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Alma mater studiorum - Università di bologna

Dipartimento di Discipline della Comunicazione


Centro studi su memorie e traumi culturali - TraMe
Scuola Superiore di Studi Umanistici

Seminario di presentazione e
discussione dei recenti libri di
Barbara Grüning, Francesco
Mazzucchelli ed Elena Pirazzoli:
Luoghi della memoria e identità
collettive. Rielaborazione del
passato tedesco orientale, di
Barbara Grüning.
Urbicidio. Il senso dei luoghi tra
distruzioni e ricostruzioni nella
ex Jugoslavia, di Francesco
Mazzucchelli.
A partire da ciò che resta. Forme
memoriali dal 1945 alle macerie
del muro di Berlino, di Elena
Pirazzoli.
Interverranno: Patrizia Violi,
Gabriella Turnaturi e gli autori

Mercoledì 1 dicembre, ore 15.30


Scuola Superiore di Studi Umanistici
Via Marsala 26, Aula Rossa
Barbara Grüning, Luoghi della Francesco Mazzucchelli, Urbicidio. Elena Pirazzoli, A partire da ciò che
memoria e identità collettive. Rie- Il senso dei luoghi tra distruzioni e resta. Forme memoriali dal 1945
laborazione del passato tedesco ricostruzioni nella ex Jugoslavia, alle macerie del muro di Berlino,
orientale, Roma: Carocci, 2010. Bologna: Bononia University Press, Reggio Emilia: Diabasis, 2010.
È possibile una memoria condivisa? E come si co- 2010. Le catastrofi del Novecento – sterminio, genocidio,
struisce una memoria in comune? Il volume cerca Nelle guerre moderne la città è divenuta uno degli totalitarismo, bomba atomica – hanno determinato
le possibili risposte a queste domande analizzan- obiettivi e delle vittime principali. Per riprendere esigenze di ricordo e rappresentazione, spesso
do il “caso tedesco”. La riunificazione delle due l’efficace espressione di Paul Virilio, la strategia confluite in progetti per monumenti della/alla
Germanie ha infatti comportato, fra le tante diffi- delle nuove guerre è oggi, essenzialmente, una memoria. Ma la complessità degli eventi, unita ai
coltà, anche quella della costruzione di una me- “strategia anti-città”. Lo spazio urbano è diventato mutamenti della percezione del ricordo, hanno
moria in comune in cui i cittadini dell’Est e del- bersaglio non solo per motivi strategici, ma so- reso la forma monumentale al tempo stesso inade-
l’Ovest possano riconoscersi. Mettendo a confron- prattutto per i significati che incarna: valori identi- guata, eccessiva e insufficiente: sproporzionata.
to le diverse rappresentazioni del passato presenti tari, sociali e culturali. Per questi motivi, spesso, le Questo saggio attraversa tali trasformazioni, gene-
nei musei e nei memoriali, le “tracce” e i “segni” tracce lasciate dagli eventi bellici nei tessuti urbani rate in particolare dalle modalità con cui si è cer-
lasciati nella città, i docu-drama televisivi, i film e si caricano di forti valenze simboliche e la fase cato di rendere memoria della Shoah e della se-
altre narrazioni offerte dai media, emerge un qua- della ricostruzione diventa un momento di riscrit- conda guerra mondiale, fino ad arrivare a eventi
dro complesso e affascinante delle dinamiche e tura del paesaggio della memoria della città. I pro- più recenti, come la caduta del Muro di Berlino. Il
delle politiche della memoria che hanno a oggetto getti e gli interventi di restauro/ricostruzione/de- tema, a prima vista di carattere architettonico e
il passato della Repubblica democratica tedesca. molizione dei dopoguerra sono, in questa prospet- artistico, viene presentato nel suo necessario in-
Proprio a partire dallo studio di un caso concreto, tiva, espressione di narrazioni collettive che stabi- treccio con problemi politici e identitari, che sono
il testo avvia quindi interessanti e stimolanti rifles- liscono un rapporto ogni volta diverso tra la città, stati spesso i motivi reali sottesi a ricostruzioni e
sioni sull’intreccio fra memorie pubbliche, memo- l’evento bellico e la sua memoria. Il tema delle cancellazioni. Le forme memoriali si aprono a un
rie ufficiali, memorie collettive e memorie margi- trasformazioni urbane belliche e postbelliche viene ampio spettro di possibilità, innescate dalla pre-
nali. affrontato qui attraverso l’analisi in profondità di senza di tracce, residui, relitti – macerie, e non
rovine – del Novecento europeo, spesso imbaraz-
Barbara Grüning è dottore di ricerca in Sociologia tre città protagoniste delle guerre balcaniche degli
zanti per il loro portato di ambiguità, manipolazio-
delle istituzioni giuridiche e politiche. Attualmente anni ’90: Belgrado, Sarajevo e Mostar. Queste città
ni di popoli, adesioni di massa, rimozioni.
è assegnista presso il Dipartimento di Discipline vengono osservate con la lente del metodo semio-
della Comunicazione dell’Università di Bologna. tico che ne mette in luce le diverse riconfigurazioni Elena Pirazzoli è dottore di ricerca in Storia dell’ar-
Tra le sue pubblicazioni: Diritto, norma e memo- dei sensi dei luoghi, tra politiche del costruire e te. Si occupa di temi memoriali e cultura visuale
ria. La Germania dell’est nel processo di transizio- pratiche dell’abitare. presso il Dipartimento delle Arti visive dell’Univer-
ne, eum, Macerata 2010; Cultura politica, vita Francesco Mazzucchelli ha conseguito il Dottorato sità di Bologna. Ha curato, insieme a Riccardo Di-
quotidiana e memoria: il caso della ddr, in aa.vv., in Semiotica a Bologna sotto la guida di Paolo Fab- rindin, il volume Bologna Centrale. Città e ferrovie
ais. Giovani Sociologi 2008, Scriptaweb, Napoli bri e Patrizia Violi. Svolge attività di ricerca presso tra metà Ottocento e oggi (Bologna, 2008).
2009. il Dipartimento di Discipline della Comunicazione
dell’Università di Bologna.

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