti conosciuti. le cose che non sappiamo di sapere – che è esattamente l’inconscio freudiano. riuscendo a dire più di quanto un tale edificio sia pronto ad affermare esplicitamente. sul “Feticismo delle merci e il suo segreto”: A prima vista una merce sembra una cosa estremamente triviale e ovvia. ma in realtà è solo un’espressione reificata di relazioni fra persone. ossia le minacce di Saddam. della sua riduzione alla base terrena: Marx non afferma. subito dopo essere stato dimesso dall’ospedale. di cui non siamo neppure in grado di immaginarne la natura. In altre parole. per citare il motto di X Files: “La verità è la fuori”. Queste righe dovrebbero sorprenderci. io lo so. Ma ci sono anche fatti ignoti sconosciuti. “Certo. tuttavia. finalmente guarito (convinto di non essere un granello di seme ma un uomo). come soleva dire Lacan. Quando. Cioè. al contrario. noi invece dobbiamo rispondere che i pericoli maggiori sono “i fatti noti sconosciuti”. un paio di anni fa. nei video che accompagnavano le sue canzoni. “la conoscenza che non conosce se stessa”. ma di cui non siamo neppure consapevoli. quelle opinioni e convinzioni sconfessate che aderiscono a noi stessi. che il compito dell’analisi critica è dimostrare che quello che ci appare come una misteriosa entità teologica deriva invece dal processo “ordinario” della vita reale. le rivelazioni sul dichiarato comportamento privato “immorale” di Michael Jackson (i suoi giochi sessuali con ragazzini) inflissero un colpo alla sua immagine di innocente Peter Pan elevata al di sopra di ogni differenza di sesso e di razza. torna indietro tutto tremante di paura – c’è un pollo fuori dalla porta e lui teme che voglia mangiarselo. mediante la tua partecipazione allo scambio sociale. ad esempio.” Il vero rimprovero del marxista è piuttosto: “Forse puoi pensare che la merce ti sembri una semplice personificazione delle relazioni sociali (che. il denaro sia solo una sorta di voucher che ti da diritto a una parte del prodotto sociale). Queste sono cose che sappiamo di sapere. alcuni acuti commentatori posero l’ovvia domanda: perché tutto questo clamore? Il cosiddetto “lato oscuro di Michael Jackson” non è sempre stato davanti agli occhi di tutti. “ma il pollo lo sa?” Sta in questo la vera scommessa del trattamento psicoanalitico: non è sufficiente convincere il paziente della verità inconscia dei propri sintomi. quando un marxista critico incontra un soggetto borghese immerso nel feticismo della merce. nel modo tipico della critica illuministica. sempre saturi di violenza ritualizzata e di osceni gesti sessualizzati (soprattutto nel caso di Thriller e Bad)? L’Inconscio è fuori. non è nascosto in fantomatiche profondità – o.” In altre parole. Questo livello dei “fatti noti sconosciuti” non si limita solo a formulare il messaggio chiave – può farlo anche in contrapposizione al contenuto esplicito di un edificio ideologico. sei testimone del fatto inspiegabile che la merce ti appare proprio come oggetto magico dotato di speciali poteri. Fra gli psicoanalisti lacaniani circola da decenni una barzelletta diventata classica: un uomo che crede di essere un granello di seme viene portato in un ospedale psichiatrico dove i dottori fanno del loro meglio per convincerlo che non è un seme ma un uomo. possiamo immaginare un . il rimprovero che egli muove a quest’ultimo non è: “Forse ti può sembrare che la merce sia un oggetto magico dotato di poteri speciali. “Caro amico. La stessa identica cosa non vale anche per il feticismo delle merci marxiano? Ecco l’inizio della famosa sezione 4 del capitolo 1 del Capitale.Nel marzo del 2003 Donald Rumsfeld si è lanciato in una sorta di filosofeggiare amatoriale sulla relazione fra il noto e l’ignoto: “Ci sono fatti noti conosciuti. dal momento che invertono il tipico procedimento di demistificazione del mito teologico.

tutto il resto è illusione. Con misure diverse. per inciso. poniamo.borghese che frequenta un corso di marxismo e viene edotto sul feticismo della merce. L’insegnante gli dice: “Ma adesso sai come stanno le cose. in tedesco è un termine comune per “culo”). nello sfruttamento degli altri “senza alcuna illusione”. del sublime oggetto di affetto appassionato – nell’universo di Kung Fu Panda ci sono solo oggetti e bisogni quotidiani comuni. un uomo viene messo in prigione perché crede in Dio. Questo. ED è un eroe di Kung Fu. torna dal suo insegnante lamentandosi del fatto che è ancora vittima del feticismo della merce. – protetti dalla silenziosa consapevolezza che il grande Altro ne sia ignaro. Per rendere qualcosa speciale devi solo credere che lo sia. l’ideologia del film? Torniamo alla frase fondamentale: “Non c’è nessun ingrediente speciale. verrebbe senza dubbio censurata o respinta come oltremodo e ridicolmente pessimistica. lo tengo lì perché mi hanno detto che funziona anche se uno non ci crede!” Ecco come funziona l’ideologia oggi: non crediamo ad essa. comune. Quando viene rilasciato.” Questa frase rappresenta la sconfessione feticista (la rottura) allo stato puro – il suo messaggio è: “SO bene che non c’è alcun ingrediente speciale. formula magnificamente esemplificata da un aneddoto su Niels Bohr. e sotto c’è il vuoto. La mia TERZA tesi è che la post-ideologia sia l’ideologia predominante del capitalismo del dopo sessantotto. allora. il nome del protagonista. The New Spirit of Capitalism di Luc Boltanski e Eve Chiapello esamina nel dettaglio . Ecco perché non dovrebbe sorprenderci scoprire l’ideologia allo stato puro in ciò che potrebbe apparire come Hollywood al suo stato di massima innocenza: il grande fumetto blockbuster. Ovviamente lui sa che Dio non esiste. nella distanza cinica. Quindi. ma che vanno oltre la spiegazione illuminata. la sua economia è un’economia orale-anale preedipica (tra l’altro. l’ultimo successo animato della Dreamworks. l’uomo torna subito indietro e confessa il suo terrore di essere punito da Dio. del terrore rivoluzionario. Po. alla fine del corso. Po è grasso. il nuovo Maestro – il terzo escluso in questa coincidenza degli opposti è la sessualità. fa la stessa cosa per il modo in cui le credenze funzionano nella nostra società cinica – il film è ideologia a un imbarazzante stato puro. che non ha nulla di magico!”. che la merce è solo espressione di relazioni sociali. Ma questi due livelli (la saggezza e il senso comune quotidiano) sono realmente contrastanti? Non sono le due facce di uno e del medesimo atteggiamento di saggezza? Ciò che le unisce è il rifiuto dell’objet a. ma la merce: non è cambiare il modo in cui si parla delle merci. ma Dio lo sa?” È proprio in questo senso che l’epoca attuale è forse meno atea di quelle passate: siamo tutti pronti a indulgere nello scetticismo totale. al che Bohr rispose sgarbatamente: “Neanche io ci credo. ciononostante CREDO in esso (e agisco di conseguenza)…” La denunzia cinica (a livello di consapevolezza razionale) è neutralizzata da un richiamo al credo “irrazionale” – e questa è la formula più elementare di come funziona l’ideologia oggi. è il motivo per cui l’universo del film è asessuale: non c’è sesso né attrazione sessuale nel film. ecc. che non sarebbe concesso nel cinema narrativo con attori “reali”? Pensiamo all’immagine di società che ricaviamo dai fumetti violenti dove ci sono animali che combattono: spietata lotta per la sopravvivenza. Kung Fu Panda. In cosa consiste. trappole e attacchi brutali. il vero compito non è convincere il soggetto. goffo. viene portato alla conoscenza che Dio non esiste. l’ospite sorpreso disse che non credeva alla superstizione del ferro portafortuna. riteniamo solo che funzioni. in pratiche sessuali estreme. dove la realtà sull’ordine sociale esistente viene resa in un modo così diretto. “La verità ha la struttura della fiction” – esiste per questa tesi un’esemplificazione migliore dei fumetti. nelle violazioni di tutti i vincoli etici. Sei solo tu. sfruttamento degli altri… se la stessa storia fosse narrata in un film con attori “reali”. Scorgendo un ferro di cavallo alla sua porta di casa. ma cambiare il modo in cui le merci parlano fra loro… Su questo punto Alenka Zupancic va fino in fondo e immagina un brillante esempio che fa riferimento a Dio stesso: “Nella società illuminata. ancora una volta. Kung Fu Panda oscilla costantemente fra i due estremi della saggezza serena e del suo cinico senso comune che insidia mediante il riferimento ai bisogni e alle paure comuni.

E investiamo in questo. anche se non te ne rendi conto. Ecco un caso esemplare di “capitalismo culturale”: la campagna pubblicitaria di Starbucks. Il consumo dovrebbe sostenere la qualità della vita. non ci limitiamo a comprare e consumare un prodotto – facciamo anche qualcosa di significativo. abbiamo delle reti con una moltitudine di partecipanti.” Chi avrebbe potuto pensare a una pubblicità del genere una decina di anni fa? E non è forse questo il motivo per cui compriamo cibo il organico? Chi può credere veramente che quelle mele mezze marce e costose siano più salutari? Il motivo è che. /…/ Oh. li consumiamo per rendere la nostra vita piacevole e darle un significato. il Simbolico dello status (compro una determinata macchina per comunicare il mio status – la teoria di Thorstein Veblen). ma il tempo dell’autentica realizzazione del mio vero Io. acquistiamo più caffè di commercio equo e solidale di qualsiasi altra azienda nel mondo.” Dopo avere esaltato la qualità del caffè. e la giusta atmosfera per sognare. Stai partecipando a un’etica del caffè. il suo tempo dovrebbe essere “tempo di qualità” – non il tempo dell’alienazione. stai comprando qualcosa di più grande di una tazza di caffè. li compriamo principalmente per ricavarne un’esperienza. partecipiamo a un grande progetto collettivo… L’ultima espressione scientifica di questo “nuovo spirito” è il sorgere di una . Invece della catena di comando gerarchicamente centralizzata. della cura per gli altri. A partire dagli anni ’70. migliorando le pratiche di coltivazione del caffè e le comunità in tutto il globo. Al livello di consumo. In questo modo. l’Immaginario dell’esperienza piacevole e significativa. la critica del consumo alienato: fatti di esperienza autentica. Starbucks ha presentato i suoi luoghi come luoghi della comunità sostitutiva). fondata sull’iniziativa del dipendente e sulla sua autonomia nel luogo di lavoro. il secondo ha preso come proprio ideale non l’imprenditore ma il direttore salariato della grande azienda. al livello di consumo. lavorare e chiacchierare. del gioco sensoriale dell’esperienza. che comprende attenzione per l’ambiente. Abbiamo tutti bisogno di posti così al giorno d'oggi. ha usurpato perfino la retorica dell’estrema sinistra sull’autogestione dei lavoratori e l’ha trasformata da slogan anticapitalistico a slogan capitalistico. ecc. che organizzano il lavoro in forma di team o progetti.questa nuova forma di capitalismo. il libro distingue in successione tre “spiriti” capitalistici: il primo spirito del capitalismo imprenditoriale è durato fino alla Grande Depressione degli anni ’30. Questa triade non può non evocare la triade lacaniana RSI: il Reale di utilità diretta (buon cibo salutare. la pubblicità continua: “Ma quando compri Starbucks. ha integrato l’eredità del ’68. Non c’è da stupirsi se è così buono. Attraverso il nostro programma Shared Planet. dell’imitazione dei modelli imposti dalla società. e una piccola parte del prezzo di una tazza di caffè Starbucks aiuta ad arredare il locale con sedie comode. il capitalismo viene trasformato e legittimato come progetto egualitario: accentuando l’interazione autopoietica e l’auto-organizzazione spontanea. e un luogo dove ognuno può partecipare alla vita comunitaria (fin dall’inizio. “Non è solo quello che compri. buona musica. C’è una buona atmosfera di caffè. questo nuovo spirito è quello del cosiddetto “capitalismo culturale”: non acquistiamo i prodotti per la loro utilità e neppure come status symbol. intenti alla soddisfazione del cliente.). È quello a cui credi. comprandole. Una recente reclame della catena di hotel Hilton presenza una semplice affermazione: “Un viaggio non ci porta solo da un luogo A a un luogo B. e una generale mobilitazione di lavoratori grazie alla vision dei loro capi. responsabilità sociale nei confronti dei produttori. (È facile notare lo stretto parallelo con il ben noto principio del passaggio dal capitalismo etico protestante individualista a quello manageriale aziendale dell’“organization man”). dall’ecologia alla carità. Alla maniera weberiana. mostriamo la nostra attenzione e la nostra consapevolezza globale. e assicuriamo che gli agricoltori che coltivano i chicchi ricevano un prezzo equo per il loro duro lavoro. la qualità di un auto.” Il surplus culturale viene esplicitato a chiare lettere: il prezzo qui è più alto perché quello che compri è l’“etica del caffè”. Ecco come il capitalismo. Dovrebbe anche renderci persone migliori. si sta delineando una nuova forma di “spirito capitalistico”: il capitalismo ha abbandonato la struttura gerarchica fordista del processo di produzione e ha sviluppato una forma di organizzazione network-based.

una società australiana ha immesso sul mercato un gelato alla “ciliegia Guevara”. com’è spesso il caso. come mai in questa nostra epoca di edonismo spiritualizzato. risiede la dimensione propriamente feticista del populismo. un rifiuto di comprendere con pazienza. che cercava di guidare il Bhutan nel mondo moderno. in questo rifiuto-disapere. gli “studi sulla felicità” – eppure. il nuovo popolarissimo re di formazione oxfordiana. solidarietà sociale): l’esperienza a cui si fa riferimento è quella di fare parte di un movimento collettivo più grande. In fondo.000 persone e hanno stilato una lista di parametri per la felicità – simile all’indice di sviluppo tracciato dalle Nazioni Unite. l’oscena mercificazione – di recente. dalla santità. dovremmo probabilmente distinguere non tre. il feticcio implica un gesto di trasferimento (sull’oggetto-feticcio). vale a dire. da un urlo: “Non so cosa stia accadendo. i poveri e bisognosi. Vale a dire. l’innocua beatificazione si combina col suo contrario. la vitalità della comunità e la diversità ecologica… questo è imperialismo culturale. che è il motivo per cui si sente il bisogno di un agente dietro questa confusione che giustifichi tutto. e la conseguente convinzione che ci debba essere qualcuno responsabile di tutta questa confusione. Fra le preoccupazioni principali sono stati identificati il benessere psicologico. Adesso. ma ne ho abbastanza! Non può continuare così! Deve finire!” – uno scatto di impazienza. funziona . ovviamente: “La lotta rivoluzionaria delle ciliegie è stata soffocata: sono rimaste intrappolate fra due strati di cioccolato. alla solidarietà con i poveri e gli sfruttati. amministrativo. l’ansietà e la depressione stanno esplodendo? È l’enigma di questo auto-sabotaggio della felicità e del piacere che rende il messaggio di Freud più attuale che mai. tutto ciò che vogliamo che egli significhi: dalla ribellione dei giovani contro l’autoritarismo. mentre nell’ultimo decennio notiamo una sempre crescente mobilitazione di motivi socio-ideologici (ecologia. il regno del Bhutan decise di concentrarsi sulla Felicità Interna Lorda (FIL) piuttosto che sul Prodotto Interno Lordo (PIL). l’idea era il frutto dell’ingegno dell’ex re Jigme Singye Wangchuck.nuova disciplina. il processo raggiunge il suo climax: lo stesso partecipare alle attività consumistiche viene contemporaneamente presentato come un partecipare alla lotta contro i mali causati dallo stesso consumismo capitalista.000 abitanti del regno. Qui. A un’analisi più attenta. il buon governo. Un paio di anni fa. la salute. è diventato “la più tipica icona postmoderna”. In questo modo. il ventisettenne Jigme Khesar Namgyel Wangchuck. E. Possa il loro ricordo vivere nella vostra bocca!” Viene costruita un’intera narrazione storico-ideologica in cui il socialismo appare conservativo. ma quattro fasi nella logica pubblicitaria: l’ultima fase (in cui predomina il riferimento all’esperienza soggettiva) andrebbe a sua volta suddivisa. pur preservandone l’identità. gli standard di vita. che definisce chiaramente la felicità quale obiettivo di vita. a spiegare ingenuamente le assurde conseguenze sociopolitiche di questa nozione di felicità: un decennio fa. ha ordinato ad un’agenzia di stato di calcolare il livello di felicità dei 670. La mia QUARTA tesi è che il populismo odierno sia un fenomeno in reazione alla costellazione di questo capitalismo post-sessantottino. Sentiamo ripetere ovunque che Che Guevara. Nel 1980 e nel 1990 predominava l’allusione diretta all’autenticità personale o alla qualità della vita. e la vera rivoluzione diventa quella del capitalismo digitale. con le pressioni della globalizzazione e del materialismo che incalzano e quel minuscolo paese che si prepara alle sue primissime elezioni. Come spesso accade. l’educazione. senza tonalità ideologiche. a ha incentrato la promozione sull’esperienza del mangiare. il populismo è sempre stato sostenuto dall’esasperazione frustrata delle persone comuni. di preoccuparsi della natura e di assistere i malati. I funzionari hanno detto di aver condotto uno studio su un campione di 1. gerarchico. è un paese del Terzo Mondo in via di sviluppo come il Bhutan. di fare qualcosa per loro. fino allo spirito imprenditoriale liberal-comunista del lavoro per il bene di tutti. l’esasperazione di fronte alla complessità. perfino un alto rappresentante del vaticano ha dichiarato che la celebrazione del Che deve essere intesa come ammirazione per un uomo che ha rischiato e ha dato la sua vita per il bene altrui. uno dei simboli del ’68. così che la lezione del ’68 è “addio signor Socialismo”. sebbene a un livello puramente formale. se ne è mai esistito uno.

separazione. La sua opinione è molto più radicale: l’oggetto perduto è in fin fine il soggetto stesso. la sola cosa che mi rimane da fare è il gesto vuoto con cui fingo di compiere liberamente ciò che la conoscenza esperta mi ha imposto). una reazione a un intruso fastidioso. Come spiega Leonardo Padura: “È orribile non conoscere il passato ed essere comunque in grado di avere un effetto sul futuro” – essere costretto a prendere decisioni in una situazione che rimane opaca nella nostra condizione di base. ci troviamo costantemente nella posizione di dovere decidere su questioni che avranno un effetto fondamentale sulla nostra vita.come un’inversione esatta della formula standard di trasferimento (col soggetto che dovrebbe sapere): ciò a cui il feticcio dà corpo è proprio il mio ripudio della conoscenza. ma “Cosa vogliono gli altri da me?” Che oggetto – objet . ma. Lacan “propone. Nella versione “marxista” del tema. vissuta come ancora più frustrante? Dunque. che variava incessantemente il motivo della loro combinazione (la conoscenza non è neutrale. qui pienamente appropriati. Allo stesso tempo non abbiamo quasi idea di ciò che porterà il futuro. Quando Lacan definisce l’oggetto del desiderio come originariamente perduto. soggetto come oggetto – il che significa che la domanda del desiderio. come tale. è privo di desiderio. una scelta che implica un impegno esistenziale completo. l’autorità è esercitata dalla conoscenza (esperta). proprio per questo. Sono molteplici gli investimenti ideologici sull’argomento della scelta di cui ci si occupa attualmente. la molteplicità di scelta con cui il mercato ci bombarda oscura l’assenza di vere scelte radicali relative alla struttura fondamentale della nostra società. il mio rifiuto ad assumere soggettivamente ciò che so. il populismo rimane una versione della politica della paura: mobilita la folla evocando la paura dell’intruso corrotto. per dirla in termini nietzschiani. il suo enigma originario. non intende semplicemente che non possiamo mai sapere cosa desideriamo e siamo condannati all’eterna ricerca del “vero” oggetto che. in contrasto con le scelte superficiali di questo o quel prodotto. noi in un certo modo votiamo continuamente con il nostro denaro. mentre il populismo è fondamentalmente reattivo. ma senza un adeguato fondamento nella conoscenza – per citare John Gray: “siamo stati scagliati in un tempo in cui tutto è provvisorio.`” Questa situazione ci pone di fronte all’impasse della contemporanea “società della scelta” al suo stato più radicale. dove è in gioco l’essenza stessa del nostro essere. Questo ci porta al tema importante della relazione ambigua fra potere e conoscenza nelle società moderne: in quello che Lacan chiama discorso universitario. Le tradizioni del passato non possono essere recuperate. Ma c’è un aspetto visibilmente assente in questa serie: l’ingiunzione a scegliere quanto siamo privi delle coordinate cognitive di base per fare una scelta razionale. Le nuove tecnologie alterano le nostre vite quotidianamente. lacerazione. Ecco perché. Cosa succederebbe. Jacques-Alain Miller nota giustamente come l’originalità di Lacan nel trattare la coppia conoscenza/potere non sia stata sufficientemente evidenziata: in contrapposizione a Foucault.” La difficoltà di scegliere non è determinata solo l’ignoranza sull’oggetto della scelta (siamo bombardati da appelli a scegliere senza essere qualificati per fare la scelta adeguata). Gli economisti liberali enfatizzano la libertà di scelta come ingrediente fondamentale dell’economia di mercato: comprando delle cose. Gi scienziati del cervello fanno notare che la libertà di scelta è un’illusione – ci sentiamo liberi solo quando siamo in grado di agire nel modo in cui ci fa decidere il nostro organismo. In altre parole. I pensatori esistenziali “più profondi” amano presentare variazioni sul tema della scelta esistenziale “autentica”. non è “Cosa voglio?”. /…/ La diagnostica che Lacan avanza per il malessere della civiltà è che la conoscenza abbia assunto ´una crescita sproporzionata nel rapporto con gli effetti del potere. Siamo obbligati a vivere come se fossimo liberi. mentre tutti gli oggetti positivi sono semplicemente dei suoi rimpiazzi metonimici. di modo che. dell’impossibilità soggettiva di rispondere alla domanda del desiderio. invece. discordanza fra conoscenza e potere. in modo persino più radicale. è in se stessa un apparato di potere e controllo). la differenza ultima fra la vera politica radicale emancipatoria e la politica populista è che l’autentica politica radicale è attiva. se la scelta fosse realmente libera e. senza ostacoli esterni che contrastino le nostre propensioni. imponente. È la situazione standard della scelta forzata (una situazione nella quale sono libero di scegliere a condizione che faccia la scelta giusta. per l’epoca moderna.

servono per il nostro benessere (restrizioni sul fumo e sul cibo. puoi bere e . a quanto si dice. naturalmente. Lacan afferma che il soggetto come tale è isterico: egli definisce tautologicamente il soggetto come “quello che non è un oggetto”. era anche un poeta.tu puoi violare (non il Decalogo. apparentemente edonistica e permissiva. non era solo uno spietato leader politico e militare. – E questo ci riporta al populismo allo stato più violento. Radovan Karadzic. obbedite al mio appello fratelli. funziona piuttosto da appello liberatore: “Tu puoi!” . il cliché secondo il quale l’identificazione etnica appassionata restituisce un solido insieme di valori e di credenze nella disorientante insicurezza di una moderna società globale secolare. e la sua poesia non dovrebbe essere ignorata perché ridicola – anzi. il leader serbo bosniaco responsabile della terribile pulizia etnica nella guerra della post Jugoslavia.“a” – vedono in me? Che è il motivo per cui. deve essere invertito: il “fondamentalismo” nazionalista serve piuttosto come operatore di un segreto e appena celato TU PUOI! L’odierna società riflessiva postmoderna. a dichiarare che un uomo è ciò che riesce a fare di sé. dal momento che l’impossibilità di identificare se stessi come oggetto (cioè di sapere cosa sono libidinalmente per gli altri) è costitutiva del soggetto. così che il riferimento ad una appassionata identificazione etnica.) In questo consiste la dimensione terrorizzante della difficoltà della scelta – ciò che risuona anche nella domanda più innocente quando prenotiamo una stanza d’hotel (“Cuscini soffici o duri? Letto matrimoniale o due singoli?”) è la ben più radicale investigazione: “Dimmi che sei. Ma per l’esistenzialismo l’ansietà di sperimentare la propria libertà. l’ideologia egemonica mobiliti direttamente la mancanza di identità fissa per sostenere l’infinito processo di “auto-ricreazione” consumistica. (In questo modo Lacan genera l’intera diversità delle posizioni “patologiche” soggettive. non più reprimendola. trova una strana eco nella dinamica del capitalismo “postmoderno”. gente. la mancanza di una determinazione sostanziale rappresentava il momento autentico in cui il soggetto vede la propria integrazione nella fissità dell’universo ideologico in frantumi – quello che l’esistenzialismo non riusciva a immaginare è ciò che Adorno ha tentato di incapsulare con il titolo del suo libro su Heidegger. come fondamentalismo nazionalista o religioso: in fin dei conti. l’impulso incessante a praticare la “cura del Sé”. è una strategia per evitare questo terrore della scelta. leggendola come la diversità delle risposte alla domanda isterica: l’isterico e l’ossessivo rappresentano le due modalità della domanda. e legava questa libertà radicale all’ansietà esistenziale. popoli” La sospensione superegotica delle proibizioni morali è la caratteristica del nazionalismo “postmoderno” attuale. in quanto fornisce una chiave al funzionamento della pulizia etnica. qual è l’origine della mia identità simbolica. Era stato già il buon vecchio esistenzialismo. merita una lettura più approfondita. lungi dal frenarci. a reinventarsi e ricrearsi continuamente. mentre il pervertito pone se stesso come strumento della jouissance dell’Altro. Qui. Per Izlet Sarajlic”: “Convertitevi alla mia nuova fede. contro le molestie sessuali…). risulta paradossalmente sempre più satura di leggi e regolamenti che. ma) le rigide regole di coesistenza pacifica in una società tollerante e liberale. riferendosi alla domanda isterica “perché io sono quel nome?” (cioè. lo psicotico intende se stesso come oggetto della jouissance dell’Altro. Che tipo di oggetto vuoi essere? Cosa colmerebbe la lacuna del tuo desiderio?” Ecco perché l’apprensione antiessenzialista foucaultiana sulle “identità fisse”. nulla è vietato nella mia fede Si può amare e bere E guardare il Sole quanto si vuole E questa divinità non vi vieta nulla Oh. Ecco i primi versi della poesia senza titolo identificata dalla dedica “…. popoli Vi offro quello che nessuno ha mai avuto prima Vi offro inclemenza e vino Chi non avrà pane sarà nutrito dalla luce del mio sole Gente. cosa la giustifica). Il gergo dell’autenticità: come.

Ovviamente. quando le cose esplosero alla fine degli anni ’80 era ormai troppo tardi. il vecchio consenso ideologico era completamente marcio e implose. dal momento che la nostra ideologia egemonica si rivolge a noi affinché godiamo della vita e realizziamo noi stessi. quando. dove la pulizia etnica era stata imbeccata dai sogni pericolosi dei poeti. ci sono casi di atei patologici in grado di commettere un omicidio di massa per puro piacere. eppure interamente coinvolti in progetti nazionalisti. Si può apparire nella TV statale e insultare Blair. Negli anni ‘70 e ’80 la Jugoslavia era come il gatto proverbiale dei cartoni che continua a camminare sopra il precipizio – cade solo quando. nella post . Dal momento che le grandi cause pubbliche non possono più essere mobilitate per la violenza di massa. Milosevic è stato il primo che ci ha realmente costretto a guardare in basso verso il precipizio… E per evitare l’illusione che il complesso poetico-militare sia una specialità balcanica. noi condanniamo noi stessi all’incapacità di comprendere la sua vera dinamica.militare. eminente rubricista serbo. è difficile per la maggioranza vincere la propria repulsione per la tortura e per la soppressione di un altro essere umano. È vero. per fare in modo che lo facciano. Milosevic “manipolava” le passioni nazionaliste – ma sono stati i poeti a fornirgli la materia che si è prestata alla manipolazione. personificato dalle figure gemelle di Radovan Karadzic e Ratko Mladic. Quindi.” La reputazione di Platone soffre a causa della sua affermazione sulla necessità di scacciare i poeti fuori dalla città – un consiglio piuttosto saggio. descrive “lo strano tipo di simbiosi fra Milosevic e i serbi”: “In generale Milosevic va bene ai serbi. La predominanza di una violenza giustificata religiosamente (o etnicamente) può essere spiegata proprio dal fatto che viviamo in un’epoca che si considera post-ideologica. e non i politici corrotti –all’origine di tutto. Ci ha dato anche il diritto di guidare auto rubate. Questo è quando accadeva nella ex Jugoslavia negli anni ‘70 e ’80. il Karadzic del Ruanda che nella sua rivista Kangura diffondeva sistematicamente odio contro i Tutsi e richiedeva il loro genocidio. /…/ Milosevic ha trasformato la vita quotidiana dei serbi in una grande vacanza e ci ha permesso di sentirci come studenti delle superiori nel loro viaggio di maturità – il che significa che nulla. solo per farlo. Nella sua Fenomenologia dello Spirito. per lo più invisibile all’occhio pubblico. uccidere e stuprare… Senza il riconoscimento totale di questo perverso effetto pseudo . Milosevic ci ha dato il diritto di portare le armi. alla fine. la guerra. /…/ Inoltre.militare.liberatore dell’odierno nazionalismo. La religione o l’appartenenza etnica assolvono perfettamente questo ruolo. ma anche in altre repubbliche della ex . Ci ha dato il diritto di risolvere tutti i nostri problemi con le armi. si dovrebbe almeno menzionare Hassan Ngeze. Ed è troppo facile dire che Karadzic e compagnia bella erano dei cattivi poeti: altre nazioni della ex Jugoslavia (e la stessa Serbia) hanno avuto poeti e scrittori riconosciuti come “grandi” e “autentici”. che poi esplode all’improvviso cogliendo tutti di sorpresa. che per un breve periodo è stato anche ministro dell’informazione e dei media di Milosevic. cioè.Jugoslavia noi abbiamo avuto il complesso poetico . La grande maggioranza delle persone è spontaneamente “morale”: uccidere un altro essere umano è profondamente traumatico per loro. Clinton o chiunque altro dei “dignitari mondiali”. Ha permesso il fiorire del mercato nero e del contrabbando. Nessuno fa nulla. Sono stati loro – i poeti sinceri.mangiare tutto quello che vuoi. Ecco come Aleksandr Tijanic. di come il superego oscenamente permissivo integri il tessuto esplicito della legge simbolica sociale. lottare. c’è bisogno di una Causa “sacra” più grande. già negli anni ’70 e ’80 gettavano i semi del nazionalismo aggressivo non solo in Serbia. persino odiare. Hegel accenna al “cupo tessere dello spirito”: il lavoro sotterraneo di cambiamento delle coordinate ideologiche. Invece del complesso industriale . Quindi.Jugoslavia. intraprendere usanze patriarcali proibite dalla Correttezza Politica liberale. che faccia apparire banali le meschine preoccupazioni individuali nei confronti dell’omicidio. a giudicare da questa esperienza post Jugoslavia. ma proprio nulla di quello che fai può essere punibile. guarda in basso e si rende conto di non avere il terreno sotto di sé. Durante il suo governo i serbi hanno abolito il tempo del lavoro. ma si tratta .

è quella che se c’è un Dio. In altre parole. si sentiva segretamente liberato dalla morte di lei? Poi notarono un indizio: quando parlava di lei. nel caso del feticcio. La prova: un anno dopo la morte della moglie. Prendiamo il caso della morte di una persona amata: nel caso del sintomo. Gli ideologismi religiosi solitamente dichiarano che. poiché.” La lezione dell’odierno terrorismo. l’intero sistema collassa. ma il trauma rimosso ritorna nel sintomo. Ad esempio. in entrambi i casi. suo paziente. Non solo il falso universo del soggetto collassa se egli è . dall’esperienza di oggi forse faremmo meglio a tener fede a quanto afferma Steven Weinberg: mentre senza religione le persone buone avrebbero fatto cose buone e le persone cattive cose cattive. e tuttavia mi aggrappo al feticcio.di eccezioni rare. anche far saltare in aria centinaia di persone innocenti. a un qualche tratto che rappresenti per me la negazione di questa morte. al contrario. allora tutto. può funzionare sia come feticcio (in esso la persona continua magicamente a vivere) che come sintomo (il dettaglio disturbante che riporta alla mente la sua morte). è chiaro. come non-ideologia. La maggioranza ha bisogno di essere “anestetizzata” contro la loro elementare sensibilità verso la sofferenza altrui. In quest’ultima modalità. teneva sempre in mano un criceto. la cui bellissima moglie era morta di cancro al seno tre mesi dopo che le era stato diagnosticato. allora tutto è permesso. cerco di non pensarci. l’animale oggetto preferito della moglie morta. In questo senso il feticcio può giocare un ruolo molto costruttivo nel permetterci di far fronte ala dura realtà: i feticisti non sono sognatori persi nei loro mondi privati. al contrario. dato che si consideravano strumenti diretti della loro divinità. La mia QUINTA tesi è che il manifestardi dell’ideologia come suo opposto. un sintomo è l’eccezione che turba la superficie della falsa apparenza. come strumenti della Sua volontà. solo la religione può far fare cose cattive alle persone buone. mentre il feticcio è l’incarnazione della Menzogna che ci permette di tollerare l’insostenibile verità. anche il criceto morì. ben consapevole di come stiano veramente le cose – ma sono l’incarnazione della mia fede smentita nel denaro-feticcio… Qualche volta la linea fra i due è quasi indistinguibile: un oggetto può funzionare come sintomo (di un desiderio represso) e quasi contemporaneamente anche come feticcio (incarnando la fede a cui ufficialmente rinunciamo). Gli “atei” comunisti stalinisti sono la prova suprema di questo: a loro veniva permesso tutto. la sconfessione vivente della morte di lei. dipende da un cambiamento nella modalità predominante dell’ideologia: nella nostra supposta epoca post-ideologica l’ideologia funziona sempre più in modalità feticista. nei suoi Fratelli Karamazov. Per questo serve una Causa “sacra”. che gli permetteva di accettare razionalmente che lei era morta pur sospendendo l’efficienza simbolica di questo fatto. Gli amici si chiedevano come fosse possibile: non la amava veramente. lui era sopravvissuto senza grandi problemi alla sua morte. io “reprimo” questa morte. utilitarista. la menzogna ideologica che struttura la nostra percezione della realtà è minacciata da sintomi che sono “il ritorno del rimosso”. in opposizione alla sua tradizionale modalità sintomale. e l’effetto su questa seconda morte fu devastante – il vedovo ebbe immediatamente un crollo totale e dovette essere ospedalizzato dopo ripetuti tentativi di suicidio… Proprio in questo senso il denaro per Marx è un feticcio: io fingo di essere un soggetto razionale. crepe nel tessuto della menzogna ideologica. un frammento dei suoi vestiti. vero o no che sia. io accetto “razionalmente” questa morte. la religione porta alcune persone altrimenti cattive a fare delle cose buone. mentre il feticcio è in effetti una sorta di inverso del sintomo. Più di cento anni fa. ed era in grado di parlare della morte dolorosa di lei senza tensione. Dostoevskij metteva in guardia contro i pericoli dell’ateo nichilismo morale: “Se Dio non esiste. è permesso a coloro che sostengono di agire direttamente per conto di Dio. la Necessità Storica del Progresso verso il Comunismo. capaci di accettare il modo in cui stanno davvero le cose – dal momento che hanno il loto feticcio a cui aggrapparsi per annullare il totale impatto della realtà. un legame diretto con Dio giustifica la nostra violazione di qualsiasi obbligo o considerazione “meramente umani”. e ci giocava delicatamente – il criceto era il suo feticcio. Uno psicoanalista mi ha raccontato la storia tragica di un marito. è lo stesso: se questo elemento eccezionale è disturbato. il punto in cui irrompe l’Altra Scena rimossa. un oggetto appartenuto al defunto. essi sono completamente “realisti”. Questa tensione ambigua non è forse omologa a quella fra oggetto fobico e oggetto feticista? Il ruolo strutturale.

In termini politicamente pratici. e in silenzio accettiamo le necessarie limitazioni…”). oppure si ritiene che il feticcio sia quello che conta veramente. spiegandogli che l’“ebreo” è un nemico sbagliato. per esporre la cosa in termini ingenuamente ermeneutici. “quando il soggetto dice ´gli ebrei sono la causa della nostra miseria`. la demistificazione interpretativa è molto più difficile (confermando con ciò l’intuizione clinica che un feticista non può essere minato dall’interpretazione del “significato” del proprio feticcio – i feticisti si sentono soddisfatti nel loro feticcio. L’asimmetria è evidente – per usare ancora termini ingenui. intende in realtà ´libertà di commercio. viene reindirizzata dalle relazioni capitaliste in quanto tali al “complotto ebreo”. uguaglianza di fronte alla legge` ecc. nel primo caso. la struttura interna di queste due mistificazioni ideologiche è.costretto a confrontarsi con il significato del suo sintomo. mentre nel secondo caso. ossia l’accettazione “razionale” da parte del soggetto del modo in cui stanno le cose si dissolve quando il suo feticcio gli viene portato via. ignaro delle limitazioni implicite che. Nel caso dell’“ebreo” come feticcio fascista. ancora una volta. promosso dal suo vero nemico (la classe . “quando il soggetto dice ´libertà e uguaglianza`. ancora una volta. e nel secondo caso. Quindi.. inconsapevole del ruolo feticcio del criceto – . di modo che la rabbia popolare. La seconda riguarda la falsa identificazione dell’antagonismo e del nemico: la lotta di classe viene rimpiazzata dalla lotta contro gli ebrei. inconsapevole del fatto che la “verità” della sua esistenza è il coinvolgimento sociale del quale egli tenta di sbarazzarsi come di un mero gioco. opponendo la mistificazione ideologica implicita in esso con la mistificazione populista-fascista. nel primo caso l’esplicito contenuto “buono” (libertà/uguaglianza) copre il contenuto “cattivo” implicito (classe e altri privilegi ed esclusioni). mentre “l’ebreo” è il feticcio dei fascisti antisemiti (“l’ultima cosa che il soggetto vede” prima di affrontare la lotta di classe). come nel caso di un buddista occidentale. il “cattivo” contenuto esplicito (l’antisemitismo) copre il “buon” contenuto implicito (lotta di classe. ma dov’è il tuo criceto? Dov’è il feticcio che ti permette di (fingere di) accettare la realtà “così com’è”? Il “buddismo occidentale” è un feticcio di questo tipo: ti permette di partecipare pienamente al ritmo frenetico del gioco capitalistico. nella loro stessa forma. quindi facciamo finta di essere egualitari. accettando la realtà sociale per come essa realmente è. non provano il bisogno di sbarazzarsene). quando veniamo bombardati da dichiarazioni sul fatto che in questa nostra cinica epoca post-ideologica nessuno crede negli ideali proclamati. La prima riguarda la falsa universalità: il soggetto sostiene la causa della libertà/uguaglianza. Spieghiamo quest’ultima modalità. ciò significa che è pressoché impossibile “illuminare” un lavoratore sfruttato che accusa gli “ebrei” della sua miseria. Quindi. dobbiamo rilevare come il feticcio possa funzionare in due modi opposti: o il suo ruolo rimane inconscio – come nel caso dello sfortunato marito. Ancora più importante è introdurre un’altra distinzione fra due diverse modalità di feticismo: dovremmo opporre il feticismo cinico permissivo descritto sopra al feticismo populista-fascista. dovremmo sempre ribattere con la domanda: OK. (L’alternativa principale è ripiegare nel cinismo: “sappiamo che l’egualitarismo è un sogno impossibile. un “onesto” liberal-democratico dovrà ammettere che il contenuto delle sue premesse ideologiche contraddice la sua forma. ne restringono l’estensione (privilegiando determinati strati sociali: ricchi. anche l’opposto vale. Questa asimmetria ha conseguenze cruciali per il processo di demistificazione critico-ideologico: la demistificazione interpretativa è relativamente facile nel primo caso. Come possiamo chiaramente vedere. di essere ben consapevole di quanto sia desolante questo spettacolo – ciò che realmente conta per te è la pace dell’Io interiore nella quale sai di poterti sempre ritirare… Scendendo nel dettaglio. maschi. quella della coppia sintomo/feticcio: le limitazioni implicite sono i sintomi dell’egualitarismo liberale (ritorni singolari della verità repressa). dal momento che mobilita la tensione fra la forma e il contenuto: per essere conseguente. mantenendo al contempo la percezione di non starci veramente dentro. provocata dal fatto di sentirsi sfruttati. quando incontriamo qualcuno che sostiene di essersi liberato da qualsiasi credo. appartenenti a una determinata razza o cultura). in realtà intende i ´grandi capitali sono la causa della nostra miseria`”. e dunque radicalizzare la forma (l’assioma egualitario) implementandola completamente sul contenuto. odio dello sfruttamento).

il cinico pratica la logica della negazione del “So molto bene. ha detto: ´Il popolo pakistano è psicologicamente pronto per una rivoluzione`. il cinico finge di accettare l’argomentazione. Mentre il fondamentalista ignora completamente (o per lo meno guarda con sospetto) l’argomentazione. L'abilità con cui i taliban sfruttano le divisioni di classe aggiunge una nuova dimensione all'insurrezione e suscita allarme sui rischi per il Pakistan. e mentre negli ultimi decenni in Francia molti comunisti delusi si sono trasformati in partigiani del Fronte Nazionale di Le Pen. mentre il fondamentalista (non tanto crede quanto) “conosce” la verità incarnata nel suo feticcio. e molti neonazisti simpatizzano con la lotta araba contro lo Stato di Israele. cinico e fondamentalista. avvocato pakistano-americano ed ex compagno di studi del Presidente Obama. La scena ideologica egemonica di oggigiorno è dunque divisa fra le due modalità di feticismo. in un qualche momento futuro. per quanto “fondamentalista” esso possa essere. il processo inverso era estremamente raro. il New York Times riportò che avevano architettato “una rivolta di classe che sfrutta le profonde fratture sociali fra un piccolo gruppo di abbienti possidenti terrieri e i loro mezzadri senza terra”: “A Swat. I talebani vengono regolarmente presentati come un gruppo fondamentalista islamico che fa rispettare la propria legge con il terrore – tuttavia. entrambi impermeabili al criticismo argomentativo “razionale”. dal momento che anche Hitler “intendeva in realtà” capitalisti quando parlava di “ebrei”. e che il fatto che essi formulino un loro programma in termini anti illuministici e anti universalisti. l’“avvocato del terrore”. sebbene il soggetto della prima mistificazione sia principalmente il nemico (il “borghese” liberale che pensa di combattere per la libertà e l’uguaglianza universali). i sottoprivilegiati “loro” (che vengono sedotti a reindirizzare la loro rabbia verso un bersaglio errato). Ciò che rende la figura unica di Jacques Verges. Mahboob Mahmood. egli dovrebbe essere nostro alleato strategico nella lotta globale antimperialista. In altre parole. quando nella primavera del 2009 presero il comando della valle di Swat in Pakistan. e convincerlo a spostarsi dagli “ebrei” ai “capitalisti”. Perfino nel caso di movimenti chiaramente fondamentalisti dovremmo fare attenzione a non dare credito ai media.dirigente) per confondere le fila della vera lotta. Una volta accettata questa logica. un fenomeno universale è il fatto che egli incarna questa opzione di “solidarietà” fra fascismo e anticolonialismo. a volte avvicinandosi all’antisemitismo. e che dovrebbero abbandonare la particolare forma religiosa/etnica/razzista della loro ideologia e unire le forze all’universalismo egualitario. I militanti sunniti stanno approfittando .) Per dirla in crudi termini politici. mentre molti comunisti si unirono ai nazisti in Germania negli anni ’20 e ’30. Tuttavia. facciamo il primo passo sul sentiero alla fine del quale la sola conclusione “logica” è che. (Anche empiricamente. ma il loro atteggiamento praticoideologico nei confronti del progetto universalista emancipatorio basato sull’assioma dell’uguaglianza. dovremmo precisare che il limite interno di questi movimenti non è il loro carattere in quanto tale. mentre il soggetto della seconda mistificazione sono primariamente “i nostri”. con l’impero angloamericano quale nemico principale. quello che intendono veramente è solo che sono contro il colonialismo sionista”). Per farlo i militanti hanno organizzato i contadini in bande armate usandole come truppe d’assalto /…/. (E una tale linea di pensiero non è un semplice esercizio teorico: i nazisti hanno promosso la lotta anticolonialista nei paesi arabi e in India. la demistificazione pratico effettiva è molto più facile nel primo caso. che rimane in gran parte un paese feudale. il paradosso è dunque che. convinceremo i fascisti che il loro “vero” nemico è il capitale. ma non è consapevole della sua la resa simbolica. aggrappandosi ciecamente al suo feticcio. movimenti emancipatori antimperialisti. ma…” Questo significa che bisognerebbe per lo meno considerare con grande sospetto quelle persone di sinistra le quali sostengono che i movimenti populisti fondamentalisti musulmani sono sostanzialmente “nostri”. non è che una confusione derivante dal loro essere presi nell’immediatezza della lotta (“quando dicono di essere contro gli ebrei.) Sarebbe un errore fatale pensare che. dai resoconti di chi è fuggito apprendiamo che i taliban hanno preso il controllo cacciando una cinquantina di possidenti che detenevano gran parte del potere.

sarebbe stato del tutto errato derivare da . i nazisti avevano accarezzato l’idea di dare loro una terra per formare uno stato (dal Madagascar alla stessa Palestina). che prolunga. La stessa cosa. è lo stato di Israele a rappresentare il problema: i più radicali invocano l’annullamento dello Stato di Israele. che l’Afghanistan viene ritratto come il maggiore paese islamico fondamentalista. chi ricorda più che 30 anni fa era un paese con una forte tradizione secolare. la stessa cosa vale per la Bosnia: negli anni ’70 e ’80 la Bosnia-Erzegovina era (multi)culturalmente la più interessante e vivace delle repubbliche jugoslave. l’“essenza razionale” di queste inversioni può essere facilmente accettata dai marxisti. ´Promettono anche una giustizia islamica. l’antisemitismo non gioca nel fondamentalismo musulmano lo stesso ruolo che gioca nel fascismo europeo. non vale anche per quello che attualmente viene definito (da alcuni) Islamofascismo? L’ascesa dell’Islamismo radicale non è esattamente correlativa alla scomparsa della sinistra secolare nei paesi musulmani? Oggi. tesi: quello che dimostrano fenomeni come i talebani è che la vecchia tesi di Walter Benjamin. ma è forse più pertinente che mai. nella Bosnia odierna ci sono effettivamente potenti forze fondamentaliste (come quel gruppo di fondamentalisti musulmani che ha attaccato brutalmente la gay parade a Sarajevo nel settembre del 2008). cioè. per cui “ogni ascesa del Fascismo è testimonianza di una rivoluzione fallita”. è giustificato il termine Islamofascismo proposto (fra gli altri) da Francis Fukuyama e Bernard Henri-Levy? Ciò che lo rende problematico non è solo la qualificazione religiosa (siamo così inclini anche a designare il nostro fascismo occidentale come “Cristofascismo”? – Fascismo di per sé è sufficiente. addirittura con un potente partito comunista che aveva preso potere indipendentemente dall’Unione Sovietica? Dov’è sparita questa tradizione secolare? In Europa. prima di decidere di uccidere tutti gli ebrei. non necessita di qualificanti). dopo il declino del comunismo. Per i nazisti. Conosciamo tutti la caratterizzazione anticomunista del marxismo come “Islam del XX secolo”. SESTA. storico liberale dell’antisemitismo.” Questo ci porta alla mia ultima. Dunque. forse. Jean-Pierre Taguieff. È un dato di fatto che (più o meno apertamente) l’antisemitismo sia presente in questi stati e movimenti e che ci siano legami storici fra il nazionalismo arabo e il fascismo e il nazismo europei. non solo oggi è ancora valida. ma la designazione degli attuali stati e movimenti islamici “fondamentalisti” come “fascisti”.` – dice. Il motivo principale di questa regressione è la situazione disperata dei bosniaci musulmani nella guerra del 1992-1995.delle profonde fratture sociali che covano da lungo tempo in Pakistan. i nemici erano gli ebrei in quanto popolo nomade/senza patria/sradicato che corrompe la comunità in cui vive. per loro lo Stato di Israele è una soluzione (una delle soluzioni. quello dell’intruso esterno responsabile della disintegrazione della propria società (un tempo) “armoniosa” – c’è una grande differenza che non può non venire all’occhio. il partito leninista oggi è vivo in al Qaeda – sì. (E. il suo violento anticapitalismo. tuttavia. ma cosa significa questo? Possiamo anche considerarlo un indice di come il fascismo sostituisca letteralmente (prenda il posto di) la rivoluzione di sinistra: la sua ascesa è il fallimento della Sinistra. al contrario. il ritorno degli ebrei al loro status di nomadi/senza stato. versione nostrana dell’Afghanistan: lo stato che fino agli anni ’70 era il caposaldo del populismo radicale di sinistra. che ogni fascismo è indice di una rivoluzione fallita?) Inoltre. lo stesso vale per il Kansas. Per gli arabi “antisionisti” di oggi. ´I militanti del resto promettono molto più della proibizione della musica e della scuola. come ci ha mostrato Thomas Frank. per lo meno) – non c’è da meravigliarsi se. di un’insoddisfazione che la Sinistra non è stata in grado di mobilitare. ha invertito questa descrizione: l’Islam sta diventando il “marxismo del XXI secolo”. che secolarizza l’astratto fanatismo dell’Islam. ma allo stesso tempo è la prova dell’esistenza di un potenziale rivoluzionario. oggi è il caposaldo del fondamentalismo cristiano – questo non conferma ancora una volta la tesi di Benjamin. con una scuola di cinema internazionalmente riconosciuta e uno stile unico di rock music. I liberali amano sottolineare le affinità fra gli “estremismi” di sinistra e di destra: il terrore e i campi di Hitler imitavano il terrore bolscevico. Tuttavia. un governo efficace e una ridistribuzione economica`. Se consideriamo l’idea di Benjamin che il fascismo prende il posto di una rivoluzione fallita. quando furono praticamente abbandonati dalle forze occidentali per le armi serbe.

Permettetemi un esempio contemporaneo. per usare i termini ben noti del ’68. . ecc. naturalmente – contro un difetto reale del liberalismo. L’intuizione fondamentale della sinistra radicale è che. E che fine fanno i valori cardine del liberalismo: libertà. e sono il terreno su cui intraprendere e vincere le battaglie. l’anticapitalismo è nella sua sostanza antisemita… È contro questo ragionamento che bisogna leggere il motto di Badiou “mieux vaut un désastre qu’un desêtre” [meglio un disastro che una mancanza ad essere]: bisogna assumersi il rischio della fedeltà all’Evento. pronta a non rischiare nulla. come sue parti integranti. e che il capitalismo continui a garantire il livello relativamente alto della vita per il numero crescente di persone – una strana politica radicale la cui speranza principale è che le circostanze continuino a renderla inoperante e marginale… Questa sembra la conclusione tratta da Moishe Postone e alcuni suoi colleghi: dal momento che ogni crisi che apre uno spazio per la sinistra radicale. per salvaguardare la sua stessa anima – contro l’attacco fondamentalista. per noi è meglio sostenere il successo del capitalismo e sperare che non ci siano crisi. L’indicatore migliore della mancanza di fiducia dell’attuale sinistra in se stessa è la sua paura della crisi – questa sinistra teme per la propria comoda posizione di critica pienamente integrata nel sistema. Come dobbiamo intendere questo capovolgimento di spinta emancipatoria in populismo fondamentalista? Nel marxismo autentico. si basa su una presupposta rete di valori comuni che esso stesso mina col proprio sviluppo. un tale ragionamento implica che. il liberalismo ha bisogno dell’aiuto fraterno della sinistra radicale. sono inevitabili. sebbene le crisi siano dolorose e pericolose. Lasciato a se stesso. la totalità non è un ideale ma una nozione critica – collocare un fenomeno nella sua totalità non significa vedere l’armonia nascosta del Tutto. ecco perché viene costantemente generato dal liberalismo. c'è un caos totale: la situazione è eccellente”. O. senza illusioni. gli antagonismi. anche se l’Evento si risolve in un “oscuro disastro”. In questo senso. ma includere in un sistema tutti i suoi “sintomi”. il liberalismo e il fondamentalismo formano una “totalità”: l’opposizione di liberalismo e fondamentalismo è strutturata in modo tale che è lo stesso liberalismo a generare il suo opposto. il liberalismo è per sua stessa nozione “parassita”. mistificatoria. affinché sopravviva il suo retaggio fondamentale. le inconsistenze. dà origine anche all’antisemitismo. Perché? Il problema del liberalismo è che non riesce a stare in piedi da solo: manca qualcosa nell’edificio liberale.questo pericolo la conclusione che la cosa migliore che la sinistra possa fare è sperare che la crisi sia limitata. alla fin fine.? Il paradosso è che il liberalismo non è forte abbastanza per salvaguardarli – cioè. Una vera sinistra prende una crisi seriamente. Portato alla sua conclusione. Ecco perché oggi più che mai è pertinente il vecchio motto di Mao Tse-tung: “Sotto il cielo. Il fondamentalismo è una reazione – una reazione falsa. uguaglianza. il liberalismo si minerebbe lentamente da solo – l’unica cosa che potrebbe salvare la sua essenza è una sinistra rinnovata. un’opportunità da sfruttare a pieno. come qualcosa di inevitabile.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful