You are on page 1of 11

I

Domani LA VIDEOINTERVISTA
Enzo Bianchi
SUL COMODINO
Veronesi si cura Trent’anni fa
LA MEMORIA

tuttoLIBRI scava nei ricordi con i versi i libertini


tra falò e presepi della Dickinson di Tondelli
iPad Edition E la copertina di Houllebecq, le recensioni, le classifiche

NUMERO
ANNO XXXIV
1742
SABATO 4 DICEMBRE 2010 tuttoLIBRI Verso il centenario Il 2011 sarà l’anno di Emilio Salgari, il padre
più prolifico di eroi ribelli: diversamente da Kipling, inalberò
la bandiera anticoloniale e si schierò smisuratamente con i perdenti
NOIR

Con Sandokan
SERGIO
King, occhio CAMPAILLA

Il cosmo salgariano è
per occhio perennemente attraversato da
brividi, popolato da animali che
Nuove storie sono creature sacrali, energie
nel segno di Poe di una creatività primordiale: le

all’arrembaggio
tigri del Bengala, gli elefanti
BIANCHI P. II
con la loro poderosa massa
d’urto lanciati in corsa nella fo-
resta vergine, il pitone da cui
Tremal-Naik si salva stando
aderente a terra con rigidità ca-
daverica per non farsi avvolge-
re dalle mortali spire, il cobra-
capello, il bis cobra, i bufali, i ri-
noceronti, gli sciacalli, i bozza
gri, i gaviali, gli axis, i kirrik...
Salgari svolge il suo gioco il-
LIBRI D’ITALIA lusionistico esibendo a piene
mani apparizioni di un bestia-
La pelle rio meraviglioso o da incubo.
Per quanto riguarda poi la flo-
di Napoli ra, la giungla è un labirinto ine-
sauribile di manifestazioni in-
Malaparte, la peste cantate: ecco le colossali aren-
Verso il centenario di Emilio
morale, gli Alleati ghe saccarifere, i cavoli palmi- Salgari,che scompariva a Torino
sti, i pombo che producono nel 1911. Newton Compton lo
CILENTO P.IV
arance grosse come la testa anticipa pubblicando il 9
d’un bambino, i mangostani, gli dicembre nella collana «I
upas che sotto la corteccia oc- Mammut» Tutte le avventure
di Sandokan. I cicli completi
Un volume raccoglie della jungla e dei pirati della
Melesia, undici romanzi, da Le
tutte le avventure Tigri di Mompracem a La rivincita
di Yanez». Anticipiamo qui un
della tigre della Malesia, brano dalla introduzione del
con il suo opposto Yanez curatore Sergio Campailla.

e la perla di Labuan
PASOLINI
cultano il veleno che non perdo-
L’albero na, e ancora i pipal, i palas, i pal-
mizi tara...
della mamma Questa mitologia ha le sue
formule magiche e, naturalmen-
Dal Friuli al mondo te, ha i suoi eroi, le colonne por-
storia di famiglia tanti dell’edificio, che sono San-
dokan e Yanez. Questa coppia è
CAMON P.V
genetica, esprime le tendenze
fondamentali della fantasia sal-
gariana, i due protagonisti stan-
no insieme non solo come amici p Emilio Salgari
ma in un rapporto di differenza p TUTTE LE AVVENTURE
DI SANDOKAN
e complementarietà necessa-
p a cura di Sergio Campailla
rie, come Don Chisciotte e San- p Newton Compton
cho Panza, come il Gatto e la p pp. 2208, €19,90
Volpe, come - perché no? - il for-
zuto Bud Spencer e lo scanzo- Illustrazione di Alberto Della Valle per «Sandokan alla riscossa», Bemporad 1907 (da«L’occhio della Tigre» di Paola Pallottino, Sellerio, 1994)
nato Terence Hill.
DIARIO DI LETTURA Sandokan, che compare co-

Nove, la vita
me un dio in cima alla rupe di
Mompracem nel balenio della
Abbiamo chiesto a Ernesto
Ferrero di anticipare il ta-
Un romanzo biografia più fortunati (Newton Comp-
ton, Mondadori, Rizzoli, Einau-

è oscena
tempesta, è un uomo dotato di
superpoteri, un superuomo,
che però conserva un legame
glio del romanzo che ha de-
dicato a Emilio Salgari,
«Disegnare il vento», an-
“Vi racconto in casa sua di). Il romanzo si intitola Dise-
gnare il vento perché a lui piace-
va schizzare brigantini, prahos
Droga, sesso
e San Tommaso
con l’animalità elementare: è la
Tigre della Malesia, è una tigre
nunciato da Einaudi per la
primavera prossima.
l’ artigiano della fantasia” e golette in battaglia, e attraver-
so di quelli lo slancio vitale e li-
assetata di sangue, che vede beratorio dell'avventura.
SERRI P. XI
sangue, che sparge sangue; ne Oggi la nostra fantasia è tut-
Le Tigri di Mompracem combat- ERNESTO E' sfiancato dal trentennale la- del Pilone che fu il suo ultimo ta appiattita su immagini pati-
FERRERO
te corpo a corpo con la tigre ve- voro di forzato della penna, de- domicilio, insieme a lui passeg- nate e virtuali che lasciano poco
ra e ne dedica la pelle all’amata Il giornalista napole- presso dai disturbi agli occhi, gio sull'argine del fiume in cer- all'invenzione. Il grande artigia-
TUTTOLIBRI per cavalleresco omaggio. È tano che la notte del Natale emarginato dalla società lette- ca di idee. La convivenza mi ha no ci insegna che si possono co-
febbrile e spesso farneticante, 1909 viene a Torino per inter- raria, ma non rinuncia a presen- quasi imposto un romanzo che struire interi mondi sui libri e
A cura di: proclama la sua invulnerabilità, vistare Emilio Salgari, che tarsi come un lupo di mare che cerca di esplorare quello che i con i libri, senza muoversi di ca-
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
ad ogni istante inneggia a se con i suoi romanzi d'azione ha ha molto viaggiato. I figli brandi- documenti dicono a metà: il sa; che il coraggio più grande
stesso come a un’ineluttabile infiammato la sua gioventù, ri- scono per l'ospite la carabina margine tra vita e scrittura, tra non è quello un po' sventato di
tuttolibri@lastampa.it forza della natura. Può soccom- parte sconcertato. Il famoso Remington con cui il padre so- immaginazione e realtà, tra Sandokan ma quello di Vittorio
www.lastampa.it/tuttolibri/
bere, ma non morire: a lui sono scrittore vive in semipovertà stiene di aver sparato agli squa- quello che siamo e quello che Alfieri che si fa legare alla sedia,
legati eventi eccezionali, come ai piedi della collina in due li dei mari del Sud. vorremmo essere. Uscirà da Ei- che si impone regole e misure,
LA STAMPA stanze più cucina, con moglie, Da quindici anni sono diven- naudi per il centenario della progetti da sviluppare con dedi-
quattro figli piuttosto turbo- tato un suo vicino di casa: vivo morte (25 aprile 1911), insieme a zione rigorosa. Si può fare tanto
p Continua a pag. VI
lenti, suocera e molti animali. nel caseggiato della Madonna varie riproposte dei suoi titoli con poco, ancora e sempre.
II Scrittori stranieri
GIUSEPPE Roddy Doyle RUGGERO Stephen King
CULICCHIA BIANCHI
conclude con in una delle
«Loro non cammina- Una vita da C'è qualcosa, forse immagini
vano. Stavano lì. Fuori dalle sa- eroe» la molto, di Andy Warhol in Ste- nell’album
le delle scommesse, fuori dai trilogia phen King, sebbene la sua che raccoglie
pub, fuori dalla nuova bibliote- irlandese con factory non sia una fabbrica me- tutto ciò che i
ca. Dando le spalle a tutto: nien- protagonista tropolitana, una gigantesca suoi fans
te gli apparteneva». E' a pagi- Henry Smart , open house frequentata da giova- possono
na 290 di Una vita da eroe, il combattente ni artisti sperimentali, sempre desiderare di
nuovo romanzo di Roddy Doy- dell’Ira per provocatori e spesso «maledet- conoscere sul
le, quando le strade di Dublino l’indipendenza ti»; bensì una blindatissima fat- loro genio del
si riempiono improvvisamente della sua toria del Maine a gestione fami- brivido:
di disoccupati. Siamo nell'Irlan- patria gliare: un luogo dove moglie e fi- «scritti
da dei primi Anni Ottanta, ma gli scrivono tutti e tutti pubblica- autografi,
potremmo essere in quella de- no, chi usando il suo cognome lettere,
gli Anni Venti, abbandonata in chi facendo ricorso a uno pseu- fotografie,
gioventù dal protagonista Hen- donimo; e dove il narratore ame- disegni inediti
ry Smart per gli Stati Uniti, op- ricano deve per forza aver stret- e
pure in quella di oggi, sull'orlo to un patto col diavolo, strappan- memorabilia»
della bancarotta. Chi ama l'au- do al Maligno - come il protago-
tore irlandese si era già imbat- nista di uno dei quattro romanzi
tuto nel giovane Smart in Una brevi raccolti in Notte buia, nien-
stella di nome Henry, all'epoca
in cui questi, adolescente, ab-
Roddy Doyle Il suo eroe torna con te stelle - uno straordinario sup-
plemento di tempo, fino ad am-
bracciava la causa di Michael
Collins, del Sinn Fein e dell'Ira.
John Wayne nell’ Irlanda Anni 50 pliare lo spazio del lavoro quoti-
diano in una giornata di almeno
Poi l'aveva ritrovato in Una fac- quarantotto ore. Questo vien da
cia già vista, il libro che narra
l'esilio e i gli anni americani, e
che si concludeva con il salva-
taggio del Nostro, gravemente
ferito a una gamba nella Monu-
L’Ira di Smart supporre, se si pensa alla massa
di opere che ha scritto (magari
lui pure sotto un nom de plume,
come la serie di Richard Bach-
man) e soprattutto a quanto mo-
ment Valley, da parte del regi-
sta John Ford. E con Una vita
da eroe la trilogia si chiude.
La storia di John Smart ri-
un mito stra di aver visto al cinema e in
Tv e di aver letto in libri e gior-
nali, riviste e fumetti, cataloghi
e materiali pubblicitari, per tra-
Notte buia, niente stelle Storie brevi
di un Fenomeno del brivido che corteggia
per Hollywood
prende da dove l'avevamo la- lasciare Google e Wikipedia. Co-
sciata, all'inizio degli Anni Cin- me Warhol con Interview e la Po- Poe ma non lo imita né lo saccheggia
quanta. Il protagonista torna
nella sua Irlanda (che nel titolo Ormai è una factory
originale del libro è significati-
vamente la «Dead Republic»)
in compagnia di una grande
stella hollywoodiana, John
Wayne. Sarà lui l'interprete
romantica. E' anche per questo
che a un certo punto Smart cer-
ca rifugio in una vita ordinaria. E
all'inizio degli Anni Sessanta è
alla Andy Warhol,
con un album
feticistico per i fans
Occhio per occhio
del film che John Ford, a sua
volta di origini irlandesi, ha de-
ciso di trarre dalla biografia
dell'uomo a cui ha salvato la vi-
ormai almeno in apparenza un
uomo qualunque con un impiego
da custode in una scuola, anche
se continua a coltivare dentro di
e una serie di fumetti
laroid, la Campbell's Soup e i
multipli di Marilyn Monroe, an-
Stephen King
non perdona mai
ta, l'ex combattente della guer- sé la tenue speranza di non esse- che King ha saputo fondere in
ra di indipendenza contro gli re il solo superstite della sua fa- un tutt'uno industria e cultura,
inglesi che tra gli altri, negli miglia. Il destino tuttavia ha in azzerare lo scarto tra fonti clas-
serbo ben altro. E il passato che siche e reperti di consumo, esa-
La macchina dei sogni p Roddy Doyle non passa torna a bussare alla sperare quella poetica dell'
p UNA VITA DA EROE sua porta nel momento in cui object trouvé sempre più in auge ne pienamente soddisfatto come thos, dai più cupi abissi del cuore
cinematografica p trad. di Silvia Piraccini qualcuno lo riconosce e lo fa tor- ai nostri giorni, trasformare il primo lettore di se stesso: «La so- umano ai più arditi squarci meta-
p Guanda, pp. 416, €18
trasforma in commedia nare alla ribalta, sulle pagine dei sensational thriller in pop art, la responsabilità dello scrittore è fisici, senza mai dare soluzioni de-
giornali e tra i membri della Pro- costruirsi in fenomeno (lo dimo- quella di cercare la verità nel pro- finitive ma costringendo ogni let-
romantica una vita visional Ira: è lui l'eroe di cui, sia- strano anche il feticistico album prio cuore. Non sarà sempre la tore a cercarsi un proprio equili-
fuori ordinanza fra di amnesie, visto che il regi- mo ormai a metà degli Anni Set- a lui dedicato da Bev Vincent e i verità del lettore, e nemmeno brio tra lo psicologico e il metafisi-
sta l'ha fatto assumere dalla pro- tanta, tutti sembrano avere biso- fumetti ispirati alle sue storie ). quella del critico; ma finché sarà co. Ecco perché 1922, storia di un
Stati Uniti, aveva incrociato duzione in veste di co-sceneggia- gno, l'uomo che ha combattuto The King ne è consapevole, la verità dello scrittore, tutto an- agricoltore «costretto» a uccide-
sulla sua strada anche Louis tore, cosa che lo costringe per al fianco di Michael Collins. come risulta dalla lucida ma ap- drà bene (…) Il mio scopo non è
Armstrong. Ma il titolo della forza di cose a fare i conti con i Così Smart scopre suo mal- passionata «postilla» a com- far pensare i lettori mentre leggo- «Mio scopo non è far
pellicola, Un uomo tranquillo, è fantasmi del passato: l'infanzia grado di essere di nuovo un per- mento di questa fatica. Una no- no (…) il pensiero seguirà all'emo-
fatalmente destinato a risulta- difficile e poverissima con la ma- sonaggio, anziché una persona, terella che val la pena di scorre- zione dopo la lettura…». pensare i lettori mentre
re beffardo. dre alcolizzata, gli anni segnati come quando a cercare di pla- re prima di immergersi nella let- Forse anche per questo sulle leggono, il pensiero
Vista dal finestrino dell'ae- dal suo ingresso nell'Ira, l'amore smarlo in base alle esigenze di tura, nella quale sostanzialmen- quattro storie di Notte buia, niente
reo, la verde Irlanda sembra la con la giovane insegnante ideali- un determinato copione era un te riconosce che alla resa dei stelle sembra aleggiare l'ombra di seguirà all'emozione
stessa. Ben presto però Henry sta abbandonata a Dublino e ri- regista americano. Sia Hol- conti anche il più fortunato au- E. A. Poe. E non solo perché il dopo la lettura...»
Smart scopre che così non è. trovata dieci anni più tardi a Chi- lywwod sia l'Ira si nutrono di mi- tore di bestseller è un uomo co- grande scrittore bostoniano fu
Della vecchia casa a Roscom- cago. Per giunta, a mano a mano ti. Solo che stavolta il film che me gli altri, con i suoi vizi privati forse il primo a incrociare nelle re la moglie e a seppellirla in un
mon, per esempio, bruciata po- che la preparazione del film pro- Smart vede scorrere davanti ai e le sue pubbliche virtù: incapa- sue pagine citazioni di grandi clas- pozzo, sembra quasi proporsi co-
co prima della sua partenza, cede, Henry si rende conto di co- propri occhi non è una comme- ce e anzi reticente a sottrarsi al- sici e ritagli di giornaletti di pro- me un remake in chiave splatter
non esiste più neppure un mu- me il meccanismo messo in moto dia romantica: tra attentati e le lusinghe e ai vantaggi della so- vincia, letteratura alta e pulp fic- di Il cuore rivelatore o Il gatto nero;
ro, e per lui doverne prendere dall'industria cinematografica si scioperi della fame, ha tra gli al- cietà dei consumi e alle regole tion; ma anche e soprattutto per- e Maxicamionista, con la sua fami-
atto è come morire. E' il primo, scontri con la realtà. La sua esi- tri protagonisti Bobby Sands e seducenti ma tiranniche del ché fu lui a dimostrare che il thril- glia di giganti malati coinvolti in
questo, di una serie di momenti stenza, fagocitata dalla macchi- Margareth Thatcher. Ed è in mercato editoriale; e tuttavia in- ler di miglior fattura sa muoversi stupri e delitti, inizia alla Miss
dolorosi. A cui Smart non può na dei sogni hollywoodiana, di- questa seconda parte del libro disponibile a tradirsi, a dare alle senza soluzione di continuità dal Marple, allude a Psycho e precipi-
sottrarsi, malgrado a tratti sof- venta una specie di commedia che Doyle dà il meglio di sé. stampe uno scritto senza esser- giallo al nero, dall'horror al pa- ta infine nei tenebrori di Il barilot-
Tuttolibri
SABATO 4 DICEMBRE 2010
LA STAMPA III

Michael Connelly Torna con i suoi due protagonisti


preferiti: l’avvocato Mickey Haller e il detective Bosch Bloc notes
A CORREGGIO
PIERO
Per Tondelli

Giurato corrotto
SORIA

Michael Connelly ar- = E’ nel segno di Altri


riva come un sorso di sorgen- libertini - l’esordio trent’anni fa
te, zampillante nel gelido de- nella narrativa di Pier Vittorio
serto nordico che quest’anno Tondelli -, la rassegna
ci ha assediato da tutte le «Giornate Tondelli» il 10-11
p
p
p
p
Stephen King
NOTTE BUIA, NIENTE STELLE
Trad. di Wu Ming 1
Sperling & Kupfer, pp. 419, €20,90
parti. Non che gli scandinavi
facciano brutte cose, ma or-
mai - per cogliere l’onda del-
la moda - le case editrici pub-
blicano ogni cosa purché ci
sia dietro una firma artica. E
morte in agguato dicembre a Correggio, paese
natale dello scrittore.
A quell’opera prima sarà
dedicata anche una mostra
documentaria, a cura della
famiglia e di Fulvio Panzeri,
il ritorno di un vero trhiller curatore testamentario di
californiano, forgiato con la AL COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL Tondelli.
struttura e le cadenze di una Courmayeur noir in festival, diretto da Giorgio Gosetti, Marina Fabbri,
volta offrono una sorta di re- Emanuela Cascia, celebra, dal 7 al 13 dicembre, la ventesima edizione. A ROMA CON «PIÙ LIBRI»
frigerio ormai dimenticato. Ospite d’onore, Michale Connelly, vincitore del Raymond Chandler
La lista è infatti costruita Award. La rassegna oscilla tra cinema e letteratura. Dieci i film che Per Elvira
partecipano al concorso internazionale, fra cui la giuria sceglierà il
sugli echi moderni di un Per-
«Leone nero». Cinque i finalisti del premio Giorgio Scerbanenco, in
= «Più libri più liberi», nona
ry Mason più cinico (ma qua- collaborazione con La Stampa» ( presidente della giuria letteraria Cecilia
edizione nazionale della
si indifeso) e di un Philiph Scerbanenco): Maurizio De Giovanni (Il giorno dei morti, Fandango); piccola e media editoria, si
Marlowe meno romantico Marilù Oliva (Tu la pagaras!,Elliot); Elisabetta Bucciarelli (Ti voglio inaugura oggi a Roma e
(ma con maggiori fantasmi credere, Kowalski); Gian Mauro Costa (Il libro di legno, Sellerio), proseguirà fino all’8 dicembre.
p TUTTO SU STEPHEN KING con cui convivere). In com- Gianluca Morozzi(Cicatrici, Guanda). I 5 autori saranno protagonisti All’Eur, Sala Diamante, (nel
Alla scoperta di un genio: scritti
autografi, lettere, fotografie, di-
media le parti sono state affi- p Michael Connelly degli incontri di Pagina buia con, fra gli altri, Giorgio Faletti, che pomeriggio, h.18)Andrea
date ai due personaggi seria- p LA LISTA presenterà il nuovo romanzo Appunti di un venditore di donne Camilleri e Adriano Sofri
segni inediti e memorabilia
li inventati da Connelly: ri- p trad. di Tettamanti e Traverso (B.C.Dalai), R.J. Ellory (Vendetta, Giano), Anne Holt (La vendetta, ricorderanno Elvira Sellerio.
p a cura di Bev Vincent
p Piemme, pp. 420, €22 Einaudi), Iain Pears (L’uomo caduto dal tetto del mondo, Longanesi)
p Sperling &Kupfer, €40 Tra le numerose altre iniziative,
p Connelly sarà l’ospite d’onore al Tito Topin (Fotofinish, E/O), Christian Mork (Darling Jim, Marsilio), Wulf
«La lista»: dopo fin Courmayeur Noir in Festival che Dorn (La psichiatra, Corbaccio), Gerard Roero di Cortanze (Il colore
sempre oggi, si presenta il
gli ha assegnato il Raymond della paura, Garzanti), Maj Sjöwall (La camera chiusa, Sellerio). premio «Nati per leggere»,
troppi gialli nordici Chandler Award. Al Festival pro- Il Festival renderà omaggio a Felice Laudadio (fondatore del MystFest nel seconda edizione, con una
ecco il noir californiano porrà il suo film preferito tratto 1980) e a Lorenzo Mattotti (sua l’immagine del Noir nel 1998). novità: saranno gli stessi
da Chandler, The Long Good Una mostra fotografica di Francesco Galli, Ritratti segreti, accoglie gli bambini (di Bologna, Roma,
a metà tra legal thriller Bye di Robert Altman. scrittori italiani di «noir» osservati nel loro naturale luogo di lavoro. Torino) a scegliere, in veste di
e detective story piccoli giurati. il miglior libro
per i loro coetanei, di età
spettivamente Mickey Hal- nusata l’avvenuta corruzione, compresa fra i tre e i sei anni.
ler, l’avvocato che riprende avverte Haller che sta corren-
finalmente il suo posto al ta- do gli stessi rischi del suo pre- FIERA A TRIESTE
volo della difesa dopo due an- decessore. Quel qualcosa che
ni passati lontano dalle aule ha provocato il delitto è anco-
Per Bazlen
p LA BATTAGLIA DI JERICHO HILL
p direzione creativa di S. King a disintossicarsi anima e cor- ra nell’aria e Mickey, pur in- = Dedicata a Roberto
p trama di R. Furth po. E Harry Hieronymus Bo- consapevole o quasi, è di sicu- Bazlen, si svolge a Trieste
p sceneggiatura di P. David sch, lo stupendo detective ro il prossimo bersaglio. A me- (17-19 dicembre) la terza fiera
p disegni di J. Lee e R. Isanove tornato in servizio attivo - an- no che non faccia da esca. dell’editoria di progetto. Come
p Sperling & Kupfer, €16,90 che lui - in un ruolo che a lun- A questo punto tutti i fili si scenario il Caffè San Marco,
go pare quello di un compri- intrecciano, l’orizzonte cambia caro a Claudio Magris. Qui, nel
mario eccellente, ma che pro- di continuo, i colpi di scena si ricordo di Bazlen, che fece
to di Ammontillado e I delitti della prio sul finale si riserva uno susseguono: nuovi morti, anche scoprire Svevo, Freud, Musil,
rue Morgue; La giusta estensione stupefacente monologo da il Fbi in campo, in tribunale le Kafka al lettore italiano, si
pare un sarcastico rovesciamen- prim’attore. aduneranno alcune case
to di Non scommettere mai la testa La storia s’apre, natural- Un Perry Mason più editrici di idee. Da Kelller, che
col diavolo; e Un bel matrimonio ha mente, con un omicidio. La ha pubblicato Il paese delle
il sapore di una perversa rivisita- vittima è Jerry Vincent, un cinico (ma quasi prugne verdi del Nobel Herta
zione immoralista di altri raccon- ex bandiera della pubblica indifeso) e un Marlowe Müller a Quodlibet, a Giuntina,
ti poeschi, a cominciare da Il crollo accusa malamente sconfitta specializzata in cultura ebraica.
della casa Usher. proprio da Haller e per que- meno romantico
Resta comunque il fatto che, sto passato ai lucrosi emolu- (ma con più fantasmi)
pur corteggiando Poe, King non menti di una professione pri- PREMI
lo imita né lo saccheggia mai. Più vata esercitata con una certa carte vengono sparigliate inter-
semplicemente, quando ci riesce, qual disinvoltura. La sua rogatorio dopo controinterro-
Volponi-Agosti
ne ricolloca certe situazioni e cer- morte - a causa di un codicil- gatorio, fuori c’è sempre una = Nicola Lagioia, autore di
ti personaggi nel contesto di una lo, nonostante tutto amicale, Michael Connelly riceverà a Courmayeur il «Raimond Chandler Award» trappola in cui cadere. Il finale Riportando tutto a casa
nostra ancor più truculenta e an- inserito in ogni contratto - è un triplo salto mortale, con- (Einaudi), tra i conduttori su Rai
gosciata contemporaneità: un costringe Mary Holder, giu- moglie ed amante tendendo lo- leggere copioni e a stilare note dotto con grande logica ed abili- 3 di «Pagina 3», ha vinto il
mondo che, avendo dissipato dice capo della Corte supe- ro un agguato nella splendida mentre accusa e difesa si acca- tà. Si diceva all’inizio del vec- premio Volponi 2010.
ogni concetto di valore, tende a riore di Los Angeles, ad affi- villa affacciata all’oceano. Il di- pigliano. Di colpo Haller capi- chio, sano giallo californiano: Ad Ada Vigliani è stato
privilegiare il soggettivo della dare l’intera clientela pro- battimento si dipana con ritmo sce il perché: un giurato è sta- già, anche questa volta Connel- assegnato il premio Nini Agosti
vendetta e della punizione sull'as- prio a Mickey. Tra i casi ere- quasi frenetico, tra improvvisi to comprato. E sarà il suo uni- ly non delude ed è davvero una Castellani per la migliore
soluto della tolleranza e del per- ditati spicca quello miliona- colpi di genio e vorticose cadu- co voto a dichiarare l’innocen- gradita invenzione questa sua traduzione dell’anno (Gli anelli
dono, rilanciando luttuosamente rio con Walter Elliot, magna- te. Quello che però salta agli za o la non colpevolezza. ubriacante miscela di detective di saturno di W.G. Sebald,
e spesso gelidamente la mai se- te della cinematografia hol- occhi è la totale indifferenza Parallelamente Harry Bo- story e legal thriller. Sembra Adelphi). Cerimonia a Torino il
polta legge veterotestamentaria liwoodyana, accusato di aver dell’imputato per quanto suc- sch conduce l’indagine sull’as- quasi un moderno cammeo fir- 16 dicembre, h. 16, via delle
dell'occhio per occhio. ammazzato a sangue freddo cede intorno a lui: continua a sassinio di Jerry Vincent e, an- mato Erle Stanley Gardner. Rosine, 14.

ELISABETTA essere lette in maniera non solo


BARTULI Rapsodia irachena L’esule Antoon diversa ma addirittura antiteti-
Rapsodia irachena di ca. E’ così che nel racconto di
Sinan Antoon raccontal’Iraq e l’era di Saddam, tra lingua e potere Furat la lezione di Cultura Na-
dando la parola a Furat, un ra- zionale potrebbe anche essere

Com’è loffio
gazzo poco più che ventenne intesa come un corso di Iattura
che studia Letteratura Ingle- nazionale, invece di Leader si
se all’Università di Baghdad potrebbe leggere Loffio e la ce-
verso la fine degli Anni Ottan- lebrazione della democrazia po-

quel leader
ta, cioè nel pieno del regime trebbe diventare niente meno
ba'athista di Saddam Hussein che la sua contraffazione.
e durante la guerra Iran-Iraq p Sinan Antoon Sinan Antoon (1967), poeta
(1980-1988). Il Paese che p RAPSODIA IRACHENA e traduttore iracheno che da
p trad. di Ramona Ciucani

di Baghdad
emerge dalle parole dell’intel- vent’anni vive e insegna negli
ligente, ironico e disilluso Fu- p Feltrinelli, pp. 103, €10 Sinan Antoon Stati Uniti, ci consegna, aven-
rat è fatto di manifestazioni do scelto di non scrivere questo
forzate a supporto del regi- suo romanzo in inglese, un rac-
me, di iscrizioni altrettanto conto di ambientazione araba
forzate al partito, di coscrizio- scenziali pulsioni sessuali che quindi, questo Rapsodia irache- memoria, sui meccanismi di di regime riuscendo a metterne che si rivolge a un pubblico ara-
ne obbligatoria, di arbitrari trovano sfogo durante i raduni na, a dispetto della cupezza de- funzionamento dell’oppressio- a nudo la totale assurdità - ma bo. Il che, per noi che leggiamo
arresti e violenta repressione politici, le aspirazioni intellet- gli argomenti che tratta. ne e, leit motiv non solo della anche in un’accezione più sotti- in traduzione ma non siamo i
di qualsivoglia opposizione. tuali e letterarie, la voglia di ri- A renderlo ancora più inte- storia narrata ma del tessuto le e universale che sottolinea destinatari primi del narrato, è
Ma è anche - ed essenzialmen- dere e di far ridere, il primo ressante, inoltre, almeno due stesso dell’intero romanzo, una l’incertezza intrinseca a ogni francamente un gran sollievo
te - il sopravvivere, a dispetto amore pienamente vissuto in ri- costanti che corrono in paralle- riflessione sul rapporto tra lin- espressione verbale. Tutto Rap- perché non ci costringe a subi-
di tutto, delle banalissime co- va al Tigri e, last but not least, lo alla descrizione del quotidia- gua e potere. Nella sua forma sodia irachena, infatti, poggia re le spiegazioni, contestualiz-
se che, di Furat, fanno bella la un’indomita passione per lo no vivere in un Paese sotto dit- più scontata, cioè nell’uso politi- su una sorta di gioco con le let- zazioni, semplificazioni stori-
vita: gli affetti (splendida la fi- Zawra, la squadra di calcio che tatura e delle strategie di so- co delle parole - aspetto ben evi- tere dell’alfabeto arabo per cui che e politiche cui siamo abitua-
gura della nonna, donna sem- sfiderà in un derby il Rashid di pravvivenza dei singoli: una me- denziato, nel romanzo, in alcu- le parole possono, per uno slit- ti, ma ci catapulta tout-court in
plice e confusa ma decisamen- proprietà del figlio del Presi- ditazione, forse di kunderiana ni esilaranti passi che ricalcano tamento di significato dovuto un contesto altro, sia sociale
te controcorrente), le adole- dente. Un romanzo solare, ma sicuramente di orwelliana il linguaggio della propaganda all’ambiguità di alcune grafie, che letterario.
IV Scrittori italiani
GLI «AMORI INFELICI» DI GILBERTO SEVERINI intense e meravigliose, la cui fine potrebbe farci a pezzi. forma preferita dallo scrittore marchigiano, quella
PAROLE Le lettere dell’addio Si vive sfiorandole solamente, guardandole da una
distanza di sicurezza, lasciandole morire prima che
epistolare. Chi dice io nel romanzo è intorno ai
sessant'anni. Dopo un problema cardiaco, in un letto
IN CORSO = «Le cose belle finiscono. Sempre»: lo scrive il
protagonista senza nome di A cosa servono gli amori
diventino malattia dell'anima. E la provincia aiuta: basta
costruirsi un'aura da signore riservato, beneducato, un
d'ospedale, in attesa che le sue condizioni si stabilizzino
e consentano l'operazione risolutiva, scrive tre lunghe
GIAN LUIGI BECCARIA infelici (Playground, pp.122, €11). E come si può po' dandy, fare qualche viaggio, leggere buoni libri, lettere. Lettere che rivisitano, ripensano e sistemano
sopravvivere in una città della provincia italiana, vedere buoni film, mantenere un piccolo circolo di amici definitivamente l'adolescenza desiderante,

La lingua impegolato in uno smagante lavoro impiegatizio, con


questa convinzione irrimediabilmente piantata in
testa? La risposta ce la da Gilberto Severini, nelle righe
altrettanto appartati e colti, e si verrà lasciati in pace.
Nulla accadrà. Perché è sufficiente rimanere lì, nella
provincia appunto, dove il mondo è altrove. Per chi
l'omosessualità lambita, la religione abbandonata e, più
di ogni altra cosa, il commovente processo di
costruzione del proprio immaginario attraverso radio,
di tutti di questo suo nuovo romanzo bello e garbato - il
nono, se non si sbaglia il conto - breve e struggente
conosce Severini sarà facile riconoscere in tutto questo i
temi a lui cari, già presenti nei primi romanzi di fine Anni
cinema, teatro, libri e, naturalmente, vita. Una vita,
viene da dire, forse influenzati dalle nebbie di stagione,

gli Iddii come gli altri. Si vive tenendosene lontano: dalla


bellezza, dall'amore, dalle passioni. Dalle cose troppo
Ottanta e nel magistrale Congedo Ordinario. Qui, in A
cosa servono gli amori infelici, tornano insieme alla
autunnale anche durante la sua primavera.
Piersandro Pallavicini

tiamo per celebrare i

S 150 anni dell'Unità, ANTONELLA


O far più terrore il monito che ri-

150
La locandina
CILENTO
e quanto alle questio- spagnola suona da queste pagine: la pelle
ni della lingua ben sappia- Che libro scomodo, per il film conta più dell’anima e tutto si fa
mo quanto abbia contato fuori da ogni politically correct, della Cavani per salvare la pelle, tutto si fa in
l'autorevolezza delle pro- denso e fastidioso, arrogante «La pelle», funzione della pelle, tutto per il
poste del Manzoni. Il mo- eppure visionario è La pelle di tratto dal libro presente e niente per l’eterno.
dello fiorentino conquista- Curzio Malaparte. Fa uno stra- di Malaparte, La bellezza è scomparsa agli
va grazie a lui una posizio- no effetto rileggerlo dopo qual- interpretato occhi di chi non la cerca più.
ne molto forte, non solo in che anno - una prima volta a da Marcello Restano allora le indimentica-
opere narrative (penso al- scuola, erano gli Anni Ottanta, Mastroianni, bili descrizioni delle nane del
la viva toscanità di Collo- una seconda all’università e il Burt Pendino a Santa Barbara: nane
di e di Fucini) ma anche decennio stava finendo -, un ef- Lancaster, baffute, calve e sdentate, vec-
nella manualistica (l'Artu-
si, per citare uno dei best-
seller del secondo Ottocen-
fetto di conclusione: il Nove-
cento, appena trascorso, è già
così lontano. Dubito che un
Claudia
Cardinale Libri d’Italia chie bambine, paragonate alle fi-
gure di Goya, di Bosch, di
Velázquez, pronte a costruire
to, andrà a Firenze a cer- nuovo Malaparte oggi trove-
Verso il 2011 fantasie hoffmaniane e ortesia-
care la conferma delle sue rebbe editore, mentre questo ne, che il narratore Malaparte of-
voci gastronomiche). Un libro riesce da Adelphi: gli toc- fre in sposa ai giovani americani
fatto minimo, ma indicati- cherebbe più modestamente per «migliorare la razza».
vo: come precettore del (molto più modestamente) tra- Resta la peste morale che
principe Vittorio Emanue- sformarsi in un Houellebecq e, Malaparte guarda dilagare per
le si sceglie il manzoniano comunque, in Italia, non lo pub- le strade di Napoli, in tutto simi-
Luigi Morandi, e fiorenti- blicherebbe nessuno. Fuori dai Ritorni Malaparte e il romanzo le alla peste bubbonica, alle epi-
no era il cameriere Casimi- canoni, fuori dalle finzioni edi- demie dei secoli passati: e fa an-
ro Casaglia, che spesso gli toriali che abitiamo, violento, del 1949 sull’arrivo degli Alleati cora più impressione oggi rileg-
«serviva da vocabolario». implacabile, colto. Quanti letto- gerne le descrizioni mentre la

Napoli-Italia,
L'esempio dei Promes- ri giovani coglierebbero oggi
si sposi aveva in concreto l’ironia nel definire i bostoniani Una città della peste
aiutato a stabilizzare tan- in base alle loro letture (prefe- p Curzio Malaparte
te oscillazioni: pensiamo rire Thoreau a Simonide), p LA PELLE morale in cui i corpi
p A cura di C. Guagni e G. Pinotti
alla riduzione del dittongo quanti conoscono l’ormai si vendono per fame,
uo a o (non campagnuolo
ma campagnolo), alla
semplificazione di varian-
ti (non più dee o debbe
Un’opera che
ci inchioda tutti
dove la pelle p
p
Adelphi, pp. 379, €20
Il romanzo uscì nel 1949 con il-
sottotiolo «Storia e racconto».
Il protagonista, alter ego dello
scrittore, e un giornalista e uffi-
uno scrittore scandaloso
ben più di un Houellebecq
ma deve; non veggo o veg-
gio ma vedo), pensiamo a
lui e lei per egli, ella, al co-
sa interrogativo in luogo
di che o che cosa?, alla 1ª
come popolo incapace
di dignità: sottomessi,
vinti, sopravvissuti
conta sempre ciale di collegamento con gli Al-
leati, impegnato a far conosce-
re la città di Napoli ai liberatori
anglo americani. Dal libro, la re-
gista Liliana Cavani trasse nel
spazzatura ci ricopre e i respon-
sabili si rimpallano le scelte, for-
tunati che non è estate o sarem-
mo già in piena virulenza, mora-
le (ma questa è collettiva, è ita-
persona dell'imperfetto in-
dicativo in -o anziché in -a
(amava/amavo).
Però, quanto al lessico,
scomparsa tradizione della «fi-
gliata», nel romanzo rappre-
sentata a Torre del Greco, ov-
vero il parto dei cosiddetti fem-
più dell’anima 1981 il film omonimo, interpreta-
to da Marcello Mastroianni.
liana) e fisica. Povera Napoli, si
legge in più d’un punto. Sì, po-
vera perché, anche oggi, vendu-
ta al migliore offerente e inca-
nella maggior parte dei ca- minielli: tracce di quest’antica, ter ego, giornalista e ufficiale di tà, sia essa la decadente e vec- za in indifferenza? I bambini si pace di dire: basta.
si la forma toscana esce pagana usanza, in cui gli uomi- collegamento con gli Alleati, im- chia Europa o la troppo antica vendono in questo romanzo: si L’indegnità narrata ne La pel-
sconfitta, anche perché cer- ni partoriscono feticci, restano pegnato a far conoscere la città Asia giainista. vendono i maschi e le femmine, le ci riguarda: sottomessi, vinti,
ti sinonimi non toscani nel parto delle bambole di un ai liberatori. Ma i buoni america- Ed anche la Napoli liberata costano meno di un chilo di car- sopravvissuti, oggi che non ab-
erano diffusi in modo più meraviglioso racconto di Fa- ni, gli americani cristiani e one- de La pelle è oggi, nella realtà, ne d’agnello. biamo né conflitti né salvatori co-
compatto nel resto d'Ita- brizia Ramondino, Il fratello di sti, i salvatori ritratti da Mala- troppo lontana, molto meno inge- C’è ancora scandalo, in Mala- me scusa, questo romanzo ci in-
lia: vedi il caso di anello/ Enzino, e nelle foto scattate po- parte, hanno vestito panni così nua e misteriosa: conserva, sì, parte, per la vendita collettiva chioda tutti come popolo (che pa-
ditale, infreddatura/raf- chi anni fa - anzianissimo il pro- diversi nella seconda metà del se- declinati in altri tempi, i tratti in- del corpo per fame: chissà se rola desueta) incapace di una ve-
freddore, gattoni/orec- tagonista, altro che il giovane colo che ormai si stenta a ricono- fernali del Dopoguerra, alcuni, l’Italia di oggi si scandalizza più ra tenuta morale. E poiché la ve-
chioni, il tocco/l'una, biz- Cicillo di Malaparte - da John- scerli e a rileggere La pelle sem- noi che ci abitiamo, li viviamo di questo, quando la vendita del ra letteratura parla al di là del
ze/capricci, levarsi/al- nie Shand Kydd e esposte al bra quasi d’essere fra i capitoli di tutti i giorni, ma sono diventati corpo è continua (adulti e bambi- tempo le gambe delle ragazze in
zarsi, cencio/straccio, MADRE di Napoli. Henry James: l’ultimo america- meno epici, più ordinari. Sarà ni, maschi e femmine) e non av- vendita, oggi più velate e depila-
granata/scopa ecc. Vince Kurt Erich Suckert, in arte no ingenuo ed onesto della lette- poi vero che, come scrive Mala- viene per disperazione e per te, esposte in televisione o nelle
la seconda opzione. Era Curzio Malaparte, uscì con La ratura odierna abita forse Pasto- parte, venti secoli di dominazio- mancanza ma per l’ottenimento feste private dei potenti, uccise
stato profetico il grande pelle contemporaneamente in rale americana di Philip Roth, ne ci hanno resi pazienti a tutto e disonesto del superfluo. La vio- da mariti, stalker e fidanzati ab-
Ascoli a pensare che sol- Italia e in Francia nel 1949: il ro- l’onestissimo Svedese, il buon la- che Cristo era napoletano? O il lenza di cui si spaventano alcuni bandonati, ancora si richiudono
tanto il concorso di tutte manzo narra l’ingresso ameri- voratore, il self made man non tempo globalizzato e indifferen- soldati nel romanzo oggi l’abbia- «come tenaglie di bruni granchi
le parlate regionali avreb- cano a Napoli. Malaparte né è compromesso in alcun modo te, di cui siamo scontenti inquili- mo assunta come abitudine e for- marini, come le valve di una ro-
be costituito una unità di voce diretta, tramite il suo al- con la corrotta contemporanei- ni, ha appiattito anche la pazien- se anche per questo dovrebbe sea conchiglia».
lingua, raggiunta attra-
verso la compartecipazio-
ne di tutte le forze della
Penisola. Così del resto MIA
tanti profetici e illuminati PELUSO Melissa P. «Tre», una ripetitività
non toscani avevano pole-
micamente tuonato nei lo- ERNESTO OLIVERO Il tre è numero perfet-
to per eccellenza, il numero mi- sbiadita, l’abbraccio sterile del sesso
ro scritti: contro il Tom- stico che esprime la pienezza
da varie personalità tra le quali: Arafat,
Madre Teresa di Calcutta, Norberto Bobbio,
Card. Martini, Massimo D’Alema, Gianni Agnelli.
Candidato al Premio Nobel per la Pace

Questa specie
maseo per esempio che in dell’amore non esaurentesi nel-
Fede e Bellezza, secondo la costrizione della dualità, chiu-
Cattaneo, aveva cercato sura e segno della finitudine. E
di sollevare le «ortolane», Tre è infatti il titolo della quinta

di poliamore
le «pettègole» e i «raccat- fatica di Melissa P., ideale segui-
toni da Fièsole e da to del fortunato Cento colpi di
Camàldoli contro la lin- spazzola che le ha regalato la no-
gua di una nazione». torietà con i suoi tre milioni di

è un pappagallo
«Il patrimonio della lin- copie vendute, a indicare
gua - scriveva ancora Cat- l’espansione del sesso inteso co-
taneo - deve raccogliersi da me forma principe della comuni-
tutti i libri, da tutti i lab- cazione in una società che si pre-
bri, senza distinzione di se- figura libera e priva di chiusure
coli e di provincie»; e Carlo dogmatiche. Non è nuova la scel- ti, per reggerne il peso occorrono sino Apollinaire, la conoscenza
Dossi nelle Note azzurre: I ta di attribuirne all’amore spalle larghe al melissa-pensiero, dei balletti del primo Novecento
«Riguardo alla unità della I ON l’espressione più alta: basti pen- che denuncia la propria tensione per l’impianto del suo romanzo e
Z
lingua, io mi dico fautore
E DI ENO E sare a Simone de Beauvoir che, al mistico anche se dissacrante, addirittura l’ispirazione di Ovidio
del sistema di unificazione 2 M ES nel solco tracciato da Socrate e già nel fotomontaggio del suo blog e Orazio per la scrittura. E in un
politico dei romani che non IN 1 M Diotima nel Simposio, parlava con il proprio volto sul corpo della certo senso la struttura è quella di
distruggeva gli Iddii delle DI dell’eros come via d’accesso al Madonna e in quel numero tre, un anomalo balletto, viste le am-
altre nazioni, sostituendo- divino «che permette ai signifi- più volte presente nella sua vita e mucchiate ricche di variazioni del-
vi a forza i propri, ma ag- cati e ai fini di venire al mondo e caro all’amata cartomanzia. le copule sullo sfondo musical dis-
giungeva i propri agli al- conduce gli individui nella ricer- Tante le ambizioni di questa sonante dei sospiri e degli ansiti.
trui - tutti accogliendo in ca delle ragioni dell’esistere». ventiquattrenne che dichiara let- Romanzo a tesi sul poliamore?
un unico tempio». www.priulieverlucca.it Distribuzione PDE Se sono questi i suoi antena- ture come Sade, Miller, Nin e per- Certo, come armonia totale nel-
Tuttolibri
SABATO 4 DICEMBRE 2010
LA STAMPA V

UN TIPOGRAFO PER BIBLIOFILI RACCONTATO DA ANNA CUNEO bisognerebbe attribuirne la paternità al suo maestro, al maestro, ritrova un padre. Diventa un abile incisore e ha la
La favola di Garamond Antoine Augereau. Figlio di un mercante di stoffe e nato alla
fine del ’400, vuol diventare stampatore e a quattordici anni
possibilità di conoscere il monaco François Rabelais, non
ancora medico e autore del Gargantua e Pantagruel,
DIALOGHI
= Un libro da non perdere per i bibliofili e soprattutto per
chi ama la bellezza dei caratteri di stampa è Il maestro di
va a fare l'apprendista nella bottega di Antoine. Nel 1513, in
compagnia del suo maestro e di Odino, un simpatico e
Margherita di Navarra, sorella di Francesco I e futura autrice
dell'Eptameron, Erasmo e Calvino.
IN VERSI
Garamond, romanzo storico della scrittrice italo-svizzera gigantesco saltimbanco tuttofare, fa un viaggio a piedi da Le guerre insanguinano l'Europa e a Parigi si moltiplicano MAURIZIO CUCCHI
Anna Cuneo, ma parigina di origine, uscito in Francia nel Parigi a Neuchâtel e Venezia per conoscere le novità delle le vessazioni dei teologi della Sorbona contro le
2002, ora edito da Sironi (pp. 479, €19,90). Accurata e
puntigliosa la ricostruzione storica, frutto di anni di ricerche
negli archivi, un po' meno la traduzione di Gaia Amaducci,
stamperie. Sarà questa l'esperienza decisiva della sua vita,
che gli permette di entrare nella bottega di Aldo Manuzio,
stampatore di testi greci e latini e creatore dei libri da tasca,
corporazioni dei librai e degli stampatori. Il più
intransigente e accanito nelle persecuzioni è maestro
Beda, che considera gli umanisti come luterani e eretici e
Angeli
troppo disinvolta e aggiornata.
Il narratore e protagonista della vicenda è Claude Garamond,
ideali per i mercanti e gli studenti, e di conoscere l'incisore
bolognese Francesco Grifo, inventore del corsivo italico.
vieta i testi scritti in francese, in greco e in ebraico.
Augereau verrà imprigionato, impiccato e bruciato in
quasi
che intorno al 1530 darà il nome al carattere tipografico
latino, più tondo e meglio leggibile del gotico, anche se forse
Antoine Augereau sposa Françoise, la bella e giovane madre
di Garamond, rimasta vedova, e Claude è felice perché, oltre
place Maubert nel 1534 sotto gli occhi del suo allievo.
Massimo Romano in Paradiso
a poesia di Giorgio Pre-
FERDINANDO
CAMON

Per onestà, avverto il


Ricordi La stirpe dei Colussi: la madre
di Pasolini ricostruisce l’albero delle radici
vamente sarà Pier Paolo) si senti-
va morire: diventa ragazzo, il pa-
dre gli regala un cavallo, con
L stinoni (Varese, '57) si
può certamente far an-
cora rientrare in una delle ca-
lettore che la mia lettura di que- quel cavallo si presenta all’eserci- tegorie più apparentemente
sto libro non può essere imper- to di Napoleone, accampato in facili e in realtà di complesse
turbata e serena, perché trop- Lombardia, e viene arruolato co- da praticare, quella, sabia-
pi ricordi mi riportano all’autri-
ce. Di lei so troppe cose, che un
lettore normale non sa. L’autri-
ce è la madre di Pier Paolo Pa-
solini. Quindi l’ho vista più vol-
Caro figlio mio, me dragone (eran tutti alti, que-
sti Colussi, ma allora da dove
vien fuori Pier Paolo?). Parte per
la campagna di Russia, 1812. Na-
poleone è sconfitto. Visèns fa
na, della «poesia onesta».
Lo conferma il suo secon-
do libro, Venne l'angelo bo-
xeur (Lietocolle, pp. 80,
€13), dove l'autore non cerca
alonature, non gioca a effet-

via da Casarsa
te, a casa sua all’Eur. Io parla- parte della cavalleria sbaraglia-
vo con Pier Paolo e lei stava di ta, nella fuga si perde, resta solo to, non crea ambigue sugge-
là, silenziosa, discreta ma in- in un deserto di neve, è ferito, pri- stioni. Si esprime sulla base
combente. Pier Paolo le aveva ma di svenire ammazza il caval- di un solido equilibrio di os-
dedicato una poesia, bellissi- lo, lo sventra con la spada, e si na- servazioni e memoria, su una
ma, intitolata A mia madre, in sconde nella sua pancia. lingua molto corposa e prosa-
cui con sorprendente lucidità Pier Paolo È l’apice del mito. Visèns è il stica, su una chiarezza di in-
(in lui, che aveva fatto solo 7-8 Pasolini personaggio più memorabile rie- tenti che diviene anche forte
sedute di analisi con Musatti, con la madre vocato-reinventato da Susanna chiarezza comunicativa a be-
poi si ritirò: troppa sofferenza), sul set del film (che usa i racconti della nonna). neficio del lettore. Ma il suo è
«Il Vangelo Passa di lì una slitta, sopra c’è un procedere sottile, raffina-
In 21 quaderni secondo una ragazza che deve sposarsi to, tanto che, come osserva
Matteo»: entro la settimana, con un uomo Tiziano Rossi nella prefazio-
da quinta elementare, il regista ricco che lei non ama, vede il ca- ne, in lui «il tono parlato di
la storia di un secolo, la scelse per vallo stramazzato, lei col padre base ammette solo qualche
interpretare tira fuori Visèns, e insomma fac- frattura, ellisse o reticenza»,
da Napoleone al Friuli, il ruolo della ciamola breve: i due si amano, ma pure le ammette, e «la
da Roma alla California Madonna che scappano in Italia, nel viaggio si sprezzatura è il suo marchio
piange ai piedi sposano, e da loro discendono al- più rappresentativo».
mostra di capire che la fonte del figlio tri personaggi successivi. Prestinoni racconta, pro-
della sua omosessualità stava crocifisso, I protagonisti sono Visèns, duce un campionario rilevan-
in sua madre: troppo amata, dicendole: Beputi, Cenci, un altro Beputi te di situazioni e personaggi
per poter amare un’altra don- «Piangi come («Jack ha quindici anni /
na, troppo intoccabile, per po- quando hai Nei meandri della gambe magre da mulinare»,
ter toccare una donna. visto tuo figlio «La Piera è una ladra di om-
Pasolini è sepolto a Casar- partigiano civiltà contadina, dove brelli / e di canzoni legger-
sa, a un’ora d’auto da casa mia. ucciso» tutto quello che mente stonate», «Pietro abi-
Una volta ero lì, alla sua tomba, ta la montagna / e pratica
ed arrivò un ragazzo con un li- si tramanda a voce strade strette, tornanti / a
bro e uno sgabello: si sedette è nostro ed è verità precipizio fino al faro»). Si
accanto a Pier Paolo (che sta in- muove anche con lievità ironi-
sieme con la madre, fianco a glio come Gesù Cristo? Come po- conta la stirpe dei Colussi (suo (Beppino), Minuti (Domenico), ca, come nelle belle quartine
fianco, in una «tomba coniuga- teva il figlio Pier Paolo rinnovare cognome da nubile), per circa un Centin. Le loro storie oscillano che dedica a un Fornicatore
le»), e a mezza voce lesse tutta un dolore così totale per un film? secolo, dal tempo di Napoleone fi- fra la distilleria dei Colussi a Ca- impeccabile.
A mia madre. Ho pensato: un al- Io vidi il film a Padova, Franco no alla gioventù sua e dei suoi fra- sarsa, e le fughe in Piemonte, a Paolo Mazzocchini, di Ca-
tro omosessuale che spiega al- Fortini lo vide a Firenze, ci telefo- telli. I quaderni sono ora pubbli- Roma, in California. Susanna stelfidardo, si affida, al con-
la propria madre l’origine della nammo, e Fortini mi disse che cati a cura di Graziella Chiarcos- ama più di tutti l’ultimo, Centin. trario di Prestinoni a un liri-
propria omosessualità. era uscito prima della fine: non si, nipote di Pier Paolo, affeziona- Che, generoso scialacquatore, fa- smo di stampo discretamente
Girando il film Il Vangelo se- aveva retto all’angoscia. Ora, ec- ta e scrupolosa custode della sua cile preda di donne «perdute», tradizionale, con uso ancora
condo Matteo, Pier Paolo aveva co qui un libro, «il» libro della ma- memoria. Vorrebbero essere sto- sparisce in California e non sap- da rivedere del verso, scandi-
bisogno di una Madonna che dre, Il film dei miei ricordi. La ma- ria. Ma Susanna fa storia come piamo che ne sarà di lui. to essenzialmente per unità
piange ai piedi del figlio croci- dre valeva questo amore? Chi è Erodoto: tutto quello che viene a Finito il libro avventurosissi- di senso. Introducendo a vol-
fisso, e scelse sua madre dicen- Susanna? È possibile capire che sapere è storia. Nella civiltà con- mo, ti domandi: «E poi?». Non te elementi di una concretez-
dole: «Piangi come quando hai madre, che donna era, vedendo p Susanna Colussi Pasolini tadina funziona così, tutto quello vorresti mai che finisse. Sì, c’è za fisica sui quali lo consiglio
visto tuo figlio partigiano ucci- che autrice è? p IL FILM DEI MIEI RICORDI che si tramanda a voce è nostro qualche vena retorica, qualche di insistere: «Angeli approda-
so». Susanna pianse un pianto Vedendo il libro, noi vediamo Con poesie in dialetto friulano ed è verità, quello che sta scritto romanticheria, ma se a sentire ti alla riva /[…] /sgusciano
incontenibile, sorretta per le qualcosa che Pasolini non ha mai di Pier Paolo Pasolini è degli altri ed è inganno. queste storie tu, lettore qualsia- via /[…] /dalle pieghe miste-
p a cura di Graziella Chiarcossi
braccia, a destra e a sinistra. visto. Questo libro infatti riuni- p Archinto, pp. 520, €18
Susanna è una affabulatrice si, resti legato, come può sentirsi riose del cuscino, /tra fram-
Qui c’è un coacervo di significa- sce 21 quaderni da quinta ele- p Quaderni manoscritti della ma- portentosa. Comincia dalla vita (mettiamoci nei panni di Pier Pa- menti di capelli bifidi /e tepi-
ti che nessuna critica ha mai ti- mentare, scritti a penna (quella dre di Pasolini, la storia della di Visèns (Vincenzo), che nel pae- olo) un figlio, un figlio piccolo? In- de briciole /di pelle morta».
rato fuori: la madre del fratello col pennino, che s’intingeva nel sua famiglia, tra ‘800 e ‘900 setto di Casarsa (centro di tutta cantato. Senza scampo. Anche la ventisettenne
come la madre di Cristo? Il fi- calamaio), in cui Susanna rac- l’epopea, a sradicarsene definiti- fercamon@alice.it Barbara Bracci, di Perugia,
potrebbe lavorare di più sull'
unità verso. Qualche immagi-
ne ardita, qualche residuo di
Tranne che per il tutto som- realtà quotidiana dà più
mato lieto finale, il rimando a Ju- mordente al suo testo: «Il fu-
les e Jim di Roché, mirabilmente mo grigio della centrale /
tradotto in film da Truffaut è d’ob- […]/il docile fiore, /sordo al
bligo. Come i due protagonisti del grido spettrale /della natu-
romanzo prima di trovare in Ka- ra, sua madre. //Un raggio
the la loro donna ideale, anche di sole. /Nel caffè tiepido /è
Gunther e George godono di mol- una goccia di limone. /Paral-
te esperienze. Ma Larissa è ben lela alla mia /una mano toz-
lungi dal possedere la statura in- za /porta alla bocca /un caffè
p Melissa P. contaminata di Kathe, la cui ricer- bollente».
p TRE ca della totalità nell’autodistruzio- Si firma Filippo Elle e
p Einaudi Stile Libero, pp. 164, €16 ne è lontana miglia e miglia dalla manda versi, diciamo così,
sofferta insoddisfazione per una brillanti, sotto il titolo di Ci-
Melissa in una foto per il lancio di ripetitività sbiadita. nema scemo. Giocare è pos-
«Tre» (da blog.graziamagazine.it) La scelta di Gunther per il suo sibile anche in poesia, purché
atteggiamento protettivo fondato non si esageri sfiorando trop-
su una naturalità acquietante e di po il banale: «Umanizzazio-
l’abbraccio del sesso, che peraltro uomo alpha pure nella sua dolce George per la sua tenera irrequie- ne della natura, /naturaliz-
si contraddice in quanto è spesso fragilità, sono stretti da una pro- tezza sono a loro modo credibili, zazione dell'uomo/[…]/Quasi
annegato nella vacuità delle espe- fonda amicizia suggellata da un fe- mancano però di quel mordente un paradiso; vero? / Una so-
rienze. Ma questa è una carta che condo rapporto sessuale. Si uni- che rendeva ancora vivo Cento col- la volta l'ho intravisto: /
Melissa non si è giocata appieno. scono a Larissa, poetessa dall’ani- pi di spazzola, con quel suo senso quando Mary Poppins / i due
Una cosa è l’aspirazione, un’altra mo inquieto, in un legame aperto d’innocenza violata. Se a Melissa bambini e lo spazzacamino /
il saperla tradurre sulla pagina in che non esclude esperienza veru- P. riesce facile sguazzare nella vengono serviti a tavola / da
maniera godibile. na e che troverà il proprio comple- pornografia come nel bacino d’ac- un ossequioso pinguino». Pro-
La storia è semplice. L’alleva- tamento in una maternità sacra- qua che le è proprio, le difetta pe- vi allora anche con un cine-
tore di pappagalli sul terrazzo, le, da cui non è esclusa la possibile rò l’avvincente respiro dell’eroti- ma di genere più impegnati-
sporadicamente poeta, Gunther e responsabilità di un passato amo- smo e, con esso, quella tensione vo. Chissà …
il parigino errante George, vero re di stanza a Buenos Aires. che tiene legati alla pagina. dialoghi@lastampa.it
VI Idee
«LEZIONI DI PROPAGANDA» DI EDOARDO NOVELLI (almeno nella cultura occidentale). Per dimostrarlo contrastare le eresie attraverso la propaganda fide.
Da Aristotele a Malcolm X Edoardo Novelli ha composto un gustoso manualetto,
Lezioni di propaganda (Mondadori Education, pp.
La Prima guerra mondiale, da un lato, i totalitarismi del
XX secolo, dall'altro, cambiano ancora una volta lo
= Si parla ormai di una «nuova scena pubblica XVI-240, €18), in cui ha antologizzato i «grandi scenario: hanno spazio così le tecniche comunicative più
mediatizzata», nel senso che i media hanno assunto la persuasori» della storia, da Aristotele a Malcolm X. aggressive, per cui il concetto di «propaganda» diventa
capacità d'imporre alla politica logiche e linguaggi del Non si tratta però dei grandi discorsi da questi proferiti; sinonimo di manipolazione (anche occulta) delle
mondo della comunicazione. Questo è certamente vero, gli autori e i testi «sono stati inseriti per la loro coscienze. Arriviamo infine all'oggi, in cui marketing e
ma guardando al presente non si deve commettere conoscenza della pratica della propaganda», precisa pubblicità sono applicati al mondo commerciale e, non
l'errore di trascurare le radici lontane di tali fenomeni, Novelli. Non è un'annotazione marginale: ciò che rende di meno, alla comunicazione politica.
senza distinguere ciò che, da sempre, è presente nel interessante il lavoro, infatti, è lo sviluppo storico che il Ma - osserva Novelli - «fatte salve le rispettive differenze,
mondo del potere da ciò che è realmente nuovo e curatore rende visibile. Nell'antichità, dopo la Sofistica, il retorica, propaganda e comunicazione politica si
inedito. Per esempio, la persuasione e la ricerca del consenso è affidato all'arte retorica, di cui Aristotele pongono lungo un unico asse evolutivo che conduce
consenso sono universali, non sono cioè degli specifici offre la prima sistematizzazione; a partire dal Medioevo dall'antica Grecia ai giorni nostri».
Malcolm X della democrazia, ma appartengono ad ogni tempo si ha la prima trasformazione, là dove la Chiesa prende a Davide G. Bianchi

GIANNI MARCO
VATTIMO AIME

Non è certo un libro di Chi l’avrebbe mai det-


lettura «comoda», l'ul- to che il termine «creatività»
timo lavoro di Danilo Zolo, Tra- sia stato coniato solo negli An-
monto globale. La fame il patibo- ni Venti del Novecento? E per
lo la guerra, ma per molteplici chi? Per noi occidentali, natu-
ragioni è il testo che ci sentia- ralmente, perché gli altri, i
mo di raccomandare più di tut- «primitivi» sono succubi delle
ti, in questo momento in cui tradizioni e pertanto non pos-
non sappiamo più bene in che sono che ripetere meccanica-
mondo viviamo. Per esempio: mente sempre gli stessi gesti.
non sappiamo se davvero stia- Se qualcosa accade in quegli
mo in Afghanistan per garanti- angoli di mondo, è sempre per
re la pace e i diritti umani, per merito o per colpa nostra. Sia-
difenderci (come membri della mo noi a portare le novità, sia-
Nato) dalle minacce del «terro- mo noi a indurre trasformazio-
rismo internazionale» e per Due vignette di Pat Carra da «Annunci di lavoro», pubblicato da EDIESSE ni a distruggere le culture.
condurre una «guerra umani- Noi, noi, noi.
taria», e cioè giusta e meritevo- Non è così, ci spiega Adria-
le di ogni sacrificio anche finan-
ziario ai danni della nostra
Filosofia Contro gli ottimisti che no Favole, che dalla sua lunga
esperienza di ricerca in ambi-
scuola e della nostra previden-
za sociale.
giurano sullo sviluppo automatico to oceanista ci lancia una qua-
si provocazione: anche gli al-
I tre termini che fanno da tri, gli abitanti di quello ster-
sottotitolo, «fame patibolo
guerra», non sono scelti a ca-
so, per suscitare orrore emoti-
vo verso questi cavalieri del-
l’Apocalisse. Sono i fenomeni
E’ globale minato arcipelago che è l’Oce-
ania, sanno innovare, inventa-
re come e più di noi, tanto che
si potrebbe parlare di un «ri-
nascimento oceaniano». Le so-
che, secondo Zolo, giustificano
il suo pessimismo, enunciato
esplicitamente nell’introduzio-
ne: «L’ottimismo è viltà. Il pes-
l’assedio cietà non stanno ferme e non
per forza adottano le novità
che giungono dall’esterno in
modo supino e ossequioso.

ai diritti umani
simismo è coraggio». Da stu- Molto più spesso le metaboliz-
zano, le rielaborano e le fanno
E universale è proprie, ma a questo punto so-
il tramonto delle
no qualcosa di nuovo, qualco- Creatività La lezione dell’Oceania: un conti
nostre speranze: Naturalmente, gli ottimisti Un viaggio di Adriano le società non stanno mai ferme, intrecciano t
credono alla tesi dello sviluppo au-
l’analisi di Zolo tomatico della globalizzazione (co- Favole ci dimostra
nel solco di Bobbio
dioso di scienze politiche (pro-
fessore a Firenze e in varie uni-
versità straniere) e anche da
osservatore «impegnato» del-
sì un sociologo come Bauman, ci-
tato da Zolo) e sono convinti che
essa determinerà una diffusione
di democrazia, pace, diritti, pro-
prio per i suoi benefici effetti eco-
nomici. Questi teorici, western glo-
come la specie umana
viva grazie alla sua
capacità di trasformarsi
sa che è loro. I rituali tradizio-
Com’è “prim
il Rinascimen
la storia contemporanea, Zolo balists come Zolo ci insegna a chia- nali sopravvivono, ma si rimo-
- che si richiama molto fre- marli, includono nelle loro file pen- dellano nel tempo, adattando-
quentemente a Bobbio e al suo satori del calibro di Jürgen Haber- si alle nuove forme economi-
L’età dei diritti, senza però di- p Danilo Zolo mas, Amartya Sen, Ralf Dahren- che e alle nuove relazioni so-
menticare la lezione di Carl p TRAMONTO GLOBALE dorf, oltre a Bauman, a Michael ciali, le strutture politiche mu-
Schmitt - dedica le tre sezioni La fame il patibolo la guerra Walzer, Michael Ignatieff, Ulrich tano per rispondere a nuove
del libro ai temi che sono stati p Firenze UniversityPress Beck. E’ utile fare questi nomi per- esigenze e i cantieri della cul-
p p.226, €17,90
al centro di quella riflessione ché sono l'élite del progressismo tura rimangono sempre aper- tempo forme di resistenza e di gliano spesso al prodotto uscito
di Bobbio, e cioè a un bilancio democratico. Le cui aspettative ti, non chiudono mai. Ecco al- innovazione. Infatti, a guardare dalle mani di un bricoleur, che
dei diritti umani, dello svilup- sono tragicamente smentite ap- lora che anche quella serie di con occhi più attenti, ci si accor- mette assieme pezzi anche di-
po della democrazia e del desti- punto dal realistico bilancio di Zo- fatti che chiamiamo globaliz- ge che, come dice Favole, il tes- versi, smonta e rimonta, inca-
no della pace, nel mondo in cui lo, che proprio in questo realismo zazione e a cui attribuiamo un suto sociale di quelli che dovreb- stra, magari con qualche colpet-
viviamo e che, secondo gli otti- si mostra vero discepolo dell’ulti- potere omogeneizzante, teso bero subire passivamente, al to di martello e alla fine riesce a
misti, non necessariamente vi- mo Bobbio. ad appiattire tutte le realtà contrario «appare abbastanza fare funzionare il suo aggeggio.
li, in virtù della globalizzazio- Se l’esplosione delle disegua- culturali, inizia a scricchiolare resistente da domesticare, inte- «Nessun uomo è un’isola» scri-
ne, avrebbe finalmente la pos- glianze economiche smentisce le di fronte a queste forme di cre- grare». Le culture non sono dei veva John Donne e neppure nes-
sibilità concreta di realizzare speranze nella globalizzazione, il atività indigena che sono a un meccanismi coerenti, assomi- suna isola è sola, isolata, ma vi-
quei valori. riconoscimento dei diritti umani è
Proprio la globalizzazione, sempre più pesantemente minac-
invece, non solo non garanti- ciato dalla diffusione delle pretese

Salgari alla riscossa


sce quegli sviluppi positivi universalistiche del common sense
che gli ottimisti si attendeva- Ma come, non lo sapevamo morale occidentale che, implicita-
no, ma ne minaccia in modo già, tutto questo? Certo che sì, mente per molti ed esplicitamen-
fatale la realizzazione dei di- le statistiche su cui lavorano te per alcuni come Walzer, non ha
ritti. «Oggi le venti persone Zolo, Stiglitz, Gallino sono pub- bisogno di giustificazioni, è l'etica
più ricche del mondo dispon- bliche; noi stessi ne leggiamo universale tout court (vedi p. 162). SERGIO CAMPAILLA un vendicatore contro i Thugs che fuma l’eterna sigaretta nel-
gono di una ricchezza com- spesso nei giornali, ce lo dice A cui ricorrere per decidere su malefici, contro il perfido rajah le situazioni disperate, potentis-
plessiva pari a quella del mi- persino la tv. Non possiamo guerre giuste, azioni di polizia in- dell’Assam, ma al di sopra di simo anche lui ma scaltro come
liardo più povero» (p. 111, che
richiama molti studi sul tema
certo pensare a un immane
complotto, del tipo di quello sa-
ternazionale, interventi umanita-
ri richiesti o anche no dalle Nazio-
p Segue da pag. I
tutto contro l’imperialismo in-
glese e olandese. Diversamen-
Ulisse. Yanez è un grande atto-
re: si traveste da ufficiale di ma-
di Luciano Gallino). tireggiato dall’ultimo romanzo ni Unite, e gestiti sempre più auto- la resurrezione e il risveglio in te da Kipling, Salgari inalbera rina, da lord, da ambasciatore,
E non si tratta solo di diffe- di Eco. Solo che per Zolo è an- nomamente dalla Nato. Anche sul mare dopo aver inghiottito un la bandiera anticoloniale e si suscita universale simpatia ed
renze percentuali, che potreb- cora più difficile credere che la tema della pace, perciò, il nostro liquido che dà la morte appa- schiera dalla parte dei perden-
bero messere mitigate dall’au- globalizzazione sia un proces- mondo ormai, e per ora, unipola- rente; e la lotta col pesce mar- ti. Alla fine de Le due tigri la vi- Sandokan-Yanez,
mento della ricchezza comples- so avvenuto da sé, per lo svilup- re, è molto meno sicuro che ai tello, durante una nuotata not- cenda personale di Sandokan
siva. «La verità è che le spese po casuale di forze anonime tempi della Guerra fredda. turna con l’angoscia degli si innesta e culmina nell’avveni- un rapporto di differenza
militari, le vittime civili dei con- (scoperte, nuove tecnologie, Zolo non pretende ovviamen- squali alle calcagna. È un pira- mento storico dell’insurrezio- e complementarietà
flitti e le morti per denutrizio- ecc.). Essa è l'esito delle scelte te di suggerire ricette contro que- ta terribile, che semina distru- ne indiana del 1857 e nel capito-
ne sono aumentate negli ultimi consapevoli delle maggiori po- sto tramonto globale delle nostre zione e raccoglie e dissipa te- lo vergognoso dell’assedio di necessarie, come
due decenni in tragica sinto- tenze del pianeta, che, dando speranze. Si spinge solo a dire che sori immensi, ma è anche un Delhi: «Povera Delhi! Quanto il Gatto e la Volpe
nia» (p. 17): Joseph Stiglitz, ri- via libera alla concorrenza glo- se l’Europa riuscisse a diventare vendicatore, della sua fami- sangue! Qui l’esercito inglese
corda Zolo, ha calcolato che in bale in nome di una dogmatica un vero soggetto politico autono- glia e del suo popolo. lascerà il suo onore». escogita i trucchi più rocambo-
questo periodo sono aumenta- fede (non certo disinteressata) mo, anzitutto dagli Stati Uniti, po- Salgari così coglie i van- Ma il superuomo Sandokan leschi. Sandokan è di alta casta
te di almeno cento milioni le nel mercato, costringono gli tremmo sperare in una più vivace taggi della trasgressione - procede per automatismi, non bornese, mentre Yanez è porto-
persone che vivono in estrema Stati nazionali a limitare i dirit- multipolarità, magari un po’ più egli sa che bisogna mettersi ha facoltà di autocontrollo, e il ghese e in tal modo riscatta l’Eu-
povertà, mentre il reddito ti dei lavoratori, a tagliare la conflittuale ma capace di risve- dall’altra parte, dalla parte suo controllo si chiama Yanez ropa e, una volta tanto al di so-
mondiale globale cresceva del spesa sociale, ad aumentare le gliarci dal letargo e riaprire le fine- proibita - e insieme della giu- de Gomera, il suo opposto, il per- pra dei pregiudizi e conflitti di
2,5% all'anno. spese militari. stre del futuro. stizia superiore: Sandokan è sonaggio ironico e flemmatico, razza, tra loro sono «fratellini».
Tuttolibri
SABATO 4 DICEMBRE 2010
LA STAMPA VII

DA STURZO A MORO: UN’INTERVISTA CON BEPPE DEL COLLE Sovviene Julien Green, là dove confessa: «Diventando democratico. Di sicuro non in auge, in gran dispitto com’è
I cattolici non silenziosi cristiano, cessavo di essere cattolico». Così vaticinando, fra
l’altro, il cristiano senza partito, che non necessariamente
alla gerarchia ecclesiale, arenata in una dimensione politica,
svanita o accantonata la possanza profetica («Non si svende
= Unlibro lo si può scrivere anche per questo, per capire coincide con il cristiano senza chiesa di Silone (non è il caso, la testimonianza per un piatto di lenticchie» ha ammonito
se si è combattuta la paolina «buona battaglia». Beppe Del certo, di Del Colle), ma che lo richiama. padre Sorge riferendosi all’era ruiniana).
Colle, direttore di Il nostro tempo, nonché editorialista Don Sturzo, De Gasperi, Moro. Don Sturzo, ovvero il partito Ma, da cattolico adulto qual è, Beppe Del Colle sta di qua del
affilato di Famiglia Cristiana, scruta in una lunga intervista di cattolici, non dei cattolici, il sacerdote che votava Dc non Tevere, non si fa velo delle tonache, si rivolge ai laici,
con Pasquale Pellegrini l’orma cattolica nella città essendovi iscritto. De Gasperi che auspicava l’abbattimento spronandoli a «farsi sentire e a contare», liberi da
dell’uomo, misurandola con la sua testimonianza. Dal non di ogni steccato fra Chiesa e Stato, cittadino e credente, «sudditanze “carismatiche” e da timidezze indegne» di un
expedit (ma non scordando l’ansia unitaria di Rosmini e libertà e religione. Moro, «sinceramente “laico” nella «nobile passato».
Gioberti) al partito popolare, dalla Democrazia cristiana alla tradizione sturziana e degasperiana, disponibile al Incamminati, i laici non silenziosi come lui, sulla strada
diaspora. Cattolici dal potere al silenzio (Edizioni San confronto con le altre tradizioni politiche, con una infinita di Emmaus, magari non sempre risconoscendoLo,
Paolo, pp. 346, €18) è il titolo che parrebbe contraddire la mediazione “alta”, di contenuti, non di mero potere». epperò mai scambiandoLo per l’idolo di turno.
quarta di copertina: «150 anni di cristiani in politica». Ecco le tre bussole di Beppe Del Colle, del cattolicesimo Bruno Quaranta Aldo Moro

to...». Queste parole contengo- LELIO


DE MICHELIS
no tutto il racconto, proposto in
questo suo Mente e bellezza, un Prima citazione:
libro in cui si intrecciano diver- «L’i-gnoranza è un’erbaccia
si approcci culturali, perché, ci che i dittatori possono coltiva-
dice l’autore, non si può parlare re fra i gonzi, ma che nessuna
dell’essere umano solo con l’an- democrazia può permettere
gusta prospettiva di una disci- fra i suoi cittadini. Per sradicar-
plina accademica. La nostra la occorre un immenso pro-
mente si nutre di relazioni, sia- gramma di costruzione di scuo-
mo perché ci relazioniamo con le, preparazione e impiego di in-
l’altro e con il mondo che ci cir- segnanti, assegnazione di bor-
p Adriano Favole conda. È sull’esperienza del dia- se di studio per dar modo al ta-
p OCEANIA logo, che la mente si forma, si lento dei giovani, ovunque si ce-
p Laterza, pp. 220, €19 modella, vive, crea e si evolve. li, di manifestarsi».
Creare, significa spezzare un Seconda citazione: «Il mer-
orizzonte dato, superarlo, ma la cato del lavoro dovrebbe essere
creatività è anche «ciò che con- sempre un mercato favorevole Altri due «Annunci di lavoro» della fumettista Pat Carra, libro con dvd a 12 €
sente agli esseri umani di stare al venditore» (il lavoratore) «an-
al mondo» e di continuare ad ali- ziché al compratore» (l’impren-
mentare quel lunghissimo pro-
cesso chiamato «evoluzione».
ditore), perché se non trova la-
voratori il padrone subisce solo
Economia Perché è attuale il pensiero
Sono le emozioni estetiche,
quelle che ci spingono a mutare
una riduzione di profitti, men-
tre il lavoratore senza lavoro vi-
di Beveridge, padre dello Stato sociale
a superare i limiti e a diventare ve «una catastrofe personale».

p Ugo Morelli
p MENTE E BELLEZZA
p Allemandi & C., pp. 300, €35
sempre più umani. In un lungo e
continuo cammino irto di con-
fronti e di enigmi che ci spingo-
no a metterci ogni volta in gio-
co, noi umani troviamo il modo
Fatte queste citazioni, cosa
penserebbe l’autore - sir Wil-
liam Beveridge, padre dello sta-
to sociale moderno, lui liberale
(ma liberale «radicale») - nel ve-
Ha fatto crac
Illustrazione di Octavia Monaco
di realizzare ciò che non c’è, riu-
sciamo a produrre simboli.
«Ad ogni viaggio reinventar-
dere i liberali di oggi «coltivare»
l’ignoranza tagliando fondi a
scuola e cultura, producendo in-
dustrialmente «ignoranza per i
il liberismo
non il Welfare
Tra «Mente e bellezza» gonzi»; e insieme, costruire un
mercato del lavoro (tra flessibi-
me la specie umana viva grazie con Morelli: sono lità e deroghe contrattuali), fa-
inuo bricolage culturale, alla sua capacità di trasformar- le emozioni estetiche vorevole solo all’impresa?
si. A ricordarcelo sono le splen- William Beveridge (1879 -
tradizione e innovazione dide parole di Jean-Marie Tjiba- che ci spingono a mutare, 1963). Intellettuale, ricercato- Beveridge e il Welfare: oggi
ou, intellettuale della Nuova Ca- a superare i limiti re sociale, funzionario gover- sorpassati e antiquati, rispetto
ledonia, che Favole riporta nel nativo, politico liberale. Vici- alla globalizzazione e alla rete?

mitivo” suo libro: «Il ritorno alla tradi-


zione è un mito. Nessun popolo
l’ha mai vissuto. Per me la ricer-
ca d’identità e del modello è da-
vanti, mai dietro. E direi che la
nostra lotta attuale è finalizzata
si un mito a ogni incontro ridise-
gnare il mondo, e perdersi nel
gusto del proibito sempre più in
fondo...». Queste parole France-
sco Guccini le mette in bocca al
suo Ulisse, colui che più di ogni
no alla Fabian Society e a
Keynes. Direttore della Lon-
don School of Economics dal
1919 al 1937. Liberale, ma se-
condo il principio per cui solo
i diritti sociali possono garan-
Due libri, simili ma diversi nei
testi ripubblicati - La libertà soli-
dale (Donzelli) e Alle origini del
Welfare state (Franco Angeli -
Bicocca) - ci riportano al suo
pensiero radicale. E a renderlo

ento
a poter mettere il maggior nu- altro ha affrontato il nuovo, lo tire una vera democrazia. attuale ecco il nuovo Rapporto
mero possibile di elementi ap- ha cercato, per, appunto, ridise- Ideatore di quei sistemi di Caritas-Fondazione Zancan, su
partenenti al nostro passato, al- gnare il mondo. Welfare - parola che Beverid- povertà ed esclusione sociale in
la nostra cultura nella costru- L’essenza dell’uomo, ci dice ge non amava, perché non p William Beveridge Italia - una mappa dettagliata e
zione del modello d’uomo e di Morelli, non è fatta né di sola amava che lo Stato si occu- p LA LIBERTÀ SOLIDALE drammatica del problema, in
società che noi vogliamo per materia, né di sola mente e nep- passe di tutto e di tutti, ridu- Scritti 1942 - 1945 Italia e in Europa - dal titolo più
l’edificazione della nostra polis. pure possiamo trattare questi cendo tutti a mera passività - p A cura e con introduzione che esplicito: In caduta libera (il
di Michele Colucci
ve e si ridefinisce, mutando nel La nostra identità è davanti a due aspetti separatamente, oc- nati nel Dopoguerra e che og- p Donzelli, pp. 193, €17,50
Mulino). La povertà non diminu-
tempo. noi». corre intrecciarli, perché l’uno gi, invece altri sé-dicenti libe- isce, anzi. E aumentano le disu-
In un’epoca in cui da noi pre- Lo pensa anche Ugo Morelli, influenza l’altra in un processo rali cercano di eliminare. guaglianze. Fallimento del vec-
valgono tribalismi sempre più studioso irrequieto delle scien- dialettico, che non si arresta chio stato sociale? No, del liberi-
evidenti e sempre più insistenti ze della mente, quando scrive: mai. Fissare concetti come cul- Il suo Rapporto del 1942 smo dominante.
richiami alle radici e alla tradi- «Con l’esperienza estetica noi tura, identità, società con defini- Molte le proposte nel Rappor-
zioni, come se questa fosse un esseri umani realizziamo in mo- zioni troppo rigide, significa è oggi in piena sintonia to Caritas, da un’angolazione cat-
dato immutabile, la lezione che do evidente la nostra distinzio- condannarle a morire oppure, con quello della Caritas tolico-solidaristica. Da una visua-
ci viene dall’Oceania e dal sud ne a tendere verso la disconti- più semplicemente, significa le diversa, il «business sociale»
del mondo tutto, ci dimostra co- nuità e la creazione dell’inedi- non parlare di nulla. sulla povertà e con di Muhammad Yunus, economi-
le proposte di Yunus sta e premio Nobel per la pace
nel 2006. Perché i poveri sono
Compromettendo anche i di- poveri non per colpa loro, dice
glese sì, ma di madre italiana e cia platealmente il «nipote», il ritti sociali (e quindi anche la Yunus (e Beveridge sarebbe
lei stessa nata sotto il bel sole di figlio di Suyodhana getta i democrazia). p William Beveridge d’accordo). I poveri sono un «po-
Napoli. Del resto, già la bella panni di sir Moreland ma alla Nel 1941, Beveridge venne p ALLE ORIGINI polo di bonsai che non ha nulla di
Elena aveva scatenato la guer- fine de Il Re del Mare rinuncia nominato, dal governo britan- DEL WELFARE STATE sbagliato nel proprio Dna. Per af-
ra di Troia; e già Romeo aveva alla sua vendetta per amore nico, presidente della Commis- p Con saggi di U. Ascoli, francarli dalla povertà basta of-
D. Benassi, E. Mingione
scoperto quanto possa essere della figlia del nemico. sione governativa incaricata p FrancoAngeli, pp. 175, €22
frire loro uno spazio adeguato e
seducente Giulietta, nella faida Yanez è l’attore più meta- di mettere ordine nella legisla- p Caritas Italiana favorevole», scrive in Si può fare
tra Montecchi e Capuleti. Una morfico, ma tutti sono un po’ at- zione sociale. Ma Beveridge - Fondazione E. Zancan (Feltrinelli). Ad esempio, appun-
più consistente concessione na- tori, si travestono, si inseguono uomo di idee e dal carattere in- p IN CADUTA LIBERA to, il business sociale: evoluzione
zionalistica nel Corsaro Nero, e si assomigliano. Non manca- dipendente - capì che non ba- Rapporto 2010 su povertà (tra successi e problemi) di quel
cavaliere di Ventimiglia, e in Jo- no esempi di teatro nel teatro: stava «mettere ordine»: biso- ed esclusione sociale in Italia microcredito che proprio Yunus
landa sua figlia. laddove Ada è pazza per il trau- gnava innovare. Liberando gli p il Mulino, pp. 351, €24 aveva contribuito a creare. Suffi-
Sulla sponda opposta stan- ma subito, e Sandokan per gua- uomini dal «bisogno», inteso p Muhammad Yunus ciente? Bisogna ri-orientare
no le figure del male: lord Guil- rirla ricorre all’espediente di come «insufficienza di reddito p SI PUÒ FARE l’economia e il nostro modo di vi-
p trad. di Pietro Anelli
lonk e lord James Brooke, il sceneggiare la sequenza degli per ottenere i mezzi di una sa- p Feltrinelli, pp. 255, €16
vere, scrive Yunus. Ricordando-
capo dei Thugs, Suyodhana, e eventi che hanno determinato na sussistenza». E per liberar- ci nuovamente che senza diritti
il figlio di Suyodhana, che ser- quella pazzia; e l’altro episodio, li dal bisogno occorreva libera- sociali non esistono neppure i di-
Ritratto di Salgari (da «Scrivere vono a mettere in moto la di clamorosa imitazione shake- re la società dai «sei mali gi- gi c’è il Grande Fratello e X ritti politici e civili. Anche se lo
l’avventura», Città di Torino 1980, macchina e a tenere alta la speariana, in Alla conquista di ganteschi» di allora: l’indigen- Factor; un nuovo Rapporto Beve- stesso Yunus è stato ora accusa-
Extrastudio/Ceste+Torri) tensione narrativa ed emoti- un impero, in cui Yanez, da atto- za, lo squallore, la malattia, ridge resterebbe invenduto e per to di gestire in modo poco «socia-
va. Tuttavia bene e male talo- re trasformatosi in regista am- l’ignoranza (appunto), l’inatti- di più tacciato di «estremismo». le» i fondi delle sue «banche» e di
Un’altra concessione filoeu- ra si stancano di farsi la guer- letico, fa recitare alla compa- vità forzata, la guerra. Il suo obiettivo era la piena occu- essere duro coi debitori.
ropea timidamente patriottica ra e celebrano degli armistizi, gnia di teatranti, dinanzi agli oc- Quando il Rapporto Beverid- pazione, per evitare ogni «guerra Con il che, da Yunus e dalla
nel personaggio della fanciulla i personaggi hanno atti reci- chi del perverso Sindhia, la sce- ge vide la luce, nel 1942 (ed era tra lavoratori» alla ricerca di un Caritas, si torna a sir William
dai capelli d’oro, la Perla di La- proci di magnanimità che ri- na raccapricciante del tiranno un testo di non facile lettura) in «posto» (oggi accade il contra- Beveridge. Troppo in fretta ri-
buan, quella giovanissima Lady cordano i cavalieri arioste- che per impadronirsi del potere pochi giorni ne andarono a ruba rio). Per questo obiettivo era di- mosso. Attualissimo, invece,
Marianna di cui Sandokan si in- schi, lord Guillonk si scopre stermina tutti i membri della 70 mila copie. Nel 1945, si arrivò sposto anche - se necessario - ad per i nostri nuovi/vecchi «sei
namora perdutamente, che è in- parente di Sandokan e abbrac- propria famiglia. a 500mila copie. Altri tempi: og- abolire la proprietà privata. mali giganteschi».
SABATO 4 DICEMBRE 2010 LA STAMPA VIII

Disponibile anche
in edizione regalo

3ª edizione 3ª edizione

3ª edizione
Maria Pia Ammirati Marina Nemat
Fabiana Giacomotti
SE TU FOSSI QUI DOPO TEHERAN
Quando esce dal carcere di Teheran Marina ha LA MODA È UN ROMANZO
Una giovane donna muore e il marito, sconvolto, 18 anni e dopo 800 giorni di prigionia vuole L’abito da ballo di Angelica nel Gattopardo, gli
viene trascinato in un vortice di incredibili solo dimenticare le torture e il terrore. E si stivali di Lisbeth Salander, il tubino nero di Holly
rivelazioni. Un libro sulla paura e sull’incapacità costruisce attorno un muro di silenzio, un muro Golightly in Colazione da Tiffany. Uno sguardo
di amare, sulla mancanza di coraggio e sulla destinato a crollare 16 anni dopo. Il giorno in cui incantevole e inedito sulla moda nei grandi
difficoltà di vivere appieno la propria vita. il passato irrompe di nuovo nella sua vita. romanzi dal Settecento fino a oggi.
Tuttolibri
Visioni SABATO 4 DICEMBRE 2010
LA STAMPA IX

Paranormale Fotografia e spiriti: esercizi fotografia - raccontata da


Harvey con profluvi di esem- FIGURE
spericolati d’inganno, un vero filone artistico pi e spericolate quanto godibi-
li situazioni, con storie, tre- PER RAGAZZI
GIUSEPPE scatori col mistero e maestri ROBERTO DENTI

Questi fantasmi
MARCENARO eminenti d'argomento - indus-
se allora un bel girone di foto-
Ai fantasmi intanto
bisognerebbe credervi. E
credendovi aver la certezza
grafi a riconvertirsi in subli-
mi falsari dell'immagine.
Che furbo
di poterli agguantare in
Individuati facilmente i
trucchi che il procedimento il bruco
aspettano un flash
qualche modo: con l'udito,
fotografico consentiva, nac-
l'olfatto, il tatto e la vista.
Inoltre, per condividere con
qualcuno il fatto d'averne
que un vero e proprio filone
«artistico»: la fotografia spi-
di Lionni
ritistica rituale alla quale, co-
sorpreso uno, non limitando-
me soggetti d'esperimenta-
si a evocarlo come allucina- a prima lettura diretta
zione individuale, trovare
qualche maniera per «docu-
mentare» l'apparizione. In-
Pensata sublime quella di
riuscire a «far vedere» un fan-
tasma con la macchina foto-
zione, si sottoponevano fidei-
stici gonzi. Messi in posa nel-
lo studio del fotografo, appo-
sitamente allestito con sceno-
L nella prima infanzia è
quella dell'immagine,
quando le «storie» vengono
somma, tentare di convince- grafica. Che è come voler cat- ascoltate dalla voce dell'adul-
re non soltanto a parole. Ma- turare un passero mettendo- to. Il bambino inizia a leggere -
gari con qualche prova alla gli il sale sulla coda. Fortuna Effetti ingannevoli verso il primo anno di vita - le
mano, rendendo concreta vuole che «mette a fuoco» il figure semplici per passare ver-
una «materia» labile e im- disequilibrante teorema il provocati da fondali, so i tre anni, all'illustrazione
prendibile. E qui, quale pos- saggio Fotografare gli spiriti, sfocature, “mossi” voluti complessa e particolareggiata.
sibile supporto di allucinate Il paranormale nell'epoca della E' quindi indispensabile sotto-
visioni, irrompe la fotogra- sua riproducibilità tecnica di e montaggi: una moda porgli immagini sempre diver-
fia, almeno dal 1839, da John Harvey - specialista in di metà Ottocento se per evitare che anziché poten-
relazioni tra religiosità e pun- ziare l'immaginazione si svilup-
La moda di fornire ti di vista, con particolare at- grafie tra la camera mortua- pi invece lo stereotipo, come ac-
tenzione all'immagine e all'im- ria e il cabinet occultista, sta- cade purtroppo con l'eccessivo
visioni chimeriche maginario - che, in duecento vano immobili in attesa dell' uso dei libri di Walt Disney per
per diffondere pagine fitte, «documenti alla evento che si palesava sul le fiabe tradizionali.
mano», pubblicando una para- fondale alle loro spalle. Even- Breve e necessaria questa
certezze raccontata de di fotografie, dimostra co- to sovrannaturale che pote- premessa per sottolineare l'im-
da John Harvey me l'esistenza «concreta» del vano contemplare soltanto portanza dei libri di «figure»
fantasmatico (ovverosia la quando il soddisfatto fotogra- che hanno avuto in Leo Lionni
quando fu inventata, e che turbe spaventagente sotto fo, paraninfo dell'aldilà, con- un esponente fondamentale se
da allora raddoppia ossessi- forma di ombre, presenze e segnava loro il cartoncino, non unico per le sue proposte in-
vamente ogni cosa e fatto apparizioni) sia stata scientifi- con il loro ritratto e spettro novative. Nel 1959 il suo Picco-
della nostra esistenza, impo- camente provata con l'ausilio incombente, suscitando tre- lo blu piccolo giallo segnò una
nendo, quale convinzione ge- della macchina fotografica. A more e meraviglia. svolta decisiva nel campo del li-
nerale, che ogni cosa o per- questo punto, di fronte all' Si vedevano così estatici, bro di immagini per la prima
sona fotografata esista, e si- obiettività della fotografia, se- sovrastati dall'ombra evane- infanzia: non più, come prota-
tuazione fermata con l'obiet- condo convinzione diffusa, ve- scente di chissà quale zio de- gonisti, coniglietti, uccellini,
tivo sia realmente avvenuta. dendo i fantasmi fotografati, funto o protetti dall'ala di un farfalle, bambini biondi o bru-
Per cui l'immagine fotografi- bisognerebbe rivedere i pro- angelo di passaggio. Il miraco- ni, ma due semplici bolli colora-
ca sarebbe la prova «concre- pri individuali dubbi. E accet- lo era avvenuto. La fotografia ti di poco più di un centimetro
ta» dell'esistenza di qualun- tare tout court, e senza batter Edouard Buguet, «Spirito del poeta Gerard de Nerval, con il signor Dumont» aveva catturato il fantasma di diametro.
que cosa caduta sotto l'at- ciglio, che gli spiriti esistono e che, fissato, conferiva il valo- Oltre al centenario della na-
tenzione della camera e im- la fotografia è il loro testimo- ne, Santi ecc., con in sovrap- re di evento soprannaturale scita, l'occasione felice per par-
pressa sulla lastra. ne oggettivo. più l'avvento modaiolo e la alla seduta fotografica. Di fat- lare di Lionni è la ristampa di
Sull'obiettività della foto- Il fantasma fotografato, diffusione della fotografia to le immagini specializzate un suo capolavoro (assente da
grafia bisogna però fare atto come ognuno intuisce, è in re- che, vissuta come ineccepibi- in ectoplasmi divennero dei troppi anni in Italia): Il bruco
di fede. Ricordare che è an- altà il risultato di effetti in- le documento, fece il resto veri e propri santini di un bell' misuratutto (Babalibri, cm.
che e giustamente definita il gannevoli provocati da fonda- giacché, «nata» dall'unione ingorgo di creduloni, preda di 23x28, pp. 26 €12).
testimone infedele perché è li, sfocature, mossi voluti e tra scienza e valenze alche- fideismi d'accatto e gabbati Il racconto è strettamente le-
capace, nel suo autonomo e montaggi; e trovò terreno miche, era proprio un «ideal da autentici trescatori con gato alla iconografia: un bruco
sublime specifico, di «inven- fertilissimo specialmente in specifico» per agglutinare le l'occulto. riesce a non farsi mangiare da
tare» i più abbaglianti artifi- un tempo, la seconda metà pulsioni misteriosofiche di Insomma, tra inganni otti- un pettirosso dicendogli di pos-
ci. Si fa strada comunque, del XIX secolo, in cui l'acri- una società ammaliata da po- ci orditi da furbastri, alla me- sedere una dote particolare: sa
tra fantasmi e fotografia, l'il- bia di provare scientifica- sitivismi portati all'eccesso e moria passò un vero e pro- misurare ogni cosa. Così gli mi-
lusoria ipotesi di poter coniu- mente ogni fenomeno para- p John Harvey fedi coniugate con l'isteria. prio genere: la fotografia dei sura la coda: allora il pettiros-
gare due labilità parasensibi- normale si coniugò alla diffu- p FOTOGRAFARE GLI SPIRITI Individuali e collettive. fantasmi, impronta di una so lo porta a misurare il collo
li, dando luogo a uno dei più sa voga delle sedute spiriti- Il paranormale nell'epoca della La moda di fornire visioni bella schiera di creduloni, in- del fenicottero, il becco del tuca-
gioviali e spericolati esercizi che pubbliche e private. Sen- sua riproducibilità tecnica chimeriche per diffondere consci contributori di un cu- no, le zampe dell'airone, la co-
p Bollati Boringhieri, pp. 202, €34
d'inganno connessi alla per- za tener conto del profluvio certezze, con la supposta ine- rioso settore della storia del- da del fagiano e tutto un coli-
cezione e allo sguardo. delle apparizioni di Madon- quivocabile autenticità della la fotografia. brì. Poi il bruco misura il canto
del pettirosso: furbizia che gli
permetterà di scappare fra l'er-
ba di un prato. Facile l'identifi-
cazione del bambino lettore: il
Scienza e arte Le immagini come «piccolo» è in grado di raggira-
re il «grande».
pensiero, non come rappresentazione La caratteristica del Bruco
misuratutto è data dal rappor-
GIANFRANCO to testo-immagine: è l'unico li-
MARRONE

Di solito, quando si
parla di immagini, ci si riferi-
sce alle raffigurazioni della
E’ il cervello bro per bambini nel quale le fi-
gure sono riportate nelle esatte
dimensioni rispetto a quelle re-
ali. Pettirosso e bruco sono raf-
storia dell’arte (dipinti, scul-
ture, incisioni) o alle visioni
dei mass media (pubblicità,
stampa, televisione), talvolta
o la caricatura p Olaf Breidbach
figurati nella loro reale gran-
dezza, del fenicottero vediamo
soltanto il muso e un pezzo del
collo, del tucano la testa e il bec-

di un fumetto?
e Federico Vercellone
includendo le figure prodotte p PENSARE PER IMMAGINI co, dell'airone il muso e una
sinteticamente dal computer. Tra scienza e arte parte delle zampe, del fagiano
Vengono fuori argomenti or- p Bruno Mondadori, pp. 154, €15 la lunga coda. Il colibrì è conte-
Un cervello in stile Simpson
mai secolari riguardanti l’evi- nuto tutto (e ne avanza) in una
denza dell’immagine rispetto ne fisiche e le discipline della studiando. Molto diversamen- caricatura di un fumetto non gini scientifiche (e forse, sosten- pagina. Siamo così di fronte al
a ciò che rappresenta, la sua natura, si dice, maneggiano te, come spiega un recente li- assomigliano affatto alla no- gono gli autori, le immagini in solo libro per la prima infanzia
intuitività, la sua immediatez- concetti e categorie, numeri e bro di Olaf Breidbach e Federi- stra materia cerebrale reale, generale) non solo non hanno in cui le immagini sono precisa-
za. Tutti capiscono ciò che è statistiche, dati e fenomeni, co Vercellone, per pensare que- ma provano a renderne l’idea nulla di evidente, poiché richie- mente aderenti alla realtà.
raffigurato, non c’è nulla da propongono o confutano leggi. di plasticità, l’adattabilità dei dono appunto una precisa com- E' evidente che questo mo-
decifrare, nulla da dire, nulla Eppure, basta pensarci un atti- Breidbach e Vercellone: neuroni alle situazioni esterne; petenza visiva per comprender- do di illustrare non può essere
da intendere. Scopo dell’im- mo in più per accorgersi che analogamente quel colore ver- le, ma soprattutto non rappre- esteso a tutto il mondo dei li-
magine sarebbe quello di as- non si dà testo scientifico che provando a unificare, miglio non è la tinta effettiva di sentano nulla di già esistente. bri, dove le immagini hanno
somigliare il più possibile a non includa accanto alle parole nella scia di Goethe, alcune zone encefaliche ma Esse, semmai, costruiscono la una funzione determinante
ciò che rappresenta, di modo o ai calcoli anche e soprattutto prova a mostrare il fatto che es- realtà che devono conoscere, (un elefante o un cavallo non
che il cammino dell’arte sa- un considerevole numero di im- la sperimentazione se si attivino in determinate ipotizzano come essa probabil- hanno certo la possibilità di es-
rebbe la storia della conqui- magini. Tabelle, fotografie, e la creazione condizioni, rispondendo a de- mente è fatta, ne delineano fat- sere rappresentati nelle loro
sta del realismo assoluto (l’im- schemi, diagrammi, profili, ri- terminati stimoli da laborato- tezze e regolarità. esatte proporzioni), ma l'in-
pressionismo, la fotografia) e costruzioni e risoluzioni elettro- ste stesse cose, per costruire la rio. Del resto, per poter vedere Cade così la separazione tra- venzione di Lionni risponde a
della sua programmatica, niche di vario genere impazza- possibilità della loro conoscen- quelle figure, per percepirne dizionale tra scienza e arte, co- uno scopo preciso: far notare
successiva cancellazione (le no in relazioni, report, resocon- za rigorosa: ossia, appunto, forme e significati, occorre pos- noscenza e bellezza. Non a caso (senza che il lettore se ne accor-
avanguardie, l’astrattismo). ti di esperimenti in laboratorio, scientifica. sedere un occhio professiona- uno dei nomi più ricorrenti nel ga, come nelle fiabe) che la rap-
Il senso comune dimenti- manuali, progetti di ricerca e si- Prendiamo l’immagine oggi le, esattamente come quello libro è quello di Goethe, che con presentazione della realtà ha
ca tuttavia che c’è un altro do- mili. Per quale ragione? Non assai di moda del cervello, quel- del radiologo che riconosce in la sua teoria morfologica aveva modi diversi di essere avvicina-
minio del sapere e dell’espe- certo, come si potrebbe suppor- la specie di sostanza grigiastra una lastra per noi muta una se- provato a unificare in nome del- ta e che dipende dalle nostre
rienza in cui la presenza delle re, per rendere visibile ciò di e molliccia virata in rosso in al- rie di parti e fenomeni del no- l’esperienza visiva la sperimen- capacità raffrontarla con le di-
immagini è fondamentale: cui si parla, per rappresentare cune sue parti variabili. Bene, stro corpo interno. tazione e la creazione, l’intellet- mensioni esistenti oltre che con
quello delle scienze. Le dottri- le cose del mondo che si stanno quelle forme che sembrano la Ne viene fuori che le imma- to e l’intuizione. quelle immaginarie.
Tuttolibri
X Classifica SABATO 4 DICEMBRE 2010
LA STAMPA

S
e ne stanno in quattro al vertice della classifica in Clerici, gemella rivale. Per chi ha un palato da slow food larizzata e si spera che i lettori siano attratti dal bisogno
AI PUNTI una forchetta di poco più di un migliaio di copie, tra meglio un bicchiere di vino con Maigret (nei tascabili), di confrontarsi su questi temi, non solo dal clamore sull’
LUCIANO GENTA le 12 e le 11 mila copie. Ciò significa che il valore dei montare telai con il meccanico Landru di Vitali (fra gli ita- uso del preservativo. Qui, più che le caute sottigliezze del
100 punti nel nostro campione di sole librerie è ancora sce- liani), rabbrividire con Stephen King o dipingere vetrate professor Ratzinger, preferiamo la spudorata maestrina
so - di circa 4 mila copie rispetto a sabato scorso - ed Eco, con le ragazze di Tiffany (fra gli stranieri), ripassare la Littizzetto, pronta per la corsa natalizia con I dolori del
Benedetto fa pur mantenendo il primato, si vede quasi agguantato da
Ammaniti, ora secondo, mentre Faletti scivola quarto, su-
storia patria con Fruttero & Gramellini (in saggistica).
La seconda novità della settimana sta in fondo alla li-
giovane Walter. Da leggere oggi non certo in alternativa
a Goethe ma in compagnia di Ernesto Ragazzoni e del suo
perato dalla Parodi. Cuoca Benedetta balza al terzo posto sta dei primi 10 ed è ben altro nutrimento: Luce del mon- Werther che «un giorno si fece saltar le cervella, / con tutte
luce, Benedetta con le nuove ricette, questa volta pure condite con zucche-
rosi pensierini di famiglia per il Guinness del «chissenefre-
do, il dialogo di Benedetto XVI con il giornalista Seewald,
che già aveva firmato i dialoghi Dio e il mondo e Il sale
le storie che c’erano dentro». Per sorridere, come avrebbe
voluto Monicelli. Avendo imparato con Hillman (Il suici-

fa cucina ga», e replica il successo del longseller Cotto e mangiato,


presente da 52 settimane e qui appaiato ai piattini di Casa
della terra, entrambi San Paolo, 2001 e 2005). Si conti-
nua a ragionare sul rapporto tra fede, Chiesa, società seco-
dio e l’anima, Adelphi) che non sempre congedarsi dal
mondo (Barbagli, il Mulino) è «una mossa contro la vita».

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 90 54
1 2 97
3 4 89
5
Il cimitero Io Benvenuti Appunti di Il sorriso
di Praga e te nella mia un venditore di Angelica
AMMANITI cucina di donne
EINAUDI
ECO PARODI FALETTI CAMILLERI
BOMPIANI VALLARDI B.C. DALAI SELLERIO

53 52 39 34 33
6 7 8 9 10
Le ricette Cotto La caduta Torment Luce del
di Casa Clerici e mangiato dei giganti mondo. Il Papa,
la Chiesa...
CLERICI PARODI FOLLETT KATE BENEDETTO XVI
RIZZOLI VALLARDI MONDADORI RIZZOLI LIBRERIA VATICANA

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Il cimitero di Praga 100 1. La caduta dei giganti 39 1. Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa... 33 1. Benvenuti nella mia cucina 90 1. La solitudine dei numeri primi 19 1. Il mare dei mostri 13
ECO FOLLETT BENEDETTO XVI; SEEWALD PARODI GIORDANO RIORDAN
19,50 BOMPIANI 25,00 MONDADORI 19,50 LIBRERIA EDITRICE VATICANA 14,90 VALLARDI 13,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

2. Io e te 97 2. Torment 34 2. La patria, bene o male 27 2. Le ricette di Casa Clerici 53 2. Gomorra 16 2. Sesto viaggio nel regno... 11
AMMANITI KATE FRUTTERO & GRAMELLINI CLERICI SAVIANO STILTON
10,00 EINAUDI 17,00 RIZZOLI 18,00 MONDADORI 15,90 RIZZOLI 10,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

3. Appunti di un venditore... 89 3. Solar 26 3. I segreti del Vaticano. Storie... 25 3. Cotto e mangiato 52 3. Il piccolo principe 16 3. Rapunzel. L’intreccio della torre 7
FALETTI MCEWAN AUGIAS PARODI SAINT-EXUPERY -
20,00 B. C. DALAI 20,00 EINAUDI 19,50 MONDADORI 14,90 VALLARDI 7,50 BOMPIANI 3,50 WALT DISNEY

4. Il sorriso di Angelica 54 4. Notte buia, niente stelle 20 4. Il cuore e la spada 24 4. L’oroscopo 2011 29 4. Maigret e il produttore di vino 13 4. Addio, Fairy Oak 7
CAMILLERI KING VESPA FOX SIMENON GNONE
14,00 SELLERIO 20,90 SPERLING & KUPFER 22,00 MONDADORI 10,00 CAIRO 9,00 ADELPHI 15,90 DE AGOSTINI

5. Momenti di trascurabile felicità 27 5. Limit 18 5. La manomissione delle parole 24 5. I dolori del giovane Walter 16 5. La bellezza e l’inferno 10 5. Harry Potter e i doni della morte7
PICCOLO SCHÄTZING CAROFIGLIO LITTIZZETTO SAVIANO ROWLING
12,50 EINAUDI 23,50 NORD 13,00 RIZZOLI 18,00 MONDADORI 10,00 MONDADORI 23,00 SALANI

6. Canale Mussolini 22 6. L’uomo inquieto 17 6. Viva l’Italia! 21 6. Tutto quello che non vi ho detto 13 6. La regina dei castelli di carta 9 6. Arriva Babbo Natale 7
PENNACCHI MANKELL CAZZULLO BRIGNANO LARSSON D’ACHILLE; WOLF
20,00 MONDADORI 19,00 MARSILIO 18,50 MONDADORI 19,90 RIZZOLI 13,80 MARSILIO 3,50 DAMI

7. XY 21 7. L’esecutore 15 7. La pancia degli italiani 19 7. È facile smettere di fumare... 10 7. Uomini che odiano le donne 9 7. Harry Potter e i doni della morte7
VERONESI KEPLER SEVERGNINI CARR LARSSON ROWLING
19,50 FANDANGO 18,60 LONGANESI 16,00 RIZZOLI 10,00 EWI 13,80 MARSILIO 14,80 SALANI

8. Il meccanico Landru 21 8. Una ragazza da Tiffany 13 8. Fratelli coltelli. 1943-2010 19 8. Instant English 10 8. La ragazza che giocava con il fuoco 9 8. Babbo Natale. Libro sonoro 6
VITALI VREELAND BOCCA SLOAN LARSSON WOLF
18,60 GARZANTI 18,00 NERI POZZA 19,00 FELTRINELLI 16,90 GRIBAUDO 13,80 MARSILIO 8,90 DAMI

7. Un karma pesante 20 9. Mangia prega ama 11 9. Profumo di lavanda. Medjugorje 18 9. L’unica cosa che conta 9 9. Il giorno in più 9 9. Dlin dlin dlin è Natale. Libro pop-up 6
BIGNARDI GILBERT BROSIO MORELLI VOLO MATTHEWS
18,50 MONDADORI 18,50 RIZZOLI 19,50 PIEMME 17,50 MONDADORI 12,00 MONDADORI 14,90 DE AGOSTINI

10. Le luci nelle case degli altri 18 10. Le valchirie 10 10. Terroni 17 10. Siamo uomini o giornalisti? 8 10. L’ombra del vento 8 10. Il mio primo dizionario. Nuovo MIOT 6
GAMBERALE COELHO APRILE FORATTINI RUIZ ZAFÓN -
20,00 MONDADORI 18,00 BOMPIANI 17,50 PIEMME 18,50 MONDADORI 13,00 MONDADORI 9,90 GIUNTI JUNIOR

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 21 AL 27 NOVEMBRE.

L N
antana, pianta origina- con Gazprom-Il nuovo impero di on parlarmi mai più dei tri da Tangeri, dov’è sepolto, sul-
ria del sudamerica, orna- PROSSIMA Stefano Grazioli per la collana di miei libri; ho scritto per CHE LIBRO FA l’etichetta c’era scritto: «Lavora-
mentale quanto invasiva. saggistica «Gazometro», geopoli- uscire di prigione, non tore emigrato».
L’aver chiamato così la sua na- MENTE tica, Oriente/Occidente, comuni- per salvare la società; ho salva- ...IN FRANCIA Ovvero: scrittore. «Non par-
scente sigla indipendente, va let- MIRELLA APPIOTTI cazione. Come dappertutto, mag- to la pelle applicandomi come GIOVANNA ZUCCONI larmi mai più dei miei libri», dis-
to come una specie di «avverti- gior impatto in partenza con la un buono scolaro, ecco tutto». se Genet a Tahar Ben Jelloun,
mento» lanciato al mercato edi- narrativa nella collana Le stelle Gli anniversari provocano amico dal 1974 (uno aveva 64 an-
toriale da Alessandra Gambet-
ti, neo direttrice e socia di mag-
Lantana subito qualificata dai tre primi ro-
manzi: Musica e orologi della
cortocircuiti strani. Costringo-
no a parlare tutti insieme di
Ben Jelloun ni, l’altro 30) fino alla morte nel
1986. Anche se libri dei quali non
gioranza? «Le motivazioni che
mi hanno spinto hanno a che fa-
re soprattutto con un modo di in-
la biblio ebrea Alicia Steimberg, mai tra-
dotto in Italia, in Argentina un
classico (l’indimenticabile perso-
una stessa persona nello stesso
momento: e il momento dipende
dalla casualità di una remota
narra l’amico voleva più parlare, il teatro so-
prattutto, continuano a vendere
trentamila copie all'anno, e per
tendere l’editoria e il libro, con-
trario all’omologazione, all’ap-
diversità naggio della nonna); Il tutù, di un
ignoto fine ‘800 che si firma Prin-
nascita, o di una morte.
Jean Genet nacque il 19 di-
Genet questo centenario saranno forse
ancora di più.
piattimento». cipessa Saffo, una sorta di antici- cembre del 1910, cento anni fa. Ben Jelloun pubblica ora
Tutto ciò farebbe pensare ad po del surrealismo, «delirante e E non è forse un male che la Jean Genet, menteur sublime,
un percorso ideologicamente co- bello, dove tutto si deforma come Francia sarkoziana delle espul- magnifico ritratto affettuoso.
struito. Lantana, che arriverà sotto la pressione di un sogno»; sioni e delle proteste sociali, Gallimard manda in libreria otto
in libreria alla fine di gennaio, si Non ci lasceremo mai di Federi- debba occuparsi proprio adesso titoli, due dei quali inediti. Ma
annuncia piuttosto un campo da Castelvecchi a Einaudi Stile ca Tuzi, storia di una transgen- di uno scrittore irregolare, sen- che amò Jean (partigiano, fucila- forse la maniera migliore per ce-
aperto alle suggestioni di testi Libero a Vivalibri - un concetto der pentita, ovvero la libertà di za fissa dimora e in insurrezio- to dai tedeschi) e che amò Abdal- lebrarlo è guardare, sul sito del
«fuori ordinanza», a un pro- mutuato dal mondo naturale: cercare se stessi, «vero, ironico, ne permanente, omosessuale, lah (funambolo, suicida), uno che Magazine Litteraire, il cortome-
grammatico sconfinamento, uni- quello della bibliodiversità. Ispi- spassoso». Ed è l’ironia la sotto- vagabondo, ladro, disertore, malato di cancro alla gola morì traggio Un chant d’amour gira-
ci imperativi qualità e leggerez- randosi alla biodiversità, questo traccia dell’intero progetto della carcerato, filofascista, antise- per una caduta, chissà quanto ac- to da Genet nel 1950 e proibito
za, tra romanzi, memorie, sag- concetto fa riferimento alla diver- Gambetti che già arriva al 2012 mita, zeppo di barbiturici, cidentale, giù dalle scale di un al- perché osceno. Lo è, ma è soprat-
gi, video legati all’arte, alla sificazione del prodotto editoriale («pianificare, il grande vantag- quanto di più estraneo al berghetto del tredicesimo arron- tutto, appunto, un canto d’amo-
scienza, al cinema. «Ci sta a cuo- messo a disposizione del lettore». gio»). Scelta tutt’altro che facile benpensantismo, uno figlio di dissement, a Parigi. Quando la re: e di fronte all'amore, e al can-
re - spiega la Gambetti forte di Coerenza confermata dai tito- nel Paese del melodramma (e del padre ignoto e di madre che lo sua bara viaggiò da Parigi a La- to, neppure il «sublime mentito-
un curriculum di tutto rispetto, li d’esordio. Tempestiva apertura dramma). abbandonò alla nascita, uno ranche, a un centinaio di chilome- re» è più tale.
Tuttolibri
Diario di lettura SABATO 4 DICEMBRE 2010
LA STAMPA XI

Aldo Nove

Il cannibale
MIRELLA Tra le mie letture preferite di
SERRI I PREFERITI liceale c’è stato Noi, ragazzi
Picari del sesso si dello zoo di Berlino di Christia-
nasce o si diventa (magari ne F., simbolo della generazio-
leggendo)? Come si diventa
vagabondi dell’eros, tra bon-
f ne che più di tutte fu vittima
dell’eroina. Tutti questi libri
dage, manette, mistress con mi evitavano la solitudine, era-
calze a rete, schiaffoni, umi- no una condivisione di espe-
liazioni, incontri multipli? rienze. Oggi non esiste più la
Un vero nomade di tante figura del tossico monotemati-
violazioni, il 43 enne Aldo co: c’è il politossico che si im-
Nove da Viggiù, da poco in bottisce di più sostanze men-
libreria con la bellissima pe- TIZIANO SCARPA tre allora l’eroina sembrava
ripezia autobiografica La vi- Groppi d'amore una forma di vita alternativa a
ta oscena (Einaudi stile Li- differenza della cocaina che
bero). Gran guitto, arrocca- nella scuraglia aiuta a integrarti, a lavorare.
to nel piccolo studio milane- Einaudi, pp. 109, €9,80. C’era anche la musica a farmi
se vicino ai Navigli, ingegno «Ricco di inventiva, compagnia: i Joy Division,
proteiforme tra divertisse- meraviglioso, aggressivo, The Cure, Lou Reed e David
ment e livore, oscena-mes- insolito. Ci spiazza e ci Bowie. Ascoltavo e mi immer-
appaga» gevo nei Paradisi artificiali di
«Alle medie avevo Charles Baudelaire, nelle Con-
fessioni di un mangiatore d'op-
già fatto due incontri
fondamentali: la poesia
f pio di Thomas De Quincey, mi
gustavo Timothy Francis Le-
ary, il guru delle droghe psi-
contemporanea chedeliche, e Aldous Huxley,
e i giornalini porno»
sa in scena, sputi di sper-
«Da adolescente davo
ma, guanti di lattice, visite le mie poesie alle
a lucciole grasse, basse e SANT'AGOSTINO ragazze. Alcune
con la ricrescita bianca Le Confessioni
(«mi disse “hai fatto bene a le copiavo da Montale
Garzanti, pp. 446, €8,26
venire, anche un giovane co- e dicevo che erano mie»
me te deve divertirsi”») che «Sono pagine che si
i clienti li intrattengono sul- possono leggere e rileggere gran sostenitore degli alluci-
la pasta al sugo («anche le più volte, così intense e nogeni e “padre spirituale”
puttane fanno il sugo, cosa vere. Scritte centinaia di del movimento hippie. Però
credi bello? e quella frase anni fa sembrano “fresche ero anche innamorato della fi-
mi lasciò interdetto»), No- di stampa”». losofia di Hegel, della sue bel-
ve, al secolo Antonio Satta lissime pagine sulla natura. E
Centanin, è un vero combat- proprio questo interesse mi
tente. Come dimostra il suo
pseudonimo «partigiano»,
f portò fuori dalla tossicodipen-
denza».
ricavato dal messaggio che In che modo?
preparò l’ insurrezione di «Mi iscrivo alla facoltà di Filo-
Milano nel ’45, «Aldo dice sofia alla Statale di Milano. La-
26x1» (Nove è la somma di scio la droga per Hegel. Mi aiu-
2, 6 e 1). Fin dai tempi del La vita. Aldo Nove e è nato nel 1967 a Viggiù, piccolo paese al confine con la ta anche l’impegno al patrona-
suo primo parto letterario, Svizzera. Il suo è lo pseudonimo di Antonio Centanin, ricavato dal messaggio che to cattolico e il mio prof, Lucia-
Woobinda, sollevò un gran preparò l' insurrezione di Milano nel' 45, «Aldo dice 26x1» (Nove è la somma di 2, MICHAIL BULGAKOV no Parinetto. Anche la politi-
scalpore per poi diventare 6 e 1). Si è laureato in Filosofia morale alla Statale di Milano. Il maestro ca. Al liceo mi vestivo tutto di
un militante della falange nero con le borchie e mi ac-
armata della «gioventù can- Le opere. E’ appena uscito da Einaudi «La vita oscena» (pp. 160, €15,50).
e Margherita compagnavo a neofascisti stra-
nibale», con Tiziano Scar- Garzanti, pp. 427, €7,65 fatti che ingaggiavano batta-
Esordì nel 1996 con «Woobinda» (Castelvecchi). Un suo racconto è apparso
pa, Niccolò Ammaniti e Isa- nell'antologia (sempre per Einaudi) «Gioventù cannibale». Il suo più ampio «Fu Eugenio Montale a glie con i china (si pronunciava
bella Santacroce. volume di poesia è «Fuoco su Babilonia!» (Crocetti 2003). definre questo romanzo all’inglese i “ciaina”) di sini-
Da allora le sue lance let- "un miracolo che ognuno stra, barbuti, con i capelli
terarie le usa per infilzare e deve salutare con sporchi e i maglioni sdruciti.
commozione”» Poi però, quando ai camerati
«Scomparsi i miei, ponevo interrogativi del tipo
“Vabbè, gli ebrei li dobbiamo
decisi di fare come far tutti fuori, ma mi spiegate
Trakl, uccidermi La «vita oscena» di un dio Pan della letteratura, bocca. Trakl, invece, era il po- perché?”, mi dicevano
eta maledetto innamorato “Rompi, fai troppe domande”.
con la coca, ne sortì solo della sorella cocainomane, Così ho capito che avevo sba-
un’eccitazione erotica» un picaro del sesso, nomade di tante violazioni, morto suicida. Decisi di fare gliato parte e ho indirizzato la
come lui, dopo la scomparsa bussola verso i compagni».
anche per pescare nell’alto un nome di battaglia attinto nella lotta partigiana dei miei genitori, comprai Una vita difficile anche se
e nel basso, nei «sottosuoli» una dose massiccia di polve-
e nelle somme vette, nelle re bianca. Ma era stata taglia- «Ultima vicenda
Confessioni di Sant’Agosti-
no e in Sodoma e Gomorra,
nei gironi dei cocktail più
velenosi, delle benzodiaze-
pine, dell’alcol, degli accop-
piamenti a go-go.
“San Tommaso ta con le anfetamine e scate-
nò in me solo una terribile ec-
citazione erotica. De Sade, in-
vece, lo leggevo secondo le in-
dicazioni di Roland Barthes
in Sade, Fourier e Loyola, co-
passional-intellettuale?
“I Demoni” allestiti
da Peter Stein,
intenso, meraviglioso»

e Hegel più
Un riccioluto e trasgres- me un “catalogo” di situazio-
sivo dio Pan della letteratu- ni molto particolari». con i libri-amici, ancore di
ra italiana, vero self made Però, poi, ecco un nuovo ten- salvataggio, a volte, per non
man - rara avis tra i lettera- tativo di farla finita. morire: li ha usati anche co-
ti italiani -, badante di at- «Espedienti goffi, maldestri, cra- me arma di seduzione?
tempati signori maniaci del vatte annodate, corde sbaglia- «Da adolescente davo le mie
sesso («me ne occupavo te... nessuna efficienza organiz- poesie alle ragazze. Alcune le
presso una struttura reli-
giosa, ci voleva un uomo
perché facevano avances a
tutto spiano anche a me e
bisognava esser robusti e
pronti a difendersi»), auto-
re di testi per una linea a lu-
forti della droga”
perché tutti hanno punti di ria, profumi, giocattoli. Nel braccio”. Alle medie avevo
zativa da parte mia. Solo un ge-
sto per un po’ di attenzione... Mi
sono trovato proprio come Pri-
mo Levi tornato dal campo di
concentramento o come il poeta
ebreo Paul Celan sfuggito an-
che lui alla soluzione finale: tra
copiavo da Montale e dicevo
che erano mie. Loro erano am-
mirate. A una puttana russa
ho regalato L'idiota di Dostoe-
vskij: era colta, frequentava
l’università».
E quando diventa capore-
ci rosse («lavoro molto sti- contatto con la sua particola- giro di due anni, fra i 16 e i 17, già fatto due incontri fonda- la necessità dell’oblio e l’impossi- dattore della rivista «Poe-
molante e creativo, stilavo re biografia. perdo entrambi i genitori. mentali: la poesia contempo- bilità di dimenticare. La lettera- sia» di Crocetti?
brani che creassero un cli- Ecco Antonio-Aldo, un ra- Ero bravissimo a scuola e già ranea e i giornalini porno». tura non aiuta, entrambi sono «Regalavo versi altrui senza
max in crescendo, tipo Bole- gazzino biondo dai grandi e cominciavo per conto mio a Pietre miliari nella sua com- morti suicidi». più addebitarmeli».
ro di Ravel, che però duras- miopi occhi azzurri, uno che tradurre poeti greci e latini. plicata «educazione senti- Un’altra volta «inciampa» in Ultima vicenda passional-in-
sero non più di 8 minuti, se ne stava molto apparta- Da piccolo consumavo tanta mentale», li evoca in queste un atto mancato, una bom- tellettuale?
giusto il tempo di arrivare to: le sue prime strade lette- tv e tanti libri. Verne e Salga- sue ultime pagine, sono bola di gas che esplode. «La visione dei Demoni di Do-
all’apice») e poi operaio alla rarie? E quelle per arrivare ri i primi: a otto anni avevo l’opera del gran Marchese, «Niente di più facile se la ma- stoevskij nell’allestimento di
fresa. Un tipo fragile e co- lontano, agli Inferi? già divorato una cinquantina De Sade, la rivista «Private» neggi quando sei ubriaco e ti Peter Stein, uno spettacolo
riaceo, Nove, per il quale le «Timidissimo, leggevo per di tomi. A spasso ci andavo e George Trakl? sei preso pure qualche pozio- che “lordo” dura 12 e “netto” 8
letture non sono occasioni colmare il vuoto. Balbettavo, portandomi dietro pesanti «”Private” raccontava sem- ne micidiale. Questa storia ore (due pause per mangiare e
effimere e gli autori che con gli altri bambini non mi volumi come la coperta di Li- pre la stessa storia. Una ra- che mi è saltata in aria la casa due per la pipì), meraviglioso,
evoca non sono arredo ma trovavo. Mio padre, Mario nus. Un giorno uno degli an- gazza bellissima che si accop- l’avevo anche scritta in Woo- un’esperienza intensa come
pezzi di vita: con gli scritto- Centanin, era di origini vene- ziani che sostavano al bar mi pia con due o tre giovanotti e binda e tutti quelli che la legge- con i libri: come leggere la
ri percepiti come consan- te; mia madre, Gianna Satta, chiede: “Non sarai mica un nel finale c’è la fanciulla che vano, ridevano... non credeva- Summa teologica di Tommaso
guinei è stato compagno di veniva dalla Sardegna. Ave- testimone di Geova? Giri sorride al lettore con il liqui- no fosse vera. Nella tragedia d’Aquino alternata a Hegel, co-
strada, di orrore e di errore vano aperto un’edicola: libre- sempre con i libri sotto il do seminale che le cola dalla c’è sempre un risvolto comico. sa desiderare di più?».