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Università degli Studi di Catania

Corso di Laurea in Infermieristica

COMPETENZE CLINICO ASSISTENZIALI


PRIMO ANNO

(01.29) ASSISTERE E CONTROLLARE IL PAZIENTE NON AUTOSUFFICIENTE


NELL’ASSUNZIONE DEI PASTI

Accertamento

- Qual è lo stato nutrizionale della persona, così come si può carpire dal suo aspetto fisico,
dall’anamnesi alimentare o da una storia recente di rapida perdita di peso?
- Sono presenti patologie croniche o fattori che fanno aumentare le richieste metaboliche
dell’organismo (stress chirurgico, febbre)?
- Qual è lo stato di idratazione dell’assistito? Quali sono i livelli degli elettroliti?
- L’apparato gastrointestinale funziona in maniera adeguata?
- I reni e l’apparato urinario funzionano in maniera adeguata?
- Il fabbisogno di liquidi è soddisfatto (30-40 mL/kg di peso corporeo)?
- L’assistito è trattato con farmaci o terapie che potrebbero influenzare la funzione digestiva e/o
l’apparato digerente?
- La prescrizione dietetica soddisfa le esigenze dell’assistito?

Quando il pz inizia un regime dietetico mirato in ambiente ospedaliero si deve procedere a una valutazione
condotta da un gruppo collaborativo che comprende non solo il personale infermieristico, ma anche il
medico, il dietologo e all’occorrenza l’Oss (il quale a volte si occupa della somministrazione del pasto).
È l’infermiere che decide quale paziente può essere aiutato dall’OSS nell’alimentazione.
Questo Può alimentare pazienti con limitazioni funzionali, con apparecchi gessati.
Non può alimentare pazienti con difficoltà a deglutire.
Dopo l’alimentazione l’OSS DEVE riferire sempre all’infermiere l’esito dell’attività.

La Valutazione Dello Stato Nutrizionale prevede:


o Anamnesi e esame fisico (che comprende le misure ANTROPOMETRICHE) ;
o La raccolta dei dati relativi a variazioni di peso;
o La determinazione dei livelli plasmatici di albumina, di transferrina, la conta totale dei linfociti;
o Prove relative a reazioni di ipersensibilità ritardata;
o La valutazione della funzionalità muscolare.*

VEDI ALLEGATO ACCERTAMENTO NUTRIZIONALE*

Diagnosi infermieristica di riferimento

o Nutrizione inferiore al fabbisogno correlata a inadeguata assunzione di sostanze nutritive;


o Rischio di diarrea correlato a sindrome da rapido svuotamento gastrico o all’intolleranza
dell’alimentazione;
o Rischio di inefficace liberazione delle vie aeree correlato all’assunzione del pasto;
o Rischio di coping inefficace correlato al disagio della presenza di un operatore sanitario che si
occupa della somministrazione del pasto;
o Rischio di inefficace gestione del regime terapeutico;
o Insufficiente conoscenza del regime di alimentazione da attuarsi a domicilio;
o Disturbo dell’immagine corporea;
o Nutrizione squilibrata: superiore al fabbisogno;
o Nutrizione squilibrata: inferiore al fabbisogno , correlata ad anoressia, compromissione del
metabolismo proteico, lipidico e glucidico e del deposito di vitamine.

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PRIMO ANNO

Raccomandazioni di Svolgimento

Obiettivo: lo scopo della tecnica è quello di mantenere lo stato nutrizionale dell'utente, aiutare il
paziente nell'alimentazione, stimolandolo ad essere il più possibile autonomo.

Bisogna stare notevolmente attenti ai pazienti:


- Non autosufficienti e/o anziani.
- Con lesioni neurologiche che creano deficit alla deglutizione.
- Immobilizzati.
- Con alterazioni dello stato generale.

Prima di procedere alla somministrazione del pasto verificare che il paziente non debba
osservare il digiuno per un eventuale esame diagnostico.
Il momento del pasto richiede un'adeguata preparazione dell'ambiente e dei pazienti.

Se vogliamo che sia un momento piacevole della vita della persona ricoverata è
necessario eliminare ogni fattore di disturbo.

PIANIFICAZIONE :
1. Controllare la documentazione sanitaria per eventuali prescrizioni, limitazioni, indicazioni
terapeutiche, condizioni cliniche del paziente.
2. Controllare se sono documentate altre procedure di assistenza alla nutrizione e se sono sorti
problemi durante la loro attuazione.
3. Verificare quanto il paziente accetti e conosca la procedura.
4. Preparare una strategia educativa per la cura di se relativa alla nutrizione, coinvolgendo anche i
caregiver.
5. Verificare la necessità di collaborazione e l'eventuale disponibilità di altri operatori sanitari.

ATTUAZIONE:

- Garantire la Privacy
- Procedere all’igiene delle mani (LAVAGGIO SOCIALE*)
- Indossare I guanti
- Preparare l'occorrente per l'igiene delle mani dell'utente.
- Ventilare il locale e disinfettare il tavolino da letto.
- Aiutare la persona ad assumere la postura eretta sulla sedia, in caso di persona allettata far
assumere la postura seduta/ semiseduta (se necessario servirsi di cuscini).
- All'inizio della somministrazione del pasto posizionare il vassoio sul tavolino da letto e posizionarsi
a lato del pz.
- Aiutare l'utente nell'igiene delle mani.
- Lavare nuovamente le proprie mani.
- Indossare i guanti.
- Porre un tovagliolo o una traversa sotto il mento dell'utente.
- Controllare il vassoio per verificare che la dieta sia rispettata il vassoio completo.
- Chiedere all'utente l'ordine in cui vuole mangiare i vari cibi e se la temperatura è quella desiderata,
importante di ricordarsi di non soffiare sul cibo per raffreddarlo.
- Aprire i sacchetti, le posate e i contenitori.
- Tagliare il cibo, sbucciare la frutta, tagliare il pane tutto in piccoli pezzi.
- Incoraggiare il paziente a mangiare ma non obbligarlo ad assumere contro il suo volere alimenti
che non gli piacciono.
- Rispettare le abitudini alimentari e divieti imposti dalla cultura e religione del paziente senza
esprimere giudizi personali.
- Controllare che il pasto venga consumato e assisterlo nell'intera assunzione del pasto stesso.
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- Se Rifiuta di mangiare cercare di capire la motivazione del rifiuto.
- Lasciare che sia l'utente a chiedere il secondo boccone è non mostrare segni di voler fare in fretta
rispettando i ritmi del paziente.
- Lasciare deglutire il paziente tranquillamente la porzione precedente prima di porgergli la
successiva .
- Dare liquidi solo se richiesto, ma proporre di bere (In alcuni casi bere dal bicchiere impossibile,
adottare altre soluzioni adatte come l'uso della cannuccia).
- Nel caso di pazienti affetti da disfagia nei confronti dei liquidi proporre l'acqua addensata o servirsi
di un cucchiaino per somministrare piccoli sorsi.
- Fare delle pause e all'interno di queste conversare con il paziente.
- Non mescolare gli alimenti zucchero con salato per esempio rispettare l'ordine del pasto.
- Rinforzare l'autonomia del paziente, non rimproverare se qualcosa non va per il verso giusto.
- Non trattare il paziente adulto con un bambino, per evitare di non responsabilizzarlo.
- A fine pasto eseguire l'igiene orale e delle mani (qualora il paziente sia portatore di protesi dentaria
suggerire un risciacquo della stessa.)
- Far assumere la posizione più confortevole per l'utente, avendo cura di mettere di vicino il suo
bicchiere e il sistema di chiamata.
- Nel caso l'utente sia rischio di aspirazione lasciare la testata del letto con inclinazione di almeno30°
o 45° per almeno 30 minuti .
- Annotare e riferire i dati relativi all'assunzione del cibo (la quantità di liquidi e cibo ingerita)

Materiale occorrente

• acqua potabile in bottiglia • materiale per l'igiene delle mani (bricco


• guanti monouso con acqua, sapone liquido o disinfettante
• Vassoio Cibo a basa di clorexidina)
• materiale per l'igiene dei locali • garze o spugna o panno carta
• bicchere di plastica / cannuccia • traversa, tovaglioli, asciugamano
• Posate monouso imbustate • telo impermeabile/assorbente
• orologio
• contenitore per rifiuti
• documentazione sanitaria

Tempo massimo di esecuzione previsto: dai 30 ai 40 minuti

• Valutazione E' stato preparato tutto il materiale occorrente.


• E' stato raccolto il consenso della persona.
• E' stata rispettata l'intimità e la privacy della persona.
• E' stata somministrata una quantità sufficiente di cibo e di liquidi.
• La quantità di cibo presente sul vassoio, in base al fabbisogno energetico del soggetto è
comparabile alla quantità assunta dal pz.
• E' stato rispettato il tempo massimo di esecuzione previsto.
• La procedura è stata interrotta in caso di inappetenza o problemi correati (soffocamento, disfagia)
• L'operatore ha comunicato in maniera adeguata con la persona

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Documentazione

• Esito della procedura.


• Complicazioni.

BIBLIOGRAFIA

• Craven, R.C., & Hirnle, C.J. (2007). Principi fondamentali dell’assistenza infermieristica. Milano: Casa Editrice
Ambrosiana.
• Kozier, B., Erb, G., Berman, A., & Snyder, S. (2006). Nursing Clinico. Tecniche e procedure. Napoli: EdiSES.
• Suzanne C. Smeltzer , Brenda G. Bare, Janice L. Hinkle, Kerry H. Cheever (2010) , Brunner Suddarth. Infermieristica
medico-chirurgica , Milano: Casa Editrice Ambrosiana.
• Timby, B. K. (2011). Fondamenti di assistenza infermieristica - Concetti e abilità cliniche di base. McGraw-Hill.
• Carpenito-Moyet, L. J. (2011, 2° Ed.) Piani di assistenza infermieristica e documentazione. Milano, Casa Editrice
Ambrosiana.
• Sandra M. Nettina, (2008) Vademecum Dell’Infermiere , Casa editrice Piccin
• Pamela Lynn (2013) Manuale di tecniche e procedure infermieristiche di Taylor – Casa Editrice Piccin