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Saggi

Irwin Wall

L’amministrazione Carter e l’eurocomunismo
The Carter Administration and Eurocommunism
Eurocommunism was a rather complex phenomenon, being paradoxically both permitted by détente and as well as a factor of its destabilisation. Even if there was some ambivalence in the Carter administration about the best way of dealing with it, overall the administration seemed to be rather unconcerned about the phenomenon. Carter had other priorities, and felt the West European countries to be mature democracies, able to deal with their own internal problems. However, whether Eurocommunism was to serve the interests of the US, or rather to be detrimental to them, ultimately undermining NATO by causing a «finlandization» of the West European foreign policies, was an issue that neither the President nor his administration were obliged to solve. Even if the Pci entered the parliamentary majority supporting the government, neither it nor the PCF gained direct access to power during the 1970s. Nonetheless, an enduring result of Eurocommunism was the definitive evolution of the Western communist parties toward social democracy and the acceptance of pluralism. Keywords: Eurocommunism, Carter Administration, Détente, Western European Communist Parties

L’eurocomunismo è stato un prodotto della distensione, che ha reso possibile l’evoluzione dei partiti comunisti dell’Europa occidentale verso la piena partecipazione ai rispettivi sistemi politici. Grazie al fatto che la NATO dichiarò di essere compatibile con la distensione, ad esempio, il Pci poté accettare l’alleanza NATO e la CEE. L’eurocomunismo, però, operò anche nel senso di indebolire la distensione. Rischiò di costituire un fattore destabilizzante per la politica interna dell’occidente, soprattutto qualora i partiti comunisti di Italia e Francia avessero avuto successo nei loro tentativi di partecipare al governo dei rispettivi paesi e turbò la vita politica delle nazioni dell’Europa orientale, incoraggiando i movimenti dissidenti, le critiche all’Unione Sovietica e le spinte verso una separazione da essa1. Ciò spiega l’opposizione di Henry Kissinger all’eurocomunismo: la sua visione statica della distensione, come congelamento dello status quo, era concepita al fine di stabilizzare la vita politica di est e ovest. In questo egli si trovava d’accordo con il Cremlino, che a sua volta, dal 1977 in avanti, attaccò aspramente l’eurocomunismo. Per Kissinger l’ipotesi che i comunisti fossero davvero cambiati non aveva molta importanza; in
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150-154.

Pierre Hassner, Eurocommunism and Détente, in «Survival», 19, 6, Nov./Dec. 1977, pp.

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Ricerche di Storia Politica 2/2006

in effetti. con la quale si identificava. Jimmy Carter pensò di proseguire la distensione e. L’Ostpolitik però era tesa. quando Brandt era stato ministro degli Esteri. in una relazione che. non poteva che essere di subordinazione. temendo che un’altra Cecoslovacchia avrebbe indotto la reazione dell’occidente e sollevato lo spettro di una nuova guerra. dal 1968 al 19692. 182 Irwin Wall . nel suo iniziale entusiasmo per la distensione. 2003. Cyrus Vance pensò che sarebbe potuto venire a vantaggio dell’occidente. mentre il consigliere per la sicurezza nazionale di Carter. L’incertezza di Brzezinski era condivisa dal presidente. i leader francese e tedesco del momento. Giscard d’Estaing e Schmidt. nel lungo periodo. allineata all’eurocomunismo come parte di un’offensiva complessiva tesa specificatamente a destabilizzare l’URSS. portandolo a rafforzare sempre di più i vincoli con la Repubblica Federale. Zbigniew Brzezinski. mise fine alla distensione come l’aveva intesa Kissinger e abbracciò la concezione europea di distensione che era alla base della Ostpolitik. L’Italia e il PCI nella politica estera dell’URSS di Brezhnev. trovò sostegno spontaneo da parte del partito comunista italiano. pp. le cui fondamenta non erano costituite dallo status quo ma dal cambiamento. Questi. in L’Italia Repubblicana nella crisi della anni settanta: tra Guerra fredda e distensione.ogni caso non voleva i comunisti nei governi occidentali. Soveria Mannelli. che riconosceva quanto la sua politica di compromesso storico fosse condizionata dall’esistenza di buoni rapporti fra Washington e Mosca. Berlinguer aveva assistito personalmente alla crescita progressiva della Ostpolitik di Brandt. La politica dei diritti umani di Carter divenne. associandola ad una vigorosa politica dei diritti umani che immediatamente sollevò i sospetti sovietici di essere diretta alla destabilizzazione dell’URSS. 69-85. I. Rubbettino. molti di coloro che analizzarono il fenomeno dell’eurocomunismo percepirono e accolsero con entusiasmo il suo aspetto destabilizzante. agli occhi dei sovietici. nel periodo in cui aveva fatto da intermediario fra la Spd e il regime della Germania dell’est. L’amministrazione Carter decise alla fine di opporsi alla diretta partecipazione comunista al potere 2 Sulla distensione e le relazioni fra l’Unione Sovietica e il PCI si veda Silvio Pons. Vol. erano più vicini alla concezione statica di Kissinger che al dinamismo di Brandt. Curiosamente. la rimozione della minaccia revanscista della Germania occidentale verso l’est e lo spettro di una Germania dell’ovest pacifica. tuttavia. Introdusse però anche un aspetto problematico nella sua interpretazione della distensione. in quanto convinto che fosse un problema europeo e non americano. Negli Stati Uniti. data la disparità fra le due. a provocare un’evoluzione interna al regime della Germania dell’est. fece affidamento proprio su quella. cercò di limitare la sua opposizione a Brandt in quanto la politica del cancelliere tedesco appariva come un’estensione europea della distensione fra sovietici e americani. né sfide all’URSS da parte dell’Europa orientale. Per estensione. che altrimenti non appariva troppo interessato alla questione. L’amministrazione Carter. L’eurocomunismo condivideva questa caratteristica destabilizzante con la Ostpolitik di Willy Brandt. minacciavano similmente di destabilizzare il resto dell’est sovietico. simbolizzato da Brandt in ginocchio di fronte al monumento del ghetto di Varsavia. L’amministrazione Carter. a cura di Agostino Giovagnoli e Silvio Pons. anzi. a sua volta contrastata da Kissinger. inizialmente era incerto circa il modo in cui si sarebbe dovuto reagire.

4 Peter G. in «Journal of Cold War Studies». tuttavia. che valesse la pena di menzionarlo nelle sue memorie. New York. pp. tanto che il raggiungimento della pace in Medio Oriente divenne virtualmente una sua crociata personale4. 183 L’amministrazione Carter e l’eurocomunismo . avvisandolo di come il rischio di una partecipazione del Pci al governo in Italia avrebbe potuto costituire il «gravest political problem in Europe».3. L’eurocomunismo non era una questione prioritaria per l’amministrazione Carter in tema di politica estera. mostrando invece di gradire l’appoggio dei comunisti al governo italiano ma senza partecipazione. anche perché la sua religiosità lo spingeva a guardare a questa zona con grande passione. un rapido esame non rivela quasi nessun riferimento all’eurocomunismo. Questo non è il più esauriente fra gli studi disponibili. 5 Olav Njorstad. 56-94. le incursioni sovietiche in Africa. The Carter Administration and Italy: Keeping the Communists Out of Power Without Interfering. 1983. infatti. In effetti. Non era abbastanza importante. come i negoziati SALT con l’URSS. nelle carte di Brzezinski presso la Carter Library è possibile trovare solo ulteriori prove del posto subordinato che l’eurocomunismo e gli affari italiani occupavano nelle priorità dell’amministrazione Carter. ma dichiarò che non sarebbe intervenuta nella politica interna italiana. da far pensare a Cyrus Vance. non si trova molto di rilevante riguardo all’Europa nelle memorie di Vance: l’argomento più significativo. La prospettiva offerta qui è diversa da quella di Njorstad. La letteratura sull’amministrazione Carter e sulla sua politica estera difficilmente potrebbe definirsi cospicua. e così via3. Bourne. Summer 2002. Jimmy Carter: A Comprehensive Biography from Plains to Postpresidency. in un Memorandum of Conversation fra l’ambasciatore italiano 3 Cyrus Vance. bloccata fra l’opposizione alla partecipazione comunista e il desiderio di non dare l’impressione di interferire nella politica interna italiana5. L’unica eccezione parrebbe confermare la regola. in particolare col Pci. Olav Njolstad ha studiato l’amministrazione Carter e la sua politica verso l’Italia e ha concluso che essa percepiva l’eventualità di crisi seria ma restava confusa riguardo al modo migliore di reagire ad essa. 68-69. riflettendo la scarsa considerazione del presidente per l’ossessione di Brzezinski verso il comunismo e la propria mancanza di interesse verso quest’area. in grado di occuparsi di se stesse. Tuttavia negli studi che abbiamo. e si interessò prevalentemente del Medio Oriente. io vedo tendenzialmente una mistura di relativa indifferenza e di ambivalenza. il trattato del canale di Panama. convinto che i paesi europei fossero democrazie mature. Così. Più che di reazione ad una crisi. Scribner. cominciò quindi un dialogo con i partiti comunisti dell’Europa occidentale.nell’Europa occidentale. segretario di Stato durante la presidenza Carter. dove questi vede confusione. Simon and Schuster. New York. è la questione dell’impiego della bomba al neutrone. Il memorandum però non suscitò grandi reazioni in Carter. Eppure Vance ammise di aver seguito persino la crisi della bomba al neutrone solo superficialmente poiché era impegnato da altre priorità. secondo Bourne. né gli analisti prestano molta attenzione alle relazioni statunitensi con l’Italia e nemmeno con l’Europa a questo riguardo. p. La biografia di Carter scritta da Peter Bourne menziona che Zbigniev Brzezinski spedì al presidente un memorandum nel marzo 1977. 1997. nel tentativo di incoraggiarli ad evolversi fino ad accettare pienamente i valori occidentali. 4. il Medio Oriente. 98. pp. Carter prese le distanze dagli affari europei. che raggiunse l’apice durante la crisi dell’eurocomunismo (se di crisi si trattò) e che costituì una «crisis of confidence in the NATO alliance» e un test per la leadership del presidente. Hard Choices: Critical Years in America’s Foreign Policy. ad esempio.

francesi e tedeschi insieme ma non con gli italiani6. L’Italia stava avviandosi verso una crisi di grandi proporzioni. Brzezinski proseguì affermando che il primo ministro Andreotti sarebbe stato invitato per una visita ufficiale a Washington durante l’estate. Subject File. un chiaro segno dell’importanza dell’Italia agli occhi americani. Questo non era un argomento in favore della partecipazione. affermò Brzezinski. Nel costruire una barriera contro la partecipazione comunista in Italia. Milano. Gardner sostiene di aver retto gli argini contro un’inondazione di neutralismo e «finlandizzazione» che minacciava di sommergere tutta l’Europa. A voler credere all’ambasciatore. era un argomento contro tale partecipazione? In tal caso non era certo molto forte. l’aumento delle spese militari in occidente. Al contrario. 7 Richard Gardner. March 31. anzi era cruciale. 1977. 6 Memorandum of Conversation. Brzezinski. aveva provato a correggere tale impressione di disinteresse per l’Italia da parte degli americani. l’ambasciatore si lamentò del fatto di non riuscire ad ottenere un appuntamento col presidente Carter. e gli Stati Uniti non intendevano incoraggiare un ingresso del Pci nel governo. Non posso affrontare qui quest’ultima pretesa. L’Italia non doveva esagerare l’importanza di «things that did not happen». Box 33. se non per sottolineare come il comunismo sia probabilmente crollato nell’Europa dell’est e nell’URSS nonostante. datato 31 marzo. dunque. Molti gesti erano stati fatti in favore dell’Italia. Tuttavia l’affermazione di Gardner di aver bloccato la partecipazione dei comunisti italiani al governo è un’altra questione che merita di essere considerata7. nonostante questa grave minaccia. Memcons. una forte politica di difesa che continuò anche sotto Reagan. Gli anni di piombo raccontati dall’ambasciatore americano a Roma 1977-1981. «then you would have them in the government tomorrow». e non a causa. per contrastare l’effetto dell’installazione degli SS-20 sovietici. l’Italia non era in nessun modo un’area periferica in quel periodo. Ambassador Gaja and Special Assistant to the President Brzezinski. l’ambasciatore rese possibile l’installazione tedesca dei missili. però. Ho avuto la fortuna di lavorare sulla versione inglese. Mission: Italy. si nota come l’ambasciatore cominciò con il sottolineare il deteriorarsi della situazione italiana. un riferimento all’abitudine dell’amministrazione di incontrarsi con inglesi. Jimmy Carter Library (d’ora in avanti JCL). il conseguente collasso del comunismo e la fine della guerra fredda. ma l’ambasciatore doveva rendersi conto «that you cannot build a stable relationship on constant cries of “disaster” and “crisis”». Mondadori. C’era una ragione in particolare per questo? Non contava nulla l’Italia agli occhi americani? Brzezinski assicurò l’ambasciatore che l’importanza dell’Italia era evidente.Gaja e Brzezinski. 184 Irwin Wall . Brzezinski continuò assicurando l’ambasciatore che «we do not favor participation of the Pci in the Italian government». e che neppure il ministero degli Esteri italiano era in grado di procurarsi un incontro con il segretario di Stato Vance. Convincendo il governo italiano ad accettare l’installazione dei missili nel 1979. che mi è stata fornita dall’ambasciatore. 2004. all’epoca ambasciatore di Carter. Richard Gardner. Eppure. Brzezinski Materials. lo era a tal punto che gli USA non avevano bisogno di ribadirlo. la cui soluzione poteva dipendere dai segnali statunitensi: qualora gli Stati Uniti avessero dato l’impressione di accettare il partito comunista nel governo. sottolineò anche come «trends in the Communist movement are to our advantage and should be abetted» e che queste tendenze erano «most advanced in the Pci».

Greenwood Press. Winter 1975-76. nonostante fosse un democratico. durante gli anni Sessanta. stimolato dall’influsso. rivelano quanto fermamente fosse contrario alla partecipazione governativa del Pci prima di assumere la sua «missione». secondo Gardner. L’articolo venne pubblicizzato dalla stampa italiana. le cui credenziali accademiche precedevano gli anni Sessanta. n. sotto l’influenza di una militanza di base che rimasta legata allo stalinismo. pp. apparso su «Foreign Policy» nel 1975. in particolare quello del 3% richiesto dalla NATO. come veniva espressa dai giornali più letti e dalla stampa9. e che erano molto a sinistra rispetto all’opinione pubblica del loro paese (confesso: sono uno di loro. in «Foreign Policy». l’opposizione alle basi americane in Italia e all’aumento delle spese militari italiane. 1983. Di conseguenza Gardner spese molto tempo a sollecitare i suoi superiori ad esprimere con sempre più forza la loro opposizione all’accesso al potere del Pci. Il Pci era. 119. né ci provai nel saggio che ho pubblicato sugli Stati Uniti e l’eurocomunismo: il mio intento era piuttosto quello di esaminare l’opinione non degli studiosi ma dell’opinione pubblica. dicendo di opporsi solo ad un «dominio» comunista sui governi occidentali. e Gardner. Gardner era fortemente in disaccordo con le sue idee: non credeva che il Pci si fosse evoluto abbastanza da potergli affidare le leve del potere in una democrazia. automne 2004. il 5 di aprile. L’articolo di Peter Lange. Gardner trovò che tale dichiarazione. What is to Be Done About Italian Communism. 363-380. molto lontano dall’essere abbastanza degno di fiducia da essere invitato al governo. 10 Peter Lange. 224-240. 21. nella sua debolezza. costatandone l’ostilità alla politica dei diritti umani di Carter. quando era ormai troppo tardi: quasi con amarezza rileva nelle sue memorie che era molto triste il fatto che il solo fattore a bloccare la partecipazione dei comunisti 8 Irwin Wall. What is to Be Done About Italian Communism?. in «Relations Internationales». pp. Che egli fosse frustrato durante il suo primo anno è evidente: quando arrivò a Roma non aveva alcuna dichiarazione ufficiale a guidarlo e quando Carter parlò. È chiaro che il dibattito accademico aveva dei riflessi sull’opinione pubblica. Un ampio dibattito accademico stava avendo luogo negli Stati Uniti riguardo all’eurocomunismo. Non posso occuparmi qui di questo dibattito. French Communism in the Era of Stalin: The Quest for Unity and Integration. 9 Irwin Wall. un atteggiamento che si indurì ulteriormente dopo il suo arrivo a Roma. non condivideva. che fu ampiamente letto e segnalato. in effetti. di una grande quantità di giovani docenti di storia e scienze sociali la cui formazione era venuta a coincidere con il movimento per i diritti civili e le battaglie contro la guerra del Vietnam. e il persistente entusiasmo per l’importanza storica della rivoluzione bolscevica in Russia.Le memorie di Gardner. Les Etats-Unis et l’eurocommunisme. dove molti commentatori esagerarono l’influenza e l’importanza di Lange. e quando arrivò in Italia trovò il partito non in evoluzione ma in regressione. arrivava alle conclusioni che gli interessi americani e italiani potevano essere meglio serviti lasciando che il Pci entrasse nel governo italiano10. 1945-1962 Westport. fosse un disastro. e per primo fui stimolato all’epoca a scrivere un libro sui comunisti francesi)8. 185 L’amministrazione Carter e l’eurocomunismo . Non ottenne quello che poteva considerare un intervento soddisfacente da Jimmy Carter fino al gennaio 1978. ad esempio. E non era neppure del tutto soddisfatto della leadership del partito. le opinioni di sinistra in voga all’epoca.

Subject File.al governo italiano all’inizio del 1978 fosse. Box 40. il Pci come partito di governo. March 15. Andreotti tracciò un quadro del rafforzamento dei legami NATO dell’Italia e di un indebolimento del patto di Varsavia. 13 Questa è stata vista come una delle rivelazioni più significative del libro di Gardner. nel tentativo di realizzare una solida base democratica in opposizione alle minacce simultanee poste dal terrorismo dell’estrema sinistra e dell’estrema destra italiane. e gli storici italiani sembrano concordare. 1977. entrambe le cose. con alternanza al potere fra i partiti moderati di destra e di sinistra. 12 JCL. in qualche misura legate al sostegno comunista al governo italiano12. Gardner sembra anche avere avuto esperienza della frustrazione del suo omologo. Ciò pone la questione se Moro o gli altri interlocutori di Gardner gli stessero dicendo tutta la verità o piuttosto cosa pensavano egli volesse sentirsi dire. All’inizio del mandato presidenziale. il senatore Clayborne Pell e il membro del Congresso Frank Annunzio scrissero identiche lettere al presidente. raggiunto una stabile democrazia a due schieramenti. a un certo punto. le spiegazioni della situazione da parte del primo ministro al presidente apparentemente garantivano che i comunisti stavano perdendo sostegni nel cammino di moderazione intrapreso. In qualità di presidente della Dc. come fecero Fanfani e lo stesso Andreotti. È legittimo. dicevano all’ambasciatore Gardner: che lo scopo della Dc era quello di logorare il Pci assicurandosi il suo sostegno per politiche economiche di stampo conservatore che avrebbero allontanato i militanti di base13. 1977. che questo Letters from Senator Pell and Congressman Annunzio to President Carter. Countries. Handwriting File. al fine di sostenerlo nella sua decisione di opporsi alla partecipazione dei comunisti11. l’ambasciatore italiano a Washington. 11 186 Irwin Wall . l’opposizione degli Stati Uniti. ma era deciso a non interferire negli affari interni dei suoi alleati europei e ripeteva ad ogni occasione che questi alleati erano nazioni sovrane i cui elettorati godevano del diritto di determinare come essere governati. July 27. in effetti. tanto dalle brigate rosse quanto dai fascisti. avvertendolo che il Pci aveva la sua migliore opportunità in venticinque anni di «gain control of the government». Andreotti. più tardi. Entrambi raccomandavano all’amministrazione di sostenere l’economia italiana nella fase di crisi che stata attraversando e di ricevere il primo ministro Andreotti a Washington il prima possibile. dando vita così ad una versione italiana della Grossekoalition tedesca fra i cristiano-democratici e la socialdemocrazia. incluso Aldo Moro. Questo era in linea con ciò che altri democristiani in Italia. Carter certo ricevette molto presto pressioni per prendere una posizione ferma contro la partecipazione dei comunisti al governo italiano. e se Moro avrebbe anche lui cambiato idea più tardi. finché tale opzione fosse rimasta aperta. paradossalmente. JCL White House Central File. Tuttavia io non trovo sorprendente che un cristiano-democratico potesse sentire che la migliore opzione fosse il sostegno comunista senza partecipazione. Staff Offices. Da un lato. in retrospettiva. dubitare che Moro stesse raccontando a Gardner tutta la storia. mentre l’Italia rimaneva fermamente ancorata all’orbita occidentale e leale alla NATO. Office of the Staff Secretary. La visita di Andreotti nella capitale americana nel luglio 1977 sembrò sortire l’effetto contrario a quello desiderato. Moro sembrava convinto che un periodo come parte della coalizione di maggioranza con la Dc avrebbe preparato l’opinione pubblica italiana ad accettare. Moro stava cercando di costruire un’alleanza stabile con il Pci. L’Italia avrebbe così. se non fosse stato ucciso. che aveva le stesse difficoltà ad ottenere un appuntamento col presidente Carter. Appare chiaro. Box CO-36. Ciò è quanto al momento può essere decifrato della scrittura e delle note di Carter. tuttavia.

e Agostino Giovagnoli. 53-57. se non ammettendo che il presidente avesse dimenticato di farne menzione. E. 9-13. Box CO-36. 17 JCL. in cui si opponeva alla partecipazione comunista al governo italiano. 126-37. che l’enfasi della stampa italiana sulla visita di Andreotti dipendesse dal fatto che Carter aveva apparentemente appoggiato un governo italiano sostenuto dai comunisti. 2005. Roma. mentre «l’Unità» sostenne che la visita rendeva l’Italia un «symbolic country» per il resto dell’Europa. White House Central Files. Una tragedia repubblicana. la novità di questa situazione non sfuggì alla stampa italiana. Box CO-36. 187 L’amministrazione Carter e l’eurocomunismo . Subject File. se non prima. Mammarella. Brzezinski era stato citato dalla stampa italiana. come ho sottolineato nel mio articolo in «Relations Internationales». pp. Nelle sue memorie. l’unica strada per il potere passava attraverso l’alleanza con la Dc15. Il Mulino. pp. da parte sua. p. Brzezinski? Il più importante intervento del segretario di Stato Vance sulla questione sembra essere un discorso in cui disse che l’eurocomunismo rappresentava un pericolo maggiore per il blocco sovietico che per l’occidente. ora che il sostegno comunista al suo governo era stato ricevuto favorevolmente a Washington17. Carter. ma piuttosto che Andreotti era a capo di un governo di minoranza che era vincolato alla loro «astensione benevola» per la sua sopravvivenza16. di aver strappato a Carter la dichiarazione. 15 Antonio Rubbi. Gli italiani. Il «Paese Sera» citò «The Wall Street Journal» che aveva trovato la collaborazione comunista con Andreotti «positive and praiseworthy». July 27. più tardi. 18 Antonio Rubbi. Non dovrebbe sorprendere. resa il 12 gennaio 1978. Il Mondo di Berlinguer. 1976. Tuttavia. 16 JCL. Laterza. Brzezinski si arroga il merito di avere informato il presidente. Ma non è più probabile che Carter e Vance semplicemente non provassero lo stesso panico. come l’agenzia informativa statunitense subito riportò. non informò Andreotti delle sue eventuali preoccupazioni riguardo alla partecipazione comunista al governo italiano.. Bologna. Ovviamente Carter era stato informato che i comunisti non erano ancora nella maggioranza. Questi si imbarcò nella ricerca dell’integrazione nel sistema italiano e nel tentativo di diventare un partito di governo già dal 1973. Gardner trova che questo sia inspiegabile. J. Roberto Napoleone. Il fatto che l’avvertimento di Brzezinski al presidente del 14 Si veda G. in marzo. che invece avevano Gardner e. Il Mondo di Berlinguer. 1994. un chiaro plauso ad Andreotti personalmente e un supporto al suo governo. della grave crisi politica italiana e. Le sue dichiarazioni prima di diventare consigliere per la sicurezza nazionale di Carter erano più ambigue. dunque. 1993. La Prima Repubblica dalla fondazione al declino. Memorandum. Il Caso Moro. July 21.all’epoca era lo scopo anche di Berlinguer14. di fronte alla possibilità di una partecipazione dei comunisti. pp. sempre in cerca di formule complesse. White House Central Files. cit. Memo for the President on the Occasion of the Andreotti Visit. nel sostenere che «[…] una politica estera intelligente non può ignorare l’esistenza di un partito che raccoglie i consensi di un terzo dell’elettorato»18. che vide nella visita di Andreotti la convalida e l’accettazione americane dell’esperimento politico italiano. la definivano «non sfiducia». ed era cosciente che il Pci non avrebbe potuto governare nemmeno se avesse ottenuto il 51% dei voti. Countries. Countries. più tardi. come critico di Kissinger. prima dell’elezione di Carter. L’alleanza con i socialisti non sarebbe stata sufficiente. 53. 1977. Roma. Friedman to Jody Powell. Subject File.

May 1977. Communism with an Italian Face? A Conversation with Lucio Lombardo Radice. in «Encounter». poiché Radice non aveva. anzi. in Italia. era sensibile agli argomenti che contraddicevano il suo punto di vista. È interessante esaminare questi consigli. pp. Ciò che voleva dire. datato 19 marzo 1977. fossero pronti a rispondere positivamente ad un’iniziativa americana in senso contrario. ma avrebbe rischiato di sortire un effetto contrario in Francia dove la suscettibilità dinanzi a interventi americani si sarebbe ritorta in favore del Pcf. nel caso in cui il Pci fosse stato al governo. piuttosto. Urban lo mise in guardia verso un diffuso senso di rassegnazione. era difficile per Radice immaginare che l’URSS potesse intentare un’aggressione contro la NATO. 8-23. stava ricevendo una quantità considerevole. che chiese a Carter di non fare nulla che potesse mettere a repentaglio i suoi sforzi personali di sottrarre voti ai comunisti francesi perseguendo una politica di alleanza con loro. Poiché in ogni caso la NATO era un trattato difensivo. però. nella celebre rivista «Encounter» nel maggio 1977. che per mancanza di concorrenti sembrava aver monopolizzato. Quella stessa intervista divenne in un certo modo oggetto di una contesa politica. Al contempo però Brzezinski. Questo comportò un vero dilemma per l’amministrazione Carter: si riteneva che una dichiarazione anticomunista sarebbe stata benefica per la politica italiana. specialista di Europa orientale e capo di Radio Free Europe. di consigli da fonti di ricerca accademica e politica da lui rispettate. Da qui derivavano il generale appeasement del Pci che giudicava essere prevalente. a voler leggere l’intervista con attenzione. di più. La risposta di Radice all’assurda domanda di Urban fu «it depends». George Urban. 188 Irwin Wall . seppure variegata. ogni richiamo ad esso sarebbe risultato da una decisione comune alla quale il governo italiano avrebbe obbligatoriamente partecipato19. tuttavia. di fronte all’inevitabile. la questione di come gestire l’eurocomunismo. D’altro canto. all’interno dell’amministrazione. Nel suo rapporto a Brzezinski. Lucio Lombardo Radice. che non potevano sopravvivere con una «abdicazione» americana e che gli italiani si aspettavano di ricevere indicazioni sulla direzione verso cui indirizzare il loro opportunismo. sebbene sia rischioso tentare di racimolare da essi indicazioni della direzione verso cui Brzezinski. era che l’Italia avrebbe potuto decidere di non sostenere un’azione degli USA o della NATO se avesse pensato che essa costituisse una «aggressione» contro l’URSS. stavano propendendo. dichiarato inequivocabilmente che l’Italia.marzo 1977 non avesse avuto un seguito viene attribuito da Gardner a un intervento di François Mitterrand. Gardner la citò come una prova dei persistenti legami del Pci con l’URSS. Tutto sommato i consiglieri di Brzezinski non erano disposti a chiarire i suoi dubbi. Era consapevole che il Pci era in conflitto con l’URSS e contemporaneamente con se stesso e che in conseguenza di 19 George Urban. si può considerare una buon fonte dell’avvertimento iniziale di Brzezinski a Carter riguardo al pericolo eurocomunista. Urban. tuttavia. e verso l’opportunismo della classe politica che era presente allora tanto quanto lo era stato all’epoca di Mussolini. Urban era assai bene informato sugli affari italiani e sul Pci e pubblicò un’intervista con l’influente membro del comitato centrale del Pci. li complicarono. avrebbe dato il suo sostegno alla NATO nell’eventualità di un conflitto con l’Unione Sovietica. Urban era sicuro che i partiti politici e la popolazione. e l’autocensura riguardo al partito nella stampa italiana. a seguito delle provocatorie domande di Urban. e in misura molto minore Carter.

cit. una volta al potere. Countries. il comunismo al potere in Italia avrebbe servito gli interessi dell’URSS. 20 189 L’amministrazione Carter e l’eurocomunismo . Questo spiegherebbe le visite negli Stati Uniti di leader comunisti e l’accoglienza di visitatori comunisti presso ambasciate americane all’estero. con l’ulteriore vantaggio di costituire una spina nel fianco per i sovietici. New Brunswick. White House Central Files. Subject File. Infatti. McCormack tuttavia rimase persuaso che. Al contrario. essa infatti avrebbe permesso le necessarie riforme in ambito economico. Ma l’impatto psicologico avrebbe potuto essere enorme. poiché «a country that does both Fascism and Communism badly cannot be all bad». cruciale per le economie miste del continente. 21 Antonio Rubbi. JCL. però. Se gli USA avessero permesso la partecipazione dei comunisti avrebbero messo a rischio gli interessi americani e. nel qual caso ci sarebbe stata una campagna unificata delle forze borghesi italiane per smantellarlo. causato un aumento dei livelli di spese militari da parte degli USA. Transaction Books. mentre il supporto della base si stava erodendo. un disastro in politica estera che sarebbe caduto ai piedi di Carter costandogli probabilmente la rielezione. in se stessa. peggio ancora. e il perseguimento di un certo «dialogo» diplomatico con il Pci. concludendo che la stessa Dc era totalmente corrotta e che dunque il paese avrebbe potuto trarre dei benefici dalla partecipazione dei comunisti. 143-46. anche per i comunisti francesi. la loro campagna in favore dei dissidenti sovietici era positiva per Radio Free Europe. avrebbe potuto non costituire una catastrofe. La prospettiva del dipartimento di Stato era rafforzata dalle National Intelligence Estimates della CIA. tutto sommato. del Pci nella direzione della democrazia e di un’autonomia dall’URSS21. 1977. 1987. Di certo il Pci non spaventava nessuno. avrebbero minato le basi del sostegno alla NATO nel paese. CO-37.. Tuttavia avvertì che il loro obiettivo restava «the destruction of NATO as we know it»20. March 19. Michael Ledeen è caustico rispetto al dipartimento di Stato e alla CIA per il loro atteggiamento indulgente verso l’eurocomunismo in West European Communism and American Foreign Policy. Richard McCormack. assistente del segretario di Stato per gli affari economici. ampiamente sbandierato. era convinto che la paura del comunismo e le nazionalizzazioni in Italia e in Francia avrebbero causato una fuga di capitali dall’Europa e strangolato il settore privato europeo. 53-57. pp. dove il Pcf al potere avrebbe potuto scardinare la NATO e privarla della sua raison d’être. che tendenzialmente prendeva molto sul serio il cambiamento. Countries. La partecipazione del Pci. È interessante rilevare come McCormack pensasse che il dipartimento di Stato di Vance avesse «depennato» la democrazia italiana. George Urban to Zbigniew Brzezinski. L’amministrazione Carter doveva rendere chiara la propria resistenza e finanziare l’opposizione ai partiti comunisti europei22. prima fra queste la residenza di Gardner in Italia. Subject File. White House Central Files. determinato una fuga di capitali e destabilizzato l’Europa. specialmente per la Francia. i sovietici credevano che avrebbero ottenuto dei vantaggi dalla partecipazione governativa del Pci in Italia: i suoi ministri. NJ. indebolito la NATO. Urban ebbe una buona parola. 22 JCL. Urban tuttavia riteneva che quest’ipotesi fosse troppo rischiosa per l’Europa. i suoi detrattori speravano che il Pci sarebbe giunto al potere.ciò la leadership stava virando a destra. Il Mondo di Berlinguer. e pensava che l’idea di Vance che il Pci costituisse il pericolo maggiore per il blocco sovietico non si potesse inferire dai fatti. pp. avrebbero dato spazio alle accuse dei repubblicani circa l’imminente «perdita» di Italia e Francia. Richard McCormack to Zbigniew Brzezinski. CO-37.

mentre quest’ultimo. La stessa dicotomia si manifestò sotto Carter: Vance sembrerebbe totalmente disinteressato all’eurocomunismo. Oxford University Press. L’amministrazione Carter. Più il partito si spingeva in avanti nel tentativo di partecipare al governo. praticando la politica del contenimento quando il caso dell’Iran le scoppiò fra le mani e l’Unione Sovietica invase l’Afganistan. alla fine riuscì a monopolizzare la politica americana anche rispetto al conflitto arabo-israeliano. Nei suoi ultimi anni era tornata alle modalità della guerra fredda. ma anche politiche: Rogers era un entusiastico sostenitore della Ostpolitik di Brandt. se fosse entrato nel governo. con grande intelligenza. tanto più correva il rischio di indietreggiare. Dal canto suo Andreotti stava portando. per non menzionare la risoluzione del problema di Berlino che stava alla base della Ostpolitik di Willy Brandt23.Da ciò si può ricavare una visione generale del contrasto fra il consigliere per la sicurezza nazionale e il segretario di Stato durante l’amministrazione Carter e della natura bifronte della politica estera americana. Essa era stata istituzionalizzata sotto Kissinger. tramite i quali furono negoziati gli accordi SALT e l’iniziativa verso la Cina. sicuramente le più interessanti sono quelle dell’analista francese Pierre Hassner. Fra le valutazioni del fenomeno dell’eurocomunismo a comparire nei documenti di Brzezinski. Egli aveva ricevuto da Nixon istruzioni di occuparsi del Medio Oriente. sebbene esistesse già in nuce con Kennedy. Rogers era spesso lasciato all’oscuro e informato delle decisioni prese ex post facto. Kissinger perseguì i propri obiettivi politici attraverso i suoi «back channels». quando arrivò al potere. un abile combattente corpo a corpo contro la burocrazia. Hassner riteneva che il partito Si veda Jussi Hanhimäki. inizialmente combattuto. avrebbe rischiato una spaccatura con la sua ala più radicale. se non un suo sostenitore. Hassner riteneva che la situazione italiana fosse a un punto di svolta. se non a impedirla. Nel suo ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale. mentre Brzezinski. 23 190 Irwin Wall . Apparentemente si era raggiunto un punto morto fra le forze politiche italiane: la destra era al limite della sua sopportazione del Pci. più che usare il Pci per ottenere un aiuto nella gestione della crisi economica. 2004. il partito dove voleva. pensava a se stessa come intimamente legata alla distensione. giacché il «creeping compromise» del Pci aveva raggiunto i suoi limiti. stava usando la crisi economica per controllare il Pci. L’atteggiamento dell’amministrazione verso l’eurocomunismo era un capitolo della sua evoluzione verso un’attitudine da guerra fredda e un passo nella direzione della vittoria finale di Brzezinski su Vance. The Flawed Architect: Henry Kissinger and American Foreign Policy. mentre Brzezinski divenne sempre più sospettoso delle intenzioni sovietiche e spinse con forza in favore di una politica più severa del presidente rispetto ai sovietici. arrivò alla fine a condividere l’idea di Kissinger che esso avrebbe destabilizzato la NATO. sebbene la Dc avesse tutto da guadagnare nel proseguire su questa strada. La collaborazione fra Dc e Pci aveva raggiunto il suo culmine e. dove il presidente temeva che le origini ebraiche di Kissinger avrebbero potuto costituire un ostacolo per le politiche americane. Vance restò similmente ottimista rispetto al proseguimento della distensione con l’URSS. si profilava la cruda alternativa di nuove elezioni e di un governo guidato dalla Dc o dal Pci. Il risultato di questa situazione era lo stallo. New York. mentre Kissinger aspirava a frenarla. Kissinger però. in coalizione o da soli. Sottese a questa spaccatura vi erano differenze non solo istituzionali.

in cui aveva intelligentemente notato il paradosso secondo cui la distensione aveva reso possibile l’eurocomunismo. La distensione stessa era in discussione. e mise in guardia sul fatto che. 1977. D’altro canto. December 15. socialdemocratico. 25 JCL.avesse compiuto passi reali per allontanarsi dal leninismo. nel senso di una «desacralizzazione» dei concetti di partito di avanguardia e di partito della classe operaia. Hassner sollecitò Brzezinski a intraprendere discussioni discrete e specifiche direttamente con il Pci su quali fossero gli interessi essenziali per la NATO e per gli USA. Ciò implicava che l’occidente aveva molto da guadagnare se l’esperimento dell’eurocomunismo fosse continuato in Italia. Aveva anche rotto con l’URSS. Hassner ricompare nei documenti di Brzezinski. che li descriveva come «vintage Hassner» e osservava che con un miglioramento della situazione economica i partiti eurocomunisti si sarebbero probabilmente mossi verso la socialdemocrazia. Una rapida ripresa occidentale. destabilizzando quest’ultimo e minacciando l’URSS di una possibile rottura coi partiti occidentali qualora avesse deciso di rispondere con la linea dura25. era 24 JCL. Negli archivi non ci sono indicazioni del fatto che l’amministrazione Carter o Brzezinski abbiano preso in seria considerazione questo consiglio. February 23. White House Central Files. Subject File. Countries. e l’eurocomunismo avrebbe così legittimato il comunismo riformista nel blocco sovietico. secondo Hassner. White House Central Files. Hassner scrisse che sarebbe stato del tutto plausibile che gli ipotetici regimi di sinistra in Francia e in Italia avrebbero teso ad una «finlandizzazione» delle loro politiche estere. mentre in caso di recessione avrebbero cercato di restaurare il proprio ruolo di protettori della classe operaia nelle società polarizzate. comportava anche la possibilità che uno sforzo americano per fermarli avrebbe in se stesso minacciato il proseguimento della distensione. anche se il Pci avesse proseguito nella sua evoluzione verso la condivisione del potere. CO-25. mentre l’eurocomunismo portava i partiti comunisti occidentali più vicini al potere. Folder 51. poiché più l’Unione Sovietica si avvicinava all’occidente. 1977. laddove l’eurocomunismo minacciava di distruggere la distensione. che il PCI stava seguendo il primo sentiero. più il Pci sembrava allontanarsi dall’Unione Sovietica. Countries. come ha notato Treverton. Hassner riteneva che la crisi del blocco sovietico fosse molto più seria rispetto a quella in corso nel blocco occidentale. È interessante. Inoltrò anche un articolo scritto per la rivista «Survival». avrebbe condotto più rapidamente alla loro social-democratizzazione. Tuttavia la riforma della sua struttura interna si delineava come il successivo passo necessario. I pezzi scritti da Hassner furono inoltrati a Brzezinski da Treverton. con i comunisti in posizione di potere condiviso. ma è chiaro che l’atteggiamento del presidente verso l’eurocomunismo rimase ambiguo nel corso del 1977. in effetti. mentre il PCF era già tornato alle iniziali posizioni settarie. CO-37. una visione premonitrice nel 1977. interessi che il partito avrebbe dovuto rispettare per rendere accettabile al governo di Washington la sua partecipazione al governo italiano24. Vance non se ne curava affatto e Brzezinski stava conoscendo un’incerta evoluzione delle sue attitudini. che avesse accettato il pluralismo democratico e che avesse come obiettivo quello di diventare un partito di governo. Pierre Hassner to Zbigniew Brzezinski. 191 L’amministrazione Carter e l’eurocomunismo . egli fornì un’analisi della rottura comunista con i socialisti in Francia che avrebbe portato alla fine del Programma Comune e di qualsiasi possibilità di vittoria della sinistra alle elezioni del 1978. France. del novembre-dicembre 1977. Hassner riteneva che molto sarebbe dipeso dall’economia. NSC Memorandum from Gregory Treverton to Zbigniew Brzezinski.

minacciava di sbilanciare l’equilibrio di potenza in favore dell’est. 26 27 192 Irwin Wall . 1977. Ciò spiega la mancanza di una dichiarazione ferma proveniente dall’amministrazione Carter durante il corso del 1977. durante la quale si udirono cupi avvertimenti riguardo ad un Pci che conduceva una gramsciana «guerra di posizione» contro la classe dirigente italiana. annunciando foschi presagi sull’eurocomunismo in un discorso tenuto presso il Westminster College. L’eurocomunismo non godeva di un clima politico favorevole in America. Washington. che illustrava le nuove posizioni moderate del Pcf. Nel valutare l’«incubo rosso» di Kissinger nel maggio «The New York Times». October 30. in Communist Parties in Western Europe: Challenge to the West. 1978. scrisse numerosi e durissimi articoli che censuravano la mollezza liberale verso il comunismo. Hoover Institution Press. nel Missouri. I conservatori erano scandalizzati da quella che sembrava un’attitudine eccessivamente indulgente verso l’eurocomunismo da parte di settori dell’establishment liberale. American Enterprise Institute for Public Policy Research. cit. Fu al fine di contrastare questa tendenza che l’«American Enterprise Institute for Public Policy Research» organizzò a Washington una conferenza sul Pci. Kissinger Speaks on Communist Parties in Western Europe. quando aveva messo in guardia contro la «cortina di ferro» caduta sulle capitali dell’Europa dell’est26. Stanford. in cui Michael Ledeen. una grande influenza. nell’estate del 1977. Questi gruppi non esercitavano. L’ondata neo-conservatrice riuscì facilmente a risvegliare l’opinione pubblica americana di fronte al presunto pericolo. 1978. a suo avviso. rispetto sia alla crescente probabilità che l’Italia potesse uscire dalla crisi economica. un preminente leader comunista francese. sia all’eventualità che in questo processo il Pci avrebbe potuto disperdere consensi alla base. Kissinger e Ford erano spalleggiati da una stampa che si ritrovava conservatrice e a guidare l’assalto era l’influente rivista «Commentary». in una parodia del linguaggio che Winston Churchill aveva utilizzato nel celebre intervento tenuto. Anche il presidente Ford tornò sulla questione. a Fulton. ma sensibile ai vantaggi della situazione del momento. Contemporaneamente. nel 1946. dove si erano radunati i socialisti di Michael Harrington. vi si inserì. Il discorso di Kissinger fu pubblicato anche separatamente come Henry A.timoroso di fronte all’eventualità della partecipazione diretta del partito al potere. un neoconservatore specialista di rilievo delle questioni italiane. Eurocommunism: The Italian Case. Nel contempo il dibattito all’interno dell’opinione pubblica americana proseguiva. erano scandalizzati dal fatto che la prestigiosa rivista «Foreign Affairs» contenesse articoli scritti dall’esperto di politica estera del Pci. grazie a cui esercitava già una virtuale «egemonia» sui media e sulla vita intellettuale del paese. in quello stesso luogo. la colonna di politica estera scritta da C. Les Etats-Unis et L’Eurocommunisme. mentre erodeva le fondamenta della NATO27.F. e da Jean Kanapa. Si veda anche Irwin Wall. Kissinger in persona concluse la conferenza con uno squillo di tromba per l’opposizione all’eurocomunismo il quale. Gli atti della conferenza furono pubblicati da Austin Ranney e Giovanni Sartori. pronunciando cupi avvertimenti contro il fenomeno eurocomunista. Sergio Segre che spiegava la posizione del Pci negli affari internazionali. ora fuori dai giochi di potere e avviato a farsi un nome come personalità mediatica. Sulzberger sul «New York Times» offrì uno spazio a Berlinguer in cui il leader comunista potè esprimere la sua convinzione che la NATO era il necessario scudo dietro cui il Pci poteva rimanere libero di continuare le sue critiche dell’URSS. Kissinger. in nessun luogo fuorché fra gli accademici liberali e nell’ala radicale del partito democratico. tuttavia.

ovunque era stato tentato. mentre articoli di Leszek Kolokowski e Henry Pachter restarono ostili al partito: Kolokowski rilevò come il governo comunista. ma perfino inorridita davanti al potere crescente dell’eurosocialismo. Lo stalinismo era sempre stato opportunista. Il Pci avrebbe potuto costituire lo strumento per un autentico e democratico cambiamento sociale in Italia. la rivista teorica del CPUSA. V. IV. scrivendo su «Democratic Left». la bordata sovietica contro Santiago Carrillo. 29 «Political Affairs». il partito comunista americano era rimasto uno dei più stalinisti nel movimento internazionale. non esistevano in Italia. definendo le idee di Santiago Carrillo simili a quelle del trotzkista Jay Lovestone e del «revisionista» Earl Browder. Era un partito di massa. Herbert Aptheker scrisse che l’eurocomunismo aveva tante cose in comune con il comunismo. 5 (May 1976). 7-8 (July-August 1977). Carrillo si muoveva nell’ambito dell’imperialismo. 6 (June 1976).9 (May 1977). aprendo la strada all’estrema destra. di prendere parte al «Browder-revisionism» e di indulgere in «slanderous lies» contro l’Unione Sovietica e il partito comunista americano. attaccò l’eurocomunismo spietatamente. VI. scritta da Sidney Tarrow nel 1977. Lo scompiglio portato nel mondo comunista dal fenomeno dell’eurocomunismo poteva essere osservato. Jay Winston attaccò nello specifico gli articoli di Segre e Kanapa su «Foreign Affairs». negli USA. il leader comunista spagnolo. Tarrow riteneva che l’epoca stalinista fosse finita e che le rivendicazioni di sostegno al pluralismo e al governo costituzionale da parte del Pci non potessero essere respinte con leggerezza. Howe si mantenne scettico rispetto ai cambiamenti nel Pci. qualora avessero ritenuto che ciò fosse potuto tornare a loro vantaggio. IV. molto da vicino. e la condanna categorica dell’eurocomunismo espressa dai sovietici all’inizio del 1977. era «on four sides of the question» sul da farsi riguardo agli eurocomunisti. osservò che Brzezinski. VI. 2 (February 1978).9 (May 1977). Brzezinski deve essersi divertito di fronte all’armonia di opinioni fra il partito comunista americano e la destra USA. quante il nazionalsocialismo ne aveva con il socialismo29. Newsletter of the Democratic Left. «Political Affairs». LV. mentre Pachter non vedeva niente di nuovo nel «compromesso storico». in particolare in Francia. partiti stalinisti avevano sostenuto con gioia governi democratici in passato. Italia e Spagna28. in un simposio dedicato alla questione dell’eurocomunismo. comunque. 5 (May 1976). Questi articoli coincisero con. LVI. È interessante sottolineare come Norman Birnbaum. Tuttavia gli intellettuali socialdemocratici guidati da Irving Howe. Harrington espresse il suo disappunto sul fatto che la classe dirigente nazionale non solo era contraria all’eurocomunismo. accusandoli di «ceasing to be communist». rimasero molto più ambigui. e aveva dimostrato la sua indipendenza da Mosca. 193 L’amministrazione Carter e l’eurocomunismo . 2 (February 1978). nelle sue parole echeggiava il linguaggio dello sciovinismo e dell’anti-sovietismo. 4 (April 1977). non un partito rivoluzionario. Le condizioni per una presa di potere da parte di una minoranza. Dopo la dichiarazione di Carter del gennaio 1978 contro la partecipazione al potere dei comunisti in Italia. Nondimeno. fosse poi scaturito in regimi totalitari.1976. Harrington scrisse di essere in disaccordo con coloro che sostenevano che il Pci non fosse cambiato. ma era anche 28 Newsletter of the Democratic Left. nel novembre 1977. e persino anticiparono. LVI. nella rivista «Dissent». V. e la Dc era corrotta e incapace di portare a termine le riforme necessarie alla stabilizzazione del paese. da cui Harrington si era allontanato. l’organo dei socialisti di Harrington. «Dissent» pubblicò una valutazione simpatetica dell’eurocomunismo.

Tre sviluppi. Di più. che si stava sbilanciando verso il blocco sovietico. Andreotti. che regolarmente scriveva NSC summaries settimanali sulla situazione mondiale per il presidente. richiedevano l’attenzione dell’amministrazione: crescenti segnali d’instabilità nell’Europa occidentale. 194 Irwin Wall . mentre gli negava ancora qualunque posto ministeriale. scrisse. in effetti non avrebbe agito senza l’accordo dei partiti componenti la sua maggioranza. e «our relative failure to exploit politically our relatively favored position in 30 A. esso arrivò a identificarsi virtualmente con lo stato italiano30. nel nuovo governo. La difesa adamantina del Pci di una politica di «fermezza» rifletteva la sua persuasione che lo Stato democratico dovesse in ogni caso mantenere il monopolio dell’uso della forza: non poteva compromettere tale principio negoziando con i terroristi. Brzezinski avrebbe riunito un gruppo che coinvolgeva diverse agenzie per valutare «what we can do». ulteriore accordo col partito comunista italiano. spingendo Brzezinski a scrivere a Carter un summary estremamente allarmista l’8 febbraio 1978. L’amministrazione Carter non diede segno di voler fare qualcosa di più riguardo a tale situazione. Il partito comunista americano dava anche un’eco dell’accordo dell’Unione Sovietica con Kissinger riguardo a una concezione statica della distensione. Le cose. il 2 dicembre di quell’anno. nondimeno. effettivamente. Giovagnoli. 161-165. Il Caso Moro. sebbene la dichiarazione fosse stata pronunciata poco prima che Moro negoziasse un nuovo. e invocando una politica ferma contro le Brigate Rosse.. l’integrazione dei comunisti nella maggioranza. un accordo che assicurava al Pci un accesso diretto alla maggioranza parlamentare di sostegno al governo. secondo Agostino Giovagnoli. Gardner dà credito alla dichiarazione di Carter del 12 gennaio 1978 (e a se stesso) per aver resistito alla corrente della partecipazione comunista in Italia. il Pci divenne la principale forza di governo a insistere contro la linea negoziale verso le Brigate Rosse. se fosse stata più interessata di quanto in realtà era. rilevando. mentre il Pci aveva reso nota da tempo la sua opposizione alle politiche dell’URSS. In effetti. seppure ancora non nel gabinetto. dalle campagne in favore dei diritti umani e dall’eurocomunismo. fra cui il partner principale era il Pci. cit. Tuttavia. Brzezinski. come la situazione italiana si stesse facendo più grave. dimostrò come la dichiarazione di Carter del 12 gennaio 1978 non avesse sortito grandi conseguenze. cosa avrebbe potuto o dovuto fare. pp. e a premere in favore di una politica di fermezza. continuarono ad apparire peggiori in Italia. Si potrebbe pensare che il risultato di un tale gruppo sia stato il richiamo di Gardner alle consultazioni e la dichiarazione fatta dal presidente Carter il 12 gennaio 1978. in seguito al rapimento di Moro. Si apriva così la strada che avrebbe permesso al Pci di essere pienamente consultato e di decidere congiuntamente alla Dc su tutti gli aspetti delle politiche governative. menzionò la situazione italiana solo una volta durante tutto il 1977. i comunisti stavano sostenendo politiche economiche di stampo conservatore che l’amministrazione approvava. le potenziali conseguenze di un successo cubano-sovietico in Etiopia. Sotto questo aspetto il Pci venne integrato ancora di più nel sistema di governo. è lontano dall’essere chiaro. e che la determinazione della Dc di tenere i comunisti fuori dal potere si stava apparentemente sfaldando. privata delle minacce poste dalla Ostpolitik. che era anche la posizione dell’amministrazione americana nel caso Moro. Inoltre.consapevole di come il CPUSA riflettesse fedelmente le opinioni sovietiche.

Era possibile che i guadagni del Pci venissero rovesciati? La dichiarazione Carter stava ricevendo grande credito presso l’opinione pubblica per aver fatto chiarezza su un passato che «la stampa» (e non l’amministrazione) aveva infangato. JCL. di fronte a questo memorandum. Subject File. 1978. Se il governo fosse riuscito a restare in carica fino al dicembre del 1978.the U. Andando di male in peggio. e non viceversa. dovette accettare di incontrare il vicepresidente Mondale al posto del presidente. NSC Report 46. and then an important backlash at home with the Administration being criticized for doing too little and too late». ma fu avvisato che il nuovo governo non aveva molte probabilità di essere più efficace del precedente nel prendere le essenziali misure economiche. mostravano che Washington non era affatto in preda al panico circa il contesto italiano. 1978. rischiava di essere destabilizzata dall’interno: «The Italians have in effect cut a deal with the Communist party that will bring them into the parliamentary coalition. The French left coalition of the Socialists and Communists is the favorite to win the March elections». mentre i punti all’ordine del giorno. La Germania stava assumendo posizioni neutraliste e anti-americane. Gli USA avevano l’obbligo di rendere note le proprie opinioni e così avevano fatto. sebbene gli avvenimenti in Italia avessero «increased the level of our concern». Non reagì all’osservazione sulla Cina. secondo Brzezinski. portando alla sconfitta della sinistra unitaria alle elezioni del marzo 1978. L’Europa occidentale. la questione sarebbe stata decisa dalle elezioni dell’anno successivo. E la situazione non sarebbe cambiata durante la crisi successiva al rapimento e all’omicidio di Moro. February 9. È interessante sottolineare come.-Soviet-Chinese triangle». Gli alleati erano paesi democratici e sovrani e la decisione di come dovessero essere governati spettava unicamente ai loro cittadini. l’ambasciatore Gardner. White House Central Files. Ma cos’altro poteva fare se i leader degli altri paesi non avessero resistito a quella tentazione? Fortunatamente il Pcf e il Pci risolsero il problema per il presidente.S. Tuttavia non c’era mai stato alcun reale cambiamento nella posizione dell’amministrazione riguardo alla partecipazione dei partiti comunisti. Il Pcf ruppe la sua alleanza con il Ps. Memorandum from Denis Clift to Christine Dodson. Il presidente però pose un punto di domanda accanto all’avvertimento di Brzezinski di una prossima instabilità europea conseguente alla partecipazione comunista nei governi31. al suo ritorno a Washington nel febbraio 1978. Ma anche se tornarono all’opposizione negli anni JCL. giusto e compassionevole. preparati per l’ambasciatore dal dipartimento di Stato (e non da Brzezinski). by the end of March we could see major Communist advances in Europe. 31 32 195 L’amministrazione Carter e l’eurocomunismo . «We do not favor Communist participation in West European governments and we would like to see Communist influence in any West European country reduced». NSC Weekly Reports. Ma il modo migliore di ottenere questo risultato continuava ad essere che i partiti democratici rispondessero alle aspirazioni dei loro popoli per un governo efficace. February 27. Carter scrisse «I agree» a fianco del commento sull’Etiopia. Il presidente sperava che i leader democratici degli altri paesi avrebbero mostrato fermezza nel resistere alla tentazione di trovare delle soluzioni nell’alleanza con forze non democratiche32. Box FO 8. Brzezinski Donated Material. E il Pci ruppe l’alleanza con la Dc in seguito alla risoluzione della crisi scaturita dal rapimento e omicidio di Aldo Moro. «In sum. Il vicepresidente venne informato dell’ingresso del Pci nella maggioranza.

l’amministrazione Reagan espresse debolmente la propria preoccupazione e poi lasciò cadere il problema. dimostrarono agli osservatori che la transizione verso una nuova socialdemocrazia maturata negli anni dell’eurocomunismo era definitiva.Ottanta. Riverside – New York University (Traduzione dall’inglese di Silvia Pietrantonio) 196 Irwin Wall . quando il partito comunista arrivò al potere in Francia sotto il governo di François Mitterrand. caldamente sostenuto da Washington. dominati in Italia dall’esponente del partito socialista Bettino Craxi. University of California. durante tutto il decennio e oltre. Irwin Wall. Nel 1981. A quel punto sofisticati analisti dell’eurocomunismo negli Stati Uniti si stavano chiedendo se esso fosse mai esistito. i comunisti.