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Protezione dalle Sovratensioni

Dott. Ing. Pietro Antonio SCARPINO
Docente di Elettrotecnica – Facoltà di Ingegneria Università di Firenze

Benjamin Franklin (1706 – 1790)

Le scariche atmosferiche o volgarmente chiamati fulmini, sono fenomeni di scarica violenti che producono in tempi brevissimi correnti di intensità molto elevate che possono raggiungere e superare i 200 kA. A causa dell'enorme energia sviluppata nel breve tempo sono eventi che si possono ripercuotere con tutto il loro potenziale distruttivo sui componenti o sugli impianti e nei casi più gravi sulle persone e sugli animali.

Per prevenire i rischi dovuti a questi fenomeni di origine naturale si rende necessario uno studio approfondito e il rilievo dei fulmini a terra per mezzo di strumenti sensibili al campo elettromagnetico prodotto dalla corrente di fulmine.

Valori medi della frequenza di fulminazione per unità di superficie

Intensità delle fulminazioni dirette

Forma d’onda della corrente di fulmine .

una miscela di gas isolante costituita principalmente da azoto e ossigeno. in base al valore del campo elettrico che si stabilisce tra cielo e terra.Formazione delle scariche atmosferiche In caso di temporale può accadere che le nuvole e il suolo si comportino come le armature di un condensatore. E' da questo momento che nella nuvola si formano i primi lampi. L'aria è il dielettrico interposto tra queste enormi armature. . può essere superata e si può verificare il fenomeno della scarica elettrica che comunemente viene definita fulmine. La rigidità dielettrica dell'aria. Le cariche elettriche di segno opposto che si sono formate si separano posizionandosi in parte verso l'alto (cariche positive costituite dai cristalli di ghiaccio) e in parte verso il basso della nube (cariche negative costituite dalle goccioline di acqua).

. La probabilità di impatto aumenta con l’altezza e cambiano le condizioni fisiche. positivi o negativi.Tipologie di scarica atmosferica In funzione della direzione nella quale si propagano e della carica elettrica possono distinguersi in discendenti (quando hanno origine dalla nube) o ascendenti (quando hanno origine da strutture a terra). In territori pianeggianti e in presenza di strutture di altezza modesta si verificano prevalentemente fulmini discendenti mentre su strutture esposte e/o di altezza elevata i fulmini ascendenti sono preponderanti.

Le dimensioni di detta estensione dipendono dalle caratteristiche della struttura e da quelle del fulmine. compresi i guasti agli impianti interni. Analisi condotta in Francia nel 2004 per il settore residenziale . I danni ed i guasti possono estendersi anche nelle vicinanze della struttura e possono talvolta interessare l’ambiente.Danni dovuti al fulmine: Danni alla struttura Un fulmine che colpisce una struttura può causare danni alla struttura stessa e ai suoi occupanti ed al suo contenuto.

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Fortezza di Radicofani (SI) .

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.Normativa di riferimento: Dal 1 febbraio 2007 le Norme CEI 81-1 e CEI 81-4. nonché alle trasformazioni radicali di quelle esistenti. vengono abrogate e sostituite dalle Norme CEI EN 62305/1-4 Le misure di protezione previste secondo le precedenti Norme CEI 81-1 e 81-4 e la Guida CEI 81-8 sono in genere ritenute egualmente idonee agli effetti della sicurezza. sicurezza Questa nuova serie di norme si applica all’esecuzione di nuove realizzazioni delle misure di protezione contro il fulmine per le strutture e i servizi ad esse connessi. nonché la Guida CEI 81-8.

4: “Protezioni delle strutture contro i fulmini.1: “Protezioni delle strutture contro i fulmini” Norma CEI 81. Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone” CEI EN 62305-4 “Protezione contro i fulmini.8: “Guida d’applicazione all’utilizzo di limitatori di sovratensione sugli impianti utilizzatori di bassa tensione”.4 sostituisce i seguenti documenti normativi: Norma CEI 81. Principi generali” CEI EN 62305-2 “Protezione contro i fulmini. Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture” In La serie di Norme CEI EN 62305/1. .4 è composta dalle seguenti quattro parti: CEI EN 62305-1 “Protezione contro i fulmini. Valutazione del rischio” CEI EN 62305-3 “Protezione contro i fulmini.La serie di Norme CEI EN 62305/1. Valutazione rischio dovuto al fulmine” Out Guida CEI 81.

fulmine vicino alla struttura. fulmine in prossimità dei servizi entranti nella struttura . Le seguenti situazioni devono essere prese in considerazione in funzione della localizzazione del punto di impatto rispetto alla struttura: S1 S2 S3 S4 fulmine sulla struttura.Possibili sorgenti di danno alla struttura: La corrente di fulmine è la sorgente del danno. fulmine sui servizi entranti nella struttura.

o al riscaldamento dei conduttori connesso con il fluire della corrente (sovratemperatura inaccettabili).Il fulmine sulla struttura può causare: • danno meccanico immediato. • danni alle persone dovuti alle tensioni di passo e di contatto causate da accoppiamenti resistivi e induttivi. incendio e/o esplosione dovuto al plasma incandescente del canale stesso. • incendio e/o esplosione provocati da scariche dovute a sovratensioni risultanti da accoppiamenti resistivi e induttivi e dal fluire di parte della corrente di fulmine. o alla carica trasportata (fusione del metallo). . • guasti o malfunzionamenti degli impianti interni dovuti al LEMP.

Il fulmine sui servizi entranti nella struttura può causare: • incendio e/o esplosione iniziati da scariche dovute a sovratensioni e alle correnti di fulmine trasmesse tramite il servizio entrante. . • guasti o malfunzionamenti degli impianti interni dovuti alle sovratensioni che si localizzano sulle linee entranti e che sono trasmesse alla struttura. • danni alle persone per le tensioni di contatto all’interno della struttura dovute alle correnti di fulmine trasmesse tramite il servizio entrante.Il fulmine vicino alla struttura può causare: • guasti o malfunzionamenti degli impianti interni dovuti al LEMP.

Principali tipi di danno alla struttura: D1: danni ad esseri viventi dovuto a tensione di contatto e di D1 passo. D3: guasti agli impianti interni dovuti al LEMP. . esplosione. D2 rilascio di sostanze chimiche) dovuti agli effetti della corrente di fulmine. distruzione meccanica. scariche distruttive incluse.Il fulmine in prossimità dei servizi entranti nella struttura può causare: • guasti o malfunzionamenti degli impianti interni dovuti alle sovratensioni indotte nelle linee entranti e trasmesse alla struttura. D2: danni materiali (incendio.

Sorgenti e tipo di danno su un servizio La corrente di fulmine è la sorgente del danno. Le seguenti situazioni devono essere prese in considerazione in funzione della localizzazione del punto d’impatto rispetto al servizio considerato: S1 S3 S4 fulmine sulla struttura servita fulmine sul servizio entrante nella struttura fulmine in prossimità del servizio entrante nella struttura .

. può produrre differenti perdite nell’oggetto da proteggere. La Norma considera i seguenti tipi di perdita: L1 L2 L3 L4 perdita di vite umane perdita di servizio pubblico perdita di patrimonio culturale insostituibile perdita economica (struttura e suo contenuto. servizi e perdita di attività Le perdite di tipo L1.Tipologie di perdita Ciascun tipo di danno. Il tipo di perdita che può verificarsi dipende dalle caratteristiche dell’oggetto stesso. solo o in combinazione con altri. L2 ed L3 possono essere considerate perdite di valori sociali mentre la perdita di tipo L4 è esclusivamente una perdita economica.

Le perdite in una struttura: L1 L2 L3 L4 perdita di vite umane perdita di servizio pubblico perdita di patrimonio culturale insostituibile perdita economica (struttura e suo contenuto). . Le perdite in un servizio: L1 L4 perdita di vite umane perdita economica (servizi e perdita di attività).

L2. L4 L1. L4 L1. L4 S4 . L2. L2. L2. L4 L1.Punto d’impatto Struttura Sorgente di danno S1 Tipo di danno D1 D2 D3 D3 Tipo i perdita L1. L2. L2. L4 L1. L4 L1. L3. L3. L4 In prossimità della struttura Servizi entranti nella struttura In prossimità di un servizio S2 S3 D1 D2 D3 D3 L1. L4 L1.

deve essere effettuata la valutazione del rischio considerando: R1 : perdita di vite umane R2 : perdita di servizio pubblico R3 : perdita di patrimonio culturale insostituibile R4 : perdita economica .Valutazione del rischio Per valutare se la protezione sia o meno necessaria.

La protezione contro il fulmine é necessaria se il rischio R (R1. R2 ed R3) é superiore al livello di rischio tollerabile RT R > RT In questo caso devono essere adottate misure di protezione al fine di ridurre il rischio R (R1.R2 ed R3) al valore di rischio tollerabile RT R ≤ RT Se uno o più tipi di perdita possono verificarsi nell’oggetto da proteggere. la condizione R ≤ RT deve essere soddisfatta per ciascun tipo di perdita (L1. . L2 e L3).

– le persone nella struttura e quelle nella fascia fino a 3 m all’esterno della struttura. – il contenuto della struttura. sono riportati nella tabella seguente: . La protezione non comprende i servizi esterni connessi alla struttura Rischio tollerabile RT La definizione dei valori di rischio tollerabili RT riguardanti le perdite di valore sociale è responsabilità dei competenti comitati nazionali. – gli impianti nella struttura. quando il fulmine coinvolge la perdita di vite umane o perdite sociali o culturali.Struttura da considerare per la valutazione del rischio La struttura da considerare comprende: – la struttura stessa. Valori rappresentativi di rischio tollerabile RT. – l’ambiente circostante interessato da un danno alla struttura.

Organigramma per il calcolo del rischio .

Una corrente di fulmine è costituita da uno o più colpi diversi tra loro: • • Colpi brevi aventi durata inferiore a 2 ms Colpi lunghi aventi durata superiore a 2 ms . La probabilità di impatto aumenta con l’altezza e cambiano le condizioni fisiche. In territori pianeggianti e in presenza di strutture di altezza modesta si verificano prevalentemente fulmini discendenti mentre su strutture esposte e/o di altezza elevata i fulmini ascendenti sono preponderanti.Parametri della corrente di fulmine Esistono due tipi principali di fulmine: • Fulmini discendenti iniziati da canali procedenti dalla nube verso terra • Fulmini ascendenti iniziati da canali procedenti da una struttura a terra verso la nube.

Definizione dei parametri del colpo breve Tipicamente: 2 ms < Tcolpo lungo < 1 s Definizione dei parametri del colpo lungo .

La protezione contro il LEMP si basa sul concetto di zona di protezione (LPZ): il volume contenente gli impianti che devono essere protetti può essere diviso in LPZ. Queste zone sono volumi ideali definiti. in cui la severità del LEMP è compatibile con il livello di tenuta degli impianti interni al volume .Progetto ed installazione di misure di protezione contro l’impulso elettromagnetico del fulmine (LEMP) Gli impianti elettrici ed elettronici sono soggetti a guasti dovuti all’impulso elettromagnetico (LEMP). Per evitare guasti negli impianti interni è quindi necessario adottare misure di protezione contro il LEMP.

Le scariche atmosferiche possono determinare diversi fenomeni in un impianto elettrico: Fulminazione diretta • Fulminazione diretta dei sistemi esterni di protezione da scariche atmosferiche (LPS) o di parti conduttrici esterne collegate a terra (antenne. nel disperdere la corrente del fulmine.).. . Le apparecchiature elettriche collegate tra la rete di alimentazione e la terra perdono isolamento e vi fluisce parte della corrente del fulmine. il potenziale dei conduttori attivi rimane 230 V per le fasi e zero per il neutro (potenziale remoto del trasformatore).Scariche atmosferiche Si tratta di un fenomeno naturale di grande portata. La resistenza del sistema di messa a terra. D’altra parte. I fulmini rilasciano una potenza che può raggiungere diverse centinaia di gigawatt e possono avere un effetto distruttivo o perturbatore su impianti elettrici situati a diversi chilometri di distanza dal punto in cui si manifestano. condutture metalliche. Accoppiamento galvanico. provoca un aumento della tensione del conduttore di protezione di terra (PE) fino a diverse migliaia di volt (effetto ohmico)..

Fulminazione indiretta • Accoppiamento induttivo.Fulminazione diretta delle linee aeree. Le linee aeree presentano anelli in quanto il neutro o il PE sono collegati ripetutamente a terra (ogni due o più pali). Il campo elettromagnetico creato dal fulmine genera una sovratensione in ogni anello dell’impianto (effetto trasformatore /accoppiamento elettromagnetico). L’elevata quantità di energia che entra direttamente nell’impianto distrugge le apparecchiature elettriche o elettroniche collegate alla rete di alimentazione. Le scariche atmosferiche nelle vicinanze delle linee aeree generano una sovratensione in queste linee. aeree • Accoppiamento conduttivo. . Anche i fulmini che colpiscono il sistema esterno di protezione contro le scariche atmosferiche di un edificio (LPS) generano una sovratensione negli anelli formati dai cavi.

Definizione dei parametri del colpo breve Tipicamente: 2 ms < Tcolpo lungo < 1 s Definizione dei parametri del colpo lungo .

Forma D’onda della sovratensione .

Limitatori di sovratensione .

deviazione della corrente impulsiva verso terra. . .4 kV).Le 2 funzioni di un SPD: .limitazione della sovratensione (in questo caso 1.

Tenuta all’impulso delle apparecchiature. I livelli di tolleranza delle apparecchiature alle sovratensioni impulsive sono classificati secondo 4 categorie (come indicato nella tabella seguente) conformemente alle IEC 60364 e IEC 60730-1 .

Forme d’onda 10/350 µs e 8/20 µs

SPD: Tecnologia a spinterometri

SPD: Tecnologia a spinterometri

SPD: Tecnologia a varistori .

SPD: varie tipologie costruttive .

Curva caratteristica della tensione di rete in caso di intervento di uno scaricatore per corrente da fulmine .

Effettofrangionda dello spinterometro .

Effettofrangionda dello spinterometro .

Effettofrangionda dello spinterometro .

deve essere superiore alla tensione applicata effettivamente ai suoi morsetti.Scelta degli SPD . . indicata in Volt a frequenza industriale.rete monofase La tensione d'esercizio max ammissibile Uc del SPD.

rete trifase + neutro La tensione d'esercizio max ammissibile Uc del SPD. indicata in Volt a frequenza industriale.Scelta degli SPD . deve essere superiore allatensione applicata effettivamente ai suoi morsetti. .

Comparazione delle correnti di prova .

Scelta di Iimp e In .

Scelta di Iimp e In .

Classificazione degli SPD .

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Come si propagano le sovratensioni Le sovratensioni possono manifestarsi fra le parti attive e la terra (longitudinali o di modo comune) oppure tra le parti attive (trasversali o differenziali). Il pericolo maggiore lo corrono le apparecchiature dove la massa è connessa a terra essendo non trascurabili i rischi di scariche nel dielettrico. In questo caso sono sollecitati gli isolamenti fra i conduttori e si presentano particolarmente pericolose per le apparecchiature elettroniche . Le sovratensioni di modo differenziale interessano invece le parti attive (fase/fase o fase/neutro). Nelle sovratensioni di modo comune tutti i conduttori assumono la stessa tensione verso terra perciò fra i conduttori attivi non si stabilisce alcuna sovratensione mentre sono sollecitati gli isolamenti verso terra di fase e neutro.

Protezione dalle sovratensioni in modo comune e differenziale .

Principio di coordinamento .

Caratteristiche .

Protezione dalle sovratensioni e dispositivi di protezione dai contatti indiretti La figura seguente presenta l'impiego di SPD installati a valle di un interruttore differenziale che potrebbe intervenire intempestivamente essendo attraversato dalla corrente impulsiva che si scarica sul PE attraverso gli SPD Se gli SPD sono installati a valle del dispositivo differenziale si potrebbero verificare degli interventi intempestivi perché l'interruttore differenziale è attraversato dalla corrente impulsiva che si scarica sul PE attraverso gli SPD .

L'SPD non ripristina l'isolamento verso terra. .Il problema può essere risolto mediante lo schema nella figura sottostante con gli SPD installati a monte del dispositivo differenziale. Se. risulta inefficace la protezione contro i contatti indiretti. se non si ripristina l'isolamento verso terra. potrebbe venire a mancare la protezione contro i contatti indiretti. cioè se si stabilisce una corrente susseguente. passata la sovratensione. Tale soluzione però ne pone immediatamente un altro nell'eventualità che l'SPD si danneggi e chiuda in corto circuito un conduttore di fase o di neutro verso il PE. Se gli SPD sono installati a monte del dispositivo differenziale il dispositivo differenziale non è influenzato dalla corrente impulsiva che si scarica sul PE attraverso gli SPD ma.

Un guasto sullo scaricatore collegato tra il neutro e il PE e un contemporaneo cedimento dell'isolante dell'utilizzatore provoca una corrente che. Il contemporaneo guasto sullo scaricatore e sull'utilizzatore determina la circolazione di una corrente che potrebbe non essere rilevata. in funzione della resistenza (sistema TT) o dell'impedenza (sistema TN) dell'anello di guasto. potrebbe non essere correttamente rilevata dall'interruttore differenziale. Si pregiudica in questo caso la sicurezza delle persone nei confronti dei contatti indiretti . se si tratta di un sistema TT. se si tratta di un sistema TN. Questo comporta un grave rischio per le persone perché una tensione pericolosa si stabilisce sull'impianto di terra e sulle apparecchiature ad esso collegate. in funzione della resistenza di terra. dall'interruttore differenziale installato a monte rispetto all'SPD collegato tra neutro e PE. o dell'impedenza dell'anello di guasto.Nello schema nella figura sottostante gli SPD sono installati a valle rispetto all'interruttore differenziale.

La protezione contro le sovratensioni Il dispositivo differenziale interviene invece correttamente quando gli scaricatori sono installati a monte (fig. sotto) anche nel caso di contemporaneo guasto dell'utilizzatore e dello scaricatore collegato tra neutro e PE. .

in funzione dell'impedenza dell'anello di guasto.Soluzioni installative in funzione del sistema di distribuzione In un sistema TN-C o TN-S. La protezione contro i contatti indiretti è assicurata se il fusibile interviene nei tempi previsti dalle norme . il fusibile o l'interruttore automatico. deve interrompere il circuito sull'SPD nei tempi previsti dalle norme. dove l'impiego dell'interruttore differenziale non è indispensabile al fine della protezione dai contatti indiretti. Interruzione di un guasto mediante protezione di sovracorrente in un SPD installato in un sistema TN-C.

Interruzione di un guasto mediante protezione di sovracorrente in un SPD in installato in un sistema TN-S

Anche in un sistema IT il dispositivo differenziale non è essenziale ai fini della protezione contro i contatti diretti. Una condizione di guasto dell'SPD può essere affrontata come in un sistema TN, quando le masse sono collegate tra loro, e come in un sistema TT quando le masse sono connesse per gruppi o singolarmente. In caso di guasto a terra sia dell'SPD sia dell'utilizzatore il dispositivo di protezione deve intervenire nei tempi previsti dalle norme.

In un sistema IT, in caso di secondo guasto a terra causato dall'SPD, il dispositivo di protezione deve intervenire secondo quanto stabilito dalle norme

In un sistema TT per la protezione dai contatti indiretti è generalmente impiegato l'interruttore differenziale. Come descritto nelle figure precedenti l'installazione degli SPD a monte dell'interruttore differenziale consente di risolvere le problematiche relative all'interazione fra scaricatori e dispositivi differenziali. Qualche difficoltà potrebbe però sorgere allorché, in caso di guasto dell'SPD installato fra le fasi ed il PE, la corrente circolante verso terra, a causa dell'elevata resistenza dell'anello di guasto, non fosse in grado di provocare l'intervento del dispositivo di protezione contro le sovracorrenti; passata la sovratensione, se non viene ripristinato l'isolamento, si potrebbe stabilire verso terra una corrente susseguente tale da inficiare la protezione contro i contatti indiretti.

Una soluzione accettabile può essere quella della figura sottostante dove i varistori sono collegati direttamente al neutro e quindi al PE attraverso uno spinterometro. senza incertezza in virtù del collegamento verso il neutro. evitando che il varistore guasto possa compromettere l'efficienza del dispositivo di limitazione al sopraggiungere di una nuova sovratensione . Questa configurazione limita la probabilità che si possa stabilire una corrente susseguente tale da compromettere la protezione contro i contatti indiretti. In caso di corto circuito del varistore interviene. il dispositivo contro le sovracorrenti installato a monte.

.Gli SPD sono collegati a valle dell'interruttore differenziale. Per evitare interventi intempestivi l'interruttore differenziale deve essere di tipo S.

Caratteristiche .

Caratteristiche .

Scelta della protezione .

Collegamenti elettrici secondo il sistema di messa a terra .

Collegamenti elettrici secondo il sistema di messa a terra .

di lunghezza complessiva l=l1+l2+l3.L'installazione degli SPD nei quadri I collegamenti dei limitatori di sovratensione devono essere i più corti possibile (di norma è accettabile una lunghezza complessiva) perché la sollecitazione sull'isolamento delle apparecchiature protette cresce in proporzione alla loro lunghezza (fig. che può essere valutata in circa 1 kV al metro. un'induttanza di circa 1 microhenry al metro con una caduta di tensione. sotto). determinano. che dovrà possedere un livello di protezione Up adatto al valore massimo di tensione che le apparecchiature da proteggere sono in grado di sopportare. occorre verificare quindi la lunghezza complessiva dei collegamenti. come si è detto. Scelto lo scaricatore. Nell'esempio di figura i collegamenti. . supponendo una corrente di 8 kA con forma d'onda 8/20 microsecondi.

. LUNGHEZZA COLLEGAMENTI: i collegamenti devono essere più corti possibili. é percorso da una corrente di fulmine superiore alle correnti delle singole fasi. per ridurre gli aumenti di tensione causata dalle induttanze dei cavi. adottare barretta EQP per scaricatori.5 m.5 m. distanziando i cavi di ingresso/uscite il più possibile DA RICORDARE: il conduttore neutro. La lunghezza ideale.SEZIONE E COLLEGAMENTI REGOLA GENERALE: l’SPD deve essere installato il più vicino possibile all’impianto da proteggere. per lato Con lunghezze > di 0. é di 0.

Esempio di installazione .

Queste zone sono volumi ideali definiti. Per evitare guasti negli impianti interni è quindi necessario adottare misure di protezione contro il LEMP. in cui la severità del LEMP è compatibile con il livello di tenuta degli impianti interni al volume .Progetto ed installazione di misure di protezione contro l’impulso elettromagnetico del fulmine (LEMP) Gli impianti elettrici ed elettronici sono soggetti a guasti dovuti all’impulso elettromagnetico (LEMP). La protezione contro il LEMP si basa sul concetto di zona di protezione (LPZ): il volume contenente gli impianti che devono essere protetti può essere diviso in LPZ.

Riepilogando – Le zone a rischio .

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PROTEZIONE CONTRO I FULMINI Impianto connesso alla rete BT .

PROTEZIONE CONTRO I FULMINI DESCRIZIONE 1) ARRIVO STRINGHE 2) DIODI DI PROTEZIONE 3) FUSIBILI DI PROTEZIONE 4) LIMITATORE DI SOVRATENSIONE 5) MORSETTO PER CONDUTTORE PE 6) QUADRO DI TERMINAZIONE/SEZIONAMENTO 7) INVERTER 8) QUADRO AC 9) INTERRUTTORE AUTOMATICO GENERALE 10) LIMITATORE DI SOVRATENSIONE 11) DALLA BARRA EQUIPOTENZIALE PRINCIPALE .

PROTEZIONE CONTRO I FULMINI Impianto connesso alla rete BT .

PROTEZIONE CONTRO I FULMINI .

PROTEZIONE CONTRO I FULMINI Impianto connesso alla rete BT .

Ing.” “Benjamin Franklin” Grazie per l’attenzione Dott. Pietro A. SCARPINO .“La tragedia della vita è che diventiamo vecchi troppo presto e saggi troppo tardi.