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Data e Ora: 09/08/10

21.23 - Pag: 15 - Pubb: 10/08/2010 - Composite

Giornale di Brescia

Martedì 10 Agosto 2010

garda e valsabbia 15

Desenzano Il lungolago riapre la sera dei giorni feriali
Oggi la firma del sindaco all’ordinanza. Il provvedimento arriva dopo le articolate lamentele degli esercenti del settore turistico
DESENZANO Da stasera il lungolago di Desenzano riapre al traffico serale e notturno. Ma solo nei giorni feriali. Stamani infatti il sindaco Felice Anelli firmerà l’apposita ordinanza, che farà tornare le automobili sul lungolago della «capitale del Garda». Il provvedimento dell’Amministrazione, ribadiamo relativo solo ai giorni dal lunedì al venerdì, arriva per così dire a stretto giro di posta rispetto alla lettera inviata a sindaco ed assessori da parte di quasi 150 fra commercianti, titolari di esercizi pubblici e turistici. Nella missiva, spedita alcuni giorni fa, si chiedeva, oltre alla riapertura al traffico del lungolago, la sosta gratuita in centro a partire dalle 19, una maggior pulizia del porto vecchio specie dopo le burrasche, attracchi gratuiti per motoscafi vicino alla piazza, l’apertura della cittadina agli artisti di strada, il trasferimento degli spettacoli non a pagamento in piazza, facilitazioni per l’organizzazione di piccoli eventi. L’elenco delle richieste punta a mettere in movimento iniziative concrete e immediate per movimentare e «salvare» la seconda parte della stagione turistica. Perché secondo gli operatori economici che ruotano attorno alla piazza il momento è difficile, da allarme rosso. Il problema riguarda soprattutto i giorni feriali. Il tema è stato ampiamente dibattuto dal Consiglio comunale che ha riconosciuto il forte calo degli afflussi serali e notturni nei giorni feriali. I progetti per rilanciare il centro di Desenzano sono quelli prima ricordati, partendo dalla contrarietà dei firmatari all’insediamento di qualsiasi nuovo grande centro commerciale che darebbe il colpo di grazia - recita la lettera alle attività del centro. Che si sono ora mobilitate non solo sollecitando l’Amministrazione a intervenire, ma anche mettendo mano al portafogli. Gli operatori del centro hanno messo in cantiere, intanto, i «giovedì in piazza» che dalla prossima settimana e fino a fine settembre offriranno svago, spettacoli o attrazioni. «Pur con fondi risicati - ricorda l’assessore alle Attività produttive Diego Beda - abbiamo organizzato numerose manifestazioni. Per settembre e ottobre ho proposto tre appuntamenti: una sfilata di moda in piazza Malvezzi con riprese tv in diretta il 18 settembre, la mostra di vetrine a inizio ottobre in concomitanza con la "Southgardaroad" e infine "B’Io mangio a Desenzano", rassegna enogastronomica dei ristoratori con prodotti biologici. Le manifestazioni si faranno solo se ci sarà la collaborazione dei commercianti, ai quali non chiediamo soldi ma partecipazione».

Desenzano poco affollata nelle serate dei giorni festivi

Gardone A un passo dall’isola ecologica
Verso la soluzione il problema della gestione e della raccolta dei rifiuti: ultimata la progettazione definitiva si prevede di ottenere le autorizzazioni e di iniziare i lavori a dicembre, per avviare l’impianto entro la primavera
GARDONE RIVIERA Ultimata la pro-

Magasa A Cadria San Lorenzo fra tradizione e restauri
MAGASA Avrà un duplice significato
quest’anno la consueta festa di San Lorenzo a Cadria. Come tutti gli anni il 10 agosto il borgo, unica frazione di Magasa, festeggerà il patrono e come ogni anno si consumerà una delle più antiche e curiose tradizioni alto gardesane: all’uscita della Messa mattutina delle 11 tutti riceveranno, come accade da oltre cinque secoli per un’antica disposizione testamentaria, un pane e un quinto di vino. L’usanza ruota attorno al «Legato di San Lorenzo», un lascito testamentario risalente al 1588. Nel 1978 tutti i beni del legato furono incamerati dal Comune di Magasa, che divenne proprietario, tra le altre proprietà, della suggestiva chiesetta di San Lorenzo e mantenne l’obbligo morale di rispettare la volontà dell’antico benefattore: la distribuzione del pane e del vino nel giorno del patrono. Quest’anno, dicevamo, i pochi abitanti di Cadria (si contano, letteralmente, sulle dita di una mano) avranno un motivo in più per festeggiare. Il gruppo «Amici per il restauro della chiesetta» costituito da alcuni residenti e da persone che amano questo minuscolo borgo montano è riuscito, con i proventi delle feste sin qui svolte e grazie a un generoso benefattore rimasto anonimo, a raccogliere fondi per il recupero del piccolo edificio sacro. «La somma raccolta - spiega l’arch. Giovanni Ciato, responsabile dell’Ufficio tecnico della Comunità montana Parco Alto Garda - ha consentito alla Comunità di predisporre un progetto e di accedere ad un finanziamento regionale. A breve si attende dunque il via dei lavori, che consentiranno di eseguire gli interventi più urgenti di sistemazione del tetto, consolidamento strutturale e altre opere che consentiranno di migliorare la stabilità dell’edificio sacro». L’intervento comporterà una spesa di circa 100mila euro. La Regione Lombardia contribuirà con 69.500 euro, il Gruppo per il restauro con 20mila euro, un donatore anonimo con altri 10mila, il Comune di Magasa con 500 euro. La Comunità montana si è fatta carico della progettazione e delle procedure tecniche. Il progetto verrà illustrato nel corso della festa del patrono. «La gente - conclude l’arch. Ciato potrà rendersi conto della destinazione delle offerte fatte, con l’augurio che queste somme possano aumentare per consentire anche il restauro degli affreschi». s. bott.

Anfo L’elicottero ha portato i pali della linea elettrica

gettazione definitiva della nuova isola ecologica, si avvia a una soluzione il problema della gestione e della raccolta dei rifiuti che da mesi affligge Gardone Riviera. Dopo le note decisioni relative al centro di raccolta situato in località Traina (chiuso dal Comune il 18 gennaio scorso in attesa degli adeguamenti autorizzativi e strutturali richiesti dal decreto ministeriale del 13 maggio 2009) è ora stato individuato il progetto definitivo per la nuova isola. «Con la piena collaborazione del gestore Garda Uno - spiega il consigliere con delega all’Ecologia, Stefano Ambrosini - è stato avviato un dialogo che, sfruttando anche le esperienze di consulenze esterne, come quella del gestore del bacino trevigiano TV1 e di altri, è sfociato nell’elaborazione di un piano ed una progettazione condivisi».

Nel rispetto dell’ambiente ANFO Spettacolare intervento
aereo nei giorni scorsi ad Anfo ad opera della Elettrolinee di Muscoline, impegnata nel posizionare una linea elettrica progettata da A2A per portare energia in località Case Sparse nell’area conosciuta come «Tese» di Anfo, lungo i declivi che accompagnano il torrente Re fin sotto al Baremone. Tre chilometri di elettrodotto per il quale è stato necessario posizionare una quarantina di pali lunghi fra i 14 ed i 16 metri e pesanti fino a dieci quintali ciascuno. In alcuni casi i punti scelti per piantare i pesanti sostegni a sezione poligonale non erano raggiungibili neppure coi mezzi a quattro ruote motrici buoni per piazzare le fondazioni. In nessun caso è stato possibile farlo con i pali, troppo ingombranti per essere trasportati lungo la stradina che sale dal lago, la stessa che poi permette di raggiungere il Maniva. Così è stato necessario far intervenire l’Ecureil B3 di una società valtellinese che è andato avanti e indietro per quattro ore consecutive. Operazioni spettacolari, rese ancora più complesse dalla presenza, lungo il tragitto impegnato dell’elicottero, della linea dell’alta tensione e di un’altra linea della media da 15 kW. val. Tramite il nuovo progetto il Comune ha chiesto di soddisfare una serie di criteri: cassoni prelevabili mediante sistema scarrabile e non necessariamente con la gru; accesso della Forsu (la frazione organica del rifiuto solido urbano, ovvero il cosiddetto umido) esclusivo per il gestore e solo a isola chiusa al pubblico; una corretta viabilità interna all’isola; sistemi per favorire l’utilizzo dell’isola da parte dell’utenza domestica; una progettualità che tenga conto degli aspetti di impatto ambientale. «Garda Uno - continua Ambrosini ha profuso uno sforzo importante per trovare una soluzione mediata tra le sue passate esperienze di progettazione e le nostre richieste, innovative ma sicuramente impegnative dal punto di vista realizzativo».

Una delle «isole ecologiche» per la raccolta differenziata sparse per il territorio di Gardone Riviera
una pesa domestica; ci sarà poi un sistema preposto all’identificazione dei rifiuti e al controllo delle pesature. riscontrato il sistematico conferimento di rifiuti vegetali provenienti da fuori comune) e, appunto, dalla chiusura dell’isola ecologica. Nel periodo gennaiogiugno il rifiuto vegetale è sceso dalle 736 tonnellate del 2009 alle 123,7 tonnellate nel 2010 (- 82% circa). Si riscontrano inoltre aumenti significativi nella raccolta dei rifiuti differenziati (tranne il vetro): carta + 28,7%; plastica + 8,9%; vetro - 4,8%. «Ci auguriamo che la nuova politica di gestione della raccolta - conclude Ambrosini -, supportata da ordinanze specifiche e da accorgimenti presi strada facendo, possa generare nei conti di fine anno un risparmio sulla Tarsu e una migliore gestione del ciclo dei rifiuti».

Differenziata in aumento
Nel frattempo, Ambrosini rende noti i dati sulla raccolta rifiuti relativi al primo semestre 2010, periodo caratterizzato dalla rimozione degli ecobox per il rifiuto verde (in riferimento ai quali si era

Simone Bottura

L’inaugurazione ad aprile
Il cronoprogramma dell’opera prevede di ottenere le autorizzazioni necessarie e di iniziare quindi i lavori il prossimo dicembre, per avviare l’impianto entro la prossima primavera, presumibilmente nella seconda metà del mese di aprile. L’intervento comporterà una spesa di circa 400mila euro, in parte coperti da un contributo provinciale di 38.750 euro. La nuova soluzione prevede un’isola con accesso tramite due rampe laterali, otto cassoni centrali ad uso pubblico e due riservati al gestore. L’isola sarà attrezzata per il conferimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche e di rifiuti pericolosi. Sono previste, inoltre, anche una pesa-ponte e

Calvagese Brindando in rosa con i «Calici di Stelle»
CALVAGESE Questa sera, all’incipit della notte del 10 agosto dedicata a San Lorenzo, il Consorzio Garda Classico torna a celebrare, nei giardini del Borgo alla Quercia di Calvagese, «Calici di Stelle», tradizionale manifestazione del Movimento Turismo del Vino e dell’associazione Città del Vino che ogni anno rivive in chiave enologica la notte nella quale gli occhi di molti si rivolgono speranzosi al cielo per cogliere al volo una stella cadente. Rinominata dal Consorzio gardesano «Notte in Rosa», dalle 19 e fino a mezzanotte promette in un suggestivo contesto musicale oltre 60 vini in degustazione abbinati a piatti tipici e a varie golosità gastronomiche della riviera. A dominare la serata sarà soprattutto il Chiaretto Garda Classico, vino dell’estate gardesana per eccellenza, il nettare rosa che sta vivendo un 2010 di grandi conferme sia sul fronte dei riconoscimenti che su quello dei consumi. Ad arricchire la proposta anche i Rossi della Valtenesi, dal marchio che identifica alcune fra le migliori produzioni del territorio, e un tocco di «sparkling» con gli spumanti gardesani che trovano la loro espressione più tipica nel Garda Rosè, versione spumantizzata del Chiaretto. Il programma prevede un arcipelago del salato, dedicate a salumi e formaggi, marmellate, mieli ed oli del Garda e dalle 21 un’isola del dolce seguita alle 23 dai Maccheroncini dell’Amicizia e da un Gran Trionfo Dolce Calici di Stelle. Intervallano una colonna sonora di musica dal vivo e un concerto lirico dedicato al mondo del vino. Il ticket d’ingresso è di 25 euro. Informazioni su www.notteinrosa.it o al numero 346/7059548.

Adonella Palladino

Bagolino Controlli dei Cc Lonato Il viale del «chilometro lanciato» per sospetti abusi edilizi I residenti di Barcuzzi lamentano la pericolosità del tratto di provinciale che attraversa la frazione
PONTE CAFFARO La vicenda sta creando un certo scalpore a Ponte Caffaro, in alcuni addirittura timorosa «suspance». Così la definiamo. Anche perché in paese si mormora che il fenomeno non sia del tutto circoscritto. Qui si parla di abuso edilizio, ma non di quello «normale»: l’uso illecito di mattoni e calcestruzzo, infatti, sarebbe stato fatto in una zona dove vige il vincolo ambientale, fattore questo che fa scivolare le pratiche nell’ambito del codice penale. Non mancherebbero neppure certi episodi assai curiosi, che meriterebbero di essere trattati in una sede assai diversa da quella di un tribunale, tipo una galleria d’arte moderna. Ma andiamo con ordine perché, a dispetto dei risvolti comico-artistici, la faccenda è piuttosto seria. Al momento si sa che una decina di garage e depositi di attrezzi nella zona «quadri» sono stati visitati in una mattinata di intenso lavoro dai carabinieri della locale stazione al comando del maresciallo Rizza. Di questi manufatti, una manciata sarebbero risultati «non in linea con quelli che erano i dettami della relativa concessione edilizia». In municipio confermano i controlli, che sarebbero avvenuti la settimana scorsa in collaborazione con l’Ufficio tecnico, e aggiungono che qualche irregolarità sarebbe stata riscontrata, ma ancora nulla di ufficiale, siano denunce o altre richieste, sono state avanzate dall’autorità inquirente. Ma cosa è successo, di quale abuso si tratta? C’è che alcuni proprietari di casette o poderi nel Pian d’Oneda - la vasta area strappata a malarica palude intorno all’anno Mille dai Benedettini di Serle - hanno dichiarato che avrebbero costruito garage o capanni degli attrezzi, invece hanno fatto tutt’altro: veri e propri miniappartamenti completi di angolo cucina e via dicendo. E di artistico che c’è? Direte voi. Il modo scelto da alcuni per occultare l’abuso: c’è chi è arrivato ad appoggiare ad una parete in muratura, quindi inutilmente, una vera basculante, per far sembrare la tavernetta un garage. Come se ne sono accorti i carabinieri? Mica sono quelli delle barzellette: si sono accorti che da quel garage spuntava il caminetto.

LONATO L’hanno ribattezzato
il «viale del chilometro lanciato». È il rettilineo che sulla provinciale 25 la Lonato-Padenghe attraversa l’abitato della frazione Barcuzzi. La località era un tempo un modesto agglomerato di case sorte attorno alla provinciale, ma negli ultimi anni ha registrato una notevole espansione residenziale, specie di seconde case, che ha notevolmente incrementato, specie nei mesi estivi, la popolazione presente. E quella strada rettilinea che attraversa la frazione è diventata l’incubo di molti abitanti. Questi lamentano la pericolosità della strada percorsa da un traffico intenso sia di autovetture che di automezzi pesanti. Il problema è al centro di una serie di segnalazioni, di richieste di intervento, di sollecitazioni e di proteste. «Ho scritto al

Traffico pesante lungo la provinciale nell’abitato di Barcuzzi

Ubaldo Vallini

sindaco, all’Assessorato ai lavori pubblici Settore manutenzione strade della Provincia di Brescia, anche al Prefetto segnalando la pericolosità della strada», sottolinea un abitante che vive proprio a lato della provinciale. Nonostante i limiti di velocità da centro abitato in questo tratto corrono tutti. Auto ed anche camion e moto sfrecciano a velocità pazzesche, sorpassano ignorando non solo i limiti di legge ma anche quelli della prudenza. Sembra di essere in autostrada. Così non solo la rumorosità è elevata, tanto da non riuscire a sentire televisione e radio se non a volume doppio del normale di giorno e non dormire di notte: c’è poi il problema sicurezza che sconsiglia di camminare a lato della strada. È stato scritto al Comune, al Prefetto, alla Provincia sollecitando interventi, come il posizionamento di dossi rallentatori, la realizzazione del progetto annunciato ma mai realizzato di costruire una rotatoria che

avrebbe anche la funzione di rallentare la velocità. Ma nulla è stato fino ad oggi fatto. In realtà da anni si parla della realizzazione di una rotonda all’intersezione fra via Barcuzzi, Benaco e Breda. «L’iniziativa spiega il sindaco Mario Bocchio - è dell’Assessorato ai lavori pubblici della Provincia di Brescia. Come Comune contribuiremo alla spesa con un terzo dei fondi necessari che sono già stati stanziati. Ma ci sono problemi di rispetto del patto di stabilità, mi risulta anche da parte della Provincia. «Più concretamente - continua - abbiamo in progetto il posizionamento a Barcuzzi delle colonnine speed-check che rilevano le velocità e in caso di supero arrivano le contravvenzioni. Puntiamo ad installarle in tempi non lunghi perché il problema esiste». Per rendersene conto basta fermarsi pochi minuti a lato della provinciale ai Barcuzzi. Il traffico è intenso e le velocità sono decisamente elevate.