Giorgia Perra IV

GIRONDINI Negli anni della rivoluzione francese (1791- 93), essi facevano parte di un gruppo moderato e conquistarono grande prestigio grazie alla loro infiammata retorica. Molti di loro provenivano dal dipartimento della Gironda e rappresentavano gli interessi culturali della borghesia mercantile di Bordeaux e Nantes. Erano capeggiati da una

personalità di rilievo, ovvero Jean- Pierre Brissot, dalla quale presero anche il nome di “brissottini”. In seguito all'insurrezione della repubblica, avvenuta il 21 Settembre 1792, per via di insuccessi militari e della situazione finanziaria francese, il club girondino iniziò a tramontare; essi si opposero ai sanculotti, cosicché 27 deputati e due ministri girondini furono giustiziati. La stessa sorte tocc ò il 31 Ottobre a Brissot e trenta suoi seguaci. I sopravvissuti, in fine, furono reintegrati nella Convenzione del 1795.

GIACOBINI Il nome giacobini deriva direttamente dal luogo nella quale questo club si radunava, cioè un ex convento parigino di dominicani, che presero il nome di jacobins. Esso fu fondato nel 1789 dai maggiori esponenti della rivoluzione francese, come ad esempio Maximilian Robbespierre e Jean- Paul- Marat. Il club dei giacobini era uno dei più numerosi e contava circa 3000 membri, solo a Parigi. Ad esso erano affiliate ben 1200 società francesi e per questo motivo il club assunse un grandissimo potere politico, che raggiunse il suo massimo sviluppo dopo la fondazione della Convenzione nazionale (17921795). Nei primi anni della monarchia i giacobini furono favorevoli alla monarchia nazionale, ma successivamente, dopo la fuga di Luigi XVI, essi, iniziarono a prendere posizioni democratiche e repubblicane; molti estremisti si posero a capo del comitato per la sicurezza pubblica e sparsero il terrore in tutta la Francia. Durante questo avvenimento persero la vita molti girondini moderati e oppositori. Dopo la morte di Robbespierre, avvenuta il 27 Luglio 1794 (9 Termidoro), il club giacobino perse gran parte del proprio potere e successivamente venne bandito dalla Convenzione.

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO

L'assemblea nazionale, nell'Agosto 1789, elaborò un decreto composto da 17 articoli, destinato a rimanere nella storia, nella quale i rappresentanti del popolo esposero i diritti inalienabili e sacri dell'uomo e del cittadino. All'interno del decreto emergono diversi princìpi, i quali la libertà di pensiero e di espressione, oppressioni. Accanto a questi, si propagandava l'idea di sovranità nazionale e la legge venne vista come espressione della volontà generale. l'uguaglianza, la proprietà e la resistenza alle

COSTITUZIONE DEL 1791 La Francia tra l'Ottobre del 1789 e il Giugno del 1791 inizi ò a

progettare un nuovo assetto costituzionale. Da subito le forze riformatrici furono in accordo per distruggere l'assolutismo ed eliminare alcune delle sanzioni sancite dalla legge penale. Ci furono innovazioni di ogni tipo; furono abolite le dogane interne, cos ì da rendere più libero il commercio e i privilegi delle compagnie monopolistiche vennero eliminati. Inoltre sia ebrei che protestanti iniziarono a godere dei diritti civili riservati ad ogni cittadino, alcuni titoli nobiliari furono aboliti e il divieto dei voti monastici soppresso. La Francia divenne dunque un paese rinnovato, il tutto grazie all'accordo fra le diverse classi sociali. Nell'Ottobre 1791 si riunirono per l'assemblea legislativa ben 745 deputati, di cui un terzo entr ò a far parte del club dei foglianti, un quinto del club dei giacobini e il restante rimase neutrale. Durante l'assemblea, una figura molto importante fu rappresentata da Jean- Pierre Brissot che, ben presto, si mise a capo dei girondini.

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