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COMUNICATO STAMPA

CATIA DEGLI ESPOSTI CONTRO LUCIO RASPA, DUE CANDIDATI MOLTO DIVERSI
LA REPLICA DELL’EX ASSESSORE ALLA “CREATURA” DI BOCCI

Quando uscì la notizia di Raspa candidato del centrosinistra a Bastia la domanda che
molti fecero fu: «Raspa chi?». La sua candidatura ufficiale, infatti, nacque nelle stanze
del potere politico perugino e ad imporla, come dicono le cronache, fu il segretario
regionale del Pd Gianpiero Bocci, ex sottosegretario agli Interni, battuto alle elezioni
del 2018, faraone del partito in Umbria, sponsor di molti altri canditati della sua corte.
Probabilmente Bocci e Raspa si conoscevano. Raspa offriva un profilo politico che
univa alcune caratteristiche: militanza in anni molto lontani tra gli ex democristiani,
mai comparso nelle liste, e quindi sostanzialmente indipendente, sembrava proprio il
candidato ideale per aprire il Pd alle liste civiche, disegno politico perseguito dall’ex
segretario Bocci. Si sorvolava sul fatto che Raspa non fosse molto vicino alla vita
quotidiana delle varie associazioni cittadine, non avesse in passato combattuto nelle
tante battaglie politiche come invece lo avevano fatto, e duramente, altri militanti del
Pd. Nell’élite, che ama cooptare i capi guardando tra la cerchia ristretta degli amici,
questo è però un fatto secondario.
Altra grande sorpresa: la scelta di candidarsi non come espressione chiara di una
scelta di campo, ma più comodamente, come “indipendente di sinistra”, appiccicato
a una lista di commercianti e del lavoro autonomo scontenti dei risultati
dell’amministrazione di centrodestra. A spingere su questo tasto, a dire il vero, non è
l’intera rappresentanza delle categorie, ma solo attivisti. Un escamotage studiato per
una possibile rivincita, data la divisione del centrodestra locale, ma poco sensato
perché la delusione, quella vera, nasce dalla clamorosa débacle del Pd di Renzi, ridotto
al lumicino dopo la caduta dei consensi nel 2018; una botta che ha messo a terra la
dirigenza e il residuo elettorato.
E’ dal cilindro di Bocci che è uscito, a sorpresa, Raspa. Di cosa se la prende, dunque?
E’ un candidato lontano dalle problematiche amministrative e in particolare del
mondo del lavoro autonomo e imprenditoriale. Non è così giovane per potervi entrare
e viverle, è politicamente indefinito, ambisce a rappresentare un pezzo di storia della
politica cittadina senza averne mai conosciuto le durezze e i sacrifici della militanza
costante. E’ salito in cima non per le dure scale ma attraverso il più comodo ascensore,
anche lui chiamato dalle segrete stanze. E si permette, confusamente e con trita
polemica, di dare lezioni a Catia Degli Esposti, che l’esperienza l’ha fatta, più che
dignitosamente, durante le tante riunioni di Commissione e di Consiglio comunale e
ha le carte in regola per riproporsi come amministratrice di una città.
Raspa mostra di non accorgersi del mutato momento politico attuale, caratterizzato
a Bastia dalla presenza forte della Lega di Salvini (2.500 voti un anno fa). Essa raccoglie
non solo chi considera “l’ansiderismo” ormai sorpassato e patetico il tentativo della
Lungarotti di continuarlo con Fratellini , ma le tante persone convinte che la Lega
costituisca l’unica vera novità di queste elezioni comunali, aperta al futuro, con il suo
vasto seguito tra la gente, operai, giovani, liberi professionisti, donne, compresi anche
coloro che dalla sinistra non si sentono più tutelati. Persone e categorie che dicono
“basta” ai vari Bocci, Marini, Barberini, impoltroniti da una vita.
Chi vota la Lega di Salvini è ansioso che il vento della i libertà mandi definitivamente
a casa quei personaggi. E Raspa non si rende conto di aver sbagliato momento: chi gli
copriva le spalle ora deve preoccuparsi di salvarsi le proprie.

Bastia Umbra, 14 maggio 2019

Ufficio Stampa
Coalizione Catia Degli Esposti Sindaco