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Natante da diporto polifunzionale

L’idea consiste nel creare un natante da diporto che sia utilizzabile in diversi modi.

Il primo esperimento è stato effettuato nell’agosto del 2007.

I sottoscritti Consolo Domenico nato a Messina il 18/04/1945 e De Vita Giovanni Nato a


Taranto l’11/11/1968 sono gli ideatori.

Il primo esperimento è stato quello di modificare una lancia che misura 405 cm in
vetroresina, progettata dal costruttore (come rappresentato nelle allegate foto All.1) per
essere condotta a remi o con motore fuoribordo fino ad un max di 15 cv., per renderla in
grado di navigare anche a vela (come rappresentato nell’allegato filmato masterizzato su
supporto DVD, che sarà successivamente prodotto)

• Si è provveduto a tagliare la chiglia per alloggiare la “scassa” che contiene la deriva


(una lamina in alluminio) estraibile a mano.
• E’ stato forato il vano di prua per alloggiare un albero in allumino.
• Sono stati installati diversi “cavallotti” per agganciare le sartie, la punta
dell’antenna che regge la vela Latina, lo strozza scotto che serve per “cazzarla”.
• Sono stati applicati due “augliotti” per alloggiare il timone appositamente costruito
in compensato marino.
• Sono stati praticati dei fori sul bordo per installare il tendalino.
• E’ stato chiuso il vano di prua
• Sono stati applicati sullo specchio di poppa nei due angoli opposti due reggicanna
standard.

Effettuato detto esperimento con esiti soddisfacenti, abbiamo immaginato un’evoluzione


del primo prototipo così descritta:
• La scassa della deriva dovrà essere chiusa in modo che contenga internamente alla
barca la deriva in posizione orizzontale e parallela alla chiglia. In posizione di deriva
rientrata, la stessa dovrà essere posizionata in modo tale che la parte più lunga
(quella non smussata) combaci perfettamente con il taglio nella chiglia allo scopo
che funga anche da tappo per detta fenditura. Sulla parte superiore della “tasca” che
contiene la deriva dovrà essere apposta una leva (tipo freno a mano delle
autovetture) che servirà ad estrarre o a ritrarre la deriva. Nella parte interna della
“tasca” dovranno essere stampate le guide della corsa della deriva, più precisamente
la deriva avrà due pioletti posti sulla parte superiore nei pressi dei due angoli. Il
pioletto posto sull’angolo adiacente al lato della deriva non smussato sarà incastrato
in maniera fissa sia sulla deriva sia sulla scassa nella parte più vicina alla chiglia in
modo che funga da perno per farla ruotare. L’altro che sarà opportunamente forato
sarà posto in maniera fissa sulla deriva mentre sulla tasca, quando è in posizione di
deriva rientrata alloggerà in un incavo, quando la deriva si muove correrà lungo un
percosso (settore circolare) fino alla fine corsa dove alloggerà in un incavo. Gli
incavi di alloggiamento del pioletto mobile (forato) saranno a loro volta forati al
fine di consentire il passaggio di un asse di metallo che funga da blocco per
entrambe le posizioni
• 2 timoni posti sui due lati opposti della poppa installati su una struttura in modo
che possano stare in posizione fuori acqua e in acqua vedi figura (All. 2). Ai due
timoni sarà applicato un meccanismo che sincronizza i movimenti e porti i comandi
in corrispondenza della parte più a poppa della scassa della deriva, con una ruota
del minor ingombro possibile ma governabile da entrambi i lati della barca. Le pale
dei timoni saranno anche estraibili e potranno essere posizionate in un apposito
alloggiamento ricavato nella tasca della deriva.
• Il vano di poppa dovrà avere essere chiuso sul lato che guarda a prua e scomposto
in due comparti isolati con apertura dall’alto. Saranno predisposti rispettivamente
per contenere la batteria e il serbatoio con i rispettivi collegamenti per la luce di
posizione/motore. La parte superiore dell’intero vano di prua dovrà altresì essere
conformata per contenere ( a scomparsa) il tendalino.
• Sulla parte laterale dello doppio scafo, il più vicino possibile ai bordi, dovranno
essere incavati degli alloggiamenti (a scomparsa) per i remi.
• Il bordo dello scafo in vetro resina dovrà essere innalzato di almeno 20 cmm e
dovrà essere conformato con movimento circolare nella misura necessaria a
avvolgere un tubolare di almeno cm 30 di diametro finendo a non oltre ¼ della sua
circonferenza. I tubolari e la struttura in vetroresina avranno un’interruzione,
all’altezza della posizione di alloggiamento scalmi più vicina alla prua, della misura
necessaria a consentire una comoda rotazione dei remi. L’interruzione sarà anche
utile per consentire la pesca senza avere ingombri. Proseguendo verso la prua i
tubolari fissi, saranno sostituiti da due comuni parabordi terminanti
rispettivamente con n° 2 occhielli e saranno agganciati allo scafo che avrà la stessa
forma precedentemente descritta con l’aggiunta di n° 4 alloggiamenti per gli
occhielli. Detti alloggiamenti potranno aprirsi e chiudersi in modo da sganciare i
parabordi e utilizzarli come rulli per atterrare e far muovere la barca sulla spiaggia,
ghiaia o superfici non taglienti. La struttura di alloggiamento del due parabordi di
prua lascerà libera la prua per lo spazio necessario ad agganciare un bompresso in
legno/alluminio o estensione in vetroresina, che consentirà l’installazione del
fiocco
• All’albero, che dovrà essere allungato sarà agganciato un boma che ruoterà su un
asse passante al suo interno per tutta la sua lunghezza in modo da avvolgere la vela
su se stesso, e che abbia un piccolo ingranaggio con due ruote dentate e un
manovella per riavvolgere la vela e un dente di blocco corsa che consente di issare la
vela gradualmente. Il boma dovrà essere agganciato all’albero in modo tale da
consentire un movimento che lo porti in posizione parallela all’albero e che la parte
finale del boma si incastri in un apposito alloggiamento posto all’altezza necessaria
sull’albero. Si può sperimentare una specie di protuberanza posta sulla parte finale
del boma (verso poppa) che va ad incastrasi in un buco effettuato nell’albero ove
sarà inserita anche una carrucola utile a tirare il boma verso l’albero.
• Innalzando i bordi della barca si otterrà che potranno essere ricavate sul fondo della
stessa delle stive utili ad contenere le dotazioni di sicurezza (salvagente circolare e
n° 4 salvagenti). Chiudendo i due sedili centrali e immaginando un’apertura
dall’alto si possono ottenere degli scoparti per contenere attrezzatura da pesca o
portavivande.
• Nel vano di prua ove è alloggiato l’albero dovrebbe essere installato un argano che
contenga circa 500 m corda per l’ancora.