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I

II

Libro di testo

Ragionamento critico
per insegnanti

Majda Trobok

Fiume, 2019

III

Ragionamento critico per insegnanti


Majda Trobok


Recensione:
Nenad Miščević

Fabio Polidori
Nenad Smokrović

Revisione linguistica:
Corinna Gerbaz Giuliano


Preparazione grafica, redazione e impaginazione


Ivan Saftić

Editore:
Università degli Studi di Fiume, Facoltà di Lettere e Filosofia


Per l’editore:

Ines Srdoč-Konestra

Trobok, Majda 


 

Ragionamento critico per insegnanti/Majda 

Trobok, Rijeka: Facoltà di Lettere e Filosofia, 

2019.
 


 

ISBN 978-953-7975-95-1 





Il libro è stato realizzato in parte nell’ambito del progetto UNIRI (progetto dell’Università degli
Studi di Fiume): “Ragionamento critico e società: istruzione, scienza, politica e religione”, uniri-
human-18-254.

Copertina: Steve Johnson, unsplash.com



IV

Indice generale

Prefazione VI

Ragionamento critico – Introduzione 1

1. Argomento – nozione base 8


1E. Argomento – Esercizi 14

2. Non tutto quello che sembra essere un argomento è un


argomento – La spiegazione 20

2E. Argomento e spiegazione – Esercizi 24

3. Argomenti e rappresentazione grafica elementare 29


4. Rappresentazione grafica di argomenti – Diagrammi e mappe
argomentative 31
4E. Diagrammi e mappe argomentative – Esercizi 37

5. Argomenti deduttivi ed induttivi – suddivisione tradizionale e


moderna 43
6. Argomenti deduttivi e validità 46

6E. Argomenti deduttivi e validità – Esercizi 57


7. Validità – Caso particolare: sillogismo categorico, diagrammi di
Venn e di Venn-Euler 60

7E. Sillogismo categorico, diagrammi di Venn e di Venn-Euler –


Esercizi 77

8. Argomenti induttivi e induzione 79


9. Fallacie argomentative o (logiche) informali 83

9E. Fallacie (logiche) informali – Esercizi 92


V

10. Elementi di pragmatica: sistematicità, comunicazione ed


apertura mentale 93

Soluzioni degli esercizi 106

1S. Argomento – Soluzioni 106


2S. Argomento e spiegazione – Soluzioni 113

4S. Diagrammi e mappe argomentative – Soluzioni 115


6S. Argomenti deduttivi e validità – Soluzioni 133

7S. Sillogismo categorico, diagrammi di Venn e di Venn-Euler –


Soluzioni 140
9E. Fallacie – soluzioni 160

Bibliografia – Proposta per leggere, ascoltare e saperne di più 161


Indice delle illustrazioni 164
VI

Prefazione

Vorrei innanzitutto ringraziare Gianna Mazzieri-Sanković e Corinna


Gerbaz Giuliano, colleghe e (in periodi diversi) direttrici del Dipartimento
di italianistica della Facoltà di Lettere e filosofia presso l’Università degli
studi di Fiume, per aver proposto e quindi per avermi dato la possibilità di
insegnare al corso di laurea magistrale in Lingua e letteratura italiana
“Ragionamento critico per insegnanti” ai futuri insegnanti/docenti di
lingua e letteratura italiana inserendolo nel programma d’insegnamento.

Vorrei inoltre ringraziare gli studenti che hanno frequentato tale corso per
la prima volta, nell’anno accademico 2016/17, per avermi dato lo spunto
per iniziare a scrivere questo libro, che è scaturito da una serie di
discussioni interessanti e che senz’altro renderanno il libro molto più
stimolante e utile ai futuri docenti e a tutte le persone interessate
all’argomento. Un grazie dunque va (in ordine alfabetico) a Petra Bajić,
Valentina Flego, Tea Bucaj, Lara Dobrić, Lara Flego, Manuela Mihelić,
Tomislav Pauletig, Marija Pokos e Lorella Radin.
Un grazie particolare va a Tomislav Pauletig per aver meticolosamente
raccolto e selezionato tantissimi esercizi presenti in questo volume, il che
metterà a disposizione degli studenti molti esempi interessanti e utili per
esercitarsi, discutere e capire meglio i vari concetti della logica e del
ragionamento critico.
Un grazie va anche alle studentesse (in ordine alfabetico) Košuta Estera
Lerga, Sandra Šorgo e Lara Žiković (anno accademico 2018/19) per aver
mostrato particolare interesse per l’argomento e avermi – tramite
domande e discussioni – dato lo spunto per rivedere le spiegazioni di
alcuni esempi e definizioni nel testo.
Un ringraziamento speciale va agli (attuali ed ex) studenti con i quali ho
dato il via al progetto “La cultura del ragionamento critico” nell’anno
accademico 2014/15, e con i quali ho discusso regolarmente i temi di
VII

questo manuale. Parecchi degli esempi presenti in questo libro sono stati
ideati durante le discussioni che abbiamo avuto e rappresentano di fatto un
risultato tangibile del lavoro comune con i membri del progetto (in ordine
alfabetico): Tomislav Čop, Mirela Fuš, Dora Kunović, Iva Magaš e Sara
Sušanj. Un particolare ringraziamento va rivolto a Tomislav Čop per aver
rivisto accuratamente le soluzioni degli esercizi.
Rivolga un ringraziamento anche ai colleghi con i quali ho assai
approfonditamente discusso sul tema del ragionamento critico nel corso
degli anni, nell’ambito di progetti comuni, conferenze e altro (in ordine
alfabetico): Boran Berčić, Nenad Mišćević, Danilo Šuster, Nenad
Smokrović e Berislav Žarnić.
Ringrazio i recensori del manuale, Nenad Miščević, Fabio Polidori e
Nenad Smokrović, dai quali ho avuto commenti e suggerimenti utilissimi
che hanno sicuramente contribuito al raggiungimento della qualità e
chiarezza del testo.

Un grazie particolare va alla lettrice, Corinna Gerbaz Giuliano, per il


grande impegno e l’enorme pazienza con la quale ha lavorato alla rilettura
del manuale.

Ringrazio inoltre Ivan Saftić per il laborioso lavoro di redazione e


impaginazione e per la preparazione grafica che ha migliorato
notevolmente l’aspetto del libro. I grafici e diagrammi prodotti e inseriti
hanno sicuramente reso leggibili quei concetti e quelle definizioni che
generalmente creano non pochi problemi agli studenti.

Il libro è stato ideato innanzitutto come libro di testo per gli studenti e i
futuri docenti, ma anche come testo di consultazione per chi già insegna a
scuola o semplicemente si interessa all’argomento.
I concetti trattati sono stati introdotti senza richiedere al lettore nessuna
conoscenza preliminare e il libro può quindi può essere letto e seguito
indipendentemente dall’educazione formale che finora (non) si abbia
avuto.
VIII

I temi inserti sono stati scelti tenendo presente quali sono i concetti base,
da acquisire necessariamente in ogni contesto che si voglia basare sul
ragionamento critico, e quali sono i temi che possono aiutare ad ampliare
la larghezza di vedute e a sviluppare la capacità di pensare fuori dagli
schemi.

Buona lettura!
Majda Trobok
trobok@ffri.hr

Fiume, gennaio 2019


1

Ragionamento critico – Introduzione

Il ragionamento critico di cui parleremo nel libro è principalmente


indirizzato agli attuali e futuri docenti/insegnanti, ma anche, come già
detto, a tutte le persone interessate all’argomento.
Perché per gli insegnanti è particolarmente importante acquisire i concetti
base del ragionamento critico? I motivi sono tanti. Ci limitiamo qui a
nominare quello che ci sembra fondamentale. Quando parliamo di che
cosa sia il pensiero e quale ruolo possa e debba avere in ogni processo
educativo-formativo, allora è opportuno ricordare le parole del filosofo
dell’educazione Matthew Lipman.1 Egli suddivide le prestazioni del
pensiero in tre categorie e definisce eccellente la prestazione che:
si conforma alle rigorose leggi della razionalità (pensiero
critico)[grossetto aggiunto], quando conserva e sviluppa lo stupore
della scoperta, utilizzando appieno la forza dell’immaginazione
(pensiero creativo) e quando non teme, ma riconosce la potenza delle
emozioni che influenzano ogni scelta, decisione e giudizio (pensiero
empatico).2

È stato messo in evidenza il pensiero critico non perché sia più importante
degli altri due, ma semplicemente perché è quello che ci interessa in questo
contesto e di cui parleremo in questo libro/manuale.

Detto ciò, torniamo alla domanda base: Che cosa si intende per
ragionamento critico, cosa ci insegna, a che cosa serve?

Il ragionamento critico ci insegna innanzitutto a ragionare, a dedurre in


modo corretto, cioè valido, ci insegna ad arrivare a conclusioni valide da
determinate premesse; ci insegna inoltre a essere pronti e aperti a

1 Lipman, Matthew (1922 – 2010), Professore di filosofia presso la Columbia University


di New York, sviluppa il programma Filosofia per bambini.
2 Vedi Lipman, Matthew, 2003/2005, Thinking in Education (second edition)/Educare al
pensiero, traduzione di: Leghi, Angelo; Vita e Pensiero, Milano.
2

un’analisi non soltanto delle affermazioni e argomenti altrui, ma anche di


ciò sosteniamo noi stessi ecc.

Ora, è chiaro che prendiamo decisioni, concludiamo, deduciamo


determinate affermazioni da quando siamo in grado di parlare e di
ragionare, il che significa più o meno dalla più tenera età. Cosa mai in più
potrà offrirci la lettura di questo o altri libri sullo stesso argomento?
In un certo senso, ragionare è un po’ come correre. Sappiamo correre da
quando siamo bambini, eppure se avete mai deciso di iscrivervi a un club
di atletica leggera perché vi piace correre e volete allenarvi, probabilmente
il vostro allenatore inizierà a spiegarvi come si corre. Come si corre?! “Ma
questo lo sappiamo già” – avrete detto voi. Sì, è vero, sappiamo già
correre, ma possiamo imparare a correre meglio, per essere più efficaci, più
veloci, per stancarci di meno e tagliare il traguardo per primi. Lo stesso
vale per il ragionamento … Sì, sappiamo ragionare più o meno bene da
quando siamo bambini, ma possiamo imparare a farlo meglio, con meno
errori logici, con più facilità e leggerezza, con una apertura mentale
maggiore. Perché il ragionamento critico non ci insegna soltanto quali
siano le regole di un ragionamento logico, e quindi valido; ci insegna anche
ad ascoltare gli altri e soprattutto noi stessi, ci insegna a essere aperti verso
le opinioni altrui e pronti a discutere – essendo però tolleranti e
ragionevoli, senza scatti d’ira o emozioni blocca-ragione. Ci insegna a
svolgere le varie operazioni mentali con serenità, tranquillità e maggiore
competenza.
Un paragone interessante è quello che mette in risalto le similitudini tra
l’argomentare e il discutere da un lato e il pugilato dall’altro. Certo
penserete che non c’è nulla di più lontano del pugilato – che tutto
sommato consiste nel fare a botte – dal ragionare e argomentare. Da un
certo punto di vista sarà anche vero. Ma vi siete mai chiesti perché la boxe
è detta “nobile arte”? Perché, a differenza di una qualsiasi rissa a pugni in
un bar o per strada, la boxe si basa sul rispetto reciproco tra i pugili, si basa
su regole di combattimento ben precise che hanno, tra l’altro, lo scopo di
non ferire seriamente l’avversario e di non usare la forza bruta ma
3

l’intelligenza, la preparazione e la tecnica per poter vincere. In modo


analogo, discutere e argomentare non sono semplicemente modalità del
bisticciare. Con essi cerchiamo invece di seguire le regole del ragionamento
logico, di basarci sul rispetto dei nostri interlocutori senza insultarli o
offenderli in alcun modo, e di evitare gli sbagli logici.

Per i docenti in quanto tali, il ragionamento critico è importante sia nel


processo educativo che formativo degli alunni. Perché è importante
insegnar loro a ragionare, a essere aperti al dibattito, a difendere la propria
opinione con argomenti validi, ma anche a rispettare l’opinione degli altri
e a essere capaci di ragionare al di fuori degli schemi. Più che importante –
lo definiremo fondamentale!

Indipendentemente dalla materia che viene insegnata, i concetti base del


ragionamento critico dovrebbero far parte del processo educativo-istruttivo
per tutti i motivi sopra menzionati. L’insegnamento in tutte le materie si
può implementare con il ragionamento critico. Nessuna materia è immune
da una possibile analisi dei contenuti da un punto di vista critico-logico.
Una volta che si sono comprese e acquisite le nozioni fondamentali del
ragionamento critico, troveremo naturale e facile applicarle nelle materie
particolari che vengono insegnate. Pertanto, il ragionamento critico è una
componente ineludibile in tutte le materie che vengono insegnate. Il
manuale, anche se nasce come libro di testo per gli studenti di italianistica,
non è dunque limitato a chi insegna solo letteratura italiana.
La tematica non è tuttavia monopolio delle scuole o di chi ci insegna.Tutto
sommato, l’aspetto razionale e logico delle cose è ciò che cerchiamo anche
nella vita di tutti i giorni. La conoscenza dei principi logici che permettono
di seguire un ragionamento critico e logico può quindi, e dovrebbe, essere
interessante per tutti.
Il libro insomma è rivolto anche a tutti coloro che sono interessati a
conoscere le regole di un argomento valido, gli errori logici più frequenti,
cosa comprende un’analisi logica di un testo (non solo) letterario; ed è
4

rivolto pure a chiunque sia interessato a scoprire che cosa significhi


ragionare avendo un’apertura mentale equilibrata e tollerante.

Per molti discutere e studiare i principi di un ragionamento logico e valido


attraverso l’analisi critica di opere letterarie è particolarmente stimolante e
interessante. Ovviamente, certi testi sono logico-argomentativi per
eccellenza, altri no. Una poesia di Tzara,3 ad esempio, non è idonea per
un’analisi degli argomenti in essa trattati perché di argomenti non ce ne
sono. Ricordiamoci che Tzara invita a scrivere poesie ritagliando le parole
dagli articoli di giornale e, successivamente, traendo a caso le parole da
una sacca trascrivendole una dopo l’altra. Se però andiamo a chiederci del
perché Tzara decida di scrivere poesie dadaiste, ecco che ci ritroviamo alle
prese con una interessante questione circa lo scopo della letteratura.4

Gli esempi presenti nel libro vanno comunque oltre la letteratura e gli
esempi letterari in sé. Una volta che abbiamo compreso e acquisito le
nozioni fondamentali, troveremo naturale e facile implementare le stesse
nozioni nelle materie particolari che insegniamo.
Quello logico-argomentativo è però solo uno degli aspetti del
ragionamento critico. Sarebbe infatti più appropriato parlare della cultura
del ragionamento critico, dove il concetto di “cultura” va inteso nel senso
lato di “modo di vivere”. In questo contesto non intenderemo la cultura
come erudizione, bensì ne circoscriveremo il valore antropologico.
Potremmo usare la definizione di cultura in vigore da quasi 150 anni e
proposta da Edward Burnett Tylor5 nel suo saggio “Primitive Culture” del
1871 e che rimane tuttora attualissima:
La cultura, o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è
quell’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l’arte,

3 Tristan Tzara (1896 – 1963), poeta e teorico della letteratura romeno. Scrive in
lingua francese e romena. È uno dei fondatori del Dadaismo, movimento artistico
dell’Avanguardia.
4 Vedi Tzara, Tristan, 1990, Manifesti del dadaismo e Lampisterie, Einaudi.
5 Edward Burnett Tylor (1832 – 1917), antropologo britannico. È considerato uno dei
fondatori dell’antropologia moderna (insieme a L.H. Morgan).
5

la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine


acquisita dall’uomo come membro di una società.
Volendo definire il ragionamento critico bisogna sottolineare che non esiste
un’unica definizione di ragionamento critico. Robert H. Ennis6 nel suo
saggio “Definition: A Three-Dimensional Analysis with Bearing on Key Concepts”7
offre addirittura quattordici definizioni di ragionamento critico. Di seguito
ne verranno menzionate solamente alcune.

Il ragionamento critico può esser definito come:


- attiva, persistente, e attenta considerazione di alcune credenze o
presunte forme di conoscenza alla luce dei motivi che la sostengono
e le ulteriori conclusioni alle quali questo tende.

(Dewey, John, 1933 (prima edizione 1910), How We Think, Boston:
D. C. Heathp, p. 9)

- un ragionamento riflessivo concentrato sul decidere su ciò che


bisogna o meno credere

(Ennis, Robert Hugh, “Critical thinking: A streamlined conception”, in:
Davies, M. and R. Barnett (editori), A Handbook Of Critical Thinking
in Higher Education, Palgrave Macmillan, New York, pag. 31-47)

- il ragionamento adeguato ed equilibrato che, essendo sensibile al


contenuto, conduce a buoni giudizi, si basa su dei criteri ed è auto-
correttivo.

(Lipman, Matthew, 1988, Lipman, Critical thinking: What can it be?,
Educational Leadership 46 (September), pag. 38-43)

- la pratica di identificare, avere e proporre ragioni plausibili per le


proprie credenze, valori e azioni, avendo come scopo il
raggiungimento della verità evitando gli errori.


6Robert Hugh Ennis (1927 –) , filosofo americano, professore nella University of Illinois.
Fu uno dei primi a offrire una definizione di ragionamento critico nel suo testo “A
Concept of Critical Thinking”, 1962, Harvard Educational Review 32:1, pag. 161-178.
7 In: Bondy, P., & Benacquista, L. (editori), 2016, Argumentation, Objectivity, and Bias:
Proceedings of the 11th International Conference of the Ontario Society for the Study of
Argumentation (OSSA), 18-21 May 2016, pag. 1-19. Traduzione: Trobok, M.
6

(Possin, Kevin, 2002, Critical Thinking, MN: The Critical Thinking


Lab, Winona)
- il pensiero che tende ad arrivare a un giudizio soltanto dopo una
onesta valutazione di alternative con rispetto delle prove e degli
argomenti a disposizione

(Hatcher, Donald e Spencer, Anne L., 2006, Reasoning and Writing:
From Critical Thinking to Composition (terza edizione), American Press,
Boston, pag. 1)

- l’attento esame di un problema con lo scopo di arrivare a un


giudizio motivato

(Bailin, Sharon e Battersby, Mark, 2010, Reason in the Balance: An
Inquiry Approach to Critical Thinking, McGraw Hill, Ontario)

- la determinazione attenta e deliberativa circa il fatto di accettare,


rifiutare oppure sospendere il giudizio su una data opinione, e il
grado di confidenza con il quale l’accettiamo o la rifiutiamo 

(Moore, Brooke Noel e Parker, Richard, 2014, Critical Thinking
(undicesima edizione), McGraw Hill, Boston)

- ragionevole indagine/inchiesta e argomento 



(Kuhn, Deanna, 2015, Thinking together and alone. Educational Researcher
44 (1), 46-53, pag. 47)

Nei dizionari on-line, continua poi Ennis, troviamo tre definizioni


fondamentali. Il ragionamento critico viene definito come segue:
- ragionamento disciplinato che è chiaro, razionale, di vedute aperte,
e informato all’evidenza

(Dictionary.com, 2016)

- analisi ed evoluzione obiettiva di una questione con lo scopo di


creare un giudizio 

(Oxforddictionaries.com, 2016)

- un processo mentale di revisione di idee, chiara, razionale e basata


sull’evidenza per arrivare a una risposta o a una conclusione

(Yourdictionary.com, 2016)
7

In base alle definizioni proposte possiamo asserire che il ragionamento


critico è il ragionamento orientato a un determinato scopo o fine. Le
definizioni in essere ci fanno capire inoltre quanto sia difficile definire il
concetto in sé. Dalle discussioni riguardanti la tematica della definizione
non ci occuperemo in questa sede.

Vediamo ora nel dettaglio in che cosa consiste il ragionamento critico. Il


ragionamento critico comprende, oltre all’aspetto logico-argomentativo,
altri aspetti: la sistematicità, cioè la capacità di analizzare in modo
dettagliato e sistematico un problema, un insieme di dati, un testo ecc.; le
capacità comunicative, cioè la prontezza ad ascoltare i motivi e gli
argomenti altrui e a presentare quelli propri; come pure l’apertura o
elasticità mentale.

Nella prima parte del manuale si trovano i concetti fondamentali


appartenenti al nucleo tecnico cioè logico-argomentativo, mentre nella
seconda parte vengono trattati i concetti di sistematicità, capacità
comunicativa e apertura mentale.

8

1. Argomento – nozione base

Si può discutere in mille modi: verbali e non verbali. Si può sostenere


un’opinione altrui con un sorriso o uno sguardo, si può contraddirla con un
pugno o uno sputo. Ci sono tanti modi non-verbali tramite i quali
sosteniamo un’idea o contraddiciamo un’opinione, difendiamo le nostre
opinioni oppure attacchiamo ciò che contestiamo. Comunicare ciò che
pensiamo, desideriamo, sentiamo oppure ciò in cui crediamo lo si può fare
anche e soprattutto a parole. Le parole possono essere offensive o di
lusinga, possono essere ben articolate o buttate nel discorso così, a caso.
Nel ragionamento critico impariamo a comunicare verbalmente tramite
l’uso di ragionamenti che seguono un filo logico valido e che vengono
espressi in modo preciso e comprensibile a noi stessi e agli altri.

In tal modo, ogni discussione diventa uno scambio di opinioni, sì, ma


anche di ragioni, argomenti, motivi. Si crede in un’idea, ma si offrono
anche i motivi per cui pensiamo di poterla o doverla difendere. Leggiamo o
ascoltiamo un’opinione, ma vediamo anche quali sono le ragioni che
portano qualcuno o potrebbero portare noi a difenderla.

Quando in una discussione, un saggio o un testo qualsiasi, troviamo una


tesi che viene difesa e per la quale vengono proposti dei motivi per
accettarla (buoni o meno, al momento non ci interessa!) parliamo di
argomenti.
L’argomento quindi è un insieme di asserzioni, una delle quali è la tesi
che viene difesa, mentre le altre rappresentano le ragioni (o i motivi) per
cui si ritiene che la tesi sia vera o per cui si ritiene che la tesi sia da
accettare. L’asserzione difesa viene chiamata conclusione, mentre i
motivi o le ragioni per affermarla/difenderla/dimostrarla si dicono
premesse.
9

Un argomento consiste di una o più premesse e di una conclusione,


indipendentemente dal fatto che si tratti di un argomento buono oppure
no.

Iniziamo con un esempio semplice:


Frequentare la palestra è consigliabile a tutte le età perché è salutare, ma
anche perché è divertente.
Nell’argomento citato la tesi che viene difesa è la seguente:

Frequentare la palestra è consigliabile a tutte le età.

Questa è dunque la conclusione.


I motivi per affermarla sono due, cioè sono due le premesse:

L’esercizio fisico è salutare.


L’esercizio fisico è divertente.

Vediamo ora un esempio di argomento più complesso, anche se il testo è


brevissimo. Enrico IV, nell’omonima opera teatrale di Pirandello,
improvvisamente riacquista la ragione, ma decide di continuare a fingersi
pazzo, e afferma:
“Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e
lo faccio, quieto! – Il guajo è per voi che la vivete agiatamente, senza
saperla e senza vederla, la vostra pazzia.”8

Enrico IV difende una tesi: quella di non essere più pazzo e offre i motivi
per cui tale tesi sia da accettarsi: perché sa di fare il pazzo. Ciò, secondo
Enrico IV, è prova sufficiente del senno riacquistato.
In un argomento le premesse, come pure la conclusione, possono però
essere espresse anche in modi (più o meno) impliciti. Oltre alle asserzioni,
tramite le quali esprimiamo un’idea e i motivi che ci portano a difenderla,

8Pirandello, Luigi, 1922, Enrico IV, The Project Gutenberg, EBookFree #18456, Atto
Terzo.
10

negli argomenti si possono usare premesse (come pure la conclusione)


espresse tramite domande retoriche, esclamazioni e altro.

Osserviamo ad esempio il seguente argomento:

Colui che ruba un indumento a un altro è detto ladro; ma colui che


non veste il povero, per quanto lo possa, merita forse egli altro nome?
Il pane che tieni per te è dell’affamato, il mantello che custodisci nel
guardaroba è dell’ignudo, le scarpe che marciscono in casa tua sono
dello scalzo, l’argento che conservi sottoterra è del bisognoso.

(Omelie scelte di s. Basilio Magno, 1732, traduzione dal Greco: Ricci,
Angiol Maria, Stamperia di Bernardo Paperini, Firenze)

Nel testo la conclusione è espressa sotto forma di domanda retorica: colui


che non veste il povero, per quanto lo possa fare, merita forse egli altro
nome?
La conclusione può essere espressa nella forma:

Colui che non veste il povero, per quanto lo possa fare,

merita anche lui il nome di ladro.

Nella seconda parte del testo Basilio offre i motivi per tale conclusione.

Le premesse, come pure la conclusione, possono inoltre essere giudizi non


presenti nell’argomento in modo esplicito. In tale caso, l’argomento viene
chiamato entimema.

Ad esempio:
Ma il mio io totale, la mia intera individualità, la mia entità, la quale è
unica come lo sono le mie impronte digitali, non può mai essere
pienamente compresa, neppure per via empatia, perché non vi sono
due esseri umani identici.

(Fromm., Erich, 1976/1980, To Have or to Be?/Avere o Essere?, traduzione
di: Saba Sardi, Francesco, Arnoldo Mondadori Editore, p. 118-119)

Nell’argomento Fromm difende la tesi dell’impossibilità di essere


pienamente compresi – questa dunque è la conclusione.
11

La premessa presente nel testo:


Non vi sono due esseri umani identici,

va associata a una seconda premessa:

Soltanto due esseri umani identici possono comprendersi pienamente.

Tale seconda premessa è sottintesa, non è presente nel testo in modo


esplicito. Perciò l’argomento è un esempio di entimema.
Ovviamente, un testo può essere più o meno complesso e si presta a letture
e a svariate interpretazioni.

Vediamo un esempio interessante di argomento, scritto sotto forma di


poesia dal titolo “Prendi questa pillola”:

Prendi questa pillola



e urlerai un po’ di meno

ti porta via la vita

senza, stai più sereno.9

Il testo è interpretabile a più livelli. Intesa letteralmente, la tesi che viene


difesa è:

Fa bene prendere la pillola/È consigliabile prendere la pillola.

Le ragioni per cui farebbe bene prenderla (le premesse quindi) sono:
Con la pillola si urla di meno (si sta più calmi)

La pillola porta via la vita (ci calma, alienandoci dai sensi), senza la quale
vita (comunque piena di problemi) stiamo più sereni (si sta meglio).

Conoscendo però il contesto, e le idee che Lang propone e difende, è


chiaro che la poesia non è un invito a prendere i farmaci per farci stare
calmi, ma esattamente l’opposto. Lo “stare meglio senza una vita” è
ovviamente una critica dell’uso di farmaci nel caso di problemi psicologici/

9Laing, Ronald David, 1978, Mi ami? Nuove situazioni intrapsichiche e interpersonali, Nuovo
Politecnico 110, Einaudi. p. 28.
12

psichiatrici che rende le persone ottuse, deprivandole di emozioni (si urla di


meno), e quindi di vita (senza vita – cioè senza emozioni – si sta meglio).
La poesia è intrisa di sarcasmo e ironia, e l’argomento non è quello che
una lettura testuale propone. Comunque volessimo interpretare la poesia,
le premesse e la conclusione rimangono tuttavia quelle che abbiamo
accertato.

Indipendentemente dal fatto che le premesse e la conclusione siano


espresse in modo esplicito oppure no, che siano scritte sotto forma di
domande (retoriche) oppure no, si tratta comunque di asserzioni/enunciati.

Le asserzioni/enunciati descrivono uno stato di cose e hanno una proprietà


per noi fondamentale – possiedono un valore di verità; sono cioè vere o
false (mai però entrambe le cose allo stesso tempo, per lo meno nella
cosiddetta “logica classica”).
Per facilitare la comprensione dei testi, gli autori spesso ricorrono all’uso di
locuzioni ed espressioni con le quali indicano quelle frasi che sono intese
essere le premesse, e quella frase che invece è considerata essere la
conclusione. Così per esempio si usa spessissimo la parola “dunque” o
“quindi” che precede la frase conclusiva (la conclusione), ma anche “ne
segue che”, “di conseguenza” ecc.

Nella tabellina sono inserite quelle locuzioni ed espressioni che si usano a


tale riguardo più spesso e che facilitano il compito di determinare, in un
testo, quale sia la conclusione e quali invece le premesse.

Locuzioni ed espressioni che ci Locuzioni ed espressioni che ci


aiutano ad identificare le aiutano ad identificare la
premesse in un argomento conclusione in un argomento
perché, poiché, infatti, dopotutto, dunque, quindi, perciò, pertanto,
in primo luogo…, in secondo luogo, di conseguenza, ne segue che, in
inoltre, infine, siccome, conclusione, …
tuttavia, nonostante ciò,…
13

Un testo può comprendere uno o più argomenti. Il numero degli


argomenti in un testo è determinato dal numero delle conclusioni: quante
sono le conclusioni altrettanti sono gli argomenti presenti in un testo.

14

1E. Argomento – Esercizi


(Le soluzioni si trovano a pagina 106.)
Determinate nei seguenti testi/argomenti quali sono le premesse e quale la
conclusione. Ricordiamoci: i testi contenenti due (o più) conclusioni, sono
testi che contengono due (o più) argomenti.
(1) Iniziamo con degli esempi di testi più brevi10:

(a) Rex non smette di abbaiare come sempre quando mia moglie sta
per tornare a casa. Lei, quindi, dovrebbe rientrare a breve.

(b) Una scatola contiene dodici uova però noi ne abbiamo bisogno di
trenta. Ne prendiamo quindi tre scatole.
(c) Ogni lingua tende all’economicità. Le elisioni sono una forma di
economicità e di conseguenza sono comuni nella nostra lingua.
(d) Il nuovo film di Joaquin Phoenix ha ottenuto ottime critiche. Vale
quindi la pena di andare a vederlo.

(e) Qualsiasi statistica può ingannare, soprattutto se il campione è


troppo piccolo. In questa ricerca il campione è sicuramente troppo
piccolo, pertanto i risultati non fanno vedere lo stato reale delle
cose.

(f) Tutte le persone del suo paese sono longeve; non mi


sorprenderebbe quindi, se Antonio arrivasse ai cent’anni.
(g) Tutte le imprese scientificamente meritevoli sono parte integrante
della storia dell’umanità. Come tale, anche l'allunaggio rientra
nella storia dell’umanità.

(h) I gatti, come categoria, non hanno mai completamente superato il


complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell’antico Egitto,

10 Per gli esempi dell’esercizio (1) (a eccezione dell’esercizio (h)) ringrazio Tomislav
Pauletig, all’epoca (anno accademico 2018/19), assistente presso il Dipartimento di
Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume.
15

erano adorati come dèi.



(Woodhouse, Sir Pelham Grenville, in 1995, Gatti - quadri, parole e
pensieri, traduzione: Sonaglia, Roberto C., EdiCART, Legnano)

(i) È un errore frequente pensare che nel Medioevo si credeva che la


Terra fosse piatta. In verità tutti sapevano che fosse rotonda.
Credevano però che Colombo avesse sottovalutato le sue
dimensioni e di conseguenza che il suo viaggio sarebbe risultato
impossibile. Per questo motivo la corte spagnola ha deciso di non
finanziarlo.
(l) Da piccolo, Valerio voleva diventare o un cantante o uno chef
famoso. Quando ha capito di non saper cantare, non c’erano più
dilemmi. Oggi è il più bravo chef della nostra città.

(m) I castelli medievali sono stati soggetti al declino a causa del


maggior uso della polvere da sparo. Infatti, le mura di un castello,
benché siano alte, sono troppo deboli per resistere a un cannone.
Di conseguenza i castelli sono stati sostituiti da fortezze più adatte
al ruolo difensivo.

(2) Gli esempi che seguono sono di una complessità maggiore.


L’individuazione delle premesse e della conclusione non è sempre un
compito facile. Si consiglia comunque di cercare di risolvere tutti gli
esercizi e di non consultare le soluzioni troppo presto.
(a) […] pareva a Dorian Gray che la vera natura dei sensi non fosse
mai stata compresa, o fosse rimasta selvaggia e bruta solo perché il
mondo aveva cercato di opprimerla e mortificarla, o di ucciderla
con le sofferenze invece di cercare di farne il motivo di una nuova
spiritualità la cui nota dominante fosse un profondo intuito della
bellezza.

(Wilde, Oscar, 1891/1951, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di
Dèttore, Ugo, Rizzoli Editore; in: Guglielmino, Salvatore, Guida al
Novecento, Principato Editore, Milano, p. 33/II)
16

(b) Prendendo in considerazione il fatto che quella sera fatale nessuno


alla stazione aveva notato l'arrivo di uno sconosciuto sia barbuto
che no, tutto sembrava portare alla conclusione che l’assassino
fosse giunto sul posto con una macchina che lo aveva atteso nei
pressi, per consentirgli la fuga e che quella medesima macchina
avesse portato lì anche la misteriosa governante.

(Christie, Agatha, 1924/1981, Tutti i racconti di Agatha Christie -
Hercule Poirot Indaga, Arnoldo Mondadori Editore, p. 55)

(c) Chi sono?




Son forse un poeta?

No, certo.

Non scrive che una parola, ben strana,

la penna dell’anima mia:

“follía”.

Son dunque un pittore?

Neanche.

Non ha che un colore

la tavolozza dell’anima mia:

“malinconía”.

Un musico, allora?

Nemmeno.

Non c’ è che una nota

nella tastiera dell’anima mia:

“nostalgía”.

Son dunque…che cosa?

Io metto una lente

davanti al mio cuore

per farlo vedere alla gente.

Chi sono?

il saltimbanco dell’anima mia.
(Palazzeschi, Aldo, 1930, Poesie, Giulio Preda Editore, Milano, p. 16)
17

(d) “Ecco qui” disse, indicando il dischetto con l’asola per un elastico
fermacappello. “Questa roba non viene mai venduta insieme ai
cappelli. Chi ne ordina uno non può che essere una persona
accorta e prudente che non vuol essere presa alla sprovvista da un
colpo di vento inatteso. Ma siccome l’elastico manca e non è stato
sostituito, ciò significa che il proprietario non ha più l’accortezza
di un tempo e che, di conseguenza, il suo carattere si è indebolito,
ma non al punto da annientare ogni senso di dignità: infatti si è
sforzato di nascondere le macchie e le scoloriture più evidenti
impiastricciandole di inchiostro.”

(Doyle, Conan Arthur, “L’avventura del carbonchio azzurro”, ne:
2002, Le Avventure Di Sherlock Holmes, traduzione di: Guarnieri,
Rossana, I Delfini Fabbri Editori, Milano, p. 7)

(e) Se camminiamo di notte per strada e un uomo ci corre incontro,


visibile da lontano, perché la strada è in salita e c'è la luna piena,
non faremo nulla per trattenerlo, anche se è debole e lacero, anche
se qualcuno lo insegue gridando, ma lo faremo continuare nella
sua corsa.

È notte e non è colpa nostra se la strada sale sotto la luna piena,
inoltre può darsi che i due abbiano inscenato l'inseguimento per
gioco, forse entrambi inseguono un terzo, forse il primo viene
inseguito senza colpa, forse il secondo ha intenzioni omicide e noi
diventeremo complici dell'assassino, forse i due non sanno nulla
l'uno dell'altro e ciascuno corre, per suo conto, a letto, forse sono
sonnambuli, forse il primo è armato. E da ultimo, non ci è lecito
essere stanchi, non abbiamo bevuto tanto vino?

Che sollievo non vedere più neppure il secondo.

(Kafka, Franz, 1913/2008, Due che passano correndo, in
Meditazione, traduzione dal tedesco: Boccignone, Manuela, Vitalis
Verlag, Praga)

(f) – Ma è la sposa di mio fratello, zio Martinu!



– E se è la sposa di tuo fratello? Lo ama forse? No. Dunque non è
18

sua e non sarà mai sua secondo le leggi del Signore. Il matrimonio
d’amore è il matrimonio del Dio, quello di convenienza è il
matrimonio del diavolo….

(Deledda, Grazia, 1903, Elias Portolu, Casa Editrice Nazionale,
Torino-Roma, p. 99)

(g) La società non vede minaccia più grave alla sua cultura di quella
che sarebbe rappresentata dalla liberazione degli istinti sessuali e
dal loro ritorno ai loro fini primitivi. Pertanto la società non vuole
che le si ricordi questa parte scabrosa delle fondamenta sulle quali
riposa: non ha alcun interesse a che sia riconosciuta la forza degli
istinti sessuali e a ché l’importanza della vita sessuale sia rivelata a
ciascuno; e pertanto ha adottato un metodo di educazione che
induce a distogliere l’attenzione da questo campo.

(Freud, Sigmund, 1917/2014, Introduzione alla psicoanalisi (edizione
integrale), traduzione di: Castiglia, Irene; Newton Compton
Editori, p. 7)
(h) Tonietta (travestita da dottore): Ma che ne fate di quel braccio?

Argante (malato immaginario): Come?

Tonietta: Ecco un braccio che io, se fossi in voi, mi farei tagliar
subito.

Argante: E perché?

Tonietta: Ma non vedete che tira a sé e assorbe da sé solo tutto il
nutrimento, e che impedisce l’altra parte del corpo di
approfittarne?

Argante: Sì, ma il mio braccio mi fa comodo.

Tonietta: E anche quell’occhio destro lì, io me lo farei cavare, se
fossi al vostro posto.

Argante: Cavarmi un occhio?

Tonietta: Sì, non vedete che disturba l’altro, e gli sottrae il
nutrimento? Credete a me, fatevelo cavare al più presto: ci vedrete
molto meglio con l’occhio sinistro.

(Molière, 1673, “Il malato immaginario”, in Schiavato, Maria,
19

1987, Libro di lettura per la VII classe della scuola elementare, Edit-
Rijeka, p. 181-182)

(i) Nessuno dubita che un poeta, il quale elabora una materia storica,
debba e possa muoversi con la massima libertà, e che se un pittore
vuol dipingere dei quadri storici non abbia l’obbligo di far
concorrenza ad un professore di storia, giacché non si deve badare
al pretesto esterno di un’opera, ma a ciò che l’opera stessa vuol
offrire; e anche nelle composizioni poetiche l’esattezza nella
riproduzione dei fatti è, come opera d’arte, altrettanto irrilevante
quanto nel ritratto la somiglianza col modello, somiglianza che
dopo cent’anni nessuno può più controllare, mentre l’effetto
artistico continua a permanere. E continua non già perché, come
forse credono gli impressionisti, in esso ci parli un uomo reale, cioè
quello che appare raffigurato, ma perché vi si esprime l’artista; al
quale – sul piano di una superiore realtà – il ritratto deve in fondo
assomigliare. 

(Schönberg, Arnold, 1912, “Sulla musica”, in Chiarini, Paolo,
1969, Caos e geometria: per un regesto delle poetiche espressioniste, La
Nuova Italia, Firenze, p. 172)


Le soluzioni si trovano a pagina 106.


20

2. Non tutto quello che sembra essere un


argomento è un argomento – La spiegazione

Prendiamo ora un altro esempio. Ammettiamo di aver concordato con


l’amica di andare al cinema. L’amica però ritarda facendoci così rischiare
di entrare a film già iniziato. Arriva con un ritardo di mezz'ora e noi,
infastiditi, le chiediamo il perché del suo ritardo: “Vuoi, per cortesia, dirmi
perché hai fatto tardi?!” Al che l’amica risponde qualcosa del genere/del
tipo: “Scusa. Ho fatto tardi siccome la macchina non si decideva a partire e
alla fine ho dovuto prendere l’autobus.” Ora, se diamo un’occhiata alla
risposta, vedremo che questa ha la struttura di un argomento:
Ho fatto tardi siccome la macchina non si decideva a partire.

“Siccome” è una delle locuzioni che determinano le premesse ossia, in


questo caso, i motivi del ritardo. Sembra quindi che la risposta sia un
esempio di argomento, o almeno questa è la struttura dell’enunciato.

Volendo però essere un attimo più acuti,


noteremo che il testo manca della proprietà
essenziale di un argomento. Quale?

Risponderemo alla domanda chiedendoci


qual è lo scopo del testo e quale invece lo
scopo di (un qualsiasi) argomento.
Nell’argomento lo scopo è quello di
dimostrare la verità di una tesi.
Foto 1. Schema dell’anatra meccanica.
Nell’esempio, d’altro canto, l’amica non
cerca di dimostrare il fatto di essere in
ritardo – il ritardo non è discutibile, nessuno lo nega. Si cerca (soltanto) di
spiegarne il motivo. Lo scopo non è quindi di dimostrare una tesi
(condizione specifica per gli argomenti), siccome la verità della tesi (il
ritardo) è indiscutibile. Ciò che si cerca è di spiegarne le ragioni. Diremo
allora che l’amica non ha offerto un argomento (siccome il ritardo non era
21

da dimostrare ma era evidente e accettato da entrambe le parti); ha offerto


invece una spiegazione – la spiegazione (in questo caso) del perché del
ritardo. L’argomento e la spiegazione hanno quindi in comune la struttura
del testo (possiedono le stesse locuzioni) e quindi a prima vista sono facili
da confondere; quello però che le distingue è lo scopo del testo.
Ricordiamoci dunque che non tutti i testi passano il cosiddetto “test
dell’anatra”11 : ciò che sembra essere un argomento, in quanto possiede le
locuzioni specifiche sia delle premesse sia della conclusione di un
argomento…non necessariamente è un argomento!

Dalla distinzione introdotta è chiaro che si tratta di una differenza sottile, a


volte difficile da cogliere. Quando parliamo di intenzione, si pone
naturalmente la domanda del come facciamo a determinare qual è
l’intenzione di un certo testo, ossia quella dell’autore di tale testo. Possiamo
dire che ogni qualvolta la frase conclusiva è un’ affermazione indiscutibile
si tratterà di spiegazione? Non necessariamente. Se ad esempio diciamo
che “Hitler è il dittatore per antonomasia, siccome è responsabile della
morte di milioni di persone” sarà questo un esempio di spiegazione perché
non c’è nessuna ragione per cui uno dovrebbe dimostrare la tesi che si
tratta di uno dei dittatori più mostruosi della storia. È indiscutibile la verità
di tale tesi?12 A prima vista diremmo che così è di certo. È possibile però
costruire o immaginare il contesto nel quale la tesi andrebbe invece
dimostrata. Ammettiamo di trovarci a un convegno di storici, alcuni dei

11 L’espressione “test dell’anatra” deriva da un’anatra meccanica (detta anche anatra


digeritrice) costruita nel XVIII secolo (vedi foto). L’anatra era uno dei tre automi
meccanici costruiti da Jacques de Vaucanson. L’anatra-automa aveva le sembianze di
un’anatra vera, si muoveva come un’anatra, sembrava fosse in grado di mangiare e di
defecare. Senza, ovviamente, essere una vera anatra. Il cosiddetto “test dell’anatra” si
usò poi negli argomenti filosofici nella forma: “Se sembra un’anatra, si muove come
un’anatra, starnazza come un’anatra, è (probabilmente) un’anatra”. Uso qui il
paragone scherzoso per far notare la differenza tra argomenti e spiegazioni in quanto
la spiegazione ha le sembianze di un argomento, senza però esserlo (così come
l’anatra meccanica non è un’anatra pur avendone le sembianze).
12 Per questo esempio ringrazio Hrvoje Matrljan, all’epoca (anno accademico
2018/19) studente del primo anno di Filosofia presso la Facoltà di Lettere e filosofia di
Fiume.
22

quali abbiano l’intenzione di revisionare personaggi ed eventi della


seconda guerra mondiale. Ammettiamo anche che taluni degli storici
revisionisti abbiano una determinata simpatia per l’ideologia (neo)nazista.
In tal caso non è difficile immaginare che la tesi secondo cui Hitler sarebbe
il dittatore per antonomasia andrebbe discussa e ritenuta tutta da
dimostrare, piuttosto che accettata incondizionatamente.
Prendiamo ancora un esempio di spiegazione, un esempio tragicamente
collegato a quello precedente: la poesia “Alle fronde dei salici”. Nella
celeberrima poesia Salvatore Quasimodo spiega il perché della mancata
attività dei poeti durante la seconda guerra mondiale e gli orrori
dell’oppressione nazista. Rare sono le spiegazioni di tale espressione e forza
poetica:

E come potevamo noi cantare



con il piede straniero sopra il cuore,

fra i morti abbandonati nelle piazze

sull'erba dura di ghiaccio, al lamento

d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero

della madre che andava incontro al figlio

crocifisso sul palo del telegrafo?

Alle fronde dei sàlici, per vóto,

anche le nostre cetre erano appese,

oscillavano lievi al triste vento.
(Quasimodo, Salvatore, 1947, Giorno dopo giorno, Mondadori, Milano)

La domanda che pone Quasimodo contiene allo stesso tempo la risposta


del perché del silenzio dei poeti in quegli anni. Quasimodo trova la risposta
nel “piede straniero”, nei “morti abbandonati nelle piazze” e negli altri
orrori che la guerra aveva portato. Il testo proposto non ha come scopo
dimostrare la mancata partecipazione dei poeti, ma vuole semplicemente
spiegarne i motivi.

La spiegazione, per quanto possa essere interessante, non avrà la nostra


attenzione per il resto del libro; ci concentreremo invece sugli argomenti.
Ci occuperemo della loro possibile struttura, della rappresentazione
23

grafica, della suddivisione degli argomenti in deduttivi e induttivi, della


validità e dei modi di verifica della validità stessa e di altri temi ancora.

24

2E. Argomento e spiegazione – Esercizi


(Le soluzioni si trovano a pagina 113.)
Indicate se i seguenti testi sono esempi di argomenti oppure di spiegazioni.
Spiegate il perché della vostra risposta. Nei testi che crediate essere degli
argomenti, indicate le premesse e la conclusione.
(a) Perché mi piaceva tanto guardare la bottega di Cinto? Intravedevo
il fumo della forgia, sentivo battere il ferro sull’incudine: il suono
più esaltante che si possa sentire.

(Romano, Lalla, 1964, La penombra che abbiamo attraversato, Einaudi
Tascabili, p. 42)
(b) Scrivo dopo aver divorato tulle le mie lacrime. Propio così; perché
ho finito in questo momento di mangiare una scodella di minestra
piangendovi dentro per la rabbia di doverla mangiare.

(Vamba, 1965, Il giornalino di GianBurrasca, Bemporad Marzocco, p.
81)
(c) L’uomo, nella propria evoluzione, inizia a cuocere gli alimenti per
due motivi: il cibo cotto consuma meno energia nel processo di
digestione e l’uomo cerca di sfruttare al massimo ogni eccesso di
energia.13

(d) Chi non deve reprimere un brivido fugace, una segreta timidezza
e angoscia, quando sale per la prima volta o dopo lunga
dissuetudine su una gondola veneziana? La singola imbarcazione,
tramandata tale e quale dai tempi delle ballate e così
inusitatamente nera come di tutti gli oggetti di questo mondo sono
soltanto le bare, fa pensare a tacite e criminose avventure tra lo
sciacquio notturno dei canali, e ancor più alla morte stessa, a
feretri, a tenebrose esequie, all’ultimo silenzioso viaggio. 

(Mann, Thomas, 1912/1954, La morte a Venezia, traduzione: Anita
Rho, Einaudi, p. 32)

13 Anche in questo caso rivolgo il mio ringraziamento a Tomislav Pauletig.


25

(e) Se mi chiudevo a poco a poco nel rancore, era perché questo


rancore lo cercavo. Perché sempre l’avevo cercato, e non soltanto
con lei.

(Pavese, Cesare, 1948, Prima che il gallo canti, Einaudi, p.112)
(f) A cavallo stava molto bene, come un grande. I suoi polpacci
attillati aderivano così perfettamente alla sella, che io ne provavo
invidia, soprattutto perché, a quanto potevo guidicarne dalla mia
ombra, io ero lontano dall’aver un così bell’aspetto.

(Tolstòj, Lev, 1930, Infanzia - Adolescenza, traduzione: Olkienizkaia-
Naldi, Raissa, Slavia Torino, p. 40)

(g) […]

C’è chi ama troppo poco, chi troppo a lungo,

C’è chi vende e c’è chi compra;

Chi compie l’atto con molte lacrime,

E chi senza un sospiro:

Perché tutti uccidono la cosa che amano,

Anche se dopo non tutti muoiono.

[…]

(Wilde, Oscar, 1898/1975, Poesie e “Ballata dal carcere di Reading”,


traduzione: Masolino D’Amico, Da: "Quella pena non la sentivo
più”, Grandi Tascabili Economici Newton, p. 123)
(h) In questo combattimento trovò la morte l’ammiraglio Ariabigne,
figlio di Dario e fratello di Serse; e morirono molti altri illustri
uomini dei Persiani, dei Medi e degli altri alleati. Anche fra i Greci
ci furono morti, ma pochi: infatti, siccome sapevano nuotare,
quelli cui venivano affondate le navi e non morivano nel fervore
della mischia, si salvavano a nuoto verso Salamina; i Barbari,
invece, nella gran maggioranza, morirono annegati in mare,
perché non sapevano nuotare. 

(Erodoto, 1956, Le storie, traduzione: Luigi Annibaletto, Arnoldo
Mondadori Editore, p. 765)
26

(i) Si immagini ora un uomo, a cui, insieme con le persone amate,


vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine,
letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a
sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché
accade facilmente a chi ha perso tutto, di perdere se stesso. 

(Primo, Levi, Se questo è un uomo, in Basaglia, Franco e Basaglia
Franca (ed), 1969, Morire di classe, Giulio Einaudi editore)

(l) Piedipapera per difendere don Michele andava dicendo che se


l’era meritata, la medaglia e la pensione, per questo si era buttato
sull’acqua sino a mezza gamba, con tutti gli stivaloni, per salvare
la vita ai Malavoglia, vi par poco? Tre persone! Ed era stato a un
pelo da lasciarci il cuoio anche lui, tanto che se ne parlava
dappertutto, sinché la domenica, quando si metteva l’uniforme
nuova, le ragazze gli lasciavano gli occhi addosso per vedere se ci
avesse la medaglia.

(Verga, Giovanni, 1988, I Malavoglia, Fratelli Melita Editori, p.
146)

(m) Mi trema la terra sotto i piedi: perché ne so poco, mentre so


benissimo che è una questione sanguinosa e tuttora sanguinante,
che ha opposto componenti diverse di molti partiti e nella quale
anche la massoneria ha avuto il proprio ruolo.

(Sereni, Clara, 2002, Passami il sale, Rizzoli, p. 43)

(n) – La chiamavano la vedova, disse mia madre, – ma non è una


veramente vedova. È una che è stata mantenuta di un gran
signore…

– E perché si fa le iniezioni? – dissi io.

– Perché è una signora, – mia madre rispose. – I signori fanno le
iniezioni. E lei si è abituata con loro. Ma forse ha un po’ di tisi,
anche.

(Vittorini, Elio, 1966, Conversazione in Sicilia, Einaudi Editore, p.
108)
27

(o) Trucidato Romeo... Morto Tebaldo…



Il mio cugino, di tutti il più caro,

e il mio signore, ancor di lui più caro? 

E allora suona, terribile tromba, 

annunzia pure l’ora del Giudizio!

Chi può più vivere su questa terra,

se ne sono scomparsi questi due?

(Shakespeare, William, 1595/2018, Romeo e Giulietta,


www.liberliber.it/mediateca/libri, p. 141. Traduzione di: Raponi,
Goffredo; traduzione originale da William Shakespeare, 1960, The
Complete Works, Collins, London & Glasgow)
(p) L’adorazione dei sensi è stata spesso, e con ragione, screditata,
perché gli uomini provano un naturale, istintivo terrore per le
passioni e le sensazioni che sembrano più forti di loro stessi e che
essi sanno di condividere con le meno nobili forme di esistenza. 

(Wilde, Oscar, 1891/1951, Il ritratto di Dorian Gray, traduzione di
Dèttore, Ugo, Rizzoli Editore; in: Guglielmino, Salvatore, Guida al
Novecento, Principato Editore, Milano, p. 33/II)

(q) A questo punto finalmente, appena le carte sono tagliate, vengono


distribuite. E, almeno qui, non ci sono problemi poiché il mazziere
distribuisce tutte le carte, una alla volta, cominciando dal giocatore
che siede alla sua sinistra e procedendo, con ordine, in senso
orario, come le lancette dell’orologio.

(Di Bacco, Enrico, 1990, Il primo libro di Bridge, Giunti Gruppo
Editoriale, Firenze, p. 15)

(r) Mio figlio aveva da poco compiuti i tre anni quando mia moglie
ebbe una buona idea. Mi consigliò, per sviziarmi, di farmi
rinchiudere per qualche tempo in una casa di salute. Accettai
subito, prima di tutto perché volevo che quando mio figlio fosse
giunto all’età di potermi giudicare mi trovasse equilibrato e sereno,
eppoi per la ragione più urgente che l’Olivi stava male e
minacciava di abbandonarmi per cui avrei potuto essere obbligato
28

di prendere il suo posto da un momento all’altro e mi consideravo


poco atto ad una grande attività con tutta quella nicotina in corpo.

(Svevo, Italo, 1938, La coscienza di Zeno, Dall’Oglio, Editore,
Milano, p. 39)


Le soluzioni si trovano a pagina 113.



29

3. Argomenti e rappresentazione grafica


elementare

Quando annotiamo gli argomenti, si usa molto rappresentare graficamente


la struttura di un argomento, nel senso della distinzione visuale/grafica
delle premesse dalla conclusione.
Sia dato ad esempio il seguente argomento, nel quale il famoso detective
Sherlock Holmes dice a Watson, il suo assistente:
Amico mio, vi conosco bene e non mi è sfuggita la precisione militare
che vi caratterizza. Vi fate la barba tutte le mattine e, in questa
stagione, sicuramente alla luce del giorno. Siccome la rasatura è meno
accurata sul lato sinistro, ciò significa che quel lato della stanza è meno
illuminato…14

L’argomento è molto semplice, contiene due premesse:

(1) La rasatura viene fatta alla luce del sole.

(2) La rasatura è meno accurata sul lato sinistro 15;


e la conclusione:

quel lato della stanza è meno illuminato, ossia



Il lato sinistro della stanza è meno illuminato.

Due sono i metodi standard con i quali rappresentiamo gli argomenti nel
senso della distinzione premesse-conclusione.
Uno è quello di elencare dapprima le premesse e successivamente la
conclusione e di distanziare graficamente con una linea le premesse dalla
conclusione.

14 Doyle, Conan Arthur, “Il Mistero di Boscombe Valley” ne: 2002, Le Avventure Di
Sherlock Holmes, traduzione di: Guarnieri, Rossana, I Delfini Fabbri Editori, Milano, p.
21.
15 Si faccia particolare attenzione alla locuzione “siccome” che identifica la premessa.
30

Nel nostro esempio, tale rappresentazione sarebbe:


La rasatura viene fatta alla luce del sole.

La rasatura è meno accurata sul lato sinistro. 

Il lato sinistro della stanza è meno illuminato.

Tra la gamma di possibilità vi è quella di sostituire la linea con tre puntini


di fronte alla conclusione. I tre puntini svolgono il ruolo di locuzione
grafica, indicando la conclusione.

Lo stesso esempio di prima andrebbe riscritto nel modo seguente:

La rasatura viene fatta alla luce del sole.



La rasatura è meno accurata sul lato sinistro.

∴Il lato sinistro della stanza è meno illuminato.

La rappresentazione grafica elementare facilita la lettura in quanto rende


più visibili le premesse ed eventuali similitudini nelle premesse (vedremo
più tardi nei dettagli a che cosa ci riferiamo), e di fatto distingue le
premesse dalla conclusione.
Una rappresentazione del genere ci soddisfa però fino a un certo punto.
Per un’analisi più completa e dettagliata di un argomento, abbiamo
bisogno di rappresentazioni grafiche un attimino più sofisticate. Nel
capitolo seguente andremo a conoscere i due modi maggiormente in uso
per rappresentare graficamente gli argomenti.
31

4. Rappresentazione grafica di argomenti –


Diagrammi e mappe argomentative

La rappresentazione grafica fornita sopra costituisce un modo semplice per


distinguere visivamente la conclusione (tesi da difendere) dalle premesse
(motivi/ragioni per cui la tesi va sostenuta). Si tratta di una distinzione
semplice e chiara, che però ci soddisfa soltanto fino a un certo punto.
Infatti, ciò di cui abbiamo bisogno non è soltanto la distinzione tra
premesse e conclusione, ma è anche un’ analisi della connessione logica
che c’è tra le premesse. Per un’analisi più dettagliata dunque abbiamo
bisogno di rappresentazioni grafiche più complesse.
Presenteremo ora due modi utili che ci permettono di rappresentare
graficamente (anche) la relazione tra le premesse:
(1) il diagramma di argomenti, e

(2) la mappa argomentativa

(1) Il diagramma
Il diagramma è stato introdotto come modo di rappresentare gli argomenti
graficamente per la prima volta da Beardsley,16 nel suo libro Practical Logic
del 1950.17

Il diagramma rende evidente la struttura di un argomento rappresentando


graficamente il rapporto tra le premesse, come pure quello tra le premesse
e la conclusione.

Prendiamo un esempio di argomento semplificato:


Piove. Se piove prendo l’ombrello. Prendo dunque l’ombrello.

16 Monroe Curtis Beardsley (1915 – 1985), filosofo statunitense.


17 Beardsley, Monroe C, 1950, Practical Logic, Prentice-Hall, New York.
32

La conclusione è: Prendo l’ombrello.


Le premesse sono: (1) Piove.

(2) Se piove prendo l’ombrello.

La rappresentazione grafica elementare, che ormai conosciamo, è la


seguente:

Piove. 

Se piove prendo l’ombrello. 

Prendo l’ombrello.

oppure:
Piove.

Se piove prendo l’ombrello.

∴ Prendo l’ombrello.

Rivediamo in quale rapporto si trovano le due premesse, cioè qual è la


relazione che esiste tra le premesse. Le due premesse insieme offrono una
ragione/un motivo che porta alla conclusione. Infatti, le due premesse non
offrono due motivi indipendenti per la conclusione data, ma vanno prese
insieme come ragione (sufficiente o meno al momento non ci interessa!) per
affer mare la conclusione. Il diagramma, a differenza della
rappresentazione grafica elementare, ci permette si rappresentare
visualmente il rapporto esistente tra le premesse.

Il procedimento è il seguente:

Innanzitutto, onde semplificare il diagramma, gli enunciati contenuti


nell’argomento dato vanno enumerati.

Enumeriamo quindi gli enunciati del nostro argomento.18

1 Piove. 2 Se piove prendo l’ombrello. Dunque, 3 prendo


l’ombrello. 


18 Generalmente, la numerazione si effettua nell’ordine nel quale gli enunciati si


presentano nel testo, cioè nell’argomento.
33

Ora disegneremo il diagramma, facendo vedere sul grafico che i numeri 1


e 2 indicano le premesse, mentre il 3 è la conclusione. Detto ciò
procediamo facendo vedere il rapporto esistente tra le premesse – il fatto
cioè che nell’argomento, le premesse prese insieme offrono un/il motivo
per la conclusione:




È questo il diagramma dell’argomento dato.

Presentiamo ora un altro esempio di argomento:


L’attività fisica stimola la produzione di endorfine (ormoni della felicità).
Ne segue che, da un lato, l’attività fisica riduce lo stress e dall’altro fa
aumentare l’autostima.
Iniziamo con l’enumerare gli enunciati del nostro argomento:

1 [L’attività fisica stimola la produzione di endorfine (ormoni della


felicità) Ne segue che da un lato 2 [l’attività fisica riduce lo stress e
dall’altro 3 [fa aumentare l’autostima

La premessa è l’enunciato 1.

Gli enunciati 2 e 3 sono le conclusioni.

Il diagramma di tale argomento è il seguente:


34

È questo un esempio di un argomento che contiene due conclusioni.


Diremo che si tratta di un testo contenente due argomenti. Il numero degli
argomenti in un testo è determinato dal numero delle conclusioni.

Vediamo ora di rappresentare con il diagramma un argomento


leggermente più complesso:

La virtù dell’anima è la giustizia e vizio l’ingiustizia. Perciò l’anima


giusta e l’uomo giusto vivranno bene, e l’ingiusto male. D’altra parte,
chi vive bene è beato e felice, chi non vive bene l’opposto. Quindi il
giusto è felice e l’ingiusto infelice. Non v’è però profitto a essere
infelici, mentre c’è a essere felici. Mai dunque l’ingiustizia dà più
profitto della giustizia.
(Platone, La Repubblica, 353-354, in Platone – Opere complete, Vol. 6,
Clitofonte, La Repubblica, Timeo, Crizia, Editori Laterza 1990)

Anche qui, iniziamo con l’enumerare gli enunciati:


1 [La virtù dell’anima è la giustizia e vizio (dell’anima è) l’ingiustizia.]
Perciò 2 [l’anima giusta e l’uomo giusto vivranno bene, e (l’anima ingiusta
e l’uomo ingiusto (vivranno) male.] D’altra parte, 3 [chi vive bene è beato
e felice, chi non vive bene l’opposto.] Quindi 4 [il giusto è felice e
l’ingiusto (è) infelice.] 5 [Non v’è però profitto a essere infelici, mentre c’è
a essere felici.] 6 [Mai dunque l’ingiustizia dà più profitto della giustizia.]

La conclusione è l’enunciato 6, mentre gli altri enunciati sono le premesse.

Vediamo ora in quale rapporto si trovano le premesse in questo argomento


e come tale rapporto va rappresentato con l’uso del diagramma.

Nel testo leggiamo che:


- la premessa 2 scaturisce dalla premessa 1 (1, perciò 2)
- la premessa 4 si rifà alla premessa 3 (3, quindi 4)
aggiunta poi la premessa 5, ne segue la conclusione

Il diagramma rappresenta sia il rapporto tra le premesse che il rapporto


premesse-conclusione. Nel nostro caso il diagramma è il seguente:
35

(2) La mappa argomentativa


La mappa argomentativa ha lo stesso scopo del diagramma, ma una
struttura un po’ diversa. Molti sostengono che vi sia maggiore chiarezza
intuitiva del diagramma, altri invece trovano la mappa più naturale per
l’analisi e/oppure la costruzione di un argomento.
Fatto sta che nell’ambito della logica, si usa di più il diagramma, mentre
per quanto concerne il ragionamento critico si usa di più la mappa
argomentativa. Per essere più precisi, la mappa è maggiormente idonea nel
caso vogliamo costruire noi un argomento, mentre il diagramma è più
appropriato per la rappresentazione grafica di argomenti che leggiamo.
Come abbiamo visto finora, nel diagramma vengono inserite dapprima le
premesse tenendo conto del loro collegamento, e queste di seguito ci
portano alla conclusione. La struttura quindi segue la struttura “naturale”
di un argomento: date le premesse, ne segue (o dovrebbe seguire) la
conclusione.
La mappa argomentativa parte da un presupposto diverso: si inizia
dall’enunciato che vogliamo difendere e poi cerchiamo di fornire i motivi
per cui l’enunciato va accettato. È questo il metodo che seguiamo quando
vogliamo difendere una tesi che intuitivamente ci sembra vera/
indiscutibile, ma vogliamo offrire anche dei motivi validi (premesse) per la
36

difesa della stessa. Siccome la mappa argomentativa consiste, nella maggior


parte dei casi, nel costruire un argomento, non si usa enumerare i giudizi.
Le premesse e la conclusione vengono quindi inseriti direttamente nella
mappa tenendo conto dei rapporti che esistono tra le premesse.
Vediamo un esempio di argomento, cioè di mappa argomentativa:

Ma il morire per sfuggire alla povertà o all’amore o a qualche altro


dolore non è da coraggioso, ma piuttosto da codardo; perché è
mollezza fuggire le difficoltà della vita e perché si affronta la morte,
non già perché è bello, ma per sfuggire un male.
(Aristotele, Etica Nicomachea, a cura di D. Pesce, M. Lecce - Editore,
Verona, Γ. VIII. 1116a 12-15 (p. 83))

La tesi che viene difesa (la conclusione) è la seguente:


Il morire per sfuggire alla povertà o all’amore o a qualche altro dolore
non è da coraggioso, ma piuttosto da codardo.
I motivi (le premesse) sono due:

È mollezza fuggire le difficoltà della vita.


Si affronta la morte, non già perché è bello, ma per sfuggire un male.
Rappresentiamo l’argomento come una mappa argomentativa, iniziando
dalla conclusione:

37

4E. Diagrammi e mappe argomentative –


Esercizi
(Le soluzioni si trovano a pagina 115.)

(1) Rappresentate graficamente gli argomenti dell’esercizio (1E) – (1): (b),


(h) usando sia i diagrammi che le mappe argomentative.

(2) Rappresentate graficamente i seguenti argomenti, usando sia i


diagrammi che le mappe argomentative,:
(a) L’universo deve esser infinito per la capacità ed attitudine del
spacio19 infinito, e per la possibilità e convenienza dell’esser di
innumerevoli mondi, come questo.

(Bruno, Giordano, De gli eroici furori (p. I, dial. 4) in Traversino,
Massimiliano, 2014, “Giordano Bruno, verità e
dissimulazione”, DT 117, 1, p. 342)

(b) Perché il conoscere, l’elemento del ricercatore e del filosofo, è


collegato al piacere? In primo luogo, e soprattutto, perché con
esso si diviene consapevoli della propria forza, dunque lo
stesso motivo per cui sono piacevoli gli esercizi ginnici, anche
senza spettatori. In secondo luogo perché, nel corso della
conoscenza, ci si libera da vecchie idee e dai loro
rappresentanti, si riporta su di essi una vittoria, o almeno così
si crede. In terzo luogo perché, in seguito a una conoscenza
nuova, per piccola che sia, ci sentiamo superiori a tutti, gli
unici che a tal proposito sappiano il giusto.

(Nietzsche, Friedrich W., 1878-79/1990, Umano, troppo umano.
Un libro per spiriti liberi, traduzione: Mirrella Ulivieri, Newton
Compton editori s.r.l., Roma, p. 137)

(c) Egli [l’avvocato/oratore, nota di Trobok, M.] dovrà dedicare


alla sua eloquenza tutta la cura e l’attenzione che gli sarà
possibile: chi assume una causa e la difende senza utilizzare

19 Oggi diremmo “spazio”.


38

tutta la sua capacità oratoria non commette soltanto un errore


di negligenza, ma si comporta da uomo malvagio, e anche da
sleale e da traditore. E non bisogna quindi accettare un
numero di cause superiore a quello che si è sicuri di saper
sostenere.

(Quintiliano, Istituzione oratoria, Volume quarto, libri X-XII, a
cura di Beta, Simone, 2001, Oscar Mondadori. Istituzione
oratoria XII-9, p. 351)

(d) Che cosa accade a una stella quando finalmente la sua riserva
di idrogeno è consumata? Giacché la sorgente dell’energia
nucleare, che manteneva la stella più o meno in status quo
durante la sua lunga vita, è ormai esausta, il corpo della stella
deve iniziare il suo processo di contrazione, passando
attraverso stadi di una densità sempre crescente.

(Gamow, George, 1952, Uno, Due, Tre … Infinito, traduzione:
Giulio Gnoli, Arnoldo Mondadori Editore, p. 331)
(e) Poi, dopo un po’ di anni, Aristotele è stato chiamato in
Macedonia come precettore di Alessandro figlio di Filippo.
Quale migliore copertura per un intermediario di alto rango,
del farsi chiamare a corte, lui, figlio del medico di Filippo, col
compito di fare da precettore all’erede? Il soggiorno ateniese
non aveva fatto di lui uno dei più rinomati sapienti del tempo?
Dunque il precettore ideale per l’erede ambizioso di un così
ambizioso sovrano.

(Canfora, Luciano, 2000, Un mestiere pericoloso – La vita
quotidiana dei filosofi greci, Sellerio editore Palermo, p. 110)
(f) I numerali, siano essi semplici o composti mediante segni di
operazione, sono nomi propri di numeri. Non è quindi
possibile adoperare i nomi dei numeri né con l’articolo
indeterminativo – ad esempio “questo è un uno” – né al
plurale – “molti uni” –.

(Frege, Gottlob, 1891/92, “Sul concetto di numero”,
39

traduzione: Eva Picardi, in Frege, G., 1986, Scritti postumi,


Bibliopolis, p. 181)

(g) Secondo Platone gli uomini che vivono nella caverna possono
vedere e ammirare solo l’ombra delle cose. Non pretendono
dunque di scoprirne l’essenza e sono soddisfatti della loro
condizione. Ma i saggi che sgusciano fuori dalla caverna delle
ombre e percepiscono le immagini reali delle cose, che
cos’hanno in più rispetto a loro? Se il ciabattino Micillo della
storia di Luciano, che nei sogni immaginava di essere ricco,
avesse potuto ripetere in eterno il suo sogno, non avrebbe
avuto bisogno di augurarsi di meglio dalla vita. Dunque fra i
saggi e i folli l’unica differenza è questa: i folli sono assai più
felici. La loro condizione è privilegiata prima di tutto perché
tanta felicità se la procurano grazie ad una sola modesta
convinzione e secondariamente perché vivono in beata
compagnia, il che non è un vantaggio di poco conto! Non c’ è
infatti piacere del quale si possa godere da soli.

(Erasmo da Rotterdam, 1509/1999, Elogio della follia,
traduzione: Anna Corbella Ortalli, Acquarelli Best Seller, pp.
77-78)

(h) Al paragrafo 31 dei Fondamenti dell’aritmetica Frege osserva che


non è lecito attribuire a un cane un pensiero del tipo: “C’è un
unico cane che mi sbarra la strada” poiché non ha il concetto
di “uno”. Tuttavia Frege ammette che il cane è in grado di
distinguere se è attaccato da un singolo cane ostile o da
parecchi. Il cane, ad esempio, potrebbe aver adottato la
strategia di difendere le sue posizioni se in vista c’è un solo
cane, e di scappare se ve n’è più d’uno, dopo aver fatto quello
che non sapremmo descrivere altrimenti che “guardarsi
intorno per accertare se ce n’è solo uno”. Il cane ha quelli che
potremmo chiamare “proto-pensieri”, che non possono essere
espressi accuratamente nel linguaggio, poiché qualsiasi
40

enunciato che potremmo prendere in considerazione sarebbe


già troppo ricco per questo scopo.

(Dummett, Michael, 1990, Alle origini della filosofia analitica,
traduzione: Eva Picardi, Il Mulino, pp. 95-96)
(i) La logica, io sostengo, non deve ammettere gli unicorni più
della zoologia; infatti la logica tratta del mondo reale come la
zoologia, anche se in termini più astratti e generali. Dire che
gli unicorni hanno una loro esistenza in araldica, o in
letteratura, o nella immaginazione, è una scappatoia pietosa.
Quello che esiste è una figura o rappresentazione a parole.

(Russell, Bertrand, 2006, Introduzione alla filosofia matematica,
traduzione: Enrico Carone, Grandi Tascabili Economici
Newton, p. 199)

(l) [Il fisico del diciannovesimo secolo sosteneva che,]



poiché le onde meccaniche (e per lui non esistevano altre
onde) si possono propagare soltanto in un mezzo materiale,
deve di conseguenza esistere un mezzo materiale attraverso
cui si propagano le onde elettromagnetiche. A questo mezzo
egli diede il nome di etere, e suppose che il nostro universo
fosse tutto immerso in questa sostanza imponderabile, di cui
egli conosceva almeno una proprietà: quella di trasmettere le
onda elettromagnetiche. Lo stesso fisico ci avrebbe assicurato
che col tempo altre proprietà sarebbero state scoperte e l’etere
sarebbe diventato così reale come qualunque altro oggetto
materiale. Dunque, la sua idea è quella dell’esistenza di due
branche principali della fisica, ma col concetto di etere che
serve da legame fra di esse, collegando la teoria dei campi con
la teoria meccanica e salvando così il prezioso principio di
unità.

(Infeld, Leopold, 1962, Albert Einstein, Giulio Einaudi editore,
p. 22)
41

(m) L’essere umano per certi suoi caratteri naturali ha parte


dell’immortalità. Perciò è un istinto del tutto naturale
quell’aspirazione che ciascuno ha di possederla.
Effettivamente, il desiderio di godere di fama e di non cadere
nell’anonimato una volta morti, rientra proprio in questo
genere di desiderio. Dunque, l’umanità mostra affinità
strutturali con il tempo nel suo complesso, perché gli è e gli
sarà sempre fino alla fine contemporanea, e in tal senso può
dirsi davvero immortale. Infatti, lasciando dopo di sé i figli e i
figli dei figli e non perdendo la sua unità e individualità
proprio grazie alla catena delle generazioni, la razza umana
partecipa dell’immortalità.

(Platone, Leggi, IV 721 B-C; in 1995, Platone Breviario, a cura
di Marcellino, Claudio, Rusconi editore, pp. 254-255)
(n) Non c’è dubbio che alcuni avvenimenti registrati durante le
sedute spiritiche siano autentici. Chi non ricorda quel che
accadde a casa di Sybil Seretsky, quando il suo pesciolino
rosso si mise a cantare I Got Rhythm, la canzone preferita di suo
nipote defunto da poco? Ma mettersi in contatto coi morti è,
nel migliore dei casi, difficile, perché la maggior parte dei
morti parlano di malavoglia, e anche i pochi che parlano non
arrivano mai al dunque.

(Allen, Woody, 1972/1976, Without Feathers/Citarsi addosso,
traduzione: Berberian, Cathy e Gelmini, Doretta, Bompiani,
p. 10)

(o) […] il naturalismo è puramente una formula, il metodo


analitico e sperimentale. Voi siete naturalisti, se impiegate
questo metodo, quale che sia la vostra retorica. Stendhal è un
naturalista, come Balzac, e certamente la sua secchezza di
tocco non somiglia alla ricchezza talvolta epica di Balzac, ma
tutti e due procedono con l’analisi e con l’esperienza. Potrei
citare, ai nostri giorni, scrittori il cui temperamento letterario
42

appare del tutto diverso, e che pure si incontrano e


comunicano insieme nella formula naturalista. Ecco perché il
naturalismo non è una scuola, nel senso stretto della parola,
ed ecco perché non esiste un caposcuola, perché esso lascia il
campo libero a tutte le individualità.

(Zola, Emile, 1928, Le roman expérimental, Bernouard, Parigi, p.
79 sgg., in Petronio, Giuseppe e Marando, Antonio, 1979,
Letteratura e società, Palumbo, p. 681)

Le soluzioni si trovano a pagina 115.


43

5. Argomenti deduttivi ed induttivi –


suddivisione tradizionale e moderna

Ora sappiamo che cos’è un argomento, sappiamo determinare le premesse


e la conclusione in un argomento, come pure rappresentarlo sia tramite un
diagramma sia usando la mappa argomentativa (e quindi sappiamo
determinare il rapporto che c’ è tra le premesse), È perciò arrivato il
momento di chiederci quando un argomento è un buon argomento e
quando non lo è.

Due sono i criteri base che possiamo seguire e di conseguenza due sono i
tipi principali di argomenti in cui ci imbattiamo: gli argomenti deduttivi e
gli argomenti induttivi.

Nella suddivisione tradizionale gli argomenti deduttivi sono quelli nei


quali da premesse generali si arriva a una conclusione particolare.
Per corroborare questa tesi ci possiamo servire del celeberrimo argomento
vecchio più di duemila anni:
Tutti gli uomini sono mortali. Socrate è un uomo. Dunque, Socrate è
mortale.

In questo esempio si parte da un giudizio universale “Tutti gli uomini sono


mortali”, per arrivare a concludere che “Socrate è mortale” e quindi la
conclusione è un giudizio particolare.
L’argomento induttivo invece, nella suddivisione tradizionale, è quello nel
quale da premesse particolari si arriva a una conclusione generale. Uno dei
primi a parlarne è Aristotele che nei Topici20 definisce l’induzione un
“procedimento che dai particolari porta all’universale”

Uno degli esempi potrebbe essere:


Alla mia vicina Lucia piace molto Cumberbatch nel ruolo di Sherlock.

20 Aristotele, 2010, Topici, traduzione: Gili, Luca, Aracne Editore, I, 12.


44

Alla mia amica Maria piace pure parecchio Cumberbatch nel ruolo di
Sherlock.

Alla mia collega Doris piace tantissimo Cumberbatch nel ruolo di


Sherlock.
Quindi, Cumberbatch nel ruolo di Sherlock probabilmente piace
tantissimo a tutte le donne.

Nella suddivisione tradizionale un argomento è induttivo se parte da


premesse particolari (le premesse nell’esempio dato parlano di particolari
donne: Lucia, Maria e Doris), mentre la conclusione parla in generale delle
donne.

È questa una definizione che si riferisce solamente a un segmento di


argomenti induttivi. Infatti, molti argomenti che vanno dal particolare al
generale sono induttivi ma ce ne sono anche altri.

In generale, da quando siamo bambini, ci insegnano che non bisogna


generalizzare, anche se lo facciamo purtroppo spessissimo. Se visitiamo la
Polinesia e lì ci derubano, è sbagliato e ingiusto accusare tutti gli abitanti
del luogo di essere dei ladri, eppure tendiamo a farlo. Se un cane ci morde
da bambini, è irrazionale avere paura di tutti i cani che incontriamo,
eppure molto spesso è propio così ecc. Dall’altro lato, come vedremo più
tardi, ci sono tantissime situazioni nelle quali il ragionamento induttivo è
l’unico che abbiamo a disposizione.
Una siffatta suddivisione tradizionale di argomenti è manchevole per vari
motivi che in questo libro non andremmo a discutere, mentre la
suddivisione moderna è più generale ed è quella di cui qui tratteremo più
dettagliatamente.

Nella suddivisione moderna ci chiediamo quale criterio vogliamo/


dobbiamo usare in un determinato contesto per determinare se un dato
argomento è un buon argomento oppure no.
45

Se il criterio che vogliamo usare, o quello che si impone, consiste nel


determinare/verificare se la conclusione è oppure no una conseguenza
logicamente necessaria delle premesse, se cioè il criterio è quello relativo
alla validità – parliamo di argomenti deduttivi.

Se invece si accontentiamo di determinare che la conclusione segue dalle


premesse (soltanto) con un certo grado di probabilità, parliamo di
argomenti induttivi.
Prendiamo subito due esempi, uno per ciascun tipo di argomento e
vediamo poi di capire meglio da un lato il concetto di validità e dall’altro
quello di argomento induttivo e di induzione.
Ritorniamo alla celeberrimo argomento introdotto un paio di righe fa:

Tutti gli uomini sono mortali.



Socrate è un uomo.

Dunque, Socrate è mortale.

Prendiamo adesso un altro esempio:


Conosco parecchi scozzesi e sono tutti persone simpatiche.

Anche Jelena ha conosciuto molti scozzesi e mi conferma che sono persone


molto simpatiche.

La maggioranza degli scozzesi sono quindi persone simpatiche.

A differenza dell’esempio con Socrate, nell’argomento con gli scozzesi la


conclusione non scaturisce necessariamente dalle premesse ma
(soltanto) con un certo grado di probabilità.

Nei seguenti capitoli vedremo di spiegare e capire meglio ogni criterio


separatamente, ma ci concentreremo soprattutto sulla deduzione e sul
concetto di validità.
46

6. Argomenti deduttivi e validità

Come già detto, nella suddivisione moderna gli argomenti deduttivi sono
quelli nei quali ci chiediamo se la conclusione sia una conseguenza
logicamente necessaria della premesse, applichiamo cioè il criterio o la
condizione di validità.

Iniziamo dalla definizione di argomento valido e vediamo di capire in che


cosa consiste.

Un argomento (deduttivo) è valido se, e solo se, soddisfa la seguente


condizione (di validità): se (ammettiamo che) le premesse sono tutte vere,
pure la conclusione è (logicamente) necessariamente vera.

Un argomento non è valido (è invalido) se, e solo se, è logicamente possibile


che le premesse siano vere mentre la conclusione è falsa.

Il concetto di validità è uno dei concetti logici più difficili da comprendere.


Vediamo perciò di spiegare più dettagliatamente in che cosa consiste la
condizione di validità e come tale condizione si verifica negli esempi di
argomenti.
Prendiamo un esempio nel quale in molti potremmo identificarci.
Ammettiamo che una
mattina decidiamo di
andare in macchina al
lavoro o a scuola, ma la
m a c ch i n a n o n p a r t e.
Arriva il nostro vicino di
casa e inizia il discorso
(vedi foto):

Il vicino: Guarda che se la


batteria è scarica, la
Foto 2. L’esempio della macchina. macchina non parte.
47

Noi: Purtroppo, la macchina non parte proprio!


Vicino: Allora la batteria è scarica.

La diagnosi del vicino risulta essere quella giusta. E dopo l’inserimento


della batteria nuova, la macchina è a posto. Tutto quindi sembra procedere
per il meglio…Sennonché, il ragionamento del vicino sembra non
soddisfare il criterio di validità… Sarà mai possibile? Il vicino ha ragione –
visto che la batteria era davvero scarica, ma il suo non è un ragionamento
valido(?!) Ma se ha ragione, come mai il suo ragionamento può non essere
un ragionamento valido? Cerchiamo di capire meglio di che si tratta…

Vediamo innanzitutto perché l’argomento della macchina non sia valido.


Non è valido perché è possibile che la premesse siano vere (e quindi la
macchina non parte), ma la conclusione falsa e la batteria non è scarica.
Infatti, la macchina poteva non partire per altri motivi, ad esempio perché
non c’era carburante. La conclusione quindi non segue necessariamente
dalle premesse.
Vediamo altri due esempi, il primo di argomento valido e il secondo non
valido.
Esempio di argomento valido:
- “La nostra squadra ha vinto una medaglia alle gare del mese scorso”
- “Ottimo! Si è classificata al primo posto?”
- “No, non al primo, né al secondo…”
- “Ha vinto quindi la medaglia di bronzo.”
L’argomento può essere scritto
nella forma:
La squadra ha vinto una
medaglia: la medaglia d’oro, o
quella di argento, o quella di
bronzo.
Non ha vinto la medaglia d’oro.

Foto 3. :Squadra e vittoria.


48

Non ha vinto nemmeno la medaglia d’argento.


Quindi, la squadra ha vinto la medaglia di bronzo.

È questo un esempio di ciò viene chiamato sillogismo disgiuntivo. Il


sillogismo disgiuntivo è qualsiasi argomento avente la forma generale (o
struttura): A oppure B. Non è A, quindi deve essere B.

Nell’esempio delle squadre, si tratta di un sillogismo un po’ più complesso


che si presenta nella forma: A oppure B oppure C. Non è A, e non è B,
quindi deve essere C.

Vediamo ora un esempio di argomento non valido:


Se piove le strade sono bagnate. Le strade sono
bagnate, quindi piove.
Perché questo non è un esempio di argomento
valido? Perché è possibile che ambedue le
premesse siano vere, mentre la conclusione sia
falsa. Infatti le strade possono essere bagnate
per altri motivi oltre alla pioggia. Ad esempio è
possibile che le strade siano bagnate a causa
della fanghiglia che si presenta una volta che la
neve inizia a sciogliersi (vedi foto 4). Inoltre, in
questo caso vediamo che per un argomento
non valido si possono avere anche diversi Foto 4.bagnate La fanghiglia rende le strade
senza pioggia.
controesempi. Infatti, la fanghiglia offre un
possibile scenario/situazione nella quale le premesse sono vere mentre la
conclusione è falsa. Ma non è
l’unico. È possibile che le strade
siano bagnate siccome vengono
lavate, o a causa dell’alta marea, o
a causa di un idrante dal quale
fuoriesce dell'acqua o altro ancora.
O g nu n a d i q u e s t e p o s s i b i l i
Foto 5. Idrante con l’ acqua che fuoriesce. Un (altro)
esempio nel quale le strade sono bagnate ma non piove. situazioni rappresenta un caso nel
49

quale le strade sono bagnate senza pioggia - rappresenta quindi quello che
viene chiamato un controesempio per l’argomento dato.

Prima di immergerci ulteriormente nel mondo della validità è necessario


sottolineare che l’analisi logica non si concentra sulle premesse e la
conclusione in quanto effettivamente vere o false, ma piuttosto sui loro
nessi logici. La logica quindi non ha come compito determinare se le vostre
premesse e/o la conclusione del vostro argomento sono di fatto vere
oppure no. Ciò non è compito della logica, né rientra nel suo campo
d’interesse.
Se, ad esempio, discutete con un logico e vi mettete a difendere la tesi che
il fumo va proibito perché fa male alla salute e tutto ciò che fa male alla
salute andrebbe proibito – per un logico il vostro argomento è senz’altro un
buon argomento. Perché? Non perché egli sia d’accordo con le vostre
affermazioni, ma perché la vostra conclusione (Il fumo va proibito) segue
necessariamente dalle vostre premesse (Il fumo fa male alla salute e tutto
ciò che fa male alla salute va proibito) – in altre parole, il vostro è un
argomento valido.
Siccome la validità di un argomento, come abbiamo appena visto, non
dipende dalla verità o meno delle premesse o della conclusione, ci viene
spontaneo chiederci in che cosa consiste l’importanza della validità.
Dopotutto, se offriamo degli argomenti in una qualsiasi discussione lo
facciamo con l’intenzione di dimostrare la verità delle tesi che difendiamo.
Se, d’altro lato, quello che sosteniamo è la verità (vedi l’esempio della
batteria scarica) che importanza può avere la validità?
E ancora…se la validità non è garanzia di verità – ed abbiamo appena
visto che non lo è – a che cosa serve?!

Tante domande…troppe… Andiamo per ordine.


Vediamo allora in che cosa consiste la condizione di validità e vediamo
pure nel dettaglio cosa significa quando affermiamo che alla logica non
interessa se le premesse e/o la conclusione siano effettivamente vere o false.
50

Ora, se pensate che la condizione di validità dipenda dal fatto che le


premesse sono o meno effettivamente vere – avete inteso male la
condizione. Si tratta di uno sbaglio abbastanza comune. Vediamo perciò di
spiegare meglio la condizione di validità.
Sia le premesse che la conclusione sono enunciati,21 hanno quindi un
valore di verità. Possono essere veri oppure falsi, ma non possono esserlo
entrambi allo stesso tempo.22 Così ad esempio l’enunciato “Tutti i gatti
sono mammiferi” è un enunciato vero, mentre l’enunciato “Tutti i
mammiferi volano” è un enunciato falso.
Ora, che un enunciato sia di fatto (cioè nel mondo in cui viviamo) vero o
falso è irrilevante per l’ analisi logica di un argomento e per la verifica di
validità.
La logica infatti non ha nessun bisogno di essere a conoscenza del valore
effettivo di verità degli enunciati che fanno parte di un argomento, l’analisi
logica è quindi un’analisi che va oltre “il mondo e come stanno le cose”.
Ciò che interessa l’analisi logica è determinare se la conclusione deriva
logicamente dalle premesse oppure no. Che le premesse siano
effettivamente vere o false – riguarderà il dominio al quale tali enunciati
appartengono.
Ecco perché nei libri di testo di logica
si trovano spesso argomenti con
premesse e conclusione assurdi/
strambi/eccentrici. Come ad esempio:
Tutte le rane sono uccelli. Tutti gli
uccelli danzano il tango. Dunque, tutte
le rane danzano il tango. Ora, Foto 6. “Tutti gli uccelli danzano il tango.”

21 Sia le premesse che la conclusione possono, ricorderete, essere implicite o


rappresentate tramite domande (retoriche). Comunque, possono sempre essere
tradotte in enunciati.
22 In questo libro ci limiteremo alla logica classica che è bivalente (avente cioè
soltanto due possibili valori di verità: vero e falso) e nella quale ogni enunciato è vero
o falso (ma non entrambi contemporaneamente).
51

potremmo chiederci che senso abbiano argomenti di questo tipo. Chi mai
parla di rane-uccelli o delle lezioni di tango ornitologico? Nessuno. Ma se
immaginiamo la situazione o il mondo nel quale tutte le rane sono uccelli e
nel quale tutti gli uccelli danzano il tango, allora in tale situazione/mondo
sarebbe (logicamente) necessariamente vero anche che tutte le rane
danzino il tango. Il logico, fortuna sua, non deve (pre)occuparsi dei valori
effettivi di verità degli enunciati. Per l’analisi (puramente) logica è del tutto
indifferente che gli enunciati siano effettivamente falsi (come nel caso
sopracitato) o veri. L’analisi logica analizza i nessi logici tra gli enunciati;
siano essi di fatto veri o falsi – è del tutto irrilevante.

Al di fuori del dominio puramente logico, il valore di verità effettivo dei


singoli enunciati ci interessa eccome. Infatti, usiamo gli argomenti con lo
scopo di far vedere il perché li riteniamo enunciati veri e perché riteniamo
che tali enunciati vengano accettati come veri. L’analisi logica però si
ferma al primo passo: verifica della validità. La verità delle premesse è una
questione che va trattata nello specifico del contesto e contenuto di tali
premesse – non è una questione interessante da un punto di vista
puramente logico.

Se dunque vogliamo proporre degli argomenti secondo i quali riteniamo


che le nostre conclusioni vadano accettate come vere, due sono gli elementi
dei quali dobbiamo tener conto.
Due sono infatti gli elementi che garantiscono la verità della conclusione:
uno è la validità dell’argomento, mentre l’altro è la verità delle premesse.

Se quindi un determinato
argomento risulta valido e se le
premesse sono (effettivamente)
vere, in tal caso l’argomento
garantisce la verità (effettiva)
della conclusione.

Foto 7. Somma degli angoli in un triangolo.


Garantire la verità non
significa però dimostrare la
52

verità. Basti pensare ad esempio all’argomento:


La somma degli angoli interni di un qualsiasi triangolo è di 180 gradi.
Dunque la somma degli angoli interni di un qualsiasi triangolo è di 180
gradi. (La conclusione è identica alla premessa)
Si tratta di un argomento senz’altro valido.23 Si tratta pure di un
argomento con premessa effettivamente vera. È chiaro però che tale
argomento non convince nessuno cioè non dimostra niente.

Se parliamo di ragionamento critico, è rilevante sia la competenza di


un’analisi puramente logica come pure la discussione sulle condizioni che
devono valere affinché un argomento dimostri di fatto la verità della
conclusione. Autori diversi presentano criteri diversi che un argomento
debba soddisfare affinché le premesse siano pertinenti ossia rilevanti per
l’affermazione della verità della conclusione. In questo manuale non
entreremo nei dettagli, cercheremo invece di capire meglio le difficoltà che
una tale analisi incontra.

Che le premesse siano vere o meno, è spesso una questione controversa e


aperta alla discussione. Anche qui però giova conoscere dei concetti logici
di base, per poter distinguere in una discussione sulla verità delle premesse,
argomenti pertinenti o meno.
Quando si parla di deduzione e validità è importante sottolineare un’altra
cosa ancora, che spesso crea confusione: la differenza tra il logicamente
necessario e l’unicamente possibile.
Per un qualsiasi argomento deduttivo valido sappiamo che la conclusione è
una conseguenza necessaria delle premesse. Sappiamo anche che non è
logicamente possibile che le premesse siano vere e la conclusione falsa. Ciò
però non significa che la conclusione sia determinata in modo univoco.
Infatti per ogni argomento valido tante sono le conclusioni possibili. Di

23 Perché è logicamente impossibile che la premessa sia vera mentre la conclusione


falsa siccome la premessa e la conclusione sono enunciati identici.
53

fatto sono infinite le conclusioni possibili.24 Ritorniamo, per un’ultima


volta, all’esempio del celeberrimo argomento valido:

Tutti gli uomini sono mortali.

Socrate è un un uomo. .
Quindi, Socrate è mortale.

E questo un esempio di argomento valido. (Perché?) La conclusione


“Socrate è mortale.” non è pero l’unica che segue necessariamente dalle
premesse. Infinite sono infatti le possibili conclusioni che renderebbero
l’argomento valido, partendo dalle due premesse date.
Ad esempio, potremmo validamente concludere:
- Non è vero che Socrate non è un uomo. Ma anche:
- Socrate è un uomo.
- Non è vero che certi uomini non sono mortali. Ma anche:
- Tutti gli uomini sono mortali.
- ecc.
E se invece volessimo, in base alla prima premessa soltanto, concludere che
certi uomini sono mortali, sarebbe questo un argomento valido?

24 È facile vedere che per ogni argomento valido infinite sono le possibili conclusioni
che ne seguono. Nel nostro caso specifico, potremmo concludere che “Socrate è un
uomo oppure A”, dove A è una qualsiasi affermazione. Infatti, sapendo che “Socrate è
un uomo” è un enunciato vero, è vera pure la disgiunzione “Socrate è un uomo
oppure A”. Immaginiamo ora di inserire al posto di A l’enunciato “Uno è un numero
naturale”. È chiaro che al posto del numero “uno” potremmo scrivere qualsiasi altro
numero naturale. Partendo quindi dall’argomento “Tutti gli uomini sono mortali.
Socrate è un uomo” potremmo concludere: “Socrate è un uomo oppure uno è un
numero naturale”, “Socrate è un uomo oppure due è un numero naturale”, “Socrate
è un uomo oppure tre è un numero naturale” ecc., per tutti i numeri naturali
ottenendo così un’infinità di conclusioni (siccome esistono infiniti numeri naturali).
L’esempio sembrerà alquanto artificiale ma rende l’idea di come sia possibile arrivare
a un’infinità di possibili conclusioni dato un qualsiasi insieme di premesse.
54

A questa domanda ritorneremo più tardi, quando parleremo dei giudizi


categorici e sapremo fare uso dei diagrammi di Venn e di Venn-Euler.

È importante quindi tener presente che una determinata conclusione può


seguire validamente da un insieme di premesse date, ma certamente non è
l’unica possibile conclusione che gode di tale proprietà.

Ancora sulla distinzione verità – validità


Quando siamo motivati a proporre un argomento con lo scopo di provare
la verità della conclusione, oppure quando vogliamo negare la verità della
conclusione in un argomento che ci viene proposto, due sono le condizioni
che necessariamente bisogna verificare:

Primo, dobbiamo chiederci se l’argomento è valido.

Secondo, bisogna verificare se le premesse sono vere. Se in un argomento


tutte le premesse sono vere, diciamo che l’argomento è fondato.

Soltanto un argomento valido con premesse vere (cioè valido e fondato)


può garantire la verità della conclusione.25
Un argomento che è sia valido che fondato viene detto argomento
corretto.

Prendiamo il seguente esempio – caso di cronaca del musicista Robert


Sylvester Kelly (in arte R. Kelly).

Il musicista R. Kelly viene considerato negli anni ’90 del secolo scorso un
divo di prim’ordine, musicista di altissima qualità e vincitore di Grammy
Award, oltre a essere famosissimo. All’inizio del 2000 viene però coinvolto
in una bruttissima vicenda legata alla pedopornografia, dalla quale viene

25 Il termine “garantisce” ha qui un significato puramente logico. Infatti, se le


premesse sono effettivamente vere e l’argomento è un argomento valido, allora la
conclusione è (logicamente) necessariamente vera. Il che non significa che il nostro
argomento possa dimostrare o convincere chiunque della verità della conclusione.
55

comunque assolto nel 2008. Nel 2019 però l’inchiesta si riapre e si


presentano nuove accuse.

In un articolo pubblicato on-line all’inizio del 201926 il giornalista Deron


Dalton apre la discussione e fa votare i lettori su quanto si debba o meno
tener presente la personalità di un artista nella valutazione delle sue opere
musicali/artistiche proponendo l’argomento avente la seguente struttura di
fondo:

Tutti i musicisti di qualità vanno appoggiati acquistando un loro CD.

R. Kelly è un artista di qualità. .


R. Kelly va dunque appoggiato acquistando un suo CD.

Anche se la conclusione è controversa, l’argomento da un punto di vista


logico non fa una piega. Infatti, si tratta di un argomento valido: se tutti i
musicisti di qualità vanno appoggiati acquistando un loro CD, e Kelly è
uno di questi, allora anche Kelly va appoggiato acquistando un suo CD.
L’argomento, per ovvi motivi, viene contestato da molti. La maggioranza
contesta la verità della prima premessa, contesta cioè che un musicista (o
un artista in generale) venga appoggiato incondizionatamente anche se di
qualità. Si contesta quindi non la validità dell’argomento, ma la verità della
prima premessa. Come sappiamo, contestando la verità effettiva della
prima premessa si contesta di fatto la verità effettiva della conclusione.

Tra quelli che contestano la conclusione dell’argomento ci sono coloro che


sostengono la necessità di rinunciare addirittura alla logica (classica)
siccome porta, o può portare a conclusioni sessiste e moralmente
contestabili. È questa una critica alquanto inusuale. Si finisce infatti con il
contestare la logica stessa, siccome è in base alla regole logiche che si
afferma la validità di argomenti aventi la forma o struttura dell’argomento
dato.

26Dalton, Deron, 2019, “Is it wrong to Listen to R. Kelly’s Music?”, https://thetylt.com/


culture/is-it-wrong-to-listen-to-r-kelly-s-music
56

Anche se da un punto di vista si potrebbe ritenere tale tesi addirittura


interessante, essa però non coglie la vera natura di un’analisi logica. Infatti,
la logica di certo non include che si tolleri la pedopornografia e non
analizza i giudizi da un punto di vista morale, ma analizza soltanto la
struttura logica cioè i nessi puramente logici tra i vari giudizi. Dall’altro
lato permette eccome di contestare le conclusioni moralmente manchevoli.
Di fatto, se viene contestata almeno una delle premesse, anche in un
argomento logicamente valido, viene automaticamente contestata anche la
verità della conclusione.
La logica, che rappresenta il nucleo o lo scheletro teorico nell’ambito della
competenza logico-argomentativa e quindi del ragionamento critico, è
interessata primariamente al rapporto tra i giudizi e le regole delle
inferenze valide.

Contestare la logica di per sé perché “tollera” come argomenti validi aventi


conclusioni sessiste è un pò come se contestassimo la statica perché
“tollera” gli edifici nei quali si sono verificati eventi di sfondo sessista.
57

6E. Argomenti deduttivi e validità – Esercizi


(Le soluzioni si trovano a pagina 133.)
(1) Determinate se i seguenti argomenti deduttivi sono validi oppure no.
Spiegatene il perché.

(a) Nella stanza si trovano quattro persone. Di conseguenza in tale


stanza si trovano almeno due persone.

(b) Tutti quelli che mi hanno augurato buon compleanno sono miei
amici su Facebook. Posso quindi dire che tutti i miei amici su
Facebook mi hanno augurato buon compleanno.

(c) Avevo promesso che ti avrei regalato una moto nuova se avessi
superato l’esame. Siccome sei stato bocciato all’esame, la moto
nuova non te la regalo.
(d) C’è chi non si interessa propio di calcio, altri quindi si interessano
appassionatamente.

(e) – “Questo cane abbaia da far paura, ma


ricordiamoci del detto: ‘Can che abbaia non
morde…’ Quindi… niente panico, ché il
cane non morde.”

(f) “Tomislav indossa oggi una camicia nera”,


–“Ah! Non indossa quindi la sua camicia
Foto 8. Cane che abbaia.
preferita in jeans di colore blu.”

(g) Il 20 novembre 2018 si è svolta presso la Comunità degli Italiani di


Fiume la presentazione del libro “Fiume città di passione” del
triestino Raul Pupo27. La Comunità ha sede a Palazzo Modello.
La presentazione del libro “Fiume città di passione” si è svolta quindi
a Palazzo Modello.

27 Pupo, Raul, 2018, Fiume città di passione, Editori Laterza (versione a stampa e
digitale).
58

(h) Alla fermata della corriera tutti coloro che erano presenti nella
stazione sono saliti. Perciò sulla corriera non sono rimasti posti
liberi a sedere.

(i) Mirella aveva trovato ieri di fronte a casa sua un cane smarrito e
disorientato. Lo aveva portato subito dal veterinario per accertarsi
se fosse microcippato. In tale modo si sarebbe potuto leggere il
codice ID e risalire al proprietario. Purtroppo dal veterinario
l’apparecchio per la lettura dei microchip non aveva dato risultati.
Il cane dunque non aveva il microchip.
(l) La dottoressa aveva detto a Sara che poteva stare tranquilla, la
terapia aveva una riuscita quasi del 100%. Sara però non era
fiduciosa, ma dopo che la terapia l’aveva aiutata concluse che
l’efficacia della terapia era davvero assoluta.

(m) Marte è un pianeta del Sistema solare. Alcune persone vivono su


Marte. Alcune persone vivono quindi nel Sistema solare.

(n) Tutti gli studenti iscritti al corso “Ragionamento critico per


insegnanti” scrivono giovedì prossimo una verifica. Anna scrive
giovedì una verifica. Anna è dunque iscritta al corso
“Ragionamento critico per insegnanti”.
(o) Ogni studente di italianistica ha letto almeno un libro. Alberto non
ha letto neanche un libro. Alberto quindi non è uno studente di
italianistica.

(p) La Statua della Libertà si trova o a Parigi o a New York. Siccome


non si trova a Parigi, ne segue che la Statua della Libertà si trova a
New York.28

28 Per gli esempi (n) e (o) ringrazio Lovro Kuhar, all’epoca (anno accademico
2017/18) studente del secondo anno del corso magistrale di filosofia presso la Facoltà
di Lettere e filosofia di Fiume. Per gli esempi (r) e (s) ringrazio Ivan Saftić, all’epoca
(anno accademico 2015/16) studente del secondo anno del corso magistrale di
filosofia presso la Facoltà di Lettere e filosofia di Fiume.
59

(q) Tutti i cani sono carnivori. Tutti i cani sono mammiferi. Quindi,
tutti i mammiferi sono carnivori.

(r) Se Petrarca è fiorentino, allora è toscano. Siccome Petrarca non è


fiorentino, segue che Petrarca non è toscano.
(s) Se è giorno, allora c’ è luce. Siccome c’ è luce, di conseguenza è
giorno.
(t) Tutti gli extraterrestri parlano l’italiano,
quindi anche Spock – essendo un
extraterrestre – lo parla.
(u) Tutti i cani hanno il pelo. Pixie ha il
pelo. Pixie è dunque un cane. Foto 9. Spock.

(2) Sia dato un qualsiasi argomento nel quale


tutte le premesse, come pure la conclusione sono enunciati veri. In base a
ciò che sappiamo, possiamo concludere si tratti di un argomento valido?
Perché?

Le soluzioni si trovano a pagina 133.



60

7. Validità – Caso particolare: sillogismo


categorico, diagrammi di Venn e di Venn-Euler

I diagrammi di Venn e quelli di Venn-Euler si usano tradizionalmente per


verificare la validità di un tipo particolare di argomenti, chiamati sillogismi
categorici.
Iniziamo definendo il sillogismo categorico.

Il sillogismo categorico è un qualsiasi argomento che contiene esattamente


due premesse (e una conclusione) – da qui il nome sillogismo. Tutte le
proposizioni di tale argomento sono proposizioni categoriche – da qui il
nome sillogismo categorico. Che le proposizioni in un argomento siano dei
giudizi categorici significa che si tratta di proposizioni aventi una delle
quattro possibili forme o strutture:
‘Tutti gli S sono P’ – giudizio universale affermativo, giudizio “a”

oppure 

‘Certi S sono P’ – giudizio particolare affermativo, giudizio “i”

oppure 

‘Nessun S è P’ – giudizio universale negativo, giudizio “e”

oppure 

‘Certi S non sono P.’ – giudizio particolare negativo, giudizio “o”29

Inoltre, il sillogismo categorico contiene tre concetti, ognuno dei quali si


presenta in esattamente due delle tre proposizioni facenti parte del
sillogismo categorico.
Prediamo in esame un esempio:

Tutti i gatti, in quanto felini, sono animali.

29 Le quattro lettere con le quali indichiamo i vari giudizi categorici sono: per i giudizi
affermativi, le due prime vocali della parola affirmo (affermo in latino); per i giudizi
negativi, le (prime) due vocali della parla nego.
61

Quali sono le premesse e quale la conclusione di questo argomento?


L’argomento può essere formulato e rappresentato graficamente nel modo
seguente:

Tutti i felini sono animali.



Tutti i gatti sono felini.

Tutti i gatti sono animali.

Si potrebbe pensare che non sia molto utile e non convenga studiare un
metodo per la verifica della validità che poi viene applicato soltanto in un
tipo assai particolare di argomenti. Ma ciò sarebbe una decisone sbagliata,
sia per l’importanza dei sillogismi categorici, sia perché tanto i diagrammi
di Venn quanto quelli di Venn-Euler hanno, come vedremo, un campo di
applicazione che va oltre la verifica di validità dei sillogismi categorici.

Prima di verificare la validità di tale argomento e in generale dei sillogismi


categorici, usando i diagrammi di Venn e di Venn-Euler, vediamo come
vengono rappresentati i giudizi categorici tramite tali diagrammi.

Giudizi categorici – Diagrammi di Venn e di Venn-Euler


Nella rappresentazione dei giudizi categorici tramite i diagrammi di Venn
e Venn-Euler, i due concetti, S e P, vengono rappresentati tramite due
insiemi o, graficamente parlando, due cerchi.

Ad esempio, se il concetto S è quello di “cane”,
tale concetto viene rappresentato con un cerchio
nel quale (immaginiamo) si trovino tutti i singoli
cani, cioè tutti i cani esistenti nella realtà.

Sono questi tutti gli oggetti30 che cadono sotto il


concetto di “cane” (vedi foto 10).31
Foto 10. Insieme di (tutti i) cani.

30Viene qui inteso il termine “oggetto” nel senso lato della parola, cioè nel senso di
entità esistente.
31 Ovviamente non è possibile mettere la foto di un insieme contenente tutti i cani
esistenti nella realtà.
62

Generalizzando, se è dato un concetto S, esso viene rappresentato come un


cerchio contenente tutti gli oggetti che cadono sotto il concetto dato.

Vediamo ora come vengono rappresentati i quattro giudizi categorici


usando sia i diagrammi di Venn che quelli di Venn-Euler.

(1) Giudizio “a”, universale affermativo, Tutti gli S sono P.

Prendiamo l’esempio di un giudizio “a”: “Tutti i musicisti sono vanitosi.” Il


concetto S in questo caso è “musicisti”, mentre il concetto P è “vanitosi”. I
due insiemi, rappresentati da circonferenze sono dunque rispettivamente
l’insieme di tutti i musicisti (S) e quello di tutti i vanitosi (P).
Se tutti gli S (musicisti) sono P (vanitosi) significa che non ci sono musicisti
che non sono vanitosi. In altre parole, nella parte dell’insieme S che si trova
al di fuori dell’insieme P non ci sono elementi.


Tutti gli S sono P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

La parte oscurata indica che si tratta Se tutti gli S sono P, significa che
della parte di insieme S vuota, nella l’insieme di tutti gli S è contenuto
quale cioè non si trovano alcuni nell’insieme di tutti i P.
elementi.


63

(2) Giudizio “i”, particolare affermativo, Certi S sono P.

Prendiamo l’esempio di un giudizio “i”: Certi sportivi sono calciatori. 



Con ciò si vuol dire che ci sono degli sportivi che sono allo stesso tempo dei
calciatori. Tali sportivi si trovano quindi allo stesso tempo nell’insieme S
(siccome si tratta di sportivi) e nell’insieme P (siccome essi sono anche
calciatori).


Certi S sono P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Il fatto che ci sono degli elementi che si Se certi S sono P significa che i due
t r ov a n o a l l o s t e s s o t e m p o s i a insieme si inter secano, la loro
nell’insieme S che in quello P va intersezione cioè non è un insieme
indicato con una crocetta nella parte vuoto. Gli insiemi S e P vengono perciò
comune dei due insiemi disegnati come due insiemi che si
(nell’intersezione degli insiemi). La intersecano. 

crocetta indica quindi che in quella A volte l’intersezione viene colorata/
parte di insieme sappiamo con oscurata.
sicurezza che ci sono degli elementi
(almeno uno!).



64

(3) Giudizio “e”, universale negativo, Nessun S è P.

Prendiamo l’esempio di un giudizio “e”: “Nessun rettile ha le ali.” Con ciò


si vol dire che non esiste nemmeno un rettile avente le ali. Non esiste
quindi nessun elemento che sia un rettile e allo stesso tempo abbia le ali.


Nessun S è P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

L’intersezione degli insiemi S e P è un Se nessun S è P significa che


insieme vuoto. Ricordiamoci che le l’intersezione dei due insiemi è un
parti di insieme per le quali sappiamo insieme vuoto. 

essere vuote vanno oscurate. La parte in Gli insiemi S e P vengono perciò
comune degli insiemi S e P disegnati come due insiemi che non si
(l’intersezione di S e P) va quindi intersecano. 

oscurata.
65

(4) Giudizio “o”, particolare negativo, Certi S non sono P.

Prendiamo l’esempio di un giudizio “o”: “Certi quadri non sono firmati”.


Tale giudizio afferma l’esistenza di quadri (di elementi dell’insieme S) che
non sono firmati (e quindi non sono nell’insieme P).

Certi S non sono P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Si afferma quindi l’esistenza di elementi dell’insieme


Se certi S non
S chesono
nonPsisignifica
trovano che
nell’insieme
i due insiemi
P (si si
trov
in
La crocetta (che indica l’esistenza di almenoGli
uninsiemi
elemento)
S e Pvavengo
messadisegnati
nella parte
comedell’insieme
due insiemi S ch
c
A volte la parte dell’insieme S esterna all’insieme P (
66

Validità dei sillogismi categorici – diagrammi di Venn e


di Venn-Euler32
Ritorniamo ora all’argomento iniziale (pagina 61) vediamo come possiamo
verificare la validità usando i diagrammi di Venn e quelli di Venn-Euler.

Tutti i felini sono animali.



. Tutti i gatti sono felini .

Tutti i gatti sono animali.

In questo argomento tutti e tre i giudizi sono giudizi “a” – universali


affermativi.

Siccome tre sono i concetti presenti nei sillogismi categorici, tre saranno gli
insiemi e quinti tre i cerchi da disegnare.
Che cosa facciamo a questo punto? Ricordiamoci innanzitutto che cosa
significa verificare che un dato argomento è valido oppure no. Se
l’argomento è valido ciò significa che in ogni mondo o situazione nel quale
tutte le premesse sono vere, anche la conclusione deve necessariamente
essere vera.
Con i diagrammi dapprima rappresenteremo tale mondo o situazione nel
quale tutte le premesse sono vere e poi verificheremo se in tale mondo o in
tale situazione la conclusione sia necessariamente vera oppure potrebbe
essere anche falsa.

Innanzitutto dobbiamo indicare i tre concetti del nostro argomento:


useremo le lettere S; P, M. Si usa indicare il soggetto della conclusione con
la lettera S, il predicato della conclusione con la lettera P, mentre il terzo
concetto viene indicato con la lettera M.33

Nel nostro caso avremo:

32 Diagrammi di Venn-Euler o di Eulero-Venn.


33Il concetto S viene chiamato terminus major, il concetto P viene chiamato terminus
minor, mentre il concetto M è il terminus medii.
67

Tutti i felini sono animali.



Tutti i gatti sono felini.

Tutti i gatti sono animali.

Indichiamo i concetti presenti nell’argomento:





Nel nostro esempio il concetto S è quello di “gatto”, tale concetto viene


rappresentato con un cerchio nel quale (immaginiamo) si trovino tutti i
singoli gatti, cioè tutti i gatti esistenti nella realtà. P è il concetto di
“animale” e tale concetto viene rappresentato con un cerchio contente tutti
gli animali realmente esistenti. Il concetto M è quello di “felino” e viene
rappresentato con una cerchio nel quale immaginiamo si trovino tutti i
felini esistenti nella realtà.
Ora possiamo scrivere l’argomento prendendo in considerazione la sua
forma (o struttura) nel modo seguente:

Tutti gli M sono P.



. Tutti gli S sono M .

Tutti gli S sono P.
Da notare che verificando la validità del nostro argomento avente una data
forma o struttura, allo stesso tempo verifichiamo la validità di tutti gli
argomento aventi la stessa forma o struttura.
Vediamo ora come verifichiamo la validità di questo argomento usando sia
i diagrammi di Venn che quelli di Venn-Euler.
68

Tutti gli M sono P.



Tutti gli S sono M.

——————————

Tutti gli S sono P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Nei diagrammi di Venn i tre insiemi e Nei diagrammi di Venn-Euler ci


quindi i tre cerchi hanno una posizione chiediamo se è possibile disegnare le
fissa gli uni rispetto agli altri. La due premesse in modo tale che la
conclusone risulti falsa.

situazione iniziale è perciò sempre la Se ciò non è possibile l’argomento è
stessa: valido.
Ci chiediamo cioè se esiste o meno un
controesempio.

Se esiste almeno un controesempio
l’argomento non è valido. In caso
contrario l’argomento è valido.

Nel diagramma rappresentiamo ora le Nel nostro caso siccome tutti gli M sono
due premesse. Con ciò rappresentiamo P, l’insieme M si trova all’interno
il mondo (o la situazione) nella quale le dell’insieme P. Per lo stesso motivo,
due premesse sono vere. l’insieme S si trova all’inter no
dell’insieme M.
Iniziamo con la prima premessa: 

Tutti gli M sono P
69

Disegniamo nel diagramma la seconda Date le premesse, il diagramma


premessa: Tutti gli S sono M.
 disegnato è l’unico possibile.
Una volta disegnato il diagramma nel
quale ambedue le premesse sono vere, è
evidente che in tale diagramma la
conclusione – Tutti gli S sono P – è
necessariamente vera.

Verifichiamo nel diagramma (nel quale L’argomento è quindi valido.


ambedue le premesse sono vere!) se la
conclusione – Tutti gli S sono P – è
necessariamente vera.

Bisogna determinare cioè se esistono o
meno degli elementi nell’insieme S che
si trovano allo stesso tempo al di fuori
dell’insieme P (vedi area delimitata
dalla linea rossa)

Dal grafico è evidente che l’area


delimitata dalla linea rossa non contiene
elementi siccome è completamente
oscurata. Non esiste quindi nessun
elemento in S che sia al di fuori di P. In
altre parole, tutti g li S sono
necessariamente P.
L’argomento è quindi valido.
70

A questo punto, prima di continuare la lettura sui diagrammi di Venn e di


Venn-Euler, si consiglia di risolvere gli esercizi 7E - (1) e (2). (pagina 74)



Vediamo ora un esempio di sillogismo categorico la cui soluzione sarà
tecnicamente più complessa:
Certi scrittori sono fantasiosi, siccome certi artisti sono fantasiosi e tutti gli
scrittori sono artisti.

L’argomento possiamo scriverlo prendendo in considerazione la sua forma


(o struttura) nel modo seguente:

Tutti gli S sono M.



. Certi M sono P .

Certi S sono P.

Andiamo a verificare la validità di questo argomento usando i diagrammi


di Venn e quelli di Venn-Euler.













71

Tutti gli S sono M.



. Certi M sono P .

Certi S sono P.

diagrammi di Venn diagrammi di Venn-Euler

La situazione iniziale, come sappiamo, Nei diagrammi di Venn-Euler ci


è sempre la stessa:
 chiediamo se sia possibile disegnare le
due premesse in modo tale che la
conclusione risulti falsa. 

Ci chiediamo cioè se esista (almeno) un
controesempio dell’argomento dato.


Nel diagramma rappresentiamo la La prima premessa può essere indicata


prima premessa: Tutti gli S sono M
 in un solo modo. Siccome tutti gli S

 sono M, l’insieme S si trova all’interno
dell’insieme M.
72

Indichiamo ora nel diagramma anche Rappresentiamo ora anche la seconda


la seconda premessa: Certi M sono P. premessa: Certi M sono P. Essa può
Nell’intersezione degli insiemi M e P si essere indicata in diversi modi. Ad
trova almeno un elemento, in tale esempio:
intersezione va dunque inserita la
crocetta. Attenzione! La crocetta va
inserita sulla linea (vedi il disegno),
siccome non è possibile determinare in
quale delle due parti costituenti
l’intersezione si trova l’elemento
esistente (o più di essi).


 


Ci chiediamo ora se la conclusione è I quattro diagrammi rappresentano le


necessariamente vera. È possibile che situazioni/mondi nelle quali ambedue
l’elemento esistente (o più di essi) si trovi le premesse sono vere. Ci chiediamo se
nell’insieme S, ma è possibile anche che la conclusione sia necessariamente vera.
si trovi al di fuori di S. La conclusione Nel primo diagramma (in alto, a
quindi non è necessariamente vera. sinistra) nessun S è P. Le due premesse

 sono vere, mentre la conclusione (Certi
S sono P) è dunque falsa. Il diagramma
rappresenta quindi un controesempio.

L’argomento non è valido. L’argomento non è valido.

Forse potrà creare confusione il caso in basso a destra nei diagrammi di


Venn-Euler perché in esso potrebbe sembrare falsa la seconda premessa.
73

La seconda premessa Certi M sono P è vera poiché con essa affermiamo


l’esistenza di almeno un elemento dell’insieme M che si trova nell’insieme
P. Ciò è vero nel caso quando tutti gli M sono P, così come lo è anche nel
caso nel quale certi elementi di M sono P mentre altri elementi di M non
sono P.


Per chi vuole saperne di più


La lettura degli esempi che seguono potrà essere interessante per chi vuole
saperne di più, non è però indispensabile per la comprensione dei
diagrammi di Venn o di Venn-Euler.
Vedremo di risolvere infatti degli esempi di argomenti che non sono dei
sillogismi categorici ma possiamo nonostante ciò analizzarli usando i
diagrammi di Venn o di Venn-Euler.

Vediamo il seguente esempio:

Certi artisti sono disciplinati.



Certi disciplinati sono artisti.

Come possiamo vedere dalla forma stessa dell’argomento, non si tratta di


un sillogismo categorico. Perché?34

È questo un argomento valido? Qualsiasi possa essere la nostra risposta a


questo punto, andiamo a verificare la validità usando i diagrammi di Venn
oppure quelli di Venn-Euler.

Innanzitutto indichiamo i concetti presenti (artisti e disciplinati), ottenendo


la struttura dell’argomento dato:

Certi S sono P. .
Certi P sono S.


34Tutti e due i giudizi sono giudizi categorici (sia la premessa che la conclusione).
Ogni sillogismo categorico però deve avere esattamente due premesse. L’esempio
dato, avendo una sola premessa, non è quindi un sillogismo categorico.
74

Certi S sono P. .
Certi P sono S.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Indichiamo nel diagramma di Venn la Indichiamo nel diagramma di Venn la


premessa (unica): Certi S sono P.
 premessa (unica): Certi S sono P.

Dal diagramma vediamo che la Dal diagramma vediamo che la


conclusione Certi P sono S è conclusione Certi P sono S è
necessariamente vera.
 necessariamente vera.
L’argomento è dunque valido. L’argomento è dunque valido.

È ora venuto il momento di dire due parole sull’argomento di pag. 53, e del
quale in precedenza avevamo promesso di parlare.35

L’argomento era il seguente36:


Tutti gli uomini sono mortali. 

Certi uomini sono mortali.
Intuitivamente, ogni passaggio dal “tutti” al “certi” dovrebbe avere come
risultato la validità dell’argomento. Qualsiasi sia la proprietà P di cui
stiamo parlando, sembra ovvio che ogni argomento avente la seguente
forma o struttura è un argomento valido:

35 Per questo esempio, come per gli altri argomenti finora, potremmo usare pure i
diagrammi di Venn-Euler ma, per motivi puramente tecnici, questo esempio è più
chiaro se spiegato usando i diagrammi di Venn.
36 Neanche questo argomento è un sillogismo categorico. Non è nemmeno un
sillogismo siccome la premessa è soltanto una.
75

Tutti gli S sono P.



Certi S sono P.

Infatti, se per tutti gli elementi di un certo insieme (o gruppo) vale una
certa proprietà, sembra evidente che necessariamente tale proprietà vale
anche per certi elementi dello stesso insieme (o gruppo).

Vediamo ora di verificare la validità di tale argomento usando i diagrammi


di Venn.

Come sappiamo, il diagramma per il giudizio “Tutti gli S sono P” è il


seguente:

Ci chiediamo ora se sia necessariamente vero che certi S sono P? Dal


diagramma è evidente che la risposta è negativa. Dalla premessa non segue
l’esistenza di alcun elemento. Nel diagramma infatti non c’è alcuna
crocetta. È possibile che l’insieme S sia vuoto e quindi non esistano gli S
che sono P. È questa la risposta che ci offre la logica contemporanea. Va
comunque detto che nella logica tradizionale o aristotelica, per ogni
giudizio del tipo “Tutti gli S sono P” è sottinteso che l’insieme S non è un
insieme vuoto. Nella logica tradizionale quindi l’argomento dato è un
argomento valido.

Avremmo comunque potuto fare lo stesso discorso usando i diagrammi di


Venn-Euler. Infatti, l’enunciato “Tutti gli S sono P” viene rappresentato
usando i diagrammi di Venn-Euler nel seguente modo:




76

Tutti li elementi dell’insieme S si trovano nell’insieme P, quindi il cerchio


che raffigura l’insieme S si trova all’interno del cerchio che raffigura
l’insieme P. L’insieme S però può essere vuoto, di conseguenza non è
necessario che ci siano degli S, e quindi non è necessario che ci siano degli
S che sono anche P.
77

7E. Sillogismo categorico, diagrammi di Venn e


di Venn-Euler – Esercizi
(Le soluzioni si trovano a pagina 140.)
(1) Quali degli argomenti dell’esercizio (1) – Capitolo 6E (pagina 57)
sono dei sillogismi categorici e perché?

(2) Determinate se i seguenti sillogismi categorici sono degli argomenti


validi oppure no, usando sia i diagrammi di Venn che quelli di Venn-
Euler:
(a) Tutti gli scienziati sono introversi. Nessun introverso è disciplinato.
Di conseguenza nessun scienziato è disciplinato.

(b) Ogni mare è salato. Certe acque non sono salate. Dunque, certe
acque non sono mare.

(c) Tutti i grattacieli sono edifici. Tutti gli edifici hanno le


fondamenta. Tutti i grattacieli, quindi, hanno le fondamenta.

(d) Certe piante non sono rose, siccome nessuna rosa è senza spine e
certe piante sono senza spine.
(e) Se nessun alunno è amante della musica classica e tutti gli amanti
della musica classica sono studenti, allora nessun studente è
alunno.

(f) Tutte le farfalle hanno le ali e siccome certe farfalle sono animali,
di conseguenza certi animali non hanno le ali.
(g) Tutti gli alberi sono piante e certi alberi sono ornamentali. Di
conseguenza certe piante sono ornamentali.

(3) Determinate se i seguenti sillogismi categorici sono validi oppure no


usando i diagrammi di Venn e quelli di Venn-Euler. Dati gli esempi,
questo esercizio ci aiuterà a capire meglio i diagrammi di Venn e di
Venn-Euler. Ciò a sua volta ci permetterà di usare tali diagrammi anche
78

nel caso di argomenti che non sono dei sillogismi categorici. Infatti, i
diagrammi, una volta compresi, possono essere usati nella verifica della
validità di argomenti che non hanno la struttura specifica dei sillogismi
categorici.
(a) Tutti gli atleti sono sportivi e certi sportivi sono disciplinati.
Quindi, certi atleti sono disciplinati.
(b) Nessun minerale è un essere vivente. Certi sassi non sono minerali.
Di conseguenza certi esseri viventi non sono sassi.

(c) Tutte le città italiane hanno almeno mille abitanti. Firenze è una
città italiana. Firenze dunque ha almeno mille abitanti.

(d) Nessun cane è erbivoro. Rex è un cane. Rex dunque non è


erbivoro.

(e) Certi roditori sono animali domestici. Certi mammiferi non sono
roditori. Di conseguenza certi mammiferi non sono animali
domestici.

(4) Determinate se gli argomenti (b), (n), (o), (q), (t) dell'esercizio (1) –
Capitolo 6E, sono validi oppure no, con l’aiuto dei diagrammi di Venn
oppure con i diagrammi di Venn-Euler.

Le soluzioni si trovano a pagina 140.



79

8. Argomenti induttivi e induzione

Ci sono degli argomenti che, usando il criterio di validità, sono argomenti


non validi. Tali argomenti però, volendo usare un criterio meno
“rigoroso”, sarebbero comunque dei buoni argomenti.
Ritorniamo all’esempio della macchina che non vuole partire (pagina
46-47). Se cerchiamo disperatamente di far partire la macchina e il nostro
vicino meccanico fa il ragionamento che abbiamo visto sopra (La
macchina non parte. Se la batteria è scarica, la macchina non parte.
Quindi, la batteria è scarica.) la nostra prima reazione non sarà quella di
fargli capire che il suo non è un argomento valido. Tutt’altro, andremo
subito a verificare la batteria. Perché secondo il meccanico, che di casi
simili ne vede una decina ogni giorno, è molto probabile che si tratti
appunto della batteria. Sì, non è logicamente necessario che la batteria sia
scarica, ma è molto probabile.
Si tratta quindi di una situazione nella quale il criterio rigoroso di validità
non viene usato, piuttosto seguiamo la soluzione/conclusione che ci viene
offerta come la più probabile.

Quale sarebbe l’alternativa? Volendo insistere sulla validità, dovremmo


cercare una spiegazione utile/sensata che però segua necessariamente dalle
premesse in modo da avere un argomento valido. Ciò però non è possibile,
perché non è possibile determinare la causa di un guasto con una certezza
logica, assoluta. Per lo meno non lo è dalla sola informazione che la
macchina non si decida a partire. Ed è per questo che ci “accontentiamo”
di ciò che probabilmente è la causa del nostro problema.
Potremmo dunque riformulare il nostro argomento invalido qui sopra nel
seguente modo:
La macchina non parte.

Se la batteria è scarica la macchina non parte.

Quindi, è probabile che la batteria sia scarica.

80

Con ciò abbiamo introdotto un nuovo criterio per l’analisi di argomenti,


ossia un nuovo tipo di argomenti: gli argomenti induttivi.

Perché dunque dovremmo parlare di probabilità, quando conosciamo il


concetto di validità nel contesto degli argomenti deduttivi? Perché mai
dovremmo preferire la situazione nella quale la conclusione segue soltanto
con un certo grado di probabilità, quando abbiamo a nostra disposizione
la deduzione e il criterio di validità che parla di conseguenza logica, e
quindi “sicura”?

Un altro esempio di applicazione dell’induzione è la diagnostica medica.


Ammettiamo che una persona abbia più sintomi che potrebbero, e
sottolineiamo potrebbero, avere diverse cause, nessuna che segua dai
sintomi presenti con certezza logica, cioè assoluta. Sarebbe
controproducente, a volte anche dannoso e pericoloso per la vita dei
pazienti, rinunciare a qualsiasi cura perché nessuna diagnosi medica segue
necessariamente dai sintomi presenti. Che deve fare un medico allora?
Nella prassi si segue innanzitutto la pista della malattia più probabile in
base ai dati presenti e ad altri fattori/parametri (età, sesso, condizioni di
vita ecc.).

C’è un’altra caratteristica tipica per gli argomenti induttivi: se in un


argomento inseriamo nuove premesse la probabilità con la quale la
conclusione segue dalle premessa può aumentare o diminuire.
Prendiamo come esempio il seguente dialogo tra un qualsiasi paziente e il
medico che lo cura:

“Che problema ha?” – “Dottoressa, tossisco e ho il naso che cola” – Sarà


un semplice raffreddore, non si preoccupi” – “Sì, ma… ma ho pure la
febbre” – “Hm, in tal caso sarà piuttosto l’influenza” – “La febbre non è
altissima, ma sento pure un dolore al petto e faccio molta fatica a
respirare” – “In tal caso è anche possibile che si tratti di polmonite. Faremo
le analisi necessarie…”
81

Andiamo ad analizzare il dialogo non da un punto di vista medico ma


logico. La prima premessa è:

P1: Tossisco e ho il naso che cola.

Da qui segue la conclusione:


C1: Si tratta di un semplice raffreddore.

In base alla prima premessa, secondo il medico si tratta di un raffreddore.


La conclusione non è logicamente necessaria, ma è invece la più probabile.
Si tratta quindi di un buon argomento induttivo.

Gli argomenti induttivi sono, come detto sopra, soggetti alla revisione.
Aggiungendo nuove premesse possiamo rendere la conclusione più o meno
probabile.
Infatti, nel dialogo, il paziente aggiunge alla sua P1 una nuova premessa:

P2: Ho pure la febbre.

e il medico a tal punto capisce che la probabilità di un semplice raffreddore


si è azzerata. Subentra invece una conclusione più probabile:

C2: Se ha la febbre, sarà piuttosto l’influenza.


(Non è quindi un semplice raffreddore)

Aggiungendo ora una terza premessa del paziente:

P3: La febbre non è alta, ma ho un dolore al petto e respiro difficilmente.


(Tale premessa potrebbe essere intesa come l’introduzione di tre premesse
diverse - febbre alta, dolore al petto, respiro difficile – ma al momento non
ha importanza)

Con la terza premessa, la probabilità di un’influenza diminuisce e ciò che


subentra è la possibilità di una polmonite.
C3: È possibile si tratti di polmonite.
82

Per gli argomenti induttivi è caratteristico dunque che aggiungendo nuove


premesse a un dato argomento, la probabilità che la conclusione segua
dalle premesse può diminuire o aumentare, può cioè variare.37

Vediamo ora l’esempio legato alla situazione meteo e previsione del tempo:
La situazione meteo è tale che domani ci sarà cielo sereno.

Quindi domani ci sarà cielo sereno.
Questo argomento, inteso come argomento deduttivo, è ovviamente
invalido: è possibile che la situazione meteo sia quella della premessa, ma
la conclusione è falsa e cioè che domani il cielo non sia sereno e che piova.
È chiaro che nel caso di previsioni meteo si tratti di gradi di probabilità ed
è perciò naturale analizzare tali argomenti non usando il criterio di
validità, ma piuttosto analizzandoli quali argomenti induttivi.

L’induzione non è quindi un’argomentazione di “seconda classe”, va


invece intesa come un criterio di valutazione di argomenti, così come lo è
la deduzione. Che sia d’uopo usare il criterio di validità e quindi di
argomento deduttivo oppure di probabilità, cioè di argomento induttivo, è
una questione che dipende da tanti fattori.

La logica classica simbolica si occupa di argomenti deduttivi. C’è


comunque anche la logica formale che cerca di formalizzare i principi
dell’induzione.

In determinati ambiti di ricerca, come ad esempio la logica e la


matematica, la deduzione ossia il criterio di validità, è quello che viene
usato per dimostrare la verità della asserzioni/teoremi.

Nella ricerca scientifica, come pure in tante situazioni di vita quotidiana, il


criterio che viene usato è l’induzione.


37 Negli argomenti deduttivi ciò non è possibile: se un argomento è valido rimane


valido indipendentemente dall’inserimento di nuove premesse.
83

9. Fallacie argomentative o (logiche) informali

Le fallacie argomentative sono sbagli tipici nel ragionamento. Infatti,


mentre nel dominio della logica ci concentriamo sulla validità di
argomenti, in generale ciò che ci interessa è dimostrare la verità delle
conclusione. Ricorderemo che due sono le condizioni necessarie perché un
argomento accerti la verità della conclusione: uno è la validità
dell’argomento, mentre l’altro è la verità delle premesse. Quindi, al di fuori
del contesto della sola logica, la verità effettiva delle premesse diventa un
fattore rilevante. Come vedremo però in questo capitolo, le due condizioni
sono sì necessarie, ma non sufficienti affinché si possa dire che le premesse
in un argomento garantiscano la verità della conclusione.
La teoria delle fallacie viene introdotta da Aristotele, che nella sua opera
Sulle confutazioni sofistiche38 inserisce tredici fallacie. Tali fallacie vengono
suddivise in fallacie linguistiche (fallacie dictionis) e quelle non linguistiche
(fallacie extra dictionem).

Le fallacie linguistiche sono quelle dovute al linguaggio e dipendenti dal


contenuto dell’argomento; quelle non linguistiche sono invece quelle
fallacie che sono indipendenti dal linguaggio e dipendono dalla struttura
dell’argomento.
Oggi conosciamo circa un centinaio di fallacie. In questo manuale ci
limiteremo a introdurre e spiegare brevemente le fallacie più comuni.
In questo ultimo decennio siamo particolarmente fortunati siccome i social
media ci offrono la possibilità di leggere e partecipare a tantissime
discussioni sui più svariati temi. Mai come in questi ultimi anni abbiamo
avuto la possibilità di dire la nostra, di farci sentire a livello addirittura
mondiale, di discutere con persone mai viste né conosciute sui temi che più
ci interessano e/o ci stanno al cuore. È questa senz’altro la grande forza

38Aristotele, 2007, Le confutazioni sofistiche, intr., trad. e comm. di P. Fait, Editori


Laterza.
84

dei social media, che ci permette di conoscere il mondo, le opinioni e


culture altrui. Nei social media si possono però leggere anche tante
discussioni e argomenti ovviamente sballati, e tantissimi errori logici e/o
argomentativi il che ci convince ulteriormente di quanto sia importante
non soltanto essere motivati a discutere ed esprimere opinioni ma anche, e
soprattutto, quanto sia importante essere competenti nel farlo.
Vediamo allora qual è la lista delle fallacie più frequenti; con lo scopo di
poterle identificare negli argomenti degli altri, ma anche per poterle evitare
negli argomenti che usiamo noi stessi.

Ad hominem/appello alla persona


È lo sbaglio che consiste nel criticare la persona piuttosto che la tesi o
l’argomento che tale persona difende.
Prendiamo il seguente esempio di dialogo: – “Signora, il suo cane è troppo
magro, gli dia qualcosa da mangiare.”

– “Ma per favore, si guardi allo specchio… Lei
ha almeno 15 chili di troppo… Non mi sembra
propio la persona giusta per dar giudizi sul peso
forma di nessuno.”
La padrona del cane non commenta ciò che le
Foto 11. Nel caso dei cani di razza viene detto, attacca la persona invece di
Saluki, ad esempio, il loro peso
standard spesso fa credere replicare al commento. Non discute né
(erroneamente) che si tratti di cani
molto sottopeso. commenta la critica secondo cui il suo cane
sarebbe troppo magro, ma piuttosto critica la
persona che lo dice. La padrona del cane commette quindi la fallacia ad
hominem.

Purtroppo è uno sbaglio che compare spessissimo e che dovremmo evitare.


Ciò che ci viene detto (o che leggiamo) ha un valore di verità
indipendentemente da chi lo dice o da quanto la persona ci sembra
simpatica o convincente. Cerchiamo, dunque, di replicare sempre al
85

contenuto che ci viene detto, piuttosto di attaccare personalmente chi ce lo


dice.

Petitio principi/circolo nella prova


La Petitio principi o circolo nella prova è la fallacia che consiste nell’accettare
come vere una o più tesi la cui verità è appena da accertarsi. Si tratta della
fallacia che si può presentare in due forme diverse.

Kant39 nella sua Logica introduce e distingue le due forme diverse dando
loro nomi diversi:

Per petitio principii s’ intende l’assunzione di una proposizione qual


fondamento probante, come se fosse una proposizione
immediatamente certa, benché essa abbia, invece, ancora bisogno di
prova. E un circolo nella prova è quello in cui s’incorre quando si mette la
proposizione che si voleva provare a fondamento della sua stessa prova.

(Kant, Immanuel, 1800/1984, Logica, Editori Laterza, § 92, p. 130)

Nella prima forma, si accettano come vere una o più premesse la cui verità
deve appena essere verificata. Non si tratta quindi di premesse la cui verità
è stata dimostrata o è indiscutibile o comunque generalmente accettata.
Nella seconda forma la conclusione si presenta in modo esplicito o
implicito nelle premesse dell’argomento dato.

Esempio:

Soltanto una persona ammalata di mente può abbandonare i propri


figli. Quindi, tutti quelli che abbandonano i propri figli sono malati di
mente.
La premessa e la conclusione sono giudizi equivalenti (hanno lo stesso
contenuto), perciò questo argomento è un esempio di petitio principi.

39 Immanuel Kant (1724 – 1804), filosofo tedesco.


86

Ad ignorantiam/appello all’ignoranza
La fallacia ad ignorantiam consiste nel ritenere un giudizio vero soltanto
perché non è stato dimostrato di essere falso oppure ritenere un giudizio
falso soltanto perché non si è dimostrato essere vero.

Esempio:
Gli extraterrestri non esistono, infatti la loro esistenza non è mai stata
dimostrata.
Bisogna stare però attenti! Ci sono dei contesti nei quali ad ignorantiam non
si presenta come una fallacia.

Un esempio nel quale ad ignorantiam non viene ritenuto una fallacia è quello
della morte presunta. La morte presunta è il caso giuridico nel quale una
persona viene dichiarata morta se non sussistono prove della sua esistenza
per un determinato periodo. La spiegazione data dal Ministero della
giustizia è la seguente:

Se […] sono trascorsi 10 anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia
dell'assente il Tribunale dell'ultimo domicilio o dell'ultima residenza
può dichiarare la morte presunta dello scomparso a partire dal giorno
in cui risale l'ultima notizia certa della sua esistenza in vita. Si tratta di
una particolare forma di accertamento giudiziale del decesso di un
soggetto, fondato su una presunzione legale. La dichiarazione di morte
presunta produce gli stessi effetti della morte naturale, a decorrere, in
via generale, dalla data così determinata della morte presunta.
(“Scomparsa, assenza o morte presunta”, Tribunale di Milano,
Ministero della giustizia, https://www.tribunale.milano.it/
index.phtml?Id_VMenu=447&daabstract=348)

Se quindi per dieci anni consecutivi vige un’ assenza di prove circa il fatto
che una persona sia in vita, si conclude che la persona sia morta (presunta).

È questa quindi una versione di ad ignorantiam che non viene considerata


una fallacia.

87

Un altro contesto è quello della corte, nella quale ognuno è innocente se


non ne è stata dimostrata la colpevolezza. Dalla mancanza di prove della
colpevolezza segue l’innocenza della persona in questione.

Falsa analogia
La Falsa analogia è la fallacia che consiste nell’analizzare in un argomento
un fenomeno basandosi su un’analogia dai presupposti sbagliati oppure
irrilevante. Si presenta cioè quando si stabilisce una proprietà che due
elementi (fenomeni, persone o altro) avrebbero in comune mentre tale
proprietà non esiste oppure non è rilevante per l’argomento che viene
proposto.
Un esempio potrebbe essere un
video proposto da PETA.40 Nel
2007, in uno dei loro video, PETA
critica il fatto che le alleanze cinofile
sostengono l’allevamento dei cani di
razza pura paragonando tale
istituzioni con quella razzista dei
Una scena del video ideato da PETA - YouTube
KKK 41 e quindi ritenendo che
entrambi andassero aboliti. Secondo
PETA infatti la tendenza a valorizzare i cani di pura razza è analoga a
quella dei KKK di ritenere di razza superiore gli uomini dalla pelle bianca.
Perché in molti si sono opposti a tale argomento affermando che si trattava
di una falsa analogia? La preferenza di persone di razza bianca non ha
nessun fondamento razionale, biologico e etico. La preferenza di alcune
razze ossia di alcune proprietà nei cani ha diversi scopi: controllo di
questioni legate alla salute, alla possibile aggressività, a determinate

40 PETA (People for the Ethical Treatment of Animals, in italiano: Persone per il
Trattamento Etico degli Animali) è un’organizzazione che, ufficialmente, sostiene i
diritti degli animali.
41KKK (Ku Klux Klan) nome usato nel corso degli anni da diverse organizzazioni e
gruppi negli Stati Uniti d’America aventi in comune l’affermazione della superiorità
della razza bianca.
88

competenze quali sono quelle richieste dai cosiddetti cani da lavoro, da


guardia ecc. L’allevamento dei cani da razza si concentra quindi su
proprietà dei cani che hanno un motivo pratico o medico, non soltanto o
non principalmente estetico. Inoltre non si tratta di preferire determinate
razze (cosa che succede con il KKK) ma di tendere al massimo alla qualità
di varie razze canine con una selezione e allevamenti controllati come pure
di sostenere la ricerca sulla salute e preparare l'introduzione della
genomica nella selezione delle specie canine. Si tratta quindi di motivazioni
completamente diverse il che rende i due fenomeni non analoghi nei loro
tratti fondamentali o essenziali.

Un’altro esempio che alcuni ritengono essere una falsa analogia è la


sperimentazione animale. Gli esperimenti che vengono effettuati su certi
mammiferi (topi, ratti, cani, gatti ecc.) si basano, secondo i sostenitori
dell’antivivisezionismo scientifico, sulla falsa analogia; sull’idea cioè che gli
animali hanno un organismo abbastanza simile a quello umano e sono
perciò adeguati ai test relativi alla nocività o meno di sostanze
farmaceutiche. Secondo gli antivivisezionisti il corredo genetico di ogni
specie è specifico e diverso da quello delle altre specie, perciò i risultati
delle sperimentazioni sugli animali non sarebbero dunque utilizzabili. Si
nominano spesso in tale contesto i dati statistici come pure esempi di
farmaci che portano a reazioni opposte negli animali (usati nei laboratori) e
negli uomini: penicillina (per criceti e conigli ha un effetto da tossico a
letale), paracetamolo (tossico per i gatti), insulina (causa di malformazioni
in topi e polli), talidormide (causa di gravi malformazioni neonetali per
l’uomo, innocuo invece per topi e ratti) ecc.42

Ad verecundiam/ricorso all’autorità o fallacia


dell’autorità
La fallacia ad verecundiam si riferisce all’uso dell’autorità nei casi nei quali ciò
non è appropriato. Facciamo appello all’autorità quotidianamente, ad
esempio leggendo libri su un determinato argomento scritti da persone

42 Per ulteriori dettagli si veda ad esempio questo testo.


89

autorevoli nel campo e riteniamo che le informazioni siano affidabili


poiché fornite da qualcuno che è ritenuto un’ autorità in materia.

La fallacia si presenta invece quando facciamo ricorso alla falsa autorità.

Prendiamo come esempio il seguente testo:


Con l’espressione “buon costume” è inteso il concetto di “pudore
sessuale”, secondo la definizione di “Atti e oggetti osceni” data dall’art.
529 del Codice Penale: “si considerano osceni gli atti e gli oggetti, che,
secondo il comune sentimento, offendono il pudore”.

Viene tuttavia concessa una scrutinante in richiamo all’art. 33 della
Costituzione, ovvero: “Non si considera oscena l’opera d’arte o l’opera
di scienza”.

A questo punto il problema riguarda lo stabilire ciò che sia o meno


un’opera d’arte.
Come segue nel testo, il fatto che sia il giudice a distinguere quelle che sono
le opere d’arte, si presenta come esempio della falsa autorità:

“Questi due articoli di legge autorizzano quindi il magistrato a


stabilire non solo se un’opera teatrale o cinematografica è oscena ma
ancor di più se è un’opera d’arte, delegando al diritto problematiche
che dovrebbero rimanergli estranee in quanto esulano dalla propria
sfera funzionale e cognitiva.”

(Franzella, Giuseppe, 2018, Delitti imperfetti - Il cinema e la censura dalle
origini al social web, http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/707660/
delitti-imperfetti_1243307, p. 21-22. Il libro è vincitore del concorso
“ilmioesordio - SAGGI, Vincitore premio Selfpublishing 2018”)

Ignoratio elenchi/conclusione irrilevante


La fallacia si crea quando presentiamo un argomento che può essere anche
valido ma che non ha la conclusione che dovevamo difendere. La
conclusione ottenuta è irrilevante per la discussione in corso.
Come sottospecie di questa fallacia logica si riconosce la fallacia “arringa
rossa” (dall’inglese red herring). È la fallacia che si presenta quando
nell’intenzione di contestare un argomento dato si contesta o si critica
90

invece una tesi diversa da quella iniziale con lo scopo di confondere o


distrarre l’interlocutore.

Esempio:
- Nel 2019 festeggiamo i 50 anni dello
sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna. Hai
mai pensato che potrebbe essere vero
che, in realtà, non ci siamo mai stati
sulla Luna? Tanti sono gli argomenti
contrari.
- Adesso mi dirai anche che la Terra è
piatta? Ma come potrebbe venire in
mente a qualcuno di sostenere la Flat
Foto 12. Lo sbarco sulla Luna.
Earth Society?

Piuttosto che discutere sugli eventuali argomenti di uno sbarco sulla Luna
simulato in uno studio cinematografico, si inizia un discorso diverso –
quello dei sostenitori della teoria della Terra piatta.

Lo spaventapasseri/argomento “fantoccio”/uomo di
paglia
La fallacia dell’uomo di paglia si ha quando, invece di discutere
sull’argomento che viene proposto, si critica una versione distorta (spesso
estrema) di tale argomento.

Cosi come un uomo di paglia assomiglia soltanto lontanamente a un vero


uomo, anche l’argomento fantoccio assomiglia soltanto lontanamente
all’argomento originale.
Ad esempio:
- L’aborto non deve essere proibito, ogni donna deve avere il diritto
di scelta.
91
- (tono ironico) Ah certo, benissimo, permettiamo si uccidano i bambini
perché alle donne fa più comodo vivere senza problemi o
responsabilità.

È chiaro che sostenere la tesi che l’aborto non va proibito non equivale al
sostenere la tesi sull’uccisione dei bambini. La tesi originale viene dunque
contestata, attaccando una tesi diversa che nessuno neanche si sognerebbe
di sostenere.

Questo testo è allo stesso tempo anche un esempio di fallacia petitio principi.
Perché? Perché la differenza tra feto e bambino è una questione
fondamentale e controversa, invece il testo ritiene la tesi che il feto è già un
bambino come acquisita e senza bisogno di ulteriori analisi (si presuppone
come vero ciò che va invece discusso e dimostrato).

Lo spaventapasseri è una fallacia che spesso si presenta volontariamente,


ma anche come conseguenza di una lettura/ascolto superficiale di ciò che
viene sostenuto. È estremamente scorretto rappresentare le tesi degli altri
come delle caricature (spaventapasseri) di quelle che sono le tesi iniziali/
originali.

92

9E. Fallacie (logiche) informali – Esercizi


(Le soluzioni si trovano a pagina 144.)
(1) Per ogni fallacia presentata trovate un esempio di testo nella
letteratura, nei giornali o nei social media.

(2) Determinate se i seguenti testi contengono delle fallacie logiche


oppure no. Nel caso di una risposta positiva, indicate di quali fallacie
si tratta e perché.
(a) Non esiste nessuna prova scientifica che l’omeopatia possa fare bene
alla salute. Quindi, l’omeopatia non può far bene alla salute.

(b) Mi sono convinta che il riscaldamento globale fosse un problema


reale soltanto dopo aver sentito il discorso di Greta Thunberg al
COP24, la conferenza delle Nazioni Unite per il cambiamento
climatico. Greta è ancora una ragazzina e come tale è pura e
sincera. Sono sicura che stia dicendo la verità.

(c) Ho chiesto ieri in libreria alla commessa di consigliarmi un libro da


regalare a mia nipote. Ma poi ho notato che aveva delle unghie
lunghissime e di un colore orribile. Ho rinunciato subito a scegliere
un libro tra quelli che mi aveva offerto, non credo una tale persona
possa intendersi di libri.

(d) Sappiamo che le persone anziane sono come dei bambini. Gli
anziani perciò dovrebbero seguire la stessa alimentazione dei
bambini.

Le soluzioni si trovano a pagina 144.



93

10. Elementi di pragmatica: sistematicità,


comunicazione ed apertura mentale

Come già detto nell’introduzione di questo libro, il ragionamento critico –


o meglio, la cultura del ragionamento critico – comprende, oltre al nucleo
logico-argomentativo, anche altri aspetti: la sistematicità, la capacita di
comunicazione e l’apertura mentale. Di tali aspetti parleremo in
quest’ultimo capitolo.

Sistematicità
La sistematicità va intesa quale capacità di analizzare in modo sistematico
e dettagliato un testo, o un insieme di dati o, in generale, un qualsiasi
problema. Si usa spesso, quando si vuole parlare di sistematicità, nominare
la rinomata fiaba indiana dell’elefante e dei sei saggi ciechi. È la fiaba di sei
saggi ciechi che vivono in un villaggio indiano nel quale si presenta un
elefante – animale sconosciuto agli abitanti fino a quel momento. I saggi
decidono quindi di determinare di che tipo di animale si tratti ma, essendo
ciechi, non possono vedere l’animale. Decidono quindi di avvicinarsi e
toccando l’elefante, di capire
quale animale sia. I sei ciechi
toccano l’animale, ognuno su
un punto del corpo diverso,
arrivando poi a conclusioni
completamente differenti.
Infatti, chi tocca la coda
conclude che l’animale sia
simile a un serpente; chi
tocca la gamba conclude che
si tratti di un animale simile
Foto 13. L’elefante. ad un tronco d’albero; chi
94

tocca la pancia conclude che l’elefante sia simile a un muro; chi tocca
l’orecchio conclude che l’elefante è come un ventaglio; chi tocca la
proboscide crede che l’animale abbia le sembianze di una fune; chi tocca la
zanna conclude che l’elefante assomigli a una lancia. I sei saggi poi si
incontrano a iniziano a discutere per poi litigare sull’aspetto dell’animale.
Nessuno di loro prende in considerazione l’opinione degli altri, nessuno di
loro sembra essere consapevole del fatto che possano esserci prospettive
diverse, ossia analisi dell’animale effettuate da punti di vista diversi.

Chi ha ragione? Tutti e nessuno. Infatti, ognuno degli scienziati vede


effettivamente e obiettivamente ciò che afferma di vedere. Il problema
consiste nel fatto che ogni avvenimento/fenomeno ha delle sfumature e
aspetti diversi se osservato da angolature diverse. Bisogna essere cioè
consapevoli che la nostra è la veduta da un particolare punto di vista,
ovvero è una determinata proiezione.
Tutti dunque hanno ragione, siccome ciò che hanno toccato hanno poi
riportato con paragoni adeguati e in modo obiettivo; non sono però
sistematici nell’analisi del problema che viene loro posto, rimanendo
inconsapevoli di essere unidimensionali nell’approccio utilizzato e nei
metodi dell’analisi. L’essere sistematici e dettagliati significa infatti
analizzare un problema da diversi punti di vista prendendo in
considerazione prospettive differenti, nonché la molteplicità di possibili
punti di riferimento. Possiamo infatti essere nel giusto osservando un
aspetto del problema, ma è altrettanto importante la consapevolezza di
prospettive diverse e quindi di svariate sfaccettature di ciò che intendiamo
analizzare con cura e serietà.

Uno degli autori che in modo particolarmente interessante parla delle


diverse prospettive e punti di vista è senz’altro Luigi Pirandello. Nel suo
romanzo Uno, nessuno e centomila parla di punti di vista diversi con grande
maestria ed efficacia, facendo capire quanto sia importante l’essere
consapevoli che per ogni cosa, fenomeno o realtà, esistono punti di vista
diversi. Anche se Pirandello, nel romanzo, parla fondamentalmente della
realtà che di per sé non esiste ma viene modellata da ognuno di noi in
95

maniera che è soltanto nostra, egli si sofferma pure sul rapporto che
l’uomo ha verso la natura e su come l’uomo usi sempre e soltanto la
prospettiva umana, invece di chiedersi quale poteva essere la prospettiva
della natura stessa a fronte del modo in cui gli uomini la modellano senza
rispetto, a propio interesse e piacere:

Probabilmente non pensano, gli alberi; le bestie, probabilmente, non


ragionano. Ma se gli alberi pensassero, Dio mio, e potessero, chi sa che
direbbero questi poverelli che, per farci ombra, facciamo crescere in
mezzo alla città! Pare che chiedano, nel vedersi così specchiati in
queste vetrine di botteghe, che stiano a farci qua, tra tanta gente
affaccendata, in mezzo al fragoroso tramestío della vita cittadina.
Piantati da tanti anni, sono rimasti miseri e squallidi alberelli. Orecchi,
non mostrano d’averne. Ma chi sa, forse gli alberi, per crescere, hanno
bisogno di silenzio.
[…]
Ma forse anch’esse le bestie, le piante e tutte le cose, hanno poi un
senso e un valore per sé, che l’uomo non può intendere, chiuso com’è
in quelli che egli per conto suo dà alle une e alle altre, e che la natura
spesso, dal canto suo mostra di non riconoscere e d’ignorare.43

Per conoscere dunque ciò che si osserva in modo meno superficiale bisogna
analizzare e rendersi conto del fenomeno/avvenimento da diversi punti di
vista. Anche, e soprattutto quando ciò che veniamo a conoscere non è
esattamente ciò che vorremmo vedere.
È importante essere coscienti del fatto che ogni problema o fenomeno ha
proiezioni diverse e va analizzato da punti di vista diversi. Il nostro è solo
uno dei tanti punti di vista. Non si parla necessariamente di soggettività, di
ciò che sembra (o non sembra) essere vero per noi nella nostra mente, a
differenza degli altri. Si tratta del fatto, come nella storia dell’elefante, che
per capire nel complesso ciò che si osserva o di cui si discute, il fenomeno
va osservato e analizzato in tutte le sue sfaccettature.


43Pirandello, Luigi, 1994, Uno, nessuno e centomila, Einaudi tascabili, Torino,


www.liberliber.it, pp. 51-52.
96

Comunicazione
La comunicazione, ossia la capacità comunicativa è uno degli aspetti
fondamentali quando parliamo della cultura del ragionamento critico. La
capacità comunicativa comprende la capacità e volontà di ascoltare i
motivi e argomenti altrui e a presentare i propri. La capacità comunicativa
comprende la volontà di ascoltare le tesi e gli argomenti degli altri senza
pregiudizi di nessun tipo e con un grado di empatia, come afferma
Walton,44 cioè avendo l’abilità di comprendere in modo costruttivo il punto
di vista degli interlocutori. Significa anche essere pronti a presentare le
proprie opinioni in modo articolato, chiaro e comprensibile, avendo pieno
rispetto per gli interlocutori.

Oltre a ciò, in ogni discussione lo scopo non dovrebbe essere quello di


vincere a ogni costo, ma di determinare discutendo quale sia lo stato reale
delle cose e quali sono le varie sfumature del problema oppure del tema di
cui si discute. Va dunque evitato un atteggiamento simile a quello di coloro
che sono – usando le parole di Platone – privi di educazione spirituale o
filosofica, e che,
quando discutono intorno a qualche argomento, non si curano già di
ricercare dove sia realmente la verità di ciò di cui stanno ragionando,
bensì di far apparite come vere a chi discute con loro le questioni che
essi pongono, di questo solo si preoccupano.45

Inoltre, molto spesso nei dibattiti si tende a essere esclusivi e categorici


riguardo le proprie convinzioni/asserzioni: “Non bisogna assolutamente
fumare!”, “L’aborto va proibito!”, “È scandalosa l’idea che gli omosessuali
dovrebbero avere la possibilità di adottare bambini”, “Mangiare carne
equivale all’omicidio”, e tantissimi altri.


44 Walton, Douglas N., 1989, “Dialogue Theory for Critical Thinking”, in


Argumentation 3: 169-17, Kluwer Academic Publishers.
45 Platone, Opere complete Volume Primo – Eutifrone, Apologia di Socrate, Critone, Fedone,
Biblioteca Universale Laterza, p. 148.
97

Ora, perché l’essere categorici è un problema? Di per sé non lo è. Se siete


categorici nell’affermare che per ogni triangolo rettangolo vale il teorema
di Pitagora, siete più che giustificati nel farlo. Si tratta infatti di
un’affermazione che è stata dimostrata matematicamente, cioè
deduttivamente. Se prendiamo un qualsiasi triangolo rettangolo, sappiamo
che uno degli angoli è di 90 gradi. Non abbiamo bisogno di altre premesse.
E tutti i termini che usiamo sono definiti in modo univoco: il triangolo,
l’angolo di 90 gradi. Dal fatto, e soltanto dal fatto, che uno degli angoli di
un qualsiasi triangolo è di 90 gradi, usando il ragionamento deduttivo che
ora non andremo a spiegare, ne consegue che il quadrato del lato più
lungo (l’ipotenusa) è necessariamente uguale alla somma dei quadrati
degli altri due lati (i cateti); vale cioè il teorema di Pitagora. Il teorema di
Pitagora è dunque una conseguenza logicamente necessaria data la
premessa che il triangolo in questione è un qualsiasi triangolo rettangolo.
Ogni passo in tale dimostrazione è una conseguenza logica dei passi
precedenti.46 Nessun dettaglio è stato tralasciato, nessun possibile problema
rimasto aperto, nessun parametro o premessa trascurati. Nessun
controesempio potrebbe mai mettere in discussione una tale dimostrazione
matematica (che si basa sul ragionamento deduttivo).
Se invece parliamo di problemi/asserzioni appartenenti alla sfera morale,
politica, economica, che fuoriescono dal dominio del ragionamento
deduttivo, ma anche appartenenti al dominio delle scienze naturali, il
discorso nella stragrande maggioranza dei casi non è altrettanto univoco e
lineare. Come abbiamo visto nel capitolo sugli sbagli logici, già la sola
scelta delle premesse è il più delle volte problematica. Alcuni ritengono le
premesse essere vere, altri false, altri ancora le ritengono discutibili. Ne
seguono poi i possibili problemi riguardanti la struttura stessa
dell’argomento, di cui abbiamo parlato nei capitoli precedenti.


46Tante sono le dimostrazioni del teorema di Pitagora, ad esempio quella di Euclide


nel Libro primo degli Elementi, proposizione 47. (http://mathematica.sns.it/media/
volumi/102/Euclide%20restituto,%20Elementi%201-8_bw.pdf)
98

Perché, si chiederà qualcuno, non potremmo essere altrettanto categorici


quando parliamo di questioni etiche, religiose o altro? Dovremmo forse
sempre dubitare o relativizzare?

La risposta a tale domanda dipende da quanto sereni e competenti


vogliamo essere nelle nostre asserzioni.

Quanto abbiamo letto sull’argomento? Quanto sappiamo sugli argomenti


di chi difende la tesi opposta alla nostra? Quante varianti del problema
abbiamo preso in considerazione prima del nostro “verdetto finale”?

Su ogni, virtualmente ogni, tema di cui abbiamo un'opinione indiscutibile


sono stati scritti decine o centinaia di articoli e/o libri: sia da parte dei
“pro”, sia dei “contro” di una determinata tesi. Sono tutti testi scritti da
esperti, molti dei quali si sono occupati dell’argomento per decenni.

Ciò potrebbe, o dovrebbe, farci riflettere su quanto siamo davvero


competenti nel dare giudizi ed esprimere opinioni su vari argomenti e
problemi.

Quante volte ci siamo comportati come Tuideldum quando discute con


Tuideldì e dice: “Io non so a che cosa stai pensando, ma non è così, no
assolutamente”47?

Forse ci chiederemo: perché mai dovremmo cambiare opinione soltanto


perché c’è chi la pensa diversamente? Non è il cambiare opinione che
viene qui suggerito, ma piuttosto l’esser aperti al dibattito – cioè a prendere
seriamente in considerazione le prospettive altrui e/ o diverse dalle nostre.

I grandi opinionisti spesso si riducono a essere “pro” o “contro”, quando


invece l’opzione bianco/nero nella maggior parte dei casi si rivela
insufficiente per cogliere le tante sfaccettature del problema.

Esempio di discussione – Caso Amazon

47Carroll, L., Attraverso lo Specchio Magico, in Carroll, Lewis, 1995, Alice nel Paese delle
Meraviglie e Attraverso lo Specchio Magico, traduzione: Adriana Valori - Piperno, Biblioteca
Economica Newton, p. 131.
99

Prendiamo come esempio la notizia che Amazon dapprima decide e poi,


all’inizio del 2019, rinuncia ad aprire una nuova sede a New York.48 La
notizia della nuova sede avrebbe voluto dire, tra le altre cose, circa 25 mila
nuovi posti di lavoro. La decisione di rinunciare a tale progetto sembra
essere dovuta alla pressione politica da parte della nuova generazione dei
giovani socialisti. Ora, molti giornalisti politici come pure vari
commentatori sui social media, hanno contestato la pressione effettuata da
parte dei socialisti in quanto la possibilità di nuovi posti di lavoro avrebbe
dovuto di per sé essere una buona notizia. Perché dunque i giovani
socialisti sono favorevoli a boicottare una simile opportunità? La prima
reazione potrebbe essere quella di criticare la decisione dei giovani
socialisti e trovarla assurda. Potremmo pensare che, in un’epoca di
recessione nella quale è facilissimo perdere ma difficilissimo trovare un
posto di lavoro, l’apertura di nuovi posti di lavoro è di per sé una buona
notizia e che in quanto tale va sostenuta. Tanti commentatori economici
hanno definito la rinuncia di Amazon una grossa perdita economica e
socio-economica per New York, che si sarebbe potuto e dovuto evitare.
Volendo essere aperti al dialogo, è naturale che la domanda seguente
riguardi i motivi/le ragioni in base ai quali i giovani socialisti decidono di
boicottare la proposta economica e fanno di tutto affinché Amazon rinunci
a New York, cosa che alla fine è successa. Gli argomenti che i giovani
socialisti hanno avanzato per rifiutare un progetto che sembrava a molti
necessario, utile e produttivo erano i seguenti: non è accettabile l’apertura
di 25 mila posti di lavoro siccome sappiamo già che si tratterà di posti
sottopagati, che presuppongono condizioni di lavoro disastrose. Ciò che
bisognava fare era insistere e lottare per attrarre posti di lavoro dignitosi,
nei quali si tenga conto delle condizioni di lavoro e dove i lavoratori
saranno pagati decentemente. Il numero dei posti di lavoro è meno
importante della loro qualità.

48 Il corriere della sera, articolo di Michela Rovelli: Amazon rinuncia al campus a New
York: “Troppa opposizione da politici locali”, 15 febbraio 2019 ∣ 16:20h, https://
www.corriere.it/tecnologia/19_febbraio_14/amazon-rinuncia-campus-new-york-
troppa-opposizione-politici-locali-81929000-307c-11e9-8a87-b19e5ce8112e.shtml?
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100

Molti altri commentatori economici come pure tanti commenti sui social
media hanno però dato ragione ai giovani socialisti, affermando che era
ora di dire basta a condizioni di lavoro penalizzanti. Si sono poi fatti avanti
ex lavoratori della Amazon affermando che il controllo di Amazon sui
propri dipendenti era totale, comprensivo delle soste in bagno e di ogni
minuto di pausa. Altri hanno ricordato che Amazon ha sempre sfruttato
economicamente al massimo i luoghi nei quali apriva le proprie filiali,
invece di produrre ricadute virtuose sul territorio. Altri hanno sottolineato
che per New York (per essere precisi Long Island City) Amazon avrebbe
significato un aumento del costo degli alloggi, molto più traffico per le
strade, l’arrivo di supermarket e centri commerciali, una diminuzione delle
zone verdi e altro ancora. Tutto ciò avrebbe portato alla perdita di un
modo di vivere più sereno e tranquillo dove anche i piccoli commercianti
potevano sopravvivere e dove non tutto era basato sul profitto o solo su di
esso. È questo un bell’esempio di come ogni problema o proposta offra più
punti di vista e più prospettive da tener presenti prima di prendere una
posizione e criticare la decisione presa da altri. Qualunque sia la nostra
opinione sulla vicenda che ci ha fatto da esempio, risulta comunque chiaro
che, una volta conosciuti i motivi e le argomentazioni di tutte le parti
interessate, il problema non è affatto banale e ogni punto di vista presenta
motivi validi e sensati.

Apertura mentale
L’ apertura mentale, come precisa Roccatello sarcasticamente, non è una
frattura del cranio.49 E che cos’è? Per apertura mentale si intende la
capacità di trascendere, nel pensiero, dai propri pregiudizi e dai limiti
imposti dalla società, dall’educazione, dai sentimenti o altro.
Significa anche essere pronti a mettere in discussione le proprie convinzioni
e intuizioni, pure quelle più profonde e viscerali. Spesso si crede che per

49Roccatello, Samuele, 2017, L’apertura mentale non è una frattura del cranio, Pathos
Edizioni.
101

una cultura del ragionamento critico e un’apertura mentale bastino una


buona educazione, intelligenza e buona conoscenza di nozioni logico-
teoriche. La storia del pensiero sia filosofico che scientifico o matematico e
addirittura logico, ci insegna che non è esattamente così.
Gödel50 , nella lettera che scrive a Hao Wang nel 7 dicembre 1967, parla
del “pregiudizio, o come vogliamo chiamarlo” responsabile del fatto che i
suoi colleghi logici non erano riusciti a ottenere i risultati che poi lui aveva
raggiunto siccome non erano in grado di accettare i concetti transfiniti
come quello di “verità matematica oggettiva”; Quei risultati erano,
secondo Gödel, “matematicamente, una conseguenza quasi triviale dei
risultati di Skolem”.51
Uno degli episodi più interessanti in questo contesto è il caso del
matematico italiano Saccheri.52 L’esempio di Saccheri è legato alla
geometria euclidea e all’analisi sopratutto del quinto postulato, che per
secoli fu degno di interesse da parte dei matematici. Si poneva infatti la
domanda se il quinto postulato fosse una conseguenza degli altri quattro
oppure no.53 Saccheri aveva presupposto che il quinto postulato, dati gli
altri quattro, poteva anche essere falso con l’intenzione di ottenere una
contraddizione. Invece della contraddizione, Saccheri dimostra che il
quinto postulato poteva essere anche falso, che potevano esserci cioè
geometrie non euclidee. Saccheri però, condizionato dalla convinzione che

50Kurt Gödel (1906 – 1978), matematico e logico di origine austro-ungarica. Il più


grande logico del XX secolo, viene ritenuto anche uno dei più grandi logici di tutti i
tempi (insieme ad Aristotele e Gottlob Frege).
51Per maggiori dettagli si veda: Wang, Hao, 1974, From Mathematics to Philosophy,
Routledge Revivals, pp. 8-11.; Feferman, Solomon, 1984, In the Light of Logic (Logic and
Computation in Philosophy), Oxford University Press, pp. 150-165.
52Giovanni Girolamo Saccheri (1667 – 1733), gesuita, matematico e filosofo. È stato
Professore di Matematica all'Università degli Studi di Pavia.
53 Non ci occuperemo qui della parte tecnico-matematica del problema, ma piuttosto
di quella filosofica legata al ragionamento critico. Per i dettagli storici oppure tecnici si
possono consultare i seguenti titoli: Euclide, Elementi – Libro Primo in Euclide, 2007,
Euclide - Tutte le opere (testo greco a fronte), R.C.S. Libri S.p.A., Milano; Kline, Morris,
1999, Storia del pensiero matematico (1 e 2), Biblioteca Einaudi.
102

l’unica geometria possibile fosse quella euclidea, rinuncia al risultato


ottenuto, non ritenendo possibile una geometria diversa da quella di
Euclide. Anche se quindi Saccheri era, in un certo senso, il precursore delle
geometrie non euclidee, a causa di una mancata apertura mentale e a
causa dell’impossibilità di accettare i risultati che contestavano ciò in cui
credeva, egli non riesce a vedere il risultato incredibile che aveva ottenuto.
Ci sono voluti quasi 150 anni perché i matematici (Bolyai, Lobachevsky e
Riemann) introducessero nella matematica le geometrie non euclidee.

L’apertura mentale non è quindi legata alla sfera emotiva o morale o


sociale ma, come abbiamo visto dagli esempi, tocca anche il dominio
logico-matematico che è per definizione immerso nella sfera del raziocinio.
Rinunciare, dunque, a delle intuizioni e convinzioni è difficile anche per
chi svolge le proprie indagini nell’ambito della logica o matematica.

Potremmo trovare esempi simili anche nella ricerca scientifica. Basti


pensare alla difficoltà, durata secoli, dei fisici a rinunciare a una
determinata prospettiva, prospettiva che appena Einstein mette in
discussione sconfessando gli orientamenti che gli scienziati avevano
adottato per secoli prima di lui.

Esempio: la teoria dell’etere. Prima di Einstein, gli scienziati credevano


nello spazio e tempo assoluti54 convinzione che però non era supportata
sperimentalmente. Per poter confermare l’esistenza dello spazio (e tempo)
assoluti, era necessario calcolare determinate grandezze fisiche (ad esempio
la velocità) in relazione allo spazio assoluto. Il che però nessuno scienziato
era riuscito a realizzare, nonostante gli sforzi durati duecento anni.
Maxwell nel XIX secolo propone di identificare lo spazio assoluto con
l’etere, affermando l’esistenza dell’etere quale mezzo per la propagazione
della luce. L’esistenza dell’etere però non era passibile di dimostrazione,
nonostante gli esperimenti diretti a tale scopo. Ma nell‘anno 1905, Einstein
54 Spazio che era ritenuto dalla stregante maggioranza degli scienziati, in base alla
teoria di Newton del 17.esimo secolo, equivalente allo spazio matematico ossia la
geometria euclidea. E quindi spazio che era ritenuto indipendente dagli oggetti
concreti/fisici che comprende. Visto che lo spazio veniva ritenuto equivalente ad una
struttura matematica, ne seguiva pure la sua indipendenza dal tempo.
103

propone un passo del tutto rivoluzionario: la teoria della relatività speciale


(adeguata per i sistemi privi di gravitazione). Per la prima volta della storia
della fisica uno scienziato propone una prospettiva completamente diversa
dello spazio e del tempo. Nonostante il fatto che altri fisici e matematici
(Poincaré, Lorentz, Fitzgerald, Voigt) erano a conoscenza delle equazioni
fisico-matematiche di Einstein, questi non erano in grado di interpretare
tali risultati correttamente. Grazie alla sua apertura mentale, ossia alla
capacità di vedere i fenomeni da una prospettiva diversa, Einstein riesce a
offrire la giusta interpretazione in base alla quale decreta che l’etere non
esiste.

La storia diventa ancora più intrigante nell’ambito della teoria della


relatività generale (applicabile cioè per tutti i sistemi, con o senza forza
gravitazionale). Succede a questo punto una specie di colpo di scena
scientifico. Einstein infatti non è in grado di rinunciare del tutto all’etere,
essendo convinto della necessità di un mezzo di propagazione delle onde,
in questo caso, gravitazionali. Perciò, a un certo punto rinuncia addirittura
alle conseguenze logico-matematiche della sua teoria della relatività
generale. La causa quindi – che ha dell’incredibile – sta nel fatto che non
era pronto a rinunciare del tutto alle sue intuizioni scientifiche.55
Nell’esempio di Einstein quindi si ha un’ apertura mentale che lo porta a
una prospettiva rivoluzionaria nel percepire la fisica, mentre la mancanza
dell’apertura mentale che subentra ad un certo punto è ciò che gli
impedisce addirittura di accettare le conseguenze della sua teoria.

Solo coloro i quali hanno saputo distanziarsi dai pregiudizi e dalle


prospettive ritenute incrollabili, riescono ad aprirsi a un diverso modo di
presentare i problemi e a presentare delle prospettive rivoluzionarie.
Guardando quanta importanza ha avuto per lo sviluppo delle teorie
scientifiche, logiche e matematiche la capacità degli autori di osservare i

55 Per gli esempi legati alla storia della fisica ringrazio Marko Grba, autore del libro:
Grba, Marko, 2016, Fizika nakon čuda 1905.: nove teorije, neočekivani obrati i fantastični
eksperimenti moderne fizike, Alfa, Zagreb. Per i dettagli scientifici vedi: Pais, Abraham,
2005, “Subtle is the Lord”: the Science and the Life of Albert Einstein, Oxford University Press
104

fenomeni da prospettive diverse e vedendo quanto ciò sia riuscito difficile


anche ai più grandi geni dell’umanità diventa chiaro quanto l’apertura
mentale sia importante, ma anche quanto sia difficile modificare la nostra
prospettiva, rinunciare alle nostre intuizioni e/o convinzioni.
L’apertura mentale non è però importante soltanto nell’ambito della
ricerca scientifica e logico-matematica.
Il ragionamento critico dovrebbe far parte della nostra cultura; vivere il
mondo avendo un’apertura mentale ed essendo pronti a usare gli strumenti
del ragionamento critico ci permette di scoprire orizzonti nuovi e
sfaccettature diverse riguardanti qualsiasi tema o problema di cui scriviamo
o leggiamo/ascoltiamo. Essere tolleranti e aperti al dialogo non significa
però accettare e/o subire tutto ciò che ci viene detto, significa (tra l’altro)
essere in grado di essere critici e pronti a vedere gli sbagli degli altri ma
anche i propri. Per riuscirci bisogna in primo luogo conoscere gli strumenti
che ci permettono di condurre un esercizio critico con competenza. Vivere
la cultura del ragionamento critico non significa vivere con i paraocchi o
gli occhiali rosa. Significa invece essere in grado di capire e vedere, essere
in grado di criticare e reagire, essere in grado di tollerare ma anche di
scegliere. Certo, non basta conoscere gli strumenti logici per farlo. Ma
conoscerli è certamente un primo e importante passo verso ciò che
potremmo chiamare “apertura mentale”.
Con gli esempi scelti abbiamo visto quanto possiamo far torto agli altri e a
noi stessi non essendo pronti a vedere il mondo che ci circonda con una
adeguata apertura mentale. La logica qui non basta.
Anche se la capacità di vedere le cose senza pregiudizi non è di facile
acquisizione neanche per scienziati, logici e filosofi di fama mondiale, con
un’istruzione e un’ educazione adeguate si possono fare dei passi da
gigante in tale senso. E qui sta la responsabilità di tutti gli attuali e futuri
docenti nel fare del proprio meglio. Ma non solo, la responsabilità spetta
anche a chi educa i propri figli, nipoti ecc. Tutti insieme, ognuno nel
proprio piccolo, possiamo fare del nostro meglio per acquisire ed educare
gli altri ad acquisire una cultura del ragionamento critico.
105

Perché ciò è importante? Vari sono i motivi. È stato accertato che


possedere le basi del ragionamento critico aiuta sia in ambito privato che a
scuola o sul posto di lavoro. Innanzitutto, l’essere pronti a comunicare le
proprie ragioni e a prendere in considerazione quelle altrui contribuisce a
sciogliere le situazioni conflittuali; il che rende non soltanto la sfera privata,
ma anche le condizioni (a scuola e sul posto di lavoro) meno tese e più
serene. Nei lavori di gruppo si ottengono una migliore collaborazione e un
migliore funzionamento. Ma i risultati sono anche pratici: un posto di
lavoro e una collaborazione più serena e competente diventa anche più
proficua. Ciò significa che i luoghi della collaborazione (scuola e lavoro) si
aprono a una comunicazione di qualità, a idee nuove e diverse e a diverse e
innovative soluzioni di fronte a una determinata situazione o a un
problema. Ne deriva pure un adattamento migliore a eventuali nuove
regole di lavoro e di mercato. Ciò significa non soltanto rendere il processo
educativo e formativo più innovativo e in grado di ottenere risultati
migliori, ma anche creare i presupposti per una società futura basata sulla
cooperazione e comunicazione.

106

Soluzioni degli esercizi

1S. Argomento – Soluzioni


(Gli esercizi si trovano a pagina 14.)
(1) Esempi più brevi:

(a) Due sono le premesse:



Rex non smette mai di abbaiare quando mia moglie sta per
tornare a casa.

Rex (ora) non smette di abbaiare.


Conclusione: Mia moglie (ora) sta per tornare a casa.


(b) Premesse:

Una scatola contiene dodici uova.

Noi abbiamo bisogno di trenta.


Conclusione: Prendiamo tre scatole.


(c) Premesse:

Ogni lingua tende all’economicità. 

Le elisioni sono una forma di economicità.


Conclusione: Le elisioni sono comuni nella nostra lingua.

(d) Premesse:

Il nuovo film di Joaquin Phoenix ha ottenuto ottime critiche.

Se un film ha ottime critiche vale la pena di andare a vederlo.
(premessa implicita)


Conclusione: Vale la pena di andare a vedere il nuovo film di


Joaquin Phoenix.

(e) Premesse:

Qualsiasi statistica può ingannare, soprattutto se il campione è
troppo piccolo.

107

In questa ricerca il campione è sicuramente troppo piccolo.




Conclusione:

In questa ricerca i risultati non fanno vedere lo stato reale delle
cose.

(f) Premessa:

Tutte le persone del suo paese sono longeve.


Conclusione:

Non mi sorprenderebbe se Antonio arrivasse ai cent’ anni.

(g) Premesse:

Tutte le imprese scientificamente meritevoli sono parte integrante
della storia dell’umanità.

L ‘allunaggio è un’impresa scientificamente meritevole. (premessa
espressa nel testo con l’espressione “come tale”)


Conclusione:

L'allunaggio rientra nella storia dell’umanità.

(h) Premessa:

Nell’antico Egitto i gatti erano adorati come dèi.


Conclusione:

I gatti, come categoria, non hanno mai completamente superato
il complesso di superiorità.

(i) Premesse:

È un errore frequente pensare che nel Medioevo si credeva che la
Terra fosse piatta.

In verità tutti sapevano che fosse rotonda.

Credevano però che Colombo avesse sottovalutato le sue
dimensioni e di conseguenza che il suo viaggio sarebbe risultato
impossibile.


Conclusione:

Per questo motivo la corte spagnola ha deciso di non finanziarlo.
108

(l) Premesse: 

Da piccolo, Valerio voleva diventare o un cantante o uno chef
famoso.

Quando ha capito di non saper cantare, non c’erano più dilemmi.

Valerio voleva diventare uno chef famoso. (permessa implicita)


Conclusione:

Valerio è oggi il più bravo chef della nostra città.

(m) Premesse:

I castelli medievali sono stati soggetti al declino a causa del
maggior uso della polvere da sparo.

Le mura di un castello, benché siano alte, sono troppo deboli per
resistere a un cannone.


Conclusione:

I castelli sono stati sostituiti da fortezze più adatte al ruolo
difensivo.

(2) Esempi di maggiore complessità:

(a) Premessa:

Il mondo aveva cercato di opprimere e mortificare la vera natura
dei sensi, o di ucciderla con le sofferenze invece di cercare di
farne il motivo di una nuova spiritualità la cui nota dominante
fosse un profondo intuito della bellezza.


Conclusione: 

A Dorian Gray pareva che la vera natura dei sensi non fosse mai
stata compresa, o fosse rimasta selvaggia e bruta.

(b) Premessa:

Quella sera fatale nessuno alla stazione aveva notato l'arrivo di
uno sconosciuto sia barbuto che no.


Conclusione uno: 

109

L’assassino era giunto sul posto con una macchina che lo aveva
atteso nei pressi, per consentirgli la fuga.


Conclusione due:

La medesima macchina aveva portato lì anche la misteriosa
governante.


Siccome il testo contiene due conclusioni, contiene di


conseguenza due argomenti.

(c) Premesse:

Siccome la mia anima scrive una sola parola – “follía”, non sono
un poeta.

Siccome la tavolozza dell’anima mia ha un solo colore –
“malinconía”, non sono un pittore.

Siccome nella tastiera dell’anima mia c’ è una sola nota –
“nostalgía”, non sono un musico.

Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla
gente.


Conclusione:

Io sono il saltimbanco dell’anima mia.
(d) Premesse:

Il dischetto con l’asola per un elastico fermacappello non viene
mai venduto insieme ai cappelli.

Chi ordina un dischetto con l’asola per un elastico fermacappello
è una persona accorta e prudente che non vuol essere presa alla
sprovvista da un colpo di vento inatteso.

In questo cappello l’elastico manca e non è stato sostituito.

Il proprietario di questo cappello si è sforzato di nascondere le
macchie e le scoloriture più evidenti impiastricciandole di
inchiostro.


Conclusione: 

110

Il carattere del proprietario di questo cappello si è indebolito, ma


non al punto da annientare ogni senso di dignità.

(e) Premesse:

È notte e non è colpa nostra se la strada sale sotto la luna piena.

Può darsi che i due abbiano inscenato l'inseguimento per gioco.

Forse entrambi inseguono un terzo.

Forse il primo viene inseguito senza colpa.

Forse il secondo ha intenzioni omicide e noi diventeremo
complici dell’assassino.

Forse i due non sanno nulla l'uno dell'altro e ciascuno corre, per
conto proprio, a letto.

Forse sono sonnambuli.

Forse il primo è armato.

È lecito essere stanchi, abbiamo bevuto tanto vino.


Conclusione:

Se camminiamo di notte per strada e un uomo ci corre incontro,
visibile da lontano, perché la strada è in salita e c'è la luna piena,
non faremo nulla per trattenerlo, anche se è debole e lacero,
anche se qualcuno lo insegue gridando, ma lo faremo continuare
nella sua corsa.

(f) L’argomento è quello che zio Martinu presenta a suo nipote.



Premesse:

Lei è la sposa di tuo fratello.

Lei però non ama tuo fratello.

Il matrimonio d’amore è il matrimonio del Dio.

Il matrimonio di convenienza è il matrimonio del diavolo.


Conclusione:

Lei non è di tuo fratello e non sarà mai sua secondo le leggi del
Signore.

(g) Premessa:

La società non vede minaccia più grave alla sua cultura di quella
111

che sarebbe rappresentata dalla liberazione degli istinti sessuali e


dal loro ritorno ai loro fini primitivi.


Conclusione uno:

La società non vuole che le si ricordi questa parte scabrosa delle
fondamenta sulle quali riposa: non ha alcun interesse a che sia
riconosciuta la forza degli istinti sessuali e a che l’importanza
della vita sessuale sia rivelata a ciascuno.


Conclusione due: 

La società ha adottato un metodo di educazione che induce a
distogliere l’attenzione dal campo degli istinti sessuali.


Due sono le conclusioni e perciò due gli argomenti presenti nel


testo.
(h) Due sono gli argomenti presenti nel testo. Facendo l’analisi logica
ignoriamo l’ironia presente nel testo. 


Primo argomento

Premessa: 

Il vostro braccio tira a sé e assorbe da sé solo tutto il nutrimento.

Il vostro braccio impedisce l’altra parte del corpo di approfittare
del nutrimento.


Conclusione: 

Io, al posto vostro, mi farei tagliare subito il braccio.


Secondo argomento

Premesse:

Il vostro occhio destro disturba l’altro, e gli sottrae il nutrimento.

Con soltanto l’occhio sinistro vedrete molto meglio.


Conclusione: 

Io, al posto vostro, mi farei cavare l’occhio destro.

(i) Premesse:

Non si deve badare al pretesto esterno di un’opera, ma a ciò che
112

l’opera stessa vuol offrire.



Nelle composizioni poetiche l’esattezza nella riproduzione dei
fatti è, come opera d’arte, altrettanto irrilevante quanto nel
ritratto la somiglianza col modello.

La somiglianza col modello dopo cent’anni nessuno può più
controllare.

Nell’effetto artistico vi si esprime l’artista; al quale – sul piano di
una superiore realtà – il ritratto deve in fondo assomigliare.

L’effetto artistico continua a permanere.


Conclusione uno:

Un poeta, il quale elabora una materia storica, deve e può
muoversi con la massima libertà.


Conclusione due:

Se un pittore vuol dipingere dei quadri storici non ha l’obbligo di
far concorrenza ad un professore di storia.


Due sono le conclusioni e, di conseguenza, due sono gli


argomenti presenti nel testo.

Gli esercizi si trovano a pagina 14.



113

2S. Argomento e spiegazione – Soluzioni


(Gli esercizi si trovano a pagina 24.)
(a) Il testo è un esempio di spiegazione. Il fatto che al personaggio piaceva
guardare la bottega di Cinto non viene messo in discussione. Il testo
offre invece la spiegazione del perché di tale fatto: sentiva battere il
ferro sull’incudine che per il personaggio era il suono più esaltante che
si poteva sentire.
(b) Il testo è un esempio di spiegazione. Il personaggio spiega il perché
aveva divorato le proprie lacrime.

(c) Il testo è un esempio di spiegazione. Non viene messo in questione il


fatto che l’uomo nella propria evoluzione abbia iniziato a cuocere gli
alimenti, si offre nel testo una possibile spiegazione del fenomeno.
(d) Il testo è un esempio di argomento. L’autore difende l’idea che il salire
per la prima volta o dopo una lunga dissuetudine su una gondola
veneziana provoca un brivido fugace, una segreta timidezza e
angoscia.

(e) Il testo è un esempio di spiegazione. Il sentimento che l’autore prova


non viene messo in discussione. Viene offerto invece il motivo, la
spiegazione cioè del fatto.

(f) Il testo è un esempio di argomento. L’autore difende la tesi che il


personaggio stava a cavallo molto bene.

(g) Il testo è un esempio di argomento. L’autore difende la tesi secondo la


quale tutti noi uccidiamo le cose che amiamo.

(h) Il testo è un esempio di spiegazione. Non viene messo in dubbio il fatto


della morte dei Barbari e il fatto che i Greci riuscirono a salvarsi
durante il combattimento in questione. Si spiega il perché di ciò.

(i) Il testo è un esempio di argomento. L’autore difende la tesi che la


perdita di tutti i beni che uno possiede riduce la persona a sofferenza e
bisogno, ad essere senza dignità e discernimento.
114

(l) Il testo è un esempio di argomento. Piedipapera difende don Michele e


offre dei motivi per cui la pensione e la medaglia di quest’ultimo erano
meritati.

(m) Il testo è un esempio di spiegazione. Il personaggio spiega perché la


terra gli tremi sotto i piedi. Il solo fatto della terra che trema sotto i
piedi (in senso figurativo) non viene messo in questione.
(n) Il testo è un esempio di spiegazione. La protagonista offre la
spiegazione del perché la vedova si faceva le iniezioni. Il solo fatto delle
iniezioni non viene messo in discussione.
(o) Il testo è un esempio di argomento.Viene difesa la tesi dell’impossibilità
di vivere dopo la morte delle persone a noi più care.
(p) Il testo è un esempio di argomento. L’autore offre le ragioni per
sostenere la tesi dell’adorazione dei sensi che è stata spesso screditata.

(q) Il testo è un esempio di argomento. Si difende la tesi che la


distribuzione delle carte nel gioco di Bridge non crea problemi.

Gli esercizi si trovano a pagina 24.



115

4S. Diagrammi e mappe argomentative –


Soluzioni
(Gli esercizi si trovano a pagina 37.)
(1) Per ogni argomento enumereremo innanzitutto gli enunciati, dopo di
che indicheremo quali sono le premesse e la conclusione e
rappresenteremo gli argomenti usando sia i diagrammi che le mappe
argomentative.

(b) 1 [Una scatola contiene dodici uova] però 2 [noi ne abbiamo


bisogno di trenta.] 3 [Ne prendiamo quindi tre scatole.]

Premesse: 1, 2

Conclusione: 3

Diagramma:








Mappa argomentativa:






116

(h) 

1 [I gatti, come categoria, non hanno mai completamente
superato il complesso di superiorità] dovuto al fatto che, 2
[nell’antico Egitto, erano adorati come dèi.]

Premessa: 2

Conclusione: 1

Diagramma:






Mappa argomentativa:







(2) In ognuno degli esempi enumereremo gli enunciati, indicheremo


quali sono le premesse e la conclusione e rappresenteremo gli
argomenti usando sia i diagrammi che le mappe argomentative:

(a) 1 [L’universo deve esser infinito] per 2 [la capacità ed


attitudine del spacio infinito], e per 3 [la possibilità e
convenienza dell’esser di innumerevoli mondi, come questo.]

Premesse: 2, 3

Conclusione: 1


117


Diagramma:








Mappa argomentativa:








(b) Perché 1 [il conoscere, l’elemento del ricercatore e del


filosofo, è collegato al piacere]? In primo luogo, e soprattutto,
perché 2 [con esso si diviene consapevoli della propria forza,
dunque lo stesso motivo per cui sono piacevoli gli esercizi
ginnici, anche senza spettatori.] In secondo luogo perché, 3
[nel corso della conoscenza, ci si libera da vecchie idee e dai
loro rappresentanti, si riporta su di essi una vittoria, o almeno
così si crede.] In terzo luogo perché, 4 [in seguito a una
conoscenza nuova, per piccola che sia, ci sentiamo superiori a
tutti, gli unici che a tal proposito sappiano il giusto.]

Premesse: 2, 3, 4

Conclusione: 1



118


Diagramma:








Mappa argomentativa:













(c) 1 [L’avvocato/oratore) dovrà dedicare alla sua eloquenza


tutta la cura e l’attenzione che gli sarà possibile]: 2 [chi
assume una causa e la difende senza utilizzare tutta la sua
capacità oratoria non commette soltanto un errore di
negligenza, ma si comporta da uomo malvagio, e anche da
sleale e da traditore.] E 3 [non bisogna quindi accettare un
numero di cause superiore a quello che si è sicuri di saper
sostenere.] 


119


Premesse: 1, 2

Conclusione: 3

Diagramma:







Mappa argomentativa:












(d) Che cosa accade a una stella quando finalmente la sua riserva
di idrogeno è consumata? Giacché 1 [la sorgente dell’energia
nucleare, che manteneva la stella più o meno in status quo
durante la sua lunga vita, è ormai esausta], 2 [il corpo della
stella deve iniziare il suo processo di contrazione, passando
attraverso stadi di una densità sempre crescente.]

Premessa: 1

Conclusione: 2


120


Diagramma:







Mappa argomentativa:











(e) Poi, 1 [dopo un po’ di anni, Aristotele è stato chiamato in


Macedonia come precettore di Alessandro, figlio di Filippo.]
2 [Quale migliore copertura per un intermediario di alto
rango, del farsi chiamare a corte, lui, figlio del medico di
Filippo, col compito di fare da precettore all’erede?] 3 [Il
soggiorno ateniese non aveva fatto di lui uno dei più rinomati
sapienti del tempo?] Dunque 4 [il precettore ideale per
l’erede ambizioso di un così ambizioso sovrano.] 

Premesse: 1, 2, 3

Conclusione: 4



121


Diagramma:








Mappa argomentativa:














(f) 1 [I numerali, siano essi semplici o composti mediante segni


di operazione, sono nomi propri di numeri.] 2 [Non è quindi
possibile adoperare i nomi dei numeri né con l’articolo
indeterminativo – ad esempio “questo è un uno” – né al
plurale – “molti uni” –.]

Premessa: 1

Conclusione: 2


122


Diagramma:







Mappa argomentativa:










(g) 1 [Secondo Platone gli uomini che vivono nella caverna


possono vedere e ammirare solo l’ombra delle cose.] 2 [Non
pretendono dunque di scoprirne l’essenza]e 3 [sono
soddisfatti della loro condizione.] Ma 4 [i saggi che sgusciano
fuori dalla caverna delle ombre e percepiscono le immagini
reali delle cose, che cos’hanno in più rispetto a loro?] 5 [Se il
ciabattino Micillo della storia di Luciano, che nei sogni
immaginava di essere ricco, avesse potuto ripetere in eterno il
suo sogno, non avrebbe avuto bisogno di augurarsi di meglio
dalla vita.] Dunque 6 [fra i saggi e i folli l’unica differenza è
questa: i folli sono assai più felici.] 7 [La loro condizione è
privilegiata] prima di tutto perché 8 [tanta felicità se la
procurano grazie ad una sola modesta convinzione] e
123

secondariamente perché 9 [vivono in beata compagnia, il


che non è un vantaggio di poco conto!] 10 [Non c’ è infatti
piacere del quale si possa godere da soli.] 

Premesse: 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 10

Conclusione: 6

Diagramma: 













Mappa argomentativa:

124

Mappa argomentativa:


(h) Al paragrafo 31 dei Fondamenti dell’aritmetica Frege osserva che


1 [non è lecito attribuire a un cane un pensiero del tipo: “C’è
un unico cane che mi sbarra la strada”] poiché 2 [non ha il
concetto di “uno”.] Tuttavia Frege ammette che 3 [il cane è
in grado di distinguere se è attaccato da un singolo cane ostile
o da parecchi.] 4 [Il cane, ad esempio, potrebbe aver adottato
la strategia di difendere le sue posizioni se in vista c’è un solo
cane, e di scappare se ve n’è più d’uno, dopo aver fatto quello
che non sapremmo descrivere altrimenti che “guardarsi
intorno per accertare se ce n’è solo uno”] 5 [Il cane ha quelli
che potremmo chiamare “proto-pensieri”, che non possono
essere espressi accuratamente nel linguaggio], poiché 6
[qualsiasi enunciato che potremmo prendere in
considerazione sarebbe già troppo ricco per questo scopo.]

Premesse: 1, 2, 3, 4, 6

Conclusione: 5

Diagramma:















125



Mappa argomentativa:















(i) 1 [La logica, io sostengo, non deve ammettere gli unicorni


più della zoologia]; infatti 2 [la logica tratta del mondo reale
come la zoologia, anche se in termini più astratti e generali.]
3 [Dire che gli unicorni hanno una loro esistenza in araldica,
o in letteratura, o nella immaginazione, è una scappatoia
pietosa.] 4 [Quello che esiste è una figura o rappresentazione
a parole.]

Premesse: 2, 3, 4

Conclusione: 1


126

Diagramma:













Mappa argomentativa:













127

(j) [Il fisico del diciannovesimo secolo sosteneva che,]



poiché 1 [le onde meccaniche (e per lui non esistevano altre
onde) si possono propagare soltanto in un mezzo materiale],
2 [deve di conseguenza esistere un mezzo materiale attraverso
cui si propagano le onde elettromagnetiche.] 3 [A questo
mezzo egli diede il nome di etere, e suppose che il nostro
universo fosse tutto immerso in questa sostanza
imponderabile, di cui egli conosceva almeno una proprietà:
quella di trasmettere le onde elettromagnetiche.] Lo stesso
fisico ci avrebbe assicurato che 4 [col tempo altre proprietà
sarebbero state scoperte] e 5 [l’etere sarebbe diventato così
reale come qualunque altro oggetto materiale.] Dunque, 6 [la
sua idea è quella dell’esistenza di due branche principali della
fisica, ma col concetto di etere che serve da legame fra di esse,
collegando la teoria dei campi con la teoria meccanica e
salvando così il prezioso principio di unità.]

Premesse: 1, 2, 3, 4, 5

Conclusione: 6

Digramma:















128

Mappa argomentativa:













(k) 1 [L’essere umano per certi suoi caratteri naturali ha parte


dell’immortalità.] Perciò 2 [è un istinto del tutto naturale
quell’aspirazione che ciascuno ha di possederla.]
Effettivamente, 3 [il desiderio di godere di fama e di non
cadere nell’anonimato una volta morti, rientra proprio in
questo genere di desiderio.] Dunque, 4 [l’umanità mostra
affinità strutturali con il tempo nel suo complesso,] perché 5
[gli è e gli sarà sempre fino alla fine contemporanea, e in tal
senso può dirsi davvero immortale.] Infatti, 6 [lasciando dopo
di sé i figli e i figli dei figli e non perdendo la sua unità e
individualità proprio grazie alla catena delle generazioni,] 7
[la razza umana partecipa dell’immortalità.]

Premesse: 1, 2, 3, 4, 5, 6

Conclusione: 7



129

Diagramma:











Mappa argomentativa:















(l) 1 [Non c’è dubbio che alcuni avvenimenti registrati durante


le sedute spiritiche siano autentici.] 2 [Chi non ricorda quel
che accadde a casa di Sybil Seretsky, quando il suo pesciolino
130

rosso si mise a cantare I Got Rhythm, la canzone preferita di suo


nipote defunto da poco?] 3 [Ma mettersi in contatto coi
morti è, nel migliore dei casi, difficile,] perché 4 [la maggior
parte dei morti parlano di malavoglia, e anche i pochi che
parlano non arrivano mai al dunque.]

Premesse: 1, 2, 4

Conclusione: 3

Diagramma:










Mappa argomentativa:















131

(m) 1 [il naturalismo è puramente una formula, il metodo


analitico e sperimentale.] 2 [ Voi siete naturalisti, se
impiegate questo metodo, quale che sia la vostra retorica.] 3
[Stendhal è un naturalista, come Balzac, e certamente la sua
secchezza di tocco non somiglia alla ricchezza talvolta epica di
Balzac, ma tutti e due procedono con l’analisi e con
l’esperienza.] 4 [Potrei citare, ai nostri giorni, scrittori il cui
temperamento letterario appare del tutto diverso, e che pure
si incontrano e comunicano insieme nella formula
naturalista.] Ecco perché 5 [il naturalismo non è una scuola,
nel senso stretto della parola], ed ecco perché 6 [non esiste
un caposcuola], perché 7 [esso lascia il campo libero a tutte
le individualità.]

Premesse: 1, 2, 3, 4, 7

Conclusione: 5, 6 (due sono le conclusioni e quindi due sono
gli argomenti) 

Diagramma:

















132

Mappa argomentativa:


Gli esercizi si trovano a pagina 37.



133

6S. Argomenti deduttivi e validità – Soluzioni


(Gli esercizi si trovano a pagina 57.)

Esercizio (1)
(a) L’argomento è valido. Infatti, se ammettiamo che in una stanza si
trovano quattro persone, è
logicamente necessario che nella
stessa stanza ci siano (almeno)
due persone. In altre parole, non
è possibile che nella stanza ci
siano quattro persone (premessa
vera) ma allo stesso tempo non ce
ne siano (almeno) due di persone
Foto 14. Quattro persone.
(conclusione falsa).
(b) La premessa afferma che tutti quelli che hanno augurato buon
compleanno sono amici su Facebook. L’inverso non vale
necessariamente. Infatti, immaginiamo di avere dieci amici che ci
hanno augurato buon compleanno. Siccome la premessa deve essere
vera, significa che tutti e dieci gli amici che ci hanno augurato buon
compleanno sono nostri amici su Facebook. È possibile però avere altri
cento amici su Facebook nessuno dei quali ci ha augurato il
compleanno. In questo caso la premessa sarebbe vera, ma la
conclusione falsa. Tale situazione rappresenta un controesempio e
l’argomento quindi non è valido.
(c) L’argomento non è valido. La
premessa parla della condizione nella
quale si riceve in dono la moto nuova
se si supera l’esame. L’argomento
non dice nulla a riguardo della
situazione nella quale si viene
bocciati. Possiamo pensare che si
sottintenda che in tale caso la moto Foto 15. La moto.
134

nuova non ci sarà. Comunque, l’argomento così come viene formulato


non dice nulla della possibile conseguenza in cui l’esame non venga
superato. Potrebbe darsi che la moto nuova non si ottenga, o si riceva
lo stesso, l’argomento però non dice niente a proposito. Il non avere la
moto nuova non è quindi una conseguenza logicamente necessaria alla
bocciatura.

(d) Non è un argomento valido. È possibile che la premessa – C’ è chi non


si interessa proprio di calcio – sia
vera, mentre la conclusione – altri si
interessano appassionatamente –
falsa. Possiamo infatti immaginare
una situazione o un mondo nel quale
nessuno si interessa di calcio, il che
rappresenta un controesempio per Foto 16. Gli appassionati di calcio.
l'argomento dato.
(e) L’argomento è valido. La prima premessa la possiamo scrivere nella
forma: “Se il cane abbaia, allora non morde.” La seconda premessa è:
“Questo cane abbaia”. La conclusione – “Questo cane non morde.” –
è una conseguenza logica delle due premesse. Si tratta di un
argomento che ha la stessa forma (o struttura) dell’argomento a pag.
31. Se piove prendo l’ombrello. Piove. Quindi, prendo l’ombrello. La
forma o struttura di tale argomento è la seguente:
Se A allora B. (A – Il cane abbaia, B – il cane non morde)

A. (A – il cane abbaia)

Dunque B. (B – il cane non morde)
Ricordiamoci, si tratta della forma o struttura dal nome: modus ponendo
ponens. Ogni argomento avente tale forma o struttura è un argomento
valido.
(f) L’argomento non è valido. Dal fatto che Tomislav abbia addosso la
camicia nera, non segue necessariamente che abbia deciso di non
indossare la sua camicia jeans preferita. Infatti è possibile che la
135

premessa “Tomislav indossa oggi


la camicia nera” sia vera, mentre
la conclusione “Tomislav non
indossa la camicia jeans preferita”
falsa. Quale potrebbe essere il
controesempio dell’argomento
dato? Il controesempio è dato
dalla situazione nella quale
Tomislav indossa lo stesso giorno
ambedue le camicie. (vedi foto 17.)

Foto 17. La foto rappresenta un possibile
controesempio dell’argomento (f).

(g) L’argomento è valido. Infatti, se la


presentazione di un libro si svolge presso
la Comunità degli Italiani di Fiume e la
sede di tale Comunità si trova
nell’edificio dal nome Palazzo Modello,
allora è logicamente necessario che tale
presentazione si svolga a Palazzo
Modello. L’argomento ha la forma
generale (o struttura):

Se A si trova in B e 

B si trova in C

allora A si trova in C. Foto 18. Palazzo Modello, Fiume.

Ogni argomento avente tale forma è un


argomento valido.

(h) L’argomento non è valido. È possibile, e


in realtà succede tantissime volte, che tutti i
passeggeri salgano sulla corriera nella quale
poi rimangano comunque posti a sedere
vuoti. È questo il caso nel quale la premessa
dell’argomento risulta essere vera, mentre la
Foto 19. Stazione delle corriere
“Canal Morto”, Fiume. conclusione falsa. Tale caso rappresenta un
136

controesempio per l’argomento dato.


(i) L’argomento non è valido. Infatti è possibile che le premesse siano tutte
vere e che quindi l’apparecchio per la lettura dei microchip non abbia
dato risultati. Da ciò però non segue necessariamente che il cane non
abbia il microchip. Può succedere che l’apparecchio per la lettura sia
guasto, o abbia la batteria scarica oppure che il microchip si sia
spostato nel corpo del cane e quindi l’apparecchio non l’abbia rilevato.

(l) L’argomento non è valido. Dal fatto che la terapia sia efficace nel
nostro caso non segue necessariamente che sia efficace in tutti i casi.
Anche se è comprensibile iniziare ad avere fiducia assoluta per le
terapie che ci aiutano a curarci, la loro efficacia risolutiva non può
essere una conseguenza logicamente necessaria dell’efficacia nel caso
nostro. È possibile infatti che una determinata terapia possa curarci,
mentre non cura altri o comunque non cura tutti. Tali situazioni
rappresentano i possibili controesempi per l’argomento dato. Possiamo
infatti avere diversi controesempi per uno stesso argomento.
(m) L’argomento è valido. Se ammettiamo che sia vero che certe persone
vivono su Marte,56 e sapendo che Marte è un pianeta del Sistema
solare, ne segue necessariamente che certe persone vivono nel Sistema
solare (quelle persone che vivono su Marte). Come si può vedere da
questo esempio, è possibile che un argomento sia valido avendo la
conclusione di fatto vera, una premessa pure vera e l’altra invece di
fatto falsa.

(n) L’argomento non è valido. È facilmente immaginabile una situazione


nella quale tutti gli studenti iscritti al corso “Ragionamento critico per
insegnanti” scrivono il compito di verifica, ma non sono gli unici
studenti a scrivere una verifica lo stesso giorno. È possibile che studenti
di altri dipartimenti (es. filosofia, storia o altri) scrivano il compito di
verifica lo stesso giorno e Anna sia una di questi.

56Ricordiamoci che la verità effettiva dei giudizi non è rilevante per la verifica della
validità.
137

(o) L’argomento è valido. Infatti, se ogni studente di italianistica ha una


determinata proprietà (in questo caso, quella di aver letto almeno un
libro), allora qualcuno che non gode di tale proprietà (Alberto), non
può essere uno degli studenti di italianistica.
(p) L’argomento è valido. Le due premesse sono
di fatto vere. La conclusione non può non
essere vera. Se la Statua della Libertà si trova
in una della due città, Parigi o New York, e
non si trova a Parigi deve necessariamente
trovarsi a New York. L’argomento ha la
forma o struttura:
A oppure B. 

Non è A. 

Dunque, è B.
Foto 20. La Statua della Libertà
Tale forma o struttura viene chiamata:
sillogismo disgiuntivo. Ogni argomento avente tale forma è un
argomento valido.

(q) L’argomento non è valido.


A m m e tti a m o ch e l e d u e
premesse siano vere (esse sono
di fatto vere); la conclusione
però non lo è necessariamente.
Infatti, possiamo determinare
diversi controesempi, siccome
molti sono i mammiferi che
non sono carnivori: cavalli, Foto 21. Cavalli –esempio di mammiferi che non sono
carnivori.

mucche, pecore, capre ecc.

(r) L’argomento non è valido. Se qualcuno, e in questo argomento si


nomina Petrarca, non è fiorentino, non significa che non sia toscano.
Infatti, si può essere toscani senza essere fiorentini. Un esempio è lo
138

scrittore Francesco Petrarca, nato ad Arezzo: toscano quindi, ma non


fiorentino.

(s) Se è giorno, allora c’è luce. Siccome


c’è luce, di conseguenza è giorno.
L’argomento non è valido. Si può
avere luce senza che sia giorno,
grazie alla luce artificiale. È quindi
possibile che le due premesse siano
vere, ma la conclusione – “È
Foto 22. La foto rappresenta un controesempio – la
giorno.” – sia falsa. situazione nella quale c’ è luce ma non è giorno.

(t) L’ a r g o m e n t o h a l e s e g u e n t i
premesse: 

Tutti gli extraterrestri parlano l’italiano.

Spock è un extraterrestre. 

La conclusione è: Spock parla l’italiano.

L’argomento è valido. Pur non sapendo se gli extraterrestri esistono, ne
se possono parlare oppure no, l’argomento è valido. Infatti,
presupponendo che le premesse siano vere, la conclusione è
necessariamente vera. Se dunque ammettiamo che tutti gli
extraterrestri parlano l’italiano e che Spock è uno di loro, è
necessariamente vero che Spock parli l’italiano.

(u) L’argomento non è valido. È possibile che le


premesse siano vere, mentre la conclusione
falsa. Ad esempio, è possibile che Pixie abbia
il pelo senza però essere un cane. Nella foto
Pixie è un coniglio e rappresenta un
controesempio dell’argomento dato. Infatti le
due premesse sono vere ma la conclusione è
falsa siccome Pixie non è un cane (ma un
coniglio).
Foto 23. Pixie il coniglio. 

139

Esercizio (2)
La risposta è negativa. Infatti, è possibile che un argomento abbia tutte le
premesse effettivamente vere, la conclusione altrettanto vera, ma si tratti di
un argomento non valido. Un esempio potrebbe essere il seguente:

Certe persone suonano il pianoforte. Altre persone quindi non


suonano il pianoforte.

Anche se nel mondo attuale sia la premessa che la conclusione sono


asserzioni vere, la conclusione non è
una conseguenza logica della
p r e m e s s a . Pe r c h é ? Pe r c h é è
logicamente possibile una situazione/
mondo nel quale tutte le persone
esistenti suonino il pianoforte. È
questa senz’altro una situazione
Foto 24 . Il pianoforte.
logicamente possibile. In tale mondo
la premessa sarebbe vera, mentre la
conclusione falsa. Tale situazione/mondo è perciò un possibile
controesempio per l’argomento dato. L’argomento non è quindi valido, pur
essendo la premessa e la conclusione enunciati effettivamente veri.

Domanda: perché nel controesempio era necessario specificare se si tratti


di una situazione/mondo nel quale le persone ci sono, cioè esistono? La
risposta la troviamo a pag. 73.

Gli esercizi si trovano a pagina 57.



140

7S. Sillogismo categorico, diagrammi di Venn e


di Venn-Euler – Soluzioni
(Gli esercizi si trovano a pagina 77.)

Esercizio (1)
L’argomento (q) è un esempio standard di sillogismo categorico, gli
argomenti (n), (o) sono argomenti che possono essere letti/interpretati
come una sottospecie di sillogismi categorici.
Argumento (q): 

Indichiamo i concetti S, P, M.


L’argomento ha quindi la seguente struttura:

Tutti gli M sono P.



. Tutti gli M sono S. 

Tutti gli S sono P.

141

Argomento (n):

Tutti gli studenti iscritti al corso “Ragionamento critico per insegnanti”


scrivono giovedì un compito di verifica. 

M

Anna scrive giovedì un compito di verifica. 

Anna è iscritta al corso “Ragionamento critico per insegnanti”.
S P

Prima premessa: Tutti i P sono M.


Nella seconda premessa si pone la domanda come “tradurre” il termine
(nome proprio) Anna:

vogliamo scrivere 

Tutti gli S sono M.

oppure

Certi S sono M.?
La stessa indecisione l’avremo anche nella conclusione: potremmo tradurre
la conclusione scrivendo:

Tutti gli S sono P.

oppure

Certi S sono P.?
In effetti non fa differenza, basta fare attenzione ai dettagli. Andiamo a
vedere quali sono le due possibilità di traduzione e rappresentazione
grafica nell’esempio della conclusione: Anna è iscritta al corso
“Ragionamento critico per insegnanti”.
142

Anna scrive giovedì un compito di verifica.


possiamo tradurre come un giudizio categorico in due modi
Tutti gli S sono P. Certi S sono P.

Bisogna ora indicare sul diagramma Bisogna però a questo punto tener
anche il fatto che l’insieme S non è presente che Anna è l’unico elemento
vuoto, infatti Anna è un suo elemento: dell’insieme S, altri elementi non ci sono.

È necessario indicare tale dato sul
diagramma:

È questo il diagramma del giudizio È questo il diagramma del giudizio


iniziale. iniziale.

Come vediamo, i due diagrammi sono identici anche se il giudizio è stato


tradotto in due modi diversi. Possiamo quindi tradurre i giudizi che
contengono nomi propri in uno dei due modi, a seconda da quale modo ci
sembra più naturale o intuitivo.
143

Argomento (o)

M
Ogni studente di italianistica ha letto almeno un libro. 

Alberto non ha letto neanche un libro. 

Alberto non è uno studente di italianistica.
S P
Anche in questo esempio abbiamo una premessa e la conclusione
contenenti un nome proprio con la differenza che in questo esempio i
giudizi sono negativi.

Osserviamo la seconda premessa: Alberto non ha letto neanche un libro.

Tale giudizio può essere tradotto come:


Certi S sono M, e non ce ne sono altri di S

oppure:
Nessun S è M, sapendo che l’insieme S non è vuoto.

Qualsiasi traduzione sia la nostra preferita, il diagramma rimane lo stesso:

La scelta della traduzione non influisce quindi sul diagramma.


144

Esercizio (2)

(a)
Tutti gli scienziati sono introversi. Nessun introverso è
disciplinato. Di conseguenza nessun scienziato è disciplinato.

S – scienziato, P – disciplinato, M – introverso

Tutti gli S sono M.



Nessun M è P.

——————————

Nessun S è P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Indichiamo la prima premessa: La prima premessa può essere


indicata in un solo modo:


Indichiamo anche la seconda La seconda premessa può


premessa: Nessun M è P. anch’essa essere indicata in un
solo modo:


La conclusione Nessun S è P
 Se M e P non hanno elementi in


è necessariamente vera. comune, allora nemmeno S (che
si trova all’interno di M) potrà
avere elementi in comune con P.
La conclusione (nessun S è P) è
perciò necessariamente vera.

L’argomento è valido. L’argomento è valido.


145

(b)

Ogni mare è salato. Certe acque non sono salate. 



Dunque, certe acque non sono mare.

S – acqua, P – mare, M – salato

Tutti i P sono M.



Certi S non sono M.

——————————

Certi S non sono P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Indichiamo la prima premessa: La prima premessa può essere


indicata in un solo modo:


Indichiamo anche la seconda La seconda premessa può essere


premessa: indicata in diversi modi, ad es.:


La conclusione è La conclusione è
necessariamente vera. necessariamente vera. Infatti, la
parte di S che non è M (che è al
di fuori di M), è la parte di S che
è anche al di fuori di P.
Indipendentemente da come
disegnato S in rapporto a P, 

è necessariamente vero che certi
S non sono P.

L’argomento è valido. L’argomento è valido.


146

(c)
Tutti i grattacieli sono edifici. Tutti gli edifici hanno le
fondamenta. 

Tutti i grattacieli, quindi, hanno le fondamenta.

S – grattacielo, M – edificio, P – avere le fondamenta
Tutti gli S sono M.

Tutti gli M sono P.

——————————

Tutti gli S sono P.
diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler
Indichiamo la prima premessa: 
 La prima premessa può essere
Tutti gli S sono M. indicata in un solo modo:


Indichiamo anche la seconda La seconda premessa può


premessa: Tutti gli M sono P. anch’essa essere indicata in un
solo modo:


La conclusione Tutti gli S sono P La conclusione Tutti gli S sono P


è necessariamente vera. è necessariamente vera. Se tutti
gli S sono M e se tutti gli M sono
P, allora è necessariamente vero
che tutti gli S sono P.

L’argomento è valido. L’argomento è valido.


147

(d)
Certe piante non sono rose, siccome nessuna rosa è senza spini e
certe piante sono senza spini.
S – pianta, P – (essere) senza spini, M – rosa
Nessun M è P.

Certi S sono M.

——————————

Certi S non sono P.
diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler
Indichiamo nel diagramma la La prima premessa può essere
prima premessa: 
 indicata in un solo modo:


Indichiamo nel digramma anche La seconda premessa può essere


la seconda premessa:
 indicata in diversi modi, ad es.:


 


La conclusione è Comunque si disegnino le due


necessariamente vera.
 premesse, esistono sempre degli
S che non sono P. Infatti, gli
elementi di S che sono in M,
sicuramente non sono in P,
siccome M e P non hanno
elementi in comune. La
conclusione è necessariamente
vera.

L’argomento è valido. L’argomento è valido.


148

(e)
Nessun alunno è amante della musica classica. Tutti gli amanti
della musica classica sono studenti. Allora nessun studente è
alunno.
S – studente, P – alunno, M – amante della musica classica

Nessun P è M.

Tutti gli M sono S.

——————————

Nessun S è P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Indichiamo nel diagramma la La prima premessa può essere


prima premessa: indicata in un solo modo:


Indichiamo nel diagramma La seconda premessa può essere


anche la seconda premessa:
 indicata in modi diversi. Quali?
Uno di essi è il seguente:


La conclusione Nessun S è P Nel diagramma le due premesse


non è necessariamente vera. sono vere, mentre la conclusione
è falsa. Il diagramma è quindi
un controesempio per
l’argomento dato.

L’argomento non è valido. L’argomento non è valido.


149

(f)
Tutte le farfalle hanno le ali e siccome certe farfalle sono
animali, di conseguenza certi animali non hanno le ali.

S – animale, P – (avere le) ali, M – farfalle


Tutti gli M sono P.

Certi M sono S.

——————————

Certi S non sono P.
diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler
Indichiamo nel diagramma la La prima premessa può essere
prima premessa: indicata in un solo modo:


Indichiamo nel diagramma La seconda premessa può essere


anche la seconda premessa:
 indicata in modi diversi. Ad es.:


La conclusione non è Nel diagramma le due premesse


necessariamente vera. sono vere, mentre la conclusione
è falsa. Il diagramma è quindi un
controesempio per l’argomento
dato.

L’argomento non è valido. L’argomento non è valido.


150

(g)

Tutti gli alberi sono piante e certi alberi sono ornamentali. Di


conseguenza certe piante sono ornamentali.

S – pianta, P – (essere) ornamentale, M – albero


Tutti gli M sono S.

Certi M sono P.

——————————

Certi S sono P.
diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler
Indichiamo nel diagramma la La prima premessa può essere
prima premessa: indicata in un solo modo:


Indichiamo nel digramma anche La seconda premessa può essere


la seconda premessa:
 indicata in diversi modi. Ad es:


La conclusione Certi S sono P
 In ognuno dei modi, certi S sono


è necessariamente vera. P. Infatti gli elementi di P che si
trovano in M si trovano allo
stesso tempo in S, siccome tutti
gli M sono S. Non esiste quindi
alcun controesempio.

L’argomento è valido. L’argomento è valido.


151

Esercizio (3)

(a)
Tutti gli atletici sono sportivi e certi sportivi sono disciplinati.
Quindi, certi atletici sono disciplinati.

S – atletico, P – disciplinato, M – sportivo


Tutti gli S sono M.

Certi M sono P.

——————————

Certi S sono P.
diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler
Indichiamo nel diagramma la La prima premessa può essere
prima premessa: indicata in un solo modo:


Indichiamo nel digramma anche La seconda premessa può essere


la seconda premessa: indicata in modi diversi. Quali?
Uno di essi è il seguente:


È possibile che certi S siano P, Nel diagramma le due premesse


però è anche possibile che nessun sono vere, mentre la conclusione
S sia P. La conclusione pertanto è falsa. Infatti, nessun S è P. Il
non è necessariamente vera.
 diagramma è quindi un
controesempio per l’argomento
dato.
L’argomento non è valido. L’argomento non è valido.
152


(b)

Nessun minerale è un essere vivente. Certi sassi non sono


minerali. Di conseguenza certi esseri viventi non sono sassi.

S – essere vivente, P – sasso, M – minerale

Nessun M è S.

Certi P non sono M.

——————————

Certi S non sono P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Indichiamo nel diagramma la La prima premessa può essere


prima premessa: indicata in un solo modo:

Indichiamo nel diagramma La seconda premessa può essere


anche la seconda premessa:
 indicata in modi diversi. Uno di
essi è il seguente:


È possibile che certi S non siano Nel diagramma le due premesse


P, ma non è necessariamente sono vere, mentre la conclusione
così. La conclusione non è è falsa. Infatti, tutti gli S sono P.
dunque necessariamente vera. Il diagramma è perciò un
controesempio per l’argomento
dato.

L’argomento non è valido. L’argomento non è valido.


153

(c)

Tutte le città italiane hanno almeno mille abitanti. Firenze è


una città italiana. Firenze dunque ha almeno mille abitanti.

S – Firenze, P – avere almeno mille abitanti, M – città italiana

Tutti gli M sono P.



S è M. 

——————————

S è P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Indichiamo nel diagramma la La prima premessa può essere


prima premessa: 
 indicata in un solo modo:


La seconda premessa la La seconda premessa la


possiamo tradurre come: Tutti traduciamo come: Tutti gli S
gli S sono M, dove S sappiamo sono M (S non è vuoto) e
non esser un insieme vuoto.
 indichiamo in un solo modo:


La conclusione, tradotta come
 La conclusione è


Tutti gli S sono P, è necessariamente vera,
necessariamente vera. indipendentemente dai due
modi di traduzione.

L’argomento è valido. L’argomento è valido.


154

(d)
Nessun cane è erbivoro. Rex è un cane. Rex dunque non è
erbivoro.

S – Rex, P – (essere) erbivoro, M – cane

Nessun M è P.

S è M

——————————

S non è P.

diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Indichiamo nel diagramma la La prima premessa può essere


prima premessa: indicata in un solo modo:


Indichiamo nel diagramma La seconda premessa viene


anche la seconda premessa:
 tradotta come: Tutti gli S sono
M (S non è vuoto!). 


La conclusione viene tradotta La conclusione è


come: Nessun S è P, dove S non necessariamente vera.
è un insieme vuoto. Tale
conclusione è necessariamente
vera.

L’argomento è valido. L’argomento è valido.


155

(e)
Certi roditori sono animali domestici. Certi mammiferi non
sono roditori. Di conseguenza certi mammiferi non sono
animali domestici.
S – mammifero, P – animale domestico, M – roditori

Certi M sono P.



Certi S non sono M.

——————————

Certi S non sono P.
diagramma di Venn diagramma di Venn-Euler

Indichiamo nel diagramma la Indichiamo la prima premessa:


prima premessa: 


Indichiamo nel diagramma La seconda premessa può essere


anche la seconda premessa:
 indicata in modi diversi. Uno di

 essi è il seguente:


La conclusione – Certi S non Nel diagramma le due premesse


sono P – non è necessariamente sono vere, mentre la conclusione
vera.
 è falsa. Infatti, tutti gli S sono P.
Il diagramma è perciò un
controesempio per l’argomento
dato.

L’argomento non è valido. L’argomento non è valido.


156

Esercizio (4)
Argomento (b):

Tutti quelli che mi hanno augurato buon compleanno sono miei amici su
Facebook. Posso quindi dire che tutti i miei amici su Facebook mi hanno
augurato buon compleanno.
Identifichiamo in questo argomento due insiemi:, S – insieme di tutti quelli
che sono amici su Facebook, P – insieme di tutti quelli che mi hanno
augurato buon compleanno
La prima premessa afferma: Tutti i P sono S.

la conclusione: Tutti gli S sono P.


Tutti i P sono S. 

Tutti gli S sono P.

Possiamo ora rappresentare la premessa usando il diagramma di Venn:

Dal grafico è chiaro che la conclusione non è necessariamente vera, quindi


l’argomento non è valido.
Potremmo aver usato pure i diagrammi di Venn-Euler. La prima premessa
in tale caso va rappresentata nel seguente modo:

Tutti i P sono S:



157

È evidente dal diagramma che la conclusione (Tutti gli S sono P) non è


necessariamente vera.

Argomento (n):

Tutti gli studenti iscritti al corso “Ragionamento critico per insegnanti”
scrivono giovedì prossimo una verifica. Anna scrive giovedì una verifica.
Anna è dunque iscritta al corso “Ragionamento critico per insegnanti”.

Per la verifica della validità di questo argomento useremo i diagrammi di


Venn. Per il modo in cui possiamo indicare la seconda premessa (Anna
scrive giovedì una verifica) si veda la pagina 141.

La struttura dell'argomento è la seguente:

Tutti i P sono M.



S è M.
S è P.

Il diagramma di Venn è il seguente:

L’argomento non è valido.

Argomento (o):

Ogni studente di italianistica ha letto almeno un libro. Alberto non ha letto
neanche un libro. Alberto quindi non è uno studente di italianistica.

La struttura dell'argomento è la seguente:



158

Tutti i P sono M.



S non è M.
S non è P.

Per la verifica della validità di questo argomento useremo i diagrammi di


Venn. Per il modo in cui possiamo indicare la seconda premessa (Alberto
non ha letto neanche un libro.) si veda la pagina 143.
Il diagramma di Venn è il seguente:

L’argomento è valido.


Argomento (q):

Tutti i cani sono carnivori. Tutti i cani sono mammiferi. Quindi, tutti i
mammiferi sono carnivori.

La struttura dell'argomento è la seguente:

Tutti gli M sono P.


Tutti gli M sono S.
Tutti gli S sono P.

Per la verifica della validità useremo i diagrammi di Venn-Euler.


Il controesempio è rappresentato dal seguente diagramma:
159

Argomento (t):

Tutti gli extraterrestri parlano l’italiano, quindi anche Spock – essendo un
extraterrestre – lo parla.


La struttura dell'argomento è la seguente:

Tutti gli M sono P.


S è M.
S è P.

Per la soluzione vedi Esercizio (3) – (c)

Gli esercizi si trovano a pagina 77.



160

9E. Fallacie – soluzioni


(Gli esercizi si trovano a pagina 92.)

Esercizio (2)
(a) Ad ignorantiam/appello all’ignoranza. La conclusione che la omeopatia
non può far bene alla salute deriva solamente dal fatto che non
esistono prove scientifiche che l’omeopatia faccia bene o possa fare
bene alla salute.

(b) Ad verecundiam/ricorso all’autorità o fallacia dell’autorità. Anche se è


possibile che Greta Thunberg abbia perfettamente ragione quando
afferma quanto sia allarmante la situazione circa il cambiamento
climatico, ritenere le sue affermazioni vere per il semplice fatto che le
sta dicendo una ragazzina (una persona pura e sincera) rappresenta
una fallacia logica. Greta Thunberg è molto giovane, non istruita a
sufficienza e quindi una persona non autorevole nel campo.

(c) Ad hominem/appello alla persona. La conclusione che la commessa non


si possa intendere di libri perché ha un determinato aspetto
rappresenta una fallacia logica. È anche possibile che la commessa di
fatto non si intenda di ciò che consiglia, ma il motivo per cui ciò viene
concluso – il suo aspetto – è un esempio di ad hominem.

(d) Falsa analogia. Quando si usa dire che gli anziani sono come dei
bambini, si intende dire che hanno bisogno – come i bambini – di
attenzioni e cure, come pure di affetto. Da ciò però non segue che gli
anziani debbano seguire un regime alimentare consigliato per i
bambini, siccome si tratta di organismi aventi fabbisogni alimentari
diversi. L’analogia dunque nel contesto dell’alimentazione non vale.

Gli esercizi si trovano a pagina 92.



161

Bibliografia – Proposta per leggere, ascoltare e


saperne di più

- Abbagnano, Nicola e Fornero, Giovanni (con la collaborazione di


Giancarlo Burghi), 2017, I nodi del pensiero, Paravia.
- Bailin, Sharon e Battersby, Mark, 2010, Reason in the Balance: An Inquiry
Approach to Critical Thinking, McGraw Hill, Ontario.
- Beardsley, Monroe C., 1950, Practical Logic, Prentice-Hall.
- Bondy, Pat e Benacquista, Laura (editori), 2016, Argumentation, Objectivity,
and Bias: Proceedings of the 11th International Conference of the Ontario Society
for the Study of Argumentation (OSSA), 18-21 May 2016, Windsor, ON:
OSSA.
- Buchberger, Iva, 2012, Kritičko mišljenje – Priručnik kritičkog mišljenja,
slušanja, čitanja i pisanja, Udruga za razvoj visokoga školstva Universitas,
Rijeka.
- Davies, Martin e Barnett, Ronald (editori), A Handbook Of Critical
Thinking in Higher Education, Palgrave Macmillan, New York.
- Dewey, John, 1933 (prima edizione 1910), How We Think, Boston: D. C.
Heathp.
- Doxiadis, Apostolos e Papadimitriou, Christos, 2008, Logicomix: An Epic
Search for Truth, trad.: 2010, Logicomix: Una ricerca epica della verità, trad.
Paola Eusebio, Guanda Graphic, Guanda, Milano.
- Fisher, Alec, 2011, Critical Thinking: An Introduction (second edition),
Cambridge University Press, Cambridge.
- Hatcher, Donald e Spencer, Anne L., 2006, Reasoning and Writing: From
Critical Thinking to Composition (terza edizione), American Press, Boston.
- Kant, Immanuel, 1800, Logik, trad.: 1984, Logica, a cura di Leonardo
Amoroso, Editori Laterza.
162
- Klampfer, Frederik; Bregant, Janez; Gartner, Smiljana; Šuster, Danilo;
Borstner, Bojan, 2008, Telovadnica za možgane: uvod v kritično mišljenje,
Svarog, Maribor.
- Kuhn, Deanna, 2015, Thinking together and alone. Educational Researcher 44
(1), 46-53.
- Lipman, Matthew, 2003, Thinking in Education (2nd edition); trad.: 2005,
Educare al pensiero, trad. Angelo Leghi, Vita e pensiero, Milano.
- Lipman, Matthew, 1988, Critical thinking: What can it be?, Educational
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- Moore, Brooke Noel e Parker, Richard, 2014, Critical Thinking
(undicesima edizione), McGraw Hill, Boston.
- Paoli, Francesco; Porcella, Carlo Crespellani e Sergioli, Giuseppe, 2009,
Impariamo a ragionare: Il pensiero critico sul lavoro e nella vita quotidiana,
Cooperativa Universitaria Editrice Cagliaritana, Cagliari.
- Possin, Kevin, 2002, Critical Thinking, MN: The Critical Thinking Lab,
Winona.
- Smokrović, Nenad, 2004, Priroda prirodnog zaključivanja, Biblioteka
Filozofska istraživanja – Hrvatsko filozofsko društvo, Zagreb.
- Šuster, Danilo, 1997, Logika in kritično razmišljanje, Društvo za analitično
filozofijo in filozofijo znanosti, Ljubljana.
- Varzi, Achille; Nolt, John; Royatyn, Dennis, 2017, Logica (seconda
edizione), McGraw-Hill Education.
- Walton, Douglas, 2005. Fundamentals of Critical Argumentation, Cambridge
University Press.
- Whitehead, Alfred North, 1929/1967, The Aims of Education and Other
Essays, The Macmillan Company, New York.
- “Kultura kritičkog mišljenja”, https://www.youtube.com/channel/
UCr_uqS15uEB5Wk__6-qpq6Q. “La cultura del ragionamento
163

critico”, progetto on-line ideato dagli studenti di filosofia della Facoltà


di lettere e filosofia dell’Università di Fiume (Croazia). Il progetto è
attivo dall’anno accademico 2014/15.
- https://it.wikipedia.org/wiki/Critica_letteraria
164

Indice delle illustrazioni

Foto 1. Schema dell’anatra meccanica. https://upload.wikimedia.org/


wikipedia/commons/8/8f/Digesting_Duck.jpg
Foto 2. L'esempio della macchina. Majda Trobok
Foto 3. Squadra e vittoria. Simon Connellan, unsplash.com
Foto 4. La fanghiglia. Rye Jessen, unsplash.com
Foto 5. Idrante con l’ acqua che fuoriesce. Kody Gautier, unsplash.com
Foto 6. Tutti gli uccelli danzano il tango. Santiago Lacarta, unsplash.com
Foto 7. Somma degli angoli in un triangolo. Simon Matzinger,
unsplash.com; Majda Trobok
Foto 8. Cane che abbaia. Majda Trobok
Foto 9. Spock. donherron.com
Foto 10. Insieme di (tutti i) cani. Vari autori, usplash.com; Christian
Gerbaz
Foto 11. Cane di razza Saluki. Artem Sapegin, unsplash.com)
Foto 12. Lo sbarco sulla Luna. History in HD, unsplash.com
Foto 13. L’elefante. Sutirta Budiman, unsplash.com; Majda Trobok
Foto 14. Quattro persone. Majda Trobok
Foto 15. La moto. Majda Trobok
Foto 16. Gli appassionati di calcio. Marin Ćuk Vurnek
Foto 17. Le due camicie. Majda Trobok
Foto 18. Palazzo Modello, Fiume. Majda Trobok
Foto 19. Stazione delle corriere “Canal Morto”, Fiume. Majda Trobok
Foto 20. La Statua della Libertà. AussieActive, unsplash.com
Foto 21. Cavalli. Nick Fewings, unsplash.com
Foto 22. La notte. Sam X, unsplash.com
165

Foto 23. Pixie il coniglio. Sandy Millar, unsplash.com


Foto24 . Il pianoforte. Clark Young, unsplash.com