You are on page 1of 32

GIAP

IMPRESSIONI
DI FINE
OTTOCENTO

PO
NE
Barchessa
di Villa
Giovannina
VILLORBA | TV

dal 20 aprile
al 9 giugno
2019

Opere dalla Sindaco


Collezione Marco Serena
Guarnieri
Assessore alla cultura
A cura di Eleonora Rosso
Daniel Buso
Ufficio stampa
Coordinamento Mauro Gen�le
Mostra
Elena Zannoni

Marke�ng e
comunicazione
Andrea Paglia
OCCHI SUL GIAPPONE
Eleonora Rosso

La Barchessa di Villa Giovannina è sicuramente un punto di riferimento


per even� dal cara�ere internazionale, finestra aperta a mondi culturali
diversi e affascinan� ma altre�anto complessi.

In questa mostra dal sapore misterioso la cultura ed il paesaggio


giapponese si offrono agli occhi dell’osservatore a�raverso stampe
fotografiche di fine O�ocento che ritraggono scorci di vita, costumi,
tradizioni ed ambien� del tempo dove l’uomo e la natura vivono in una
perfe�a armonia.

La nostra mente viene così ca�urata da queste immagini lontane dalla


tradizione europea per rimanere da una parte estasiata di fronte al
diverso e dall’altra sorpresa di riuscire a cogliere, tra i vari aspe�, la
delicatezza dei ges�, il vigore della natura e l’inebriante profumo dei
ciliegi in fiore che ancora oggi tu�o il mondo ammira.
IMPRESSIONI DI FINE OTTOCENTO
Daniel Buso

La mostra presenta una selezione di immagini fotografiche tu�e


provenien� dalla straordinaria collezione di Valter Guarnieri. Il
collezionista trevigiano ha raccolto nel corso di mol� decenni cen�naia
di opere d’arte provenien� dall’Estremo Oriente.
La mostra accoglie 66 fotografie all’albumina, perlopiù inedite, prodo�e
in diversi studi fotografici giapponesi. Tra gli autori troviamo alcuni
grandi interpre� come Kusakabe Kimbei (1861 – 1934) fotografo
pi�orialista della “Scuola di Yokohama”, Felice Beato (1832 – 1909) tra i
primi autori occidentali ad entrare in Giappone, paese in cui aprì il
proprio studio. Altro importante interprete del genere è Adolfo Farsari
(1841 – 1898), vicen�no che tes�monia il rapporto privilegiato dell’Italia
con il paese del Sol Levante.

Il Giappone è un paese traboccante di fascino e mistero. Un complesso


arcipelago composto da circa 7.000 isole che galleggia ai margini
dell’Oceano Pacifico. I mo�vi per un viaggio sono innumerevoli. La sua
natura, uno dei sogge� di questa mostra, è rigogliosa e variegata,
sopra�u�o nel periodo che va da marzo a maggio quando si compie
l’hanami, ovvero la fioritura dei ciliegi. Anche il mare è protagonista,
circonda il Giappone e si insinua al suo interno creando una delicata
armonia tra l’uomo e l’acqua. Talvolta tale equilibrio lascia spazio alla
distruzione generando la Grande Onda, ovvero lo Tsunami che
dall’Oceano si abba�e sulle coste, immortalata da Hokusai nella celebre
ukiyo-e. Il maremoto è conseguenza del terremoto, altro fenomeno che
cara�erizza la quo�dianità nell’Estremo Oriente. In più, la fascia
geologica in cui si trova il Giappone è costellata di vulcani, come il
celebre Monte Fuji. Eppure, la civiltà locale si è evoluta in perfe�a
empa�a con lo spazio circostante. Le archite�ure, gli alimen� e l’arte
sono la conseguenza di un uso moderato dei prodo� della terra e del
mare. La natura del Giappone è viva e vegeta ed è popolata da migliaia
di creature soprannaturali. È la base dello Shintoismo, la “Via degli Dei”,
una costruzione panteis�ca che si pone alla base della civiltà giapponese
e ne determina il rapporto con la natura.
GEISHA
Un’icona intramontabile del Giappone

Nell'immaginario comune il Giappone tradizionale è un paese popolato


di bellissime donne, le geisha.
La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo
noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abi� elegan�ssimi e modi
cadenza�), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale
altre�anto radicato, dalle col�ssime dame di corte del periodo Heian
(794-1185) alle cor�giane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben
immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pi�ore che meglio di
ogni altro ha res�tuito la vivacità dei quar�eri dei piaceri di Edo (a�uale
Tokyo).

La geisha è una tradizionale ar�sta e intra�enitrice giapponese. La


maiko è invece l’apprendista geisha, cara�erizzata da complicate
pe�nature, trucco elaborato e sgargian� kimono. La sua a�enzione
all’aspe�o esteriore ha fa�o sì che sia diventata, più che la geisha vera e
propria, lo stereo�po che in Occidente si ha della geisha stessa.
In epoca Tokugawa (1603 - 1867) il termine si riferiva anche a
intra�enitori maschi, ma progressivamente ruolo e nome si limitarono
alle sole interpre� femminili. L’analogia con la figura della cor�giana è
una forzatura, benché non sia da escludere che in mol� contes� e
spesso per necessità le geisha svolgessero anche il ruolo di pros�tute
nei quar�eri di piacere delle principali ci�à. Un periodo di grande
prosperità per le geisha fu l’epoca Meiji dal 1868, ma a par�re dalla fine
della Seconda Guerra Mondiale la professione entrò in un lento ma
inesorabile declino.

Due adolescenti in giardino


Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Tre ragazze che pranzano
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Geisha che suonano e danzano
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
VITA QUOTIDIANA
Prima della modernità

Il Giappone è un paese con una natura grandiosa, generosa pure se


responsabile di terribili colpi di coda come i catastrofici terremo� che
colpiscono frequentemente l'arcipelago. Un paese abitato da un popolo
laborioso e tenace, alle prese con a�vità produ�ve di vario genere,
dalla pesca all'agricoltura, fon� di sostentamento cruciali,
dall'ar�gianato al commercio. Un paese dalla cultura an�chissima, alla
quale si legano forme di intra�enimento sofis�cate, come il teatro Nō e
quello kabuki. Un paese nel quale, secolo dopo secolo, generazione
dopo generazione, molte peculiarità ar�s�che si sono originate e
perfezionate, alcune delle quali legate profondamente alla vita
quo�diana, come ad esempio quelle connesse con gli accessori da
indossare tu� i giorni.

La mostra ospita immagini di viaggio, rappresentazioni della col�vazione


del té nella zona di Uji ed altre scene collegate alla quo�dianità come
l’acconciatura dei capelli e la preparazione dei pas�.

Acconciatura
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Preparazione della cena
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Viaggiatrici
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
SACRO
Dallo Shinto al Buddhismo Zen

In Giappone la religiosità è un fa�o piu�osto complicato, fru�o di


credenze autonome, innes� provenien� dall'esterno e rielaborazioni
inedite di ques� pres��.

La do�rina autoctona del paese è lo Shintō, la “Via degli Dei”, un sistema


di prece� religiosi e filosofici le cui origini si perdono nella no�e dei
tempi. Nato come sen�mento spontaneo, lo Shintoismo si è dotato di
cerimoniali e rituali ben stru�ura� solo in epoca avanzata, grazie
all'influenza di do�rine provenien� dall'Asia con�nentale.
Il Buddhismo, di origini indiane, giunse in Giappone nel VI secolo d.C.
nelle varian� messe a punto in Cina e Corea. O�enne immediatamente
un grande seguito, divenendo religione di stato per esplicito volere della
corte imperiale. Nei secoli successivi la sua popolarità ebbe fasi alterne
finché, nel periodo Edo (1603-1868), dove�e subire una certa
decadenza. Il Buddhismo non è una do�rina univoca, e per questo
numerose sono le sue filiazioni, se�e e scuole, anche in Giappone.
Sicuramente, l'elaborazione più originale messa a punto nell'arcipelago
è stata quella del Buddhismo Zen: la scarsa a�enzione per la le�ura dei
tes� e per la preghiera, e al contrario la grande importanza a�ribuita alla
meditazione e al rapporto tra discepolo e maestro, sono fa�ori - tra gli
altri - che hanno reso lo Zen la do�rina filosofica predile�a dai membri
della classe militare, i quali supportavano templi e monasteri dove molto
diffusa era la pra�ca di tentare di raggiungere l'Illuminazione a�raverso
la realizzazione di opere d'arte, in specie pi�ura e calligrafia.
Dalla Cina giunsero in Giappone anche il Confucianesimo, ado�ato
nell'amministrazione della cosa pubblica per l'importanza che a�ribuiva
al rispe�o delle gerarchie, e il Taoismo, quella filosofia il cui scopo
ul�mo è il raggiungimento dell'immortalità, fisica e spirituale.
Quest'ul�mo, pur non a�ecchendo organicamente, ha comunque
lasciato tracce di sé nella cultura giapponese, ad esempio nella
diffusione dell'iconografia dei maggiori suoi rappresentan�.

Buddha di Kamakura
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Il Daibutsuden del Todaiji
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Portale di ingresso al mausoleo Tokugawa
nel tempio Zojoji di Shiba a Tokyo
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
ARCHITETTURA
In armonia con la natura

In questa sezione si evidenzia la capacità della popolazione giapponese


di intervenire in modo armonioso nel contesto naturale.
L’elemento principe è il ponte, grande fonte di ispirazione per i pi�ori
occidentali di fine ‘800. Si pensi a Monet che nella sua Giverny si fece
costruire un giardino giapponese con tanto di pon� con vista sulle nifee:
trasposizione europea di un paradiso Amida di matrice Buddhista.

Nella sezione si me�e in evidenza anche il cambiamento del paese


durante il rinnovamento Meiji. La metà dell'O�ocento è stata infa� per
il Giappone un momento cruciale della sua storia. Il paese viveva allora
una forte crisi economica e sociale, conseguenza di oltre due secoli di
quasi totale e consapevole isolamento dal resto del mondo. Verso l'inizio
del Seicento, infa�, il governo militare degli shōgun aveva deciso di
espellere dall'arcipelago tu� gli europei, accusa� di voler interferire
negli affari poli�ci anche a�raverso la conversione al Cris�anesimo che
in Giappone aveva o�enuto un grandissimo successo tra tu�e le classi
sociali. Nel giro di pochi anni, tra persecuzioni e mar�ri, gli stranieri
furono bandi�, ad eccezione di una comunità cinese e di un ristre�o
numero di olandesi protestan�, ai quali fu concesso di risiedere a
Nagasaki. La sfida dell'autosufficienza fu dapprima affrontata con
successo, ma cominciò a mostrare segnali di crisi proprio all'inizio del XIX
secolo. Inoltre, nel 1853 le navi militari statunitensi al comando
dell'ammiraglio Perry giunsero agguerrite nel porto di Yokohama per
chiedere con forza al governo giapponese di aprire i propri por� agli
stranieri, per instaurare rappor� diploma�ci e commerciali.
La situazione degenerò in pochi anni, così che rivolte scoppiarono in
tu�o il territorio finché la di�atura militare non fu desautorata e il
potere dell'imperatore restaurato. Fu una svolta radicale che si riflesse
nella convinta volontà dei giapponesi di modernizzare il paese
sull'esempio delle altre nazioni del mondo.

Ponte delle scimmie


Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Ponte a Nikko
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Il ristorante Ojiya
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
NATURA
Vita rigogliosa

Il Giappone è un paese ancor’oggi cara�erizzato da una natura fiorente


e rigogliosa.

Nonostante la pesante industrializzazione, la popolazione ha mantenuto


un rapporto privilegiato con la natura anche in funzione dello Shinto. Lo
Shintoisimo (o “Via degli Dei”) è infa� una forma di religiosità che, pur
non prevedendo preghiere o profe�, afferma l’esistenza di spiri� (kami)
che popolano gli elemen� della natura. Una cascata, un sasso, un albero,
sono “possedu�” da uno di ques� spiri� e vanno di conseguenza
venera� come incarnazioni del divino.

Il clima, la geografia e l'orografia del Giappone hanno fa�o sì che sul suo
territorio sorgessero spontanee e bellissime cascate (nachi), molte delle
quali ben note ai giapponesi fin da tempi an�chissimi, altre - meno
facilmente raggiungibili ma egualmente affascinan� - esplorate
sopra�u�o in anni recen� e meta di un sempre crescente turismo
naturalis�co. Molte di queste cascate sono considerate da mol� secoli
alla stregua di divinità (kami).

Cascata
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Sentiero di bambù
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Il Monte Fuji da Kamiide
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
HANAMI
Ammirare i fiori

Il Giappone è una terra di an�che tradizioni. L’hanami - le�eralmente


“ammirare i fiori” - è una di queste a�a ad indicare la consuetudine dei
giapponesi di riunirsi all’inizio della primavera per ammirare, in
par�colar modo, i fiori di ciliegio. Data la varietà clima�ca dell’arcipelago
l’hanami si svolge per un lungo lasso di tempo che, a seconda delle
zone, si sviluppa da febbraio a maggio. Il fiore di ciliegio, sakura, data la
sua delicatezza e la brevità del suo ciclo vitale è per i giapponesi simbolo
di fragilità, di rinascita; metafora unica della bellezza dell’esistenza.

L’osservazione dei fiori era una nobile pra�ca nell’an�ca Cina, da qui
deriva la tradizione che si è diffusa in Giappone grazie all’influenza della
cultura cinese. L’albero più comune per la pra�ca degli hanami nel Sol
Levante è sempre stato il ciliegio, di cui ne esistono molte varietà ed
ibridi, ma la più popolare è la Somei Yoshino, cara�erizzata da bellissimi
fiori bianchi con leggere sfumature rosa. C’è una leggenda che narra di
un sacerdote vissuto nel VII secolo d.C., conosciuto col nome di Enno
Ozuno. Secondo questa leggenda fu lui a piantare i primi alberi di ciliegio
in Giappone e per proteggerli lanciò una maledizione su chiunque
avesse provato ad abba�ere quelle piante. Da quei ciliegi sono derivate
tu�e le varietà e gli ibridi che si trovano oggi. Yoshino (le cui colline in
primavera si colorano del rosa pallido degli alberi in fiore) è la ci�à
d'origine dei ciliegi giapponesi: la leggenda racconta che gli alberi furono
pianta� nel VII secolo d.C. dal sacerdote En-no-Ozuno, che si dice avesse
scagliato una maledizione contro chiunque osasse abba�erli. Comunque
sia andata, gli yamazakura sono alla radice di cen�naia di ibridi o�enu�
in seguito e sono divenu� la varietà giapponese per eccellenza;
l'imperatrice Jito (645-702) veniva qui per ammirarne la fioritura.
La tradizione dell’hanami è ancora molto sen�ta in Giappone, tanto da
provocare anche vere e proprie migrazioni di milioni di giapponesi dalle
loro ci�à verso le sessanta località più famose del Paese.

Cascata
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Scena primaverile
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Scena primaverile a Koganei, Tokyo
Fotografia all’albumina
Periodo Meiji (1868 - 1912)
Un ringraziamento speciale a

VIVERE INSIEME
Partner della mostra