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di Angier

Guida ai film di Natale


Edizione 2010

"Jingle bells, jingle bells, jingle all the way..." Le familiari parole di una classica canzone natalizia
ci ricordano - nel caso non lo avessero già fatto a sufficienza i prematuri addobbi che da quasi un
mese affollano i centri commerciali delle nostre città - che il Natale è oramai alle porte. L'attempato
ma sempre energico Santa Claus alias Babbo Natale si prepara a farci visita portandosi dietro il
consueto carico di regali tintinnanti, e quale modo migliore per onorarlo che cimentarsi con
suggestive maratone di film a lui dedicati? Dobbiamo ammetterlo: tra tutti i media, il cinema è
quello che più di tutti riesce a incarnare quel senso di magia, incanto, stupore e sogno tipici del
Natale. Per questo motivo, Split Screen vi offre un grande "special" natalizio con tanti consigli
cinematografici per farvi avvolgere dalle atmosfere magiche di queste festività. Enjoy!

Angier

AVVERTENZE

La presente guida non pretende di fornire un elenco esaustivo di tutti i film di ambientazione
natalizia, ma soltanto una personale selezione di pellicole che ho trovato particolarmente
interessanti o divertenti.

II

Le schede di Trappola di Cristallo e Batman Returns sono state realizzate da Borden, che ringrazio.

III

Le immagini utilizzate a corredo delle schede sui film appartengono ai singoli proprietari. Il loro
utilizzo all’interno della presente guida risponde a funzioni di carattere puramente descrittivo ed è
pienamente in linea con la pratica del fair use.

SPLIT SCREEN – LE DUE FACCE DEL CINEMA II


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Indice

Natale da brividi Natale d’animazione

4 Black Christmas 17 Toy Story

5 Natale di sangue 18 Polar Express

6 - 2 livello del terrore


Natale da ridere

Natale da duri 19 Elf

20 C’eravamo tanto odiati


7 ll nostro Natale
21 Una promessa è una promessa
8 Regalo di Natale
22 The Family Man
9 Trappola di cristallo
23 Love Actuallly

Natale con i classici Natale dark

10 Una poltrona per due 24 Gremlins

11 Miracolo sulla 34esima strada 25 Nightmare Before Christmas

12 La vita è meravigliosa 26 Batman Returns

13 Mamma ho perso l’aereo


Natale senza freni
14 Una storia di Natale

15 La più bella storia di Dickens 27 Go

16 I ragazzi di Dicembre

SPLIT SCREEN – LE DUE FACCE DEL CINEMA III


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Natale da brividi

BLACK CHRISTMAS (1974) di Bob Clark

TRAMA: Canada. Alla vigilia delle vacanze di Natale, uno psicopatico


pluriomicida semina il terrore in un collegio femminile, minacciando le
ragazze con telefonate oscene e uccidendole una ad una con metodi sadici e
raccapriccianti.

COMMENTO: Un classico del genere “slasher” assieme ad Halloween di


John Carpenter, il film di Bob Clark è uno snervante gioco al gatto e al topo
che si destreggia egregiamente tra gli stilemi caratteristici di questo genere: il
raffinato sadismo nei confronti della vittima designata, l’ironia impietosa che
si accompagna all’escalation omicida. Tutti temi ripresi alla fine degli anni ’90 da un altro film-
rivelazione del genere: Scream.

Voto Angier:

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NATALE DI SANGUE (1984) di Charles E. Sellier Jr.

TRAMA: Billy Chapman, un ragazzino che da piccolo ha assistito all’omicidio


dei suoi genitori da parte di un delinquente travestito da Babbo Natale, cresce
in un orfanotrofio sotto il controllo di suore inflessibili, tra rigidi dogmi morali
e un profondo senso di inadeguatezza interiore. Una volta adulto, Billy trova
lavoro in un negozio di giocattoli. Tutto sembra andare bene, e lui si è perfino
innamorato della collega Pamela. Ma all’improvviso, accade qualcosa: Billy è
costretto a indossare un costume da Babbo Natale per partecipare a una
campagna pubblicitaria promossa dal negozio, e qualcosa dentro di lui si
accende: una furia omicida che sarà impossibile fermare.

COMMENTO: Ci troviamo di fronte a un altro classico dell’horror natalizio (sia pure in chiave più
rozza di Black Christmas), scelta obbligata per chiunque voglia prepararsi alle feste con un sano tuffo
nello splatter d’annata. La forza simbolica di SNDN sta innanzitutto nella scelta di capovolgere lo
stereotipo natalizio di Babbo Natale, che ci viene presentato non più come un generoso, bonario e
rassicurante omaccione, ma come un maniaco armato di ascia che semina morte e terrore scegliendo
le sue vittime in base a un distorto tabù ereditato dai precetti di una suora troppo severa e impietosa:
il sesso come macchia indelebile da lavare via…col sangue.

Voto Angier:

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- 2 LIVELLO DEL TERRORE (2007) di Franck Khalfoun

TRAMA: Brutta disavventura per una manager di successo che si è trovata a


lavorare in ufficio fino a tardi la sera della vigilia di Natale. Una volta scesa
nel parcheggio sotterraneo del palazzo che ospita la sua azienda, la donna
scopre infatti che la sua macchina non parte. Ben presto, capirà di essere
finita nel mirino di un guardiano psicopatico deciso a giocare al gatto e al
topo con lei. L’unica speranza, per Angela, è trovare una via di fuga dal
livello sotterraneo del parcheggio (il “-2” per l’appunto) e mettersi in salvo.
Ma tutti i cancelli sono sbarrati, l’intero edificio è disabitato e nessuno può
sentirla chiamare aiuto eccetto il suo aguzzino…

COMMENTO: Diretto da Franck Khalfoun e sceneggiato da Alexandre Aja (regista del remake di
“Le colline hanno gli occhi” e del terrificante “Riflessi di paura”), “-2 livello del terrore” è un
discreto horror adrenalinico che fa leva su un classico meccanismo del cinema “de paura”: proiettarci
in una situazione incredibilmente familiare, di stretta quotidianità, ma al tempo stesso paradossale e
per noi inconcepibile. In fondo, tutti noi saremmo pronti a liquidare come una scemenza la possibilità
di trovarci imprigionati in un parcheggio sotterraneo alle prese con un killer psicopatico. Eppure, chi
di noi non si è mai sentito a disagio trovandosi all’interno di un posto simile, magari a sera tarda e
senza nessuno in giro? Il film ci consente insomma di sperimentare catarticamente “cosa
succederebbe se….”. E per farlo, affida l’azione all’affilato script di Aja e alla performance
convincente di Wes Bentley e Rachel Nichols.

Voto Angier:

Raccomandati Se Vi Piacciono: Racconti dalla tomba (1972); El día de la bestia (1995); Sint
(2010); Santa's Slay (2005); L'ultimo treno della notte (1975); Bambola assassina (1988).

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Natale da duri

IL NOSTRO NATALE (2001) di Abel Ferrara

TRAMA: New York. Mentre il Natale è alle porte, un trafficante di eroina


latinoamericano sta preparando un grosso carico di droga che verrà poi
distribuita nelle strade della Grande Mela. Nonostante i dubbi della moglie
riguardo alle implicazioni etiche e morali di quel tipo di attività, i sogni di
ricchezza prospettati dallo spaccio di droga hanno la meglio. Tuttavia, sul più
bello, l’uomo viene rapito e tenuto in scacco da una gang che chiede un
grosso riscatto in cambio della sua libertà.

COMMENTO: Abel Ferrara ci conduce in un tour guidato nella New York che
conosce meglio, quella dei bassifondi, quella delle scelte morali discutibili e dello scendere a
compromessi con i peggiori crimini pur di tirare avanti. Un film affilato, teso fino all’ultimo, diretto
come un pugno nello stomaco. E proprio per questo, portatore di una sua morale strampalata, di una
saggezza intrinseca. La saggezza della strada.

Voto Angier:

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REGALO DI NATALE (1986) di Pupi Avati

TRAMA: Alla vigilia di Natale, quattro amici di vecchia data si riuniscono


assieme ad un misterioso “avvocato” nell’atmosfera surreale di una villa
fuori città per dare inizio a una snervante partita di poker. Sul piatto non ci
sono solo i reciproci capitali e le speranze di ascesa economica, ma anche
vecchi rancori, antiche rivalità e conti in sospeso tra i componenti del gruppo
d’amici.

COMMENTO: Un lucido, tagliente capolavoro firmato Pupi Avati. Il regista,


artefice di una nutrita filmografia che alterna rare perle horror a pellicole
intrise di una nostalgia tutta emiliana, raggiunge qui uno dei suoi apici di introspezione sulla natura
umana. Interpretazioni eccellenti in questo film composto da un cast al 99% maschile: dall’immenso
Carlo Delle Piane al più che discreto Diego Abatantuono - che trovò proprio in questo film un
trampolino di lancio verso il cinema “serio” – dall’ottimo Gianni Cavina al sempre in gran forma
Alessandro Haber. Un grande classico da rivedere o da scoprire per la prima volta.

Voto Angier:

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TRAPPOLA DI CRISTALLO (1988) di John McTiernan

TRAMA: John McLane è un bravo sbirro, ma la sua vita coniugale è un po'


incasinata. La sua volitiva moglie Holly lo invita, dopo mesi di distacco
dovuti a impegni lavorativi, a raggiungerla a Los Angeles per passare il
Natale insieme e cercare di alleviare le tensioni tra loro. McLane si presenta
allora a sorpresa alla festa nel grattacielo della Nakatomi, sede di lavoro della
moglie. Quando le cose sembrano mettersi per il verso giusto però, un gruppo
di terroristi isola l'edificio con tutti i convitati al suo interno. Ma non hanno
fatto i conti con John McLane.

COMMENTO: Un classico dell'action noto a tutte le latitudini, e una scelta banale. Inutile mettersi qui
a tesserne le lodi. Se siete fan dei film d'azione, probabilmente lo siete diventati vedendo questo film.
Se siete fan di Bruce Willis, idem. Certo il film è visivamente un po' datato, ma rimane un caposaldo
del genere, ironico, violento, claustrofobico. Davvero, non saprei che altro aggiungere. (Borden)

Voto Borden:

Raccomandati Se Vi Piacciono: Frozen river - Fiume di ghiaccio (2008); The Ice Harvest (2005);
Kiss Kiss Bang Bang (2005).

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Natale con i classici

UNA POLTRONA PER DUE (1983) di John Landis

TRAMA: Quella di Louis Winthorpe III è una vita che tutti gli invidiano:
broker di successo a Wall Street, frequentatore della mondanità newyorchese,
fidanzato con bella ed elegante rampolla della società upper-class di
Manhattan. Tutto sembra perfetto, come nel migliore dei sogni. Almeno fino a
quando i fratelli Duke, anziani e cinici datori di lavoro di Louis, non decidono
di cimentarsi con un diabolico esperimento: scambiare il ruolo del loro pupillo
con quello di un poveraccio qualunque pescato dai bassifondi: Billy Ray,
delinquente di colore che tira avanti con ruberie e spaccio. Grazie a
un’elaborata messinscena, i fratelli Duke riescono a far incriminare Winthorpe
e a farlo precipitare dalle stelle alle stalle. Al tempo stesso assumono Billy Ray, lo ripuliscono e gli
affidano il ruolo lavorativo, i benefici e lo status sociale di Winthorpe. Mentre il nero si crogiuola nel
lusso appena acquisito e l’ex-broker caduto in disgrazia naviga nella miseria e nel crimine, il destino
ha in serbo per loro una grossa sorpresa.

COMMENTO: La commedia di John Landis è un inossidabile classico natalizio. Lo è al punto che il


suo consueto inserimento nel palinsesto televisivo (storicamente su Italia1, ma da alcuni anni anche
su Sky) ha quasi il sapore di una cerimonia di inaugurazione delle festività natalizie, al pari degli
addobbi sulla porta e dell’albero in salotto. La raccomandazione è, dunque, di non perdervi nemmeno
quest’anno il viaggio nel grande cinema d’intrattenimento americano anni ’80 offertoci da Landis e
soci, quello che ha fatto e continua a fare scuola. Quello che ha svezzato tutta la generazione dei Seth
Rogen e dei Judd Apatow che ci fanno scompisciare – ma anche riflettere – da un paio d’anni nei
cinema.

Voto Angier:

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MIRACOLO SULLA 34ESIMA STRADA (1994) di Les Mayfield

TRAMA: La piccola Susan, sei anni, comincia a nutrire dei dubbi


sull’esistenza di Babbo Natale dopo che sua madre le ha rivelato la verità
sull’anziano benefattore dalla barba bianca. E ora che un'altra Vigilia è alle
porte, Susan ha smesso di aspettarsi grossi regali. Ma un incontro inatteso
l’attende dietro l’angolo. Di lì a poco, la bambina riceverà il dono più
prezioso che esista: la capacità di tornare a credere, e sognare.

COMMENTO: Remake di un must natalizio del 1947, il film di Attenborough


impasta assieme i tradizionali temi legati alle festività e alla loro figura
cardine: il vecchio barbuto in tenuta rossa e bianca in arrivo dalla Lapponia con la sua slitta trainata
da renne e il suo carico di regali per i bambini di tutto il mondo. Retorica e facili sentimentalismi
sono certamente dietro l’angolo, ma anche una onesta celebrazione della semplicità e della genuinità
che ispirano tradizionalmente il Natale.

Voto Angier:

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LA VITA E' MERAVIGLIOSA (1946) di Frank Capra

TRAMA: George Bailey ha trascorso tutta la vita nella piccola cittadina di


Bedford Falls, e per quella cittadina – ma soprattutto per il bene dei suoi
abitanti - ha sacrificato tutto. A partire dalle sue aspirazioni. Bailey ha infatti
dovuto lasciar perdere i suoi sogni di gloria per mandare avanti la modesta
cooperativa di risparmio fondata dal padre. Ma alla vigilia di Natale lo zio
Billy, suo socio nell’attività, smarrisce una grossa somma, 8000 dollari, senza
i quali la cooperativa finirà nelle mani dell’avido e ricco imprenditore Henry
Potter. Bailey è disperato e sull’orlo del suicidio, quando un angelo cade
letteralmente dal cielo per mostrargli quale sarebbe stato il destino degli
abitanti di Bedford Falls se lui non fosse mai esistito. L’angelo mostrerà a George quanto lui sia
importante per la comunità, e quanto gli affetti e la stima della gente possano rendere la vita
meravigliosa.

COMMENTO: C’è poco da dire che non risulti superfluo, su questo capitolo fondamentale del cinema
di Frank Capra, illustre e indimenticato cantore dei buoni sentimenti e della gioia di vivere che
alberga nel profondo di ogni essere umano. Classe, eleganza e una poetica tanto genuina quando
luminosa e toccante sono impressi in ogni fotogramma della pellicola, da ammirare con sguardo
nostalgico e grato verso un cinema fatto con il cuore e la passione di un umile artigiano.

Voto Angier:

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MAMMA HO PERSO L'AEREO (1990) di Chris Columbus

TRAMA: La famiglia McCallister si prepara a partire per una vacanza a


Parigi, dove trascorrerà le festività natalizie: la comitiva è decisamente
numerosa e include zii, cugini, figli e nipoti. Ma nella fretta della partenza,
e a causa di un piccolo imprevisto (una sveglia che non suona perché messa
fuori uso da un blackout), i coniugi McCallister “dimenticano” a casa il loro
figlio più piccolo, Kevin. Una volta scoperto l’abbandono, il ragazzino
realizza che può fare finalmente tutto quello che vuole, senza le soffocanti
preoccupazioni materne e senza le continue angherie del prepotente fratello
maggiore. Mentre il piccolo Kevin si diverte inventandosi passatempi
sempre più spassosi, mangiando dolci a volontà e guardando vecchi film di gangster, due “topi
d’appartamento” hanno messo gli occhi sull’abitazione dopo aver capito che il bambino è rimasto a
casa da solo.

COMMENTO: Altro classicone oramai imprescindibile nel palinsesto natalizio delle principali
emittenti, questa “Commedia di famiglia senza la famiglia” (come recitava lo slogan sui poster
cinematografici del film) è una gioiosa sarabanda di equivoci, sorprese, colpi di scena e cambi di
ritmo. A sorreggere l’intera pellicola è il faccino pulito e incredibilmente espressivo di Macaulay
Culkin, entrato nella storia del cinema americano e nell’immaginario collettivo grazie al ruolo del
piccolo Kevin. E poi, diciamocelo: chi, vedendo questo film, non si è ricordato di qualche fortunata
circostanza nella quale, rimasto a casa senza genitori, fratelli o parenti, ha assaporato attimi di totale e
gioiosa libertà? Si tratta insomma, di un’appassionata elegia dell’infanzia e delle cose straordinarie e
avventurose che possono capitare a quell’età, specie in un periodo foriero di doni inaspettati come il
Natale.

Voto Angier:

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UNA STORIA DI NATALE (1983) di Bob Clark

TRAMA: Nella cittadina di Hohman, nell’Indiana degli anni ‘40, il piccolo


Ralphie ha le idee chiare sul dono che gli piacerebbe ricevere per Natale:
un fucile ad aria compressa della serie “Red Rider”. Ma i suoi genitori, e in
ultima analisi perfino lo stesso Santa Claus, sono intenzionati a fargli
cambiare idea sul regalo, facendogli capire che si tratta di un oggetto
pericoloso…

COMMENTO: Poco conosciuto e scarsamente diffuso qui da noi, questo


film è tra gli imprescindibili di Natale negli Usa. Merito della sua
rievocazione dello spirito genuinamente americano delle festività e del suo affresco sentimentale
degli Stati Uniti alla metà del secolo, tra retorica campanilista, richiami alla morale comune e inni
alla buona vecchia tradizione delle festività natalizie.

Voto Angier:

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LA PIÙ BELLA STORIA DI DICKENS (1970) di Ronald Neame

TRAMA: La celeberrima opera di Charles Dickens, “A Christmas Carol”,


viene portata sul grande schermo in questo musical che racconta la vicenda
dell’avaro Ebenezer Scrooge e dei tre spiriti che gli fanno visita durante la
vigilia di Natale.

COMMENTO: Acclamato dalla critica al momento della sua uscita nei


cinema, il film ha fruttato al protagonista Albert Finney il Golden Globe
come Miglior Attore in un Musical/Commedia. Disseminato delle
tradizionali arie natalizie qui riproposte con grande verve evocativa, dal
classico “A Christmas Carol” che apre la pellicola a “I’ll begin again” che la chiude, il film è un
fedele adattamento della storia di Dickens. Con un’eccezione: la scena del cimitero, qui estesa oltre le
intenzioni originali dell’autore e dotata di un’atmosfera davvero terrificante, non a caso è stata spesso
censurata o tagliata nelle varie proiezioni o edizioni del film.

Voto Angier:

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I RAGAZZI DI DICEMBRE (2007) di Rod Hardy

TRAMA: Tratto dall’omonimo romanzo di Michael Noonan, il film ruota


attorno alle vicende di quattro orfani che, nell’Australia degli anni ’60,
lasciano temporaneamente il loro orfanotrofio per trascorrere le vacanze di
Natale lungo la costa. I “Ragazzi di Dicembre” (così chiamati perché tutti
quanti sono nati nell’ultimo mese dell’anno) hanno così la possibilità di
trascorrere un periodo di svago e divertimento, ma improvvisamente una
notizia irrompe nel loro idillio costiero scompaginando gli equilibri e i legami
tra gli orfani: sembra infatti che una famiglia del luogo sia disposta ad
adottare uno degli sfortunati trovatelli. Ma a chi, tra loro, toccherà questo
inestimabile dono natalizio?

COMMENTO: Il film di Rod Hardy è stato un vero fiasco al box office nonostante la ragguarvevole
campagna promozionale avviata in patria (e non solo) e alla presenza nel cast di Daniel Radcliffe, il
maghetto più famoso del cinema contemporaneo. Tra i motivi per cui secondo me vale la pena
“recuperarlo”, spiccano senza dubbio gli splendidi scenari della selvaggia natura australiana, sfondo
vivace e sempre “mobile” alle vicende della pellicola; e il tocco delicato, struggente e malinconico,
con cui viene condotta la narrazione. Tra riti di passaggio e la scoperta delle prime pulsioni sessuali,
una sorta di Stand By Me di ambientazione australiana. Lodevole anche la performance di Radcliffe,
capace di variegate e non banali sfumature espressive.

Voto Angier:

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Natale d'animazione

TOY STORY (1995) di John Lasseter

TRAMA: Andy è un ragazzino dotato di una fervida fantasia che adora


passare il tempo in compagnia dei suoi giocattoli, specialmente con un
pupazzo di nome Woody. Quello che tuttavia Andy non sa, è che i suoi
giocattoli sono vivi, e si animano quando lui non c’è. In particolare Woody,
un affabile sceriffo-giocattolo, è molto soddisfatto della sua vita con Andy:
l’unica cosa che lo preoccupa è il trasloco che la famiglia del ragazzino sta
per mettere in atto. Woody dovrà infatti stare attento, come pure gli altri
giocattoli, di non venire perduto o smarrito nel trasloco. A complicare le cose
però, c’è il nuovo giocattolo di Andy, donatogli per il suo compleanno. Si
tratta di Buzz Lightyear, un sofisticato pupazzo elettronico con le sembianze di un robusto “space
ranger”. Buzz è dotato di luci intermittenti e può parlare. Ma, cosa più importante di tutte, è convinto
di essere una persona reale e non un giocattolo. Il suo atteggiamento spavaldo e bellicoso darà inizio
a una vera e propria guerra tra i giocattoli presenti in casa di Andy, tra momenti esilaranti e
mirabolanti colpi di scena.

COMMENTO: Film epocale nella storia del cinema d’animazione – è considerato il primo a essere
realizzato interamente in CGI (grafica omputerizzata), in quel lontano 1995 in cui nessuno
immaginava quali “meraviglie” tecnologiche stavano per affacciarsi in questo mondo – Toy Story è
innanzitutto una commedia per famiglie godibilissima e dal ritmo incalzante. La sua capacità di
portare lo stile e le dinamiche del cinema d’animazione a un livello superiore è una virtù per cui
l’accoppiata Disney/Pixar (come pure il regista John Lasseter) è divenuta famosa in tutto il mondo. A
stupire è anche la qualità dello script, che riesce a giocare con ironia e intelligenza sugli stereotipi
dell’immaginario americano e su quel pizzico di follia e spregiudicatezza che rendono impossibile
non amare il Paese a stelle e strisce.

Voto Angier:

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POLAR EXPRESS (2004) di Robert Zemeckis

TRAMA: Un ragazzino scettico sull’esistenza di Babbo Natale si imbarca, la


vigilia di Natale, sul Polar Express, un treno magico diretto al Polo Nord,
dove si trova la casa di Santa Claus. Lo attende un’avventura mozzafiato
dove niente è prevedibile e dove ogni cosa brilla dello straordinario incanto
che anima l’infanzia di ogni uomo.

COMMENTO: Costato 170 milioni di dollari e realizzato con un’avanzata


tecnica di animazione digitalizzata in 3d (modellata sulla recitazione di
attori in carne ed ossa come Tom Hanks, protagonista della pellicola), il
film si ispira alla pluripremiata storia illustrata di Chris Van Allsburg. Zemeckis riesce a restituire le
atmosfere sognanti e la gioia senza tempo legata allo spirito natalizio, ma non convince fino in fondo
la sua tecnica di animazione, che risulta ancora un po’ forzata e innaturale. In definitiva, un buon film
che non mancherà di soddisfare gli appassionati del genere “Christmas movie”.

Voto Angier:

Raccomandati Se Vi Piacciono: A Christmas Carol (2009); Tokyo Godfathers (2003); Shrekkati


per le feste (2007) (TV).

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Natale da ridere

ELF (2003) di Jon Favreau

TRAMA: Buddy era solo un piccolo orfano quando è fuggito dall’istituto


che lo ospitava nascondendosi in uno dei sacchi utilizzati da Babbo Natale
per trasportare i doni. Giunto al Polo Nord, è stato poi allevato dagli elfi
nonostante la sua sbalorditiva “stazza” umana. Diventato adulto però, Buddy
comincia a farsi delle domande su sé stesso e sulle sue “radici”. Per
accontentarlo, Babbo Natale gli dà il permesso di viaggiare fino a New York
per conoscere il suo vero padre. Una volta giunto nella Grande Mela, Buddy
non solo rimarrà esterrefatto dalle meraviglie e dalla vitalità della metropoli,
ma dovrà anche fare i conti con il padre, un individuo a dir poco burbero e
dallo stile di vita non proprio esemplare.

COMMENTO: Nello stile di Jon Favreau, una commedia dotata di grande ritmo e ironia che riesce a
esaltare le qualità umoristiche di Will Ferrell, un autentico veterano del Saturday Night Live. Pochi
altri avrebbero potuto vestire un ridicolo costume da elfo per 95 minuti e rimanere in parte, dando
carburante alle molte trovate esilaranti e alle gag politicamente scorrette di cui il film è disseminato.

Voto Angier:

SPLIT SCREEN – LE DUE FACCE DEL CINEMA 19


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C'ERAVAMO TANTO ODIATI (1994) di Ted Demme

TRAMA: Gus è uno scalcagnato “topo d’appartamenti” che la sera di Natale si


introduce nell’abitazione di due coniugi con l’intento di fare piazza pulita di
gioielli e preziosi. Sarà però costretto a prenderli in ostaggio, legandoli
insieme in salotto, per poter proseguire indisturbato nella sua opera di
“pulizia”. Ma ben presto, la situazione subisce una svolta inaspettata.
Accortosi che i due sposini non la smettono di litigare, Gus, innervosito,
cerca di capire quale sia il problema tra loro. Finirà, suo malgrado, a
improvvisarsi consulente matrimoniale per mediare tra le lamentele, i
risentimenti e i rancori tra i due.

COMMENTO: Dal compianto regista Ted Demme, una dark-comedy poco conosciuta ma in grado di
regalare emozioni e divertimento. Denis Leary è portentoso nell’interpretare questo rapinatore
nevrotico che si accorge di aver a che fare con una coppia di persone ancora più “incasinate” di lui.
L’unità d’azione e di spazio – il film si svolge in una notte nel salotto della coppia – garantisce un
impianto quasi teatrale che fa leva quasi esclusivamente sui dialoghi e sulla bravura degli attori (non
solo Leary, ma anche Kevin Spacey e Judy Davis) per dare vita a un’irresistibile, speziatissima
commedia.

Voto Angier:

SPLIT SCREEN – LE DUE FACCE DEL CINEMA 20


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UNA PROMESSA È UNA PROMESSA (1996) di Brian Levant

TRAMA: Per farsi perdonare di non essere stato presente al saggio di karate
del figlio, Howard Langston gli ha promesso che per Natale gli avrebbe
regalato ciò che più desidera: un esemplare del celebre robot giocattolo
Turbo Man. Ma proprio alla vigilia di Natale, Langston realizza di essersi
dimenticato di acquistare il giocattolo, che oramai è andato a ruba in tutti i
negozi e risulta perciò praticamente introvabile. Ma “una promessa è una
promessa”, così Langston parte per una ricerca affannosa e inarrestabile del
famigerato robot, cimentandosi con prove e sfide degne di un Ercole
moderno per tenere fede alla sua parola e riconquistare la fiducia del figlio.

COMMENTO: Parecchio bistrattata in patria (e a mio parere, ingiustamente), questa commedia con
protagonista l’ormai iconico Schwarzie offre un’efficace satira della febbre da acquisti natalizi tipica
di tutte le nazioni industrializzate e, a maggior ragione, dell’iperconsumistica America. Tra gag,
imprevisti, sforzi sovrumani per mettere le mani sull’agognato regalo, gli appena 89 minuti di durata
della pellicola scorrono via veloci e quasi inavvertiti. Merito anche di uno Schwarzie gigione ma
inequivocabilmente spassoso.

Voto Angier:

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Guida ai film di Natale
Edizione 2010

THE FAMILY MAN (2000) di Brett Ratner

TRAMA: Jack Campbell è un pezzo grosso di Wall Street, uno scaltro


affarista che grazie alla sua abilità è riuscito a conquistarsi un attico da urlo
a Manhattan, un guardaroba da capogiro e una Ferrari in garage. Ma è anche
un uomo solo, privo di veri amici, al quale il lusso e la ricchezza hanno in
qualche modo inaridito l’anima. Un giorno, nel periodo più magico
dell’anno, quando anche i miracoli sembrano diventare “ordinaria
amministrazione” e la neve porta con sé uno strano senso di benedizione, un
inatteso Uomo della Provvidenza (Don Cheadle) regala un’altra opportunità
a Jack e gli offre un assaggio della sua “vita alternativa”. Quella che
avrebbe cioè potuto costruire, come ordinario ma felice padre di famiglia con casetta in periferia, se
avesse sposato la sua storica fidanzata del college.

COMMENTO: Una commedia orchestrata ad arte che porta al suo interno un’anima decisamente
“dickensiana”, la pellicola di Brett Ratner è divenuta negli anni un must natalizio: merito della prova
convincente di Nick Cage e Tea Leoni nonché del carisma di Don Cheadle, dell’energia e del vigore
intellettuale che animano i passaggi serrati e incalzanti dello script e delle suggestioni fiabesche
sparse a piene mani sullo sfondo di una New York tempestata di meravigliosi fiocchi di neve.
Davvero un film da non perdere.

Voto Angier:

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Edizione 2010

LOVE ACTUALLY (2003) di Richard Curtis

TRAMA: Ambientato a Londra durante le settimane che precedono il Natale,


il film di Richard Curtis segue le vicende di otto personaggi impegnati in una
spasmodica ricerca dell’amore “per davvero”. Personaggio centrale è il
neoeletto Primo Ministro, David (Hugh Grant), innamorato della sua
domestica Natalie ma incapace di dichiararsi. Attorno a loro ruota una
galassia di strampalati comprimari: dalla vecchia leggenda del rock’n’roll
Billy Mack (Bill Nighy) ai freschi sposini Juliet (Keira Knightley) e Peter
(Chiwetel Ejiofor) fino all’affermato manager Harry (Alan Rickman) alle
prese con le attenzioni della sua provocante segretaria Mia (Heike Makatsch).

COMMENTO: Il film di Richard Curtis è una commedia sentimentale leggera e godibilissima,


ampiamente “digeribile” anche per chi non ama il genere. Merito della bravura e dell’empatia che
sprigionano alcuni attori (in primis Bill Nighy e Gregor Fischer, ma anche Colin Firth ed Emma
Thompson) e di un’azzeccatissima parodia di un classico brano d’amore britannico come “Love Is
All Around”. I dialoghi sono sapidi e pieni di ritmo, intrisi di un humour tipicamente inglese che
trova il suo terreno fertile in imbarazzanti equivoci, maliziosi doppi sensi e sottili allusioni.
Consigliatissimo a chi vuole trascorrere un Natale tra atmosfere sofisticate e divertenti.

Voto Angier:

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Natale dark

GREMLINS (1984) di Joe Dante

TRAMA: Randy Peltzer, inventore casinista e amorevole padre di famiglia,


decide di sorprendere il figlio Billy con un dono natalizio davvero
inaspettato. Recatosi in un bizzarro e misterioso negozio di chincaglierie
cinesi, Randy ne esce con una scatola al cui interno è rinchiuso uno
stranissimo animale: Gizmo, un cucciolo di Mogwai. Per tenere con sé
l’esemplare di questa antica e sconosciuta specie, Billy dovrà attenersi a 3
regole fondamentali: Gizmo non deve mai essere esposto alla luce diretta,
non va assolutamente immerso in acqua o bagnato e non bisogna mai
dargli da mangiare dopo mezzanotte. Più facile a dirsi che a farsi, e infatti
prima o poi Billy finisce con l’infrangere inavvertitemente le regole impartitegli dal negoziante
cinese, scatenando nella piccola cittadina di provincia dove vive un’orda di “gremlins”, malvagi
mostriciattoli dotati di un’ironia davvero letale nel perseguitare e aggredire gli umani.

COMMENTO: Anche in questo caso, non c’è molto da dire che non vada a sovrapporsi alla ormai
consolidata fama del film di Joe Dante. Divertente, scorretto, intriso di una magia tipicamente anni
’80 e attraversato da un’irresistibile vena di comicità tagliente, questa pellicola è un piacere per gli
occhi nonchè la perfetta messinscena di un “incubo natalizio” visto in un’ottica inequivocabilmente
e meravigliosamente rock’n’roll.

Voto Angier:

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THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS (1993) di Tim Burton

TRAMA: Jack Skellington, il temibile Re delle Zucche, sovrano assoluto di


Halloweentown, è ormai stanco di ripetere ogni anno la paurosa festività
della quale è maestro indiscusso. Perciò quando un giorno si imbatte per
caso nella cittadina di Christmastown (Città del Natale), nella sua mente
prende subito forma una decisione: sostituirsi a Babbo Natale per dare un
tocco molto personale a quella celebre tradizione. Per realizzare il suo piano,
rapisce perciò Santa Claus e si autoincarica di distribuire ai bambini alcuni
doni decisamente “inediti” e alternativi.

COMMENTO: Pietra miliare del cinema d’animazione (ma anche del cinema
tout-court), NBC è un gioiellino dark che scaturisce da una miracolosa congiuntura astrale: la
collaborazione cioè tra Tim Burton – ispirato tessitore di sogni “cadaverici” e illusioni gotiche – ed
Henry Selick, regista dotato di in autentico “magic touch”, come dimostra anche il suo ultimo
capolavoro Coraline. Ci troviamo insomma di fronte a una deliziosa e golosissima fiaba dark, da
guardare e riguardare con ammirazione e (in)colpevole piacere.

Voto Angier:

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Edizione 2010

BATMAN RETURNS (1992) di Tim Burton

TRAMA: A Gotham City ormai si respira aria di Natale, quando ecco


scatenarsi l'inferno. Emerge la minaccia del mostruoso Pinguino, alleato col
perfido industriale Max Shreck; e poi c'è Catwoman, selvatica femme fatale
in piena crisi di nervi e di identità; Inutile dire che toccherà a Batman
affrontare la situazione, ancora una volta.

COMMENTO: Letteralmente adorato dalla critica e da molti seguaci di Tim


Burton, Batman il Ritorno è più un film d'autore che un blockbuster. E forse
questo squilibrio è anche il suo limite, visto che la sceneggiatura e i più
elementari meccanismi narrativi appaiono trascurati, soprattutto se paragonati alla cura con cui il
tocco personale dell'autore viene impresso a fuoco in ogni fotogramma della pellicola. Ma rimane
comunque incantevole il contrasto tra l'atmosfera natalizia, perennemente ricordata dalla coltre di
neve che imbianca una Gotham City di stregata bellezza, e l'oscurità di una favola nera e sinistra, che
però ha più a che vedere con Burton che con Batman. Visivamente superbo, colonna sonora da
capogiro. (Borden)

Voto Borden:

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Edizione 2010

Natale senza freni

GO (1999) di Doug Liman

TRAMA: Un gruppo di giovani californiani intreccia le proprie esistenze sullo


sfondo della notte di Natale, dando vita a un cocktail stralunato di pericolo,
divertimento sfrenato, ricerca dello sballo e (quasi) tragici imprevisti. Le storie dei
protagonisti Ronna, Claire, Simon, Adam e Zack ci vengono raccontate dai
rispettivi punti di vista, in un gioco a incastri che non lascia tregua allo spettatore.

COMMENTO: “La vita comincia alle 3 di notte” è l’incisiva tagline di questo film
diretto da Doug Liman, regista a suo agio sia con la commedia sia con i film
d’azione. E infatti, questo “Go” è un folle trip di avventure, pericoli mortali,
situazioni assurde, personaggi improbabili e inattese svolte narrative che viene portato avanti a ritmi
pazzeschi solo grazie a una regia esperta e a una convincente prova corale degli attori. Dialoghi azzeccati,
montaggio serrato, satira a tratti corrosiva. C’è tutto l’occorrente per un Natale cinematograficamente
alternativo.

Voto Angier:

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