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MusicOff » Le lezioni di MusicOff Accordi Teoria - La Struttura Degli Accordi » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits - Le Sigle Degli Accordi (1) - Le Sigle Degli Accordi (2) Accordi "CAGEDIZZATI" - Accordi Maggiori - Accordi Maggiori Derivati Diteggiature Le C.A.G.E.D. - Informazioni Basilari - Usi Caged Avanzati - Usi Caged Avanzati 2 Scala Pentatonica - C Shape - A Shape - G Shape - E Shape - D Shape Scala Blues - C Shape - A Shape - G Shape - E Shape - D Shape Scala Maggiore - C Shape - A Shape - G Shape - E Shape - D Shape - Le 5 Caged Maggiori Scala Minore Armonica - Teoria e Diteggiature Diteggiature tre note per corda - Scala Maggiore - Scala Maggiore (Esercizi) - Scala Minore Naturale new new

- Scala Minore Naturale (Esercizi) Improvvisazione Metodi di studio

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- Introduzione - Primo approccio - Struttura dell'assolo - Pensare, Immaginare, Suonare - Improvvisare con una nota - Le Permutazioni Ritmica & Groove - Introduzione - Valori Ritmici (Pari) - Strumming Tecniche Alternate Picking - Esercizio 1 - Esercizio 2 - Esercizio 3 (Prima Parte) - Esercizio 3 (Seconda Parte) - Esercizio 4 - Esercizio 5 - Esercizio 6 - Esercizio 7 (Prima Parte) - Esercizio 7 (Seconda Parte) - Esercizio 7 (Terza Parte) - Esercizio 7 (Quarta Parte) - Esercizio 7 (Quinta Parte) new

- Introduzione - Qual é il problema? - Re-Training - Time Frames - La V.I.S. - Suonare "Seduti"

Special - Posizioni delle mani - Mappa degli Armonici Naturali - La Pulizia del Suono - Lo sviluppo del tocco Teoria Generale - Le Alterazioni sul Pentagramma - La Tonalità new - Gli intervalli - Armonizzazione della scala maggiore Le Triadi - Generalità ed uso pratico - Triadi Maggiori (Closed Voicings) - Triadi Minori (Closed Voicings) Sight Reading (Lettura) - Consigli per l'uso

Legato I suoni Armonici - Teoria ed Esempi (Prima Parte) - Suoni armonici e problemi correlati - Teoria ed Esempi (Seconda Parte) - I suoni armonici sulla chitarra (1) - I suoni armonici sulla chitarra (2) String Skipping - Il "Timbro" degli strumenti - Ma cos'è? - Vibrazioni per "Simpatia" sulla chitarra - Esercizio 1 - Esercizio 2 new Sistema Musicale occidentale - Esercizio 3 new - Introduzione - Semitoni "Diatonici" e "Cromatici" Sweep Picking - I nove "Comma" di un tono (1) - Teoria - I Nove "Comma" di un tono (2) - Esercizio 1 Armonia Pandiatonica - Esercizio 2 - Esercizi 3 e 4 Tapping - Teoria e primi esempi - Eruption (Van Halen) - Introduzione e primi esempi

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www.argomedia.it - Sviluppo applicazioni e servizi per la Rete -------------------------------------------------

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - La Struttura Degli Accordi

- La Struttura Degli Accordi
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Un accordo è un insieme di tre o più note suonate contemporaneamente. Generazione degli accordi Prendiamo in considerazione una scala di base, nel nostro caso la scala di C (do maggiore): do re mi fa sol la si Se calcoliamo la distanza tra una nota e la successiva, otteniamo gli intervalli della scala di C, infatti se assumiamo che T = 1 tono e S = 1/2 tono avremo: TTSTTTS Rispettando questi intervalli, possiamo ricavare adesso ognuna delle 12 scale maggiori (una per ogni tonalità); ad esempio la scala di G (sol maggiore): sol (T) la (T) si (S) do (T) re (T) mi (T) fa# (S) sol Noterete che abbiamo nella scala una nota non naturale (il fa#) in questo caso diremo che in G abbiamo "in chiave" il fa#. Occorre adesso spendere due parole sulle sigle internazionali degli accordi, ecco la tabella di conversione: LA - A SI - B DO - C RE - D MI - E FA - F SOL - G

Nella scala di C ogni nota è individuata da un numero: il do è la prima, il re è la seconda, e così via, solo il si fa eccezione ed è definito come settima maggiore (maj7). do (1) re (2) mi (3) fa (4) sol (5) la (6) si (maj7) La prima (o tonica) dà il nome all' accordo, ne consegue che tutti gli accordi generati dalla scala di C si chiameranno C, per ottenere accordi con diverso nome, occorrerà adoperare la scala maggiore corrispondente. La terza (o modale) dà il modo (dice, cioè, se l' accordo è maggiore o minore) in pratica se la terza è maggiore (mi), l' accordo è maggiore, se invece è una terza minore (mib) l' accordo è minore. La quinta (o dominante) è una nota di associazione che completa l'accordo e non è

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indispensabile, pertanto, quando è necessario, può essere eliminata: C (do mi sol) (prima, terza, quinta) Cm (do mib sol)(prima, terza minore, quinta) Aggiungendo altre note individuate dal loro valore numerico, si possono ottenere accordi complessi (ricordiamo che una nona non è altro che una seconda dell'ottava successiva): C6 (do mi sol la) C9 (do mi sol re) C6/9 (do mi sol la re)

Parliamo ora delle settime; abbiamo visto che la settima nota della scala maggiore è considerata una maj7, ad ogni modo, se noi diminuiamo il si di un semitono otteniamo una settima minore, questa settima minore va a coincidere con la 7^; semplificando: la settima nota della scala maggiore è detta settima maggiore, mentre per settima si intende la settima nota della scala diminuita di un semitono: Cmaj7 (do mi sol si) C7 (do mi sol sib) C7/9 (do mi sol sib re) C6/9b (do mi sol la reb) C7/9b (do mi sol sib reb) Cm7 (do mib sol sib) Cm7/9 (do mib sol sib reb) Quando un accordo è maggiore non vi è nessuna sigla che lo specifica, se trovate un + dopo la sigla dell' accordo, questo si riferisce alla quinta: C+ significa C5+ (C5#). Quando alteriamo la quinta, bisogna omettere la quinta giusta: C+ (do mi sol#) Gli accordi di 11 e di 13b aggiungono una nota molto distante dal corpo dell'accordo, per cui sottintendono anche una 7 di passaggio, per la stessa ragione gli accordi di 13 sottintendono una 7 e una 9: C11 (do mi sol sib fa) 1 3 5 7 11 C13b (do mi sib sol#) 1 3 7 13b C13 (do mi sol sib re la) 1 3 5 7 9 13 Gli accordi SUS4 (Sus= Suspended), avendo la quarta distante un semitono dalla terza, omettono la terza; questo è molto importante, perchè in questo modo, l'accordo diviene ambiguo (di modo indefinito); l'uso di questi accordi è altrettanto particolare: vengono spesso adoperati negli stacchi ritmici: C sus4 (do fa sol) Esistono anche i SUS2 che sostituiscono la terza con la seconda maggiore: C sus2 (do re sol) Gli accordi diminuiti sono accordi minori, con la sesta maggiore (o settima diminuita)e la quinta bemolle:

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C0 (do mib la fa#) oppure Cdim7 Gli accordi semidiminuiti sono accordi minori, con la settima (minore) e la quinta bemolle, e si scrivono anche con C seguito da uno zero sbarrato: Cm7(5b) (do mib sib fa#)

Esempi A7 (la do# mi sol) 1357 Abm11 (lab si mib solb reb) 1 3m 5 7 11 F#13 (fa# sib do# mi sol# mib) 1 3 5 7 9 13 G0 (sol sib reb mi) 1 3m 5b 6

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Le Sigle Degli Accordi (1)

- Le Sigle Degli Accordi (1)
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 8 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Dunque... eccoci ad un argomento tanto ostico quanto trascurato. Le sigle degli accordi sono da sempre luogo di dissidi e fraintendimenti fra tutti i musicisti. Ognuno la pensa a modo suo e pensa di avere la ragione dalla sua parte. Non vogliamo arrogarci il diritto di essere i tenutari della verità, ma probabilmente queste sono le sigle più vicine alla realtà musicale del nostro tempo (soprattutto per quel che riguarda il mondo musicale anglosassone, che volente o nolente contamina gran parte della musica contemporanea).

Sigla anglosassone Maj7 m/Maj7 7 m7 m7 (b5) dim oppure O Maj7(#5) Add9 min add 9 Sus4 Sus2

Denominazione italiana Maggiore settima Minore/settima Maggiore Settima (anche settima dominante) Minore settima Minore settima 5^ bemolle o semidiminuito Diminuito Maggiore settima 5^ aumentata Nona aggiunta Minore con nona aggiunta Quarta sospesa Seconda sospesa

Struttura dell'accordo Tonica; 3^ magg; 5^ giusta; 7^ magg Tonica; 3^ min; 5^ giusta; 7^ magg Tonica; 3^ magg; 5^ giusta; 7^ min Tonica; 3^ min; 5^ giusta; 7^ min Tonica; 3^ min; 5^ dim; 7^ min Tonica; 3^ minore; 5^ dim; 7^ dim Tonica; 3^ magg; 5^ aum; 7^ magg Tonica; 3^ magg; 5^ giusta; 9^ magg Tonica; 3^ min; 5^ giusta; 9^ magg Tonica; 4^ giusta; 5^ giusta Tonica; 2^ magg; 5^ giusta

Ascolta l'accordo Maj7 m/Maj7 7 m7 min7(b5) Diminuito Maj7(#5) Add9 min add9 Sus4 Sus2

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Sus 4/7

Quarta sospesa/settima

Tonica; 4^ giusta; 5^ giusta; 7^ min Tonica; 3^ magg; 5^ giusta; 7^ magg; 9^ magg Tonica; 3^ min; 5^ giusta; 7^ min; 9^ magg Tonica; 3^ magg; 5^ giusta; 7^ min; 9^ min Tonica; 3^ magg; 5^ giusta 7^ magg; 9^ magg; 11^ aumentata Tonica; 3^ magg; 5^ giusta; 7^ magg; 11^ aumentata Tonica; 3^ magg; 5^ giusta; 7^ magg; 9^ magg (o 11^ magg); 13^ magg

Sus 4/7

Maj9

Nona / settima maggiore

Maj9

m9

Minore 9

m9

7 (b9)

Settima con nona minore

7(b9)

Maj9(#11)

Maggiore nona con undicesima aumentata

Maj9(#11)

Maj7(#11)

Maggiore settima con undicesima aumentata

Maj7(#11)

Maj7(13)

Maggiore settima con tredicesima

Maj7(13)

Sicuramente molti altri accordi mancano all'appello. Se avete bisogno della struttura di altri accordi o avete domande da fare... come al solito non dovete fare altro che contattare lo Staff.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Le Sigle Degli Accordi (2)

- Le Sigle Degli Accordi (2)
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 8 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

1) L'accordo maggiore e minore L'accordo maggiore e' composto dal primo, terzo e quinto grado della scala, l'accordo minore dal primo, terzo grado minore e quinto della scala. C = C-E-G; Cm = C-Eb-G 2) L'accordo "sospeso" L'accordo sospeso e' composto in teoria dal primo e quinto grado della scala: l'omissione del terzo grado ne crea la "sospensione" modale: cioe' non si capisce se l'accordo e' maggiore o minore. Tende a trasformarsi nell'accordo completo (maggiore o minore, a seconda della tonalita' che precedeva o alla quale si vuole passare), ma non lo fa obbligatoriamente. Lo si puo' indicare con varie sigle: sus, sus2, sus4, omit3, no3rd, 5, 2, 4. Vediamole una per una. 3) L'accordo sospeso: le sigle sus, sus2 e sus4 La sigla sus sarebbe la piu' giusta, indicando che il terzo grado della scala viene "sospeso" (e quindi che sotto sotto... c'e': suggerisce appunto la risoluzione!), se non fosse ormai quasi sempre identificata con la sigla sus4 (v.oltre.) Es. Csus = C-G (in teoria). La sigla sus2 indica che "al posto" del terzo grado si mette il secondo. Da non confondere con le sigle add2 o add9 (v.oltre) Es. Csus2 = C-D-G La sigla sus4 indica che "al posto" del terzo grado si mette il quarto. Da non confondere con le sigle add4 o add11 (v.oltre) Es. Csus4 = C-F-G Come si e' detto, comunemente sus significa sus4. 4) L'accordo sospeso: le sigle omit3 e no3rd (e omit5 e no5th) Le sigle omit3 e no3rd sarebbero anch'esse univocamente indicanti la semplice assenza del terzo grado, se non fosse che non si trovano quasi mai da sole, ma quasi sempre in connessione con altre sigle (tipo C7/6omit3 o C7/6 no3rd). Si usano soprattutto nel campo della musica jazz. Esistono anche gli accordi corrispondenti in cui ad essere omesso non e' il terzo grado, ma il quinto. Cosi' C7/6no3rd = C-G-A-Bb, eventualmente rivoltato per non far suonare troppo vicini G, A e Bb; C7/6omit5 = C-E-A-Bb. Omit5 e no5th si trovano meno frequentemente di omit3rd e no3rd per il semplice fatto che il quinto grado in un accordo non ha funzione modale: se si omette il terzo grado, non si capisce se l'accordo e' maggiore o minore; se si omette il quinto... chissenefrega :-))) Ne deriva che chi omette il quinto, spesso perché' non ha abbastanza dita per fare suonare tutti i gradi richiesti dall'accordo o prece' *sulla chitarra* non trova una posizione che contempli tutte quelle note, non sente la necessita' di indicarlo al lettore. In effetti queste sigle sono piu' pensate per chi suona il piano che non per i chitarristi. 5) La sigla 5

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La sigla 5 e' usata soprattutto nella musica rock, punk, heavy metal, ecc. ed e' un interessante caso di figura retorica, in cui per indicare che manca qualcosa... si indica ancora di piu' che c'e' qualcos'altro! Il suo significato e' lo stesso di sus o omit3 o no3rd: pero' l'accordo eseguito e' effettivamente e unicamente (per convenzione, comunque) il bicordo primo grado-quinto grado. A differenza del sus2 e sus4, non tende a risolvere sull'accordo completo (maggiore o minore) ma resta un accordo "vuoto e potente" (si chiama in effetti anche "power chord"). Ne hanno fatto uso anche musicisti piu' o meno classici. Si pensi a Fortuna, Imperatrix Mundi dai Carmina Burana di Orff. Es. C5 = C-G 6) Le sigle 2 e 4 Le sigle 2 e 4 sono usate esclusivamente nella notazione italiana, ed hanno lo stesso significato di sus2 e sus4. 7) La sigla add La sigla add nasce dall'esigenza di aggiungere all'accordo il secondo o il quarto grado (piu' raramente il sesto) senza sospendere od omettere il terzo. Solitamente si indica tra parentesi ed e' seguita dal numero del grado che si vuole aggiungere in quella stessa ottava o, piu' spesso, all'ottava superiore. Cosi' C(add2) o C(add9) per il chitarrista hanno lo stesso significato di aggiungere il secondo grado alla triade (maggiore, in questo caso): C(add9) = C-E-G-D Resta aperta la discussione se add2 e add9 debbano veramente essere interpretati "con le ottave giuste"; considerando che di solito l'esecutore e' libero di eseguire i rivolti che vuole sugli accordi, la nostra risposta e' negativa: add2 e add9 sono la stessa cosa. E' importante non confondere la sigla add9 con la sigla 9 (v.oltre). Si possono trovare anche add11 e add13 (rispettivamente: aggiungi la quarta o undicesima e aggiungi la sesta o tredicesima); si noti che Cadd13 corrisponde esattamente a C6 (sempre se non si fa attenzione alle ottave). 8) Le sigle 9, 11, 13 Per convenzione, le sigle numeriche dispari oltre il 7 indicano che l'accordo comprende anche le sigle numeriche dispari inferiori. Cioe' 9 significa 7 con 9; 11 significa 7 con 9 con 11; 13 significa 7 con 9 con 11 con 13. Es. C11 = C-E-G-Bb-D-F. E' anche per questo motivo che e' nata l'esigenza della sigla add: non si sarebbe saputo altrimenti come indicare che si vuole aggiungere *soltanto* l'undicesima o *soltanto* la tredicesima. Tratto dal Gruppo di Discussione it.arti.musica.spartiti

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Accordi Maggiori

- Accordi Maggiori
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Prima di iniziare date uno sguardo alla lezione Informazioni Basilari sulle Caged. E' di fondamentale importanza per una corretta comprensione di questo sistema. Esistono principalmente 5 posizioni per gli accordi classici (i famosi accordi da cantautore o del barbiere :-) Eccoveli elencati. Consigliamo vivamente di prendere visione della lezione Accordi Maggiori Derivati.

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=26 (1 di 2) [07/06/2001 12.43.01]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Accordi Maggiori Derivati

- Accordi Maggiori Derivati
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Come chiaramente si può vedere possiamo traslare gli accordi della Precedente Lezione su tutta la tastiera

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Introduzione

- Introduzione
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Improvvisare... questa situazione tanto amata, ma sempre più temuta dalla maggior parte dei musicisti (soprattutto chitarristi). Come si fa ad improvvisare? Molti sostengono che sia un dono del cielo e che sia facoltà di una ristretta cerchia di persone! Niente di più falso! Tutti e ribadiamo TUTTI, possono imparare ad improvvisare in qualsiasi situazione ritmica ed armonica, ma è necessario che si venga instradati nel modo giusto. Non possiamo stare lì a sperare che la nostra mitica pentatonica (magari conosciuta in una sola posizione della tastiera) ci possa salvare in ogni occasione. E' necessario avere un vocabolario quanto più ampio per poter... parlare bene! Quindi ecco qui che bisogna iniziare lo studio di scale, arpeggi, accordi, modi, e di tutto il resto. Attenzione, questo studio non deve essere però inteso come una maniera per allenarsi a fare "Le scale a du' piotte" e basta, ma ci deve consentire di poter impiegare al meglio le nostre idee e di utilizzarle sullo strumento! Si impara ad improvvisare anche con unità sonore minime... anche con una singola nota... ed ancora di più (o di meno?) senza note... cioè con rumori ed accenti messi nei punti giusti. Conoscere accordi di ogni tipo (e soprattutto in ogni posizione), ci permette di avere molte più carte da giocare... quindi ben venga anche le studio di centinaia di accordi, rivolti, estesi ed alterati che però non vengono appresi così fine a se stessi, ma con metodo e chiarezza, proprio per poter FARE MUSICA! In questa rubrica, tratteremo proprio tutti questi aspetti, per permettere a tutti di non trovarsi spaesati mettendo le mani sulla chitarra per fare due note che non siano solo degli esercizi triti e ritriti. Cercheremo per quanto possibile, di allegare dei files audio che supportino tutto quello che verrà detto in queste lezioni per facilitarne la comprensione e la messa in pratica. Come al solito, un po' di pazienza...

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=79 [07/06/2001 12.43.45]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Primo approccio

- Primo approccio
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Tanto per cominciare, come detto nell'introduzione, TUTTI posso imparare ad improvvisare! Bisogna solo capire il COME =) In Primis dobbiamo liberarci della chitarra... "Ma come? Come si fa ad improvvisare senza chitarra?" dirà subito qualcuno... Beh é proprio qui il punto! Sapete cosa fa di solito un chitarrista (o musicista in genere) quando gli si dice "Pensa una frase"? Mette le manine sulla chitarra e inizia a suonare. Per esperienza vi garantiamo che non c'é NULLA DI PIU' SBAGLIATO ED ANTIMUSICALE. Ma é la chitarra che suona o é la nostra testa che pensa le frasi? La risposta sembrerebbe scontata, ma la maggior parte dei musicisti, non ha nemmeno mai provato a percorrere questa strada ardua e difficile. Iniziate a "Pensare" una frase semplice senza la chitarra in mano e poi quando l'avete chiara in mente, prendete la vostra fida 6 corde (anche 7 se volete =) e cercate di suonarla esattamente come l'avete pensata, accenti e inflessioni compresi. Buon Lavoro

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=80 [07/06/2001 12.44.00]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Informazioni Basilari

- Informazioni Basilari
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Ecco un sistema rivoluzionario per studiare le diteggiature. Chissà quali terribili misteri nasconderà la suddetta sigla? Niente di particolare... In inglese "Caged" significa "ingabbiato", comunque questa non deve essere solo una traduzione, ma una vera e propria sigla! C = Do A= La G= Sol E = Mi D = Re Ogni diteggiatura "CAGED" è costruita "intorno" alla posizione di questi accordi...cioè la "forma" di questi accordi, che normalmente utilizziamo e trasliamo su tutto il manico (per ulteriori chiarimenti relativi alla posizione ed alla traslazione su tutto il manico riferirsi alla pagina degli Accordi Maggiori e Accordi Maggiori Derivati. Dunque... il problema ora è capire come studiare queste "Caged"! Non bisogna apprenderle come si è sempre fatto con le solite scalette e "cagatine" varie (cioè guardando la tablatura e suonare in senso ascendente e discendente tutte le note allo stesso modo), ma è necessario approfittare della "ben nota" V.I.S.. Dopo aver perfettamente memorizzato tutta la diteggiatura (nella nostra testa come un'unica e ben nitida immagine), non suoniamola come un esercizio sgradevole e poco musicale, ma usando un po' di "random" (casualità)... facciamola diventare un "esercizio" altamente musicale, prima suonandolo tutto in ottavi Straight e successivamente interpretandolo utilizzando pause, accenti, ecc. Tutto ricordandosi di non eseguirla come faremmo abitualmente come una scala, ma con salti di corda (anche molto ampi che permettono al nostro orecchio di percepire degli intervalli piuttosto insoliti che non ascolteremmo con facilità) e ripetizioni, stando particolarmente attenti a non commettere la minima imprecisione... tutto deve essere perfetto e tutte le note devono suonare allo stesso modo! Evitiamo di usare vibrati, bending, legati, eccetera perché il suono deve uscire più reale possibile. Quando siamo ormai abbastanza ferrati e la diteggiatura diviene scorrevole nella nostra mente e sotto le nostre dita, possiamo fare un po' più di musica, utilizzando come suddetto le pause, gli accenti, i glissati, i bending ecc. Proviamo a suonare anche con gli occhi chiusi, in modo tale da "allenare" ulteriormente la nostra mente nel difficile lavoro della Visualizzazione. E' fondamentale ricordare che nessuno ci impedisce di ripetere una qualsiasi nota! (Anzi sarebbe auspicabile iniziare ad utilizzare le ripetizioni, che rappresentano un canale fondamentale nella tecnica improvvisativa). Comunque lavoriamo sempre con una Drum machine o un metronomo! Le note in Celeste come sempre sono le nostre benedette toniche! Buon divertimento!

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=29 (1 di 2) [07/06/2001 12.51.21]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Usi Caged Avanzati

- Usi Caged Avanzati
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Dopo aver visto i vantaggi che le diteggiature C.A.G.E.D. offrono... 1. Solo 5 diteggiature da imparare 2. "Shapes" non vincolate ad una tonalità prestabilita e quindi traslabili in tutte le 12 tonalità 3. Diteggiature che riconducono (per forma) ai 5 accordi "Del Barbiere" ;-) ...possiamo passare con tranquillità allo studio approfondito di COME SI FA MUSICA con queste diteggiature. E' fondamentale per prima cosa riuscire a non rimanere "ingabbiati" all'interno della diteggiatura usata, ma spaziare attraverso TUTTE le diteggiature disponibili. La domanda nasce spontanea ;-) Come si fa? Ok curiosoni... un passo alla volta. In questa lezione vedremo approfonditamente alcune "evoluzioni" delle nostre 5 CAGED. Per primo, cominciamo con l'estensione "verticale" (che significa LUNGO le corde) delle nostre diteggiature: 1. Scegliamo una tonalità 2. Scegliamo una CAGED in quella tonalità e suoniamola 3. Passiamo alla prossima forma (Shape) 4. Poi via via attraverso tutte le forme, salendo e scendendo fino a coprire tutta l'area del manico E' di fondamentale importanza sciogliere le dita (e il cervello) nel passaggio tra una diteggiatura e l'altra. E' chiaro che il passaggio da una forma all'altra, avviene per "slittamento" verticale (lungo le corde) prolungando la permanenza sulla stessa corda fino a raggiungere il pattern successivo (o precedente). Ma ora basta chiacchiere!!! Passiamo a qualche esercizio per migliorare la nostra padronanza delle CAGED. Come sempre... noi lanciamo la sfida con qualche esercizio... sta a voi approfondirli, richiedendo informazioni allo Staff se necessario. NOTA TECNICA: Ricordiamoci le tre possibilità della mano sinistra di passare da una nota all'altra: 1. Glissare (scivolare lungo la corda) con lo stesso dito 2. Usare il "Bending" (di un tono o di mezzo tono) per passare da una nota all'altra 3. Utilizzare dita diverse per note diverse (un dito per ogni nota)

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Usi Caged Avanzati 2

- Usi Caged Avanzati 2
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E' assolutamente necessario per andare avanti aver approfondito la lezione relativa alle C.A.G.E.D. ed aver "assorbito" le diteggiature da utilizzare. Scaricati la lezione Clicca qui per eseguire il download della lezione, spiegata e suonata da Thomas Colasanti Lang (formato Mp3). 4.6 Mb di file per oltre 26 minuti di lezione in diretta! Ripetiamo ancora una volta i fenomenali vantaggi dello studio delle diteggiature con il metodo C.A.G.E.D.: 1. Solo 5 diteggiature da imparare 2. "Shapes" non vincolate ad una tonalità prestabilita e quindi traslabili in tutte le 12 tonalità 3. Diteggiature che riconducono (per forma) ai 5 accordi "Del Barbiere" ;-) Abbiamo già visto nella lezione Usi Caged Avanzati, come poter evitare di rimanere "incastrati" all'interno di una singola diteggiatura. Allenandoci a suonare in "verticale" (lungo le corde), riusciremo in breve tempo ad acquisire una certa scioltezza nel passaggio tra una diteggiatura ed un'altra rimanendo nella stessa tonalità. Passando a qualcosa di più interessante, ma di certo più ostico, affrontiamo oggi qualcosa che ci permetterà, anche se con non poca fatica, di poter iniziare ad improvvisare, passando attraverso diverse tonalità rimanendo un "range" ristretto del manico. Come si procede? Beh... l'inizio non ci daà nessun problema... Scegliamo una determinata sequenza di tonalità a piacere (anche se sarebbe meglio utilizzare modulazioni per intervalli di 4° o di 5° per rendere più pratiche e fruttuose le nostre fatiche). Dopo aver deciso accuratamente la nostra sequenza "tonale", passiamo ora alla parte più interessante... Suonare Possiamo seguire il seguente esempio per iniziare (chiaramente "customizzabile" dall'esecutore...). Scegliamo un'area della nostra beneamata tastiera (es. compresa tra il VII ed il X tasto circa). Iniziamo la nostra esecuzione, ad esempio in CMaj (nella zona suddetta la scala Maggiore di "C" la troviamo in "E Shape" con tonica sull'ottavo tasto). Schema di modulazione per 4° giuste: C F Bb Eb Ab Db Gb=F# B E A D G C

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=106 (1 di 2) [07/06/2001 12.51.45]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - C Shape

- C Shape
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Tonica Minore Tonica Maggiore Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - A Shape

- A Shape
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Tonica Minore Tonica Maggiore Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - G Shape

- G Shape
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Tonica Minore Tonica Maggiore Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - E Shape

- E Shape
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Tonica Minore Tonica Maggiore Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - D Shape

- D Shape
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Tonica Minore Tonica Maggiore Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - C Shape

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Tonica Minore Tonica Maggiore Blue Note Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - A Shape

- A Shape
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Tonica Minore Tonica Maggiore Blue Note Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 1

- Esercizio 1
A cura di Vincenzo Verardi » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Che cosa serve? 1. Una chitarra (anche di cartone basta che ci siano 6 corde) 2. Un metronomo (per i più fortunati una drum machine o meglio un computer) 3. Molta pazienza e tempo a disposizione Inizio Metronomo alla minima velocità possibile (perché così possiamo calibrare la pennata ed ascoltare meglio come ogni nota viene fuori). Ricordiamoci che l'altezza della chitarra deve essere uguale sia che suoniamo seduti oppure in piedi. Il braccio sinistro deve essere vicino al corpo (e non con il gomito poggiato sulla gamba), spalla dritta e non curvata molto sciolti e leggeri. Suddividiamo il lavoro in questo modo: dita 1-2 (indice-medio) dita 2-3 (medio-anulare) dita 3-4 (anulare-mignolo)

Iniziamo ad "allenarci" con le dita 1-2. Utilizzando il I capotasto e il II (rispettivamente dito 1 sul I cap. dito 2 sul II cap.). Battere del metronomo I cap. II cap. dito 1 dito 2 1 2 3 4 5 6 ---------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|------------------------------------X-------------|------------------------------

Levare 1 2 3 4 5 6 ---------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|---------X--------------------

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=118 (1 di 3) [07/06/2001 13.07.20]

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Battere del secondo movimento Il primo dito suona il I cap. della corda 5 1 2 3 4 5 6 ---------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|-------------------------------------X------------|--------------------------------------------------|------------------------------

Levare del secondo movimento Il secondo dito suona il II cap. della corda 5 1 2 3 4 5 6 ---------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|-------------X------------------------------------|------------------------------

E così via fino alla prima corda (Mi cantino). Ora dal Mi cantino risaliamo spostandomi in questo modo: Battere del metronomo II cap. III cap. secondo dito 1 2 3 4 5 6 ---------------------|--------------X-----------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|------------------------------

Levare II cap. III cap. primo dito 1 2 3 4 5 6 ----------X----------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|--------------------------------------------------|------------------------------

E così via per le altre corde (seconda, terza, ecc...). Dobbiamo scendere dal Mi basso al Mi cantino utilizzando la coppia 1-2, e poi scalando di un capotasto (raggiunti il Mi cantino) dovete risalire (del Mi cantino al Mi basso) con la coppia 2-1. Bisogna fare l'esercizio almeno fino al XII capotasto (si finisce con il primo dito sul Mi XII tasto corda 6), ma è auspicabile continuarlo fino a dove si può. Poi bisogna rifare tutto con le dita 2-3 e 3-4 (attenzione a questa combinazione di dita). Per ora limitiamoci a suonare in ottavi. Questo esercizio può sembrare noioso da suonare (...e lo è) però è altamente formativo quindi dedichiamogli molto tempo. Quando siamo convinti aumentiamo di poco il metronomo e ripetiamo. Il pollice deve seguire le dita e scendere o salire con loro (in modo parallelo).

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=118 (2 di 3) [07/06/2001 13.07.20]

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=118 (3 di 3) [07/06/2001 13.07.20]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - G Shape

- G Shape
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Tonica Minore Tonica Maggiore Blue Note Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - E Shape

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Tonica Minore Tonica Maggiore Blue Note Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - D Shape

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Tonica Minore Tonica Maggiore Blue Note Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - C Shape

- C Shape
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Tonica Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - A Shape

- A Shape
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Tonica Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - G Shape

- G Shape
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Tonica Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - E Shape

- E Shape
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 12 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Tonica Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - D Shape

- D Shape
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Tonica Diteggiatura

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Le 5 Caged Maggiori

- Le 5 Caged Maggiori
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Ecco qui tutte le diteggiature maggiori (precedentemente descritte singolarmente) lungo il manico della chitarra. Questo permette una più rapida visualizzazione delle posizioni l'una rispetto all'altra. Lo schema sottostante si riferisce alla tonalità di DO maggiore.

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=47 [07/06/2001 13.13.51]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Teoria e Diteggiature

- Teoria e Diteggiature
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 12 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Eccoci alla tanto decantata "minore armonica". Per prima cosa analizziamone la struttura. T, s, T, T, s, 3s, s Ciò significa che se la pensiamo, ad esempio, in "C" avremo: C, D, Eb, F, G, Ab, B, C Prima di passare alle diteggiature da suonare, cerchiamo di capire come si "realizza" una scala "minore armonica". 1. Prendiamo come riferimento una qualsiasi scala maggiore. 2. Invece di considerare la "classica tonica" di questa diteggiatura, pensiamo alla sua relativa minore, che possiamo facilmente trovare abbassando la tonica di un tono e mezzo (es. scala maggiore con tonica "C" ---> relativa minore = "A"). 3. A questo punto avremo una struttura diversa da quella originale della scala maggiore, considerando come tonica non più il "C", ma il "A" (relativa minore di "C"). Avremo: T, s, T, T, s, T, T Ciò significa che se la pensiamo in "A" (In questo caso) avremo: A, B, C, D, E, F, G, A Cioè, le note della "scala minore naturale". Ma le note della scala minore naturale sono, in tutto e per tutto, identiche a quelle della sua scala maggiore relativa (in questo caso C Maggiore). Procediamo quindi... Se modifichiamo ora la 7^ della nostra scala minore naturale, alzandola di un semitono, avremo la nostra cara "minore armonica". A, B, C, D, E, F, G#, A con la struttura suddetta. In pratica abbiamo a tutti gli effetti una scala minore naturale con la 7° maggiore (unica differenza questa, tra la scala minore naturale e la minore armonica). Passiamo ora ad un po' di pratica. Ecco le nostre 5 diteggiature in formato Caged pronte per essere esaminate e fatte nostre. Prima di iniziare il lavoro vi consigliamo caldamente di leggere le lezioni relative allo studio delle Caged e la lezione Time Frames, assolutamente indispensabili per poter ottenere ottimi risultati con il minimo sforzo. Buon lavoro.

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=46 (1 di 3) [07/06/2001 13.14.16]

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Diteggiature
Tonica Cm Shape

Tonica Am Shape

Tonica Gm Shape

Tonica Em Shape

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=46 (2 di 3) [07/06/2001 13.14.16]

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Tonica Dm Shape

Attenzione Questa diteggiatura è assolutamente traslabile in tutte le parti del manico (non rimaniamo staticamente in una singola parte della tastiera, ma estendiamo ogni "Box" in varie zone del manico per ottenere una perfetta visualizzazione). Visitate la pagina principale delle Caged per capire come lavorare al meglio con queste (e tutte) le diteggiature.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Scala Maggiore

- Scala Maggiore
A cura di Matteo "Willi" Procopio » 8 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Molti di Voi avranno sentito parlare, almeno spero, delle diteggiature tre note per corda (in inglese: three note per string). Cosa sono? E a cosa servono? Cercherò di rispondere ad entrambe le domande. Il sistema di diteggiatura tre note per corda prevede che una scala (maggiore, minore, melodica, pentatonica, ungherese, armonica, i 7 modi, ecc.) venga diteggiata o, se preferite, frammentata in 7 schemi di diteggiature in modo che ognuno contenga 18 note, o meglio, 3 note per corda. I vantaggi di questo sistema sono principalmente due: q Riuscire a visualizzare per tutta l'estensione della tastiera le note della scala che ci interessa ed in qualsiasi tonalità q Eseguire fulminanti fraseggi a plettrata alternata con il minimo sforzo Bisogna ora compiere il grande salto che ci porta dalla teoria alla pratica. La prima cosa fondamentale che dovreste fare è "fotografare" mentalmente gli schemi, suonando lentamente tutte le note, dalla più grave alla più acuta e viceversa, in sequenza, per ogni schema. Il tutto, ovviamente, con plettrata alternata (fate riferimento anche al sistema V.I.S.). Ciò Vi consentirà di passare facilmente da uno schema all'altro e quindi "incollare" i 7 schemi in modo da averne uno solo, che corrisponde all'intera estensione della tastiera della Vostra amata chitarra. Bastano pochi sforzi mentali, soprattutto mnemonici, per avere una piena libertà nell'affrontare/interpretare qualunque scala, in qualunque tonalità, in qualunque zona della tastiera, plettrando come fanno i ben noti "shredders". Non posso non indirizzarVi, a questo punto, all'ascolto degli assoli di chitarristi come Paul Gilbert, John Petrucci (fatevi un giro al Berklee...) che ne fanno un uso abbondante, anzi, se ne avete la possibilità, procuratevi i loro video didattici (consiglio "Intense rock" prodotto dalla REH nel 1988 per Gilbert, e "Rock Discipline" sempre della REH 1995 per Petrucci vere e proprie "bibbie" per lo shredder moderno!). Permettetemi di citare qualche esempio "illustre": Dream Theater, album Awake, brano Erotomania: a 5'08'' si presenta un classicheggiante assolo dell'ottimo Petrucci che si cimenta con le solite 3 note per corda, ma attenzione! Qui si interseca anche la tecnica dello string skipping (il titolo effettivamente preannuncia "cambi di posizione" ;)) ed un ottimo senso ritmico - gruppi di quintine!(Un'ottima trascrizione la trovate sul n.2 maggio/giugno 1995 della rivista italiana Axe). Altro esempio, l'assolo di Fatal Tragedy (a 4'39'') tratto dall'ultimo capolavoro Scenes From A Memory; esso inizia con fulminanti sestine sulla scala di Mi minore diteggiata, indovinate come...? Tre note per corda! (l'ho visto con i miei occhi!) Chiude l'assolo di Pull Me Under (dall'album Images & Words), invece, una scala, discendente stavolta, in tonalità di mi minore con una diteggiatura che avrete ormai intuito. Stavolta però in gruppi di quartine. Le citazioni potrebbero continuare per diversi fiumi di caratteri, ma preferisco fermarmi qui perché spero di averVi fatto notare un particolare prezioso. Le diteggiature 3 note per corda si prestano, come osservato nelle citazioni, a diverse suddivisioni ritmiche. Questo vuol dire che possiamo costruire il nostro assolo (o meglio, parte del nostro assolo, in base ai nostri gusti e all'occasione - in genere una scala iperveloce sulle prime o ultime battute) eseguendo scale diteggiate con 3 note per corda a terzine, quartine, quintine, insomma come meglio crediamo! Detto ciò, passo a presentarVi gli schemi che ho creato appositamente per Voi (anche se gli

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=171 (1 di 3) [07/06/2001 13.42.46]

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avete già dato un'occhiata, eh? Dite la verità!). Per evitare discorsi prolissi, in questa lezione ho dato per scontato concetti quali plettrata alternata, string skipping, quartine, terzine, mi minore... consiglio vivamente a chi non fosse al corrente di questi concetti, di andarli a vedere nelle sezioni apposite. Vi propongo, per questo primo appuntamento, le diteggiature 3 note per corda della scala maggiore. Ho evidenziato col colore rosso la posizione della tonica, per cui potrete facilmente individuare la tonalità da eseguire lungo la posizione del manico. Questi schemi, inoltre, sono in ordine sequenziale, vale a dire che si susseguono consecutivamente l'uno all'altro, ciclicamente lungo il corso della tastiera. Per esempio, se voleste suonare la scala di Do maggiore seguendo gli schemi esposti più giù, trovereste il primo box all'altezza del primo e del tredicesimo tasto, il secondo box al terzo ed al quindicesimo tasto, e così via. E' importante riuscire ad assimilare il meccanismo, perché sarà pressoché lo stesso anche nelle prossime lezioni (cambierà, ovviamente, l'argomento). Fate sempre riferimento alla tonica. Basterà così ricordare, per ora, solamente la posizione di questa nota fondamentale. Quindi, come primo passo, cercate di "fotografare" mentalmente questi schemi, poi, nella prossima lezione, passeremo agli esercizi...

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Scala Maggiore (Esercizi)

- Scala Maggiore (Esercizi)
A cura di Matteo "Willi" Procopio » 8 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Ora, dopo aver assimilato a dovere le diteggiature della scala maggiore tre note per corda, possiamo passare a qualche interessante esercizio

Quartine In La Maggiore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

Ascolta l'esempio suonato lento Ascolta l'esempio suonato veloce Quartine In Do Maggiore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

Ascolta l'esempio suonato lento Ascolta l'esempio suonato veloce Quartine In Mi Maggiore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

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Ascolta l'esempio suonato lento Ascolta l'esempio suonato veloce Sestine In Sol Maggiore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

Ascolta l'esempio suonato lento Ascolta l'esempio suonato veloce

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=208 (2 di 2) [07/06/2001 13.43.24]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Scala Minore Naturale

- Scala Minore Naturale
A cura di Matteo "Willi" Procopio » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

In questo secondo appuntamento con le tre note per corda avrei intenzione, come promesso nella precedente lezione, di proporVi qualche fraseggio allo scopo di dimostrarVi come applicare questo sistema di diteggiature in maniera "pratica". Non vorrei, però, che si perdesse il punto di vista teorico, ovvero, una volta suonati gli esempi non pensate di essere in grado di sapere tutto sulle tre note per corda perché, ripeto, questi fraseggi sono soltanto delle applicazioni di un discorso teorico ben più complesso, che è stato appena iniziato. Riprendendo quindi il discorso dove l'avevo lasciato, per questo appuntamento Vi parlerò soltanto delle scale minori (... relative minori!) diteggiate, ovviamente, tre note per corda. Sapete che ad ogni scala maggiore ne corrisponde una minore (detta "relativa minore"), che condivide le stesse note. La scala di do maggiore, ad esempio, possiede le stesse note della scala di la minore (la sua relativa minore), però fate attenzione a non identificare l'una con l'altra. Hanno infatti "caratteri" diversi (altrimenti si chiamerebbero allo stesso modo), ma questa non è la sede adatta per parlarne. Vi ho solo accennato l'argomento per farVi intuire che le diteggiature della scala maggiore, o meglio, i sette box di diteggiature proposti nella lezione precedente, sono gli stessi sia per le scale maggiori che per quelle minori. Cambiano ovviamente le funzioni delle singole note (essendo due scale "caratterialmente" diverse) e, soprattutto, la posizione della tonica. Ripeto: fate attenzione, però, al loro uso specialmente la nota di partenza e quella di arrivo - fate "respirare" il vostro assolo su una nota dell'accordo del giro su cui state suonando (anche se ci sono mille altre possibilità, a seconda dei gusti, della tecnica, della situazione in cui si suona, ecc.), assorbite attentamente ciò che riguarda le triadi e l'improvvisazione melodica. Ma non vorrei stancarVi con noiosi discorsi , quindi passo subito al sodo. Qui sotto alla pagina trovate i sette box (di fronte ai quali proverete una sensazione di "strange deja vu") della scala minore diteggiata tre note per corda. Valgono le raccomandazioni della puntata precedente. Attenzione però! La TONICA è indicata sempre in rosso, ma nei seguenti schemi è intesa come TONICA di una scala minore. Quindi attenzione a non commettere errori. Poco più giù, invece, trovate i fraseggi di cui Vi parlavo prima. Li ho realizzati personalmente (ecco perché sono brutti! ^_^) nella maniera più banale e semplice possibile, "come se mi rivolgessi ad un bambino di tre anni" ^__^. Non credo che farete molta fatica a riconoscere i box dai quali provengono. Per il primo fraseggio, ad esempio, mi sono limitato ad usare solamente il quarto box delle scale maggiori, considerando come tonica il la. Cercate di sfruttare la Vostra fantasia per personalizzare al massimo il fraseggio, specialmente con queste diteggiature (allenatevi nei passaggi da un box all'altro adiacente), che spesso (a parere di molti) rendono il lessico musicale un po' "freddo" e impiantato sul concetto di "io suono velocissimo, quindi sono bravissimo". Non sono contrario all'ipervelocità o alle schematizzazioni, ma credo sia più funzionale e gratificante crearsi uno stile il più possibile personale, e suonare "le cose giuste al posto giusto".

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Passiamo ora a qualche esempio pratico che non fa mai male ^__^

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Scala Minore Naturale (Esercizi)

- Scala Minore Naturale (Esercizi)
A cura di Matteo "Willi" Procopio » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Come per le Maggiori, dedichiamoci ora a qualche esercizio pratico per approfondire le diteggiature Minori Naturali tre note per corda Sestine In La Minore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

Ascolta l'esempio suonato lento Ascolta l'esempio suonato veloce Sestine In Si Minore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

Ascolta l'esempio suonato lento Ascolta l'esempio suonato veloce

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Struttura dell'assolo

- Struttura dell'assolo
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Vi é mai capitato di ascoltare un discorso di un professore all'università oppure di assistere ad una conferenza di alto livello? Bene!!! Una cosa che subito viene messa in luce é il continuo cambio di "tensione" all'interno del discorso. Ci sono pause, parti marcate, cambi di volume e di intensità ecc. Tutto questo non é certo una casualità, ma una tecnica di comunicazione ben strutturata che il più delle volte, se ben organizzata, impedisce all'ascoltatore di distrarsi e lo "obbliga" a restare sempre "collegato". A questo punto molti si saranno posti una domanda! "Ma cosa c'entra tutto questo con la struttura di un assolo?" Beh, un discorso ed un assolo, anche se non sembra, sono entrambi delle espressioni di comunicazione di altissimo livello, quindi se tutto quanto suddetto funziona per un discorso parlato, perché non dovrebbe funzionare per la musica? Ed infatti funziona...e benissimo =) Un assolo non può essere uguale in ogni sua parte dall'inizio alla fine, ma deve avere dei notevoli cambi di "tensione" durante il suo svolgimento, altrimenti dopo 10 secondi l'ascoltatore si é già ampiamente stufato della nostra performance e la sua attenzione si rivolge verso qualcos'altro (magari alla biondina del secondo tavolo a destra =) Un assolo é un messaggio, un nostro messaggio che deve arrivare a più persone possibile e nella maniera migliore possibile. Iniziamo ad entrare in questa ottica e pian piano, con metodi e accorgimenti vari, potremo riuscire in un tempo relativamente breve ad essere in grado di "tener collegati" i nostri ascoltatori in maniera efficace Buon Lavoro e "Stay Tuned" =)

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Pensare, Immaginare, Suonare

- Pensare, Immaginare, Suonare
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits Ma quando suoniamo, sia per improvvisare o per mettere le mani sulla chitarra, suoniamo il nostro solito licketto (o uno di altri) oppure le pensiamo le note che suoniamo? Bella domanda eh! Ci siamo mai resi conto che la maggior parte delle volte ci troviamo ad essere prigionieri della chitarra e delle sue posizioni? Se ad esempio dicessimo "Pensiamo ad una frase di poche note" (più semplice possibile) la prima cosa che facciamo solitamente è prendere in mano la nostra chitarra e cominciamo a suonare... Fin qui tutto bene, diranno alcuni...................................................................................però avevamo detto di PENSARE non di suonare... In questo modo alleniamo la nostra mente a pensare una "frase" (cosa che non facciamo mai di solito)!!! Dopodiché suoniamo? Eh no !!! =) Ora cerchiamo di IMMAGINARE dove si trova la posizione esatta sulla tastiera della chitarra di ogni singola nota che abbiamo pensato Dopo e solamente dopo prendiamo la nostra amata sei corde e cerchiamo di riprodurre fedelmente (inflessioni ed accenti inclusi) la frase che abbiamo precedentemente PENSATO e della quale abbiamo cercato di immaginare la posizione sulla chitarra. All'inizio ci accorgeremo che passeranno molti secondi (anche dei minuti) tra pensare, immaginare e riprodurre fedelmente la nostra idea, ma non disperiamo! Di certo si tratta di una pratica molto complessa e snervante, ma con la pratica si otterranno dei risultati che non avremmo mai neanche lontanamente immaginato. Ci vuole costanza e molto coraggio perché abbiamo a che fare con la chiave di volta dell'improvvisazione consapevole, ma se ci spremiamo a fondo possiamo cavarcela (anche se con molti sacrifici). Alcuni potrebbero dire: "E' troppo difficile per farla". Giustissimo, come abbiamo detto é complicatissimo come "training", ma abbiamo mai pensato che forse é così complesso perché "NON LO FACCIAMO MAI?" La mente musicale di ognuno di noi (chi più, chi meno) é un po' come una macchina in rodaggio che all'inizio mostra alcuni problemi nel funzionare al massimo, ma con un po' di allenamento possiamo tranquillamente risvegliarci da questo "torpore" che ci attanaglia (lick e frasi fatte). L'obiettivo fondamentale nell'improvvisazione, ma anche nel suonare di tutti i giorni, è riuscire a rendere contemporaneo il pensare e suonare e farlo diventare automatico... Questo per poter annullare ogni meccanicità quando si improvvisa, ma chiaramente, sono necessari dei metodi di studio adeguati per riuscire ad arrivare a questo punto. Ora MusicOff ve li sta proponendo...adesso dipende da voi =) Per qualsiasi informazione o chiarimento non esitate a contattarci o a venirne a parlare direttamente con noi nella Chat di MusicOff Buon lavoro and "Stay Tuned"...

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Improvvisare con una nota

- Improvvisare con una nota
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Cari amici di MusicOff, oggi tratteremo questo primo argomento di improvvisazione che ci porterà pian piano ad avere i mezzi necessari per suonare quel che abbiamo in testa. Senza perderci in lunghe spiegazioni vi invitiamo a scaricarvi il file audio della lezione completa. Più di 11 minuti di lezione dal vivo. Buon ascolto! Improvvisare con una nota - 5,1MB - Formato Mp3

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Le Permutazioni

- Le Permutazioni
A cura di Luca Costantini » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza in questo astruso mondo dell'improvvisazione cominciando ad utilizzare il più potente mezzo di comunicazione musicale: la ritmica. Ma facciamo un passo alla volta. Prima di tutto cerchiamo di capire come "riciclare" una frase melodica, ritmica e poliritmica. Le pagine di qualsiasi testo di analisi matematica, al capitolo sul calcolo combinatorio, ci informano che le permutazioni sono le varie disposizioni che si possono ottenere allineando (n) elementi distinti e mutando ogni volta il loro ordine (più o meno). Supponiamo che questi elementi siano le quattro note di un fraseggio inchiodato al pentagramma della fig. 1a; senza variare l'ordine reciproco delle note, possiamo ottenere una prima permutazione, quella di fig.1b, soltanto cominciando la stessa frase dalla seconda nota e così via (1c, 1d). Niente di esoterico e astruso vero?

Ascolta l'esempio suonato lentamente

Ascolta l'esempio suonato velocemente

Eppure è incredibile quali e quante aperture espressive possa schiudere questo nuovo punto di vista anzi, di ascolto. L'unica difficoltà reale da superare è la necessità di abituare l'orecchio a "riciclare" una frase nota e familiare interpretandola da un diverso punto di osservazione; ed è questo il punto dolente, cui bisogna prestare particolare attenzione. L'orecchio tenterà di indurci in tentazione, tirandoci a volte verso l'ascolto della "vecchia" versione della frase; massima concentrazione dunque sugli accenti, specie quello principale, posto sul primo movimento della battuta, che determina il senso della melodia. Lo stesso Scott Henderson confessa delle sue difficoltà iniziali ad in "interpretare" certe specifiche permutazioni di alcune frasi; difficoltà combattute esercitando l'orecchio a "dirigere" quella particolare frase; 10 anche 20 minuti a suonare la frase nella permutazione incriminata e il problema dovrebbe sparire; senza contare poi che, dopo i primissimi periodi, subentra un certo tipo di assuefazione a "rigirare" frasi e melodie, col meraviglioso risultato di essere perfino in grado di ascoltare in questa maniera; modificando la <>di qualsiasi successione ordinata di eventi musicali, soltanto cambiandone il punto di partenza. Con un po' di fantasia, e molta sperimentazione, possiamo ulteriormente espandere questo punto di vista; fin qui
http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=82 (1 di 2) [07/06/2001 13.45.21]

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abbiamo giocato col solo aspetto melodico delle permutazioni, ma gli stessi concetti possono essere applicati a strutture ritmiche, con risultati spesso particolarmente efficaci (fig. 2).

Ascolta l'esempio suonato lentamente

Ascolta l'esempio suonato velocemente

Qui il problema dell'interpretazione delle nuove strutture ritmiche può riuscire un po' complesso, per via della mancanza di riferimenti melodici. E anche il campo armonico, infine, permette l'applicazione delle permutazioni; del resto, il concetto stesso di rivolto di un accordo, cos'altro è se non una permutazione elementare? Concludiamo con lo stupendo esempio hendersoniano riportato in fig. 3, suonato sul brano "Ivy Towers" (dall'album Spears): si tratta di una permutazione ottenuta per via poliritmica, cioè una frase di 7 ottavi (originariamente in LA minore armonica) che poggia su un tessuto di 4/4 (e quindi 8 ottavi). Ad ogni passaggio la frase inizia sulla nota successiva, intrappolando l'orecchio, che non sa se seguire la ricorrenza melodica, lasciando traslare in tessuto ritmico sottostante, od occuparsi della regolarità della pulsazione ritmica modificando di battuta in battuta l'interpretazione della melodia.

Ascolta l'esempio suonato lentamente

Ascolta l'esempio suonato velocemente

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Introduzione

- Introduzione
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Ritmica!!! Questa parola usata ed abusata in ambito musicale, troppo spesso viene messa in secondo piano in quasi tutti i contesti musicali e soprattutto dai chitarristi. Il fatto è che la RITMICA (A lettere maiuscole), è senza dubbio una delle componenti essenziali della musica e, purtoppo, non viene mai tenuta in giusta considerazione. Teniamo a ribadire questo concetto perchè la tendenza musical-chitarristica degli ultimi anni (oseremmo dire decenni), ha portato ad un "consumismo solistico" esagerato, lasciando nello "stanzino delle scope" la base di tutto ciò che suoniamo ogni giorno. Prima di partire con disquisizioni teoriche-pratiche, vorremmo chiarire un punto focale. Senza la ritmica sarà completamente impossibile riuscire a raggiungere dei risultati musicali elevati; anche in ambito solistico. Questo perchè? Perchè qualunque assolo noi suoniamo ha una sua "ritmica" intrinseca; tutte le note che andiamo a suonare (a qualsiasi velocità e con qualsiasi tocco), hanno come base strutturale una divisione ritmica ben definita. Cerchiamo di spiegarci per bene: Se per esempio prendiamo un tema famoso...tipo Happy Birthday to You (chi non lo conosce? =), possiamo vedere con rapidità che le note che lo costituiscono sono: Do - Do - Re - Do - Fa - Mi e via dicendo... Se suoniamo queste note senza una particolare divisione ritmica, difficilmente ci accorgeremo che quel pezzo è Tanti auguri a te. Se invece suoniamo a corde stoppate, o addirittura cantiamo senza intonazione dei suoni tipo: Pa.....Pa..Pa.....Pa.....Pa...Pa..... seguendo il tema suddetto, ci accorgeremo immediatamente della potenza della divisione ritmica di un tema. In buona sostanza quel che vogliamo far capire, è che la forza di un tema o di un solo risiede, oltre che nel tocco, nel suono eccetera, Principalmente nella Divisione Ritmica delle note che lo compongono. Questo potrà sembrare alquanto insolito, ma ci accorgeremo col tempo e con la pratica che è la verità =). Prima di passare però alla parte pratica, è consigliato caldamente leggere attentamente le lezioni di Ritmica Teorica che seguiranno. Un abbraccio a tutti e ... buone elucubrazioni ^__^ (Relativamente a quanto detto fin'ora).

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=169 [07/06/2001 13.45.39]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Valori Ritmici (Pari)

- Valori Ritmici (Pari)
A cura di Luca Costantini » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Eccoci giunti ad un argomento spesso trascurato dalla razza chitarristica e non solo: i valori ritmici. Per valore ritmico intendiamo la durata di un particolare suono (nota, accordo) o di un silenzio (pausa), all'interno di un preciso contesto. Dunque, possiamo dividere questi valori in 2 parti fondamentali: pari e dispari. Distinguiamo per ora questi valori per la loro nomenclatura e durata: Nomenclatura Semibreve Minima Seminima Croma Semicroma Biscroma Semibiscroma Durata 4/4 2/4 1/4 1/8 1/16 1/32 1/64

Prendendo di riferimento un tempo di 4/4 (detto anche common time), vediamo la durata che questi valori hanno all'interno di una battuta. A destra sono rappresentati i valori dei suoni, mentre a sinistra la scrittura ed i valori delle pause (...ricordiamoci che anche il silenzio è musica!) …una nota è un modo elegante per passare da un silenzio all'altro… (Mick Goodrick). Seguono delle partiture che ci consentiranno di capire completamente i valori suddetti (scritti in musica).

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=170 (1 di 2) [07/06/2001 13.46.03]

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Maggiori approfondimenti verranno affrontati nella prossima lezione. Buono studio ^__^

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Strumming

- Strumming
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Quella che ci attende oggi, è una lezione altamente formativa che consentirà di prepararci ad affrontare altre lezioni molto sostanziose e soprattutto, allenarci ad affrontare la nostra vita musicale. Per le disquisizione teoriche vi lasciamo al file audio, nel quale potreste ascoltare la spiegazione della lezione in diretta (oltre 13 minuti di lezione audio). Dopo aver ascoltato la lezione audio con tutte le indicazioni, passiamo a "suonare qualcosa". Quelli che seguono sono tre esercizi abbastanza semplici, ma che devono essere suonati con accuratezza e precisione incredibile, per evitare errori di base che poi, potrebbero divenire un handicap non indifferente. Ottavi "Straight" stoppati e senza accento In questo primo esempio si presentano due battute di ottavi "straight" (dritti) con "Ghost Notes" (Note Fantasma), che in sostanza devono essere suonate stoppando le corde con le dita della mano sinistra.

Ascolta l'esempio suonato lento Ascolta l'esempio suonato veloce Ottavi "Straight" con accento sul primo e il terzo "quarto" Massima attenzione alla disposizione degli Accenti. Ascoltare gli esempi è quanto mai importante.

Ascolta l'esempio suonato lento
http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=211 (1 di 2) [07/06/2001 13.46.29]

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Ascolta l'esempio suonato veloce Ottavi "Straight" con accento sul primo e il quarto "quarto" Massima attenzione alla disposizione degli Accenti. Ascoltare gli esempi è quanto mai importante. Concentratevi principalmente sull'esempio lento.

Ascolta l'esempio suonato lento Ascolta l'esempio suonato veloce

Raccomandazioni Finali Raccomandandoci assolutamente la precisione d'esecuzione, vi lasciamo con un avvertimento: Le parti più lente sono le più ostiche. Provate a forzare questo meccanismo arrivando anche a 40-50 di metronomo... ne vedrete delle belle ^__^ Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=211 (2 di 2) [07/06/2001 13.46.29]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 2

- Esercizio 2
A cura di Vincenzo Verardi » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Miglioriamo Attenzione, questi sono esercizi che ci porteremo dietro a vita! (eh già). La volta precedente ci siamo fermati a proporre l'esercizio lavorando con due dita per volta. Abbiamo lavorato "vedendo" il manico della chitarra solo dal basso verso l'alto e viceversa (Mi 6 corda vs. Mi cantino e viceversa). Ora impariamo a muoverci sul manico partendo dal primo capotasto e arrivando al dodicesimo in questo modo (l'esercizio è uguale al precedente cioè bisogna usare la coppia di dita 1-2 poi 2-3 poi 3-4). Battere del metronomo primo dito sul primo capotasto corda 6 1 2 3 4 5 6 -----------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|---------------------------------------X--------------|-------------------------------------|--------------------------------

Levare secondo dito sul secondo capotasto corda 6 1 2 3 4 5 6 -----------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|----------------X--------------------|--------------------------------

Battere del secondo movimento primo dito sul primo capotasto corda 5 1 -----------------------|-------------------------------------|-------------------------------http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=120 (1 di 3) [07/06/2001 13.47.33]

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2 3 4 5 6

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Levare del secondo movimento secondo dito sul secondo capotasto 5 corda 1 2 3 4 5 6 -----------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-----------------X-------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|--------------------------------

Il bello arriva adesso. Battere del terzo movimento primo dito sul secondo capotasto corda 6 1 2 3 4 5 6 -----------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|---------------X---------------------|--------------------------------

Levare del terzo movimento secondo dito sul terzo capotasto corda 6 1 2 3 4 5 6 -----------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|----------------X---------------

Battere del quarto movimento primo dito sul secondo capotasto corda 5 1 2 3 4 5 6 -----------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|------------------------------------------------------|--------------X----------------------|------------------------------------------------------|-------------------------------------|--------------------------------

Levare del quarto movimento secondo dito sul terzo capotasto corda 5
http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=120 (2 di 3) [07/06/2001 13.47.33]

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1 2 3 4 5 6

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E così via. Inizieremo a muoverci in modo orizzontale. Arrivati al tredicesimo tasto con il secondo dito sulla corda 5, ritorniamo con il primo dito sul primo capotasto corda 5 (in questo modo ci sposteremo utilizzando la corda 5 e 4 e così via fino ad utilizzare le corde 2 e 1). Per intenderci oltre ad utilizzare la coppia di dita, bisogna utilizzare due corde. Ricordiamoci che l'esercizio sarà "molto difficile" per le dita 3-4. La serie continua con l'esercizio per il salto di corda, muoversi in modo trasversale, utilizzare tre dita, utilizzare quattro dita, suonare per terzine su tempi binari, suonare per ottavi su tempi ternari, rivoltare gli esercizi ecc. Quindi partiamo con un tempo lento e facciamo l'esercizio n. 1, poi continuiamo con questo. Non piangiamo lacrime amare, perché per sviluppare in modo continuo tutta la serie di esercizi dovremo avere almeno otto ore a disposizione! (Che non sono mai abbastanza). Consiglio dato da Steve Vai (scriviamo in breve la sostanza): "Iniziate sempre ad esercitarvi con tempi bassi, quando eseguite la parte in modo perfetto aumentate la velocità del metronomo, se iniziate a sbagliare rallentate la velocità del metronomo e riprovare". Noi aggiungiamo: riprovare riprovare riprovare...). Questo comunque è quello che si fa quando si studia teoria e solfeggio, per le parti troppo difficili si raddoppiano i valori delle note e tutto risulta più chiaro.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 3 (Prima Parte)

- Esercizio 3 (Prima Parte)
A cura di Vincenzo Verardi » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Continuiamo ad esercitarci utilizzando sempre le coppia di dita 1-2; 2-3; 3-4. Oggi ci occuperemo del salto di corda e del suonare in modo trasversale. Per velocizzare la scrittura scriveremo in forma Tab (più o meno). Speriamo che come muoversi sia oramai chiaro. Iniziamo sempre con la coppia di dita 1-2. ATTENZIONE: i numeri sotto si riferiscono ai tasti e non alle dita. 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------1--------2--------------------------------------------------------------------------------------1-----2--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------1-------2-------------------------------------------------------------------------------------1-----2----------------------------------------------------------------------------------------------------

Cerchiamo di capire che cosa si intende con queste scritte. Prima parte: - Battere del metronomo (primo movimento) dito (nel caso della prima combinazione 1-2) numero 1 sul primo capotasto, levare del metronomo dito numero 2 sul secondo capotasto (il tutto sulla corda 6). - Battere del secondo movimento salto la corda numero 5 e vado con il primo dito sul primo capotasto della corda 4, levare secondo dito secondo capotasto corda numero 4. Seconda parte: - Battere del terzo movimento primo dito risale sulla corda numero 5 primo capotasto, levare secondo dito secondo capotasto. - Battere del quarto movimento primo dito sulla corda 3 primo capotasto, levare secondo dito sul secondo capotasto corda 3.
http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=121 (1 di 3) [07/06/2001 13.47.47]

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L'esercizio continua fino ad arrivare alla combinazione terza corda, prima corda. Adesso dobbiamo risalire in questo modo (ripeto, indico i capotasti): 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 ---3-----2-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------3--------2---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------3------2---------------------------------------------------------------------------------------------------------------3------2--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

- Battere primo movimento dito numero 2 sul terzo capotasto corda 1, levare primo dito sul secondo capotasto corda 1. - Battere del secondo movimento secondo dito sul terzo capotasto corda 3, levare primo dito sul secondo capotasto corda 3 e così via fino ad arrivare alla corda numero 6, quindi si scala di un capotasto (suoneremo il terzo e quarto capotasto)ecc... fino ad arrivare a percorrere tutto il manico fino al XII capotasto. Riepilogo (dal basso verso l'alto): 1 2 3 4 5 6 ----------------------------------------------------------------------1--2-----------------------------------------------------1--2---------------------------------------------------1--2-------------------------1---2----------------------1--2--------------------------1---2--------------------------------------------------1--2-----------------------------------------------------1--2------------------------------------------------------------------------

Dall'alto verso il basso: 1 2 3 4 5 6 --3--2-----------------------------------------------------------------------------------------------3--2------------------------------------------------------------3--2-------------------------3--2----------------------------------------------------------------3--2----------------------3--2---------------------------------------------------------------3--2--------------------------------------------------------------------------------------------3--2--

...e così via... Continua nella II parte.......

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 3 (Seconda Parte)

- Esercizio 3 (Seconda Parte)
A cura di Vincenzo Verardi » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6

----------------------------------------------------------------------3--4-----------------------------------------------------3--4---------------------------------------------------3--4-------------------------3---4----------------------3--4--------------------------3---4---------------------------------------------------3--4-----------------------------------------------------3--4-------------------------------------------------------------------------5--4-----------------------------------------------------------------------------------------------5--4------------------------------------------------------------5--4--------------------------5--4---------------------------------------------------------------5--4-------------------------5--4---------------------------------------------------------------5--4-------------------------------------------------------------------------------------------5--4

...ecc... In modo trasversale invece: 1 2 3 4 5 6 ---------------------------------------------------------------------6--7------------------------------------------------------------5--6------------------------------------------------------------4--5------------------------------------------------------------3--4-------------------------------------------------------------2--3-------------------------------------------------------------1--2--------------------------------------------------------------------------

Ritorno: 1 2 3 4 --8--7--------------------------------------------------------------------------------------7--6----------------------------------------------------------------------------------------6--5---------------------------------------------------------------------------------------5--4----------------------------------

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5 ------------------------------------------------------4--3--------------------6 -----------------------------------------------------------------3---2--------Adesso dal due in poi quindi (useremo i tasti 2 e 3, 3 4 ecc.. per scendere). Con questo abbiamo concluso la parte che descrive quali esercizi bisogna sviluppare o meglio: 1. Iniziare suonando in modo orizzontale (corde vicine) 2. Suonare in modo verticale (utilizzando due corde per volta partendo dal primo tasto fino al dodicesimo) 3. Effettuare il salto di corda 4. Muoversi in modo trasversale Per ora ci siamo limitati a suonare con le coppia di dita 1-2, 2-3, 3-4, ripetiamo tutti gli esercizi usando la combinazione 2-1, 3-2. 4-3 (chiaramente dobbiamo utilizzare gli opportuni tasti e non eseguire per es: secondo dito sul primo tasto e primo dito sul secondo tasto, ma secondo dito sul secondo tasto e primo dito sul primo tasto). Ricordiamo che bisogna usare questa scansione ritmica: ottavi, terzine (ci troveremo letteralmente spaesati all'inizio perché utilizzate due dita per suonare tre note in un tempo binario quindi gli accenti verranno spostati), sedicesimi. Consiglio (dato dai grandi maestri): "Se sapete suonare gli ottavi a 90 bpm, ma per le terzine avete difficoltà, ripetere sempre tutto alla stessa velocità quindi 60 bpm per ottavi, terzine, sedicesimi, digerito il tutto si prosegue e ci si sposta sui 70 bpm e così via". Sinceramente è un po' noioso lavorare in questo modo ma vi assicuriamo che porta ad ottimi risultati.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 4

- Esercizio 4
A cura di Vincenzo Verardi » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Un momento: ma a che cosa ci servono questi esercizi? Bene immaginiamo di dover affrontare una gara, per esempio una maratona, che cosa si DOBBIAMO fare prima della gara, sicuramente dobbiamo prepararci atleticamente ogni giorno seguendo una particolare alimentazione ed allenandoci ogni giorno sempre di più (anche per anni), per il giorno della gara. Continuiamo la serie degli esercizi utilizzando questa volta le dita 1-3, 2-4, 1-4. Indico solo la strada per il primo (i numeri si riferiscono ai tasti): 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 --------------------------------------------------1--3----------------------------------------------1--3---------------------------------------------1--3--------------------------------------------1--3---------------------------------------------1--3----------------------------------------------1--3-------------------------------------------------------4--2--------------------------------------------------------------4--2--------------------------------------------------------------4--2--------------------------------------------------------------4--2--------------------------------------------------------------4--2--------------------------------------------------------------4--2--------

...e così via fino al XII cap. (questo per la coppia 1-3 e 2-4). Per la coppia 1-4 diventa: 1 2 3 4 5 --------------------------------------------------1--4----------------------------------------------1--4---------------------------------------------1--4--------------------------------------------1--4---------------------------------------------1--4----------------------------------------------

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6 -1--4------------------------------------------------------1 2 3 4 5 6 -5--2--------------------------------------------------------------5--2--------------------------------------------------------------5--2--------------------------------------------------------------5--2--------------------------------------------------------------5--2--------------------------------------------------------------5--2-------- ecc...

Questo esercizio ci servirà per riuscire a muoverci utilizzando le pentatoniche suonate due note per corda. Ora arriviamo agli esercizi che sono delle "gran brutte bestie" perché nella loro semplicità hanno una potenzialità inimmaginabile. Le dita da utilizzare sono: 1-2-3; 2-3-4; 1-2-4; 1-3-4. Descriviamo l'esercizio che vede coinvolte le dita 1-3-4: 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 ---------------------------------------------------------------1--3--4------------------------------------------------------1--3--4------------------------------------------------------1--3--4------------------------------------------------------1--3--4-----------------------------------------------------1--3--4-----------------------------------------------------1--3--4------------------------------------------------------------------5--4--2------------------------------------------------------------------------------5--4--2------------------------------------------------------------------------------5--4--2-------------------------------------------------------------------------------5--4--2-------------------------------------------------------------------------------5--4--2------------------------------------------------------------------------------5--4--2----

"Gli schemi dobbiamo vederli non come cose differenti, ma continue (sono separati per motivi di spazio)." Scendiamo dalla corda 6 alla corda 1 utilizzando le dita 1-3-4 e i capotasti descritti sopra, dalla corda 1 si scala di un capotasto e si sale (dalla corda 1 alla 6) utilizzando sempre le dita 1-3-4, ma questa volta i capotasti che utilizzeremo sono 5 4 2 e continuiamo così fino ad arrivare al XII capotasto dove dobbiamo suonare i capotasti XV XIV e XII per finire (primo dito XII cap. completando la salita altrimenti avete saltato qualche cosa). ATTENZIONE: dobbiamo eseguire questa serie di esercizi (da sviluppare non in un giorno, ma negli anni) in questi modi: Pennata alternata del tipo giù su (sempre). Vedremo come ci sarà la sequenza giù, su, giù, la prossima pennata in su la dobbiamo fare sulla corda sottostante e continuare così. In questo modo riusciremo a migliorare la pennata alternata, ancora proviamo a rivoltare la pennata iniziando con su giù ecc... Adesso proviamo ad iniziare in levare con la pennata in giù (tipo battere del metronomo pausa, levare pennata in giù e poi continuare normalmente). Proviamo ora a legare la nota centrale ed ad eseguire la pennata alternata giù su solo sul primo dito e poi sull'ultimo.
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Proviamo a legare la nota finale con la precedente oppure proviamo a legare le ultime due note quindi a plettrare una sola nota per volta. Ora usiamo la pennata consigliata da Frank Gambale giù su giù cambio corda nuovamente giù su giù ecc... Non parliamo poi dello spostamento degli accenti ritmici. Iniziamo con calma e dedichiamo ogni giorno molto tempo a questi esercizi (dedichiamo giorni, mesi, anni solo ad un tipo di esecuzione poi passeremo ad altri tipi). Come stiamo vedendo con questi semplici esercizi possiamo sviluppare tutta la tecnica possibile su di una chitarra. In questo modo possiamo allenarci (e si il segreto è quello allenarci) per riuscire a suonare scale con tre note per corda e adattare la tecnica al nostro modo di suonare.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 5

- Esercizio 5
A cura di Vincenzo Verardi » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Continuiamo la serie degli esercizi utilizzando tutte e quattro le dita. Utilizzeremo le dita: 1-2-3-4; 1-4-2-3; E possiamo rivoltare il tutto in questa maniera: 4-3-2-1; 4-1-3-2; Primo esempio: 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 ------------------------------------------------------------------1-2-3-4-----------------------------------------------------1-2-3-4-----------------------------------------------------1-2-3-4----------------------------------------------------1-2-3-4-----------------------------------------------------1-2-3-4------------------------------------------------------1-2-3-4------------------------------------------------------------------5-4-3-2---------------------------------------------------------------------------5-4-3-2---------------------------------------------------------------------------5-4-3-2---------------------------------------------------------------------------5-4-3-2---------------------------------------------------------------------------5-4-3-2---------------------------------------------------------------------------5-4-3-2---

Partiamo con il primo dito sul primo cap. e così via quando arriviamo sulla prima corda e completiamo la sequenza (dito 4 sul quarto tasto) ci spostiamo di un tasto e quindi con il dito 4 suoneremo il 5 cap. con il terzo dito il 4 tasto ecc... fino a completare il tutto al dodicesimo tasto (ascendente-discendente).
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Secondo esempio (ricordiamoci che i numeri si riferiscono ai tasti e non alle dita): 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 ---------------------------------------------------------------1-4-2-3------------------------------------------------------1-4-2-3------------------------------------------------------1-4-2-3------------------------------------------------------1-4-2-3-----------------------------------------------------1-4-2-3-----------------------------------------------------1-4-2-3------------------------------------------------------------------5-2-4-3------------------------------------------------------------------------------5-2-4-3------------------------------------------------------------------------------5-2-4-3------------------------------------------------------------------------------5-2-4-3------------------------------------------------------------------------------5-2-4-3------------------------------------------------------------------------------5-2-4-3------

Proseguiamo sviluppando l'esercizio in senso verticale utilizzando due corde (brevemente): 1 2 3 4 5 6 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------1-2-3-4--------------2-3-4-5---------------3-4-5-6-------1-2-3-4---------------2-3-4-5--------------3-4-5-6--------------------

Con salto di corda: 1 2 3 4 5 6 --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------1-2-3-4 -----------------------------------------1-2-3-4---------------------------------------1-2-3-4------------------------------1-2-3-4------------------------------------------1-2-3-4----------------------------------------1-2-3-4------------------------------------------------------------------

...e in modo trasversale: 1 2 3 4 5 6 --------------------------------------------------------------6-7-8-9---------------------------------------------------5-6-7-8---------------------------------------------------4-5-6-7---------------------------------------------------3-4-5-6---------------------------------------------------2-3-4-5--------------------------------------------------1-2-3-4---------------------------------------------------------------

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Iniziamo con la pennata alternata poi possiamo legare la seconda nota e la quarta oppure per massacrare al massimo i nostri tendini plettrare una nota e legarne tre!!! Vale lo stesso discorso dell'esercizio numero due più cose facciamo meglio è.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 6

- Esercizio 6
A cura di Vincenzo Verardi » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Proponiamo degli esercizi presi dal metodo di G. Castellano. Gli esercizi tendono a sviluppare la pennata alternata (alternate picking) suonando una nota per corda. Dobbiamo sempre sviluppare il tutto nelle forme descritte negli esercizi precedenti (è come la storia: è tutto collegato, non ci sono salti!). L'esercizio utilizza tutte e quattro le dita 1-2-3-4 (i numeri sono relativi ai tasti sotto). 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 ------------------------------------------------------------------------------2-----4----------------------------------------------------------------2-----4---1-----3--------------------------------------------------2-------4----1-----3---------------------------------------------2-------4-----1--------3--------------------------------------------2------4----1-------3-------------------------------------------------------------1------3------------------------------------------------------------------------------5-------3-----------------------------------------------------------------------------------------4-------2---5-------3-------------------------------------------------------------------------------------------4-------2---5--------3------------------------------------------------------------------------------------------4---------2-----5---------3------------------------------------------------------------------------------------------4--------2----5--------3------------------------------------------------------------------------------------------4-------2--

E così via fino al XII tasto. Ancora più difficile (sempre pennata alternata): 1 2 3 4 5 6 --------------------------------------------------------------------------2---------4----------------------------------------------------2----------4----------------------------------------------------2---------4-------------------------1---------3-------------2-----------4---------------------------1--------3------------------------------------------------------1----------3-------------------------------------------------1---------3--------------------------------------------------------------------------

1 -5----------3--------------------------------------------------------------------------2 -------------------------5------------3------------------------------------------------http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=140 (1 di 2) [07/06/2001 13.48.45]

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3 4 5 6

------4----------2-------------------------2-------5-----------3-----------------------------------------------------4------------------------------------------------------------------------------------------------------------------4-----------2--------------------------------------------------------------------------------------------------------

In più questo: 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6 -1--2--------3---------------4-----------------------------------------------------------------1---------2----------------3-------------4------------------------------------------------------------1----------------2-------------3--------------4--------------------------------------------------------------1-------------2--------------3----------------------------------------------------------------------------1--------------2-------------------------------------------------------------------------------------------1----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------5----3------------------------------------------------------------4-------------4--------------2---------2-----------------------3-------------3----------------3-------------------------1--------1---2---3----2-----------2-------------------2-----------------------------------------------------------5-------------5---------5--------------------------5----------------4-------------4---------4----------------------------4---------------3--------------3-------------------------------------3---------------2----------------------------------------------------2---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 7 (Prima Parte)

- Esercizio 7 (Prima Parte)
A cura di Vincenzo Verardi » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Quelli che seguono sono semplici esercizi e consigli che dovrebbero aiutare (almeno lo spero) tutti coloro che vogliono aumentare la loro velocità di esecuzione nel tentativo di imitare quel o quell'altro chitarrista o, perché no, creare un nuovo stile. Come effetto aggiuntivo questi esercizi, e le loro variazioni, vi permetteranno di acquistare anche una certa resistenza, quindi sono rivolti anche a tutti quelli che cadono in preda ai crampi alle mani e alle braccia dopo aver suonato. Una cosa che non va assolutamente dimenticata quando si affrontano questi tipi di esercizi (ma in generale tutti) è la accuratezza e la precisione. Potete passare anche i prossimi 20 anni della vostra vita ad esercitarvi e poi trovare lavoro in un circo come il chitarrista più veloce del mondo ma se il suono risulta sporco perché non suonate le note giuste o ancora peggio perché le suonate male allora avrete solo perso tempo. Tenete in mente che la potenza è nulla senza controllo (lo dice anche la pubblicità). Fate uso di un metronomo, di una drum machine o di qualunque cosa vi dia un tempo, questo vi aiuterà ad essere accurati ad ogni velocità. Stabilite inizialmente un tempo da raggiungere, ad esempio 200 battiti al minuto. Poi affrontate l'esercizio lentamente, suonatelo diverse volte ad un tempo lento. Quest'ultimo sarà il vostro tempo di partenza il quale dipende fondamentalmente da voi. Cercate solo di non partire sparati per far prima, ricordate l'accuratezza, trovate un tempo in cui vi sentite a vostro agio e a cui suonate senza sbavature. Potete patire, ad esempio, a 120 battiti al minuto ma non è una scelta obbligatoria. Quando avrete acquistato dimestichezza, sicurezza e precisione a quella velocità, aumentate il tempo di circa 10 battiti al minuto e ripete l'esercizio a quella nuova velocità e così via. Un altro consiglio che posso darvi è di esercitarvi, almeno all'inizio, senza usare effetti che distorcono il suono o in generale di non usare effetti che possono coprire le vostre sbavature. Ascoltare attentamente quello che suonate è a dir poco fondamentale. Bene. Iniziamo a lavorare. Se avete voglia e tempo, vi consigli di fare qualche esercizio di stretching per le dita, le spalle e i polsi e di massaggiarvi i muscoli delle spalle e dell'avambraccio (questo provocherà un aumento del flusso di sangue al muscolo che ne otterrà sicuro beneficio). Se invece non vedete l'ora di saltare addosso alla vostra amata chitarra passate subito ai fatti. Il primo esercizio usa le cromatiche, ed è basato sullo schema dei sedicesimi, il che significa che suoneremo 4 note per battito. Fate in modo, poi, di accentare ogni quattro note, facendo si che ad ogni battito del metronomo corrisponda la nota da voi accentata. In questo modo avrete sempre un punto di riferimento, il che vi sarà soprattutto utile ad alte velocità. |------------------------------------------------------------------------| |------------------------------------------------------------------------| |-----------------------------------------5--6--7--8--9--8--7--6---------| |----------------------------5--6--7--8----------------------------------| |---------------5--6--7--8-----------------------------------------------| |--5--6--7--8------------------------------------------------------------| |------------------------------7--8--9--10--11--10--9--8-----------------| |----------------7--8--9--10-------------------------------11--10--9--8--| |--7--8--9--10-----------------------------------------------------------| |------------------------------------------------------------------------| |------------------------------------------------------------------------| |------------------------------------------------------------------------|

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=129 (1 di 2) [07/06/2001 13.51.40]

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|------------------------------------------------------------------------| |------------------------------------------------------------------------| |--11--10--9--8----------------------------------------------------------| |-----------------11--10--9--8--7--8--9--10--9--8--7--6------------------| |---------------------------------------------------------9--8--7--6-----| |------------------------------------------------------------------------| |----------------|-----------------------------|| |----------------|-----------------------------|| |----------------|-----------------------------|| |----------------|-----------------------------|| |----------------|-----------------------------|| |--9--8--7--6----|---5-------------------------|| Continua nella II parte......

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 7 (Seconda Parte)

- Esercizio 7 (Seconda Parte)
A cura di Vincenzo Verardi » 9 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Se non riuscite ad essere precisi ad un determinato tempo tornate al tempo precedente ed esercitatevi di nuovo a quella velocità più bassa. Oppure aumentate il tempo e provate due o tre volte poi tornate di nuovo al tempo che vi dava dei problemi, probabilmente andrà meglio. Facciamo un esempio. Siete in una pozza di sudore a 200 battiti al minuto (il metronomo non il cuore, almeno spero) con i crampi alle mani, rilassatevi un attimo (magari andate a farvi una doccia), poi riprendete suonando a 216-220 battiti al minuto (tentate di stare dietro al metronomo, comunque non disperatevi), ora riprendete i vostri 200 battiti, vedrete che le cose saranno meno nere. Ricordate che la tecnica che usate per le basse velocità è identica a quella che dovete usare per andare a 200 battiti al minuto. Un'altra cosa che voglio dirvi è che l'esercizio può essere svolto in qualunque posizione sulla tastiera e che non bisogna considerarlo uno schema fisso. In altre parole, potete sbizzarrivi quanto volete, basta che andiate a tempo e che siate precisi. Ora useremo la stessa tecnica che abbiamo usato precedentemente (stabilire un tempo da raggiungere, suonare, aumentare la velocità, suonare, aumentare la velocità) però la applicheremo con sei note per battito basandoci su uno schema di tre note per corda. |-------------------------------------------------------------------------| |-------------------------------------------------------------------------| |-------------------------------------------------------------------------| |--------------------------------------------------------------14--16--17-| |--------------12--14--15--------------14--15--17--14--15--17-------------| |--12--14--15--------------14--15--17-------------------------------------| |-------------------------------------------------------------------------| |--------------------------------------------------------------17--19--20-| |--------------14--16--17--------------16--17--19--16--17--19-------------| |--14--16--17--------------16--17--19-------------------------------------|

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=130 (1 di 3) [07/06/2001 13.52.09]

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=130 (2 di 3) [07/06/2001 13.52.09]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 7 (Terza Parte)

- Esercizio 7 (Terza Parte)
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Un altro metodo utile al nostro scopo è quello di esercitarsi su frammenti di scale o su semplici passaggi. Ogni frammento può essere suonato ovunque sulla tastiera e potete esercitarvi su di essi suonandoli cromaticamente (continuamente) oppure suonandoli 4 volte in ogni posizione e poi scendendo o salendo di un tasto sulla tastiera (vedete voi, anche qui usate la vostra fantasia). Ora per quanto riguarda la velocità da usare potete procedere in due modi, o usate la tecnica utilizzata per gli esercizi precedenti oppure usate un secondo metodo. Quest'ultimo, che ora andrò a illustrarvi, e particolarmente utile per acquistare resistenza. Non dovrete fare altro che ripetere continuamente l'esercizio ad una velocità relativamente lenta per poi, ad intervalli, accelerare bruscamente cercando di andare il più velocemente possibile per poi ritornare a suonare lentamente. È un po' come fare jogging. Correre lentamente per poi scattare per fare qualche metro velocemente e poi tornare ad una andatura lenta. Fate così diverse volte, magari aggiungendo un po' di colore aggiungendo parti suonate piano ad altre forti. Una volta esercitati su diversi frammenti potrete, usando l'uno o l'altro metodo o entrambi, svilupparli e connetterli l'uno con l'altro a vostro piacimento, magari creando un bell'assolo (state attenti a non essere troppo schematici, fate in modo che l'assolo non sembri un esercizio). Anche qui la fantasia sarà la vostra risorsa. Quelli che seguono sono alcuni frammenti in chiave di Sol maggiore. |--------------------||--------------------||--------------------|| |--------------------||--------------------||--------------------|| |--4--5--7--4--5--7--||-----------4--5--7--||--2--4--5--2--4--5--|| |--------------------||--4--5--7-----------||--------------------|| |--------------------||--------------------||--------------------|| |--------------------||--------------------||--------------------|| |--------------------||--------------------||--------------------|| |--------------------||--------------------||--------------------|| |-----------2--4--5--||--7--5--4--7--5--4--||--7--5--4-----------|| |--2--4--5-----------||--------------------||-----------7--5--4--||

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=132 (1 di 3) [07/06/2001 13.52.36]

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=132 (2 di 3) [07/06/2001 13.52.36]

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|--------------------------------------------------------------|| |--------------7--5--3--5--7-----------------7--5--3--5--7-----|| |--------------------------------------------------------------|| |--------------------------------------------------------------|| |--------------------------------------------------------------|| |--4--5--4--2-----------------2--4--5--4--2-----------------2--|| |--------------------------------------------------------------|| |--------------5--3--2--3--5-----------------5--3--2--3--5-----|| |--------------------------------------------------------------|| Continua nella IV parte..........

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 7 (Quarta Parte)

- Esercizio 7 (Quarta Parte)
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Questi invece sono alcuni esempi di cosa può venire fuori sviluppando alcuni frammenti. Esempio 1 |--------------------------------------------------------------------------| |--------------------------------------------------------------------------| |--------------------------------------------------------------------------| |--------------------------------------------------------------------------| |-----------5--7--9-----------5--7--9-----------5--7--9-----------5--7--9--| |--5--7--9-----------5--7--9-----------5--7--9-----------5--7--9-----------| |--------------------------------------------------------------------------| |-----------------------------------------------------------------7--9--10-| |-----------------------------------------------6--7--9--6--7--9-----------| |-----------------------------6--7--9--6--7--9-----------------------------| |-----------5--7--9--5--7--9-----------------------------------------------| |--5--7--9-----------------------------------------------------------------| |------------7--9--10--10--9--7----------------------------------------| |--7--9--10----------------------10--9--7--10--9--7--------------------| |----------------------------------------------------9--7--6--9--7--6--| |----------------------------------------------------------------------| |----------------------------------------------------------------------| |----------------------------------------------------------------------| |-----------------------------------------------------| |-----------------------------------------------------| |-----------------------------------------------------|

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|--9--7--6--9--7--6--------------------------------7--| |--------------------9--7--5--9--7--5-----------------| |--------------------------------------9--7--5--5-----| Esempio 2 |---------------------------------|----------------------------------| |---------------------------------|----------------------------------| |---------------------------------|----------------------------------| |---------------------------------|--------6-7-9-7-6-----------6-7-9-| |-------5-7-9-7-5-----------5-7-9-|-5-7-9-----------9-7-5-7-9--------| |-5-7-9-----------9-7-5-7-9-------|----------------------------------| |---------------------------------|-----------------------------------| |---------------------------------|-------7-9-10-9-7-----------7-9-10-| |-------6-7-9-7-6-----------6-7-9-|-6-7-9------------9-7-6-7-9--------| |-6-7-9-----------9-7-6-7-9-------|-----------------------------------| |---------------------------------|-----------------------------------| |---------------------------------|-----------------------------------| |--------7-9-10-9-7------------7-9-10-|-9-10-9-7-9-10-9-7-9-10-9-10-9-7-| |-7-9-10------------10-9-7-9-10-------|---------------------------------| |-------------------------------------|---------------------------------| |-------------------------------------|---------------------------------| |-------------------------------------|---------------------------------| |-------------------------------------|---------------------------------| |-9-10-9-7-9-10-9-7-9-10-9-7-9-10-9-7-|-9-10-9-7-------------7-9-10-9-7-----| |-------------------------------------|----------10-9-7-9-10------------10-7| |-------------------------------------|-------------------------------------| |-------------------------------------|-------------------------------------| |-------------------------------------|-------------------------------------| |-------------------------------------|-------------------------------------| |-----------------------------------|---------------------------------| |-9-10-9-7-----------7-9-10-9-7-----|---------------------------------| |----------9-7-6-7-9------------9-6-|-7-9-7-6-----------6-7-9-7-6-----| |-----------------------------------|---------9-7-6-7-9-----------9-6-| |-----------------------------------|---------------------------------| |-----------------------------------|---------------------------------| |---------------------------------|----------------------------------||
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|---------------------------------|----------------------------------|| |---------------------------------|----------------------------------|| |-7-9-7-6-----------6-7-9-7-6-----|----------------------------------|| |---------9-7-5-7-9-----------9-5-|-7-9-7-5-----------5-7-9-7-5------|| |---------------------------------|---------9-7-5-7-9-----------9-5--|| Continua nella V parte.......

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 7 (Quinta Parte)

- Esercizio 7 (Quinta Parte)
A cura di Vincenzo Verardi » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Esempio 3 |---------------------------------|-----------------------------------| |---------------------------------|-----------------------------------| |---------------------------------|-----------------------------------| |-------6-7-9-7-6-----------6-7-9-|-7-6-----------6-7-9-7-6-----------| |---------------------------------|-----------------------------------| |-5-7-9-----------9-7-5-7-9-------|-----9-7-5-7-9-----------9-7-5-7-9-| |---------------------------------|-----------------------------------| |---------------------------------|-------------------------------5---| |---------------------------------|-----------6-7-9-7-6---------------| |---6-7-9-7-6-----------6-7-9-7-6-|---------------------9-7-6-7-9-----| |---------------------------------|-9-7-5-7-9-------------------------| |-9-----------9-7-5-7-9-----------|-----------------------------------| |-------------------5-7-9-7-5-----|-------5-7-9-7-5-----------5-7-9---| |-7-9-7-5-------------------------|-----------------------------------| |---------9-7-6-7-9-----------9-7-|-6-7-9-----------9-7-6-7-9---------| |---------------------------------|-----------------------------------| |---------------------------------|-----------------------------------| |---------------------------------|-----------------------------------| |-7-5-----------------------------|---------------------------------| |---------------5-7-9-7-5---------|---------------------------------| |-----9-7-6-7-9-------------------|---6-7-9-7-6---------------------| |-------------------------9-7-6-7-|-9---------------------6-7-9-7-6-| |---------------------------------|-------------9-7-5-7-9-----------| |---------------------------------|---------------------------------| |-------------|| |-------------|| |-------------|| |-------------|| |--------7----|| |-9-7-5-------|| Un ultimo esercizio utilissimo é quello di esercitarvi solo con le dita della mano sinistra. In pratica tutto quello che dovrete fare è, alternando ogni volta le dita da utilizzare, usare la tecnica degli Hammer-on e dei Pull-off il più velocemente e il piùa lungo possibile. Facciamo un esempio. Posizionate il dito indice sul La della prima corda (5° tasto) e suonate con il dito medio il La# (6° tasto) usando la tecniche degli Hammer-on e dei Pull-off. Fatelo il più veloce possibile per circa un minuto poi cambiate dito e usate l'anulare con il Si (7° tasto) e compiete lo stesso esercizio. Usate la stessa prassi anche con indice e mignolo e successivamente con medio e anulare, medio e mignolo, ... insomma esaurite tutte le combinazioni. Inutile dirlo, il mio è solo un esempio. Potete svolgere questo esercizio ovunque sulla tastiera e su qualsiasi corda. Potete anche aggiungere difficoltà al tutto distanziando le dita di uno o più tasti rispetto al esercizio suggerito oppure utilizzare combinazioni usando tre o tutte quattro le dita contemporaneamente. Ricordo nuovamente che la precisione è fondamentale ma anche la costanza deve essere dalla vostra parte. Cercate di eseguire uno o più di questi esercizi (se li fate tutti è meglio) con costanza, sono ottimi

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anche come esercizi di riscaldamento, quindi potete svolgerli prima di qualsiasi sessione con la vostra chitarra. Un ultima cosa. Cercate di non farvi male, affrontate gli esercizi serenamente. Se qualcosa non vi riesce state calmi e riprovate, cercate di non frustrarvi.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Teoria ed Esempi (Prima Parte)

- Teoria ed Esempi (Prima Parte)
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 12 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Cos'è? Il legato è una tecnica costituita dall'uso di hammer-ons e pull-offs al fine di limitare il numero di pennate necessarie per l'esecuzione di un pezzo (N.B.: nonostante il fine sia lo stesso, legato e sweep-picking sono due tecniche COMPLETAMENTE DIVERSE dal punto di vista esecutivo e musicale). Per poter padroneggiare al meglio la tecnica, suggeriamo di focalizzare l'attenzione prima su uno dei due movimenti che la costituiscono per poi passare all'altro e, infine, all'applicazione di entrambi in un unica frase musicale. Premessa Nell'esecuzione di ogni pezzo, assicuriamoci di udire ogni nota distintamente: come sempre, non è la velocità che conta (quella la si può sempre acquisire col tempo), ma la nitidezza nell'esecuzione. Utilizziamo SEMPRE un metronomo: tutte le note devono avere la stessa intensità ela stessa durata (N.B.) Hammer-on Iniziamo immediatamente con un esempio: e|-------------B|----5----7---G|-------------D|-------------A|-------------E|-------------Normalmente, un simile pezzo viene eseguito con due pennate (una per ogni nota). e|-------------B|-----5h7-----G|-------------D|-------------A|-------------E|--------------

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In questo caso, invece, utilizzeremo una sola pennata per l'esecuzione della prima nota, mentre per la seconda ci limiteremo a premere la seconda corda in corrispondenza del 7 tasto. Una volta compreso questo semplice esempio, passiamo a qualcosa di più impegnativo: e|------------------------------------1h2h4--2h3h5----------------------------------B|-----------------------------1h2h4----------------2h3h5---------------------------G|-----------------------1h2h4-----------------------------2h3h5--------------------D|----------------1h2h4-------------------------------------------2h3h5-------------A|---------1h2h4---------------------------------------------------------2h3h5------E|--1h2h4-----------------------------------------------------------------------2h3h5 1 2 4 I numeri sotto l'intavolatura indicano le dita sinistra da utilizzare: 1 - indice 2 - medio 3 - anulare 4 - mignolo Ripetere fino al 12° tasto. e|------------------------------------1h3h4--2h4h5-----------------------------------B|-----------------------------1h3h4----------------2h4h5----------------------------G|-----------------------1h3h4-----------------------------2h4h5---------------------D|----------------1h3h4-------------------------------------------2h4h5--------------A|---------1h3h4---------------------------------------------------------2h4h5-------E|--1h3h4-----------------------------------------------------------------------2h4h51 3 4 Ripetere fino al 12° tasto. e|-------------------------------------1h2h3h4--2h3h4h5-----------------------------------B|------------------------------1h2h3h4----------------2h3h4h5----------------------------G|-----------------------1h2h3h4------------------------------2h3h4h5---------------------D|----------------1h2h3h4--------------------------------------------2h3h4h5--------------A|---------1h2h3h4----------------------------------------------------------2h3h4h5-------E|--1h2h3h4------------------------------------------------------------------------2h3h4h51 2 3 4 Ripetere fino al 12° tasto. Per capire immediatamente l'utilità di questo indispensabile espediente tecnico è sufficiente esaminare un esempio come questo: e|-------------------------------4h5h7--B|---------------------------5h7--------G|---------------------4h6h7------------D|---------------4h6h7------------------http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=142 (2 di 3) [07/06/2001 13.55.32]

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A|---------4h5h7------------------------E|----5h7-------------------------------d d d d d d Si tratta di una scala di LA maggiore eseguita esclusivamente con hammer-ons. E' sufficiente plettrare la prima nota di ogni corda (contrassegnata con d) e eseguire le rimanenti come illustrato in precedenza. Proviamo a paragonare questo esempio con l'equivalente in alternate-picking (= plettrando tutte le note): noteremo sicuramente come il legato conferisca stupefacente fluidità al pezzo. Per esercitarci ulteriormente, suggerisco di applicare la tecnica a tutte le altre scale che conosciamo. Continua nella II parte.......

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Teoria ed Esempi (Seconda Parte)

- Teoria ed Esempi (Seconda Parte)
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 12 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Pull-off E' l'esatto contrario dell'hammer-on, per cui assicuriamoci di aver pienamente compreso il precedente prima di passare a questo. Partiamo con un semplicissimo esempio. Per l'esecuzione, premiamo il 7° tasto della 2° corda col dito medio e il 5° tasto della stessa corda con l'indice. Plettriamo la corda per eseguire la prima nota e solleviamo il medio (senza plettrare) per eseguire la seconda. e|----------B|----7p5---G|----------D|----------A|----------E|----------Come esercizi, consigliamo gli esatti inversi dell'hammer-on. e|------------------------------------4h2h1--5h3h2----------------------------------B|-----------------------------4h2h1----------------5h3h2---------------------------G|-----------------------4h2h1-----------------------------5h3h2--------------------D|----------------4h2h1-------------------------------------------5h3h2-------------A|---------4h2h1---------------------------------------------------------5h3h2------E|--4h2h1-----------------------------------------------------------------------5h3h2 4 2 1 I numeri sotto l'intavolatura indicano le dita sinistra da utilizzare: 1 - indice 2 - medio 3 - anulare 4 - mignolo Ripetere fino al 12° tasto. e|------------------------------------4h3h1--5h4h2-----------------------------------B|-----------------------------4h3h1----------------5h4h2----------------------------G|-----------------------4h3h1-----------------------------5h4h2---------------------D|----------------4h3h1-------------------------------------------5h4h2---------------

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A|---------4h3h1---------------------------------------------------------5h4h2-------E|--4h3h1-----------------------------------------------------------------------5h4h24 3 1 Ripetere fino al 12° tasto. e|-------------------------------------4h3h2h1--5h4h3h2-----------------------------------B|------------------------------4h3h2h1----------------5h4h3h2----------------------------G|-----------------------4h3h2h1------------------------------5h4h3h2---------------------D|----------------4h3h2h1--------------------------------------------5h4h3h2--------------A|---------4h3h2h1----------------------------------------------------------5h4h3h2-------E|--4h3h2h1------------------------------------------------------------------------5h4h3h24 3 2 1 Ripetere fino al 12° tasto. Questo esercizio, in particolare, e particolarmente faticoso per la mano sinistra, ma sicuramente molto efficace per sviluppare abilità col legato. Suggeriamo di praticarlo costantemente e molto lentamente, soffermandosi su ogni singolo movimento della mano. Anche in questo caso, suggeriamo di applicare quanto imparato alle scale conosciute. Vi lasciamo, come esempio, la diteggiatura di una pentatonica minore in LA. e|---------------------------8p5---B|----------------------7p5--------G|-----------------7p5-------------D|------------7p5------------------A|-------8p5-----------------------E|--8p5----------------------------Dopo aver pienamente compreso entrambi i movimenti del legato, vi consigliamo di affrontare questi ultimi esercizi di "riepilogo", da applicare a tutte le corde. Il primo è particolarmente "spettacolare" se eseguito molto rapidamente (MA CORRETTAMENTE!). e|-12h13p12-12h14p12-12h15p12-12h16p12--B|--------------------------------------G|--------------------------------------D|--------------------------------------A|--------------------------------------E|--------------------------------------1 2 1 1 3 1 1 4 1 1 4 1 Ecco il secondo, particolarmente difficile le prime volte, ma molto utile. e|------------------------------------------1h2h3h4-5p4p3p2----------------------------------------B|----------------------------------1h2h3h4-----------------5p4p3p2--------------------------------G|--------------------------1h2h3h4---------------------------------5p4p3p2------------------------D|------------------1h2h3h4-------------------------------------------------5p4p3p2----------------A|----------1h2h3h4-----------------------------------------------------------------5p4p3p2--------E|--1h2h3h4---------------------------------------------------------------------------------5p4p3p2Da ripetere fino al 12° tasto.
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Conclusione Pensiamo che sia ormai chiaro a chiunque come il legato sia una tecnica particolarmente utile ed efficiente, utilizzata ormai nei modi più svariati da ogni chitarrista. Consigliamo sempre di ascoltare qualche pezzo dei "mostri sacri" della chitarra (Malmsteen, Vai, Satriani, Van Halen...) per capire quali infinite applicazioni possa avere questa tecnica.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Ma cos'è?

- Ma cos'è?
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 12 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

E' una delle tecniche maggiormente usate dalle ultime generazioni di chitarristi rock, può essere usato per eseguire frammenti di scale o arpeggi, e consiste in salti di corde che creano sonorità davvero caratteristiche per l'orecchio. Riflettiamo: la tastiera della chitarra, pensata come strumento a corda unica, ci costringe a percorrere un considerevole chilometraggio su e giù lungo la corda stessa; finché arrivò qualcuno che affiancò una seconda corda contigua alla prima, accordandola in un certo modo. Questo concetto prosegue per un numero qualsiasi di corde; noi ci fermiamo a sei. Questa particolare disposizione e accordatura delle corde ci permette di dislocare diteggiature che risultino convenienti in largo (parallele ai tasti) piuttosto che in lungo (parallele alle corde). Quando i rockettari anni '80 decisero che il buon (?!) vecchio, caro e calmo suono della pentatonica larga è quello che è (cioè: vecchio), oltre a cambiare scala (aggiungendo note alle cinque in questione, fino a sconfinare nella confusione... modale), cominciarono anche a cercare di stirare le proprie manine alla ricerca di sonorità meno scontate, e qui ci troviamo di fronte alla... problematica chiave di fine secolo! Le corde non sono state "accostate" pensando ad uno sviluppo di questo tipo; anzi più stiri la mano sui tasti e più, al cambio di corda le note si ribellano, ripetendosi, sovrapponendosi, incrociandosi; e scrociandosi: quello che dovrebbe scendere sale, e viceversa. E allora? Almeno due possibili le direzioni. 1. (te - ne - cale): Ripensi il fraseggio in funzione di sonorità insolite, imprevedibili, a volte anche inascoltabili; successioni e inviluppi melodici inconsueti, inauditi prima, almeno nel contesto classico rock. 2. (non - te - ne - cale): Ripensi la diteggiatura: eviti di suonare la corda apportatrice di fastidi; non è che la devi smontare, no; basta che non la suoni, la salti, si', salti la corda; che non e' altro che il classico gioco delle bambine italiane. Un sentito Grazie a Gianfranco "Nick" Diletti.

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=159 [07/06/2001 13.56.02]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 1

- Esercizio 1
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Dopo la teoria eccoci giunti agli agognati esercizi. In questi primi esempi prendiamo in considerazione due Triadi: una maggiore ed una minore. Ci raccomandiamo la massima attenzione relativamente ad accuratezza e precisione, proprio per evitare cattive abitudini che poi sarebbero difficili da eradicare. Prima di cominciare, andate a rivedere la lezione sulla V.I.S. che ci permetterà di poter studiare questi primi esercizi (ed anche i successivi), ottenendo il massimo risultato. Ultimo appunto e poi passiamo alla pratica... Se doveste incontrare dei problemi di "pulizia", non esitate a rivedere con attenzione la lezione: La pulizia del suono e quella relativa alle foto delle posizioni delle mani. Buon divertimento. Triade di Re Maggiore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

Triade di Re Minore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=158 (1 di 2) [07/06/2001 13.56.22]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 2

- Esercizio 2
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Esistono diteggiature pentatoniche a tre note per corda su cui si possono sperimentare molte combinazioni di string skipping. Nell'esempio è riportato uno string skipping pentatonico (costruito su una diteggiatura a 3 note per corda) con relativo diagramma molto usato da R. Kotzen. Da notare l'ultima nota, un Fa galeotto, con cui Kotzen fuoriesce dal box pentatonico... Ma a lui piace così. Esempio in Do Maggiore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=212 [07/06/2001 13.56.52]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 3

- Esercizio 3
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Nuovo esempio di String Skipping da suonare sia plettrato che legato. Per comodità, nella partitura sottostante, indicheremo solamente l'esempio plettrato. Se riscontraste dei problemi, non tardate a contattarci. Prima di lasciarci vi lasciamo il solito consiglio/avvertimento: Andate a rivedere la lezione sulla V.I.S.. Se doveste incontrare dei problemi di "pulizia", non esitate a rivedere con attenzione la lezione: La pulizia del suono e quella relativa alle foto delle posizioni delle mani. Buon divertimento. Esempio in Sol Maggiore Cliccate sulla partitura per ingrandirla

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http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=213 [07/06/2001 13.57.11]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Teoria

- Teoria
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 12 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Nel manuale del perfetto sweep-picker ci sono alcune elementari regolette assolutamente fondamentali ed ineluttabili, che però raramente sono proposte all'attenzione delle... masse. La Definizione Sweep-Picking (plettrata - spazzata) indica una tecnica di pennata per un rapido ed efficacissimo passaggio fra corde ADIACENTI con un SINGOLO movimento di penna. Lo Sweep-Picking viene anche comunemente etichettato Speed-Picking; questo adattamento di nomenclatura ha innanzi tutto motivazioni di marketing; chi mai si andrebbe a comprare una pubblicazione che parla di pennata-spazzata? Le motivazioni più tecniche riguardano invece la naturalezza innata del movimento in gioco, che porta ad un sorprendente incremento istantaneo della velocità d'esecuzione che, notoriamente, è frenata da problemi della mano plettrante, di qualche ordine di grandezza più complesso del mero schiaccia-tasti dell'altra mano. I problemi a questo punto si spostano su un aspetto di diversa natura: la sincronizzazione. Così per sviluppare uno sweep efficace e fluido è paradossalmente necessario…frenare! Proprio per controllare questo sfruttamento intensivo della più naturale maniera di passare da una corda all'altra (contigue ! ). Saranno in molti a rivivere l'incubo della scena che vede la sorella piccola imbracciare la chitarra (orrore ! ) e, magari sotto lo sguardo divertito dei parenti e amici (criminali…), strofinare il plettro su e giù per le corde a vuoto, ottenendo il classico arpeggio di "vidi ‘o mare quant'è bbello''; questo perché è facilissimo viaggiare attraverso le corde con un solo, semplice movimento naturale; ciò - non - ostante nessuno non si sognerebbe mai di etichettare mai la propria sorellina ‘la folle sweeppatrice' (evitando così anche lo sganassone di qualche genitore, ignaro del termine). I punti cruciali d curare moltissimo sono: q La precisione ritmica delle note q La facilità delle parti sweep - che, ricordiamolo ancora una volta, sono soltanto quelle nei passaggi di corda - le rende infinitamente più fluide rispetto al resto; quindi il pericolo è quello di correre quando si ‘sweeppa' e di rallentare nei punti normali q Far sentire note singole distintamente, una - per - volta; il che è facile finché le note sono sulla stessa corda, perché ogni nota ‘uccide' la precedente; ed è ammutolita dalla successiva q Concentrare al massimo l'attenzione sulla mano destra che deve stoppare adeguatamente le corde che non devono suonare e permetterci di suonare le note tutte con lo stesso "timing" Di fronte invece a note su corde diverse, bisogna assolutamente fare in modo che non si sentano tutte insieme (il che ci farebbe dolorosamente retrocedere da un fulminante sweep - arpeggio ad un ridicolo accordo suonato... sorellina - style ). Questo delicato lavoro di muting è affidato alla mano sui tasti, quella senza plettro (contenti, dannati mancini?). Esiste uno speciale mini - movimento particolare, in cui la mano si ‘arrotola' impercettibilmente sulla tastiera, come a pulire il retro del manico; impossibile da spiegare per iscritto; rimandiamo gli interessati al video di Frank (Gambale, ovvio), in cui il maestro, signore e padrone dello sweep, ci mostra come si muovono le sue mani magiche, in modo chiaro ed inequivocabile.

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=152 (1 di 2) [07/06/2001 13.57.40]

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Ricapitolando, possiamo affermare che: q Sweep - Picking vale soltanto su corde contigue (leggi: NO string - skip) q Il passaggio da una corda a quella sottostante avviene sempre con una pennata in giù q Il passaggio da una corda a quella soprastante avviene sempre con una pennata in su Così per cambiare corda in sweep bisogna che il verso dell'ultima pennata sia nella direzione della corda verso cui voglio andare; o anche (più rozzo): scelgo di cambiare corda nella direzione verso cui mi porta l'ultimo colpo di penna. Allora ecco la regoletta, semplice ma assolutamente inflessibile, per il cambio corda: q Per mantenere la stessa direzione di spostamento fra una corda e l'altra mi serve un numero DISPARI di note per corda q Per cambiare direzione un numero PARI di note/corda Ovvero più complicato da afferrare, ma più semplice da usare: q Numero dispari di note/corda: esci (corda e pennata) come entri (se entri con pennata in giù, su una corda -> esci in giù, - corda di sotto- con pennata in giù; se entri in su -> esci in su) q Numero pari di note/corda: esci al contrario (giù -> su; su -> giù); se a parole può essere macchinoso, affidiamoci ad un esempio chiarificatore

Le configurazioni più funzionali sono di 2 e 3 note/corda; ri - corda 2 note/corda = cambi direzione (se stiamo andando in giù usciamo dalla corda andando in su; e vice - versa); con 3 mantieni la stessa direzione (prosegui nello stesso verso in cui stai andando). Oltre le 3 note/corda si va ineluttabilmente verso sonorità cromatiche (oppure holdsworthiane con uno stretching da tendinite...). La soluzione che lascia dapprima perplessi è quella che prevede 1 nota/corda; no, non è inutile! A pensarci bene è anzi molto potente perché conduce direttamente ai famigerati sweep - arpeggi. I più acuti avranno notato che pennare sweep mette di fronte ad un bivio: q Adattare pennata e diteggiatura alla frase che si vuole suonare (cool !); la frase da suonare la decidi tu, non la situazione di pennata in cui sei venuto a trovarti; e modifichi la diteggiatura sulla tastiera in maniera che la frase sia ‘sweeppabile' q Adattare il fraseggio alla configurazione di pennata; in altre parole tu volevi suonare una frase, ma ne suoni un'altra perché è la pennata che ti ci porta Gli esempi che seguono sono tratti dal libro "Speed Picking" di Frank Gambale (edito dalla REH).

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 1

- Esercizio 1
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Ascoltate l'esempio (a cura di Marco Fanton). Per comodità, vi consigliamo di utilizzare Real Player, scaricabile direttamente dal sito www.real.com Lento Veloce

In questo esempio di Sweep Picking, una plettrata in giù è utilizzata per le prime tre note e un hammer-on per l'ultima. Questo primo esercizio è fondamentale per cominciare a capire il significato dello sweep picking e per iniziare ad affilarsi i dentini su questa tecnica. Buona fortuna ragazzi!

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizio 2

- Esercizio 2
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Ascoltate l'esempio (a cura di Marco Fanton). Per comodità, vi consigliamo di utilizzare Real Player, scaricabile direttamente dal sito www.real.com Lento Veloce

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Esercizi 3 e 4

- Esercizi 3 e 4
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Esercizio n. 3

Ascoltate l'esempio (a cura di Marco Fanton). Per comodità, vi consigliamo di utilizzare Real Player, scaricabile direttamente dal sito www.real.com Lento Veloce

Esercizio n. 4

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Teoria e primi esempi

- Teoria e primi esempi
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Il Tapping è una tecnica divenuta famosa in seguito alla sua riscoperta (e direi anche rivoluzione), da parte dei grandi chitarristi "moderni", soprattutto Eddie Van Halen. E' sufficiente ascoltare qualche classico "solo" del grande Eddie (vedi Jump), per distinguere chiaramente delle frasi in tapping, caratterizzate da una stupefacente fluidità e velocità, oltre che chiarezza. Il Tapping nasce, infatti, come estensione dei classici licks in legato, sfruttando uno o più dita della mano destra, per pigiare le corde in corrispondenza di un tasto. Nonostante questo metodo possa sembrare apparentemente scomodo, ben presto ci si renderà conto dei benefici che lo accompagnano. Sicuramente un esempio può aiutare a chiarire le idee. Un lick del tipo: E|---------------------------------------| B|-7p0h3-7p0h3-7p0h3-5p0h2-5p0h2-5p0h2---| G|---------------------------------------| D|---------------------------------------| A|---------------------------------------| E|---------------------------------------| ... suonato col "legato" tradizionale (solo hammer-ons e pull-offs) sarebbe molto scomodo e complesso. Se invece sfruttiamo un dito della mano destra per suonare le prime note di ogni gruppo (quelle segnate con la t), il lick appare sicuramente più comodo e semplice. ATTENZIONE: Il tapping è una tecnica molto semplice da imparare, ma molto difficile da padroneggiare. Molti iniziano sin dai primi esercizi a suonare frasi molto veloci, spesso "saltando" qualche nota. Consiglio di iniziare LENTAMENTE, facendo attenzione che ogni nota sia perfettamente udibile, soprattutto quelle generate dal dito della mano destra. Se la nota successiva a quella in "tap" risulta poco udibile, provate a piegare leggermente la corda verso il basso prima di rimuovere l'indice destro, in modo da dare una leggera "frustata" che rende la nota molto più evidente. E' un po' difficile da spiegare, ma spero di esserci riuscito ;-). Per quanto riguarda la posizione della mano destra consiglio di riguardare la lezione Posizioni delle mani per le varie tecniche chitarristiche, prestando attenzione alla posizione del pollice per stoppare le corde che non suonano. Vi lascio con qualche esercizio di tapping. Mi raccomando, per le prime volte usate un canale PULITO (niente distorsioni, overdrives o effetti simile che si limitano a "coprire" gli errori), suonate con un metronomo, iniziando molto lentamente (non mi stancherò mai di dirlo) e aumentando la velocità quando vi rendete conto di suonare l'esercizio perfettamente. Esercizio 1 E|---------------------------------------------------------------------| B|---------------------------------------------------------------------| G|---------------------------------------------------------------------| D|-10p5h9-10p5h9-10p5h9-10p5h9--10p4h7-10p4h7-10p4h7-10p4h7------------| A|---------------------------------------------------------------------| E|---------------------------------------------------------------------| t t t t t t t t Esercizio 2

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E|---------------------------------------------------------------------| B|-12p10h11-12p9h10-12p8h9-12p7h8-12p6h7-12p5h6-12p4h5-12p3h4-12p2h3---| G|---------------------------------------------------------------------| D|---------------------------------------------------------------------| A|---------------------------------------------------------------------| E|---------------------------------------------------------------------| Anche in questo esempio la nota suonata col tapping è la prima di ogni gruppo di tre note.

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Eruption (Van Halen)

- Eruption (Van Halen)
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Assolutamente imperdibile uno degli assoli che hanno fatto la storia del Tapping. Le note cerchiate sono quelle che vanno "tappate". Ascolta l'esempio suonato da Eddie a velocità originale Ascolta l'esempio suonato a velocità dimezzata (Stretch by Original)

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=162 (1 di 2) [07/06/2001 13.59.27]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Mappa degli Armonici Naturali

- Mappa degli Armonici Naturali
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Spesso non riusciamo a trovare i punti precisi presso i quali possiamo sentire gli armonici naturali. Il grafico sottostante è un dettagliata mappa grazie alla quale risolveremo questo annoso problema. Sono indicate le toniche, 3°, 5°, b7°, 9° e 11°, tutte su una stessa corda. Per produrre un armonico naturale dobbiamo sfiorare lievemente la corda con un dito della mano sinistra nel punto della tastiera indicato nel grafico e suonare la corda in questione. Ogni corda a vuoto produrrà gli stessi intervalli armonici a seconda della sua struttura fisica, ossia: diametro, tensione, struttura liscia o avvolta, con gradi diversi di intonazione, ecc. Il disegno mostra la posizione degli armonici dal capotasto al 24° barretta, ma ne esistono altri ancora che arrivano fino all'attaccatura delle corde sul ponte. Alcuni armonici sono molto difficili da suonare, ma con un po' di pratica e con l'uso dell'orecchio riusciremo in breve tempo ad essere in grado di suonarli pressoché tutti. Un'ottima idea sarebbe quella di memorizzare lo schema sottostante, per aver disponibili in ogni momento tutti gli armonici che vogliamo. Buon lavoro e buon divertimento =)

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=77 (1 di 2) [07/06/2001 13.59.55]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Posizioni delle mani

- Posizioni delle mani
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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - La Pulizia del Suono

- La Pulizia del Suono
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Da correlare con la lezione Posizioni delle Mani In questa lezione tratteremo uno dei problemi principali dei chitarristi: la pulizia del suono in relazione all'esecuzione tecnica. La più grande ossessione della maggior parte di questa classe di "musicisti", è quella di far vedere al resto del mondo chitarristico e non, la velocità con la quale sono eseguite le scale, gli sweep, i legati, i fraseggi megagalattici, ecc. Il principale problema è che questa "SuperVelocità" è solitamente legata ad imprecisioni costanti che una volta divenute congenite sono molto difficile da eliminare. Sicuramente la maggior parte dei musicisti/chitarristi, nella propria evoluzione teorico-pratica, è stata sottoposta ad innumerevoli e distruttivi esercizi di tecnica che hanno sortito risultati più o meno gratificanti. Il più delle volte però, quello che esce dalle nostre dita è impreciso e di scarso effetto. La risposta a tale affermazione da parte della quasi totalità dei chitarristi (ma anche degli altri musicisti) è questa: "E' impossibile! Me ne sarei accorto!". Se analizziamo attentamente la situazione ci accorgeremo di una situazione molto molto grave: "I chitarristi non sono abituati in genere ad utilizzare il proprio orecchio". Ascoltando attentamente quello che proviene dalle corde messe in vibrazione dalle nostre dita e porgendo particolare attenzione a tutto quello che suoniamo possiamo percepire delle imperfezioni, che possono anche essere minime, ma che abbassano notevolmente la qualità del suono da noi prodotto. Di conseguenza il primo punto da sottolineare è il seguente: sviluppare il proprio orecchio musicale, il proprio spirito critico e grazie ad essi analizzare ogni minimo particolare di ciò che viene suonato. Oltre a tutto questo ci sono degli accorgimenti che ci permettono di ottenere ottimi risultati, in relazione alla pulizia del suono, con degli sforzi minimi. Per quasi tutte le tecniche chitarristiche esistono delle posizioni delle mani che ci permettono di far risuonare una corda come si vuole e non come vorrebbe il caso: per l'Alternate Picking si usa il Palm Muting e l'indice della mano sinistra, per il Legato le dita della mano destra e l'indice della mano sinistra, per il Tapping il pollice o il palmo della mano destra, per lo Sweep Picking il palmo della mano destra, per il Bending ed il Vibrato si usa il plettro e per il Rake il palmo della mano destra. La padronanza di tutti questi accorgimenti non risulta del tutto immediata, anzi occorre una discreta dose di esercizio giornaliero per poter arrivare a dei risultati soddisfacenti (tanto ora di esercizio più, ora di esercizio meno, cosa cambia? =). E' necessario inserire nel proprio allenamento giornaliero almeno 30 minuti di esercizi per la pulizia del suono. E' fondamentale dire che questi non devono assolutamente essere 30 minuti di esercizi schematici e ripetitivi, ma minuti nei quali si deve FARE MUSICA a più non posso!!! E già! Ecco un altro elemento fondamentale nella vita di un chitarrista! Suonare non significa scavare sulla tastiera dei licks ripetitivi e spesso antimusicali, ma tirare fuori dallo strumento le idee, più o meno precise, di ciò che ci passa per la testa, anche perché è di certo più costruttivo soprattutto più divertente. Avvicinarsi alla propria migliore amica (la chitarra s'intende) con un orecchio attento ad ogni minimo errore ed uno spirito musicale sempre presente, è la strada più giusta per

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=78 (1 di 2) [07/06/2001 14.01.35]

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diventare dei veri musicisti. FARE MUSICA! FARE MUSICA! FARE MUSICA! FARE MUSICA! ... ma questa è un'altra storia...

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Lo sviluppo del tocco

- Lo sviluppo del tocco
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Alla ricerca del tocco magico... Iniziate questo lavoro solo se siete certi di poter impiegare almeno un'ora al giorno su questo schema per almeno un anno! E' un lavoro molto complesso che se fatto veramente bene porta ad enormi risultati. Se siete sicuri di potercela fare leggete qui di seguito... La prima regola é iniziare lo sviluppo del tocco con la sola e semplice chitarra. Pericolosissimo invece sarebbe iniziare con chitarra elettrica costosa e supersofisticata, preamplificatori vari, finali di potenza spaventosi, due coppie di casse, racks pieni di delay, chorus, reverberi, equalizzatori, compressori, tremoli, phaser ed impicci vari. Dobbiamo allenarci a sentire "l'effetto" delle nostre dita sulle corde della nostra beneamata =) Passo dopo passo verso un tocco magico 1. Come abbiamo detto prima iniziamo con una chitarra senza amplificazione di nessun tipo e suonando una sola corda a vuoto. Mmm...vediamo cosa ne esce fuori. La cosa fondamentale é aprire le orecchie e tentare di capire tutte le svariate possibilità sonore generate pizzicando, plettrando, perquotendo e accarezzando le corde (meglio una corda sola), quindi utilizzando soltanto la mano destra. Adesso è necessario sapere in quante maniere possiamo far vibrare una corda! Ma in quanti e quali modi possiamo "suonare" la nostra corda? In sostanza possiamo farlo con le dita (con/senza unghie, con/senza ditali), con il plettro di cui posso variare il tipo (grande, piccolo, morbido, duro, medio, appuntito, arrotondato, sottile, spesso, di plastica, di metallo, di carbonio ed addirittura d'oro (per i più facoltosi), con la lingua e con altre parti che non andiamo ora a specificare =) (Per i più maliziosi sottolineiamo che si tratta dei denti ricordate Hendrix?!?). Possiamo poi aumentare le possibilita' considerando che una corda puo' essere suonata in su o in giu', magari cercando di ottenere lo stesso suono da entrambe le opzioni (anche se ci risulta che mai nessuno ci sia mai riuscito perfettamente, ma non scoraggiamoci). Un'altra variabile potrebbe essere l'inclinazione del plettro o delle dita, alla ricerca di suoni omogenei tra loro o completamente differenti. Riuscire ad ottenere la stessa timbrica o averne di diverse deve poter diventare una scelta di gusto e non un caso. Qualcuno si stara' chiedendo: "Ma chi me lo fa fare?" Beh vi garantiamo che un lavoro come questo nasconde delle possibilita' incredibili; occorre solo un po' di esercizio, costanza e mooolta diligenza. E' comunque diciamo "obbligatorio" lavorarci ascoltando attentamente tutto ciò che si suona.

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=64 (1 di 2) [07/06/2001 14.01.51]

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Altro punto cruciale è quello della dinamica: da pianissimo a fortissimo, con la quantità di suono decisa tramite la mano, prima ancora del volume del'amplificatore e dei superpedali =). Cerchiamo inizialmente di lavorare in maggior parte con le corde a vuoto perché l'assenza della mano sinistra aumenta notevolmente la difficolta' dell'esercizio, dandoci pero' un miglior risultato alla fine. Per chi non fosse ancora pienamente soddisfatto, un lavoro ulteriore puo' essere generato utilizzando armonici artificiali, slapping e chi più ne ha, più ne metta... Dopo un allenamento solo sulla mano destra che puo' durare anche diversi mesi (per poi continuare tutta la vita diremmo =), possiamo inziare ad utilizzare anche la mano sinistra, che con i suoi controlli sulle corde già messe in vibrazione dalla mano destra, ci permette ulteriori rifiniture sonore, tramite l'intervento di tecniche quali: il glissato (slide), lo staccato, il legato (hammer-on/pull-off) il bending e la leva del ponte. Di Fondamentale importanza é un elemento dinamico che caratterizza in buona parte lo stile di ogni chitarrista: il vibrato!!! N.B. - E' proprio combinando le due mani che si arriva al più importante elemento di gestione del suono: il controllo dell'intenzione e dell'espressione. In questo modo si riesce perfettamente a trasportare i propri sentimenti e le proprie emozioni sulla tastiera della chitarra e non semplicemente con l'influsso divino =) Quando riteniamo di esser abbastanza ferrati con la nostra amata sei corde scollegata da ogni forma di amplificazione, possiamo inziare ad "attaccarla" a qualcosa che aumenti le sue possiblita'(Eureka!!! Finalmente possiamo usare super distorsori, mega amplificatori...). Il lavoro da fare é sostanzialmente lo stesso del punto uno, ma ogni volta cambiando la base sulla quale si lavora: Controllo del suono pulito a bassi volumi Controllo del suono pulito ad alti volumi Controllo del suono povero (es. Scofield) Controllo suono in punta di saturazione (tipo crunch) a medi volumi Controllo suono distorto ad alti volumi Controlli ambientali (mono/stereo, echi/reverberi), effetti, racks

Ci sembra chiaro che per arrivare a questo "Tocco magico", di lavoro ne dovremo fare un'enormita', ma a nostro avviso, solo chi si impegna al massimo e non demorde può arrivare a livelli eccelsi!!! Considerazione conclusiva A prescindere comunque da tutti i tipi di esercizi che si possono effettuare per sviluppare il tocco, considerare le proprie emozioni, i propri stati d'animo ed i propri pensieri rimarrà per sempre il modo migliore per poter trasmettere quello che si vuole ed esserne realmente soddisfatti. Creare un rapporto "umano" con il proprio strumento, è la chiave per poter diventare grandi musicisti!!! Tutto questo però va allenato frequentemente con i metodi di lavoro che sono stati elencati finora! Quindi... BUON LAVORO A TUTTI!

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Le Alterazioni sul Pentagramma

- Le Alterazioni sul Pentagramma
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Una domanda che nasce spesso a chi si confronta con un pentagramma è la seguente: che logica nascondo queste 5 linee con un po' di pallini e qualche stanghetta, possibile che non abbiano trovato un sistema più semplice per scrivere la musica? Poi ci sono diverse chiavi che alterano il significato della posizione del pallino, per non dire poi gli strumenti traspositori che leggono una cosa e ne suonano un'altra... Il minimo che può capitare è che nasca della confusione. Un buon musicista deve conoscere e capire i metodi di notazione che può incontrare. Ora, senza aver nessuna intenzione di fare un corso di lettura musicale, ho intenzione di raccontare il perché di alcune scelte che stanno dietro il pentagramma che non sono note a tutti. 1) Il primo fatto di cui ci si accorge è che il pentagramma è organizzato in modo da non richiedere # o b se si segnano le note della scala di Do maggiore. Tutto ciò è molto bello e fa si che tali note siano le prime che vengono imparate nel solfeggio. Nella chiave di Sol, quello sgorbio che sembra una noce con una vela, la seconda riga dal basso indica appunto una nota Sol. Sol ---Fa--Mi ---Re--Do ---Si--La ---Sol--Fa ---Mi--Re ---Do--Come tutti sanno le note vengono alterate tramite i 4 segni #,x,bb,b che possono essere segnati direttamente in chiave oppure di fianco alla nota, oppure su una nota uguale ma che si presenta prima nella battuta. Queste comunque sono cose che un qualunque libro di solfeggio (o enciclopedia) racconta. Quello che mi interessa mostrare sono le regole che stanno dietro all'uso delle alterazioni in chiave: vi siete mai chiesti perché il Fa contiene un Sib invece del La#? La risposta (ce ne sono almeno 2, ma io evidenzio quella che nasce dall'intelligenza del pentagramma) sta nel fatto che il nostro sistema di notazione è a base eptafonica (cioè di 7 suoni). La scala di Do è costituita da sette suoni con sette nomi: tale struttura è stata mantenuta anche nel resto della musica, notazione inclusa. Per cui: Fa Sol La Si Do Re Mi (scala di Do dal Fa)

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=71 (1 di 3) [07/06/2001 14.02.05]

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Fa Sol La Sib Do Re Mi 1 1 1/2 1 1 1 (formula della scala maggiore) Cioè volendo dare un nome diverso ad ogni nota (le alterazioni non fanno parte del nome, ma ne specificano solo delle proprietà) la nota corrispondente al Fa non può che chiamarsi Si, ma essendo più grave di un semitono del Si viene indicata come Sib. Con la scala di Re ripetiamo il trucco: Re Mi Fa Sol La Si Do

Re Mi Fa# Sol La Si Do# 1 1 1/2 1 1 1 (formula della scala maggiore) Primo, usiamo una nota diversa per ogni grado, secondo indichiamo le alterazioni rispetto alla scala maggiore di Do partente dalla stessa nota. E se cerco la scala di Dob: Do Re Mi Fa Sol La Si Dob Reb Mib Fab Solb Lab Sib ... e posso vedere che è diversa dalla scala di Si... Si Do Re Mi Fa Sol La

Si Do# Re# Mi Fa# Sol# La# ...anche se Dob e Si sono enarmonicamente simili. Questa caratteristica delle tonalità appare chiaramente sul pentagramma tramite la posizione delle alterazioni sia in chiave che sulle note. Prima del temperamento dei gradi Dob non era simile a Si e la notazione lo mette chiaramente in evidenza (diverse composizioni, anche di Bach, sono stato scritte proprio avendo in mente la differenza di altezza tra i gradi 'enarmonici'). Questa tecnica di alterare i suoni viene riportata tale e quale sugli accordi, al punto che il tipo di alterazione di un accordo è in grado di indicarne il contesto tonale: Do = Do Mi Sol ora Dom = Do Mib Sol non può essere un Re# poiché continua a valere la regola per cui il nome delle note è lo stesso... Così: Lam = La Do Mi La = La Do# Mi Sol = Sol Si Re Solbm = Solb Sibb Reb sarà un Sibb e non un La. In questo modo penso di aver spiegato come nascono e si scelgono le alterazioni... Esempio: Sibm = ??? Doaug = ??? La Do Mib = ???
http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=71 (2 di 3) [07/06/2001 14.02.05]

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2) La seconda caratteristica riguarda l'indicazione della tonalità ad inizio rigo: alterazioni in chiave. Quando leggo 4 # in che tonalità sono? Possibile che me le devo ricordare tutte a memoria? Ovviamente no. Il numero di alterazioni in chiave risulta essere legato biunivocamente alla posizione della tonalità sul circolo delle quinte, che probabilmente è più utile ed interessante da conoscere. Il circolo delle quinte è il seguente: Lab/Sol# Mib/Re# Sib Fa Do Sol Re La Mi Si Fa#/Solb ... Do#/Reb Sol#/Lab Re# La# Mi# Si# Fax ecc... N.B.: Come vedete Lab e Sol# sono molto lontani, e non sono la stessa cosa... un giorno, se mi va (la cosa mi annoia molto) potrei raccontarvi qualcosa riguardo alle differenze di frequenza tra Lab e Sol# (un giorno...), ma enarmonicamente possiamo dire che coincidono (a seconda degli usi e dei contesti vale la pena oppure no, ci sarebbe molto da dire). Se consideriamo il Do al centro vediamo che andando verso destra aggiungiamo # o togliamo b, verso sinistra aggiungiamo b e togliamo #. Per cui: Re = 2 # Mib = 3 b Sol# = 8 #???? ... ovviamente non è possibile alterare 8 delle 7 note -> solitamente si indicherà come Lab che ha 4 b, anche se non è la stessa cosa Sol La Si Do Re Mi Fa Sol# La# Si# Do# Re# Mi# Fax. Se contiamo il numero di alterazioni crescenti fa 8, x=2 #, però solitamente le doppie alterazioni non si riportano in chiave... Esempio: che tonalità ha 5 b in chiave? Il Sol quanti #/b ha in chiave? E se ho a che fare con una scala di 6 o 8 note? Dove metto le alterazioni? Ad esempio la scala per toni interi ha 6 note per cui? Do Re Mi Fa# Sol# La#/Sib(?) Non ho mai sentito di regole chiare e codificate per cui non saprei dare una risposta sensata se non che si cerca di rappresentare nella notazione la caratteristica funzionale del grado della scala: la scala per toni interi produce dalla propria armonizzazione tanti accordi aumentati -> il La# sarebbe la 5# dell'accordo sul II grado e la 3M di quello sul IV. E se si tiene un approccio verso il basso? Boh! E la scala diminuita t-st? Do Re Mib Fa Sol Lab Sib Dob/Si... ...allora Mib poiché è terza min della triade dim sul Do Fa è terza min della triade sul Fa Sol è 3m della triade sul Mib Lab '' Sib... e il Si? O un Dob come vorrebbe il Fa? Come si vede quando si comincia con le scale artificiali la confusione è un po' sovrana. Certo che se qualcuno conosce la soluzione, lo dica! Tratto dal Gruppo di Discussione it.arti.musica.strumenti.chitarra

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - La Tonalità

- La Tonalità
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Partiamo subito dal capire cosa significa "Tonalità": Per tonalità intendiamo un ambiente armonico che presenta dei punti di riferimento. Le possibili tonalità Maggiori sono ovviamente 12, avendo a disposizione dodici note (di più se prendiamo in considerazione le enarmonie; cioè F#=Gb, D#=eb ecc ecc). Ogni tonalità maggiore avrà delle sue alterazioni tipiche (diesis o bemolle), dovendo sottostare alla sua "Struttura Tonale": TTsTTTS (Tono, Tono, semitono, Tono, Tono, Tono, semitono). Vediamole una ad una cominciando da quelle che sono caratterizzate da alterazioni in Diesis (#): 1# (F#): G Major 2# (F#, C#): D Major 3# (F#, C#, G#): A Major 4# (F#, C#, G#, D#): E Major 5# (F#, C#, G#, D#, A#): B Major 6# (F#, C#, G#, D#, A#, E#): F# Major 7# (F#, C#, G#, D#, A#, E#, B#): C# Major Ora passiamo a quelle caratterizzate da alterazioni in Bemolle (b): 1b (Bb): F Major 2b (Bb, Eb): Bb Major 3b (Bb, Eb, Ab): Eb Major 4b (Bb, Eb, Ab, Db): Ab Major 5b (Bb, Eb, Ab, Db, Gb): Db Major 6b (Bb, Eb, Ab, Db, Gb, Cb): Gb Major 7b (Bb, Eb, Ab, Db, Gb, Cb, Fb): Cb Major Qui ci fermiamo perchè ormai nelle ultime due possibilità (6# e 7# con 6b e 7b), siamo giunti ad due tonalità (F# - Gb e C# - Db) enarmonicamente uguali, cioè formate dalle stesse note; anche se vengono chiamate in modo diverso, sulla nostra beneamata 6 corde (o piano, o basso ecc), i "tasti" da suonare saranno i medesimi per entrambe. Naturalmente tutto quello detto fin'ora vale anche per le tonalità minori naturali (o relative minori), che si possono ricavare seguendo il seguente esempio: CMaj = Amin; G Maj = Emin, ecc ecc. Il problema ora sta nel memorizzare quanto spiegato. Con un po' di esercizio ed applicazione si potranno fare dei veri e propri passi da gigante, riuscendo in breve tempo (forse ^__^) a mettere in pratica le nozioni acquisite. Dateci sotto amici di MusicOff! Al più presto nuove, potentissime lezione sull'applicazione di quanto studierete in questa lezione. Good Luck ^__^

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=210 (1 di 2) [07/06/2001 14.02.18]

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Gli intervalli

- Gli intervalli
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Sembrerà anche un argomento scontato e privo di importanza (tanto li conoscono tutti vero :-), ma vogliamo approfondire il discorso intervalli perché pensiamo che questi vengano presi molto sottogamba dai musicisti odierni. Per i principianti questa lezione servirà come vero e proprio approccio a questo mondo "intervallistico" (passateci il termine :-), mentre per gli esperti sarà un approfondimento alle nozioni gia' acquisite Iniziamo con un lecita domanda: "Che cos'è un intervallo in musica?". Risposta : "E' la distanza d'intonazione fra due note"!!! A questo punto dobbiamo focalizzare il nostro lavoro su due punti fondamentali: 1. Nomenclatura degli intervalli 2. Utilizzo degli intervalli Convenzionalmente intendiamo l'intervallo come la distanza fra due note, a partire, generalmente, da quella più bassa; queste due note possono essere messe in rapporto fra di loro sia in senso "orizzontale" (due suoni consecutivi), che in senso "verticale" (due suoni contemporanei). Per quel che riguarda la nomenclatura cerchiamo di abbandonare un pochino le regole classiche (a nostro giudizio macchinose ed arcane), utilizzando due "targhette virtuali": una per la quantità (numero ordinale) e l'altra per la qualità (aggettivo). Come punto di riferimento si prende in considerazione la struttura della scala maggiore (TTsTTTs). Iniziamo prendendo due note vicine tra loro, ad esempio Do e Re. La distanza tra queste due note la possiamo anche vedere come la distanza fra la seconda e la prima nota della scala; perché allora non chiamarlo "intervallo di seconda?" Con lo stesso meccanismo possiamo "etichettare" anche tutti gli altri intervalli. L'intervallo fra Do e Mi ad esempio sarà un intervallo di terza; e così via. Finché ci troviamo all'interno delle 7 note della scala maggiore non abbiamo problemi utilizzando il sistema suddetto, ma se ad esempio avessimo l'intervallo tra Do e Mib come lo chiamiamo? Ecco che entra in gioco la seconda "targhetta virtuale", ma anche qui abbiamo dei problemi da risolvere per colpa del fatto che non tutti gli intervalli sono uguali. Per esempio l'intervallo di quarta (come pure quello di quinta e di ottava) é un po' particolare, così particolare che è chiamato giusto (perfect in anglosassone); quindi tra Do e Fa c'è una quarta giusta, fra Do e Sol c'è una quinta giusta e fra Do e Do c'è un'ottava giusta. Per gli altri intervalli interni alla scala maggiore, sempre riferiti al primo grado, sono stati etichettati maggiori.

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Ecco quindi la soluzione al nostro problema: mentre Do-Mi è una terza maggiore (o Do-La una sesta maggiore), Do-Mib è una terza minore (o Do-Lab una sesta minore); questo perché se leviamo mezzo tono ad un intervallo maggiore, questo diventa minore. Se questo semitono lo aggiungiamo diventa aumentato. I problemi però non sono finiti :-).Purtroppo gli intervalli di quarta, quinta e ottava hanno una nomenclatura differente. Ad esempio una quinta giusta, meno un semitono, verrà denominata diminuita e non minore; mentre quando il mezzo tono si aggiunge l'appellativo aumentata rimane anche per questa categoria di intervalli.

In alternativa a questo metodo, e' sempre valido quello "aritmetico" Basta "misurare" la distanza tra un grado e l'altro della scala con una particolare unità di misura: il semitono :-) Esemplificando, una terza maggiore sarà di quattro semitoni, una quinta giusta di sette semitoni, e così' via. E' comunque largamente consigliato il primo metodo che risulta assolutamente più musicale. Ma qual'é il campo di utilizzo degli intervalli? Beh sicuramente la musica! Spremetevi a fondo e vedrete che entro poco tempo tutto quello che sembra uno stancante e mnemonico esercizio diverrà come per magia una delle chiavi delle vostre improvvisazioni :-) Attenzione ad alcune nomenclature di intervalli che risultano inadeguate ed obsolete. Es. La 3° diminuita esiste musicalmente, ma è meglio dire 2° maggiore; stessa cosa vale per la 4° diminuita... meglio chiamarla 3° maggiore! Certo potremmo dire che l'intervallo che c'è tra Do e Mi bb (doppio bemolle) è una terza diminuita, ma probabilmente è solo un sistema per impazzirsi ancora di più in questo particolare contesto! Chiamiamo quindi Re il Mi bb e tutto sarà molto più facile! Buon lavoro a tutti! Intervalli Piu' Comuni

Distanza in semitoni 1 2 3 3 4 4 5 6 6 7 8 8 9 9 10

Denominazione Quantità Seconda Seconda Seconda Terza Terza Quarta Quarta Quarta Quinta Quinta Quinta Sesta Sesta Settima Settima Qualità Minore Maggiore Aumentata Minore Maggiore Diminuita Giusta Aumentata Diminuita Giusta Aumentata Minore Maggiore Diminuita Minore

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11 12

Settima Ottava

Maggiore Giusta

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Armonizzazione della scala maggiore

- Armonizzazione della scala maggiore
A cura di Luca Costantini » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Molti musicisti soprattutto chitarristi sottovalutano una delle principali componenti della musica, oltre al ritmo e quindi alla ritmica e al groove: l'armonia. Come si suona su questo giro di accordi? In che tonalità siamo? Su questo tema che accordi ci metto? E' vero che l'orecchio può aiutare tantissimo e che molti musicisti famosi non conoscono che 3 o 4 posizioni di accordi ma crediamo che, almeno in parte, molte di queste domande troveranno risposta in queste lezioni. Per armonizzazione si intende una sovrapposizione di note distanziate da un determinato intervallo. Analizzeremo, per ora, l'armonizzazione attraverso l'intervallo di terza, cioè per terze diatoniche (interne alla tonalità). Prendiamo per comodità logistiche la tonalità di Sol Maggiore (con una alterazione in chiave: fa diesis). Sol, La, Si, Do, Re, Mi, Fa#, Sol con la classica struttura T T s T T T s e cominciamo a stendere questa scala su di una corda es: corda di Re.

Ora proviamo a sovrapporre sulla corda sottostante, alla prima nota della scala (ovvero Sol) una nota che sta ad una terza diatonica: ovvero Si. Facciamo lo stesso per le altre note della scala: quindi avremo ottenuto una cosa di questo tipo:

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Continuando a sovrapporre, un'altra nota che sta ad una terza diatonica, otteniamo le nostre oramai famigerate triadi costruite sui i vari gradi della scala; otterremo quindi: I ----- Sol Maggiore ii ---- La minore iii --- Si minore IV ---- Do Maggiore V ----- Re Maggiore vi ---- Mi minore vii --- Fa# diminuito

Possiamo fare un ulteriore passo avanti e sovrapporre ancora un'altra nota; in questa maniera otteniamo accordi a quattro voci o tetradi (che non hanno un suono "tetro", eh ^___^). Ogni grado stavolta prende maggiore padronanza e funzione nel contesto tonale.

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Esaminiamo ora grado per grado come sono formati questi accordi. Sul I grado Sol maggiore 7 (Gmaj7 o G^7) Tonica - Terza Maggiore - Quinta Giusta - Settima Maggiore Sul ii grado La minore 7 (Amin7) Tonica - Terza minore - Quinta Giusta - Settima minore Sul iii grado Si minore 7 (Bmin7) Tonica - Terza minore - Quinta Giusta - Settima minore Sul IV grado Do maggiore 7 (Cmaj7) Tonica - Terza Maggiore - Quinta Giusta - Settima Maggiore Sul V grado Re settima di dominante (D7) Tonica - Terza Maggiore - Quinta Giusta - Settima minore Sul vi grado Mi minore 7 (Emin7) Tonica - Terza minore - Quinta Giusta - Settima minore Sul vii grado Fa# minore 7 bemolle 5 (Fa# min7b5 o Fa# semi - diminuito) Tonica - Terza minore - Quinta diminuita - Settima minore Si può constatare che in un tonalità maggiore esiste un solo accordo di settima di dominante ed un solo accordo semi-diminuito, in questo caso: Re7 e Fa#m7b5. Da ciò possiamo risalire subito alla nostra tanto ignota tonalità. Ricordiamo che tutto quello che si è detto fin ora vale per tutte e 12 le tonalità. Maggiori delucidazioni e spiegazioni verranno fornite nelle prossime lezioni

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Consigli per l'uso

- Consigli per l'uso
A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang » 10 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Tutti nella nostra vita (chi più chi meno) siamo stati tormentati da solfeggio e compagnia bella. Purtroppo i metodi cosiddetti "classici", più o meno validi per la quasi totalità degli strumenti... non presentano risultati soddisfacenti applicati alla chitarra ed in genere a tutti gli strumenti a corda o comunque a tutti quegli strumenti che possono emettere una nota con lo stesso "pitch" (intonazione) in diverse posizioni. Certo, si diranno alcuni, dopo anni e anni di lettura... anche con i metodi più standard si arriva a buon fine... ma quanta fatica... quante centinaia di ore che avremmo potuto impiegare imparando qualcos'altro... Dunque cosa occorre? Più o meno basterebbe considerare la chitarra come una chitarra e non come un pianoforte... ma andiamo per gradi (preghiamo i signori pianisti di non prendere questo come un atto offensivo, ma come una semplice e reale differenza tra i due strumenti). Affrontare la lettura per un chitarrista, come già detto, è quanto mai ostico. Ecco un breve vademecum per permettere ad ognuno di "iniziare" il lavoro di solfeggio senza sedute stressanti e... purtroppo spesso senza risultato! 1. Scegliere un pezzo da leggere (iniziamo con partiture molto semplici senza grossa escursione tonale) possibilmente che non faccia parte del nostro bagaglio musicale, perché sarebbe troppo facile leggere ad esempio "Tanti auguri a te"... non perché in se' sia facile da solfeggiare, ma è talmente presente nel nostro orecchio che poco ci vorrebbe a trovare le note esatte sulla nostra tastiera senza l'utilizzo dello spartito, quindi il lavoro verrebbe falsato 2. Controlliamo la forma, la struttura, le pagine, le sezioni, i ritornelli, le ripetizioni, insomma tutto quello che abbia importanza per permetterci di avere dei punti di riferimento 3. Osserviamo il tempo, il metro (numeratore/denominatore), la tonalità in chiave e le eventuali modulazioni 4. Controlliamo l'estensione di intonazione di tutto il pezzo (in parole povere vediamo qual è la nota più alta e quella più bassa) per trovare la posizione (o le posizioni) più conveniente sulla tastiera 5. Cerchiamo il modulo ritmico minimo (ottavi, terzine, sedicesimi), su cui impostare l'andamento (e quindi la pennata) 6. Andiamo alla ricerca di cose "strane", difficili, insolite per evitare di trovarci all'ultimo momento problemi nella lettura (ad esempio: gruppetti, intervalli larghi, agglomerati particolarmente "neri", segni misteriosi, ecc.) 7. Leggiamo le istruzioni in "lingua" (cioè reggae, rallentato, 8va, strum, solo, suono distorto...) 8. VISUALIZZIAMO prima di suonare anche una sola nota; fotografiamo e memorizziamo, prima due movimenti (2 beats) per volta, poi misura per misura 9. Cerchiamo di IMMAGINARE come suonerà quel pezzo di carta ancor prima di

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averlo suonato 10. Guardiamo sempre AVANTI, cioè mentre suoniamo la prima battuta... il nostro occhio deve stare sempre una battuta avanti (poi col tempo anche più di una battuta) per evitare complicazioni e per imparare a preparare una frase difficile (come fanno ad esempio quelli che leggono al telegiornale) 11. Ultima regoletta ...ma LA PIU' IMPORTANTE... Non perdiamoci mai per strada: PRIMO seguire il pezzo; POI suonare! Piccoli trucchi per altre situazioni 1. Per quel che riguarda gli accordi sul pentagramma, cominciamo a leggere dalla nota più alta; poi quella più bassa; poi, via-via riempire con le altre verso il centro 2. All'inizio... quando i problemi saranno molti, organizziamoci a leggere magari solo le note che si trovano sul 1° e sul 3° movimento, in modo da rendere meno faticoso il compito dell'occhio che deve comunque leggere almeno una battuta avanti 3. E' fondamentale inserire nel proprio "warm up" giornaliero almeno 15' di "Sight reading" che però devono essere impiegati al meglio con i metodi suddetti! 4. Se si fa un errore ad una battuta... non fermiamoci, andiamo avanti, la cosa più importante è seguire. Le "note giuste" arriveranno con l'applicazione giornaliera Per il resto... attendiamo domande :-)

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Suoni armonici e problemi correlati

- Suoni armonici e problemi correlati
A cura di Angelo Dinelli » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

I suoni "armonici" sono dei suoni contenuti in quello "principale". Da notare che anche il suono principale viene considerato un suono armonico, e cioè IL PRIMO ARMONICO. _______________________________________________________ suono |s u o n i a r m o n i c i principale | | | DO DO SOL DO MI SOL SIb DO 1 2 3 4 5 6 7 8 ottava quinta quarta terza + terza terza - seconda La serie degli armonici continua praticamente ALL'INFINITO, ma quelli che vengono presi maggiormente in considerazione sono i primi otto, più qualcun'altro successivo: armonici...... 7 SIb tono 1°TIPO 8 DO tono 2°TIPO 9 RE tono 3°TIPO 10 MI 11 12 FA# SOL tono (semitono) 4°TIPO

Notate che fra gli armonici 7 8 9 10 11 sono presenti degli intervalli di TONO, che però sono progressivamente sempre più piccoli: il 1° tono è più grande del 2°, e così via. La quantità precisa di questa diminuzione è data dai RAPPORTI MATEMATICI dati direttamente dal "numero d'ordine" degli armonici: SIb armonici.......... 7 grandezza intervallo... 8 7/8 0,875 8/9 0,888... DO 9 9/10 0,9 RE MI 10 10/11 0,909.. FA# 11

Anche gli intervalli di "terza" contenuti fra gli armonici 4 5 6 7 non sono tutti uguali: DO DO SOL DO MI

S

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SIb 1 2 3 4 | | 1^terza | 4/5 0,8 5 | | 2^terza | 5/6 0,833.. 6 | | 3^terza | 6/7 0,857... 7 | | |

Questo dimostra che moltissime NOTE MUSICALI "abbinate" agli armonici non sono quelle corrispondenti "realmente" agli armonici. Ad esempio il SETTIMO ARMONICO è espresso dalla nota SI BEMOLLE, ma non è realmente un SI BEMOLLE, bensì un si bemolle "CALANTE". E le note RE MI FA# collegate agli armonici 9 10 11, non sono "realmente" dei RE MI FA#, altrimenti (in base alle attuali regole musicali, che prevedono UN SOLO TIPO DI TONO) dovrebbero dar luogo a un IDENTICO RAPPORTO MATEMATICO (stesso incremento di altezza da una nota all'altra) e non a DIVERSI RAPPORTI MATEMATICI (incrementi sempre più piccoli). Nella serie degli armonici, dunque, SOLO IMPROPRIAMENTE si possono "individuare" le note musicali del NOSTRO SISTEMA OCCIDENTALE. Viceversa, molti sistemi musicali antichi e molti sistemi attuali - indiano, arabo, cinese - sono o sono stati basati PROPRIO SULLE NOTE "REALMENTE" CORRISPONDENTI A "QUASI TUTTI" I SUONI ARMONICI (perlomeno quelli compresi, all'incirca, nei primi venti). Da ciò derivano diversi modi di DIVIDERE L'OTTAVA: ad esempio gli indiani ancor oggi dividono l'ottava in 22 parti, chiamate SRUTIS, mentre noi "occidentali" la dividiamo solo in 12 parti, chiamate SEMITONI (mezzi-toni). Da notare che attraverso i "QUARTI" DI TONO noi potremmo dividere l'ottava in 24 parti, che però non sono 22; ciò dimostra che i 22 "srutis" del sistema indiano NON EQUIVALGONO PRECISAMENTE ai nostri "quarti di tono". Gli armonici hanno dato origine a molte tematiche importantissime, collegate in particolare alla SCELTA dei suoni con i quali "fare musica", e parallelamente alla COSTRUZIONE DI STRUMENTI MUSICALI in grado di emettere proprio le note da noi "scelte". Pensate ad esempio che: q Prima del '600 sono esistiti dei liuti (paragonabili alle attuali chitarre) che avevano una TASTIERA MOBILE, ovvero dei tasti NON FISSATI SUL MANICO: questo serviva per poter ottenere, di volta in volta, diverse note. q Do# e reb NON CORRISPONDEVANO ALLO STESSO "SUONO" e su alcune tastiere (di organo o di clavicembalo) venivano messi DUE TASTI DISTINTI per il do# e il reb (e così via per tutte le note alterate). q La decisione, presa nel '700, di dividere l'ottava in DODICI INTERVALLI TUTTI UGUALI (semitoni), è avvenuta in gran parte proprio per risolvere il problema della COSTRUZIONE di alcuni strumenti musicali, nonché per ottenere un SISTEMA MUSICALE complessivamente più "semplice". Per ogni notizia ulteriore, potete consultare gli argomenti correlati (ARMONICI - ACUSTICA - SISTEMI MUSICALI COSTRUZIONE STRUMENTI - NOTE ALTERATE - ECC. ) in una qualsiasi enciclopedia musicale. La più economica è la PICCOLA ENCICLOPEDIA DELLA MUSICA "GARZANTI". Altre notizie in STORIA DELLA MUSICA di Riccardo Allorto (ed. Ricordi) e sui libri specificatamente di ACUSTICA, per quanto questi ultimi tendono a occuparsi poco di problemi "storici".

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - I suoni armonici sulla chitarra (1)

- I suoni armonici sulla chitarra (1)
A cura di Angelo Dinelli » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Quando noi mettiamo in vibrazione una corda, due "impulsi" si creano nel punto in cui tocchiamo la corda: uno va verso il capotasto, e l'altro verso il ponte, per poi "rimbalzare" indietro, continuamente. |<--------------------- X ---------------------->| ----> <---ponte

capotasto

Nel MI BASSO (sesta corda) questo "movimento oscillatorio" avviene 82,5 volte al secondo, e nelle corde sottostanti avviene sempre più velocemente, in quanto le corde (sempre più sottili) contengono meno "materia" e fanno meno "resistenza" all'impulso, che dunque potrà spostarsi sempre più velocemente: MI cantino........330 volte al secondo (Hertz = Hz) SI..............246 SOL.............194 RE..............146,6 LA..............110 MI basso..........82,5 Concentriamoci adesso su una singola corda, ad esempio la sesta. Abbiamo detto che i due impulsi procedono VERSO IL PONTE e VERSO IL CAPOTASTO, per poi "rimbalzare" indietro in senso opposto. Arrivati alla META' PRECISA della corda (tasto n°12), l'impulso "destro" e "sinistro" PASSANO IN PARTE L'UNO DENTRO L'ALTRO, (procedendo indisturbati); in parte però si SCONTRANO, generando AL CENTRO DELLA CORDA un impulso secondario, che torna indietro da centro verso gli estremi: CENTRO DELLA CORDA (asticella n°12) inizio impulsi secondari A1 B A2 _____________________________|______________________________ | | | capotasto | ponte --------------------------> | <--------------------------<-------------------------- | ---------------------------> Da notare che gli impulsi A1 e A2, tutte le volte che si scontrano nel punto B, ricreano continuamente l'impulso secondario, che dunque rimane una "costante fissa" all'interno della corda. Ora gli impulsi "A" percorrono sempre l'INTERA corda, mentre gli impulsi "B" devono percorrere sempre soltanto la sua META'. Dal momento che la velocità dell'impulso è sempre la stessa, le mezze-corde verranno percorse nella metà del tempo necessario a percorrere l'intera corda. Quindi gli impulsi B oscilleranno AVANTI E INDIETRO un numero di volte "doppio" rispetto agli impulsi A. Se dunque l'impulso principale viaggia avanti e indietro 82,5 volte al secondo, gli impulsi secondari, dovendo percorrere SOLO META'CORDA, oscilleranno avanti e indietro il doppio di volte: 165 al secondo (corrispondenti a un MI che sta un'ottava sopra quello principale) Sarà adesso facilissimo capire come anche a metà delle parti A1-B e A2-B si creeranno degli impulsi C, che dovranno percorrere soltanto UN QUARTO DELLA CORDA, e che andranno avanti e indietro IL DOPPIO degli impulsi B, e il QUADRUPLO degli impulsi A, e cioè: 330 volte al secondo (MI due ottave sopra):

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A1 B A2 ______________C___________________________C______________ | | | | | | | | | | |<------------|------------>|<------------|------------>| |------------>|<------------|------------>|<----------- | |<------------|------------>|<------------|------------>| |------------>|<------------|------------>|<----------- | Avremo poi i punti D, che daranno origine a impulsi in grado di "oscillare" ben 660 volte al secondo (MI tre ottave sopra). A1 C1 B C2 A2 _______D_____________D______ ______D_____________D_______ |<-----|----->|<-----|----->|<-----|----->|<-----|----->| |----->|<-----|----->|<-----|----->|<-----|----->|<-----| |<-----|----->|<-----|----->|<-----|----->|<-----|----->| |----->|<-----|----->|<-----|----->|<-----|----->|<-----| Inutile continuare con la dimostrazione: altri impulsi si produrranno ovviamente nei punti intermedi, e avranno oscillazioni sempre maggiori. Essi sono però irrilevanti da un punto di vista chitarristico, quindi limitiamoci ai punti A B C D, che sulla parte di corda che a noi interessa (dalla paletta al 12° tasto) corrispondono ai seguenti tasti: Leggermente a destra rispetto all'asticella 2 \ \ A_______________D________________C_______________D_______________B___ | | | | | | | | | | | | | 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Per sentire gli armonici bisogna sfiorare i punti in questione, poi mettere in vibrazione la corda con la mano destra e, SUBITO SUBITO DOPO, "RILASCIARE" IL DITO DELLA SINISTRA. Infatti se mettete in vibrazione la corda toccandola sull'asticella n°12, "cancellerete" il suono principale, e potrete facilmente "sentire" il primo suono secondario, che vibra 163 volte al secondo, e che quindi è un MI "un'ottava sopra" quello principale. Se toccate l'asticella 5 avrete un MI due ottave sopra, che vibra 330 volte al secondo. Se infine toccate uno dei due punti D avrete un MI tre ottave sopra, che vibra 660 volte al secondo. Questo suono è però "debolissimo" e quindi non si sente quasi per niente. tre ottave sopra tre ottave sopra \ / A_______________D________________C_______________D_______________B___ | | | | | | | | | | | | | 0 5 12 | | | MI principale due ottave un'ottava sopra sopra Iniziate il lavoro, nella prossima lezione ulteriori approfondimenti =)

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - I suoni armonici sulla chitarra (2)

- I suoni armonici sulla chitarra (2)
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Continuiamo il discorso iniziato nella prima lezione. Oltre gli armonici di "ottava" esistono anche quelli di "quinta", derivanti dalla interazione fra quelli di ottava. Ad esempio l'armonico 1 e l'armonico 2 (MI principale e MI "armonico" a metà corda, tasto 12) nel punto corrispondente ai 2/3 della corda (tasto 7 o 19), danno luogo ad un SI, suono armonico che sta UNA QUINTA SOPRA IL MI ARMONICO (del tasto 12) e una DODICESIMA (ovvero una quinta "superiore") sopra il MI PRINCIPALE (corda a vuoto): mi-si: intervallo di quinta (mi fa sol la si = 1 2 3 4 5) ma anche intervallo di dodicesima (una quinta + un ottava). Toccate con un dito della sinistra il tasto 7 (o il 19), poi mettete in vibrazione la corda con la destra, rilasciate IMMEDIATAMENTE il dito della sinistra e sentirete distintintamente questo SI: capot.___________________7___________________19_________________ ponte | | | | mi si si Inutile dimostrare (ovviamente) che dalle interazioni dei nuovi armonici nascono altri armonici, e così via all'infinito, con armonici però SEMPRE PIU' DEBOLI, che a un certo punto non possono essere più ottenuti col sistema dello "sfioramento" della corda. Limitiamoci dunque agli armonici "udibili", che nella parte sinistra della corda (la più usata) sono ad esempio i seguenti: a sinistra del tasto 3 | 3 .3 si re quinta settima +2ottave +2ottave a destra del tasto 2 | 2. mi 3ottave

0 mi

12 mi ottava

7 5 4 si mi sol# quinta 2ottave terza +1ottava +2ottave

(5a) (3a) 19a 17a si sol# | | _______2__3__4__5______________12__________________________________ | | | | | mi mi mi mi 1a 22a 15a 8a ----------------------------------praticamente tutte ottave superiori

(5a) (3a) 12a 17a si sol# 7 9 _______2________5_______8______12__________________________________

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| mi 1a

| mi 22a

| mi 15a

| mi 22a

| mi 8a

|

LA COMPLESSITA' DELLA VISUALIZZAZIONE DEGLI ARMONICI DIPENDE DAL FATTO CHE UNO STESSO ARMONICO SI PUO' TROVARE IN DIVERSI PUNTI DELLA CORDA. Ricordate poi che tutti gli armonici si hanno anche nella parte DESTRA della corda (dal tasto 12 verso il PONTE). Però questi armonici non si "usano" quasi mai, e quindi (diciamo) sono poco "importanti". Gli armonici si ottengono sempre peggio sulle corde 5 4 3 2 1, e in particolare su quest'ultima sono molto difficili, a causa della SOTTIGLIEZZA della corda stessa. In ogni caso la maniera "più semplice" per ottenere gli armonici è sempre la seguente: a sinistra del tasto 3 | 3 .3 quinta settima +2ottave +2ottave a destra del tasto 2 | 2. 3ottave

0 12 prima ottava

7 5 4 quinta 2ottave terza +1ottava +2ottave

0 mi si sol re la mi 0

1

2

1

3 \ / | mi re si si la fa# sol fa re re do la la sol mi mi re si / \ | 2 3

4 | sol# re# si fa# do# sol# | 4 \ \ \ \

5 | mi si sol re la mi | 5

6

7 | si fa# re la mi si | 7 \ \ 19

6

8 | mi si sol re la mi | 8 / /

10 | sol# re# si fa# do# sol# | 9 10 /

9

11

12 | mi si sol re la mi | 11 12

/ -------- 15 --------e anche a quindici cm dal ponte

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Il "Timbro" degli strumenti

- Il "Timbro" degli strumenti
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La serie completa degli armonici è raramente presente in un suono. Gli armonici realmente presenti dipendono dal materiale e dalla forma dello strumento musicale (corde di metallo, corde di nylon, tipo di legno della cassa acustica, forma e materiale degli strumenti a fiato, ecc.). Dal momento che la serie completa degli armonici è rappresentabile con i numeri 1 2 3 4 5 6 7 8 9 eccetera, sarà facile immaginare le molteplici combinazioni dei diversi armonici: 1-345(ecc.), 12-45(ecc.), 123-5(ecc.), e così via. Ebbene: il diverso "timbro" dei diversi strumenti musicali e delle diverse voci umane-animali-naturali (vento, pioggia, ecc.) dipende solo e soltanto dalle diverse "combinazioni" degli armonici. Ad esempio potreste immaginare: VIOLINO..... 1 - 3 4 5 6 (ecc.) FLAUTO...... 1 2 - 4 5 6 (ecc.) CHITARRA ... 1 2 3 - 5 6 (ecc.) LEONE...... 1 2 3 4 - 6 (ecc.) GALLINA..... 1 2 - 4 - 6 (ecc.) GATTO...... 1 - - 4 - 6 (ecc.) Qui non il caso, ovviamente, di vedere quali sono i precisi armonici presenti nelle diverse "voci": basti sapere che le loro differenze dipendono unicamente dagli armonici realmente presenti. Una cosa importante va detta però : i suoni NASALI (come quelli dell'oboe, dell'armonica, di una persona raffreddata) sono caratte rizzati dalla presenza degli armonici "dispari", mentre i suoni PIENI E POTENTI (come quelli di un tenore, di una tromba, ecc.) contengono di preferenza gli armonici "pari". Gli armonici sono infatti i seguenti: 1 2 3 4 do do sol do 5 6 7 8 mi sol sib do

ARMONICI PARI (suoni pieni e potenti) 1 2 3 do do 4 do 5 6 7 sol 8 do

ARMONICI DISPARI (suoni sporchi o nasali) 1 2 do 3 4 sol 5 6 mi 7 8 sib

E' facile capire come dall'unione DO DO DO SOL DO non può che nascere un suono bello

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tondo, pieno e potente (con un DO che si rafforza ben quattro volte, e con la presenza di un solo SOL). Viceversa dall'unione DO SOL MI SIb non può che nascere un suono "sporco e nasale", e inoltre più debole, visto che il suono base non ha l'opportunità di "rafforzarsi" attraverso le sue ottave (DO...DO...DO...DO). Qui è importante osservare che le altre due caratteristiche di un suono, l'ALTEZZA e l'INTENSITA', non hanno quasi nulla a che vedere con il TIMBRO, e quindi con gli "armonici". L'altezza di un suono dipende solo dalle vibrazioni del suono-base e non ha nulla a che vedere con gli armonici che lo accompagnano. Ad esempio il MI CANTINO della chitarra vibra 330 volte al secondo in tutti i tipi di chitarra (classica, folk, jazz, rock), nonostante cambi il TIMBRO: questo è solo collegato infatti agli armonici sviluppati dai diversi tipi di corde e di materiali. Analogamente, suonando PIU' O MENO FORTE il "mi cantino", il suono resterà sempre della stessa altezza (visto che non diventerà mai un FA o un MIb) e continuerà a mantenere sempre lo stesso timbro (non diventerà mai il "mi" di CLARINETTO, o di PIANOFORTE, o di VIOLINO, ecc.). ALTEZZA ---------> numero di vibrazioni al secondo INTENSITA'-------> forza delle vibrazioni TIMBRO ----------> armonici realmente presenti nei suoni

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Vibrazioni per "Simpatia" sulla chitarra

- Vibrazioni per "Simpatia" sulla chitarra
A cura di Angelo Dinelli » 11 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

La vibrazione per "simpatia" si ha quando una corda (e più in generale un corpo elastico) entra in vibrazione in seguito alla vibrazione di un'altra corda. Questo tipo di vibrazione ha molto a che fare con gli "armonici" e in particolare con il rapporto matematico esistente fra le vibrazioni di due o più corde. Il rapporto matematico perfetto è quello di 2/1, che si ha fra due suoni a distanza di OTTAVA. Suonando ad esempio un SOL sul 3° tasto della 6^ corda, vi accorgerete che anche la terza corda a vuoto (SOL) VIBRA PER SIMPATIA. |----|----sol |----|----|----|-------------------------------------------------sol------------- <--- QUESTA CORDA VIBRA PER "SIMPATIA" ------------- <------ suonate questa nota

Potete fare la verifica toccando le altre corde: vi accorgerete che il dito della mano destra non "sente" nessuna vibrazione, mentre toccando la corda del SOL si sente una netta "vibrazione". Questo fenomeno si ha ovviamente anche per le corde sottostanti: |----|----|----|----|----|----------------------si------------------------------------- <--- QUESTA CORDA VIBRA PER "SIMPATIA" ------------- <------ suonate questa nota -----

si

Nel seguente caso si hanno addirittura due vibrazioni per simpatia: mi |----|----|----|----|----mi |------------------mi------------------------------------- <--- "SIMPATIA" MOLTO DEBOLE ------------- <----------- suonate questa nota --------- <--- "SIMPATIA" MOLTO FORTE

Le note "non volute" (e incancellabili) Questa situazione determina, sulla chitarra, una quantità enorme di note "non volute" (indesiderate), difficili da eliminare. Provate ad esempio a suonare questo SI: |----|----|----|----|----|----------------------si------------------------------------------------- <------ suonate questa nota -----

Ora stoppate questa corda con un dito della mano destra (oppure sollevando il dito della sinistra e
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lasciandolo a contatto con la corda): sentirete nettamente il SUONO PRODOTTO PER SIMPATIA della seconda corda libera. |----si |----|----|----|----|----------------------si------------------------------------- <-- sentirete questo SI (un'ottava sopra) ------------- <----- suonate e stoppate questa nota -----

Notate bene: la quinta corda è stata stoppata e non può dunque essere lei a produrre il suono che sentite. Se provate con un DO, ad esempio, non sentirete assolutamente niente, poiché non esiste una corda a vuoto accordata su un DO: |----|----|----|----|----|----------------------------------------------do------------------------- <------ suonate e stoppate questa nota: ----- NON SENTIRETE PIU' NIENTE!

Viceversa, preparate un dito su questo MI (però senza suonare): |----|----|----|----|----|------------------mi------------------------------------------------- <-----preparate SENZA SUONARE ---------

Adesso suonate il MI della sesta corda a vuoto, poi stoppate: sentirete proprio il suono di quel MI in quarta corda, su quale voi state premendo il dito! |----|----|----|----|----mi |------------------mi------------------------------------------------- <---------- sentirete questo suono! --------- <--- suonate e stoppate

Quando dunque suoniamo delle melodie, eseguendo una nota per volta e "stoppando" sempre quella precedente (il che si ottiene anche sollevando le dita della sinistra e lasciandole a contatto con le corde), non possiamo fare a meno di eliminare tutta una serie di suoni PER SIMPATIA, chiamati anche (volgarmente) SUONI DI RITORNO, oppure SUONI DI RISONANZA. Questi suoni, a dir la verità, sono talmente connaturati alla chitarra, che alla fine l'ascoltatore ci si abitua, e finisce quasi per non farci caso. Però ci sono sempre (ed è ovvio che ci debbano essere, data la dimostrazione "al rallentatore" che abbiamo fatto). Essi sono poi "praticamente" ineliminabili, poiché (capite bene) oltre a suonare certe corde, bisognerebbe sempre TOCCARNE altre, per impedir loro di vibrare per simpatia. In effetti quasi nessun chitarrista si è mai lamentato di questa situazione, però (nei cambi-corda, ovverosia quando in una melodia si fa una nota su una corda e la successiva su un'altra corda), questi suoni "indesiderati" SI SENTONO e spesso danno molto FASTIDIO. Provate ad esempio a suonare, una dopo l'altra, SI e RE: |----|----|----re |----|----|----------------------si--------------------------------------------- <---- poi questo RE ----- <---- prima questo SI -----

Ebbene, voi non riuscirete mai a sentire un RE "PULITO", poichè se lasciate premuto il dito sul SI, continuerete a sentire anche questo, e se sollevate il dito lasciandolo a contatto con la corda sentirete ...
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UN SI "SIMPATICO" (ma poi mica tanto "simpatico"): |----si |----|----|----|----|----... e dunque: |----si |----|----re |----|----|----------------------si------------------------------------- <-- ottieni "per simpatia" questo SI --------- <--- suoni questo RE ----- <-- mentre sollevi questo SI ----------------------si------------------------------------- <---- ottieni questo "per simpatia" ------------- <---- mentre sollevi questo SI -----

Speriamo di cuore che queste osservazioni possano servire a tutti quei chitarristi che fino a questo momento non riuscivano a capire da dove provenissero questi suoni "indesiderati".

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MusicOff » Le lezioni di MusicOff » - Introduzione e primi esempi

- Introduzione e primi esempi
A cura di Luca Costantini » 12 utenti online News Lezioni Community HD Recording SND Processing Recensioni Interviste Links Credits

Eccoci giunti finalmente ad un argomento un po' complesso ma veramente efficace per quanto riguarda la generazione dell'armonia: l'armonia pandiatonica (dal greco: "tutto diatonico"). Chi ha detto che dobbiamo armonizzare tutta una scala con un solo tipo intervallo? Potremo, in alternativa, prendere un gruppo arbitrario di tre note. Per esempio, nella tonalità di Do Maggiore, possiamo prendere Do, La, Re (quindi una sesta maggiore + una quarta giusta) e completare l'armonizzazione della scala, mantenendo invariati gli intervalli relativi di questo "anarchico" gruppetto, rispettando, ovviamente, l'ambiente diatonico in questione; cioè le note della tonalità in oggetto. Esempio In Do

Alcune caratteristiche comuni a questi accordi: q Ogni "triade" conserva lo stesso set di intervalli interno (6a, 4a; voci: 1, 6, 9 tonica, sesta, quarta); q Ogni nota della "triade" arriva alla corrispondente della "triade" del grado successivo procedendo per gradi contigui; q Molti degli accordi risultanti possono essere difficilmente "etichettabili" con il nostro consueto sistema di sigle. Ciò non toglie che la sonorità risultante possa essere decisamente affascinante, e suonare innovativa, in un contesto meno tradizionale. Anche perché queste "formazioni armoniche" (= accordi), non essendo immediatamente riferibili ad uno dei suoni delle famiglie tradizionali, possono essere più disinvoltamente usate interscambiandole l'una con l'altra, senza riferimenti troppo rigidi al grado su cui verrebbe generato l'accordo stesso (un po' lo stesso discorso degli accordi quartali). Il che in termini pratici apre una fondamentale prospettiva: il primo accordo del pentagramma sovrastante, per esempio, oltre a poter essere usato come Do maggiore, può fungere da Lam, da Rem7 ed anche da Fa6, Solsus, Mim (#5), etc. Per chiarirci meglio le idee passiamo ad analizzare un fondamentale aspetto della Armonia Pandiatonica, utilizzando come base una lezione del Guitar C.A.P. di Roma. PANDIATONIA/PANDIATONISMO: è uno specifico tipo di armonia statica [senza tendenze al moto]. q Aggregazioni armoniche (accordi) combinate prelevando liberamente voci dalle (7) note diatoniche, senza scelte di intervalli modulari che si sovrappongono o si ripetono. q La scelta delle note, quante (a 3 voci, a 4, a 5...) e quali (terziana, quartale) non segue le regole prestabilite dell'armonia tradizionale.
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q q

Si generano accordi statici o comunque senza connotazioni di funzioni tonali caratteristiche (dei vari gradi ) La successione orizzontale degli accordi è priva di direzione tonale.

Passiamo ora ad un paio di esempi per capire qualcosina in più.

Ascolta l'esempio

Ascolta l'esempio In definitiva: si attenuano o spariscono le funzioni tonali relative a spinte e moti dei vari gradi (7) di una tonalità; si perdono le tradizionali funzioni e gerarchie tonali, famiglie e ritmi armonici, cadenze. La tonalità sembra riallinearsi a funzionamenti modali. Tutto va bene, su qualsiasi grado, perché i vari gradi non sono (armonicamente) differenziati da funzioni distinte. Da N. Slonimsky: "Pandiatonic Cadences":

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Ascolta l'esempio Si può raggiungere la sensazione di armonia statica a 7 note - tutte le note = Pan - diatonia. Da "Pandiatonic Harmony in Seven Parts" [Roy Harris: slumber]:

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Ascolta l'esempio Per approfondimenti: "Improvising Concepts" di Mike Miller.

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