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Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale

Università degli Studi di Napoli Federico II

Instabiltà dell’equilibrio elastico


La crisi di una struttura può essere classificata in due categorie generali:
•Rottura del materiale (o plasticizzazione), fatica, crescita instabile di una cricca;
•Eccessiva deformazione dinamica di una struttura immersa in un flusso (flutter),
instabilità statica (instabilità dell’equilibrio elastico)
Le crisi (2) causano una perdita della funzione strutturale di progetto (incapacità di
assorbire ulteriori carichi e/o eccessive deformazioni) inducendo talvolta una crisi di
tipo (1)
Una buona parte della struttura di un velivolo è costituita da pannelli sottili,
longheroni di elevata snellezza e correnti a sezione sottile talvolta aperta. Tali
strutture sono soggette a cedimenti per instabilità statica dell’equilibrio elastico in
corrispondenza di carichi che molto frequentemente inducono stati tensionali ben al di
sotto del limite di proporzionalità e raramente di poco superiori al limite di
snervamento.
Per tali strutture il collasso è legato alle instabilità di tipo statico e quindi la predizione
dei carichi di instabilità di travi, piastre e pannelli irrigidite è di fondamentale rilevanza.
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Instabiltà dell’equilibrio elastico

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Progresso della strutture a traliccio

Pannello

Direzione in Tensione

Direzione in Compressione

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Instabilità elastica

All’aumentare del carico applicato le forze di compressione


nel pannello provocano l’insorgere di imbozzamenti:
instabilità locale del pannello

Alla riduzione del carico la struttura ritorna al suo stato


precedente: instabilità elastica
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Un pannello soggetto ad un carico di compressione


si imbozza: Panel Buckling.
Lo stesso carico a trazione non avrebbe creato
alcun problema.
Si pone quindi il problema di irrigidire il pannello
mantenendo il concetto di Lightweight Structure.
Piegare un pannello ha un sensibile effetto
di irrigidimento

Supportare il pannello con un corrente di


irrigidimento (tipica soluzione nelle
costruzioni aerospaziali

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Strutture a guscio puro (monocoque)


Si tratta della più semplice struttura. In
genere sono strutture cilindriche a parete
sottile senza alcun tipo di irrigidimento.
La resistenza strutturale di tali strutture è
limitata dalla tensione di buckling
(instabilità). Sopportano solo carichi
introdotti uniformemente attraverso le
sezioni trasversali (trazione e
compressione, flessione e torsione).
Carichi concentrati provocano instabilità
locali.
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Strutture a guscio rinforzato


Iil guscio è rinforzato da elementi longitudinali e/o trasversalial fine di:
innalzare il carico di crisi per instabilità
applicare i carichi anche in modo concentrato
L’efficienza strutturale, definibile per esempio con uno dei rapporti:
carico di crisi rigidezza
,
peso peso
cresce al crescere dei rinforzi. La complessità, e quindi i costi, sono
tuttavia anch’essi crescenti.

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Travi – Instabilità Euleriana


Nelle ipotesi di DSV:
d 2v d 2v d 2v Pcr
EI 2 = − M EI 2 = − Pcr v + v=0
dz dz dz 2
EI

v ( z ) = A cos µz + Bsenµz

2 Pcr v (0) = 0
µ =
EI v (l ) = 0

A=0 B = 0 soluzione banale (sola compressione)


Bsenµl = 0 senµl = 0 → µl = nπ con n = 1,2,3...

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B = 0 soluzione banale (sola compressione)


senµl = 0 → µl = nπ con n = 1,2,3...
2 Pcr Pcr l 2 n 2 2
π EI
µ = 2 2
= n π → Pcr =
EI EI l2
Questa soluzione implica che non è possibile determinare univocamente la soluzione
dell’equazione (differenzaile) di equilibrio e quindi una funzione: v ( z ) = A cos µz + Bsenµz

Tale condizione riflette la condizione di equilibrio indifferente, cioè più deformate di


equilibrio della struttura (n=1,2,….) sotto il carico Pcr. Il carico critico minore sarà per n=1:

π 2 EI Pcr π 2 EI π 2E π 2E
Pcr = ⇒ σ cr = = Pcr = 2 = Pcr = 2 = 2
l2 A l A l 2 λ
ρ
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Carico critico euleriano

π 2 EI π 2E l
Pcr = 2
σ cr = 2 con λ = snellezza della trave
l λ ρ
I valori dei carichi critici successivi (n=2,3….) sono maggiori e con maggior
numero di semionde → effetto dei vincoli.

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Nel caso di condizioni di vincolo diverse da quelle simply supported si arriva ad


un’analoga espressione del carico critico:

π 2 EI π 2E le
Pcr = 2
σ cr = 2 con λe = snellezza della trave
le λe ρ
le è la lunghezza efficace della trave (nel caso di trave ss corrisponde alla lunghezza
geometrica). “le “ è la lunghezza di una trave ss che ha lo stesso carico critico della
trave data di lunghezza l ma con differenti condizioni di vincolo.

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π 2 EI π 2E l
'
Pcr = σ cr = ' 2 con l = c coefficiente di vincolo
l '2 λ c

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Pcr e v ( z ) = Bsenµz Sono anche detti autovalori e autovettori


dell’equazione di equilibrio

Per una trave ideale (carico centrato e trave ad asse rettilineo) in corrispondenza del
carico critico si ha un punto di “biforcazione” (equil. Indifferente). C’e’ una biforcazione
in corrispondenza di ciascun carico critico.

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Instabilità in campo elastico non lineare

Modulo secante

Modulo tangente

Modulo ridotto

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Metodo di Ramberg-Osgood (modulo tangente)

n
εE σ 3 σ 
= +  
σ 0.7 σ 0.7 7  σ 0.7 
 17 
ln 
n = 1+  7
 σ 0.7 
ln 
 σ 0.85 

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n
εE σ 3 σ 
= +  
σ 0.7 σ 0.7 7  σ 0.7 
 17 
ln 
n = 1+  
7
σ 
ln 0.7 
 σ 0.85 

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σ  3  σ  
 n −1

ε= 1 +  
E  7  σ 0.7  
 
E
Et = n −1
3  σ 
1 + n 

7  σ 0.7 

“n” è detto fattore di forma e dipende dal materiale. Varia tra 8 e 35

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Effetto imperfezioni iniziali (trave ad asse non rettilineo)

d 2v d 2v0 2 P d 2v d 2
v0
EI 2 − EI 2 = − Pv posto: λ = 2
+λ v = 2
dz dz EI dz 2
dz
Assumendo come deformazione iniziale e sostituendo nell’eq. di equilibrio:

nπz d 2v π 2 ∞
nπz
v0 (z ) = ∑ An sen 2
+ λ v = − 2 ∑ n An sen
2 2

n =1 l dz l n =1 l
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n 2 An

nπ z λ2l 2
v ( z ) = A cos λz + Bsenλz + ∑ 2 sen α= 2
n =1 n − α l π
Essendo v=0 a z=0 e z=l si ha che A=B=0 (cfr caso precedente: problema autovalori.
In questo caso abbiamo una soluzione non banale
∞ 2
n An nπz λ2l 2 Pl 2 P
v( z ) = ∑ 2 sen α= 2 = 2
=
n =1 n − α l π EIπ Pcr

α è sempre minore di 1. Se siamo interessati alla soluzione del 1°carico di instabilità


(n=1) α≈1 e quindi il primo termine della serie è quello dominante, per cui:
A1
A1 πz v( z ) ≈
v( z ) ≈ sen ed al centro (z=l/2) P
1−α l 1−
Pcr
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A1 è di fatto la “deformazione iniziale al centro della trave. Se riferiamo l spostamento


rispetto a tale valore:
A1 δ
δ= − A1 δ = Pcr − A1
P P
1−
Pcr

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Metodo si stazionariertà della TPE (δ(U+V)=0) in condizioni di equilibrio (neutro)


Energia “interna”
M
l 2
d 2v
U =∫ dz EI 2 = − M
0
2 EI dz
2
Energia “esterna” EI
l
d v
2
l
1  dv 
2 U=
2 ∫0  dz 2  dz
V = − Pcrδ con (vedi piastre) δ = ∫   dz
2 0  dz 
l 2
Pcr  dv 
V =− ∫   dz
2 0  dz 

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l l 2
M2 Pcr  dv 
U +V = ∫ dz − ∫   dz
0
2 EI 2 0  dz 
2 2
EI  d v 
l 2 l
Pcr  dv 
U +V = ∫  2  dz −
2 0  dz  ∫   dz
2 0  dz 

nπ z
Assumendo come deformata di equilibrio: v ( z ) = ∑ An sen
n =1 l
d 2v
che soddisfa le cc: v( z ) = 0 e 2
=0 a z = 0, z = l
dz
e sostituendo:
l 4 2 l 2 2
EI  π   nπz 

Pcr  π   nπz  ∞

∫    ∑ n An sen  dz − ∫    ∑ nAn cos  dz


2
U +V =
2 0  l   n =1 l  2 0  l   n =1 l 

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l 4 2 l 2 2
EI  π   ∞ 2 nπz  Pcr  π   ∞ nπz 
U +V = ∫    ∑ n An sen  dz − ∫    ∑ nAn cos  dz
2 0  l   n =1 l  2 0  l   n =1 l 

Gli integrali dei doppi prodotti sono nulli:

EIπ 4 ∞
P π 2 ∞
U +V =
4l 3

n =1
n 4 2
An − cr
4l
∑ An
n 2 2

n =1

∂ (U + V ) EIπ 4n 4 An Pcrπ 2n 2 An
= 3
− =0
∂An 2l 2l

n 2π 2 EI come già ottenuto (vedi lucido 9)


Pcr =
l2

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Metodo di Rayleigh-Ritz per soluzione approssimate


v ( z ) = A1 f1 ( z ) + A2 f 2 ( z ) + A3 f 3 ( z )
Deve soddisfare le cc

Sostituendo nella equazione di U+V si ottiene un’equazione nelle incognite


Pcr, A1, A2, A3. Derivando rispetto ai coefficienti A ed uguaglando a zero (stazionarietà)
si ottengono 3 equazioni dalle qiali si ottengono Pcr ed i rapporti A1 / A2 e A1 / A3 . I valori
Assoluti dei coefficienti non si riescono a determinare trattandosi di una condizione di eq.
neutro (deformata indeterminata, è nota la sola forma, n)
2
v z
Per la trave a mensola si assuma: v ( z ) = 0 3 (3l − z )
2l
d v
v( z ) = 0 e = 0 a z = 0 spost. e rotaz. nulle all' incastro
dz
d 2v
v ( z ) = v0 e 2
= 0 a z = l spost. pari a v0 e momento nullo all' estremità libera
dz
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v0 z 2
sostituendo v ( z ) = 3 (3l − z ) e M ( z ) = Pcr (v − v0 )
2l
l l 2
M2 Pcr  dv 
in: U +V = ∫ dz − ∫   dz
0
2 EI 2 0  dz 
ed integrando si ottiene:
17 Pcr2 v02l 3 v02 ∂ (U + V ) 17 Pcr2 v0 l 6 v0
U +V = − Pcr = − Pcr = 0
35 2 EI 5 l ∂v0 35 EI 5 l

42 EI EI
Pcr = = 2. 471
Soluzione esatta: 17l 2 l2
π 2 EI l EI
Pcr = '
con l = = 2l (c = 0.25) ⇒ Pcr = 2.467 2
l '2 c l
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