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FISICA MEDICA

GianCarlo De Pol
20 ore (10 moduli da 1,5 ore)
giancarlo.depol@unipd.it
Testo (consigliato): CROMER
“FISICA per Medicina-Farmacia e Biologia”- PICCIN ed.
Padova
Richiami di Matematica
Potenze: a = a·a·a
n
a
n volte

⎪a n ·a m = a n + m
⎪⎪ n m
⎨ (a ) = a
Proprietà: n·m

⎪ an
⎪ =a n−m
⎪⎩ a m

(Si può estendere ad esponente (n) reale)


Esempio importante: Notazione Scientifica
si usano potenze di 10 per rappresentare comodamente
numeri molto grandi o molto piccoli
−4
0, 0001 ⎯⎯
→ 10
per esempio:
1500000 → 1,5·10 6

Vantaggi:
10000 1·104
1) facilità di calcolo ad es. = −3
= 0,5·10 7

0, 002 2·10
2) Stima dell’Ordine di Grandezza (OdG)
1
Esponenti frazionari: a = a
n n

(la radice n-esima di a)


m
In generale: a = a = ( a)
n n m n m

n
Osservare: a1 = a = n a n = a
n

Esempio: 4 = ( 4)3 = 23 = 8
2

o anche: = 4 = 64 = 8
3
Misura degli angoli in radianti
s è la lunghezza dell’arco che
sottende l’angolo θ sulla
circonferenza di raggio r

s
L’angolo θ in radianti è il rapporto: ϑ=
r
ad es. l’angolo giro in gradi è 360o
2π r
in radianti è: = 2π (radianti)
r
Quindi: 360o = 2π (rad )
360o
e: 1rad = 57 o


Angoli in gradi e radianti

gradi 0o 30o 60o 90o 180o 360o

π π π
radianti
0 π 2π
6 3 2
Funzioni Trigonometriche
a
sin θ = (seno)
c
b
cos θ = (coseno)
c
a sin θ
tan θ = (tangente) =
b cos θ
sin 2 θ + cos 2 θ = 1
Relazioni importanti:
π
sin θ = cos( − θ )
2
θ=0 sin 0 = 0 cos 0 = 1 tan 0 = 0
1 1
θ= π/4 sin(π/4) = 2
cos(π/4)= 2
tan(π/4) = 1
θ= π/2 sin(π/2) = 1 cos(π/2) = 0 tan(π/2) infinito
Funzioni trigonometriche:
andamento periodico

π
•Estensione a valori di θ<0 o θ >
2
•si ripetono periodicamente ogni 2π
π
•sono “sfasate” di π perché sin θ = cos(θ − )
2 2
Funzione Logaritmo
y = log a x ⇔ a = x
y

a è la base, a > 0 x è l'argomento, x > 0

esempio: log10 (10−7 ) = −7

Andamento (in verde il


logaritmo decimale):
Oltre ai logaritmi decimali (in base 10) sono importanti e
spesso usati i logaritmi naturali:

in base e@2.718 (il numero di Nepero, John Napier)

spesso indicati così: log e x → lnx


il perché sono utili, è complicato e non ve lo spiego...

Se invece la base non è indicata, si sottintende che sia un


logaritmo decimale (in base 10):

log10 x → log x
Funzione Esponenziale
y =e x

A stessa variazione di x (stesso 'x) corrisponde stessa


variazione relativa di y
y ( x + Δx ) y ( x + 2 Δ x )
=
y ( x) y ( x + Δx )
Esponenziale: estensioni
⎧ k > 0 Esponenziali crescenti
y =e
k·x
se ⎨
⎩k < 0 Esponenziali decrescenti
Simbologia Matematica
a∝b ⎫
oppure ⎬ a è (direttamente) proporzionale a b
a = k ·b ⎭
a ∝ b −1 ⎫

oppure k ⎬ a è inversamente proporzionale a b
a= ⎪
b ⎭
∼⎫

oppure ≈ ⎬ approssimativamente uguale a, stesso OdG
≅ ⎪⎭
> , < maggiore, minore
, molto maggiore, molto minore
Δf variazione della grandezza f
a valore assoluto di a
es. 4 = 4 , −3 = 3
Misure ed Errori
Ogni misura di una grandezza fisica è affetta da una incertezza
dovuta ad errori di diversa natura:
a) intrinseci al tipo di misura, ad es. legati al campione usato
(come una scala graduata). Questi possono essere ridotti
migliorando la strumentazione o la tecnica.
b) statistici: legati ad operazioni soggettive(ad es: uso del
cronometro). Questi possono essere ridotti ripetendo più
volte la misura...
c) sistematici: legati ad errati strumenti (ad es. un campione
sbagliato) o tecnica imperfetta.
Errori statistici: media e
dispersione
Ripetendo più volte la
misura si ottengono valori
diversi.La dispersione σ
descrive la variabilità dei
dati rispetto al valor medio μ

Aumentando il numero di misure non varia la dispersione, ma


l’incertezza sul valor medio diminuisce:
σ
x=x±
N
Grandezze fisiche
Il metodo standard di riportare il valore di una grandezza fisica:
x = x0 ± δ x
x0 migliore stima della grandezza (nel caso di misure ripetute
il valor medio)

δx incertezza

Interpretazione:
“Ragionevolmente (ad es. con l’80% di probabilità) il valore
“vero” di x è compreso nell’intervallo
x0 − δ x x0 + δ x
Cifre Significative
1. Le incertezze δx vanno arrotondate ad una sola cifra
significativa
es. δx = 0.54712 δx = 0.5
2. I valori stimati x0 devono avere come ultima cifra
significativa quella corrispondente all’ordine di grandezza
dell’incertezza
es. 3.7415≤0.5 3.7≤0.5
Se l’incertezza non è riportata, si assume dell’ordine di grandezza
dell’ultima cifra indicata:
x=3.5 δx = 0.1 3.4§x§3.6
x=3.500 δx = 0.001 3.499§x§3.501
GLI ZERI CONTANO!
Dimensioni
Una grandezza fisica può essere fondamentale oppure essere
espressa mediante altre grandezze, considerate fondamentali.
[x] = dimensioni fisiche della grandezza x
Grandezze Fondamentali nel S.I. sono:
• Lunghezza [L]
• Massa [M]
• Tempo [T]
• Intensità di corrente elettrica [i]
• Intensità luminosa [I]
• Temperatura [T]
•Quantità di materia
Grandezze Derivate
Sono grandezze derivate quelle che si esprimono mediante leggi o
relazioni in termini di grandezze fondamentali
Ad es. la Forza è una grandezza derivata; resta definita, come
vedremo, da una Legge Fisica (2a Legge della Dinamica):

F=m·a
e di conseguenza le sue dimensioni fisiche sono:

[F]=[M L T-2]
Principio di Omogeneità dimensionale: in una uguaglianza fra
grandezze fisiche le dimensioni fisiche debbono sempre coincidere.
Analisi Dimensionale: spesso considerando le dimensioni fisiche
delle grandezze in gioco, si può stimare l’ OdG di un fenomeno
fisico, anche senza conoscerne esattamente i dettagli.
Fattore di Scala
dipendenza di una quantità dalla dimensione lineare:

Molte grandezze rilevanti per la fisiologia di un organismo


dipendono, in prima approssimazione, dalla superficie o dal volume

[S]=[L2] [V]=[L3]

S º L2 V º L3

(E’ vero esattamente solo per figure regolari, ma


approssimativamente per qualsiasi forma...)
Esempi di Fattori di Scala
Energia ceduta all′esterno S L2 1
a) Quoziente metabolico = = 3 =
Energia metabolizzata V L L

Acqua perduta S L2 1
b) Coefficiente di disidratazione = = 3 =
Acqua totale V L L
(oss: insetti nella trappola)
Peso sollevato S L2 1
c) Forza relativa = = 3 =
Peso dell'animale V L L
(oss: animali piccoli appaiono più forti)
Ossigeno assorbito S L2 1
d) Fattore di vitalità di una cellula= = 3 =
Ossigeno necessario V L L
Unità di Misura:
Sistema Internazionale (S.I.)
Unità fondamentali:
•Lunghezza metro m
•Massa kilogrammo kg
•Tempo secondo s
•Intensità di corrente Ampère A
•Intensità luminosa candela cd
•Quantità di materia mole mol
Unità di Misura:
Sistema Internazionale (S.I.)
Alcune unità derivate:

•Carica elettrica Coulomb C=A·s


•Forza Newton N=kg·m·s-2
•Lavoro Joule J=N·m=kg·m2·s-2
•Pressione Pascal Pa=N/m2=kg·m-1·s-2
Vengono talora usate anche unità “storiche” o più convenienti o più
diffuse, che non appartengono al S.I. come ad es:
eV (electronVolt, energia); atm (atmosfera, pressione); mmHg
(millimetro di mercurio, pressione); Å (Ångstrom, lunghezza)....
Cinematica
Moto unidimensionale di un punto materiale
Variabili: posizione (x) e tempo (t)

Legge del moto: xªx(t)

x(t2 ) − x(t1 ) Δx
Velocità media: v(t1 ,t2 ) ≡ ≡
t2 − t1 Δt
dimensioni: [v]= [L T-2]
u.d.m. m/s (anche: km/h = 103m/(3.6 103s) = 0.278 m/s )
Δx dx
Velocità istantanea: v(t ) ≡ lim =
Δt →0 Δt dt
Moto rettilineo:uniforme e vario
In genere la velocità v(t) varia nel tempo: se v è costante,
v(t)ªv0

abbiamo il moto uniforme: x=x0 + v0·t

Se v non è costante ma varia nel tempo, definiamo


accelerazione media (fra t1 e t2): v(t2 ) − v(t1 ) Δv
a( t1 ,t2 ) ≡ =
t2 − t1 Δt

dimensioni: [a]= [L T-2] u.d.m. m/s2


Δv dv
Accelerazione istantanea: a (t ) ≡ lim =
Δt →0 Δt dt
Moto Uniforme ed
Uniformemente Accelerato
a=0 moto uniforme a>0 moto uniformente
accelerato
Leggi del moto: l’oscillatore
Moti in più dimensioni
Nel piano (2 dimensioni) o nello spazio (3 dimensioni)

Posizione, velocità, accelerazione sono (alcune) grandezze vettoriali


•hanno modulo, direzione e verso
•si rappresentano con frecce
r2 = r (t2 ) r2 − r1 = Δr
Δr v
v=
r1 = r (t1 ) Δt
Vettori
Importante:
•Una grandezza vettoriale può variare in modulo e/o in
direzione
•Una grandezza vettoriale è costante solo se non varia ne’ in
modulo ne’ in direzione

a = 0 solo se v ≡ v0

Esempio: moto circolare uniforme

La velocità e l’accelerazione
rimangono costanti in modulo ma
variano in direzione!
Moto circolare uniforme
La velocità varia a≠0

E’ l’accelerazione centripeta: quanto vale ?


2π R =| v |·T ⎫ (2π ) 2 R v 2
⎬⇒a = =
2π | v |=| a |·T ⎭ T 2
R

T è il periodo
Principi della Dinamica
I Principio: principio d’inerzia (Galilei)
Ogni corpo in assenza di forze esterne prosegue nel suo stato di
quiete o di moto rettilineo uniforme
(Oss. “assenza di forze esterne” o presenza di forze la cui
risultante è nulla)
I Principio: esempio
Caduta di una sfera in un fluido
viscoso
Forze in gioco:
•Gravità (verso il basso) m· g
•Resistenza viscosa 6πη rv
(si oppone al moto, verso l’alto)

Il corpo, lasciato cadere da fermo, accelera fino a raggiungere un


valore v0 per cui gravità e forza viscosa si annullano:
m· g
m· g = 6πη ·r ·v0 v0 =
6π ·η ·r
è la velocità limite o di sedimentazione.
II Principio della Dinamica
(Isaac Newton)

F = m·a accelerazione
Risultante delle forze agenti
massa

Oss. Il II Principio contiene il I: F = 0 ⇒ a = 0 ⇒ v = costante

Costituisce il principio fondamentale della dinamica: date le forze in


gioco, stabilisce quale sia il moto del sistema, fornendo
l’accelerazione, e da questa, la velocità e la posizione ad ogni istante
successivo (date le condizioni iniziali)
(Determinismo della meccanica Classica)
FORZE:GRANDEZZE VETTORIALI
Vettore: modulo, direzione, verso
F

Composizione di Forze: Somma Vettoriale


Regola del Parallelogramma
F1 F
F = F1 + F2
F2

Scomposizione di una Forza in


componenti perpendicolari
Problema
Su un corpo di massa m=2kg agiscono due forze, fra loro
perpendicolari, di intensità rispettivamente 3N e 4N.
a) Qual è la forza risultante? b) Qual è l’accelerazione?

F1 F Regola del parallelogramma e


F2 Teorema di Pitagora
a)
| F |= | F1 | 2 + | F 2 | 2 =
= (3 N ) 2 + ( 4 N ) 2 = 9 + 16 N = 5 N
F 5N
b) F = m·a ⇒ a = = = 2.5m / s 2
m 2kg
Determinismo della Meccanica
Newtoniana
Il moto è univocamente determinato note le FORZE e le
CONDIZIONI INIZIALI
Tuttavia...
Condizioni Condizioni
iniziali vicine finali vicine
Sistemi “normali”

Condizioni Condizioni
iniziali vicine finali anche
molto diverse

Sistemi “caotici”
Sistemi di riferimento e moti relativi
Es.1) Due sistemi in moto relativo uniforme con
v0 uno rispetto all’altro v = v + v
1 2 0
velocità misurata
nel sistema 1 velocità misurata velocità relativa
nel sistema 2
Es.2) Due sistemi in moto relativo con
accelerazione a0 uno rispetto all’altro
a1 = a2 + a0
Nell’es. 2) può essere vera solo in uno dei due
sistemi: sistemi di riferimento inerziali (nei quali
valgono i Principi della Dinamica)
DIMENSIONI
massa [M] kg
accelerazione [LT-2] m/s2
forza [MLT-2] kg m/s2 = N
(Newton)
Forza peso di un oggetto di m =1 kg
F = m · g 9 .8 kg · m / s 2 = 9, 8 N
m ass a m = 1kg
accelerazion e d i g ravità g 9 . 8 m / s 2
Ind icare sem p re le u n ità d i m isu r a!
III Principio della Dinamica
“Principio di azione e reazione”
N
In un sistema isolato
∑F ≡ F + F
i =1
i 1 2 + F3 + FN = 0
La somma vettoriale delle forze interne è nulla

A B
FBA FAB
Forza esercitata da B su A Forza esercitata da A su B

FBA = − FAB
Sistemi Isolati:
Non agiscono forze esterne al sistema

III Principio si conserva la quantità di moto


q = m·v
Es. 2 corpi interagenti A e B
qTOT = q A + qB = costante

Con quale velocità rincula il cannone ?


Soluzione
A è il cannone, massa M
B è il proiettile, massa m
qTOT = M ·0 + m·0 = 0 (prima dello sparo)
Conservazione della quantità di moto totale

qTOT = M ·V + m·v = 0 (dopo lo sparo)


m
⇒ V=- ·v
M
Moto accelerato uniforme
Corpo soggetto a forza costante
F
F = m·a ⇒ a = = costante
m
v(t ) = v0 + a·t
1 2
x(t ) = x0 + v0 ·t + a·t
2
Esercizio
Lasciamo cadere un sasso (da fermo). Di quanto cade in 5 s?

1 2 1
x = 0 + 0·t + a·t = ·(9,81 m / s )·(5 s ) = 123 m
2 2

2 2
Baricentro
Baricentro, o centro di massa,
di un sistema di masse, è la
media delle posizioni, pesata
con le masse:
m1 + m2 + mN
r= 1 1
m ·r + m2 ·r2 + mN ·rn

(E’ più vicino alle masse più grandi)

Equivalentemente, il baricentro è il
punto cui va pensata applicata la
forza peso del sistema di masse
Baricentro: esempio

I corpi celesti
orbitano attorno al
baricentro +
Corpo Rigido: moto

a) moto del baricentro

b) moto attorno al baricentro

Un corpo rigido è suscettibile di due moti distinti:


•il moto del suo baricentro (assimilabile al moto di un punto
materiale)
•il moto del corpo stesso relativo al suo baricentro (come se
questo fosse incernierato)
Es: ruota (disco che rotola sul piano)
Sono presenti entrambi i
tipi di moto: del
baricentro e relativo al
baricentro
Se la risultante delle forze su un corpo (inizialmente fermo)
è nulla, il baricentro del corpo non si muove, ma può
comunque esserci un movimento di rotazione.

F1 Es. Coppia di forze


F1 + F2 = 0

due forze uguali in modulo e direzione, di


verso opposto, ma non applicate allo stesso
F2
punto
Momento di una Forza
rispetto ad un punto
r vettore posizione
F forza
M momento della forza
polo O braccio d
r diF e , di modulo
Momento: vettore ⊥ al piano
| M |=| r |·| F |·sin α = F ·d
Momento di una coppia di Forze
Se agiscono più forze, i
rispettivi momenti vanno
sommati (come vettori)

Nel caso della coppia i due


momenti hanno lo stesso segno:

F1 r1 M = M 1 + M 2 = r1 F1 + r2 F2 = 2dF
r2 F2 −2
[ M ] = [ FL] = [ ML T ]
2

u.d.m. N ·m
Leve
La leva è una macchina semplice che
serve ad equlibrare una forza (detta
resistenza) con un’altra forza detta
potenza)
Φ reazione
vincolare

a) Φ + F1 + F2 = 0 ⇒ |Φ |=| F1 | + | F2 |
b) M Φ + M 1 + M 2 = 0 ⇒ F1 ·D1 = F2 ·D2
Condizioni ↓ ↓ ↓
d’equilibrio:
F1 D2
0 F1 ·D1 F2 ·D2 =
F2 D1
La bilancia (stadera)

d dX

M
m “romano”
dX ⎛m⎞
M ·d = m·d x ⇒ M = ·m = ⎜ ⎟·d X
d ⎝d⎠
costante

La massa da misurare M è proporzionale al braccio dX


Leve:vantaggiose e svantaggiose
La leva è realizzata da un corpo rigido libero di ruotare
attorno ad un punto, detto fulcro

Serve ad equilibrare una forza R (“resistenza”)


mediante una forza P (“potenza”)
Si dice vantaggiosa se F<R
si dice svantaggiosa se F>R

Possono essere di 3 tipi, o “specie”, a seconda della


posizione relativa del Fulcro rispetto ai punti
d’applicazione di Potenza e Resistenza
Leva di 1a specie
Il Fulcro è in posizione intermedia fra P e R

Può essere vantaggiosa o


svantaggiosa, a seconda
E
che il il braccio della
S
potenza sia più lungo o
E
più corto del braccio
M
della resistenza
P
I
Leva di 2a specie
La Resistenza è tra il Fulcro e la Potenza

E’ sempre vantaggiosa,
poiché il braccio della E
potenza è sempre più S
lungo del braccio della E
resistenza M
P
I
Leva di 3a specie
La Potenza è tra il Fulcro e la Resistenza

E’ sempre svantaggiosa,
E
poiché il braccio della
S
potenza è sempre più
E
corto del braccio della
M
resistenza
P
I

Fulcro (gomito)
Leve anatomiche
Massetere

Forza
peso Forza muscolare: muscoli
della estensori del collo
testa
Fulcro

Specie?
Potenza
3a specie!
Resistenza
Fulcro
Specie?

1a specie!
Leve anatomiche
Forza muscolare Forza peso del
(tendine di corpo
Achille)

Fulcro

Forza muscolare
(bicipite)
Specie?

3a specie!
Forza esercitata dal bicipite?
Fulcro
32
FB ·4 cm = 60 N · 32 cm ⇒ FB = ·60 N = 480 N ( 50 kg P )
4
Macchine semplici: Carrucola
La fune trasmette la forza lungo la sua
lunghezza: la tensione è la stessa in ogni
Φ punto.

FA FB

Equilibrio forze: FA + FB + Φ = 0 ⇒ Φ = FA + FB
Equilibrio momenti: FA · R = FB · R ⇒ FA = FB Φ = 2 F

Usando la carrucola, equilibro una forza con un’altra di


uguale intensità ma diversa direzione
Carrucola mobile

Usando la carrucola
mobile, equilibro una
F/2 F/2 forza con un’altra di metà
intensità

E’ una leva di quale


specie?
F 2a specie!

Ma non è gratis: quello che si guadagna in Forza, si perde in


spostamento: il peso si solleva soltanto la metà del tratto di fune che tiro
Forza X Spostamento rimane lo stesso... come mai?
Macchine composte
Una carrucola mobile (dimezza la forza)
ed una fissa (dirige la forza verso il basso)
P
T + T = 2T = P ⇒ T=
2

Paranco
composto (in
questo caso la
riduce ad 1/4)

Paranco
semplice
(dimezza la
forza)
Esercizi
Forza totale applicata alla testa del
45o paziente?
10N

1
T + T + T ·cos 45o = (1 + 1 + )·10 N = 27.1 N
2
Apparato di Russel per la fissazione del
femore
All’equilibrio, la tensione T, e quindi il peso
W=40N, deve uguagliare il peso della
gamba. Forza sulla gamba ?
Φ = T ·cos 30o + T ·cos 30o =
3
= 2T = 40 N · 3 = 69.5 N
2
Lavoro ed energia
“Lavoro=Forza ä spostamento”
Dimensioni: [Lavoro]=[ML2T-2]
u.d.m: Joule J=Nÿm

Se la forza è costante:

F a F a F a L =| F |·l ·cos α = F|| ·l


s
E se la forza varia lungo il moto ?

F1 F2
F3
...spezziamo il moto in tanti piccoli tratti
F1
F6
F4
s1 F2 F7
s5 s6
s2 s3 s4 s7
F5
F3

...e calcoliamo la somma dei lavori:


LTOT = L1 + L2 + + L7 =
=| F1 |·s1 ·cos α1 + | F2 |·s2 ·cos α 2 + + | F7 |·s7 ·cos α 7

Contribuisce al Lavoro solo la componente della Forza


parallela allo spostamento
Lavoro: esempi
L
Piano inclinato
h=L sin q

L = (m· g )·L·sin θ = m· g ·h

A volte si fa fatica ma non si svolge Lavoro...

L = (m· g )·L·0 = 0
Lavoro: Moto circolare uniforme
v2 L’accelerazione centripeta
ac = è diretta lungo il raggio e
R
perpendicolare alla velocità

Per mantenere il corpo in moto occorre “trattenerlo” con una


forza centripeta

m·v 2
F = m·ac =
R
Siccome FC è perpendicolare alla velocità

L=0
Forze Conservative
Esistono classi di Forze tali che il Lavoro fatto lungo un
circuito chiuso è sempre nullo

L=0

A Esempio: Forza di gravità

C B
L = LAB + LBC + LCA = mgh + 0 − mgh = 0
Anche: Forza Elettrostatica, Forza Elastica...
Energia Potenziale
Il Lavoro fatto fra due stati non dipende
dal particolare percorso seguito
1 B
L(1)
AB = L(2)
AB
2
A
Infatti: consideriamo il circuito chiuso:
1 seguito da 2 a rovescio

0=L +L (1)
AB
(2)
BA =L −L
(1)
AB
(2)
AB ⇒ (1)
LAB =L
(2 )
AB

Perciò possiamo parlare del Lavoro fatto da A a B senza


specificare il percorso...
Energia Potenziale
Fissiamo un punto di riferimento (qualsiasi) O e
definiamo la funzione di stato
U A = L A→ O
Allora, possiamo calcolare il Lavoro fra due punti
qualsiasi

LAB = LA→O + LO → B = LA→O − LB →O = U A − U B = −ΔU AB


U A si chiama Energia Potenziale, e rappresenta Lavoro che il sistema
è in grado di compiere quando si trova nel punto A

L’Energia Potenziale rappresenta una sorta di Lavoro


“accumulato”, nel senso che le forze “restituiscono” tale lavoro
quando il sistema ritorna al punto di partenza
Energia Cinetica
1 2
EC = mv
2
Se una Forza agisce su un corpo, c’è una corrispondenza fra il Lavoro
fatto dalla Forza e la variazione di Energia Cinetica:

LAB = ΔEc = EcB − EcA “Teorema delle Forze vive”

Se le Forze sono conservative:


LAB = − ΔU AB = U A − U B
Perciò: UA + E = UB + E
c
A B
c

Quindi,
L’Energia Meccanica totale E=U+Ec ...
...rimane sempre la stessa, o come si dice, si conserva:
EA=EB
Principio di conservazione dell’Energia:
Per sistemi isolati, in assenza di forze non conservative,
l’Energia Meccanica Totale è conservata

Se ci sono più forze conservative Fi ciascuna associata all’Energia


Potenziale Ui è possibile che durante l’evoluzione del sistema le
varie Ui ed EC varino, trasformandosi l’una nell’altra.La somma
ETOT = EC + ∑ U i
i
rimane costante, cioè è conservata.
Sistemi non isolati o non conservativi
Se invece il sistema non è isolato e scambia un lavoro
L con l’esterno, l’Energia Totale varia di L
ΔETOT = Lest
Se sul sistema agiscono forze non è conservative che
svolgono un lavoro LNC l’Energia Totale varia di LNC

ΔETOT = LNC
Forze Conservative: Esempi
xA
Forza di Gravità F=mg
xB
LAB = −mg ( xB − x A ) = mgx A − mgxB ⇒ U GRAV = mgx
U A −UB
Se lasciamo cadere un corpo da un’altezza h
inizialmente U(h)=mgh EC=0
al suolo U(o)=0 EC=mv2/2
Per la conservazione dell’Energia Meccanica...
1 2
mgh + 0 = 0 + mv ⇒ v= 2 gh
2
Applicando la conservazione dell’energia, troviamo
la velocità con cui il grave impatta il suolo.
Osservazione: L’Energia Totale si trasforma in questo
esempio da Potenziale (all’inizio) in Cinetica (al
suolo), ma la somma delle due resta costante.
Es. Con che velocità arriva a terra un sasso lasciato
cadere da una torre alta 20m?

v= 2 gh = 2·9.81 m / s ·20 m = 19.8 m / s


2
Forze elastiche

l lunghezza della molla a riposo

Dx allungamento elastico

Si verifica che ad esempio raddoppiando il peso si


raddoppia l’allungamento:
FEL = − k ·Δx Legge di Hooke:
La forza elastica è proporzionale allo spostamento ed in
direzione opposta
Energia Potenziale Elastica
F = −k ·x

Si trova che il lavoro fatto nello spostare un corpo da xA a xB è


1 2 1 2
LAB = kx A − kxB
2 2
Poiché dipende solo da A e B (ma non dal percorso, la forza
elastica è conservativa:
LAB = − ΔU = U A − U B
con l’Energia Potenziale Elastica data da
1 2
U EL ( x) = kx
2
Trasformazioni dell’Energia

UGRAV è massima

EC è massima

UEL è massima
UGRAV Ec UEL si sono trasformate una nell’altra,
ma la somma delle tre è rimasta costante.

CONSERVAZIONE DELL’ENERGIA
Moto Armonico
Moto di un corpo soggetto ad una forza
elastica di richiamo F= - kx
Oscilla fra due punti d’inversione:

Come?
2a Legge della Dinamica
F = m·a
si risolve... e si trova la legge del moto:
x = x0 cos(ωt + φ )
dove ω = k è la pulsazione, o frequenza angolare:
m
2π 2π
ω= ⇔ T= (rad/s)
T ω
x

t
Potenza
La potenza è il lavoro svolto nell’unità di tempo:
L
w=
Δt
perciò si misura in J/s=W (Watt)

Un’unità di misura dell’energia di uso corrente è il


kilowattora (kWh). A cosa corrisponde in unità del S.I. ?

1 kWh = 1 kW ·3600 s = 3.6·10 J 6


Liquidi e Pressione

La pressione è Forza esercitata da un


ΔS
F fluido sull’unità di superficie:
F
p=
ΔS
Dimensioni: [p]=[F/S]=[ML-1T-2]
udm: N/m2=Pa Pascal
oss. sono tuttavia in uso diverse altre unità di misura, di rilevanza storica, o pratica,
o legate a particolari ambiti professionali e/o scientifici. Fra queste ricordiamo:

atmosfera, atm=101325 Pa=1.013ÿ105 Pa (pressione atmosferica standard a livello del


mare)
bar=105 Pa (prossimo ad 1 atm) , mmHg=torr=133.3 Pa, millimetro di
mercurio (pressione esercitata da una colonna sovrastante di mercurio di altezza 1mm
La Pressione è scalare
Osservazione sperimentale:in un liquido in equilibrio, le pressioni in
un punto,in qualsiasi direzione, sono tutte uguali in modulo

Definiamo perciò la pressione del fluido in quel punto come uno


scalare

F
F ΔS
ΔS

Naturalmente la pressione può cambiare da punto a punto

Come cambi da punto a punto dipende dalla situazione


fisica particolare; ci sono alcune...
...semplici regole:
a) In equilibrio, in assenza di ogni forza esterna, la pressione è nulla in
ogni punto
b) In equilibrio, se su una superficie si esercita una pressione esterna p0,
questa si trasmette uguale in ogni punto del fluido (Principio di
Pascal)
Analogo meccanico:
una serie di strati
F sovrapposti, a
contatto. Per il 3o
Principio (azione e
reazione) in
equilibrio...

...la Forza F si propaga a tutti gli strati (in quest’esempio, solo


verticalmente; per i fluidi in tutte le direzioni.
Pressione in un liquido in presenza
di campi (forze) esterni
z
F ' = p '·ΔS

Fpeso = m· g = ρ ·V · g = ρ ·ΔS ·Δz· g ⎛ Fpeso = m· g ⎞


Dz ⎜ ⎟
⎜ m = ρ ·V ⎟
⎜ V = ΔS ·Δz ⎟
In equilibrio: ⎝ ⎠
F ′ + F + Fpeso = 0
F = p·ΔS p '·ΔS + ρ · g ·ΔS Δz = p·ΔS
Δp
Δp = p′ − p = − ρ g Δz ⇒ = −ρ g
Δz
Variazione della pressione con l’altezza (quota)
Legge di Stevino
Se il fluido è incomprimibile (r=costante) segue la Legge
p ( z ) = p0 − ρ gz
in cui: r è la densità del fluido (ad es. 103kg/m3 per l’acqua),
g l’accelerazione di gravità (9.81 m /s2)
z la quota rispetto alla pressione di riferimento p0

Ad es. in acqua la pressione aumenta di circa 104 Pa ogni metro di


profondità, ovvero di circa 105 Pa º1 atm ogni 10 metri di profondità

A che pressione può essere sottoposto il


timpano di un subacqueo?
Aumento della Pressione con la
profondità in acqua
p0

h p0 = 1 atm 105 Pa
p(h) = p0 + ρ gh = p0 + 104 ·h( m ) ( Pa)
p

Alla profondità di 10 m la pressione è


p0+105 Pa º 2 p0
Ovvero, aumenta di circa 1 atm º 105 Pa ogni 10 m di profondità

(La pressione relativa è p-p0 ed è quella rilevante nel calcolare una forza
netta su una superficie di cui una faccia è esposta all’atmosfera.)
Botte di Pascal
La pressione nella botte.
dipende solo dall’altezza
dell’acqua nel tubo, non dalla
sezione dello stesso (e quindi
dalla massa dell’acqua). Una h
piccola aggiunta di liquido
(che, data la piccola sezione
del tubo, porta a grandi
variazioni di h) porta alla
rottura della botte!
Paradosso idrostatico
p0 p0 p0

h h h

p p p

In tutti i casi, indipendentemente dalla forma del recipiente (e quindi dalla massa
totale dell’acqua) la pressione sul fondo è: p = p + ρ · g ·h
0

La forza F = p·S − p0 ·S = Δp·S esercitata dall’acqua sul fondo è diversa nei


tre casi.
Solo nel 1ocaso F1 = p·S1 − p0 ·S1 = Δp·S1 = ( ρ · g ·h)·S1 = g ·( ρ ·V1 ) = g ·m1
F1 è la forza peso dell’acqua contenuta. Invece, F2 = Δp·S 2 > m2 · g
F3 = Δp·S3 < m3 · g
Come mai?
h

C’è anche la forza esercitata dalla pressione sulle pareti, la cui componente
verticale si sottrae a quella esercitata sul fondo...

...oppure si somma
ad essa:
h

E’ la forza netta verso il


p
basso che uguaglia il
peso dell’acqua
Vasi comunicanti
In equilibrio, la forza netta su quest’elemento di
fluido dev’essere 0:
F1=p1S S F2=p2S
F1 = F2 ⇒ p1 = p2 ⇒ p0 + ρ gh1 = p0 + ρ gh2
⇒ h1 = h2

All’equilibrio, se in più vasi comunicanti è


contenuto lo stesso fluido, ed il pelo libero è
esposto alla stessa pressione (ad es. atmosferica),
in ciascun vaso il fluido si porta alla medesima
quota.

Applicazione: la
torre d’acqua
Vasi comunicanti con diversa pressione esterna
p1 p2
All’equilibrio, F1=F2, quindi
p1 + ρ gh1 = p2 + ρ gh2
p1 − p2 = ρ g (h2 − h1 )
F2 F1 Δp = − ρ g Δh

Dalla misura della differenza di livello nei due rami si ricava la differenza di
pressione Dp: manometro

Il manometro a mercurio misura pressioni


relative, cioè la differenza Dp fra la pressione da
misurare e la pressione atmosferica.
1Torr = 1 mmHg = 10−3 m·( ρ Hg = 13.6·103 kg / m3 )·( g = 9.81 m / s 2 ) = 133.3 Pa
1 atm = 760 mmHg = 101325 Pa 1bar = 105 Pa
Barometro
Barometro a mercurio di
Torricelli
Sopra il mercurio c’è
(praticamente) il vuoto: p1=0

Sul pelo libero agisce la


pressione atmosferica p0
di cui Torricelli mostrò così
l’esistenza

p0 = p1 + ρ gh = ρ gh = 13.6·103 kg / m3 ·9.81 m / s 2 ·0.760 m = 1.13·105 Pa

Il valore attuale di p0 varia con le condizioni atmosferiche e l’altitudine; il valore


tipico (l.m.) sopra riportato è un’unità di misura della pressione, chiamata
atmosfera (atm)
La pressione atmosferica
Gli emisferi di Magdeburgo (Otto von Guericke 1654)
Dopo estratta l’aria con una pompa, 15 cavalli non riescono a
separare i due emisferi. Qual è la forza che li tiene uniti?
Vasi comunicanti con liquidi diversi
p0 p0

All’equilibrio, F1=F2, quindi


h1 h2
r1
r2 p0 + ρ1 gh1 = p0 + ρ 2 gh2
h1 ρ 2
=
h2 ρ1
F2 F1

L’altezza dei due liquidi nei due rami è inversamente proporzionale alle
rispettive densità

Metodo per la misura di densità di liquidi, rispetto ad un liquido


di densità nota (ad es. acqua)
Il Sifone
p0

p0 a sinistra p = p0 − ρ ghb
Nel punto B:
a destra p = p0 − ρ ghc
Perciò la pressione è più alta a sinistra: non c’è equilibrio, il liquido fuoriesce dal
tubo.Il processo deve essere innescato, e si interrompe quando il livello nel
recipiente scende all’altezza dello scarico.
A.M.S.: tubo ripiegato a U, con bracci diseguali, per drenaggio delle ferite o
lavaggio dello stomaco.
Esercizio: stimare la forza necessaria per
separare gli emisferi di von Guericke
r=0,20 m p0º105Pa
8 cavalli 8 cavalli
pintº0
La pressione atmosferica agisce su tutta la superficie S=2pr2 di
ciascun emisfero, ma “conta” solo la componente orizzontale:
come se agisse solo sul cerchio massimo S=pr2
F = π r 2 p0 = π (0.2 m) 2 ·105 Pa = 1.2·104 N

pari alla forza peso di circa 1.2 tonnellate: le 8 coppie di cavalli


non ce la fanno a separarli.
Esempio: la Pressa Idraulica
Una forza esterna F1 crea una
F
pressione in 1 pari a p = 1
A1

La pressione si propaga uguale in


2, dando origine ad una forza
A2
F2 = p· A2 = F1 ·
A1
Se A2>A1 fl F2>F1

Ma il lavoro è lo stesso:
L1 = F1 ·d1 = p· A1 ·h1 = p·V
L2 = F2 ·d 2 = p· A2 ·h2 = p·V
L1 = L2
Si “perde” in spostamento quello che si “guadagna” in forza
Applicazione: il martinetto idraulico

Con la forza che siamo capaci di esercitare con un


braccio, possiamo sollevare un’automobile
Legge di Stevino in campi non costanti
ad es. in un campo di forze centrifughe
w
Dr
pS p’ Provetta piena di liquido di sezione S posta
in rotazione con velocità angolare w
r
La pressione varia con r
La pressione p’ in r+Dr è maggiore di p, perché
la differenza di pressione deve “equilibrare la
forza centrifuga” sul volumetto di altezza Dr
(cioè deve fornire la forza centripeta)

⎧⎪ Fc = m·ac = ( ρ S Δr )·(ω 2 r )
⎨ in equilibrio Fc = Fp ⇒ Δp = ρω 2 r Δr
⎪⎩ Fp = Δ p ·S
1 2 2
⇒ p(r)=p 0 + ω r ρ
2
Respirazione

Abbassando il diaframma (fase di inspirazione) il volume dei polmoni aumenta, e di


conseguenza la pressione diminuisce, al di sotto della pressione atmosferica p0.La
depressione fa entrare aria nei polmoni. Il processo è inverso durante l’espirazione
(l’aria viene espulsa dai polmoni).
Sfigmomanometro
La pressione arteriosa e la sua misura
1

1): la pressione p nel bracciale è maggiore di pS; l’arteria è


sempre collassata; non si sente nulla nel fonendo perché non
succede nulla
2): p è intermedia fra pS e pD; l’arteria si apre e collassa ad
ogni battito. Nell’istante in cui si chiude, il flusso strozzato
produce un rumore percepibile nel fonendo
3): p è inferiore a pD; l’arteria è sempre aperta; il flusso
regolare del sangue non produce rumore: nel fonendo non si
sente nulla
Esercizio: se misurassimo la
pressione arteriosa alla caviglia?

pb: Per la Legge di Stevino,


fra la pressione alla
h=1 m caviglia pc e la pressione
all’altezza del cuore pb:
pc pc = pb + ρ gh

approssimando la densità del sangue r con quella dell’acqua


r=103 kg/m3,
1
pc = pb + 10 kg / m 10 m / s 1 m
3 3 2
pb + atm = pb + 76 mmHg
10
un variazione notevole!
Principio di Archimede
Forze di pressione agenti su corpi immersi in
un fluido
Le forze di pressione sono
maggiori in basso per la Legge di
Stevino
Risulta una spinta netta verso l’alto
(spinta di Archimede)

Poiché un uguale volume d’acqua immersa non si muove, e le forze di


pressione sono le stesse, la spinta di Archimede è pari alla forza peso
dell’acqua spostata:

Fpeso immerso = Fpeso − FArchimede = Fpeso − M liquido · g


Galleggiamento: quale porzione di un
iceberg resta emersa ?

Un corpo immerso in un fluido riceve, per effetto


delle forze di pressione, una spinta verso l’alto pari
alla forza peso del liquido spostato, ed applicata al
centro di massa (baricentro) del liquido spostato
(gli oggetti immersi pesano di meno)
Equilibrio di corpi immersi
Spinta d’Archimede: F=MLg=r0Vg
Forza peso: F=M g=r V g

Densità del liquido r0 Densità del corpo r

Forza totale (verso l’alto): F=( r0-r)V g

Se r<r0 il corpo sale (galleggia)


Se r=r0 il corpo è in equilibrio
Se r>r0 il corpo scende (affonda)

Oss: Se galleggia, il liquido spostato corrisponde solo al


volume immerso...
...come nel caso dell’iceberg:
VE Volume emerso

VI Volume emerso
} VTOT=VE+VI
Volume Totale

Equilibrio: Fp=FAflrVTOT=rVI
VI ρ
=
VTOT ρ0

per l’iceberg, r=1025 kg/m3, rghiaccio=920 kg/m3


VI 920 VE
= = 90% ⇒ = 10%
VTOT 1025 VTOT
Centrifugazione
w Un corpo immerso
Dr (particella in sospensione)
S riceve per effetto delle forze
di pressione una spinta verso
r
l’interno pari a
FA = ρ0V ·ω r2
che si oppone alla forza
centrifuga:
FC = ρV ·ω r 2

Se r>r0il corpo si sposta verso l’esterno


(centrifugazione)
(Con quale velocità ? Dipende dalla viscosità del
liquido; forse lo vedremo in seguito)
Moto di fluidi in un condotto
Fluidodinamica: Concetti importanti
Regime Stazionario: la velocità varia da punto a
punto, ma, in uno stesso punto, non varia nel tempo
(opposto: Regime Turbolento o Vorticoso)
Flusso stazionario o laminare

v0

Portata
Quantità di liquido che passa su una sezione del
condotto nell’unità di tempo
ΔV S ·vΔt
Q= = = S ·v
Δt Δt
u.d.m. m3/s, o litri/s
Legge di Continuità
Se la sezione del condotto varia, poiché (per un
fluido incomprimibile) la portata deve conservarsi in
ogni punto, la velocità deve anch’essa variare
V1 = S1 ·(v1 ·Δt )

V2 = S 2 ·(v2 ·Δt )
V1 = V2 ⇒ S1 ·v1 = S 2 ·v2

per un fluido incomprimibile la velocità è


inversamente proporzionale alla sezione del condotto
S1 < S 2 ⇒ v1 > v2
Legge di Bernoulli

Condotto orizzontale a sezione variabile (nel caso di


liquido privo di viscosità: attrito interno)

S1
S2
p1
v2 p2
v1
Le pressioni alle diverse sezioni sono diverse
1 2 1 2
Legge di Bernoulli p1 + ρ v1 = p2 + ρ v2
2 2

Poiché v2>v1 (perché?), p2<p1


la pressione è minore dove la velocità è più elevata
Legge di Bernoulli

Dimostrazione pratica: dove la


sezione è minore (e quindi la
velocità più alta), la pressione è
minore, come dimostrato dal
dislivello del fluido colorato

Fatto a prima vista antiintuitivo, su


cui sono basati molti fenomeni e
dispositivi importanti
Tubo di Venturi

Carburatore Aerografo

Bunsen Aerosol
Effetto Venturi
In tutti questi esempi, un
fluido costretto a
scorrere in un condotto
con un restringimento
genera una depressione p1 > p2
(pressione inferiore a
quella circosante), che
ha l’effetto di
risucchiare un altro
fluido.
Legge di Bernoulli: fisiologia
In un Aneurisma si crea una
dilatazione (cedimento), in
corrispondenza la pressione
aumenta, creando ulteriore
dilatazione (fino alla rottura)

In una Stenosi invece si crea un


restringimento del lume, in
corrispondenza la pressione
diminuisce, creando ulteriore
restringimento
Fluidi viscosi
Δv
S F = S · ·η
h Δh

I fluidi reali esibiscono in varia misura una forma di


attrito interno: oppongono resistenza a scorrere con
velocità differenti
La viscosità h quantifica questo fenomeno; è
caratteristica del fluido, e si misura in kg/m s = Pa s
(anche altre u.d.m. fra cui il Poise=10-1kg/m s)
Qualche valore di viscosità

acqua 8.94 × 10−4 Pa s


Sangue 3 to 4 × 10−3 Pa s
intero
etanolo 1.074 × 10−3 Pa s
glicerolo 1.5 Pa s
mercurio 1.526 × 10−3 Pa s
Legge di Poiseuille
Un liquido viscoso oppone
resistenza a scorrere in un
condotto: occorre mantenere una
differenza di pressione fra gli
estremi
Per un condotto cilidrico, la portata è data dalla
Legge di Poiseuille
π Δp·R 4
Q= · Oss: Dipendenza da R4
8 L·η
anziché R2
Q Δp·R 2
v= =
πR 2
8L·η
Legge di Poiseuille: applicazioni

La portata di fluido iniettato è direttamente proporzionale alla


pressione applicata ed alla 4a potenza del raggio; ed inversamente
proporzionale alla viscosità del fluido ed alla lunghezza dell’ago
Se raddoppio il diametro dell’ago, a parità delle altre condizioni,
la portata si moltilica per 16!

Il dislivello controlla la pressione e


quindi la portata
(Legge di Stevino)
Fenomeni di Superficie
Tensione superficiale
In un sistema di corpi o fasi diverse in equilibrio si possono
individuare:
o una ben definita superficie di contatto (2 fasi a contatto)
o una ben definita linea di contatto (3 fasi a contatto)
esempio a) superficie fra acqua e vapore; fra due liquidi
immiscibili; fra liquido e solido
esempio b) gocce di liquido galleggianti su altro liquido (olio,
acqua, aria)
Tensione superficiale

acqua saponata
L sbarretta mobile

La lamina tende a retrarsi: occorre applicarle una Forza per


impedirglielo. Si definisce la Tensione Superficiale
F
τ= ( N / m)
2L
cioè la forza per unità di lunghezza (2 superficie qui), tangente alla
superficie.
O anche: la forza agente tra due labbra derivanti da un taglio ideale di
lunghezza unitaria della superficie di un liquido.
Tensione Superficiale: interpretazione
microscopica
Le molecole del fluido si attraggono, entro
un certo raggio d’azione
Per le molecole che si trovano all’interno del
fluido, le forze delle altre molecole si
equilibrano con risultante nulla

Per le molecole che si trovano sulla


superficie del fluido, le forze non si
equilibrano: sono attratte verso l’interno!

Pressione di coesione: si deve spendere lavoro per portare una molecola


dall’interno in superficie
(mentre non se ne spende per spostarle rimanendo all’interno: dove la forza
risultante è nulla)
Tensione Superficiale: generalità
a) dimensioni: [t]=[F/L]=[MT-2]
b) u.d.m. N/m = J/m2
c) valore tipico: tacqua=7ÿ10-2 N/m
d) dipende dalla natura del liquido e del gas
e) diminuisce al crescere della temperatura
f) dipende molto dalla presenza di impurità

Si introduce il concetto di Tensione Superficiale non solo


per l’interfaccia liquido-gas, ma anche per altre
superficie di contatto (liquido-liquido immiscibile,
liquido-solido,...
Bolle
Lamina liquida con tensione
superficiale t

pi pe

Le forze di tensione superficiale tendono a ridurre le dimensioni della bolla:


debbono essere equilibrate da una pressione interna pi (dovuta al gas contenuto
nella bolla) maggiore della pressione esterna pi

Oss: le bolle sono di forma sferica, perché è la forma che minimizza la


superficie a parità di volume (cfr. problema di Didone)
Equilibrio della Bolla: Legge di Laplace
Fτ = 2·l·τ = 2·(2πR)·τ Fpi = S⊥· pi = (π R2 )· pi Fpe = S⊥· pe = (πR2 )· pe

La tensione superficiale agisce sulla circonferenza massima l=2pR


Le pressioni pi e pe agiscono sull’emisfera, ma la forza risultante è
quale si avrebbe se agissero sul cerchio massimo S=pR2

All’equilibrio, Fτ +Fpe = Fpi

4τ Legge di Laplace
Δp = pi − pe =
R Oss. si noti il fattore 2
per le 2 interfacce!
Tensione superficiale e respirazione

Nell’inspirazione il raggio degli alveoli passa da 0.05 mm a 0.1 mm


Con la tensione superficiale del muco (prossima a quella dell’acqua)
occorrerebbe una differenza di pressione di 7.5 mmHg
Il surfattante (DPPC) riduce la tensione, di più nelle cavità più piccole (effetto
Marangoni): basta una depressione di 1 mmHg
Ma se il surfattante non c’è... respirare diventa uno sforzo quasi impossibile
Esercizio: due bolle sono messe in
comunicazione. Cosa succede?
p0 Se il liquido è lo stesso (stessa t)

Legge di Laplace
R1 > R2 p2
p1

Δp = pi − p0 =
R

Siccome R1>R2 fl Dp1<Dp2 : la pressione è più alta nella bolla più


piccola: le due bolle non sono in equilibrio, l’aria si sposta dalla più
piccola alla più grande!
Legge di Laplace: esempio
Embolia gassosa (bolla di gas nel flusso)

p0 p1 p2
R1 R2

Siccome le curvature anteriore R2 e posteriore R1 sono


diverse R2<R1 fl Dp2<Dp1

la presenza della bolla di gas tende a bloccare il flusso!


Menischi
Ci sono liquidi che bagnano le
pareti (ad es. acqua su vetro) ed
altri che non le bagnano (se ne
ritraggono, ad es. mercurio su
vetro)

Sui primi la tensione superficiale all’interfaccia genera una forza


netta verso l’alto, sui secondi verso il basso
F = 2π Rτ
che viene bilanciata da una differenza di pressione fra il liquido
sotto il menisco e l’atmosfera sopra...
...applicando la legge di Stevino:
p = p0 − ρ gh

Fp = S ρ gh = π R ρ gh 2

perciò all’equilibrio il liquido nel condotto


(capillare) si innalza o si abbassa, rispetto al pelo
libero, di una quota

h= Legge di Jurin
Rρ g

Oss: nei capillari più sottili il liquido si innalza di più.


Temperatura
Indice dell’energia media associata ai moti microscopici
della materia

GAS: SOLIDI:
energia energia dei
cinetica moti
delle vibrazionali
molecole del reticolo
cristallino

E’ una grandezza fisica definita empiricamente:


per confronto fra sistemi in equilibrio termico...
...empiricamente, si vede che due sistemi in equilibrio
termico diverso, posti a contatto, evolvono verso un
equilibrio unico:
corpo corpo
“freddo” “caldo”

La misura della Temperatura è indiretta: ci si riduce cioè


a misurare altre grandezze fisiche, che da essa
dipendono, in virtù di vari fenomeni.
Il più utilizzato è la dilatazione termica:
Tutti i corpi mutano in varia misura le loro dimensioni,
in seguito ad un cambiamento di temperatura.
Termica

Pirometro
strumento per
misurare la
dilatazione
termica
l0 Dilatazione
l (T ) termica
lineare
l ( T ) = l 0 (1 + α Δ T )
Termica

a è il coefficiente di dilatazione termica lineare


caratteristico della sostanza: alcuni valori
Alluminio Oro Ottone Ferro Vetro
24ÿ10-6 K-1 14ÿ10-6 K-1 19ÿ10-6 K-1 12ÿ10-6 K-1 9ÿ10-6 K-1

Esercizio: di quanto si allunga una rotaia lunga 50 m, per l’escursione termica da


–20oC a +50oC ?

Δl = l0 ·α ·ΔT = 50 m·12·10−6 K −1 ·70 K = 0.04 m


Termica

Si hanno anche la Dilatazione Termica Superficiale e la


Dilatazione Termica di Volume
S ( T ) = S 0 (1 + β Δ T ) con β 2α
V (T ) = V 0 (1 + γ Δ T ) con γ 3α
In particolare, sulla Dilatazione Termica di Volume è basato
il funzionamento di vari tipi di Termometro
Termometro a liquido

0oC 100oC
Scala graduata
Tubo di piccola sezione
piccole variazioni di
(mercurio, alcol,...) volumefl variazioni
sensibili lungo il
capillare

Scala Celsius (oC)


0oC 100oC
Fusione del ghiaccio Ebollizione dell’acqua
Scale termometriche
Ne esistono diverse:

Celsius o centigrada: { 0oC = Fusione del ghiaccio


100oC= Ebollizione dell’acqua

{
Kelvin o assoluta: 0 K = “Zero Assoluto”
temperatura misurata da 273 K= Fusione del ghiaccio
un termometro a gas
rarefatto
Fahrenheit (USA, UK)
9
TF = TC + 32
{ 32oF = Fusione del ghiaccio
212oF=ebollizione dell’acqua

5
Temperatura assoluta
Con un termometro a gas
rarefatto, si osserva che
il Volume (o la
pressione) tendono ad
annullarsi,
indipendentemente dalla
natura del gas, ad una
temperatura T=273.15oC
Si deduce che tale temperatura è lo “zero assoluto”: la
cessazione di ogni moto di agitazione molecolare. Non
vi possono essere temperature inferiori, perciò la si
assume come 0K, lo zero della scala Kelvin o assoluta
T(K)=T(oC)+273.15
Calore
Scambio di energia interna (energia a livello
molecolare)
Definizione operativa: Q = C ·ΔT
Variazione di
Calore Capacità
temperatura
termica
u.d.m. cal (caloria) calore necessario per innalzare
di 1oC la temperatura di 1g d’acqua
Capacità termica, caratteristica del corpo: cal/oC
calore specifico C = c·m
(caratteristico della massa
sostanza)
Calore
La caloria (cal) è il calore necessario per innalzare
di 1oC (da 14.5 a 15.5oC) la temperatura di 1g
d’acqua
Quindi la capacità termica
dell’acqua è c = 1cal / C · g
o

kcal = 10 cal (kilocaloria)


3

Il Primo Principio della Termodinamica afferma


l’equivalenza fra Calore e Lavoro: il Calore è in
realtà una forma di Energia
1 cal = 4.18 J
Esempio: calorimetria
Scambio di calore in sistemi isolati e senza
scambio di lavoro meccanico
T1 T2
m1,c1 m2,c2 Due corpi con temperature iniziali diverse
sono posti a contatto

Q1 = −Q2 il Calore scambiato da 1 è opposto a


quello scambiato da 2:

c1 ·m1 ·(T f − T1 ) = −c2 ·m2 ·(T f − T2 )


si ricava la temperatura finale Tf comune (d’equilibrio):
c1m1T1 + c2 m2T2
Tf = (intermedia fra T1 e T2)
c1m1 + c2 m2
Capacità Termica
Q = C ·ΔT = C ·(T f − Ti ) C = m·c
c è il calore specifico, caratteristico di
ciascuna sostanza
Acqua Mercurio Piombo Alcool Aria (cp)
4186 J/ kg oC 139 J/ kg oC 129 J/ kg oC 2470 J/ kg oC 1003J/ kg oC

Es. Si mescolano in un calorimetro 2.5kg d’acqua a 15oC e50g d’alcool a 30oC. T


finale?
(2.5 kg )·(4186 J / kg ·o C )·15o C + (0.05 kg )·(2470 J / kg ·o C )·30o C
Tf = = 15.17o C
(2.5 kg )·(4186 J / kg ·K ) + (0.05 kg )·(2470 J / kg ·K )

Es.In una vasca 40l d’acqua a 10oC; si aggiungono 10l a 80oC. T finale?

(40 kg )·10o C + (10kg )·80o C


Tf = = 24o C
(40 kg ) + (10 kg )
Calore Latente
Calore (energia termica) che non si traduce in aumento di
temperatura, ma in una transizione di fase:
Fusione: solido-liquido
Evaporazione: liquido-vapore
Sublimazione: solido-vapore

A queste transizioni di fase è associata una riorganizazione delle


molecole, con assorbimento o cessione di energia: il calore latente
Transizioni di Fase
A certe temperature (caratteristiche della sostanza)la
cessione di calore non aumenta la temperatura, ma
fa passare parte del sistema da una fase ad un’altra
Il calore latente è il calore (=energia) necessario a
far subire la transizione ad una massa unitaria di
sostanza

Esempi importanti:
ghiaccio-acqua 80 cal/g
acqua-vapore 540 cal/g
Calore Latente
Calore di Fusione
Acqua Mercurio Alcool Ossigeno O2
(273 K=0oC) (234 K=-39oC) (159 K=114oC) (54 K)
3.5 105 J/ kg 0.124 105 J/ kg 1.2 105 J/ kg 0.172 105 J/ kg
(80 cal/g)

Calore di Evaporazione
Acqua Mercurio Alcool Azoto N2
(373 K=100oC)
2.4 106 J/ kg 0.283 106 J/ kg 0.844 106 J/ kg 0.201 106 J/ kg
(537 cal/g)
Tensione di vapore ed Ebollizione
La Tensione di vapore è la pressione alla quale liquido e
vapore coesistono (ad una certa temperatura)

Quando la tensione di vapore è uguale


alla presssione atmosferica (o
dell’ambiente) il processo di
evaporazione interessa tutta la massa
del liquido:Ebollizione
esercizi
1) Dell’acqua bolle su un fornello da 1kW.Quanto tempo impiega ad
evaporare 10g? Q = m·c = (0.010 kg )·(2.25·106 J / kg ) = 2.25·104 J
2.25·104 J
Q = w·Δt Δt = 3
= 22.5 s
10 W

2) Si pone 1 mole (=18 g) di ghiaccio a 0oC 1n 1.75 kg d’acqua a


15.5oC. Qual è la temperatura finale d’equilibrio?
Qgh = m·c f + m·c·(T f − T0 ) Qacqua = M ·c·(T f − T1 ) Qgh + Qacqua = 0
c(mT0 + MT1 ) − mc f
Tf = = 14.5o C
c(m + M )

3) In assenza di sudorazione evidente un adulto perde per


evaporazione (pelle/respirazione) circa 600g d’acqua al giorno.
Potenza dissipata?
Q m·ce 0.6 kg ·2.25·106 J / kg
w= = = 16W
Δt 24·60·60 s 24·60·60 s
Evaporazione: nella regolazione della temperatura corporea

Temperatura corporea: ideale stabile 37oC


Se, per temperatura esterna troppo elevata, o per eccessoivo
lavoro muscolare, la temperatura corporea tende a salire, il
corpo deve dissipare calore per abbassare la temperatura
Q = C ·ΔT

a tale scopo una quantità d’acqua coroporea viene fatta


evaporare (sudorazione) sottraendo così calore al corpo
Q = cev ·m liquido evaporato
Metabolismo: dissipazione del calore
prodotto

(a riposo)

w = (38·103 cal )·(4.18 J / cal )·2m 2 / (3600 s) 90 W

Come vengono “smaltiti”? Attraverso diversi


meccanismi di trasporto del calore
Propagazione del Calore: 1) Conduzione

Passaggio del Calore senza spostamento di materia, ad


es. tra due solidi a contatto
regolato dalla Legge di Fourier:
Q ΔT
= −k · A·
Δt Δx
1) Conduzione

cal
k è la conducibilità termica: C ·m·s
dipende dalla sostanza: alcune sostanze (quali rame,
argento,etc.) conducono il calore più facilmente di altre

Il calore scambiato per conduzione è proporzionale alla


superfiecie esposta: cfr. Fattore di Scala:

Qced ∝ A ∝ L2
Qmet ∝ M ∝ V ∝ L 3
Propagazione del Calore: 2) Convezione
Trasferimento di Calore mediante movimento di un
fluido

Convezione naturale: il
fluido caldo è “più
leggero” (meno denso) e
quindi sale

Convezione forzata
meccanicamente, ad es.
mediante un ventilatore
Propagazione del Calore: 3) Irraggiamento
La propagazione del Calore tramite onde
elettromagnetiche (principalmente IR)
oss: propagazione anche nel vuoto!
esempi: oggetto incandescente; il Sole
Irraggiamento
L’ Irraggiamento è regolato da unalegge
universale (Stefan-Boltzmann)
calore
scambiato Q Temperatura
= σ ·ε·T 4
ASSOLUTA
A·Δt
emissività
superficie 0<e<1
radiante tempo costante
universaleσ 5.7·10−8 W / m 2 ·K 4
Irraggiamento
Lo scambio termico fra un corpo e l’ambiente in cui
si trova perciò
Q
= σ ·ε·(T amb − Tcorpo )
4 4

A·Δt
è rilevante con differenze di temperatura molto elevate
Irraggiamento
Esercizio Un uomo si trova in una stanza a 22oC. La
temperatura della pelle è 28oC. La superficie corporea è 1.9
m2. Quanta potenza dissipa per irraggiamento?
( Nell’IR epelle=0.97)

q = ε· A·σ ·(T 4
pelle −T4
amb )=
= (0.97)(1.9 m 2 )(5.7·10−8W / m 2 ·K 4 )[(301 K ) 4 − (295 K ) 4 ]
66 W

Quindi circa 50% del metabolismo per irraggiamento.


Quanto per evaporazione? ed il resto ?
Applicazione: vaso di Dewar
Contenitore (Thermos) progettato per minimizzare
gli scambi termici fra il contenuto e l’ambiente

Come funziona?
Applicazione: vaso di Dewar
vaso di vetro a doppia parete, nell’intercapedine è
fatto il vuoto, e le pareti interne sono argentate
Il vuoto (o bassissima
pressione) nell’intercapedine
minimizza gli scambi per
convezione (e conduzione)
l’ argentatura delle pareti le
rende speculari, quindi con
emissività e molto piccola

Pertanto il sistema interno, scambiando poco calore con


l’esterno, tende a mantenere costante la temperatura (calda o
fredda)
Umidità

L’atmosfera è una miscela di gas diversi: N2 (78%),


O2 (21%), H2O (º1%), Ar (º1%),CO2(0.4%),...
vapor d’acqua
Legge delle pressioni parziali:
p = pN2 + pO2 + pCO2 + pH 2O +

Il contenuto d’acqua è variabile. Potremmo quantificarlo


come umidità assoluta (percentuale in massa), ma non è la
connotazione significativa per gli aspetti fisiologici.
Piuttosto quello che conta è...
L’umidità relativa
che quantifica il contenuto d’acqua
dell’atmosfera rispetto al contenuto massimo
possibile a quella temperatura:
pH 2O (pressione parziale del vapor d'acqua) quantità di vapor d'acqua presente
u= =
pv (T ) (pressione di vapore a quella T) quantità satura (massima) di vapor d'acqua

Perciò a parità di vapor d’acqua, se diminuisce la temperatura, l’umidità


relativa cresce, viceversa se la temperatura aumenta

In alternativa, si può dare il punto di rugiada: la temperatura (ipotetica)


alla quale l’umidità relativa di quell’atmosfera diventerebbe 100%, e
quindi l’acqua comincerebbe a condensare (rugiada)
Esercizio: in un ambiente non riscaldato a 10oC
l’umidità relativa è del 50%.Accendiamo il
riscaldamento e portiamo la temperatura a 25oC.
Quant’è ora l’umidità relativa ?
Temperatura (oC) 0o 5o 10o 15o 20o 25o 30o 35o 40o
Pressione di 0.61 0.87 1.23 1.70 2.34 3.17 4.24 5.62 7.37
vapore (kPa)

pv (10o C ) 1.23
u25o C = u10o C = 50%· = 19%
pv (25 C )
o
3.17

cioè ben al di sotto del livello di comfort (da 30%-40% a


50%-60%)
Campi Elettrici
Forze fra cariche puntiformi
Le due forze sono “uguali e
contrarie”.Perché?
Legge di Coulomb

Se q1,q2 sono dello stesso segno


Ø Forza repulsiva
Se q1,q2 sono di segno
oppostoØ Forza attrattiva
la costante di Coulomb kC è: kC = 9·109 N ·m 2 / C 2
Il Campo Elettrico
è la forza che agisce sulla generica carica esploratrice q (unitaria) per
effetto di più cariche (puntiformi o distribuite)
q1

q2 q
q3
Forza Risultante
q5
q4

F F = q·E
E= e quindi,
q
q è uno scalare, u.d.m. C (Coulomb)
E è un vettore, u.d.m. N/C (=V/m)
Campo: ha un valore in ogni punto dello
spazio (e può variare nel tempo)
es. Campo Elettrico
generato da una carica
positiva ed una negativa

es. Campo Elettrico in un


condensatore parallelo:
+ - In tutta la regione fra le
piastre E ha lo stesso valore
(modulo, direzione, verso)
Potenziale Elettrico
La Forza Elettrostatica è conservativa: il Lavoro fatto dal campo elettrico quando una carica q si
sposta da A a B non dipende dal particolare percorso
1
B
A
2

L [1]
AB =L [ 2]
AB =L [3]
AB = 3

Perciò possiamo definire una funzione del punto detta Potenziale Elettrico V(P) tale che

Lavoro fatto dal campo LAB = q·(V ( A) − V ( B))


elettrico per portare q da A a B
“differenza di potenziale”

u.d.m. V (Volt) =J/C


Campo Elettrico: effetti sui materiali
Per una vasta classe di materiali detti dielettrici o isolanti (es. vetro,
plastiche...)

Il campo elettrico agisce sulle cariche


positive (ioni) e negative e- ma non è
abbastanza intenso da provocare uno
spostamento macroscopico di cariche:
si hanno solo piccoli scostamenti
reversibili dalla posizione d’equilibrio

•Gli elettroni si scostano un po’ dalle posizioni degli ioni nel reticolo:
•si formano dei dipoli elettrici;
•non si creano correnti;
•se il campo esterno cessa il dipolo scompare
Campo Elettrico: effetti sui materiali:
Conduttori (es.metalli)

Gli elettroni e- (carica negativa) sono


liberi di muoversi all’interno del
reticolo cristallino degli ioni (“gas di
elettroni”)

In presenza di un Campo Elettrico...

E
e-

i (corrente)
...si genera una corrente elettrica
•è un movimento delle cariche (elettroni) in direzione
opposta ad E
•per convenzione è positiva
•tutto avviene come se fossero cariche positive a spostarsi
nella direzione di E
S sezione
L lunghezza
ΔQ Carica elettrica che u.d.m. Ampère A=C/s
i= attraversa la sezione
Δt
nel tempo Dt

•i può essere costante (non varia nel tempo)


•variabile (varia nel tempo, ad es. alternata)
Unità di misura delle grandezze elettriche
F 1m −F
Carica elettrica: Coulomb (C) 1C 1C
E’ una u.d.m. molto grande:
F 9·109 N !
es: carica dell’elettrone qe=-1.6 10-19C

Campo Elettrico: Newton/Coulomb (N/C)= Volt/metro (V/m)

Potenziale Elettrico: Volt (V) Si ha una d.d.p. di 1V se il lavoro fatto dal


Campo Elettrico su una carica di 1C è pari ad 1J
L = q·ΔV
Corrente Elettrica: Ampère (A)=C/s
Una corrente di 1A corrisponde al passaggio di 1C al secondo
Conduttori Ohmici
Per una vasta classe di materiali (conduttori ohmici, ad es. i metalli)
esiste un rapporto costante tra la d.d.p. DV ai capi del conduttore e la
corrente i che lo attraversa.
Tale rapporto è chiamato Resistenza del conduttore:

ΔV
=R Resistenza u.d.m. Ohm (Ω) = V / A
i

E i Si ha resistenza di 1W se, con una


d.d.p. di 1V, si produce una corrente
ΔV di 1A

I Legge di Ohm
ΔV ΔV
=R ⇔ i= ⇔ ΔV = i·R
i R
II Legge di Ohm
La Resistenza di una sbarra di conduttore ohmico è
determinata dalla sua geometria e dal materiale di cui è
composta:
L
S sezione R = ρ·
L lunghezza S
resistività r: grandezza caratteristica del materiale u.d.m. Wÿm

ad es. il rame (uno dei mogliori conduttori) ha r@2ÿ10-8 Wÿm


Quindi un filo di Rame lungo L=1 m con sezione circolare di raggio r=1 mm ha
Resistenza...

L 1m
R = ρ · = 2·10−8 Ω·m· = 0.6·10 −2
Ω(= 6 mΩ)
S π ·(10 m)
−3 2
Circuito elettrico
Conduttore con in serie elementi attivi (generatori di d.d.p.)
ed elementi passivi (resistenze)

- +

Le frecce indicano il verso di percorrenza della corrente (da + a -)


(in realtà si muovono gli elettroni, le cariche negative, in direzione
opposta)
(Parziale) analogia meccanica

Liquido viscoso: il
corpo scende a
velocità costante
(dissipando energia
per attrito)
Elevatore che porta il corpo ad
altezza h (spendendo lavoro)
Energia dissipata (Effetto Joule)
•Lavoro fatto dal campo elettrico: L= qÿDV
•In Dt si sposta la carica: q=iÿDt
•Lavoro fatto in Dt: L=iÿDVÿDt

L
Potenza: lavoro fatto per unità di tempo w = L = w·Δt
Δt
w = i·ΔV
Effetto Joule: il conduttore si scalda
ΔV ( ΔV ) 2
In un conduttore ohmico siccome i = w = i·ΔV = R·i 2 =
R R

NB: W, kW=103W, MW=106 W sono u.d.m. di potenza.


Invece kWh =103Wÿ3600 s=3.6ÿ106J è u.d.m. di energia.
Circuiti elettrici: Resistenze in Serie
R1 R2 i

A B C

VAC

La stessa corrente i passa nella resistenza R1 e R2


ΔVAB = i·R1 ⎫
⎬ I legge di Ohm
ΔVBC = i·R2 ⎭
ΔVAB + ΔVBC = i·( R1 + R2 )

Come se vi fosse una resistenza


ΔVAC equivalente R
R = R1 + R2 “Resistenze in serie si sommano”
Circuiti elettrici: resistenze in parallelo
R1
i1 i
R2
i2

DV
La stessa d.d.p. DV è presente ai capi di R1 e R2
ΔV
ΔV = R1 ·i1 i1 =
R1
ΔV
ΔV = R2 ·i2 i2 =
R2 Come se vi fosse una resistenza
ΔV ΔV 1 1 equivalente R
i = i1 + i2 = + = ΔV ( + )
R1 R2 R1 R2 “Resistenze in parallelo: si sommano i
ΔV 1 1 1 reciproci”
i= = +
R R R1 R2
Onde
Perturbazioni prodotte da una porzione di un mezzo
(materiale) che si propagano a tutto il mezzo
Onda unidimensionale: si propaga in una sola direzione
es. corda vibrante Ψ ( x; t )

Onda bidimensionale: si propaga su una superficie


es. onde sull’acqua
Ψ ( x, y; t )

Onda tridimensionale: si propaga nello spazio Ψ ( x, y, z; t )


Onde
Onda tridimensionale: es. onda sferica sonora
Onda di compressione del mezzo (aria, solido...)
Sorgente
Superficie sferica S1 raggio R1
Superficie sferica S2 raggio R2

Energia che attraversa S1 nell’unità di tempo P1 = I1 ·S1


Energia che attraversa S2 nell’unità di tempo
P2 = I 2 ·S 2
I è l’Intensità: Potenza/Superficie u.d.m. W/m2

Se il mezzo non assorbe energia P1=P2 quindi...


Onde
S1 R12
P1 = P2 ⇒ I1 ·S1 = I 2 ·S 2 ⇒ I 2 = I1 · = I1 · 2
S2 R2

L’Intensità di un onda sferica è inversamente proporzionale al quadrato della


distanza dalla sorgente

Similmente si vede che: l’Intensità di un onda bidimensionale è inversamente


proporzionale alla distanza dalla sorgente

Similmente si vede che: l’Intensità di un onda unidimensionale è indipendente dalla


distanza dalla sorgente

es. fonendoscopio: le onde sonore non si attenuano


perché propagano nei tubicini (unidimensionali)
Onde
Caratteristiche di un onda periodica
l Lunghezza d’onda: distanza fra
due massimi successivi

A Ampiezza: spostamento dalla


posizione d’equilibrio (+ o -)

T Periodo: intervallo di tempo in cui


il fenomeno si ripete

f , n Frequenza, f=1/T u.d.m. Hertz (Hz) =1/s


Onde

In un’onda periodica i massimi si spostano con


una certa velocità v, caratteristica del mezzo

v 1 λ 1 v v
λ = v·T = T= = f= =
f f v T λ
Nel caso delle onde sonore (onde di pressione in un mezzo
materiale) la velocità è determinata dalla densità e dalle
caratteristiche elastiche del materiale:
E p 7
vsolidi = E Modulo di Young vgas = γ γ= per l'aria
ρ ρ 5
In particolare, in aria a 20oC vsuono=343 m/s
(Nell’acciao vsuono=5100 m/s)
Onde
Le onde possono essere:
longitudinali se la perturbazione è nella direzione di propagazione
(suono)

Onde sonore in aria


Onde
Le onde possono essere:
trasversali se la perturbazione è perpendicolare alla direzione di
propagazione (luce)

Le onde trasversali possono essere


polarizzate (la perturbazione è sempre in
una stessa direzione
Onde
Fenomeni caratteristici della propagazione di onde:
Sovrapposizione di onde ed Interferenza
Il fenomeno dell'interferenza è dovuto alla sovrapposizione, in un
punto dello spazio, di due o più onde. L'intensità dell'onda risultante,
in un dato punto dello spazio, può essere maggiore (interferenza
costruttiva) o minore (interferenza distruttiva).

Si
sovrappongono
“in controfase”
Si
sovrappongono
“in fase”
Onde
Interferenza
L’effetto delle due onde si ottiene sommando gli effetti di
ciascuna: se sono “in fase” si ha interferenza costruttiva

Fori di Young
Interferenza costruttiva se la
differenza di percorso è l, 2l,
3l...

Interferenza distruttiva se la
differenza di percorso è l, 3/2 l,
5/2 l...
Onde armoniche
Un’onda generata da un oscillatore armonico in un mezzo
perfettamente elastico è di tipo sinusoidale o armonico
x − v·t
Ψ ( x; t ) = A·sin(2π )
λ
Un’onda periodica qualsiasi (in genere non armonica) si può sempre
considerare la somma di onde armoniche con lunghezze d’onda
multiple della fondamentale ed ampiezze definite (Teorema di Fourier)

Queste onde armoniche costtuiscono lo spettro del segnale


Spettro di un’onda

L’insieme delle
armoniche con le relative
ampiezze

es. una
voce
umana
Armoniche
Suoni con la stessa frequenza (stessa nota) possono essere
molto diversi: il timbro è determinato dal diverso spettro

Violino

Flauto
Onde acustiche: spettro
L’orecchio umano (soggetti giovani e sani) è in grado di percepire
suoni con frequenze comprese fra circa
fmin=20 Hz e fmax=20 kHz
Le corrispondenti lunghezze d’onda massima e minima (in aria) sono
v v
λmax = = 15 m λmin = = 0.015 m
f min f max
Al di sopra di 20 kHz si hanno gli ultrasuoni
Al di sotto di 20 Hz si hanno gli infrasuoni
Certi animali sono in grado di percepire entrambi. Ad es. il pipistrello emette onde
sonore con lunghezza di circa 1mm, che usa come sonar.
Qual è la frequenza?
v 343 m / s
f = = 3.5·10 5
Hz si tratta dunque di ultrasuoni
λ −3
10 m
Ultrasuoni: ecografia
Metodo diagnostico per immagini che usa un
fascio di ultrasuoni (da 2 MHz a 20 MHz)
generato da una sonda. Gli ultrasuoni riflessi
vengono rilevati, dal ritardo dell’eco un computer
calcola la profondità della struttura che l’ha
prodotto.

La velocità del suono in acqua è circa 1500 m/s.


Qual è il dettaglio più fine che si può risolvere in
ecografia ? Perché si usano gli ultrasuoni ?

v 1500 m / s
λ = v·T = = 1 mm Le frequenze più alte danno maggior
f 2·106 Hz dettaglio ma penetrano meno in
profondità.
Effetto Doppler
I suoni che ci arrivano da una sorgente in movimento hanno
frequenza diversa da quella della sorgente
l1<vsT l2>vsT
f1>f0 f2<f0

vs vs
f1 = f 0 f2 = f0
vs − v vs + v
L’eco-Doppler usa questo spostamento
di frequenza (da parte del tessuto che
riflette gli ultrasuoni) per
rappresentare il flusso sanguigno
eco-Doppler di una carotide
Intensità sonora e scala dei deciBel (dB)
Un soggetto adolescente in perfetta salute percepisce suoni di
intensità minima I0=10-12 W/m2
Un’ intensità sonora di IMAX=1W/m2 è la soglia del dolore

I
Si definisce l’intensità in deciBel : I dB = 10 log10
I0

I0
Così : I 0 dB = 10 log10 = 0dB
I0
1W / m 2
I MAXdB = 10 log10 −12 2
= 120dB
10 W / m
Esercizio Quali frequenze si possono produrre
con un flauto dolce lungo 60 cm?

E’ un tubo aperto ad entrambe le estremità: ivi la pressione è quella


atmosferica e quindi si ha un nodo dell’onda
(come una corda con estremi fissi)

2 2L
λn = 2 L, L, L =
3 n

La frequenza più bassa è perciò


vs 343 m / s
f min = = 285 Hz
λmax 1, 2 m
deciBel
La scala dB non è lineare per render meglio conto della grande diversità delle
intensità, ed anche perchè la “sensazione sonora” non è proporzionale all’Intensità

es. Se un violino produce 60dB, 10 violini che intensità produrranno?


10 I (1) I (1)
I (10) = 10 I (1) ⇒ I dB (10) = 10 log10 = 10(log10 10 + log10 ) = 10 + 60 = 70 dB
I0 I0

I X 10 IdB +10
IX2 IdB +10 log102= IdB + 3

es. Un martello pneumatico produce 100 dB ad 1 m di distanza. Che intensità


produce a 5 m?
12 I (1 m) I (1 m) I (1 m)
I (5 m) = I (1 m) 2 = ⇒ I dB (5 m) = 10 log10 = 10(log10 − log10 25) =
5 25 25·I 0 I0
I dB (1 m) − 14 dB = 86 dB
Onde Elettromagnetiche
Una carica elettrica q genera un Campo Elettrico E

Una corrente elettrica i (movimento di cariche) genera un Campo Magnetico B


Campo Magnetico: NMR

Un INTENSO campo Magnetico (1-3 T;


confronta il campo terrestre 5x10-5 T!)
orienta i protoni (nuclei d’Idrogeno).
Un’antenna radio emette onde che i
protoni possono assorbire
“rivoltandosi”. Dalla potenza assorbita
un computer ricostruisce la percentuale
di Idrogeno (acqua) dei tessuti.
Onde Elettromagnetiche
I campi Elettrico e Magnetico variabili nel tempo si propagano:
costituiscono le Onde Elettromagnetiche

Nelle Onde Elettromagnetiche i campi E e B sono perpendicolari fra


loro e alla direzione di propagazione: onde trasverse

La propagazione delle Onde Elettromagnetiche avviene anche nel vuoto; la velocità


8
è la velocità della luce, che nel vuoto vale c 3·10 m / s
(Einstein)
Onde Elettromagnetiche
Spettro delle Onde Elettromagnetiche:

Frequenza f Lunghezza d'onda λ


c c
f = λ= c 3·108 m / s
λ f

Al variare della lunghezza d’onda (o della


frequenza) si manifestano come fenomeni molto
diversi:
onde radio
microonde
IR
luce visibile
UV
raggi X
raggi g
Onde Elettromagnetiche
Quantizzazione dell’Energia

L’energia associata alla radiazione EM si manifesta in “pacchetti”


detti quanti (Einstein, Planck), ciascuno con energia data dalla
formula di Planck:
E = h· f h è la costante di Planck: h = 6.63·10−34 J ·s = 4.14·10−15 eV ·s
Effetto Fotoelettrico: solo radiazione di energia abbastanza alta (l abbastanza
piccola) riesce a “scalzare” gli elettroni dal metallo.
Radiazione con l più lunga, anche se molto intensa, non ci riesce.

Oss. L’ elettron-Volt (eV) è u.d.m. dell’energia: l’energia acquistata


da un elettrone accelerato dalla d.d.p. di 1V
1 eV=1.6 10-19J
Luce

L’energia E trasportata da un quanto (fotone) di onda EM dipende


dalla frequenza f (o da l).
Possiamo classificare le onde in base a f, l, E:

Origina da transizioni
a) Basse frequenze E =1π10 eV
(luce visibile) atomiche degli elettroni di
valenza (+ esterni)

Azoto

Ferro
Raggi X

L’energia E trasportata da un quanto (fotone) di onda EM dipende dalla frequenza


f (o da l).
Possiamo classificare le onde in base a f, l, E:

Origina da transizioni
b) Frequenze intermedie E ºkeV
(raggi X) atomiche degli elettroni più
interni, o dal frenamento di
elettroni accelerati
(d.d.p.º1 kVπ100kV
Raggi g
L’energia E trasportata da un quanto (fotone) di onda EM dipende dalla frequenza
f (o da l).
Possiamo classificare le onde in base a f, l, E:

c) Frequenze elevate E ºMeV Origina da transizioni


(raggi g) nucleari (interazioni “forti”)

Es: 60Co:
Decade in uno
stato eccitato del
60Ni, che in

seguito emette
due fotoni

Es. radiografia g di un TIR


Raggi X: radiografia
Radiazioni EM con Energie fino a 100 keV. Importanti applicazioni diagnostiche
fin dalla scoperta (W. Roentgen 1895)
La prima radiografia: la
Prodotti da un “Tubo a raggi X” mano della signora
Roentgen

Gli atomi a più alto


numero atomico
assorbono di più i raggi
X. Così le ossa (20Ca)
lasciano un’ombra sulla
pellicola fotografica.
Esempi
Esercizi
La Luce violetta ha lunghezza d’onda l=400 nm.
Qual è l’energia di un fotone?
λ
4·10−7 m 1
λ = 400 nm = 4·10 m −7
T= = 8
= 1.3·10 −15
s f = = 7.5·1014
Hz
c 3·10 m / s T
E = h· f = (4.14·10−15 eV / s )·(7.5·1014 Hz ) 3.1 eV
(cfr. energie transizioni atomiche)

Un tubo a Raggi X è alimentato a 70kV.


Qual è la lunghezza d’onda (minima) della radiazione prodotta?
E 70 keV
d .d . p. = 70 kV = 7·104 V E = 70 keV f= = 17·1018 Hz
h 4.14·10−15 eV / s
1 1
T= = 18
= 5.9·10 −20
s λ = c·T = (3·108 m / s)·(5.9·10−20 s) = 1.8·10−11 m
f 17·10 Hz
Radiazioni
Emissione di particelle o onde elettromagnetiche da parte di sistemi atomici o nucleari,
in conseguenza di transizioni da uno stato iniziale ad uno stato finale più stabile.

g
Ei

Ef a
carta alluminio piombo

Anche altri tipi di radiazione: neutroni, positroni,...


Il processo di emissione conserva l’Energia totale: la radiazione trasporta energia

Radioattività naturale e artificiale


Radiazione a
Emissione da parte di un nucleo di un nucleo di 42He (particella a)
Il nucleo 42He ha Z=2 e A=4 (2 protoni e 2 neutroni)
Il nucleo residuo perde 2 protoni e 2 neutroni fl ha massa A-4 e numero atomico Z-2

esempio: decadimento a dell’Uranio 238


238
92 U →90
234
Th + 42 α + 4.3 MeV
la particella a acquista (come energia cinetica) buona parte dell’energia sviluppata

decadimento “ a 2 corpi” fl spettro discreto (le a hanno tutte la stessa energia)


Radiazione b
Legata a transizioni che evvengono nel nucleo: un neutrone si trasforma in un protone,
emettendo un elettrone (ed un antineutrino)

n → p + + e− +ν (anche: decadimento β + o inverso : p + → n + e + + ν )

Il nucleo residuo perde 1 neutrone e acquista 1 protone fl ha la stessa massa A e


numero atomico Z+1

24
11 Na →12
24
Mg + e − +ν vita media 15 h

60
27 Co →60
28 Ni *
+ e −
+ν + 0.31MeV

decadimento “ a 3 corpi” fl spettro continuo (le b hanno diverse energie, fino ad un


valore massimo)
Radiazione g
Radiazione Elettromagnetica: emissione legata a riarrangiamenti dei costituenti del
nucleo (p,n). Energie da 1 MeV a decine di MeV.
La distinzione fra X e g è in parte convenzionale: il processo di emissione è diverso,
ma i fotono possono avere energie paragonabili
La radiazione g è molto penetrante: occorrono vari cm di Pb per fermarla

Nella “Bomba al Cobalto” (ora obsoleta) si sfruttavano per


radioterapia i raggi g emessi dal Nickel prodotto nel
decadimento b del Cobalto 60.

Ora si usa invece un LINAC


(acceleratore lineare, una “super
macchina a raggi X” che produce fotoni
da 4π25 MeV)
Legge del decadimento
radioattivo
Il decadimento di un particolare nucleo è un evento puramente probabilistico: ad ogni
secondo, ha una certa probabilità di decadere (non conta “quanto è vecchio”).
Se ci sono N(t) nuclei al tempo t, quanti ne saranno decaduti (e quanti rimasti) dopo un
certo intervallo di tempo?
ΔN
= −λ N (t ) ⇒ N (t ) = N 0 ·e − λt
Δt
l: costante di decadimento [T-1] è una costante caratteristica del particolare processo

Legge di decadimento esponenziale:


tanto più rapida quanto più grande è l
Vita media ed emivita
In conseguenza della Legge del Decadimento, la vita media di un nucleo è t=1/l
Più spesso viene usato il tempo di dimezzamento (o emivita) :

ln2
t1 = (ln2  0.69)
2
λ
E’ il tempo che deve passare perché siano decaduti la metà dei nuclei presenti ad un
dato istante iniziale:
Dopo t½ sono rimasti ½ di N0
Dopo 2 t½ sono rimasti (1/2)2=1/4 di N0
Dopo 3 t½ sono rimasti (1/2)3=1/8 di N0
etc.
Ad ogni t½ il numero di nuclei rimasti si dimezza
Attività radioattiva
L’ attività di un campione radioattivo è il numero di decadimenti al secondo che si
producono nel campione
E’ data dal numero di nuclei presenti per la probabilità che uno di essi decada

R(t ) = N (t )·λ = λ · N 0 ·e − λt
Quindi l’attività diminuisce esponenzialmente mano a mano che il campione decade.

Gli isotopi a vita media breve producono molti decadimenti, ma “si


consumano in fretta”
Gli isotopi a vita media lunga invece durano per anni o secoli
nell’ambiente (o nell’organismo) che abbiano contaminato
Esercizio
L’isotopo radioattivo del potassio 42K decade b con tempo
di dimezzamento di 12 h
42
19 K →42
20 Ca + β −

Data una certa quantità di nuclei 42K (preparata artificialmente a


scopo diagnostico) quanto ne è rimasto dopo 3 giorni?

3 gg = 96 h = 6·t 1
2

1 1 1 1 1 1 N0
N fin = N0 · · · · · · = circa 1.6%
2 2 2 2 2 2 64

Quindi non si può conservare a lungo: occorre


produrlo in situ
Radiazione ionizzante
La radiazione elettromagnetica (X,g) viene assorbita progressivamente dai
materiali, in modo che dipende dall’energia della radiazione e dalla natura del
materiale (i materiali ad alto numero atomico la assorbono più in fretta).
Il processo principale è la ionizzazione atomica: cessione di energia ad un
elettrone, che può lasciare l’atomo.
Se l’energia dei fotoni è sufficiente (cfr. 13 eV energia di ionizzazione
dell’ Idrogeno) si possono rompere le molecole.
Se queste molecole fanno parte di un tessuto vivente e sono fondamentali per la
vita delle cellule si produce un danno biologico.
Per avere un OdG delle lunghezze d’onda:

h·c h·c (3·108 m / s )·(4·10−15 eV ·s )


h· f = ≥ 13 eV ⇒ λ≤   10−7 m
λ 13 eV 13 eV

Quindi dall’ UV in poi la radiazione EM è, in varia misura,


ionizzante (capace di produrre danno biologico)
Spessore di dimezzamento
La radiazione elettromagnetica (X,g) viene assorbita progressivamente dai
materiali. Penetrando alla profondità x nel materiale l’intensità si riduce:

I ( x) = I 0 ·e − μ x
m è il coefficiente di assorbimento
ln2 lineare [L-1]
x1 =
2
μ
x1/2 è lo spessore di dimezzamento: ad ogni spessore x1/2 attraversato l’intensità
si dimezza.
x1/2 dipende dall’energia e dal materiale (es. tessuto osseo in radiografia)
Lo
Lo spessore
spessore di
di dimezzamento
dimezzamento
MATERIALE Co 60 Cs 137 I 131 Ra 226

Piombo 1,1 cm 0,9 cm 0,4 cm 1,4 cm

Ferro 1,8 cm 1,5 cm 1,1 cm 2,3 cm

Calcestruzzo 5,4 cm 4,6 cm 3,2 cm 7,1 cm

Mattoni 6,2 cm 5,8 cm 3,6 cm 8,2 cm

Acqua 12,5 cm 11 cm 7,3 cm 16,5 cm

Legno 18 cm 16 cm 10,3 cm 23,5 cm


Range ed energia di particelle diverse
Dipendenza del range dall’energia
scala
R(E)H2O in acqua (~ tessuto biologico)
logaritmica
(cm) protoni
100
elettroni
10 alfa
1 e
p
0.1
E
0.01 0.1 1 10 100 1000 (MeV)
scala logaritmica
Misura della radioattività
Attività: numero di disintegrazioni nell’unità di tempo
u.d.m. SI: Becquerel (Bq) 1Bq=1 disintegrazione al
secondo
altra u.d.m. precedente:
Curie (Ci) 1Ci=disintegrazioni di un grammo di Radio al
secondo1Ci=3.7 1010Bq

Per la legge del decadimento esponenziale, l’attività


di un campione radioattivo diminuisce
esponenzialmente nel tempo: è fondamentale quindi
conoscere il tempo trascorso da quando il campione è
stato preparato
Assorbimento di radiazione
Si misura l’energia assorbita: dose
u.d.m. Gray (Gy) 1 Gy=1J/1kg (di tessuto esposto)
altra u.d.m. precedente: rad = 10-2Gy

Al fine di determinare il danno biologico, è rilevante se ad una certa dose sia stato
esposto tutto il corpo (“full body dose”) o solo un distretto

Dosimetro tascabile

Non solo: alcuni tipi di radiazione sono “più efficaci” di altri nel produrre danni
biologici. Si introduce un fattore di correzione che tiene conto di questa diversa
“dannosità” a parità di dose: RBE (Efficacia Biologica Relativa)

Ad es. per X o g RBE=1

per a, n RBE=10
Dose equivalente
La dose equivalente tiene conto della diversa efficacia
biologica:
dose equivalente=dose x RBE
u.d.m. Sievert (Sv) =Gy x RBE
altra u.d.m. precedente ma molto diffusa: rem =rad x RBE

Indicativamente: Dose Letale Full Body circa 500-600 rem (5-6 Sv)
ORDINI DI GRANDEZZA
• Dose totale assorbita in un trattamento radioterapico 60 Gy
(es. 30 frazioni da 2 Gy, 5 volte alla settimana)
• Dose assorbita in un esame RX diagnostico qualche mGy
(in superficie) Dose Efficace dell’ordine dei 100μSv/mGy
• Dose assorbita in esame di Medicina Nucleare (es.scintigrafia
ossea)
Dose superfici ossee 10.5 mGy
Midollo osseo 1.22 mGy
Dose (total body) 1.03 mGy
Dose efficace 1.82 mSv
• Dose efficace annuale da sorgenti di radiazione naturale 2.0 mSv
(in aree particolari si può arrivare a circa 17 mSv)
0.15 Annual USA EPA cleanup standard
0.25 Annual USA NRC cleanup standard for individual sites/sources[citation needed]
0.27 Annual USA dose from natural cosmic radiation (0.16 coastal plain, 0.63 eastern Rocky Mountains) [5]
0.28 Annual USA dose from natural terrestrial sources [5]
0.39 Annual Global level of human internal radiation due to radioactive potassium[citation needed]
0.46 Acute Estimated largest off-site dose possible from March 28, 1979 Three Mile Island accident[citation needed]
0.48 Day USA NRC public area exposure limit[citation needed]
0.66 Annual Average USA dose from human-made sources [6] 1 Annual Limit of dose from all DOE facilities to a member
of the public who is not a radiation worker [6]
1.1 Annual 1980 average USA radiation worker occupational dose [6]
2 Annual USA average medical and natural background [5]
2.2 Acute Average dose from upper gastrointestinal diagnostic X-ray series[citation needed]
3 Annual USA average dose from all natural sources [6]
3.66 Annual USA average from all sources, including medical diagnostic radiation doses[citation needed] few Annual Estimate of
cobalt-60 contamination within about 0.5 mile of dirty bomb[citation needed]
5 Annual USA NRC occupational limit for minors (10% of adult limit)
5 Pregnancy USA NRC occupational limit for pregnant women[citation needed]
6.4 Annual High Background Radiation Area (HBRA) of Yangjiang, China [7]
7.6 Annual Fountainhead Rock Place, Santa Fe, NM natural[citation needed]
10–50 Acute USA EPA nuclear accident emergency action level [6]
50 Annual USA NRC occupational limit (10 CFR 20)
100 Acute USA EPA acute dose level estimated to increase cancer risk 0.8% [6]
120 30 years Exposure, long duration, Ural mountains, lower limit, lower cancer mortality rate[8]
150 Annual USA NRC occupational eye lens exposure limit[citation needed]
175 Annual Guarapari, Brazil natural radiation sources 250 Acute USA EPA voluntary maximum dose for emergency non-
life-saving work [6]
260 Annual Ramsar, Iran, natural background peak dose [9]
500 Annual USA NRC occupational whole skin, limb skin, or single organ exposure limit
500 30 years Exposure, long duration, Ural mountains, upper limit (exposed population lower cancer mortality rate) [10]
750 Acute USA EPA voluntary maximum dose for emergency life-saving work [6]
500-1000 Acute Low-level radiation sickness due to short-term exposure
500-1000 Detonation World War II nuclear bomb victims[citation needed]
4500-5000 Acute LD50 in humans (from radiation poisoning), with medical treatment.
Qualche range di penetrazione

ƒa da 1-10 MeV 1-10 mm


ƒb da 10 keV-1MeV 10 mm- 5 cm
ƒX,g da 10keV-1MeV 1mm-10 cm