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Esercizio 9 Oneri finanziari variabili (legame fra

fatturato e indebitamento)
Al 31/12/t1 la Rey presenta il seguente bilancio:

CONTO ECONOMICO
Acquisti (var) 350 Ricavi di vendita 500
Lavoro (90% var) 100
Oneri finanziari 20
Ammortamenti (fissi) 15
Totale costi 485

Utile lordo 15
Imposte 6
Utile netto 9

STATO PATRIMONIALE
Immobilizzi netti 500 Capitale netto 750
Capitale circolante lordo 450 Debiti finanziari 100
Debiti operativi 100
Capitale investito netto 950 950

1) Si calcoli il costo medio del capitale di debito e l’aliquota d’imposta.


2) Si determini la funzione di utile lordo (ante imposte) espressa in funzione del fatturato,
supponendo fissi gli oneri finanziari dell’impresa.
3) Si calcoli il punto di pareggio.
4) Si scriva l’equazione per il calcolo del capitale circolante netto in funzione del fatturato, sapendo
che l’impresa richiede un capitale circolante netto minimo di 350 e un rapporto
circolante/fatturato almeno pari a 0,7.
5) Abbandonando l’ipotesi di oneri finanziari fissi, si determini la funzione di utile lordo (ante
imposte), supponendo che l’impresa copra i fabbisogni finanziari eccedenti il proprio capitale
netto con debiti a un tasso pari a quello calcolato al punto 2).
6) Si individuino il fatturato che massimizza l’utile totale e il massimo fatturato ottenibile senza
incorrere in perdite e si calcoli la funzione di utile netto, applicando l’aliquota calcolata al punto
2).
SVOLGIMENTO:

Pietro

Punto 1)

Il costo medio del capitale di debito “ i ” e l’aliquota d’imposta “t” si ricavano come:

OF 20
ONERI _ FINANZIARI = OF = i ⋅ DEBITI _ FINANZIARI = i ⋅ DF → i = = = 0,2 → 20%
DF 100

T 6
IMPOSTE = T = t ⋅ UTILE _ LORDO = t ⋅ Utl → t = = = 0,4 → 40%
Ut L 15

Punto 2)

Sapendo che il costo del Lavoro è per il 10% fisso, gli Oneri Finanziari e gli Ammortamenti sono fissi si
possono scrivere i Costi Fissi come:

𝐶𝐹 = (100 ∙ 0.10) + 20 + 15 = 45

Mentre il Costo Variabile Totale è dato dalla somma degli Acquisti e del restante 90% del costo del
Lavoro:

𝐶𝑉𝑇 = 350 + (100 ∙ 0,90) = 440

Il Costo Variabile per Unità di Fatturato è il costo addizionale su ogni euro aggiuntivo di
Fatturato dell’impresa:

𝐶𝑉𝑇 440
𝑐𝑣𝑢𝑓 = = = 0,88
𝑅𝑇 500

I Costi Totali quindi:

𝐶𝑇 = 𝐶𝐹 + 𝑐𝑣𝑢𝑓 ∙ 𝑅𝑇 = 45 + (0,88 ∙ 𝑅𝑇)

La funzione dei Ricavi Totali è autodefinita:

𝑅𝑇 = 𝑅𝐼𝐶𝐴𝑉𝐼 𝑇𝑂𝑇𝐴𝐿𝐼 (Fatturato)

La funzione di Utile Lordo:


𝑈𝑡𝑙 = 𝑅𝑇 − 𝐶𝐹 − (𝑐𝑣𝑢𝑓 ∙ 𝑅𝑇) = (1 − 0,88) ∙ 𝑅𝑇 − 45 = 0,12 ∙ 𝑅𝑇 − 45

Dove il Margine di Contribuzione Unitario su ogni euro aggiuntivo di Fatturato è:

𝑅𝑇 − 𝐶𝑉𝑇
𝑚𝑐𝑢𝑓 = = (1 − 𝑐𝑣𝑢𝑓)
𝑅𝑇

Punto 3)

Il punto di pareggio è rappresentato dal fatturato che annulla le perdite e può essere trovato
come:
𝑈𝑡𝑙 = 0

Oppure come:
𝐶𝐹 𝐶𝐹
𝐵. 𝑒. 𝑝. = =
1 − 𝑐𝑣𝑢𝑓 𝑚𝑐𝑢𝑓

𝑈𝑡𝑙 = 𝑅𝑇 − 𝐶𝐹 − (𝑐𝑣𝑢𝑓 ∙ 𝑅𝑇) = (1 − 0,88) ∙ 𝑅𝑇 − 45 = 0 → 𝑅𝑇 = 375

Con i costi attuali bastano 375 di vendite per raggiungere il punto di pareggio

Punto 4)

Il Capitale Circolante Netto è dato dal capitale circolante lordo meno i debiti operativi.
L’esercizio dice che ci sono due vincoli: serve un capitale circolante netto minimo di 350 e un
rapporto CCN/RT pari almeno a 0,7. Nella situazione attuale si riscontrano i seguenti valori:

𝑅𝑇 = 500 𝑐𝑖𝑟𝑐 = 350

che verificano entrambi i vincoli. Ma questo significa che l’impresa, se volesse aumentare i
volumi di produzione e vendita, dovrebbe aumentare la dotazione di capitale circolante e
quindi accollarsi nuovi debiti. Formalizzando, la funzione che esprime il valore del capitale
circolante netto in funzione del fatturato, è caratterizzata da una discontinuità:

𝑅𝑇 < 500 𝑐𝐶𝐶𝑁 = 350

𝑅𝑇 > 500 𝐶𝐶𝑁 = 0,7 ∙ 𝑅𝑇


Come mostra il seguente grafico:

Capitale Circolante Netto in funzione del Fatturato


7

0
500 Fatturato

Capitale Circolante Netto in funzione del Fatturato

Punto 5)

La funzione di costo totale calcolata al punto 2) è approssimata, in quanto considera fissi gli
oneri finanziari. Al contrario abbiamo scoperto che per un fatturato superiore a 500 il CCN
cresce e richiede quindi un aumento dei debiti (Immobilizzazioni e capitale netto sono
considerati fissi nel breve periodo) che si traduce in un aumento di oneri finanziari. Lo
schema logico è dunque il seguente:

Per RT < 500 ⇒ CCN costante ⇒ OF costanti

Per RT > 500 ⇒ ∆CCN ⇒ ∆DF ⇒ ∆OF

Dunque per RT<500 gli oneri finanziari coincidono con quelli attualmente pagati e che sono
stati inseriti nella funzione di costo. Valgono dunque le funzioni precedentemente calcolate:

𝐶𝑇 = 45 + 0,88 ∙ 𝑅𝑇

𝑈𝑡𝑙 = 0,12 ∙ 𝑅𝑇 − 45

Mentre per:

𝑅𝑇 ≥ 500 𝑂𝐹 = 𝑖 ∙ 𝐷𝐹 = 𝑖 ∙ (𝐼𝑚𝑚𝑁 + 𝐶𝐶𝑁 − 𝑁)


𝑂𝐹 = 𝑖(500 + 𝐶𝐶𝑁 − 750) = 𝑖(𝐶𝐶𝑁 − 250) = 0,2 ∙ (0,7 ∙ 𝑅𝑇 − 250) = 0,14 ∙ 𝑅𝑇 − 50
∆𝑂𝐹 = 0,14 ∙ 𝑅𝑇 − 50 − 20 = 0,14 ∙ 𝑅𝑇 − 70

Quindi i costi totali sono:

𝐶𝑇 = (45 − 20) + 0,88 ∙ 𝑅𝑇 + 0,14 ∙ 𝑅𝑇 − 50 = 1,02 ∙ 𝑅𝑇 − 25

Si osservi che il coefficiente angolare è superiore a uno, da cui deriva che il margine di contribuzione
per unità di fatturato sarà negativo. Infatti l’Utile Lordo (ante imposte) è:

𝑅𝑇 ≥ 500 𝑈𝑡𝑙 = 𝑅𝑇 − 𝐶𝑇 = 𝑅𝑇 − 1,02𝑅𝑇 + 25 = 25 − 0,02 ∙ 𝑅𝑇

Aumentare la produzione oltre la situazione attuale non è conveniente. Ogni euro venduto in più erode
il profitto a causa dell’incidenza degli oneri finanziari aggiuntivi che sono alti a causa di un alto tasso di
interesse passivo.

Punto 6)

a) Il fatturato che massimizza l’utile totale si ha per:

𝑅𝑇 = 500

perché per valori maggiori di 500 l’utile marginale diventa negativo

b) Per calcolare il massimo fatturato senza incorrere in perdite, basta porre pari a zero la seconda
funzione di utile trovata al punto 5):

𝑈𝑡𝑙 = 𝑅𝑇 − 𝐶𝐹 − (𝑐𝑣𝑢𝑓 ∙ 𝑅𝑇) − 𝑂𝐹 = 0 → 25 − 0,02 ∙ 𝑅𝑇 = 0 → 𝑅𝑇 = 1250

c) Per calcolare l’Utile Netto devo ricordare che:

𝑠𝑒 𝑈𝑇𝐼𝐿𝐸 𝐿𝑂𝑅𝐷𝑂 > 0 𝑈𝑇𝐼𝐿𝐸 𝑁𝐸𝑇𝑇𝑂 = (1 − 𝑡) ∙ 𝑈𝑇𝐼𝐿𝐸 𝐿𝑂𝑅𝐷𝑂

𝑠𝑒 𝑈𝑇𝐼𝐿𝐸 𝐿𝑂𝑅𝐷𝑂 < 0 𝑈𝑇𝐼𝐿𝐸 𝑁𝐸𝑇𝑇𝑂 = 𝑈𝑇𝐼𝐿𝐸 𝐿𝑂𝑅𝐷𝑂

Inoltre, la funzione di Utile lordo stessa ha una discontinuità per RT = 500, punto a partire dal quale gli
oneri finanziari non sono più fissi.

Quindi per: 𝑅𝑇 ≤ 375 l’impresa è in perdita e non paga imposte


𝑈𝑡𝑛 = 0,12 ∙ 𝑅𝑇 − 45

Per 375 ≤ 𝑅𝑇 ≤ 500 l’impresa è in utile, paga le imposte ma gli OF sono ancora fissi:
𝑈𝑡𝑛 = 0,6 ∙ (0,12 ∙ 𝑅𝑇 − 45) = 0,072 ∙ 𝑅𝑇 − 27

Per 500 ≤ 𝑅𝑇 ≤ 1250 l′ impresa è in utile, paga le imposte e gli OF sono variabili:
𝑈𝑡𝑛 = 0,6 ∙ (25 − 0,02 ∙ 𝑅𝑇) = 15 − 0,012 ∙ 𝑅𝑇

Per 𝑅𝑇 ≥ 1250 L’impresa è in perdita, non paga imposte e ha OF variabili:


𝑈𝑡𝑛 = 25 − 0,02 ∙ 𝑅𝑇
(grafico non in scala)