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lunedì 28 agosto 2017

Leopardi

Appunti
- Giacomo Leopardi è sicuramente uno dei mostri sacri della letteratura italiana
- proprio perché è stato in grado di innovare profondamente il linguaggio poetico,
inventando nuove forme metriche e rendendolo veicolo di riflessioni filosofiche. La
poesia diventa lo strumento per svelare l’arido vero e quindi, per smascherare
l’illusione del progresso e del benessere.

- Nasce il 29 giugno 1798 a Recanati, piccolo borgo che durante la prima metà dell'800
era ancora sotto il dominio dello Stato Pontificio.

- Un luogo isolato e lontano dai grandi centri culturali italiani come Milano e Firenze
dove la famiglia Leopardi vive attorniata da servitori e proprietà terriere.

- Qui Giacomo passa la sua infanzia, segnata da un complesso rapporto con il padre,
conservatore ed autoritario

- il conte Monaldo Leopardi e con la madre Adelaide Antici che con la sua religiosità
estrema ed intransigente nega ai suoi figli la serenità e l’affetto di cui hanno bisogno.
- Le sue condizioni di salute sono precarie.
- Gli anni della sua formazione, definiti da egli stesso come anni di studio matto e
disperatissimo, contribuirono a peggiorarle rendendolo gobbo e parzialmente cieco e
spingendolo più volte a tentare la fuga,

- Quegli anni furono però anche la fonte della sua profonda conoscenza dei classici e in
generale della sua grande erudizione. Infatti, risalgono ai suoi dodici anni i primi
trattateli sugli argomenti più diversi tra cui la chimica e la filosofia.

• L'evoluzione del suo pensiero ruota intorno ad una parola chiave: DOLORE
- Leopardi mise in fatti al centro della sua indagine filosofia il rapporto tra l’umana
condizione e il dolore - cercando di identificarne le cause e le manifestazioni
- Perché l'uomo non riesce mai a raggiungere una condizione di serenità e non riesce
a sfuggire alla sofferenza?

- Le risposte che il poeta fornisce a questa questione esistenziale permettono di


individuare tre stadi dell'evoluzione del suo pensiero che corrispondono a diversi
momenti della sua vita

• Pessimismo storico:

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- Intervenendo nell'accesa polemica fra classici e romantici con numerosi articoli e
dichiarazioni - Leopardi invitò a guardare agli antichi come a un modello.
Riteneva che in passato il rapporto con la natura fosse immediato e che il
progresso della società, esaltato dai suoi contemporanei, lo avesse corrotto,
condannando l’uomo all’infelicità

- La natura viene raffigurata come idilliaca, come madre benigna presso cui si può
trovare un rifugio dal dolore e dai mali del mondo

• Pessimismo cosmico: Il suo pensiero subisce un’evoluzione quando a Leopardi


viene permesso di lasciare Recanati. Grazie al suo incontro con Pietro Giordani,
comincia a viaggiare per tutta Italia tra Roma, Milano, Bologna, Pisa e Firenze.

• Ha modo di entrare in contatto con le élites intellettuali dell’epoca e di fare


esperienze di vita mondana.

• Si innamora di Fanny Targioni Tozzetti, affascinante nobildonna fiorentina, senza


essere corrisposto.

• Egli elabora in quel periodo il ritratto di una natura matrigna, non più consolazione
per gli uomini, ma principio meccanico del mondo, del tutto indifferente alle sventure
a alle passioni degli uomini

- Social catena:
- Agli ultimi anni della sua vita, che il poeta trascorre a Napoli assistito dall’amico
Antonio Ranieri, risale la poesia che costituisce un punto d’approdo per l’evoluzione
del suo pensiero:

- La ginestra (informazioni sulla metrica)


- Si ribadisce l’illusione del progresso e delle “magnifiche sorti e progressive” che
vengono troppo spesso esaltate dai suoi contemporanei
- Ma sì riconosce all’uomo la capacità di sopportare il dolore con dignità, nel tentativo di
costruire un legame di solidarietà con il resto dell’umanità, una social catena appunto.

- Per questa ragione spesso viene accostato al filosofo Arthur Schopenhauer


- Cit. « Leopardi e Schopenhauer sono una cosa. Quasi nello stesso tempo l'uno
creava la metafisica e l'altro la poesia del dolore.
- Così Francesco De Sanctis, importante storico della letteratura italiana del XIX
secolo,sottolineò la grande affinità tra i due intellettuali

- La sua produzione letteraria è vastissima e comprende opere in prosa e in versi


- I canti: raccolta di tutta la sua produzione poetica, sono divisi in diverse sezioni

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- Canzoni: rappresentano il debutto poetico di Leopardi e sono il ritratto della sua
profonda erudizione. Hanno principalmente contenuti politici e filosofici e sono
caratterizzati da una struttura metrica molto complessa ed elaborata.

- Gli idilli, poesie composte da endecasillabi liberi,: hanno il proprio fulcro nella realtà
autobiografica del poeta, che viene spinto dalla natura attorno a sé a riflettere
sull’infinito, sul vago e anche sulla propria solitudine, impostagli non soltanto dalla sua
condizione nobiliare, ma sopratutto dal suo animo sensibile di poeta e dalla sua
spiccata intelligenza.

- Canti pisano-recanatesi: la realtà soggettiva diviene universale e la sofferenza


individuale diviene condizione connaturata alla natura umana. La composizione di
queste canzoni libere, che prendono il nome di canzoni leopardiane, avviene durante
il periodo più frenetico della vita di Leopardi, dopo il 1825, proprio quando finalmente
ha la possibilità di viaggiare. Si coglie anche un forte sentimento di nostalgia per
l’infanzia e la giovinezza, quando ancora non si è consapevoli della miserevole
condizione dell’uomo e si è naturalmente inclini alla gioia e all’allegria.

- Ciclo di Aspasia: le poesia di questa sezione sono essenzialmente un ritratto della


funesta disperazione in cui Leopardi si trova intrappolato in seguito alla delusione
procuratagli dall’amore per Fanny Targioni Tozzetti. Il poeta perde a tal punto la
speranza da augurare al proprio cuore di cessare definitivamente di battere.
- Canti napoletani: gli ultimi componimenti, tra cui la finestra, esaltano l’unica possibilità
che l'uomo può cogliere: la dignità della sofferenza che in nessun modo può essere
sconfitta o allontanata e che affligge tutti senza distinzioni.

- Lo Zibaldone del pensieri: quest’opera rappresenta al meglio l’evoluzione della


riflessione filosofica dell’autore attraverso i suoi pensieri, prima annotati alla rinfusa e
poi organizzati secondo diversi temi, tra cui la riflessione sul piacere e sul pessimismo

- Le operette morali: 24 componimenti filosofici in prosa, spesso a carattere dialogico,


che si soffermano sui temi della sofferenza e della precarietà della condizione umana i
cui protagonisti non sono solo personaggi allegorici, come la morte, la moda e la
natura, ma anche figure realmente esistite come quella di Torquato Tasso.
- Ricordiamo anche i Paralipomeni della Batracomiomachia, poemetto in otto canti in
ottave che riprende un’opera più antica di periodo ellenistico sulla guerra tra Rane e
Topi e che descrive satiricamente la società contemporanea a Leopardi.

- Leopardi concluse la propria vita tra enormi sofferenze procurategli da un grave


peggioramento dei suoi problemi di salute. Venne assistito dall’amico Ranieri e dalla
sorella Paolina. La causa della morte considerata più probabile è l’idropisia
polmonare, ossia un accumulo di liquidi nei polmoni.

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- Cit. Ho amato sopratutto Leopardi e Mallarmé. La poesia è poesia quando Porta in sé
un segreto.

- Cosa resta oggi di Giacomo Leopardi? Giuseppe Ungaretti parla di una poesia del
segreto che, pur distruggendo le illusioni in cui l’uomo si rifugia, conserva il segreto
della bellezza e il richiamo dell’infinito.