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UDA ANNO SCOLASTICO 2018-2019

CLASSE 3ACL

COME RICERCARE LA VERITA’?

GRUPPO 3
Beraldo Stefania, Callegari Greta, Falavigna Arianna, Frare Giorgia, Lazzarin Davide

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1) INGLESE ED EDUCAZIONE FISICA pagina 3

2) GRECO pagina 4-5

3) LATINO, ITALIANO E ARTE pagina 6-7

4) FILOSOFIA, MATEMATICA E FISICA pagina 8

5) STORIA, SCIENZE E RELIGIONE pagina 9-10

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INGLESE ED EDUCAZIONE FISICA

The lie of doping: the untruth myths in sport


How to find the true?

Many times we are misleaded by a lot of celebrities


that show at the rest of the word bright existances
and great successes, but they hide a dark side
behind their fascinating lives. This usually happens,
for examples with athlets, that use dopes to impro-
ve their physics performances in competitions. The
first case of doping is the Thomas Hicks’ one, an
athlete who used a special type of sulphate during a
race in 1904. At the time, doping wasn’t really com-
mon and there weren’t anti-doping measures, so
Hicks wasn’t condemned. But the most famous case
of doping in all the sport history happens few years
ago, when the cyclist Lance Armstrong declared he
had used dopes in the past. The well-knowed cyclist Lance Armstrong
Lance Edward Armstrong is an American road ra-
cing cyclist, infamous for his doping scandal in cy- medals and two bronze medals at the 2000 Summer
cling history. He had notable success between 1993 Olympics in Sydney, but was later stripped of the
and 1996 because of some victories in Europe in medals after admitting to steroid use. At the time of
the famous race called “Tour de France”. He stated
doping in spring of the year 1995. Few months la- her admission, Jones was one of the most famous
ter, he was diagnosed with a potentially fatal cancer athletes. It is also well-known what happened to
and he founded a society to assist other cacer survi- Davide Rebellin, an Italian road bicycle racer. Re-
vors. Returning to cycling in 1998, in 2005 he won bellin is best known in the cycling world for the
another “Tour de France” and then he retired from victory in a stage of “Giro d'Italia”. But in April
racing at the end of the same year. Few years later,
he returned to competitive cycling finishing third in 2009, he had tested positive for Mircera.
the 2009 Tour de France, but he retired for a se- Therefore, how do scientists understand that an
cond time in 2011. Armstrong had been the subject
of doping allegations since Tour de France. In athlete has used doping or other drugs? According
2012, United States Anti-Doping Agency conclu- to the World Anti-Doping Code, an athlete can be
ded that Armstrong had used performance- shown to have violated the anti-doping provisions
enhancing drugs over the course of his career and generally when a prohibited substance is detected
he has been named as the ringleader of "the most in his urine or blood sample, but during the sport
sophisticated, professionalized and successful do-
history some of them decleared the assumption of
ping program that sport has ever seen." As a result,
he was stripped of all of his achievements, such as doping. Obviously, athletes who dope may also be
his seven “Tour de France” titles. In the CNN, a caught and sanctioned as the result of these investi-
famouse american newspaper, an article wrote that gations.
"The epic downfall of cycling's star, once an ido-
lized icon of millions around the globe, stands out In conclusion, an athlete who uses dope substances
in the history of professional sports". inevitably hides his real abilities to get more fame
in an easy way, buldilding a big lie in a competition,
But, unfurtunately, the Armstrong’s doping case is but first of all sport has to be something that put to
not the only one and there are a lot of sport celebri- test ourself and make us grown healthily. For this
ties that use these tricks to emprove their perfor- reason, we don’t need to mask the truth and to be
mances. Another example is Marion Jones, an Ame- disloyal.
rican former track and field athlete and a former
professional basketball player. She won three gold
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GRECO

La verità nascosta nel tempo


Come ricercare la verità?

Fin dal primo momento in cui l’uomo ha cominciato “mandare in rovina”, che descrive pienamente
a comporre testi in forma scritta ha dovuto affronta- l’indole scialacquatrice del personaggio, il quale,
re un problema che molto spesso risulta essere di secondo quanto scritto dal poeta, avrebbe
difficile comprensione: la verità. Inizialmente, infat- sperperato gran parte dell’eredità paterna. Questi
ti, i contenuti delle opere venivano tramandati oral- sono due esempi di come la ricerca della verita si sia
mente, ma in seguito, con l’avvento della scrittura, a insinuata tra i testi di Esiodo molto tempo dopo la
questa modalità di diffusione si unì quella scritta, loro composizione. È importante sottolineare, però,
che assumeva l’importante compito di fissare nella il fatto che il poeta tratti di tale argomento in
fallace memoria umana ciò che altrimenti sarebbe maniera consistente all’interno delle sue opere. A tal
andato irrimediabilmente perduto. Ciononostante, è proposito è opportuno menzionare le Muse, in
risaputo che è anch’essa un’abile ingannatrice e, se quanto la loro figura non viene piu limitata
non analizzata cautamente, può provocare enormi all’invocazione per ricevere l’ispirazione, bensì
voragini nel percorso di conoscenza della verità. Co- assume un ruolo di notevole rilievo. Sono queste
me si può apprendere, dunque, attraverso un testo ultime, infatti, a donare ad Esiodo lo scettro
scritto migliaia di anni fa, la verità in esso contenu- d’alloro, simbolo che suggella la sua investitura
to? Le domande che sorgono spontanee, analizzan- poetica, tramite la quale lo incaricano di celebrare e
do uno scritto di letteratura greca (e non solo), sono lodare le stirpi degli dei e di diffonderne il ricordo
numerose e molto spesso ci si imbatte nella questio- attraverso l’ispirazione proveniente da loro stesse,
ne dell’attribuzione o meno della paternità di un’o- in quanto figlie di Mnemosyne, “Memoria”.
pera ad un determinato autore.
Inoltre, con i versi “noi sappiamo dire molte menzo-
Caso emblematico è certamente quello di Omero, gne simili al vero,/ma sappiamo anche, quando vo-
figura attorno alla quale si accese, specialmente tra gliamo, il vero cantare”, esse si definiscono custodi
Settecento e Ottocento, un animato dibattito, passa- di verità che gli uomini non possono cogliere, se
to alla storia sotto il nome di “questione omerica”, non con il loro diretto intervento, in quanto, senza
che mise in discussione non solo la questione della di questo, potrebbero percepire le falsità pronuncia-
composizione dei poemi epici Iliade e Odissea, ma te da loro come fatti incontestabili, senza renderse-
anche l’esistenza stessa di un aedo chiamato Omero. ne conto. Sotto questo punto di vista, effettivamen-
Tuttavia Omero non fu l’unico. Esiodo, infatti, seb- te, Esiodo risulta essere estremamente attuale, in
bene meno conosciuto, fino a poco tempo fa veniva quanto anticipa un fenomeno in atto soprattutto al
considerato il primo uomo in occidente ad aver la- giorno d’oggi, ovvero quello della diffusione di false
sciato la propria biografia, mentre negli ultimi pe- notizie, le cosiddette “fake news”. Specialmente ne-
riodi sono emersi grandi dubbi riguardo alla sua fi- gli ultimi periodi, queste costituiscono un serio
gura e, di conseguenza, riguardo alle sue opere: la ostacolo per la comunicazione e la divulgazione del-
Teogonia e Le opere e i giorni, nelle quali sono conte- le informazioni, in quanto coloro che provvedono a
nuti innumerevoli riferimenti alla sua esperienza ciò lo fanno per scarsa conoscenza del vero o, talvol-
personale. Ad esempio, è stato fatto uno studio sui ta, come strategia di supremazia sui propri pari, in
nomi del poeta stesso e del fratello che egli sostiene modo tale da poter ricavare un vantaggio tramite la
di avere. Esiodo, infatti, significa “colui che emette il diffamazione degli avversari. In epoche più antiche,
canto”, chiaro riferimento alla sua investitura poeti- naturalmente, il contesto era ben diverso, ma forse
ca, episodio narrato nel proemio della Teogonia. Il le motivazioni che spingevano alla diffusione di false
nome del fratello, invece, Perse, richiama inevitabil- notizie non erano cosi dissimili.
mente la radice del verbo πέρσαι “distruggere”,

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GRECO

Appare dunque evidente il fatto che gli antichi aves-


sero una solida base ideologica sulla concezione di
verità e la distinguevano in modo molto netto dalle
falsità “mascherate” da fatti veri. Ciononostante, e
interessante notare come per molto tempo Esiodo
sia stato considerato, insieme ad Omero, padre della
civiltà greca, senza soffermarsi insistentemente sul-
la veridicità dei contenuti delle sue opere. Ciò che
realmente importava per i Greci, era il valore dida-
scalico delle opere, che fornivano precetti su svariati
argomenti. Come si può notare, non sempre è possi-
bile conoscere l’indiscussa verità dei fatti, special-
mente se riguardano periodi di tempo molto distan-
ti, ma bisogna tenere presente che, inevitabilmente,
una verità c’è stata.

Esiodo e le muse, Gustave Moreau (1857)

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LATINO, ITALIANO E ARTE

Il tema del doppio nella letteratura e nell’arte


Come ricercare la verità?

La nostra realtà è disseminata di una gran moltitu- nel tema del doppio e della beffa è trattata all’inter-
dine di chimere, che talvolta possono configurarsi no della prima novella del “Decameron” intitolata
come ambigui doppi, che rendono l’impresa della “Ser Ciapelletto ” del noto letterato trecentesco Boc-
ricerca della verità assai più impegnativa. A dissua- caccio. In questo caso, lo stesso protagonista, un
derci da questa sono molto spesso illusioni che ci uomo assai spregiudicato e fraudolento, reinventa
appaiono storpiare direttamente la nostra persona, un’ immagine fittizia di sé stesso in punto di morte,
clonandone una parte e costituendo un disorientante ingannando astutamente il suo confessore. Ser Cia-
doppione, che ci estranea da noi stessi e ci fa piom- pelletto, fedifrago notaio, che l’autore definisce nien-
bare in uno stato di confusione. Tale stato di scon- te meno che il peggior uomo mai nato, ospitato
certo è evidente nello stesso personaggio del servo presso la casa di alcuni mercanti fiorentini in Fran-
Sosia, coprotagonista delle vicende narrate nella cia, si ritrova gravemente malato e vista la necessità
tragicommedia “Amphitruo”, redatta dal celebre au- dell’ultima confessione, decide di compiere l’estremo
tore latino Plauto, nelle cui opere il tema del doppio peccato dinnanzi a Dio. Infatti con una serie di esa-
è trattato in maniera massiccia. L’episodio trattato gerazioni positive sul suo conto, che lo fanno appa-
prende spunto dal mito dell’eroe greco Eracle, gene- rire come un uomo retto e virtuoso, si prende gioco
rato dall’unione adulterina tra la tebana Alcmena, del frate ignaro di tutto, ottenendo la sua completa
moglie fedele e virtuosa del comandante dell’eserci- ammirazione. Dopo l’ovvia assoluzione da tutti i
to Anfitrione, e Giove, il quale, infatuatosi di lei, suoi irreali e falsi peccati, lo vediamo ricevere i più
prendendo le sembianze del marito, riesce a sedurla solenni funerali. Inoltre la fama di quest’uomo si
abilmente. Come complice di quest’ultimo troviamo diffonde a macchia d’olio nel paese e in quelli vicini
Mercurio, che, dotato della stessa capacità del padre, conquistando un vasto pubblico che si estende dai
riesce ad ottenere le fattezze del servitore di Anfi- laici agli ecclesiastici, tutti impressionati dalla così
trione, il malcapitato Sosia. Il culmine dell’esaspera- buona condotta di quell’individuo che ben presto
zione dell’enigma del doppio avviene nel momento verrà proclamato santo.
in cui si verifica l’incontro-scontro tra i due Sosia, Queste due vicende si possono riscontrare senza
che suscita molto sconcerto nel servo mortale, tur- sforzo nella nostra attualità. Nella prima possiamo
bandone l’animo. Infatti, egli, giunto presso la dimo- trovare il fenomeno del furto dell’identità; un pro-
ra del padrone per annunciare ad Alcmena la vitto- blema che, per quanto ci possa sembrare lontano e
ria del marito e il suo imminente ritorno, si imbatte
impercettibile, popola le strade del web, e permette,
accidentalmente nel doppio di sé stesso, con il quale, rimanendo seduti alla propria scrivania, di spogliare
rimanendo sbalordito, ha l’occasione di fronteggiar-
un individuo di ciò che lo rende tale, ovvero la sua
si aspramente in un violento scontro corpo a corpo. identità, passando poi ad espropriarlo dei suoi beni.
Lo stato di smarrimento di Sosia è tale che non es- Per quanto riguarda la seconda troviamo invece un
sendo più in grado di scindere sé stesso dal suo dop- fenomeno altrettanto pericoloso e degno di atten-
pio, alla domanda del padrone “Quis te verberavit?” zione; la creazione di una falsa identità, utilizzata ai
risponde con un confuso e ambiguo “Egomet me- giorni nostri prevalentemente per diffondere false
met”, che potrebbe essere tradotto con “Io stesso”. notizie. Infatti le così dette “fake news” vengono
Nei confronti del subordinato Sosia, Mercurio, che divulgate avvalendosi di profili falsi che permettono
si trova in una posizione di netta superiorità rispet- di non essere rintracciati come i diretti responsabili
to al servitore, inscena una vera e propria beffa assai e quindi di non assumersi le proprie responsabilità.
disorientante, che vede il malcapitato spodestato Contrariamente a quanto si può pensare, nell’arte è
della sua identità. sicuramente trattato il tema del doppio, ma
D’altro canto una differente sfumatura rintracciabile
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LATINO, ITALIANO E ARTE

non dal punto di vista negativo, come abbiamo ana- nisce prospettiva aerea e che utilizzerà molto nelle
lizzato in precedenza, bensì nel suo aspetto positivo sue opere. Questa tecnica consiste nello stendere
di imitazione fedele del vero. Infatti l’arte non ha leggerissime velature di colore sullo sfondo così da
mai lo scopo di ingannare ma di riprodurre ciò che imitare l’effetto che l’atmosfera dà agli oggetti rap-
ci sta intorno, dunque per questo motivo non è atta presentati lontano dello spettatore; ovvero quello di
a disorientare o a creare una falsa verità ma a ripro- rendere sfocati i contorni e modificare il colore fa-
durla fedelmente. Un esempio che si presta molto a cendolo diventare tendente all’azzurrino.
spiegare quale sia stato il ruolo dell’arte è il rinasci-
Quest’esigenza di rappresentare la realtà, compito
mento fiorentino, infatti in questo periodo gli artisti che era stato fino a quel momento degli artisti, verrà
si caratterizzano per la ricerca di imitare nelle loro meno con la nascita della fotografia, la quale andrà a
rappresentazioni la realtà il più verosimilmente pos- sgravare gli stessi da questo obbligo. Tuttavia an-
sibile. Leonardo Da Vinci, intellettuale a tutto tondo che nell’arte astratta tutto ciò che viene rappresen-
dell’epoca rinascimentale, ci da una chiara dimostra- tato non si può definire meno vero rispetto a ciò che
zione di ciò, dal momento che fu il primo artista a in precedenza era stato raffigurato poiché l’artista
ricercare un modo per rappresentare nelle sue opere
pur rappresentando qualcosa di non visibile ripro-
quello che era l’effetto dell’atmosfera sui paesaggi duce sempre la verità.
da lui dipinti. In precedenza gli artisti non avevano
mai approfondito questo aspetto che Leonardo defi-

Esempio di prospettiva aerea, Gioconda, Leonardo da Vinci

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MATEMATICA, FISICA E FILOSOFIA

Il legame della verità tra matematica, fisica e filosofia


Come ricercare la verità?

Spesso, facendo riferimento a discipline come la ma- una branchia


tematica o la fisica, si perde di vista il concetto di della mate-
ricerca o messa in discussione della verità, che sem- matica che ci
bra lontano dal contesto. La motivazione sta nel fat- orienta verso
to che questa tipologia di materie oggi si basa su il ragiona-
assiomi o teoremi, ossia principi sempre veri, e su mento cor-
formule universalmente riconosciute come procedi- retto (dunque
menti che conducono a risultati attinenti alla verità. alla verità
partendo da
Nello studio, generalmente, ci si muove su un
proposizioni
“terreno già ben tracciato”, poiché si utilizzano quel-
vere), anche
li che sono gli strumenti sopra citati e si giunge al
la reputò
vero nel momento in cui non si commettono errori
“forma comu-
nell’analisi o nell’elaborazione dei dati matematici o
fisici. C’è, però, una sostanziale differenziazione da ne di tutte le
scienze” e
determinare: la matematica garantisce la verità po-
non la trattò
nendo una base di premesse vere ed elaborando un Il filosofo Aristotele
mai alla pari
ragionamento valido; diversamente, per quanto con-
delle altre discipline. Definendo il suo linguaggio
cerne l’ambito della fisica, si ha per principio la ne-
specifico, fece chiarezza all’interno della logica, ori-
cessità di fornire una dimostrazione che affianchi e
ginando termini come “proposizione” o “sillogismo”,
sostenga gli esiti delle ricerche sviluppate. Tale di-
tuttora in vigore. Ed è proprio in questa chiave che
mostrazione conferma la corrispondenza tra una
egli svelò forse la più importante nozione di “verità”
data tesi studiata su carta e l’effettivo verificarsi in
che ci ha lasciato: quest’ultima è nel pensiero o nel
natura del fenomeno in essa descritto. Tuttavia, esi-
discorso, non nell’essere o nella cosa, e la misura
stono elementi d’incontro tra le due discipline: argo-
della verità è l’essere o la cosa, non il pensiero o di-
menti trasversali che trovano una descrizione nu-
scorso.
merica nella matematica, ed un riscontro con la
realtà che ci circonda nella fisica. Un esempio è il Arriviamo, così, a poter affermare con sicurezza che
concetto di parabola: per la prima si tratta del luogo il complesso e secolare studio che precede la mate-
geometrico dei punti equidistanti da un punto (detto matica e la fisica che oggi ci viene presentata si fon-
fuoco) e da una retta (detta direttrice), mentre per la da su verità, e deriva in parte dalla visione aristote-
seconda è la rappresentazione grafica dei dati ine- lica del mondo, e più nello specifico dal modello
renti al fenomeno fisico del moto rettilineo unifor- scientifico aristotelico. Questo deriva nella biparti-
memente accelerato. Applicando il metodo scientifi- zione tra la realtà osservata da parte dell’uomo e la
co, infatti, è possibile sia ricavare le diverse formule realtà naturale delle cose: basti pensare al primo
per lavorare sulla parabola, a partire dalla sua defi- punto del celebre metodo sperimentale , ossia l’os-
nizione; sia ottenerla delineando i dati ricavati servazione empirica della natura, caposaldo in parti-
dall’esperimento della guidovia a cuscino d’aria su colare per la fisica.
grafico.
Ma la matematica e la fisica hanno un enorme debi-
to nei confronti della filosofia: fu il filosofo greco
Aristotele porre le radici della logica attuale, oggi

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STORIA, SCIENZE E RELIGIONE

L’incontro delle civiltà


Come si ricerca la verità?

Con l’avvento delle scoperte oltreoceano del “Nuovo to annegare tutti gli esseri viventi eccetto quelli sal-
Mondo” verso la fine del XV secolo, concezioni e vati da Noè e la sua famiglia nell’Arca. Un solo Dio,
credenze Europee circa la natura profonda e l’origi- una sola creazione e una sola discendenza dalla stir-
ne del mondo sono state inevitabilmente messe in pe di Noè. Ma con la scoperta del Nuovo Mondo,
discussione a causa dei limitati mezzi in loro posses- della presenza di piante, animali e uomini differenti
so, suscitando numerosi interrogativi tra i Conqui- da quelli dell’emisfero orientale misero in grave
stadores e l’intera società europea. Ma lo stupore dubbio l’intera cosmogonia e la paleontologia bibli-
non fu solo degli Europei, ma in primo luogo degli ca. L’incapacità di spiegare come fosse possibile tut-
Amerindi stessi. Lo stupore nel vedere questi uomi- to ciò e come questo non fosse presente nella Bibbia
ni che luccicavano a causa dei loro abiti solidi, pe- portò addirittura all’ipotesi di un’altra genesi oltreo-
santi e apparentemente impenetrabili, in groppa ad ceano.
alte e possenti bestie (che inizialmente pensavano Nonostante la mancanza di una risposta che fosse
fossero componenti dello stesso essere), su enormi chiara una cosa era certa: le civiltà del Nuovo Mon-
strutture galleggianti che potevano contenerne a
do erano inferiori a quelle di quello Vecchio. L’Eu-
centinaia. Questi possedevano oggetti che ai nativi ropeo divenne quindi padrone: colto e umanizzato,
americani erano totalmente alieni, mentre per gli che regna sui selvaggi, uomini simili a bestie, crean-
Europei erano parte integrante della quotidianità, do e stabilendo così una superiorità. Un’ egemonia
come specchi, bottiglie, forchette. Gli abitanti delle dove gli Iberici erano i veri uomini mentre gli indi-
Americhe compresero subito che questi uomini era- geni parte componente della natura e in un mondo
no sia come numero sia come tecnologia superiori a dove l’essere umano comanda a suo piacimento la
loro e l’idea che non appartenessero al loro mondo e natura, quest’ultimi non erano degni di essere defi-
che quindi fossero esseri divini influenzò in loro un niti uomini tali quali gli Europei. Questo concetto e
atteggiamento di sottomissione e rispetto. quest’idea di “razza superiore” a livello umano è sta-
Dall’altro lato questa scoperta fu per gli Europei ta spesso presente nella storia del genere umano ed
qualcosa di sconvolgente e la ricerca di risposte era è apparsa più volte. Una stirpe che merita per il pro-
molto viva. Gli studiosi dell’epoca si gettarono prio sangue di essere padrona e di poter comandare
sull’unica scienza che al tempo era la pietra portante sulle altre, una vera e propria gerarchia antropolo-
dell’intera conoscenza laica: quella Aristotelica. Ma gica.
questa risultò incapace di spiegare il Nuovo Mondo, A questo punto la domanda che ci nasce spontanea
Aristotele considerava infatti inospitale la zona
è: si può parlare di “razze umane”?
Equatoriale a causa delle alte temperature, al con-
trario questa era rigogliosa, ricca di fauna e flora e a No, il termine razza non è scientifico: gli uomini
momenti anche fredda. non sono stati isolati geograficamente abbastanza a
lungo da creare varietà genetiche distinte. L’uomo è
Contemporaneamente venne cercata una risposta da sempre in continuo movimento e le varietà conti-
nell’altro pilastro sul quale si ergeva la società del nuano a diluirsi una nell’altra. La somiglianza gene-
quindicesimo secolo: la Bibbia. In particolar modo il tica del genere umano è frutto della comunanza di
libro della Genesi conteneva tutte la conoscenza nei antenati recenti e delle migrazioni, che hanno deter-
confronti del creato. In questo possiamo leggere
minato unioni e scambi di geni fra individui prove-
come in una settimana Dio creò l’universo intero, e nienti da aree geografiche diverse. Le caratteristiche
successivamente, dopo la cacciata di Adamo ed Eva fisiche predominanti di certe popolazioni dipendono
dal paradiso terrestre nel quale risiedevano tutte le invece da un numero molto ridotto di geni e sono
creature, a causa del peccato degli uomini aveva fat- state selezionate dalle condizioni ambientali.

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STORIA, SCIENZE E RELIGIONE

Le differenze, evidenti e innegabili, tra gruppi uma- ci rendiamo conto che le nostre differenze non sono
ni che popolano aree diverse del globo risalgono ai nient’altro che sfumature, in termini genetici. A se-
primordi della nostra specie; l’idea che queste diffe- pararci dagli altri esseri umani c’è una percentuale
renze fisiche, frutto di adattamenti all’ambiente, im- minima del genoma: in media, ogni uomo è biologi-
plicassero anche differenze psicologiche e comporta- camente simile a ogni altro uomo sul pianeta per il
mentali profonde, al punto da poter distinguere (e 99,5%, una percentuale variabile secondo la distan-
ordinare) le diverse popolazioni del mondo, è nata za. Inoltre, «ogni popolazione mantiene al suo inter-
solo alla fine del XV secolo, quando il colonialismo no quasi il 90% della variabilità genetica (cioè tutte
portò l’uomo occidentale, e la sua necessità di domi- le varianti dei diversi geni) della nostra specie»; ec-
nio, in ogni angolo del mondo. Tempo due secoli e i co perché stabilire dei confini è un esercizio inutile.
maggiori antropologi dell’epoca cominciarono ad La visione bipolare del “noi e loro” è comune a tan-
affannarsi a catalogare le presunte razze, e a inven- tissime culture, ed è una realtà psicologica che se-
tare un criterio valido e universale per distinguerle condo alcuni ha radici profonde nella nostra storia
tra loro. Oggi che conosciamo bene il nostro DNA evolutiva.

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