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PERIODICO DI CULTURA NEO-ILLUMINISTA

NUMERO 29 GENNAIO 2019 (ANNO XIII N.1)

TIFIAMO
?
w w w.c iv i l t a l a ica.it

ESTINZ IO NE
TIFIAMO ESTINZIONE? Di Alessandro Chiometti

Fin qui tutto bene
C’era una vecchia barzelletta che raccontava di un lord inglese nel suo
bell’appartamento di Londra che sorseggia il suo Tè delle cinque e legge un
libro con il suo monocolo. Ad un certo punto la porta si apre ed entra il suo
maggiordomo.
PROPRIETARIO ED EDITORE “Sir?”
Associazione Culturale Civiltà Laica, “Sì Alfred?” (un maggiordomo non può che chiamarsi Alfred)
Via Carrara, 6 - 05100 Terni
e-mail: redazione@civiltalaica.it “Il Tamigi è in piena, Sir!”
“Alfred, cosa vuoi che mi importi di queste storie? Queste sono notizie buone
DIRETTORE RESPONSABILE per il contadini, ti sembro un contadino che si preoccupa dei raccolti? Non
Marco Vulcano disturbarmi più con queste sciocchezze per favore.”
COMITATO DI REDAZIONE Passano un paio di ore e il maggiordomo riapre la porta, il Lord è ancora lì
Stefania Paolucci, Alessandro Gentiletti, seduto sulla sua poltrona, con il suo libro, il suo monocolo e con un’altra tazza
Alessandro Petrucci, Silvia Castellini, di Tè.
Federico Piccirillo, Francesco Saverio Paoletti,​
Marcello Ricci, Massimiliano Agostini,
“Sir?”
Alessandro Chiometti, Valentina della Bella​, “Si Alfred?”
Massimilano Brasile
“Non vorrei disturbarla ma il Tamigi ha rotto gli argini, Sir.”
Stampato per l’Ass. Cult. Civiltà Laica “Alfred… (con tono sgarbato) allora non ci siamo capiti. Perché disturbi i miei
da IRIS G.T.F.C. srl Narni Scalo (TR) tanti impegni con queste baggianate? Cosa vuoi che importi a me del Tamigi...
Autorizzazione del Tribunale di Terni ma che se li portasse via tutti quei contadini, tanto il mio Tè viene dalle Indie,
n. 03/07 dell/8 Marzo 2007 il mio Brandy da Glasgow e il mio manzo da Dublino. Alfred non osare più
importunarmi con queste cose non adatte a un gentiluomo del mio stampo”.
GRAFICA Il Maggiordomo se ne va e richiude la porta.
Katapulta Design di Agnieszka Goclowska Dopo una mezz’ora Alfred bussa di nuovo alla porta del suo padrone chieden-
http://katapultadesign.eu do “Sir?”
“Cosa c’è ancora Alfred?”
Il maggiordomo apre la porta, l’acqua allaga lo studio del Lord e Alfred dice:
“Le presento il Tamigi, Sir.”
Questa barzelletta è l’unica parte di questa rivista in cui ci sia qualcosa da ri-
dere (se apprezzate lo humour inglese, ovviamente). Per il resto, scusateci se
IMMAGINE IN COPERTINA
Katapulta Design
vi roviniamo l’appetito natalizio, ma saranno solo bruttissime notizie.
Viviamo in una società in perenne allarme per emergenze inesistenti: fan-
tomatiche invasioni di immigrati, diffusione dei ragni violino o di calabroni
killer in estate, meteoriti che passeranno a qualche milione di chilometri,
“strani” cambiamenti delle macchie solari e chi più ne ha più ne metta.
Ma per una volta che c’è un allarme serio e condiviso da tutta la comunità
scientifica (si da tutta, statisticamente parlando, ne parleremo dopo) ce ne
freghiamo allegramente e continuiamo a comportarci come se fossimo l’or-
chestra del Titanic.
Siamo messi così male? Sì, e forse anche peggio. Cercheremo di mostrarvelo
con la maggiore chiarezza possibile e senza possibilità di fraintendimenti. Se
poi volete continuare a credere che siano tutte fake news della “lobby delle
energie rinnovabili” (notoriamente molto più potente di quella dei petrolieri
arabi e statunitensi) fatelo pure.
Del resto come diceva Mathieu Kassovitz nel suo film “L’odio”: la storia re-
cente della nostra società è quella di un uomo che sta precipitando da un
grattacielo e continua a ripetersi “Fin qui tutto bene, fin qui tutto bene, fin qui
tutto bene! Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio.”

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DATI DI FATTO
Attualmente non esiste quasi più nessun scienziato che ne-
ghi il fatto che il pianeta Terra si stia scaldando. Tutti or-
mai si sono convinti che questo sia un dato inconfutabile.
Del resto 17 dei venti anni più caldi della storia del
pianeta sono successivi al 2001
(Questo e altri dati riportati così come i grafici, eccetto
dove diversamente indicato, sono presi dal sito nasa.gov)

Ecco la variazione dell’anomalia termica media del pianeta dal 1880 ad oggi.

Altro dibattito che scientificamente non ha
più senso è su quali siano le cause di questo
riscaldamento. Le cause sono antropiche,
cioè la temperatura aumenta a causa dell’uo-
mo e delle sue attività che hanno incremen-
tato a dismisura l’anidride carbonica presen-
te in atmosfera.
Il grafico seguente del resto lascia spazio a
ben poche discussioni.

È certo che l’anidride carbonica aumenti a causa dell’uomo? questo parametro che per l’appunto indica (vedi il primo
Sì, anche se qualcuno insiste ad affermare il contrario (vedi grafico precedentemente riportato) la variazione dell’A.T.
parte finale della rivista con la cronaca di un surreale con- MEDIA del pianeta. In questo momento, mentre impagi-
vegno alla Sapienza di Roma). niamo questa rivista il sito della Nasa la riporta a +1,0008
La “divisione” degli studi scientifici peer reviewed che so- °C (per la prima volta abbiamo superato la soglia del grado
stengono che l’uomo è la causa del cambiamento climatico centigrado).
e quelli che dicono che “le cause sono altre” è di 54164 a 31 Se pensate che sia poco, pensate a voi stessi quando aumen-
(fonte www.jamespowell.org). ta di un grado la temperatura del vostro corpo. Se da 36,5
No, non c’è nessun errore con i numeri: cinquantaquattro- °C passate a 37,5 °C avete al febbre e state male. Se aumenta
milacentosessantaquatro a trentuno, ovvero il 99,94% del- di due gradi arrivate a 38,5 state molto male e dovete pren-
la comunità scientifica concorda sulla causa antropica del dere provvedimenti. Per aumenti di 4 o 5 gradi centigradi
riscaldamento. Non ci risultano altre teorie scientifiche al- rischiate anche di morire se la temperatura non scende in
trettanto vastamente accettate. fretta.
Il pianeta si scalda per colpa dell’uomo quindi… “Ma cosa Inoltre dovete sempre pensare che se l’Anomalia Termica
vuoi che cambi se la temperatura del pianeta aumenta di un Media del pianeta vuol dire che alcune zone del pianeta
grado e mezzo o di due gradi centigradi?” sono comunque molto più calde di altre. Attualmente con
l’A.T. Media a +1,0°C la nostra zona del Mediterraneo (una
La comunicazione e la divulgazione scientifica non sono delle più esposte) si è scaldata già di quasi 4,0°C. Con l’A.T. a
mai semplici e gli stessi e indicatori che hanno un signifi- +2,0°C arriveremo senz’altro sopra i 6,0°C.
cato lampante per gli addetti ai lavori non sono chiari per
tutti gli altri. “Che bello andremo più giorni al mare!” qualcuno di voi
penserà. Certo o forse sarà il mare a venire da voi.
I vari accordi internazionali (per inciso, tutti già ampiamen-
te disattesi compreso quello del 2015 di Parigi) che cerca- A sinistra lo scenario dell’innalzamento del mar Adriatico
no di convincere gli Stati mondiali a mantenere l’anomalia con un inquinamento incontrollato (inquinamento a livello
termica (A.T.) entro i +2,0 °C entro il 2040 si riferiscono a mondiale si intende) a destra quello con un taglio drastico
alle emissioni di inquinanti.

Fonte: http://sealevel.climatecentral.org/

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Sì, un impatto devastante è ormai inevitabile secondo Va bene allora proviamo a smuovere la vostra apatia raccon-
tutte le previsioni. Ma la differenza potrebbe salvare tandovi di questa pagina interattiva del New York Times.
intere città come Venezia, ad esempio. Quando questo (Indirizzo completo: https://www.nytimes.com/interacti-
avverrà? La mappa che vedete a destra è comunque pre- ve/2018/08/30/climate/how-much-hotter-is-your-hometown.html)
vista nel 2050 ed è ormai inevitabile. Quella a sinistra
sarà il 2100 se l’inquinamento continuerà ad essere in- Il gioco è semplice, si imposta il luogo e l’anno di nasci-
controllato. ta e il grafico ci fa vedere di quanto sono aumentati i
“giorni veramente caldi” (ovvero quelli con temperatu-
Lo stesso sito mostra l’impatto nel Sud – Est asiatico ra media superiore ai 32 °C) della nostra città durante la
dove la differenza fra uno scenario e l’altro significa l’al- nostra vita. Perché 32°C? Perché è il limite oltre il quale
lagamento o il non allagamento di città come Ho Chi Min il calore assorbito dal corpo umano comincia a dare pro-
City, Singapore, Shangai. Non è certo un caso che l’Onu blemi fisiologici: asma, fatica, stress muscolare e psichi-
abbia messo in conto centinaia di milioni di profughi da co, disidratazione se non compensiamo con i liquidi etc.
quella regione del pianeta. Ci sono anche previsioni mol-
to più pessimiste e catastrofiche, ma che ci importa? Ci Insomma per una persona nata a Terni nel 1972 questo è
penseranno i nostri nipoti no? quello che è successo in 45 anni e cosa ci si può attendere
per i prossimi 35.

Cosa questo comporti per la vostra salute lo potete facilmente immaginare.

Sesta estinzione di massa
Nei 4,5 miliardi di anni (minuto più, minuto meno) della Perdiamo complessivamente ogni anno dalle 11.000 alle 58.000
storia terrestre la “vita” biologica dopo essere apparsa, più specie, concentrate soprattutto nelle regioni tropicali. […] Si per-
o meno “misteriosamente”, per ben cinque volte ha subito de una specie ogni venti minuti. Estinguiamo specie che nemme-
drastici ridimensionamenti che l’hanno quasi fatta sparire no abbiamo fatto in tempo a classificare. Il raggelante termine
del tutto. tecnico coniato da Rodolfo Dirzo su Science è “defaunizzazione
Si chiamano “estinzioni di massa” e quello che ancora non dell’Antropocene”: stiamo “de-faunando” il pianeta. Entra così
viene comunicato con la necessaria chiarezza è che oggi, nel gergo scientifico il nome finora informale proposto da Paul
in pieno Antropocene (ovvero l’era del pianeta caratteriz- Crutzen nel 2002 di Antropocene, dato all’epoca “geologica” at-
zata dalla presenza umana) stiamo vivendo in questi ultimi tuale in cui una specie sola, Homo sapiens, è riuscita in una man-
decenni l’inizio della sesta estinzione di massa. ciata di secoli ad alterare la composizione gassosa dell’atmosfera
e a trasformare la superficie del pianeta.
L’inizio abbiamo detto, ma un inizio come mai ce n’è stato
nel corso delle cinque estinzioni precedenti. Le specie vi- La barriera corallina al largo dell’Australia l’abbiamo prati-
venti spariscono a una velocità mai raggiunta (almeno per camente già persa; tigri, elefanti, rinoceronti e orsi bianchi
quello che ne sappiamo e che riusciamo a stimare). quasi certamente dovremo raccontarli solo con le foto ai
nostri pronipoti (o con qualche clone in cattività). Tutto
Come scrive Telmo Pievani su “L’Ateo” (num. 3 del 2016):

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questo perché nonostante il disastro fosse previsto da mol- oggi. Può darsi che domani arrivi un mutamento ambien-
to tempo (il chimico Arrhenius calcolò la curva di aumento tale al quale non riusciremo ad adattarci.
della temperatura del pianeta in base alla concentrazione “Viviamo nel periodo più pericoloso della storia dell’umanità.
di anidride carbonica in atmosfera nel 1903, ed è ancora Abbiamo il potenziale per distruggere il nostro pianeta, ma non
valida) la politica appoggiata dalla sedicente1 “volontà po- quello per colonizzarne altri.” Cit. Stephen Hawking.
polare” ha scelto di continuare a usare i combustibili fossili
nonostante i danni causati dal loro uso fossero ben chiari
da almeno 50 anni.
NOTE:
Leonardo Di Caprio, da sempre in prima linea fin dai tem- 1
si può definire “volontà popolare” quella di un popolo che
pi di Al Gore nella battaglia ambientale, ha realizzato due
non ha accesso alle informazioni scientifiche o è stato forte-
anni fa, su mandato dell’Onu, il documentario “Punto di
mente distratto e disincentivato nel cercare queste?
non ritorno” (in originale: “Before the flood”) che andreb-
be proiettato quotidianamente a scuola e in televisione
2
questo e altri tipi di estrazioni “suicide” del petrolio sono
al posto degli inutili telegiornali a base di gossip, cronaca forse il motivo principale dell’imprevista permanenza a basso
nera e sfilate di moda. prezzo dei carburanti per le nostre autovetture. “Godi popolo”
come si suol dire.
Il documentario raggiunge forse l’apice della drammaticità
quando a bordo di un elicottero l’attore sorvola la foresta
boreale fra Usa e Canada, e ad un certo punto questa fini-
sce lasciando spazio ad un incredibile paesaggio desolato
di fango e fiumi di catrame. Di Caprio guarda in camera e
chiede “Siamo arrivati a Mordor?”. Aggiornamento dell’ultim’ora: mentre impaginiamo
No, quella è la parte della foresta boreale distrutta dall’uo- questa rivista giunge come un fulmine a ciel sereno che
mo per estrarre petrolio tramite il processo di fracking, tutto quello che vi abbiamo raccontato è falso. Chi l’ha
ovvero pompando gas nel sottosuolo per far emergere il detto? Il prode “Capo del gabinetto del Ministero della
prezioso idrocarburo.2 Famiglia” Cristiano Cerasani . (Ministero del Governo
Italiano, non quello pontificio, si intende... che loro que-
Non so voi, ma noi non troviamo altri termini che “follia”
per definire questo comportamento.
ste figure se ne guardano bene dal farle). Nella trasmis-
sione di Uno Mattina del 9 dicembre 2018 ha rivelato al
E magari voi siete ancora lì a dire “va bene si estingueran- mondo che il riscaldamento globale è colpa di Satana.
no un sacco di specie e allora?”. In attesa dell’inevitabile premio (ig)nobel per il politico
Allora cari lettori e care lettrici non è detto che non vi italiano avremmo la tentazione di buttar via tutta la ri-
estinguiate anche voi. O meglio la nostra specie di Homo vista. La pubblichiamo lo stesso, a testimonianza delle
sedicente Sapiens. nostre colpe da impenitenti.
Al di là dei costi economici della perdita della biodiversità
del pianeta che meriterebbero un numero a parte (perdi-
ta di acqua potabile, perdita di cibo, inquinamento, costo
sociosanitario etc.) quando si va a modificare in modo così
pesante un sistema complesso le conseguenze sono lette-
ralmente imprevedibili.
E’ inutile starvi a spaventare con ipotesi fantahorror di
superpredatori o di supervirus che potrebbero apparire a
causa dell’imprevedibilità dell’evoluzione biologica; vi la-
sciamo leggere la narrativa di genere per quello. Cerchia-
mo invece qui di fare l’esempio più terra terra possibile.
Il cucchiaio di acciaio.
Quant’è difficile piegare un cucchiaio di acciaio inossidabi-
le se fatto bene e con un giusto spessore? Dovete impiegare
tanta forza, non tutti ce la fanno.
Poi provate a rimetterlo a posto. Sorpresa, di forza ne ser-
ve un poco di meno.
Piegatelo di nuovo. Ci vuole forza ma meno della prima
volta, E così via, fino a quando basta la pressione di un
bambino di pochi anni per piegarlo come se fosse burro.
In termini tecnici si dice che avete sorpassato il “punto di
snervamento”.
Infine quando provate per l’ennesima volta a rimetterlo a
posto... crack, il cucchiaio si è rotto.
L’ecosistema “Pianeta Terra” è un sistema enormemente
più complesso di un cucchiaio. Ma anch’esso ha una sua
resistenza e una sua resilienza che non sono infinite. E lo
stesso vale per l’uomo. Ci siamo adattati a tutto, fino ad

Civiltà Laica Numero 29 5
Frappiglia contro Golia.
Cronaca di un convegno negazionista alla Sapienza
Di Andrea Capocci
Preso dal sito della Wu Ming foundation https://www.wumingfoundation.com/giap/2018/11/negazionismo-climati-
co-abruzzese/ e condiviso secondo le regole del creative commons.

Martedì 13 novembre 2018 Eugenio Gaudio, rettore della la letteratura scientifica per ottenere stime sulla situazione
più grande università d’Europa, ha a disposizione un’am- attuale e scenari per il futuro. Da quasi trent’anni, l’IPCC
pia scelta su come passare il pomeriggio. Al dipartimento di avverte che il pianeta si scalda e che la causa verosimile è
chimica farmaceutica si svolge il nono Bemm Symposium. l’anidride carbonica liberata dall’uomo, che ormai supera le
Il grande architetto svizzero Mario Botta tiene una lectio 400 parti per milione. Appena un mese fa, l’ultimo rapporto
magistralis su Francesco Borromini per la facoltà di Archi- IPCC avvertiva che se l’aumento di temperatura raggiun-
tettura. In quella di Psicologia c’è un importante convegno gerà +1,5 °C rispetto alla temperatura pre-industriale, le
sulle fake news. Al dipartimento di fisica, Cinzia Sciuto pre- conseguenze sul clima saranno incontrollabili. Oggi siamo
senta il libro Non c’è fede che tenga. Manifesto laico contro a circa +1 °C. Senza interventi radicali sulle emissioni di gas
il multiculturalismo. Tutti invitano il rettore per un salu- serra, arriveremo alla soglia di +1,5° nel giro di qualche de-
to, pur sapendo che non ha il dono dell’ubiquità. In più c’è cennio.
anche una riunione del Consiglio di Amministrazione della
Sapienza a cui il rettore non può mancare. Starring
Eppure, a uno degli inviti vorrebbe tanto rispondere di sì. I relatori non sono facce sconosciute a chi segue il dibatti-
È la presentazione di un libro prevista per le 15.30 presso to sul clima. A moderare il dibattito, c’è il padrone di casa
la facoltà di Scienze della Terra. Nonostante l’agenda fitta, Alberto Prestininzi. È un geologo in pensione (non un cli-
Gaudio fa sapere all’ufficio stampa che a quella presenta- matologo) ed è membro del Comitato Tecnico Scientifico
zione parteciperà almeno per un saluto. L’ufficio aggiunge per il Ponte sullo Stretto di Messina. Dirige la rivista Italian
il suo nome alla locandina di presentazione. Qualcuno della Journal of Engineering, Geology and Environment. Gli au-
segreteria dà un’occhiata al titolo del libro, poi vede il nome tori presenti sono:
del rettore tra i partecipanti. Si gratta la testa e ne parla col Franco Battaglia.
capo. Il capo ci ripensa: d’accordo, non ci vado, però voglio È un chimico (non un climatologo). Lui stesso nel CV non
che la Sapienza ci sia. Tra i miei vice, i prorettori, ho il nome indica alcuna competenza in ambito climatologico. È auto-
giusto per sostituirmi. re di un libretto che, secondo il sito Climalteranti, contiene
Alle 15.30 di martedì 13 novembre 2018, alla facoltà di Scien- 112 errori scientifici in 31 pagine. È un editorialista seriale
ze della Terra tutto è pronto per la presentazione del saggio de Il Giornale.
Clima: basta catastrofismi. Riflessioni scientifiche sul pas- Uberto Crescenti.
sato e sul futuro , libro collettaneo pubblicato dall’editore È un geologo in pensione (non un climatologo). È stato per
21mo Secolo. La decisione del Rettore di declinare l’invito è dodici anni rettore dell’università di Chieti. Sul clima ha
stata saggia. Un evento analogo doveva tenersi al mattino scritto un solo articolo scientifico nel 2010, pubblicato sulla
al Senato: se all’ultimo momento è saltato, qualche moti- rivista diretta da Prestininzi, che non porta dati originali
vo ci sarà. In vari punti della Sapienza, il collettivo degli ma difende le tesi dei negazionisti più noti come Fred Sin-
studenti di biologia ha appeso striscioni di protesta contro ger, già noto per aver negato i danni del tabacco negli anni
l’evento. Il libro che si sta per presentare, infatti, non è un Novanta.
libro qualunque. È un saggio di «negazionismo climatico».
Mario Giaccio.
Per negazionismo climatico si intende quel movimento di È un economista (non un climatologo) ed è stato preside del-
scienziati e non scienziati che non crede al riscaldamento la facoltà di Economia dell’università di Chieti-Pescara. È au-
del pianeta oppure, dato che ormai il riscaldamento è inne- tore di un libro sui temi esoterici nel Parsifal di Wagner e di
gabile, pensa che il riscaldamento sia naturale e non causa- un altro sulle abitudini gastronomiche dei templari, nonché
to dai gas serra legati all’attività economica umana, come di Climatismo: una nuova ideologia, apprezzato sul quotidia-
l’anidride carbonica emessa bruciando idrocarburi. no Il Foglio e pubblicato presso lo stesso editore 21mo Secolo,
Al pari del metano, del vapore acqueo e di altri gas, l’ani- la cui intera produzione è di stampo negazionista.
dride carbonica possiede una particolare proprietà fisica: Nicola Scafetta.
lascia passare la luce ad alta frequenza emessa dal sole ma Lavora all’università di Napoli “Federico II”. Ha avuto il suo
trattiene la radiazione infrarossa riemessa dalla Terra. Que- momento di celebrità nel 2009, quando affermò che la metà
sta asimmetria intrappola l’energia solare nell’atmosfera del riscaldamento del clima è dovuta al sole. Nonostante le
come in una serra, e scalda l’aria e l’acqua. Le varie correnti richieste della comunità scientifica, non divulgò il software
del negazionismo climatico hanno un punto in comune: si con cui aveva compiuto i suoi calcoli. Su di lui c’è una voce
oppongono a ogni politica di limitazione delle emissioni, di Wikipedia in inglese, la cui gestazione è stata quantome-
giudicandola immotivata o inutile. Secondo alcune stime, i no controversa.
negazionisti climatici rappresentano meno dell’1% dei cli-
A portare i saluti del rettore c’è il prorettore Gabriele Sca-
matologi.
rascia Mugnozza. È anche lui un geologo (non un climatolo-
La maggioranza dei climatologi, infatti, si ritrova nei rap- go), e non uno qualunque: è il presidente della Commissio-
porti periodici dell’Intergovernmental Panel on Climate ne Grandi Rischi, l’organo incaricato dalla Presidenza del
Change (IPCC), l’organismo incaricato dall’Onu di spulciare Consiglio di fornire «pareri di carattere tecnico-scientifico

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su quesiti del Capo Dipartimento e dare indicazioni su come La mazza da hockey
migliorare la capacità di valutazione, previsione e preven- La «mazza da hockey», il grafico sul clima più noto al mon-
zione dei diversi rischi». Per esempio, alla Commissione fu do. Mostra l’andamento della temperatura globale negli ul-
chiesto di valutare il rischio di forti terremoti all’Aquila alla timi 1000 anni, secondo la ricostruzione di Mann, Bradley e
vigilia della scossa del 6 aprile 2009. Hughes (1999). Il grafico è stato aggiornato varie volte alla
Quella valutazione, ricorderanno molti, finì malissimo. La luce dei nuovi dati.
scossa fece 309 morti e i geologi furono accusati in sede le- È interessante notare come uno dei fattori della variabili-
gale di aver minimizzato il rischio alla vigilia del terremo- tà naturale sia proprio l’anidride carbonica, che può essere
to, condannati in primo grado e assolti in secondo dopo un rilasciata nell’atmosfera anche dall’attività vulcanica natu-
processo complicato. Al clima ostile agli scienziati non fu rale. Eppure, la variabilità naturale del clima è spesso uti-
estranea la teoria pseudoscientifica proposta dall’aquilano lizzata per negare la relazione tra l’attuale tasso di anidride
Giampaolo Giuliani, secondo il quale i terremoti potevano carbonica nell’atmosfera e riscaldamento.
essere previsti. Dopo quell’esperienza, il presidente della
Il terzo Grande Classico riguarda la stessa CO2: come spiega
Commissione Grandi Rischi dovrebbe essere in grado di fiu-
di nuovo Scafetta, l’aumento di CO2 aiuta la crescita delle
tare da lontano complotti e pseudoscienze.
piante e rende più verde il pianeta. «L’anidride carbonica
Invece è proprio Scarascia Mugnozza ad aprire le danze: non ha mai fatto male a nessuno», dice, citando uno studio
elogia i relatori e si compiace del pluralismo della sua uni- apparso su Nature nel 2017 secondo cui grazie all’aumento
versità, in cui si affrontano dibattiti spinosi «alla luce dei di anidride carbonica la vegetazione mondiale sta diven-
dati senza pregiudizi». Fa appena in tempo a parlare, e una tando più florida.
buona parte del pubblico che riempie la sala si alza e sroto-
Ma gli stessi autori dello studio spiegano che non è una
la uno striscione: «THERE IS NO PLANET B». È il Collettivo
buona notizia. Le piante possono assorbire solo una piccola
degli studenti di Scienze. Chi si stupiva per il pienone della
parte dell’anidride carbonica in più e quindi non possono
sala è servito.
fermare l’aumento di temperatura, perdono in capacità nu-
La contestazione degli studenti. tritive danneggiando l’agricoltura e, infine, non potranno
La protesta è ferma ma civile. Solo i relatori sembrano infa- continuare ad assorbire CO2 all’infinito.
stiditi dalla contestazione. Il pubblico è solidale con lo stri- Il quarto Grande Classico riguarda l’IPCC. Ogni buon nega-
scione, ma non abbandona la sala come i contestatori. Tan- zionista deve denigrarlo. Quando lo fa Pristininzi, ne esce
ti, infatti, non vogliono perdersi lo spettacolo negazionista una gaffe: «se qualcuno avesse davvero compreso il clima,
Un convegno di negazionisti climatici assomiglia più a uno avrebbe vinto un premio Nobel». Nel 2007, proprio l’IPCC ha
show che a una conferenza scientifica. Quasi mai vengono vinto un premio Nobel per «la produzione e la diffusione di
presentati nuovi dati: i negazionisti si basano sempre sulle conoscenza sul mutamento climatico indotto dall’uomo».
stesse fonti, anche perché la le pubblicazioni negazioniste «L’IPCC», rincara Prestininzi, «è un organo politico di cui
sono solo lo 0,06% del totale. Dunque, si limita perlopiù alla non fanno parte i ricercatori». E Giaccio, l’economista del
riproposizione di alcuni Grandi Classici. gruppo, lo accusa nientemeno di aver camuffato i dati, mo-
dificando i grafici già pubblicati per eliminare dati scomodi.
Franco Battaglia Anche Scafetta critica i modelli dei climatologi, ma (mettia-
mola così) sbaglia a leggere i dati, e parte del pubblico se ne
Il primo Grande Classico del negazionismo climatico lo tira accorge. Volendo dimostrare che i modelli sono aggiustati
fuori Battaglia: è il rallentamento del riscaldamento cli- in corsa per tenere conto della variabilità naturale, Scafet-
matico. La teoria aveva preso piede alla fine del primo de- ta mostra due grafici dell’IPCC. Nel primo, più vecchio, la
cennio del 2000: la temperatura del pianeta sembrava aver variabilità naturale è stimata a 0,2°C. Nel secondo, a dire di
smesso di crescere, senza apparente spiegazione dato che Scafetta, a 0,7 °C. Ma mentre nel primo caso si tratta dello
la quantità di CO2 continuava a salire. Questo aveva due scostamento dalla temperatura media, nel secondo grafico
conseguenze: forse il riscaldamento climatico non era così si rappresenta la variazione tra il valore massimo e il valore
grave e forse i modelli dei climatologi non erano così cor- minimo della temperatura, cioè il doppio dello scostamen-
retti. to. Quando si tiene conto di questo fattore, la stima fornita
Analisi dei dati più esaustive hanno poi dimostrato che il da modelli diversi è più o meno la stessa: 0,2 °C contro 0,3
riscaldamento non si è mai fermato. Anzi, ha proseguito al °C, in stime che hanno necessariamente un margine di in-
ritmo di circa 0,1 °C per decennio anche nel periodo 1998- certezza piuttosto elevato.
2012. L’economista del gruppo, Mario Giaccio, dedica il suo inter-
Il secondo Grande Classico del negazionismo climatico lo ha vento all’Emission Trading System (ETS), il mercato delle
illustrato Scafetta. Si tratta della variabilità climatica natu- emissioni con cui l’Unione Europea ha cercato di limitare
rale, che c’è sempre stata e ha provocato mutamenti termi- le attività economiche ad alto tasso di CO2. Giaccio ne de-
ci di entità paragonabile a quelli osservati oggi. In effetti, nuncia la debolezza, come se questo dimostrasse la sua tesi
il clima sulla Terra nei suoi 4,5 miliardi di anni di storia è centrale: l’ETS è un complotto ordito dalla finanza per di-
cambiato notevolmente per vari motivi. struggere l’industria europea a tutto vantaggio della Cina.
La questione è già stata studiata a fondo, con risultati ine- Anche Donald Trump ritiene che il riscaldamento globale
quivoci: nel riscaldamento attuale il fattore umano preva- sia un’invenzione cinese per danneggiare l’industria statu-
le di gran lunga su quelli naturali. È anche una questione nitense.
di scale temporali: il riscaldamento di cui si discute oggi si Ma ogni spettacolo che si rispetti ha il suo improvvisatore.
è verificato in un tempo geologicamente brevissimo – un Alla Sapienza, il ruolo è coperto da Uberto Crescenti, abruz-
paio di secoli – e ha accelerato negli ultimi cinquant’anni. zese come Giaccio. Inizia col botto: «La CO2 è un gas nobi-

Civiltà Laica Numero 29 7
le», facendo sobbalzare i presenti, che qualche nozione di L’Europa ha certamente la posizione più chiara sul riscalda-
chimica da liceo ce l’hanno. Crescenti pensa locale e (non) mento climatico. Eppure, per ammissione degli stessi negazio-
agisce globale. Le sue verità sul clima provengono tutte nisti, dal punto di vista delle politiche non brilla per incisività.
dal territorio pescarese: «Ventimila anni fa il Po sfociava Perciò, chi oggi alimenta dubbi sulla realtà del mutamento
a Pescara», oppure «Già D’Annunzio raccontò le alluvio- climatico fornisce giustificazioni utili alla classe dirigente
ni di Francavilla, gli eventi meteorologici estremi ci sono per mantenere la sua sostanziale inerzia. Cioè, permette
sempre stati». A supporto delle sue analisi cita Antonino Zi- la conservazione del potere sia nell’ambito politico che in
chichi – che sulla questione climatica ha rimediato diverse quello economico. Tutto il contrario di Galilei.
figuracce – e Fred Singer.
Il 99% dei climatologi invece, chiede a gran voce di rompere
Tra Giaccio e Criscenti la comunità accademica abruzzese gli equilibri e adottare provvedimenti scomodi.
non fa certo un figurone.
Non hanno ragione per forza in virtù del loro numero, an-
Dopo tre ore in cui non è stato permesso porgere domande, che se la replicabilità degli esperimenti è uno dei criteri
viene data la parola al pubblico. Ormai in sala ci sono so- che si è data la scienza moderna. Né si tratta necessaria-
prattutto studenti, e di fronte alle loro obiezioni i relatori mente di scienziati più onesti di altri. Qui nessuno vuole
svicolano facilmente. L’assenza di ricercatori e docenti non santificare la comunità scientifica ufficiale o nasconderne
permette di riequilibrare il dibattito, con contestazioni più le contraddizioni. Come ogni attività sociale organizzata,
puntuali su dati e modelli. la scienza riflette i rapporti economici vigenti nella società
I nuovi Galilei con i relativi conflitti, ad esempio sulla scelta degli ogget-
ti di indagine scientifica. Proprio in Italia si è sviluppata
Quando ai negazionisti si chiede conto dell’imponente mole una profonda critica dell’immagine neutra e asettica del-
di dati in contraddizione con le loro tesi, scatta un riflesso la scienza secondo cui, al contrario, lo sviluppo scientifi-
condizionato: loro sono Davide in lotta contro i poteri for- co fornisce nuove configurazioni dei rapporti di potere tra
ti, rappresentati da Golia-IPCC. Non manca mai, nemmeno sfruttati e sfruttatori.
alla Sapienza, il riferimento alla vicenda di Galileo schiac-
ciato da forze più potenti della sua scienza. Forse un giorno i climatologi odierni saranno considerati
gli alfieri inconsapevoli di un nuovo modello di capitalismo,
Che sia una retorica strumentale lo rivela il loro stesso co- ingiusto tanto quanto quello attuale. Anche l’astronomia
municato stampa di annuncio dell’evento, in cui per accre- copernicana, in fondo, aiutò i colonizzatori a orientarsi sul-
ditarsi i negazionisti si descrivono invece come «la netta le rotte transoceaniche verso le Indie. Ma questo non fa di
maggioranza». Oltre a essere un espediente è un tranello, Copernico e Keplero dei servi.
perché istiga a utilizzare un principio di autorità e nel pub-
blico incerto insinua il sospetto che si rifiuti il confronto. Perciò, il pensiero critico sull’attività scientifica non può
Anche scienziati e divulgatori professionisti ci cascano essere ridotto alla barzelletta complottista secondo cui «i
spesso con tutte le scarpe. climatologi dell’IPCC sono al servizio della finanza globale».
In questo momento, la comunità scientifica dei climatologi
Non solo: il vittimismo dei negazionisti è infondato. Nono- è in oggettiva collisione – non collusione: collisione, con la
stante tutto, i «poteri forti» NON stanno con l’IPCC e con i – col modello di sviluppo attuale, da qualunque punto lo
chi lancia allarmi sul riscaldamento climatico. In questo si osservi.
momento, la maggiore potenza industriale al mondo è pre-
sieduta da un negazionista DOC come Trump, che tra i pri- È quantomeno sorprendente che un’università in cui que-
mi atti della sua amministrazione ha revocato gli impegni sta stessa comunità si forma e lavora ospiti un incontro del
assunti dagli Usa in materia di clima e ha sostituito i vertici genere. E addirittura metta a disposizione le sue cariche più
delle agenzie ambientali statunitensi con funzionari della rappresentative. Sarebbe sbagliato intravedere chissà qua-
sua stessa corrente di pensiero. le complotto. In fondo, si tratta soprattutto di una piccola
rivalsa dei geologi che aspirano agli stessi finanziamenti
Anche in India, Russia e Brasile, in cui vive circa un quarto oggi destinati alla scienza del clima.
dell’umanità, i rispettivi presidenti hanno tenuto posizioni
apertamente negazioniste, salvo correzioni recenti. Altre Più che il comportamento dei vertici dell’università, col-
potenze globali, come Giappone e Cina, mantengono un at- pisce l’inerzia della comunità nel senso più largo. Solo gli
teggiamento molto ambiguo: a parole Abe e Xi Jinping non studenti si sono dimostrati all’altezza nel rispondere all’of-
negano il problema climatico, e nel caso cinese ne fanno fensiva negazionista. I docenti, che in epoche non lontane
anche una bandiera verso il futuro. Ma allo stesso tempo avevano impedito una visita papale all’ateneo, stavolta
incentivano l’uso del combustibile con le più alte emissioni, sono rimasti chiusi nei loro laboratori, mentre all’esterno
il carbone. l’aria si fa sempre più irrespirabile. 

Foto di Daniel Jensen. Unsplash

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