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LA MESOPOTAMIA

Il territorio della Mesopotamia non è uniforme: nella zona meridionale si


estendono ancora oggi vaste zone palustri, ricche di canne da costruzione e
molto pescose. La zona intermedia è adatta all’agricoltura e
all’allevamento del bestiame. L’Assiria invece, che occupa l’alta valle del
Tigri, ha carattere collinoso, idoneo per altri tipi di coltivazioni.

La prima città

Fu nella Bassa Mesopotamia (regione chiamata anche Babilonia) che, fra il


5° e il 4° millennio a.C., ebbe luogo la rivoluzione urbana: infatti apparve
la prima città proprio nella parte meridionale della Babilonia, la Sumeria.

Già nel 9° millennio a.C. erano stati costruiti agglomerati di case circondate
da un muro difensivo (per esempio, Gerico, in Palestina), ma questi non
costituiscono città vere e proprie.

Al contrario, la città di Uruk in Sumeria appariva, invece, nel 4° millennio


a.C. come una metropoli enorme, circondata da un muro difensivo che si
diceva fosse stato costruito dal mitico eroe Gilgamesh. Al suo interno, nel
cuore, vi era una zona di edifici monumentali, che servivano al culto e alle
funzioni civili; fra questo centro e le mura si estendeva la fascia in cui
vivevano e lavoravano persone di condizioni economiche diverse, di vari
mestieri e professioni, organizzate in lavoratori dipendenti e dirigenti.

La circolazione e lo scambio dei beni erano molto fitti: si era creata una
classe di mercanti che organizzavano l’esportazione e l’importazione di
beni anche con paesi molto distanti. La ricchezza accumulata era poi
ridistribuita tra coloro che prestavano il loro lavoro, da un lato a seconda
dell’impegno e del tempo, dall’altro a seconda del livello sociale (ovvero se
si trattava di uomini e donne liberi, o di servi, o di persone prive di mezzi
di sostentamento); un tale complesso movimento di beni richiese la
formazione di una classe privilegiata di persone istruite in grado di
amministrare questo traffico.
Tutto ciò per quell’epoca fu un enorme balzo in avanti. Prima esistevano
solo piccoli centri, villaggi, senza edifici monumentali, in cui i membri delle
famiglie svolgevano più o meno tutte le attività necessarie, senza che quasi
nessuno si specializzasse in una tecnica o un compito particolare. Il
movimento delle merci era molto limitato, e non si sentiva assolutamente
l’esigenza di qualcuno che ne tenesse i conti.

Nuove stratificazioni sociali

Certamente l’abbondanza d’acqua portata dai due grandi fiumi, il Tigri e


l’Eufrate, è stata uno dei presupposti per lo sviluppo in quanto rese
possibili raccolti abbondanti, ovvero una quantità di grano maggiore di
quanto servisse per l’alimentazione. Questo eccesso fu accumulato e
scambiato con altri beni o servizi.

Nacquero così i mercanti e gli amministratori; inoltre gli apprendisti


ebbero tempo per acquisire le tecniche più raffinate per produrre sigilli
incisi, vasi, oggetti in bronzo o statue di pietra, barche o navi, edifici e
templi. Si realizzò così la specializzazione delle professioni, in quanto i
lavori che richiedevano lunghi apprendistati e sofisticate conoscenze
tecniche trovavano nella città un mercato per i loro rari prodotti. Ma
specialisti erano anche i sacerdoti e i sovrani, le cui funzioni erano
essenziali per la vita dello Stato.

Tutto ciò rese possibile due importanti novità sociali:

- la creazione di gruppi di persone che godevano di diverso


accesso ai beni prodotti (in altre parole, i privilegiati, ricchi, e
coloro che avevano molto poco o persino nulla)

- la nascita della scrittura motivata dalla necessità di registrare le merci


presenti nei magazzini, misurare i campi, controllare il lavoro degli
operai, definire le leggi ecc.

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