You are on page 1of 24

ACUNZO EMILIO

MANUALE OPERATIVO DI
INDAGINE UFOLOGICA
Guida pratica all’indagine ed analisi di un avvistamento

PUBBLICATO IL 1 GIUGNO 2019

www.emilioacunzo.it
Dedicato ai semplici appassionati Ufologi

Che fanno la storia ogni giorno di questa ricerca

1
Manuale Operativo di indagine Ufologica

l’Ufologia “moderna” sta avvertendo sempre più la necessità di assumere connotati scientifici,
allontanandosi dagli estremismi di sensazionalismo mediatico e da azioni di debunking volte a distruggere
tale ricerca anche ricorrendo a metodi non scientifici: ovvero confondendo l’opinione pubblica e indossando
falsi veste da scienza.

Questo manuale nasce da una semplice domanda: cosa ho visto nei cieli ? Nasce dall’idea di creare un
supporto condiviso per I ricercatori al fine di unificare le esperienze operative condivise in un metodo unico
di ricerca, un manuale utile per chi oggi voglia intraprendere la ricerca e non ha nulla o nessun strumento
valido o formativo come base necessaria cui partire e chi semplicemente ha curiosità di conoscere come
vengano fatte tali analisi

Purtroppo in questo senso ho fallito, rimane un semplice manuale come il prodotto di anni di studio , ovvero
il singolo metodo di un appassionato Ufologo basato su esperienza di migliaia e migliaia di avvistamenti
analizzati, su studi scientifici, su collaborazioni con esperti tecnici fotografici a cui sono grato per avermi
spiegato i principi della fisica delle Fotografie.

Non vogliatemi male per un tentativo fallito, io ho tentato

Cosa ricerchiamo

Per UFO (l’acronimo più utilizzato, non unico) intendiamo un oggetto volante non identificato.

L’ufologia paradossalmente cerca di individuare la natura convenzionale del fenomeno: solo dopo aver
valutato le mille alternative si parla di UFO, ovvero di un oggetto che vola di cui non sappiamo la natura,
non riusciamo a capire come faccia a compiere manovre particolari, la sua velocità non è compatibile con
quelle raggiunte dalla tecnologia; in poche parole tutti quei oggetti che sfidano le leggi della Fisica

La scienza non ritiene necessario studiare questi fenomeni per l’esiguità del numero di avvistamenti non
spiegabili (sofisma del residuo). Gli ufologi ritengono invece necessario porre attenzione a questi fenomeni
che potrebbero indicare tecnologie extraterrestri.

L’ufologia è, quindi, uno studio multidisciplinare, capace di coinvolgere tutte le discipline scientifiche di tali
fenomeni e si basa essenzialmente su due azioni:

1. Quella prettamente scientifica, ovvero sottoponendo i vari fenomeni al metodo scientifico


“induzione per esclusione” che stabilisce che qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve
essere la verità. Si cerca di valutare e opportunamente escludere tutte le possibili ipotesi
convenzionali e se non è possibile trovarne allora siamo in presenza di UFO.
2. Quello storico-archivistico che consiste nella raccolta e catalogazione di avvistamenti al fine non
solo di mera statistica, ma quello di superare l’eccezione di sofisma dell’esiguità dei numeri.

L’avvistamento

Per “Avvistamento” (termine usato in ambito militare) intendiamo “Intercettazione visiva” sia ad occhio
nudo, sia con strumenti ottici di oggetti cui non compendiamo la natura: ovvero non rientrano tra quelli
conosciuti.

Si deduce che l’attività del ricercatore è quello di raccogliere ed analizzare tali avvistamenti, ponendosi
come intermediario da chi fa l’avvistamento e la soluzione o individualizzazione dell’oggetto avvistato.
2
Per realizzare tutto questo è necessario stimolare il testimone a concederci fiducia, ovvero testimonianza,
e prove visive (foto o riprese) al fine di capire cosa si è visto.

È importante, per la raccolta di avvistamenti, godere di fiducia del pubblico, ciò si ottiene solo
adoperandosi con serietà e competenza: svolgendo opera di divulgazione e cercando di combattere i
pregiudizi sull’Ufologia: la leggenda che chi vede cose strane nel cielo è impazzito o ingenuo alla pari dei
bambini, è facilmente smentita dalle statistiche che dicono essenzialmente che chi vede UFO appartiene
alle più disparate classi sociali, culturali e varie: se un presidente USA dichiara di aver visto un UFO non
viene considerato pazzo, sicuramente deve considerarsi lecito per chiunque dica di aver visto lo stesso,
senza che si consideri folle.

Rivolgersi al testimone con un rapporto alla pari e non dall’alto in basso: sappiamo benissimo che il
testimone ha già un’idea di cosa abbia visto: egli rivolgendosi ad un esperto, vuole conferme o meno sulle
sue ipotesi.

Si deve, quindi, instaurare un rapporto come da consulente ad un assistito al quale spiegargli le ragioni per
cui è arrivata a delle conclusioni e coinvolgerlo in tutti gli aspetti della ricerca.

Rispettare il codice deontologico soprattutto nel difendere l’anonimato del testimone al fine di evitargli
offese o prese in giro pregiudizievoli per lo stesso al fine di continuare una normale vita.

Non rigettare nessuna richiesta a priori: molto spesso si è rilevato che quello che si riteneva una bufala poi
si è poi rilevato un sensazionale avvistamento; talvolta arrivano delle segnalazioni burla da parte di
buontemponi, Debunker e personalità scientifiche che vogliono metterci alla prova: non rifiutate questa
sfida accettatela e vincetela.

Prima di pubblicare l’avvistamento su riviste o con comunicati stampa, rivolgetevi al testimone, date a lui la
precedenza spiegandogli, nella maniera più dettagliata possibile, le vostre analisi e conclusioni.

Non bisogna cercare il consenso del testimone, adeguandosi alle sue considerazioni; al contrario si deve
rimanere fermo nel valutare il fenomeno in maniera imparziale, pur rispondendo ai suoi dubbi.

Le varie tappe della segnalazione

Per segnalazione intendiamo come l’atto di portare a conoscenza un avvistamento cui non si conosce la
natura

Il primo approccio del testimone di solito avviene tramite telefono, grazie ai social, email o lettera cartacea

È un appuntamento importante dal quale ottenere la massima fiducia del testimone al fine di ottenere una
dichiarazione sistematica dell’avvistamento e eventuali prove visive

Dopo di che sarà richiesto al testimone, di compilare il modulo di avvistamento.

Il modulo d’avvistamento rappresenta lo strumento più antico per l’indagine ufologica, importante in
un’epoca in cui poco venivano utilizzate macchine fotografiche o cineprese

Sebbene adesso si ha sempre la possibilità di riprendere o fare fotografie grazie ai moderni smartphone, il
modulo rappresenta un metodo importante che molto spesso può spiegare un fenomeno ripreso da una
foto: ad esempio sapere l’ora in cui è stato fotografato un oggetto cui è evidente un riflesso solare , è
determinante per sapere se è giusta la posizione del riflesso o eventuale ombra dell’oggetto, la precisa
posizione dell’osservatore può facilitare la consultazione delle mappe celesti per l’identificazione di corpi
celesti.

3
Non esiste una analisi senza una testimonianza scritta: una foto senza modulo di avvistamento (foto muta),
non serve a granché

Il modello sostanzialmente si divide in due parti:

1. Nella prima troviamo, oltre alle notizie riguardo il testimone, un questionario con domande e
diverse risposte precompilate, domande che dettagliatamente chiedono ora, posizione, colore ed
altro con risposte nette e brevi;
2. Nella seconda troviamo una richiesta di breve racconto di come si sia svolto l’avvistamento e la sua
descrizione.

Sembrerebbe privo di senso impostare domande e poi come ripetizione una breve esposizione di quanto
vissuto: in realtà serve per trovare contraddizioni proprio al fine di verificare l’esattezza di quanto
dichiarato e se l’emotività del testimone abbia potuto influenzare i suoi sensi alterandone la percezione
visiva.

Una delle fasi importanti che spesso si dimentica è l’analisi o ricerca sul campo che in pratica consiste
nell’incontro con il testimone e nel recarsi con esso sui luoghi dove si sono verificati gli eventi, fatto
importante per aumentare l’unità di intenti con il testimone stesso: così come un ottimo Generale deve
conoscere il terreno dove si combatterà la battaglia, un ottimo ricercatore valuta il terreno (o lo scenario)
dove si è verificato il fenomeno, magari riuscirà ad individuare nelle vicinanze un aeroporto, un club per
amanti dei droni o di chi ha passione per gli aquiloni , tutte cose che possono incidere sull’avvistamento e
magari spiegare cosa abbia assistito il testimone, tutte cose un po’ difficili da scoprire se si sta
comodamente seduto a casa.

Come Scienza ci insegna: Dopo aver raccolto i dati procediamo all’osservazione degli stessi:

L’osservazione

Per Osservazione intendiamo un esame completo e dettagliato, caratterizzato da ragioni scientifiche


tecniche o anche da una notevole capacità intuitiva di un fenomeno, necessaria per la formulazione di un
giudizio,

Innanzitutto è bene ricordarci che i nostri sensi pur essendo delle macchine meravigliose non sono perfette,
possono cioè trarci in inganno.

Sono molti gli elementi decisivi per la percezione di un fenomeno, per esempio: la luce, la posizione, il
periodo dell’anno in cui si ha fatto l’osservazione, lo stato psicologico al momento in cui si è fatto
l’osservazione, se l’avvistamento è avvenuto ad occhio nudo o attraverso vetri o utilizzando fotocamere o
varie…

Riportiamo di seguito ciò che potrebbe confondere il nostro occhio scambiando cose convenzionali in
anomalie.

Stelle e Pianeti: Di notte è facile, grazie al cielo limpido, confondere pianeti e stelle per UFO: il fatto che
alcune stelle pulsano, o sembrano fare movimenti, o cambiare luminosità per il fenomeno della rifrazione

4
della luce sulla atmosfera può trarci in inganno, come negli esempi di seguito riportati:

Cosa importante è quella di sapere con una certa precisione la posizione geografica, ovvero coordinate
geografiche, e l’ora e data in cui si è fatto l’avvistamento in modo tale da poter valutare grazie alle mappe
Celesti se abbiamo visto un corpo celeste e precisamente quale corpo abbiamo visto:

Possiamo utilizzare software gratuiti o programmi online nei quali inserendo coordinate geografiche, ora e
giorno possiamo verificare il cielo nel periodo in cui si è fatta l’osservazione e quindi determinare la
presenza di Corpi Celesti, sicuramente il software open source “Stellarium” ( http://stellarium.org/it/ )e
quello on line “Planetarium” (https://neave.com/planetarium/) ,entrambi gratuiti, sono ottimi strumenti.

Satelliti Artificiali: Anche se raro, è possibile scambiare un UFO per un Satellite Artificiale, vista la grande
quantità che circolano sulle nostre teste

Abbiamo due tipi di Satelliti Artificiali: quelli in orbita polare (quella che passa per entrambi i poli) e quelli
in orbita geostazionaria (coincide con il periodo di rotazione della Terra, è sempre in linea col centro della
terra). I primi sono osservabili ad occhio nudo, di notte e in assenza di Luna.

Non è possibile invece osservare quelli Geostazionari in quanto sono ad una distanza dell’equatore di 36
mila km, oltre al fatto che seguono di pari passo la rotazione terrestre.

D'estate è facile osservare satelliti nel corso di tutta la notte. D'inverno, al contrario, la "finestra" di visibilità
tende a ridursi a ridosso del tramonto e dell'alba.

Come riconosciamo i satelliti?

5
Ad occhio nudo, hanno un moto regolare, con velocità costante e movimento lungo una stessa linea
solcano i cieli per circa 5/ 10 minuti

Talvolta confondiamo la stazione spaziale internazionale, che essendo molto grande ha una luminosità
molto simile a pianeti come Giove.

Tenendo presente l’ora, la data e coordinate possiamo aiutarci con i programmi indicati aggiungendo il sito
http://www.heavens-above.com/

Iridium Flare: un fenomeno ottico visibile ad occhio nudo anche di giorno, causato da satelliti artificiali, i
famosi Iridium, i cui pannelli riflettono luce solare

Spesso li confondiamo con le antiche Green fireball (Ufo di moda negli anni 40 e 50).

Siamo in presenza di Iridium Flare quando un punto luminoso si dilata in una scia seguendo un moto
rettilineo ed uniforme nella volta celeste. Sotto si riporta un esempio:

Meteore: si tratta di pezzi di comete o asteroidi che entrano in contatto con l’atmosfera, di solito si
presentono come una palla infuocata con una scia a seguito

Lanterne Volanti: “croci e delizie” per gli Ufologi: spesso vengono usati dai Debunker per giustificare
avvistamento, dobbiamo quindi prestare massima attenzione a questa ipotesi che potrebbe essere messa
in causa in maniera sbagliata o fuori luogo.

Sono piccole mongolfiere di carta composte da una candela di cera che accesa sprigiona il calore necessario
per farla volare. Ce ne accorgiamo grazie al colore giallo-arancione, dal suo movimento in verticale e
leggermente obliquo, e dall’oscillazione della sua luce per via simile a quella di una fiamma di candela
sottoposta a correnti di aria, lascia sempre un residuo di carta (la mongolfiera) una volta che precipita a
terra, di solito nelle foto compaiono così a secondo dell’altitudine:

6
Palloni e sonde: Anche se rari rappresentano mezzo di confusione piuttosto famoso, viene inserito spesso
quando non ci sono ipotesi convenzionali alternative, famoso è quello di Roswell: di solito è un pallone
areostatico che viene lanciato per misurazioni meteorologiche effettuate grazie alle radiosonde che di
solito sono montate e collegate alle estremità del pallone; Proprio la presenza di queste attrezzature alle
estremità del pallone ne facilita l’individuazione oltre l’aspetto tipico della torsione provocata dalle correnti

Palloncini: anche i semplici palloni possono indurre in inganno, spesso sono scambiati per Orb.

Si riconoscono per la forma tipica, per la sua contorsione alla corrente, spesso troviamo il filo che di solito
lega il pallone e per il suo movimento non intelligente ovvero provocato appunto dalla corrente.

Una variante dei palloncini è quello a Led , ovvero con luci incorporate che di notte possono confondere
l’osservatore ; di solito si presentano con caratteristiche simili alle Lanterne volanti con luce più intensa al
centro (come si vede in foto)

7
Fulmini Globulari: La cui natura è ancor oggi non del tutto conosciuta , trattasi di un piccolo globo di luce
che di solito compare durante manifestazioni temporalesche, le sue caratteristiche sono simili a quelle degli
Ufo Discoidali li possiamo riconoscere proprio perché trattasi di un fenomeno di durata brevissima e per la
luminosità che sfuma dal centro ai bordi e i colori che di solito variano dal rosso, arancio, giallo, bianco e
blu, la sua luminosità affievolisce quando il fenomeno si sta per esaurire e di solito la sua scomparsa viene
accompagnata da una esplosione e rilascio di un odore simile allo Zolfo

Veicoli aerei: Aerei, Elicotteri Droni

Pur essendo difficili da essere scambiati con Ufo ad occhio nudo talvolta possono confonderci,
precisamente in determinate ore del giorno (notte), in determinate circostanze e per effetto ottico

Aerei:

Di notte molto spesso le luci di navigazione e di collisione dell’aereo possono trarre in inganno: Le luci di
collisione sono di due tipi:

 Strobo: li troviamo alle estremità delle ali e coda sono molto intense come un fulmine
 Becon: sopra e sotto la fusoliera Rosse ad intermittenza

Le luci di Navigazioni sono tre: Rosse verdi e bianche: La bianca si trova all’estremità della coda e alle
estremità alari nella parte posteriore, mentre quella rossa si trova sull’ala sinistra e quella verde sull’ala
destra.

Di notte quando la nostra linea di osservazione si trova lungo il tragitto di un aereo, le luci di questo
sembrano fluttuare nel cielo ovviamente una osservazione migliore ne determina la natura dello stesso

Talvolta quando gli aerei sono a bassa quota possono essere colpiti da raggi di luce producendo un bagliore
frutto del riflesso che potrebbe trarre in inganno

Talvolta durante la notte gli ugelli di scarico degli aerei possono trarre in inganno

8
Quando abbiamo dubbi sull’ipotesi aereo stiamo attenti a verificare possibile scie di condensa e che il
veicolo non faccia manovre che un aereo di solito non può fare, inoltre tenendo presente data e ora
possiamo consultare servizio di tracciamento aereo presenti online come https://www.flightstats.com/v2/

Droni:

L’aeromobile a pilotaggio remoto(APR) comunemente drone, sta diventando sempre più diffuso,
soprattutto di notte può dar luogo a degli errori di valutazione

La caratteristica è che vengono guidati tramite il controllo remoto di un navigatore o pilota, sul terreno o in
un altro veicolo.

La loro individuazione è problematica di notte in quanto la loro luce o le luci di navigazione possono
assumere una forma discoidale molto simili agli UFO

In ogni caso si valuti:

Droni privati non possono per legge superare un altitudine di 150 mt, trovarsi ad una distanza dal pilota di
500 mt e devono volare ad una distanza non inferiore ai 5 km da aeroporti

Quindi altitudini più elevate escludono la possibilità di droni privati, oltretutto dovremmo individualizzare
facilmente il pilota entro 500 mt, magari informiamoci sull’aeroporto più vicino e la distanza che lo separa
dall’oggetto in questione

Droni Militari possono essere autorizzati a superare tali limiti, è molto difficile poterli osservare, perché
inviati in luoghi di missione militare e per test, dovrebbero volare in zone riservate, in ogni caso le autorità
dovrebbero essere informate su un loro sorvolo su centri abitati o comunque pubblici

Le luci di navigazione del drone sono di vario tipo; di solito ad occhio nudo si presentano separate,per
esempio: oggetti volanti a bassa altitudine con colori presenti su lato anteriore ed altri posteriori sono
sicuramente droni, la presenza di diversi colori 2 separati” indica sicuramente un Drone

Valutare inoltre: L’atterraggio o discesa che se verticale conferma l’ipotesi Drone, la velocità non eccessiva
e la presenza di un ronzio elettrico indica allo stesso un drone (a distanze ravvicinate)

Elicottero: Ad occhio nudo, di giorno è difficile scambiarlo per qualcosa di indefinito, di notte le luci
potrebbero provocare confusione, la scarsa velocità il forte rumore sono le cose che possono sicuramente
individuarlo ,è necessario tener presente che il faro posto sotto la pancia di alcuni di tipo militare o di
polizia può trarre in inganno, di solito questa luce non rimane sempre accesa e comunque questa luce e
sempre attorniata da un fascio , tenere presente che talvolta alcuni modelli hanno delle luci sulle pale , di
notte potrebbero facilmente confondersi con oggetti che compiono strane manovre, bisogna notare il fatto
che luci che compiono un giro di 360 gradi senza mai cambiare movimento indicano probabilmente luci da

9
Illusione ottica naturale: il nostro occhio non è perfetto talvolta può essere ingannato, ad occhio nudo
parliamo di illusione ottica come una percezione sbagliate dei nostri sensi di un fenomeno piuttosto raro.

Quello in ambito ufologico che da luogo a maggiori confusione è il Paraelio.

Il Paraelio: Ovvero presenza di macchie luminose vicine al sole, potrebbero confondere l’osservatore, in
effetti si tratta solo di una rifrazione di cristalli di ghiaccio presenti nell’atmosfera della luce solare, tale da
produrre l’illusione visiva di uno o più dischi spaziali; sono vicini al sole e come forma sono assai simili ad
esso: sotto una foto

Quanto sopra sono solo pochi esempi di ciò che potrebbe confondere l’occhio, man mano che la
conoscenza e tecnologia migliorano , aumentano anche le possibilità di confusione, cerchiamo sempre di
aggiornarci.

Supporti video e fotografici

L’utilizzo di supporti quali video o foto per avvistamenti Ufo è sempre più frequente e sempre più frequenti
sono le richieste da parte di testimoni di pareri circa cosa è presente nella loro foto o video.

Sembrerebbe un vantaggio disporre di un materiale visivo, ma, purtroppo non è come sembra; anzi la
proliferazione di video e foto false o di oggetti spacciati per Ufo rappresentano un grave pericolo per una
seria analisi e per un modello pro scientifico atto a elencare casi certi.

Bisogna dotarsi di mezzi idonei e spirito di osservazione, avere la collaborazione di esperti foto tecnici,
utilizzare un approccio scientifico e tanta esperienza per analizzare foto o video.

Se mi dovessero chiedere cosa sia da preferire un video o foto senza dubbio la risposta è il video, perché:

Una foto rappresenta sempre una libera interpretazione della realtà da parte di chi scatta. Si immortala un
attimo ovvero una delle tante azioni dell’oggetto per cui abbiamo la percezione di una piccola parte di esso,
d’altra parte nel video è possibile valutare la velocità le caratteristiche e avere riferimenti importanti, nella
foto tutto ciò non è possibile o possibile parzialmente;

E’ inutile riaffermare il concetto di prova muta quando una foto non è accompagnata da una dettagliata
descrizione scritta o verbale del testimone che ha scattato o ripreso il video: sono complementari, talvolta è
impossibile decifrare una foto se non si ha degli elementi che solo il testimone conosce.

Il giusto atteggiamento nel valutare foto o video:

E’ impossibile rimanere neutrale quando si osserva per la prima volta, un video o foto, le analisi spesso si
fanno in base ad una convinzione sia positiva che negativa. È quindi impossibile contrastare questa
10
percezione, bisogna adeguarsi: più si è convinti di aver visto nelle foto qualcosa di anomalo, più è
necessario sottoporre la stessa a un maggior numero di prove per provare il contrario, altresì quando si è
scettico su una foto, non commettere l’errore di compiere un’analisi sbrigativa e frettolosa.

Ovviamente le analisi delle foto o video si sviluppano per fasi, innanzitutto per evitare di perdere tempo
sarebbe opportuno valutare se la foto o video sono genuini e non falsi o modificati

Possiamo considerare falsa una foto in due modi: attraverso programmi di fotoritocco o editing video, con:
Modifiche alla foto: aggiungendo altri pezzi o agendo sulla tonalità saturazione applicando filtri tale da
cambiare la forma e colorazione di un oggetto della foto o video

Scene false: foto in cui oggetti vengono ripresi per confondere l’osservatore, esempi: Un frisbee lanciato in
aria per farlo sembrare un ufo oppure un piattino appeso con un filo trasparenti, per far sembrare un
oggetto che fluttua in aria

La tecnologia in tema di editing video e fotoritocchi sta’ raggiungendo sempre livelli più alti, in questo caso
diventa un acerrimo avversario degli analisti Ufo, ma nel contempo ci fornisce software da supporto
sempre più validi nel scoprire falle in foto e video

Non dobbiamo incorrere nell’errore di credere che le foto vecchie essendo state prodotte in epoche dove
ancor non esistevano computer e software sino vere, infatti i “vecchi” fotografi in camera oscura con
attrezzi piuttosto semplici realizzavano modifiche piuttosto rilevanti il tutto celato grazie al bianco e nero

Il mezzo più sicuro nel fare precise analisi non è quello di utilizzare principalmente software, per quanto
precisi possono trarci in errore, l’arma migliore e l’analisi visiva utilizzando lo spirito di osservazione ed
esperienza fatta su tante analisi fatte e lette.

Ci sono alcuni punti da considerare circa l’analisi ad occhio nudo

La prima cosa da verificare: il realismo: questo non lo può insegnare nessuno, bisogna tener sempre
presente che più la foto è stupefacente più necessitano prove per verificarne la genuinità’.

In particolare per video: una camera che segue un oggetto strano con troppa precisione senza sbalzi
dovuti dall’emotività potrebbe significare che sappia dove l’ufo voglia andare: le ombre e luci
rappresentano arme piuttosto efficaci

Bisogna investigare se l’oggetto in questione ricorda qualcos'altro: oggetti di scena o già utilizzati in altre
foto o video. Ci facilita il compito la ricerca di Google immagine: colleghiamoci al motore di ricerca “Su
immagini” clicchiamo sulla figura della macchina fotografica carichiamo la foto e andiamo alla ricerca di
immagini simili.

11
Luce solare, riflessi ed ombre: la luce solare è un elemento indicativo importante, può indicare, per
esempio, l’ora precisa in cui è stata scattata la foto, riflessi anomali non corrispondenti alla posizione del
sole, o altre fonti di luce che producono il riflesso possono indicare una foto manomessa, allo stesso un
ombra non corrispondente indica una anomalia

La profondità di campo e prospettiva: rappresentano un ottimo metodo per valutare la distanza


dell’oggetto, le distanze dell’oggetto compartano ipotesi, talvolta convenzionali, per esempio: foto
preparate per confondere e falsificare un avvistamento, come fotografare un freesbe lanciato in aria o un
bottone legato ad un filo di nylon trasparente, in questo caso è essenziale valutare la profondità di campo:
essa rappresenta la zona in cui gli oggetti nell'immagine appaiono ancora nitidi e sufficientemente
focalizzati.

Per poter capire la distanza e bene comparare un oggetto reale con l’oggetto anomalo (un albero per
esempio della foto che sembra trovarsi alla stessa distanza dell’ oggetto che reputiamo anomalo) e ovvio
che se l’oggetto risulta più definito rispetto a qualcosa di molto vicino, potremmo ipotizzare che sia un
oggetto attaccato alla lente della macchina fotografica, molto spesso chi fa delle foto di oggetti ingannevoli
, inquadra questi oggetti in primo piano restringendo la panoramica , e ovvio che se lancio un oggetto tipo
freesbe, devo ingannare l’osservatore riguardo le dimensioni e soprattutto nascondere il lancio
dell’oggetto, in questo caso la profondità di campo ci aiuta a smascherare la frode.

Non solo per foto da frode, anche le valutazioni di oggetti attaccati alla lente involontariamente come
piccoli insetti, moscerini, può confondere l’analizzatore, un’analisi della profondità può anche in questo
caso aiutarci

12
Utilizzo Software analisi

Sicuramente un buon software è un valido strumento per aiutarci a comprendere la natura della foto

Non dobbiamo ciecamente aver fiducia di questi strumenti, prima di utilizzarli è necessario avere
dimestichezza sulle loro analisi e dalla qualità stessa del programma, è inutile sottolineare che un buon
programma di digital forensics costa parecchie migliaia di euro, oltretutto anche le macchine capaci di
processare questi software sono piuttosto sofisticate

Piuttosto che utilizzare programmi locali, penso sia meglio utilizzare quelli online che sfruttano
competenza, esperienza e macchine di validi esperti del settore.

Alcuni servizi online gratuiti utilizzati dagli analisti sono

http://fotoforensics.com

https://29a.ch/photo-forensics/

http://www.imageforensic.org/

In questi servizi sono particolarmente importanti stimare la qualità dei jpeg e i Metadati

Jpeg è un formato in cui vengono salvate delle immagini

Di solito macchine fotografiche comprese quelle degli smartphone salvano le foto in questo formato che ha
la capacità di comprimere il file salvato quindi ridurre lo spazio utilizzato nella memoria del dispositivo

Mentre per il semplice utilizzatore questo è sicuramente un vantaggio, per l’analizzatore delle foto
rappresenta uno strumento per valutare la genuinità della foto stessa

Precisamente :

13
La quantità di compressione JPEG viene indicata con una percentuale. Un'immagine al 100% di qualità
indica sostanzialmente nessuna perdita dei livelli di qualità:

Il 90% o superiori sono di alta qualità",

l'80% -90% è "di media qualità"

il 70% -80% è di bassa qualità,

al di sotto del 70% è un'immagine di qualità molto bassa

Di conseguenza più la percentuale è bassa più ce il rischio di immagini modificate in quanto processate
parecchie volte o rese così di scarsa qualità per evitare di rendere visibile le modifiche

I Metadati

Sono in pratica le informazioni o storia di uno scatto

Precisamente: Informazioni su data e ora in cui è stata scattata la foto, geo posizione, marca, modello,
produttore, orientamento, apertura, velocità dello scatto, lunghezza focale, bilanciamento del bianco,
informazioni di velocità ISO, software di gestione foto ed etc. etc.

Tutte informazioni utili che possono incidere sulle investigazioni e sulla natura dell’oggetto

Ovviamente una foto senza metadati indica un sospetto di foto modificata

Per ottenere i metadati di una foto oltre i servizi online citati sopra ci sono tanti programmi validi tra cui il
visualizzatore di windows: basta cliccare sul file dell’immagine e selezionare proprietà e di novo dettagli

14
ELA: ovvero analisi del livello di errore che permette di scoprire all’interno della stessa foto in formato Jpeg
delle aree con un livello diverso di compressione e quindi di diversa qualità, tutto ciò potrebbe indicare la
modifica con l’aggiunta di altri pezzi presi e tagliati da altre foto con diversa compressione

Precisamente dai risultati ELA: tutti i bordi ad alto contrasto dovrebbero apparire simili tra loro e tutti i
bordi a basso contrasto dovrebbero apparire simili, situazioni differenti indicherebbe una modifica

Allo stesso tutte le superfici piane dovrebbero avere circa la stessa colorazione

Esempio didattico:

La foto sotto non è modificata

I risultati ELA mostrano bordi con la stessa colorazione, quindi tutte le aree sono omogenee senza
differenze di compressione

La foto sotto e completa di un'altra foto incollata dentro come è evidente

15
Ovvio che le colorazioni dei bordi e superfici del pezzo indicato mostrano una differenza di compressione
che è sintomo di modifiche; Ma se, ad una foto incolliamo un pezzo di pari compressione come la foto
sotto?

I risultati non rilevano nessuna anomalia seppur esiste e come esiste

16
Questo è per spiegare che nessun software o programma ti da soluzioni, solo dati cui analizzare

Nel caso dell’ELA della foto sopra che pubblico sotto

Osserviamo l’effetto arcobaleno composta da fasce di colorazioni rosse, gialle e blu arcobaleni che
rilasciano programmi come Photoshop

Un altro metodo poco noto come strumento per verificare se una foto è stata modificata è quello di analisi
dell’istogramma:

Per Istogramma intendiamo una rappresentazione grafica della foto o immagine, serve ai fotografi per
valutare la corretta esposizione alla luce ovvero la quantità di luci, ombre e mezzi toni contenuti nella
foto

Osserviamo l’istogramma di seguito riportato:

17
Abbiamo un istogramma ovvero un semplice grafico con due assi uno verticale che rappresenta la
quantità di pixel della foto, l’altro orizzontale che rappresenta il grado di luminosità dei pixel della foto
secondo la direzione indicata dalla foto

Di conseguenza una foto ben bilanciata deve avere un istogramma che va dall’estremità sinistra fino a
quella destra, una specie di curva, (generalmente) mostra una esposizione non corretta quindi foto poco
luminose o eccessivamente luminose

In ogni caso a noi interessa il “clipping”, ovvero quando l’istogramma presenta linee o picchi sui margini
estremi del grafico che potrebbero indicare non solo una scorretta esposizione ma anche una eccessiva
manipolazione della foto ovvero un taglio delle ombre o delle luci

Sotto un esempio

Passiamo quindi ad analizzare ciò che potrebbe confonderci nelle foto facendoci interpretare cose
convenzionali in anomalie.

Per brevità tutto ciò che può confondere il nostro occhio, potrebbe confondere le nostre analisi di foto o
video, quindi fare riferimento a quelli descritti precedentemente riguardo Satelliti, Lanterne Cinesi,
palloncini ed etc. etc.

A questi aggiungiamo i cosiddetti difetti delle macchine fotografiche che possono generare artefatti o
effetti ottici

Lens Flare

I Lens Flare (riflesso Lenti) sono un vero problema per gli analisti delle foto o video, di solito sono quelli che
maggiormente confondono analisi

18
I Lens Flare sono quindi artefatti di svariate forme che si ottengono fotografando direttamente su una fonte
di luce, quale sole, lampione o faro.

L‘obiettivo delle macchine fotografiche è composta da una lente frontale e posteriore; All’ interno, inoltre,
abbiamo altri diversi gruppi di lenti. Il Lens Flare si verifica quando il raggio di luce non colpisce
direttamente l’obiettivo ma le lenti interne generando quindi questi artefatti.

Come facciamo a capire che si tratta di riflessi:

Il metodo più sicuro è quello di dividere l’analisi su due fasi una sulla natura dell’oggetto e l’altro
considerando le fonti di luci che probabilmente lo hanno generato

Nella prima fase, ovvero quella di analizzare la natura dell’oggetto: dobbiamo considerare che un riflesso si
presenta spesso come una velatura, come un poligono che dipende dalla forma del diaframma
dell’obiettivo sarebbe opportuno fare un profilo di luminosità dell’oggetto per verificare proprio come sia
distribuita la luce se riflessa sull’oggetto oppure generata dalla stessa

Nella seconda fase: verifichiamo la corrispondenza della fonte di luce, fatto non semplice perché potrebbe
non essere presente nella foto stessa; di solito la fonte e l’artefatto tracciano una linea retta rimanendo
equidistanti da un ipotetico centro della scena inoltre l’artefatto per forma potrebbe anche avere una
forma che richiama la fonte di luce.

Un esempio didattico:

19
Un consiglio: non valutare l’ipotesi Lens Flare in base alla qualità della macchina: tutti i dispositivi ne sono
soggetti, per evitare i Lens Flare sono necessari alcuni dispositivi come i paraluce o filtri anti riflesso

Altri effetti ottici:

Coma

In pratica è un artefatto che richiama proprio una cometa: quando diversi fasci di luce passano distanti dal
centro della lente focalizzandosi ad anello e sovrapponendosi formano un artefatto a forma di V simile alla
coda di una cometa

Ad esempio:

Credit https://www.nikonclub.it/forum/lofiversion/index.php/t205906.html
20
Hot pixel: è un puntino luminoso che si distingue in una foto e che spesso viene confuso con un UFO: Si
verifica quando la macchina fotografica risulta sottoposta ad un eccessiva temperatura ed una eccessiva
esposizione, prestare attenzione a foto scattate su pianeti tipo Marte con Curiosity: Sotto un esempio

Le Orb

Sono delle sfere che spesso confondiamo con luci anomali Ufo o addirittura ectoplasma presenti per lo più
in macchine digitali compatti

E’ un effetto ottico che si realizza in ambienti scuri in presenza di particelle di polvere o liquide non visibili
all’occhio umano, che con un effetto di rifrazione della luce su di esse genera sulla foto un artefatto

per verificare loro ipotesi verificare l’ambiente dove è stata scattata la foto se luminoso o no il tipo di
macchina utilizzata compreso l’uso del flash

Esempi li possiamo ammirare sotto

Foto tratta da wikipedia

Quanto sopra sono alcuni dei casi cui possiamo confonderci durante un’analisi,

Conclusione Indagine

La conclusione è la parte in cui si da un parere all’avvistamento in questione.


21
Si arriva alla conclusione dopo aver finito obbligatoriamente tutte le varie fasi descritte. Preferibilmente
prima delle conclusioni prendersi un giorno di pausa dopodiche ricontrollare velocemente le fasi
precedente in particolar modo:

Osservazione: Identifichiamo elementi e artefatti nel file immagine.

Domanda: Facciamoci domande relative alle osservazioni. Ad esempio, "questo è alterato digitalmente?",
"Era davvero lì?", O "da dove viene questo file?"

Ipotizzare: Costruiamo un'ipotesi verificabile che risolva le domande.

Previsione: Data l'ipotesi, prevediamo il risultato atteso.

Prova: Testiamo l'ipotesi con uno o più esperimenti riproducibili.

La conclusione deve essere sempre compilata per iscritto ed in maniera dettagliata:

deve contenere brevemente la storia dell’avvistamento, le nostre osservazioni, il metodo, i software


utilizzati per analizzare la foto ed eventuali sperimenti

Passare in rassegna le varie ipotesi elencando il motivo per cui alcune di queste non sono applicabile ed
elencando il motivo di ritenere alcune o una di queste applicabili

Consigli finali

Quando tempo necessita una giusta analisi? Tutto il tempo necessario, ognuno ha i suoi tempi,
l’importante è differire le varie fasi di analisi in epoche differenti, dal momento che si è arrivati ad una
conclusione e sempre bene aspettare un giorno e fare un ulteriore analisi prima di concludere l’analisi

Evitare forzature nelle conclusioni: non bisogna aver paura di non aver del tutto compreso la natura di un
oggetto, cercate la collaborazione al fine di arrivare ad una soluzione per quanto più giusta possibile

Accettare la possibilità dell’errore: i migliori analisti ufologi sono quelli che sono riusciti a trarre
insegnamento ed esperienza proprio da errori

Ricordiamoci che: Per conclusione non si intende la fine di un’indagine, l’avvio di un’analisi è un fascicolo
sempre aperto che aspetta sempre una conclusione finale

Considerazioni finali

La condivisione è l’arma migliore per giungere ad un risultato sodisfacente anche per future analisi e
ricordatevi soprattutto che l’Ufologia è mera passione: non denigrate eventuali altrui errori, non siate
presuntuosi perché l’ufologia non è nessun titolo accademico è, e deve essere, educativa, soprattutto
divertitevi ed entusiasmatevi, perché state entrando in un mondo di avventura.

FINE

22
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative
Commons Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non
opere derivate 3.0 Italia.

23