Rassegna del 27/10/2010

PROVINCIA DI ROMA
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27/10/10 27/10/10 27/10/10 27/10/10 Corriere della Sera Roma Messaggero Cronaca di Roma Tempo Roma Italia Sera 4 Pd, nel 2013 in campo Zingaretti. "Ma sarà scelto con le primarie" 41 Pd, un sito web per lanciare la riconquista del Campidoglio 31 Vincere senza il partito, l'obiettivo 2013 del Pd - Gli eletti del Pd capitolino sfidano il partito e Alemanno 8 Alla "riconquista" del Campidoglio R.Do. C.R. Novelli Susanna Mazzini Oriana 28 29 30 31

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Provincia di Roma, Zingaretti inaugura nuovi hot spot Wi-Fi : BitCity : La citta dell... Pagina 1 di 1

Provincia di Roma, Zingaretti inaugura nuovi hot spot WiFi
Il Presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha inaugurato ieri due nuovi hot spot sul territorio provinciale. La realtà romana conta così più di 400 punti di accesso Wi-Fi.

di: Redazione D.Life Pubblicato il: 26/10/2010 nella categoria Internet.
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Arrivano nuovi hot spot Wi-Fi in Provincia di Roma. Sono a quota 405 le aree dove si può navigare gratis su internet grazie al progetto "Provincia Wi-Fi". Per navigare gratuitamente a Roma e provincia basta infatti registrarsi una sola volta e si puo' accedere a internet sia in alcuni specifici esercizi pubblici, sia in alcune piazze. In due anni sono stati inaugurati oltre 400 hot spot e attualmente sulla rete Wi-Fi della Provincia di Roma si contano più di 40mila utenti.

Il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, ha inaugurato nella giornata di ieri, lunedì 25 ottobre, due nuovi hot-spot corner. Entrambi nelle piazze di fronte ai palazzi comunali di Manziana e Canale Monterano, nei pressi di Bracciano. L'importante progetto su cui la città di Roma e provincia sta investendo parecchie risorse, punta ad abbattere il digital divide nel territorio. Il futuro continuerà infatti in questa logica Wi-Fi, crescendo e aumentando le possibilità di accesso al web giorno dopo giorno.

http://www.bitcity.it/news/18079/provincia-di-roma-zingaretti-inaugura-nuovi-hot-sp...

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Zingaretti inaugura i nuovi punto wi-fi di Canale e Manziana e presenta il nuovo progetto di raccolta differenziata
26/10/2010 di Daniele Coltrinari

Vedi altre foto (2) Ieri Pomeriggio, il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, in una sorta di “tour” che l’ha visto protagonista nel nostro comprensorio, è stato a Canale Monterano, Manziana e Trevignano Romano. Il Presidente della Provincia a Manziana ha inaugurato il nuovo punto wi-fi e presentato il nuovo progetto di raccolta differenziata; a Canale Monterano ha inaugurato un altro nuovo punto wi-fi e visitato il cantiere della nuova isola ecologica di prossima apertura grazie ai contributi provinciali. “Abbiamo il primato, come provincia, di incoraggiare attraverso i nostri progetti, l’uso dell’energia pulita negli edifici pubblici”, queste le parole di Zingaretti a Trevignano, ultima tappa del suo tour. Nel paese lacustre, il Presidente della Provincia ha inaugurato il nuovo parco giochi nella scuola di Trevignano anch’esso finanziato dalla Provincia di Roma. Durante la visita , Zingaretti illustrato i nuovi progetti e investimenti provinciali per sicurezza e la viabilità, preannunciando entro fine novembre un piano di intervento per migliore la Settevene Palo, attualmente una delle strade più pericolose della Provincia. Zingaretti ha poi aggiunto al discorso, la volontà della sua amministrazione di opporsi al balzello del pedaggio a pagamento, previsto l’anno prossimo sul Grande Raccordo Anulare.

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ISP al convegno ‘Internet chiama Italia’. Paolo Nuti (Aiip): ‘I ritardi negli investime... Pagina 1 di 2

ISP al convegno ‘Internet chiama Italia’. Paolo Nuti (Aiip): ‘I ritardi negli investimenti NGN rischiano di far arretrare ulteriormente il Paese'
Alla presenza dei commissari Agcom Enzo Savarese e Nicola D’Angelo, è stata presentata 'Fibra Ottica S.p.A.', Joint Venture tra 13 operatori per la partecipazione agli investimenti nazionali nelle NGN.

I primi in Europa per il mobile, gli ultimi per internet. Una contraddizione, questa, che appesantisce un sistema Italia già compromesso dalla crisi, dalla scarsa crescita e dall’affanno nella competitività. Questo tema, insieme a quello delle infrastrutture, della regolamentazione della rete, del digital divide e del ruolo della PA, della net neutrality, sono stati al centro dell’incontro “Internet chiama Italia”, organizzato da Aiip, l’associazione italiana internet provider, oggi a Roma al Tempio di Adriano. Paolo Nuti, presidente di Aiip, ha aperto i lavori con il nodo dello scarso peso politico delle reti nelle agende elettorali. “Quindici giorni fa mi trovavo a una cena con diversi player del mercato e politici. Da Raffaele Barberio è partita la domanda a un nostro parlamentare: come mai non c’è nessun riscontro nei programmi politici del tema del digitale? Ebbene ho trovato la sua risposta drammatica, ci ha spiegato infatti che l’argomento non porta voti”. Eppure, ha spiegato Nuti, “il ritardo di Internet in Italia sconta certamente quello della bassa alfabetizzazione informatica di famiglie ed aziende, ma i ritardi negli investimenti per lo sviluppo delle nuove reti di accesso a banda ultra larga rischiano di far arretrare ulteriormente il nostro Paese”. I benchmark internazionali, ha spiegato ancora Nuti, dimostrano che l’infrastrutturazione e la fornitura pervasiva di servizi di accesso a banda ultralarga costituisce, per l’area interessata, un fenomenale fattore di crescita che può portare ad un incremento del PIL di un abbondante punto e mezzo in più rispetto ad aree di riscontro non interessate dall’infrastrutturazione pervasiva. “Di fronte ad un dato del genere, gli interessi di sistema dovrebbero prevalere su quelli di parte”. Infine Nuti ha annunciato che tredici operatori di medie dimensioni – per la maggior parte associati ad AIIP – si sono raccolti in “Fibra Ottica S.p.A.”, una Joint Venture che ha per oggetto la partecipazione agli investimenti nazionali in infrastrutture per le reti di accesso di nuova generazione. Fibra Ottica S.p.A. è un’iniziativa imprenditoriale aperta alla partecipazione di altri operatori di accesso che ne condividano le finalità. Stefano Quintarelli, di NNSquad Italia, ha ripreso l’argomento del “grossissimo problema demografico”. Nel nostro Paese, ha detto, si parla di salari e di pensioni, si vince guardando al passato. “Ecco il punto. L’Australia, al contrario, investe cifre esorbitanti in fibra ottica. Pensiamo solo a questo dato: in Italia 6 milioni e mezzo di persone ogni giorno lavorano usando 4 ore internet; quanto si guadagnerebbe in termini di tempo con una rete a banda larga?”. Stefano Pileri, di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha passato in rassegna i principali obiettivi del progetto “Italia Digitale”, grazie al quale, ha precisato, “abbiamo avviato una stagione di confronto forte con il governo, verso politiche di sviluppo concrete, sostenibili e veloci”. Il progetto punta allo sviluppo dei contenuti digitali, dei servizi digitali, della domanda digitale e delle infrastrutture digitali. Tra gli scopi per il 2013 c’è quello di portare la percentuale delle famiglie digitali dal 45% all’80% e di accrescere la percentuale delle aziende internet dal 66% al 90%, nonché quello di diffondere a livello nazionale il modello di sanità digitale (100% dei medici e delle farmacie in rete). Con la realizzazione piena del progetto, ha spiegato Pileri, all’anno l’Italia “risparmierà 30 miliardi di euro sui costi della Pa, delle imprese e delle famiglie”. Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha concluso, vuole “mediare tra posizioni diverse, ma la nostra posizione è quella di sostenere la velocizzazione dell’accordo sulla cooperazione sulle infrastrutture, perché su esse si possono costruire le reti con qualsiasi tecnologia, qualità ed autonomia si desideri”. Nicola D’Angelo, Commissario Agcom, ha dichiarato: “L’esperienza del passaggio alla televisione digitale ci ha insegnato che in questi momenti di forte innovazione tecnologica, che hanno un impatto rilevante in tutto il territorio nazionale, occorre una guida da parte delle istituzioni pubbliche”. L’Agcom, forse con un po’ di ritardo, ha ammesso D’Angelo, “sta svolgendo la sua funzione di arbitro tecnico nell’ambito di un quadro normativo recentemente reso più chiaro dall’approvazione della Raccomandazione sulle reti di accesso NGAN da parte della UE”. A mio avviso, ha continuato il commissario, “in Italia non sussistono differenze di condizioni concorrenziali che giustifichino una segmentazione dei mercati in quanto i principali operatori operano in modo uniforme a livello nazionale e, anche dal lato della domanda, non si evidenziano differenze significative. Il progressivo sviluppo delle infrastrutture, fisiologicamente necessario in un progetto di ammodernamento di strutture di rete, non giustifica certo asimmetrie sul piano regolamentare che potrebbero ad oggi penalizzare concorrenza ed utenti”. Inoltre D’Angelo ha parlato dell’aspetto relativo alla definizione di procedure di migrazione dal rame alla fibra ottica; della consultazione pubblica relativa al regolamento per i diritti di installazione di reti di comunicazione elettronica, consultazione recentemente avviata; del problema delle frequenze e delle indicazioni della Ue sulla liberalizzazione della banda a 800MHz da rendere disponibile per servizi a banda larga in mobilità. Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi e Prestiti, ha specificato in maniera inequivocabile: “Come Cassa Depositi e Prestiti non siamo attori di questa partita, noi interveniamo in progetti di interesse nazionale che siano già sul tappeto”. Sugli evidenti ritardi di infrastrutturazione in Italia ha aggiunto: “I problemi di infrastrutturazione non riguardano solo le telecomunicazioni, ma anche quelle di viabilità e quelle energetiche. Ma l’unico settore in cui è possibile recuperare il ritardo, con investimenti sostenibili e tempi ragionevoli, è proprio quello delle telecomunicazioni, con reti di nuova generazione”. Occorre trovare, ha aggiunto Bassanini, soluzioni che non gravino sul debito pubblico del Paese; “la Cassa impiega risorse private, se ci sono le condizioni per il finanziamento ai privati, allora ci sarà la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti a questo processo”.

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Romano Righetti, Deputy COO di Wind Telecomunicazioni Spa, ha parlato di un momento di “discontinuità” nelle telecomunicazioni: “Se l’investimento è elevato e il mercato è ripagato per i costi di una sola rete, allora ha senso cooperare per una sola rete, che tuttavia preservi il clima competitivo nel settore. A noi preoccupa, nella realizzazione di un progetto di questo tipo, che rimanga applicabile il modello competitivo, che tutti gli attori sul mercato siano chiamati in maniera aperta alla cooperazione, che si elimino vantaggi competitivi”. Il progetto “Fibra Italia”, presentato il 9 maggio scorso, ha aggiunto Righetti, “intende muoversi proprio nel quadro di quella che chiamo ‘cooperazione competitiva’. Abbiamo invitato Telecom Italia a sedersi al tavolo, non ci deve essere un veto per loro, possono aderire o meno. Ma quando c’è un investimento così rilevante, ci si pone il problema del ritorno. Inoltre questo è un contesto in cui le regole non sono ancora ben definite, ad oggi noi non conosciamo le condizioni per l’accesso alla fibra e per l’accesso al rame. Siamo in una fase di stallo”. Giovanni Amendola, responsabile Regolamentazione Ue Telecom Italia, ha offerto una diversa prospettiva: “Il nostro piano per la banda larga in Italia va nella direzione degli obiettivi dell’Agenda europea del digitale”. Amendola ha continuato sottolineando come nelle grandi aree metropolitane, nelle quali si prospetta concorrenza fra reti, “sicuramente tra Telecom, Fastweb e Fibra per l’Italia. Le città principali, bisogna dirsi questa verità, sono le candidate allo sviluppo delle nuove reti, uno sviluppo in concorrenza, che è esattamente la raccomandazione della Ue, che vuole garantire non una sola rete ma uno sviluppo concorrenziale”. Inoltre, “ci sono aree in cui non si parla di sviluppo reti NGN in cui si prospetta un digital divide. Infine ci sono aree territoriali in cui non si prospettano investimenti; il pubblico deve guardare a queste aree. In sostanza stiamo parlando delle aree bianche, che sono le ultime indicate, le aree grigie dove si prevede una rete, le aree nere dove due reti sono in concorrenza”. Bianca Maria Martinelli, di Vodafone, ha sintetizzato la posizione della sua azienda sulla prospettiva di sviluppo delle reti: “Crediamo che il modello di sviluppo più efficiente sia quello in grado di garantire reti in fibra fisse nelle grandi aree metropolitane, e coprire il resto del territorio, velocemente, con tecnologia mobile, offrendo servizi a banda larga”. Dunque c’è un grande interesse a creare una rete fissa in fibra e “il progetto ‘Fibra per l’Italia’ prevede un’unica infrastruttura ‘terza’, di proprietà di nessun operatore ma aperta a tutti. Se questo modello non è condiviso da Telecom Italia, possiamo pensare a un modello alternativo, un modello percorribile potrebbe essere quello in cui Telecom crea una rete che sia aperta”. Francesco Sacco, della Regione Lombardia, ha ripreso il filo del discorso proprio dagli ultimi interventi, sottolineando come questi modelli non tengano conto della realtà Italiana: “Il cuore del nostro Paese è costituito da piccoli Comuni da mille abitanti, che in questo modo vengono tagliati fuori”. Basta guardare al caso Lombardia, dove vengono coperti 167 enti locali su 1500, lasciandone fuori il 90%. Inoltre Sacco ha sollevato nuovamente il tema del finanziamento di questo tipo di infrastrutture: “La classe politica – ha detto - non guarda a questo tipo di problematiche, perché non portano voti”. Tiziana Talevi, di Fastweb, ha incentrato il suo intervento sul tema della net neutrality e su cosa fare per impedire i rischi di comportamenti discriminatori. “Il dibattito si sta spostando su come minimizzare il rischio di comportamenti discriminatori. La soluzione è forse molto ovvia: concorrenza e trasparenza. Negli Usa probabilmente la scelta di togliere l’unbundling, sotto questo aspetto, è stata sbagliata. In Italia questo problema è infatti molto minore. Noi, come Fastweb, forniamo un accesso a Internet e il cliente accede a ciò che vuole; se limitassi l’accesso solo a dei contenuti, probabilmente perderei il cliente”. Sugli abusi “si potrà sicuramente intervenire, ma il tema principale resta l’accesso, la trasparenza e la concorrenza, in modo che l’utente sa cosa compra, in un sistema di concorrenza e di qualità di servizi”. Enzo Savarese, commissario Agcom, ha analizzato ancora più profondamente la situazione italiana: Il Paese, ha detto, “versa ancora in una situazione di arretratezza digitale. Gli stessi dati che ci vedono leader in Europa sul fronte dei prezzi dei servizi tradizionali e della concorrenza infrastrutturata ci classificano sotto la media EU per penetrazione della banda larga, numero di famiglie connesse a internet, diffusione degli acquisti on-line, contributo dell’ICT all’interno del PIL”. Vodafone, Wind e Fastweb hanno avanzato congiuntamente uno schema di piano, cui ha aderito anche Tiscali, che postula, in una prima fase, investimenti (propri e altrui) per 2,5 miliardi di euro al fine di realizzare una rete in fibra destinata a connettere una parte rilevante della popolazione entro 5 anni. Telecom Italia, a sua volta, ha illustrato, all’Autorità il suo piano che annuncia fino a 7 miliardi di investimenti nei primi 3 anni (2010-1012), inclusi gli interventi necessari per il rilegamento in fibra delle centrali (backhauling), che ha carattere prioritario. Il regolatore, ha concluso Savarese, ha un ruolo chiave: “Già molte delle azioni dell’Agcom nell’ultimo anno sono in linea con l’agenda digitale europea: obblighi di offerta pubblica per la posa di cavidotti per la nuova rete in fibra imposti a TI insieme al miglioramento della qualità rete, contributo alla politica dello spettro digitale, dividendo esterno affrontato nel piano delle frequenze, interventi volti a rafforzare la fiducia del consumatore nei meccanismi della concorrenza e propensione alla fruizione di contenuti digitali. L’Autorità farà inoltre un passo ulteriore per dare un contributo interpretando un ruolo proattivo secondo due direttrici: suggerendo un’agenda digitale nazionale, codificando regole incentivanti per le nuove reti NGN”. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, ha portato al tavolo l’esperienza dell’ente intermedio con il piano “Provincia wi-fi”, che ha dato vita, in tutte le principali piazze della Provincia e nei luoghi pubblici, alla realizzazione di 500 hot-spot nelle quali si naviga gratuitamente. “Ad oggi sono attivi 406 hot-spot – ha detto Zingaretti – e sono 40mila gli utenti registrati. Visto il successo dell’iniziativa, abbiamo aperto la possibilità, per esercizi privati, centri associativi, bar e palestre, di installare l’antenna con un piccolo contributo. Abbiamo visto come è cresciuto questo progetto soprattutto nelle piccole realtà”. Quando Nuti ha rigirato a Zingaretti la domanda di Barberio, quella sul perché dello scarso interesse della politica sui temi del digitale, il presidente ha risposto: “Noi abbiamo spostato il 6% dei voti con il nostro programma che aveva, tra li altri punti, anche internet gratuito in tutta la provincia. Le province in teoria non hanno nessuna competenza sul tema della rete, ma solo in teoria, secondo vecchie concezioni che prevedono che ci dobbiamo occupare solo di ponti, scuole e strade. In realtà non è così. Ma la PA deve lottare contro l’apartheid digitale”.

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NEWS 26/10/2010

A Roma il primo convegno Aiip "Internet chiama Italia 2010"
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ROMA Tav ola rotonda, oggi a Roma, su argomenti complessi e problemi ancora sospesi, come ad esempio affrontare in maniera efficiente un inv estimento di oltre 1 0 miliardi di euro per infrastrutture in fibra ottica, risolv ere definitiv amente il div ario digitale nelle aree depresse del nostro Paese e rimettere in agenda il dibattito sulla Neutralità della rete. Li affrontano gli Internet Prov ider italiani, riuniti insieme ai principali operatori di telefonia mobile, le autorità garanti e le istituzioni, nel corso del primo conv egno organizzato dall'Aiip, l'Associazione Italiana Internet Prov ider . Tra i relatori della giornata gli ad di Telecom, Wind, Tiscali, V odafone, l’A utorità Garante per le Comunicazioni, l’A utorità Garante per la Concorrenza del Mercato, il Ministro dello Sv iluppo Economico Paolo Romani. Interv engono anche gli Enti locali con una relazione del Presidente della Prov incia di Roma Nicola Zingaretti e il v ice presidente della Regione Puglia Loredana Capone. Il tema portante dell'incontro è il ruolo strategico dei piccoli e medi operatori in Italia, delle esperienze estere e di possibili incontri tra pubblico e priv ato per una rete in fibra nazionale. Seguono la questione della gestione del traffico e della neutralità della rete, ma anche le possibili strategie per uno sv iluppo v irtuoso di progetti di e-Gov , con le esperienze della Prov incia di Roma e della Regione Puglia. L’obiettiv o dell’incontro è quindi duplice: abbattere il digital div ide e aumentare in maniera significativ a il tasso di penetrazione del broadband, anche attrav erso il supporto della Pubblica A mministrazione. Il presidente di A iip Paolo Nuti ha dichiarato che si tratta di «una giornata importante da cui si spera possano nascere stimoli nuov i agli inv estimenti per la banda ultralarga. V edremo per la prima v olta imprese e istituzioni a confronto. Sono certo che la conv ention di Aiip div enterà un appuntamento fisso annuale e un punto di riferimento per il settore».
+ Internet chiama Italia + Gli operatori rispondono alle proteste: la diretta SCRIV I Discuti online su Web Notes con A N N A M A S E RA BLOG La nostra inchiesta sulla banda larga lumaca A N N A M A S E RA

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Social network in ufficio? Secondo uno studio fanno bene

Contro le tesi di chi sostiene che i social network in ufficio incidano negativamente sullo svolgimento delle attività lavorative dei dipendenti, arriva una smentita dall’ Università di Melbourne, che suona così: chi naviga in Rete, comunque sotto il 20% dell’ orario di lavoro, produce il 9% in più di chi ha il divieto di accesso a Internet. L’ interessante ricerca viene dall’ Australia. Lo studio, finalizzato a rispondere alla domanda se divertirsi online, passando del tempo sul proprio profilo su Facebook, pubblicando note su Twitter o visionando e condividendo video su YouTube, faccia bene o male al lavoro, è stato condotto su un campione di 300 dipendenti. Il risultato, prima d’ ora non ritenuto scontato, è stato che community online e social network in generalefanno bene alla produttività, ma solo se non occupano oltre il 20% dell’orario di lavoro di ciascun dipendente. Se questo limite viene superato, la produttività viene, al contrario, decisamente inibita. Alla pubblicazione dei risultati della ricerca dell’ Università di Melbourne hanno fatto seguito le risposte più diverse. Il presidente dello Human Resources Institute of Australia, Peter Wilson, si è detto sostanzialmente concorde sulla positività dell’ uso dei social network in ufficio, e polemizza con quelle aziende che arrivano a spiare i propri dipendenti per assicurarsi che non accedano alla Rete per svago nemmeno per una breve pausa. In Italia, le posizioni sull’ argomento sono altrettando sfaccettate, riproponendo l’ antica dicotomia di ambito tecnologico tra “apocalittici e integrati“. Accade così che nelle diverse amministrazioni locali la libertà concessa ai dipendenti di muoversi in internet cambi significativamente: convinta che navigare sul web per divertimento faccia passare il lavoro in secondo piano, la governatrice del Lazio, Renata Polverini, attraverso due circolari ha deciso lo scorso 15 ottobre di vietare ai circa tremila dipendenti della regione la connessione a Facebook, a YouTube e alle altre piattaforme online. La decisione della presidente della Regione Lazio è dettata dalle statistiche della Pisana, che hanno rivelato che il 70% dei lavoratori faceva un uso di Internet che andava contro la produttività lavorativa. Di tutt’ altro segno l’ approccio ai social network del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che crede nel potere positivo dei social network al punto da aver consentito ai dipendenti di Palazzo Valentini l’accesso a Facebook e a YouTube senza limiti, pur impedendo loro di chattare. Zingaretti, tra l’ altro, è il fautore di un importante progetto, dal nome di “Provincia Wi-fi“, finalizzato a estendere l’accesso gratuito alla Rete nei luoghi di ritrovo della Provincia. (Fonte: Corriere.it)

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Terra Madre: l’incontro mondiale delle comunità del cibo arriva in Provincia di Roma

Slow Food Lazio e la Provincia di Roma organizzano il primo TERRA MADRE della Provincia di Roma. Dal 26 al 30 ottobre, quattro giornate di scambi e di esposizione di prodotti, con Laboratori della terra sui temi della cooperazione e dei migranti insieme alle associazioni del territorio, di ritorno dall’evento ‘Terra Madre’ a Torino.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Cooperativa sociale integrata agricola Garibaldi, l'Istituto tecnico agrario statale Garibaldi, Argo Anguillara e Mercato della Terra di Ciampino. Martedì 26 ottobre a Palazzo Valentini, dalle 9 alle 13, ci sarà l’inaugurazione della manifestazione. Interverranno il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e il segretario nazionale di Slow Food Italia Daniele Buttignol. Ci saranno testimonianze delle comunità del cibo e la presentazione del documento sulle politiche alimentari e la sostenibilità con le proposte della rete per una crescita corretta. Nel cortile di Palazzo Valentini ci sarà un’esposizione dei produttori locali con il Mercato della Terra di Ciampino e i produttori delle Fattorie Sociali della provincia, con Musica per Terra Madre. Terra Madre e Salone del Gusto Torino, oltre a essere due eventi di rilievo internazionale sono anche il momento che ogni due anni segna una grande riunione del popolo Slow. Comunità del cibo, soci, produttori da ogni angolo del pianeta arrivano nel capoluogo piemontese per incontrarsi e conoscere di più uno dell’altro, per conoscere di più il cibo. Terra Madre è un incontro mondiale delle comunità del cibo – composte da agricoltori ma anche chef, ricercatori e docenti universitari – che ogni due anni si incontrano a Torino per scambiarsi esperienze, consolidare un confronto con i saperi tradizionali e rafforzare le modalità di produzione del cibo locale, tipico e sostenibile. Ma Terra Madre è soprattutto una rete viva che si alimenta tutti i giorni dell'anno. A Roma si intende così ricreare lo stesso clima che si respira a Torino, ponendo al centro della manifestazione lo scambio culturale attraverso i prodotti della terra. In allegato è possibile consultare il programma dettagliato dell’evento.

dalla Provincia di Roma www.provincia.roma.it

http://www.vivereroma.org/index.php?page=articolo&articolo_id=267471

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"Terra Madre" NotiziarioItaliano.IT - Giornale On Line di Informazione Nazionale

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Presentazione del documento sulle politiche alimentari

"Terra Madre"
ROMA - Da oggi martedì 26 fino a sabato 30 ottobre, quattro giornate di scambi e di esposizione di prodotti, con Laboratori della terra sui temi della cooperazione e dei migranti insieme alle associazioni del territorio, di ritorno dall’evento "Terra Madre" a Torino. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Cooperativa sociale integrata agricola Garibaldi, l'Istituto tecnico agrario statale Garibaldi, Argo Anguillara e Mercato della Terra di Ciampino. Questa mattina a Palazzo Valentini,c'è stata l’inaugurazione della manifestazione. Sono intervenuti:il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e il segretario nazionale di Slow Food Italia Daniele Buttignol. Nel cortile di Palazzo Valentini - si legge in un comunicato - ci sarà un’esposizione dei produttori locali con il Mercato della Terra di Ciampino e i produttori delle Fattorie Sociali della provincia, con Musica per Terra Madre. Terra Madre e Salone del Gusto Torino, oltre a essere due eventi di rilievo internazionale sono anche il momento che ogni due anni segna una grande riunione del popolo Slow. Comunità del cibo, soci, produttori da ogni angolo del pianeta arrivano nel capoluogo piemontese per incontrarsi e conoscere di più uno dell’altro, per conoscere di più il cibo. Terra Madre è un incontro mondiale delle comunità del cibo – composte da agricoltori ma anche chef, ricercatori e docenti universitari – che ogni due anni si incontrano a Torino per scambiarsi esperienze, consolidare un confronto con i saperi tradizionali e rafforzare le modalità di produzione del cibo locale, tipico e sostenibile. Ma Terra Madre è soprattutto una rete viva che si alimenta tutti i giorni dell'anno. A Roma si intende così ricreare lo stesso clima che si respira a Torino, ponendo al centro della manifestazione lo scambio culturale attraverso i prodotti della terra. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.provincia.roma.it

http://www.notiziarioitaliano.it/lazio/attualita/55206/terra-madre.html

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26/10/2010 (7:23) - RETROSCENA

Renzi chiama i "rottamatori" "Ma non è una corrente"
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Ren zi ch i a m a i "r ot t a m a t or i " "Ma n on è u n a cor r en t e"

ROMA Il gala annuale della NIA F, la più importante organizzazione degli italiani d’A merica, che si è sv olto sabato a Washington ha consegnato premi al presidente della Rai Paolo Garimberti, all’ad dell’Enel Fulv io Conti e al produttore e presidente del Napoli A urelio De Laurentiis. Al gala della NIAF, che celebra il patrimonio culturale italiano negli Usa, hanno partecipato celebrità dello spettacolo come Danny DeVito e Linda Fiorentino, giudici della Corte Suprema come A ntonin Scalia e Samuel Alito, esponenti del mondo militare come il generale Peter Pace. Il Partito non li ama e fa il possibile per guastargli la festa. I «rottamatori», i seguaci del sindaco di Firenze Matteo Renzi, indicono la loro kermesse nazionale dal 5 al 7 nov embre sulle riv e dell’Arno? E che fanno al Pd? Dal quartier generale del Nazareno parte il «contrordine compagni»: l’assemblea nazionale di tutti i Circoli democratici, già fissata a fine ottobre, è stata spostata ai primi di nov embre, nella stessa data della conv ention dei trentenni. Un escamotage per oscurare chi v uole pensionare la v ecchia guarda? Renzi non ha dubbi: «Non pensav o che la paura della rottamazione facesse questo effetto». Anche Claudio V elardi e Fabizio Rondolino, ex capi dello staff di D’Alema a Palazzo Chigi, dal loro sito «Thefrontpage» bombardano il sindaco di Firenze: «Somiglia troppo a Pierluigi Diaco», «non riesci a credergli», «brav o ad improv v isare», «ma quando si tratterà di fare le cose sul serio, ci v orrà qualcuno che gli tolga la Play station di mano». In questo caso Renzi non ha replicato, ma alla coppia le risposte sono arriv ate direttamente sul loro sito, quasi tutte di questo tenore: «Meglio un retore giov ane che decine di consunti imbecilli», «magari av essimo a Milano uno come Renzi». Dopo i primi 1 6 mesi trascorsi a Palazzo Vecchio a fare il sindaco, prov ando a ribaltare la nomea del personaggio «tutto chiacchiere e distintiv o», a 35 anni Matteo Renzi ha deciso che era tempo di uscire dalla dimensione «locale». Lanciandosi, senza più mezze misure, nell’agone nazionale con una conv ention di tre giorni, riv olta a militanti ed amministratori, che si sv olgerà alla stazione Leopolda di Firenze. Titolo: «Prossima fermata Italia». Le motiv azioni della kermesse sono nel documento di conv ocazione e nelle battute di Renzi: «L’Italia ha gli stessi problemi da 20 anni» ma i leader del centrosinistra «sono sempre lì, non si schiodano dalle poltrone nonostante le sconfitte». Le richieste? Coerenti con le premesse: dimezzamento del numero dei parlamentari e dei loro stipendi e per quanto riguarda il Pd, come dice Renzi «chi ha fatto tre mandati, non stia aggrappato alla sedia». In questo modo dando piena attuazione allo Statuto che impone il pensionamento di tutti quei parlamentari che abbiano superate le tre legislature. Il messaggio implicito è chiaro: cari D’Alema, Veltroni, Marini, Franceschini e Finocchiaro, tutti a casa. A dispetto di un’inv ettiv a («Rottamiamoli!») che gli ha tirato addosso molte critiche, Renzi non ha arretrato da quella espressione da sfasciacarrozze, perché sa che la sua campagna anti-casta incontra il fav ore di una parte significativ a dell’opinione pubblica progressista. Slogan che mettono in imbarazzo la nomenclatura che ha eletto Bersani (ieri, parlando ai giov ani, ha inv ocato un generico rinnov amento) e che alla lunga potrebbero condizionare la composizione dei prossimi gruppi parlamentari, creando imbarazzi, che un personaggio come Massimo D’A lema sembra v oler esorcizzare in anticipo con una battuta che ha pronunciato di recente e che l’uomo è capace di concretizzare: «Che torno a fare in Parlamento? Sono sempre all’estero...». Ma l’ambizione di Renzi SPAZIO DEL LETTORE
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26/10/2010 Renzi chiama i "rottamatori" "Ma non…

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in v ista di una candidatura da leader improponibile in caso di elezioni nel 201 1 , plausibile dal 201 2 in poi - è quella di darsi una consistenza programmatica. Anche per questo motiv o il «compagno di strada» del cattolico Renzi sarà l’ex diessino Pippo Civ ati. Trentacinque anni, consigliere regionale lombardo, un profilo originale (attiv issimo nella «Rete», ma anche produttore di documentati studi e pubblicazioni su questioni concrete), Civ ati sarà il cofondatore del gruppo dei trenta-quarantenni. Una corrente? «Assolutamente no - dice Civ ati - per dirla con una battuta: più che una corrente un “Coffee-party !”». Una lobby del rinnov amento? «L’ambizione dei giorni di Firenze è chiedere a chi sta sulla Rete e sul territorio come può essere l’Italia di domani». Hanno già fatto sapere che ci saranno centinaia di eletti del Pd, il presidente della Prov incia di Roma Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, mentre il sindaco di Bari Michele Emiliano ha mandato un sms spiritoso a Renzi: «Non mi hai inv itato. Posso v enire?». Annunci Premium Publisher Network

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Il Giornale - Pd da "rottamare": è cao…

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articolo di martedì 26 ottobre 2010

Pd da "rottamare": è caos anche sulle primarie
di Laura Cesaretti I giovani capitanati dal sindaco di Firenze Renzi vogliono liquidare i vecchi leader. Bersani frena: "Lasceremo a tempo debito". A Milano rissa tra gli aspiranti sindaco dopo le scorrettezze denunciate da Onida: si dimette il presidente del comitato organizzatore Roma - Tra i reciproci inviti alla «rottamazione» che si scambiano i suoi dirigenti e gli incidenti di percorso che funestano le primarie per le prossime amministrative, il Pd continua a non passarsela troppo bene. E a non monetizzare nulla della profonda crisi che scuote il centrodestra. Pier Luigi Bersani invita alla calma, «siamo un partito giovane e dobbiamo darci tempo», dice. E per prevenire l’attacco dei «rottamatori», assicura che «la ruota deve girare», la vecchia dirigenza dovrà - a tempo debito - lasciare il posto a una nuova, e che intanto bisogna «fare qualche strappo per avere più giovani e donne nei luoghi clou». Il segretario Pd ne approfitta anche per mandare un messaggio a chi auspica “papi stranieri”: «Nessuna leadership può nascere al di fuori dalla politica». Dal fronte interno dei «giovani» gli replica il milanese Pippo Civati: «I leader del Pd si rottamano da soli se vanno avanti così». Civati è uno degli organizzatori dell’appuntamento del 5 novembre a Firenze, già ribattezzato «convention dei rottamatori», che vuol chiamare a raccolta e lanciare nuove potenziali leadership: «Nicola Zingaretti, Deborah Serracchiani, Laura Puppato», elenca Civati. Star dell’incontro, ovviamente, il sindaco fiorentino Matteo Renzi, protagonista nelle ultime ore di un feroce botta e risposta con la capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro: lei gli ha dato del «maleducato» per come irride ai big del partito; lui le ha risposto che, visto che è in Parlamento dal ’97, farebbe bene a «farsi da parte e lasciare il suo posto a una precaria». Aggiungendo che se altri, come Massimo D’Alema, si ritirassero dal proscenio «ce ne faremmo certo una ragione». Ai veleni inter-generazionali si aggiungono quelli pre-elettorali. Se a Bologna il Pd si è improvvisamente ritrovato senza il suo candidato forte, e ora annaspa, a Milano è scontro duro sulle primarie. I nomi che si contendono il ruolo di candidato sindaco sono quattro, ma uno solo, l’archistar Stefano Boeri, ha l’imprimatur del partito. E questo, ha denunciato uno dei suoi concorrenti, l’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida, lo avvantaggia indebitamente rispetto agli altri: «Le primarie sono falsate», i candidati “outsider” non possono neppure accedere all’indirizzario dei votanti delle ultime consultazioni interne per
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Il Giornale - Pd da "rottamare": è cao…

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farsi campagna perché il Pd locale lo usa per il «suo» uomo. A dar manforte a Onida è il parlamentare veltroniano Emanuele Fiano: «Chiedo al mio partito di mettere tutti i candidati nelle stesse condizioni, anche se mi risulta difficile credere che finora non sia stato fatto». Ma a bruciare di più è stato il fatto che ieri il Corriere della Sera, quotidiano milanese per eccellenza, abbia dedicato alla faccenda un corsivo di prima pagina, stigmatizzando l’accaduto e accusando il Pd di giocare «scorretto». Il presidente del comitato organizzatore Costanzo Ariazzi, punto sul vivo, si è dimesso, rivendicando di aver fin qui svolto un lavoro «equilibrato e rispettoso di tutti». È dovuto intervenire il coordinatore della segreteria nazionale, Filippo Penati, per cercare di rimettere pace: «Le primarie sono un bene prezioso, lavoriamo perché ritorni un clima amichevole». Mentre va in onda la rissa sulle primarie, dietro le quinte si vocifera che in realtà il “vero” candidato del Pd potrebbe alla fine non uscire dalle primarie: se si concretizzasse la candidatura «centrista» di Gabriele Albertini, sostenuta da Udc e Fli, e capace - si assicura - di mandare al ballottaggio il candidato appoggiato da Pdl e Lega, il Pd potrebbe appoggiare l’operazione al secondo turno, pur di mettere a segno un colpo contro il Cavaliere che - con i suoi candidati, primarie o non primarie - non sarebbe mai in grado di affibbiare.
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il VELINO - Orenove/6. Fiat, scontro …
m ar, 26 ott 2010 12:12 AREA UTENTI Entra

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POL - Orenove/6. Fiat, scontro Fini-Marchionne. Il Pd diviso
Assolutamente da non perdere Roma, 26 ott (Il Velino) “‘Pur essendo italo-canadese, ha dimostrato di essere un po’ più canadese che italiano’. Non è solo un affondo ironico quello di Gianfranco Fini, perché subito dopo il leader di Futuro e Libertà spiega che ritiene ‘paradossale’ l’intervento di Sergio Marchionne – riporta il CORRIERE DELLA SERA -: ‘Se la Fiat è un grande colosso è perché lo ha garantito il contribuente italiano’. Le parole dell’amministratore delegato della Fiat alla trasmissione ‘Che tempo che fa’ — ‘In Italia non abbiamo fatto neanche un euro di utile’ — suscitano reazioni contrastanti. Anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi è duro: ‘La denuncia di Marchionne è stata ruvida e non del tutto condivisibile’. Ma il ceo della Fiat trova anche consensi, a cominciare da Pier Ferdinando Casini. Mentre il segretario del Pd Pier Luigi Bersani avverte: ‘Dobbiamo avere in testa l’Europa, non possiamo diventare cinesi’. Se Fini boccia il Marchionne-pensiero, Casini lo difende a spada tratta: ‘Al netto del fatto che la Fiat è stata pluri assistita e ha fatto manbassa dei contributi statali, Marchionne non ha una ma cento ragioni. Non lo si può liquidare così, come ci se fosse stato un peccato di lesa maestà. Occorre accettare la sfida in termini di innovazione e di organizzazione aziendale: le sue parole possono essere più o meno simpatiche, ma non fanno una piega’. Per nulla convinto pare invece il ministro Sacconi: Marchionne ha ‘in modo tattico’ mandato un messaggio ‘ruvido’ alle parti sociali ‘per chiedere condizioni di maggiore produttività e competitività’. Ma non sono condivisibili ‘alcune premesse’ fatte. Anche il ministro degli Esteri Franco Frattini è critico: ‘Marchionne ha fatto bene a sviluppare i suoi investimenti all’estero, ma ricordi che la Fiat è nata in Italia’. Anche perché, come specifica il leghista Marco Reguzzoni, l’acronimo per esteso recita: ‘Fabbrica Italiana Automobili Torino’”. “Critico Roberto Calderoli: ‘Credo nel progetto di Marchionne e lo sostengo, però non condivido queste uscite da Fazio. È evidente che qualcosa Fiat ha ricevuto e, quindi, la frase che "farebbe meglio senza Italia" avrebbe fatto meglio a non dirla’. Completamente dalla parte della Fiat si schiera invece il ministro Sandro Bondi: ‘Ignorare o, peggio, polemizzare con una battuta paradossale quanto allarmata di Marchionne, significa far finta che i problemi

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non ci siano e che tutto possa continuare come nel passato. La sinistra lo può fare, tutti coloro che lavorano per il cambiamento e la modernizzazione dell’Italia no’. All’opposizione il più duro è Antonio Di Pietro, secondo il quale le parole di Marchionne sono ‘indegne e offensive’: ‘È noto a tutti che la Fiat ha sempre ricevuto denaro pubblico. E che la cassa integrazione è pagata dai contribuenti italiani’. Più cauta la posizione del Pd. Bersani argomenta: ‘Marchionne segnala un problema, ma poi non so se aiuta a risolverlo. Do un giudizio negativo di un approccio pessimista, che rischia di essere letto come distruttivo e liquidatorio. Il governo intervenga’. Non tutto il Pd è d’accordo. Se per il sindaco di Torino Sergio Chiamparino quelli di Marchionne sono ‘dati incontestabili’, per Nicola Zingaretti si tratta invece di ‘una battuta infelice e ingenerosa’. E Alessia Mosca, a nome dell’associazione di Enrico Letta Trecentosessanta, invita a ‘guardare la luna e non il dito’. Diviso anche il fronte sindacale. Per il segretario Cisl Raffaele Bonanni ‘Marchionne ha colto nel segno’, mentre per il leader Cgil Guglielmo Epifani ‘Marchionne ha tante facce. Non si comprende l’allarme se non si dice anche che ci sono 20 mila lavoratori in cassa integrazione’. E il segretario generale della Fiom Cgil Maurizio Landini contesta apertamente Marchionne, perché ‘dice cose i nesatte e balle’. Landini chiede, retoricamente –conclude il CORRIERE -: ‘La Ferrari e la Sevel dove sono, in Lussemburgo? Mi sembrano che facciano degli utili. E comunque continuo a non vedere il suo piano industriale’”. (red) 26 ott 2010 09:00
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