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MARCO FORTI

Shōtōkai No Rekishi

Excursus sulla storia del Karate-dō del M° Shigeru Egami

Corso Maestri 2001-2003 FIKTA - Federazione Italiana Karate Tradizionale e discipline Affini

FIKTA - Corso Maestri 2001-2003

Marco Forti

Shōtōkai No Rekishi

INDICE

Indice Premessa Convenzioni Shōtōkai - etimologia Shigeru Egami Il momento più buio per il Karate-dō Il percorso di Shigeru Egami Messaggi del M° Egami Lo Shōtōkai fuori dal Giappone La situazione attuale in Giappone Lo Shōtōkai in Europa dopo la morte del M° Murakami Bibliografia

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FIKTA - Corso Maestri 2001-2003

Marco Forti

Shōtōkai No Rekishi

“Gli avvenimenti degli uomini non svaniscano col tempo e opere grandi e mirabili non restino senza gloria” Erodoto (historiês)

PREMESSA
Ho deciso di presentare, quale tesi finale del Corso Maestri, il risultato delle mie ricerche sulla storia del Karate-dō del M° Egami. Il motivo principale per cui ho voluto presentare un lavoro di carattere storico deriva fondamentalmente da alcune considerazioni relative alla mia concezione di maestro. Il maestro è, a mio avviso, colui che ha trasceso la fase di pura trasmissione formale della tecnica. Egli deve essere in grado di instaurare un rapporto di intima comunicazione con ogni singolo allievo attraverso la quale la tecnica viene trasmessa come elemento indissolubile di un più ampio sistema filosofico e formativo. Così come la maestria prevede che la tecnica non venga eseguita bensì vissuta e interpretata, così il kimochi (気持) e la trasmissione “da cuore a cuore” (I shin den shin), vale a dire toccando le più intime corde dell’animo di ogni singolo allievo, richiedono la profonda comprensione delle proprie radici, la consapevolezza dell’esperienza del vissuto del fondatore e dei predecessori. «Per essere considerato un maestro, un karateka deve avere rispetto e comprensione per la storia del Karate-dō, deve allenare la mente così come il corpo, e perseguire l’allenamento tradizionale». Questa è la risposta illuminante di Sensei Morio Higaonna (Goju Ryū di Okinawa) alla domanda “Quali sono le caratteristiche di un maestro?”1 Nel presente scritto presento la storia dello Shōtōkai o, più precisamente, del Karatedō di Shigeru Egami attraverso episodi di vita vissuta e scritti degli esponenti di questo stile. Non tratterò l’aspetto tecnico se non incidentalmente, e solo quando risulterà necessario per agevolare la comprensione di particolari vicende storiche. Alcuni documenti da me inseriti in questo scritto sono inediti in quanto non sono mai stati, prima d’ora, pubblicati in nessuna lingua diversa dal giapponese ed alcune informazioni, per tale motivo, vengono per la prima volta rese note.

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Dr. Clive Layton «Conversations with Karate masters» - Ronin Publishing - Birkenhead 1988 ii

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Marco Forti

Shōtōkai No Rekishi

I commenti ai testi e alle situazioni storiche riportate nelle pagine seguenti sono esclusivamente espressione di opinioni personali e pertanto non rappresentative degli orientamenti di nessuna organizzazione. Eventuali errori ed imprecisioni riportate nel testo sono ascrivibili unicamente al sottoscritto.

Cesena, maggio 2003 Marco Forti

Marco Forti Piazza P. P. Pasolini, 140 47023 Cesena (FC) e-mail: marco.forti@shotokai.net

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Marco Forti

Shōtōkai No Rekishi

CONVENZIONI

Nel testo i nomi di persona vengono indicati secondo lo standard europeo (prima il nome e poi il cognome). La romanizzazione dei termini giapponesi viene presentata seguendo il metodo Hepburn (ヘボン式), quella dei termini cinesi seguendo il metodo Pinyin .

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La traduzione letterale del termine Shōtō è "onde di pino" ed il Mº Funakoshi spiegò il motivo della scelta del termine nel suo libro "Karate-Dō . amico del Maestro Funakoshi oltre che. La raccolta dei fondi diede buoni frutti tanto che la costruzione del nuovo dōjō.. fra cui il monte Torao. 1 .. 2 3 Il dōjō Shōtōkan a Zoshigaya . naturalmente. collegio di Shōtō (Shōtō era lo pseudonimo usato dal M° Gichin Funakoshi per firmare le proprie poesie).» L’uso del temine Shōtōkai appare per la prima volta nel 1935 quale denominazione assunta dal comitato di allievi del M° Funakoshi. ebbe inizio nella primavera del 1936 e terminò nel 1938.. sembrava proprio la coda di una tigre.Tōkyō Gichin Funakoshi . Infatti il tremendo terremoto che nel settembre del 1923 colpì Tōkyō. danneggiò il dōjō di Meisei Juku e la pratica poté continuare grazie all’offerta dell’uso del proprio dōjō fatta dal maestro di Kendō Hiromichi Nakayama.Edizioni Mediterranee .... cui il comitato diede il nome di Shōtōkan3 (松涛館) e che in seguito sarà individuato anche come honbu dōjō (dōjō centrale). edificio. Godere la solitudine ascoltando il vento fischiare attraverso i pini mi sembrava un'eccellente maniera per raggiungere la pace della mente che il Karate richiede. presso quei club universitari della capitale giapponese ove era stata introdotta la pratica del Karate-dō.queste sensazioni sono sempre state parte di me.. Quando avevo tempo. vista da lontano.My Way Of Life" 2 : «.pagg.. importante figura politica dell’epoca. con lo scopo primario di raccogliere i fondi necessari alla costruzione del primo dōjō dedicato esclusivamente alla pratica del Karate in Giappone.1987 .Roma .. La parola Torao significa "coda di tigre".etimologia Il termine Shōtōkai (松涛会) significa gruppo.Il mio stile di vita» .se accadeva che ci fosse anche un po’ di vento.«Karate-dō . si poteva udire lo stormire dei pini e sentire il profondo impenetrabile mistero che si trova all'origine di tutta la vita. solevo passeggiare sul monte Torao.La città fortificata di Shuri dove sono nato è circondata da colline con foreste di pini delle Ryūkyū e vegetazione sub-tropicale. 93-94 Kan (館) = casa...Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Shōtōkai . creato su iniziativa di Kichinosuke Saigo. fin dall'infanzia: decisi così che "SHŌTŌ" era il miglior nome con il quale firmare le mie poesie. termine appropriato poiché la montagna era molto stretta e così foltamente boscosa che.FIKTA ..

presto si confuse il nome della scuola con quello del suo metodo. furono Gichin ultimi Funakoshi. Nihon I maestri Egami. 2 . due Shigeru dalla Egami. per suo volere.NKK o JKA . Poiché tali allievi si allenavano nello Shōtōkan. il dōjō Shōtōkan (ricostruito dopo essere stato distrutto dai bombardamenti americani del 1945). Il gruppo Shōtōkai viene rifondato nel 1956 con il fine della pratica e della preservazione dell’arte scevra da qualsiasi influenza di tipo sportivo e commerciale.che sorse proprio per iniziativa di Obata). La differenza principale era il rifiuto da parte della NKS della competizione sportiva. Solo diversi anni dopo il termine Shōtōkai verrà utilizzato. Alla morte del maestro Funakoshi.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Il M° Funakoshi chiamava il suo metodo semplicemente Karate-dō. Isao Obata (gli fuoriusciti Karate Kyōkai . i termini Shōtōkan e Shōtōkai non individuavano ancora alcuno stile o scuola ma. avvenuta il 26 aprile dell’anno seguente.FIKTA . I maestri che del procedettero gruppo. Per quanto ovvio e ben conosciuto ribadisco che. e Hiroshi Noguchi. lo stesso Karate. NKS e NKK (JKA) praticavano. come sinonimo del metodo del M° Egami. La presidenza e la direzione tecnica del gruppo venne conferita allo stesso M° Gichin Funakoshi che la mantenne fino alla sua morte. soprattutto al di fuori del Giappone. il termine Shōtōkai non indicava ancora uno stile o una scuola diversa e che i due gruppi. all’epoca. i suoi scritti inerenti il Karate-dō ed il suo simbolo. la tigre creata dal pittore ed allievo Hoan Kosugi vennero consegnati alla Nihon Karatedō Shōtōkai. che alla da rifondazione allora assunse il nome di Nihon Karate-dō Shōtōkai (NKS). al di là di alcune divergenze di opinioni. il dōjō ed il gruppo formato dagli allievi del Maestro. Hironishi e Funakoshi Genshin Hironishi. rispettivamente.

con Yoshitaka Funakoshi. Il suo nome era Genshin (Motonobu) Hironishi e la loro amicizia divenne talmente salda da durare tutta la vita. 3 . Scrisse 4 : «Gli strani movimenti e le tecniche di un capomastro di lavori edili. dopo la morte di quest’ultimo.. prima con Takeshi Shimoda poi. originario di Okinawa. facemmo nella zona di Kyōto-Ōsaka e nell'isola di Kyūshū sotto la guida di Takeshi Shimoda. allievi del maestro Funakoshi.専 門家 に 贈る » Karate-dō . Revised Edition. In gioventù praticò Jūdō e Kendō.« 空 手道 .Senmon-ka ni okuru (Karate-dō . il nostro istruttore e il migliore tra gli studenti di Funakoshi.».Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Shigeru Egami Shigeru Egami nacque nella Prefettura di Fukuoka (isola di Kyūshū) nel 1912.Boletín Shōtōkai de España . Tōkyō 1970 Estratto da «Entrevista al Maestro Motonobu Hironishi» .«The Heart Of Karate-Dō» .Kodansha International Ltd. Hironishi scrisse5: «Non posso dire esattamente come.1984 S. studente delle scuole secondarie. 2000 . Nel 1924. 11-12. Scrisse a tal proposito 6 : «Ricordo i viaggi che noi. a numerose dimostrazioni. I maestri Funakoshi e Shimoda 4 5 6 S. London.dedicato ai professionisti) . Nel 1931 entrò alla facoltà di Commercio dell’Università Waseda e per un breve periodo praticò Aikidō. solo in seguito ho capito che egli era solo un principiante.» Nei primi anni trenta venne coinvolto nella divulgazione del Karate-dō in Giappone e partecipò. . Nello stesso anno incontrò il M° Funakoshi diventandone allievo e aiutandolo a fondare il club locale di Karate all’Università Waseda.Ed. New York. vide per la prima volta alcune tecniche di Karate. ma sin dall’inizio nacque tra noi una comunicazione molto spontanea.pagg. Egami .. Rakutenkai. in una famiglia di commercianti e costruttori edili. Sempre lo stesso anno un suo compagno di Università iniziò la pratica nel medesimo club.Tōkyō. Egami . un tipo di unione che includeva anche altri aspetti della vita quotidiana. mi sembrarono misteriosi e mi incuriosirono.FIKTA .

Fu scartato alla visita di incorporazione per il servizio militare in quanto aveva seri problemi polmonari e più tardi. era considerato una mera tecnica di combattimento ma aveva un'aura di segretezza e mistero. all’età di 24 anni. soffriva già di seri problemi di salute. Egami si sentì in dovere di tornare nell’isola di Kyūshū per seguire l’azienda familiare. attirò la nostra ammirazione ed il nostro rispetto. Sicuramente non c'era persona più qualificata per l'insegnamento ai giovani studenti. Il Karate. Il suo posto venne preso dal terzo figlio del Maestro. Sebbene non conosca bene la carriera di Shimoda. erano divenute più basse e più ampie. circa dodici anni dopo la prima dimostrazione che il maestro fece a Tōkyō. ».Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Questo accadeva attorno al 1934. come il fudo dachi. che non era solo un uomo dal carattere eccellente ma anche un grande esperto dell'arte. Comunque. in quei giorni. Presto però lasciò questa occupazione in quanto non si sentiva adatto alla vita del commerciante e fece ritorno a Tōkyō impegnandosi. 4 . Dopo le numerose pressioni da parte del padre e dei suoi studenti finì comunque per accettare e. Le posizioni. e nuove tecniche di calcio quali yoko geri (kekomi e keage). so per certo che fu un esperto della scuola Nen-ryū di Kendō e studiò anche Ninjitsu. Egami. A dispetto di un’apparente eccellente forma fisica. poiché all'epoca era tecnico radiologo all'Università Imperiale di Tōkyō e al Ministero dell'Educazione. Erano state create nuove posizioni. fumikomi e ushiro geri. in generale. contrasse la tubercolosi. con Yoshitaka Funakoshi e Genshin Hironishi. Gigō (Yoshitaka). di lì a poco. Per uno sfortunato volere del fato si ammalò dopo una delle nostre dimostrazioni e morì poco dopo. alcune forme di mawashi geri. A seguito della morte del fratello maggiore.FIKTA . Di conseguenza sembra che la curiosità fosse l'unico motore a spingere gruppi di persone ad assistere alle nostre dimostrazioni. allo sviluppo del Karate-dō. si dimostrò piuttosto riluttante ad assumere anche questo incarico. Shimoda era l'assistente del maestro Funakoshi e si occupava dell'insegnamento quando quest'ultimo era impegnato. come anche Yoshitaka Funakoshi.

5 .FIKTA .Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Negli anni trenta Yoshitaka Funakoshi. Shigeru Egami e Genshin (Motonobu) Hironishi lavoreranno alacremente allo sviluppo del Karate-dō. Nelle foto Shigeru Egami e Yoshitaka Funakoshi.

Bushido Publications Liverpool 1997 . Nel 1945.Senmon-ka ni okuru» .The Life and Times of Mitsusuke Harada» . Che gioia allenarsi in un dōjō così bello e per di più costruito con i nostri sforzi! La sensazione era quella di essere consanguinei e lo spirito con il quale ci esercitavamo risultò ancora più vigoroso. che fu chiamato Shōtōkan partendo dallo pseudonimo in calligrafia del Maestro Funakoshi. aderì al comitato creato da Kichinosuke Saigo per la raccolta dei fondi per la costruzione di un dōjō dedicato esclusivamente alla pratica del Karate.«Karate Master . citata. Come già ricordato questo comitato costituì l’embrione del gruppo Shōtōkai.op. noi tutti chiamavamo questo dōjō semplicemente “Honbu dōjō” (dōjō centrale). Dopo la morte di Yoshitaka Funakoshi. Egami iniziò a sentirsi assillato dalla necessità di perseguire la Via da sempre indicata dal suo Maestro e individuata nel lavoro che aveva iniziato con Yoshitaka Funakoshi e Genshin Hironishi: la trasformazione dell’arte di Okinawa in un’arte del Budō giapponese. Egami iniziò ad insegnare Karate alle Università di Gakushuin. Egami. I maestri Yoshitaka e Gichin Funakoshi Sempre considerato uno degli allievi più attivi del M° Funakoshi. 7 8 «Karate-dō .Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Nel 1935. Clive Layton . Toho e Chuo e fu l’istruttore più giovane ad essere eletto Membro del Comitato di Valutazione da Gichin Funakoshi.pagg.FIKTA . Tuttavia. 6 . partendo dal Karate per giungere al Karate-dō. alla fine della seconda guerra mondiale. Nel corso della seconda guerra mondiale insegnò inoltre alla Nakano School che era un centro di addestramento per spie e commandos giapponesi che il Maestro Mitsusuke Harada definisce8 una via di mezzo tra il MI5/MI6 (servizi segreti) e le SAS (Special Air Service) britannici. 61-62. all’epoca non si ricorreva a tale appellativo. Riguardo alla costruzione del dōjō scrisse 7 : «Verso il 1936 i giovani allievi si sono riuniti attorno al M° Yoshitaka Funakoshi per costruire il dōjō centrale. ogni volta che comparivano nel dōjō ci offrivano la loro guida con un sorriso in più». Egami assistette in meno di un anno alla distruzione della casa e del dōjō del M° Funakoshi e alla morte del maestro e grande amico Yoshitaka Funakoshi. Naturalmente anche la felicità del vecchio maestro Funakoshi (Gichin) e del giovane (Yoshitaka) era grande.

In pratica non è così semplice pensare di trovare cavie disponibili né tantomeno persone pronte a infierire su di noi nonostante il palese consenso. si cercò di approfondire. dice che o si crede ciecamente. fisicamente è nato dalla concentrazione della forza su un punto ben preciso. Prima di tutto. Un’antica tradizione giapponese. le sue caratteristiche sono totalmente differenti da quelle di tavole e tegole. presa alla lettera. sia in caso di attacco che di difesa bisogna riunire tutta la potenza laddove intendiamo colpire l’avversario. condotte contemporaneamente alla disciplina di sempre. mi è capitato di far mostra di colpi efficaci eppure ben lontani dall’essere letali. e poi bisogna tenere conto del fatto che pochi sarebbero quelli inclini a rendere pubblico un esito di cui si vergognano. rimaneva il dubbio circa l’effetto prodotto dagli stessi colpi su un corpo umano. Ho provato a porre il quesito che mi assillava a parecchie persone e le risposte sono state varie ma nessuno ha dichiarato d’esser certo del potere delle proprie azioni nonostante sembra che molti posseggano la forza sufficiente per infliggere un “colpo mortale”. in termini pratici. nei Kata e nelle tecniche messe in pratica in quelle occasioni c’era qualcosa di diverso dai Kata e dalle tecniche dell’allenamento abituale. e ne emerse che “il Karate è la tecnica della concentrazione”. e questa non è solo la mia opinione. Scrisse in proposito9: «Mi sono chiesto per molto tempo se i colpi frontali del Karate fossero veramente efficaci. ciò significa che. Quando il rischio era la vita. Ho fatto di tutto. per sciogliere il dubbio sull’efficacia dello tsuki. ma nonostante queste operazioni fossero andate a buon fine. come me. Non c’è dubbio che i colpi andati a segno furono tali per puro caso. è il parere di persone che. qualcuno ci ha provato senza ottenere un gran risultato. Affinché il colpo andasse a segno era indispensabile che il tempismo fosse perfetto.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Fu proprio nell’ambito di questa sua ricerca che. migliorare. dallo spezzare tavole e tegole al rompere mattoni. non approssimativo. mi consentirono di capire che 7 . L’esperienza personale mi ha insegnato che quest’ultimo è più resistente di quanto si possa pensare. peraltro quasi mai.FIKTA . io decisi di seguire il consiglio. Da qui ebbero inizio ulteriori ricerche che. tuttavia. Quando non siamo certi della reale efficacia dei nostri colpi allora ci assale uno stato d’ansia non indifferente. Per rimuovere l’insicurezza ci si sforzò. in più possiede uno “spirito” sottilmente inspiegabile. si fece ripetutamente colpire l’addome (con questo probabilmente aggravando il suo già compromesso stato di salute) dai colpi di pugno di diverse persone e concludendo che il tipo di attacco dei Karateka appariva essere quello meno efficace. oppure si mette da parte l’inquietudine interiore e ci si sforza di credere. decine di migliaia di volte hanno percosso e si sono fatte picchiare l’addome e l’epigastrio: è la voce dell’esperienza che parla.

tra cui i tre maestri sopracitati. bloccando i movimenti. Al sottoscritto non rimase che mettere a disposizione il proprio addome affinché più persone lo colpissero. Una volta scoperto il difetto si trattava di sciogliere le parti indurite rendendole elastiche.op. mentre i pugni maggiormente andati a segno furono quelli dei praticanti la boxe. nonostante si trattasse di veterani del Karate. però. nella prefazione alla seconda edizione del libro «Karate-dō Kyōhan» scrive 10 : «. ragion per cui decisi di rimettere tutto allo studio.» 8 . Ciò che mi sconvolse alquanto. Come fare per rendere le proprie tecniche efficaci? Quali sono i colpi che funzionano davvero? Vorremmo proprio saperlo. iniziò ad esserne preoccupato in quanto vedeva i valori essenziali del Karate-dō in forte rischio. cercando le ragioni di una cosa simile.. persone che non avevano mai affrontato un allenamento. Nel corso delle mie ricerche mi resi improvvisamente conto che l’allenamento portato avanti fino a quel momento in realtà irrigidiva. citata. Il mio stomaco venne picchiato a volontà da svariati karateka... Saigo. Per questo motivo i tradizionalisti. peccato che nessuno ce ne offra l’occasione. Nonostante la fondazione e la supervisione da parte di uomini della corrente più tradizionale. veniva fondata la già citata Nihon Karate-dō Kyōkai (Japan Karate Association). e vorremmo anche conoscere il potere delle nostre azioni.: «…I cannot deny that there were moments at which I came to be painfully aware of the most unrecognisable spiritual state to which the karate world hade come from that that had prevailed at the time I had first introduced and begun the teaching of karate. facendo confronti e tentando di scovare le differenze. Rimasi sbalordito chiedendomi il perché. Il Maestro Funakoshi che inizialmente aveva gradito la popolarità che questo nuovo organismo stava riscuotendo. Obata.Non posso negare che vi siano momenti in cui divento dolorosamente consapevole del pressoché irriconoscibile stato spirituale al quale il 9 10 «Karate-dō . la JKA iniziò a poco a poco ad essere guidata da princìpi commerciali e da metodi e pratiche simili a quelli degli sport occidentali che culminò con l’emanazione del regolamento per le competizioni agonistiche (1955).FIKTA . Hironishi. con l’illusione che producesse forza. lasciarono l’organizzazione. kendoka e boxers e la cosa più deplorevole fu il risultato: i meno efficaci furono i primi della lista.Senmon-ka ni okuru» .Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi la “concentrazione” non è un fenomeno esclusivamente fisico bensì necessariamente e inevitabilmente “mentale”. judoka. sulla base degli effetti prodotti potei chiarire i miei dubbi. il primo maggio 1949. Cito dall’edizione in lingua inglese edita da Kodansha International Ltd.. Il 13 ottobre 1956. fu l’esito sorprendente di perfetti incompetenti.» Intanto.

Poiché persi la forza di cui andavo così fiero. a poco più di quarant’anni di età. Okuyama e Yanagizawa. Scrisse di quel periodo11: «.FIKTA . Yoshitaka Funakoshi e dello stesso Maestro Gichin Funakoshi. Ripenso a quel periodo.fui sottoposto ad un intervento per la rimozione di parte del mio stomaco e. Ricominciò così a pensare al modo di colpire apparentemente leggero e rilassato ma estremamente efficace che distingueva le tecniche di Takeshi Shimoda. Già nel 1953 la ricerca di Egami aveva avuto una svolta positiva. fondatore dello Shinwa Taidō (poi Shinei Taidō) e nipote del fondatore dell’Aikidō. Il ricovero e lo stato di precarietà finanziaria legate all’impossibilità di svolgere una qualsiasi attività furono sorpassate con grande difficoltà e solo grazie all’aiuto di amici come Hironishi. dovette essere sottoposto a due operazioni allo stomaco. Ancora più serie erano le difficoltà a condurre una vita normale.pag.. Egami prese la decisione di cambiare radicalmente i concetti e le forme convenzionali di esecuzione. in piena fase di ricerca. non potei più praticare Karate.».op. lo portarono all’impossibilità di nutrirsi normalmente tanto era che tale alcun giunse da tipo a pesare solo 37 chili. Nel 1955. Allora. evitando l’uso di forza non necessaria. Allo stesso tempo venne in contatto con Hoken (o Shōyō o Noriaki) Inoue. Tali operazioni. Dai contatti con Inoue iniziò ad interessarsi all’energia vitale e alla sua circolazione nel corpo umano. Alla sua destra si riconosce Tadao Okuyama. dopo meno di un anno. citata . 9 . Morihei Ueshiba. per la prima volta. durante il quale ero 11 «The Heart Of Karate-dō» . 17.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi mondo del Karate è giunto rispetto a quello che prevaleva all’epoca in cui. Iniziò ad adottare tecniche eseguite in decontrazione. L’indebolimento rendergli non di La convalescenza del M° Egami.... Egami avverte questa preoccupazione e decide di seguire gli incoraggiamenti del proprio maestro e degli allievi più anziani a continuare nella Via del Budō. possibile allenamento fisico. ad un'altra simile operazione. Nel ricevere uno tsuki dal giovane Tadao Okuyama notò che quell’attacco era straordinariamente più efficace di tutti quelli che aveva ricevuto fino ad allora. ho introdotto ed iniziato l’insegnamento del Karate. a distanza ravvicinata.

La morte di Gichin Funakoshi colpì profondamente Egami che era presente. tanto più se si considerano le parole di Giei (Yoshihide) Funakoshi.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi caduto in una forte disperazione. al capezzale di quest’ultimo quando questi esalò l’ultimo respiro.FIKTA . Riporto integralmente il racconto nella traduzione in lingua italiana da me curata: Il momento più buio per il Karate-dō Racconto del Maestro Genshin Hironishi." Con queste parole in mente presi la decisione di vedere se mi fosse possibile praticare anche se mi trovavo in pessime condizioni fisiche. dai bambini e dagli uomini. tra i fondatori della Nihon Karate-dō Shōtōkai insieme al proprio maestro. Il giorno seguente avemmo un incontro urgente per analizzare una questione molto complessa che emerse immediatamente dopo la sua morte: gli appartenenti alla Japan Karate Association (JKA) non avrebbero partecipato ai funerali se non ne fossero stati gli unici organizzatori. Gichin Funakoshi. Nel 1956 fu. dai vecchi come dai giovani. Questo triste evento e gli accadimenti che caratterizzarono i giorni immediatamente seguenti furono la scintilla che spinse Egami a proseguire con ancor maggiore determinazione nella propria ricerca. a Hironishi. Shōtō. Traduzione di Marco Forti Il nostro maestro e padre. con i familiari del proprio maestro. Obata e Noguchi. Ora che 10 . Ma allora ricordai le altre parole del Maestro Funakoshi: "l'allenamento nel Karate deve essere quello praticabile da tutti. il racconto di quei giorni e l’analisi dell’impatto di tali avvenimenti sul M° Egami che ne fece il M° Genshin Hironishi. allo scopo. dalle donne. Scomparso nel 1999. come già ricordato. Avendo successo decisi di votare il resto della mia vita alla pratica del Karate». Ciò non era accettabile. era l'ultimo sopravvissuto dei 12 quinti dan di Karate esistenti all'epoca della fine della seconda guerra mondiale. Fu Presidente dell'Associazione Internazionale Shōtōkai. primogenito del Maestro: "La sepoltura di mio padre deve essere organizzata dallo Shōtōkai perché egli non aveva altra carica se non quella di direttore del Dojo Shōtōkan e del collegio Shōtōkai. L'atteggiamento della JKA ci sorprese in modo sgradevole. morì il 26 Aprile 1957. A questo punto ritengo opportuno riportare tali fatti utilizzando. I risultati furono rassicuranti e trovai che mi era possibile praticare grazie all'oculata scelta di certi metodi. come al peggior periodo della mia vita.

Così parteciparono all'incontro ma non diedero il loro parere in merito. Keio e Hosei ritirarono i propri stendardi che avevano lasciato per i cerimoniali precedenti il funerale asserendo di averne bisogno il giorno dopo per non meglio specificate cerimonie universitarie. Per tutto l'incontro il M° Egami richiamò l'attenzione sulle parole del primogenito Giei. Gakushin e Senshu restavano legate alla scuola Shōtōkai. restava rigidamente sulla propria posizione: "Se i funerali non fossero stati organizzati dalla JKA. caro amico del Maestro Funakoshi. I rappresentanti delle Università di Takushoku. oltre ad essere il Presidente della scuola Shōtōkai." Sapendo che nella società gerarchica tradizionale giapponese il desiderio del primogenito è il più importante per quanto riguarda le decisioni relative ai funerali. fu: "la partecipazione o la non partecipazione al funerale sarà una decisione personale". Dopo lunghe ore di discussione fummo forzati a raggiungere una conclusione. Io ero presente in qualità di moderatore e intenzionato a limitarmi a tale compito.FIKTA . non avendo altre soluzioni. mentre le Università di Chuo. essi non vi avrebbero partecipato. sostenendo l'organizzazione del funerale da parte di quest'ultima. L'unica ragione addotta dalla JKA a sostegno del proprio atteggiamento consisteva nel fatto che il M° Funakoshi. Era chiaro che per la JKA non vi era possibilità di riconsiderare il proprio atteggiamento. non considerammo accettabile l'atteggiamento della JKA. A riguardo dell'Università Waseda c'era una situazione interna decisamente complicata: da una parte il Sig. In questo ambito di complessità e di tensione si tenne l'incontro cui vennero convocati circa 50 karateka. d'altro canto. La JKA.." Passarono molte ore ma non si arrivò ad alcun accordo. convinto che sarebbe stato un grave errore non assistere al funerale. il M° Egami ed il suo aiutante Yanagizawa (rappresentante dell'Università Chuo) erano incaricati dalla famiglia Funakoshi di convincere gli esponenti della JKA a riconsiderare il proprio atteggiamento. aveva 11 . Essi non potevano boicottare il funerale poiché così facendo avrebbero ignorato il volere del Sig. Seijo. In quel periodo alla JKA erano affiliate alcune delle principali Università che avevano una lunga storia nel Karate-dō quali: Keio. Takushoku e Hosei. dall'altra il club di Karate che aveva preso le parti della JKA. direttore del Dipartimento di Educazione Fisica. Noko.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi il dojo è stato distrutto è logico che la sepoltura sia in carico allo Shōtōkai. era incaricato di coordinare i funerali. che.. Ohama ma non potevano neppure intercedere per richiedere il riesame della posizione da parte della JKA. Ohama.

A questo invito la mia risposta fu definitiva: H: "Prima di invitarmi ad entrare nella JKA devi fare due cose: andare alla casa della famiglia del M° Funakoshi e chiedere loro perdono. Nel corso della seconda guerra mondiale venne pubblicata la seconda edizione del libro "Karate-dō Kyōhan" che come tutti sappiamo è stato scritto dal Maestro Funakoshi. forse hai ragione. Come ho già ricordato. È una mera formalità. questo è incoerente!" Dopo tale incontro successe ciò che doveva succedere. Spero tu mi capisca. Questa fu l'ultima volta che vidi Nakayama. io agii come semplice moderatore e mi limitai a quel ruolo. La JKA sostiene che tale kata venne creato e perfezionato esclusivamente dal Maestro Gigō (Yoshitaka Funakoshi). Non feci commenti in merito ma feci la seguente affermazione per correggere un errore: "La JKA non riconosce il Taikyoku e pertanto nel suo ambito esso non viene praticato. Ci siamo allenati insieme e abbiamo condiviso momenti difficili.FIKTA . (La JKA. H: "Guarda Nakayama.. In questo libro l'autore presenta il Taikyoku sotto la propria firma. Kuguimiya (Università Takushoku) è uno di questi karateka. Detto questo richiamo la vostra attenzione su una cosa: la JKA afferma di considerare il M° Funakoshi il più alto consigliere tecnico ma non pratica il Taikyoku. ma devi farlo". nel periodo in cui avemmo il colloquio. lo so. 12 . Tu hai degli studenti. Il Taikyoku è il risultato di molti anni di allenamento di diverse persone. Ferma questa contrapposizione ed unisciti a noi". noi siamo tecnici di karate. Nel dicembre dello stesso anno il M° Nakayama venne a trovarmi e avemmo il seguente colloquio: N: "Diventa un membro della JKA." N: "Bene. cosa per me incomprensibile). Ciò non è vero. Ciononostante essi non lo praticavano.. Ma non discutiamone adesso.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi occupato la posizione di più alto consigliere tecnico della JKA. aveva già riconosciuto il Taikyoku come creato dal M° Funakoshi. la cosa non ti infastidisce? Vai alla casa dei Funakoshi e chiedi il loro perdono. Dimmi: se la gente chiede loro se fanno parte dell'associazione che boicottò il funerale del M° Funakoshi. Il Sig. Se farai queste cose considererò il tuo invito. Come posso far parte di un'organizzazione che ha boicottato il funerale del nostro maestro? Poi dovrai anche riconoscere il Taikyoku come ufficiale. Aderisci alla JKA e poi imponi le tue ragioni".

Detto in altre parole la forma non deve divenire qualcosa di divino. puoi spiegarmi perché la JKA ha agito in questo modo?" H: "Non lo so! Come posso spiegarlo a te se io stesso non posso credere a quello che è successo?" Egami ricevette l'impatto di questa esperienza con tutto il corpo e l'anima e reagì rispondendo in modo esemplare. Il suo punto di vista cozzò contro i principi cui la JKA ostinatamente aderiva.. La linea di pensiero di Egami poteva essere sintetizzata come segue: "Il Kata deve essere eseguito con movimenti pieni di energia vitale. Dopo essersi ripreso dalla triste esperienza fu così che Egami interpretò l'atteggiamento della JKA . Il boicottaggio del funerale da parte della JKA ci colpì molto duramente e lasciò profonde ferite. La forma e l'anima sono la carne e le ossa. dirigendo il proprio corpo in maniera perfetta. Divenne capace di praticare Taikyoku in completa libertà. ciò che è sicuro è che da quel momento si dimenticò completamente della JKA e cominciò a sviluppare liberamente le proprie idee e si dedicò all'insegnamento del suo metodo ai suoi studenti. Egami ne fu colpito più di chiunque altro. Era la stessa inflessibilità che aveva portato la JKA a boicottare i funerali del Maestro Funakoshi. L'anima. ciò portò inevitabilmente ad una rivoluzione dei kata tradizionali. Le sue idee rivoluzionarie erano ancora in uno stato embrionale e ci sarebbero voluti ancora alcuni anni per concretizzarle. anni dopo. ma questo non ha importanza. si sarebbe trasformato nel proprio stile di Karate.FIKTA .Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi La forma e lo stile Mi dispiace aver intrattenuto così a lungo il lettore con questo prologo ma ritengo sia necessario a meglio comprendere perché il M° Egami fece il primo passo verso un nuovo orizzonte che. non con semplici movimenti".. Ciò sarebbe l'ideale ma nella realtà la forma spesso dimentica l'anima. I templi (forma) dimenticano il Buddha (anima) e si limitano a dimostrare la loro bellezza e la dimensione strutturale.. Negli anni della guerra le nostre conversazioni erano incentrate sui kata ed i suoi movimenti. ma esse non devono aderire ad una forma definitiva. Essi consideravano i Kata sacri e intoccabili. se 13 . da rispettare esattamente come erano e da praticare sempre nello stesso modo. a tal proposito ricordo questo breve colloquio: E: "Senti Hironishi.. Nel Buddismo si dice che l'anima si esprime nella forma e che la forma richiede anima.

Dedicò tutta la propria vita allo sviluppo del suo stile. non cesserà mai di cercare una nuova forma con la quale riuscire ad esprimersi meglio. caratteristici di chi si dedica con amore e passione ad una nobile causa. di vincere prima che lo stesso combattimento iniziasse. Questa è la ragione che rende la posizione della JKA a me incomprensibile. gli occhi di una persona realmente eccitata. la sua passione ed il suo non restare mai inoperoso non cessarono mai. deve rompere quella attuale e prenderne una nuova. Questa superiorità mentale caratterizza il suo Karate e testimonia il suo immenso valore. lui che ha sempre detto che il suo tsuki (colpo di pugno) gli era stato insegnato da Okuyama (che allora era solo uno studente). sempre attorniato da studenti ma mai perso nella vanità. Questo è come Egami è sempre stato. ogni volta che si trovava di fronte ad un avversario. I maestri Egami e Hironishi 14 . E ancora ricordo il suo commento favorito: "La mia vita intera è semplicemente allenamento".Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi evolve costantemente. Nessuno potrebbe contribuire al Karate più di quanto fece lui. evitando qualsiasi esaltazione. Ricordo perfettamente lo sguardo di Egami. Ebbe la benedizione di avere molti allievi che lo rispettarono.FIKTA . Anche considerando la malattia che lo colpì negli ultimi anni della sua vita. Tecnicamente enfatizzò il MAAI. lui che ripeteva sempre quel commento: "La mia vita intera è semplicemente allenamento". dove nessuno fu in grado di raggiungere la sua perfezione... Il suo maai gli permise. Il suo Karate sovrasta di gran lunga il livello del Karate tradizionale per le sue qualità ed i suoi concetti. Egami. Il Karate nelle sue mani evolse in generale. Le preoccupazioni del maestro Egami negli ultimi anni della sua vita Egami fu realmente un autentico prodigio del Karate. libero da ogni vanità .

I giovani hanno sempre l'enorme vantaggio di avere più comodità. il suo cuore inizia ad agitarsi ed alcuni non tornano più ad allenarsi. Se questo fosse mai avvenuto sarebbe stata una contraddizione perché egli." "Se durante le sessioni di allenamento critico un giovane o richiamo la sua attenzione riguardo a qualche particolare. ho forse messo troppa enfasi sullo spirito?" "Sarebbe forse meglio reintrodurre e rendere obbligatorio l'uso del makiwara per la pratica dei pugni agli studenti con grado di primo Dan e oltre?" Le sue preoccupazioni erano infinite. Non ci sono più giovani disposti coraggiosamente a cercare la verità con determinazione ed entusiasmo. Non vogliono lavorare duro. "Molti ragazzi vengono a farmi visita ma stanno zitti e non chiedono nulla. Il progresso nella nostra vita ci offre una vita facile e confortevole. vogliono solo arrivare allo scopo senza sforzo e tramite scorciatoie... nella sua giovinezza. Sembra che contino le loro visite.. Non fanno altro che fissarmi e cercare di imitarmi . "Per andare oltre il Karate tradizionale e farlo evolvere.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Anche nei suoi ultimi momenti ebbe la preoccupazione di come avrebbe potuto trasmettere il suo messaggio nel miglior modo possibile. con un enorme voglia di studiare. il che chiaramente evidenzia la sua continua passione per il Karate e la sua propensione al raggiungimento di una sempre migliore efficienza nel metodo di insegnamento. Questo sicuramente spiega un film che ha un titolo per me molto divertente: "Come far carriera senza lavorare duro".. i giovani di oggi non sono più quelli di una volta. Posso con sicurezza affermare che la maggior parte dei suoi pensieri derivavano dalla consapevolezza della debolezza psicologica dei più giovani. Sono l'unico che parla e alla fine termino sempre esausto e triste. Un'altra preoccupazione che sentiva era il timore che il suo stile fosse divenuto una forma intoccabile ed immodificabile. sono forse andato troppo veloce.FIKTA . non capisco cosa si aspettano da me. Ma sfortunatamente quando essi si abituano all'agio non sono in grado di comprendere che dietro ad ogni comodità raggiunta ci sono anni di sforzi e ricerche. si era ribellato alla JKA che aveva trasformato tutto in qualcosa di intoccabile. Non vanno mai oltre la loro debole mentalità. Avrebbero dovuto pensare agli anni di dura pratica necessari per capire. 15 . I giovani studenti del M° Egami condividevano questa debolezza con gli altri giovani d'oggi.?" Come si dice spesso.

Qual è la tua opinione circa la tendenza di questi giovani ad abbandonare la pratica?" H: "Cosa vuoi che ti dica? Non c'è una spiegazione semplice." * Il mio amico Egami è morto. * * 16 * * * . C'è bisogno di molto tempo per vedere se la loro attitudine cresce o se resta a questo livello. ma non posso. Hironishi. I giovani stanno cambiando ed assieme a questo cambiamento anche il metodo di insegnamento deve cambiare. Devo proseguire il suo desiderio di stimolare i giovani. Io non sono nella tua situazione ed è per questo che mi piacerebbe se tu potessi darmi una risposta. Non riuscirò a vincere questa debolezza. sarò presto al tuo fianco e allora ricorderemo tutto ciò che abbiamo vissuto in gioventù. non ce l'ho." E: "Tu puoi dirlo visto che hai un'ottima salute e per questo hai anche molto tempo. Ma chi attualmente fa' questo sforzo mentale? Egami era disturbato dal vedere i giovani limitarsi ad imitare ciò che lui faceva trasformando il proprio Karate in mera forma. Dovrei dire che continuerò per far vivere i sogni dei miei amici. Le mie parole suonerebbero vuote.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi rivalutare e definitivamente approvare quanto raggiunto e codificato dai maestri. Adesso ho la sensazione di vivere in un grande vuoto." H: "Sul serio Egami. Gli studenti avrebbero dovuto allenarsi col makiwara. provare il dolore fisico e capire l'inutilità di quello strumento per poter poi raggiungere un livello superiore. E: "Hei. Ma come deve cambiare? Erano queste considerazioni che gli avevano fatto pensare di reintrodurre l'uso del makiwara nell'allenamento. ciò che lui aveva eliminato in quanto inutile. Fisicamente sto ancora bene. Amico mio. Non sarei neppure in grado di emetterne il suono. Aspettami.FIKTA . Comunque i giovani praticavano senza la corretta attitudine mentale trasformando l'Irimi in un'altra tecnica di evasione. Allora troveremo una soluzione adeguata. Questo avvenne con la tecnica dell'Irimi che deve essere praticata come una sfida affrontando l'attacco dell'avversario con un'attitudine mentale molto forte. ma la sua morte mi ha indebolito e sono esausto. Ma sono stanco.

citata 17 . Fu così che si trovò nuovamente per un lungo periodo confinato in un letto di ospedale. io che avevo sempre ostentato un abituale stato di calma. L’amicizia delle persone intorno. La partecipazione emotiva fu pressoché assoluta. Fu l’acme del piacere. sofferenza.» 12 «Karate-dō . mentre conduceva una sessione di allenamento estivo all’Università di Chuo. fu la felicità di sentire la vita. In quel fuggevole istante ho fatto un’esperienza straordinaria e preziosa. in particolare il tōate o colpo a distanza senza contatto fisico sul quale mi soffermerò maggiormente in seguito. Sono già trascorsi più di tre anni da allora.FIKTA . attraverso lo scambio con gli altri. sostenuto da molti. Nel 1967.Senmon-ka ni okuru» . Anche la gioia di quando ritornai alla vita fu straordinaria: vedevo tutto splendere. Nel 1963. paura e angoscia messe insieme sì da diventare una cosa acuta. Egli. Ciò che ho capito in seguito è che si è trattato di una specie di attacco cardiaco. probabilmente stimolato dagli effetti del suo debole stato di salute. tra gli animi. fu colpito da attacco cardiaco e salvato in extremis grazie ad una tecnica di rianimazione applicatagli dal suo allievo Hiroyuki Aoki (futuro fondatore dello Shintaidō). forse di una decina di secondi. Ecco ciò che compresi. Shigeru Egami divenne istruttore capo dello Shōtōkan.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Dopo la morte del M° Funakoshi. L’agonia della morte fisica provata per qualche minuto lo risvegliò ad un nuovo significato per la propria vita e per la pratica del Karate-dō. nel frattempo ricostruito. tanto che era come se avessi dovuto parlarne con tutti. il dōjō del M° Funakoshi. È probabile che estasi sia il termine più adeguato per questa esperienza che mi fu dato di fare nell’arco di dieci o venti minuti.e poi afflizione. Indicibile dolore.op. fu un’impressione reale.non fu cosa facile né tantomeno paragonabile all’amore per l’isolamento . penetrante. similmente alla maglia di una fitta rete vive in relazione agli altri. poiché ho provato di persona la dignità nonché la gioia di vivere. Torniamo a quella decina di minuti. Questa esperienza però gli offrì una nuova visione delle cose. Egami scoprì tecniche che andavano oltre la mera esecuzione fisica. malinconia . L’uomo non è fatto per vivere da solo. Si è trattato di un attimo. tra i corpi: non sono sicuro di essere in grado di raccontare quel che mi fu concesso di apprendere. a tal proposito scrisse12: «Una volta sono morto. i mutamenti dello spirito e poi il prodigio dello scambio tra gli esseri. Le condizioni erano quelle di un uomo di fronte alla morte.

Tetsuya Koibuchi. Inizialmente con gli scritti. Masayuki Nakano. Keinosuke Kinoshita.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Il destino gli concesse un altro ventennio di vita che egli dedicò integralmente alla trasmissione della Via tracciata dal suo maestro e da lui seguita e sviluppata. andando avanti. impegnando la mia vita. ho cominciato seriamente lo studio del Karate. Ma nel corso del tempo ho dovuto comprendere i limiti della forza fisica e della forza umana. Isao Ariga. Mitsusuke Harada. Due giorni dopo fu colpito da emorragia cerebrale e da allora non riprese più conoscenza. ma ho capito.FIKTA . Il 10 ottobre del 1980. Il percorso di Shigeru Egami Shigeru Egami inizia la pratica del Karate con il fine di diventare forte: «entrando all'Università. Che cos'è la vera forza. poi con la sua presenza e la sua supervisione ai corsi. che si trattava di una forza fisica parziale e superficiale. chi è forte diventa ancora più forte.. di queste persone parlerò in seguito. ma vi è un limite nella ricerca della forza fisica. cosa che mi ha condotto a una riflessione sulla ricerca possibile. Mi sono allenato in tsuki e in keri con la volontà di diventare il più forte possibile. Chi è debole diventa forte. Masaru Mizushima. si trattava di ripetizioni e di allenamenti sotto sforzo. anni dopo attraverso la pratica adattata alla sua condizione fisica e all’età egli riuscì a trasmettere il suo metodo a uomini del calibro di Hiroyuki Aoki. durante una sessione d’allenamento per istruttori. L'allenamento era lontano dall'essere misterioso. Ho compreso i limiti di un essere umano e ho tentato di innalzarli. che non si può ottenere attraverso un allenamento fisico spinto al limite? Esiste una cosa del genere? 18 . esplorando e creando nuove possibilità. le condizioni di salute del M° Egami si aggravarono e venne ricoverato in ospedale. Tetsuji Murakami e altri. Tomoji Miyamoto. Questo tipo di allenamento permetteva di rendere lo spirito combattivo e di rafforzare il corpo.. Morì l’8 gennaio del 1981 in seguito a complicanze causate da una polmonite. cosa che mi ha permesso di ottenere una forza notevole.

” 13 «Karate-dō Senmon-ka ni okuru» – op. ritenni opportuno informarne il giovane maestro.. credo di ricordare che fosse domenica. provvedo subito io a rimetterle a posto. vicino alla stazione di Mejiro. ho anche colpito un makiwara particolarmente solido. Attonito. Ormai famoso il seguente aneddoto da lui stesso riportato 13 : “Risale grossomodo Shigeru Egami e Yoshitaka Funakoshi all’anno Shōwa 12 o 13 (1937-1938). All’epoca degli allenamenti intensivi con Waka Egami Sensei ricerca (Yoshitaka la Funakoshi). presentando al contempo le mie scuse. “Ce l’ho fatta!” pensai dentro di me con gioia ma. Successe un giorno. mi stavo allenando da solo. “Fai funzionare il sokuto (parte esterna del piede). Mi stavo esercitando nel passaggio in nukiashi e nel fumikomi del tekki. ho utilizzato un palo quadrato di 9 cm.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Quando ero giovane pensavo che il Karate dovesse essere assolutamente efficace e ho praticato i combattimenti liberi e. A quel tempo. senza alcuna distrazione. nel dōjō deserto. Come d’abitudine.. subito dopo la mia laurea. subito dopo la costruzione del dōjō centrale. Si sentì un rumore secco. Le assi di quel pavimento perfettamente costruito pochissimo tempo prima erano magnificamente spezzate in modo obliquo. questo… ” rimase senza parole per qualche istante e. e schiacciai con tutte le mie forze. Mi allenavo dall’alba all’imbrunire. e se ne sono convinto io figuriamoci se non la pensavano così gli altri. un taglio netto. nel mio vecchio dōjō durante la mattinata e presso il dōjō centrale alla sera. Non preoccuparti. cerca di non appoggiare il tallone” mormorai in una sorta di soliloquio. “Wow.» Egli riporta nei suoi scritti diversi aneddoti legati alle considerazioni ed agli insegnamenti che lo condussero a mettere in discussione la sua pratica. per rinforzare lo tsuki. Ho così deviato dal vero Karate. trattandosi pur sempre dell’importante dōjō appena ultimato. guardai in basso. Certo che hai fatto davvero un bel lavoro. dopo aver esaminato attentamente aggiunse: “Ben fatto.FIKTA . più che un leone ero un insetto nell’ambito della disciplina. efficacia massima attraverso espressioni di forza. citata 19 . “Allora ce l’hai fatta. invece di utilizzare un'asse flessibile. le hai proprio spezzate!” disse il giovane maestro entrando nel dōjō.

non riuscivo a sentirmi sereno se non ne facevo uso ogni giorno. Giunse però. nulla aveva a che fare con la violenza. Raschiai la corteccia della pianta spianandone la superficie in modo tale da rendere meno difficoltosa l’azione e. rivolta. vi ci si versava dell’acqua e lì sopra avevano luogo le esercitazioni. poiché in caso contrario mi sembrava di aver dimenticato qualcosa. Credo che l’episodio risalga ai miei vent’anni. Se ci ripenso adesso.” Il vecchio maestro pronunciò queste parole con la sua voce pacata. Naturalmente ci si doveva muovere in modo tale da non rompere il telaio degli shōji ed evitando di lacerare la carta. accompagnandomi nello studio al primo piano. sei stato tu a spezzare le assi del pavimento. mi sedetti docilmente di fronte a lui. in autunno. qualunque fosse la mia dimora. in gioventù. anzi. dopo aver mimato il gesto due o tre volte. Spinto dall’ardore giovanile lanciai una sfida. Vorrei che tutti ne potessero apprezzare il valore.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Non fui rimproverato. il discorso di quel giorno fu estremamente importante. fu uno strenuo sostenitore dell’allenamento al makiwara. “Allora Egami. convinto che mi avrebbe facilmente perdonato nonché elogiato come era successo con il giovane Funakoshi. ad un albero. colpii 14 «Karate-dō Senmon-ka ni okuru» – op. Tuttavia. lasciando trasparire l’intima gioia. Chiedo scusa” dissi in modo un po’ patetico. ad abbandonarne la pratica perché considerata controproducente. citata 20 . L’allenamento vero non ha niente a che vedere con cose del genere. “Seguimi” mi disse. Considerandolo alla stregua di un amico per la vita. comparendo da non so dove.” Egami. A tal proposito riporta la sua esperienza scrivendo14: “Sono trascorsi venticinque anni circa da quando ho iniziato a praticare il Karate e anch’io ho colpito il makiwara senza essere inferiore a nessuno in quanto a zelo.. è colpa mia.FIKTA . Mi seguiva in ogni trasferta come un compagno.” Queste osservazioni preliminari mi aiutarono a comprendere che la disciplina originale. il lato sul quale era incollata la carta veniva rivolto verso l’alto. quella di un tempo. Ho studiato a fondo le modalità per una sicura riuscita e mi sono stati prodigati consigli amichevoli in merito. Alquanto preoccupato. Mi sentivo ancora un po’ a disagio ma alla fine sorrisi anch’io. in seguito. Dopo qualche istante disse: “Egami. “Si.. sotto la pioggia o con il sole. l’hai fatto di nuovo. ebbi l’impressione che mi stesse encomiando. In origine ci si allenava sugli shōji (pannelli di carta di riso). Il periodo coincideva con quello dell’apertura dei marroni e la disfida consisteva nel far cadere a terra tutte le castagne con un sol colpo. il movimento doveva essere energico. e per di più col sorriso sulle labbra.

imperituro malgrado il taglio inferto. Di lì in avanti mi dedicai alla sperimentazione di svariate soluzioni ma la mancanza di elementi convincenti fu causa di tormenti e sofferenze. Rimane comunque il fatto che. Ciò non rappresentava. nel proprio caso.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi con tutte le forze di cui disponevo. Sennonché. se sarei stato in grado di usarla ancora in futuro. quando mi recai a Okinawa. in conclusione di 21 . anzi. con qualsiasi potenza. Ma come stavano davvero le cose? Devo ammettere di non aver mai sentito parlare di vera e propria storia del makiwara. No. Essendo un makiwara morbido attaccato ad un’asse di spessore limitato. c’era chi ne possedeva uno e ne faceva uso durante le esercitazioni ma non era identico all’attuale. Serbo memoria di un’altra cosa strana. che cela risvolti di un certo peso comprensibili solo col senno di poi e soltanto con una determinata gradualità. Certo. tuttavia. In precedenza non avevo totale fiducia nella riuscita dei miei pugni. non riuscii a rinunciare all’utilizzo di un oggetto così legato alla tradizione. Nonostante ciò. per essere caduti erano caduti ma non tutti. A partire grossomodo dall’anno Shōwa 30 (1955) fu interrotta la pratica del colpire il makiwara collocato su una colonna rigida di 3 sun di lato. l’effetto non era davvero speciale. nemmeno quando spezzavano assi e tegole. giacché una volta che ci si era fatti colpire lo stomaco dagli stessi. a dispetto dell’apparenza. Il sottoscritto. la sensazione era quella di aver colpito una cosa molle. rimase dell’idea che. perché così doveva essere. mentre nel caso di pugni sferzati contro il makiwara ciò non avviene. Anche il più sprovveduto dei dilettanti riesce a spezzare un paio di assi o tegole. la mano si è rinforzata e indurita a tal punto che riesco quasi a non provare dolore. se si sbaglia può farsi male. da quel giorno. può sembrare così ma in realtà si tratta di una cosa ben più complessa. si trattava di un quantitativo limitato. C’erano addirittura persone con il pugno annerito e la zona di collisione ridotta ad uno stato simile a quello delle piante dei piedi. un valido e attendibile indice di potenza. Trent’anni fa. mentre la mano che aveva assunto l’incarico di sferzare il pugno si stava gonfiando a tal punto che mi domandai. però. anzi. Karate e makiwara: avevo l’impressione che il loro legame fosse inalterabile e profondo. coltivando segretamente tale presunzione. però. una sorta di contentino. tra il corpo umano e assi e tegole. e questo è tutto. ma da quel momento in avanti acquisii la consapevolezza della profonda diversità. mi convinsi che era il caso di fare qualcosa per recuperarne l’utilità. Per simili ragioni nacque diffidenza nei confronti del makiwara. per quanto concerne il mondo delle arti marziali. Sentii un certo rumore e mi accorsi che i frutti si erano staccati dai rami e si trovavano al suolo. non senza un certo timore. ma di estrema valenza. qualsiasi cosa colpisca. Penso che lo scopo fosse semplicemente quello di indirizzare il colpo nel verso giusto. in molti sensi.FIKTA . qualche effetto sarebbe sortito.

citata» . Avere. la tua intenzione non dovrebbe essere quella di uccidere o ferire il tuo avversario ma solo di bloccare il suo attacco.FIKTA . i colpi di pugno come anche i calci del Karate-dō non sono stati concepiti come strumenti atti a spezzare assi e tegole. allora. in gioventù. emerse non solo che colpire il makiwara non presentava la benché minima utilità ma addirittura che faceva male. agire nei confronti di un corpo 15 «The Heart of Karate-dō . nel corso dei miei studi.” Egami ricorda che anche il suo carattere e l’atteggiamento nei confronti della pratica erano. 15 22 . con dello spesso materiale spugnoso. Credo che chiunque si intenda di shiatsu e di agopuntura e terapia con moksa ne sia a conoscenza. A coloro che manifestano comunque un attaccamento al makiwara. E. La forma del pugno era cambiata. Originariamente. Non ha senso infliggersi delle ferite senza motivo. Opporsi alla natura è fuori discussione. molto diversi da quelli cui pervenne maturando 15 : «"Non c'è tecnica di offesa nel karate" sono parole che ho udito dal Maestro Funakoshi più di quarant'anni fa' e. solo vent'anni ed essere pieno di energia mi faceva dire tra me stesso: "Cosa sta dicendo questo vecchio? Sta facendomi la morale? Perché non mi insegna la verità?". come conseguenza di quanto sopra esposto. Per di più. si pensa che comunque l’allenamento del Karate sia un discorso a parte? Anche il corpo umano è natura.op. si deve capire che il corpo umano non ha niente a che fare con assi e tegole. la forma del pugno subì un mutamento tale che mi ritrovai nell’impossibilità di colpire il makiwara.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi approfondite indagini. ed avranno in qualche modo l’impressione di umano. ancora meglio. consiglio di ridurre il più possibile lo spessore di un palo e di sostituire il makiwara con del tessuto morbido o. Lasciate perdere assurdità come il gioire indurendo la pelle dei pugni o facendoli diventare neri: tutto questo è una spregevole millanteria! Se già ne siete coinvolti. I colpi realmente efficaci non consentivano più la chiusura della mano adottata sino a quel momento. allora dovresti assumere una posizione che gli faccia chiaramente comprendere che sarebbe meglio per lui desistere". Dopo qualche tempo.pag. comunque. Egli diceva ancora: "non dovresti mai alzare le tue mani per primo contro l'avversario. Così facendo potranno esercitarsi evitando errori di direzione sia in caso di pugni che di calci. O forse. uscitene subito. trovavo difficile comprenderne il significato poiché avevo sempre pensato che il Karate dovesse essere utilizzato negli scontri reali. allora. abbandonai risolutamente il makiwara. Se poi questi dovesse continuare. a chi lo rimpiange. Eravamo intorno agli anni Shōwa 32-33 (1957-1958) quando. pur sapendolo.

dopodiché però avrei colpito in modo da atterrare il mio avversario con un solo colpo. citata . arrivai alla conclusione che non avesse senso per me non prendere l'iniziativa. Devo ammettere che in quei giorni ero arrogante e. Comunque decisi che avrei provato a seguire gli insegnamenti del Maestro. lo credo. dovevo sicuramente apparire antipatico agli altri.” Harada si sentì insultato e irritato per queste considerazioni sulla sua pratica del Karate..op.” Egami scosse la testa e disse “Quello non è Karate.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Pensavo che stesse solo cercando di tenere noi giovani lontani da azioni sconsiderate.» Questi aspetti della personalità di Egami sono confermati anche dal M° Harada che ricorda così il suo incontro ed il periodo di allenamento speciale sotto la guida del maestro16: «.. Il M° Egami quindi toccò la spalla di Harada ripetendo la domanda: “Cosa stai facendo?” Harada rispose che stava praticando Karate. non potevo accettare le sue parole.FIKTA . Gli chiese cosa stesse facendo. Egami disse “Credi che quello sia Karate?” Al che Harada rispose “Sì.pagg. 62-64 23 . Dopo tutto non si dice sempre "attaccare per primi è la migliore difesa"? Devo confessare che mi trovai implicato in numerosi scontri e che questo accrebbe ulteriormente la fiducia nelle mie capacità. Man mano che la mia abilità e la fiducia nelle mie possibilità crescevano. e sentì una presenza dietro di lui.Harada stava praticando da solo i kata nel dōjō di Waseda. Harada rimase un po’ attonito in quanto gli sembrava ovvio che stesse praticando Karate. rendendomi immodestamente fiero. Dopo tutto egli non solo si era allenato allo Shōtōkan ed aveva ricevuto lezioni private nella casa del M° Gichin Funakoshi ma era anche una cintura nera.The Life and Times of Mitsusuke Harada» . così non rispose. almeno nel non colpire fino a che non ci fosse altra alternativa. come faceva spesso. 16 Shigeru Egami e Mitsusuke Harada «Karate Master . Decisi inoltre che avrei posto particolare attenzione nel non far vedere al mio avversario quale colpo avrei usato prima di aver raggiunto il bersaglio. Il M° Egami era entrato nel dōjō ed era in piedi dietro di lui. di conseguenza.

iniziarono quindi a parlare ed Egami restò impressionato dal fatto che Harada si fosse allenato al dōjō Shōtōkan. Qualcosa nella mia pratica è sbagliato ma non riesco a capire cosa. tanto era crudele e fiera la reputazione di Egami. non solo perché egli era finito a terra ma soprattutto perché Egami si era dimostrato in grado di assorbire un pugno a piena forza di una cintura nera. Tornò indietro. gli amici gli dissero che non sarebbe sopravvissuto per raccontarlo. I due. invece di danneggiare Egami. Harada assunse quindi la posizione di Zenkutsu dachi e lo colpì all’addome usando gyaku tsuki con forza controllata. sette giorni su sette per un anno e mezzo. nel 1954-55. “Harada” “Così sei Harada?” Il M° Egami sembrava conoscere il suo nome e questo. Ciononostante Harada perseverò e si allenò con Egami per tre ore al giorno. Harada decise quindi che avrebbe colpito con un vero pugno.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi “Fammi provare un tuo pugno” disse Egami togliendosi la giacca (Egami era conosciuto per questo tipo di prove). esattamente al momento dell’impatto. La mia vita sarebbe stata completamente diversa. Trovò che sebbene Harada potesse non avere le qualità innate per raggiungere alti livelli.” Il Maestro Egami che amava aiutare chi si dimostrava serio nello studio dell’arte disse che lo avrebbe accettato come allievo privato. » Scrisse in seguito «Senza Egami il mio Karate non sarebbe nulla. lanciò il suo corpo in avanti tendendo i suoi considerevoli muscoli addominali. entrambi avrebbero lavorato per raggiungerli.d. Harada ammise: “Per quanto duramente mi alleni sento di non riuscire a diventare come Uemura e Ohshima. soli nel dōjō deserto dell’Università. Il pugno non ebbe alcun effetto. L’impatto fu tremendo e Harada.t. era legato al fatto che il suo amico Ohshima (Tsutomu Ohshima n. Quando Harada iniziò gli allenamenti con Egami.. cosa che nessun’altro. Harada rimase fortemente impressionato da quella dimostrazione. riprese la posizione e colpì Egami con un oi tsuki tirato con piena forza.. Egami..» 24 . a forza piena. “Ho detto di farmi provare il tuo pugno” ribadì Egami. secondo Harada. cadde indietro finendo a volo d’angelo sul pavimento in legno del dōjō. con l’eccezione forse di Kamata. . “Qual è il tuo nome” chiese quindi Egami. d’altronde era stato Egami a chiederlo.) doveva avergliene parlato.FIKTA .. sembrava essere in grado di fare.

Come dire: “La rana del pozzo non sa nulla del grande oceano”. almeno per una volta.FIKTA .» 17 «Karate-dō Senmon-ka ni okuru» . I problemi spirituali sono strettamente legati alla nostra mediocrità e con il passare del tempo alcuni punti della strada originale tendono a scomparire. Intraprendere il percorso battuto dai predecessori non è affatto facile. Io ho scelto di percorrerla inoltrandomivi e poggiandovi saldamente i piedi. è bene che. tanto da poter affermare che si è trattato di un compito talmente arduo da richiedere l’impiego totale della vita stessa.op. Per di più la durezza e la rigorosità del procedere alla realizzazione di un percorso ancora più nuovo furono caratterizzate da qualcosa di indescrivibile. dopodiché ho girato e rigirato intorno allo stesso punto. il modo in cui aveva praticato in gioventù 17 : «La strada aperta dal maestro Gichin Funakoshi nel corso di novant’anni di vita fu estremamente dura e severa.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Il M° Egami rimise in discussione il suo atteggiamento e. ebbi l’impressione di essere riuscito a raggiungere finalmente il termine della strada realizzata dall’anziano maestro. Talora si sbaglia direzione. Me ne sono accorto dopo parecchio tempo e nel momento in cui me ne avvidi. Nonostante ciò fu tale la gioia di aver ritrovato il sentiero giusto che. di subire sconfitte. Quante volte ho avuto voglia di lasciar perdere. Sarà successo per colpa della giovinezza? Sono finito fuori strada di mia spontanea volontà nonostante esistesse già una via costruita con tanta cura nella giusta direzione. ho imboccato una traversa e mi sono trovato a tutti gli effetti in un labirinto. avevo già superato la quarantina. Non si deve aver fretta. talvolta i meriti sbiadiscono. di perdersi. Può succedere di cadere facendosi male. si ha la possibilità di vedere qualcosa di simile a una strada. a un certo punto. soprattutto. si finisce in un labirinto e si ha quasi la tentazione di rinunciare. Io. necessaria è la cautela. Malgrado tutto. ignorando il dolore e la considerevole sofferenza. di scappare… Ebbi la netta percezione di una profonda difficoltà. cominciando così a tornare sulla via originale dopo aver lottato faticosamente. esista un tracciato precostituito: se si estirpano le erbacce e si eliminano i sassi. citata 25 .

Nel 1950. ricevendo un colpo sull’addome da Tadao Okuyama. Fu grazie all’amicizia di Okuyama che Egami conobbe il nipote di Morihei Ueshiba. pratica che lui chiamerà semplicemente Budō nel suo dojo di Kameyama a Kyōto.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Ho già scritto che nel 1953. citata . 74 26 . convertitosi alla setta religiosa (Shōyō) Taidō e. Hoken Inoue 18 «Karate Master . Omoto-Kyo Inoue. aveva sviluppato una tecnica estremamente efficace. secondo quanto si narra. Egami si rese conto che si trattava di una tecnica decisamente efficace e questo lo spinse ad approfondire le sue ricerche. Secondo quanto riportato dal M° Harada. Il M° Harada afferma18 che lo stesso Egami gli confessò che il livello di Okuyama Tadao Okuyama era paragonabile a quello di Yoshitaka Funakoshi.FIKTA . Okuyama in seguito abbandonerà il Karate per occuparsi della pratica e dell’insegnamento dell’Aiki Ken (spada aiki). fu dal M° Okuyama e dal movimento Shinwa Taidō che Egami ricevette le rivelazioni iniziali che gli permisero di affinare il suo nuovo metodo di pratica. Tadao Okuyama.op. sulle montagne Tsukuba (50 miglia a nord est della città) per cercare la vera natura del Karate-dō. si trovò in disaccordo con il Maestro Kamata sul metodo corretto di pratica ed abbandonò Tōkyō per recarsi. era un terzo Dan dell’Università Waseda. poco conosciuto in occidente. due anni dopo. Quando tornò. durante uno stage estivo.pag. ne divenne allievo. In seguito Okuyama. dopo conobbe dello sfidato Hoken Shinwa senza fondatore averlo successo.The Life and Times of Mitsusuke Harada» .

porta il M° Shigeru Egami. capacità energetiche eccezionali. il colpo a distanza. ma lui percepisce invece la sensazione d’essere stato bloccato e non attacca. E' certo che il M° Egami abbia raggiunto nel corso della sua vita. Nel suo caso.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi La ricerca dell'efficacia dello tsuki.. per anni membro del consiglio direttivo della NKS. con grande concentrazione e con la respirazione adeguata. Poi in una di queste ripetizioni non riusciamo a bloccarlo. arrivarono ad approfondire e ad applicare questo aspetto. A tal proposito scrisse: «Ho cominciato il Karate per diventare forte. spesso a sproposito. Questo è un esempio di ciò che si definisce tōate: oltre a questo nel tōate c'è molto di più e solamente pochissimi Maestri. come ho già scritto egli soffrì di stomaco. ma il mio obiettivo è progressivamente cambiato. 27 . Illuminante è la definizione di tōate data dal M° Taiji Kase19: «Tōate significa toccare senza toccare fisicamente. 19 20 Intervista al M° Taiji Kase di Martín Fernández Rincón .shotokanryukaseha.. di tōate confondendolo con quelle che in realtà sono nella quasi totalità dei casi espressioni di autosuggestione tra adepti appartenenti ad un determinato gruppo. che il tōate del M° Egami fosse effettivamente un colpo reale tanto che in molti casi chi lo riceveva non era a conoscenza del fatto che il M° Egami potesse far ricorso ad una tale tecnica e non poteva pertanto esserne condizionato. abbandonò la NKS per fondare lo Yuten Kai. ne hanno parlato invece coloro che hanno visto e ne hanno provato gli effetti. all'inizio degli attacchi e per molte volte. ripetizioni dopo ripetizioni. a sperimentare il tōate. polmoni e cuore. negli ultimi anni della sua vita. Probabilmente fu proprio quest’ultima esperienza influì sulle capacità energetiche e di percezione del M° Egami. nella seconda metà degli anni novanta.tratta da http://www. Nel dōjō c'era una signora che era più avanzata di me di due kyu. potrebbe aver influito la sua particolare condizione di salute. come Sensei Egami o Yoshitaka (Funakoshi).» Si parla. Non mi risulta che il M° Egami stesso abbia mai scritto sul tōate. rimane indeciso. un esempio per avvicinarsi a questa capacità è quando blocchiamo l'attaccante in maniera contundente e con molta energia. secondo chi ne ha provato gli effetti. subì diversi interventi chirurgici e visse anche il trauma di un coma. sull’acquisizione di una tale capacità. Tali forme solitamente non hanno alcuna efficacia su persone non facenti parte del gruppo stesso. insieme agli allievi diretti del M° Egami. Pare.com Mizushima diverrà in seguito un maestro di grande rilievo. Masaru Mizushima20 testimoniò di aver avuto esperienza del tōate del M° Egami.FIKTA .

Ci dissero che l’attenzione di tutti è concentrata sulla posizione della sua mano sinistra e che nessuno fa’ caso a 28 . Un altro aspetto interessante ci venne narrato dai due maestri citati la prima volta che facemmo loro visitare il nostro dōjō di Cesena. ne sono stato estremamente umiliato. quando ho toccato per la prima volta la mano del Maestro. Le capacità energetiche del M° Egami mi sono state inoltre personalmente confermate dai maestri Nakano e Ariga in un’occasione decisamente insolita. il M° Nakano ha continuato a vivere con la famiglia Egami per altri cinque anni dopo la morte del suo maestro. E da tre anni circa.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Quando facevamo degli esercizi di combattimento. fatto incomprensibile. è affissa la celeberrima foto del M° Egami visibile a fianco. Al primo esercizio di combattimento con il Maestro. mi succede di provocare questo stesso strano fenomeno. E' così che ho constatato la profondità del Karate-dō».FIKTA . come in molti dōjō ove si pratica il nostro stile. sono stato proiettato e ho perduto conoscenza. ai lati di una mosca che si era appoggiata sul tavolo. Nel corso dell'allenamento. Ma durante l'allenamento ero sempre dominato dai miei condiscepoli così volevo vincere questa situazione. io non potevo mai toccarla e lei mi proiettava. ma non da quello energetico. Premetto che i due maestri in questione hanno vissuto nella casa del M° Egami nel corso degli ultimi cinque anni della sua vita (1975-1981). Il Maestro mi ha allenato nella stessa maniera a tre riprese. notai che il M° Nakano posizionava le sue mani aperte. quando mi alleno. Notando l’espressione stupita del sottoscritto e dell’amico Keisuke Nakagawa (che aveva anche l’ingrato compito di traduttore dal giapponese all’inglese) il M° Nakano ci spiegò che lui ed il M° Ariga avevano visto il M° Egami fare quella cosa con una mosca e questa non riuscì a spiccare il volo fino a che Egami. decise di allontanare le mani. Dopo pochi secondi la mosca volò via ed il maestro scoppiò a ridere e guardando il M° Ariga disse che lui non ci sarebbe mai riuscito. Eravamo a tavola dopo una sessione di allenamento nel corso dello stage organizzato in Italia nel 2001. cosa che mi ha dato uno slancio per allenarmi. E' allora che uno dei miei superiori mi ha portato dal Maestro Egami per la prima volta. ho sudato enormemente senza apparente ragione. senza che lui mi toccasse. In esso. I due maestri richiamarono la nostra attenzione sulla posizione della mano destra del maestro Egami. dopo alcuni minuti. con i palmi paralleli e distanti circa 20 centimetri. Certamente un particolare insignificante dal punto di vista marziale.

Hoken Inoue. Morihei Ueshiba.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi quella destra. Dapprima negai in modo sommario dicendo che era assurdo. e del fondatore dello Shinwa Taidō. Anche la succitata affermazione del maestro Funakoshi può da taluni essere interpretata come una sorta d’inganno. 21 «Karate-dō Senmon-ka ni okuru» . rimasi sbalordito. Poco più di una decina di anni fa. Il M° Egami definisce la sua concezione di Karate-dō con il termine heihō . ritengo che il tōate del M° Egami non sia solo il risultato di una vita dedicata alla ricerca dell’efficacia ma che derivi anche dalla particolare sensibilità energetica probabilmente derivante dal coma vissuto. dunque. ciò che appare pur senza la benché minima intenzione da parte nostra? Probabilmente sono in molti a pensarla così. E’ questo. prive di forza. all’improvviso quasi senza fiato quando mi chiese se mi stavo ancora dedicando a quella pratica omicida.op. del fondatore dell’Aikidō. citata 29 . In merito Egami scrisse21: «Il Karate è una tecnica omicida? Il maestro Funakoshi ci insegna che: “Nel Karate non si attacca mai per primi. In essa sta una chiave per comprendere l’efficacia delle tecniche del maestro. Allo stato dei fatti. * * * Fondamentale è per il M° Egami anche l’aspetto etico dell’arte. fondatore dello Shinwa Taidō.” Mente e corpo si adeguino a tali precetti: è questa la sua esortazione. Purtroppo fummo interrotti e non ci fu occasione per approfondire questo dialogo. Gichin Funakoshi. In questo profondamente influenzato dalle personalità del suo maestro. dopodiché fornii persino spiegazioni dettagliate ma quelle parole risuonarono vuote.FIKTA .metodo della pace . Naturale è l’opposto. incontrando un ex-compagno karateka che avevo perso di vista.termine utilizzato in quel senso dal già citato M° Inoue.

per lo meno replicherò con convinzione e fermezza: “Ti sbagli”. Heihō. nel reciproco accordo. ossia il “metodo della pace” dell’antica tradizione giapponese. Fino a quando fu usata in mia presenza l’espressione “allenamento omicida” avevo continuato a nobilitare la via del Karate corrotta. volgendo a “ciò che è supremo”. alle istruzioni dei superiori. accanitamente. dedicandomivi anima e corpo ma le esercitazioni di ieri sono ormai vecchie. in queste nuove vesti. agli aspri rimproveri e agli incoraggiamenti penso di essere riuscito alquanto nell’intento di avvicinarmi al metodo e d’ora in avanti. che mi sarei adoperato per l’edificazione di questa via. Ma se non venissimo ascoltati agiremmo davvero? Dire: ”Ti sistemo io!” è una minaccia o un bluff? Se ne parla in termini di arte marziale. quella via del Karate che era tale in quanto via originale. volente o nolente è possibile asserire che manca qualcosa. tuttavia. senza pensare al domani. tattica. mancanza di una via d’uscita: sembrerò forse presuntuoso ma alla fine di una disperata battaglia personale ho percepito l’esistenza di ciò che definiamo heihō. come una sorta di missione. che qualcosa si è rotto. vivo praticandone le austerità. alla collaborazione dei giovani. esercizi di etica ma non esiste forse la possibilità che tutto ciò sembri un discorso ipocrita. priva di contenuto. estremismo. non è così. Oggi. se la valutazione prende spunto da fattori come le modalità d’allenamento. in altre parole il pretesto per atterrare qualcuno con un pugno o per ammazzarlo? No. La via del Karate come heihō quali caratteristiche dovrebbe assumere? Cosa si deve fare per staccarsi da un mondo di mera competizione e progredire come heihō? Cosa fare tecnicamente e mentalmente? Finora mi sono allenato con molto impegno. gloriandomi dell’essere depositario delle ultime volontà del maestro Funakoshi. esiste veramente: di che cosa si tratta? Dello studio di ciò che si definisce una vita davvero mirabile. Nell’attimo stesso in cui ebbi coscienza della via dello heihō ci fu gioia. ho giurato fermamente. Grazie ai maestri. Ecco qual è il modo di pensare cui sono alla fine giunto. e profonde emozioni scossero il mio corpo. angoscia. Ho cercato di compiere continui progressi lavorando alacremente. l’interpretazione dei kata ecc…. quando diciamo: “Se fai un’altra mossa…”. Poiché si fondavano soltanto sull’idea di temprare la vita investendo tutto sul presente. L’orientamento è già fissato: ci si muoverà passo dopo passo.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Subìto l’attacco. Dolore. Nondimeno. finché il fuoco della vita non si sarà completamente estinto. nel profondo del mio cuore. l’uomo va oltre la vita e la morte.FIKTA . all’eventuale domanda: “Ti dedichi ancora a quella pratica killer?”. nel Karate ampiamente praticato oggi. in totale armonia.» 30 .

conta diversi praticanti. proveniente dall’Università di Chuo del cui club di Karate era capitano. Jūdō. Stati Uniti. coautore con il M° Egami scuola di un importante lavoro di sistematizzazione dei Kata praticati dalla Shōtōkai del ni concretizzatosi libro okuru” nella Il M° Hiroyuki Aoki in Tekki Shodan pubblicazione Senmon-ka “Karate-dō (Karate-dō dedicato ai professionisti) da me più volte citato nel corso di questo scritto. Il M° Egami era però Istruttore capo dello Shōtōkai e non poteva addentrarsi in questa ricerca direttamente senza rischiare di scontentare gli appartenenti alla NKS. Aoki fu. A capo del Rakutenkai era il M° Hiroyuki Aoki. Francia ed Inghilterra. È presente anche nel nostro Paese seppur con un numero molto esiguo di praticanti. Oggi il Sogobudō è pressoché estinto mentre lo Shintaidō. Per tale motivo selezionò un piccolo gruppo di praticanti tra i suoi migliori studenti all’Università Chuo al fine di creare un gruppo di ricerca in grado di esplorare le possibilità del Sogobudō. altro allievo di Egami. molti erano infatti quelli che pensavano che Egami avesse già cambiato troppo il Karate. Bojutsu. Karate-dō. Colui che lo stesso Egami definì “il miglior Karateka del mondo”. una via di ricerca dell’armonia tra il progresso spirituale e tecnico. denominato Rakutenkai (Collegio degli Ottimisti).FIKTA . in particolare in Giappone. La nuova arte non poteva più essere definita Karate-dō e così i maestri Aoki e Fugaku Ito. Questo gruppo. Aoki ritiene comunque che alla base della nuova arte ci siano i concetti del Karate-dō appreso dal suo maestro.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Attorno al 1968 la sua concezione dell’arte marziale lo avvicinò ad un’idea ancor più rivoluzionaria. Organizzò quindi un team di una trentina di giovani artisti marziali di alto livello di differenti arti marziali: Aikidō. Parlando dell’origine dello Shintaidō fornisce un quadro della 31 . un 5° Dan allievo del M° Egami. olistico. lasciarono la NKS e insieme ad altri membri del Rakutenkai. sulla base dell’evoluzione dei concetti del Sogobudō sviluppati da Aoki crearono lo Shintaidō. esplorò questa via per alcuni anni prima che venisse delineata come nuova arte. Sogobudō significa Budō integrato. più vicino ad una forma artistica di espressione corporea che ad un’arte marziale vera e propria. l’arte marziale olistica: il Sogobudō. tra l’altro. Kendō.

in ogni generazione. Probabilmente anche allora sarebbe stato completamente inutile e non necessario se avessimo avuto a disposizione metodi più efficaci. c’era sangue nelle mie urine e tutte le notti dovevo trascinarmi in bagno a quattro zampe. era sempre stato un uomo di grande carattere e la maggior parte dei miei seniors avevano la mia stessa età o erano più giovani (questo perché prima di entrare al college aspettai due anni in cui studiai arte drammatica) così io desideravo sopravvivere ai durissimi allenamenti e soddisfare le loro aspettative. inesplicabile.” 22 Hiroyuki Aoki .FIKTA . Quando iniziammo la pratica col M° Egami egli ci diceva spesso: “Perché il Karate è diventato così duro e rigido? Un tempo era molto più morbido. chiamato il “maestro fantasma” tornò a Tōkyō dopo aver passato qualche anno fuori.«Shintaido . è da ricercare in noi stessi. L’insegnamento di Egami fu come un brillante raggio di sole che penetra l’oscurità. ci allenavano in un modo pazzo. Ci insegnò che se c’è un nemico.del tutto sconosciuto nel mondo attuale del Karate. circa un anno e mezzo dopo la mia entrata al club di Karate.Shintaido of America .Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi pratica del suo periodo universitario sotto la guida del M° Egami 22 : «Dopo aver iniziato la pratica del Karate rimasi molto sorpreso del fatto che i nostri onorati sempai. Il capitano del club. Egli introdusse il lavoro sul flusso dell’energia ki ed un modo di muoversi decontratto e naturale . Cambiò radicalmente la concezione tradizionale e feudale della nostra pratica. Inoltre il suo allenamento era cortese e stranamente morbido. Ero completamente rapito dal Karate. Questo tipo di allenamento è pressoché impensabile nelle odierne più democratiche e morali circostanze. Spesso il mio corpo era coperto di lividi. Van Gogh e Roualt. Egami sviluppò questa idea insegnandoci che la pratica del Karate implica la competizione con se stessi. Il M° Funakoshi raccontò ai suoi allievi che nel Karate non vi sono titoli derivanti da competizioni che. Comunque in quel periodo non avevo più tempo per pensare a Stanislawsky. Brecht. Attraverso il suo insegnamento i movimenti del Karate si innalzarono ai livelli delle espressioni degli artisti e dei filosofi che da sempre ammiravo in Giappone e all’estero. o seniors. con i loro rigidi regolamenti. Egli fu un grande allievo del M° Funakoshi. il M° Shigeru Egami. In quel tempo divenni anche capitano del club di Karate dell’Università Chuo e cominciai a condurre i corsi. condizionano la pratica.The body is a message of the universe» . Gli chiedemmo di insegnarci in qualità di istruttore speciale. il fondatore del moderno Karate-dō ed il primo maestro a portare il Karate da Okinawa al Giappone.San Francisco 1982 .pagg. Dov’era finito il mio senso estetico? Nell’autunno del secondo anno. 24-25 32 . non permise mai che sensazioni sadiche e oppressive condizionassero la nostra pratica.

Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Soleva dire che avremmo sempre dovuto cercare i movimenti più morbidi. nemmeno quando la moglie era malata. a sviluppare movimenti decontratti e naturali senza tensione eccessiva nelle spalle. Egli ci insegnò ad eliminare il più possibile la tensione dai nostri corpi approfondendo la concentrazione e la meditazione. esausto dopo la pratica. Ero molto sorpreso da queste sue premure e mangiavo quello che mi preparava con un sentimento misto di soggezione e gratitudine. in special modo quando sua moglie non era a casa. ad usare l’energia olistica o integrale piuttosto che la forza fisica di una parte del corpo. L’insegnamento di Egami è un’inestimabile indicazione per chi cerca un’arte marziale genuina.FIKTA . Il suo scopo costante era quello di creare una Via moderna di heihō. Quando incontrai il M° Egami il suo corpo era molto stanco e aveva sofferto molte malattie e lesioni in seguito ad una pratica molto dura. Era anche molto intelligente ed umano. Il M° Egami con Hiroyuki Aoki Tutte le mattine e le notti ricevevo il suo supporto ed il suo insegnamento. anche se non l’aveva mai fatto per se stesso. Lo Shintaidō non è difforme da queste teorie e non credo che dovrebbe esserlo. A volte quando tornavo. ma di ogni movimento del corpo. caratteristica questa che lo accomunava agli altri laureati dell’Università Waseda. quelli che potevano essere eseguiti anche da persone malate e anziane. Questo è il principio di base. un allenamento compatibile con il mondo attuale. non solo del Karate. più di ogni altro allievo. Essere naturali e muoverci come vogliamo è sufficiente. In più egli possedeva un umorismo ed un’onestà in grado di conquistare incondizionatamente l’amore ed il rispetto di tutti i suoi allievi. Ancora oggi ricordo i suoi piatti di verdure fritte tagliate in maniera irregolare. In quel periodo lavorai in qualità di assistente del M° Egami e vissi nella sua casa.. egli mi preparava da mangiare.» 33 . ma era ancora magro e sciolto come Nijinski..

oppure perché se ne è sentito parlare da un amico. I giovani sono più vivaci. agli insegnamenti del M° Funakoshi.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Messaggi del M° Egami Per coloro che avessero deciso di seguire la sua strada. nel lavoro lasciatoci dal M° Funakoshi…» Riporto ora tre scritti del M° Egami che vengono per la prima volta tradotti dal giapponese: Dedicato a tutti coloro che inizieranno la pratica Quando mi rendo conto che è iniziato un nuovo anno. La nostra vocazione è di progredire di un passo. invece. Ha a che vedere con il modo di comportarsi e di fronteggiare un avversario in situazioni in cui la vita è a rischio. la Via della verità. è primavera. alla fine. Dobbiamo costruire la Via del Karate. Bisogna tornare al punto iniziale. 34 . può capitare di adocchiare dal finestrino del treno l’insegna del dōjō. è come se avessero voglia di mettersi a correre. o anche solo di mezzo passo. su invito dei compagni di corsi superiori. studiare le altre discipline del Budō. cercare una tecnica superiore e portare il Karate ad essere un’arte marziale di valore per cercare. oppure approfittando del fatto che si è entrati a far parte di una determinata scuola. interrogare se stessi riguardo a ciò che ci ha dato il passato. Una volta terminati gli studi. siamo già in marzo. Questo non ha niente a che vedere con la competizione agonistica. di scoprire dove questo si trova durante una passeggiata senza meta. lasciò le seguenti parole: «Nel mondo dello sport la competizione è tecnica. Ci si può recare a visitare il dōjō per ragioni diverse: nel caso degli studenti. Questo è il nostro dovere nei confronti del Maestro. la Via che ci porti alla più alta vetta. di perfezionare la Via del Karate. si può progredire nello sport combattendo contro altre persone. Ma che spazio ha la competizione nella vita umana? Per concepire il Karate come Budō bisogna porsi tra la vita e la morte.FIKTA . si tratta probabilmente del fuoco che brucia nella loro vita piena di energia.

però. privi di significato. una volta fatto proprio. tuttavia. Credo che la Via del Karate sia qualcosa di eccezionale. Giorno dopo giorno gli allenamenti divengono monotoni. si ha l’impressione che non sia rimasto più niente da imparare. Tutto ciò è chiaro solo a chi insiste poiché alle prime battute il corpo non si muove come si vorrebbe. anche se si ha l’impressione di saperne abbastanza. si danno interpretazioni personali. in comprensione. dalla ginnastica estetica agli esercizi di etica. si crede di aver già capito tutto. inizia a funzionare e gradualmente ci si muove meglio finché arriva il momento in cui si reagisce allo stimolo dell’avversario con movimenti naturali. è inevitabile provare una certa tensione.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Probabilmente il motivo per cui si inizia la pratica è semplicissimo: si vuole diventare più forti. alcune davvero semplici ed è giusto che sia così. di afferrarne il succo facendolo vostro. è strumento di sviluppo della conoscenza delle proprie possibilità. 35 .FIKTA . è più facile che avvenga esattamente il contrario. sia fisicamente che mentalmente. ognuno a modo suo. Un po’ alla volta. La comprensione è dunque personale e può essere acquisita solo mediante l’impegno costante. è mezzo di arricchimento della propria esistenza. Lo scopo dell’allenamento nonché i suoi frutti sono elementi che ciascuno afferra da solo nel tempo. nelle riviste nonché nei manga. Forse tra queste c’è la ragione del primo approccio. quando si diventa allievi. È così che va ed è lì che emergono i problemi del corpo e dell’anima. reazione del tutto naturale ogni qual volta si entra a far parte di un mondo sconosciuto. Nonostante ciò. ciascuno a suo modo. però. sembrano ormai inutili. di emularne le azioni. quando in realtà ci si accinge a praticarlo non si è totalmente tranquilli. Attualmente dovunque si vada c’è un dōjō e di Karate si parla in televisione. poi. le motivazioni sono svariate. L’allenamento è conoscenza di sé passando attraverso il rapporto con l’altro. oppure ci si lascia trascinare dall’ultima tendenza e si prova a praticare. anzi. Vi chiedo solo di credere alle parole di chi è più avanzato nella pratica abbattendo eventuali preconcetti. Appena ci si abitua. è vera conoscenza di sé ma non solo. chiunque all’inizio è un po’ teso ma è importante affrontare le circostanze con umiltà e spontaneità. Quando si desidera conoscere qualcosa. L’allenamento stesso inizialmente non è che emulazione che si trasforma via via in apprendimento e. Dal mantenimento della salute al miglioramento del proprio stato fisico.

Come si suol dire: “Non bisogna mai perdere lo spirito iniziale”.FIKTA . Vorrei che consideraste l’allenamento come un compagno per la vita da affrontare sempre con serietà. Mai fermarsi. L’essere umano. L’allenamento in cui credo è quello che d’ora in avanti consentirà di osservare un incontro e di definire la propria visione della vita e della morte. Tuttavia non si diventa forti per maltrattare i deboli. quando pensiamo alla nostra felicità. più ci si fortifica.. pertanto. e poi voglio capire attraverso il corpo quali siano i rapporti tra uomo e uomo. per sua natura.. mai accontentarsi. Shigeru Egami L’allenamento In Cina c’è un vecchio libro intitolato Ekkinkyo che. modestia. spiega come il fatto di allenare il corpo costituisca al contempo una purificazione della mente. non può vivere da solo. passione. È naturale pensare di voler diventare più forti sia fisicamente che mentalmente ed è ovvio che più ci si allena.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Il suo inesauribile contenuto è profondo e misterioso e ciascuno di noi ha il compito di scavare per dissotterrarlo. per afferrarlo. Shigeru Egami 36 . facendo seguito allo Ekkinsenzui. onestà e pazienza. I giorni passati e quelli che ci vedranno camminare ancora in questa direzione si congiungono proprio qui. la vera armonia. tra uomo e natura. È questo l’allenamento che desidero. Recentemente mi chiedo se il preoccupante calo di energia delle giovani generazioni e la freddezza che caratterizza le relazioni umane non possano essere risolti attraverso l’allenamento. la vita. di comprendere a fondo i principi basilari del genere umano attraverso il corpo. Si dice altresì che rappresenti l’origine della Via del Karate. In quest’attimo la nostra vita sarà vissuta intensamente: questo vuole essere il nostro allenamento. pensiamo anche a quella degli altri e agiamo mettendoci nei loro panni. in questo preciso istante. Allenarsi significa costruire un essere umano capace di tutto ciò. mi chiedo che cosa sia il vero accordo.

con Ma l’altro.”. abbiate timore del cielo. andare d’accordo? Diventare tutt’uno mettersi realmente al suo posto. però. Immedesimarsi in lui. sia il risultato degli sforzi di molte persone. poiché penso che sia indispensabile accogliere sempre come cosa preziosa i sentimenti altrui. Andare veramente un d’accordo. che cosa significa.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Abbiate timore del cielo Se si pensa che il Karate serva per il mantenimento della salute o al miglioramento del proprio stato fisico. allora mi viene davvero voglia di dire. . sentire ciò che sente l’altro. basando tutto sulla forza fisica e cercando di tenere sotto controllo ogni cosa con il ricorso alla forza. “Imparate ad andare d’accordo!”. provare esattamente ciò che prova l’altro. altro non è se non il frutto della sopravvalutazione di una minima frazione della forza di cui in realtà disponiamo. Non mi rimangono più parole di fronte a chi ripone la propria fiducia in una forza che. in concreto. credo che ci siano persone in balia di uno stato mentale che.. Ritengo che la Via del Karate. mettete da parte il vostro ego e non smettete mai di compiere passi in avanti.. non sopravvalutate le vostre capacità. Nonostante il ragguardevole livello raggiunto. non tentano nemmeno di capire. In un’epoca come la nostra. Shigeru Egami 37 . sarebbe un grave errore pensare di aver così portato a compimento l’opera. dove predominano l’egocentrismo ed un atteggiamento di fondo ben poco altruista del genere “contento io. A tale scopo si rende necessario mettere da parte il proprio ego. in realtà. così come si è sviluppata ed evoluta fino ad oggi.FIKTA . come ginnastica estetica oppure per diventare più forti. Pertanto.

Harada scrisse allora al M° Funakoshi. per breve tempo a causa della sua prematura scomparsa avvenuta nel gennaio del 1987. all’età di 14 anni. solo occasionalmente ricevevano gli insegnamenti del M° Yoshitaka Funakoshi. Tragicamente lo Shōtōkan venne distrutto durante i bombardamenti americani nel 1945. In seguito all’invasione sovietica della Manciuria. molto difficile” decise di pagare la quota di iscrizione in quanto aveva deciso che il Karate era quello che cercava. Il padre tornò con l’indirizzo del prestigioso dōjō Shōtōkan. Il maestro invitò Harada ad andare ad allenarsi a casa sua. Nel novembre del 1943. seppur per sommi capi. lo stile creato dal M° Egami. in particolare in Europa. di essere accettato come allievo privato.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Lo Shōtōkai fuori dal Giappone In questo paragrafo esaminerò. più di altri. insegnava. questi uomini influenzarono fortemente il suo sviluppo come Karateka. Mitsusuke Harada frequentò la sua prima lezione allo Shōtōkan sotto la guida del M° Genshin (Motonobu) Hironishi. Harada entrò quindi all’Università di Waseda nel 1948. Hayashi e Uemura. Mitsusuke Harada Mitsusuke Harada nacque il 16 novembre 1928 a Dairen nel sud della Manciuria in quanto il padre era impiegato delle ferrovie della Manciuria meridionale. a volte. hanno contribuito a divulgare al di fuori del Giappone e. In questo periodo le lezioni erano condotte dai maestri Hironishi. purtroppo. interessatosi alle arti marziali dopo aver praticato un po’ di Tai Qi Quan in Manciuria. le personalità di due maestri che. la famiglia Harada tornò in Giappone prendendo residenza a Tōkyō dove il giovane Harada. chiese al padre di cercargli un dōjō. Anche Gichin Funakoshi. Nel 1954 e nel 1955 Harada si allenò tutti i giorni per tre ore al giorno con il Maestro Egami. Nei primi anni ’50 seguì gli insegnamenti di Shigeru Egami e di Tadao Okuyama. Anche se il giovane trovò la lezione “molto. che nel frattempo viveva nella casa del figlio maggiore Yoshihide. 38 . Inizierò dal M° Mitsusuke Harada per passare al M° Tetsuji Murakami di cui ho avuto la fortuna di essere stato allievo anche se.FIKTA .

Fu grazie ad alcuni suoi studenti francesi che venne a conoscenza della nuova via23: «Nella primavera del 1965 eravamo a Valenza per assistere ad uno stage di tre giorni diretto da Marc Bassis. Il M° Harada infatti lavorò con il M° Egami negli anni 1954/55. la coppia arrivò a Valenza. Schneider . ben prima delle innovazioni apportate dal M° Egami alla pratica. anno in cui viaggiò alla volta dell’Europa. dopo la laurea ed il master in Commercio. Alternandosi giorno e notte al volante di un Kombi Volskwagen. Olivier Perrois ci disse che era stato incaricato dal M° Egami. In qualche ora. ancora più bassa nelle sue posizioni. allievo diretto del M° Funakoshi e insegnante del M° Harada. col tempo.Akser Kokusai 39 . Dopo un’esibizione alla Albert Hall nel novembre del 1963. Un piccolo gruppo iniziale crebbe sempre più fino a divenire un’organizzazione nazionale. Ci chiamava da Roma e ci chiese di attendere il suo arrivo perché aveva cose importantissime da trasmetterci. Al M° Harada fu conferito il grado di 5° Dan all’età di 28 anni. a San Paolo. Nel corso dello stage ricevemmo una chiamata da parte di un amico brasiliano di origine francese. A. Fu così che il M° Harada fece della Gran Bretagna la sua patria di adozione diventando il primo insegnante giapponese residente. Olivier Perrois ci mostrò in effetti un cambiamento radicale. Harada rimase in brasile fino al 1963. per lavorare alla Banca del Sud America. di mostrarci il nuovo metodo di pratica che aveva sviluppato partendo dall’insegnamento del M° Funakoshi.FIKTA . per gentile concessione M° W.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Nel 1955. la prima organizzazione di questo tipo in Sudamerica. il M° Harada ricevette l’offerta di insegnare Karate in Gran Bretagna. Stava tornando da una soggiorno in Giappone con sua moglie. il M° Harada iniziò a lavorare per una Banca di Tōkyō e l’anno successivo si trasferì in Brasile. anch’ella praticante di Karate. contratto. Fu così che nel 1965 fondò la KDS. dagli attacchi 23 reportage di Jacques Causon. Karate-dō Shōtōkai. su istruzioni dello stesso M° Funakoshi la “Karate-dō Shōtōkan Brazileo”. che si espanse. famoso e rispettato maestro di Judō e Aikidō. anche in altri Paesi. Mentre era in Brasile fondò. sincopato e “militaresco” verso una forma più fluida. Olivier Perrois. Inizialmente tenne dei corsi in Francia ma dopo qualche incomprensione si trasferì in Gran Bretagna in seguito all’invito da parte di Kenshiro Abbe. da un Karate certamente potente e rapido ma brusco. Il Karate del M° Harada era quello appreso all’Università Waseda ed era diverso da quello sviluppato da Egami.

nell’allenamento mattutino. Harada creò un suo metodo personale.. Ciò portò ad una grossa scissione in seno al suo gruppo con l’uscita di molti dei suoi allievi più avanzati che. noi ad Avignone. non accettarono il ripensamento di Harada. né l’apprensione. Il colloquio con Egami in Giappone ebbe anche. Al 40 .» In seguito il M° Harada tornò in Giappone per investigare sul nuovo metodo. non saprei dirlo con precisione. un’ora. Il nostro piccolo gruppo. seguendo Marc Bassis praticò davanti al M° Harada. il nostro piccolo gruppo. Il giorno dopo. né la fatica. l’allievo che. immobile e muto. verso la fine dello stage.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi penetranti che si prolungavano attraverso l’avversario utilizzando spostamenti morbidi. a Grange Farm. Perrois ci chiese poi di mostrare la nuova strada al M° Harada qualche mese dopo.. avendo trovato nel metodo del M° Egami la Via da seguire. quella appresa da Egami nel periodo di istruzione speciale del biennio 1954/55). nel nostro sforzo. che non poté incontrare. I mesi che seguirono furono il periodo più folle ma anche il più arricchente che ci fu concesso di vivere. dopo l’allenamento del pomeriggio. Bassis a Parigi. in parte. dalle meraviglie che scoprivamo ad ogni passo. Alla fine di quell’allenamento eravamo tutti esausti ma entusiasti e coscienti del fatto che un cammino pieno di progressi si apriva davanti ai nostri occhi. lavorando come dei dannati. come conseguenza. Il non aver ricevuto risposte ed il sentimento di gelosia nei confronti di Aoki. definì “il karateka migliore del mondo”. alla pratica ortodossa appresa all’Università di Waseda (ivi compresa. sostenuti. in quell’occasione.FIKTA . il M° Harada aveva cambiato il suo Karate. il sorgere di un sentimento di rancore che Harada porterà sempre nei confronti del M° Egami. ritrovandoci il più frequentemente possibile insieme. consegnò in quel modo il messaggio trasmessoci da Olivier Perrois. Gli parlò invece di Hiroyuki Aoki. in osmosi totale. In serata. forse due. di fatto. Tutto questo durò. Secondo quanto riportato dal M° Harada. Incontrò Egami e gli chiese che direzione stesse prendendo la sua pratica. veloci e continui. a Grange Farm. naturalmente. Ci preparammo. ciascuno nel proprio dōjō. Si può dire che. unito al non aver accettato i cambiamenti nei Kata dimostrati nel libro «Karate-dō Senmon-ka ni okuru» spinsero il M° Harada a tornare. il M° Egami non gli diede risposte precise. Non esisteva più il tempo. se fosse stato possibile. solo. Arrivò quel giorno. Schneider a Nancy. Marc Bassis disse al M° Harada che avevamo delle cose da mostrargli e che consigliavamo un allenamento speciale e ristretto.

Minoru Mochizuki. che si trovava in Giappone. Nel 1957. Harada scrisse 24 di aver provato sentimenti contrastanti. Tetsuji Murakami Nacque il 31 marzo 1927 nella prefettura di Shizuoka e da bambino praticò Kendō.pag. Oggi il M° Harada vive nel Galles meridionale e continua a viaggiare in Europa insegnando la sua Via del Karate.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi momento della morte di Egami. il suo Karate “non sarebbe stato nulla”.FIKTA . scrive. in seguito. il judoka Jim Alcheik. dall’altra il ricordo di non aver ricevuto indicazioni quando le aveva chieste destavano in lui la sensazione di essere stato. Venne quindi portato a Parigi dove. Aikidō e Iaidō sotto la guida del Maestro Minoru Mochizuki. Nel 1946. il fondatore dello Yoseikan Budō. dovette siglare un contratto con Henry Plée per l’insegnamento all’Academie Française des Arts Martiaux (AFAM). 24 «Karate Master . stupito.op. in un certo qual modo. disciplina obbligatoria nelle scuole. ad Avignone e Tolone. Dopo un periodo di prova. Fu così che il 3 novembre dello stesso anno il M° Murakami arrivò a Marsiglia e. da un lato ricordava i bei tempi e la pratica speciale con Egami senza la quale. ingannato. 147 41 . nel Giappone appena uscito dalla seconda guerra mondiale. Hiroo Mochizuki. Nello stesso periodo egli si allenò anche al Kendō. citata . si trovò a dover immediatamente fare dimostrazioni in quella città e. su incarico di Henry Plée. nello stesso luogo. il diciannovenne Tetsuji Murakami ebbe i primi contatti con il Karate. il Maestro Masaji Yamaguchi (allievo del M° Funakoshi da non confondere con Gogen Yamaguchi. aveva insegnato il suo maestro. si recò a Shizuoka ed invitò il M° Murakami ad insegnare Karate-dō in Francia. e. Un anno prima. ignorando completamente la lingua francese. maestro di Goju Ryū) decise di accettarlo come allievo.The Life and Times of Mitsusuke Harada» . Il decennio che seguì fu di e duro ed appassionato allenamento marcò profondamente il carattere del giovane. solo pochi mesi prima il figlio di quest’ultimo.

il suo eccellente livello tecnico superò l’anonimato e ricevette l’invito a tenere il primo stage fuori dalla Francia.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Per tutto il 1958 il M° Murakami tenne stages all’AFAM per praticanti di tutta Europa e del Nord Africa. si recò in Jugoslavia. ed in seguito a Casablanca. Negli anni seguenti passò tutto il suo tempo dividendosi tra l’insegnamento nel suo dōjō a Parigi e la conduzione di innumerevoli stages in tutti i Paesi in cui aveva portato la sua scuola. Vladimiro Malatesti. Nonostante il carattere austero e riservato che lo tenne lontano dalle interviste e dalla mondanità. Renseikan.FIKTA . come Elvis Presley (di stanza in Germania durante il servizio militare) che il maestro Murakami definì “allievo diligente”. in Boulevard August Blanqui a Parigi. su invito del pioniere del Karate italiano. mesi divenne del così un primi 1959 furono sicuramente uno dei periodi più duri della sua vita. nel 1959. un uomo che aveva la fama di essere un altro grande esponente del Karate-dō Shōtōkai in Europa . Nel 1963 incontrò. dal Sig. egli divenne conosciuto ed ebbe allievi famosi. per un breve periodo. in Marocco. questo anche a causa del fatto che i suoi allievi vennero erroneamente informati di un suo presunto ritorno in Giappone. Guilletan e. Murakami. Nel 1962 tenne il primo stage nel nostro paese. Tenne quindi il suo primo stage in Svizzera su invito del Sig.Mitsusuke Harada – che 42 . Kendō e Aikidō nel dōjō dove insegnava il maestro di Judō Mikonosuke Kawaishi. precisamente in Germania. Nel momento in cui si rese conto che il contratto con l’AFAM sarebbe scaduto a fine 1958 seppe anche di una clausola che gli impediva di continuare l’insegnamento. Murakami fu invitato da Vernon Bell della British Karate Federation a dirigere uno stage in Inghilterra dove continuerà a tenere corsi fino al 1964. poco dopo. a Firenze. Ancora. Nei primi mesi del 1960 Michel Su e Jacques Fonfrède ritrovarono il loro maestro e lo aiutarono a ristabilire la sua scuola di Karate. Saider. la scuola della pratica corretta. Nonostante la sua condizione. non dissimile dall’isolamento. Murakami chiamò il suo primo dōjō. il primo maestro giapponese a stabilirsi permanentemente disoccupato ed i in Europa.

T. Da quel giorno aspettammo sue notizie. nel sud della Francia. Gli scrivemmo una lettera ma ancora nessuna risposta. Egami nominò Murakami Responsabile Tecnico per l’Europa. Hiruma all’aeroporto di Haneda Ricordo che salutandoci con la mano ci diceva che ci saremmo rivisti a Parigi. era lui che ci aveva invitati. quello del 1976.d. all’Academia de Budo di Lisbona.FIKTA . 43 . Nella primavera del 1968 il M° Murakami prese risolutamente la decisione di operare una vera e propria rivoluzione nel suo modo di praticare e di insegnare nel tentativo di assimilare il metodo del M° Egami. con il fine di testare il limite di resistenza fisica e mentale dei praticanti. in un libro dedicato alla memoria del marito. Nell’estate del 1969 il M° Murakami organizzò il primo stage sulla spiaggia di Sérignan. Ogni giorno mi recavo alla cassetta delle lettere sperando in un suo messaggio che non arrivava mai. Due anni prima avevamo accompagnato il Sig. Eravamo dispiaciuti. avevamo come contatto il M° Murakami che viveva a Parigi. Impressionato dalla diffusione della sua scuola e dalla qualità del lavoro tecnico. Egami tornò nuovamente in Europa. la Maison des Jeunes et de la Culture. Nel 1976. Nel 1967 ritornò in Giappone per qualche mese in compagnia dell’amico Tsutomu Ohshima che lo presentò al M° Shigeru Egami. invano. Sérignan divenne così. L’amicizia ed il reciproco rispetto rinforzarono ulteriormente il legame tra i due Maestri e. 25 Ringrazio Mariko Someya-san ed il M° Yves Ayache per avermi fornito la traduzione in francese del testo da loro recentemente effettuata. Vi è un retroscena sconosciuto relativo al primo viaggio di Egami in Europa. il M° Shigeru Egami. a Parigi. Posso affermare con ragionevole certezza che quello che segue è il primo brano tradotto in una lingua occidentale ad essere pubblicato25: «Abbiamo viaggiato molto nel 1976 Arrivammo a primavera. proprio dopo lo stage di Sérignan. Nel mese di agosto del 1969.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi insegnò per breve tempo al dōjō che sarebbe diventato il “quartier generale” del Murakami-Kai. punto d’incontro dei praticanti di tutta Europa e dell’Africa. A poco a poco smettemmo di attendere e nello stesso tempo il Sig. Dissi che avrebbe fatto meglio ad organizzare tutto prima e poi ad invitarci a cose fatte. Ohshima (Tsutomu Oshima n. il M° Murakami tenne il primo stage in Portogallo. moglie del Maestro. visitarono l’Europa. nel 1978. di giorno in giorno mi sentivo più frustrata. in Rue de Mercœur. Il suo invito non era stato serio. È sconosciuto perché ne ha scritto solo la signora Chiyoko Egami. sua moglie e Tomoji Miyamoto. anno dopo anno. In Giappone fece l’esperienza di un nuovo metodo di allenamento e di comprensione del Karate-dō.) che viveva in America ci invitò ad andarlo a trovare. che mi ha consentito di presentarla in italiano in questo scritto. su invito del M° Murakami.

sperava comunque che Harada sarebbe stato all’aeroporto ad accoglierci al momento del nostro arrivo. Prima di partire che.d. Mio marito diceva che Ohshima era troppo giovane per poter proporre in America un tale invito. cosa che non potevamo immaginare. Il Sig.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Il Sig. Ma il tempo passava. Inghilterra e Portogallo. Erano passati già vent’anni. l’altro a Londra ed il terzo a Madrid. Mio marito trovava l’organizzazione di questo viaggio molto impegnativa e così consigliò a Murakami di prendere contatti con Harada e Hiruma al fine di suddividere il peso dell’organizzazione e rendere tutto più semplice.T.FIKTA . Alla fine fu Murakami che decise di invitarci da solo. Per mio marito comunque Harada era sempre un suo allievo e gli faceva piacere poterlo rivedere. Murakami ci informò di quante volte li aveva contattati ma che non era mai riuscito ad ottenere alcuna risposta da parte loro. Italia.) si erano promessi che si sarebbero rivisti in America ma ciò non era semplice. se tre persone si trovano una a Sapporo. Anche il Sig. Fu in quel momento che comprendemmo che Harada aveva del rancore verso mio marito. marito e per scrisse quindi di ad Harada mio per in informarlo del suo arrivo nel mese di giugno chiedergli Non mio incontrarsi quell’occasione. Solo dopo avremmo compreso che non doveva essere un problema di distanza ma tutt’altra cosa. Ohshima e mio marito (il M° Egami n. Anche in Giappone. Harada non desiderava invitare mio marito e questo metteva Hiruma in una situazione delicata e gli impediva di poter prendere l’iniziativa. In Europa uno era a Parigi. 44 . nuovamente con i dettagli del nostro viaggio precisando nonostante avuto alcuna risposta alla sua prima lettera. ricevemmo marito gli non alcuna scrisse avesse I maestri Murakami ed Egami risposta da parte sua. Murakami era venuto in Giappone e lo invitammo ufficialmente a casa nostra. Svizzera. l’altra a Tokyo e la terza a Fukuoka è difficile avere dei contatti. Ricordo che nel 1956 accompagnammo Harada al porto di Yokohama per la sua partenza per il Brasile. Ma ora che Ohshima si era ben ambientato era riuscito a venire a prenderci in Giappone. pensammo che il problema dovesse essere quello. Ci prenotò i biglietti d’aereo per il mese di giugno e ripartì per Parigi. In occasione di un suo successivo soggiorno in Giappone non avemmo contatti molto cordiali con lui. Ci spiegò che aveva molti allievi in Europa e che avrebbe voluto organizzare un soggiorno di un mese in Francia.

Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Arrivammo all’aeroporto Charles De Gaulle. alla fine del 1985. Murakami si scusò per l’assenza di Harada. Ciononostante. Aveva cercato nuovamente di contattarlo ma non aveva avuto nessuna risposta. avvenuta nel 1981. Nonostante questo consiglio il M° Murakami insistette nel voler organizzare un viaggio in Giappone con un alto numero di allievi provenienti dalle diverse nazioni in cui insegnava. sua città di adozione. Fernando Sarmento. Nel corso del viaggio dovette combattere con forti dolori ma il suo viso sembrò rallegrarsi quando incontrò i suoi amici e compatrioti.FIKTA . colui che il M° Murakami ha sempre definito “il Maestro della mia maturità”. 45 .» Alla morte di Shigeru Egami. Ci rendemmo conto che qualcosa doveva essere successo. Molte persone erano venute ad accoglierci con dei fiori ma Harada non c’era. il M° Murakami sospese lo stage che stava conducendo a Lisbona e volò immediatamente in Giappone per assistere ai funerali del suo Maestro ed amico. un medico portoghese fu allarmato da alcuni sintomi che osservò e consigliò il maestro di fare attenzione alla sua salute poiché vi erano segni di un tumore in atto. Purtroppo nel corso del 1986 la malattia seguì il suo inesorabile corso ed il 24 gennaio 1987 il M° Tetsuji Murakami morì a Parigi. Tornato in Francia la sua vitalità non diede segni di rallentamento e riprese la sua missione di diffusione dello Shōtōkai in Europa. uno dei suoi allievi.

like when you see some terrible scene in a horror film. I was checking some books there and Miyamoto's face had been scratched off the printed photos in the book. a mio modesto e sicuramente opinabile avviso. come ho già avuto occasione di scrivere in passato.. il M° Tomoji Miyamoto (nella foto a fianco). not in the book but in the pictures they used to print the book! I felt this horrible sensation. Allievo di Egami e di Aoki era ritenuto dai più. 46 ..Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi La situazione attuale in Giappone L’epurazione del M° Miyamoto Dopo la morte del M° Egami si verificò. a detta di alcuni.. who would be that sick to do something like that.FIKTA . Fu Miyamoto che effettuò dimostrazioni durante i viaggi del M° Egami in Europa nel 1976 e nel 1978. Venne infatti estromesso dalla Nihon Karate-dō Shōtōkai.. anche a causa di presunte contaminazioni derivanti dallo Shintaidō (scrivo presunte perché Miyamoto era nel Rakutenkai ma non seguì Aoki nello Shintaidō restando a fianco del M° Egami nella NKS). al ritorno da un viaggio in Giappone mi scrisse: «When I was at the honbu dōjō. in seno alla Nihon Karate-dō che Shōtōkai ebbe come una spiacevole il ultimo situazione Segretario protagonista nonché dell’associazione assistente del M° Egami. subì una vera e propria epurazione. the Shōtōkan. il naturale successore del M° Egami. Dulcis in fundo nella ristampa del libro The Heart of Karate-dō del maggio 2000 che riporta l’inquietante sottotitolo “Revised Edition” tutte le foto sono state sostituite con altre che. Quest’informazione mi è stata in seguito confermata anche da un amico cileno che. gli fu impedito di impartire insegnamenti avanzati presso le Università dove insegnava e tutte le foto ufficiali in cui era presente vennero tagliate o. dopo la creazione dello Shintaidō ed il conseguente abbandonò del Karate da parte di Aoki. dove questo non era possibile. Beyond Technique). or what sick thing did Miyamoto do to deserve such contempt?. Dimostrò inoltre tutte le tecniche ritratte nella prima edizione del libro The Heart of Karatedō (precedentemente pubblicato col titolo The Way Tomoji Miyamoto of Karate. A causa dell’età relativamente giovane che aveva al momento della morte del maestro e. non sono all’altezza delle originali. vennero deturpate (sono state materialmente raschiate le parti ove era visibile il suo viso).

Hosei University Giwa Domon Kai (Tōkyō). con i dōjō ad essi associati. Heihō Ten Shin Kai (Kawasaki .Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi It's more than sad actually. Oita Mu Ten Kai (Oita city). non era destinato però ad essere l’unico avvenimento destinato a scuotere i fragili equilibri in seno alla Nihon Karate-dō Shōtōkai. nel corso di un viaggio in Giappone in cui ha praticato in diversi club. it's despicable and surely serves to show the top levels of Shōtōkai are just preaching.Kanagawa). lasciarono la NKS e alcuni di questi. Fujitsu Yu Ten Kai (Kawasaki . lo Yuten Kai. Furono sette i gruppi che. il suo dōjō è meta di continue visite “segrete” da parte di numerosi praticanti provenienti sia dall’honbu dōjō. sia da altri club. If Master Funakoshi was saddened and heartbroken watching Karate-dō fall into the superficiality of sport. Nel 1996 infatti. negli anni novanta. atto che definire disdicevole è a mio avviso un eufemismo. a way to keep things together in an already small and unstable organization. what would he think of this happening today? Goes without saying what Master Egami would think!» Attualmente il M° Miyamoto non fa parte di nessuna organizzazione ma la sua fama non è stata intaccata. Okayama Yu Ten Kai (Okayama).FIKTA . avendolo riconosciuto gli si sono avvicinati e gli hanno chiesto la cortesia di non raccontare di averli visti lì. If they respected the legacy they have received they'd find a way to unite and not separate. 47 . Any other attitude condemns the fragile legacy to a sure death. Toho University Yu Ten Kai (Tōkyō). in seguito ad alcune prese di posizione di alcuni dirigenti della NKS volte a sminuire l’importanza della figura di Shigeru Egami. La frattura in seno alla NKS – la fondazione dello Yuten Kai L’epurazione di Miyamoto. the actions speak stronger than words in the end. no substance in what they say. con a capo il forte e storico gruppo del club Fujitsu fondarono. e nonostante il divieto di allenarsi con lui. Questi. mentre si trovava nel dōjō del M° Miyamoto ha visto alcuni praticanti già incontrati allo Shōtōkan il giorno precedente. Egli continua infatti ad insegnare nel suo dōjō nel nord del Giappone. ne costituirono la base: Oita Yu Ten Kai (Oita city).Kanagawa). con l’appoggio della famiglia Egami. Un maestro del nostro gruppo mi ha raccontato che. la maggior parte degli allievi diretti di quest’ultimo.

attuale sindaco di Oita (nell’isola di Kyūshū). - - Ricordo. the technical level was very low. che considero personalmente come uno dei tecnici più completi dello Yuten Kai. Yukihide Fukawa Sensei. Infatti il M° Tetusuhiko Asai. ha deciso di denominare la sua nuova organizzazione JKS “Japan Karate Shōtōkai”. Oggi la confusione legata all’uso del termine Shōtōkai si è ulteriormente acuita. principalmente per averli conosciuti Il M° Egami con Yukihide Fukawa personalmente e per aver avuto e per avere tuttora la fortuna di ricevere i loro insegnamenti diretti: - Tetsuya Koibuchi. di Kawasaki. Entrambi vissero nella casa del M° Egami negli ultimi cinque anni della sua vita.FIKTA . secondo le parole del suo Presidente. fondatore dello storico Club Fujitsu. much disorder and it was obvious that NKS was no longer training Egami Karate-dō”. dopo le lotte legali per l’uso del nome Japan Karate Association che lo hanno visto soccombere. l’associazione di coloro che onorano la memoria e l’opera del M° Egami. il M° Matsuhashi che fu assistente di Aoki e membro del Rakutenkai ed il M° Ito. rispettivamente istruttore capo e vice istruttore capo del Club Fujitsu. pur non avendo mai praticato con loro. dōjō interno alla Fujitsu Ltd. Tale affermazione mi è stata recentemente confermata da un amico cileno al ritorno da un viaggio all’honbu dōjō26: “We were all very saddened by the state of Shōtōkai on our trip to Japan. E’ chiaro che tale associazione nulla ha a che vedere con la pratica del Karate-dō del M° Egami ma tale denominazione crea comunque una certa confusione. 48 . Nella Nihon Karate-dō Shōtōkai il metodo di Egami era praticato solo da alcuni gruppi. dopo la scissione che ha portato alla nascita dello Yuten Kai nella NKS sono rimasti solo gruppi minoritari di esponenti del Karate-dō di Egami.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Yuten (遊天) che letteralmente significa “pregando il cielo” era lo pseudonimo che il M° Egami utilizzava per firmare le sue opere calligrafiche (shōdō). Keinosuke Kinoshita. uscito dalla JKA. Lo Yuten Kai è. esperto anche di kenjutsu e bojutsu. Tra i maestri che fanno attualmente parte dello Yuten Kai desidero citare. Isao Ariga e Masayuki Nakano.

Fino a che egli era in vita il suo grande carisma e la sua indiscussa superiorità tecnica fungevano da collante e garantivano un’unitarietà che col tempo sarebbe divenuta solo un ricordo. l’organizzazione di Harada. lo Shin Dō Shōtōkai. la patria adottiva del M° Murakami. non trovandosi più in sintonia con le idee del loro maestro. spesso. Chi sceglieva di non seguirne gli insegnamenti non aveva possibilità di emergere. lo Shōtōkai College.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Lo Shōtōkai in Europa dopo la morte del M° Murakami La tendenza alle scissioni sembra essere una caratteristica comune allo Shōtōkai in Europa così come in Giappone. quello di criticare gli altri e di asserire una presunta superiorità. Altri crearono altri gruppi e associazioni che. Anche se buona parte delle associazioni nazionali decisero inizialmente di continuare a portare avanti gli insegnamenti del M° Murakami ben presto. Ma veniamo ora ai gruppi legati al M° Murakami. i quali. Alcuni praticanti si raccolsero attorno al M° Hiruma. come principale fine. Al momento della morte di Murakami Sensei iniziarono le divisioni all’interno dei suoi gruppi. Negli anni alcuni gruppi appartenenti alla KDS. in particolare dopo che questi abbandonò alcune innovazioni apportate dal metodo del M° Egami per ritornare. si unì poi all’emergere di altri aspetti ancor meno confortanti. il livello tecnico era molto basso. dimostrarono di avere. Da quanto in precedenza esposto risultavano in Europa gruppi legati al M° Harada (in particolare Regno Unito e paesi scandinavi con piccoli gruppi in Belgio. dopo aver rivendicato il ruolo di assistente del M° Murakami ed essersi procurati uno status degno della loro nuova posizione attraverso l’attribuzione reciproca di gradi 26 «Eravamo avviliti dallo stato dello Shōtōkai dopo il nostro viaggio in Giappone.» 49 . che paradossalmente trovò la massima espressione proprio in Francia. c’era molto disordine ed era ovvio che nell’ambito della NKS non si pratica più il Karate-dō di Egami. uscirono dall’associazione e fondarono nuovi organismi tra cui cito la Shōtōkai Foundation. lo Shōtō Budō. Iniziarono a proliferare quelli che definisco i “nuovi generali senza esercito”. un esperto giapponese che si era trasferito in Spagna nei primi anni settanta. anche a causa della mancata designazione dei successori ufficiali da parte del maestro. si verificarono una pletora di scismi.FIKTA . al Karate appreso nel periodo universitario. Francia e Portogallo) e gruppi legati al M° Murakami (Europa centro/meridionale oltre ai paesi dell’area maghrebina). in parte. era inevitabilmente destinato all’isolamento. costituendo gruppi organizzati in Portogallo e nel nostro Paese. La litigiosità.

responsabile tecnico nazionale. 50 . vanificò la possibilità di costituire un organismo sovranazionale comune. Riporto a conferma di quanto scritto le considerazioni di un maestro e amico dell’ASP (Associaçao Shōtōkai de Portugal) che mi inviò dopo una riunione svoltasi a Scarperia (FI) finalizzata a valutare la possibilità di creare un gruppo europeo tra gli allievi anziani del M° Murakami cui avevamo partecipato27 nei primi anni novanta: «Why do so many preach humility. il panorama dei gruppi Shōtōkai è il seguente (in ordine decrescente di praticanti): Francia • Shōtōkai France (dal 2002 ha cambiato denominazione in Karate-dō Shōtōkai Europe) con a capo il M° Patrick Herbert. iniziarono a proporre le loro “interpretazioni”.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi Dan. uno dei primi allievi del M° Murakami in Francia. separations. limitando l’analisi alle tre nazioni europee in cui maggiore fu l’influsso dell’insegnamento del M° Murakami. I just can't stand that!» In effetti il malcontento per la situazione di continuo conflitto. di essere l’unico depositario del Karate-dō del M° Murakami (compresi quelli che negli ultimi anni disertavano regolarmente i suoi stages o che erano stati da lui allontanati). che si esplicitava ad ogni tentativo di colloquio o riunione. self-development and other high ideals and then have all kinds of organizational rifts. spesso. people they can't stand. dell’arte. a volte purtroppo aberranti. Il più grosso problema. È necessario premettere che il Karate-dō del Maestro Murakami era in continua trasformazione e che la pratica di un anno presentava spesso evoluzioni sostanziali rispetto a quella dell’anno precedente. a queste riunioni. Molti nuovi generali avevano seguito il Maestro solo per qualche anno e ognuno di loro possedeva la propria verità come nella poesia di John Goodfrey Saxe (1816-1887) in cui degli Industani ciechi dopo aver toccato diverse parti dell’elefante finiscono col litigare su cosa fosse l’elefante convinti che la parte che ciascuno di loro aveva toccato fosse l’intero..FIKTA . enemies all over the place. accompagnavo il M° Maltoni. etc. era la convinzione.? I believe they just preach and none really practice those high ideals.. There are few things that really affect me. 27 All’epoca ero già segretario della Scuola Shōtōkai Italia e. in particolare tra i gruppi francesi. ciò ha contribuito a creare molta confusione e a dare un immagine dello Shōtōkai non certo edificante. che ciascuno di essi aveva. Oggi. Oggi la pratica di questo gruppo è profondamente modificata in seguito alla pesante influenza di pratiche tratte dalle arti marziali cinesi. talk bad of each other. one of them is double standards.

D. e Mushinkai.Associaçao Shōtōkai de Portugal.gruppo guidato dal M° Antònio Cunha e legato agli insegnamenti del M° Hiruma. (International Karate-Do Shōtōkai) ex allievi del M° Murakami che si definiscono ex assistenti dello stesso. ex allievo di Harada. A capo dell’ASP vi è una commissione tecnica di cui gli esponenti di primo piano sono i maestri Fernando Sarmento e José Patrão. L’organizzazione è presente anche in Svizzera e ha un piccolo gruppo di aderenti anche nel nostro Paese. 51 . Ne uscì in quanto non in accordo con la direzione impressa al gruppo dal M° Herbert. Si tratta di un gruppo con presenze. anche in Serbia e nel nostro Paese.FIKTA . Italia • • • Scuola Shōtōkai Italia: gruppo storico derivante dal Murakami-Kai Italia. nei primi anni settanta studiò in Giappone sotto la guida dei maestri Egami e Usami.K. Oggi ha contatti con lo Yuten Kai giapponese. A capo è il M° Luis de Carvalho. seppur molto limitate. • Kiseikai con a capo il M° Yves Ayache. Ha oggi rapporti con lo Yuten Kai giapponese.S. di origine portoghese. Associação Budokai Shōtōkai de Portugal . anch’egli allievo del M° Murakami ed ex segretario dello Shōtōkai France. Marocco e Algeria. Portogallo • ASP . • Mushinkai altra organizzazione derivante dalla corrente di Murakami.K. • • Portugal KDS . gruppi minoritari: I. • I.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi • Akser Kokusai con a capo il M° William A. È il gruppo storico derivante dal Murakami-Kai portoghese.gruppo guidato dal M° Raul Cerveira e legato agli insegnamenti del M° Harada. Mantengono una pratica fedele al lineage del M° Murakami. Schneider.D.S. La sua organizzazione è diffusa anche in Grecia. ISKDO (Italia Shōtōkai Karate-dō): è un confederazione tra i due gruppi che seguono gli insegnamenti del M° Hiruma.

Milano 1993 Tokitsu.Revised Edition (già pubblicato in precedenza con il titolo “Karate.Milano 1995 52 . Kenji «Storia del Karate .Roma 1987 Funakoshi. Dr.Corso Maestri 2001-2003 Marco Forti Shōtōkai No Rekishi BIBLIOGRAFIA Aoki.La via della mano vuota» Luni Editrice .Tōkyō-New York-London 1988 Ito. Haruyoshi Fugaku «Ito’s stream of consciousness» Shintaido Of America . Kenji «Il Ki e il senso del combattimento» Luni Editrice . Clive «Conversations with Karate Masters» Ronin Publishing .Tōkyō-New York-London 2000 Funakoshi.The body is a message of the universe» Shintaido Of America .Liverpool 1997 Tokitsu.Birkenhead 1988 Layton.FIKTA . Clive «Karate Master .San Francisco 1983 Layton. Mediterranee .dō . .Beyond Techniques») Kodansha International Ltd. Hiroyuki «Shintaidō .The Life and Times of Mitsusuke Harada» Bushido Publications . Gichin «Karate-dō Kyōhan» Kodansha International Ltd. . Shigeru «Karate-dō . .dedicato ai professionisti) Ed.San Francisco 1982 Egami.Senmon-ka ni okuru» (Karate-dō . Rakutenkai .Il mio stile di Vita» Ed. Dr.Milano 2002 Tokitsu.Tōkyō-New York-London 1973 Funakoshi.Tōkyō 1970 Egami. Gichin «Karate-dō . Kenji «L’arte del combattere» Luni Editrice . Shigeru «The Heart of Karate-dō» . Gichin «Karate-dō Nyūmon» Kodansha International Ltd.