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Scuola Universitaria

in Scienze Motorie
Torino

MASTER in TRAUMATOLOGIA
dello SPORT

Modulo POSTUROLOGIA
Scuola Universitaria in Scienze Motorie

–Torino-

ALLUNGAMENTO
MIOFASCIALE

PROF.DR. GIORGIO DIAFERIA


SPECIALISTA IN MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE
DIRETTORE CENTRO MEDICO SUISM UNITO
Definizione di STRETCHING:
da “DIZIONARIO OXFORD DI MEDICINA E SCIENZA DELLO SPORT”

Consiste nella
deformazione lineare di
tessuto, per effetto di
una sollecitazione
esterna, che accresce la
lunghezza di quest’ultimo
Breve storia delle metodiche di allungamento
posturale ad approccio GLOBALE

Il metodo di allungamento
muscolare ad approccio
globale dalla cui
derivazione nascono
tutte le altre metodiche
è il metodo Mézières
Le 4 metodiche di
riferimento:

1.Metodo Mézières
2.La rieducazione posturale globale (R.P.G.)
– Campo chiuso e il successivo
Stretching Globale Attivo (Souchard)
(utilizzato ad integrazione della tradizionale
preparazione atletica per gli sportivi)
3.Il metodo delle tre squadre (Bienfait)
4.Metodo D. Raggi - Pancafit
Esistono due approcci possibili
all’allungamento muscolare:
ANALITICO GLOBALE
Relativo ad un singolo Relativo a Catene
muscolo, o ad un Muscolari o a
ristretto gruppo di sequenze
muscoli. muscolari.
Coinvolge Coinvolge
prevalentemente la prevalentemente (ma
componente non esclusivamente) il
CONTRATTILE tessuto
(actinomiosinica) del CONNETTIVO
muscolo modificando la struttura
fasciale.
Esistono due tipologie
muscolari:
ELASTIC
GIRL

Mr INCREDIBLE
La riduzione dell’
elasticità/mobilità conduce alla
patologia

 aumento delle pressioni


endoarticolari
 usura precoce delle cartilagini
 maggiore incidenza di
infiammazioni e lesioni muscolo
-tendinee
L’eccesso di
elasticità/mobilità conduce
alla patologia

• Instabilità articolare
• Precoce degenerazione cartilaginea
• Ridotta funzionalità muscolare
• Patologie infiammatorie e lesioni muscolo tendinee
Il TONO muscolare
• Consiste in quello stato di minima tensione dei muscoli
striati in condizione di riposo funzionale.
• E’ uno stato attivo che regola la disposizione posturale dei
segmenti e si oppone al loro disordine.
• Caratteristiche: si stabilisce lentamente, risulta persistente,
minimo dispendio energetico, efficace resistenza alla fatica.
• I Fusi Neuro-Muscolari (fibre anche definite INTRAFUSALI)
e i Gamma-motoneuroni ne sono gli agenti principali →
agiscono sull’alfa-motoneurone del muscolo scheletrico
(stiramento fuso → attivazione gamma-MN → riflesso
miotatico con stimolazione alfa-MN e conseguente
contrazione muscolare). Questo per stimolazioni nell’ordine
di pochi grammi (4-10 g)
• Con stimolazioni più importanti (100-200 gr.), verrano
stimolati gli Organi Tendinei del Golgi, che inibiranno la
contrazione del muscolo agonista e faciliteranno la
contrazione del suo antagonista (riflesso miotatico inverso)
La MUSCOLATURA TONICA
(o ANTIGRAVITARIA):
Funzione statico/dinamica

• La muscolatura TONICA possiede una


funzione prevalentemente statica ma
anche una dinamica o microdinamica.
… non esiste infatti una postura
completamente immobile, ma avvengono
continuamente dei micro-movimenti, dei
micro-aggiustamenti posturali

Se così non fosse ci troveremmo ad avere dei muscoli specializzati solo


per la statica e muscoli solo per la dinamica con la conseguenza di
ritrovarci con troppi muscoli
Le Funzioni Egemoniche
Esistono tutta una serie di funzioni
"egemoniche“ che devono essere
primariamente garantite:
le funzioni respiratoria, alimentare,
statica, (sono essenzialmente a
comando involontario)

Si è constatato che tali funzioni


beneficiano di un sistema di rinforzo
muscolare. Per esempio:
1. I muscoli inspiratori sono più
numerosi e potenti degli
espiratori
I PRESUPPOSTI dell’approccio globale
all’ allungamento muscolare
(da “Lo STRETCHING GLOBALE ATTIVO”
di Ph.-E. Souchard)

I Muscoli Tonici o Statici,


Antigravitari:
• costituiscono i 2/3 della nostra muscolatura.
Essi possiedono notevoli caratteristiche di
robustezza, resistenza e rigidità: sono infatti
molto fibrosi, a prevalenza di tessuto
connettivale denso. Possiedono un maggior
gradiente di Tonicità . Costituiscono un freno
al movimento, rivestendo la funzione di
imponenti ”legamenti attivi”.
• Non riposano mai (se non nella fase REM del sonno)
• Sono maggiormente portati all’ IPERTONICITA’,
alla RIGIDITA’ e all’ACCORCIAMENTO, tanto più
se ipersollecitati (ES. nello sportivo)
il gradiente di forza che un muscolo
è in grado di esprimere è
direttamente proporzionale alla
sua elasticità
(concetto di importanza fondamentale in ambito
sportivo).

Questo è valido anche per i muscoli


dinamici agonisti, ad esempio, di un gesto
atletico: la rigidità della muscolatura
antagonista statica ne comporta una
limitata funzionalità ed una ridotta
espressione di forza
(ES. muscoli addominali –DINAMICI, AGONISTI-, muscoli spinali
paravertebrali –STATICI, ANTAGONISTI)
Perché un muscolo più elastico risulta
anche essere in grado di esprimere
maggior forza?
L’espressione di forza di una catena
muscolare cinematica
( o sequenza muscolare dinamica) dipende
dalla sommatoria della sua FORZA
CONTRATTILE CONCENTRICA e del
gradiente di RESTITUZIONE ELASTICA
conseguente alla sua elongazione (fase
ECCENTRICA)
Dunque….
FORZA = FORZA CONCENTRICA
+ RESTITUZIONE muscolare
ELASTICA

Pertanto, maggiore sarà la capacità di


elongazione della struttura miofasciale
coinvolta nel gesto (entro i ROM articolari
fisiologici), maggiore risulterà la forza
espressa
Il gioco di tensionamenti muscolari
differenti tra CATENE MUSCOLARI e
tra muscoli agonisti e antagonisti,
dinamici e statici condiziona in maniera
determinante i micro e macro
atteggiamenti posturali di un
soggetto…

Ciò, nel tempo, si traduce in una progressiva


deformazione articolare e in un’ ulteriore,
eccessiva limitazione, freno del movimento
che in realtà dovrebbe essere una delle
massime espressioni dell’ uomo.
Infatti…

I muscoli passano a ponte sopra le


articolazioni:
IL LORO IRRIGIDIMENTO COMPRIME
L’ARTICOLAZIONE STESSA,
AUMENTANDONE LA PRESSIONE
INTERNA, FAVORENDONE
L’INVECCHIAMENTO PRIMA E LA
DEGENERAZIONE POI…
Postura Lavorativa e
Gesto Atletico
Le posture lavorative sempre identiche mantenute per un
tempo spesso molto lungo e senza pause, così come il
gesto atletico di una qualsiasi disciplina, hanno in comune
proprio la RIPETITIVITA’: è proprio la ripetizione del
medesimo movimento o della medesima postura a
sovraccaricare e stressare le medesime articolazioni e i
medesimi distretti muscolari, ipertonicizzandoli
ulteriormente.

Le compensazioni che ne derivano saranno sempre le stesse


Risulta dunque necessario, per
salvaguardare le nostre strutture
articolari e muscolari, dopo una
qualsiasi attività che richieda una
ripetizione esasperata di un
determinato gesto, la
CANCELLAZIONE DEI COMPENSI
che questa ha generato, favorendo
un ritorno alla normalità e alla
decompensazione.
In altre parole ALLENTANDO LE
TENSIONI SULLE CATENE
MUSCOLARI
Alcuni PRINCIPI GENERALI relativamente
all’approccio GLOBALE all’ ALLUNGAMENTO
MUSCOLARE

• Per essere efficace, uno stiramento


deve avvenire in senso contrario a
tutte le fisiologie (funzioni) del
muscolo stesso

• Ciò si traduce in una correzione di


tutti i compensi che il nostro corpo
strategicamente attua per sfuggire
all’allungamento
• Lo stiramento deve conseguire risultati permanenti
e pertanto “deformare” il muscolo (risultato
permanente)
• La lunghezza guadagnata è direttamente
proporzionale al tempo di trazione
• I muscoli Statici devono essere allungati
possibilmente “a freddo”, quando il coefficiente di
elongabilità è ridotto (a muscolo caldo, riccamente
vascolarizzato, tale coefficiente risulta maggiore,
ma l’effetto stretching diventa temporaneo). Ciò
permette alla tecnica utilizzata di far guadagnare
al muscolo una lunghezza duratura, grazie
all’azione che si viene ad esercitare sul tessuto
connettivo che costituisce l’Epimisio, le Aponeurosi
e la Fascia, l’impalcatura “intelligente” del nostro
corpo.
• Lo stiramento prolungato permette di
gradualizzare al massimo l’allungamento
muscolare stesso, riducendone i rischi e
permettendo una diminuzione della forza di
trazione da applicare, pur garantendone il
medesimo risultato
Gli stiramenti Globali
saranno dunque dolci,
progressivi e rispettosi
della fisiologia
muscolare!!
Tenendo conto che il compito dello Stretching Globale è
quello di detensionare prevalentemente i Muscoli della
Statica, esso andrà ad agire sulle CATENE
MUSCOLARI, vere e proprie maglie di un sistema che
assicura al nostro corpo lo svolgimento di compiti
complessi come la STAZIONE ERETTA.

Per tanto, nell’esecuzione di queste esercitazioni sarà


bene tenere presente che:
• Ad ogni tentativo di allungamento all’estremità
della Catena corrisponderà un accorciamento in
un punto qualsiasi della stessa (COMPENSO)
• Un muscolo che si irrigidisce è indissociabile dalla
catena muscolare a cui appartiene e pertanto la
condiziona
• Per allungarlo sarà dunque indispensabile tirare
alle due estremità di questa catena IMPEDENDO
OGNI FORMA DI COMPENSAZIONE
• Il concetto stesso di Stretching Globale
presuppone che lo stiramento effettuato
coinvolga tutti i muscoli (o il maggior numero
possibile) appartenenti a questa Catena
L’allungamento muscolare mette
in crisi il sistema posturale…

• Perché è ANTIECONOMICO

• Perché non è CONFORTEVOLE

La risposta attuata strategicamente dal


sistema posturale, per “sfuggire” alla
messa in tensione è il
COMPENSO
che, quasi sempre, si manifesta in torsione
(compenso elicoidale –F. Moro 2004-)
POSTURE
MÉZIÈRES

Dott. PALMA Stefano 2009


Allungamento dei muscoli
spinali
1. Trazione assiale per
portare in cifosi le due
estremità
2. Evitare l’accentuazione
della lordosi cervicale
3. Allineare sullo stesso
piano occipite, scapole,
sacro
4. Evitare compensi rotatori
o lateroflessori
5. Evitare il blocco
respiratorio, poiché i mm
spinali sono inspiratori

Dott. PALMA Stefano 2009


Allungamento globale delle
logge posteriori di coscia e

polpaccio
Segmenti in perfetta
assialità, caviglia in
linea, dita espanse,
volta plantari riportate
nella norma
• Chiusura dell’angolo
tibio-astragalico,
rotazione esterna del
ginocchio, chiusura
dell’angolo coxo-
femorale
• Avvicinare le ginocchia
per allungare
Recurvatum del
ginocchio
• Si utilizza la
postura
quadrupedica
quando i mm
posteriori delle
cosce sono troppo
rigidi
• Chiedere un lieve
flexum

Dott. PALMA Stefano 2009


Pubalgia e allungamento
degli adduttori
• Posizione a 90
gradi
• Ginocchia in
rotazione esterna

Dott. PALMA Stefano 2009


Postura globale per spinali
e arti inferiori
• Da effettuare dopo un lavoro
preparatorio, ad es. con le
posture viste precedentemente
• Ginocchia in rotazione esterna,
sacro, zona lombare, dorso, al
suolo
• Spalla basse e spianate
• Nuca lunga e mento retratto
• Evitare il blocco respiratorio
• Successivamente avvicinare le
ginocchia (adduttori e IPT)
• Se gli IPT sono troppo rigidi,
lavorare con ginocchia
lievemente piegate
• Lavoro attivo, attivo-assistito
grazie all’operatore o all’uso di
una corda

Dott. PALMA Stefano 2009


Lavoro selettivo sul tratto
L5-S1
• Appiombo dei talloni a
livello L5-S1
• Pressione manuale
esercitata sulla pianta
dei piedi diretta verso
l’articolazione
sacro-iliaca
• Azione delordosizzante
sull’eventuale insellatura
lombo-sacrale L5-S1

Dott. PALMA Stefano 2009


Lavoro selettivo sul tratto
dorsale-medio
• Appiombo dei
talloni sulla zona
da trattare
• Su questo tratto si
eserciterà
principalmente la
tensione

Dott. PALMA Stefano 2009


Lavoro selettivo sul gran
pettorale
• Abduzione +
espirazione +
repulsione
manuale esercitata
sulla parte
superiore del
torace per agire
sulle coste
• Da supino e in
postura a 90 gradi
Lavoro selettivo piccolo
pettorale
• Una retrazione del piccolo
pettorale si manifesta con lo
scollamento della punta
scapolare
• Si allunga in espirazione, con
braccio a candelabro
• Applicare una pressione obliqua
inferiore a livello di K3-4-5
• Si esegue mono/bilateralmente,
in associazione o no ad altri
accorgimenti posturali
Lavoro globale
• Lavoro sui grandi
pettorali, tratto
cervicale, catena
muscolare posteriore
• Evitare il blocco
respiratorio
• Arti inferiori: a terra,
a 90 gradi,
lievemente piegati,…
a seconda dei casi
Lavoro selettivo sul
gran dentato
• Responsabile della
cifosi scapolare
• Si allunga in
espirazione
• Addurre la scapola con
braccio abdotto a circa
90 gradi
• Attuare una pressione
obliqua sull’emicostato
inferiore
Dott. PALMA Stefano 2009
Lavoro selettivo sul
complesso g. dentato – p.
pettorale
• Agire in espirazione
• Braccio a candelabro
• Portare in adduzione
la scapola e spianare
a terra il moncone
della spalla
• Abbinare o meno
anche un lavoro
globale della catena
muscolare posteriore

Dott. PALMA Stefano 2009


Lavoro selettivo per lordosi
dorsale alta
• Legata ad un blocco
inspiratorio delle prime
coste, in seguito a retrazione
dei mm scaleni.
• Correzione:
1. Trazione assiale della nuca
2. Retrazione del mento
3. Espirazione molto profonda
4. Appoggio sul manubrio
sternale
•. Altro metodo: incrociare le
braccia sul torace dalla
posizione seduta
•. Abbinare eventualmente e
per quanto possibile le due
tecniche

Dott. PALMA Stefano 2009


Lavoro selettivo per
scoliosi
• Per agire
prevalentemente su
una convessità
lombare sx, si agisce
sugli arti inferiori, oltre
che su tutta la catena
muscolare
• Per agire prevalentemente
su una convessità alta, si
agisce sugli arti superiori,
contemporaneamente ad una
trazione assiale, evitando le
rotazioni e le latero-flessioni

Dott. PALMA Stefano 2009


R.P.G.
Riprogrammazione
Posturale Globale

Dott. PALMA Stefano 2009


La R.P.G.
• Nasce agli inizi degli anni ’80, ad
opera del francese Philippe E.
Souchard

• Secondo tale metodica, tutta


l’attività muscolare, statica e
dinamica, risulta sempre concentrica
e comporta un accorciamento
muscolare Dott. PALMA Stefano 2009
• Allungamento degli • Allungamento degli
adduttori, con adduttori, senza compensi
compenso del bacino di bacino e zona lombare, e
lavoro espiratorio
(bascula avanti), corretto. ALLUNGAMENTO
iperlordosi, torace che REALE DECOMPENSATO
sale
Metodo D. Raggi –
Pancafit
• Metodo nato in Italia negli anni ’90,
dall’invenzione del prof. Daniele Raggi: la
Pancafit.
• La metodica, pur seguendo i principi del
metodo Mézières, abbina molte tecniche
‘’prestate’’ da altre metodologie di lavoro,
quali: tecniche osteopatiche, pompages,
massoterapia,…
• Inoltre prevede tutta una serie di posture di
allungamento da svolgersi sull’attrezzo
Pancafit, in grado di potere essere ‘’dosato’’
in base alle esigenze e possibilità di ogni
soggetto ed utilizzabile attivamente.
Dott. PALMA Stefano 2009
Secondo Souchard…
…in ogni movimento
noi ’’trasciniamo’’ le
nostre rigidità
Es. Un ginocchio che non si estende a
causa degli IPT troppo rigidi, non fa
lavorare bene il quadricipite, che si
affaticherà e non lavorerà mai in modo
ottimale…lo stesso discorso vale nel
rinforzo dei mm. addominali per
riequilibrare gli spinali che iperlodosizzano
PRINCIPI FONDAMENTALI
DELLE POSTURE DI
ALLUNGAMENTO
• Approccio analitico e approccio globale
• Concetto delle catene muscolari e ipertonia della muscolatura
antigravitaria
• Rieducazione mediante contrazioni isometriche eccentriche o posture
eccentriche
• Evitare i compensi (sempre tridimensionali e spiraliformi)
• Ruolo del diaframma e del lavoro respiratorio
• Legge del minor sforzo
• La resituzione di una buona morfologia permette il recupero della funzione
• Un muscolo che lavora troppo é un muscolo debole, poiché essendo un
muscolo una struttura elastica, il troppo lavoro ne determina l’irrigidimento
• Un muscolo che invecchia aumenta la porzione connettivale e diminuisce
la sua elasticità
• Utilizzo del riflesso miotatico inverso (OTG)
• Bilancio posturale
• Preponderanza di ADD+R.I. rispetto a ABD+R.E. nei cingoli
Le tre
squadre

Dott. PALMA Stefano 2009


Les Trois Equerres
(IL METODO delle TRE
SQUADRE)
• Il metodo nasce in Francia alla fine degli anni ’80
• Si basa su un protocollo terapeutico, dolce e progressivo,
che tende in primo luogo ad eliminare il dolore nel più
breve tempo possibile e ad affrontare la causa primaria
d’origine posturale:
la retrazione della muscolatura tonica.
• Ciò si esercita attraverso tre posture di trattamento, la
prima squadra, dove si assume una posizione supina
con le gambe elevate a 90 gradi, la seconda squadra in
cui si assume la posizione seduta con il tronco a 90 gradi
rispetto alle gambe e la terza squadra in cui abbiamo
l’appoggio al suolo dei piedi con il tronco flesso a 90
gradi.
• Il metodo prevede fasi passive, attivo-passive, attive e
normalizzazioni articolari, riflessologia, digitopressione,
pompages, lavoro fasciale.
Dott. PALMA Stefano 2009
Premesse
• Posture iniziali di 10 minuti → fino a 60 minuti
• Progressione lenta e dolce
• Presa di coscienza, da parte del paziente, delle
proprie tensioni, rigidità e "blocchi“
• Almeno 30 terapie per riarmonizzare il sistema mio-
osteo-articolare
• La messa in tensione globale avviene attraverso tre
posture di trattamento

Dott. PALMA Stefano 2009


Sempre seguendo il principio della
gradualità…
RPG

Dott. PALMA Stefano 2009


Presupposti
• La scelta della postura si fa in base all’anamnesi
• Es. se si scatena dolore dopo una flessione in
avanti del tronco, si lavorerà sulla postura in
piedi, busto inclinato avanti, giungendovi però
con molta gradualità, proprio per vincere la
rigidità che “incastra“ tale movimento
• Si insiste su ogni punto rigido
• Una (nel cronico) / due (acuto) sedute settimanali
• Un’ora di lavoro in cui si praticano due posture
differenti
• Se vi sono patologie articolari il terapista procede
prima ad una decoaptazione articolare
Dott. PALMA Stefano 2009
Gruppo di posture anche
aperte, braccia addotte
• Rana al suolo: si insiste su: nuca, torace,
respirazione, spalle, gomiti, mani, bacino,
anche, ginocchia, piedi. Stesso lavoro si
effettua in piedi contro il muro o senza
appoggio
Gruppo di posture anche
aperte, braccia abdotte
• Rana al suolo: si insiste su: nuca, torace,
respirazione, spalle, gomiti, mani, bacino, anche,
ginocchia, piedi. Stesso lavoro si effettua in piedi
contro il muro o senza appoggio. Anche qui, ma in
maniera più complicata è possibile lavorare in
diverse posizioni

Dott. PALMA Stefano 2009


Gruppo di posture anche
chiuse, braccia addotte
• Postura seduta: insistere su dorso, lombi,
anche, ginocchia, piedi, schema corporeo.
Si può lavorare al muro o in piedi busto
inclinato avanti.

Dott. PALMA Stefano 2009


Gruppo di posture anche
chiuse, braccia abdotte

• Anche in questo
caso è possibile
lavorare al muro

Dott. PALMA Stefano 2009


STRETCHING
GLOBALE
ATTIVO
Obiettivi:
• Ricerca dell’elasticità e della fluidità del gesto atletico, per
migliorare tecnica e coordinazione
• Modificazione dell’assetto posturale attraverso correzioni bio-
meccaniche dei vari segmenti, attraverso: rimodulazione della
distribuzione del tono e rinnovamento della registrazione dei
comportamenti posturali, passando da un livello corticale ad uno
sotto-corticale
• Diminuzione degli infortuni (prevenzione)
• Migliorare potenza, velocità, ritmo, precisione (legate all’elasticità)
• Mancanza di controindicazioni (ad eccezione di lesioni mio-tendinee
e scheletriche)
• Fondamentale: allineare occipite, regione medio-dorsale (D5),
bacino
• Messa in tensione delicata, dolce, progressiva, senza sforzi bruschi
ne forzature eccessive
• Mantenimento delle auto-posture: 10 minuti
• Frequenza: anche quotidiana
• Da inserire prima dell’allenamento (nel riscaldamento, anche come
prima cosa da fare)
• Bisogna effettuare una lievissima contrazione isometrica
(naturalmente in eccentrico) alla fine dell’espirazione (che deve
essere profonda), che deve durare 3 secondi (questo perchè la
rigidità muscolare è dovuta sia alla retrazione connettivale che
La perfezione…
il BIOTIPO di riferimento

• Perfezione della catena • Perfezione della catena


posteriore, senza blocchi anteriore, senza blocchi
inspiratori, ne compensi rotatori inspiratori, ne compensi rotatori
o torsionali, con curve o torsionali, con curve
fisiologiche perfette fisiologiche perfette

Dott. PALMA Stefano 2009


Principi di riferimento
generali:
• Le curve fisiologiche
devono essere sempre
rispettate
• La retrazione degli spinali
porta all’ iperlordosi
lombare
• La retrazione degli spinali
dorsali porta al dorso piatto
• La retrazione degli spinali
cervicali porta in iperlordosi
cervicale
• Ogni tentativo di
allungare analiticamente
queste zone porta
inevitabilmenteDott.aPALMA Stefano 2009
• Gli spinali si
possono stirare
bene solo
ricreando le
curve
fisiologiche
• Il torace deve
scendere
attraverso
un’espirazione
profonda

Dott. PALMA Stefano 2009


Esempi di posture di
stretching globale attivo
con e senza ausilio del
terapista

Dott. PALMA Stefano 2009


Autopostura rana con
insistenza sugli arti superiori

Dott. PALMA Stefano 2009


Autopostura rana con
insistenza sugli arti inferiori

Dott. PALMA Stefano 2009


Autopostura in piedi busto
inclinato

Dott. PALMA Stefano 2009


Autopostura in ginocchio

Dott. PALMA Stefano 2009


AUTOPOSTURE di
ALLUNGAMENTO
Ciascun’azione tendente al
rilasciamento muscolare deve
essere:

• LENTA
• GRADUALE
• PROGRESSIVA
• Ciascuna posizione di allungamento deve essere
raggiunta lentamente e sempre in FASE ESPIRATORIA
che favorisce una riduzione generale del tono muscolare
e un rilassamento dei tessuti molli, del muscolo
Diaframma e dei muscoli Inspiratori.
• E’ necessario far sì che il muscolo venga allungato
passivamente, senza “spingere” o forzarlo, favorendone
un rilassamento completo anche “volontariamente”
• Non stimolare il sistema GAMMA (mediante
allungamenti bruschi e rapidi o scarsamente graduali)
• Procedere a STEP di allungamento, superare
progressivamente le barriere motrici, guadagnando in
allungamento SEMPRE in fase espiratoria, fino al
raggiungimento del limite funzionale
• Rispettare la regola del NON DOLORE
• Prendere coscienza delle condizioni muscolari di
stiramento (“ASCOLTARE il MUSCOLO”, rispettandone la
fisiologia)
• Mantenere le posizioni per tempi medio-lunghi,
comunque fidandosi maggiormente delle “sensazioni”
muscolari
• Ritornare gradualmente dalla posizione di Stretching
(riabituare gradualmente al carico gravitario le
articolazioni “decompresse” durante l’azione di
allungamento)
I PRESUPPOSTI delle AUTOPOSTURE di
allungamento muscolare:

• Le AUTOPOSTURE presentate in seguito prendono


spunto da quelle elaborate da alcuni autori tra i quali F.
Mezierès prima e P. Souchard poi.
• L’azione “elasticizzante” dello Stretching non viene a
realizzarsi su un singolo muscolo o su un ristretto
gruppo di muscoli, ma coinvolge l’intera trama fasciale
che offre correlazione strutturale e funzionale all’intera
catena muscolare. L’obiettivo è quello di
DECOMPENSARE il Sistema Posturale agendo sui
tessuti connettivi.
• Il tempo di permanenza, con l’opportuno, graduale,
superamento delle barriere motrici, si sviluppa in un
tempo molto più ampio rispetto a quello utilizzato dalle
tecniche di stretching tradizionali. Il tempo individuato
va da un minimo di 1’ fino a 10’ circa, talvolta oltre,
anche tenendo conto della praticità della postura di
allungamento adottata
• L’obiettivo che si ripropone ciascuna postura è quello di
riuscire a coinvolgere nell’allungamento il maggior
numero possibile di muscoli appartenenti ad una o a più
catene muscolari, individuando i due “estremi” dell’
Autoposture: MEZZI
SECONDARI
• RESPIRAZIONE
• PRESA di COSCIENZA della
SEQUENZA MUSCOLARE
INTERESSATA all’ALLUNGAMENTO
• VISUALIZZAZIONE associata alla
tecnica elongativa
• AMBIENTE “CONFORTEVOLE”

Dott. PALMA Stefano 2009


Posture per la Grande Catena Muscolare
Posteriore:
enfasi su ARTO INFERIORE

• Agisce sulla detensione della


catena posteriore Il piede viene
mantenuto in dorsiflessione
• La colonna vertebrale rispetta le
sue curvature fisiologiche
• Si associa una respirazione
profonda (magari diaframmatica)
• Si correggono i compensi, nel
rispetto delle caratteristiche del
soggetto, avvicinandosi il più
possibile alla simmetria e alla
fisiologia (*)
(*) In realtà:
La simmetria perfetta, in natura, NON
ESISTE.
Durante la messa in postura del soggetto,
tuttavia, va ricercata una condizione di
simmetria, più vicina possibile a quella che
dovrebbe esser la fisiologia “ideale”, da
manuale anatomico (BIOTIPO)

Questa, in realtà, risulta essere una


forzatura , necessaria però al fine di
correggere, o quantomeno tamponare i
disequilibri posturali legati alle Catene
Alcune varianti possibili:

INTRAROTAZIONE (allungamento comparto EXTRAROTAZIONE (allungamento comparto


postero laterale) postero mediale)

Dott. PALMA Stefano 2009


CATENA POSTERIORE, CENTRALE, anteriore TORACICA, di
CHIUSURA o INTRAROTAZIONE, approccio globale

Dott. PALMA Stefano 2009


Allungamento per la Catena Muscolare
Posteriore, Anteriore e Centrale

Dott. PALMA Stefano 2009


Con utilizzo di PANCAFIT®….

Dott. PALMA Stefano 2009


Dott. PALMA Stefano 2009
Dott. PALMA Stefano 2009
Posture per l’allungamento dei MM. Extrarotatori delle
Anche:

Dott. PALMA Stefano 2009


Posture per l’allungamento dei MM. Extrarotatori
delle Anche:

Dott. PALMA Stefano 2009


Dott. PALMA Stefano 2009
Variante per la catena muscolare laterale o
abduttoria dell’arto inferiore:

Dott. PALMA Stefano 2009


Dott. PALMA Stefano 2009
Posture ideali per la Catena
Anteriore e per Le Catene
muscolari “di Chiusura”

Dott. PALMA Stefano 2009


Dott. PALMA Stefano 2009
Posture per Le Catene Muscolari Laterali
(Colonna cervicale, cingolo scapolo-
omerale, arto superiore):
Catena mm. Laterale e catena
mm. Flessoria dell’arto superiore

Dott. PALMA Stefano 2009


mm. Estensori Cervicali
e Catena Posteriore

mm. Flessori Anteriori


Cervicali e Catena
Anteriore
Dott. PALMA Stefano 2009
Posture per la detensione
dell’Ileopsoas:

Dott. PALMA Stefano 2009


Postura di allungamento per il muscolo ILEO
PSOAS
(scuola Mezieres-Souchard)

Dott. PALMA Stefano 2009


BIBLIOGRAFIA di riferimento
• P.E. Souchard – Ginnastica posturale e tecnica Mézières – Marrapese Editore 1982
• P.E. Souchard – Basi del Metodo di Rieducazione Posturale Globale – Il campo chiuso –
Marrapese Editore 1994
• P.E. Souchard – Il diaframma – anatomia – biomeccanica – patologia – approccoi
terapeutico - Marrapese Editore 1995
• P.E. Souchard – Posture Mézières – Marrapese Editore 1982
• P.E. Souchard – Lo stretching globale attivo – Marrapese Editore 2003
• M. Marchetti – P. Pillastrini – Neurofisiologia del movimento – Piccin
• V. Pirola – Il movimento umano – Edi-ermes
• V. Pirola – Memo chinesiologia – Edi-ermes
• G. N. Bisciotti – Teoria e metodologia del movimento umano – Teknosport libri Ancona
• D. Morfino – Pancafit: Chinesiologia posturale e respiratoria – Tesi di laurea in Scienze
Motorie
• C. G. Fabbri – Le metodologie posturali nella preparazione fisica del calciatore – Calzetti
Mariucci Editori 2005
• L. Busquet – Le catene muscolari – vol. I – Editore Marrapese – Roma 1994
• F. Tribastone – P. Tribastone – Compendio di Educazione motoria preventiva e
compensativa – Società Stampa Sportiva Roma 2001
• J. Hochschild – Apparato locomotore – anatomia e funzioni – vol. 1 – Edi-ermes
• A. Pilat –Induzione Miofasciale, Aspetti teorici e applicazioni Cliniche- Ed. Marrapese
• S. Zambelli –“Ad Ognuno il suo Stretching” da Sport&Fitness n°4/2006-
• AA. VV. –PROMETHEUS, Atlante di Anatomia, Vol.1 - Ed. UTET

Per corsi di formazione Tecnica Mezieres: www.aifimm.it


Per corsi di formazione metodo T.O.P.: www.aitop.it