Ezio Greggio

È Lui O Non È Lui?
(Cerrrrto Che È Lui)
Contro l'attapiramento all'italiana
© 1997

È lui o non è lui? (cerrrrto che è lui) «A chi è solo, triste, pieno di problemi e vedendomi in tv o al cinema o leggendo un mio libro lo è un po' meno. E mi ha per amico senza che io lo sappia.» Ezio

Gli attapirati
Ogni mattina, in Italia, milioni di persone provenienti da centinaia di paesi e città si riuniscono idealmente in un esercito formato da uomini, donne, bambini. È l'esercito degli attapirati, che dalle prime luci dell'alba allo scoccare della mezzanotte si muove verso le destinazioni più disparate. Ragazzi che si attapirano dovendo andare a scuola e pensando alle facce degli insegnanti che dovranno vedere. E al ministro Berlinguer che c'è anche se non si vede e che sicuramente gliene sta combinando qualcuna. Insegnanti che si attapirano pensando ai casini che i ragazzi combineranno in classe e al ministro Berlinguer che già più di una l'ha combinata. Impiegati e operai che si attapirano perché dovranno avere a che fare con capiufficio e titolari d'azienda. Imprenditori che si attapirano perché dovranno avere a che fare con i sindacati. Gente che si attapira in mezzo al traffico bloccato, vigili urbani che non si attapirano mentre ti ammollano una multa. Gente che si attapira negli aeroporti aspettando un aereo eternamente in ritardo e altri che si attapirano aspettando un treno che si è ribaltato mentre era fermo in stazione.
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Gente che passa dall'attapiramento, dopo ore di fila a uno sportello pubblico, allo sconforto quando, arrivati davanti all'impiegato, costui dice che manca una marca da bollo e... indietro il prossimo. E dappertutto gente che si attapira perché non ce la fa a campare, martoriata dalle tasse e dall'indifferenza di chi conta. Basta. Attapirati d'Italia, combattete l'attapiramento, insorgete contro chi rende le vostre giornate più grigie dei vestiti di Buttiglione, più scure dell'abbronzatura di Fini, più rosse del governo di Prodi: chi si attapira è perduto!

Confusione all'italiana
Dopo Di Pietro eletto nell'Ulivo, l'Italia dà i numeri: Bertinotti scala la Fiat Berlusconi diventa magistrato Prodi presidente del Consiglio.

Bertinotti scala la Fiat
La candidatura di Antonio Di Pietro nell'Ulivo aveva scardinato tutte le regole politiche e sociali del Paese. L'immagine dell'ex magistrato che all'Alleanza Nazionale aveva preferito l'alleanza pidiessina passando dal Pool non al Polo ma al palo D'Alema (la banda è quella di Prodi che passa da un colpo all'altro), aveva incrinato i rapporti all'interno dell'Ulivo. Bertinotti in particolare aveva litigato a lungo con Baffino ed ex compagni, e dopo aver opposto a Di Pietro Sandro Curzi, uomo di grande lucidità per via della crapa pelada, pensò che avrebbe dovuto agire personalmente. «Se Di Pietrrrro è un uomo di sinistrrrra,» disse con la sua proverbiale «r» moscia «io sono il più grrrosso capitalista d'Italia.» Senza perdere un minuto il Faustino attuò un piano diabolico. Iniziò a saccheggiare le azioni della Fiat attraverso una serie di finanziarie dei Paesi dell'Est.
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Vittorio Feltri scoprì subito l'inghippo e lo denunciò sul «Giornale», pubblicando i nomi delle finanziarie e le foto di Bertinotti a Bucarest mentre, travestito da banchiere rumeno coi baffi finti e la parrucca bionda, comprava in Borsa le Fiat. «Corriere» e «Repubblica» riportarono la notizia in tre righe in fondo alla pagina degli annunci economici: «A.A.A. compro titoli Fiat - per informazioni citofonare Rifond. Comun. Ore pasti». Addirittura Bertinotti andò dallo stesso sarto di Agnelli e come lui si mise l'orologio sul polsino. «Trrroppo uguale all'Avvocato,» disse «devo essere capitalista ma sempre con un tocco di proletario che mi ricolleghi alle origini.» Buttò l'orologio e lo sostituì con una sveglia da camera da letto attaccata in maniera spenzula al polso, come gli occhiali che porta sempre appesi al collo. Introdottosi furtivamente nell'ufficio dell'Avvocato, Bertinotti prima di espropriargli l'azienda gli fece una serie di scherzetti irriverenti che aveva in mente da tempo. Roba goliardica che si faceva alle riunioni del vecchio partito comunista mentre il segretario della locale sezione parlava. Cominciò mettendo sotto il sedile della poltroncina di Agnelli il cuscino che fa il pernacchione, gli versò una polverina urticante sull'asse del cesso, infine gli inviò in regalo un cannocchiale con il monocolo tutto sporco di rimmel. Il rumore del cuscino non fece né caldo né freddo all'Avvocato, che si limitò a dire solo: «Ultimamente qui in Fiat tira una brutta aria». In bagno per colpa della polverina si diede una grattata al sedere borbottando: «Di solito quando incontro i sindacati mi vien da grattarmi le balle, oggi mi prude il sedere: non dovrò mica vedere Prodi?». Ma fu il cannocchiale sporco di rimmel a giocargli lo scherzo più brutto. L'Avvocato ci guardò dentro e, senza accorgersene, tutto l'occhio gli diventò cerchiato. Bertinotti balzò dentro l'ufficio con un fotografo, si pose davanti all'Avvocato nella tipica posizione dei vecchi boxeur con gli avambracci in avanti pronti a colpire e... flash. La foto dell'Avvocato con la faccia sorpresa e l'occhio nero, più il gesto di Bertinotti che sembrava glielo avesse testé fatto, fece il giro del mondo. I titoli sui principali quotidiani si sprecarono. «Il Sole 24 Ore»:
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«Bertinotti scala la Fiat e mena l'Avvocato»; «New York Times»: «Bertinotti ha la maggioranza della Fiat: Agnelli fatto nero»; «l'Unità»: «Farà lo sconto ai vecchi compagni»: «il Giornale» di Feltri: «L'avevo detto, ciaparàt». Alla guida del colosso di Torino, Bertinotti si trasformò come nei film dell'orrore. Rinchiuso nell'ufficio di corso Marconi mise subito il becco nelle formazioni della Juve di Marcello Lippi pretendendo di far giocare da punta il figlio di suo cugino Osvaldo che veniva dalla Virtudo Stalin di Nichelino, formazione che militava in terza categoria. Ma il colmo lo toccò quando mise il becco in casa Ferrari. Chiamò Luca Cordero di Montezemolo pretendendo che Schumacher venisse cacciato e rimpiazzato alla guida delle rosse di Maranello addirittura da Cossutta, nota talpa (non per essere un abile infiltrato presso gli avversari politici, ma perché non vede un elefante a un metro di distanza). Non la spuntò, ma piovvero grandi critiche dai tifosi in quanto ottenne che dalle bandiere rosse della Ferrari venisse abolito il cavallino rampante, rimpiazzato dalla falce e martello. Anche sulla carrozzeria della rossa di Maranello vennero cancellati tutti gli sponsor e apparve la scritta «Rifondazione comunista, la nuova faccia del capitalista», col faccione di Bertinotti stampato sul cofano. Di questa sponsorizzazione occulta si interessò subito la magistratura, tant'è che Faustino ricevette un avviso di garanzia dal nuovo capo del Pool, Silvio Berlusconi...

Berlusconi capo del Pool di Milano
L'effetto Di Pietro stava sconvolgendo le simmetrie del Paese. Dopo aver scardinato il sistema delle tangenti come uomo di punta del Pool di Milano, la sua discesa in campo nell'Ulivo aveva fatto saltare i nervi alla classe politica italiana. Anche quelli del Silvio, che notoriamente al posto dei nervi ha delle fibre ottiche per potersi incazzare pure via satellite. Berlusconi, scioccato prima dalla decisione di Di Pietro e poi dalla perdita della leadership del Polo, in poche settimane era passato da uomo
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più inquisito d'Italia a capo della magistratura milanese con una mossa degna di un Richelieu. Al culmine delle inchieste, durante una notte insonne per aver mangiato troppa casoeula ebbe l'idea che gli cambiò radicalmente la vita. Al mattino si presentò spontaneamente al ministro della Giustizia e si dichiarò «pentito», inventò origini «albanesi» e mostrò una fattura pagata come cliente di «Nomisma». Le origini albanesi garantirono a Berlusconi tutto il rispetto che come italiano non si era mai neppure sognato. La fattura pagata alla Nomisma gli garantì l'interessamento di Prodi, che i clienti non in mora li difende a spada tratta. Come pentito, anziché essere perseguitato, ricevette subito una scorta per lui e famigliari (usarono direttamente l'esercito, vista la quantità di mogli e figli sparsi per la penisola). Ogni giorno il pentimento del Silvio aumentava e conseguentemente aumentava il compenso che gli doveva essere riconosciuto, oltre che in scorte, in protezioni, case e privilegi di ogni genere. Il sistema basato sul pentimento, escogitato da un certo tipo di giudici, finì per rivoltarsi contro i suoi stessi ideatori. Lo Stato, non riuscendo a fronteggiare economicamente il maxipentimento berlusconiano, buttò la spugna: gli venne chiesto cosa volesse in cambio purché la smettesse di pentirsi. Berlusconi consumò la sua vendetta con una mossa a sorpresa: chiese e ottenne che Borrelli diventasse il capo di Forza Italia, che Gherardo Colombo facesse il segretario personale di Pierferdinando Casini, e Piercamillo Davigo, senza tanto andare per il «sottile», l'autista di Er Pecora. Dopodiché il Cavaliere sparò l'ultima bordata: «Visto che il capo della Procura di Milano, mi consenta, el ghe pù, non c'è più, quel posto me lo prendo io.» Fu così che il Berlusca diventò magistrato e si occupò dell'indagine sulle sponsorizzazioni occulte del Bertinotti. E fu proprio durante uno dei dibattiti più agguerriti in tribunale che si trovarono riuniti il procuratore Berlusconi, gli inquisiti Di Pietro per il caso Zingarelli (attentato alla lingua italiana), e Bertinotti, che oltre al caso Ferrari doveva rispondere di traffico con Taiwan di porta occhiali spenzuli in cuoio.
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fin dalla sera della vittoria dell'Ulivo alle elezioni del '96. Il professor Henry Schwarzenbeck aveva poi pubblicato su «Envy & Hatred» (Invidia & Odio ). Notate poi quel ciuffetto ribelle da picchio dei boschi che ha sempre sul retro della testa: appena Prodi resta solo si strappa i capelli dall'invidia verso il Ezio Greggio 6 1997 . la rivista internazionale dei rosi di fegato. Mentre i fotografi scattavano foto a ripetizione. La stampa riuscì appena in tempo a raccogliere le loro ultime dichiarazioni prima che si dedicassero alla vita contemplativa sopra a Moncalieri. Lapidario ma efficace come sempre fu infine lo sfogo di Antonio Di Pietro: «A tutto ci fosse un limite». Mi rrrrritiro dalla politica. Tutti lasciarono l'aula in segno di protesta. Prodi con la scusa di alzare le mani di D'Alema e Veltroni al cielo copriva loro la faccia oppure saltellava loro di fronte come nella danza delle spade.Durante il dibattimento. coadiuvato dagli aggiunti Dell'Utri e Berruti. «La fisiognomica dell'individuo è chiara. un ritratto quanto mai azzeccato del presidente del Consiglio.» aveva esordito Schwarzenbeck «la faccia rotonda tendente al gonfio smentisce il finto sorriso pacioso: quell'uomo è very incazzato dal mattino alla sera. L'indomani sui quotidiani fu un tripudio di Prodi e del suo faccione. quando sul palco Romano cercava di rubare la scena agli altri leader. mentre qua e là si riusciva a malapena a scorgere un ciuffo brizzolato di D'Alema o un riflesso della fronte di Veltroni. giunse una notizia sconvolgente: Romano Prodi era diventato presidente del Consiglio. ma così non si può andare avanti. avevo proposto Capello». Di questo passo daranno la direzione di Canale 5 a Sodano». Il procuratore Berlusconi disse: «Mi consentano. Indietro miei Prodi Che Romano Prodi fosse un invidiosone gli italiani lo avevano capito subito. nel convento dei frati «spana meglia ca l'è mej» (cioè «dedica la tua vita a sgranare i chicchi di grano che fa meglio alla tua anima»).È Lui O Non È Lui? . Fausto Bertinotti aggiunse: «Questo è verrrramente trrroppo. mentre il pubblico ministero Previti stava snocciolando le accuse.

vuoi per la divisione della leadership con quell'altro bell'elemento presenzialista del Veltroni e vuoi perché il vero capo dell'Ulivo era considerato da tutti il Baffino. Seguiva poi la parte terrificante. Il grande risultato di vendita dell'inventore del «fut-fut» gli aveva fatto girare veramente le balle. urlava: «Questo non me lo doveva fare. che je veness un call en tel di' [dall'emiliano "gli venisse un bel callo sul dito che usa per scrivere"]». La gente. dove svelava tremendi segreti politici sui suoi «compagni» in tutti i sensi. una volta l'ho visto davanti a una chiesa mentre infilava una moneta nel cappello di un povero [omettendo però che mentre lasciava cadere la moneta con un rapido gesto gli aveva fregato una banconota da mille lire]». Passeggiando su e giù nervosamente negli uffici della Presidenza del Consiglio.mondo che lo circonda..È Lui O Non È Lui? . con andatura e toni che ricordavano Pippo Baudo... Niente. leggendolo. È un Ezio Greggio 7 1997 . Fu così che in una notte nacque il libro scandalo della stagione: intingendo direttamente il pennino nella sua bile Prodi. dopo che l'ho traghettato al governo. Eccone uno stralcio: «Walter Veltroni è più grasso di Prodi: pesa centoquaranta chili. tant'è vero che il libro diventò subito il «bestiaseller» dell'anno. L'invidia che nutriva per D'Alema. firmata con lo pseudonimo di Rumeno Mortadella. Infine lo studio della sua gestualità denota una carica repressa di rodimenti del fegato che si espletano attraverso i movimenti degli arti superiori nell'aria. scrisse tutti i pettegolezzi che sapeva sui suoi avversari interni. avesse almeno usato la Nomisma per lanciarlo.. ci avrei messo il becco. questo non me lo doveva fare. Il libro lo dovevo scrivere io. si imbufaliva.. Prodi la coltivava sotto la cotenna da un pezzo. oppure «Prodi quando va in bicicletta spinge sempre i suoi compagni in difficoltà [non precisando che li spingeva giù nei burroni o nelle discariche di immondizia perché odiava non arrivare primo]». affetto pure lui dalla stessa sindrome. Un'alluvione di veleni dal titolo Indietro miei Prodi.. L'opera iniziava con un centinaio di pagine in cui l'autore parlava bene di se stesso dicendo cose del tipo «Prodi è un galantuomo. tutto da solo senza neanche dirmi una parola. lo odio!» aveva concluso lo studioso.. Ma chi conosce bene Prodi sa che la più grossa scarica di bile e di invidia la ebbe all'uscita del libro di D'Alema..

tanto che ai comizi nelle prime file gli sventolano forte le bandiere per non cadere esanimi.. il Garavaglia per sindrome da postino (continua a imbucare tutto quello che trova).» Quando il povero Veltroni lesse questo paragrafo.È Lui O Non È Lui? . Passa mezza giornata dall'estetista a fare la lampada per essere più abbronzato di Fini e la ceretta per essere più depilato di Gianni Letta. Ben più amare furono le pagine dedicate a Baffino.» Mentre si trovava in Mondadori a firmare l'accordo per l'edizione in pelle ne «I Miti» del suo libro. Quando D'Alema fece gol in una partita con i politici era in netto fuorigioco. Il sorriso è sempre uguale perché Pitangui gli ha cucito gli angoli della bocca ai lobi delle orecchie e gli ha corretto gli occhi ispirandosi a quelli di Topo Gigio. «D'Alema ha la rogna. Poi. e urlò: «Ormai la politica è fatta solo di menzogne». olio e vongole e ha l'alito pesante. la Ungarelli ha il tartaro al gusto vongola e la Maggioni si è ritirata a Bitonto Ezio Greggio 8 1997 . Marco Garavaglia. Disse solo: «Contro certe calunnie è meglio non rispondere. si beccarono una fiatata e caddero svenuti. Rinvennero solo due ore dopo. tanto che gli saltarono i punti sul lato della bocca.. del quale Prodi rese pubblici alcuni segreti impensabili. D'Alema con la sua tipica flemma sorvolò su tutto.. Sono tuttora in cura: il Ferrari per alopecia al petto. Sia chiaro che non ha neppure la licenza di terza media. Silvana Maggioni e Gabriella Ungarelli. che stavano proprio di fronte a lui. davanti a uno specchio studia come parlare senza muovere un muscolo della faccia. ma il guardalinee non lo segnalò in quanto nipote del segretario del Pds di Molfetta. quali Gian Arturo Ferrari. mentre stava dall'estetista a farsi la lampada dopo che gli avevano appena finito la ceretta. con l'aiuto di Giorgio Strehler.esibizionista che tenta di oscurare la fulgida stella prodifera. esplose dalla rabbia. La barca a vela è solo il tender di uno yacht con venti uomini di equipaggio battente bandiera di Taiwan. Alcuni dirigenti e impiegati della Mondadori. D'Alema ha il parrucchino e soffre anche di alopecia.. Ha frequentato solo due anni del vecchio avviamento e poi è stato espulso in quanto con abile trasformismo frequentava senza pagare i seminari della diocesi di Bitonto.». Mastica aglio. Ha un diploma da postino della Scuola Radio Elettra.

. anzi intramuscolari apparizioni. con Enzino «bau bau micio micio» Iacchetti c'è un feeling particolare. ci divertiamo veramente tanto. ma ho debuttato. perché è un tg vero. Una simpatia nata subito. A «Striscia» sono particolarmente affezionato. sia in onda che e a luci spente. Infatti il guru di Alassio. credo gli abbia anche regalato due flaconcini antiforfora. Il primo incontro con «bau bau micio micio» Fra i vari partner avuti a «Striscia». con brevi. trasmissione che ho poi rifatto sempre con passaggi microscopici nel 1979. Poi «Odiens». Anzi. credo un barbiere. oltre ad averci fatto un pensierino come conduttore da sistemare al mio fianco. fin dal nostro primo incontro al «Costanzo Show». perché i nostri telespettatori sono molti e perché. che vivendo nella stessa zona di Ricci non faceva che raccomandarglielo caldamente. che fu ben lieto della mia disponibilità ad averlo come partner. So che sembra impossibile. nel 1978 nella «Sberla» sull'allora Primo Canale della Rai.a fare il guardalinee. Poi nell'81 è venuto «Tuttocompreso» per Rete Due. Anche nelle pause continuava a dare del lei a Maurizio Costanzo con la sua solita mielosa riverenza che gli veniva ricambiata con divertenti maltrattamenti verbali. «Striscia la notizia» Il 1998 segnerà un mio importante anniversario professionale: venti anni di tv. Parlai di Iacchetti a Ricci.. E nel 1983 il vero debutto anche come autore con «Drive In»: cinque anni di successi fino all'88. una Ezio Greggio 9 1997 . «Paperissima» e «Striscia la notizia» che mi vede fra i fondatori e con la quale detengo un record: più di mille conduzioni. era martellato da un parente di Enzo.È Lui O Non È Lui? .

non genera persone troppo normali. «Enzo ti senti bene? Non hai digerito l'abbacchio allo scottadito come antipasto? Devi dei soldi a Costanzo e hai paura che ti cucchi al ristorante mentre tu gli hai detto che non glieli puoi dare e non hai neanche i soldi per un toast?» «No. via via Enzo diventava sempre più distratto. Quando Iacchetti però cominciò a smuovere i cespugli della siepe che ci separava dalla strada.. il titolare del ristorante. Cominciammo subito a familiarizzare scherzando su tutto e tutti.mantellina in plastica utile per quando ci si taglia i capelli e un pettine da viaggio in simil tartaruga. Dapprima pensai che soffrisse di qualche fobia da lago. alzava i bicchieri e i piatti. Che pagai io. faceva domande sibilline ad Alberto. Ezio Greggio 10 1997 .» mi disse con quel suo sguardo da setter a cui è scappato un fagiano già impallinato «ho paura che sia tutto uno scherzo. Non consumato. mi sa che allora faccio "Striscia" per davvero. poi a scrutare i cornicioni delle case circostanti. «Hai pagato tu? È la prima volta che uno del nostro mestiere mi paga la colazione.» In quel momento arrivò il conto. Ormai era ufficiale la sua candidatura a condurre «Striscia» con me. Mentre mi riempiva di domande sulla trasmissione e mi sgranellava le sue ansie.. e approfittai di un po' di tempo libero per incontrare Iacchetti a colazione al «Matriciano». Si guardava intorno circospetto. essendo lui di Luino. cabarettisti. e a irrigidirsi quando qualche furgone rallentava o parcheggiava nei pressi del ristorante. Che non sia vera la storia di "Striscia" e fra un po' saltino fuori le telecamere di "Scherzi a parte". scrutava i camerieri. tastava il tavolo. Stavo girando un film a Roma con Enrico Oldoini. come capita di solito fra comici.» Quel giorno non ci furono le telecamere di «Scherzi a parte». insomma gente che campa sulla risata. nebbioso territorio che poiché ha dato i natali anche a gente come Boldi e Francesco Salvi. non potei frenare la mia curiosità. Vista la bella giornata estiva mangiammo all'aperto. al massimo metaforicamente quelle di «Scene da un matrimonio». Non deve essere uno scherzo.È Lui O Non È Lui? .

«Striscia». da più di un decennio otteniamo grandi risultati in tv con trasmissioni del calibro di «Drive In». molti dei quali li avete vissuti con me in diretta. La sorpresa riesce sempre. c'è quello della sorpresa improvvisa mentre stiamo andando in onda. ma ogni volta quando il gradimento del pubblico si fa sentire con ascolti pazzeschi tiriamo un sospiro. e pensa di cuccarmi.E da quattro anni fra me e lui ne succedono di tutti i colori. occhiali da museo degli orrori. le sono cresciuti i baffi sul mento. li schiaffo sul mento. Appena lui si gira mi becca lì. cioè di anticipazioni sulla puntata che andrà in onda circa Ezio Greggio 11 1997 . cioè sotto il naso: che so.. I telespettatori più assidui sanno che prima del TG5 c'è una specie di promo in diretta. ha i baffi sul mento». quando è così vulnerabile. altre trovate da usare per creare un argomento di conversazione per l'inizio della puntata. «Odiens». infatti. Anzi.È Lui O Non È Lui? . foruncoli ciclopici. tanto per sfogarci. anche quando lui mi ha sotto gli occhi.. Per esempio.. e adesso non mi dica che non li ha. che lo sto guardando con 'sta faccia da pistola ed esplode in un: «Ma signor Ezio. In quei momenti. peli dal naso. Tacchetti e le sorprese Sono convinto che ancora oggi Enzino stenti a credere a questo successo televisivo che gli è piombato addosso da qualche anno a questa parte. Ma Iacchetti in certi momenti ha uno stupore che gli fa perdere la maschera che ha stampata in faccia. dalla finestra degli uffici di Milano 2. oppure un panino ai piccioni. quanto il risultato di farlo comunque ridere. Ma non li metto nel posto tradizionale. Io.. non resisto. la trovata in se stessa che mi importa. Certo ci sono le varianti. Non è la gag. «Paperissima». Non che al successo ci si abitui: io e Ricci. Mentre Enzino è distratto a leggere una notizia o a commentare un filmato. devo tirargli un pacco per farlo tornare immediatamente alla realtà. mi controlla.. I metodi sono tanti. così ho più soddisfazione. Un altro scherzo sicuro è quello del ritardo. inforco al volo un paio di baffi. parrucche vomitevoli.. E via via negli anni ho usato barbe di ogni tipo.

». Ecco.quaranta minuti dopo.9. ma lo sa che la stiamo aspettando da mezz'ora?» Le reazioni di Enzo mi divertono troppo: comincia a ridere... dopo anni di lavoro in studio è ancora in ritardo. Dovetti leggere io la sua notizia mentre. prende il bicchiere dal tavolo e manda giù una bella sorsata.» Così pensai che avrei dovuto fargli assaggiare quella grappa. eh! Quelli che vengono a trovare me sono così disgraziati che sono io che gli devo regalare sempre qualcosa.7.. sparacchiava colpi di tosse senza riuscire a fermarsi.. entrai in studio e sostituii l'acqua del suo bicchiere con un po' di grappa di barbaresco. io sbuco nello studio e come non bastasse gli sparo un rimprovero. beva un goccetto d'acqua e rilegga la notizia.È Lui O Non È Lui? . forza»..» mi fa lui. Quella non era certamente la prima volta che Iacchetti beveva la grappa. Una sera un amico era venuto a vedere la puntata in studio e mi aveva portato in omaggio una bottiglia di grappa. Le veline sono al loro posto.. architettai il pezzo forte: lo scherzo della fidanzata dimenticata.. poi. Iacchetti. senza pensarci due volte.. sono proprio le sue reazioni che mi danno il «la». il ritardatario è lui. dandomi del lei di fronte ai miei amici. ma cos'ha mangiato. «a lei vengono a trovarla e le portano pure i regali.. Di grappa. Un paio di anni fa. Mentre Enzino era salito al piano superiore per doppiare i filmati della striscia serale. l'assistente di studio sta facendo il conto alla rovescia per il collegamento «. La morosa venuta dal nulla Ezio Greggio 12 1997 . Siamo in diretta. colla? Quando parla ha tutta la bocca impastata.8. ma era la prima che la beveva pensando fosse acqua. a difendersi con un «ah. «Eh signor Ezio.. più rosso in faccia dei capelli di Red Ronnie. Appena lui inizia a leggere una notizia lo interrompo e gli dico: «Scusi. Iacchetti e le ragazze si guardano attorno: c'è o non c'è? Appena l'assistente finisce il conteggio e indica la messa in onda in diretta. Enzo pure. io sarei in ritardo» e io logicamente a confermare al pubblico con la complicità delle veline che è vero. «Ma signor Iacchetti.

falle venire» dissi io. Il caso volle che Iacchetti facesse una battuta del tipo «Firmano loro che sono più famose». «Ezio. Cena.» disse Giuseppe «ci sono due ragazze che vorrebbero degli autografi. si avvicinò e chiese educatamente se poteva avere degli autografi. di un'idea che mi era venuta. che faccio?» «Ma figurati.Anche quell'anno era in programma la solita cena natalizia di produzione.. inviati. La ragazza-attrice.. brava. Massimo Licinio. Conduttori. vestita in maniera volutamente dimessa. Ezio Greggio 13 1997 . informai della dinamica dello scherzo Giuseppe. A offrire la cena a tutti eravamo io ed Enzo. il capo struttura Dal Monte. Ricci. Mavi..» Detto fatto. mio agente per le serate. faccio rincontrare Enzo con una sua vecchia morosa che logicamente lui non riconoscerà non essendo vero: può diventare un bel dessert.» «Ahia.È Lui O Non È Lui? . le veline Cristina Quaranta e Alessia Merz. salmoni e assaggi vari giungemmo in zona dolci.. È un po' che aspettano. Potevamo forse passare una serata normale in cui l'emozione più grande sarebbe stata la vista del panettone e dei fichi secchi? No. autori e tutti i tecnici si trovavano insieme per scambiarsi gli auguri in una serata al ristorante Biffi di Milano. Per dare maggior credibilità a ciò che sarebbe accaduto quella sera. indicando le veline. veline. collaboratore di Enzo. Tra tacchini. Mavi mi procura un'attrice perfetta per il ruolo. una persona normale che possa piacere. la produttrice della trasmissione. il quale fu ben felice di collaborare alla riuscita dell'insolita serata. Parlai con Mavì. «Ho bisogno di un'attrice sulla quarantina. In un attimo le spiegai il meccanismo dello scherzo: a un certo punto della cena sarebbe dovuta entrare accompagnata da un'amica per chiedere gli autografi e poi. Ricci compreso. Al tavolo oltre a me c'erano Iacchetti. anche lui preavvertito dello scherzo. e Claudio Pozzi. il proprietario del Biffi. per la cena di produzione. senza raccontare niente a nessuno. Passò infatti a loro la penna con un sorriso ironico che presupponeva. che c'hai in mente?» «Niente.

.. Calò un silenzio di tomba ai tavoli. «Platonica. «Sì sì.dopo l'autografo delle ragazze. «Una relazione? Vorrai dire una relazione epistolare o platonica da parte tua» incalzò Iacchetti. fai pure finta di non conoscermi» aggiunse lei un po' seccata. noi due ci conosciamo?» disse dandole un'occhiata che sembrava un colpo di radar con annessa rapida ricerca nella memoria del disco fisso del cervello. diventò un po' tutto storto. camerieri. vero Enzino?». «Grazie signor Ezio di essere così disponibile» fece la ragazza-attrice guardando severamente Iacchetti «e di non essere come certa gente che dopo il successo si monta la testa e si vergogna di fare l'autografo alle vecchie conoscenze.. come quello normale di Beruschi. dai. Io e altri commensali scoppiammo in una risata.È Lui O Non È Lui? . «Ah così non mi riconosci? Sono passati un po' d'anni. tutti gli occhi erano puntati sul povero Enzo che a questo punto aveva stampata in faccia a caratteri cubitali l'amletica domanda: «Chi cazzo è questa qui?». per capire se conosceva o no quella tipa.» dissi io «possibile che non ti ricordi. «Ma come Enzo. A questo punto. Io.» Ormai attorno al tavolo c'erano tutti. scrivendo una frase molto romantica. Adesso addirittura fai finta di non conoscermi. cuochi e curiosi vari.» «Ma ricordi cosa? Guarda che io non so chi sia.» «Enzo. Non l'avesse mai detto. da attrice consumata qual era.» Il sorriso di Iacchetti. tra noi c'è stata un relazione» confermò la ragazza-attrice che nel frattempo cominciava ad assumere un'aria irritata. io non l'ho mai conosciuta. come nei cartoni animati. il collaboratore di Iacchetti. invece firmai subito. Ezio Greggio 14 1997 .. eh? Prima mi porti a letto e mi sbatti. che avrebbe poi firmato anche lui. «Perché. con una melensaggine degna di Edmondo De Amicis. uno diventa famoso e poi si dimentica delle persone che hanno sofferto con lui. Abbiamo anche vissuto insieme per un periodo breve ma intenso in via. la banda di «Striscia».. [disse l'indirizzo che gentilmente Claudio. la ragazza lanciò la bordata finale: «Eh certo.» Non riuscii a trattenermi. capisco. ma dopo quello che c'è stato fra noi.. mi aveva fornito] e alla fine sei sparito.

Circa un mese dopo. la faccia non mi era proprio nuova. io questa non la conosco. l'avevi riconosciuta ma non hai potuto fare marcia indietro. Lo stesso Enzo era turbato e pensieroso. Un silenzio di gelo scese nella sala. Ricci mi prese in disparte e mi disse a colpo sicuro: «Qui c'è la tua zampa. Giuseppe. gli chiesi: «Enzo. il suo collaboratore. Enzo doveva provare un breve sketch con ciascuna delle aspiranti attrici. prese sotto braccio la ragazza. per favore». che ben pochi conoscevano. la solita finta morosa aspettava il suo turno. dopo tutto quello che c'è stato fra noi». «Vieni un po' prima domani.È Lui O Non È Lui? . approfittando del fatto che erano in corso i provini per scegliere l'attrice di una situation comedy interpretata da Enzino.» Pure Claudio. il titolare del ristorante. e si associò alla risata. io non ti conosco punto e basta. sono sicuro. E poi basta con questa storia. dimmi la verità. Nascosta in un camerino. contribuì ad aumentare le angosce del povero Enzo chiedendogli: «Ma sei sicuro che non te la ricordi. quella vecchia serpe di Ricci gli diede il colpo di grazia.» mi disse Ricci «torna la morosa dimenticata di Iacchetti. Tanto più che la poverina abbandonata aveva citato addirittura un indirizzo. io mi ricordo benissimo delle persone che conoscevo prima. Passarono vari giorni in cui a turno si andava nel camerino di Iacchetti tornando sull'episodio e chiedendogli se si era ricordato di qualcosa o se la fanciulla si era rifatta viva.... che inutilmente calmata anche dall'amica continuava a starnazzare ad alta voce: «. dove un tempo Iacchetti viveva. Tutti i commensali erano palesemente convinti della veridicità del fatto. Mi misi a ridere. Fatela uscire. «Ma no. seduto su un divano.» Nello studio di «Striscia». Ezio. vedendo che stava ancora cercando di pescare qualche ricordo nella memoria.»..» «E chi se la perde. «Belìn lo sapevo» aggiunse. Prevedendo il peggio. Ricci aveva inoltre predisposto una telecamera mobile pronta a coprire eventuali fughe.Enzo diventò un bufalo.. non capisco però come facesse a sapere quell'indirizzo.. si alzò in piedi urlando: «Cosa cavolo stai dicendo. te lo assicuro. Infatti dopo alcuni minuti. Ezio Greggio 15 1997 . ti capisco».sei un ingrato. Quella tipa l'hai fatta venire tu».

O quello. Io intonai al volo con alcuni tecnici: «Viva gli sposi.. Chi li ha letti ricorderà gli scherzi a Beruschi. Quando Ricci ebbe abbastanza materiale per farci un pezzo per «Paperissima» e per la stessa «Striscia». che sarebbe arrivato nella notte con un camion. Ric e lo scherzo della crociera Nei miei primi due libri Presto che è tardi! e Chi se ne fut-fut ho raccontato una valanga di scherzi clamorosi architettati e realizzati soprattutto con il collega e amico fraterno Gianfranco D'Angelo. apri ti prego».Fu utilissima. uscì dalla regia ridendo con le lacrime agli occhi.. o quello in cui. Poi. quelli ai portieri del residence ai quali facemmo credere di aver acquistato un appartamento e di essere in attesa dell'arredamento. «Enzo esci. non mi puoi trattare così». Essendo la scena in penombra. appena la vide. In silenzio.È Lui O Non È Lui? . Iacchetti non mise subito bene a fuoco la ragazza quando si sedette sul divano. o vuoi negarmi anche la possibilità di lavorare con te?». Iacchetti si alzò e a piè veloce uscì dallo studio. della tosse persistente che svegliava i clienti e rendeva pazzo il portiere. era tutto uno scherzo. fra moglie e marito non mettere il dito. si ricordò immediatamente di averla già vista da qualche parte. io e Gianfranco Ezio Greggio 16 1997 . inseguito dalla telecamera e dalla finta morosa che gli urlava dietro: «Vieni qua. l'amore non è bello se non è friccicarello»..» Non so per quale motivo Iacchetti. cercò me. subito dopo esser uscito dal camerino. nella hall di un hotel. al quale infilammo un cane isterico in camerino.... Si barricò nel camerino mentre la finta morosa bussava e urlava: «Apri amore. E non ebbe più dubbi quando l'attrice disse: «Spero che questa volta ti ricorderai di me. O quelli telefonici in cui fingevamo di essere a bordo di una nave in avaria al largo di Olbia e chiedevamo a una coppia di ignare vittime di guidarci nella nebbia sventolando un fazzoletto e agitando una torcia dal terrazzo di casa loro.. a turno. Per ultima entrò la finta morosa. ma senza perdere tempo..

uno degli scherzi più grossi (per impiego di forze e di uomini) da me realizzati. Ezio Greggio 17 1997 . si erano separati. come spesso accade. Oltretutto. Anche troppo. Di tutt'altra pasta il partner che ebbi successivamente per un altro paio d'anni: Riccardo Miniggio. Quel codino gli diede un nuovo look. durante la sigla per sfregio si calò i pantaloni e le mutande per mostrargli il sedere. «Ma no. e lo convinsi. come quella volta che ebbe una discussione col regista reo di non fargli abbastanza primi piani: bene. Ric si dimostrò immediatamente un allegrone. e con lui era impossibile organizzare scherzi che rimanessero nei limiti della responsabilità civile. talvolta persino un kolossal. e una nuova sicurezza anche nel lavoro che lo rendeva estremamente allegro e simpatico. Era matto come un cavallo. dài. Dopo avere fatto coppia col suo socio Gian nel celeberrimo duo «Ric e Gian» i due. lo obbligai a farsi il codino. Approdato a «Striscia» dopo un debutto in cui perse per lo meno un paio di chili per l'emozione. in arte Ric. una persona piacevole sempre pronta a far casino. stai tranquillo. grazie a una serie di coincidenze. Mi interposi fra lui e la telecamera appena in tempo per evitare di far andare di traverso la cena a svariati milioni di italiani. il codino no.È Lui O Non È Lui? . Ci capitava ogni tanto di trovarci a lavorare assieme in qualche convention. riesce a rompere la monotonia. stufo di vedergli 'sta specie di sipario di capelli che gli contornava la testa e lo faceva assomigliare a un paggio un po' cresciuto. Dopo D'Angelo per un paio d'anni ho avuto come partner a «Striscia» Raffaele Pisu. e quando lo scherzo è architettato bene dà sapore alla vita di tutti i giorni. un successo insperato con le donne che lo trovavano più trendy.ci fingevamo ciechi e suonavamo in un piano bar. quegli spettacoli organizzati da aziende per la loro forza vendita. Burloni si nasce.» protestava con il suo accento alla Macario nella sala parrucchiere «mi viene una faccia da pirla. quando si inalberava diventava incontrollabile. ma semplice. Se poi si incontrano i partner giusti allora lo scherzo diventa un film.» «No. Fu proprio durante una di queste convention che nacque. quella ce l'hai comunque» gli feci io. Un giorno.

Non appena iniziava a parlare. Gli avevamo già fatto di tutto: sul finale di una barzelletta avevamo tolto l'audio al microfono e aveva dovuto raccontarla nuovamente. Ogni sera i dipendenti dell'azienda. Destinazione Barcellona. durante lo spettacolo non partiva una base musicale? «Scusate. fra cui Ric.È Lui O Non È Lui? .» Durante una canzone che aveva tratto dal suo repertorio di operetta. erano presenti anche Umberto Smaila e la sua strepitosa orchestra. ! aveva allora mollato il microfono ed era andato a parlare dalla sala radio da cui partivano gli annunci. Dopo un po' di giorni di navigazione.» facevamo noi «c'è Ric in regia che non ha pigiato il tasto giusto. durante lo spettacolo notturno che si teneva nel grande salone della nave era sufficiente chiamare! sul palco perché la gente ridesse. Insomma. mentre stava parlando avevamo sommerso il suo intervento con annunci ufficiali fatti attraverso l'impianto di bordo. Poi glielo avevamo tolto a metà. Ogni tre parole un annuncio. il velino di «Striscia» tutto muscoli. Di solito lo utilizzavamo come capro espiatorio per tutte le situazioni. In ogni serata Ric veniva logicamente chiamato da me o da Smaila a dare una mano. io e Ezio Greggio 18 1997 . A bordo. oltre a me. Venne anche il turno di Edo che fece un intervento divertente. «Così almeno mi sentite. assistevano o al mio spettacolo o a quello di Smaila. Un'altra volta. il comandante Saglietto è desiderato sul ponte uno». e ciò divertiva estremamente tutti.» Oppure mancava la ballerina del balletto della nave? La colpa era ovviamente di! che l'aveva baciata sulla guancia e le aveva attaccato la peronospora. si sentiva: «Attenzione prego. e altri ospiti. comunicazione di servizio.» aveva detto «perché qui c'è qualche pirla che fa gli scherzi. Edo. Palma de Mallorca e le Baleari. era assodato per il pubblico della crociera che! fosse la nostra vittima sacrificale. a metà fra il culturismo.Mi trovavo a bordo di una bella nave da crociera del gruppo Costa per una serie di spettacoli per una grande azienda italiana. dopo il tradizionale spettacolo con gli artisti della nave. il mimo e il rock. in attesa di una nuova gag che lo vedeva suo malgrado protagonista. Per esempio.

» ! salì con quella sua tipica espressione da Francis il mulo parlante quando non capisce cosa sta succedendo.!. mentre la sala sarebbe stata completamente al buio..Smaila ci fingemmo raffreddati e accompagnammo il pezzo a ritmo di starnuti e soffiate di naso che sembravano più che altro pernacchie. i sorrisini e le toccatine di gomito della gente si sprecavano. Stasera facciamo la madre di tutti gli scherzi: protagonisti tutti i passeggeri e l'equipaggio della nave. Il pubblico si aspetta da noi grandi cose. devi essere qui con noi per questo annuncio. «Stasera a! bisogna organizzare qualcosa di grosso. L'unico escluso sarà proprio Ric. Scattò la fase operativa. Per evitare fughe chiamo sul palco! con uno stratagemma. «!. Le luci puntate sul palco sarebbero state accese al massimo della luminosità. Con una situazione così favorevole come trattenersi dall'organizzare uno scherzo che avrebbe fatto più bene della xamamina nel Golfo del Leone? Come dei carbonari ci incontrammo io. A cena. Il pubblico. Massimo ed Edo si occuparono di istruire il pubblico. dopo gli assaggi delle sere precedenti. cosa che lui non avrebbe assolutamente voluto fare. e dopo un paio di convenevoli chiamo Smaila. andai a parlare con alcuni membri dell'equipaggio che furono ben felici di collaborare. inizia lo spettacolo. Al nostro tavolo io e Smaila fingemmo di aver intenzione di condurre la serata mentre lui. all'arrivo di! al ristorante. «Ma solo se ti viene.» aggiunsi per rassicurarlo «se non ti sfruculia nulla durante lo spettacolo. fai un salutino alla fine e basta. che saluta e mi invita a presentare il pezzo forte della serata.È Lui O Non È Lui? . «Chi c'è. lo spettacolo vero e proprio. non avendo preparato nulla per l'occasione. Smaila erudì il suo gruppo.. vieni anche tu. Salgo sul palco. Edo e Massimo. seicento persone tutte d'accordo con noi. il regista degli eventi notturni. Smaila. avrebbe dovuto qua e là intervenire a suo piacimento se gli fosse venuto in mente qualche spunto divertente.» Il piano era questo: senza preavviso lo avremmo lasciato tutto solo sul palco annunciando che avrebbe fatto il suo show. eh.» Ore 23.» mi sussurrò «chi dobbiamo presentare?» Ezio Greggio 19 1997 . nel silenzio più assoluto avrebbe lasciato la sala.

«Cazzo. seicento persone si erano trasferite tutte fuori sui ponti. il pubblico gli lanciò urla di incitamento. avendo lui a quel punto intuito chi gli aveva organizzato il pacco. Il pubblico gli tributò una vera e propria ovazione. Ce la svignammo a piè svelto. Senza lasciarlo giustificare.. Ormai era convinto e partì con un paio di storielle. mi mettono sempre in mezzo e ora non saprei cosa. Ezio Greggio 20 1997 . Andò poi dietro al palco dove era situato un bar solitamente affollato: era chiuso.E io e Smaila senza più perdere tempo: «Signori. nel buio della sala iniziò l'evacuazione. Il salone era completamente vuoto eccetto un paio di signore in età che fingevano di russare. venne investito da un applauso: eravamo tutti riuniti lì per il gran finale. un uomo steso per terra con una bottiglia in mano. i camerieri.. non vi dico all'indirizzo di chi. ma anche l'orchestra era sparita. una ragazza che coprendosi la bocca con un fazzoletto correva verso l'uscita per vomitare e una coppietta in fondo che si baciava senza sapere cosa succedesse attorno.. A quel punto vennero accese le luci in sala e abbassate quelle accecanti sul palco che non gli avevano permesso di percepire ciò che stava accadendo a pochi metri da a lui. «Non l'avete capita?» buttò lì per rompere il ghiaccio. i barman. L'orchestra attaccò subito con uno stacco musicale degno di uno show di Jerry Lewis. «Bravo!» e applausi. Cominciò logicamente prendendosela con me e Umberto: «... è successa una strage?» Seguirono una serie di improperi.quei due mattacchioni. un applauso così caloroso che dal panico lo fece passare alla convinzione che ormai era lì e almeno qualcosa doveva fare. Contemporaneamente. compresa l'orchestra. non udì né l'applauso né la risata..». In meno di tre minuti il salone era completamente vuoto. Ma appena varcò la porta che dava sul grande ponte con la piscina.! e il suo spettacolo di cabaret».È Lui O Non È Lui? . Ric si voltò per cercare conforto o una spiegazione. ! finì una barzelletta spingendo sul finale come di prammatica ma.

dove trovi la forza di non mollare la preda e come faccia a non scoraggiarsi. O come quando. Lo è perché quando faceva le interviste si attaccava come una piattola all'intervistato e non lo mollava salvo percosse delle guardie del corpo di turno. quello con la giacchettina a vento gialla. Per capire come possa essere così perseverante. il vice Gabibbo. talvolta sopra. continuò l'intervista come se in realtà le risposte arrivassero. anche perché Salvi ha un rapporto col pallone simile a quello che ha coi suoi intervistati: ci litiga. come quando impassibile al silenzio di Cuccia che non rispondeva alle sue domande. Stefano Salvi è un esemplare unico. a sa.. insomma l'intervistatore fastidioso come le mosche.. e faceva ridere molto. Ezio Greggio 21 1997 .. «A sa. il vice Gabibbo non paga il conto Tra i vari collaboratori di «Striscia» certamente Stefano Salvi. È l'intervistatore che vanta il maggior numero di aggressioni. dovreste frequentarlo in privato.. Molti mi chiedono se Salvi «ci è o ci fa».. da Marina Ripa di Meana. Lui non ha idea di cosa sia il calcio. da guardie giurate. contro vetrate di palazzi (quella di casa D'Alema). stette a guardarsi in silenzio fisso negli occhi con un usciere per venti minuti. a sì?» disse rispolverando un suo famoso tormentone degli anni Settanta «. cacciato dalla redazione di Montanelli. polizia e carabinieri. sdraiato sul cofano. un uomo da inserire nei documentari della serie «Uomini coraggiosi». dai cacciatori. menato in androni di scale (guardie e simpatizzanti di Fini).È Lui O Non È Lui? . Talvolta ha dato vita a veri e propri siparietti da commedia dell'arte. Salvi le ha prese da tutti. È persino finito sotto le auto.. Ha la faccia più tosta del mondo.Saltò come un grillo su un palchetto esterno. non credo nessuna squadra abbia mai pensato di ingaggiarlo neppure per un torneo aziendale. Esempi.e adesso la barzelletta di prima ve la beccate qui!» La raccontò. Stefano Salvi. è il più popolare. con un sorriso a sessantaquattro denti degno di Fernandel.

e una sera fissammo la data. Per spiegarvi veramente chi è quest'uomo eccovi un altro breve episodio. per lo meno alla base storica della trasmissione. Aimo e Nadia. invitati attorno a un tavolo. «Va bene. «Gioco anch'io. oltre a lui. Ezio Greggio 22 1997 .È Lui O Non È Lui? . Lo stesso Ricci scherzando con lui gli suggerì. e dopo le prime puntate aveva riscosso un buon successo. ma dovette passare la linea in preda a soffocamento da risata.Eppure. non avendo alcuna intenzione di spendere un ghello per una cena che vedesse altri. Anche uno dei più cari. Storico fu un tentativo di stop visto da qualche milione di italiani durante un «Derby del cuore». di offrire una cena. dopo le foto che hai voluto fare con Greggio e Iacchetti per i giornali. «La cena sarà la settimana prossima. Impareggiabile. Il pallone lo vede solo quando glielo tiriamo addosso (è l'unico modo di farlo uscire dal campo per un cambio con qualche altro giocatore). uno dei migliori e più prestigiosi ristoranti di Milano. e nel tentativo di addomesticarlo con una gamba autolegò l'altra. Come da copione fummo quindi noi a ricordargli l'impegno. Da quel giorno Salvi pensò bene di evitare il discorso. Scegliemmo noi. come ultimo arrivato nella trasmissione. appena sentì che i ragazzi della nostra trasmissione organizzavano delle partite si mise subito in Usta. Finse di non conoscere locali.» disse «più avanti la facciamo. Dove ci porti?» chiese Ricci.» Salvi in campo è una autentica palla al piede.» Ma gli si leggeva in faccia a chiare lettere che ciò non sarebbe mai e poi mai accaduto di sua spontanea volontà. come quando andavi a giocare all'oratorio da bambino e nella squadra che veniva fatta lì per lì ti veniva rifilata una di quelle pippe che demoralizzava la squadra ancora prima di cominciare la partita. mentre il pallone gli rimbalzava sotto il sedere e tornava esattamente da dove era partito. la scorsa primavera su Canale 5: il pallone gli stava arrivando addosso a campanile. Salvi era appena stato assunto da Ricci come incursionista di «Striscia». Il telecronista Bruno Longhi tentò un commento.

È Lui O Non È Lui? . Niente. non offrì la cena promessa. come in una sfida medievale all'ultima tenzone. internazionali e padani ottenuti suo malgrado durante gli ultimi tre anni di carriera. sbottò: «Non ho il portafogli. allora direttore di Canale 5. non ci fu verso. Ne soffrì tantissimo. oltre a me.Presenti. come in onda durante uno dei suoi mirabolanti agguati. Ricci e Iacchetti. che l'indomani ci avvertì: «Ragazzi da oggi Salvi in onda non si chiama più per nome ma vice Gabibbo». Politically gnurant E se il corpo di Bossi fosse secessionista? E la testa volesse staccarsi dai piedi? E se Rosy Bindi stregasse Alberto di Monaco? Bossi e il corpo separatista Umberto Bossi vantava un palmarès invidiabile di riconoscimenti nazionali. Appena entrato Salvi si guardò attorno guardingo. in attesa di fargli schiodare il portafogli dalla tasca. Era l'unico uomo politico italiano che avesse vinto il premio «Oggi le comiche '97» presentando semplicemente i testi dei suoi discorsi estivi. gli sventolavamo sotto il naso senza rispondere la copia della fattura del ristorante. ma anche Ricci che pagò il conto. non una smorfia. Per tutta la cena non fece un sorriso. E così. Ezio Greggio 23 1997 . Passammo un'ora davanti alla cassa del ristorante. ogni volta che ci chiedeva perché nell'annunciare i suoi servizi né io né Iacchetti lo chiamassimo per nome e cognome. il produttore Osvaldo Dal Monte e Giorgio Gori. Pagò Ricci. diede una rapida scorsa al menù e ai prezzi e al primo brindisi. per solidarietà con l'autore di «Striscia». mi spiace». in cui inneggiammo al suo successo e al fatto di essere suoi ospiti. impassibile e piazzato come una statua davanti all'ingresso del ristorante che avevamo preventivamente chiuso a chiave.

a nulla era valso l'avere insignito i tre disgraziati che avevano mandato in frantumi un pezzo della fontana del Bernini a piazza Navona del titolo di «Leghisti onorari». per provare che il perdono deve essere immenso e deve annientare l'odio fra i popoli. cugino magro del Boso. lanciò un consiglio: «Senatùr. Devo espettorare un concetto forte per mandare su di giri la gente.» Cominciò a passeggiare nervosamente per casa in mutande. e che gli uomini sono tutti uguali. «Devo inventare qualcosa per finire sui giornali. «Porca di quella porca» urlò Umberto fra gli applausi di una decina di camicie verdi che si davano il turno in casa per applaudirlo appena apriva bocca. perché non mangi qualcosa. dopo essere stato attaccato dal Senatùr. con la motivazione «per aver rotto come solo noi sappiamo fare». «e el va giò fin qui!». se la pansa l'è piena la pensada l'è più serena!». gli era venuta meno l'ispirazione. Per beccarsi uno scoop in più sui giornali. Il Pontefice aggiunse comunque anche: «Se te ciapi te veri». un Ezio Greggio 24 1997 . I quotidiani lo avevano ignorato. ti te si gnurant cuma na cavra» (Se Berlusconi è un pirla. a sottolineare che fra i suoi avi polacchi si annidava qualcuno di lontana origine cremonese. detto il filosofo. Portami la peperonata. Eraldo Spanazza idraulico. canottiera.È Lui O Non È Lui? . sennò qua non mi fila più nessuno. Il Senatùr era in crisi. dopo la cancellazione dalla dieta padana della pizza e del peperoncino. e indicò lo stomaco. ottenendo così un posto in prima fila al Gran Premio di Monza). Bossi gli diede una manata sulla spalla per ringraziarlo e chiamò subito la moglie: «Trinacria vieni qua.. 130 chili di leghista. dopo avere starnazzato cazzate per varie estati. I giornali di colpo gli avevano voltato le spalle: infatti. tu sei ignorante come una capra). ma nessuno anche fra le camicie verdi se ne stupì..Il Papa in persona. quella del frigo. eccetto le donne. cioè se ti prendo ti spacco in due. «Ho un senso di vuoto che parte da qui» e indicò la testa. volle insignire il capo dei leghisti del titolo «Se Berlusconim es un pirlam. preferendo versare fiumi d'inchiostro sull'avviso di garanzia mandato a Berlusconi dal Pool di Milano per un divieto di sosta non pagato dalla cognata dell'aiuto cuoco di Arcore (un pentito della motorizzazione aveva spifferato i legami con Arcore. pedalini corti di filanca e zoccoletti anatomici.

In silenzio le camicie verdi se ne andarono. io me ne vado. Forza.. «E allora... Si aprì la portafinestra del balcone.. Seguì poi il tronco che camminava con le braccia a mo' di gambe. il filosofo della piazza.. stacchiamoci la testa da tutto il resto.. l'è el Senatùr che l'ha digerì!».. Sturate i padiglioni auricolari: visto che il governo ladro e padrone di Roma non ci ascolta. hanno messo la bomba». ma forza. visto che quei pirla del Polo e dell'opposizione non aderiscono al progetto secessionista. Un'ora dopo lo spuntino... «E 'sta pancia che sta al centro. Ma il Senatùr non si diede per vinto e telefonò subito alla clinica leghista «Croce Verde» per attuare il suo proposito di secessionista fisico.. quello verde al cetriolo. Dalla folla si levò un urlo: «L'attentato al Senatùr. [mise le mani sui fianchi assumendo una posizione di benitiana memoria] ho pensato e impongo di dare un esempio memorabile a tutti i padani: da questo momento il nostro nuovo modello di secessione sarà fisico!» «L'è vero o no che i piedi stanno a sud e la testa a nord?» «Sììììììì!» urlò la piazza. «Popolo leghista. ne uscì un fumo giallognolo sulfureo appena percettibile e poi apparve l'Umberto grattandosi le balle.litro di barbera giovane mosso e il sorbetto del leghista. si udì un rutto che fece cadere in strada una fila di tegole dal tetto. il nuovo progetto politico non era piaciuto. ma va' da' via i ciapp.È Lui O Non È Lui? . Lo Spanazza. possiamo noi che abbiamo la testa al nord dipendere da lei e dal sedere che c'abbiamo addirittura nel centro sud? Basta. separiamo la testa dai piedi» urlò roteando l'indice come di consueto nei suoi discorsi. A Montecitorio. La testa però non entrò in aula: quella Bossi l'aveva persa da un pezzo. il Miglio all'epoca non aveva tutti i torti. siete d'accordo?» Il silenzio della piazza venne rotto dopo un minuto dallo Spanazza: «Queschì l'è scemo. ovvero costui è fuori di melone. il capo ha meditato. come in un film dell'orrore. teste di rapa. Ezio Greggio 25 1997 . el gavìa rasun el crapa pelada». tra il silenzio e qualche svenimento entrarono prima le gambe e il bacino di Bossi che si andarono a sedere regolarmente. li tranquillizzò: «Zitti bestie. mentre una folla di ventidue leghisti aspettava con ansia sotto il balcone di casa del Senatùr. secessione.».

considerata bellezza più unica che rara.Alberto di Monaco: fuga d'amore con Rosy Bindi Alberto di Monaco aveva avuto nella sua vita le più belle donne del mondo. in quanto il servizio di posate d'argento era stranamente sparito. i coniugi Longostravi (grandi luminari della medicina. Ma durante una festa a bordo del panfilo L'è no el pacha trà trà trà. appendendo quel che sapete al chiodo. ancorato in Costa Smeralda. Essendo la festa organizzata per scopi umanitario-scientifici. per non saper né leggere né scrivere nascosero tutta l'argenteria. Soprattutto dopo la storia con la Schiffer. candidati al Premio Nobel per la ricerca scientifica. La cena nella grande sala da pranzo era appena cominciata. principe. in quanto arrivarono a bordo altri due invitati. Tutti. dalle top model da far invidia anche all'editore di «Playboy» a bellezze sconosciute che facevano venire la tachicardia solo a vederle attraversare la strada in minigonna.È Lui O Non È Lui? . vedendo che i due avevano in faccia una mascherina nera e un sacco vuoto sulle spalle. Soprattutto quella nelle tasche dei loro clienti). furono i primi a non farne un problema. purtroppo. successe l'irreparabile. Tra i primi a salire sul megapanfilo. da Claudia Schiffer a Sharon Stone. dopo una campagna durata anni e costellata di successi documentati dai giornali scandalistici di tutto il mondo. «Nun c'è stà problema. Lo fecero appena in tempo. centoventi metri di lunghezza. Ezio Greggio 26 1997 . con le giacche degli smoking inspiegabilmente allungate fino ai piedi. avrebbe posto fine alla sua carriera di playboy. il signor De Loronzo che aveva portato con sé un amico. Per lo meno quella più appariscente e in vista sui mobili. vennero invitati a bordo una serie di luminari della medicina italiana. I marinai del L'è no el pacha trà trà trà. De Loronzo e Poggiolince. erano costretti a mangiare con le mani. Il mondo intero era convinto che il principe. nonostante il mago Copperfield ogni tanto gliela facesse sparire lasciando al suo posto un coniglietto bianco. un certo Poggiolince. acca' tutte quant so' buoni a mangia cu i mmani» dissero.

escluse le analisi del sangue per non perdere tempo a cercarlo. e stretta in un abito color carne del Dottor Gibaud. forse per lo champagne o forse abbagliato da quella figura che ostruiva l'ingresso. che piacere. La Rosy. Dapprima le starnutì nella minestra. durante un brindisi. la donna che avrebbe cambiato la vita del principe: Rosy Bindi. con lo sguardo da triglia in analisi. in vacanza con Alberto di Monaco. «A' Ranieri. poi si soffiò il naso con la tagliata di manzo del ministro. Ezio Greggio 27 1997 . Era abbronzata come una mozzarella senza grassi rotolata nella fecola. si lanciò in una serie di complimenti che avevano il sapore dell'adulazione finalizzata alla conquista. si spalancò la porta e in controluce apparve lei. prese una topica pazzesca e urlò: «Maurizio Costanzo. il ministro ammollava sorrisetti maliziosi al principe. il suo solito sorriso modello dolce Euchessina stampato sulla faccia. La Schiffer. arrivò a tavola per ultima. cominciò a spazientirsi.. ovvia. al punto che Longostravi le chiese inutilmente se volesse farsi subito un bel check up.successo garantito. si potrebbe andare insieme al Vespro. infine le vuotò la pipa sul tiramisù.È Lui O Non È Lui? . so' la Bindi. «A' bischero. si accomodi». o che tu c'hai gli occhi foderati con le fiches del casinò di Montecarlo?» Alberto si scusò immediatamente e. Alberto.» lo rimbrottò la Rosy col suo tipico accento tosco-sanitario «ma che Costanzo e Costanzo. lo sai che tu c'hai proprio un bel gozzetto. Poi. al punto che quasi le schizzavano gli occhi fuori dalle orbite. «A soreta» risposero De Loronzo e Poggiolince. calzava due scarpette trasparenti che sembravano le vaschette piene di prosciutto Parmacotto. facendo scivolare fuori dall'oblò verso il loro tender un quadro a olio. Tutta fasciata.. per ingraziarsi Alberto. che essendo contrattualmente fidanzata col mago Copperfield conosceva tutti i trucchi e aveva scritto a tal proposito il libro Due sistemi per conquistare tutti: dal principe al mago .La Schiffer. potresti venire a prendermi sull'Arno e poi. andatole incontro dopo essersi beccato uno sputo in un occhio. Mai scelta si rivelò più errata. «Sorry» disse la Schiffer per scusarsi del ritardo con gli invitati. fece accomodare il ministro della Sanità accanto alla Schiffer.» Tra una portata e l'altra (che la Bindi divorava a bocca spalancata).

con un risucchio fulmineo si ciucciarono un portasale e un portapepe in argento. la barca sotto gli zompi della Rosy cominciò a sbandare e ad andare a picco. Ezio Greggio 28 1997 . cascò a terra. appena in acqua. la stia un po' attenta quando la si gira... nel tentativo di dividerle. fatto sta che la Rosy cominciò a pizzicare con velate allusioni e nello stesso tempo a provocare la fotomodella tedesca.comò Luigi xv in discesa.» Ormai la rissa fra le due spasimanti era diventata come la furia di un tornado.» «Non si prieocchiupi del mio nasio. ora ti fo' vedere io chi l'è un omo vero fra noi due. Alberto.» attaccò con foga la Bindi «con quella lametta fine fine che c'ha al posto del su' nasino la rischia di sgozzarmi. ah ah ah. «O' Topa Modella. gli fecero al volo una lastra. con tiutto quel lardo che c'ha sotto pelle non riuscirei mai a ferirla. un po' perché aveva un appetito da bovino. un po' per non attaccar briga..È Lui O Non È Lui? . se ne andarono prima dell'affondamento.» I commensali esplosero in una risata piegandosi sul tavolo.» La Schiffer. Saranno state poi le ceneri ancora accese della pipa della Schiffer a darle fastidio nello stomaco o la gelosia. la Tac portatile e le analisi del sangue. cosa che fece andare su tutte le furie la parlamentare nonché ministra. Nel frattempo Poggiolince e De Loronzo.» La cena degenerò. Poggiolince e De Loronzo. per non correre rischi. «Iammocenne. si aggrappò fortunosamente a una cannuccia da cocktail. subito soccorso dai Longostravi che. La Bindi saltò sul collo della povera Claudia. Poggiolince e De Loronzo.. senza fare neppure un piega. con il loro tender pieno come il negozio di un rigattiere. chista è robba nostra. mangiò tutto. Fra le due rivali scoppiò una gazzarra indescrivibile. chista è gentaglia. «O' scostumata. e cominciò a martellarle la testa con uno stinco di maiale.» rispose la Schiffer con la cantilena di Stan Laurei «se anchie fosse.Ma la Bindi. smagliandole così i collant contenitivi. con la gru di bordo stavano caricando i mobili del panfilo sul loro tender «. maneggiare con cura. rimanendo a galla in attesa dei soccorsi. 'A nave 'a recuperammo domani mattina. facendo finta di niente. La modella diventò rosa pallido in viso per il dolore e reagì morsicando una caviglia della Bindi. approfittando della posizione.

'un fa' storie sa' Titino. è tornato Belfagor. «A' grullo. La notte per il principe si trasformò in un incubo. l'ha perso subito i sensi. complice la solitudine. appena sbarcata. Molarotto. o tu di barche non ci capisci proprio niente: ma quale Costa Azzurra. Approdarono su un piccolo isolotto deserto della Costa Smeralda.» «Era meglio se stavo in Costa Azzurra» mormorò Alberto.» «Aiuto. «Viè qua.È Lui O Non È Lui? . Alberto si ritrovò tra i flutti completamente solo. piume comprese. so' io. aggrappato a un oggetto galleggiante. Dopo pochi giorni. bischero d'acqua. Cucinò il cormorano alla marinara e cacciò un cosciotto. dalla cima dell'isolotto.» La Rosy. gli aveva tirato un masso di granito rosa sul crapone e lo aveva steso come una frittata. la situazione di convivenza obbligata. stringendo fra le cosce un motore da 25 cavalli che aveva strappato da una scialuppa. «Meno male mi sono trovato 'sto gommone che mi tiene a galla» disse tra sé. ovvia l'è bono. che si trovavano lì a pesca di tonni usando come esca a traino Aldo Busi. Il principe fece appena in tempo ad attaccarsi che la Bindi. appena mi so' spogliata!» Ezio Greggio 29 1997 . il caldo.» disse Smaila «ma di cefali c'è piena la barca.Sollevando una massa d'acqua pazzesca. il fantasma del Louvre» urlava Alberto scappando disperato. il principe dovette cedere però alle intenzioni morbose della sua compagna di sventura. sempre a correre attorno all'isolotto mentre la Rosina cercava di farlo suo. la Rosina tua e ora ti porto in salvo». «Tonni l'Aldo non ne prende. bischero notturno. Ma un urlo dal basso lo scosse: «Ma quale gommone. La Bindi. rilasciò subito una dichiarazione alla stampa: «'Un l'è mica così focoso come si diceva. circondato solo da mare e cormorani. Anche perché la ministra. «Mangia il cormorano. se lo posò sotto l'ascella e lo soffocò. 'un l'era meglio la Costa Classica?» gli rispose la Bindi. partì a tutta velocità. Furono portati in salvo e sbarcati a Olbia da Umberto Smaila e Marco Predolin. con la scusa di accarezzare uno dei volatili dell'isola. che ti fo' conoscere le gioie del talamo. in bocca al povero principe naufrago. lo yacht affondò.

.Il principe è tuttora ricoverato in stato di shock a Monaco presso il centro «Playboy che hanno visto il Ba Bau». un disco inciso (per finta) da tutti i personaggi del fortunato show televisivo.. convinto di dovermi stare vicino in un momento difficile. che però erano state invitate. Un mattino Pistarino arriva da Genova. quando Sting e compagni incidevano We are the world. Tutti meno Pistarino. Se a una festa erano invitati il sottoscritto. «Drive In» e i creduloni Il «Drive In» era un covo di creduloni..È Lui O Non È Lui? . a noi nacque l'idea di «Drive In» for Africa. Dimmelo. forse anche perché non abitava stabilmente a Milano. Pistarino andava da Dal Monte. entra negli studi e vede affisso Ezio Greggio 30 1997 .. «Drive In» for Africa Era il periodo della solidarietà verso i Paesi africani. qui c'è qualcuno che mi vuole male.. Ex tranviere approdato con successo al «Drive In». il produttore dello show. magari in una posizione «inferiore» alla sua. Quando rovinammo un'avventura galante di un nostro collega.. mi accompagnò a uno spettacolo dimenticando che nella stessa sera ne aveva uno pure lui. Morale. Invitano tutti tranne me. ma ci veniva solo il giorno della registrazione. Quando fingemmo di incidere un LP a favore delle popolazioni dell'Africa. Osvaldo. do fastidio a qualcuno?» Pistarino non si dava pace. E una sera a cena nacque l'idea di uno scherzo la cui vittima sarebbe stato il buon Carlo Pistarino. D'Angelo e magari anche i Trettré (il simpatico trio comico napoletano). anche quelli minori. Pistarino viveva in quel periodo una specie di complesso di inferiorità. E quando Braschi. soprattutto quando veniva a scoprire della sua esclusione da terze persone. proprio conoscendo bene il suo carattere. Beruschi. e si imbufaliva «Belìn.

Pistarino cominciò a scorrere i nomi degli interpreti: D'Angelo cantava «Has Has Fidanken». noi non c'entriamo nulla.. Si avvicinava intanto il momento della registrazione della puntata settimanale di «Drive In». per comunicargli che non avrebbe registrato e se ne Ezio Greggio 31 1997 . ma Pistarino andò da Beppe Recchia... che disse a Pistarino: «Credimi. volpino». cadrà dalle nuvole. Lo salutai di sfuggita ed entrai in un ufficio.... il giorno. urlando e imprecando. Con precisione degna di un vero piano di produzione sul cartellone erano indicati i nomi dei personaggi. Parla con Rosanna Mani. Con un colpo da serpe si aggiunse anche Ricci.» Pistarino verde dalla rabbia esce dall'ufficio e incontra i Trettré che casualmente nella saletta attigua stavano provando il loro pezzo. l'ora e il luogo della registrazione. i Trettré «Quassicosa a esposizione». Beruschi «L'inno del ragioniere».È Lui O Non È Lui? . si precipitò dal solito Dal Monte.ma lo sa.. il quale era già d'accordo con noi e sbolognò il problema altrove.sulla parete un gigantesco cartello intitolato «Drive In for Africa: piano delle incisioni». E in fondo all'elenco c'era persino la cagnetta Has Fidanken con «Bau Bau». è l'unico modo per farle intendere le tue ragioni e farti reintegrare nel gruppo». Pistarino. Ricordo bene la sua faccia desolata perché passai nei pressi proprio in quel momento. Gaspare e Zuzzurro «C'e l'ho qui la brioche». In realtà era una canzone tratta dal loro repertorio. lei farà finta di non saperne nulla. il regista della trasmissione. Ma stai attento perché se la chiami. così divertente e così ben eseguita da fugare ogni minimo dubbio nel malcapitato sulla possibilità che si trattasse da uno scherzo. ma lo sa. Rosanna Mani ovviamente di questo disco non ne sapeva veramente nulla. Come in preda a un presentimento. Non ci cascare trattala male. è Rosanna Mani di "Sorrisi e Canzoni" che organizza tutto. che è un bel volpinoooo» su un'aria musicale inventata lì per lì. e per rendere ancora più credibile la situazione canticchiavo: «.. che memore dei suggerimenti di Ricci la trattò pure malissimo e a suon di insulti. «Ha fatto tutto "Tv Sorrisi e Canzoni". io «Ma lo sa che è un bel. il titolo della canzone. Di Carlo Pistarino neanche l'ombra. e cascò malamente dalle nuvole quando fu raggiunta dalla telefonata di un Pistarino colleroso.

D'Angelo e Ricci entrammo in camerino. Poi. Tornò dal regista Beppe Recchia per dirgli che se ne andava. «È un peccato che non vieni a Londra» lo avvisai davanti al camerino. si cambiò in fretta e furia.sarebbe andato a casa.» Lo convinse. «Non fare così. Il pensiero che avrebbe mancato la Regina Elisabetta gli fece perdere definitivamente le staffe. mica sei monarchico» sbottò quella vecchia sòla di Recchia riaprendo le trattative. Tuttavia mancava ancora una bordata. sii superiore. offeso. e gli rimettemmo le chiavi nella tasca del vestito. nascondendola in un garage. Tutti avrebbero fatto le foto con i reali fuorché lui. hai successo. ferito. Si va a Londra. imprecando col mondo. «L'importante è la trasmissione. il tempo di un blitz: io. Nulla da fare. la portammo fuori dal parcheggio interno degli studi. ma che ti frega della Regina.. ma nella discussione guadagnò altri dieci minuti preziosi. rientrammo.» Non l'avessi mai detto. uscì ma nel parcheggio la sua auto era sparita. Pistarino tornò in camerino. «Londra? A fare che?» «Ma come. non te l'hanno detto? Che stronzi. Lasciò cadere a terra la ventiquattrore: per un momento leggemmo sul suo volto che quando faceva il tranviere la sua vita era molto. prendemmo le chiavi della sua auto nuova di pacca.È Lui O Non È Lui? .» feci io «quelli della casa discografica hanno organizzato una mini crociera. ci esibiremo per un gruppo di benefattori che a loro volta faranno delle donazioni. umiliato per il trattamento ricevuto. e visto che l'incasso del disco va alle popolazioni africane saremo ricevuti dalla Regina Elisabetta per ottenere una benemerenza. Il collega e il travestito Ezio Greggio 32 1997 . molto meno travagliata. guadagni.. durante il ritorno in nave. era troppo ciò che stava subendo.. Credimi: queste sono cose marginali. pensa al pubblico di milioni di persone che aspetta il tuo monologo. Le trattative fra Recchia e Pistarino furono febbrili.

in una serata con altri comici io e D'Angelo intuimmo che un collega (chiamiamolo Tizio). leggermente di colore. molto peggio.» riconferma D'Angelo con aria sorridente «la carica in auto.. facendo finta di niente.» Nel frattempo la ragazza fingendo di conversare con una sua collega continuava ad allungare l'orecchio. a casa che ha combinato. aveva una storia non ufficiale con una ragazza la quale partecipava alla nostra trasmissione (permettetemi per una volta di non far nomi. Ci trovavamo a fare uno spettacolo in una località della Costa Smeralda e questa bella ragazza e altre sue colleghe erano presenti. si mise a origliare con nonchalance. i «pacchi».era l'ultimo anno di «Drive In» . tanto la pelle della faccia era tirata. E non solo lui.. pattuisce una cifra e se la porta a casa. assente a quella manifestazione. Tizio arriva a casa. offre da bere alla zoccolona.È Lui O Non È Lui? . sai quella pelle caraibica. Ezio Greggio 33 1997 .» «Come no.» La ragazza sgranò gli occhi. a metà fra la goliardia e l'irrefrenabile necessità di divertirsi.» fece D'Angelo «gli è successo un problema pazzesco. sempre più interessata al pettegolezzo in corso.» feci io assumendo l'atteggiamento di chi conosce perfettamente l'argomento in questione «è sempre stato il suo hobby. Era naturale.. che fioccassero gli scherzi o. Dalla tensione era come se si fosse fatta un lifting. «Insomma. Per esempio una volta . una zoccolona.» «Insomma una bella zoccolona. «Peggio. quando si era in gruppo.» «Ecco. «Perché.» La ragazza sentendo nominare il suo amor segreto. «Che gli è successo?» «Sai che lui ha il vizio di andare con le prostitute. abiti di pelle? Fruste? Accessori da maiale pervertito?» incalzai io per arrivare al dunque. Ci posizionammo non lontano dalla ragazza facendo finta di conversare per i fatti nostri..Pistarino comunque non era nuovo a scherzi di gruppo. certi però che lei ci potesse sentire. come si dice in gergo. tanto meno cognomi). Vigeva sempre un clima di terrorismo. «Hai sentito di Tizio. che gli è successo?» «Niente. una sera vede in un viale una sventolona di un metro e novanta. quasi automatico.

sempre a scherzare.. «Se ti dovesse fare la corte.» La ragazza era impietrita.» «Perché. vieni al dunque.» «Sto sudando. o no?» «Gianfranco.. ma datti a gambe levate..» La ragazza non resistette più e si buttò in mezzo a noi due.» La ragazza che aveva seguito tutto il racconto con attenzione tirò quasi un sospiro di sollievo. «Ma siete sicuri?» chiese la ragazza con malcelata preoccupazione. morale la pantera color ebano si infila sensualmente sotto le coperte.. io non lo dico a nessuno. sta' combinando un macello» concluse D'Angelo.insomma i soliti preamboli e poi questa si spoglia di spalle.» La ragazza impallidì.» «Noooo. «Certissimi. Oh. quello ti manda all'ospedale.» «Figuriamoci a stringere qualcos'altro» feci io. me l'ha raccontato lui e mi ha detto di non dirlo a nessuno. ma ho sentito involontariamente di Tizio che. C'ha un fisico da capogiro.» mi rivolsi poi a un impresario che stava passando lì vicino «ti devo dire una cosa.» fece D'Angelo «ci è andato insieme. è contagioso?» «Contagioso? Ha una serie di eritemi tropicali che si attaccano anche solo a stringergli la mano. fai finta di niente.È Lui O Non È Lui? . e non riuscì a trattenere un'espressione di sorpresa. «Scusate. convinta fossimo giunti all'epilogo. insomma. stai tranquillo. è una cosa seria.. e Tizio che ha fatto. Ma lo sai che Tizio si è beccato un'infiammazione pazzesca.. scusa un attimo. poi una serie di parassiti difficilissimi da estirpare e un herpes che si cura solo con una specie di fiamma ossidrica sui genitali.» «Macché.. logicamente qui siamo fra amici. si è beccato qualcosa...» «Massimo. ma è infettivo.. hai sentito che è successo a Tizio. il travestito è rimasto incinta?» «Ma che stai a dire. già che era lì. Ernesto di Rio de Janeiro. Anche perché quello continua ad andare con un sacco di persone... «Mannaggia la pupazza.. si sarà buttato fuori dal letto come un missile. La ragazza con lo sguardo fisso si accomiatò dicendo che doveva fare Ezio Greggio 34 1997 . con tanto di.» «Il dunque è presto detto: quella specie di Zeudy Araya era un uomo.» «Sìììì. un bel travestitone brasiliano. «Ma il disastro è successo dopo..

raccomandandogli però «di non farlo mai più». se gli dici una cosa incredibile con aria seriosa. capì al volo la situazione e gli disse che lo perdonava. Antonio Ricci gli inventò il personaggio del «paninaro». ad aiutarti. cabarettista. agli scherzi continui. è solo un po' credulone. Una volta a una convention si avvicinò a Berlusconi e si scusò per un monologo che. Pochi giorni dopo ci dissero che la loro storia era finita brutalmente. sentendo il nostro nome. urlando con un ritardo che Ezio Greggio 35 1997 . Berlusconi. ammesso che lo sia. Pensate 'sto poveruomo quante ne ha subite in mezzo a una banda di vecchie volpi come noi del gruppo storico del «Drive In». dove vivevamo in molti.È Lui O Non È Lui? . proprio come un parroco dopo la confessione. Insomma. laureato in filosofia. se da un lato ha contribuito a renderlo più coriaceo nella vita di tutti i giorni. e lo raggiungevamo nel suo appartamento. Per svegliarlo gli accendevamo dei cerini fra le dita dei piedi: lui si svegliava solo vari secondi dopo che si erano spenti. Ancor oggi. lui ci crede ed è disposto a starti a sentire. soprattutto per la sua semplicità. come gli avevamo riferito io e Ricci. A volte rientravamo al residence di Milano. Alle dieci e mezzo di sera Braschi era già in coma profondo. dall'altro però non ne ha assolutamente indebolito la capacità di bersi qualsiasi panzana. si fa voler bene da tutti. Lui faceva un pezzo in trasmissione in cui nominava Berlusconi? Prontamente gli creavamo un caso ad hoc dicendogli che il Cavaliere era incazzato nero con lui e lo voleva cacciare. Braschi e lo spettacolo dimenticato Enzo Braschi. E devo dire che l'allenamento ai «pacchi». se c'è da appioppargli un difetto. soprattutto per lui. divenne una delle colonne di «Drive In» quando in nome di un'antica amicizia. appassionato della cultura indiana ma per vicissitudini varie impiegato di basso livello all'Ansaldo. Braschi è una persona adorabile. lasciato dopo una lite a borsettate in testa e a calci negli stinchi coi tacchi a spillo.una telefonata urgente. lo aveva fatto andare su tutte le furie.

.. Una volta mi trovavo in Liguria per una serie di spettacoli in varie località. demoralizzato com'eri.. Io avevo le lacrime agli occhi nel tentativo di non ridere in maniera sguaiata. facciamo sentire a Braschi che gli siamo vicini.» «Ma no. eh!». non è vero» tentò di replicare rivolgendosi al pubblico. guarda qui il giornale: è oggi. notando che lui soffriva per la mia guida sportiva e si attaccava a qualsiasi appiglio disponibile. per favore vieni che è importante. passavano anche da lui. sfogati. Ero solo. Non devi chiuderti in te stesso: parlane. Ma il gran finale fu quando un giovanotto si avvicinò e gli disse: «Hai fatto bene a venire qui stasera con Greggio. guarda che sono domani in piazza a Genova a fare lo spettacolo.ricorda il «fuori sincrono» di certi servizi in tv. In auto mi inventai un problema esistenziale e.» Braschi..» Di fronte alla prova inconfutabile della pubblicità del giornale che Ezio Greggio 36 1997 . coraggio. accettò. Cominciai a straparlare da un lato e ad accelerare dall'altro. «A parte che sto benissimo e che quel fetentone di Ezio si è inventato tutto. così ti ha risollevato il morale. di fronte alla mia urgenza di avere la sua opinione. Mi guardò come per dire: «Io? Ma io non ho bisogno di niente. che andò benissimo. «Mi fa piacere vederti. che gli vogliamo bene: un bell'applauso!» A fine serata. Braschi. «Su Enzo.» gli dissi «e poi ti devo parlare di un fatto gravissimo. Quando scese dall'auto era in un bagno di sudore. il quale aveva bisogno di conforto. e pensai di chiamare Braschi che abitava a Genova per sentire se mi voleva accompagnare in una bella discoteca vicino a Ventimiglia. che certe volte la vuoi fare finita. rincarai la dose.» «Lo vedi che sei un po' stonato. e alla fine gli dedicai un applauso del pubblico dicendo che quella sera ero accompagnato dal collega Enzo Braschi. «Amici. tutte le persone che venivano da me a complimentarsi per lo spettacolo. dicendogli: «E lei. cerchi di reagire. Feci il mio spettacolo. chissà che disastro sarebbe stato».» replicai al microfono «per tutto il viaggio mi hai raccontato dei tuoi problemi esistenziali. cosa dici?». Se andavi a fare il tuo spettacolo stasera in piazza a Genova.È Lui O Non È Lui? .

quelle maledette leggi stavano letteralmente rovinando la vita al povero Emilio Fede. Ma che ne sarà di lui ora che il suo telegiornale finirà sul satellite? Emilio Fede astronauta fa il telegiornale dal satellite Quelle leggi sull'emittenza. Per favore fatemi la carità.. con lo sguardo perso nell'orizzonte. uno sgarbo così alla mia città. mi viene voglia di buttarmi da un ponte». La mia telefonata. Ho perso la speranza. La sua rete. Durante il viaggio di ritorno in auto. il povero sbiancò. di cui gli ultimi due ispirati a questo problema del Ezio Greggio 37 1997 .» Il gigantesco «vaffanculo» di Braschi echeggia ancora negli anfratti rocciosi del Golfo di Ponente..diceva «Stasera in piazza a Genova spettacolo di cabaret con Enzo Braschi». «Sarà una batosta» disse mentre riceveva il Premio Pulitzer per il cofanetto dei suoi tre libri Fin che c'è Fede.» feci io «e prima negavi. il fatto che gli dovevo dire una cosa di vitale importanza. «Lo vedi. il suo tg non avrebbero più potuto essere terrestri ma avrebbero dovuto traslocare e a breve essere irradiati da un anonimo satellite nello spazio. Meno male che hai tanti amici come me che ti sono vicini. gli aveva fatto dimenticare completamente l'impegno di quella sera. ogni tanto emetteva qualche parola tipo: «Mi ammazzano.È Lui O Non È Lui? . Il mitico Emilio Cosa sarebbe la nostra vita senza il mitico Emilio Fede? Come potremmo andare a cena senza vederlo danzare di fronte a quello schermo gigante dove in collegamento i suoi giornalisti lo irritano perché non si fanno il segno della croce quando parlano del suo Silvio? Emilio è mitico come Mike Bongiorno: quando accendi sai sempre cosa trovi.

In questo modo il direttore da un lato non doveva infilarsi l'ingombrante casco tradizionale. e si era trascinato da solo nell'aula del tribunale per farsi causa e lavare l'onta subita.» Ne parlò subito a Fedele Confalonieri e Adriano Galliano che non ci pensarono due volte. da anni aveva in studio oltre al parrucchiere anche un carrozziere che. Finanziarono infatti l'acquisto di un vettore usato con capsula attrezzata per il telegiornale denominata TG4 del tipo «El va su ma el turna più».. per essere sicuro che la sua capigliatura fosse aerodinamica e resistente alle valanghe di insulti che gli sarebbero arrivati. una volta richiusogli l'airbag fra i capelli. Con me che pontifico sul Cavaliere dallo spazio si venderanno più in fretta le mie parabole. mentre si trovava in tribunale per aver fatto causa a se stesso. che avevano inutilmente tentato di mandare su con lui in qualità di consulenti anche Pirrotta e Curzi. Praticamente Fede era uguale a prima. Emilio ululava incazzato come Emilio Fido (il mitico cane di «Striscia la notizia»). alle domande dei suoi redattori sul futuro del TG4. Anzi farò una rubrica dal titolo "Ci vuole la vostra parabola per sentire la mia parabola.. Rileggendo il libro si era imbufalito. Ogni giorno. ma. lo infilava per dieci minuti nel tunnel del vento. Proprio in quel giorno di autoanalisi venne folgorato da un'idea. E qui ogni volta accadeva un problema tecnico: dai capelli esplodeva un airbag (il che spiega finalmente la strana e rigonfia capigliatura di Fede). Aveva infatti scritto su un suo libro che si era autoraccomandato a Berlusconi per dirigere il primo tg delle reti del Biscione. Il carburante venne offerto da D'Alema.trasloco tecnico del suo tg. dall'altro era sempre pronto per il tg in qualsiasi Ezio Greggio 38 1997 . Il direttore. con l'aiuto del parrucchiere gli fece una modifica: i capelli di Fede vennero modellati a casco da astronauta. portandosi le mani nei capelli e tentando di strapparseli in un impeto di rabbia. «Non farò il mio tg dal satellite. comperate gente". Bertinotti e da quelli del Pds e Rifondazione insieme. sul satellite. cioè un modulo destinato a restare in orbita perennemente. Il carrozziere di Emilio Fede. infatti.È Lui O Non È Lui? . Un giorno Fede ebbe un'idea illuminante. lo specialista per il suo airbag da capelli per intenderci.

Dal giorno dell'attracco fra la navicella TG4 e la St.» A Berlusca scese una lacrima. e per favore non dimenticarti appena arrivi di fare un'edizione speciale. non era commozione. soprattutto l'assegno galattico che con l'indennità di trasferta lo stava arricchendo. Una spedizione di soccorso capitanata proprio da Giuliano Ferrara.» disse il Cavaliere accomiatandosi «i tuoi tg che parlano di me solo per il novantacinque per cento della durata. per suggellare un rapporto che era noto anche agli eschimesi. ma non era la stessa cosa.. era uno dei capelli in versione casco di Emilio che gli era finito in un occhio. tutte le tv del mondo erano collegate con la base spaziale di Arcore. manovra che Emilio aveva improvvisato per dare l'ennesima leccatina al leader.» «Sul mio debutto di direttore astronauta?» chiese Fede. le hanno fatte girare a mezza Italia.. All'altra mezza girano durante i restanti cinque minuti in cui parli dei soci del Polo. «Proprio come i suoi tg» insinuò l'opposizione. Vincent 1 si sono perse le tracce di Fede.. Il TG4 è stato diretto da Giuliano Ferrara per alcuni mesi. decise di finanziare la ricerca del disperso. Adesso vai lassù e gira tu. Dallo spazio ogni giorno Fede lanciava i suoi notiziari fluttuando nell'aria per l'assenza di peso. Ezio Greggio 39 1997 . Infatti dopo un anno di solitudine si fece raggiungere da una stazione orbitante da lui personalmente finanziata. sta seguendo una scia di fiches alla deriva sparse per la Via Lattea.. Vincent 1. Fede infatti aveva ottenuto che il missile partisse dalla piazzola degli elicotteri della villa di Berlusconi.momento. essendo l'unico cambio di rotta che l'ex giornalista ex direttore ex conduttore ex parlamentare europeo ex ministro ex uomo di sinistra ed ex uomo di destra non ha ancora fatto nella sua carriera.È Lui O Non È Lui? . «Ciao Emilio. «No. Venne il giorno del lancio. Il Cavaliere sentendo la mancanza del mitico Emilio. Fede astronauta incassava come al solito. la St. sul menù della mia colazione. ciao Emilio. primo casinò spaziale della storia. Il vettore schizzò nello spazio lasciando in cielo un solco di fumo con scritto «Silvio ti amo».

in cui l'ambiente sia confortevole e magari la gestione sia premurosa nel tenere conto della tua privacy.. il cameriere giornalista. ma sei hai ordinato dall'antipasto al caffè sei rovinato. quando ti vede entrare con un Ezio Greggio 40 1997 . Le categorie di camerieri da assalto al personaggio famoso infatti si sprecano. passa una fetta del proprio tempo nei ristoranti. barzellette sconce. È normale. l'isterico e il vendicativo. che non ti rifili pesci ottuagenari o carne di mucca pazza. Vi è mai capitato di cenare in un ristorante dove camerieri e cuoco litigano di continuo. Non c'è cifra che non valga. Se hai preso solo una bistecca sei salvo. cioè quello che nel tempo di una cena ti ha chiesto tutto il chiedibile sulla tua trasmissione e inoltre «come sono le veline?». Si cerca. il simpatico. E qui si apre un'altra categoria. dopo aver lavorato in teatro. Poi c'è il cameriere di una certa età che. logicamente. in televisione. dopo una giornata faticosa. il proprietario caccia i clienti a calci e volano tavoli e sedie? Camerieri Chi fa il mio mestiere. «Mike Bongiorno ha il parrucchino?». trascorrere con colleghi e amici un paio d'ore con le gambe sotto un tavolo.È Lui O Non È Lui? . chi lavora nello spettacolo. «è vero che la Marini e la Parietti sono tutte rifatte?». ironie pesanti sulle donne della tv.. C'è quello simpatico che ti fa la battuta a ogni portata. A ogni passaggio cerca di farti ridere con battute da galera. un posto dove si mangi bene. ma soprattutto che non ti affibbi un cameriere rompiballe. il fatto di trovare un ristoratore che ti serva solo cose giuste. o dopo una giornata di riprese al cinema.Roba da pazzi I camerieri: l'acrobata. «ma Simona Ventura è una bella sventola?».

È Lui O Non È Lui? .». spalla. Questi sono i più pericolosi. e poi aspetta ricurvo sul taccuino per prendere nota dell'ordinazione. Che poi sbaglia. Tra le sue caratteristiche principali c'è quella di versarti sempre un po' di minestra sul collo della camicia mentre ti passa dietro per andare a servire il tuo vicino di posto. essendo già tardi ti guarda subito male e lo vedi che pensa: «. gobba. vero?!?». il passo trascinato. quello che arriva con una dozzina di piatti in bilico fra mano. Di solito non ti guarda negli occhi. 'sti fiji. Per cui. quello che ha una giacca che da dieci anni non vede una lavanderia e delle ascelle che più di una doccia avrebbero bisogno di una derattizzazione. Oppure quella di far sgocciolare il vino rosso lungo la bottiglia facendoti ineluttabilmente cadere la goccia sul polsino della giacca.. A tutti sarà capitato poi il cameriere acrobata. è bene anticiparli allungando noi le braccia per recuperare lestamente il piatto e prevenire così il bombardamento olfattivo. Di solito il cameriere acrobata è quello in tarda età col riporto. Poi c'è il cameriere denominato «guerre ascellari». sono sicuro che sbaglia apposta per poter litigare.ma questi devono arrivare a quest'ora. Sono sempre sudati e ti piazzano l'ascella davanti alla faccia.. l'occhio bovino semispento. avambraccio. Tu hai ordinato la pizza margherita? Ti arriva il salame piccante con Ezio Greggio 41 1997 . Ma il massimo in assoluto è il cameriere isterico. ormai dopo anni e anni di esperienza. fingendo una collaborazione al limite dell'assunzione part-time. Anzi. In questi casi l'unico sistema è far di tutto per evitare che ti allunghi lui il piatto sul tavolo. ti toglie il piatto di pasta ancora mezzo pieno da sotto la bocca e facendo finta di aver sentito parlare ti domanda: «Ha chiesto il caffè. in quanto l'allargata di braccio ti sprigiona intorno zaffate letali. braccio.. E poi ti serve sbuffando.. Tutto 'sto casotto per fare un viaggio in meno o per non usare il carrello che non passa nella calca.bel gruppo. quello che ha la pressione alta. ma perché non se ne vanno a casa. ti elenca i piatti del giorno senza guardarti in faccia.

quella del cliente neppure. amicizia. In quei casi non è consigliabile assaggiare il piatto giusto che lo stesso cameriere porterà poi pochi minuti più tardi.È Lui O Non È Lui? . È tutto inutile. per necessità. in cui torno volentieri. mica io. La vita del cameriere non è facile. cultura. nel senso che la cortesia non manca mai. Nel giorno di riposo. oltre che allegria. lui fa un sorrisetto e ti ammolla un «No guardi l'ho scritto qui sull'ordinazione» e tu «ma l'ordinazione l'ha scritta lei. Talvolta la sorpresa è piacevole. a causa dell'ora tarda o del fatto di trovarsi in una città mai frequentata prima o di un invito che non si può rifiutare. quasi una cattedrale. per carità. si debba ripiegare su un locale dove non si è mai stati o di cui non si sa nulla. Fra colleghi spesso ci si scambiano indirizzi dei migliori ristoranti di questa o quella città per evitare brutte sorprese. io ho chiesto la pizza margherita». brufoli e Maalox. al ristorante non ci vanno: hanno paura di riconoscersi. Ezio Greggio 42 1997 . ma anche morale. Credo di averne arricchiti molti con pranzi e cene in giro per la penisola. per me che adoro la buona cucina.gorgonzola. Ristoranti: inferno e paradiso Se ci sono dei soldi spesi bene nel nostro mestiere sono quelli per alberghi e ristoranti. Altre volte lo è meno. digestioni lente. Da quelli buoni. Il ristorante poi. Altre volte con aria sprezzante raccolgono il piatto e se ne vanno biascicando parolacce nel loro dialetto d'origine. Inutile discutere. premiata da buona cucina e cortesia. ma la buona cucina spesso sì. ho ricavato non solo soddisfazione fisica. Ho visto camerieri chiamare la polizia e il pretore di turno per difendere un'ordinazione. Molti camerieri. miei carissimi amici. Succede però spesso che. è un luogo magico. mi hanno detto una cosa sacrosanta. Una dormita in un hotel che ti fa sentire come a casa tua ti fa superare tutte le disgrazie della giornata.

peraltro bravissimi come attori calati nella Ezio Greggio 43 1997 . Spesso sono italiani. Ma quello che sto per presentarvi con tanto di nomi e indirizzo è il posto più incredibile e folle che possa capitare: il ristorante. In generale. E va bene. Ma fin qui rimaniamo nella «norma». Da «Carletto al Colle della Maddalena» Fino a quella sera ero convinto di aver frequentato. vi assicuro che vanno visitati almeno una volta nella vita. vedendo cosa arrivava nel piatto feci una breve indagine. Scoprii che la famiglia titolare del locale aveva gestito fino a poche settimane prima una lavanderia. guardi tutto con più circospezione. alcuni fra i ristoranti più strampalati del mondo. locale in cui oltre a mangiare si viene insultati dai camerieri. Ricordo per esempio che. celebri soprattutto per le loro follie. In California. Il senso critico si acuisce. e a Los Angeles in particolare. Molti di voi. ma in tutto il mondo. Sono finito alle due di notte in pizzerie in cui le luci al neon erano così forti da far sembrare anemico anche Weah. in un ristorante dov'ero stato invitato dopo uno spettacolo. per esempio. quando finisci in un locale che non conosci. Su quello che ti arriva poi a tavola si potrebbe scrivere più che un libro un'enciclopedia. Anche l'ambiente poi ha la sua importanza. Ecco cos'era quello strano retrogusto degli spaghetti: varechina. sono i rischi connessi alla frequentazione di un posto che non conosci e di cui ti può non piacere l'ambiente o la cucina.È Lui O Non È Lui? . Alcuni di essi. saranno già stati o per lo meno avranno sentito parlare della «Parolaccia» di Roma. chiamiamolo così. si possono contare sulla punta delle dita i ristoranti che ti aspettano fino a tardi.È anche vero che coniugare l'ora tarda con una cena di buon livello è impresa ardua non solo nelle principali città italiane. «Carletto al Colle della Maddalena». Ristoranti in cui i colori dell'arredamento ti facevano venire l'emicrania senza aver ancora assaggiato il vino. spinto dalla curiosità.

sul pavimento. due sedie. alle paste squisite con ragù di pesce. Poi con una sciabolona decapita una magnum di champagne. si danno al lancio di tutto ciò che trovano in tavola. Infatti. ristorante che fece la sua fortuna nel periodo della Dolce Vita grazie soprattutto a Dino De Laurentiis. credo sia stato costruito in Ezio Greggio 44 1997 . ai gamberoni giganti alla griglia. «Carletto al Colle della Maddalena». La particolarità sta nel fatto che a un certo punto piatti e bicchieri cominciano a volare e a schiantarsi a un centimetro da voi. Il vero colpo della serata è però il conto. Potete immaginare i clienti: vedendo il padrone fare questo.loro parte. conto a parte. I più scatenati vanno addirittura a lanciare le sedie e i tavoli in un grosso camino acceso. invece. anziché aspettare che vengano ritirati i piatti sporchi. Ho visto gente aggirarsi sul pavimento con il Super Attak per cercare di riattaccare i cocci e risparmiare qualche centomila lire senza successo. Totale per sei persone: diecimila franchi (circa tre milioni di lire). Ma questo è il bizzarro rituale di un ristorante in cui gli avvenimenti vengono programmati meticolosamente e. Altri avranno sentito parlare del «Pirata» di Cap Martin. assaggia il primo zampillo sgorgato dal collo della bottiglia come la lava da un vulcano e quindi frantuma il calice contro la prima cosa solida che gli capita a tiro. a parte le divise da pirati e bucanieri dei camerieri e un ambiente folkloristico con torce accese alle pareti. Infatti il cliente. vengono conteggiate tutte le vettovaglie e i pezzi di arredamento distrutti: otto piatti fondi. Al «Pirata» al primo colpo d'occhio sembra tutto normale. una zuppiera. Il signor Viale. a un certo punto della serata fa il suo ingresso trionfale in groppa a un asino. che lo frequentava assiduamente con star internazionali del cinema. o tirarli nei pressi di altri clienti. fra clienti e gestione esiste una tacita intesa nel far danni. una tovaglia. vestito da pirata con tanto di fazzoletto in testa e catene d'oro sul petto villoso. li può spaccare a proprio piacimento contro i muri. oltre agli aperitivi. sedici bicchieri.È Lui O Non È Lui? .

Qualche muro con delle macchie.» Fu impossibile rifiutare. Antefatto. veniamo da un periodo di colazioni. Pignatelli mi stava trascinando apposta all'inferno. Ci venne incontro. Si sa che queste cose non sono mai rapide: le misure. che riconoscendomi mi fece un sacco di feste. Mangiate una cosetta leggera e ripartite subito dopo. un locale di medie dimensioni.uno di quei punti magico-satanici che hanno spesso reso famosa Torino come capitale della magia nera. Tutti serissimi. c'è un ristorantino simpatico. la barba e i capelli incolti e una dentatura che non vedeva un dentista dallo sbarco di Garibaldi a Marsala. «Non potete andare via così. i clienti sono tutti giusti. qui al Colle della Maddalena. guarda ci sono anche delle famigliole Ezio Greggio 45 1997 . un po' per farmi uno scherzo e un po' per farmi divertire. Gli altri camerieri sembravano appena usciti da una casa di cura per malati mentali.» mi fece mia moglie «non sarà mica pericoloso?» «Ma no. Molti clienti erano già seduti e alcuni stavano cenando. la camicia bianca sbottonata su un petto villoso cosparso di sughi vari. Aveva una giacca scura con varie macchie d'unto. le sedie non tutte uguali. con occhi cerchiati di rosso. sculettando come nella «Cage aux folles». dallo stilista Carlo Pignatelli. arredato con grande semplicità e che mostrava qua e là i segni dell'usura. Una ventina di minuti dopo parcheggiavamo l'auto di fronte al ristorante Carletto. In un caldo pomeriggio preautunnale mi trovavo in compagnia di mia moglie a Torino. il cameriere di fiducia di Pignatelli.È Lui O Non È Lui? . tesi come le corde di un violino. Pignatelli. un certo Liborio. pranzi. andiamo in collina. gentilissimo come al solito. Non vi preoccupate. i tavoli claudicanti. vedendo che si era fatto tardi ci invitò a cena. i piccoli assestamenti che vanno fatti di volta in volta sugli abiti. vedo certe facce strane. «Ezio. «Guarda. i ritocchi. non ti preoccupare» gli dissi pensando di rientrare subito a Milano. per provare i capi di abbigliamento che avrei dovuto poi indossare per «Striscia la notizia».

avrà vita breve» commentai.con i bambini» la rassicurai. Feci un grosso sforzo con l'avambraccio sotto il tavolo per trattenere mia moglie che logicamente se ne voleva andare senza più perdere in quel locale neanche un secondo. Ma io volevo restare... vengo fra un minuto. poi non cominciamo a rompere le balle: "questo non è buono. pallido. «Uè artista. «Se lo vede il principale che serve così ai tavoli.. tiratissimo. «Ma va' a dar via il c. Il titolare del ristorante si avvicinò poi al nostro tavolo e come biglietto da visita esordì: «Ciao stilista. qualcuno raccolse la bistecca dalla tovaglia. I clienti non fecero una piega. altri inforcarono gli spaghetti finiti tra bicchieri e tovaglioli e li ricomposero alla bell'e meglio sul piatto. «Avranno un sacco di lavoro.» Ezio Greggio 46 1997 .» A un certo punto vidi un inserviente che sembrava appena uscito da un film di Dario Argento. «Porti quel che vuole lei. ma anche perché quel luogo cominciava a piacermi. imbecille che non sei altro. e incrociò Liborio col suo sorriso cariato che ci passò accanto salutandoci alla Renato Zero: «Ciao topolini. «Uèèè. «Ma lui è Carletto.. eh! E noi qui a lavorare.. neh? Tanto qui da un piatto all'altro cambia poco: si mangia di merda!» Se ne andò in cucina a ordinare chissà cosa. «Prima il dovere e poi il piacere» replicò Liborio fra le risate di alcuni clienti aficionados. quello fa schifo" e far portare indietro i piatti. sempre in giro a mangiare e bere con gli artisti. sarò tutto per voi». il titolare» mi disse Pignatelli.. le vostre specialità» dissi per non perdere tempo e per non irritare ulteriormente Carletto. Io e mia moglie ci guardammo in faccia e cominciammo a capire che non sarebbe stata una serata tanto normale. sono in pochi e sono un po' stravolti..» gli urlò il titolare del ristorante. Arrivò a un tavolo e vi lasciò letteralmente cadere sopra i piatti e il loro contenuto. Ma vaffan. deficiente. facce di m.... cosa volete mangiare?». non solo per il fatto che avevamo accettato l'invito di Pignatelli. sguardo alla Jack Nicholson.È Lui O Non È Lui? . cosa cazzo aspetti a venirti a prendere la paillard. Dalla porta della cucina un urlo spostò l'attenzione di tutti.

È Lui O Non È Lui? .» urlò «lui deve stare lì fuori a fare il deficiente con quell'altra manica di drogati dei suoi amici. grosso e balengo. deficienti. «Non oso pensare che cosa possa succedere ancora in questo posto. Senza perdersi d'animo.» Vedendo che al tavolo i clienti amici di Liborio si stavano divertendo gli rovesciò il tavolo addosso. Stavo notando che la clientela era divisa in due categorie. va che mi at mas. il cuoco uscì dalla cucina col coltello in mano e in dialetto urlò avvicinandosi a Liborio: «Uè madama.» «Male» mi rispose con un filo di voce. E allora la paillard te la spedisco io. L'arrivo di Carletto. però adesso io vado lì e gli Ezio Greggio 47 1997 . mola l'oss [smettila].» Alla parola balengo. sigaretta senza filtro accesa sul lato della bocca.» «Ezio. tieni duro. dalla cucina il cuoco si rifece vivo. così non si raffredda!» Un piatto con la paillard più o meno allegata passò praticamente sopra le nostre teste e andò a schiantarsi nei pressi del tavolo dove Liborio stava chiacchierando con i clienti. fu provvidenziale. «Non la viene a prendere la paillard. se volete ridere andate a teatro. qui stiamo lavorando. il principale. in una mano una costata ancora cruda e nell'altra una bottiglia di vino alla quale si attaccò prima di rientrare in cucina.Era il cuoco.» «Isabel. neh [guarda signora che io t'ammazzo]». tirandogli per ultimo il cestello portapane di metallo e gridando: «Te ne approfitti perché sei grande. Non passò neanche un minuto e. visto che Liborio non andava a recuperare la paillard. «Cosa ci avete da ridere. andiamo per favore» insisté ancora mia moglie. Liborio prese dal tavolo i panini e li lanciò a raffica contro il cuoco. la maglietta bianca e il grembiule tutti imbrattati di sangue e unto. L'ambiente cominciò a surriscaldarsi quando uno dei camerieri con la faccia da manicomio criminale si rivolse al suo principale e gli disse: «C'è uno stronzo che se ne vuole andare e dice che non mangia perché questo è un posto incivile: son venuto a sfogarmi. i frequentatori che non reclamavano alle sevizie del titolare e quelli meravigliati che si chiedevano dove diavolo fossero finiti. voglio vedere come va a finire. fisico da lottatore greco-romano. «Uè.

Liborio imperterrito continuava a cantare Bye bye baby. fuori. i bambini davano calci negli stinchi a chi capitava. Qualche altro cliente se ne andò.» I clienti habitué fecero un applauso misto a urla di approvazione. Gli altri camerieri si ammutinarono perché Liborio non lavorava e si dava alla pazza gioia.» «Era condita?» «No» fece il malcapitato. Nel frattempo Liborio. un po' per la scenata di Carletto che aveva cacciato la coppietta e un po' per quell'esibizione di Liborio. pezzente» urlò il cliente. Scoppiò un putiferio. Non appena scoppiò il casotto il cuoco si unì alla guerra. un abitino di pizzo nero che aveva fatto la guerra all'Ambra Jovinelli. il cameriere ci ha insultato e ci ha tirato l'insalata addosso.spacco la faccia». «Sono io che ti pago perché te ne vai con 'sta zoccola. Non lo avesse mai fatto. Salì sul nostro tavolo e cominciò a imitare Marilyn Monroe cantando Bye bye baby. I clienti abituali non aspettavano altro: si unirono al lancio. punzecchiato da Pignatelli che gli diceva «Dài. cretino di un cretino. per nulla Ezio Greggio 48 1997 . piatti e tavoli. «Tu non spacchi niente a nessuno» fece il principale con un cipiglio e un'autorità da persona civile .. un pesce spada che si agitava appena tirato in barca. era andato a cambiarsi in cucina..» «Tenga cinquantamila lire per i coperti. Carletto cominciò a insultarli: volarono sedie. «Che razza di posto è questo. Carletto prese di tasca centomila lire e gliele lanciò in faccia.È Lui O Non È Lui? . perché almeno la posso riservire a qualche cliente meno stronzo di lei. fai Marilyn. «Meno male. calze a rete sopra gli slip. Si presentò con una parrucca bionda. eh?». lanciando secchiate di minestrone.la faccia a quel deficiente gliela spacco io. magari Ezio poi ti porta in tv». «Io» disse un signore distinto che se ne stava andando con la moglie e cercava di pulirsi la giacca con un tovagliolo. che francamente più che Marilyn sembrava un marlin.» Attraversò il locale a grandi passi urlando: «Chi è che non è contento del mio ristorante.

Io e Gianfranco tergiversavamo per questioni di prezzo.. mentre ci salutava. vedemmo nell'ingresso una galleria di foto che ricordavano il Vietnam. quasi stessimo acquistando una fetta del paradiso Ezio Greggio 49 1997 . infatti. stracciato da Marilyn. venne colpito alle spalle da una credenza. locale distrutto.. una bravissima attrice piemontese che lavorava spesso in coppia con Enrico Beruschi interpretando il ruolo della moglie. senza copione. Era il ristorante. hanno arrestato poi il parroco che ha accoltellato il cuoco.È Lui O Non È Lui? . Dopo un attimo di stordimento si rialzò e tornò dentro per fare a botte. e le illustrava a una a una: «Questo era un matrimonio. lasciando sull'uscio Liborio che. bella festa. Mentre uscivamo in mezzo alla battaglia. Questa invece. e in ognuna delle foto si vedeva il locale completamente distrutto. ma anche un po' per farlo disperare. e ogni volta che lo incontravamo ci decantava il lotto di terreno di turno come il miglior affare della nostra vita.» Ce ne andammo. Ogni sera la stessa storia... Andavamo spesso a trovarlo con le mogli. Tutto vero. che ci aveva accompagnato gentilmente all'uscita sempre vestito. Liborio. io e il solito Gianfranco D'Angelo ci trovavamo in Sardegna in un centro residenziale... ecchimosi comprese. L'ingegnere e il fidanzamento saltato Nel mio libro precedente Chi se ne fut-fut ho raccontato di uno scherzo a base di Guttalax che con Ricci all'epoca del «Drive In» abbiamo fatto a Margherita Fumero. Una decina d'anni fa. fra gli sghignazzi di Pignatelli per il pacco che ci aveva confezionato. tutto sfasciato e quattro feriti. Un ingegnere nostro amico stava cercando di venderci un lotto di terreno sul quale era prevista la costruzione di proprietà immobiliari. Ma l'uso più appropriato del lassativo avvenne al di fuori di quella fortunatissima trasmissione e con un partner col quale ho fatto tanti di quegli scherzi da realizzarci una serie televisiva.infastidito dai colleghi che gli strattonavano il tulle e gli facevano andare la parrucca sugli occhi a suon di pacche sulla testa. anzi. Questo era un battesimo.

che i due non si erano mai visti né conosciuti dal vivo. Dalla sua aveva origini piuttosto nobili. Invece ci attendeva una sorpresa che avrebbe stimolato in me e Gianfranco la tipica irrefrenabile necessità di realizzare uno scherzo. tvovatemi una fidanzata. una volta scendemmo in Sardegna convinti di trovarlo «attapirato» come al solito. ci dava il martirio sia quando ci vedeva. una bella vagazza simpatica. fra l'altro.. Ma noi prendevamo tempo.» Da un lato io e il mio socio ci sentimmo sollevati. vista la situazione in cui si trovava. Si dà il caso che. ma per garantirci la possibilità di continuare a rompergli le balle gli lasciavamo sempre un filo di speranza. ci chiese di aiutarlo a trovare una donna giusta per lui. Verrà a passare il week-end qui da me.terrestre. per respirare un po' d'aria buona e per vedere qualche amico che abitava sulla costa. di moscio non avesse solo quella. e manco una fidanzata. e io e D'Angelo eravamo sicuri che. voi conoscete un sacco di gente. sono sicuvo che ne avete una giusta pev me. In quelle occasioni si andava a pranzo o a cena e si parlava del nostro lavoro ma anche della vita dell'ingegnere. Morale. con meno rotture future da parte dello scapolone.È Lui O Non È Lui? . «Vagazzi. L'ingegnere ci invitò tutti a cena nell'elegante ristorante di un hotel della Ezio Greggio 50 1997 . per cui dovevamo ripiegare su uno scherzo rapido. e un'ottima posizione economica. anche perché scoprimmo. I tempi erano stretti. Così capitava che ogni tanto ci rifacevamo vivi. pur non essendo in tenera età (aveva i capelli brizzolati). più che altro per farci una breve vacanza in Sardegna. Insomma possedeva una serie di requisiti tutto sommato positivi.» L'ingegnere aveva la «r» moscia.. 'sto benedetto uomo non avesse moglie. «Un amico cavissimo mi ha messo in contatto telefonico con una fanciulla sui venticinque anni che viene da una storia difficile. un bell'aspetto (era un tipo sportivo). sia al telefono che via fax. Dall'altro pensammo subito che bisognava festeggiare l'occasione. Non compravamo. non faceva che parlarne. Con aria felice l'ingegnere ci annunciò la grande novità. Il fatto di non avere una fidanzata era ormai diventato per l'ingegnere il problema primario. E più volte un po' scherzando e un po' facendo sul serio.

insomma era idillio a prima vista. «Secondo me deve avere un blocco intestinale. L'ingegnere e la potenziale fidanzata milanese si piacquero subito: durante la cena si scambiavano sorrisini. «Sarà di origine genovese. Che famo?» La risposta l'avevo già pronta. «Aò. e approfittando del fatto che l'ingegnere era andato un Ezio Greggio 51 1997 . lui.. non si verificò alcun tipo di reazione da parte della vittima.. D'Angelo e rispettive consorti a tirar tardi sul suo terrazzo per vedere se il Guttalax faceva effetto.. Facemmo allora di tutto per andare a bere un «filuferro» a casa sua. L'ingegnere infatti non vedeva l'ora di rintanarsi a casa con la bella milanese per poi prenderle tutte le misure. Approfittando del tubare dei due novelli colombi. Nonostante l'operazione ripetuta più volte. gli avremo già rifilato almeno una cinquantina di gocce. «Aò. nessuna avvisaglia. La ragazza spedita lì dall'amico non era niente male. Più volte l'ingegnere tentò con educati giri di parole di cacciarci. ma che c'ha 'o stomaco d'acciaio?» disse D'Angelo preoccupato. «Gianfranco. versammo qualche goccia del lassativo nello spumantino dell'ingegnere. Invece eccoci là. restavamo cementati alle nostre poltroncine in vimini. io. inventandoci nuovi aneddoti da raccontare. declamazione di poesie di Prévert.» dissi preoccupato «che dici. questo non molla niente» replicai. ma noi. anzi molto carina e questo ci stimolò ancor di più.È Lui O Non È Lui? . va.» mi fece D'Angelo col suo tipico accento da gladiatore «ma che je possiamo lascià passà tutto liscio così? Nun vedi che sembrano i due de Peynet.» fece D'Angelo prendendo in mano la situazione «mò je damo la benedizione finale: o la va o se spacca. brindisi.zona. casualmente mi trovo in tasca un flaconcino di Guttalax..» «E vai» aggiunse dandomi un cinque nel tipico gesto americano d'approvazione. si sfioravano le mani. chiamo un veterinario?» «Damme 'sta boccetta. durante la cena. Niente.» Così dicendo. spinti soprattutto dal fatto che leggevamo nei suoi occhi che quella era l'ultima cosa che avrebbe voluto: perdere altro tempo con noi anziché potersi dedicare alla colombella.

non proprio. gli spruzzò nel «filuferro». In auto. guardava il panorama.» «Per forza.» disse sconsolato l'ingegnere «mi ha detto che più che una fidanzata ho bisogno di un gastvoentevologo. vagazzi.attimo in cucina. non stavo molto bene di stomaco.» «Tieni le finestre aperte. «Con la ragazza tutto bene?» «Be'. «Mi dovete scusave. Domani dobbiamo vedere un terreno con lui. La milanese stamattina se ne è andata alle sei. «Be'. povera fanciulla. Io e D'Angelo ce ne andammo dopo esserci scambiati una poderosa stretta di mano. L'ingegnere arrivò con qualche minuto di ritardo. io e il mio compare stavamo sul lotto di terreno che il nostro povero amico tentava per l'ennesima volta di venderci. devo andave un attimo in bagno. ma ho avuto un contvattempo» disse.» Fuggimmo come dei ladri. nascosti dietro una siepe: come nelle comiche mute l'ingegnere appariva. una dose letale di lassativo.» aggiunsi io «sai in Sardegna in questa stagione fa molto caldo. s'è fatto tardi.» facemmo noi meschinamente «con l'astinenza che avevi alle spalle l'avrai polverizzata.» disse D'Angelo «salutacelo quando esce. finalmente.» «Ma quale polverizzata. La costernata fanciulla si accendeva una sigaretta e. Scusate un attimo. si sedeva accanto alla bella milanese ma al primo approccio si rialzava e schizzava nuovamente in bagno. pallido.» Corse a casa più volte quella mattina. Rimanemmo però a vista del terrazzo. e l'ingegnere non ha l'aria condizionata. Buona notte. quando vi rivedete?» «Credo non la rivedvò più in futuvo. «Scusate.» replicò prontamente l'ingegnere «non ho chiuso occhio. Ezio Greggio 52 1997 . Verso le tre e mezzo del mattino.» aggiungemmo noi «era così carina.» «Che peccato. All'indomani. verso le dieci del mattino.. abbiamo avuto una nottata un po' movimentata. molto pallido.È Lui O Non È Lui? . sgomenta... la tipica grappa sarda.. iniziò la via crucis dell'ingegnere.» A decine di metri udimmo un boato che lasciò di stucco la povera ragazza milanese.

alcuni li conosco quasi a memoria. condotta da Mina. ma le tue improvvisazioni. i tuoi avvitamenti. la tua voce erano inimitabili.È Lui O Non È Lui? . Lettera a Totò Caro Principe. negli ultimi anni della tua carriera. Tempo fa un giornalista scrisse su un noto periodico italiano un pezzo dal titolo «I nipoti di Totò». e fui onorato di essere parte di quella lista di comici eletti a tuoi successori. Nelle tue storie c'è sempre la lotta quotidiana per mettere qualcosa sotto i denti. ma sono uno dei milioni di italiani innamorati di te. quando vedevo i tuoi film in tv o al cinema sentivo che quell'uomo che stava sullo schermo aveva qualcosa di magico nel recitare. in arte Totò. l'allora trasmissione del sabato sera. l'arte di arrangiarsi con niente.Anche perché il bagno del baretto vicino al lotto di terreno lo avevamo preventivamente chiuso a chiave dopo averci attaccato il cartello «Fuori servizio». era come se ti mettesse una mano sulla spalla e ti portasse con lui nella farsa in cui stava recitando.. perdonami se ti do del tu. con il rispetto e le dovute proporzioni Ezio Greggio 53 1997 . una tua apparizione a «Studio Uno». il Principe Antonio de Curtis. anche nelle situazioni più compromettenti. Si vedevano chiaramente i segni dell'età. l'uso della parola ricercata e inusuale unita a quel voler mantenere sempre e comunque alta la dignità dei tuoi personaggi. Ricordo. Il sogno nel cassetto C'era un sogno molti anni fa nella mia vita rimasto nel cassetto: incontrare Totò. E ho imparato ad amarti subito. Ho visto tutti i tuoi film. Da ragazzino. Era una sogno senza speranza essendo il grande attore mancato il 15 aprile del 1967. Ma nella notte di domenica 6 aprile 1980 inaspettatamente quel cassetto si è aperto e..

Principe.. Lo so che è un sogno. Mi prendi sotto braccio e col tuo vestito poco poco polveroso mi inviti a camminare con te. come l'immagine che si fa via via più luminosa...» mi dici con quella tua voce indimenticabile «ci aspettano sul set. io esco e ti vedo: sei tu Totò. «Andiamo. che ti ha parlato.. mi appari in sogno la notte che precede il mio debutto in un nuovo film. È sempre come la prima volta.» «Principe.» «Totò odiava doppiarsi.» «Sul set i tecnici scappavano lontano a ridere per non rovinare la presa diretta.. autografi. va'. Le parole si perdono nel nulla. «Non amava lavorare la mattina. gli occhi sbarrati. su cosa avrebbe fatto l'uno e l'altro. quella in cui sono nato e cresciuto..» «Arrivava sempre di pomeriggio sul set. diceva che la mattina non si può far ridere. la bombetta e mi guardi come mi conoscessi da sempre. conscio che tu non potresti essere lì con me per mille e un motivo. Puntuale come un amico fedele. soprattutto alla fine non ci vedeva bene.È Lui O Non È Lui? . Suoni il campanello della mia vecchia casa in Piemonte. che ti è stata a fianco.. Un mio amico aveva una foto autografata di lui ragazzino seduto sulle tue ginocchia sul set del film L'uomo... qui c'è da camminare» mi dici quasi per sdrammatizzare. ma per un sogno ricorrente che mi riguarda in prima persona. Ho incontrato in vent'anni di carriera gente che ha lavorato con te. la bestia e la virtù. «Ezio.dell'accostamento. e mi parli. E l'ho invidiato. sei Totò e sei venuto a prendermi. Hai il solito vestito. Ho acquistato tue foto. Ed esco in strada. si dissolve in una luce intensa.» Ma io ti voglio ringraziare non solo per quello che hai rappresentato e tuttora rappresenti per gli italiani. in cui recitava anche lui. rendendoti conto del mio imbarazzo. non c'è dubbio. e poi con un linguaggio tutto loro si accordavano sulla scena. ma in quegli attimi fuori dal tempo sono Ezio Greggio 54 1997 . Eppure sei tu. tue lettere. sono pronto» rispondo stupefatto. lo ammetto.» «Peppino lo aspettava sul set e lo salutava dicendo Buongiorno Principe. andiamo perbacco.. su come girarla.

bazzecole. sento la tua mano che mi stringe e mi incoraggia.con te veramente. quando ti guardavo sullo schermo e mi trascinavi là dentro con te. ti voglio bene. ascolto la tua voce. Come da ragazzino. Non dimenticarti il prossimo appuntamento. FINE Ezio Greggio 55 1997 . fra lazzi. quisquilie e pinzellacchere.È Lui O Non È Lui? . ti sento. Ciao Totò.

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