Pubblicato in: “Guida alla Epidemiologia e Prevenzione del Gozzo Endemico” di D. Meringolo, D. Bianchi e B. Bellanova. 8 Luglio 2006, Bologna.

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Atti del Convegno Nazionale di Endocrinologa Clinica. 8 Luglio 2006 – Bentivoglio (BO)
“IODIO ed EVOLUZIONE” di Sebastiano Venturi, *Mattia Venturi (venturi.sebastiano@gmail.com) Servizio di Igiene e Sanità Pubblica Pennabilli (Pesaro-Urbino) Regione *Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche della Università di Bologna. Marche e

L’atomo di iodio (Simbolo I; P.A.126.9; N.A 53) è costituito da 53 elettroni, 53 protoni e 74 neutroni, e rappresenta una sorta di “cenere nucleare”. Infatti, deriva da un processo di nucleo-sintesi avvenuto più di 10 miliardi di anni fa’ in una stella-supernova, che esplodendo lo ha disperso nel pulviscolo primordiale, il quale condensandosi, circa 5 miliardi di anni fa’, ha formato il nostro pianeta-Terra. Lo iodio è uno degli atomi più ricchi di elettroni presenti nel nostro corpo ed è indispensabile nella dieta di tutti gli esseri viventi animali. Lo iodio (I) è scarsamente reperibile nella superficie terrestre, perché nel corso di centinaia di milioni di anni è stato dilavato, da piogge e glaciazioni, e trasportato dalla crosta terrestre verso il mare, il quale si è arricchito progressivamente di iodio, sotto forma di ioduri (I-) e di iodati. Fig 1. Struttura atomica dello iodio Infatti le acque marine sono ricche di iodio, circa 50-60 microgrammi (µg) per litro, mentre le acque terrestri: estuari, fiumi, laghi, ne contengono quantità da 10 a 200 volte inferiori ( 5 - 0.2 µg/L). Una piccola parte di iodio evapora nell’aria (anche come iodo-metano gassoso) e precipita nel suolo con le piogge, soprattutto in vicinanza delle zone costiere. Il ciclo geo-biologico dello iodio, è in parte simile a quello del selenio. Lo iodio viene captato dalle cellule come ioduro (I-) soprattutto tramite il NIS (sodium iodide symporter), ma anche altri trasportatori sono oggi stati identificati. Il NIS è il trasportatore glicoproteico transmembrana dello ioduro, la cui molecola, nell’uomo, è stata clonata e caratterizzata da Dai e coll.(1996) e Smanik e coll.(1996). Essendo presumibilmente molto antico, il NIS è poco specifico e secondo Wolff (1964) non è in grado di distinguere lo ioduro da altri atomi o piccole molecole, come i nitrati, i nitriti, i fluoruri, i tiocianati, i pertecnati ecc., aventi stessa carica elettrica e simili dimensioni atomiche o molecolari, che sono “in competizione” con lo ioduro, comportandosi come “pseudo-ioduri”. La caratteristica elettrochimica dello iodio è quella di attirare e cedere facilmente un elettrone (con un potenziale redox di -0.54 Volt). Questa proprietà lo rende un efficiente donatore-accettore di elettroni, che è una delle caratteristiche fondamentali delle sostanze antiossidanti. Infatti: 2 I2 e- + Tab. A 2 I- + Peroxidase + H2O2 + Tyrosine, Histidine, Lipids, Carbons Iodo-Compounds + H2O + 2 e- (antioxidants) Iodo-Compounds: Iodo-Tyrosine, Iodo-Histidine, Iodo-Lipids, Iodo-Carbons Tab. B Tab. A e Tab. B. Meccanismi biochimici antiossidanti degli ioduri, probabilmente uno dei più antichi meccanismi di difesa dai radicali liberi dell’ossigeno, già presenti nei Cianobatteri circa 3 miliardi e mezzo di anni fa’ (Venturi, 1985) I2 + 2 e- (elettroni) = - 0.54 Volt ; 2 Iodio-Tirosina + H2O + 2 e- (antiossidanti) ; 2 H2O H2O2 + 2 H+ (della soluzione acquosa intracellulare)

2 I- + Perossidasi + H2O2 + 2 Tirosina

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. Circa 500-400 milioni di anni fa’. e Kuepper e coll. nella atmosfera. come il perossido di idrogeno (H2O2). svolge una azione diretta antiossidante. Venturi. Circa 400-300 milioni di anni fa’ alcuni di questi primitivi vertebrati cominciarono ad evolversi in anfibi e poi in rettili. di catalizzare l’incorporazione dello ioduro in alcuni idrocarburi producendo iodio-metano gassoso (CH3I) e altri alo-idrocarburi. che poi popolarono permanentemente l’ habitat terrestre I-carente. arterie. timo ecc. Più di tre miliardi di anni fa’ le alghe verdi-azzurre furono le prime cellule procariote a produrre ossigeno (allora tossico) e iodio-composti. Secondo Petersén (1996). secondo Venturi (1985). della produzione di ossigeno e della respirazione cellulare. più di tre miliardi di anni fa nelle alghe verdiazzurre (cianobatteri) e probabilmente ha costituito uno dei più antichi meccanismi antiossidanti di difesa 2 . non ormonale. 2000). Sia le cellule tiroidee che quelle di altri tessuti I-captanti. Fig. Iodio ed evoluzione. Petersen e coll. Allora questi vertebrati terrestri ebbero bisogno di un nuovo efficiente organo dove poter accumulare il poco iodio presente nell’ habitat terrestre: il follicolo “tiroideo”.) senza possedere alcuna conosciuta azione ormonale. sono in grado di produrre "in vitro" mono-iodio-tirosina (MIT) e di-iodio-tirosina (DIT) legate a proteine e anche alcuni poco conosciuti iodio-lipidi. Da circa 800-700 milioni di anni la tiroxina (T4) è presente nell’esoscheletro degli invertebrati marini (spugne. La T3 divenne così l’ormone attivo nella metamorfosi e nella termogenesi. ghiandole salivari. proteggendoli dalle perossidazioni (Cocchi. 2. alcuni primitivi cordati iniziarono a risalire dal mare (ricco di iodio) le acque I-carenti degli estuari e poi dei fiumi.. per un migliore adattamento al nuovo habitat terrestre (Venturi. era già presente.Le alghe marine sono in grado. i superossidi ed i radicali ossidrilici. che sembrano avere una importante funzione strutturale e metabolica come secondi messaggeri. Colin et al (2003). ( 2000) e Venturi (2001) gioca anche un ruolo nel controllo antiproliferativo dei tessuti extratiroidei I-concentranti. Tale azione. Recentemente una altra via metabolica è stata descritta. è presente in sede extratiroidea ed è captato da diversi organi non-follicolari: stomaco. Gall et al. 2004). come le cellule della mucosa gastrica e delle ghiandole salivari ecc. nella atmosfera terrestre. tra cui iodo-metano (CH3I) gassoso. il 60-70 % di tutto lo iodio del corpo umano. ed è dovuta allo scopo di ridurre il danno dei radicali liberi dell’ossigeno (ROS). in cui. epidermide. (2003) Kuepper e coll. coralli. (1998) questa produzione è il risultato della primitiva fotosintesi. L’organismo umano contiene circa 25-50 milligrammi di iodio. La maggior parte. di cui meno di 10-15 mg sono presenti nei follicoli della tiroide e meno di 1 mg negli ormoni tiroidei circolanti. tramite enzimi alo-perossidasici. conchiglie ecc. iniziate oltre tre miliardi di anni fa’. I vertebrati cominciarono poi ad utilizzare la T4 come trasportatore nelle cellule periferiche dello ioduro antiossidante. ancora poco conosciuta. In particolare il delta-iodiolattone (acido 6-iodio-5-idrossi-eicosatrienoico) è un potente inibitore della proliferazione delle cellule tiroidee e secondo Cann e coll. grazie a i suoi nuovi recettori. mammella. sembra ormai accertato. ed in seguito iniziarono a utilizzare la T3. tramite la quale lo ioduro viene incorporato negli acidi grassi poli-insaturi (PUFA) delle membrane cellulari.

furono le prime a produrre ossigeno. Infatti. efficaci e facilmente reperibili. che si sono sviluppati solo recentemente nei pigmenti colorati antiossidanti presenti nei fiori e nella frutta delle piante angiosperme (derivate dalle più antiche piante gimnosperme) che sono comparse sulla terra solo da circa 200-100 milioni di anni e sono divenute oggi il tipo di piante più numeroso. 3) la formazione dei recettori della T3 e quindi della sua “nuova” funzione ormonale. e per tre miliardi e mezzo di anni è stata esclusivamente marina. perfezionando ed utilizzando sostanze antiossidanti alternative. mentre nel mare tutti gli esseri viventi. Alcuni antiossidanti ebbero una evoluzione “filogenetica” continua fino alle più recenti sostanze antiossidanti come il licopene e molti polifenoli. Gli animali. La vita nel nostro pianeta-Terra è iniziata nel mare circa 4 miliardi di anni fa’. 2) l’utilizzazione della Tiroxina (T4) come trasportatore di ioduri. A. di cui alcuni sono diventati fattori “vitaminici”. fino ad allora assente nella atmosfera terrestre. invece. per difendersi dalla tossicità dell’ossigeno. diffusi e ben reperibili nelle acque marine. Infatti lo iodio non divenne più indispensabile per diverse specie vegetali terrestri. Infatti queste alghe. I vegetali “terrestri” hanno superato questa crisi nutrizionale di antiossidanti marini. Gli ioduri. i carotenoidi. alcuni esseri viventi. ed il selenio. e queste ultime gli ioduri dalle iodio-tironine. 3. Fig.dai ROS. mediante 3 meccanismi adattativi: 1) la creazione del follicolo tiroideo. carotenoidi ecc. l’acido ascorbico. hanno avuto in ciò un ruolo determinante. La vita nel nostro pianeta è iniziata nel mare circa 4 miliardi di anni fa’ e per tre miliardi e mezzo di anni è stata esclusivamente marina. Si creò allora una grave crisi nutrizionale di iodio. iniziarono ad emergere dalle acque marine e ad abitare la terraferma (carente di iodio): prima i vegetali poi gli animali. i tocoferoli ecc. alcuni esseri viventi iniziarono ad emergere dalle acque marine e ad abitare la terraferma carente di iodio e di altri antiossidanti marini. dal fitoplancton fino ai pesci marini. potevano utilizzare lo iodio ed il selenio. i flavonoidi. le quali sono capaci di estrarre elettroni dagli ioduri. come le vitamine C. solo negli ultimi 300-400 milioni di anni fa’. ricche di iodio. hanno superato questa crisi nutrizionale. come i polifenoli. E ecc. essenziali per l’uomo. 3 . cercando anche di migliorare e di ottimizzare le scarse quantità di iodio disponibili sulla terraferma. con il trasferimento sulla terraferma si è interrotta la catena alimentare nutrizionale marina che li trasferiva (insieme agli acidi grassi omega-3). alcune già elaborate negli estuari I-carenti. Infatti. solo negli ultimi 300-400 milioni di anni. protetti dai raggi ultravioletti solari dallo scudo dell’ozono (O3). il selenio è presente nelle perossidasi e nelle deiodasi intracellulari. Per cui la cellula algale doveva possedere degli antiossidanti. ma anche di selenio e di altri meno conosciuti antiossidanti “marini”.

La tiroxina. artrosi ecc. inoltre. E’ proprio grazie al deposito-riserva di iodio nei follicoli tiroidei. Secondo Kahaly (2000) e Hak e coll. in preparazione della migrazione nelle acque dolci (iodo-carenti) dei fiumi terrestri. nitriti. (da Magni M. vasculopatie.(2000) lo iodio e la funzionalità tiroidea sono importanti nel metabolismo dei lipidi. mentre l’ipotiroidismo anche subclinico è oggi 4 . la secrezione di ormoni aminoacidici e di simili glicoproteine (tireoglobulina e mucina) e inoltre la capacità di digerire tramite peptidasi e di riassorbire (tireoglobulina e cibo) ed infine i comuni antigeni di membrana e le malattie immunologiche associate. come hanno dimostrato Evans e coll. che prima veniva spesso secreta ed eliminata dalla cellula “marina”. senza sostituirlo. del colesterolo e nel ridurre l’aterosclerosi e l’ipertensione. in cui a differenza degli USA. sviluppatisi come strategia di difesa antiparassitaria. che è sempre funzionante. Questo nuovo meccanismo della T4 si è integrato.La somiglianza tra stomaco e tiroide è dovuta proprio alla comune filogenesi ed embriogenesi. Recenti studi stanno oggi evidenziando le basi biochimiche della azione antiossidante degli ioduri (Winkler e coll). la dieta vegetale terrestre è ricca di antagonisti dello ioduro sul NIS come i nitrati. la capacità di captare e di secernere iodio. in competizione (a livello del NIS) con gli anioni monovalenti vegetali. glicosidi ecc. Infatti. hanno riportato che il trattamento con tiroxina protegge dai danni perossidativi intestinali indotti dalla carenza di zinco nei ratti. come si può ben vedere anche nelle I-scintigrafie total-body sotto riportate. 2) La utilizzazione della T4. 1985). La formazione del follicolo-deposito di iodio sembra sia originata negli estuari. più moderno e specifico recettore. Ricerche di Tseng e Latham e di Oziol e coll. 4. prima di migrare nelle acque interne terrestri I-carenti). diventa così un trasportatore endocellulare dello ioduro. come gli ioduri. che noi uomini possiamo vivere per molte settimane senza assumere iodio e senza avere sintomi clinici di carenza. essendo le cellule “tiroidee” derivate proprio dall’intestino primitivo. molto più efficiente. un potere antiossidante ed inibitore della perossidazione lipidica della T4 e della rT3 (ma non della T3) superiore alle vitamine C ed E ed al glutatione. che non è . sembra negli estuari. Inoltre gli ioduri difendono le cellule cerebrali dai danni perossidativi nei ratti ( Katamine. tiocianati. che era ed è capace di captare iodio e formare composti iodati. Questo spiega le comuni caratteristiche tra cui: la polarità e i microvilli apicali. e Virgili e coll. in numerosi studi clinici degli anni ’50 in Europa. 1) La formazione del follicolo tiroideo. non era allora praticata la iodioprofilassi. come efficiente forma di deposito dello iodio (iniziato nei primitivi cordati. con neoformazione del follicolo "tiroideo" derivato dalle cellule gastroenteriche della larva. a quello più antico del trasportatore dello ioduro (NIS). che origina infatti dall’intestino I-captante primitivo. 1985) e sono stati utilizzati nella terapia di molte malattie umane degenerative su base perossidativa come arteriosclerosi. ma ha un diverso. hanno documentato. Fig. cianati.A. Metamorfosi dell’ammocete (larva di ciclostoma) in lampreda adulta.

Boni dell’Università di Pisa). per la prima volta. Nel 2001. La I-captazione in tutti i tessuti captanti è mediata dal NIS delle membrane cellulari. I pesci marini (come i selaci) sono ricchi di iodio e hanno anche meno tumori dei pesci di acqua dolce. plessi coroidei cerebrali. Infatti. La I-concentrazione nella parete elastica della aorta presente ancora dopo 14 giorni dalla somministrazione di radio-ioduro-131 . Recentemente Aceves e coll. il metabolismo cellulare dello iodio ed il pool dello iodio extra-tiroideo siano ancora materia di speculazione e così pure la composizione chimica dello iodio extratiroideo sia ancora sconosciuta”. 2002). tramite la metamorfosi. e che negli omogenati di tessuto mammario di ratte la somministrazione di ioduri diminuisce significativamente la perossidazione lipidica. nel timo fetale e nelle 5 . le branchie si sono lentamente trasformate in polmoni e le pinne in arti. Le due maggiori specie chimiche dello iodio presenti nell’interno delle cellule hanno differenti proprietà fisicochimiche: lo iodio molecolare (I2) è idrofobo ed è capace di iodinare i doppi legami degli acidi grassi poliinsaturi delle membrane cellulari (PUFA). plessi coroidei cerebrali. visibile nella fig. per cui incoraggia ricerche sul sistema immunitario di questi pesci per individuare sostanze anti-tumorali attive anche nell’ uomo” Fig. ghiandole salivari ed inoltre. 5. 2002. del 50 % nella frazione proteica e del 8 % nella frazione nucleare. altri tessuti iodiocaptanti: alla ventesima ora circa il 70 % dello radioiodio iniettato è presente in sede extratiroidea: nella mucosa gastrica. un razionale di questa azione anti-aterosclerotica. nel timo fetale e nelle ghiandole mammarie (solo in gravidanza ed allattamento) ( Cortesia del Dr. formando iodio-lipidi. Li et al. (2005) hanno riportato. negli anfibi.. 9 (in basso) ci fornisce anche. altri tessuti iodiocaptanti: alla ventesima ora circa il 70 % dello radioiodio iniettato in vena è presente in sede extratiroidea: nella mucosa gastrica. Il 7 ottobre 1999 il Comitato del Senato USA ha ufficialmente dichiarato: “ Il Comitato ha notato la inusuale bassa incidenza di cancro in pesci marini (ricchi di iodio: NdT) come squali e razze . G. Nelle scintigrafie corporee con radio-iodio si notano oltre alla tiroide. epidermide. qui non visibili. insieme alle proprietà antiossidanti dello ioduro. come protezione degli animali terrestri più evoluti: uccelli e mammiferi. ghiandole salivari ed inoltre. che la percentuale di radio-iodio presente negli omogenati di tessuto mammario è del 40 % nella frazione lipidica. Recentemente Cann (2006) ha pubblicato una importante review su “iodio e malattie cardio-vascolari” riportandone numerose esperienze di efficacia preventiva e terapeutica. E’ importante qui ricordare che i TH-Rs geni sono anche c-erbA oncogeni. e che dopo molti anni di ricerche. Invece l’acido ipoiodico (HOI) è idrofilo e solubile nell’acqua.ritenuto causa importante di morbilità cardiovascolare. che sono implicati come geni onco-soppressori in diversi tumori umani non-tiroidei. epidermide. Nelle scintigrafie si notano oltre alla tiroide. Questa affermazione fa risaltare le ricerche di Gribble (1996) e di Dembitsky e Tolstikov (2003) che hanno recentemente descritto più di 110 composti iodati presenti in organismi viventi animali e vegetali. Venturi ha in corso di pubblicazione lavori su “ioduro come antiossidante e patologia orale” e sul ruolo dello iodio nel contesto generale della evoluzione degli antiossidanti sia nelle cellule vegetali che animali. in particolare gastrici e mammari (Wang et al. Mentre le maggiori escursioni termiche terrestri hanno sviluppando l’azione calorigena della T3. qui non visibili. che hanno permesso un migliore adattamento dei vertebrati all’ambiente terrestre. Hays ha riportato sulla rivista statunitense “Thyroid” che “ è sorprendente che il contenuto totale dello iodio nel corpo umano sia ancora oggi incerto. 3) Infine la formazione dei recettori nucleari della T3 (TH-Rs = geni e relative proteine). La maggiore gravità terrestre ha stimolato inoltre la ossificazione degli arti e dello scheletro. Scintigrafie con I123 total body sequenziali umane.

e anche delle spugne e dei coralli (Brown-Grant. per la ricerca di cibo o per sfuggire ai predatori. T4 ). che pur essendo simili. Alcuni pesci marini migratori (anadromi) come le lamprede (Youson et al. 2003 ). A B C D Fig. tramite loro. gli anfibi. Roche (1951) aveva dimostrato negli invertebrati la presenza di MIT. 1961). nelle membrane plasmatiche in sede baso. C: Mammella in allattamento. Le acque salso-bromo-iodiche delle sorgenti termali del nostro entroterra (Salsomaggiore. Le alghe captano e trattengono gli ioduri in modo omogeneo e diffuso. L’alimentazione con pesce di mare è 6 . DIT e T4. Infatti molti biologi ora ritengono che gran parte dei vertebrati si siano sviluppati morfologicamente e metabolicamente proprio nelle acque degli estuari (Purves e coll. La tiroide capta in modo progressivo. arteriosclerotiche e tumorali dei pesci marini (selaci). risalgono dal mare i fiumi fino alle sorgenti.laterale di: A: Tiroide. che vengono secreti ed espulsi dalle cellule nell’esoscheletro. Solo la tiroide. Le alghe marine (alghe verdi-azzurre) furono i primi esseri viventi a produrre ossigeno ( più di 3 miliardi di anni fa’). nella tiroide è filogeneticamente ed embriologicamente più evoluto. Storia evolutiva dello iodio negli esseri viventi: Dai più antichi: le alghe. i rettili. infatti è più affine per lo ioduro e risponde allo stimolo del più “moderno” TSH.ghiandole mammarie ( captanti solo in gravidanza ed allattamento).) derivano da enormi praterie di alghe che durante la formazione della penisola italiana (circa 20-30 milioni di anni fa’) sono state ricoperte e sollevate da altri strati geologici. il bromo. con minimo accumulo tiroideo. Nei pesci d’acqua dolce (in cui lo iodio è carente) i follicoli tiroidei sono più numerosi ed aggregati spesso tra le branchie. Circa 400 milioni di anni fa’ quando. assimilano tali essenziali oligoelementi. e costituiscono il primo anello della catena alimentare nutrizionale marina che trasferisce iodio. I pesci d’acqua dolce I-carenti presentano inoltre anche difetti della immunità e maggiori malattie infettive. ai più recenti: i mammiferi fino all’ Homo Sapiens moderno. selenio e acidi grassi n-3 ai pesci e agli animali. 1998). Le alghe producono circa 80 % dell’ossigeno atmosferico. possiamo vedere. B: Mucosa gastrica.1997) . parassitarie. Espressione del NIS. risalendo a solo 400-500 milioni di anni fa’. qui non ancora “tiroidei”. la comparsa di una notevole iodocaptazione nell’esoscheletro della conchiglia. La iodiocaptazione tiroidea nel feto umano è infatti presente solo dalla 12° settimana di vita fetale e la formazione filogenetica della tiroide è anch’essa relativamente recente. D: Ghiandola salivare ( Wapnir. Abano. possiede il follicolo tiroideo che gli consente l’accumulo e il deposito di iodio-composti (TG). dopo aver ceduto l’elettrone dello ioduro. sono privi di capsula e si presentano scarsi e diffusi negli organi interni addominali. le Laminarie contengono circa 1-3 % del peso secco di iodio. 6. DIT . Castrocaro ecc. però. La I-captazione è dovuta alla azione dei rispettivi simporter dello ioduro (NIS). consentendo la vita ed il benessere di altre specie animali tra cui gli uomini che. mantenendone però gli elementi algali primitivi mineralizzati come lo iodio. quando i primi vertebrati marini cominciarono a popolare le acque degli estuari e poi dei fiumi terrestri carenti di iodio. evidenziata da anticorpi colorati anti-NIS. i pesci. circa 800 milioni di anni fa’.. e Kuepper e coll). gli invertebrati. alcune specie di pesci cominciano a lasciare il mare per abitare le acque dolci e I-carenti dei fiumi terrestri iniziano anche le malattie da carenza di iodio e di altre sostanze di origine marina. i salmonidi ecc. Circa 500 milioni di anni fa’ nei pesci marini è comparsa una iodiocaptazione generalizzata. poco necessario per la facile reperibilità di ioduri nel mare. I follicoli. dove muoiono inspiegabilmente dopo essersi riprodotti. I loro tessuti contengono molto meno iodio rispetto ai pesci marini (circa 20 µg/ kg) ed è in gran parte iodio organico ( MIT. Risalendo la scala evolutiva filogenetica. per cui hanno utilizzato efficaci e reperibili sistemi antiossidanti tra cui gli ioduri e il selenio (Pedersén e coll. il metano ecc. il sale. In questo modo tali pesci marini riportano nei territori I-carenti dell’interno notevoli quantità di iodio e di selenio ( e anche di omega-3). Infatti i selaci e i pesci marini in genere soffrono molto più raramente di neoplasie. mentre gli altri organi hanno un rapido accumulo ed una rapida dismissione del radio-iodio. I pesci marini contengono alte quantità di iodio in gran parte inorganico circa 500-800 microgrammi (µg) per kg.

Gli anfibi hanno una vita larvale nell’acqua dolce ( non esistono anfibi marini !) ed una vita adulta “terrestre” da circa 370 milioni di anni fa’. delle branchie che si trasformano negli arti ed anche dello stomaco. La quantità ambientale di iodio. innesca il meccanismo della metamorfosi. E’ esclusivamente la quantità ambientale di iodio. 2003) Lo studio della azione dello iodio nello sviluppo e metamorfosi degli anfibi è importante e riassume la strategia evolutiva di adattamento degli animali acquatici (pesci) in animali terrestri. rettili.. 7. anfibi. 7 . cardiache ed arteriosclerotiche nell’uomo. C’è stata anche una evoluzione “morfologica” macroscopica dei follicoli della ghiandola tiroidea. di epidermide lubrificata. ad innescare il meccanismo della metamorfosi. i quali durante l’evoluzione (dai pesci. di idonea circolazione cardio-polmonare ed anche di mucosa gastrica acido-pepsino-secernente. E’ evidente la “spettacolare” apoptosi (morte programmata) della coda. necessario a formare la tiroxina endogena. uccelli e mammiferi) sono diventati sempre più definiti. simile a quella dei mammiferi. incapsulati ed organizzati nella tiroide in sede pre-tracheale. arti deambulanti ossificati.inoltre utile nella prevenzione di alcune importanti patologie tumorali. Fig. Metamorfosi della rana da animale acquatico (il girino) a rana terrestre. che da stomaco primitivo erbivoro si trasforma in stomaco pepsino-acido secernente proprio dei mammiferi carnivori. (Circa 300-400 milioni di anni fa’) (Ishizuya-Oka et al. che consente la formazione della tiroxina endogena. Il girino carente di iodio non riesce a metamorfosare e muore presto come girino. adattando così gli anfibi adulti alla vita “terrestre”con la formazione di polmoni. delle pinne.

che si perpetua fino ad eliminazione completa per via reno-vescicale ( Hays et al. più della tiroide.. 2006). 1965. oltre che dalla tiroide. nell’aorta e nella pelliccia dei ratti. creando così una circolazione (NIS mediata) salivare e gastro-enterica-tiroidea dello iodio. E’ evidente la alta I-captazione nella mucosa orale e nelle ghiandole salivari. Quindi lo stomaco. tuttora chimicamente non identificati. probabilmente proteici e lipidici. Josefsson e coll. 8. sembra avere un primitivo ruolo centrale nel metabolismo dello iodio su scala evolutiva. 8 .Fig. In queste sedi lo iodio è presente sotto forma di iodo-composti. si evidenzia la precocissima e rilevante captazione degli epiteli orale. e dalla mucosa gastrica lo iodio viene secreto nel succo gastrico e riversato nell’intestino. la cui origine risale a circa 200 milioni di anni fa’. Distribuzione dello iodio-125 (in bianco) nella autoradiografia di una topolina gravida dopo 1 ora dalla iniezione endovenosa dell0 I-125. Dopo 5 giorni lo radioiodio è ancora ben visibile nelle pareti della aorta. salivare e gastrico e successivamente anche della ghiandola mammaria. nella placenta e nelle mucose gastriche dei feti. e nella mammella ed in particolare nei tessuti fetali dei mammiferi. Riprodotte per cortesia di Acta Radiologica) Lo studio autoradiografico di Ullberg ed Ewaldsson (sopra riportato) è importante in quanto studia il comportamento dello iodio e del NIS anche durante la gravidanza. della topolina gravida. e dopo 14 giorni è visibile solamente nella tiroide. (Autoradiografie di Ullberg ed Ewaldsson. 1964. Dopo un solo minuto dall’iniezione endovenosa dello I-131. La Icaptazione della mucosa gastrica è molto alta. dove viene riassorbito e ricaptato dallo stomaco.

solo dopo 2-3 settimane. surrenali. La autoradiografia con I-131 nel ratto mostra la cospicua I-captazione della parete arteriosa della aorta. ben evidente anche dopo 514 giorni dalla iniezione del radioiodio. ( Da Pellerin. Evans e coll. che costituiscono proprio quelle foveole gastriche da cui si originano i carcinomi gastrici. che potrebbe chiarire la sede della azione antiossidante ed anti-aterosclerotica dello ioduro. Secondo i fisiologi. come la funzione ovarica e la crescita corporea. Riprodotte per cortesia di Path. hanno dimostrato che i recettori ormonali nucleari della T3 non sono indispensabili per la vita nelle cavie. la ghiandola tiroidea. Biol. il metabolismo. 1961. 9. Autoradiografie con I-131 sequenziali nel ratto. Mentre lo iodio e la T3 sono capaci di trasformare il girino acquatico in una rana terrestre 9 . anche se importante. hanno dimostrato in ratte tiroidectomizzate che la tiroxina (T4) è molte volte piu’ efficace dello iodio inorganico (iniettato sottocute) nel ripristinare la normalità in molteplici funzioni fisiologiche. e le funzioni riproduttive. timiche e ipofisarie. il ritmo cardiaco.) Le autoradiografie con radio-iodio evidenziano che della mucosa gastrica la parte I-captante è costituita solo dalle cellule muco-secernenti della superficie e dei colletti delle ghiandole gastriche. Inoltre Goethe e coll. non è indispensabile per la vita e gli effetti della sua asportazione si manifestano tardivamente. al contrario dello iodio in sé.FIG.

Nel 1998 su Geographical Review. come un rudimentale termostato. Negli uomini affetti da cretinismo endemico da carenza iodica sono evidenti i danni fisici. 2000). in sede pre-tracheale. di cui vengono riacquistate alcune caratteristiche fisiche e metaboliche come: la pelle ispessita. e la digestione. 1960). sia stata favorita dalle maggiori capacità fisiche. cioè quasi una regressione filogenetica allo stadio precedente di rettile. divenuto più efficiente nel captare lo iodio. Broadhurst (2002) e Cunnane (2005) hanno recentemente riportato che lo iodio è stato l’elemento più importante insieme agli acidi grassi poli-insaturi (omega-3) nel favorire il processo di evoluzione del cervello umano e del conseguente sviluppo dell’intelligenza umana. secca. i riflessi. neurologici. A differenza del Neanderthal. mentali. ipotermia ed infine iperuricemia metabolica (Venturi. 10 Mappa mondiale delle aree di endemia di gozzo da carenza iodica (ombreggiate obliquamente) spesso circostanti a catene montuose (in blu). squamosa e con perdita di peli. con riduzione di tutto il metabolismo. può meglio avvertire e rispondere alle variazioni termiche ambientali.strutturalmente “più evoluta”. 1985) e riproduttivi. l’homo sapiens moderno aveva habitat più vicino ai mari e dieta ricca di pesce marino ricco di iodio. il battito cardiaco rallentati. dovute al maggiore intake iodico. negli scheletri dell’uomo di Neanderthal. permettendone così un migliore adattamento ambientale. Infatti. dove.000 anni fa’. intellettive e di adattamento dell’ homo sapiens moderno. FIG. Nei primati e nei uomini la tiroide è ben organizzata e a forma di farfalla. con arti corti e tozzi e microcefalia. Dobson ha ipotizzato che la scomparsa dell’uomo di Neanderthal avvenuta circa 35. accumulo di lipidi. immunitari (Marani e Venturi. la tiroidectomia e l’ipotiroidismo nei mammiferi sembrano costituire (al contrario della azione pro-evolutiva della metamorfosi) una sorta di “rettilizzazione”. OMS. Dobson ha rilevato le stigmate ossee del cretinismo endemico. Ciò grazie anche al miglioramento dietetico e genetico del NIS. 10 . prima della effettuazione della iodio-profilassi nel mondo (da Kelly e Snedden.

2003) Ancora oggi secondo l’OMS. svolgano un ruolo più importante nella vita riproduttiva e nello sviluppo fetale di quelli che si sono evoluti più recentemente ( ad esempio il licopene. in particolare negli erbivori. Fike e al.. è in grado di prevenire questi danni negli animali ed anche nei vegetali per quanto riguarda la loro suscettibilità a infezioni microbiche e parassitarie aumentandone i meccanismi di difesa antiossidante (Saker e al. Abnet e al. molti polifenoli ecc. più di tre miliardi di persone sulla terra vivono in aree distanti dal mare e con carenza ambientale di iodio e soffrono di tireopatie.. Int J Epidemiol. come hanno riportato a proposito dello iodio Dunn e Delange (2001). La supplementazione iodica. In Press 11 . con sale da cucina iodato. E’ ipotizzabile che nella vasta gamma degli antiossidanti naturali vi sia una sorta di “gerarchia filogenetica”. 11.. Tutto ciò fa’ supporre che il processo di adattamento evolutivo dei vertebrati terrestri alla carenza iodica ambientale non sia ancora terminato. 2006. di danni neurologici e somatici ed inoltre di diminuzione delle difese immunitarie e di ridotta fertilità con danni alla prole. Szybinski e al. Taylor PR. Dong ZW. Scand J Gastroenterol. Abnet CC. Pietinen P. Cancer.a. 2005.. 2000. Mark SD. 2001. le antocianine. con foraggio o con concime composto di alghe marine ricche di iodio. dello stomaco. 2001. Taylor P.40(6):681-7. Food and Nutrition Board of USA. Fraumeni J Jr. Stolzenberg-Solomon RZ. Aceves e al. heart disease. Mappa mondiale delle Nazioni riguardo alla attuale nutrizione iodica ( Da ICCIDD OMS. Mark S. il resveratrolo. 2001). Kamangar F.. il selenio ecc. Dong ZW. 2003. in cui gli antiossidanti primitivi marini come lo iodio. inoltre tali persone sembrano più soggette a patologie tumorali della tiroide. 2005. Taylor PR. Nei territori I-carenti invece tali patologie coesistono sia negli uomini che negli animali. Dawsey S . della mammella e alle patologie delle ghiandole salivari e della bocca con anche una maggiore perdita dei denti (Venturi e al.2006. 2004.. Tooth loss is associated with increased risk of total death and death from upper gastrointestinal cancer. Goiter is associated with a significantly increased risk of gastric adenocarcinoma in a large population-based Chinese cohort. 2001. Albanes D. 2005 Jun. 2005 Abnet C. Virtamo J. BIBLIOGRAFIA Abnet CC. Cabello e al. 2006.b. Qiao YL. Tooth loss is associated with increased risk of gastric non-cardia adenocarcinoma in a cohort of Finnish smokers.Fig. 2005. Dawsey SM. Kamangar F. and stroke in a Chinese population-based cohort.). 2006). Int J. Dawsey SM. Qiao YL.34 (2):467-74.

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