Masseria Bosco di Makyva

A cinque minuti da un mare trasparente come quello delle Maldive e collegato con un canale ai laghi Alimini, la Masseria di Michele Girani “Bosco di Makyva” si trova a quindici chilometri da Otranto in pieno Salento tra alberi di agrumi (aranceti e limonaie) e ulivi secolari. Una Masseria immersa nella natura e nella pace del luogo. Due le novità oltre alla tipica cucina salentina proposta da cuoche locali, una grande piscina all’interno del parco e un percorso salute lungo un chilometro che si snoda all’interno del bosco tra gli alti muretti a secco, tipici del leccese. Ci si arriva lungo la strada comunale del Bosco di Coppola- frazione di Borgagne. 73026 Melendugno (Lecce) tel-fax 0832.811002 - info@ makyva.it – www-makyva.it

E oggi, come ti vedi?
Comunque tu ti veda, Rai c’è.
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il Falco del Salento

Il Falco del Salento

Leonardo Mattioli Editoriale

PERCHÈ FALCO DEL SALENTO?
Il giornale che avete in mano si chiama Falco del Salento perchè ha l’ambizione di voler agire come quell’uccello predatore. Volare alto per poter osservare meglio il territorio e lanciarsi sulla preda quando c’è qualcosa che non va o che non funziona per portarla a conoscenza di tutti i lettori. Insomma vogliamo contribuire a rendere sempre più gradevole il Salento che in questi ultimi anni ha avuto un boom turistico e che è diventato meta di tanti personaggi e vip che amano il territorio per le sue qualità, personaggi con il famoso vignettista Giorgio Forattini (nella foto mentre passeggia sulla spiaggia di Alimini in estate e in inverno). Così in questo primo numero affrontiamo uno dei più grossi problemi del territorio con un articolo di Federica De Jacob, che è rappresentato dall’ oramai gravissima erosione delle nostre coste che, insieme al mare, rappresenta una delle grandi ricchezze del territorio. Una ricchezza che va salvaguardata e non lasciata degradare. Il Salento anche quest’anno è stato scelto da centinaia di migliaia di turisti proprio per le sue caratteristiche che sono l’incredibile paesaggio, l’incontaminato ambiente, la grande cucina e l’ospitalità della sua gente. Ma è stato scelto anche per un’altra grande “ricchezza”: quella di avere alcune delle coste più belle al mondo. Non lasciamo che si rovinino in maniera irreversibile. La destagionalizzazione del turismo puntando sulle città d’arte, sulle feste della tradizione e sulla vendemmia va bene ma non dimentichiamoci delle nostre coste e del nostro mare che sono la prima attrazione turistica del Salento. Per questo abbiamo chiesto al sindaco di Otranto Luciano Cariddi come intende muoversi per fronteggiare il
Il Falco del Salento - dicembre 2010 Giornale di informazione supplemento al periodico Centritalia Iscrizione Tribunale di Montepulciano n.294 del 20.9.2002 Direttore editoriale Giovanni Muscatello Direttore responsabile Leonardo Mattioli (340.8214006) Comitato di direzione: Michele Girani (Presidente), Luisa Airoldi, Leonardo Mattioli, Giovanni Muscatello. Redazione: Via XXV Aprile n. 7 - 73028 Otranto (LE) falcodelsalento@gmail.com Coordinatore redazione: Salvo Sammartino 349 6452407 - salvo-sammartino@libero.it Il Fatto del mese: a cura di Elio Paiano Hanno collaborato a questo numero: Salvo Sammartino, Elio Paiano, Valentina Vantaggiato, Angela Leucci, Fabio Tarantino, Diana De Maffutiis, Federica De Iacob, Caterina Santoro. Impaginazione e stampa: Mac&Tosh sns . 0577.0644181 - info@macetosh.it Salvo accordi scritti la collaborazione a questo periodico è da considerarsi gratuita. Quanto espresso dai singoli autori non comporta responsabilità alcuna per l’editore. Edizioni Centritalia di Leonardo Mattioli Via Montenero 30 - 53047 Sarteano (SI)

problema. Ma in questo primo numero il “Falco del Salento” prende di petto, grazie a un acuto articolo di Elio Vaiano,anche gli impianti eolici realizzati nel Salento forse in maniera troppo indiscriminata tanto da far a pugni, in molti casi, con il paesaggio.Salvo Sammartino invece ci svela tutto sul caso dei rifiuti di Otranto con “l’affaire Monteco”. Inoltre abbiamo scelto anche il personaggio del mese che è la ricercatrice Silvia Piconese intervistata per noi da Salvo Sammartino. In questo numero non ci siamo dimenticati, anzi abbiamo messo in primo piano, con i documentati servizi di Salvo Sammartino, anche le “attese” per l’ampliamento della strada Maglie-Otranto e per la realizzazione di un più grande porto turistico a Otranto. Mentre della Martano-Otranto ha scritto chiaramente Fabio Tarantino. A Maglie ci sono problemi con l’associazionismo? Ebbene la nostra collaboratrice Angela Leucci ha affrontato il problema parlandone con l’assessore Dario Vincenti. Ma a Maglie c’è anche un grande progetto che sta per nascere insieme a Campi Salentina: quello di assistenza domiciliare per i malati di Sla e ce lo ha raccontato sempre Angela Leucci. Grandi novità per Melendugno . Intanto nella frazione di Borgagne è stato realizzato un eliporto. Poi nel centro storico della cittadina è sorto finalmente il cinema e Caterina Santoro, brava giornalista in erba, ne ha parlato con il sindaco Vittorio Potì mentre con Anna Elisa Prete ha tracciato un bilancio molto soddisfacente della trascorsa stagione turistica sulle spiagge (più 15%) guardando alle novità per il futuro. Sempre con il sindaco di Otranto Luciano Cariddi abbiamo cercato di avere delle risposte alle problematiche sollevate dalla popolazione della località di Frassanito. Per finire una “carrellata” di personaggi illustri del Salento cominciando da Lorenzo Scupoli e tutto sulla prossima edizione della manifestazione “L’Alba dei popoli” che, come ci ha raccontato la brava Valentina Vantaggiato, a fine dicembre porta il primo raggio di sole del nuovo anno. E poi non manca un “corsivo/corrosivo”, da non perdere, di Giovanni Muscatello. Insomma “Il Falco del Salento” vuole essere un giornale che denuncia, quando ce n’è bisogno, di tutto ciò che non funziona ma che mette in evidenza positivamente anche tutto quello che invece va a favore della popolazione. Per questo chiediamo anche l’aiuto di tutti i lettori perchè ci inviino lettere o email per diventare, con le loro segnalazioni, attori delle notizie. Gli indirizzi del giornale sono: Via XXV Aprile n.7 - 73028 Otranto (LE) falcodelsalento@gmail.com Il sindaco di Lecce a Siena: ecco come aumenta il turismo Lecce e il Salento hanno incrementato il turismo di circa l’8% negli ultimi cinque anni e dell’11% solo dal 2009. Quindi in controtendenza rispetto al resto d’Italia. Questo incremento è dovuto, come ha spiegato il sindaco di Lecce Paolo Perrone, partecipando nelle settimane scorse a Siena a un convegno sul turismo organizzato dalla Confcommercio senese, al patrimonio artistico e a quello naturalistico che “tirano parecchio tra i vacanzieri di tutto il mondo che scelgono Lecce e il Salento - ha spiegato in una dichiarazione al periodico “L’Insegna” edito dall’organizzazione dei commercianti - anche per il fascino di una cultura segnata dall’enogastronomia, dalla pizzica, dalle tradizioni che rende completa l’esperienza del viaggio”. Nella dichiarazione Perrone ha lamentato la cronica penuria di infrastrutture di trasporto, la mancanza di strutture di accoglienza di un certo livello anche tecnologico e l’assenza di coordinamento a livello di promozione turistica che ci dovrebbe essere tra Governo e regioni.

DICEMBRE

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OTRANTO: UN’AMMINISTRAZIONE IN RITARDO Mentre a Otranto muoiono le palme, dopo tre anni e mezzo dal suo insediamento, la giunta comunale guidata dal Sindaco Cariddi è in netto ritardo rispetto al programma presentato agli elettori nel 2007. Alla data odierna, porto turistico, PUG, “casa agli otrantini”, riqualificazione urbana e beni culturali sono obiettivi ancora lontani dall’essere raggiunti. A detta del Sindaco i motivi del ritardo sono riconducibili ai numerosi progetti iniziati dalle precedenti amministrazioni e portati a termine solo ora, che hanno ritardato il lavoro degli uffici comunali; alle numerose difficoltà incontrate nelle procedure burocratiche dei progetti del suo programma di amministrazione.Va ricordato che il porto turistico previsto all’esterno dell’attuale bacino portuale e che poi è di maggiore grandezza ed importanza per Otranto, sarà gestito per 50 anni da una società privata che lo realizzerà a proprie spese. Il porto turistico interno, quello più piccolo, sarà realizzato e gestito dal Comune. Malgrado gli enti interessati si siano attivati per dare corso a questi due progetti, ad oggi, delle opere promesse non si vede alcun risultato concreto. Lo stesso si può dire del Piano Urbanistico Generale (PUG) che, dopo la prima assemblea tenutasi nel febbraio del 2010, sembra arenato. E conseguentemente sembra lontano il progetto “CASA AGLI OTRANTINI” che prevede l’individuazione di aree da destinare all’edilizia convenzionata ed a quella economica e popolare per dare la possibilità di avere una casa alle coppie giovani che vivono a Otranto. Lontani sembrano anche la costruzione dell’asilo nido e del parco in zona Fanghi. Infine, il progetto di valorizzazione e messa in rete dei beni culturali, che poteva essere un’occasione per le tante professionalità presenti sul territorio, sembra dimenticato. L’unico atto in questa direzione è stato l’affidamento del castello Aragonese ad una società privata che lo gestisce dallo scorso anno 2009. Davanti un quadro del genere, resta da sperare poco sull’esito positivo del progetto di sviluppo raccontato dal Sindaco Cariddi agli elettori otrantini e si fa presto a concludere dicendo che: “le promesse fatte in campagna elettorale difficilmente vengono mantenute”. e così tagliare la testa al toro? MARTANO: AD “AGORÀ DESIGN” TRA TRADIZIONI E NUOVE TENDENZE Enorme successo ha ottenuto la IX° edizione della rassegna “Agorà Design” che si è svolta a Martano nella cornice del Castello Baronale Aragonese mettendo a confronto le tradizioni dell’artigianato con le nuove tendenze di design stimolando la loro sintesi con l’obiettivo di valorizzare l’identità salentina. Una manifestazione dunque, quella svoltasi tra il 4 e il 12 dicembre, innovativa nel suo genere e che si è svolta a Martano organizzata da CNA di Lecce e Azienda Speciale per i Servizi Reali alle Imprese, con il patrocinio di Camera di Commercio di Lecce, Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Martano, Ordine degli Architetti PPC di Lecce e con la collaborazione de l’Università “La Sapienza” di Roma, Facoltà di Architettura, Dottorato di Ricerca in Progettazione e Gestione dell’Ambiente e del Paesaggio. Il Salento è terra di creativi, di artigiani sapienti e artisti estroversi. E’ la terra del barocco e dell’architettura briosa e mai banale, ricca di materiali semplici e versatili allo stesso tempo. In questo contesto l’artigianato e l’arte si mescolano, si confondono, si agitano in una continua evoluzione che ha portato designer e aziende salentine alla ribalta nazionale ed internazionale. La novità più importante di questa edizione è stata costituita da un premio, riservato a tre selezionati ritenuti meritori e corrispondenti ai criteri del regolamento, ai quali verrà assegnato uno spazio presso il Salone Internazionale del Mobile di Milano per aprile 2011. Il costo dello stand sarà a carico di Agorà Design. Come già avvenuto la scorsa edizione, anche quest’anno la rassegna sul design salentino ha potuto contare sulla collaborazione dell’azienda “Sprech”, leader nel settore delle tendocoperture, che ha indetto un concorso di idee riservato a proposte per la progettazione di prodotti inediti e originali di arredi da giardino e coperture per esterni tenendo conto della realtà produttiva territoriale pugliese e del genius loci che da sempre la caratterizza. L’evento è stato curato dall’arch. Romina Sicuro e dall’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Martano.

COR(ro)SIVO

di Giovanni Muscatello

SOMMARIO
COR(RO)SIVO

di Giovanni Muscatello 4
STORIA DI COPERTINA

Polemiche mentre la sabbia scompare 5
IN PRIMO PIANO

Scoppiato l’Affaire Monteco 7
RIFLETTORI SU MAGLIE

Troppe associazioni negli albi comunali 9
IL FATTO DEL MESE

Va ridisegnato lo sviluppo delle rinnovabili 10
RIFLETTORI SU MELENDUGNO

Polemiche e speranze per il cinema 12
TRASPORTI E TERRITORIO

Presto più grande il tratto Maglie-Otranto 13
CULTURA E SPETTACOLI

L’Alba dei Popoli a Otranto 14
RIFLETTORI SU MARTANO

Si completa la strada Martano-Otranto 15

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DICEMBRE

Nonostante la Regione, la confusione è tanta
Il mare continua a divorare le coste pugliesi e con esse la pazienza dei piccoli imprenditori salentini che sulle sabbie ci hanno investito. Molto. È proprio da loro che è partito il primo grido di allarme, un s.o.s. che ha riempito le pagine dei quotidiani locali per tutta l’estate scorsa e che ha fatto risvegliare Province e Regione in un battibaleno. Se infatti il fenomeno erosivo nasce ben vent’anni fa, il dibattito sulla sua risoluzione è proceduto piuttosto a rilento, finché i proprietari degli stabilimenti balneari non hanno deciso di dare uno scossone decisivo. Ciò perché il fenomeno ha mostrato il suo lato più disastroso a partire dal 2006, con effetti devastanti sui litorali. “Paghiamo la concessione per intero ma la sabbia non c’è”, lamentava Mauro della Valle agli inizi di agosto: il Presidente di Assobalneari Salento, in prima linea sulla difesa dei piccoli imprenditori, aveva segnalato subito il problema, interloquendo con istituzioni e privati allo stesso tempo. Ma qual è lo stato attuale delle coste? Con l’ingresso nella stagione autunnale, la situazione non poteva che peggiorare e le previsioni per l’inverno sono ancora più pessimiste, soprattutto in visione di un’ondata di bassa pressione intorno alla fine di dicembre. Continuano ad aumentare i venti dominanti da sud e con essi il livello del mare, facendo dissolvere nel nulla quelle condizioni ambientali che un tempo permettevano la sedimentazione delle sabbie e, quindi, una protezione naturale per le coste. Ma se i primi a subire gli effetti dell’erosione sono i proprietari dei lidi, ora la necessità di trovare una soluzione è sentita da tutti gli abitanti pugliesi i quali non vogliono veder sparire una delle risorse principali della propria regione. Quando il 21 ottobre un giovane ventinovenne perde la vita in seguito ad un crollo costiero, l’allarme diventa più reale che mai. Paolo Rinaldi, ricercatore presso l’Università di Taranto, era intento nella rilevazione del tratto costiero di Apani, in prossimità dell’area protetta Torre Guaceto (Brindisi), quando è stato travolto dallo smottamento del suolo. Il mare continua fare danni, sempre più seri. Ma è già dagli inizi di settembre che le istituzioni regionali hanno iniziato a discutere sul da farsi, e la prima risposta viene dalla Provincia di Lecce: è sotto la supervisione del Presidente Antonio Gabellone (foto) che è stato firmato un protocollo d’intesa con i comuni rivieraschi interessati dal problema. “Si tratta di uno strumento organizzativo e propositivo allo stesso tempo – ha spiegato Gabellone – sottoscritto sia dalle associazioni di categoria, Assobalneari e Camera di Commercio, sia dai sindaci dei comuni costieri”. Un’operazione che è iniziata con la raccolta di tutto il materiale fornito dagli stessi sindaci in base alle analisi che ogni comune ha provveduto a fare per il proprio tratto di litorale, e che è prose-

Allarme erosione coste in puglia: spirano venti di polemiche

il Falco del Salento

Il Falco del Salento

Federica De Iacob Storia di Copertina

guita con la sintesi delle richieste e con l’apertura di un tavolo tecnico dedicato all’aspetto prettamente scientifico del fenomeno. Questo protocollo d’intesa non è in realtà la prima azione difensiva mossa dalla Provincia: “già nel 2008 – ha continuato il Presidente Gabellone – la nostra giunta aveva provveduto ad effettuare un monitoraggio dei litorali ed si era evidenziato un grosso arretramento dei tratti sabbiosi”. Il progetto Simoncosta, portato avanti grazie ai fondi previsti dal Piano operativo regionale 2007-2013, era stato uno dei primi provvedimenti attuati nel basso Salento che segnalava i primi segni di cedimento delle coste. Gli 800 km totali di litorale, passati sotto l’egemonia regionale per effetto del federalismo, non sono sfuggiti neanche agli occhi della Regione Puglia che agli inizi di dicembre ha stabilito due giornate di dibattito con i 55 comuni rivieraschi, ai quali hanno partecipato anche l’Autorità di bacino della Puglia e il Politecnico di Bari (quest’ultimo incaricato di effettuare il monitoraggio costiero). Le polemiche, come sempre, non sono mancate all’appello: il Consigliere regionale del Pdl Giandiego Gatta ha annunciato dalla sua pagina facebook un’interrogazione poiché “quello che sta accadendo nel Settore Demanio marittimo ha dell’incredibile per la sovrapposizione di nuovi vincoli a prescrizioni già esistenti”. Ciò che Gatta lamenta è il sovraffollamento dei soggetti che si occuperanno del problema, un miscellaneo che include Arpa, Pai, Autorità di Bacino, Politecnico di Bari e Università del Salento, Regione, Province, Comuni, aziende private di rilevanza scientifica come la società cooperativa Nautilus, associazioni di categoria e probabilmente, denuncia Gatta, anche la Protezione Civile. La confusione d’incarichi va ad intoppare un meccanismo burocratico già sufficientemente lento che provoca l’impazienza delle associazioni di categoria e della Provincia di Lecce, quest’ultima particolarmente delusa poiché ritiene vani gli sforzi effettuati fino ad oggi. Non mancano lamentele sul nuovo Piano Regionale delle Coste che verrà approvato a gennaio e che risulta essere per alcuni già vecchio poiché basato su dati di cinque anni fa, sugli ulteriori monitoraggi costieri ritenuti superflui e che contribuiscono solo al dispendio economico, sui fondi che ci sono ma che non vengono utilizzati. Dal quartier generale della Regione non si riescono ad ottenere risposte alle polemiche nonostante i tentativi; ma le critiche sull’operato dell’Assessore Fabiano Amati e della sua giunta sono davvero così fondate? Roberto Tomasicchio, Professore ordinario della Facoltà di ingegneria presso l’Università del Salento, ha dato una chiave di lettura diversa: “questo sovraffollamento e gli inciampi istituzionali non sono altro che gli effetti negativi del federalismo, un sistema che ha provveduto a creare castelli burocratici e confusione tra gli incarichi”. Ai posteri l’ardua sentenza.

DICEMBRE

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EROSIONE COSTE: PARLA IL SINDACO DI OTRANTO, LUCIANO CARIDDI
Federica De Iacob Storia di Copertina
Il Sindaco del Comune di Otranto Luciano Cariddi (foto) è uno dei personaggi maggiormente coinvolti nel problema dell’erosione costiera che nella zona dei Laghi Alimini ha creato i danni più evidenti. Questa l’intervista che ha rilasciato il Sindaco a Il Falco del Salento D: La marina di Otranto sembra essere la zona più colpita dal fenomeno erosivo. Quali danni ha rilevato il suo Comune sul litorale? R: La situazione rispecchia quello che sta succedendo un pò in tutta Italia. Sulla costa alta della Falesia ci sono stati smottamenti del terreno e piccole frane nelle zone rocciose, ma l’area che desta più preoccupazioni è quella dei Laghi Alimini: lì il mare ha portato via metri e metri di sabbia e se non si interviene in tempo c’è il rischio che possa scomparire completamente. D: Quali sono i provvedimenti presi dal Comune di Otranto? R: Nel nostro caso non è che ci sia molto che possiamo fare. Ci siamo affidati soprattutto agli esperti e alle rilevazioni che l’Università del Salento e l’ateneo di Bari stanno effettuando sulle coste. Per difendere un habitat naturale occorre l’aiuto di tecnici specializzati, non possiamo pertanto intervenire di nostra iniziativa nella risoluzione del problema. Per ora siamo in attesa di indicazioni che ci verranno date da chi, sicuramente, ne capisce più di noi. D: Ci sono stati accordi tra Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comuni rivieraschi? R: La Regione ha adottato un piano coste nel 2009 che non è stato ancora approvato e che rappresenta al momento l’unica scala di analisi che abbiamo a disposizione. Le indicazioni dateci sono quelle di elaborare in pochi mesi in piano comunale da integrare al primo, ma sono direttive arrivate da poco con la giunta Vendola. In passato, con il Governatore Fitto, il metodo di elaborazione del piano regionale delle coste era diverso. D: In che modo? R: Prima la rilevazione partiva dal basso: i Comuni presentavano le singole proposte e il compito della Regione era quello di effettuare una sintesi dei piani costieri comunali. Adesso il sistema si è invertito, nel senso che la Regione fa il suo piano costiero e quelli comunali dovrebbero andare ad integrare quello esistente. D: E quale dei due sistemi è il migliore? R: In realtà non c’è né meglio né peggio, ormai è tutta una questione di tempo: ciò che serve adesso è avere urgentemente un riferimento normativo in cui muoversi. D: E la Provincia? R: La Provincia ricevette nel 2009 dei fondi regionali pari a 250 mila euro: si trattava di un aiuto economico iniziale che sarebbe dovuto servire a tamponare il danno che i proprietari degli stabilimenti balneari avevano subito in seguito all’erosione. Quei fondi però non sono mai stati utilizzati a causa dei soliti rallentamenti burocratici e all’allungamento dei tempi di autorizzazione delle delibere regionali, delibere che si sono poi rivelate infruttuose. Ora suppongo che quei fondi verranno inclusi negli interventi strutturali che si vogliono attuare per arginare il problema. D: A settembre si sono tenuti in Provincia una serie di incontri atti alla creazione di un tavolo tecnico come strumento di analisi e di risoluzione del fenomeno erosivo. Cosa ci dice in proposito? R: Non ne so niente di questi incontri, personalmente non sono stato invitato. D: Pare che si voglia optare per sistemi innovativi e materiali ecocompatibili nella creazione delle barriere soffolte. R: Su questo sono totalmente d’accordo. La nostra fortuna è quella di avere una natura ancora incontaminata di una bellezza che è difficile reperire altrove. Rovinarla sarebbe un errore imperdonabile. D: Si dice però che il rischio maggiore sia quello che le grosse ditte cementifere effettuino pressioni sulle istituzioni per partecipare all’appalto. Anche perché non esistono in Puglia imprese dedicate alla creazione dei materiali ecologici che si vorrebbero eventualmente utilizzare. R: Affrontare pressioni di ogni tipo fa parte del lavoro istituzionale, saremmo irremovibili nel gestirle anche in questo caso.

I RISTORANTI “CONSIGLIATI” QUESTO MESE Maglie: Horus non è solo un ristorante ma anche una divertente pizzeria dove le gigantesche pizze vengono servite velocemente e, soprattutto, molto gentilmente. Si trova in via Garibaldi 12 Calimera: la “Corte San Calimero” offre accanto ai piatti locali anche una sfiziosa cucina di impronta toscana, compresi i vini. E’ in via Montinari-angolo corte S.Calimero Otranto: “Le Torri” e’ sempre aperto ( tranne che il giorno di Natale) e propone grandi piatti di pesce offerto da una simpaticissima signora. E’ in via delle Torri 40 Porto di Tricase:”Anime Sante” e’ il primo esempio di “ittiturismo” in tutta la zona. Infatti il pesce e’ più che fresco. In pratica dal mare alla tavola. Non a caso si trova in via Borgo Pescatori.

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DICEMBRE

Il comune di Otranto paga i debiti per lo smaltimento dei rifiuti ma “congela” il bilancio per gli anni a venire
Nel dicembre 2009, l’assise idruntina ha sciolto il nodo sul debito con l’ azienda che per 10 anni ha curato lo smaltimento dei rifiuti, legandosi però le mani e “congelando” il bilancio. Ne parliamo a distanza di quasi un anno poichè, oggi il debito comincia a pesare a causa di tagli operati alle spese della manutenzione e del tempo libero. Tagli che incideranno sul bilancio fino al 2013. L’ Affaire Monteco, ha una lunga storia alle spalle: a partire dal giugno 1999 la Monteco ha curato la raccolta dei rifiuti cittadini, dapprima con un incarico annuale, poi rinnovato per i due anni successivi. La gestione delle Ato, subentrata in questo periodo, indicava ai comuni di continuare con le aziende i rapporti in atto. Così è stato anche per la Monteco che ha continuato fino al 30 aprile 2009 il servizio che di anno in anno presentava costi sempre maggiori, ma veniva sempre pagato in base agli accordi del 1999. Aumenti una volta derivanti dalla chiusura della discarica di Poggiardo e il dirottamento dei camion compattatori verso Ugento, poi per gli oneri di smaltimento sempre maggiori, oltre a varie spese ogni anno maggiori rispetto a quanto pattuito nel 99. Il debito, calcolato in 2milioni e 100mila euro dalla Monteco è stato “limato” in sede extragiudiziale a 1milione e 100mila euro con l’intervento di tecnici e legali designati dal Comune. E’ infatti questa la somma votata dal Consiglio il 28 dicembre 2009, dopo che il Comune stesso nella precedente data del 15 dicembre aveva già versato un “acconto” di 100mila euro a titolo di impegno. Un impegno che si tradurrà fino alla fine del 2013, diviso in quattro rate da 250mila euro ciascuna, una delle quali è stata già pagata nello scorso luglio. Una somma di denaro che, sebbene non andrà ad intaccare l’esercizio annuale del bilancio cittadino, va ad erodere i capitoli riguardanti la manutenzione ordinaria (strade e viabilità, marciapiedi e basolati, verde pubblico e arredo urbano) e riduce all’osso le somme da destinare agli eventi pubblici, le rassegne culturali, i concerti e tutto ciò che riguarda il tempo libero. Inoltre, per avere maggiore liquidità, il Consiglio ha rinegoziato altri debiti in corso. I mutui con la Cassa Depositi e Prestiti sono stati diluiti e le rate alleggerite. Così facendo,

“AFFAIRE MONTECO”

il Falco del Salento

Il Falco del Salento

Salvo Sammartino In Primo Piano

si allungano però i termini di saldo dei mutui già in corso e non sono possibili ulteriori indebitamenti con la Cassa Depositi e Prestiti, senza contare gli interessi. Il bilancio ha dunque le mani legate. E alcune vendite all’ incanto di beni immobili comunali di qualche tempo fa sarebbero, secondo qualcuno, sintomatiche di tali ristrettezze economiche. Ed è qui che la vicenda mostra la sua coda velenosa. I debiti devono essere pagati e, secondo la tesi della maggioranza, “l’ Affaire Monteco” andava avanti ormai da troppo tempo. Così si è pensato di votare in aula per l’accordo già preso, non riconoscendo le cifre pendenti con la Monteco come “debito fuori bilancio”. Una procedura che svincola l’ Ente dal controllo di verifica della Corte dei Conti. La delibera è passata senza il voto dei consiglieri di minoranza presenti che non condividevano tale scelta. Al momento del voto hanno lasciato l’aula. Pensare che all’inizio della vicenda alcuni di loro erano dall’altro lato del tavolo.

Partirà a breve il progetto sperimentale di assistenza integrativa domiciliare dedicata ai malati di sclerosi laterale amiotrofica. Di Angela Leucci Più assistenza per i malati di SLA. I distretti socio sanitari di Maglie e Campi Salentina inizieranno a breve una sperimentazione, che coinvolgerà i malati di sclerosi laterale amiotrofica, quelli che praticano la ventilazione meccanica invasiva e quelli affetti da malattie rare. Si tratta, appunto, si un progetto di assistenza integrativa con monitoraggio nutrizionale, pneumologico e oftalmologico, assistenza odontostomatologica e supporto psicologico e sociale per le fragilità estreme. Una sperimentazione che nasce dall’osservazione, ad esempio, della necessità di un monitoraggio continuo dei problemi di vista di questi pazienti, impossibilitati alla mobilità: con uno di questi, che poteva comunicare solo con lo sguardo, è stato notato, infatti, che a un certo punto aveva cessato qualunque comunicazione con l’esterno, questo a causa di un aumento improvviso dell’astigmatismo, con i conseguenti problemi per la vista. È al vaglio, intanto, come si possa trasportare facilmente certa strumentazione ingombrante, fragile e complessa, che riguarda l’oftalmologia: questo accade mentre si sta operando un vero e proprio censimento delle criticità su SLA e malattie rare, che dovrebbero ammontare a meno di trenta casi in tutta la provincia, affinché si possa avere una mappatura completa della diffusione, conoscendo bene come, dove e quando intervenire. Perché, sebbene la sperimentazione riguardi i distretti di Maglie e Campi, potranno fruirne tutti i malati interessati che si trovino nella ASL Lecce. Soddisfazione da parte delle associazioni di categoria, in particolare da parte del sindacato SFIDA, che da tempo preme per maggiori attenzioni ai malati di SLA. Il progetto prevede anche delle consulenze, nel settore dell’invalidità e dell’assistenza protesica, infermieristiche e chirurgiche, anche se queste ultime potranno essere richieste solo nel territorio provinciale della dorsale adriatica. L’intera sperimentazione è completamente gratuita, proprio per venire incontro alle necessità dei malati e delle loro famiglie, che rappresentano un pò la cenerentola della sanità, tanto che si sta riscontrando una certa diffidenza da parte dei parenti dei pazienti: se a qualcuno non si da mai nulla, nel momento in cui gli si rivolgono maggiori attenzioni, che pure sono motivate da un reale bisogno, è normale che questi non crederà ai suoi stessi occhi.

MAGLIE E CAMPI SALENTINA: PIÙ VICINI AI MALATI DI SLA

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Destagionalizzare il turismo si può
Puntando su vendemmia, città d’arte e feste di tradizione
Luisa Airoldi Salento e Turismo
La vendemmia, le città d’arte e le feste di tradizione: sono i tre cardini sui quali si punta per destagionalizzare il turismo nel Salento. L’assessorato al turismo della Provincia di Lecce, in partenariato con Regione Puglia, assessorato alla cultura, turismo e mediterraneo, che sta impiegando fondi dell’Unione europea, tramite l’Apt Lecce, e in collaborazione con la Camera di Commercio di Lecce, punta sugli educational per valorizzare le peculiarità del Salento, bello e attraente anche in bassa stagione. Infatti nelle settimane scorse si e’ svolto nel Salento un educational per giornalisti e tour operator con un itinerario che ha preso le mosse dalla Festa di tradizione in onore di San Niceta a Melendugno, dove tra luminarie, bande e fuochi d’artificio e’ stata fatta conoscere la devozione autentica del popolo salentino, abituato a onorare i Santi, con feste sontuose. Poi l’itinerario ha portato i partecipanti a una vendemmia nei campi di Negroamaro a cura della cantina cooperativa Due Palme di Cellino San Marco, la più grande cantina cooperativa della Puglia che vanta più di mille soci ed è arrivata a produrre fino a sei milioni di bottiglie l’anno. Visita poi a Guagnano, nella storica cantina Azienda agricola Cosimo Taurino, che ha firmato il Patriglione, considerato dalla critica enologica tra il primi cento vini al mondo. Il tour delle cantina poi ha fatto sosta nella Cantina sociale cooperativa di Salice Salentino, nel cuore della zona del Salice Salentino doc. .Altra sosta nella cantina sociale cooperativa Vecchia Torre di Leveranno, dove viene prodotto il Leverano doc. Tappa quindi nella cantina sociale cooperativa Cupertinum, che, per festeggiare i suoi primi 75 anni di vita, ha prodotto un’etichetta anniversario. Il tour e’ proseguito tra le città d’arte del Salento: in particolare Tuglie e Ugento. A Tuglie si puo visitare l’unico museo della radio in

Italia meridionale, incastonato nel bellissimo centro storico dove si possono ammirare le tipiche case a corte salentine e sopra la piazza, tra le più belle del Salento, vi è il museo della civiltà contadina.E’ d’obbligo poi la tappa golosa nella storica pasticceria gelateria Provenzano per degustare lo spumone e la banana i dolci tipici salentini fatti di gelato alla nocciola, fior di panna, meringa e mandorle tritate rigorosamente pugliesi. Visita poi al santuario di Montegrappa, costruito immediatamente dopo la guerra, dall’allora sindaco Vergine che volle riprodurre in tutto e per tutto il Santuario di Montegrappa con la Madonna mutilata dagli orrori della guerra. Tappa poi a Ugento,antica città messapica che non offre solo mare, ma anche e soprattutto una vacanza ricca di cultura. Vi sono infatti la cripta del Crocefisso, di età bizantina con i Santi dai volti orientali e il rinnovato museo archeologico sulla civiltà messapica, di cui, tra tombe e monete antiche, si può ammirare il pezzo più bello: la statua di Zeus rinvenuta ad Ugento, simbolo della civiltà messapica. Quanto alle feste salentine domina il barocco tradotto in luci colorate, le tipiche luminarie che la sera danno splendore alle feste di tradizione .Tra le più belle vi è ogni anno la festa in onore di San Giuseppe da Copertino, il protettore degli studenti e dell’aviazione, che volava, andando in estasi, quando vedeva l’immagine della Madonna nel Santuario della Grottella, dove il Santo, nato a Copertino, prese i voti francescani. In questa occasione sulle bancarelle si possono trovare i prodotti tipici salentini venduti solo durante le feste: la cupeta (una specie di torrone fatto di mandorle e zucchero) e la scapece tipica gallipolina: pesce fritto immerso nel pan grattato, lo zafferano e l’aceto, che va gustato con il dolce sedano. DOVE DORMIRE Sull’Adriatico Masseria Bosco di Makyva, strada comunale Borgagne Sant’Andrea, Melendugno (Lecce), tel. 0832.811002 - www.makyva.it Tappe golose Cremeria Provenzano, piazza Garibaldi, 23, Tuglie (Lecce) tel.0833.596165; Bar gelateria Galanè, piazza Salvo d’Acquisto, Torre dell’Orso, tel. 0832.841306

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ASSOCIAZIONISMO A MAGLIE

il Falco del Salento

Il Falco del Salento

Angela Leucci Riflettori su Maglie

La metà delle associazioni non ha presentato le attestazioni annuali. Intervista con il consigliere comunale Dario Vincenti
si ha di volontariato: volersi impegnare in progetti di utilità sociale senza perdersi dietro alle carte. Gli adempimenti amministrativi, comunque sia, ci sono ed è necessario che ci siano, anche perché, inevitabilmente, rispondono alle generali necessità di partecipazione, accettazione di regole, trasparenza. Per quanto riguarda invece la possibilità di inesistenza di attività per un’associazione, seppure concreta come ipotesi, mi è più spontaneo scartarla, non concependo io neppure l’idea di una scatola vuota con vocazione al nulla. D. Qualche tempo fa, più che ora, è quasi sembrato ci fosse una corsa “politica” all’associazionismo, ma chi è stato davvero interessato alla fine ha resistito. Perché queste ondate di interesse o disinteresse? R.Di interesse o di disinteresse non si dovrebbe nemmeno parlare quando c’è di mezzo l’associazionismo che è espressione di generosità, gratuità e disinteresse. Anche in questo caso, però, non è sempre così. Soprattutto quando a sopravanzare su tutto è la necessità o l’urgenza politica. Le associazioni -per essere credibili e funzionali allo scopo sociale che si sono date- non devono quindi mai né farsi strumentalizzare, né sottostare ai tempi e ai ritmi dettati e imposti dalla cosiddetta agenda politica. Devono anzi sempre essere orientate alla libertà di azione, all’autonomia decisionale, all’indipendenza del dire, del fare, del proporre. Ascoltando però, se necessario, anche le istanze che vengono dalla politica. D. Perché molto spesso nelle associazioni e nel volontariato le facce sono le stesse? Reale mancanza di tempo di chi non partecipa o altro? R.Solo una breve riflessione: le facce nell’associazionismo sono sempre le stesse perché il volontariato è sempre oneroso in termini di impegno, tempo, pazienza e risorse, e non solo molti coloro che tale costo intendono (o sono disposti) a sostenerlo. Coldiretti, saranno in totale 25: sedici per la vendita di prodotti ortofrutticoli, 6 per quelli trasformati (prodotti latto-caseari, conserve, olio e vino) due per le produzioni biologiche, due alle specialità siglate con le Dop, Doc e Igp. Si è lasciato però ampio margine di scelta nel Regolamento comunale circa l’aumento del numero di postazioni di vendita e la possibilità di estendere questa forma di commercio diretto per le specialità ittiche e per la vendita di carni allevate e macellate nel nostro territorio. Si punta così a dare visibilità ad una serie di produttori locali e ad avviare un settore della microeconomia che risente di una flessione. Ma anche alla promozione di tipicità agricole che fanno parte di un arcaico patrimonio culturale che sta sfumando sempre più nella corsa alla globalizzazione. Stando al bando pubblicato dal Comune inoltre una “corsia preferenziale” è riservata ai produttori di Otranto. I dati forniti su scala nazionale da Coldiretti sarebbero entusiasmanti: 500 mercatini in tutta Italia, maggiore consapevolezza dei consumatori e quote del 30% di risparmio per chi compra e relativo 30% di guadagno per chi produce tutta la settimana e vende nel week-end. Entusiasmante anche l’ esperienza leccese, stando ai dati registrati nei due mercati di Campagna amica attivi nel capoluogo salentino in un anno di attività. Non così per le critiche fornite appena un anno fa da Confcommercio che denuncerebbe dal suo sito istituzionale poca trasparenza sulla tracciabilità, zero vantaggi per il consumatore, pochi guadagni e persino irregolarità fiscali. Un dato che si è registrato, seppur ridotto in scala, anche nelle sale del Castello Aragonese, dove insieme alla curiosità verso questa nuova esperienza e la richiesta alle istituzioni presenti di maggiore attenzione verso i produttori locali, si è palesata anche quella sana invidia per la fatidica “erba del vicino”.

Un’associazione ogni 230 abitanti circa. È questo il bilancio dell’attività associativa a Maglie. Peccato che delle 65 associazioni regolarmente registrate negli albi comunali, per avere benefici economici e la rappresentanza in consulte e nella commissione per le Pari Opportunità, solo la metà abbiano presentato ad aprile la documentazione relativa all’attività annuale. Non si conoscono le ragioni di questo fenomeno, si potrebbe trattare di una semplice dimenticanza da parte del presidente, ma si potrebbero ipotizzare anche delle questioni differenti. Ne abbiamo parlato con Dario Vincenti(foto), consigliere comunale ma anche presidente della locale sezione della Società di Storia Patria per la Puglia. D. Perché molte associazioni a Maglie non hanno presentato il consuntivo delle attività dell’anno precedente, dimenticanza burocratica o inesistenza di attività? R. I motivi del “non fare qualcosa” possono essere molteplici e quasi mai a matrice unica. La cosiddetta burocrazia ha certamente un ruolo non marginale nello spazio di azione delle associazioni e, spesso, si mal concilia con l’idea che FARMER MARKET, OVVERO LA SPESA DAL CONTADINO. Di Salvo Sammartino Archiviata la stagione estiva, Otranto cerca di riscoprire l’agricoltura e le produzioni agro-alimentari tra le sue originarie vocazioni. E lo fa grazie all’ impulso del Consiglio Comunale che ha approvato lo scorso 28 ottobre un Regolamento per istituire anche nella nostra città il Farmer Market, un mercato agricolo dove contadini e produttori locali potranno vendere direttamente al dettaglio il frutto della loro terra. La storia italiana dei Farmer market trova le sue radici nella finanziaria del 2007. Oggi i Farmer market sono una realtà che coinvolge più di 500 mercati in tutta Italia, grazie all’impegno di Coldiretti che ha ideato i mercatini di “Campagna amica”. Molto lo si deve anche all’ approvazione del Consiglio dei Ministri del disegno di legge denominato “Norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti da filiera corta e di qualità” avvenuta lo scorso marzo 2010. Con questo provvedimento il Ministero dell’ Agricoltura e della Pesca invita gli Enti locali a valorizzare le produzioni agricole e a regolamentare la materia della loro vendita diretta. Nel pomeriggio del 17 novembre scorso, presso il Castello Aragonese di Otranto, un incontro con i produttori agricoli. Il primo cittadino Luciano Cariddi, insieme a Leo Piccinno, Presidente Coldiretti della Provincia di Lecce, e ad Amedeo Falcone, Presidente Agrimercato Lecce hanno illustrato, con il contributo della dirigente dell’Ufficio Commercio Paola Manca il Regolamento per poter usufruire di uno dei 25 banchetti di vendita diretta che verranno allestiti presso l’Area Fabbriche (nei pressi del Porto) ogni domenica, presumibilmente a partire dalla metà di dicembre. I posteggi, corredati ciascuno da un gazebo da tre metri quadri, messo a disposizione da

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LA CORSA ALL’ORO ENERGETICO RISCHIA DI PROVOCARE UNO SCONTRO ISTITUZIONALE
Si punta a ridisegnare lo sviluppo delle “rinnovabili”
megawatt di potenza, l’impianto fotovoltaico (che occupa circa tre ettari) può essere fatto semplicemente esibendo una Dia (dichiarazione inizio attività) presso il comune. Certo, escludendo oliveti secolari, zone vincolate etc., ma lasciando mano libera su tutto il resto dove gli impianti stanno sorgendo in maniera indiscriminata. Così, solo per fare qualche esempio, il comune di Soleto, quello con la splendida Guglia Orsini, dovrebbe tener fede al suo nome comprendo tutto il territorio disponibile di pannelli solari. Le dia presentate sono così tante che non resterebbe più un ettaro libero, ma non solo, sotto gli impianti già realizzati sono stati occultati rifiuti tossici. Di tutto ciò si sta occupando, finalmente, la magistratura, nel frattempo, la corsa continua tra le polemiche e le azioni giudiziarie. Finalmente, dopo mesi e mesi di polemiche si è giunti alla conclusione che “le linee guida per lo sviluppo delle rinnovabili e per la tutela del territorio vanno riviste”. A dichiararlo –presso la Fiera del Levante- è stata Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo economico nonché vicepresidente della Regione Puglia, spiegando in merito come gli assessorati regionali stiano lavorando alacremente al fine di poter redigere tali linee guida. In-

Elio Paiano Il Fatto del Mese
La Puglia esporta l’87% della sua produzione energetica, è tra le prime tre regioni d’Europa per la produzione da energie rinnovabili, ma la corsa non si ferma e rischia di generare uno scontro tra cittadini ed istituzioni senza precedenti. Una regione che “illumina” l’Italia fino all’Emilia Romagna, che da sola produce oltre 310 megawatt di potenza dall’energia solare (un quarto di tutta la produzione italiana) con gli impianti fotovoltaici che crescono al ritmo del 112% all’anno. Una regione che da sola produce anche un quarto dell’energia eolica nazionale (1.077,3 Gigawatt all’ora) con una crescita degli impianti che vola al 44,5% all’anno. Numeri simili li producono anche le biomasse (139 megawatt) con identico tasso di crescita dell’eolico. Una “corsa all’oro” energetico che non ha precedenti in tutta la storia dell’Italia, un fronte che ha scatenato una vera e propria guerra. Lo ha sottolineato, tra l’altro, anche l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro “siamo in guerra, ora ne sono convinto, ascoltando le parole del Presidente Nazionale di Legambiente presso la Fiera del Levante che ha dichiarato come le pale eoliche siano migliorative del paesaggio e che lo stesso non è sacro ma trasformabile”. Già, il punto è tutto qui, tra la conservazione di un paesaggio rurale e costiero che mostra l’eredità di millenni di civiltà e la sua distruzione in nome della corsa all’oro dei rimborsi energetici, dei sussidi e dei certificati verdi. La corsa alle rinnovabili in Puglia nasce da un errore di valutazione compiuto a monte, con le linee guida nazionali recepite nel Pear, il piano energetico regionale che regola la materia fino al 2016 e che ora, si dice, “deve essere riprogrammato”. Già, l’obiettivo lanciato allora è quello di raggiungere i 4.200 megawatt di produzione da energie rinnovabili. Il problema è che si sono iniziate ad installare pale eoliche in zone ad alto pregio paesaggistico come la Capitanata e mini impianti eolici in maniera indiscriminata nel Salento. La legge prevede che fino ad 1

somma, si corre ai ripari con la più semplice delle idee, quella di coprire gli edifici pubblici, le aree industriali, le cave dismesse, le ex discariche etc. con pannelli solari e di tutelare lo splendido paesaggio agrario del Salento. La speranza è che si faccia in tempo, prima che una coltre di silicio copra per sempre i vitigni di negramaro e primitivo, i campi arati delle terre rosse ed i pascoli verdi intorno alle masserie del Salento.

MASSERIA BOSCO DI MAKYVA
Ci si arriva lungo la strada comunale del Bosco di Coppola frazione di Borgagne. 73026 Melendugno (Lecce) tel-fax 0832.811002 info@makyva.it www.makyva.it
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Vendola a Seravezza per “L’ intervista al cervello del…politico” Il palco dell’Area Medicea di Seravezza (Lucca) ha ospitato recentemente anche Nichi Vendola presidente della Regione Puglia, insieme al il sindaco Ettore Neri, per rispondere alle domande del prof. Ubaldo Bonuccelli e del giornalista Fabrizio Diolaiuti nel corso dell’incontro “ Intervista al cervello del… politico”. Si tratta di uno degli appuntamenti collaterali della terza edizione del Festival della Salute che, nel giorno della sua apertura, ha fatto tappa a Seravezza per questo evento dedicato ad approfondire i meccanismi di funzionamento del cervello.

Premio Galateo alla ricercatrice Silvia Piconese
“Solo una ricercatrice” è come ama definirsi Silvia Piconese(foto), brillante idruntina doc che è invece una promessa nel panorama europeo della ricerca contro il Cancro. Soprattutto dopo aver scoperto, insieme al team di ricerca di Mario Colombo del Dipartimento di oncologia sperimentale dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano le interazioni tra le cellule tumorali e il sistema immunitario e aver pubblicato gli studi sulle strategie per utilizzare il sistema immunitario del paziente contro il cancro, che viene percepito come un agente esterno da eliminare. Nei giorni scorsi, a Galatone Silvia Piconese è stata premiata nella 33ma edizione dedicato alla memoria del grande umanista salentino Antonio De Ferrars detto “il Galateo”. “Ricevere il Premio Galateo mi ha riempito di gioia e ha riannodato un legame alla mia terra, che ho lasciato undici anni fa per andare a studiare e poi a lavorare al nord”- ha dichiarato Silvia Piconese ricevendo il Premio- “Il mio mestiere è uno dei più rischiosi e dei peggio retribuiti. Scovare un piccolo vuoto di conoscenza nella letteratura scientifica, formulare ipotesi e condurre molti esperimenti è una attività che può persino sconfessare la tua ipotesi e la frustrazione può farsi devastante se a ciò si aggiunge una condizione di estrema precarietà. Vedo ogni giorno intorno a me l’esodo incessante di giovani brillanti verso le aziende farmaceutiche o verso l’estero. Una laurea il dottorato internazionale in questo momento in Italia valgono davvero poco”- ha commentato la Ricercatrice idruntina – “In questo triste scenario è difficile per noi ricercatori trovare entusiasmo ogni giorno, ma lo troviamo con la sete di conoscenza e nei riconoscimenti che ci vengono attribuiti che ci danno la percezione dell’utilità del nostro lavoro. Alla notizia dell’assegnazione del premio Galateo, ho ricevuto tantissime attestazioni di stima e di affetto di molte persone che hanno visto in me il simbolo della lotta contro il cancro, anche se io sono ancora, “solo una ricercatrice” che non ha la pretesa di salvare il mondo. Questo premio ha gettato un ponte tra il laboratorio e le persone” - ha infine concluso la dottoressa Piconese – “ Nella nostra epoca e nella nostra Italia, il progresso scientifico e tecnologico sembrano lontani dalla vita quotidiana.

il Falco del Salento

Il Falco del Salento

Salvo Sammartino Il Personaggio

Il declino del sistema scolastico e il degrado culturale imperante producono ignoranza, disinteresse e diffidenza verso la scienza. Lo scienziato resta quindi relegato al di fuori della società e raramente integrato tra gli intellettuali del Paese. In controtendenza, il premio Galateo, rappresenta per me un’occasione di incontro e di dialogo con illustri personalità della cultura letteraria e ha ispirato in me il sogno che l’Italia torni un giorno all’eccellenza del Rinascimento e che sorga una nuova cultura fondata sulla sinergia tra diverse forme di conoscenza.”

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A Melendugno nasce il nuovo cinema tra polemiche e speranze
Caterina Santoro Riflettori su Melendugno
Domenica 21 Novembre i cittadini melendugnesi hanno partecipato all’inaugurazione del nuovo Cinema - Teatro, intitolato “Nuovo Cinema Paradiso, in omaggio al film di Tornatore, vincitore di un Oscar.Una inagurazione che tuttavia ha suscitato alcune polemiche. Ma andiamo con ordine.Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al Sindaco Vittorio Potì, l’Assessore alla Cultura Anna Elisa Prete, tutti gli amministratori del Comune, la Vice Presidente della Provincia Simona Manca e il Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna. Invitato speciale è stato il Consigliere Regionale Rocco Palese, cofirmatario, insieme all’ex Consigliere Regionale Vittorio Potì, dell’emendamento alla Legge Regionale n.17 del 2005, che ha permesso al Comune di Melendugno di far fronte alle ingenti spese di ristrutturazione del vecchio Cinema Jolly. Acquistato nel ‘95 durante l’Amministrazione Corvino con un investimento di 600 milioni, il cinema è stato ristrutturato al costo di 1.200.000 Euro, coperto per il 69% dal contributo Regionale, ottenuto proprio grazie a questa legge, affidata all’Assessorato ai Lavori Pubblici retto allora da Onofrio Introna. Tale legge prevedeva che tutti i paesi fino a 15mila abitanti già proprietari di un cinema potessero ricevere un contributo fino al massimo dell’80% per la ristrutturazione e ha permesso di salvare, in tutta la Regione, sette cinema, di cui due in Provincia di Lecce: Melendugno e Morciano. Prima di tale emendamento, nonostante la presenza in quegli anni di finanziamenti comunitari, la specificità non era tale da potervi accedere.La gestione degli spettacoli teatrali sarà affidata al Comune, mentre per gli spettacoli cinematografici è stato aperto in questi giorni il secondo bando di gara, dato che il primo è andato deserto. A tal proposito, il Sindaco Vittorio Potì ci ha espresso tutte le sue speranze: “Gestire un cinema non è facile, però io sono determinato e penso che questo cinema debba vivere, perché rappresenta il centro della socializzazione e dell’elevazione culturale”.In uno degli ultimi Consigli Comunali, però, l’ex Assessore al Bilancio De Gaetani ha affermato

che, secondo lui, l’investimento è stato un errore, perché troppo oneroso per la comunità melendugnese. Il Sindaco, naturalmente, dissente e commenta: “Le affermazioni di De Gaetani hanno fortificato in me l’idea che siamo sulla buona strada. Non lo stimo come Consigliere, perché è vero che la cultura ha un costo, ma è vero anche che il cinema è un sogno e quindi vale la pena investirci. Il programma teatrale è un buon programma: abbiamo una collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese che, al momento, prevede rappresentazioni con Carlo Giuffré, Reggiani, Kusterman e altri, perciò siamo fiduciosi”.

Estate melendugnese
L’estate è finita ed è tempo di bilanci per quanto riguarda la stagione appena passata. Per capire se è stata un’annata positiva per Melendugno e le sue marine, San Foca, Roca, Torre dell’Orso, Torre Specchia e Sant’Andrea, abbiamo intervistato l’assessore alla cultura Anna Elisa Prete (foto) che, insieme al consigliere delegato al turismo Maurizio Cisternino, si è occupata della rassegna culturale Blu Festival. D: Assessore, ci può fare un bilancio dell’andamento della stagione estiva e in particolare della manifestazione curata da lei e dal consigliere Cisternino? R: Per quanto riguarda le presenze, il bilancio è soddisfacente: si parla di un incremento del turismo del 5% nel Salento e del 15% nelle nostre marine. Anche in riferimento alle manifestazioni culturali e di intrattenimento il bilancio è positivo: abbiamo cercato di realizzare un programma variegato di

Parla l’assessore Anna Elisa Prete
eventi che accontentasse le esigenze di tutti, spaziando dal teatro in vernacolo agli spettacoli musicali, tutto di qualità. D: Rispetto alle manifestazioni degli anni precedenti, quest’anno la rassegna è stata più ricca e spalmata in un arco di tempo più lungo. Come mai questa scelta? R: Quest’anno, come già l’anno scorso, abbiamo puntato su una formula diversa, investendo le risorse economiche non su un’unica serata conclusiva dell’estate, come veniva fatto dalle precedenti amministrazioni, bensì cercando di garantire, da giugno a settembre, ogni sera uno spettacolo diverso. D: Questa formula verrà seguita anche nei pros-

simi anni? R: Si, andremo sempre in questa direzione, anche se è una formula abbastanza costosa: la spesa è passata da 40mila a 72mila euro, però, grazie all’aiuto degli operatori turistici e commerciali presenti su tutto il territorio melendugnese, siamo riusciti in questa impresa. D: Qual è stato il fiore all’occhiello della stagione? R: Un progetto degno di nota è stato “Lo sguardo di Omero”. Progettato dal direttore artistico Annalisa Montinaro e realizzato dal Comune di Melendugno, con il contributo della Regione e della Provincia, è un festival di narrazioni filmiche dedicato a luoghi, culture e identità. La proiezione è avvenuta in due serate, dopo le quali c’è stata la premiazione da parte della giuria, composta da esperti cinematografici della Rai. Durante la manifestazione c’è stata anche la premiazione del regista e sceneggiatore Ermanno Olmi. Queste scelte sono state fatte perché riteniamo che turismo e cultura costituiscano un binomio inscindibile per la promozione del nostro territorio e infatti il risultato è stato ottimale.

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Presto “più grande” il tratto Maglie- Otranto
Le ultime novità sulla SS 16 Adriatica

il Falco del Salento

Il Falco del Salento

Salvo Sammartino Trasporti e Territorio

La S.s. 16 adriatica è la più grande strada statale italiana: parte a Padova e termina ad Otranto viaggiando per oltre mille chilometri e collegando Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Per quasi un terzo del suo viaggio attraversa la Puglia. Penetra da nord-ovest a San Severo (Fg) e interseca l’ autostrada A14 adriatica tra Cerignola e Canosa, superate le quali, le due strade bypassano la città di Bari. Qui l’A14 si ferma e la Ss16 continua a scendere giù fino alle porte di Otranto, senza una curva, un tornante o un dosso. Negli ultimi km la S.s.16 collega il Salento al resto dell’ Italia. Scavalca lo scalo portuale brindisino di Costa Merlata e dall’ aeroporto “Papola casale” di Brindisi arriva in Terra d’Otranto, meta turistica che quest’anno guadagna il 5 per cento delle presenze nonostante la crisi. Gli ultimi 16 chilometri che collegano Maglie a Otranto saranno presto ampliati e dalle attuali due corsie che viaggiano contrapposte ci sarà presto la doppia corsia. Insieme al raddoppio vi sarà una radicale trasformazione agli accessi dei quattro comuni che si incontrano strada facendo (nell’ ordine Giurdignano, Palmariggi, Bagnolo e Muro Leccese). Verranno ridisegnate tutte le pertinenze viarie presenti, i collegamenti agli stradoni poderali, l’illuminazione e la segnaletica. In un comunicato del settembre 2009 è il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci a rendere note le cifre degli investimenti per la Puglia nel biennio 2010-12. In concerto con il Ministero Infrastrutture e Trasporti e il Cipe, l’ Anas ha stanziato circa 1,8 miliardi di euro che interesseranno una serie di macro-aree in Puglia. I due interventi nel Salento ai tratti Maglie-Otranto e Maglie-S. Maria di Leuca (la Ss 275) ammonterebbero a circa 360 milioni di euro. Dello scorso luglio 2010 BORGAGNE DOTATO DI UN ELIPORTO Borgagne, frazione di Melendugno, da qualche mese è dotata di un eliporto vicino alla vecchia pista per piccoli aerei già esistente, nato proprio a pochi chilometri dal centro abitato e a poche centinaia di metri dal mare. E’ una piccola pista (voluta fortemente da Luigi Saracino del comune di Melendugno) che può dare un notevole contributo a un certo tipo di turismo che da anni frequenta il territorio. Inoltre rappresenta anche un grande sostegno per tutti coloro che hanno problemi gravi di salute perchè gli permette di raggiungere velocemente i centri sanitari più attrezzati.

invece l’ aggiudicazione della gara d’appalto per la Otranto-Maglie. Vincitrice del bando indetto dall’Anas, secondo i criteri dell’offerta più vantaggiosa è l’ impresa leccese “Co.edi.sal S.c.r.l.” del gruppo Palumbo. L’ esito del bando di gara per i lavori di ammodernamento tra il km 985,000 e il km 999,100 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale: nei dettagli anche l’importo di aggiudicazione che supererebbe i 55 milioni di euro. E veniamo alle ultime novità apprese “sul campo”. Negli uliveti che si affacciano sulla statale sono già in atto una serie di espropri per fare spazio all’ asfalto. Negli ultimi giorni, in piena campagna olivicola infatti, i tecnici e i funzionari dell’Anas hanno effettuato una nuova serie di rilevamenti sul futuro teatro dei cantieri. Alcuni coltivatori hanno ricevuto gli indennizzi per le quote di suolo e gli ulivi già espropriati, altri sono in attesa di essere liquidati. Dall’ uscita di Otranto e fino all’ agro di Palmariggi infatti (la zona degli uliveti), da ambo i lati della strada alcuni metri di suolo (si va da un minimo di 3 a 9 metri) e relativi alberi, lasceranno lo spazio alle nuove corsie. Nei piani dell’ Anas anche il restyling all’ingresso di Palmariggi con la modifica (se non l’eliminazione) dell’ attuale cavalcavia. Al bivio di Giurdigano, secondo quanto dicono i coltivatori locali, l’esproprio più importante che interesserebbe un intero ettaro. Altri espropri sono previsti nell’ agro di Muro nei terreni seminativi e dal lato opposto di Bagnolo dove vi sono altri uliveti. In media, ogni pianta di ulivo espropriata viene indennizzata con 2-300 euro. Non resta che attendere l’avvio dei lavori (secondo i più informati a partire dal prossimo settembre 2011) e sopportarne gli eventuali e (si spera) temporanei disagi. UNO DEI PRIMI ITTITURISMI PUGLIESI È A PORTO DI TRICASE Si chiama, non a caso, “Anime Sante” il primo esempio di ittiturismo in Puglia e si trova a Porto di Tricase in una via che è tutto un programma : Via dei Pescatori. Quando arrivi in questo ristorantino che contiene al massimo 50 coperti capisci subito che sei nel posto giusto perchè di fronte sostano sempre tanti gatti in attesa di qualche avanzo. Si diceva del nome del ristorante “ Anime Sante”; prende il nome dalla barca del bisnonno pescatore. Di quando appunto, tantissimi anni fa, i pescatori uscivano in mare anche con tempo cattivo e per questo venivano chiamati “anime sante”. Il nome della barca l’ha eredita il nonno e poi il padre Rocco Cazzato che insieme ai figli e alla moglie ha messo su questo delizioso ristorantino con il nome della barca. All’interno due figli gentilissimi e velocissimi ti illustrano i piatti, tutti ovviamente di pesce che più fresco non si può. Viene pescato da loro stessi la notte prima. In cucina la moglie e la figlia. Insomma un vero esempio di ittiturismo. Per questo sono sempre pieni e infatti e’ meglio prenotare al numero 083.775213.

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Otranto: a fine dicembre il primo raggio di sole con l’Alba dei Popoli
Valentina Vantaggiato Cultura e Spettacoli
Otranto, luogo simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio di etnie, come testimoniano molti suoi monumenti e la sua storia passata e recente, celebra il legame della Puglia con la civiltà mediterranea attraverso una rassegna di cultura, spettacoli, arte, ambiente e musica. L’Alba dei Popoli, ormai giunta alla dodicesima edizione, è una manifestazione che prende spunto dalla forza simbolica esercitata dal primo raggio di sole del nuovo anno all’Italia. La luce che giunge dall’Oriente illumina per prima proprio quest’estrema frontiera dell’Europa, caricando di significato l’evento che attira ogni anno migliaia di giovani e meno giovani da ogni parte del continente, offrendo loro un ricco programma per tutti i gusti e le età. La Città dei Martiri, infatti, nel periodo delle festività natalizie, pianifica quasi un mese di eventi di vario genere, che raggiungono l’apice la Notte di San Silvestro, il 31 dicembre, con un grande concerto musicale in piazza, spettacolo pirotecnico sul mare a mezzanotte, fiumi di spumante e musica fino alle prime luci del nuovo anno. E i più romantici possono ammirare la prima alba dello “stivale” dal punto più ad est d’Italia, Capo d’Otranto, o altrimenti noto come Punta Palascia, dove un vecchio faro, oggi sede di un osservatorio sull’ambiente dell’Università del Salento, fa da sentinella sul mare Adriatico e accoglie un nuovo giorno, un nuovo crepuscolo del mattino, una nuova era. E ci si spoglia di ciò che è stato per reinventarsi e lasciarsi pervadere dal nuovo, dal futuro, da ciò che sarà. Il tutto condito

da dolci melodie, cornetti caldi e the. L’Alba dei Popoli, organizzata dal Comune di Otranto, sin dalla sua prima edizione nel 1999, ha vantato la presenza di numerosi artisti ed intellettuali di livello internazionale. Quest’anno parte il 4 dicembre con “Accendiamo il Natale”, iniziativa dedicata alla “luce” a cura di Art’Etica. Luce dell’albero di Natale e delle luminarie cittadine che verranno accese nel medesimo momento, luce di lanterne messaggere di pace che verranno liberate nel cielo stellato. Il 10 dicembre un convegno per celebrare il 62° Anniversario della dichiarazione dei diritti umani, organizzato dal locale club Unesco. Ospite il noto giornalista Oliviero Beha. Dall’11 dicembre al 9 gennaio 2011, al Castello Aragonese, si potrà visitare la mostra “L’arte del presepe nelle ceramiche di Grottaglie”. Dal 26 al 29 dicembre, l’associazione dei commercianti OCSO presenterà “Gustando il Natale. Suoni e sapori di Otranto”, con la 1^ edizione del Concorso Enologico di Terra d’Otranto. Serata di punta dell’intera rassegna, la Notte di San Silvestro. Sul grande palco allestito presso Lungomare degli Eroi, si esibirà Nina Zilli, cantante poliedrica che si è guadagnata un Disco d’Oro con l’album “Sempre lontano” e il Premio della critica “Mia Martini” al 60° Festival di Sanremo. Il 5 e il 6 gennaio, la 12^ edizione dell’Alba dei Popoli si concluderà con un appuntamento dedicato al “Pane nostro: il pane come viatico dell’umanità”, che avrà per protagonista lo scrittore Predrag Matvejevic. E ancora tante altre iniziative organizzate dalle associazioni presenti sul territorio. Per i dettagli consultare il sito www.comune.otranto.le.it.

I PERSONAGGI ILLUSTRI DEL SALENTO: LORENZO SCUPOLI, IL MISTERO DELLA CALUNNIA CONTRO IL SACERDOTE DI OTRANTO. di Valentina Vantaggiato E’ molto difficile fornire dati precisi circa i primi quarant’anni di vita di Lorenzo, vero nome Francesco. La sua nascita, avvenuta ad Otranto, è databile intorno al 1530.Nel pieno della sua maturità, affascinato dalla comunità dei teatini di S. Paolo Maggiore di Napoli, decise di entrare a far parte dell’Ordine dei Chierici Regolari fondato nel 1524 da S. Gaetano da Thiene. Il 4 giugno del 1569 fu accolto fra i teatini e cominciò il noviziato il 1o gennaio successivo, guidato da Andrea Avellino, successivamente santificato, e da padre Girolamo Ferro. Nel 1571, conclusa la fase di preparazione, cambiò il nome di Francesco con quello di Lorenzo. Nel 1574, dopo aver ricevuto il suddiaconato per la Pentecoste e il diaconato, fu trasferito a Piacenza, dove ritrovò il suo maestro e la sua guida spirituale, padre Andrea. Nel Natale del 1577, in questo borgo, fu ordinato sacerdote. Qualche anno più tardi, Lorenzo, fu destinato alla casa di S. Antonio di Milano e, nel 1581, alla casa di S. Siro di Genova. In questa città, ancora minata dagli effetti dell’epidemia del 1579, assistette i malati e consolò gli infermi. Ma la vita riservò a questo santo uomo un cammino difficile e ricco di umiliazioni. Infatti, nel 1585, accusato dal Capitolo generale del suo ordine di un presunto delitto, fu condannato alla pena carceraria per un anno e, privato dall’esercitare ogni ministero sacerdotale, fu ridotto alla categoria dei fratelli laici. Il motivo per il quale egli fu punito così severamente è ancora oggi un mistero; numerose testimonianze lo vogliono vittima di una grave calunnia. Tuttavia, lo Scupoli accettò la dura pena con rassegnazione e umiltà, e ciò fece di lui un esempio di alte virtù. Nel 1588 lasciò Genova per trasferirsi a Venezia. L’anno successivo venne pubblicato da una stamperia veneziana un libricino dal titolo “Combattimento Spirituale”, scritto da Lorenzo ma attribuito per molti anni ad altri autori. Questo testo ebbe un grande successo, oltrepassando i confini italiani, e vantò diverse edizioni (60 fino al 1610). Il 19 dicembre del 1610, a Bologna, uscì, finalmente, un’edizione con il suo nome. Intanto, nel 1958, fu trasferito alla casa di S. Paolo Maggiore di Napoli. Nel 1608 assistette alla morte di Andrea Avellino, suo fratello spirituale e amico, commosso e addolorato dal distacco forzato. Due anni dopo, nel 1610, in seguito ad una delibera del Capitolo dell’ordine, venne riabilitato al suo consueto esercizio, ma, ammalatosi gravemente, morì. E proprio in questo periodo Otranto rende omaggio al suo illustre figlio, Lorenzo Scupoli, per il IV centenario della morte, con una serie di iniziative che ne ricordano la vita e l’operato.

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DICEMBRE

Si completa la strada che collega Martano a Otranto
La Giunta Provinciale di Lecce ha approvato il progetto definitivo (con dichiarazione di pubblica utilità) dei lavori di completamento e sistemazione della S.P. n. 48 Martano - Otranto (primo lotto - variante di Carpignano salentino) per un importo complessivo di 2 milioni 340 mila euro. Il progetto riguarda il tratto che attraversa Carpignano Salentino a partire dall’incrocio con la strada provinciale per Castrignano dei Greci, fino all’incrocio con via Santa Marina (in corrispondenza del cimitero di Carpignano) alla fine dell’agglomerato urbano di Serrano, per complessivi 2 km. Gli interventi programmati interesseranno: l’allargamento, la rettifica e la messa in sicurezza della strada mediante la realizzazione di n. 4 rotatorie agli incroci con le strade per Castrignano dei Greci, Cursi, Serrano e per il cimitero. Il progetto prevede anche l’allargamento del tratto di circa 500 metri della strada che collega Carpignano con la provinciale Martano - Borgagne e la realizzazione di una quinta rotatoria. La esecuzione di tutte le opere idrauliche sulle rotatorie permetterà di ovviare ai continui allagamenti cui è soggetta la strada provinciale Martano - Otranto a causa della confluenza delle acque piovane sugli incroci. “Si tratta di un intervento di rilevante interesse su una strada molto trafficata e con problemi di allagamenti – ha dichiarato l’assessore provincia alle strade Massimo Como - questo intervento si aggiunge a tanti altri realizzati da questa Amministrazione per eliminare le criticità esistenti e per dotare il nostro territorio di collegamenti moderni e sicuri. L’allargamento della strada e la realizzazione di cinque rotatorie, rispondono, infatti, all’esigenza sempre avvertita di mettere in sicurezza le nostre strade”. Anche l’amministrazione comunale di Martano per bocca del suo Vice-Sindaco, l’avvocato Stefano Gallo, aha espresso il proprio più sentito compiacimento : “per l’intervento sono stati previsti 600mila euro, che consentiranno l’apertura completa al traffico del tronco viario interessato dai lavori. - ha detto- Un tratto di strada che attendeva da anni una sistemazione e messa in sicurezza, anche con la dotazione di un nuovo e moderno nastro d’asfalto, con l’adeguamento al resto del tracciato, che prima e dopo quel tratto era già stato ammodernato e che consentirà un collegamento più veloce e più breve da Otranto a Lecce. La realizzazione del progetto, che per anni e’ stato incompiuto e sepolto nei cassetti della Provincia, e che e’ stato ripreso, finanziato e avviato in pochi mesi, è la risultante della collaborazione tra l’amministrazione comunale di Martano e l’amministrazione provinciale del Presidente Gabellone, che si è fatto immediatamente carico delle istanze per la soluzione dell’annoso problema e che dimostra così di rispettare gli impegni assunti con il territorio, dando una risposta concreta a una comunità importante del Salento come quella di Martano.” Per quanto riguarda il

il Falco del Salento

Il Falco del Salento

Fabio Tarantino Riflettori su Martano

comune di Carpignano salentino, giunge, così, al termine la tanto discussa questione sul tratto di strada riguardante Carpignano Salentino e la sua frazione di Serrano, così come previsto dall’ultima modifica rispetto al progetto iniziale del 2004, che prevedeva lo scavalcamento tipo “raccordo anulare” dei due centri abitati. Non vi è dubbio che questa soluzione è stata un “parto difficile” e che ha visto prevalere infine l’idea proposta dal “Comitato Salentino per la Difesa del Territorio”. La vicenda è iniziata nel 2004 con la presidenza Ria alla Provincia di Lecce, quando al comune di Carpignano venne inviata una proposta di tracciato ideato già negli anni 70/80 in un clima all’epoca basato sullo “sviluppismo” ed incurante del fatto che il Salento era già la zona più stradalizzata d’Italia. L’Amministrazione Comunale propose una diversa collocazione del tracciato proposto indicando la zona ad ovest dei due abitati con un percorso più lungo ed invasivo, approvandolo poi in consiglio comunale. Nel gruppo di maggioranza del comune di Carpignano però era presente anche una componente ambientalista molto critica verso il progetto dell’opera ritenendolo soltanto invasivo per il territorio. La questione cominciò a diventare di dominio pubblico incontrando la contrarietà della popolazione e via via anche delle altre forze politiche del paese esclusi i Democratici di Sinistra. Cominciò così il “braccio di ferro” all’interno delle forze della sinistra vedendo inizialmente la spaccatura del PRC e poi infine anche del PSI. Il comitato addusse tra le ragioni “formali” anche il rispetto che la stessa Amministrazione Comunale aveva approvato qualche anno prima (2001) e cioè la Carta di Aalborg, proiettando così il comune Carpignanese verso una direzione di Sviluppo Sostenibile. Successivamente Il Comitato Salentino per la Difesa del Territorio chiese udienza all’allora presidente della Provincia Giovanni Pellegrino che, dopo un incontro durante il quale gli vennero esposte le perplessità sul progetto, propose una propria soluzione molto meno invasiva e che in pratica ricalcava il percorso già esistente adeguandolo alle nuove esigenze di sicurezza e percorribilità. Successivamente la Provincia progettò il nuovo tracciato illustrato dal Comitato e lo inviò al comune di Carpignano Salentino per le osservazioni tecniche del caso, accompagnandolo con una lettera del Presidente Pellegrino, in cui invitava il comune ad approvarlo perchè più economico e molto meno invasivo. L’Amministrazione Comunale lo approvò senza indugi confermando nei fatti le ragioni del comitato.

Le news da Camera e Senato di Diana De Maffutiis
Con la ripresa dei lavori parlamentari , i rappresentanti eletti dal popolo italiano hanno nuovamente cominciato a presentare atti ispettivi che rendano noti al Governo i problemi delle zone nelle quali ognuno di loro è stato eletto. Interrogazioni, interpellanze e risoluzioni sono strumenti con i quali i parlamentari possono attirare l’attenzione dell’Esecutivo su una determinata questione, rivolgendosi ai vari Ministri competenti per materia ovvero alla Presidenza del Consiglio, quando il firmatario dell’atto reputa che la problematica sia di carattere generale. A Palazzo Madama la Sen. Adriana Poli Bortone (iscritta al Gruppo misto del Senato con il partito di cui è leader, Io Sud), già sindaco di Lecce per due mandati, ha presentato una interrogazione parlamentare a risposta scritta sui rischi per il territorio rappresentati dalla riorganizzazione europea di BAT (British American Tobacco). Infatti, la multinazionale inglese che produce alcuni tra i marchi più noti di sigarette ha prospettato un piano di ristrutturazione europea che prevede anche il ridimensionamento della Manifattura Tabacchi di Lecce. La Sen. Poli Bortone chiede pertanto ai Ministeri dello Sviluppo economico, del Lavoro e dell’Agricoltura quali iniziative intenda intraprendere il Governo per evitare che si produca una crisi occupazionale che avrebbe gravi ripercussioni sul tessuto socioeconomico della provincia. Ciò che la Senatrice sottolinea con forza è che il ridimensionamento che BAT vorrebbe attuare non ha alcun legame con la produttività della Manifattura, che continua ad essere attiva e efficiente. A Montecitorio è stato invece il deputato Ugo Lisi, avvocato leccese che aderisce al Gruppo del Popolo della Libertà, a presentare una interrogazione al Ministero dell’Interno, cui afferisce il Comando nazionale dei Vigili del Fuoco. Infatti, lo scorso luglio il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha presentato ai sindacati un piano di riorganizzazione del servizio sommozzatori che prevede la chiusura di alcuni nuclei sommozzatori, tra cui quello di Brindisi. L’On. Lisi chiede al Ministro Roberto Maroni che prima di procedere a tale ridimensionamento sia fatta un’accurata analisi del rischio acquatico nella Regione Puglia ed elenca una serie di elementi da tenere in considerazione nella garanzia della sicurezza dei cittadini, quali ad esempio: densità e distribuzione sul territorio della popolazione, tipologia delle attività economiche presenti, flussi turistici, lunghezza e caratteristiche morfologiche dei litorali interessati dall’attività turistica, idrografia generale, numero e caratteristiche dei porti e degli idroaeroporti, zone di mare ad alta densità di navigazione e casistiche incidentali nel mare di Puglia e in particolare nel Canale d’Otranto.

DICEMBRE

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Il porto turistico di Otranto presto sarà una realtà. Qualche anticipazione
Salvo Sammartino Il Caso
Settembre si chiude con notizie positive provenienti da Roma sul futuro del Porto di Otranto: durante l’ adunanza del 22 settembre scorso presso la sede del Consiglio Superiore ai Lavori Pubblici, gli amministratori idruntini hanno illustrato le proposte presenti nel Piano regolatore del porto di Otranto ricevendo pareri favorevoli del Consiglio. Un tassello in più all’iter burocratico per la definitiva approvazione del progetto che deve ancora superare la procedura di valutazione di impatto ambientale e il successivo voto favorevole della Giunta regionale che tra l’altro figura tra gli Enti finanziatori del Porto turistico. Nella “pioggia” di finanziamenti regionali dello scorso gennaio 2010 infatti, un capitolo riguarda Otranto e il suo Porto. Nel programma stralcio dell’Area Vasta “Salento 2020” con il comune di Casarano capofila, Otranto figura tra i sottoscrittori dell’accordo che hanno ottenuto finanziamenti del Por 2007-2013. 6 milioni di euro in totale, 3 milioni e 780mila euro vanno alla riqualificazione e l’avvio del Porto turistico e i restanti 2 milioni e 700mila per il recupero del castello Aragonese, del fossato e della grotta dei Cervi. Ma facciamo qualche passo indietro per risalire ad un altro step del progetto. A febbraio 2010, è stata la volta della Conferenza di Servizi presso la Capitaneria di Porto di Otranto, convocata da Antonio Ostuni, Comandante del porto. E’ stato un incontro utile ad acquisire i pareri dei vari Enti interessati all’approvazione del Piano Regolatore portuale. Il Piano Regolatore del Porto pone l’ attenzione a tutte le altre funzioni che da sempre vengono garantite nel porto cittadino. Si è guardato all’aspetto commerciale, prevedendo adeguati spazi e l’ infrastrutturazione della banchina del molo San Nicola. Un piano volto ad una migliore connessione dell’area portuale con il resto della città, per integrarla con il tessuto cittadino e rendere il porto uno dei grandi attrattori turistici e un fattore determinante per un nuovo sviluppo economico di Otranto. Dunque, il progetto convince l’autorità per i Lavori pubblici, c’è già un Piano pronto per l’uso del nuovo Porto e non mancano gli investimenti pubblici. Ancora qualche passo (

la valutazione di impatto ambientale e il sì Giunta regionale, si diceva) e il Porto vedrà la luce. E le anticipazioni? L’Amministrazione comunale ha presentato a Roma il progetto per realizzare 160 posti barca nel bacino portuale interno, proprio ai piedi del Bastione Pelasgi, dove verrà creato un camminamento sul mare utile a collegare il Porto al molo cittadino ed avere un continuum tra la baia cittadina e la città vecchia. Il 3 ottobre scorso poi durante un incontro pubblico con la cittadinanza l’amministrazione ha dato un’anticipazione dei suoi piani per il futuro Piano Urbanistico Generale, del quale un importante capitolo interesserà il futuro porto turistico cittadino. La nuova struttura dell’ Area Fabbriche ad esempio, darà vitalità all’intera area portuale una volta dati in concessioni gli spazi per attività commerciali, servizi legati alla diportistica e ai connessi sport marini. In questi giorni poi di concerto con la direzione provinciale di Coldiretti, la notizia dell’ imminente avvio di un farmer market domenicale per rivitalizzare l’ area portuale anche attraverso la riscoperta delle produzioni agricole locali.

Frassanito: Cariddi, la zona va riprogrammata urbanisticamente
Ecco come il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, intende affrontare i problemi di Frassanito. Ci ha inviato la seguente dichiarazione: “Il problema principale che interessa la zona di Frassanito è la mancata pianificazione urbanistica dell’area. Negli anni, in modo del tutto spontaneo, senza che le Amministrazioni succedutesi abbiano mai tentato di dare un indirizzo chiaro allo sviluppo delle attività presenti, si è assistito ad alcuni fenomeni che hanno, anno dopo anno, portato una sempre maggiore pressione antropica, senza aver previsto la necessaria infrastrutturazione di quello che, inizialmente, era un borgo rurale. Gli interventi in campo agrituristico prima, lo sviluppo balneare, con diversi stabilimenti in concessione poi, e la realizzazione di alcune strutture ricettive in deroga allo strumento urbanistico vigente, hanno, di fatto, mutato la natura e l’inquadramento urbanistico di Frassanito. E’ difficile poter considerare ancora oggi, nonostante le destinazioni indicate nel P.R.G., questa zona come agricola, in quanto l’insieme delle attività presenti, la caratterizzato quale polo turistico a tutti gli effetti. I problemi che ne sono conseguiti sono notevoli e di non facile soluzione. Innanzitutto la questione dell’approvvigionamento idrico-potabile e della depurazione. Quest’ultima garantita principalmente mediante “pozzi neri”, sui quali è difficile esercitare un controllo del regolare e legittimo funzionamento. La costa, in buona parte ormai posseduta in concessione da privati per stabilimenti balneari, presenta da diversi anni un fenomeno erosivo costante, che riduce sempre più la superficie utile per la balneazione. Il paesaggio abbondantemente snaturato dai vari interventi edilizi, non raccordati, che si sono stratificati negli anni. La viabilità mal servita da un sistema di strade e parcheggi inadeguato, che mette a rischio anche i tanti pedoni che passeggiano quotidianamente in questa area. Vi è, allora, la necessità di riprogrammare urbanisticamente Frassanito, e questo lo faremo, coinvolgento gli attori, privati cittadini ed operatori economici della zona, nell’ambito del nuovo piano urbanistico generale che abbiamo appena avviato. Un’attenzione particolare andrà data ad un piano di riqualificazione, degli spazi privati e pubblici, per rigenerare l’aspetto estetico dei luoghi. Indispensabile sarà intervenire con urgenza sulla infrastrutturazione pubblica per garantire servizi adeguati alla nuova realtà di Frassanito, guardando alle esigenze del turismo della zona, ma in particolar modo ad una migliore vivibilità per i cittadini residenti. Infine, ma non per ultimo, occorre considerare anche il problema del collegamento di Frassanito con il centro cittadino. Purtroppo la strada provinciale, soprattutto nel periodo di alta stagione, subisce una costante invasione di mezzi da parte degli utenti del litorale. Questo provoca, in alcuni momenti del giorno, ingorghi e code di auto che comportano notevoli perdite di tempo, oltre al rischio di incidenti. Abbiamo prospettato alla Provincia di Lecce una soluzione di viabilità nuova da realizzare per collegare tale provinciale con quella che collega Otranto a Martano. In questo modo si potrebbero alleggerire i flussi, dal e per il mare, del traffico pendolare che più incide sulla strada litoranea” .

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DICEMBRE

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