Marcello Maioli

CORSO MULTIMEDIALE
di

DIALETTO ROMAGNOLO
Come lo si parla a Saludecio (RN)

(marcellomaioli@tele2.it)

SOMMARIO
Istruzioni per l’uso Introduzione Ortografia L' articolo La preposizione La flessione La correzione per lo spostamento dell'accento Il nome L'aggettivo Il verbo Il verbo essere Il verbo avere I verbi della prima coniugazione I verbi della seconda coniugazione I verbi della terza coniugazione I verbi irregolari I pronomi Gli avverbi Le interiezioni Sintassi elementare (frasi interrogative e negative) Parole importate da altre lingue (teoria) Parole importate da altre lingue (pratica) Manuale di conversazione Al mercato (abbigliamento) Al mercato (frutta e verdura) Al mercato (alimentari) In albergo Al ristorante Per la strada Al mare Rapporti con l’altro sesso Ringraziamenti e scuse Vocabolario Dizionario di grammatica

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ISTRUZIONI PER L’USO
1) Questo è un sito internet, ma non ha bisogno di connessioni con l’esterno. 2) In fondo a ogni pagina ci sono collegamenti all’indice alla pagina successiva (avanti) e alla pagina precedente (indietro). 3) Dall’indice di può andare dovunque cliccando sugli argomenti. 4) All’interno di una pagina le parole sottolineate contengono un collegamento - il cursore si trasforma in manina - che vi manda a quell’argomento se ci cliccate sopra. 5) Dovunque siate potete tornare alla pagina precedente cliccando su “Indietro” .

6) Se invece della freccia verde si vede una figura buffa: click su Strumenti, click su opzioni internet, click su avanzate, mettete il segno di spunta su mostra immagini, click su Applica, click su OK. 7) Per uno studio veramente proficuo tenete a portata di mano una copia stampata del corso. Nella cartella “Files_stampabili” presente nel CD sono disponibili i files, stampabili con Acrobat (che hanno tutti anche se non lo sanno) necessari per avere la copia a stampa in bianco e nero o a colori, col retro bianco o su entrambe le facce del foglio. Per le stampe col retro bianco basta un doppio click sul nome del file Grammatica a colori retro bianco oppure Grammatica bianco e nero retro bianco. Vengono caricati automaticamente il programma Acrobat ed il file, si clicca sulla stampantina oppure su File e poi su Stampa. Sono circa 85 pagine. Per le stampe avanti e retro (lo spazio per la rilegatura è a sinistra nelle pagine dispari, a destra in quelle pari) si stampano separatamente il frontespizio e il sommario che hanno il retro bianco e sono dispari, poi si apre il file Grammatica testo bianco e nero avanti retro oppure Grammatica testo colori avanti retro. A questo punto dipende dalla stampante. La mia, se non si danno istruzioni particolari, prende i fogli dal cassetto che sta sotto, ci scrive sulla faccia in vista, e li deposita, prima la prima pagina e poi le altre, a faccia in giù sul suo lato superiore. Perciò io prima stampo solo le pagine pari ad ordine invertito, poi ad ordine normale solo le pagine dispari, che sono una in più. Occhio, che l’ultima pagina è dispari e dietro non ci va stampato niente. Se la stampante si comporta diversamente, ci dovrete ragionare sopra, o avrete cattive sorprese.

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così per voi. Famigliarizzatevi con quei suoni e. ma Alessandria d'Egitto ed i dotti alessandrini. forestieri in Romagna. niente libri. ce. ORTOGRAFIA All'inizio mi proponevo una cosa veramente scientifica: stessa lettera o combinazione di lettere. Era un consiglio dell'insegnante d'inglese dello “Shanker” che ho trovato molto valido. infatti i testi informali della Roma del tempo sono costellati di parole greche più o meno come i testi nostri di parole inglesi. nella Roma del primo secolo A. esercitatevi scimiottando la pronuncia dell’annunciatore. del dialetto romagnolo. si imparano solo ed esclusivamente dal contesto del discorso.C. forestiero in Puglia non c’è una gran differenza fra le mìre di Martina Franca e lu miéru di Grottaglie: sempre vino è. vera unificatrice della lingua. Perchè il dialetto di Saludecio. stesso suono. la guida culturale degli italiani era il parroco). ci. di capirci ugualmente qualcosa. Questo può dar fastidio. dal latino vinum. Ma mi sono reso conto che in questi tempi di internet non si devono imbrogliare i motori di ricerca e quindi le parole devono essere scritte il più possibile come le scrivereste voi. come pure le differenze di sfumature. non ci sarà troppa differenza fra e vén di Saludecio ed e vòin di qualche altro luogo: sempre vino è. ciu) 4 . Un secondo modo consiste nel farlo attraverso un precettore bilingue che si comporta più o meno come la madre. dal latino merum. Questo era lo stato dell'arte. pappa. ma è stato fatto per dare la possibilità. ma non vi spaventate: per me. Proseguendo nel corso secondo l’ordine logico si troveranno diverse ripetizioni dello stesso concetto come premessa di base al trattamento di diversi argomenti correlati. a chi scorre il corso secondo una logica propria. cio. si resero conto che essa obbediva a certe regole ed inventarono la grammatica come ausilio didattico all'apprendimento della lingua. Esistono tanti dialetti quante sono le parrocchie (prima dell’avvento della radio. Lei inizia con concetti molto semplici come mamma. in tema di lingue straniere. è la pronuncia. I significati. il complesso delle regole. se volete anche parlarlo senza limitarvi a capirlo. Ma la parte più importante del corso non è essa. Ecco come sono rappresentati i vari suoni del dialetto: • c dolce all'interno di una parola: come in italiano (cia. quando si manifestò un forte interesse per la lingua greca.INTRODUZIONE (che potete anche saltare) Il modo più efficace e naturale di imparare una lingua (o un dialetto) è di farlo da piccoli attraverso la propria madre. Perchè è quello che conosco. Quella che segue è la grammatica. cacca e pipì per poi progredire gradatamente. Niente vocabolari. di fronte alla grande richiesta di lingua greca. Ogni qual volta vedrete un altoparlantino giallo troverete la pronuncia delle parole del testo scritto. A quei tempi il centro della cultura greca non era Atene.

raggi) c duro seguito da n: chn g duro seguito da n: ghn c duro finale di parola: cc come in porcc (porco) g duro finale di parola: gg come in dagg (do di dare) c di "chio". gio. sgiu come c-resgia (ciliegia). Con l’accento le parole si riconoscono e si leggono molto meglio. Nessuno è perfetto. cocci) g dolce finale di parola: g come in rag (raggio. gi. "chia" senza la "o" o la "a" finale di parola : ch come in och (occhio) g di "ghio". sia nel numero (singolare o plurale). gu) c dolce seguito da consonante: c. concetto ben determinato e sono i seguenti: SINGOLARE PLURALE MASCHILE FEMMINILE MASCHILE FEMMINILE Davanti a consonante Davanti a vocale e l' la i li 5 .• • • • • • • • • • • • • • • g dolce all'interno di una parola: come in italiano (gia. Gli articoli determinativi indicano un oggetto.(coc-la – cocciola. guscio dell’uovo) g dolce seguito da consonante: g. giu) c duro all'interno di una parola: come in italiano (ca. ghi. i nomi possono essere preceduti o no dall'articolo. ge. cu) g duro all'interno di una parola: come in italiano (ga. go. sgia. L’ARTICOLO Come in italiano. ghe. qualità. chi. che. che va concordato col nome sia nel genere (maschile o femminile). persona. "ghia" senza la "o" o la "a" finale di parola : gh come in tegh (teglie) gn dell'italiano gnocco: gn come in italiano suono del francese “jour” e dell’inglese “measure” e “pleasure”: sgi. A lavoro quasi finito mi sono accorto di aver violato le mie regole molto spesso. co. L'articolo cambia a seconda che la parola che segue inizi per consonante o vocale. sge.(g-noch – ginocchio) c dolce finale di parola: c come in coc (coccio. sgio. Ho scelto di usare l’accento senza risparmio.

provenienza. PREPOSIZIONI ARTICOLATE ITALIANO SEMPLICI e di a da in con su per ad ma meda tar sa sora per de me med'e te se sor'e pe l' dl' ml' meda l' tl' sla sora l’ pla la dla mla meda la tla sla sora la pla i di mi med'i ti si sor'i pi li dli mli meda li tli sli sora li pli Particolarità nell’uso di a . e aggettivi (appartenenza. indeterminato. verbi. qualità. persona. MASCHILE FEMMINILE Davanti a consonante un Davanti a vocale un’ na Esempi SINGOLARE MASCHILE e gat (il gatto) l'elbere (l’albero) un gat (un gatto) FEMMINILE la gata (la gatta) l'andra (l’anatra) na gata (una gatta) MASCHILE i gat (i gatti) PLURALE FEMMINILE li gat (le gatte) i elbere (gli alberi) li andre (le anatre) un elbere (un albero) n’andra (un’anatra) un’andra (un’anatra) LA PREPOSIZIONE Le relazioni tra nomi.ma Con nomi propri di luogo senza articolo (Milano) a Con nomi propri di luogo con articolo (Il Cairo) me ma Con nomi comuni di luogo senza articolo (casa) ma 6 .L’articolo indeterminativo indica un oggetto. destinazione ecc.) vengono espresse dalle preposizioni. che possono unirsi ai vari articoli prendendo il nome di preposizioni articolate. concetto qualunque.

ai monti . a scòla al mare. mi.Con nomi propri di luogo con articolo (mare) me. ml’osteria. alle fonti me mèr. a Cattolica alla Levata. a scuola a Murcèn. mli Esempi PREPOSIZIONI ARTICOLATE ITALIANO SEMPLICI e di a da in con su per ad fer (di ferro) ma mi (a me) meda Milen da Milen (da Milano) tar chèsa (in casa) sa ti (con te) sora la tèvla (sulla tavola) per lu (per lui) de prét (del prete) me ba (al babbo) med'e let d'e let (dal letto) te casètt (nel cassetto) se martèl (col martello) sor'e tèt (sul tetto) pe chemp (per il campo) l' dl'òlie (dell’olio) ml'om (all’uomo) meda l'albérgg da l'albérgg (dall’albergo) tl’orc (nell’orcio) sl’apse (con il lapis) sora l’as (sull’asse) pl' alma (per l’anima) la dla zia (della zia) mla ma (alla mamma) meda la strèda da la strèda (dalla strada) tla credénza (nella credenza) sla pèna (con la penna) sora la red (sulla rete) pla campàgna (per la campagna) PREPOSIZIONI ARTICOLATE ITALIANO i di a da in con su per di zii (degli zii) mi brac (alle braccia) med'i broc da i broc (dai birocci) ti calzòn (nei calzoni) si sumar (coi somari) sor' i cuvon (sui covoni) pi mi cusgìn (per i miei cugini) li dli don (delle donne) mli burdèlie (alle bambine) meda li vacc da li vacc (dalle vacche) tli sacòc (nelle saccocce) sli pinz (con le pinze) sora li foi (sulle foglie) pli men (per le mani) a Morciano. a Catòlga ml’Alvèda. all’osteria. mla Pulzòna a chèsa. mi mont. ma. alla Pulzona a casa. mli font 7 .

maschio più di uno. maschi uno. oppure a un soggetto grosso. femmina più di una. quando e come ha compiuto l'azione. piccole. piccola. simpatico. possiamo anche avere informazioni su chi. maschio vestita di. maschio una. femmina azione generica azione compiuta. maschio più di uno. o ancora per indicare chi fa. vende ecc. simpatici. femmina più di uno. maschi una. simpatico. brutto. femmina che commercia in. adesso tu. Si noti in qualche caso la presenza della sola radice ed alcune desinenze uguali. femmine uno. in futuro voi. forse voi. piccolo. Il verbo esprime la natura delle azioni e attraverso lievi modificazioni della sua forma. DEGLI AGGETTIVI. maschio più di uno. coniugazione per i verbi. certi oggetti. femmine uno. Questo fenomeno si chiama flessione per i nomi e gli aggettivi. brutti. la parte che cambia desinenza. Romagnolo un caval du caval na cavala du cavalie un cavalen na cavalena du cavalen du cavalenie un cavaluc du cavaluc un cavalac du cavalac un strac du strac un stracion na straciona un stracer na stracera rubè rubed rub rubaris rubarid rubevie ruben ruband rubeda Italiano cavallo cavalli cavalla cavalle cavallino cavallina cavallini cavalline cavalluccio cavallucci cavallaccio cavallacci straccio stracci straccione stracciona stracciaio stracciaia rubare rubato rubo ruberesti ruberete rubavate rubiamo rubando rubata Note uno. maschi più di una. La parte che rimane invariata si chiama radice. nel passato noi. brutto. piccolo.LA FLESSIONE (DEI NOMI. DEI VERBI) Il nome o l’aggettivo cambiano forma a seconda che ci si riferisca a uno o molti individui. oggetto maschile io. Lo stesso accade nel dialetto romagnolo. oggetto femminile 8 . maschio che commercia in. maschi uno più di uno vestito di. adesso in questo momento azione compiuta. piccoli.

Questa è una spiegazione del fenomeno vista dal lato del dialetto. Sono soggetti a flessione solo i nomi femminili di più di una sillaba: questi possono terminare con una vocale o con una consonante. questa diventa una a stradòn piavlèt manéna a chèrgg a inchièv a pèrle carghè inchiavè parlè strèda pièvla mèn • Quando l'accento cade su una e che corrisponde in italiano a una e.LA CORREZIONE PER LO SPOSTAMENTO DELL'ACCENTO Mentre in italiano la radice dei nomi. a una vocale della desinenza. nel dialetto romagnolo essa subisce una modificazione ogni volta che l'accento tonico della parola. Si integrano a vicenda. questa diventa una i litòn fnistròn mnistròn nivòn tistòn bév mèt pènd spègn sént a biviva a mitìva a pindìva a spignìva sintì lèt fnèstra mnèstra név tèsta • Quando l'accento cade su una e compresa tra due consonanti la seconda delle quali è una l. oppure i non avviene alcuna alterazione. nel primo caso la 9 . La parte che rimane invariata si chiama radice. IL NOME Il nome cambia solamente a seconda che sia singolare o plurale. degli aggettivi e dei verbi è invariabile. u. la e cade tlòn blén mlòn g-lòn tél bèl méla gél • Quando l'accento cade sulle vocali a. • Quando l'accento cade su una o questa diviene una u frubgiòn a muvìva a cusgìva muntè a giògg a vòl a gòd a arcòi giughè vulè a gudìva a arcuìva fròbge a mòv a còsg a mònt • Quando l'accento cade su una e che corrisponde in italiano a una a. la parte che cambia si chiama desinenza. Nella pagina dedicata alla teoria delle importazioni dall’italiano c’è la spiegazione del fenomeno vista dall’italiano. per l'aggiunta di un suffisso o per la variazione della desinenza. si sposta da una vocale della radice. I nomi maschili e i femminili di una sola sillaba sono invariabili.

Ecco uno specchietto riassuntivo MASCHILE FEMMINILE RADICE qualunque radice terminante in l o r preceduta da consonante altro monosillabica SINGOLARE PLURALE invariabile radice+a radice+e radice radice+a invariabile ESEMPI ITALIANO orologio lapis finestra femmina ciabatta rete uomo (fa eccezione) RADICE arlog apse fnestr femn ciavat red om SINGOLARE arlog apse fnestra femna ciavata red om PLURALE arlog apse fnestre femne ciavat red omne NOTE Alcuni nomi tronchi terminanti in -èl (e aperta) al plurale presentano la stessa e però più grave. ESEMPI ITALIANO pisello mastello ombrello ospedale cetriolo SINGOLARE un bsèl un mastèl un umbrèl un uspidèl un citurnèl PLURALE du bsél du mastél du umbrél du uspidél du citurnél A volte di un nome esiste sia la versione maschile che quella femminile. nel secondo la radice coincide col nome.radice si ottiene eliminando la vocale (sempre una a). ESEMPI ITALIANO cucchiaio coltello mastello ramo ROMAGNOLO e cuchièr. la rèma l' umbrel. la curtèla e mastèl. la mastéla e rèm. la cuchièra e curtèl. l' umbrela 10 . La versione al femminile indica il tipo più grande.

possono seguirlo o precederlo e concordano con il nome cui si riferiscono sia nel genere (maschile o femminile) che nel numero (singolare o plurale). quello. quegli. AGGETTIVI DIMOSTRATIVI MASCHILE FEMMINILE ITALIANO SINGOLARE PLURALE SINGOLARE PLURALE questo ste sti sta sti stesso stes stes stesa stesie Il corrispondente di “quel. quella. quelli. coppe. AGGETTIVI QUALIFICATIVI RADICE terminante in consonante terminante in vocale ESEMPI ITALIANO ignorante biondo blu fessacchiotto MASCHILE SINGOLARE PLURALE ignurent ignurent biond biond blu blu pataca pataca FEMMINILE SINGOLARE PLURALE ignurenta ignurentie bionda biondie blu blu pataca pataca MASCHILE FEMMINILE SINGOLARE PLURALE SINGOLARE PLURALE radice radice radice+a radice+ie invariabile un burdel ignurent du omne ignurent na ragaza bionda do don biondie. si forma aggiungendo alla consonante c dura l’articolo adatto al nome che segue.L'AGGETTIVO Gli aggettivi vengono usati per specificare meglio un nome. Dello stesso aggettivo esistono quattro forme. quelle”. a somiglianza dell’italiano. la parte che cambia si chiama desinenza. do donie biondie un vistid blu du calzun blu na sutena blu do scherp ad camosc blu un bambino ignorante due uomini ignoranti una ragazza bionda due donne bionde un vestito blu due pantaloni blu una gonna blu due scarpe di camoscio blu Esiste una certa tendenza a flettere i nomi femminili come gli aggettivi (copie invece di cop. pulite) preferendo la versione più corta nel caso in cui il contesto permette di evitare fraintendimenti. 11 . La parte che rimane invariata si chiama radice. chertie invece di chert. carte) e gli aggettivi al femminile come i nomi (pulid invece di pulidie. Si noti in qualche caso la presenza della sola radice.

quale. quella cagna. cl’animel. quelle cagne codesto. quei cani.ESEMPI MASCHILE FEMMINILE ITALIANO SINGOLARE PLURALE SINGOLARE PLURALE questo gatto/i/a/e ste gat sti gat sta gata sti gatie lo stesso bue ecc. ch i chen. medesimo non trovano corrispondenti in dialetto AGGETTIVI POSSESSIVI ITALIANO mio tuo suo nostro vostro loro ESEMPI ITALIANO mio figlio tuo zio il suo coltello la sua ciabatta il nostro aiuto il nostro podere il vostro albergo la vostra pensione il loro compagno/i/a/e MASCHILE SINGOLARE PLURALE e mi fiol i mi fiol e tu zii i tu zii e su curtel e nostre aiut i su curtel i nostre aiut FEMMINILE SINGOLARE PLURALE la mi fiola li mi fiol(ie) la tu zia li tu zi(ie) la su ciavata la nostra pusion li su ciavat li nostre pusion MASCHILE SINGOLARE PLURALE mi mi tu tu su su nostre nostre vostre vostre su su FEMMINILE SINGOLARE PLURALE mi mi tu tu su su nostra nostre vostra vostre su su e vostre albergg i vostre albergg e su cumpagn i su cumpagn la vostra pension li vostre pension la su cumpagna li su cumpagn(ie) 12 . cla cagna. tale. cli cagnie ITALIANO quel cane. quell’animale. e stes bov i stes bov la stesa vaca li stesie vac(hie) ROMAGNOLO che chen. cotale.

una se il nome è sottinteso. 13 .do tri quatre cincc sei set ot nov diisg ung dodg tredg quatorg quing seg diccet zdot znov 20 30 40 50 60 70 80 90 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 2000 vint trenta quarenta cinquenta ssenta stenta utenta nuventa cent dusgent trisgent quatresgent cincc-cent seicent setcent otcent novcent mil du mila Uno al femminile fa: • • na quando è accompagnato dal nome.AGGETTIVI NUMERALI CARDINALI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 un du . due al femminile fa do.

AGGETTIVI NUMERALI ORDINALI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 prim sgond terz quert quint sest setme utev non dec-me ungesme dodgesme tredgesme quatorgesme quingesme seggesme diccetesme zdotesme znovesme 20 30 40 50 60 70 80 90 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 2000 vintesme trentesime quarantesme cinquantesme ssantesme stantesme utanesme nuvantesme centesme dusgentesme trisgentesme quatresgentesme cinc-centesme seicentesme setcentesme otcentesme novcentesme milesme AGGETTIVI INTERROGATIVI ITALIANO che quale quanto ESEMPI ITALIANO che uomo che donna che uomini che donne quanto pane quanti salami quanta farina quate patate ROMAGNOL.O che om che dona che omne che don(ie) quant pen quant salem quenta farena quant pated(ie) MASCHILE SINGOLARE PLURALE che che che che quant quant FEMMINILE SINGOLARE PLURALE che che che che quenta quant 14 .

del tempo. mangerebbero. congiuntivo. Le principali differenze rispetto all’italiano sono le seguenti: • • • manca il passato remoto. Il tempo può essere presente. mangeranno. La forma infine. futuro.AGGETTIVI INDEFINITI ITALIANO ogni ESEMPI ITALIANO ogni giorno ogni settimana ROMAGNOLO tut i di tut li stmen(ie) MASCHILE SINGOLARE PLURALE tut i FEMMINILE SINGOLARE PLURALE tut li LA CONIUGAZIONE DEL VERBO Nel dialetto romagnolo. ieri. forse). come nella lingua italiana. la correzione per lo spostamento dell’accento: Il soggetto obbligatorio Tutte le forme verbali dell'indicativo. loro. oggi. trapassato. infinito. imperfetto. quando e come ha compiuto l'azione (mangiavamo. manca il participio presente. congiuntivo e condizionale sono precedute da una particella che varia con la persona (soggetto obbligatorio). ci permette di comprendere se il soggetto compie l’azione o la subisce. Il modo può essere indicativo. che può essere attiva o passiva. noi. attraverso lievi modificazioni della sua forma. participio. Esempio: ITALIANO io vado tu vai egli va ROMAGNOLO ei a vagg ti t vè lu e va 15 . passato. del modo in cui l'azione viene effettuata è abbastanza regolare (obbedisce a regole) e prende il nome di coniugazione. domani. possiamo anche avere informazioni su chi. loro. la natura delle azioni viene espressa dal verbo e. La serie delle modificazioni subite dal verbo in funzione della persona. imperativo. condizionale.

I verbi regolari della prima coniugazione. 16 . a è il soggetto obbligatorio assente in italiano. L'AUSILIARE ES (ESSERE) I verbi es e avé (essere e avere). avere). irregolari come nessun altro. ti. Il nome deriva dal fatto che essi sono di ausilio (aiuto) a tutti gli altri verbi per la formazione dei tempi composti e per la coniugazione della forma passiva. una prima e una dopo la radice. gliela) ed altre particelle vanno inserite fra il soggetto obbligatorio e la voce verbale. in realtà il soggetto obbligatorio è una parte separata dal verbo. I verbi regolari della terza coniugazione. PERSONA PRONOME PERSONALE SOGGETTO OBBLIGATORIO davanti a davanti a consonante vocale a a t t e l’ la l’ a a a a i i li li singolare plurale 1a 2a 3a masch. 3a femm. I verbi irregolari. vado in italiano. vagg è la voce verbale.dove ei è il pronome personale. ITALIANO io mi lavo io ti do essi ci picchiano noi gliela diamo io gliela do ROMAGNOLO ei am lev ei at dagg lor ic mena nun aie den ei aila dagg Distinguiamo: I verbi ausiliari es ed avé (essere. io in italiano. si dicono ausiliari. glielo. 1a 2a 3a masch 3a femm. Il soggetto obbligatorio cambia a seconda della persona e del genere come indicato nella seguente tabella. I verbi regolari della seconda coniugazione. Infatti le enclitiche (mi. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie Potrebbe sembrare che le forme verbali abbiano due desinenze. ci.

FEMM. state INDICATIVO I tempi semplici. In italiano io sono.CONIUGAZIONE DEL VERBO ES (ESSERE) INFINITO Romagnolo es Italiano essere PARTICIPIO PASSATO SINGOLARE PLURALE MASCH. a sérmie. tu eri stato. tu sarai. egli è stato ecc. tu sei stato. MASCH. io ero stato. 1a 2a 3a masch. io sono stato. a singolare plurale io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie Si noti il soggetto obbligatorio alla terza persona maschile di presente e imperfetto: l' anzichè e (davanti a vocale). io sarò stato. io sarò. Nella prima persona singolare e plurale dell’inperfetto si usa anche a séra. 3a femm. egli sarà stato ecc 17 . tu sarai stato. egli era ecc. egli sarà ecc PRESENTE a so t ci l'è la è a scin a scid iè li è IMPERFETTO a era t er l'era la era a ermie a ervie i era li era FUTURO a sarò t sarè e sarà la sarà a sarin a sarid i sarà li sarà PERSONA 1 2a 3a masch. egli era stato ecc. I tempi composti In italiano (perchè composti da un ausiliare e dal participio passato del verbo interessato). sted stato steda stata sted stati sted(ie). io ero. tu sei. FEMM. egli è ecc. 3a femm. tu eri.

3a femm. 1a 2a 3a masch. che tu sia stato. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie singolare plurale PASSATO PROSSIMO a so sted t ci sted l'è sted la è steda a scin sted a scid sted i è sted li è sted(ie) TRAPASSATO PROSSIMO a era sted t er sted l'era sted la era steda a ermie sted a ervie sted i era sted li era sted(ie) FUTURO ANTERIORE a sarò sted t sarè sted e sarà sted la sarà steda a sarin sted a sarid sted i sarà sted li sarà sted(ie) Nella prima persona singolare e plurale del trapassato prossimo si usa anche a séra sted. Un ordine o desiderio simile si esprime con le perifrasi: t'è da es i a da es (letteralmente "hai da essere") (letteralmente "hanno da essere) CONGIUNTIVO I tempi semplici. che tu sia. lui 3a femm. che egli sia stato ecc. che io sia stato. PRESENTE a sia t sia e sia la sia a scina a scida i sia li sia IMPERFETTO a fuss t fuss e fussa la fussa a fussme a fussve i fussa li fussa singolare plurale PERSONA 1 io a 2 tu a 3 masch. che io fossi. che egli fosse ecc. che tu fossi stato. che egli sia ecc.PERSONA 1a 2a 3a masch. che egli fosse stato ecc. che tu fossi. In italiano che io sia. che io fossi stato. essi 3a femm. lei a 1 noi a 2 voi 3a masch. a sérmie sted. IMPERATIVO Non è nel carattere del dialetto esprimere in modo diretto qualcosa del tipo "sii prudente" o "siano accorti". esse a che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie I tempi composti In italiano (perchè composti da un ausiliare e dal participio passato del verbo interessato). 3a femm. 18 .

1a 2a 3a masch. egli sarebbe stato ecc PERSONA 1 io a 2 tu a 3 masch. Il nome deriva dal fatto che essi sono di ausilio (aiuto) a tutti gli altri verbi per la formazione dei tempi composti e per la coniugazione della forma passiva. 3a femm. essi 3a femm.PERSONA 1a 2a 3a masch. MASCH. 3a femm. CONIUGAZIONE DEL VERBO AVÉ (AVERE) INFINITO Romagnolo Italiano avé avere PARTICIPIO PASSATO SINGOLARE PLURALE MASCH. io tu lui lei noi voi essi esse che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie singolare plurale PASSATO PROSSIMO a sia sted t sia sted e sia sted la sia steda a scina sted a scida sted i sia sted li sia sted TRAPASSATO PROSSIMO a fuss sted t fuss sted e fussa sted la fussa steda a fussme sted a fussve sted i fussa sted li fussa sted(ie) CONDIZIONALE In italiano: io sarei. FEMM. lui 3a femm. avud avuto avuda avuta avud avuti avud(ie) avute 19 . tu saresti. egli sarebbe ecc io sarei stato. FEMM. esse a singolare plurale ei ti lu lea nun vu lor lorie PRESENTE a saria t saris e saria la saria a sarissme a sarisve i saria li saria PASSATO a saria sted t saris sted e saria sted la saria steda a sarissme sted a sarisve sted i saria sted li saria sted(ie) L'AUSILIARE AVÉ (AVERE) I verbi es e avé (essere e avere). lei 1a noi 2a voi a 3 masch. irregolari come nessun altro. si dicono ausiliari. tu saresti stato.

io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie singolare plurale IMPERATIVO L'imperativo non richiede l'uso del soggetto obbligatorio. egli avrà ecc. essi 3a femm. egli ha avuto ecc. Abbi Abbiate av avid 20 . egli avrà avuto ecc. PERSONA 1 io a 2 tu 3a masch.INDICATIVO I tempi semplici. 3a femm. tu hai. lui 3a femm. io avrò avuto. egli ha ecc. 1a 2a 3a masch. io avevo. egli aveva ecc. tu avrai. io avevo avuto. tu avevi. In italiano io ho. lei 1a noi a 2 voi a 3 masch. tu avrai avuto. tu avevi avuto. 3a femm. tu hai avuto. esse a singolare plurale ei ti lu lea nun vu lor lorie PRESENTE aò tè l'à la à a avin a avid ia li a IMPERFETTO a aveva t avev l'aveva la aveva a avemie a avevie i aveva li aveva FUTURO a avrò t avrè l'avrà l'avrà a avrin a avrid i avrà li avrà I tempi composti In italiano: (perchè composti da un ausiliare e dal participio passato del verbo interessato) io ho avuto. io avrò. PASSATO PROSSIMO a ò avud t è avud l'à avud la à avud a avin avud a avid avud i a avud li a avud TRAPASSATO PROSSIMO a aveva avud t avev avud l'aveva avud la aveva avud a avemie avud a avevie avud i aveva avud li aveva avud FUTURO ANTERIORE a avrò avud t avrè avud l'avrà avud la avrà avud a avrin avud a avrid avud i avrà avud li avrà avud PERSONA 1a 2a 3a masch. egli aveva avuto ecc.

PASSATO PROSSIMO che ei a ava avud che ti t ava avud che lu l'ava avud che lea la ava avud che nun a avina avud che vu a aviva avud che lor i ava avud che lorie li ava avud TRAPASSATO PROSSIMO a avissa avud t aviss avud l'avissa avud la avissa avud a avisme avud a avisve avud i aviss avud li aviss avud PERSONA 1a 2a 3a masch. essi 3a femm. esse a singolare plurale che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie PRESENTE a ava t ava l'ava la ava a avina a aviva i ava li ava IMPERFETTO a avissa t aviss l'avissa la avissa a avisme a avisve i aviss li aviss Si noti il soggetto obbligatorio alla terza persona maschile di presente e imperfetto: l' anzichè e (davanti a vocale). che tu abbia avuto. che egli avesse avuto ecc. che egli avesse ecc. che io avessi avuto. PERSONA 1 io a 2 tu a 3 masch. io tu lui lei noi voi essi esse singolare plurale 21 . In italiano che io abbia. che tu avessi avuto. a 1 noi a 2 voi a 3 masch. 1a 2a 3a masch. che egli abbia avuto ecc. lui lei 3a femm. 3a femm. che egli abbia ecc. che tu abbia. I tempi composti In italiano: (perchè composti da un ausiliare e dal participio passato del verbo interessato) che io abbia avuto. che io avessi.ESEMPI abbi pazienza abbiate pazienza av pacenza avid pacenza CONGIUNTIVO I tempi semplici. che tu avessi. 3a femm.

a sapèva). a saparò). pagare – paghè. che egli avrebbe ecc.la terza persona singolare e plurale del presente indicativo (italiano mangia.la prima persona del futuro (italiano mangerò) in -arò (come a magnarò.Il participio passato in -èd (come magnèd. che egli avrebbe avuto. daqu. 3a femm. ecc. pagh) Tutti hanno nella forma attiva: . a mazèva. sapèd).Il gerundio in -and (come magnand. mazèd. tu avresti avuto. (magn. e maza.la prima persona dell’imperfetto (italiano mangiavo) in -èva (come a magnèva. ) all’infinito terminano in è. io avrei avuto. . 22 . mazand. . tu avresti. a mazarò. . mangiano) in -a (come e magna. sapand). 3a femm. e sapa) . a singolare plurale io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie PRESENTE a avria t avris l'avria la avria a avrisme a avrisve i avria li avria PASSATO a avria avud t avris avud l'avria avud la avria avud a avrisme avud a avrisve avud i avria avud li avria avud GERUNDIO PRESENTE E PASSATO Il gerundio passato è un tempo composto e si forma col gerundio presente dell'ausiliare unito al participio passato presente passato avendo avendo avuto avend avend avud I VERBI DELLA PRIMA CONIUGAZIONE I verbi della prima coniugazione (per esempio mangiare – magnè. 1a 2a 3a masch. la radice si ottiene togliendo tale è.CONDIZIONALE In italiano: io avrei. innaffiare – daquè. PERSONA 1 2a 3a masch.

Ne fanno parte romagnolo rispettivamente baiè, capè, caschè, magnè, mandè, mazè, pasè, radanè, raspè, sapè, scasè, smanè, tachè, taiè, vanghè abbaiare, scegliere, cadere, mangiare, mandare, ammazzare, passare, mettere in ordine, raspare, zappare scassare, arare, mettere in disordine, attaccare, tagliare, vangare.

La loro radice termina con una sola consonante o con s impura, cioè s seguita da un’altra consonante (la i di taiè e baiè va considerata una consonante in quanto pronunciandola non può essere tenuta a lun go senza snaturarne il suono). In questi verbi: la prima e seconda persona singolare del presente indicativo (in italiano mangio, mangi) si forma con la sola radice (come a magn, a maz, a sap); Vi appartengono anche i verbi: romagnolo rispettivamente arisghè, aruglè, daquè, entrè, litghè, muchiè, pisctè, sciaquè, spiglè, studiè, urlè arrischiare, rotolare, innaffiare, entrare, litigare, ammucchiare, pestare,. sciacquare, spigolare, studiare, urlare

Questi hanno la radice che termina o con una vocale o con due consonanti. In questi verbi la prima e seconda persona del presente indicativo si forma aggiungendo alla radice una e non accentata (come a daque, a litghe, a muchie); Ne fanno parte anche romagnolo caghè, carghè, cavè, giughè, guardè, lavè, midghè, muntè, paghè, parlè, pruvè, pudè, rusghè, scaldè, scarghè, schiavè, slunghè, sufiè, svuidè, tardè, travasè e vulè. evacuare, caricare, togliere, giocare, guardare, lavare, medicare, montare, pagare, parlare, provare, potare, rosicchiare, scaldare, scaricare, aprire con la chiave, soffiare, allungare, vuotare, tardare, travasare e volare.

rispettivamente

Questi verbi subiscono il fenomeno della correzione per lo spostamento dell’accento caghè - a chègg; carghè - a chèrgg; cavè - a chèv; giughè - a giogg; guardè a guèrd; midghè - a medghe; muntè - a mont; paghè - a pègg; pruvè - a prov; pudè - a pod; rusghè - a rosghe; scaldè - a schèld; tardè - a tèrd; ecc. il che porta la prima e seconda persona singolare del presente indicativo ad essere modificate come indicato. Nella forma passiva, come nelle altre coniugazioni, usano il verbo es (essere) unito al participio passato del verbo interessato.

PARTICIPIO PASSATO
Si ottiene aggiungendo alla radice (magn) la desinenza del participio passato (ed) ottenendo magned, Il participio passato viene usato per la formazione dei tempi composti.

23

INFINITO Romagnolo Italiano magné mangiare

PARTICIPIO PASSATO SINGOLARE PLURALE MASCH. FEMM. MASCH. FEMM. magned mangiato magneda mangiata magned mangiati magned mangiate

INDICATIVO PRESENTE
In italiano: io mangio, tu mangi, egli mangia ecc. PERSONA singolare 1 2a 3a masch. 3a femm. 1a 2a 3a masch. 3a femm.
a

magnè io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie a magn t magn e magna la magna a magnen a magned i magna li magna

daquè a daque t daque e daqua la daqua a daquen a daqued i daqua li daqua

paghè a pègg t pègg e pèga la pèga a paghèn a paghèd i pèga li pèga

plurale

Si noti la desinenza mancante nella prima e seconda persona.

INDICATIVO IMPERFETTO
In italiano: io mangiavo, tu mangiavi, egli mangiava ecc. Si caratterizza per la desinenza ev presente in tutte le persone. La desinenza emie della prima persona plurale deve essere considerata una contrazione eufonica di evmie. PERSONA singolare 1 2a 3a masch. 3a femm. 1a 2a 3a masch. 3a femm.
a

magnè io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie a magneva t magnev e magneva la magneva a magnemie a magnevie i magneva li magneva

daquè a daqueva t daquev e daqueva la daqueva a daquemie a daquevie i daqueva li daqueva

paghè a pagheva t paghev e pagheva la pagheva a paghemie a paghevie i pagheva li pagheva

plurale

INDICATIVO FUTURO
In italiano: io mangerò, tu mangerai, egli mangerà ecc. Si caratterizza per la desinenza ar presente in tutte le persone.

24

PERSONA 1a 2a 3a masch. 3a femm. 1a 2a 3a masch. 3a femm. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie

magnè a magnarò t magnarè e magnarà la magnarà a magnarin a magnarid i magnarà li magnarà

daquè a daquarò t daquarè e daquarà la daquarà a daquarin a daquarid i daquarà li daquarà

paghè a pagarò t pagarè e pagarà la pagarà a pagarin a pagarid i pagarà li pagarà

singolare

plurale

INDICATIVO TEMPI COMPOSTI
così chiamati perchè composti dal presente, imperfetto e futuro dell'ausiliare (in questo caso avé) e dal participio passato del verbo interessato (magned). In italiano: io ho mangiato, tu hai mangiato, egli ha mangiato ecc. io avevo mangiato, tu avevi mangiato, egli aveva mangiato ecc. io avrò mangiato, tu avrai mangiato, egli avrà mangiato ecc. PERSONA 1a 2a 3a masch. 3a femm. 1a 2a 3a masch. 3a femm. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie PASSATO PROSSIMO a ò magned t è magned l'à magned la à magned a avin magned a avid magned i a magned li a magned TRAPASSATO PROSSIMO a aveva magned t avev magned l'aveva magned la aveva magned a avemie magned a avevie magned i aveva magned li aveva magned FUTURO ANTERIORE a avrò magned t avrè magned l'avrà magned la avrà magned a avrin magned a avrid magned i avrà magned li avrà magned

singolare

plurale

IMPERATIVO
L'imperativo è uguale alla seconda persona singolare e plurale del presente indicativo, ma senza il soggetto obbligatorio. mangia! magna! paga! pèga! innaffia! daqua! mangiate! magned! pagate! paghèd! innaffiate! daquèd!

25

In italiano: che io abbia mangiato. che egli mangiasse ecc. 3a femm. magned). PERSONA 1a 2a 3a masch. 1a 2a plurale 3a masch. 3a femm. che tu abbia mangiato. che egli mangi ecc. PERSONA 1a 2a singolare a 3 masch. che io avessi mangiato. io tu lui lei noi voi essi esse che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie magnè a magnass t magnass e magnassa la magnassa a magnassme a magnassve i magnassa li magnassa daquè a daquass t daquass e daquassa la daquassa a daquassme a daquassve i daquassa li daquassa paghè a pagass t pagass e pagassa la pagassa a pagassme a pagassve i pagassa li pagassa singolare plurale CONGIUNTIVO TEMPI COMPOSTI Così chiamati perchè composti dal presente e imperfetto congiuntivo dell’ausiliare avé e dal participio passato del verbo interessato. che tu mangiassi. che egli avesse mangiato ecc. 1a 2a 3a masch. che egli abbia mangiato ecc. che tu mangi. che tu avessi mangiato.CONGIUNTIVO PRESENTE In italiano: che io mangi. 26 . io tu lui lei noi voi essi esse che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie magnè a magna t magna e magna la magna a magnena a magned i magna li magna daquè a daqua t daqua e daqua la daqua a daquena a daqued i daqua li daqua paghè a pèga t pèga e pèga la pèga a paghèna a paghèd i pèga li pèga CONGIUNTIVO IMPERFETTO In italiano: che io mangiassi. 3a femm. 3a femm.

egli mangerebbe ecc. 3a femm. 1a 2a plurale 3a masch. io tu lui lei noi voi essi esse singolare plurale CONGIUNTIVO PASSATO a ava magned che ei t ava magned che ti l'ava magned che lu la ava magned che lea che nun a avina magned a aviva magned che vu i ava magned che lor che lorie li ava magned CONGIUNTIVO TRAPASSATO a avissa magned t aviss magned l'avissa magned la avissa magned a avissme magned a avissve magned i aviss magned li aviss magned CONDIZIONALE PRESENTE In italiano: io mangerei. 1a 2a 3a masch. tu mangeresti. 1a 2a 3a masch. 3a femm.PERSONA 1a 2a 3a masch. In italiano: io avrei mangiato. PERSONA 1a 2a 3a masch. 3a femm. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie magnè a magnaria t magnaris e magnaria la magnaria a magnarissme a magnarissve i magnaria li magnaria daquè a daquaria t daquaris e daquaria la daquaria a daquarissme a daquarissve i daquaria li daquaria paghè a pagaria t pagaris e pagaria la pagaria a pagarissme a pagarissve i pagaria li pagaria CONDIZIONALE PASSATO E’ un tempo composto dal condizionale di avé e dal participio passato del verbo interessato. PERSONA 1a 2a singolare a 3 masch. egli avrebbe mangiato ecc. 3a femm. 3a femm. tu avresti mangiato. 3a femm. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie magnè a avria magned t avris magned l'avria magned la avria magned a avrissme magned a avrisve magned i avria magned li avria magned daquè a avria daqued t avris daqued l'avria daqued la avria daqued a avrissme daqued a avrisve daqued i avria daqued li avria daqued singolare plurale 27 .

. a bat.scrivevo. mov. spégn . mes (messo). chiuda – chiudere. muovere.con la desinenza a (acenda – accendere.la prima persona del presente con la sola radice come a med. daquand. avendo innaffiato. cuocere. chiuda. med. bev. god. correre.la prima persona del futuro in -rò (a batrò. toi accendere. god – godere). batend. goda.la prima persona dell’imperfetto in -iva (come a bativa . vengono indifferentemente utilizzati in due forme: . scriv.a spigniva (spegnevo). scrivere. accorgersi. raccogliere. spengo. to si possono trovare anche nella forma: 28 . Essi hanno: . beva. goda – godere). godere. avendo pagato magnand.il participio passato in -ud come midud. batto. cucire. Ne fanno parte: romagnolo rispettivamente acend. a scriviva . mova. cosg. oppure altre forme irregolari: spent (spento). scriva. bata.il gerundio in -end come midend. mettere. cur.chiudevo) con frequenti casi di correzione per lo spostamento dell’accento come in méd . tolt (tolto) . a god (mieto. arcoi. god). avend paghed I VERBI DELLA SECONDA CONIUGAZIONE I verbi della seconda coniugazione. a chiudrò) Nella forma passiva anche la seconda coniugazione usa il verbo es (essere) unito al participio passato del verbo interessato.battevo. a scrivrò. pend. incorgia. mietere. cosgia. presente mangiando.senza la desinenza a (acend – accendere. pendere. a met. rompa. In questo caso la radice si ottiene eliminando la a (acend. pagando passato avendo mangiato. a spegn. godo). cusgia.a midiva (mietevo).GERUNDIO PRESENTE E PASSATO Il gerundio passato è un tempo composto e si forma col gerundio presente dell'ausiliare unito al participio passato. romp. pagand avend magned. togliere acenda. arcoia. incorg. avend daqued. chiud. . batud. In questo caso la radice è costituita dalla voce verbale stessa. chiud – chiudere. Nella forma attiva: . romp a rumpiva )rompevo) . chiudere. penda. chiud. meda. all’infinito. bere. meta. met. bat. innaffiando. a chiudiva . rompere. cura. cusg. battere o trebbiare.

egli cuce ecc.scrit prendere.mes. 3a femm. godere bat . tu cuci. god . 3a femm. a bata ei ti lu lea nun vu lor lorie a bat t bat e bat la bat a batin a batid i bat li bat cusg a cusg t cusg e cusg la cusg a cusgin a cusgid i cusg li cusg goda a god t god e god la god a gudin a gudid i god li god singolare plurale io tu lui lei noi voi essi esse La desinenza è presente solo nella prima e seconda persona plurale. tolt romp.batud. bere. muovere correre rispettivamente: aggorger(si). cuocere. mov .bivud. rot INDICATIVO PRESENTE In italiano: io cucio.chius. bev . 1a 2a 3a masch.mos cur .incort. scrivere cosg . incorg . PERSONA 1 2a 3a masch.gudud chiud . rompere to. scriv .PARTICIPIO PASSATO Assume diverse forme: aggiunta della desinenza ud alla radice (senza mai trascurare la correzione per lo spostamento dell’accento) mutando in s l’ultima consonante della radice aggiungendo s all’ultima consonante della radice mutando in t l’ultimo suono consonantico della radice: in forma irregolare rispettivamente: battere. met .curs rispettivamente: chiudere. 29 . mettere.cot.

In italiano io ho bevuto. tu cucivi. tu hai bevuto. egli avrà bevuto ecc. egli cucirà ecc. 3a femm. egli aveva bevuto ecc. 1a 2a 3a masch. io avrò bevuto. 3a femm. tu avevi bevuto. PERSONA 1a 2a 3a masch. io avevo bevuto. 3a femm. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie bat a bativa t bativ e bativa la bativa a batimie a bativie i bativa li bativa cusg a cusgiva t cusgiv e cusgiva la cusgiva a cusgimie a cusgivie i cusgiva li cusgiva god a gudiva t gudiv e gudiva la gudiva a gudimie a gudivie i gudiva li gudiva singolare plurale INDICATIVO FUTURO In italiano: io cucirò. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie bat a batrò t batrè e batrà la batrà a batrin a batrid i batrà li batrà cusg a cusg-rò t cusg-rè e cusg-rà la cusg-rà a cusg-rin a cusg-rid i cusg-rà li cusg-rà god a gudrò t gudrè e gudrà la gudrà a gudrin a gudrid i gudrà li gudrà singolare plurale INDICATIVO . 3a femm. tu avrai bevuto. 30 . PERSONA 1a 2a 3a masch. egli ha bevuto ecc.INDICATIVO IMPERFETTO In italiano: io cucivo. imperfetto e futuro dell'ausiliare (in questo caso avé) e dal participio passato del verbo interessato (bivud). 1a 2a 3a masch.TEMPI COMPOSTI I tempi composti sono così chiamati perchè composti dal presente. egli cuciva ecc. tu cucirai.

Bevi! Bev! Cuci! Cusg! Scrivi! Scriv! Bevete! Bivid! Cucite! Cusgid! Scrivete! Scrivid! CONGIUNTIVO PRESENTE In italiano: che io beva. che tu beva. che egli beva ecc. 1a 2a 3a masch. PERSONA 1 2a 3a masch. che tu bevessi. 3a femm. 3a femm. 1a 2a 3a masch. 3a femm. ma senza il soggetto obbligatorio. 31 .PERSONA 1a 2a 3a masch. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie singolare plurale PASSATO PROSSIMO a ò bivud t è bivud l'à bivud la à bivud a avin bivud a avid bivud i a bivud li a bivud TRAPASSATO PROSSIMO a aveva bivud t avev bivud l'aveva bivud la aveva bivud a avemie bivud a avevie bivud i aveva bivud li aveva bivud FUTURO ANTERIORE a avrò bivud t avrè bivud l'avrà bivud la avrà bivud a avrin bivud a avrid bivud i avrà bivud li avrà bivud IMPERATIVO L'imperativo è uguale alla seconda persona singolare e plurale del presente indicativo. a bat che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie a bata t bata e bata la bata a batina a bativa i bata li bata cusg a cusgia t cusgia e cusgia la cusgia a cusgina a cusgiva i cusgia li cusgia god a goda t goda e goda la goda a gudina a gudiva i goda li goda singolare plurale io tu lui lei noi voi essi esse CONGIUNTIVO IMPERFETTO In italiano: che io bevessi. 3a femm. che egli bevesse ecc.

che tu avessi bevuto. che egli abbia bevuto ecc. 3a femm. 3a femm. PERSONA singolare 1 2a 3a masch. PERSONA 1a 2a 3a masch.TEMPI COMPOSTI In italiano: che io abbia bevuto. 3a femm. egli batterebbe ecc. 3a femm. a PASSATO che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie a ava bivud t ava bivud l'ava bivud la ava bivud a avina bivud a aviva bivud i ava bivud li ava bivud TRAPASSATO a avissa bivud t aviss bivud l'avissa bivud la avissa bivud a avissme bivud a avissve bivud i aviss bivud li aviss bivud plurale io tu lui lei noi voi essi esse CONDIZIONALE PRESENTE In italiano: io batterei. che tu abbia bevuto. 1a 2a 3a masch. 1a 2a 3a masch. che egli avesse bevuto ecc. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie bat a batria t batris e batria la batria a batrisme a batrisve i batria li batria cusg a cusg-ria t cusg-ris e cusg-ria la cusg-ria a cusg-risme a cusg-risve i cusg-ria li cusg-ria god a gudria t gudris e gudria la gudria a gudrisme a gudrisve i gudria li gudria singolare plurale 32 . 3a femm.PERSONA 1a 2a 3a masch. 1a 2a 3a masch. 3a femm. che io avessi bevuto. io tu lui lei noi voi essi esse che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie bat a batissa t batiss e batissa la batissa a batisme a batisve i batissa li batissa cusg a cusgissa t cusgiss e cusgissa la cusgissa a cusgisme a cusgisve i cusgissa li cusgissa god a gudissa t gudiss e gudissa la gudissa a gudisme a gudisve i gudissa li gudissa singolare plurale CONGIUNTIVO . tu batteresti.

a muriva (muoio. La radice si ottiene togliendo la ì dall'infinito. a invurnirò. mietendo. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie bat a avria batud t avriss batud l'avria batud la avria batud a avrisme batud a avrisve batud i avria batud li avria batud singolare plurale GERUNDIO PRESENTE E PASSATO Il gerundio passato è un tempo composto e si forma col gerundio presente dell'ausiliare unito al participio passato del verbo interessato.la prima persona del presente in -isc come a capisc. Ne fanno parte: romagnolo arustì.il participio passato in -id come capid. rimpì. capì. egli avrebbe battuto ecc. Essi hanno anche: . a invurniva. avend scrit I VERBI DELLA TERZA CONIUGAZIONE I verbi della terza coniugazione all’infinito hanno la desinenza in ì.la prima persona dell’imperfetto in -iva come a capiva. a invurnisc. invurnend.sentivo). battendo avendo chiuso. 3a femm. PERSONA 1a 2a 3a masch. tu avresti battuto. . murì. morivo). 1a 2a 3a masch. batend avend chius. intestardì. invurnid. .CONDIZIONALE PASSATO E' un tempo composto dall'ausiliare avé e dal participio passato del verbo interessato In italiano: io avrei bevuto. midend. . Nella forma passiva anche la terza coniugazione usa il verbo es (essere) unito al participio passato del verbo interessato. Nella forma attiva: . a mor. 3a femm. avendo cotto.il gerundio in -end come capend. Non mancano i casi di correzione per lo spostamento dell’accento: a sent – a sintiva (sento . avend cot. vnì 33 . vistì. sintì. invurnì. presente passato bevendo.la prima persona del futuro in -irò come a capirò. avendo scritto bivend.

rimbecillito. egli capisce ecc. vnud. 3a femm. 1a 2a 3a masch. morire. 3a femm. a capì a capisc t capisc e capisc la capisc a capin a capid i capisc li capisc vistì a vistisc t vistisc e vistisc la vistisc a vistin a vistid i vistisc li vistisc singolare plurale io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie a arustisc t arustisc l’ arustisc la arustisc a arustin a arustid i arustisc li arustisc 34 . INDICATIVO PRESENTE In italiano: io capisco. vistid. capid.rispettivamente arrostire. rimpid. sintid. capire. riempire. morto Notare le eccezioni vnud e mort. vestire. mort arrostito. venire. vestito. rimbecillire. Il participio passato viene usato per la formazione dei tempi composti. venuto. arustì 1 2a 3a masch. intestardid. capito. invurnid. tu capisci. intestardito . sentito. PARTICIPIO PASSATO Si ottiene aggiungendo alla radice (cap) la desinenza del participio passato id. romagnolo rispettivamente arustid. sentire. intestardire . riempito.

INDICATIVO IMPERFETTO In italiano: io capivo. tu capivi. io avrò capito. egli avrà capito ecc. tu avrai capito. 35 . 1a 2a 3a masch. In italiano:: io ho capito. egli capiva ecc. egli capirà ecc. 3a femm. tu hai capito. 3a femm. 3a femm.TEMPI COMPOSTI Sono composti dal presente. a arustì io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie a arustiva t arustiv l’ arustiva la arustiva a arustimie a arustivie i arustiva li arustiva capì a capiva t capiv e capiva la capiva a capimie a capivie i capiva li capiva vistì a vistiva t vistiv e vistiva la vistiva a vistimie a vistivie i vistiva li vistiva singolare plurale INDICATIVO FUTURO In italiano: io capirò. tu capirai. imperfetto e futuro dell'ausiliare (in questo caso avé) e dal participio passato del verbo interessato (capid). PERSONA 1 2a 3a masch. 1a 2a 3a masch. PERSONA 1a 2a 3a masch. io avevo capito. tu avevi capito. egli ha capito ecc. egli aveva capito ecc. 3a femm. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie arustì a arustirò t arustirè l’ arustirà la arustirà a arustirin a arustirid i arustirà li arustirà capì a capirò t capirè e capirà la capirà a capirin a capirid i capirà li capirà vistì a vistirò t vistirè e vistirà la vistirà a vistirin a vistirid i vistirà li vistiirà singolare plurale INDICATIVO .

3a femm. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie singolare plurale PASSATO PROSSIMO a ò capid t è capid l'à capid la à capid a avin capid a avid capid i a capid li a capid TRAPASSATO PROSSIMO a aveva capid t avev capid l'aveva capid la aveva capid a avemie capid a avevie capid i aveva capid li aveva capid FUTURO ANTERIORE a avrò capid t avrè capid l'avrà capid la avrà capid a avrin capid a avrid capid i avrà capid li avrà capid IMPERATIVO L'imperativo è uguale alla seconda persona singolare e plurale del presente indicativo. che tu capissi. PERSONA 1a 2a 3a masch. riempi! rimpisc! vesti! vistisc! capisci! capisc! riempite! vestite! rimpid! vistid! capite! capid! CONGIUNTIVO PRESENTE In italiano: che io capisca. che egli capisca ecc. che egli capisse ecc. che tu capisca. 36 . 3a femm. 3a femm. 3a femm. ma senza il soggetto obbligatorio.PERSONA 1a 2a 3a masch. 1a 2a 3a masch. 1a 2a 3a masch. io tu lui lei noi voi essi esse che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie arustì a arustiscia t arustiscia l’ arustiscia la arustiscia a arustina a arustiva i arustiscia li arustiscia capì a capiscia t capiscia e capiscia la capiscia a capina a capiva i capiscia li capiscia vistì a vistiscia t vistiscia e vistiscia la vistiscia a vistina a vistiva i vistiscia li vistiscia singolare plurale CONGIUNTIVO IMPERFETTO In italiano: che io capissi.

1a 2a 3a masch. 1a 2a 3a masch. che egli abbia capito ecc che io avessi capito. che tu avessi capito. In italiano: che io abbia capito. 3a femm. 3a femm. a arustì che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie a arustissa t arustissa l' arustissa la arustissa a arustisme a arustisve i arustissa li arustissa capì a capissa t capissa e capissa la capissa a capisme a capisve i capissa li capissa vistì a vistissa t vistissa e vistissa la vistissa a vistisme a vistisve i vistissa li vistissa singolare plurale io tu lui lei noi voi essi esse CONGIUNTIVO . che tu abbia capito. PERSONA singolare 1 2a 3a masch.PERSONA 1 2a 3a masch. a PASSATO che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie a ava capid t ava capid l'ava capid la ava capid a avina capid a aviva capid i ava capid li ava capid TRAPASSATO a avissa capid t aviss capid l'avissa capid la avissa capid a avissme capid a avissve capid i aviss capid li aviss capid plurale io tu lui lei noi voi essi esse CONDIZIONALE PRESENTE In italiano: io capirei. 3a femm. 3a femm.TEMPI COMPOSTI Sono composti dal presente e imperfetto dell'ausiliare (in questo caso avé) e dal participio passato del verbo interessato (capid). che egli avesse capito ecc. egli capirebbe ecc. tu capiresti. 37 .

egli avrebbe capito ecc. 3a femm. 3a femm. 1a 2a 3a masch. avendo vestito arustend. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie capì a avria capid t avriss capid l'avria capid la avria capid a avrisme capid a avrisve capid i avria capid li avria capid singolare plurale GERUNDIO PRESENTE E PASSATO Il gerundio passato è un tempo composto e si forma col gerundio presente dell'ausiliare unito al participio passato del verbo interessato. avend vistid I VERBI IRREGOLARI I verbi irregolari hanno la caratteristica di distaccarsi dalla coniugazione regolare per uno o più modi o tempi. capend.PERSONA 1a 2a 3a masch. 3a femm. capendo. 3a femm. 1a 2a 3a masch. vestendo avendo arrostito. tu avresti capito. presente passato arrostendo. 38 . io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie arustì a arustiria t arustiris l' arustiria la arustiria a arustirisme a arustirisve i arustiria li arustiria capì a capiria t capiris e capiria la capiria a capirisme a capirisve i capiria li capiria vistì a vistiria t vistiris e vistiria la vistiria a vistirisme a vistirisve i vistiria li vistiria singolare plurale CONDIZIONALE PASSATO E' un tempo composto dal condizionale presente dell'ausiliare avé e dal participio passato del verbo interessato In italiano: io avrei capito. PERSONA 1a 2a 3a masch. avend capid. vistend avend arustid. avendo capito.

fè (fare). 3a femm. hanno il presente irregolare. essi 3a femm. pscè (orinare). Ad essi si aggiunge stiè (assottigliare) che è difficile fare entrare nei canoni. mnè (picchiare). esse andè a vagg t vè e va la va a anden a anded i va li va dè a dagg t dè e da la da a den a ded i da li da fé a fac t fè ea la fa a fen a fed i fa li fa stiè a stii t stii e stia la stia a stien a stied i stia li stia singolare plurale ei ti lu lea nun vu lor lorie I verbi bsè (pesare). Eccovi la loro coniugazione: PERSONA 1a io a 2 tu 3a masch. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie scurgè a scureg t scureg e scuregia la scuregia a scurgen a scurged i scuregia li scuregia spas-gè a spaseg t spaseg e spasegia la spasegia a spas-gen a spas-ged i spasegia li spasegia 39 . ma riappare in altre forme verbali quando è accentata (si tratta di una forma di correzione per lo spostamento dell'accento). scurgè (scoreggiare).PRIMA CONIUGAZIONE PRESENTE INDICATIVO I verbi andè (andare). 3a femm. 3a femm. 3a femm. a bsè io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie a pes t pes e pesa la pesa a bsen a bsed i pesa li pesa mnè a men t men e mena la mena a mnen a mned i mena li mena pscè a pisc t pisc e piscia la piscia a pscen a psced i piscia li piscia PERSONA 1a 2a singolare a 3 masch. La vocale al loro interno è caduta nell'infinito. lui 3a femm. spas-gè (passeggiare) avrebbero la radice costituita da un gruppo di consonanti consecutive. Ecco la loro coniugazione PERSONA 1 2a singolare a 3 masch. 1a 2a plurale 3a masch. 1a 2a plurale 3a masch. dè (dare). lei 1a noi 2a voi 3a masch.

3a femm. 1a 2a 3a masch. INDICATIVO IMPERFETTO All’imperfetto le radici di to e vlé con cui formare la coniugazione sono tul e vl PERSONA singolare 1 2a 3a masch. 1a 2a 3a masch. 3a femm. a plurale io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie to a tuliva t tuliv e tuliva la tuliva a tulimie a tulivie i tuliva li tuliva vlé a vliva t vliv e vliva la vliva a vlimie a vlivie i vliva li vliva Nella seconda coniugazione sono molti i verbi in cui si verifica il fenomeno della correzione per lo spostamento dell’accento.PARTICIPIO PASSATO Il verbo fè (fare) al participio passato fa fat SECONDA CONIUGAZIONE INDICATIVO PRESENTE Ecco il presente di to e vlé (togliere e volere) PERSONA singolare 1 2a 3a masch. 3a femm. 3a femm. a plurale io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie to a togg t to e to la to a tulin a tulid i to li to vlé a voi t vo e vo la vo a vlin a vlid i vo li vo Si può notare come la prima e seconda persona plurale usino la radice dell’ imperfetto. e le irregolarità sono limitate alla formazione del participio passato: 40 .

3a femm. 1a 2a 3a masch. dit 41 . vnì e dì (aprire. venire e dire) che presenta due radici diverse: PERSONA singolare 1a 2a 3a masch. Il participio passato di avrì. vnud. vnì e dì sono rispettivamente avert. 3a femm.Ecco uno specchietto per ottenere le radici dei principali verbi: PARTICIPIO PASSATO aces arcolt bivud (bud) chius cot curs incort let mes mos (manca) rot scrit sidud (dasded) spent stes tolt vist vlud ITALIANO accendere raccogliere bere chiudere cuocere correre accorger(si) leggere mettere muovere pendere rompere scrivere sedere spegnere stendere prendere vedere volere INFINITO acend arcoi bev chiud cosg cur incorg leg met mov pend romp scriv seda spegn stend to veda vlé TERZA CONIUGAZIONE PRESENTE INDICATIVO Ecco il presente di avrì. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie avrì a ivre t ivre l'ivra la ivra a ivrin a ivrid i ivra li ivra vnì a vengg t ven e ven la ven a vnin a vnid i ven li ven dì a digg t disg e disg la disg a gin a gid i disg li disg plurale PARTICIPIO PASSATO .

li. la nun noi vu voi lor essi. lui. essa. lui. Gli altri complementi vengono costruiti con la preposizione corrispondente. loro. noi. voi. ma lea. ma nun. in italiano esistono me. ma lorie. noi. ma vu. I pronomi sono ridotti al minimo e sono molti quelli italiani che non trovano corrispondenti. Il corrispondente di “lui” ha due versioni: davanti a consonante (e) e davanti a vocale (l’). le. te. esse. sé. loro lorie esse. te. essa. loro. ma ti. Nello specchietto che segue sono riportati: nella prima riga i corrispondenti italiani. esse ei a lèv (a petne. esso. lei. lei. lui. A differenza dell'italiano. a vistisc) ma mi. la. loro. noi. ITALIANO FACOLTATIVO OBBLIGATORIO io ei a tu ti t lui lei noi nun a voi vu a essi lor i esse lorie li lu lea e – l’ la PRONOMI PERSONALI COMPLEMENTO Nella loro forma tonica. PRONOMI PERSONALI SOGGETTO I pronomi personali soggetto in italiano sono io. ma lu. Nello specchietto che segue sono riportati: nella prima riga i pronomi romagnoli esistenti. Come visto nella coniugazione del verbo essi possono essere o di uso facoltativo. voi. nella seconda riga i pronomi facoltativi. Distinguiamo i pronomi personali soggetto e i pronomi personali complemento. Esempi: ITALIANO ROMAGNOLO io lavo (pettino. PRONOMI PERSONALI Come in italiano sostituiscono nomi di persona o di animali oppure indicano la persona che parla o quella cui si parla. esse. tu. Il dialetto romagnolo a Saludecio rifugge dalle complicazioni sintattiche. egli. essi. nella seconda i corrispondenti italiani. esso. nella terza quelli che obbligatoriamente accompagnano il verbo. loro Il pronome riflessivo sè non trova il corrispondente e va sostituito dal corrispondente pronome non riflessivo. gli lea lei. 42 . esso. gli. dalla subordinazione e dalla concinnitas ciceroniana. ROMAGNOLO ITALIANO mi me ti te lu lui. vesto) me. li. noi.IL PRONOME Il pronome si usa al posto del nome per evitare ripetizioni. le. le. ma lor. o di uso obbligatorio. Troverete esempi nella coniugazione dei verbi. cioè quando sono provvisti di accento proprio. essi. il complemento oggetto richiede la preposizione ma (a).

ecc. gli. che altre particelle scritte e pronunciate allo stesso modo. Le tabelle che seguono riportano le diverse combinazioni SOGGETTO OBBLIGATORIO lo io tu egli lei noi voi essi esse a t e la a a i li al te ul la l al al il l il enclitiche la a la t la u la la la a la a la i la li la li ai ti ui la i ai ai ii li i le a li t li u li la li a li a li i li li li La regolarità delle colonne è turbata dall’ “e” della seconda persona singolare: per agevolare la pronuncia. a sè stesso di ciò. ecc. di lui. a lei mi ti gli ci me. Nel dialetto sia quei pronomi. ma con funzione grammaticale diversa. ci. egli lo mangia. sia nel significato pronominale che avverbiale.LE ENCLITICHE In italiano i pronomi lo. ma non vorrei neanche complicarmi troppo la vita cambiando il colore ad ogni lettera: quindi terrò ogni elemento separato dall’altro con uno spazio. tu la vedi. ti. li. tu lo mangi. si. la. a me te. egli le riconosce. io le riconosco. egli le saluta. vi. Considereremo quindi tutte le particelle sopra elencate. egli la vede. ne possono avere accento proprio (io lo mangio). Esse prendono il nome di [particelle] enclitiche. le. oppure no (mangialo). mi. 43 . Io vorrei dare un certo rilievo alle singole particelle. ecc. tu le riconosci. ecc. tu li saluti. si collocano tra il soggetto obbligatorio (cui si appoggiano per la pronuncia) e la voce verbale. ESEMPI in italiano: io lo mangio. io li saluto. a te a lui a noi. in quel luogo sè stesso. di lei Non scatenate le vostre critiche sull’ortografia: in italiano lo spazio separa una parola dall’altra e l’apostrofo testimonia la caduta di una vocale. in quanto si comportano allo stesso modo. in quel luogo vi si ne a voi. del latino “ille” è sopravvissuta un alterazione della “i” invece della “l”. io la vedo. lo la li le quello quella quelli quelle.

tu ti guardi. (a noi) a lei) (*) ai tui tu c ui uc la i la c ai ac ai ac ii ic li i li c L'uso dell'enclitica gli per “a loro” è considerato errore grave in italiano. egli gli vende tu ci piaci. ecc. egli ci piace. lei ci piace.lo io tu egli lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie magnè a l magn t e magn u l magna la l magna a l magnèn a l magnèd i l magna l il magna la veda a la vegg t la ved u la ved la la ved a la vidin a la vidid i la ved li la ved li salutè a i salut t i salut u i saluta la i saluta a i salutèn a i salutèd i i saluta li i saluta le arcnosc a li arcnosc t li arcnosc u li arcnosc la li arcnosc a li arcnuscin a li arcnuscid i li arcnosc li li arcnosc ancora enclitiche SOGGETTO mi OBBLIGATORIO (a me) io tu egli lei noi voi essi esse a t e l’ a a i li am tu m um l am am im li m ti (a te) at tu t ut la t at it li t gli – le ci (a lui. tu mi lavi. ESEMPI in italiano: io mi lavo. a loro. ecc. t io gli vendo. egli mi lava. 44 . ma è di uso comune in dialetto (a i dagg da magnè – dò loro da mangiare). egli ti guarda. io ti guardo. tu gli vendi.

tu ci vai. io ci andrò. io ne voglio due. 45 . egli vi manda. ecc. tu ci andrai. ecc. tu ne vuoi due. sè stesso) av uv la v av av iv li v us la s is li s ci – vi (a loro) ai tu i ui la i ai ai ii li i ci – vi (in quel luogo) ai t i (*) tu i ui la i ai ai ii li i t i davanti a vocale tu i davanti a consonante ESEMPI in italiano: io vi mando. lei vi manda. ecc. lei si pettina. ecc. egli ci andrà. egli si pettina. egli ne vuole.mi io tu egli lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie lavè a m lèv tu m lèv u m lèva l am lèva a m lavèd i m lèva li m lèva ti guardè a t guèrd tu t guèrd u t guèrda la t guèrda a t guardèn i t guèrda li t guèrda gli – le vend a i vend tu i vend u i vend la i vend a i vindìn a i vindìd i i vend li i vend ci pisg tu c pisg u c pisg la c pisg a c pisgìn a c pisgìd i c pisg li c pisg ancora enclitiche ne (di ciò) an t ni un la n an an in li n io tu egli lei noi voi essi esse * a t e l’ a a i li vi (a voi) si (a sè.

la loro. la sua. il loro. sè stesso) u s petna la s petna i s petna li s petna ne (di ciò) a n voi du t ni vo du u n vo du la n vo du a n vlin du a n vlid du i n vo du li n vo du io tu egli lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie a v mand u v manda la v manda a v mandèn a v mandèd i v manda li v manda ci – vi (in quel luogo) (a loro) a i andrò t i andrè tu i vè u i andrà la i andrà a i andrin a i andrid i i andrà li i andrà Quando lo. In italiano: il mio. la tua. la. il nostro. ne seguono un altro pronome dello stesso tipo (mandamelo) danno luogo ad altre combinazioni che si ottengono da quelle già trattate aggiungendo a tali combinazioni la particella indicata nello specchietto: ESEMPI italiano lo la li le ne romagnolo e la i li ni ai glielo do a i e dagg gliela do a i la dagg glieli do a i i dagg gliele do a i li dagg gliene do a i ni dagg t um me lo dai tu m e dè me la dai tu m la dè me li dai tu m i dè me le dai tu m li dè me ne dai tu m ni dè ic ce lo danno ic e da ce la danno ic-la da ce li danno ic-li da ce le danno ic-li da ce ne danno ic-ni da PRONOMI POSSESSIVI Sostituiscono il nome indicandone il possessore. ITALIANO MASCHILE il mio/a il tuo/a il suo/a il nostro/a e mii e tuv la tua e suv la sua e nostre la nostra il vostro/a e vostre la vostra il/la loro e suv la sua FEMMINILE la mia 46 .vi (a voi) si (a sè. la nostra. il suo. il tuo. il vostro. le. li. la vostra. la mia.

nessuno. tanto. quello. la tua. ciò. taluno. altrettanto. ITALIANO MASCHILE FEMMINILE nessuno/a altro/a tale tutto/a molto/a poco/a troppo/a tanto/a quanto/a nisciun eltre tel tut molt pocc trop tent quant nisciuna eltra tel tuta molta poca tropa tenta quant ITALIANO parecchio/a altrettanto/a certo/a diverso/a niente qualcuno/a qualcosa uno/a uno ciascuno MASCHILE parech altretent cert divers gnint qualcun qualcosa un un pr on FEMMINILE parechia altretenta certa diversa qualcuna una una pr on PRONOMI RELATIVI Sostituiscono un nome e collegano nello stesso tempo due proposizioni. il loro. molto. e suv. colui. e nostre. vario. la loro ROMAGNOLO Ad chi l’è che martèl? L’è e mii. diverso. la vostra. tale. tutto. stesso. codesto. In italiano: che. poco. la sua PRONOMI DIMOSTRATIVI Indicano la persona o la cosa di cui si parla e ne specificano la vicinanza o l’identità. la nostra. chiunque. parecchio. certo. Di chi è quella casa? E? è la mia. quanto. costoro. il quale. uno. la quale. la sua. In italiano: alcuno. altro. il vostro. e tuv. quanti (coloro che). troppo. costui. ci. niente nulla. coloro. cui ed inoltre i pronomi relativi doppi chi (colui che). il nostro. il suo. lo. I pronomi che mancano non trovano corrispondente. 47 . qualcuno. colei. il tuo. qualcosa. alquanto. chiunque (qualunque persona che). quanto (ciò che). e suv. Ad chi l’è cla chèsa? L’è la mia. la sua. ne.ESEMPI ITALIANO Di chi è quel martello? E’ il mio. In italiano: questo. la nostra. la tua. ognuno. e vostre. la vostra. medesimo. alcunchè. costei. ciascuno. ITALIANO MASCHILE FEMMINILE questo quest questa quello quel quela stesso stes stesa medesimo midesme midesma PRONOMI INDEFINITI Sostituiscono un nome di persona o di cosa indicandolo in modo generico.

viene aggiunto ad un verbo. ITALIANO ROMAGNOLO chi chi che che cosa cuscc quale che quanto quant Cosa. che. tanto da far pensare che i pochi casi siano in realtà delle importazioni dal corrispondente italiano. Nelle tabelle che seguono vengono presentati gli avverbi e le locuzio0ni avverbiali che trovano una corrispondenza nel dialetto.ITALIANO che il quale la quale cui manca manca chi quanto manca quanti manca chiunque manca ROMAGNOLO che manca manca PRONOMI INTERROGATIVI Sostituiscono il nome in una domanda diretta o indiretta. AVVERBI DI MODO Precisano il modo in cui viene svolta un'azione. o ad un nome. quanto. o ad una proposizione per precisarne il significato. precede sia il verbo che il soggetto obbligatorio e si unisce a quest'ultimo: ITALIANO cosa faccio? cosa fai? cosa fa? (lui) cosa fa? (lei) cosa facciamo? cosa fate? cosa fanno? (essi) cosa fanno? (esse) DIALETTO cuscc a fac? cus t fè ? cuscc e fa? cuscc la fa? cuscc a fen? cuscc a fed? cuscc i fa? cuscc li fa? Si noti la forma eufonica cus t in cui la c è caduta per facilitare la pronuncia. Nel dialetto romagnolo questo tipo di avverbi è molto raro. nelle domande. che cosa. Eccone una panoramica. invariabile. L’AVVERBIO L’avverbio. 48 . Nella lingua italiana la maggior parte degli avverbi si forma da un aggettivo aggiungendo alla radice il suffisso -mente. In italiano: chi. quale.

in giù ITALIANO in nessun luogo indietro là lì qua quaggiù quassù qui sopra sotto sù via ROMAGNOLO unvel (*) indred ilà ilì iquà iquagiù iquasù ichì sora sota sù.ITALIANO alla leggera a mano a mano a poco a poco a vanvera bene comunque così di corsa ROMAGNOLO a la ligera a mèn a mèn a pocc a pocc a vanvera bén comunque iscì ad cursa ITALIANO di nascosto forte in fretta insieme male normalmente piano piano piano ROMAGNOLO ad nascost fort in prescia insén mèl nurmalment pièn pien pien Fort significa contemporaneamente forte. ad alta voce Pien significa contemporaneamente piano. in sù via (*) dall’inglese nowhere (?) 49 . velocemente. Eccone una panoramica. ITALIANO avanti dappertutto davanti dentro di dietro di fuori di là di qua di sopra di sotto dietro fuori giù ROMAGNOLO aventi umpertut daventi drenta ad dred ad fora ad là ad quà ad sora ad sota dred fora giù. a bassa voce AVVERBI DI LUOGO Precisano il luogo in cui viene svolta un'azione. lentamente.

ITALIANO adesso alla fine allora ancora di giorno di notte di solito domani domani sera domattina dopodomani già finora ieri ROMAGNOLO adès a la fin alora. ITALIANO abbastanza almeno altrettanto di meno di più meno molto parecchio ROMAGNOLO abastenza. Eccone una panoramica. na volta ancora ad dì ad not ad solite dmèn dmenasera dmaténa pasdmèn già finora jir ITALIANO mai oggi per sempre prima poi presto sempre spesso stamattina stasera subito tardi un giorno una volta ROMAGNOLO mai og per sempre prima pu prest sempre spes stamaténa stasera sciubte terd un dì na volta AVVERBI DI QUANTITA’ Precisano una quantità relativa ad un'azione.AVVERBI DI TEMPO Precisano il tempo in cui viene svolta un'azione. Eccone una panoramica. sà amencc altretent ad mencc ad più mencc molt parech ITALIANO più più o meno poco press'a poco quanto su per giù tanto troppo ROMAGNOLO più più o mencc poc presapoc quant su per giù tent trop 50 .

ahi. 51 .AVVERBI DI GIUDIZIO Indicano che l'azione espressa dal verbo è negata. ahia). certamente forse già magari mica neanche niente. ohi. Eccone una panoramica. affermata o messa in dubbio. ITALIANO come dove perchè quando quanto ROMAGNOLO com dov perchè quand quant L’INTERIEZIONE Oltre alle espressioni di dolore o meraviglia. per gnint no (vedi la sintassi) AVVERBI DI INTERROGATIVI ED ESCLAMATIVI Introducono una domanda diretta o una esclamazione. il dialetto possiede una interessante gamma di espressioni adatte a molteplici occasioni. boia de). porca) usato come aggettivo sia con nomi maschili che femminili. PROTESTE CONTRO ENTI SOPRANNATURALI Riguardano la religione. putèna (donna di malaffare) solo per i nomi femminili. ad scigur fors già magari miga gnenca gnint. Alle sue Entità principali vengono attribuiti un insieme abbastanza limitato di qualifiche: boia (boia) solo per i nomi maschili. che non presentano differenze rispetto all'italiano (oh. porcc. ah. per niente no non ROMAGNOLO scigur. porca (porco. seguito da un complemento di specificazione (boia ad. ITALIANO certo. Eccone una panoramica.

. sia santi che sembrano non esistere mentre invece sono veri (Santa Pulinèra non è un ipotetica santa dei pollai.. oppure testa ad caz (testa di c.. vatti a fare inc. ROMAGNOLO tci un patàca. e dietro Sant'Aramònie si cela addirittura Sanctorum Omnium. Nei riguardi delle donne era diffusissimo il termine putèna (plurale putèn o putènie). un ignorante. di gran quaiòn no fèd i patàca.. siete (come sopra. Attualmente esisteranno certamente.). ma sono importazioni dall’italiano o da qualche altro dialetto. OFFESE PERSONALI Per le qualità intellettuali vengono usati soprattutto patàca. Per le qualità morali e di carattere stronz (str. non ricordo i termini per omosessuale sia maschio che femmina. al superlativo) non fate gli stupidelli Il superlativo viene ottenuto con l’aggiunta dell’aggettivo gran (grande). un ignurent a scid di stronz. dli test ad caz a scid di gran patàca. siete degli str. ma Sant'Apollinare. prendilo nel c. ESORTAZIONI BENEVOLE Eccone alcuni esempi ROMAGNOLO vat (andèd) a fè dè in te cul vat a fè inculè tol in te cul te cul! ITALIANO vai (andate) a far dare nel c.. neanche morto! Da notare l’in pleonastico. delle teste di c.. rafforzativo del concetto di moto a luogo 52 .. tutti i Santi).. un quaiòn. i quaiòn ITALIANO sei uno stupidello. essendo la comunità piccola e non presentando deviazioni. quaiòn (stupidello) e ignurènt (ignorante). Per le abitudini sessuali.Per quanto riguarda i Santi esistono sia santi che sembrano veri mentre invece non esistono (Sant'Erne altri non è che il fiume Santerno).).

un sbocc ad sangue un cancro. un bene. 3a femm. un colp. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie La particella negativa precede a sua volta le altre enclitiche che si possono aggiungere al soggetto obbligatorio. cut chiapass che ti venisse. un colpo. Proposizioni negative Mentre in italiano si aggiunge la negazione non prima del verbo. delle assimilazioni e delle aggiunte eufoniche dà luogo alle due seguenti tabelle: 53 . 3a femm. che ti prendesse un ben. 1a 2a plurale 3a masch.AUGURI Qualche esempio: ROMAGNOLO ITALIANO cut niss. aggiunto come enclitica al soggetto obbligatorio secondo la seguente tabella: PERSONA SOGGETTO FACOLTATIVO SOGGETTO OBBLIGATORIO davanti a davanti a in frasi consonante vocale negative a a an t t tan e l’ an la l’ lan a a an a a an i i in li li lin 1a 2a singolare a 3 masch. un accidente. uno sbocco di sangue SINTASSI ELEMENTARE Data la scarsa propensione del romagnolo alla subordinazione tratterò solo le proposizioni negative e interrogative. nel dialetto la negazione è ridotta al suono n (contrazione di non). Allorquando si vengono a trovare affiancate due consonanti difficilmente pronunciabili (come il gruppo “t-n” della 2a persona singolare) il dialetto inserisce una vocale eufonica. Il gioco delle elisioni. un acident. un chencre.

1a 2a plurale 3a masch. 3a femm. a PRESENTE IMPERFETTO FUTURO ei ti lu lea nun vu lor lorie an so tan ci an è lan è an scin an scid in è lin è an era tan er an era lan era an ermie an ervie in era lin era an sarò tan sarè an sarà lan sarà an sarin an sarid in sarà lin sarà io tu lui lei noi voi essi esse 54 . 3a femm. Esempi di coniugazione negativa Essere PERSONA 1 2a singolare a 3 masch.enclitiche PRONOME OBBLIGATORIO io tu egli lei noi voi essi esse a t e l’ a a i li non mi non ti non gli non le (a loro) agni tugni ugni lagni agni agni igni ligni enclitiche PRONOME non ci OBBLIGATORIO non vi (in quel luogo) agni a tugni t ugni e lagni l’ agni a agni a igni i ligni li non gli (a loro) agni tugni ugni lagni agni agni igni ligni non si non ne non ci (a noi) tunc unc lanc anc anc inc linc non vi ( a voi) anvi unvi lanvi anvi anvi invi linvi ammi tummi ummi lammi ammi immi limmi ant tunt unt lant ant int lint io tu egli lei noi voi essi esse uns lans ins lins anni tunni unni lanni anni anni inni linni E' scomparsa la differenza fra il verbo iniziante con consonante o con vocale. Ho lasciato la combinazione di enclitiche scritta senza apostrofi per semplicità.

a plurale io tu lui lei noi voi essi esse PRESENTE ei an ò ti tan è lu an à lea lan à nun an avin vu an avid lor in a lorie lin a IMPERFETTO an aveva tan avev an aveva lan aveva an avemie an avevie in aveva lin aveva FUTURO an avrò tan avrè an avrà lan avrà an avrin an avrid in avrà lin avrà Indicativo degli altri verbi PERSONA singolare 1a 2a 3a masch. 1a 2a plurale 3a masch. 3a femm. 3a femm. 1a 2a 3a masch. 3a femm. io tu lui lei noi voi essi esse ei ti lu lea nun vu lor lorie magnè an magn tan magn an magna lan magna an magnen an magned in magna lin magna cusg an cusg tan cusg an cusg lan cusg an cusgin an cusgid in cusg lin cusg capì an capisc tan capisc an capisc lan capisc an capin an capid in capisc lin capisc plurale Congiuntivo degli altri verbi PERSONA 1 2a singolare a 3 masch. 1a 2a 3a masch.Avere PERSONA singolare 1 2a 3a masch. 3a femm. 3a femm. 3a femm. a magnè che ei che ti che lu che lea che nun che vu che lor che lorie an magna tan magna an magna lan magna an magnena an magned in magna lin magna cusg an cusgia tan cusgia an cusgia lan cusgia an cusgina an cusgida in cusgiva lin cusgia capì an capiscia tan capiscia an capiscia lan capiscia an capina an capiva in capiscia lin capiscia io tu lui lei noi voi essi esse 55 .

In dialetto. no fèd quest. Non andate lì. lasciando all'intonazione della voce il compito di differenziarle. non bevete quell’altro. sia al singolare che al plurale. non andare là. Costruzioni particolari .cuscc e ducc Cuscc Ciò che in italiano è evoluto verso “che cosa” in dialetto si è trasformato in cuscc (contrazione di “che cosa [è] che”) ed è adoperato sia nelle proposizioni relative (che cosa mangi) che nelle interrogative (che cosa mangi?). non mangiate quello. non fate questo. ITALIANO Non andare lì. Tale termine precede sempre il soggetto obbligatorio (nella 2a persona singolare la combinazione c-t dà luogo a un t meglio pronunciabile. no fa quest. PERSONA singolare 1 2a 3a masch. No andèd i lì.Frasi imperative negative Quando in italiano si vuole esprimere un comando. non fare questo. non mangiare quello. in senso negativo. Al plurale invece si usa non seguito dall’imperativo (non fate i cretini. no magnèd quel. 3a femm. si usa la negazione no seguita dal verbo all’imperativo. al singolare si usa la negazione non seguita dal verbo all’infinito (non fare il cretino. no bev cl’èltre.). non gridare). 3a femm. Negli esempi che seguono viene proposta la forma interrogativa. no bivìd cl’èltre. ROMAGNOLO No va i lì. no magna quel. a magnè io tu lui lei noi voi essi esse cuscc a magn? cus t magn? cuscc-e magna? cuscc la magna? cuscc a magnen? cuscc a magned? cuscc-i magna? cuscc-li magna? cosg cuscc a cosg? cus t cosg? cuscc-e cosg? cuscc la cosg? cuscc a cusgin? cuscc a cusgid? cuscc-i cosg? cuscc-li cosg? capì cuscc a capisc? cus t capisc? cuscc-e capisc? cuscc la capisc? cuscc a capin? cuscc a capid? cuscc-i capisc? cuscc-li capisc? plurale 56 . ma la forma affermativa è identica salvo la mancanza del punto interrogativo e l'intonazione differente. 1a 2a 3a masch. non andate là ecc. non bere quell’altro.

1a 2a 3a masch 3a femm. 3a femm. cuocere cosa cuocio? cosa cuoci? cosa cuoce? ecc. 3a femm. capire cosa capisco? cosa capisci? cosa capisce? ecc. presente di andare dove vado? dove vai? dove va? ecc. Ducc Ciò che in italiano è divenuto “dov'è che” in dialetto si è trasformato in ducc ed è adoperato sia nelle proposizioni relative (dove sono) che nelle interrogative (dove sono?). a mangiare io tu lui lei cosa mangio? cosa mangi? cosa mangia? ecc. singolare 57 . Tale termine precede sempre il soggetto obbligatorio (nella 2a persona singolare la combinazione c-t dà luogo a un t meglio pronunciabile. io tu lui lei noi voi essi esse presente di ess ducc a so? dut ci? ducc l'è? ducc la è? ducc a scin? ducc a scid? ducc-i è? ducc li è? imperfetto di ess ducc a era? dut ér? ducc l'era? ducc la era? ducc a ermie? ducc a ervie? ducc-i era? ducc li era? presente di andè ducc a vag? dut vè? ducc e va? ducc la va? ducc a anden? ducc a anded? ducc-i va? ducc li va? singolare plurale che corrispondono a: PERSONA 1a 2a 3a masch. 3a femm.che corrispondono a: PERSONA singolare 1 2a 3a masch. io tu lui lei presente di essere dove sono? dove sei? dov' è? ecc. Negli esempi che seguono viene proposta la forma interrogativa. imperfetto di essere dov' ero? dov' eri? dov' era? ecc. ma la forma affermativa è identica salvo la mancanza del punto interrogativo e l'intonazione differente. PERSONA 1a 2a 3a masch. lasciando all'intonazione della voce il compito di differenziarle.

Gli stessi processi. ma che devono essere esplicitate per chi non è tale. f.IMPORTAZIONI DALL’ITALIANO TEORIA INTRODUZIONE (CHE POTETE ANCHE SALTARE) La società e le mode evolvono. sia casi di vocaboli non effettivamente presenti. la bandana e i fantasmini. prescindendo dai casi in cui serve solo ad indicare la pronuncia dolce delle consonanti c e g. nello stesso arco di tempo. Chi lo parla li introdurrà nei suoi discorsi in un primo tempo così come sono. La i di pronuncia non è un suono i. fino al 1300. v. t (c dura). Questi vocaboli si dicono importati. da parte dei fiorentini. ognuna delle quali avrà avuto effetti uguali su suoni uguali. d (g dura) perché precedute da una breve emissione di suono. Collant rimarrà più o meno tale. Negli esempi compaiono sia casi di vocaboli effettivamente presenti nel dialetto. il romagnolo è il risultato delle innumerevoli storpiature praticate sulla stessa lingua. c. sorde le consonanti p. ci ha dato il collant. Ci sono stati quindi due processi: uno che dagli originali latini montem e pontem. se hanno portato da fontem all’italiano fonte. ma bandana diverrà ben presto bandèna e fantasmini fantasmén con una trasformazione le cui regole vengono applicate inconsciamente da parte del romagnolo di madre lingua. g. avranno (o avrebbero) anche portato da fontem al romagnolo font DEFINIZIONI Sono chiamate sonore b. dai romagnoli. Quando si parla della vocale i si allude al suono i. vocaboli cioè importati. Due popolazioni diverse hanno portato a storpiature diverse. ha portato agli italiani monte e ponte l’altro che dalle stesse origini latine ha portato ai romagnoli mont e pont. che il dialetto non conosceva. e dal 1300 in poi dagli italiani in genere. si fa cioè riferimento al caso in cui la lettera i rappresenta un vero e proprio suono vocalico. Che ci sia una regola è una conseguenza del fatto che l’italiano è il prodotto delle innumerevoli storpiature praticate sul latino. per esempio. ma poi li piegherà al modo di parlare del dialetto stesso. LE VOCALI Nel passaggio al dialetto romagnolo le vocali possono cadere oppure cambiarsi in altre vocali 58 . LE REGOLE Ovvero come si trasforma una parola qualsiasi in un termine romagnolo. L’abbigliamento. un numero sempre maggiore di parole nuove entra a far parte della nostra vita.

l.dèd piana.DESINENZE DI NOMI E AGGETTIVI Si considera il singolare per i nomi. la a rimane inalterata sempre telegramma . olmo .mèn oro – or diventa e dopo il suono i olio .telegrama panorama . il maschile singolare per gli aggettivi. 59 . v forno – forne.vérgine martire – martire Bòbi Ròbi Rimini – Rimne la e cade nelle parole piane rimane nelle parole sdrucciole la i rimane nei nomi propri di persona e animali diventa e negli altri casi la o cade quando appartiene a parola dito .mònt televisione .giògg mano .mama zia .màsime albero – èlbere diventa e quando è preceduta da vetro . m.colaziòn operazione – operaziòn vergine .panorama mamma .òlme n.mérle vedovo – vèdve Le altre desinenze seguono la flessione regolare. merlo . gioco .televisiòn colazione .òlie torchio – tirchie diventa e nelle parole sdrucciole minimo .mìnime massimo .zia vedova – vedva monte .védre una consonante seguita da r.

cumudén pomodoro – pumidòr biròccio .camnè finèstra .màmla puzzola – pùzla coperchio – cvérch mescolino – misclén orologio .còc-la fragola – frègla mammola .fnèstra gallinàccio – galnàc reggipètto . rimane la i cade quando appartiene alla sillaba che precede quella accentàta. rimane la u cade quando appartiene alla sillaba che precede quella accentàta. 60 .brèt melòne .CADUTA DI VOCALI ALL’INTERNO DI UNA PAROLA la e cade quando appartiene alla sillaba che precede quella accentàta.bròc camminàre .arlog tovaglia – tvàia comodino.mnè pennèllo – pnèl cotica – cùt-ga domenica – dmén-ga tiepido – tép-de tisico – tìs-ghe coccola .mlòn menàre . berrétto .regipèt rubinétto – rubinét spazzaturinospazadrén cade quando appartiene alla penultima sillaba delle parole sdrùciole la o cade quando appartiene alla penultima sillaba delle parole sdrùciole cade quando appartiene alla sillaba che precede quella accentàta.

bifèna pecoràio .tèvla stàvo .sichè sentire .muntè giocàre .spurtèl orécchia .cumprè obliterare .pèdre quàdro .bifèna pàdre .pigurèr seccare .veda sedere . eccezioni La e diventa i quando non è accentata Questo ultimo paragrafo getta una nuova luce sulla correzione per lo spostamento dell’accento e permette di capirla meglio.a mandèva befàna .urèchia tramontàna .seda godere . PREFISSI E SUFFISSI -are è sempre sostituita dalla desinenza -è andare .goda -ire è sempre sostituita dalla desinenza -ì partire .tramuntèna mortadèlla .a stèva stàlla .obliterè -ere cade quando segue la g dolce o gl di foglio accorgere . DESINENZE DEI VERBI.quèdre tàvola . 61 .murtadèla montàre .stàla stànga .sintì aprire .MODIFICHE DELLE VOCALI ALL’INTERNO DI UNA PAROLA La o diventa u quando non è accentata. sportèllo .to -ere è sostituita dalla desinenza -a negli altri casi vedere .giughè mandàvo .arcoi togliere .andè comprare .incorg raccogliere .avrì Le altre desinenze dei verbi seguono la coniugazione regolare.partì sentire .tripìd La à diventa è quando è accentata.sintì treppiedi .stànga befàna .

la a finale rimane Quando si presenta la c dura preceduta e seguita da vocale. precedute da consonante.ricotta . Le eventuali consonanti doppie vengono tramutate in semplici.stivèl notaio .mandghe manica . la à manata . Nelle desinenze -ico. la i cade. La modifica non avviene nei falsi diminutivi e pochi altri casi.pizghe Cattolica . la i cade ed alla r viene anteposta una a eufonica.arfè rimanere . Il prefisso si trasforma in ar .turchìn piccino – pcin tisico . la stessa diviene g dura e la vocale precedente cade Le desinenze -ale. indicante la ripetizione di un’azione.durmìda ìda.patèda rimane. maschili e femminili.nutèr lavatoio – lavadùr muratore . -òr LE CONSONANTI LE DOPPIE Nel dialetto romagnolo sono presenti solo nelle desinenze del congiuntivo. ùr.manèda diviene è. -ino ed -ina divengono -én ed -éna.rachidghe manico . la a finale patata .dormita .mandga domenica – dmenga pizzico .armàna ritaglio .arcòta rifare . bevuta – bivùda Nelle desinenze dei diminutivi.vicìn turchino .purén poverina . -èr.artai rimediare – armidiè Nelle desinenze -àta. 62 . -oio. -ore si trasformano rispettivamente in -èl. I suffissi si trasformano in -èda. .puréna manina .cutghin stivale . la t diviene d.tisghe rachitico .manéna piedino – pidén vicino . -ica.cutga cotechino . poverino .muradòr Nel prefisso ri. la o finale diviene e. -ùda. -ìta. -aio.Catolga cotica . la c dura diviene g dura. -ùta.

(sep-pel-li-to .cavìl aprire – avrì cappèllo – capèl da c dura a g dura da gl ad i quando precede una vocale accentata Il suono gl dell’italiano gli si trasforma nel suono vocalico i.camisgia cuòcere .cunìi foglia . lo scopo fondamentale del dialetto sembra sia quello di ridurre al minimo le sillabe da pronunciare.ciavàta cipòlla .déd sete .màia sfoglia – sfòia rete .quai maglia . da t ad quando segue una vocale accentata da b av da p av quando precedono una vocale accentata ma non quando sono doppie dopo l’accento sdrucciole nelle parole canapa .splìd) VOCABOLI IMPORTATI DALL’ITALIANO PRATICA INTRODUZIONE Mi propongo di dare qualche regola (o consiglio) su come comportarsi quando si conosce un termine italiano ma non l’equivalente romagnolo.séd mietere – méda ciabàtta .giògg pecora – pégra coniglio .ALTRE MODIFICHE ALLE CONSONANTI da c dolce La c dolce che segue una vocale a sg accentata e non deriva da una doppia.cànva Nel trasformare le parole italiane. 63 .fòia caglio .réd dito . assume il suono sg (come la j del francese jour).cvòla capèllo .lùsg croce – cròsg alìce – alìsg gioco . camicia .còsg lùce .

allora tutte le trasformazioni per adattare la pronuncia al dialetto avranno avuto luogo. ma dirà fisiche. in accordo con la teoria. La prima è entrata nell’uso dialettale all’inizio del 1800 quando la medicina scoprì la tubercolosi. La teoria della pagina precedente può essere utilmente applicata ogni qualvolta si intenda importare qualche vocabolo. . il cui corrispondente dialettale dovrebbe essere molto simile. . Pochi sentono il bisogno del termine “fisico” e se qualcuno lo vuole introdurre in un discorso in dialetto non si sognerà mai di dire fisghe. Desinenze di verbi. Modifiche delle vocali all’interno di una parola. Sarà quindi bene limitarsi alle modifiche indispensabili e più ovvie. prefissi e suffissi. adattandoli alle particolarità della pronuncia di coloro che usano il dialetto. NEOLOGISMI Se la parola è entrata in uso da poco (neologismo). Si limita alla sola trasformazione della “o” finale in “e” per avere la desinenza tipica dei nomi. la sua pronuncia non si è interamente adattata alla emissione di voce degli utenti del dialetto.Questo capita sia con i neologismi sia in caso di pura ignoranza. Desinenze di verbi.la seconda “i” è caduta. Altre modifiche alle consonanti 64 . Si dovranno quindi applicare le trasformazioni descritte nei seguenti paragrafi del capitolo precedente: Le doppie. Desinenze di nomi e aggettivi.la “o” finale è diventata “e”. In duecento anni di uso: . L’uso continuo “consuma” vocali e consonanti. Modifiche delle vocali all’interno di una parola. PAROLE GIA’ IN USO Se si ha ragione di ritenere che la parola sia in uso da parecchio tempo. NEOLOGISMI E VOCABOLI VECCHI Prendiamo due parole molto simili: tisico e fisico.la “c” dura è diventata “g” dura. Caduta di vocali all’interno di una parola. prefissi e suffissi. Risultato finale: tisghe. In questo caso si deve cercare applicare tutte le trasformazioni con questo ordine di priorità: Le doppie. Desinenze di nomi e aggettivi.

scrivìd sempre in manièra legìble. E frontespìzie de Mudèl Uniche PF e va duvrèd per la presentaziòn: 1) dla dichiaraziòn tla forma unifichèda. Tla pèrt ad sòra dla prìma facèda i à da ès cumpilèd i quèdre relatìv mi dèd identificatìv. Troverete qui tutte le indicazioni utili a compilare il Modello Base UNICO 2006 Persone Fisiche. duvrànd un ùniche frontespìzie. Guida alla compilazione. Il Modello Base deve essere compilato da tutti i contribuenti non esonerati dall’obbligo della presentazione della dichiarazione. Il frontespizio del modello UNICO PF va utilizzato per la presentazione: 1) della dichiarazione in forma unificata. e pòst e la dèda ad nàscita l’è sbaièd. 2) della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione dell’IRAP da parte dei soggetti non tenuti alla dichiarazione in forma unificata. 65 . scrivete sempre in maniera leggibile. Ciascun contribuente è tenuto ad utilizzare esclusivamente i quadri relativi ai redditi posseduti. e nòm. Per facilitare l’elaborazione dei dati e per evitare errori di comprensione. Se qualcuno dei dati anagrafici (cognome. e sès. 2) dla dichiaraziòn di rèdite e dla dichiaraziòn dl’IRAP da pèrt di sugét ch’in è tnùd mla dichiarazion tla forma unifichèda. Cli dichiaraziòn. vanno. ch’li a di termine ad presentaziòn coincidént. presentate in ogni caso congiuntamente utilizzando un unico frontespizio. avìd da andè t’un qualsìasi ufìc dl’Agenzìa dli Entrèdie per avè la variaziòn de còdice fischèl. luogo e data di nascita) indicati sul tesserino è errato. infatti. rispettando le caselle e le indicazioni date Compilazione del frontespizio. nome. A truvarìd ichì tut li indicaziòn bònie per cumpilè e Mudèl Bès Uniche 2006 Personie fìsiche E Mudèl Bès l’a da és cumpilèd da tut i cuntribuént ch’in è esonerèd da la presentaziòn dla dichiaraziòn Ogni contribuént l’è tnùd a duvrè sol i quèdre relatìv mi rèdite pusedùd Per facilitè l’elaboraziòn di dèd e per evitè i eròr ad cumprensiòn. Il frontespizio del modello UNICO PF si compone di due facciate. Nella parte superiore della prima facciata devono essere compilati i campi relativi ai dati identificativi.ESEMPIO Come esempio ci cimenteremo con una delle prose più incomprensibili della letteratura italiana: le istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2006. dovete recarvi presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate per ottenere la variazione del codice fiscale. che hanno termini di presentazione coincidenti. a cura dell’Agenzia delle Entrate. presentèd a ògni mod insén. E frontespìzie de mudèl Uniche PF us cumpòn ad do facèdie. sesso. Tali dichiarazioni. li và. difàti. rispetànd li casèlie e li indicaziòn dèdie Cumpilaziòn de frontespizie. Guìda mla compilaziòn. Se qualcùn di dèd anagràfiche (e cugnòm.

secondo le disposizioni dell’art. Prìma ad tùt. rilevabile dal tesserino rilasciato dall’Amministrazione finanziaria. Prima di tutto negli appositi spazi posti in alto nel Modello vanno riportati il cognome.). n. 66 . il nome e il codice fiscale del contribuente. Atenziòn: l’è necesèrie che e còdice fischèl e sìa quèl arlascièd da l’Aministraziòn finanzièria iscì com l’è arpurtèd tl’apòsite teserén. Attenzione: è necessario che il codice fiscale indicato nel frontespizio sia quello rilasciato dall’Amministrazione finanziaria così come riportato nell’apposito tesserino al fine di una corretta presentazione della dichiarazione. me fin d’ùna curèta presentaziòn dla dichiaraziòn. 35 del D. MANUALE DI CONVERSAZIONE Anticamente la formula di cortesia era il “voi”. alla scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF. mla scélta per la destinaziòn de cincc per mil dl’IRPEF.). s-gònd li disposiziòn del’article 35 de Decrét Legislatìv nùmere 241 de 1997. alla presentazione telematica e al visto di conformità rilasciato al dichiarante dai centri di assistenza fiscale o dai professionisti. all’impegno dell’intermediario. rilevàbil da e teserén arlascièd da l’Aministraziòn finanzièria. mla sotoscriziòn dla dichiaraziòn. i restanti riquadri riservati alla scelta per la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF. i quèdre ch’i armàn i è riservèd mla scélta dl’ot per mil dl’IRPEF. t’i appòsite spazie més in èlt te Mudèl. onorìfiche ecc. onorifico. ai dati riguardanti il contribuente e ai dati riguardanti chi presenta la dichiarazione per altri. e nòm. ostacolato anche dalla presenza del soggetto obbligatorio con la sua differenziazione rispetto al sesso. La sgònda facèda la cumprénd diìsg riquèdre: i prìm cinc relatìv me tip ad dichiaraziòn. de contribuént. ecc.Fino a che questa variazione non è stata effettuata dovete utilizzare comunque il codice fiscale erroneamente attribuitovi. Fin a quànd stà variaziòn l’an è stèda fàta avìd da utilizè comunque e codice fischèl ch’iv a dèd per sbài. li dòn li a da indichè sòl e cugnòm da ragàza. Il cognome e il nome vanno indicati senza alcun titolo (di studio. alla sottoscrizione della dichiarazione. L’introduzione del “lei” in italiano ha portato all’uso della terza persona anche nel dialetto. e e còdice fischèl. ma molto limitato. ml’impégn dl’intermedièrie mla presentaziòn telematica e me vist ad conformità rilascèd me dichiarènt dai céntre d’asisténza fischèla o dai prufesionìst. E cugnòm e e nòm i và indichèd senza nisciùn tìtle (ad stùdie. mi dèd ch’i riguèrda e cuntribuént e mi dèd ch’i riguèrda chi e prisénta la dichiaraziòn per di éltre.Lgs. i và arpurtèd e cugnòm. le donne devono indicare solo il cognome da nubile. Se vi rivolgete a una persona dandole del “lu” o del “lea” probabilmente si volterà indietro per vedere la persona a cui vi rivolgete. La seconda facciata comprende dieci riquadri: i primi cinque relativi al tipo di dichiarazione. 241 del 1997.

com la stà? Ch’lam saluta e su marìd. ste capòt. venti euro. Quanto viene quel cappello. d’un regipèt. Dem un pèra ad fantasmén. un pacco di fazzoletti. un pera ad mudand. na gravata. l’an è ùna gràn bàgia (*) (*) Dall’inglese bargin (?) 67 . di una sciarpa. A vrìa pruvè cli schèrp. la è tropa chèra. d’un pera ad calzòn. quanto viene questa canottiera. mi ingrassa. due euro. costa troppo è troppo caro (femminile). A quanto stanno queste calze. che bret. un maiòn. A cercc un chè uei. chi capèl? Quant e ven che capèl. come sta? Mi saluti tanto la sua signora. questo cappotto. delle maglie. l’è trop chèr. questi stivali. An è quel ch’ a cercc. un custùm da bagn. du euro. Non ti do un centesimo di più. un paio di mutande. Facciamo un euro. chi zòcle. una cravatta una cuffia. sta bòrsa. A o bsogn d’un umbrel. un costume da bagno. Quant e còsta ste bastòn. quei cappelli. Ch’la stàga aténta a ducc la met i pìd. cli camisgét. Cerco un key way. Stia attenta a dove mette i piedi. quella borsetta. un mi sta bén. un pacc ad fazulét. u m’ingrasa. a vrìa na tinta più intunèda. mi ingrassa. d’na scèrpa. Datemi un paio di fantasmini. Non è quello cerco. un maglione. non mi sta bene. sti camìsg. cinque euro. quel berretto. e còsta trop. una giacca. L’an mi sta bén. un giacòn. quelle camicette. sti stivèl. diìsg euro. Lea l’an sa chi a sò ei AL MERCATO . Stia attento a dove mette i piedi. cincc euro. questa borsa.ABBIGLIAMENTO Quanto costa questo bastone. dli mai. di un reggipetto. la còsta trop. vorrei una tinta più intonata. costa troppo è troppo caro. quant la vén cla canotiéra? A vrìa un pèra ad ciavàt. Fèna un euro. Lu an sa chi a sò ei Bondì. Lei non sa chi sono io. Vorrei provare quelle scarpe. Non mi sta bene. com e sta? Ch’um saluta tènt la su s-gnòra. queste camicie. non è un grande affare. vint euro. come sta? Mi saluti tanto suo marito. Ho bisogno di un ombrello. na cufia. Vorrei un paio di ciabatte.Buongiorno. quegli zoccoli. Che stàga atént a ducc e mét i pìd. Lei non sa chi sono io. dieci euro. An’t dagg un centésme ad di più. Bondì. la m’ingràsa. cla bursèta? A quant i sta sti calzìt. un giaccone. Buongiorno. di un paio di pantaloni. na giaca.

dò pagnottina. sti mandarén? Quant li vén sti manzènie. due pagnotte. un chilo di peperoni Datemi una pesca. un cép d’insalèda A vrìa un chil ad pésg-ghe. un cetriolo. l’ài? Quànt la còsta la c-vòla. ad cincc mlòn? A vrìa du èti ad nèsple. dò pagnòt.AL MERCATO – FRUTTA E VERDURA Vorrei mezzo chilo di pomodori. A avrìa bsògn d’un baràtle. do pésg-ghe. d’òlie. mezzo chilo di albicocche. due Per piasgér. una fetta d’anguria Avete i kiwi. li nòsg. di tonno. le clementine? A quanto stanno i cavoli. Per piacere datemi un filone. la fèva? A quànt la sta la burèsg-na. ad sotacét. l’angùra. na fèta d’ingura Avìd i chìvi. du eti d’alìsg. due chili di pane. di sottaceti.ALIMENTARI Come si chiama questo qui. st’ùva? Quant i vén sti fìgg. du chil ad susén Dém anche un pò ad scélere e un pò d’erbèta AL MERCATO . ad due etti di alici. questi mandarini? Quanto vengono queste melanzane. quella là? Com l’as chièma quèsta i chì. un etto. quello lì? Còm us chièma quest i chì. ad dù mlòn. un citurnèl. le noci. mèz chil ad barcòcle. mèz chìl ad pér. la fava? A quanto sta la boraggine. cinque meloni? Vorrei due etti di nespole. li zùzle? Quànt e còsta. due meloni. due chili di susine Datemi anche un po’ di sedano e di prezzemolo A vrìa mèz chil ad pumidòr. tre. na filoni. queste mele? Ho bisogno di un melone. dém un flòn. un meloncino. tri éti ad bsèl. na pagnuténa. due pagnottine. di olio. dù flòn. a quanto sta il finocchio? A quanto stanno le carote. un ceppo d’insalata Vorrei un chilo di pesche. quèl i lì? Come si chiama questa qui. un chìl ad pivaròn Dém na pésg-ga. cinque pomodori. d’un éto. tri èti ad susén. du chìl ad pèn. due. i fagioli? Quanto viene questo radicchio? Quanto viene questa rucola. due bottiglie. sti mél? A ò bsògn d’un mlòn. un chìl. li clementénie? A quant i sta i chèvle. confeziòn d’acua. l’insalata. ad tòn. tre etti di piselli. un mloncìn. le giuggiole? Quanto costa l’aglio? Quanto costa la cipolla. Avrei bisogno di un barattolo. una A vrìa na butìglia. una pagnòta. un chilo pagnutén. una pagnotta. 68 . i fasgiòl? Quant e vén ste radich? Quant la vén sta carùgla. dò butìglie. tre etti di susine. cincc pumidòr. quèla i lì? Vorrei una bottiglia. na confezione di acqua. quest’uva? Quanto vengono questi fichi. l’insalèda? a quant e sta e fnoch? A quant li sta li caròt. mezzo chilo di pere. il cocomero.

Si è intoppato il lavandino. Per piacere cambiate gli asciugamani. due etti. e bidè. Um bsògna un èto. Uns chiùd la taparèla. la ténda. mezz’etto di prosciutto nostrano. Mi bisogna un etto. Purtèc. di maccheroni. ad Pèrma. e vàter. Las è rota la poltrona. di pasta. du èti. li le federe. ad salèm. la pòrta. stagionato. il letto. E mènca l’aqua. per favòr. stasgiunèd.Vorrei un pacco. du èti. la tenda. manca la luce. ad macaròn. il comodino. due etti. Portateci per favore altre coperte. ad spaghèt. la fnèstra. du cudghìn. e lèt. il bidét. du pacc ad biscòt. Us è guast e riscaldamént. la vasca da bagno. di squacquerone. un cudghìn. la televisione. ad vàca. di vacca. altro sapone. una confezione di ricotta. la fnèstra. Dov'è il garage dell'albergo? C'è posto per la macchina? C’è la piscina? A che ora si fa colazione? A che ora si pranza? A che ora si cena? Ui è na càmera lìbera? S’un lèt snò? Na camera matrimunièla? A pudìd mèta un’ ènt let? A vrìa na càmera ch’us vèd e mèr. Smettete di fare quel chiasso. Si è guastato il cundizionatòr. un pèz ad lèrd. la vàsca da bàgn. i lenzòl. di capra. di stracchino. e mènca l’aqua chèlda. Manca l’acqua. due cotechini. Las è intupèda la dòcia. altro sciampo. du eti. Dém un èto. Us è guast e frigorifero. ad murtadèla. e mènca la lùsg. di Parma. la finestra. 69 . due pacchi di biscotti. la finestra. dli èltre cvértie. ad squaquaròn. non si può dormire. IN ALBERGO C'è una camera libera? Con un letto solo? una camera matrimoniale? Potete mettere un altro letto? Vorrei una camera da cui si vede il mare. Per favore datemi un etto. Datemi un etto. di salame. la porta. la pultròna. il water. ad San Daniél. dl’èltre sciàmpo. riscaldamento. due etti un pezzo di lardo. di spaghetti. e teléfone. ad pàsta. il Us è ròt l’armèrie. mezza forma di formaggio fresco. na confeziòn d’arcòta. le lenzuola. Duc l’è e garàsg dl’albèrg? Ui è pòst per la màchina? Ui è la piscìna? A che òra us fà culaziòn? A che òra us màgna a mizdì? A che òra us màgna la séra? Si è rotto l'armadio. di San Daniele. ad chèpra. un cotechino. l’acqua calda. n’ent po’ ad savòn. cuscini. di mortadella. e condizionatore. uns pò durmì. fudrét. Per piasgér cambièd i sciugamèn. Us è intupèd e lavandèn. Si è rotta la frigorìfere. A vrìa un pacc. ad strachìn. Smitìd ad fè che scaramàz. mèza forma ad furmài frèscc. Per piasgér dèm un èto. Si è guastato il televisiòn. ad pégra. Non si chiude la tapparella. Si è otturata la doccia. mez’èto ad prusciùt nustrèn. un ent cuscìn. il telefono. di pecora. na fòrma. e cumudén. una forma.

la salcicia. e risòt. l’aqua. del lesso. una bistèca ben còta. la ad pumidòr si citurnél. i tagliolini. chèrna ad mànz. carne di manzo. Per piacere vorremmo un po' di capretto. na faraòna. Per piasgèr a vrìssme un pò ad caprèt. il risotto. di pecora. una bistèca ad filèt s’la gradèla. l’òlie. A vrìa un lévre in salmì. Purtèc un pò ad pévere. e vén nér. la sardèla. l'olio. lo sgombro. un pùl còt se spéd. e pèn. li canòch. un pò ad lés. il maiale. Per piasgér purtèc un pò d’agnèl. Per piasgér purtèc un antipàst mìst. Per piacere portateci un po' d'agnello arrosto. Vorremmo i passatelli. Per piasgér purtèm un’arancèda. il vino nero. un piccione. il polipo. na mnèstra ad macheròn. sla carùgla. e curtèl. Vorremmo le lasagne. li stèrne. li taiadèl. Vorrei una lepre in salmì. e ròmb. il cucchiaio. boraggine. ad pégra. carne di vitello. una faraona. un pò ad pièda. una lombata. e merlùz. Portateci un po' di pepe. do pulpèt. le sogliole. gli strozzapreti. una bistecca ben cotta. pòca còta. il tovagliolo. A vrìssme i pasadén. il vino bianco. una palòmba a la caciadòra. li sfòi. e galnàc. una lumbèda. un po' di piada. un pò ad salèm. le tagliatelle. un antipàst ad gambarèt. E mènca e sèl. la salsiccia. i spaghèt. pomodori coi cetrioli. li puvràc? L’è fréscc o cungelèd? Per piacere portateci un’insalata. un coniglio in umido. il tacchino. Vorrei il riso. i ravioli. la saraghina. una minestra di maccheroni. il formaggio. A vrìa e rìs. Manca il sale. 70 . e baghìn. un po' di salame. E mènca la furcìna. con la rucola. Portatemi una coca cola. la sardella. e cuchièr. il rombo. du gnòcc ad patèd. e furmài. un antipasto di gamberetti. Vorrei una minestra di cappelletti. di Per piasgér purtèc un’insaleda mista. una minestra in brodo. i raviòl. due polpette. una birra. un pò ad pastasciùta. il coltello. una bistecca di filetto sulla graticola. A vrìssme do quài. cotta giusta. sla burèsg-na. ad pciòn.AL RISTORANTE Manca l'aceto. na custèda. poco cotta. A vrìa na mnèstra ad caplèt. Avete le alici. un po' di prosciutto. un pò ad prusciùt. il merluzzo. un po' di pastasciutta. A vrìssme li papardèl. Purtém na coca cola. gli spaghetti. le canocchie. chèrna ad vitèl. un pollo cotto sullo spiedo. Per piacere portateci un antipasto misto. le starne. l'acqua. una costata. due gnocchi di patate. un colombaccio alla cacciatora. il pane. na bìra. un cunìi in ùmide. Avìd li alìsg. e pòlipe. e tvaiòl. le vongole? E’ fresco o congelato? E mènca l’asgéd. la saraghìna. Per piacere portatemi un'aranciata. un po' di cacciagione. Manca la forchetta. còta giùsta. un pò ad caciagiòn. Vorremmo due quaglie. e vén biènc. i taiulén. na mnèstra in bròd. i strozaprét.

la sgònda. per un més? Al vrìa in prìma. da che parte ho da andare? Abbiamo da andare in centro. un giorno. a Misgèn. dove sono i vigili urbani? Dove posso trovare il calzolaio. me cumùn. a dèstra. mla spiàgia Per piasgèr. dritto. se ripién. i peperoni. per Gabicce. mla cùrva. li manzèn aròst. dòp l’incròsg. de muscòn. duc li è li guèrdie? Ducc a pòs truvè e calzulèr. per Montecolombo. per Mònt Culòmb. A vrìssme li c-vòl. a sinìstra. la stazione. dòp e semàfore. le zucchine. alla curva. ma sta strèda iquàc Per duc us và a Murcèn. li zuchìn. de pedalò. e furnèr? Ducc l’è e maclèr. per na stmèna. per Gabìc. e spac? Avènti drìt. un mese? Lo vorrei in prima. a San Giàn. i pumidòr se ripién. le melanzane arrosto. Misano. a sinistra. a Catòlga. questa strada qui. del moscone. per Cesena. la farmacia. la posta. e sciugamèn? La docia l’è cumprésa te prèz? O la funziòna si getòn? Ducc iè i capan dl’albérgg. in sgonda. a Arciòn? A andèn bén per Viserba. PER LA STRADA Per andare dove ho da andare. arrosto. prima dell'incrocio. al municipio. i pomodori col ripieno. della pensione? Quant e còsta l’afìt dl’umbrilòn. per Pesaro. la farmacìa. l'insalata. per Mònt Fiòr. la terza. i fagioli. Per favore. al mare. Us pò nulegè anche i zòcle. ml’uspidèl. la prìma. la pòsta. prìma dl’incròsg. per Gradara. Riccione? Andiamo bene per Viserba. i fasgiòl. la prima. per Urbén? AL MARE Quanto costa l’affitto dell'ombrellone. una settimana. la staziòn dli curiér. quella strada là. quella strada lì. il tabacchino? Avanti. per Pésare.Vorremmo le cipolle. i pivaròn. per Ciséna. per un’ora. e custum da bagn. il fornaio? Dov’è il macellaio. alla polizia. il costume da bagno. per Urbino? Per andè ducc a ò da andè. per Rimne? A vagg bén per Sant’Arcang-le. all'ospedale. aròst. de sdrai. alla spiaggia. la stazione delle corriere. per Coriano. del pedalò. in seconda in terza fila. me mèr. de muscòn a véla. a la pulizìa. per Curièn. la térza. del moscone a vela. dla pensiòn? 71 . la staziòn. per Montefiore. dopo l'incrocio. per un dì. ma cla strèda ilì. da che pèrt a ò da andè? A avìn da andè te céntre. a destra. li fèv. ma cla strèda ilà. dello sdraio. Cattolica. dove sono i carabinieri. in terza fìla. dopo il semaforo. le fave. la seconda. l'asciugamano? La doccia è compresa nel prezzo? Oppure funziona a gettoni? Dove sono le cabine dell’albergo. per un’òra. per Rimini? Vado bene per Santarcangelo. Si possono noleggiare anche gli zoccoli. li patèd a lés. ma sta strèda ichì. ducc i è i carabiniér. le patate a lesso. questa strada quac Per dove si va per Morciano. San Giovanni.

e produtòr cinematogràfiche.Coriano alla televisione. a cena un panino con la mortadella e una gazosa. e fotògrafe ad mòda. il fotografo di moda. ch’a vagg a cumprè anche un po’ ad bur. non è stata colpa mia. e pu an la distubarò più.. che bèlie idéie che t’è. la pensione? Ui è di capàn riservèd pl’albérgg. um s’è sgònfie na gòma. Oh. c’è stata l’alluvione. signorina. un’invasion ad cavalétie. A vrìa afughè te blu di tu och. Quest an arcnosc gnénca i culòr. il regista televisivo.. te lo giuro! Oh. che vado a comprare anche un po’ di burro. ei an gn avrìa mai pinsèd! Aspètme s’e sofà. faccio il manovale. 72 . è morta mia nonna. prendiamo un gelato e lei mi racconti la storia della sua vita: da dove viene.. a fàc e manuvèl. non si sa mai. e regìsta televisìv. ch’a o preparèd un bel prugramén: la partida San Giàn Curièn. cuscc la vò fè. un’invasione di cavallette. Più fanno schifo. andùcc la stà. dove vuole andare. poi non la disturberò mai più. e pu a lèt sli galén che dmaténa am sò da alzé prest. la lavanderia non aveva stirato il vestito. a tulìn un g-lèd. ma c’era un traffico della Madonna. A spér s-nò che Ambròsg uns fàcia aspitè trop. Spero solo che Ambrogio non si faccia aspettare troppo. ed è arrivato questo stupidello. e garzòn ad butéga. Scùsme se o fat tèrd. Am chièm Tugnin. Ambrogio. Ch’ac sidìna ichì. e ragiuniér. poi a letto con le galline che domattina mi devo alzare presto. permette che l’accompagni? Solo quattro passi. e léa l’am arcònta la stòria dla su vita: da andùcc la vén. lo sai che ti amo! Vieni con me. la lavanderìa l’an avéva stirèd e vistìd. il produttore cinematografico. Eccne un entre che créd che tut li dòn li aspèta ma lu. cosa vuol fare. Stavo così bene per i fatti miei. dove sta. il ragioniere. Più i fa schìv. te sè ch’at vòi bén! Vén sa mi. s-gnuréna. Oh che belle idee che hai! Io non ci avrei mai pensato! Aspettami sul divano. Eccone un altro che crede che tutte le donne aspettano solo lui. un si sa mai. mo ui éra un trafiche dla Madòna. e più le raccontano grosse.. ducc la vò andè. cosa fa. l’è mòrta la mi nòna. affondare le mani nei suoi capelli . la permét ca l’acumpàgna? S-no quàtre pàs. sono un disoccupato. pla pensiòn? RAPPORTI CON L’ALTRO SESSO Mi scusi. e l’è rìv st’invurnìd. Cl’ am scùsa. il garzone di bottega. il terremoto. A stéva iscì bén per i fat mìa. a te giùr! Oh Ambròsg. Sediamoci qui. a cena un panén sla murtadèla e na gazòsa. ui è stèd un’aluviòn. Questo non riconosce neanche i colori. l’an è stèda colpa mia. Vorrei annegare nel blu dei suoi occhi. Scusami se ho fatto tardi. e più i li arcònta gròsie.Ci sono cabine riservate per l’albergo. a sò disocupèd. afundè l mèn ti tu cavìl . che ho preparato un bel programmino: la partita San Giovannese . Mi chiamo Tonino. mi si è sgonfiata una gomma.

che mi ha fatto correggere diversi errori. le omissioni. così ne parliamo per posta elettronica e la prossima edizione (quando ci sarà) ne terrà conto.(Per ascoltare questa parte occorre avere il codice d’accesso) RINGRAZIAMENTI E SCUSE E questo è quanto. ***** *** * 73 . ma fare un lavoro perfetto su cui nessuno potesse trovare da ridire senza meritarsi una risposta offensiva non era nelle mie intenzioni. se avete qualcosa da ridire mi fa un grande piacere. ringrazio l’informatica attuale nel suo complesso. senza la quale questo lavoro non sarebbe stato possibile. Scusate tutte le imperfezioni. Anzi. le contraddizioni. Ringrazio la Franca.

g. Giorgio .Si ce delle consonanti c e g come in ciao. andai) Peggiorativo .Si dice di un nome che indica una cosa cattiva (omaccio) Piano.Si dice di un nome che indica una cosa piccola (omino) . Participio .Il modo corretto di scrivere le parole .Una parola nuova . ho visto) Passato remoto .Si dice di un vocabolo (parola) proveniente da un’altra lingua . d. f.(vedi la grammatica) .Un modo della coniugazione dei verbi tipico delle frasi in cui non si sa bene come stanno le cose (mangiare.(vedi la grammatica) . chiesa.. io bevo. ma con un’aria da persona colta (mangiai.Un modo della coniugazione dei verbi tipico delle frasi con condizioni (se avessi.Un suono che non può esser pronunciato da solo (b. avente) Passato prossimo .Un tempo della coniugazione. piana .Un modo della coniugazione dei verbi tipico delle frasi che indicano le cose come stanno (io sono. l’anima) .Un modo della coniugazione dei verbi tipico degli ordini (vai! andate! andiamo!) .Che rende più agevole la pronuncia o migliore il suono . bere.Si dice di un nome che indica una cosa grande (omone) .La variazione della parte finale di un verbo a seconda della persona.Si ce delle consonanti c e g come in carta. io ho. ghianda . Chi parla si riferisce al passato. che io sia) . mandamelo) . h. l. credimi. Gino.Più di uno Presente .Un tempo della coniugazione. In italiano la vocale elisa viene sostituita dall’apostrofo (la anima.L’eliminazione di una vocale per facilitare la pronuncia. sentire) . io rido) 74 .(vedi la grammatica) . avuto.Una particella non dotata di accento proprio. che per la pronuncia si appoggia ad un’altra parola (mangialo.Un modo della coniugazione dei verbi tipico delle frasi con congiunzioni (credi che io abbia. ma con la mente si trova nello stesso periodo di tempo (mentre io andavo .Un modo della coniugazione dei verbi (andato.Un vocabolo. se fossi) . Chi parla si riferisce a cose che accadono nel momento in cui si parla (io mangio.(vedi la grammatica) . andante. c. io vado) . Chi parla si riferisce al passato.(vedi la grammatica) . governo. m ecc. del modo e del tempo .DIZIONARIO GRAMMATICALE Accrescitivo Aggettivo Avverbio Condizionale Coniugazione Congiuntivo Congiunzione Consonante Desinenza Diminutivo Dolci Dure Elisione Enclitica Eufonico Imperativo Imperfetto Importato Indicativo Infinito Interiezione Neologismo Nome Ortografia Onomatopeico . di un aggettivo. cera. vidi. una parola con l’accento sulla penultima sillaba (ac-cénto) Plurale .) . di un verbo .Parola o verbo la cui pronuncia imita un suono.Un tempo della coniugazione. Chi parla si riferisce al passato (ho mangiato.Un tempo della coniugazione.La terminazione di un nome..) .

f.Un vocabolo. t (c dura) perché nella pronuncia non sono precedute da emissione di suono.Detto di cose nel numero di uno . una parola con l’accento sull’ultima sillaba (cit-tà) . e. g. omuccio) . una parola con l’accento sulla terzultima sillaba (sìl-la-ba) .Un vocabolo.Un suono che si può pronunciare da solo (a.Sono chiamate le consonanti b.(vedi la grammatica) . o. v.Si dice di un nome che indica una cosa graziosa (ometto.sono chiamate le consonanti p.Nome .Pronome Sdrucciolo Singolare Sonore Sorde Sostantivo Tronco Verbo Vezzeggiativo Vocale . d (g dura) perché nella pronuncia sono precedute da una breve emissione di suono . .(vedi la grammatica) . u) ***** *** * 75 . c. i.

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