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Zerobubbole
Critica tecnica del video "Zero"
a cura del gruppo di ricerca Undicisettembre

BOZZA 2008/08/15
(L) = BUBBOLA IN LAVORAZIONE
Testo originale © 2007-2008 by Paolo Attivissimo. Copertina © 2007-2008 by ZeusBlue. Some rights reserved (alcuni diritti riservati). Quest'opera è distribuita secondo licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia,1 con una clausola supplementare. In sintesi: chiunque è libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare, purché senza lucro o profitto, quest'opera alle seguenti condizioni:
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Indice
Introduzione....................................................................................10 La critica in sintesi...........................................................................14 Note tecniche...................................................................................19 Analisi critica di Zero......................................................................22
Pre-sigla.....................................................................................................................23
1. La telefonata di una vittima al WTC interrotta dal crollo.....................................................................24 Shock emotivo...................................................................................................................................................25 Rimontaggio ingannevole.............................................................................................................................25 Copiatura da altri video..................................................................................................................................25 Manipolazione sonora.....................................................................................................................................26 Melissa Doi dice che scotta tutto, ma Zero dirà che gli incendi erano modesti......................26 2. Osama bin Laden non è ricercato dall'FBI per l'11/9, quindi l'FBI lo ritiene innocente............27 Testimonianze di terza mano, assenza di fonti......................................................................................27 Chi ha parlato con l'FBI?.................................................................................................................................28 Cospiratori pasticcioni.....................................................................................................................................28 La teoria cospirazionista scagiona l'FBI....................................................................................................28 I veri motivi dell'assenza di bin Laden fra i ricercati dell'FBI per l'11/9.........................................29 L'FBI dichiara senza esitazioni: "bin Laden fu responsabile dell'attacco"....................................30 Anche la giustizia spagnola non ha dubbi..............................................................................................30 La frase di Robert Fisk......................................................................................................................................31

Le Torri Gemelle e l'Edificio 7..................................................................................32
3. "Esplosioni" nelle Torri Gemelle....................................................................................................................33 La testimonianza imprecisa di Brian Clark...............................................................................................33 L'uso improprio del verbo "esplodere".....................................................................................................34 4. Asserita resistenza a impatti multipli..........................................................................................................35 Zero copia da un altro video complottista.............................................................................................36 Opinione informale spacciata per parere tecnico................................................................................36 Quello che Zero non dice..............................................................................................................................36 5. Steven Jones paragona il WTC a un albero..............................................................................................38 6. Crollo improvviso della Torre Sud: prova di demolizione?.................................................................39 7. Crolli troppo brevi, caduta troppo verticale..............................................................................................41 La testimonianza del pompiere Cacchioli...............................................................................................46

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La citazione di Morgan Reynolds................................................................................................................47 Il rapporto del NIST..........................................................................................................................................47 8. Immagini sbagliate del crollo della Torre Nord......................................................................................48 9. Dario Fo dileggia i progettisti del WTC e manipola le dichiarazioni..............................................49 10. Nessun grattacielo in acciaio è mai crollato a causa di un incendio............................................51 La vulnerabilità delle strutture in acciaio.................................................................................................52 Grattacieli incendiati che non crollano.....................................................................................................57 11. La torre madrilena incendiata che "rimase in piedi"...........................................................................60 12. Il grattacielo di Madrid che non crollò era "ancora in costruzione".............................................62 13. Fiamme cupe e fumo nero sono segno d'incendio debole.............................................................63 14. Alcune persone passarono per i piani in fiamme, quindi gli incendi erano modesti............67 "Versione ufficiale"?..........................................................................................................................................67 Calore immenso, fuga impossibile..............................................................................................................71 15. Una donna si affacciò dalla breccia d'impatto, dunque gli incendi non scottavano..............74 La donna affacciata...........................................................................................................................................74 Ignoranza della dinamica degli incendi...................................................................................................75 Chi è la donna?..................................................................................................................................................80 La citazione di Paul Craig Roberts...............................................................................................................81 16. Kevin Ryan, licenziato per aver sfidato la versione ufficiale.............................................................84 Kevin Ryan non è mai stato un dirigente della Underwriters Laboratories...............................84 Kevin Ryan non fu licenziato per aver messo in discussione il rapporto del NIST..................85 Kevin Ryan è sì un esperto: ma in acque potabili.................................................................................85 17. Zero smonta la teoria ufficiale. Quella sbagliata...................................................................................87 La scienza vera cambia idea; la pseudoscienza no..............................................................................90 18. Kevin Ryan: i test d'incendio ufficiali sbugiardano la versione ufficiale......................................91 Quanti sarebbero i cospiratori del NIST?..................................................................................................92 La cospirazione s'allarga.................................................................................................................................94 La cospirazione s'allarga ancora..................................................................................................................95 19. Le analisi ufficiali dicono che le temperature al WTC erano "molto basse"...............................97 Le temperature raggiunte da un incendio d'ufficio............................................................................97 Le origini della teoria del fuoco tiepido...................................................................................................99 Acciaio ammorbidito per incendio al WTC: nel 1975.........................................................................101 I complottisti si smentiscono da soli con la torre madrilena.........................................................101 (L) 20. Kevin Ryan: il NIST ha fatto tornare i conti "grazie al computer"..........................................103 (L) 21. Il NIST dice che l'aereo portava 13 tonnellate di carburante, ma l'Aviazione Civile dice che erano soltanto sei e mezza...........................................................................................................105 22. Le Torri furono esposte al fuoco per 45 e 50 minuti rispettivamente.......................................106 23. Paolo Marini: Torri cadute troppo in fretta...........................................................................................107 (L) 24. Il crollo troppo veloce del WTC7.......................................................................................................108 (L) 25. Il metallo fuso alla base delle torri....................................................................................................109 (L) 26. Grattacieli demoliti con la termite ....................................................................................................111

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L'escamotage della termite..........................................................................................................................111 Si può demolire un grattacielo con la termite?....................................................................................112 Chi è Steven Jones...........................................................................................................................................113 (L) 27. Presenza sospetta di zolfo......................................................................................................................114 (L) 28. L'esperto confonde termite ed esplosivi.........................................................................................115 (L) 29. Viene mostrata una colonna tagliata con la termite..................................................................116 (L) 30. Una signora viene presentata come "sopravvissuta" agli attentati.......................................118 (L) 31. Trovate misteriose goccioline di metallo..........................................................................................119 (L) 32. Presenza sospetta di bario....................................................................................................................122 (L) 33. Esplosioni prima dei crolli.....................................................................................................................124 Esplosione o scoppio, differenza importante.......................................................................................124 Il curriculum di David Ray Griffin..............................................................................................................125 La serietà della ricerca di David Ray Griffin...........................................................................................126 SCENA TAGLIATA. Esplosioni nella Torre Nord istanti prima dell'impatto contro la Torre Sud128 (L) 34. Esplosioni prima dei crolli: William Rodriguez..............................................................................129 Prima intervista a Rodriguez (11/9/2001)...............................................................................................129 Seconda intervista a Rodriguez (12/9/2001).........................................................................................129 Terza intervista a Rodriguez (11/9/2002)................................................................................................130 Audizione del NIST (12/2/2004).................................................................................................................130 La denuncia di Rodriguez contro Bush (21/10/2004)........................................................................130 Il doppio rombo...............................................................................................................................................131

L'attentato al Pentagono.......................................................................................134
Geografia dei luoghi............................................................................................................................................135 (L) 35. L'intero Pentagono crolla un'ora dopo............................................................................................136 (L) 36. Mancano i rottami sul prato................................................................................................................137 (L) 37. Il foro troppo piccolo...............................................................................................................................139 (L) 38. Le finestre stranamente intatte..........................................................................................................140 (L) 39. L'aereo "gassificato".................................................................................................................................141 (L) 40. La carlinga integra...................................................................................................................................142 (L) 41. L'aereo è entrato e uscito da tre anelli.............................................................................................143 (L) 42. Mancano i fori dei motori.....................................................................................................................144 (L) 43. Mancano i segni delle ali......................................................................................................................145 (L) 44. Le foto dei rottami comparse solo in seguito..............................................................................146 (L) 45. L'aereo ha chiuso le ali come una libellula....................................................................................148 (L) 46. Ancora il foro troppo piccolo..............................................................................................................149 La dichiarazione del colonnello Nelson..................................................................................................150 (L) 47. Il generale Arnold mandò un pilota a vedere................................................................................151 Il generale scagionato....................................................................................................................................151 La fonte della dichiarazione di Arnold.....................................................................................................151

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Fame di scoop, "rivelazioni" inesistenti...................................................................................................152 Cosa può vedere un pilota?.........................................................................................................................153 La citazione del tenente colonnello Kwiatkowski e di Steve De Chiaro....................................153 (L) 48. Ottantasei filmati "totali" al Pentagono...........................................................................................155 (L) 49. Filmati rilasciati solo dopo lunga insistenza..................................................................................156 (L) 50. I filmati mostrano qualcosa che non è un Boeing 757..............................................................157 (L) 51. E' impossibile che l'aereo sia passato "fra un fotogramma e l'altro".....................................159 (L) 52. L'FBI dice che una sola telecamera ha ripreso la scena............................................................160 (L) 53. Difficilissima virata di 270° a 800 km/h............................................................................................161 (L) 54. La virata dell'aereo fu velocissima.....................................................................................................162 (L) 55. Manovra difficile anche per un esperto..........................................................................................163 (L) 56. Un Boeing non può volare così..........................................................................................................164 (L) 57. Un caccia radiocomandato sarebbe stato in grado di fare quella manovra.....................165 (L) 58. I controllori di volo pensarono fosse un caccia, quindi fu un caccia a colpire il Pentagono...................................................................................................................................................166 (L) 59. Fo descrive una traiettoria fasulla. Di nuovo.................................................................................167 (L) 60. Aerodinamica impossibile....................................................................................................................168 (L) 61. L'esperto dice che la traiettoria è aerodinamicamente impossibile.....................................169 Ma chi è Nela Sagadevan?...........................................................................................................................169 (L) 62. Dirottatori incapaci di pilotare............................................................................................................172 SCENA TAGLIATA: Il paragone dell'automobile in curva...................................................................174 Wittemberg e il paragone del tacchino affettato...............................................................................174 (L) 63. Il Pentagono, "lo spazio aereo più protetto del mondo"..........................................................175 (L) 64. E' impossibile avvicinarsi al Pentagono e alla Casa Bianca in aereo....................................177 (L) 65. Intorno a Washington c'era una zona di 50 miglia impenetrabile ai voli..........................180 (L) 66. C'erano caccia pronti nelle basi vicine, ma non sono intervenuti........................................181 (L) 67. C'erano missili antiaereo al Pentagono............................................................................................182 (L) 68. Il Pentagono fu colpito da un aereo militare................................................................................185 SCENA TAGLIATA. Bombe all'interno del Pentagono prima dell'impatto........................................186 SCENA TAGLIATA. Gli orologi fermi del Pentagono provano un'esplosione anticipata.............187 SCENA TAGLIATA. Cadaveri al centro del Pentagono, testimone misterioso..................................190 (L) 69. Nessuna fonte ufficiale dice esplicitamente che fu il Volo 77 a colpire il Pentagono...192 (L) 70. I controllori di volo non chiesero ai dirottatori di farsi identificare facendo delle virate a comando......................................................................................................................................................193 (L) 71. Volo 77 assente dai radar per 36 minuti .........................................................................................194

Le mancate intercettazioni aeree.........................................................................195
(L) 72. Le intercettazioni sono automatiche...............................................................................................196

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(L) 73. Gli aerei dirottati vagarono per un'ora e mezza..........................................................................197 (L) 74. Tante basi aeree, perché nessuno decollò?....................................................................................199 (L) 75. Difesa aerea avvisata in ritardo..........................................................................................................200 (L) 75. C'erano state 67 intercettazioni nel 2001........................................................................................201 (L) 76. I piloti potevano abbattere senza chiedere permessi...............................................................202 SCENA TAGLIATA: i caccia potevano costringere a terra gli aerei dirottati...............................202 Non occorreva l'autorizzazione del Presidente per abbattere un aereo di linea...................202 (L) 77. I protocolli erano stati cambiati; passava tutto dal Pentagono..............................................203 (L) 78. Rumsfeld bloccò la catena di comando per fare l'eroe sul prato del Pentagono..........205 (L) 79. Responsabili impuniti o promossi.....................................................................................................208

I dirottatori: comportamenti strani, identità dubbie........................................209
(L) 80. Tre soli giorni d'indagine.......................................................................................................................210 (L) 81. Zero manipola la traduzione................................................................................................................213 (L) SCENA TAGLIATA: David Shayler confronta l'11/9 con l'attentato-bomba di Lockerbie.......214 Giulietto Chiesa confronta l'11/9 con l'attentato-bomba di Lockerbie.......................................214 (L) SCENA TAGLIATA: I dirottatori non figurano nell'elenco dei passeggeri....................................215 (L) SCENA TAGLIATA. Non c'è DNA arabo al Pentagono.........................................................................216 (L) 82. L'FBI consegnò i nomi dei dirottatori in soli tre giorni..............................................................217 (L) 83. Il passaporto di un terrorista trovato al WTC................................................................................218 (L) 84. La testimonianza della spogliarellista.............................................................................................220 Gli "indizi" della spogliarellista...................................................................................................................220 (L) 85. Gli identikit "bizzarri" dei dirottatori.................................................................................................222 (L) 86. L'aneddoto del dirottatore contadino.............................................................................................224 (L) 87. I dirottatori in gita a Portland..............................................................................................................226 (L) 88. Falso il video dei dirottatori: non li mostra salire sull'aereo che dirotteranno................228 (L) 89. Nessuna prova della presenza dei dirottatori, che sono capri espiatori.............................231 (L) 90. I dirottatori sono ancora vivi...............................................................................................................232 Abdulaziz al-Omari.........................................................................................................................................232 Waleed al-Shehri.............................................................................................................................................232 Saeed al-Ghamdi e Ahmed al-Nami........................................................................................................233 Salem al-Hazmi................................................................................................................................................234 Omonimie frequenti......................................................................................................................................235 (L) SCENA TAGLIATA: David Shayler paragona bin Laden a un cattivo da James Bond............236 Giulietto Chiesa paragona bin Laden a un cattivo da James Bond ...........................................236

Al-Qaeda non esiste...............................................................................................237
(L) 91. I video falsi di bin Laden........................................................................................................................238 (L) 92. Il video falso dimostrativo all'Europarlamento............................................................................240 Il confronto dei vari Osama........................................................................................................................242

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(L) 93. Moni Ovadia: al-Qaeda fu fondata da bin Laden nel 1989. Jürgen Elsässer: non esiste alcuna organizzazione di nome al-Qaeda.......................................................................................243 (L) 94. "Al-Qaeda" è un termine inventato dalla CIA per indicare un database di mujaheddin addestrati e reclutati dalla CIA stessa...............................................................................................244 (L) 95. Visti facili per i terroristi (prima parte)............................................................................................246 (L) 96. Cinque dei terroristi dell'11/9 avevano lavorato per al-Qaeda in Bosnia...........................247 (L) SCENA TAGLIATA: La CIA offrì soldi ad al-Zawahiri............................................................................249 Le affermazioni attribuite a Bodansky....................................................................................................250 (L) SCENA TAGLIATA: Al-Zawahiri in tournée negli USA.........................................................................253 (L) 97. Visti facili per i terroristi (seconda parte)........................................................................................254 (L) 98. Terroristi dell'11/9 addestrati presso basi militari USA..............................................................255 (L) 99. Dirottatori piloti incapaci: Atta non riuscì a far decollare un aereo a noleggio..............256 (L) 100. Dirottatori piloti incapaci: parla il loro istruttore.......................................................................257 Le competenze di pilotaggio dei dirottatori piloti............................................................................258

Avvisaglie insabbiate, autorità reticenti o conniventi.......................................260
(L) 101. Gli allarmi ignorati e insabbiati.........................................................................................................261 (L) 102. Zero traduce "straniero" al posto di "pagante"..........................................................................262 (L) 103. Il piano Bojinka prefigurava gli attentati......................................................................................265 (L) 104. Esercitazione al Pentagono contro schianti aerei.....................................................................266 (L) 105. Un anno dopo gli attentati, non si sapeva ancora quasi nulla............................................268 (L) 106. Centomila dollari per Atta dal Pakistan........................................................................................270 (L) 107. Rodriguez non citato nel Rapporto della Commissione.........................................................272 (L) 108. I familiari di bin Laden portati fuori dagli USA di corsa.........................................................273 (L) La polemica finale di Bob McIlvaine.......................................................................................................274 (L) SCENA TAGLIATA: Shayler dice che bin Laden non viene catturato per motivi politici......277 Bin Laden non si può catturare per motivi politici............................................................................277 Le immagini di guerra .................................................................................................................................277 (L) 109. "Non abbiamo indagato per paura di essere linciati", ha detto il prestigioso giornalista TV americano Dan Rather.....................................................................................................................279

Appendici.......................................................................................281
Intervista a Johnelle Bryant..................................................................................282 Atta e al-Shehhi abbandonano un Piper.............................................................288 Lettera aperta di Kevin Ryan al NIST...................................................................290 Testimonianza di William Rodriguez al NIST......................................................292

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Indice delle figure........................................................................294

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Introduzione

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Che cos'è Zero?
Zero è un video della durata di circa 104 minuti (99 se si escludono i titoli di testa e di coda), realizzato dai registi Franco Fracassi e Francesco Trento su una sceneggiatura di Giulietto Chiesa e degli stessi Fracassi e Trento.1 Fra i suoi narratori figurano Dario Fo, Lella Costa, Moni Ovadia, Gore Vidal e il doppiatore Francesco Pannofino. La prima versione del video ha debuttato in pubblico, con audio inglese sottotitolato in italiano, alla Festa del Cinema di Roma il 23 ottobre 2007. Una versione modificata, doppiata in italiano, è stata distribuita a metà aprile 2008 in DVD. Zero è stato finanziato da una sorta di "azionariato popolare", costituito da circa 300 "azionisti",2 ed ha un valore dichiarato di 500.000 euro.3 Il suo sito ufficiale, Zerofilm.info, dichiara che si tratta del frutto di "due anni di preparazione, ricerche, inchieste" (Figura 1, colonna di sinistra).

Figura 1. La pagina iniziale del sito ufficiale Zerofilm.info, acquisita il 10 agosto 2008.

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I Credit completi del video sono presso http://www.zerofilm.info/crediti/. Dichiarazione di Paolo Jormi Bianchi: "E questo film noi lo abbiamo realizzato con una sorta di sistema di azionariato popolare. 200, quasi 300 persone hanno contribuito al... a finanziare questo film, e... quindi c'è anche una... una sorta di coralità popolare dietro a questo lavoro, perché adesso ci sono 300 cittadini come voi che sono proprietari di un pezzetto di questo film" (http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=28660854). http://www.zerofilm.it/Diventacoproduttore/tabid/78/Default.aspx (successivamente rimosso): "1 - Il 100% del film vale 500.000 !. Tale ammontare è suddiviso in 1.000 quote da 500 !, che corrispondono ognuna allo 0,1% del totale. Per partecipare alla produzione, essere COPRODUTTORI, bisogna versare almeno 500 ! o multipli di 500 !. I coproduttori partecipano ai guadagni complessivi del film in proporzione alla percentuale acquistata. 2 - Chi investe tra i 100 e i 500 euro acquisterà una percentuale di quota (ad es. 100 euro sono il 20% di una quota) 3 - Chiunque verserà meno di 100 euro lo farà a titolo di donazione a fondo perduto."

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Perché "Zerobubbole"?
A qualcuno potrà sembrare poco rispettoso usare il termine "bubbola" nella discussione di una tragedia come l'11 settembre. Ma qui non è in discussione la tragedia: è in discussione quello che gli autori di Zero affermano intorno a quella tragedia. Sono loro a raccontarla per cartoni animati; loro a inventare prove inesistenti; loro a usare come esperti persone che dichiarano di credere agli UFO o di parlare con l'aldilà via computer, come documentato in quest'analisi. Per cui a nostro avviso usare il termine "bubbole" per descrivere le affermazioni di Zero è già fin troppo blando. Al tempo stesso, qualsiasi termine più forte conferirebbe alle posizioni di Zero una dignità che non si meritano.

Era proprio necessaria un'analisi così prolissa?
Può sembrare un po' ossessivo dedicare così tante pagine alla critica di un singolo video, ma la lunghezza di quest'analisi è proporzionale alla quantità di errori, stupidaggini tecniche e di manipolazioni presenti in Zero: sono almeno 100. Uno al minuto. Con così tanti errori da smontare, l'analisi diventa inevitabilmente un viaggio più generale nel mondo delle ipotesi cospirazioniste, fruibile anche a prescindere dal video al quale si riferisce. Non solo: conoscendo la mentalità cospirazionista, sappiamo che qualsiasi affermazione di cui non dovessimo segnalare gli errori verrebbe considerata "confermata" per silenzio-assenso. Di conseguenza, occorre analizzare punto per punto l'intero video. Ma soprattutto, un'analisi completa rivela che non si tratta di cercare il pelo nell'uovo: alla fine dell'analisi, di Zero non si salva più nulla. Per chi ha fretta, comunque, il prossimo capitolo contiene una sintesi degli errori e delle manipolazioni più gravi riscontrate.

Cos'è è il gruppo Undicisettembre?
Undicisettembre è un gruppo informale, non politico, di giornalisti, tecnici e ricercatori di vari settori che sta esaminando da tempo i fatti e le ipotesi di complotto riguardanti gli attentati dell'11 settembre 2001 allo scopo di liberare il campo dalle ipotesi incompatibili con i fatti accertati e consentire quindi a chiunque, anche ai sostenitori di ipotesi alternative, indagini prive di false piste e basate su dati reali. Il sito Undicisettembre.info ospita i risultati documentati delle indagini e fornisce le fonti utilizzate, dalle quali chiunque può partire per le proprie verifiche personali. Il gruppo Undicisettembre è composto da:
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Paolo Attivissimo, giornalista informatico e studioso della disinformazione nei media digitali; John Battista, ufficiale di polizia giudiziaria con esperienza ventennale nel settore dell'intelligence investigativa e autore del libro digitale Crono911;

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Gabriele Borra, chimico; Roberto Podestà, perito chimico e laureato in chimica, con esperienza di laboratorio nella sintesi organica e nel calcolo statistico; Luca Poggi, laureato in traduzione e interpretazione; Leonardo Salvaggio, laureato in ingegneria informatica; e piloti di linea italiani e stranieri, piloti istruttori, fisici, traduttori, grafici ed esperti di altri settori tecnici che per esigenze personali e professionali preferiscono mantenere riservata la propria identità.

Il gruppo può essere contattato scrivendo a undicisettembre@gmail.com.

Ringraziamenti
Il gruppo Undicisettembre desidera ringraziare:
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ZeusBlue per aver contribuito massicciamente alla trascrizione dei dialoghi; Roberto e Sabrina per il supporto logistico; Gli autori di Screwloosechange e di tanti altri siti di debunking, che hanno offerto di condividere il proprio materiale liberamente; e i tanti che, spesso con preghiera di anonimato, hanno contribuito a questo lavoro e all'intera indagine sull'11/9 e sulle teorie cospirazioniste, animati non da un budget da mezzo milione di euro, ma dall'obbligo morale di arginare il delirio di fandonie e la vendita di paccottiglia sulla pelle di coloro che sono morti in una delle tragedie più scioccanti della storia recente.

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La critica in sintesi

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Problemi di metodo
Questa analisi critica di Zero documenta alcuni problemi di fondo che gettano dubbi sul rigore generale dell'inchiesta e sulla correttezza del metodo di esposizione dei suoi autori:
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Mancano completamente gli esperti competenti: nessuno degli intervistati sostenitori di ipotesi cospirazioniste è esperto nelle materie di cui parla. Le teorie esposte sono in gran parte le stesse già viste in altri video e da tempo smentite, spesso addirittura dagli stessi complottisti. Molti spezzoni sono copiati da altri video complottisti, ripetendone anche gli errori. Alcune immagini sono state truccate accelerandole per renderle impossibili o rimontate in modo ingannevole. Gli autori si sono inventati le difese antiaereo del Pentagono, ricorrendo ad un'animazione che sembra presa di peso dai cartoni animati giapponesi. Sono stati omessi tutti i testimoni che confermano l'impatto del Volo 77 al Pentagono. Non c'è alcun riferimento al Volo 93 caduto in Pennsylvania. L'intera questione dell'Edificio 7 del World Trade Center, dichiarata da Giulietto Chiesa più volte come una delle principali prove, è liquidata in pochi secondi come se fosse irrilevante. Dario Fo si fa beffe dei passeggeri morti a bordo degli aerei e degli ingegneri del World Trade Center, uno dei quali è perito nel crollo delle Torri Gemelle. Il foro al Pentagono è dichiarato largo "cinque metri", eppure il video stesso mostra, per pochi fotogrammi, una delle immagini che presentano lo squarcio intero: quello largo 35 metri. Il video presenta ricostruzioni degli eventi che si contraddicono a vicenda e chiede allo spettatore di trattarle tutte come verità. Ma se si contraddicono, non possono essere tutte vere. La stragrande maggioranza delle persone intervistate non è testimone diretto degli eventi che descrive, ma riferisce cose dette da altri. Una scelta curiosa, per un'inchiesta che asserisce di voler "ripartire da zero". Gli unici testimoni diretti in tutto il video sono Brian Clark, Louie Cacchioli e William Rodriguez.

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La Sindrome del Cospiratore Pasticcione
Uno dei segni classici di una teoria cospirazionista (su qualunque tema, dallo sbarco sulla Luna all'omicidio Kennedy passando per la morte di Elvis Presley) è che chi la sostiene asserisce di avere non una, non due, ma centinaia di "prove" della propria teoria. Prove lampanti, lasciate sbadatamente dagli organizzatori della cospirazione, e che solo il complottista ha l'acume e il coraggio di notare, mentre tutti gli esperti di settore tacciono colpevolmente e sono quindi anch'essi parte della cospirazione.

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L'aver lasciato tutte queste prove fa dell'organizzatore dell'azione top secret un vero Clouseau del complotto: e chi sostiene l'esistenza di queste "prove" si trova ad affermare che gli organizzatori della cospirazione sono al tempo stesso abilissimi geni del crimine, capaci di costruire una cospirazione complicatissima ed assicurarsi la perfetta, assoluta, ermetica omertà di tutti i complici, e pasticcioni che sbagliano aspetti fondamentali del loro piano, lasciando così tracce vistose della propria opera. Le teorie presentate da Zero seguono questo copione. Per esempio, secondo queste teorie, gli organizzatori del complotto avrebbero creato una complicatissima messinscena, minando di nascosto, piano per piano, due torri di centodieci piani e un grattacielo di quarantasette piani, creando identità false per i dirottatori, sostituendo un aereo di linea con un missile o un aereo militare, sbarazzandosi dei passeggeri, truccando i tracciati radar e zittendo i controllori di volo, ma:
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avrebbero lasciato che le persone da loro identificate come i dirottatori morti negli attentati ricomparissero disinvoltamente vive poco dopo; per far credere che un aereo largo 38 metri ha colpito il Pentagono, avrebbero praticato nell'edificio un foro di cinque metri usando qualcos'altro, sperando che nessuno se ne accorgesse; avrebbero inventato, per i dirottatori, una falsa identità che li dipinge come veri cialtroni dell'aria, invece di crearne una più plausibile nella quale sono piloti provetti; avrebbero fatto compiere agli aerei di linea dirottati manovre impossibili per degli aerei di quella stazza, sperando che nessun pilota si accorgesse della cosa; avrebbero usato due aerei di linea al World Trade Center, un aereo di linea in Pennsylvania, ma al Pentagono, tanto per cambiare un po', avrebbero usato un missile o un caccia, sperando ovviamente che nessuno passasse di lì con una fotocamera o una telecamera e si accorgesse della leggera differenza di forma e dimensioni che passa fra un missile, un aereo di linea e un caccia.

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Gli strani esperti di Zero
Nonostante gli autori di Zero dicano di aver coinvolto "un gran numero di specialisti di provata competenza nei diversi campi dell'indagine",1 fra coloro che fanno affermazioni cospirazionisticamente significative in Zero vi sono:
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un ex militare che crede agli UFO, alla chiaroveggenza e di poter camminare attraverso i muri con la forza del pensiero (Albert Stubblebine)2 una signora che comunica con l'aldilà via computer (Barbara Honegger) un attore e autore premio Nobel, ma per la letteratura (Dario Fo) un professore di fisica che spaccia un blocco di cemento per "metallo fuso"3 e afferma di avere le prove concrete di un tour di Gesù negli USA dopo la Resurrezione (Steven Jones)4 un consulente per la potabilizzazione dell'acqua, che però parla di test antincendio e metallurgia ed è spacciato per "ex manager" di un ente assai più prestigioso (Kevin Ryan)

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http://www.megachip.info/modules.php?artid=1927&name=Sections&op=viewarticle. The Men Who Stare at Goats, Jon Ronson, Channel 4 (2004); http://www.stubblebinefamily.com/content/gen_albert.html; http://undicisettembre.blogspot.com/2008/07/albert-stubblebine-lesperto-militare-di.html. http://undicisettembre.blogspot.com/2006/09/le-chicche-di-steven-jones.html. Nel documento "Behold my Hands: Evidence for Christ's Visit in Ancient America".

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un fisico dell'INFN, che però parla di ingegneria strutturale (Paolo Marini) un teologo, autore di libri che sostengono l'esistenza dei fenomeni paranormali (David Ray Griffin)5 un ex pilota di piccoli aerei, ora autore di libri mistici e ospite di programmi TV sui fenomeni extraterrestri (Nela Sagadevan)6 un ex pilota di intercettori USA che è indeciso se gli alieni hanno o non hanno fornito tecnologia al Pentagono (Robert Bowman) una ex spogliarellista (Amanda Keller) un ex collaboratore ripudiato di Bertrand Russell,7 autore del libro "The Hidden History of Zionism" ("La storia nascosta del sionismo")8 e sostenitore della teoria che l'uragano Katrina è stato fabbricato per "ridurre la concentrazione dei centri abitati" (Ralph Schoenman)9 un ricercatore di storia medievale (Marina Montesano) una persona che sostiene che l'attacco statunitense alla Serbia nel 1999 fu ordinato da Al Gore (non da Clinton) per far colpo sul Principe Carlo (Webster Tarpley)10 un ex prestigiatore e custode del WTC (William Rodriguez) un autoproclamato esperto in “controllo del pensiero individuale e collettivo” che collega il , suicidio di massa dei seguaci del Tempio del Popolo in Guyana all'omicidio di Martin Luther King, crede che entrambi gli eventi siano stati un'operazione di oscuri agenti della CIA e dei militari, e sostiene di aver scoperto collegamenti con l'omicidio Kennedy che puntano ai responsabili dell'omicidio del leader musulmano di colore Malcolm X (John Judge)11

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C'è di più: nella prima versione di Zero, quella presentata a Roma a ottobre 2007, fra gli "esperti" c'era addirittura un ex agente dell'MI5 che dichiara di essere il Messia 12 (David Shayler). Nella versione in DVD discussa qui, Shayler è stato rimosso e sostituito da Giulietto Chiesa. Mancano invece dichiarazioni favorevoli alle tesi cospirazioniste da parte di ingegneri strutturisti, tecnici del controllo del traffico aereo, analisti di dati di volo, chimici, medici legali esperti in analisi del DNA, consulenti in demolizione tramite esplosivi ed esperti in altre materie attinenti alla tematica dell'11/9. Le poche persone competenti intervistate da Zero (l'esperto di metallurgia Paolo Marini, il pompiere Louie Cacchioli, i militari italiani Giuseppe Guardabassi e Morris Ghiadoni), infatti, non dicono nulla di significativo in questo senso. A prescindere dalle specifiche dichiarazioni fatte in Zero, l'assenza di sostegno da parte di veri esperti pone un forte dubbio di base sulla solidità delle teorie presentate da Chiesa e Fracassi in questo video.
5 6 7 Nel suo libro Parapsychology, Philosophy, and Spirituality: A Postmodern Exploration, SUNY Press, 1997. Nel suo libro Warpaint of the Gods (http://www.warpaintofthegods.com/). Russell Disavows American Ex_Aide, New York Times, 10 dicembre 1969: "Bertrand Russell issued a statement here tonight repudiating any connection with his former secretary, Ralph Schoenman, or knowledge of his activities"; Private Memorandum Concerning Ralph Schoenman, di Bertrand Russell, pubblicato in The Life of Bertrand Russell, di Ronald W. Clark, Alfred A. Knopf, New York, 1976, pag. 640–651, e disponibile anche presso http://karws.gso.uri.edu/JFK/the_critics/Russell/Private_memorandum_of_Russell.html: "...he was playing fast and loose with funds obtained on the ground that they were to be used for my work for peace... I have found it necessary to prepare a public statement of repudiation, since I must, if possible, dissociate myself and my wife from all Ralph’s actions in the minds of all men who will listen...Ralph must be well established in megalomania". Consultabile anche via Internet presso il sito dell'autore (http://takingaimradio.com/hhz/index.htm). 9/11 Conspiracy Theorists Gather in N.Y., di Ellen Barry, Los Angeles Times, 10 settembre 2006, consultabile presso http://fairuse.100webcustomers.com/fairenough/latimes408.html: "There was radio host and activist Ralph Schoenman, who, during the course of a dizzying two-hour speech Friday, said that "not only was Mohamed Atta monitored by Mossad and the CIA, but he was being run by German intelligence," and that Hurricane Katrina "had been on the drawing board for years" as a way to "de-concentrate population" in inner cities". http://paulstott.typepad.com/911cultwatch/2007/11/webster-griff-1.html#more: "Whilst most people associate the 1999 US attack on Serbia with Bill Clinton, to WTG this was ordered by Al Gore, to impress Prince Charles!" Londra, novembre 2007. Panoptikum des Absurden, di Dominik Cziesche, Jürgen Dahlkamp, Ulrich Fichtner, Ulrich Jaeger, Gunther Latsch, Gisela Leske, Max F. Ruppert, in Der Spiegel, settembre 2003 (http://wissen.spiegel.de/wissen/dokument/dokument.html?id=28530325). http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=474364&in_page_id=1770.

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Mancanza di documentazione
Un altro aspetto fondamentale e altamente criticabile di Zero dal punto di vista metodologico è il fatto che il video non fornisce fonti per le proprie affermazioni, neanche quando potrebbe farlo con estrema facilità, per esempio tramite i sottotitoli. Zero è sostanzialmente una serie di interviste a persone di dubbia serietà e di nessuna competenza tecnica che riferiscono, a modo loro, quello che altri avrebbero detto, scritto o fatto. E questo avviene anche quando le fonti originali sarebbero facilmente presentabili, per esempio perché si tratta di citazioni di articoli e libri. Perché Zero ricorre ai sunti fatti da altri, invece di mostrare le fonti dirette e dare allo spettatore la libertà di accedervi per valutarle senza l'interposizione di filtri?

Due pesi, due misure
La critica principale a Zero è la sua disparità di trattamento. Alla "versione ufficiale" chiede di documentare ogni singola affermazione, ogni singola prova, ogni più piccolo particolare; ai sostenitori delle teorie alternative non chiede di documentare nulla. Allo spettatore deve bastare la loro parola. Trionfa il principio d'autorità, più consono ai regimi autoritari che a un'indagine giornalistica. Ed è particolarmente ironico che l'appello all'autorità, il comando di credere senza prove, provenga proprio da chi asserisce che non bisogna credere a chi non fornisce prove.

Errore sistematico
Sottolineare ogni errore dei complottisti può sembrare una forma di accanimento, ma è necessario per dimostrare due concetti importanti nell'analisi del cospirazionismo di qualsiasi genere. Infatti si può essere tentati di perdonare gli errori minori dei complottisti, perché capita a tutti di sbagliare. Ma non capita a tutti di sbagliare sistematicamente a favore delle proprie tesi. Come potrete osservare in quest'analisi di Zero e in quelle di altri libri e video che presentano ipotesi alternative su vari temi, dallo sbarco sulla Luna all'omicidio Kennedy, ogni volta che i complottisti citano un dato che risulta poi essere errato se lo si controlla, non sbagliano mai nel senso che danneggerebbe la loro teoria di complotto prediletta. Quando gli errori seguono questa tendenza sbilanciata, non si possono più attribuire a semplici inciampi, ma è chiaro che c'è all'opera una distorsione metodologica di base oppure, nel peggiore dei casi, la malafede. In ogni caso, l'attenuante dell'errore di distrazione non è invocabile. Non solo: i complottisti non ammettono e non correggono quasi mai i propri errori, specialmente se sono vantaggiosi, mentre il metodo scientifico d'indagine fa tesoro dei propri sbagli, non li nasconde e ritiene indispensabile la loro correzione nell'ambito di un processo che porta progressivamente, per selezione darwiniana, alla ricostruzione più coerente e corretta degli eventi. Queste, al di là dei dettagli nei quali è facile perdersi, sono le principali caratteristiche che distinguono un'indagine rigorosa da un approccio preconcetto, nel quale si è già deciso chi è il colpevole e si ritagliano i dati per farli calzare al verdetto predefinito.

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Note tecniche

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Versione di riferimento
Questo documento si riferisce alla versione distribuita su DVD ad aprile 2008. Dialoghi e titoli di Zero sono stati trascritti senza correggere gli errori presenti negli originali. Gli autori di Zero non hanno fornito alcun supporto (si veda anzi l'Avvertenza di copyright più avanti).

Struttura del testo
I sunti, le traduzioni e le citazioni dei dialoghi originali e dei titoli di Zero sono su sfondo giallo. Le citazioni provenienti da altre fonti sono riportate in caratteri più piccoli e in paragrafi rientrati.

Grafia dei nomi arabi
Per facilitare al lettore la ricerca nel testo, questo libro usa il seguente standard:
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i nomi arabi che iniziano con il suffisso "al" sono scritti con suffisso in minuscolo unito al nome da un trattino: al-Qaeda, Mohand al-Shehri. i nomi che iniziano con il suffisso "bin" sono scritti con suffisso in minuscolo separato dal nome da uno spazio: Ramzi bin al-Shibh, Osama bin Laden. l'iniziale di questi suffissi diventa maiuscola a inizio frase.

Commenti, correzioni e aggiornamenti
Questa critica è un progetto in continua lavorazione. Ci vuole moltissimo tempo per controllare tutte le affermazioni fatte in oltre un'ora e quaranta minuti di video. Se trovate errori in Zero o in questo documento, segnalateli scrivendo all'indirizzo di e-mail undicisettembre@gmail.com.

Avvertenza di copyright
Questo documento non cita integralmente i dialoghi di Zero per ragioni di diritto d'autore. Ricorre invece a dei sunti e include citazioni letterali solo occasionali, strettamente nei limiti concessi dal diritto di critica e di citazione.

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I produttori di Zero ci hanno infatti espresso formalmente la loro contrarietà alla pubblicazione integrale dei dialoghi contenuti nel video. Riteniamo che tale pubblicazione rientri nel diritto di critica, perché è oggettivamente difficile commentare e criticare per intero qualcosa che non si può citare per intero, ma non desideriamo alimentare questo tipo di polemica. Comprendiamo che questa limitazione comporta un approccio meno trasparente e una lettura più disagevole e ce ne scusiamo con i lettori, anche se chiaramente si tratta di un problema che non dipende da noi.

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Analisi critica di Zero

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Pre-sigla
Prima che inizino i titoli, Zero presenta la telefonata di una persona condannata a morire nel rogo delle Torri Gemelle, facendola riascoltare fino al momento della morte. O almeno così sembra: ma un esame dei fatti rivela che la telefonata è stata manipolata. Il risultato di questa scelta è un clima emotivamente devastante, che coinvolge visceralmente lo spettatore e gli rende difficile ragionare sulle affermazioni successive riguardanti Osama bin Laden, prima dei titoli, e su quanto verrà detto in seguito nel resto del video.

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1. La telefonata di una vittima al WTC interrotta dal crollo
Il video inizia presentando, su schermo nero, dei sottotitoli che traducono l'audio di due voci femminili al telefono. Dal contesto si deduce che una delle voci appartiene a una persona intrappolata nelle Torri Gemelle e l'altra a una centralinista dei servizi d'emergenza. Questa è la trascrizione dei sottotitoli: le evidenziazioni in grassetto sono aggiunte.
VITTIMA: Sono all'83esimo piano!... riuscite a mandare qualcuno quassù? CENTRALINISTA: Arriviamo da voi. VITTIMA: Qui non c'è ancora nessuno, e tutto il piano è invaso dalle fiamme. Siamo qui, e non riusciamo a respirare... fa molto, molto, molto caldo

Questa descrizione delle terribili condizioni ai piani in fiamme delle Torri Gemelle è molto importante per quello che affermerà in seguito Zero.
CENTRALINISTA: Okay! VITTIMA: Vedo solo fumo! Morirò... morirò, vero? CENTRALINISTA: No no no... VITTIMA: Sì, morirò... CENTRALINISTA: Signora, tenga duro, chiederò a qualcuno...

In originale, come si può sentire dall'audio di Zero, la centralinista non dice affatto "tenga duro, chiederò a qualcuno". Dice "Say your prayers", ossia "Reciti le sue preghiere". Perché Zero si prende queste libertà gratuite con la traduzione?
VITTIMA: Morirò... CENTRALINISTA: No, pensi positivo... deve aiutare gli altri ad andare via di lì. VITTIMA: Fa caldisssimo [sic], sto bruciando! Ehi? Aiuto!

Figura 2. Il refuso nei sottotitoli di Zero.
CENTRALINISTA: Pronto, Signora?

Zerobubbole – 25/297 VITTIMA: Aiuto! Il rumore di un'esplosione interrompe la registrazione.

Zero non lo specifica, ma la vittima è Melissa Doi1 (Figura 3), intrappolata all'83° piano della Torre Sud, dove lavorava per la IQ Financial Systems, Suite 8300. Aveva 32 anni. La registrazione proviene dagli atti del processo Moussaoui.2

Shock emotivo
Lasciando da parte per un momento la commozione che suscita questa atroce rappresentazione della morte in diretta, occorre porsi una domanda: cosa c'entra questa testimonianza con l'intento di Zero, che è dimostrare la presunta falsità della versione comunemente accettata degli eventi? Non c'entra nulla. L'unica spiegazione plausibile per l'uso di questo spezzone è l'intento strumentale: creare appunto un clima emotivamente scioccante, per coinvolgere lo spettatore e rendergli difficile ragionare su quanto gli verrà suggerito in seguito.

Figura 3. Melissa Doi, vittima degli attentati al World Trade Center.

Rimontaggio ingannevole
Se non ci facciamo distrarre dalla commozione e andiamo a cercare informazioni, scopriamo che la telefonata è stata rimontata in modo ingannevole per aumentarne l'impatto emotivo. La telefonata originale non è affatto interrotta drammaticamente dal crollo dell'edificio, come invece fa sembrare Zero, ma anzi prosegue per circa 20 minuti. Le grida di aiuto di Melissa Doi, che in Zero sembrano pronunciate mentre la Torre Sud si distrugge, sono invece rivolte ai pompieri che le sembra di aver sentito: infatti in Zero è stata tagliata la parte in cui la Doi dice "Wait! Wait! We hear voices! HELLO! HELP! HEEEELP!" ("Aspettate! Aspettate! Sentiamo delle voci! EHI! AIUTO! AIUTOO!"). Inoltre Melissa Doi, secondo un elenco delle vittime,3 riuscì a scendere per 40 piani, fino al 44°, dal quale avrebbe chiamato sua madre con un cellulare, ma risulta perita nel crollo della torre. Un quadro ben diverso dalla morte in diretta presentata crudamente da Zero, e un inizio davvero esemplare per un video che pretende di dimostrare la falsità della versione ufficiale.

Copiatura da altri video
Questo rimontaggio della telefonata è il primo esempio della serie di pedisseque copiature di altri video complottisti che incontreremo in Zero: infatti la medesima telefonata era già stata utilizzata dal video Inganno Globale del regista Massimo Mazzucco, intorno al minuto 53.

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http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/5259224.stm. Audio disponibile presso http://llnwstatic.viacomlocalnetworks.com/wcbs/docs/911a/01_Moussaoui_Trial_Calls.mp3; trascrizione disponibile presso http://www.answers.com/topic/9-11-dispatcher-transcript. http://worldtradeaftermath.com/wta/okay/melissa_doi.asp.

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Manipolazione sonora
Dopo le parole rimontate ad arte di Melissa Doi, Zero offre subito un altro esempio di trucco di montaggio. Il rumore che (in Zero) interrompe la telefonata è quello di un'esplosione, non di un crollo. Un espediente che suggerisce in modo subliminale una delle tesi cospirazioniste che verrà presentata in seguito: la distruzione delle Torri Gemelle tramite esplosivi.

Melissa Doi dice che scotta tutto, ma Zero dirà che gli incendi erano modesti
La drammatica testimonianza di Melissa Doi stride con le successive affermazioni di Zero, secondo le quali le temperature degli incendi non erano affatto elevate e gli incendi erano modesti. Eppure qui ci viene presentata la terribile testimonianza di una donna che grida che si sente bruciare: "fa molto, molto, molto caldo". E poi: "Fa caldissimo, sto bruciando". Non solo: ascoltando la parte tagliata da Zero, si scopre inoltre che la Doi dice che non vede fiamme, eppure il pavimento scotta dappertutto ("It's very hot everywhere on the floor"). Riflettiamo un attimo. Ogni solaio del World Trade Center era una struttura di travi e lamiera d'acciaio, sulla quale vi era una gettata di 10 cm di calcestruzzo. Ci vuole un incendio non trascurabile per far scottare un pavimento del genere due piani più in alto rispetto al centro dell'impatto, avvenuto all'81° piano.4 Inoltre la telefonata della Doi inizia alle 9:17, ossia 14 minuti dopo l'impatto, 5 e prosegue appunto per 20 minuti, nei quali la donna descrive fumo ovunque e calore intensissimo. Dunque non si può neppure argomentare che l'incendio si è esaurito rapidamente. Eppure Zero sosterrà, nonostante le grida di Melissa Doi, che gli incendi avevano "temperature non certo elevatissime" ed erano "a corto di ossigeno". E' soltanto la prima delle tante contraddizioni che compaiono in questo video.

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L'83° piano, dove si trovava la Doi, fu colpito dalla parte esterna dell'ala destra, priva di carburante e di scarso potere penetrante. http://www.nysun.com/article/38055.

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2. Osama bin Laden non è ricercato dall'FBI per l'11/9, quindi l'FBI lo ritiene innocente
Dopo aver inflitto allo spettatore lo shock fasullo dell'apparente morte in diretta di Melissa Doi, Zero passa alla prima delle numerose teorie cospirazioniste che verranno presentate nell'arco del video.
Una sequenza di immagini, tratte da giornali e telegiornali, mostra Osama bin Laden e gli attentati. Varie voci inglesi e italiane di cronisti si accavallano e parlano di bin Laden e di al-Qaeda. George W. Bush dice in inglese che vuole "giustizia" e cita i poster "Wanted" del Far West.

Parla Nafeez Mosaddeq Ahmed, presentato come "Docente di relazioni internazionali – Università del Sussex".6
Nafeez Mosaddeq Ahmed dice che sul sito Web dell'FBI Osama bin Laden non è indicato come ricercato per gli attacchi del'11 settembre, ma solo per altri attacchi. Ahmed afferma inoltre che "diversi giornalisti" hanno contattato telefonicamente l'FBI chiedendo chiarimenti, e la risposta ricevuta è stata "non abbiamo nessuna prova".

Testimonianze di terza mano, assenza di fonti
Si noti innanzi tutto un altro espediente ricorrente in tutto il video: l'uso della testimonianza indiretta (o, nel gergo, testimonianza de relato). Zero presenta Nafeez Mossadeq Ahmed, che racconta quello che hanno raccontato degli imprecisati giornalisti, che a loro volta raccontano quello che ha detto loro qualcuno all'FBI. Con pochissime eccezioni, Zero non intervista i testimoni diretti, ma mostra persone che riferiscono quello che avrebbero detto questi testimoni. Come mai? Dove sono i testimoni originali? In questo caso specifico, dove sono i "vari giornalisti" di cui si raccontano le parole? Se davvero lo scopo di Zero è arrivare all'apertura di una nuova commissione d'inchiesta, non ha molto senso presentare prove "per sentito dire" come queste, il cui valore giuridico è scarsissimo o nullo. Se fossero i debunker a presentare come prova le parole di una persona che racconta quello che le ha raccontato qualcun altro, come la prenderebbero i complottisti? Appunto. Se non fosse che stiamo parlando di una tragedia con migliaia di morti, la tecnica giornalistica di Zero potrebbe essere paragonata a quella di Mio Cuggino di Elio e le Storie Tese.7

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http://en.wikipedia.org/wiki/Nafeez_Mosaddeq_Ahmed. http://www.elioelestorietese.it/?page=disco/brano&id_brano=186.

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Chi ha parlato con l'FBI?
Grazie a questo espediente della testimonianza indiretta, non ci viene detto nulla su questi fantomatici giornalisti. Non ci viene detto neppure chi, presso l'FBI, avrebbe risposto in questo modo, né quali sono state le sue esatte parole. Allo spettatore viene fornito soltanto un sunto di terza mano. Poiché Zero non fornisce fonti, possiamo soltanto ipotizzare che si tratti dell'intervista telefonica del 5 giugno 2006 di Ed Haas, del Muckraker Report, con il portavoce Rex Tomb dell'FBI. In quell'intervista, però, Tomb chiarisce anche che l'assenza di bin Laden nella lista non è affatto misteriosa o scagionante: è solo una questione procedurale.8 Come mai Zero nasconde questa precisazione che smonta in partenza il mistero?

Cospiratori pasticcioni
Zero, come vedremo, insinua che le autorità americane si sono fatte da sole gli attentati usando tecnologie sofisticatissime e hanno gettato la colpa su bin Laden. Ma al tempo stesso vuole farci credere che all'FBI (che presumibilmente fa parte della Grande Cospirazione) sono così idioti da dimenticarsi di indicare bin Laden tra i ricercati, lasciando una falla nella versione ufficiale che permette agli eroi della "ricerca della verità" di scoprire il complotto ultrasegreto. Qui esordisce in Zero un'altra fallacia classica del cospirazionismo, che ricorrerà spesso nel seguito del video di Chiesa e Fracassi: la Sindrome del Cospiratore Pasticcione. I complottisti, infatti, sostengono che i cospiratori sono così incredibilmente sofisticati e organizzati da perpetrare sparizioni di aerei e passeggeri, demolire grattacieli di nascosto, falsificare con perfetta coerenza montagne di documenti, corrompere al silenzio tutti i testimoni, senza neppure una gola profonda... eppure lasciano, nei propri complicatissimi piani, delle lacune incredibilmente grossolane come questa, scopribili dal primo dilettante che passa. Ha senso?

La teoria cospirazionista scagiona l'FBI
Portiamo alla loro logica conclusione le affermazioni di Zero:
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Se davvero l'FBI dice di non avere prove contro bin Laden e quindi bin Laden non c'entra con l'11/9 benché Bush, Cheney e i loro seguaci strillino il contrario, allora l'FBI è onesta. Ma se l'FBI è onesta, non fa parte della cospirazione, e allora possiamo fidarci delle sue altre dichiarazioni. Le altre dichiarazioni dell'FBI, che vedremo tra poco, smentiscono inesorabilmente le teorie complottiste.

Si rivela così la fondamentale incoerenza dei sostenitori delle teorie alternative, pronti ad abbracciare persino gli enti governativi (proprio quelli che essi accusano di aver ordito la messinscena) quando dicono qualcosa che fa comodo alle tesi cospirazioniste, ma altrettanto pronti a ripudiare quegli enti quando mettono in chiaro che le teorie di complotto sono stupidaggini. Basterebbe quest'atteggiamento, messo in luce da episodi come questo, per mettere fine alle pretese di serietà del cospirazionismo undicisettembrino.
8 http://www.teamliberty.net/id267.html: "The reason why 9/11 is not mentioned on Usama Bin Laden’s Most Wanted page is because the FBI has no hard evidence connecting Bin Laden to 9/11.... The FBI gathers evidence. Once evidence is gathered, it is turned over to the Department of Justice. The Department of Justice than decides whether it has enough evidence to present to a federal grand jury. In the case of the 1998 United States Embassies being bombed, Bin Laden has been formally indicted and charged by a grand jury. He has not been formally indicted and charged in connection with 9/11 because the FBI has no hard evidence connected Bin Laden to 9/11."

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I veri motivi dell'assenza di bin Laden fra i ricercati dell'FBI per l'11/9
Esaminiamo ora le questioni di fatto. In realtà ci sono diverse ragioni per cui l'FBI non ha formalmente inserito bin Laden nell'elenco dei ricercati per l'11 settembre.
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Azione di guerra, quindi l'FBI è fuori. Gli attacchi dell'11 settembre 2001 sono stati considerati azione di guerra, al punto da provocare l'attivazione, per la prima volta nella storia, del patto di difesa atlantico (NATO). Prova ne è che non solo bin Laden, ma nessun altro terrorista di quella lista è ricercato dall'FBI per i fatti dell'11 settembre. Ulteriore prova è la semplice constatazione che gli organizzatori degli attacchi arrestati ed estradati in USA, a partire da Khalid Sheikh Mohammed, sono sottoposti a processo militare presso la base di Guantanamo. La cattura o l'eliminazione di Osama bin Laden è quindi di competenza militare, né potrebbe essere diversamente, visto che l'FBI è un organo di polizia e pertanto non può prevedere l'opzione dell'"eliminazione" e non può essere coinvolta in questioni militari. Bin Laden è elencato altrove. Bin Laden è stato inserito in un altro sito web dedicato alla ricerca dei terroristi, il sito Rewards For Justice,9 nel quale, accanto a una taglia di ben 25 milioni di dollari, è precisato che "Usama bin Ladin is wanted in connection with the September 11, 2001 attacks" (Figura 4): è ricercato in relazione agli attacchi dell'11 settembre. Rewards For Justice è un programma gestito direttamente dal Dipartimento di Stato americano.10

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Figura 4. La taglia del Dipartimento di Stato su Osama bin Laden, dal sito Rewards For Justice.

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Questione procedurale dell'FBI. Rex Tomb, portavoce dell'FBI, ha spiegato al Washington Post11 che l'assenza di bin Laden rispecchia semplicemente la prassi governativa, in atto da tempo, di basarsi solo su imputazioni formali, che per ora non sono state formulate. L'ex procuratore federale David N. Kelley, intervistato sempre dal Post, ha dichiarato di non esse-

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http://www.rewardsforjustice.net/index.cfm?page=Bin_Laden&language=english; in italiano, http://www.rewardsforjustice.net/index.cfm?page=Bin_Laden&language=italian. http://undicisettembre.blogspot.com/2007/09/most-wanted-la-lista-dei-ricercati.html. http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/08/27/AR2006082700687.html.

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re affatto sorpreso della situazione, dovuta a restrizioni legali e all'obbligo del giusto processo per qualsiasi accusato: "Può sembrare un po' strano, visto da fuori, ma dal punto di vista legale ha senso. [...] Se fossi parte del governo, sarei perplesso se mi chiedessero di mettere un cartello "Wanted" quando non sono state depositate accuse formali, chiunque sia l'accusato".12 Oltretutto, la pagina dei Most Wanted dell'FBI è la prima a dire che "potranno essere assegnate nuove incriminazioni man mano che procedono le varie indagini relative ad altri eventi terroristici, come per esempio gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001".13 Non sembra proprio che l'FBI voglia negare il ruolo di bin Laden: è semplicemente in attesa dell'atto formale che lo consenta. Ma come mai non si procede a quest'atto formale di incriminazione? Negli Stati Uniti, questo richiede che le prove vengano presentate in tribunale, e nel caso di bin Laden tali prove includerebbero fonti di intelligence e prigionieri di al-Qaeda: lo stesso problema si è posto per il processo Moussaoui. Rendere note queste fonti le comprometterebbe e forse i tempi non sono ancora maturi per farlo. Del resto, l'FBI afferma che le accuse precedenti già bastano per arrestare e condurre in tribunale bin Laden e gli altri terroristi citati nella pagina contestata,14 per cui non c'è ragione di compromettere queste fonti estremamente delicate.

L'FBI dichiara senza esitazioni: "bin Laden fu responsabile dell'attacco"
Zero sembra voler insinuare che l'FBI non crede alla colpevolezza di Osama bin Laden per l'11 settembre, ma non è così: anzi, l'FBI ha ribadito a chiarissime lettere che lo ritiene colpevole e che chi la pensa diversamente è un complottista, come ha dichiarato il portavoce Richard Kolko in occasione della diffusione di un video di rivendicazione da parte di bin Laden, a novembre del 2007:
"Come l'FBI ha detto sin dall'11 settembre, bin Laden fu responsabile dell'attacco... in quest'ultimo nastro ha riconosciuto ancora una volta la propria responsabilità. Questo dovrebbe aiutare a chiarire, per tutti i complottisti, ancora una volta, che l'attacco dell'11 settembre fu condotto da bin Laden e al-Qaeda."15

Anche la giustizia spagnola non ha dubbi
E c'è di più: chiunque sostenga che l'FBI non ha messo bin Laden fra i ricercati per l'11 settembre perché non ha prove del suo coinvolgimento deve fare i conti con i tribunali spagnoli. Nel 2003, il giudice istruttore Baltasar Garzon ha emesso un atto di incriminazione contro Osama bin Laden, Ramzi Binalshibh e altri per il suo coinvolgimento negli attacchi dell'11 settembre. 16 Sembra abbastanza ridicolo sostenere che anche i giudici spagnoli sono complici della Grande Cospirazione per incastrare bin Laden.

12 13 14 15

16

"It might seem a little strange from the outside, but it makes sense from a legal point of view," said Kelley, now in private practice. "If I were in government, I'd be troubled if I were asked to put up a wanted picture where no formal charges had been filed, no matter who it was." "Future indictments may be handed down as various investigations proceed in connection to other terrorist incidents, for example, the terrorist attacks on September 11, 2001." "The indictments currently listed on the posters allow them to be arrested and brought to justice" (http://www.fbi.gov/wanted/terrorists/fugitives.htm). "As the FBI has said since 9/11, bin Laden was responsible for the attack,'' Kolko said in a statement. ''In this latest tape, he again acknowledged his responsibility. This should help to clarify for all the conspiracy theorists, again - the 9/11 attack was done by bin Laden and al-Qaeda.'' Notizia Associated Press di Maamoun Youssef, 30/11/2007. L'articolo è disponibile solo a pagamento presso l'Associated Press (http://www.ap.org), ma è citato per esempio presso http://www.gmanews.tv/story/70837/BinLaden-urges-Europeans-to-stop-aiding-US-in-Afghan-war e presso http://www.thedailystar.net/story.php?nid=13785. http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/4472377.stm.

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L'affermazione di Zero è quindi non solo illogica, ma anche inveritiera, ed ha l'unico fine di insinuare nello spettatore dubbi del tutto infondati, secondo un copione tipico di tutti i video e libri complottisti.

La frase di Robert Fisk
Citazione su sfondo nero, in italiano:
"Osservando le immagini che giungevano da New York la scorsa settimana, mi sono chiesto se Bin Laden non fosse stupito quanto me. Ammesso che guardi la televisione. O che ascolti la radio. O che legga i giornali." Robert Fisk, "The Independent"

Non viene fornita la fonte precisa che permetta di vedere in che contesto originale era calata questa frase. Peraltro si tratta di una semplice considerazione ipotetica, che non aggiunge e non toglie nulla ai fatti.
Viene di nuovo riprodotto il rumore di un'esplosione.

Ancora una volta, allo spettatore viene suggerito il concetto di esplosione tramite la colonna sonora. Sembra improbabile che gli autori di Zero non potessero permettersi di acquistare e utilizzare il rumore di un crollo.
La voce fuori campo di Nafeez Mosaddeq Ahmed dice che "questo è solo l'inizio".

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Le Torri Gemelle e l'Edificio 7
Questa parte del video ci propone testimonianze di grandi esplosioni e dichiarazioni dei progettisti secondo le quali le Torri Gemelle erano in grado di resistere a impatti di grandi aerei di linea. Lo scopo è indurre lo spettatore a concludere che se le Torri Gemelle erano progettate per resistere e non l'hanno fatto, qualcos'altro ne ha determinato il collasso, e le testimonianze di grosse esplosioni insinuano l'azione di una demolizione con ordigni detonanti. In realtà, la prima considerazione da fare è che le Torri Gemelle hanno resistito agli impatti. Decine di migliaia di persone hanno potuto salvarsi grazie alla resistenza strutturale dei due edifici. Quello che ne ha causato il collasso è stato il calore provocato dagli incendi incontrollati, innescati dal carburante ma alimentati dal contenuto degli edifici, che hanno indebolito l'acciaio delle strutture, il cui rivestimento ignifugo era stato significativamente asportato dagli impatti. Questo meccanismo è stato analizzato a fondo sia dal National Institute of Standards and Technology (NIST), sia da numerosi altri team ingegneristici indipendenti, anche mediante esperimenti reali e simulazioni computerizzate. Le inchieste tecniche hanno accertato che, al di là delle dichiarazioni dei progettisti, nei documenti progettuali non c'è alcuna indicazione che la struttura fosse stata concepita per resistere alla combinazione di eventi verificatasi l'11 settembre, come descritto nel rapporto del NIST.17 Il NIST ha anche sottolineato che in ogni caso, con i sistemi di calcolo disponibili all'epoca in cui furono costruite le Torri Gemelle, era praticamente impossibile tener conto di tutte le variabili connesse all'impatto di un grande aereo carico di carburante e scagliato alla massima velocità. La circostanza ricorda da vicino quello che avvenne con il Titanic: anche in quel caso i progettisti dichiararono che la nave era inaffondabile, ma la realtà fu ben diversa. Quanto alle esplosioni, esse sono diretta conseguenza dell'evento. Gli aerei hanno impattato le Torri Gemelle, provocando un boato; il carburante si è nebulizzato ed è esploso, e il suono di questi boati ed esplosioni si è trasmesso sia lungo la struttura, sia attraverso l'aria, viaggiando a velocità differenti: nell'acciaio il suono si muove a circa 5100 metri al secondo, mentre nell'aria si muove a circa 340 metri al secondo. Il suono di uno stesso evento, quindi, può raggiungere un osservatore in due istanti diversi, restituendo l'impressione che si tratti di due eventi distinti. Zero cita Frank DeMartini, manager progettuale che riponeva tanta fiducia nelle "sue" Torri, è rimasto ucciso nel crollo della Torre Nord. Prima di morire è riuscito a mettere in salvo decine di persone ed aveva persino comunicato via radio di aver colto i segni premonitori dell'imminente collasso.18 Sua moglie Nicole, ispettore strutturista, era con lui quella mattina ed è riuscita a mettersi in salvo. Né DeMartini prima di morire, né la moglie dopo, hanno mai avanzato il minimo sospetto che ci fossero cariche esplosive negli edifici.19 Ma questo Zero non lo dice. Passiamo ora all'esame in dettaglio delle affermazioni di questa parte di Zero.

17 18 19

http://wtc.nist.gov/NISTNCSTAR1CollapseofTowers.pdf. "De Martini was heard on a recorded radio transmission advising that the express elevators were in danger of collapse" (http://archive.columbiatribune.com/2003/Aug/20030829News013.asp). http://archive.columbiatribune.com/2003/Aug/20030829News013.asp.

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3. "Esplosioni" nelle Torri Gemelle
Zero prosegue con la presentazione di uno dei pochissimi testimoni diretti ed effettivi degli eventi dell'11 settembre che vedremo nel corso del video, Brian Clark (Figura 5). E' perlomeno curioso che a parte pochissimi casi come questo, un'inchiesta che si vanta di "ripartire da zero" non vada a prendere le fonti originali ma presenti invece, per quasi tutta la propria durata, persone che raccontano quello che altri hanno (o avrebbero) detto e visto.

Figura 5. Brian Clark in Zero.

La testimonianza imprecisa di Brian Clark
Brian Clark racconta di essersi trovato al lavoro all'84° piano della Torre Sud (quella colpita per seconda) e di aver udito un "grande 'bum'" alle 8:46. Il narratore (il doppiatore Francesco Pannofino) racconta che alle 8:46:40 il secondo aereo colpì l'altra torre e la squarciò dal 93° al 99° piano.

Per la precisione, la fusoliera dell'aereo impattò all'altezza del 96° piano, dove causò i danni più significativi. I piani al di sotto e al di sopra subirono danni meno gravi. Un dettaglio che si rivelerà non trascurabile.
Immagini degli attentati. Brian Clark ricorda che vi fu un annuncio dell'"autorità portuale" (la Port Authority of New York and New Jersey, PANYNJ, responsabile della gestione degli edifici del WTC), che disse che la torre in cui lui si trovava era al sicuro e non era necessario evacuarla. Pochi minuti dopo, mentre parlava con un suo collega che aveva iniziato a scendere e poi era risalito, ci furono "due enormi esplosioni" e l'edificio tremò.

Questa dichiarazione di "due enormi esplosioni" va tenuta a mente, perché andrà confrontata con le dichiarazioni di William Rodriguez citate più avanti da Zero.
Il narratore spiega che il Volo 175 colpì la Torre Sud alle 9:03:11.

Stranamente, alcune delle immagini di questa parte di Zero sono accelerate rispetto alla realtà. Non è chiaro se si tratti di un dilettantesco errore di produzione o di un effetto mirato a rendere più drammatici gli eventi (caso mai non lo fossero già a sufficienza): in ogni caso, è una rappresentazione scorretta della realtà.
Brian Clark racconta che tutto gli "è esploso" intorno e che in quel momento non sapeva che l'impatto dell'aereo era avvenuto "sei piani più in basso".

In realtà l'aereo colpì la Torre Sud con la fusoliera all'altezza dell'81° piano, ma per via del proprio assetto inclinato causò danni dal 78° all'84° piano. Il grosso dei danni si verificò all'81° piano, quindi ancora più vicino a Clark di quanto lui stesso ricordi: un esempio eloquente del fatto che i testimoni, anche quando sono in perfetta buona fede, sono spesso più imprecisi di quello che si potrebbe comunemente pensare.

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L'uso improprio del verbo "esplodere"
Va notato, inoltre, l'uso del verbo "esplodere" ("exploded" in originale) da parte di Clark. I complottisti interpretano sistematicamente questa parola come prova di esplosioni in senso stretto (detonazioni prodotte da esplosivo). Da questo e molti altri casi è invece evidente che "exploded", "explosion" e derivati vengono usati dai testimoni in senso più lato, anche per indicare boati o scoppi di altra natura (dovuti per esempio al cedimento improvviso di parti della struttura). E' quindi scorretto presumere che ogni volta che qualcuno parla di "explosion" intenda "scoppio prodotto da esplosivi".
Immagini degli attentati. Brian Clark racconta di aver udito picchiare su un muro e gridare debolmente e di aver soccorso una persona.

La persona salvata da Clark è Stanley Praimnath. La vicenda è ben nota sia agli inquirenti, sia ai giornalisti, e non ha nulla di misterioso, come vedremo in seguito.20

20

http://www.crono911.net/ig/Inganno.html#52._Sopravvissuti; http://www.911myths.com/html/no_wtc2_inferno_.html.

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4. Asserita resistenza a impatti multipli
0:06. Dario Fo racconta che le torri riacquistarono "subito il loro assetto strutturale" perché erano state "concepite proprio con questo intento". Titolo su sfondo nero (in italiano): Abbiamo progettato gli edifici per resistere agli impatti di uno o più aerei di linea. Frank De Martini Manager della costruzione del World Trade Center

Zero presenta, come titolo sullo schermo (Figura 6), quella che secondo i suoi autori sarebbe una citazione di Frank DeMartini, responsabile dell'esecuzione del progetto del WTC, morto negli attentati.

Figura 6. La citazione attribuita a Frank DeMartini.

La citazione è falsa. De Martini non ha mai detto questa frase: non può averlo fatto, perché non era uno dei progettisti, per cui non poteva dire "abbiamo progettato". Ha in realtà detto una frase assai diversa, ben nota a chi segue il cospirazionismo perché già citata da altri video:
"L'edificio era stato progettato per sostenere l'impatto di un 707 a pieno carico. Era l'aereo più grande dell'epoca. Credo che la struttura probabilmente potrebbe resistere a più impatti di aerei di linea, perché questa struttura è come la rete di una zanzariera – questa griglia fitta – e il jet è semplicemente una matita che trapassa la rete. In effetti non fa nulla alla rete."21

La frase proviene dal documentario Twin Towers Meraviglie Perdute di History Channel e specificamente da un'intervista rilasciata da DeMartini il 25 gennaio 2001 (Figura 7). Si nota subito la manipolazione effettuata dagli autori di Zero: è stato eliminato il contesto, per cui lo spettatore non esperto non può sapere che la dichiarazione fu fatta prima degli attentati dell'11 settembre, dunque in una situazione decisamente informale, nella quale l'impatto di un aereo di linea era una mera ipotesi.

21

"The building was designed to have a fully loaded 707 crash into it. That was the largest plane at the time. I believe that the building probably could sustain multiple impacts of jetliners because this structure is like the mosquito netting on your screen door – this intense grid – and the jet plane is just a pencil puncturing that screen netting. It really does nothing to the screen netting."

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Inoltre sono stati tagliati sia il "Credo che", sia il "probabilmente", che chiariscono che si tratta di una semplice congettura personale di DeMartini. Per come la taglia e storpia Zero, la citazione sembrerebbe invece un fatto scientifico indiscutibile.

Zero copia da un altro video complottista
Questa citazione è un altro esempio di copiatura da altri video cospirazionisti: era già stata scelta e presentata, a supporto delle medesime teorie, dal video Inganno Globale di Massimo Mazzucco, nel quale compare a 46 minuti circa dall'inizio.

Figura 7. Frank DeMartini, dal documentario Twin Towers Meraviglie Perdute.

Non è la prima volta che le parole di DeMartini vengono tagliate e distorte in questo modo: il sito complottista Patriots Question 9/11 addirittura lo cita fra i sostenitori delle teorie alternative per questa sua frase.22 Un arruolamento decisamente forzato, visto che è postumo.

Opinione informale spacciata per parere tecnico
Invece di citare dati tecnici, Zero "documenta" la resistenza delle Torri Gemelle usando esclusivamente una singola opinione personale, non supportata da calcoli, espressa oltretutto con formula dubitativa ("Credo che la struttura probabilmente...") e in un contesto giornalistico e non tecnico. La natura non formale delle parole di DeMartini è chiara anche dal paragone impreciso che fa: in realtà la rete di una zanzariera non regge nulla ed è sorretta da un telaio. Le colonne del WTC, invece, reggevano mezzo milione di tonnellate di grattacielo. Come vedremo tra poco, questo parere personale informale verrà invece presentato da Dario Fo in Zero come dato tecnico inoppugnabile. E se DeMartini si fosse semplicemente sbagliato? La tecnologia della simulazione, negli anni Sessanta in cui furono progettate le Torri Gemelle, era assai primitiva. E la storia è piena di tecnici troppo fiduciosi nelle proprie strutture: anche il Titanic, come si notava prima, fu dichiarato inaffondabile. E' perlomeno ipotizzabile che DeMartini abbia esagerato le doti della propria creatura, per rassicurare i giornalisti? Purtroppo non possiamo chiedergli chiarimenti, perché è appunto perito nel crollo dei suoi edifici. Presentare questa frase falsa, da sola, senza fornire elementi tecnici più concreti o altre dichiarazioni di esperti, è un classico esempio di inganno ai danni dello spettatore che non conosce in dettaglio la materia.

Quello che Zero non dice
Possiamo avere un quadro più obiettivo della questione se ci informiamo presso i progettisti del World Trade Center: cosa che Zero, chissà perché, non ha fatto, ma che è stata fatta per esempio dalla BBC.
22 http://www.patriotsquestion911.com/engineers.html.

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L'ingegner Leslie Robertson (Figura 8), principale responsabile della progettazione della struttura del WTC, ha chiarito in un'intervista alla BBC del novembre 2001 che le Torri Gemelle furono concepite per sopportare l'impatto di un Boeing 707 in atterraggio, quindi a velocità ridotta e con poco carburante, e che non fu possibile prendere in considerazione l'effetto del carburante.23 In altre parole, una situazione ben diversa da quella delineata informalmente e prima degli attentati da DeMartini, che parla invece di un Boeing 707 a Figura 8. Leslie Robertson, da un'intervista alla BBC. pieno carico e non fa distinzioni di velocità, un fattore importantissimo nel determinare l'energia d'impatto. Ma Zero sceglie, guarda caso, una citazione che fa sembrare le Torri Gemelle più resistenti di quanto fossero in realtà, facendo così sembrare strano che siano crollate. L'11 settembre 2001, le Torri Gemelle furono colpite da Boeing 767, aerei di peso superiore al 707, lanciati ad altissima velocità (stimata fra 700 e 950 km/h) e pieni di carburante. Ecco infatti come Robertson spiega gli eventi nell'intervista alla BBC:
"Avevamo concepito il progetto per tenere conto dell'impatto dell'aereo più grande di quell'epoca, il Boeing 707. Il 767 che colpì il World Trade Center era ben diverso. Innanzi tutto, era un po' più pesante del 707; non moltissimo, ma un po' più pesante. Ma soprattutto volava molto più veloce. E l'energia che ha introdotto nell'edificio è proporzionale al quadrato della velocità: se raddoppi la velocità, l'energia si quadruplica. [...] E poi ovviamente, con il 707, per quanto ne so, nel progetto non fu considerato il carico di carburante, e in effetti non so in che modo sarebbe stato possibile considerarlo. Ma... e con il 767 il carico di carburante era enorme rispetto a quello del 707, era un aereo completamente, completamente carico di carburante rispetto al 707, che era un aereo in atterraggio. Eh, semplicemente non c'è paragone fra i due."

Perché Zero non presenta questa dichiarazione, invece di quella di DeMartini? Un progettista del WTC non conta nulla?

23

http://www.bbc.co.uk/sn/tvradio/programmes/horizon/broadband/archive/leslie_robertson/index.shtml: "We had designed the project for the impact of the largest airplane of its time, the Boeing 707. The 767 that actually hit the WTC was quite another matter again. First of all it was a bit heavier than the 707, not very much heavier, but a bit heavier. But mostly it was flying a lot faster. And the energy that it put into the building is proportional to its square of the velocity, as you double the velocity, four times the energy. [...] And then of course with the 707 to the best of my knowledge the fuel load was not considered in the design, and indeed I don't know how it could have been considered. But... and with the 767 the fuel load was enormous compared to that of the 707, it was a fully, fully fuelled airplane compared to the 707 which was a landing aircraft. Uh, just absolutely no comparison between the two."

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5. Steven Jones paragona il WTC a un albero
Abbiamo visto che Zero tralascia di citare l'opinione professionale di un progettista delle Torri Gemelle, preferendo citare (oltretutto storpiate) le parole di un morto che non può difendersi dalla manipolazione delle sue affermazioni. La scelta poco obiettiva dei pareri prosegue subito dopo, perché a quanto pare per Zero contano di più le parole di Steven Jones (Figura 9), che non è un progettista delle Torri, non è un ingegneFigura 9. Steven Jones. re strutturista, ma è semplicemente un professore di fisica presso la Brigham Young University,24 nello Utah, e quindi non sembra particolarmente qualificato per dare un parere tecnico sul comportamento strutturale di un edificio. Le sue competenze sono nel settore della fisica delle particelle, dell'infinitamente piccolo, non nel campo dei grattacieli. Eppure a Jones viene dato, qui e in seguito, ampio spazio per esporre le sue teorie.
0:06. Steven Jones dice che le torri erano simili ad alberi, in cui "le fibre sono interconnesse tra loro, perciò se tenti di piegarlo, l'albero è in grado di assorbire e assecondare la tensione."

Il paragone è quanto mai scorretto, perché omette il fatto di certo non trascurabile che molte delle "fibre" strutturali delle torri, ossia le colonne, furono tranciate dagli impatti degli aerei. La struttura delle torri era quindi tutt'altro che integra e non era in grado di assorbire i carichi straordinari che le sarebbero gravati addosso a causa dei cedimenti e indebolimenti indotti dagli incendi. Volendo insistere con il paragone arboreo, le Torri Gemelle erano semmai alberi trapassati da un'accetta scagliata alla velocità di un proiettile. Inoltre gli alberi sono strutture piene: le Torri Gemelle, invece, avevano un nucleo centrale e un perimetro che reggevano la struttura, ma il resto era cavo (ovviamente, perché ci dovevano lavorare dentro le persone). Il 95% del volume delle Torri era spazio vuoto. Il paragone è quindi del tutto ridicolo: immaginate di scavare un albero togliendone il 95% del legno e di trapassarlo con un'accetta e chiedetevi come si comporterebbe. Perché Zero perde tempo con paragoni fantasiosi e insensati, invece di darci elementi concreti e scientifici?

24

http://www.byu.edu/.

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6. Crollo improvviso della Torre Sud: prova di demolizione?
0:07. Il narratore segnala che la Torre Sud crollò "improvvisamente" 56 minuti dopo essere stata colpita.

"Improvvisamente" sembra suggerire che non vi furono segni premonitori dei crolli: questa è una tesi sostenuta da molti cospirazionisti, secondo i quali questa natura improvvisa del crollo è spiegabile soltanto con una demolizione intenzionale. Ma la tesi è basata su un assunto falso, perché vi furono in realtà molte avvisaglie per entrambe le torri. Purtroppo, a causa dell'inefficienza delle comunicazioni radio, non furono comunicate a molti dei soccorritori:25 ben 343 vigili del fuoco perirono nei crolli delle Torri Gemelle. Ecco qualche esempio di queste avvisaglie. Torre Sud:
! !

Alle 9:37, 22 minuti prima del crollo, un civile al 106° piano della Torre Sud chiamò il numero d'emergenza 911 dicendo che un piano sottostante stava collassando.26 Gli elicotteristi della polizia di New York avvisarono del crollo imminente della Torre Sud con circa dieci minuti d'anticipo27 e segnalarono che si stavano staccando "grandi pezzi" dalla Torre Sud.28 Le testimonianze dei soccorritori riferiscono che un messaggero trasmise alla postazione di comando dei vigili del fuoco, in un edificio adiacente denominato World Financial Center 2, l'allerta secondo il quale un ingegnere riteneva che entrambe le torri stavano assumendo una condizione che ne avrebbe causato il crollo. Il messaggero stava facendo rapporto quando crollò la Torre Sud.29 Alle 9:32, ben mezz'ora prima di qualsiasi crollo, il vicecomandante dei vigili del fuoco Joseph Callan diede l'ordine di evacuare la Torre Nord, perché "l'edificio non era più sicuro":
Circa 40 minuti dopo essere arrivato nell'ingresso, ho preso la decisione che l'edificio non era più sicuro. E questo era sulla base delle condizioni nell'ingresso, grandi pezzi d'intonaco che cadevano, si stavano rompendo tutte le lastre di vetro alte sei metri sull'esterno dell'ingresso. C'era un evidente movimento dell'edificio e questa è stata la ragione, sulle ricetrasmittenti portatili, per la quale ho dato l'ordine a tutte le unità del Fire Department di lasciare la Torre Nord.30

!

Torre Nord:
!

25 26 27 28 29

30

http://www.fireengineering.com/articles/article_display.html?id=158382. "At 9:37 a.m., a civilian on the 106th floor of the South Tower reported to a 9-1-1 operator that a lower floor—“90-something floor”—was collapsing." Staff Statement n. 13, pag. 21. http://www.fireengineering.com/articles/article_display.html?id=158382: "... reports from police helicopters predicting the imminent collapse of the South Tower 10 minutes before it occurred... Police heard the transmission; the fire department did not.". "... at approximately 9:49 a.m., one of the NYPD helicopter units reported over the Special Operations Division radio channel that "large pieces" were falling from WTC 2". NIST NCSTAR 1-8, pag. 95. "emergency responders reported during their interviews that around the same time period that these radio messages were being collected and distributed, a runner was sent from OEM to th FDNY Incident Command Post (ICP) to inform them that an engineer believed the WTC towers were nerign conditions that would cause a collapse. The runner... was in the process of delivering the message when WTC 2 collapsed." NIST NCSTAR 1-8, pag. 95. "Approximately 40 minutes after I arrived in the lobby, I made a decision that the building was no longer safe. And that was based on the conditions in the lobby, large pieces of plaster falling, all the 20 foot high glass panels on the exterior of the lobby were breaking. There was obvious movement of the building, and that was the reason on the handy talky I gave the order for all Fire Department units to leave the north tower." Trascrizione del rapporto di Joseph Callan, n. 9110195, 2/11/2001. L'orario esatto è riportato nel Rapporto della Commissione 11/9, capitolo 9, e a pag.-12 nel documento "FINAL REPORT - The Role of the Volunteer Fire Service in the September 11, 2001 Terrorist Attacks" pubblicato dal National Volunteer Fire Council. Il Rapporto della Commissione 11/9 è incerto se Callan abbia dato l'ordine a causa dei danni all'edificio o a causa del falso allarme per un inesistente terzo aereo dirottato verso New York ("At 9:32, a senior chief radioed all units in the North Tower to return to the lobby, either because of a false report of a third plane approaching or because of his judgment about the deteriorating condition of the building").

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!

Gli elicotteri della polizia segnalarono la presenza di sintomi di crollo imminente della Torre Nord circa 20 minuti prima che avvenisse.31

I crolli non avvennero dunque affatto "improvvisamente", e le teorie di demolizione delle Torri Gemelle si scontrano con queste testimonianze di danni e cedimenti, che sono sintomi classici di un collasso progressivo, dovuto al cedimento della struttura, e non sono compatibili con una demolizione controllata. Come può dell'esplosivo causare movimenti e cedimenti degli edifici, anche al piano terra, sotto gli occhi dei vigili del fuoco, addirittura un'ora prima dell'inizio della presunta demolizione controllata?

31

http://www.fireengineering.com/articles/article_display.html?id=158382: "... reports from police helicopters predicting ... the imminent collapse of the North Tower 21 minutes before it occurred."

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7. Crolli troppo brevi, caduta troppo verticale
0:07. Brian Clark ricorda che appena dopo essere uscito dalla torre, la vide crollare "in soli 8-10 secondi", "su se stessa", e nota che la torre "si è polverizzata".

La testimonianza di Clark dimostra che i ricordi, in condizioni traumatiche, sono normalmente distorti e conditi da osservazioni aggiunte in seguito: Clark di certo non si è fermato a cronometrare il crollo, per cui quegli "8-10 secondi" sono un dato inserito a posteriori. Le durate effettive dei crolli sono decisamente superiori, come si può verificare dai filmati e documentari riguardanti l'11 settembre. Per la Torre Sud, la prima a crollare, quella a cui si riferisce Clark, si può fare riferimento sia all'audio del crollo, registrato nel documentario 11/9 dei fratelli Jules e Gédéon Naudet dall'interno della Torre adiacente, e al video girato da Luigi Cazzaniga.32 Entrambi documentano una durata di almeno 16 secondi. Un dato oggettivo che sarà prezioso in seguito. Inoltre numerose immagini dimostrano che la parte centrale di entrambe le Torri restò in piedi per quasi un minuto, formando delle "guglie" alte circa 200 metri (Figure 10-13).

Figura 10. Le "guglie" della struttura centrale della Torre Nord, rimaste in piedi dopo il crollo.

32

http://www.youtube.com/watch?v=C4BzqemGlQU.

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Figura 11. Le "guglie" della Torre Nord. L'edificio antistante è il WTC7, alto 174 metri, e permette di valutare l'altezza delle "guglie".

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Figura 12. Le "guglie" della Torre Sud: la struttura verticale che si scorge dietro il fumo, subito dopo il crollo della Torre Sud, non è un grattacielo situato dietro la Torre: è la porzione centrale della Torre stessa. Credit: Aman Zafar.

Figura 13: In questa foto, scattata alcuni istanti più tardi, la struttura è infatti scomparsa. Credit: Aman Zafar.

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Zero non considera e non mostra questi fatti, sfruttando le parole di Clark (che, a quanto risulta, non è affatto sostenitore di ipotesi cospirazioniste) per insinuare nello spettatore alcuni concetti falsi che suggeriscono una demolizione controllata:
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Le Torri Gemelle non sono affatto cadute ordinatamente in verticale, ma hanno distribuito macerie in tutte le direzioni, fino a oltre 170 metri di distanza, con un cumulo centrale che corrisponde solo vagamente alla pianta degli edifici, tant'è che parte delle facciate è rimasta in piedi. Una struttura reticolare cava, alta e snella, come quella delle Torri, non collassa piegandosi di lato, come un albero, ma perde la propria integrità strutturale ben prima di potersi inclinare in blocco. Le macerie non si sono affatto polverizzate come può sembrare dalle parole di Clark. Il cemento non strutturale, sbriciolandosi in frammenti di ogni dimensione, ha ovviamente generato anche un'enorme quantità di polvere finissima, ma la struttura metallica si è frammentata in grandi elementi.

!

!

Le condizioni tutt'altro che polverizzate delle macerie, la loro distribuzione tutt'altro che verticale e l'estensione della dispersione dei frammenti sono chiaramente documentate in Figura 14.

Figura 14: Le porzioni di facciata delle Torri Gemelle ancora in piedi e le macerie distribuite in tutta la zona circostante dimostrano che il crollo non è stato affatto verticale e ordinato. La presenza di macerie tutt'altro che polverizzate è evidente.

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WTC7 WTC1

WTC2

Figura 15: Le macerie metalliche delle Torri Gemelle hanno raggiunto il Winter Garden (la struttura vetrata a volta, al centro della foto), che si trova a 170 metri dalla base della Torre più vicina, e si sono conficcate negli edifici circostanti, sfondandoli parzialmente. Si notano gli elementi a griglia che costituivano le facciate delle Torri.

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Del resto, la presunta polverizzazione è smentita da una dichiarazione dello stesso Steven Jones citato ampiamente da Zero:
Esaminando il campione di macerie del WTC, trovammo grandi pezzi di calcestruzzo (di forma e dimensioni irregolari, uno misurava circa 5 x 3 x 3 cm) nonché frammenti di medie dimensioni di cartongesso (con la carta legante ancora attaccata). Pertanto, la polverizzazione in realtà NON fu tale da produrre polvere fine ed è una falsa premessa iniziare con una polverizzazione fine quasi totale... Anzi, gran parte della massa del campione MacKinlay era chiaramente composta da pezzi consistenti di calcestruzzo e cartongesso, non da polvere fine. Sembra che la comunità dei ricercatori della verità sull'11 settembre “sia stata lenta a capire” che le particelle più abbondanti di polvere del WTC sono della varietà “supergrossolana” anziché del tipo “fine” e , che frammenti significativi di calcestruzzo sono stati trovati anche tra le macerie del WTC.33

E' piuttosto ironico che proprio Steven Jones, superteste di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, dia loro del "lento a capire". Ma il cospirazionismo vive anche di queste incoerenze.

La testimonianza del pompiere Cacchioli
Zero presenta a questo punto un secondo testimone diretto: Louie Cacchioli, vigile del fuoco di New York (Figura 16), in servizio l'11 settembre 2001. La sua testimonianza, accompagnata da immagini delle persone che precipitano gettandosi dalle Torri, è scioccante e coinvolgente, ma non aggiunge alcun elemento di prova di ipotesi alternative. Non è chiaro a cosa serva una testimonianza del genere in un video che mira a dimostrare che la versione ufficiale degli eventi è falsa.

Figura 16. Louie Cacchioli, da Zero.

Anzi: ci si deve chiedere come mai Zero, una volta tanto che ha per le mani un esperto vero d'incendi, oltre che un testimone diretto degli eventi, non gli faccia delle domande tecniche, invece di indugiare sui sentimenti. Per esempio, perché Chiesa e Fracassi non hanno chiesto a Cacchioli se gli incendi delle Torri Gemelle che visse insieme ai suoi colleghi erano davvero modesti e a "temperature non certo elevatissime", come dirà Zero fra poco? Si può solo ipotizzare che, come la testimonianza precedente della telefonata di Melissa Doi intrappolata nel grattacielo in fiamme, l'intervento di Cacchioli abbia lo scopo di creare una tensione emotiva che distragga dall'esame razionale dei dati presentati, oppure che serva a conferire a Zero un'apparenza di maggiore rigore documentaristico. Possiamo anche porci un'altra domanda: come mai Louie Cacchioli, vigile del fuoco di New York, testimone diretto dei fatti, non parla di esplosioni o di altre circostanze sospette? Come mai lui non dichiara nessuno dei dubbi e delle congetture così frequenti fra i cospirazionisti?

33

Hard Evidence Repudiates the Hypothesis that Mini-Nukes Were Used on the WTC Towers, p. 8, gennaio 2007: "As we examined the WTC-debris sample, we found large chunks of concrete (irregular in shape and size, one was approximately 5cm X 3 cm X 3cm) as well as medium-sized pieces of wall-board (with the binding paper still attached). Thus, the pulverization was in fact NOT to fine dust, and it is a false premise to start with near-complete pulverization to fine powder... Indeed, much of the mass of the MacKinlay sample was clearly in substantial pieces of concrete and wall-board rather than in fine-dust form... It seems that the 9/11 truth community likewise “has been slow to understand” that the WTC dust particles in greatest abundance are the “supercoarse” variety rather than “fine” particles, and that significant chunks of concrete were also found in the WTC rubble."

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La citazione di Morgan Reynolds
A questo punto Zero propone una citazione su sfondo nero, seguita ancora una volta dal rumore di un'esplosione:
"E' difficile esagerare l'importanza di un dibattito scientifico sulle cause del crollo delle Twin Towers". Morgan Reynolds Dipartimento del Lavoro USA sotto George W. Bush

Bella scoperta: questa frase è di un'ovvietà talmente sconcertante che non si capisce per quale motivo sia stata ritenuta così significativa da includerla in Zero. E' chiaro a chiunque che il dibattito scientifico sulle cause del crollo delle Torri Gemelle è importante, perlomeno per capire se e come evitare il ripetersi di disastri del genere. Infatti il dibattito scientifico c'è stato, ma fra gli esperti di settore, non fra i teologi, parapsicologi, ex prestigiatori e spogliarelliste che presenta Zero, e ha portato a cambiamenti importanti nelle normative edilizie, come vedremo più avanti.

Il rapporto del NIST
0:09. Il narratore descrive le conclusioni del rapporto del NIST: le Torri Gemelle sono crollate per la combinazione degli impatti dei velivoli e degli incendi che ne sono conseguiti.

Il rapporto del National Institute of Standards and Technology (NIST), scaricabile da Internet34 (in Figura 17, la versione cartacea), non è una velina governativa: è costituito da ben 43 volumi, redatti dai migliori tecnici di settore, per un totale di circa 10.000 pagine. Per la sua stesura sono stati spesi 24 milioni di dollari. Zero, diversamente da molte altre produzioni complottiste, fa notare giustamente che la "versione ufficiale" non si limita al solo Rapporto della Commissione 11/9, ma include anche numerosissimi rapporti strettamente tecnici come quello del NIST. Ma questo pone il problema della Grande Cospirazione: se si può pensare arditamente che il Rapporto della Commissione sia il parto di un manipolo di corrotti, diventa però ridicolo affermare che un rapporto tecnico di questa stazza, prodotto da un vasto numero di esperti, sia stato addomesticato tanto da nascondere le prove dell'impossibilità del crollo. Il numero di persone coinvolte nella congiura del silenzio sarebbe astronomico. E il rapporto NIST è soltanto uno dei tanti, redatti da FEMA, ASCE, FAA, NTSB: tutti corrotti anche loro? Neppure uno dei loro memFigura 17. Il rapporto NIST. bri si lascia sfuggire una confessione in stato d'ebbrezza o in punto di morte, o almeno un lapsus rivelatore? Nemmeno la mafia sa ottenere un'omertà così perfetta e duratura. Secondo i complottisti, invece, gli americani ci riescono ormai da sette anni.
34 http://wtc.nist.gov.

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8. Immagini sbagliate del crollo della Torre Nord
Siamo a 8 minuti dall'inizio del video. Il narratore parla a questo punto del crollo della Torre Nord (la seconda a crollare), ma le immagini che Zero presenta a questo punto mostrano in realtà il crollo della Torre Sud. Lo si può notare nel fotogramma qui sotto (Figura 18) dal fatto piuttosto evidente che a sinistra della nube di macerie campeggia l'altra torre, ancora in piedi.

Figura 18. Un fotogramma tratto da Zero dovrebbe illustrare il crollo della seconda torre, ma si riferisce in realtà alla prima.

Un errore da veri dilettanti. Se Zero commette strafalcioni di questo genere e nessuno dei suoi autori, revisori e montatori se ne accorge, quanto è affidabile e seria la ricerca che afferma di aver fatto per presentare le proprie tesi?

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9. Dario Fo dileggia i progettisti del WTC e manipola le dichiarazioni
L'opinione informale di Frank DeMartini che era stata trasformata disinvoltamente in certezza viene ora usata come fondamento per una frase, pronunciata da Dario Fo, che è talmente sconcertante da dover essere citata letteralmente:
0:09. DARIO FO: "Ma noi... eh... sappiamo, proprio da coloro che hanno costruito e progettato queste torri, che avrebbero resistito anche con l'impatto di più di un aereo. Quindi ci chiediamo: come potevano i costruttori pensare a degli aerei che arrivassero sopra le torri senza carburante? Pensavano forse che l'aereo potesse arrivare... così per fiato proprio?"

Figura 19. Dario Fo, da Zero.

Colpisce innanzi tutto il dubbio gusto di dileggiare (come si vede anche dalla mimica nel fotogramma di Figura 19) e di dare dell'incompetente a chi è morto e non può difendersi dalle accuse: non solo a Frank DeMartini, ma soprattutto all'ingegnere strutturista John Skilling, il vero progettista delle Torri Gemelle (Frank DeMartini era il responsabile dell'esecuzione delle scelte strutturali fatte da Skilling e dai suoi dipendenti). John Skilling è infatti scomparso nel 1998 a 76 anni35 e non può quindi replicare alle accuse d'inettitudine.

Certo, Dario Fo è un premio Nobel, ma per la letteratura, non per l'ingegneria strutturale. Ricevere un Nobel non rende improvvisamente onniscienti e infallibili, come dimostrato per esempio dalle recenti dichiarazioni razziste del Nobel James Watson,36 e non legittima a criticare i professionisti di un settore che non si conosce affatto. Quanti grattacieli ha progettato Dario Fo? Forse fidandosi infelicemente dell'imbeccata fornita dagli sceneggiatori Chiesa e Fracassi, Dario Fo fa un'affermazione che è permeata di una sconfortante incompetenza e ignoranza dei fatti riguardanti la progettazione del World Trade Center e l'ingegneria strutturale in generale. Quest'affermazione, fra l'altro, è un esempio di straw man argument, o "argomento fantoccio": un trucco retorico nel quale si attribuiscono all'avversario affermazioni che non ha fatto e poi si procede a demolirle, dando così l'impressione fasulla ma mediaticamente efficace di aver annientato la vera tesi avversaria. E' un espediente ricorrente nella produzione cospirazionista e, come vedremo, anche in Zero. Infatti i progettisti del WTC non hanno mai pensato ad aerei che volassero "senza carburante". Non sono mica scemi. Il carburante fu preso eccome in considerazione dai progettisti, ma negli anni Sessanta non c'era modo né di simularne scientificamente gli effetti, perché i calcolatori dell'epoca erano insufficienti allo scopo, né di costruire un grattacielo in modo che potesse sopportare i danni di un grandissimo incendio. Quest'ultimo è un problema che esiste tuttora, come dimostra proprio l'incendio della Windsor Tower di Madrid, che verrà citato più avanti da Zero. Altro che "fiato proprio". Sono rimaste poche tracce documentali formali delle analisi dei rischi dovuti a impatti e incendi svolte dai progettisti: esiste copia di una sintesi dei loro risultati, ma le analisi vere e proprie non sono state recuperate, nonostante tre anni di ricerche, secondo fonti citate da Cooperative Resear35 36 http://enr.construction.com/features/buildings/archives/030224.asp. http://edition.cnn.com/2007/TECH/science/10/18/science.race/index.html.

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ch.37 Ma ci sono le parole eloquenti del già citato John Skilling (Figura 20), rilasciate al Seattle Times38 e pubblicate il 27 febbraio 1993, poco dopo il primo attentato terroristico contro le Torri Gemelle e quindi in tempi chiaramente non sospetti:
"La nostra analisi indicò che il problema maggiore sarebbe stato il fatto che tutto il carburante (dall'aereo) si sarebbe riversato dentro l'edificio. Ci sarebbe stato un incendio terrificante. Sarebbero morte molte persone."

John Skilling aggiunse, forse ottimisticamente, che "la struttura dell'edificio sarebbe rimasta al suo posto". Cosa che in effetti è accaduta, almeno in parte: la Torre Nord ha retto 102 minuti, mentre la Torre Sud è rimasta in piedi per 56 minuti, nonostante i danni strutturali prodotti dagli impatti degli aerei. Ma Skilling si riferiva al poco carburante residuo di un aereo in atterraggio, non a un aereo strapieno di kerosene perché decollato da poco. Quello che si scatenò l'11/9 fu un rogo superiore a ogni sua immaginazione. Skilling, a quanto risulta, non ha mai affermato che la struttura avrebbe sopportato impatti multipli di aerei (del resto inconcepibili in un'epoca pre-terrorismo come gli anni Sessanta), come cerca di suggerire Zero, né che avrebbe retto indefinitamente in caso d'incendio successivo a un impatto singolo.

Figura 20. John Skilling.

Non solo: la resistenza dimostrata l'11 settembre, sotto gli effetti combinati di impatti e incendi, è ritenuta già lodevole dagli addetti ai lavori. Si noti, per esempio, il parere di Jon Magnusson, amministratore delegato della Magnusson Klemencic Associates, una grande società d’ingegneria delle costruzioni con sede a Seattle, in un'intervista a Popular Mechanics:
"Il 99% dei grattacieli [moderni] crollerebbe immediatamente se colpito da un aereo di linea... Non solo crollerebbe, ma crollerebbe immediatamente."39

Magnusson ribadì questo concetto molto efficacemente proprio l'11 settembre 2001, in una diretta televisiva, quando il conduttore Peter Jennings gli chiese come mai erano crollate le torri:
"Sta facendo la domanda sbagliata. Dovrebbe chiedersi come hanno potuto restare in piedi."40

Noi ci dovremmo chiedere, invece, come mai Zero ha scelto di omettere queste dichiarazioni di tecnici qualificati e addirittura degli stessi progettisti delle Torri Gemelle (John Skilling e il già citato Leslie Robertson), preferendo quelle di persone per nulla competenti in materia.

37 38 39 40

http://www.cooperativeresearch.org/timeline.jsp?investigations:_a_detailed_look=wtcinvestigation&timeline=complete_911_t imeline. http://archives.seattletimes.nwsource.com/cgi-bin/texis.cgi/web/vortex/display?slug=1687698&date=19930227. Debunking 9/11 Myths, Hearst Books, pag. 30; disponibile in italiano con il titolo 11 settembre: i miti da smontare, Terre di Mezzo. "You're asking the wrong question. You should be asking, 'How were the buildings able to stand up?'"

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10. Nessun grattacielo in acciaio è mai crollato a causa di un incendio
Parla Les Jamieson (Figura 21), la cui unica qualifica sembra essere, stando ai sottotitoli di Zero, quella di appartenere al "Movimento per la verità sull'11-9 di New York". Ancora una volta, Zero ci presenta le parole non documentate di persone non esperte invece di concentrarsi sui fatti e portarci la competenza di chi lavora nei settori tecnici coinvolti nell'incendio e nel crollo di un edificio.
Figura 21. Les Jamieson, da Zero.
0:10. Jamieson dice che nessuna torre avente struttura in acciaio è mai crollata per un incendio, né prima né dopo l'11 settembre 2001.

La storia che nessun altro grattacielo in acciaio è crollato per incendi viene riproposta per l'ennesima volta nel circuito delle teorie cospirazioniste. Anche in questo caso Zero non fa altro che riciclare argomentazioni trite e ritrite. Innanzitutto è completamente errato affermare che i grattacieli del WTC siano venuti giù soltanto a causa degli incendi. Zero dimentica forse il piccolo particolare che le Twin Towers furono colpite da due aerei di linea, ciascuno pesante oltre 100 tonnellate, scagliati ad altissima velocità?41 Lo spettatore e il lettore non si lascino ingannare dalla percezione di leggerezza che deriva dal fatto che gli aerei si librano nell'aria. Cento tonnellate sono cento tonnellate. La violenza enorme degli impatti è più comprensibile se si immagina di scagliare un locomotore come un proiettile di cannone, a oltre 700 km/h, contro le Twin Towers. Un locomotore come quello mostrato in Figura 22,42 che pesa appunto circa 110 tonnellate. Che genere di danni v'immaginate che faccia?
Figura 22. Un locomotore E.646 del peso di 110 tonnellate, pari a quello di ciascun Boeing 767 che colpì le Torri Gemelle. Dettaglio di una fotografia di Stefano Paolini da Wikipedia.

41

I pesi stimati dei velivoli che colpirono il WTC sono 128 e 118 tonnellate rispettivamente per la Torre Nord e per la Torre Sud.

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Questa "dimenticanza" da parte di Zero ha l'effetto di distrarre lo spettatore dal fatto che nessun altro grattacielo è mai stato colpito da un aereo di linea moderno; per cui non ci possono essere casi precedenti. Vi sono state collisioni di aerei contro grattacieli, ma i velivoli erano sempre molto più piccoli e leggeri di un Boeing 767.43 E anche nel caso dell'Edificio 7 (WTC7), è scorretto parlare di incendi puri, perché il World Trade Center 7 fu gravemente lesionato dalle macerie delle Twin Towers prima di arrendersi agli incendi. Ogni confronto con altri eventi è quindi sbagliato in partenza, perché confronta l'incendio di strutture già indebolite da questi impatti violentissimi con l'incendio di strutture assolutamente integre. Nessun edificio era mai crollato in simili condizioni, perché simili condizioni non si erano mai verificate prima di allora.

La vulnerabilità delle strutture in acciaio
Quello che pochi sanno, al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, è che le strutture realizzate esclusivamente in acciaio, come le Torri Gemelle, sono molto vulnerabili in caso d'incendio: perdono gran parte della propria capacità di carico già a 500°C, e si deformano fortemente per dilatazione. Proprio per questo di norma gli edifici vengono realizzati combinando cemento armato e acciaio. Ma i progettisti del WTC non lo fecero: l'ardita struttura delle torri fu possibile proprio perché si scelse di non utilizzare cemento armato. Il solo calcestruzzo presente era quello non strutturale gettato sopra i solai, anch'essi in acciaio, come mostrato in Figura 23.

Figura 23. Schema dei solai del WTC. Fonte: NIST.

La vulnerabilità agli incendi di una struttura interamente in acciaio era talmente assodata e ovvia per gli esperti di settore che l'acciaio delle Torri Gemelle era rivestito da una specifica protezione antincendio. Una protezione che non poté agire: gli impatti degli aerei la asportarono nella zona di penetrazione, esponendo l'acciaio nudo al calore diretto degli incendi. Questa fatale vulnerabilità è ben documentata, per esempio, da spiegazioni dei Vigili del Fuoco italiani come questa:44
L`acciaio è un buon conduttore di calore e con il riscaldamento subisce dilatazioni e deformazioni, che oltre 300 - 350°C riducono gradualmente la resistenza alla rottura, per temperature oltre i 500 - 550°C la resistenza della struttura si riduce ad un valore inferiore a quello ammissibile, con conseguente crollo della struttura in acciaio. Il crollo può avvenire anche quando la struttura in acciaio viene attaccata dal fuoco non completamente, ma solo in una limitata zona quale una trave o un pilastro; è necessario anche valutare, ai fini della stabilità dell'edificio, i fenomeni di allungamento della struttura legati alle temperature.
42 43 44 http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:646190-270601bolgheri.jpg. In proposito si possono citare l'impatto di un bimotore militare B-25 Mitchell contro l'Empire State Building nel 1945, lo schianto di un monomotore a elica Commander contro il grattacielo della Regione Lombardia a Milano nel 2002, o l'impatto di un monomotore a elica Cirrus RS20 contro il grattacielo Belaire a New York nel 2006. "Insediamenti industriali metalmeccanici: i criteri per una corretta progettazione della struttura e della compartimentazione", a cura dell'Ing. Davide Lanzone (http://www.vfv.it/det_art.asp?Id=355). Le evidenziazioni sono aggiunte.

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Non per nulla le norme di sicurezza impongono da decenni l'uso di rivestimenti ignifughi su tutti gli elementi strutturali in acciaio. Una ricerca nella storia degli incendi, inoltre, conferma tragicamente questa vulnerabilità delle strutture in acciaio. Anche edifici in acciaio meno ambiziosi delle Torri Gemelle sono infatti crollati per puro incendio, senza danni da impatto.
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Nel 1967, il McCormick Center di Chicago, il più grande centro espositivo al mondo dell'epoca (Figura 24), crollò per incendio in soli trenta minuti. La sua struttura, interamente in acciaio, utilizzava grandi travature per creare ampi volumi ininterrotti, proprio come il WTC (dove gli impatti degli aerei crearono inoltre vaste cavità aggiuntive, oltretutto non previste dal progetto e quindi destabilizzanti). Le travature d'acciaio del tetto collassarono per il calore.45 Nel 1993, una fabbrica di giocattoli della Kader Industrial in Tailandia, un edificio di quattro piani con struttura interamente in acciaio, prese fuoco e crollò in venti minuti, causando 188 morti e 469 feriti.46 Nel 1997, nella cittadina di Strasburg, in Pennsylvania, prese fuoco il Sight and Sound Theater, inaugurato sette anni prima. Il suo telaio d'acciaio, che racchiudeva l'ampio spazio dell'auditorium, crollò per il fuoco, distruggendo completamente l'edificio e causando danni strutturali anche a quelli adiacenti (Figura 25).47 Nel 2005, la piattaforma petrolifera Mumbai High North, una struttura alta sette piani, interamente in acciaio, situata al largo delle coste indiane, prese fuoco dopo una collisione con una nave. Fu completamente distrutta in meno di due ore, causando la morte di dieci persone (Figure 26-28).48 Nel 2006, una cartiera presso Malvern, nel Worcestershire (Regno Unito), subì un incendio che la fece crollare completamente. I pompieri riferirono che il calore intenso aveva causato il cedimento delle travi d'acciaio del tetto (Figura 29).49 Nel giugno del 2008, i grandi capannoni metallici che ospitano le attrazioni e gli studi della Universal Studios, a Los Angeles, furono devastati da un grande incendio e crollarono nonostante l'intervento massiccio dei vigili del fuoco (Figure 30 e 31).50

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Si potrebbe obiettare che nessuno di questi collassi da incendio riguarda grattacieli. Ma è proprio questo il punto: un grattacielo è assai più sollecitato, sia dai carichi verticali sia dalla spinta orizzontale del vento, di quanto lo sia una struttura più bassa. Se un incendio è in grado di far collassare una struttura in acciaio di pochi piani, a maggior ragione è in grado di farlo in una struttura più esasperata come quella di un grattacielo. Inoltre, quando ci si domanda come mai non ci sono casi precedenti di grattacieli interamente in acciaio crollati per incendio, occorre considerare che esistono pochissimi grattacieli in solo acciaio, proprio in considerazione del rischio strutturale in caso d'incendio. Uno di questi grattacieli è la Sears Tower di Chicago.51 E, come già detto, nessuno di essi è mai stato colpito da oltre 100 tonnellate d'aereo lanciate a oltre 700 km/h e poi riempito di circa 32.000 litri di carburante in fiamme.
45 46 47 48 49 50 51 http://www.tadesite.com/mmm-dod_pdfs/MMM_sept2006.pdf ; http://www.chipublib.org/004chicago/disasters/mccormick_fire.html; http://www.iaei.org/subscriber/magazine/02_d/berhinig.htm. http://www.ilo.org/public/english/protection/safework/hazardwk/fire/fir01.htm; http://www.wsws.org/articles/2003/may2003/kade-m16.shtml. http://www.interfire.org/res_file/pdf/Tr-097.pdf. http://www.mace.manchester.ac.uk/project/research/structures/strucfire/CaseStudy/HistoricFires/Other/default.htm; http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/4721933.stm. http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/england/hereford/worcs/6105942.stm. http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/7430064.stm (include video del crollo). http://www.sears-tower-facts.com/; un elenco di altri grattacieli con struttura in acciaio è disponibile presso http://www.ejse.org/Archives/Fulltext/200101/01/20010101.htm.

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All'affermazione "nessuna torre con struttura in acciaio è mai crollata a causa di un incendio, né prima né dopo l'11 settembre" si risponde quindi con i fatti: Tutte le strutture moderne realizzate esclusivamente in acciaio, che hanno subito gravi danni strutturali combinati con enormi incendi incontrollati su più piani, sono crollate.

Figura 24. Il collasso per puro incendio del McCormick Center (1967).

Figura 25. Quel che resta del Sight and Sound Theater (1997).

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Figura 26. La piattaforma Mumbai High North prima dell'incendio del 2005.

Figura 27. L'incendio della piattaforma.

Figura 28. Quello che rimane dopo il disastro.

Figura 29. La cartiera funestata da un incendio a Malvern, nel Regno Unito (2006).

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Figura 30. Il crollo del tetto di un capannone degli Universal Studios a Los Angeles (2008).

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Figura 31. Il capannone degli Universal Studios devastato dalle fiamme.

Grattacieli incendiati che non crollano
Spesso i sostenitori delle teorie alternative citano altri casi di grattacieli funestati da incendi che però non hanno portato al loro crollo. Ma ci sono tre differenze importanti: 1. come già detto, nessuno dei grattacieli citati era stato indebolito dall'impatto di oltre 100 tonnellate scagliate a oltre 700 km/h; 2. nessuno degli esempi citati riguarda una struttura interamente in acciaio come quella del WTC: gli altri grattacieli nei quali si sono verificati incendi (soltanto incendi, senza impatti) hanno infatti una struttura portante che include elementi in cemento armato, assai più resistente al fuoco che l'acciaio; 3. al WTC non fu possibile alcun intervento antincendio, mentre gli altri grattacieli furono oggetto di azioni massicce di spegnimento. Il confronto con altri incendi è quindi tre volte scorretto e ingannevole: niente impatti, niente cemento armato, nessun intervento. Ecco alcuni esempi citati spesso dai complottisti:
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Nel 2004, la Torre Este, uno degli edifici più alti del Venezuela (56 piani, 225 metri, situato nel complesso Parque Central di Caracas), prese fuoco, ma non crollò (Figura 32).52 Il capo dei pompieri di Caracas, Rodolfo Briceno, coordinò l'intervento massiccio di elicotteri militari per versare acqua sul rogo e dichiarò, d'accordo con i progettisti dell'edificio, che non vi era pericolo di crollo, perché il grattacielo "è completamente differente [dalle Torri Gemelle] e la sua struttura in cemento armato è esterna, cosa che riduce il surriscaldamento."53

52 53

http://es.wikipedia.org/wiki/Complejo_Parque_Central. http://noticiero.venevision.net/index_not.asp?id_noticia=20041017000104&id_seccion=04.

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Figura 32. La Torre Este di Caracas, avendo una struttura in cemento armato e acciaio e ricevendo interventi di spegnimento, sopportò un incendio nel 2004.

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Nel 1991, il grattacielo One Meridian Plaza di Philadelphia, alto 150 metri, bruciò per più di 19 ore senza crollare (Figura 33). Ma non aveva subito alcun impatto che ne danneggiasse la struttura e rimuovesse le protezioni antincendio (come avvenne invece al WTC). Inoltre il suo sistema di estintori a pioggia continuò a funzionare, diversamente da quello delle Torri Gemelle, tranciato dagli impatti degli aerei, e da quello del WTC7, le cui condotte primarie furono invece tranciate dal crollo delle Torri Gemelle.

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L'estensione del rogo, infine, fu minore rispetto alle Torri Gemelle: ciononostante, durante l'incendio, i vigili del fuoco temettero il crollo, tanto da ordinare l'evacuazione dell'edificio da parte dei soccorritori.54 Il One Meridian Plaza riportò danni così gravi da imporne lo smantellamento.

Figura 33. Il One Meridian Plaza nell'incendio del 1991.

Come mai gli autori di Zero non parlano di tutti questi casi di strutture in acciaio crollate per puro incendio e non evidenziano la profonda differenza, in termini di resistenza agli incendi, fra un grattacielo in solo acciaio e un grattacielo in cemento armato e acciaio? Sarebbe bastato chiedere queste cose a un vigile del fuoco, per esempio allo stesso Louie Cacchioli che hanno intervistato prima. Cacchioli era lì, a Ground Zero, l'11 settembre. Lui sa come sono andate le cose. Ma gli autori di Zero non gli hanno chiesto nulla che riguardasse gli incendi, né gli hanno chiesto se secondo lui erano modesti. Perché non lo hanno fatto?

54

http://www.interfire.org/res_file/pdf/Tr-049.pdf ; http://en.wikipedia.org/wiki/One_Meridian_Plaza_fire; "Consultation with a structural engineer and structural damage observed by units operating in the building led to the belief that there was a possibility of a pancake structural collapse of the fire damaged floors." (http://www.iklimnet.com/hotelfires/meridienplaza_thefire.html); http://web.archive.org/web/20040216014121/http://www.sgh.com/expertise/hazardsconsulting/meridian/meridian.htm.

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11. La torre madrilena incendiata che "rimase in piedi"
Dario Fo racconta che a Madrid, nel 2005, un grattacielo è bruciato come "una torcia" per venti ore senza crollare.

Zero parla della Windsor Tower, come confermato dai titoli in sovrimpressione: un edificio alto 106 metri, quindi un quarto delle Torri Gemelle e di conseguenza molto meno sollecitato come carichi strutturali. Un edificio con una struttura in cemento armato e acciaio, completamente differente da quella delle Torri Gemelle, in acciaio senza cemento armato. Ma tutto questo Zero non lo dice. Un'altra cosa che Zero non dice è che la parte in acciaio della struttura della Windsor Tower è crollata eccome; ed è crollata senza neppure essere stata colpita da un aereo, e senza riversarvi dentro decine di migliaia di litri di carburante. E' rimasta in piedi la parte centrale, in cemento armato, e il crollo si è interrotto soltanto quando ha raggiunto il solaio dei vani tecnici, anch'esso in cemento armato. Il WTC, invece, non aveva elementi strutturali in cemento armato. Una differenza tutt'altro che trascurabile, come ben sa qualunque ingegnere strutturista e vigile del fuoco, ma che Zero ritiene comodamente opportuno non menzionare. Zero si dilunga in immagini spettacolari dell'incendio, ma non confronta la Torre Windsor prima e dopo gli incendi per mostrare la vera entità dei danni. Lo facciamo noi, con le immagini mostrate nelle Figure 34 e 35.

Figura 34. La Windsor Tower prima e dopo l'incendio. Si noti che il crollo si arresta soltanto quando incontra il solaio tecnico in cemento armato, assente nelle Torri Gemelle.

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Figura 35. Altre immagini della Torre Windsor prima della demolizione. Il cilindro verticale su un lato è la scala antincendio, incapsulata nel cemento armato: dimostrazione eloquente della differente resistenza al fuoco dell'acciaio e del cemento armato.

Va ribadito che i danni che si vedono in queste immagini e in quelle che seguono sono causati soltanto da un incendio, senza alcun impatto. E per di più, come nota anche Zero, questi sono gli effetti di un incendio in un edificio vuoto, quindi privo di tutti gli arredi combustibili che caratterizzano un edificio in uso. Il paragone con il World Trade Center, insomma, non calza per nulla. Un'altra cosa che Zero non dice è che i danni subiti dalla Windsor Tower furono talmente devastanti da imporne la demolizione, terminata ad agosto del 2005.55 Ora che conosciamo i fatti sui quali Zero ha disinvoltamente glissato, possiamo quindi dire che in realtà la Torre Windsor è proprio un esempio di ciò che i complottisti vorrebbero negare: un collasso di strutture portanti in acciaio indotto solamente da un incendio.56 Anzi, guardando la Figura 36 possiamo anche aggiungere una domanda: chi sostiene che nelle Torri Gemelle gli incendi erano modesti, come spiega che persino un grattacielo vuoto arde in questo modo? Zero giunge dunque al paradosso di dimostrare l'esatto contrario di quello che asserisce. Un errore che i suoi autori avrebbero potuto evitare semplicemente consultando qualunque ingegnere strutturista. E quindi domandiamo ancora una volta: se Zero è una ricerca della verità sull'11 settembre, come mai i suoi autori non hanno interpellato gli esperti di settore?
Figura 36. Immagine notturna dell'incendio della Windsor Tower.
55 56 http://www.elpais.com/comunes/2005/windsor/index.html. http://11-settembre.blogspot.com/2007/08/effetti-dellincendio-nella-torre.html.

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12. Il grattacielo di Madrid che non crollò era "ancora in costruzione"
Mentre vengono mostrate le immagini del grattacielo madrileno, Dario Fo precisa che l'edificio è rimasto in piedi nonostante fosse ancora in costruzione. Dice testualmente: "Questo grattacielo non è ancora terminato. E' in costruzione! Ciononostante rimane in piedi".

Dario Fo sottolinea con enfasi queste sue parole: che la Windsor Tower fosse ancora in costruzione, e avesse dunque una struttura ancora incompleta, è per lui un elemento che rende ancora più straordinaria la sua resistenza all'incendio, e quindi ancor più misteriosa e sospetta la mancata resistenza delle Torri Gemelle. Ma quello che dichiara Fo è falso: basta infatti un briciolo di ricerca per scoprire che la Windsor Tower era stata costruita fra il 1973 e il 197957 (Figura 37). Era in corso di ristrutturazione, ma la sua struttura era già completa da più di due decenni. Se gli autori di Zero non controllano neanche i fatti di base come questi e vi costruiscono sopra le proprie teorie, è perlomeno lecito chiedersi se anche le loro altre teorie sono fondate su basi altrettanto dilettantesche e traballanti. In effetti, come vedremo tra breve, Dario Fo inanella una serie impressionante di sciocchezze tecniche nel giro di pochi secondi.

Figura 37. La pagina di Wikipedia in spagnolo che indica la data di costruzione della Torre Windsor.
57 http://edition.cnn.com/2005/WORLD/europe/02/14/spain.block.fire/.

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13. Fiamme cupe e fumo nero sono segno d'incendio debole
0:11. Mentre scorrono le immagini dell'incendio di Madrid (Figura 38), Dario Fo chiede allo spettatore di fare attenzione al colore delle fiamme, che "tende al bianco". Questo, dice, significa che "c'è molto ossigeno che brucia." Nell'incendio del World Trade Center, invece, secondo Fo "le fiamme sono di rosso scuro".

Figura 38. Le immagini dell'incendio della Windsor Tower mostrate da Zero.

Stranamente Fo non attira l'attenzione dello spettatore su un particolare fondamentale: le immagini della Windsor Tower sono notturne; quindi le fiamme risaltano molto di più, e sembrano molto più luminose, che nelle immagini in pieno giorno delle Torri Gemelle. E' lo stesso effetto che si ha con gli abbaglianti di un'auto: luminosissimi di notte, ma fiochi di giorno. Per questo le fiamme sembrano chiare a Madrid e scure a New York. La quantità d'ossigeno non c'entra assolutamente nulla, come ben sanno i pompieri e come vedremo in dettaglio tra poco. Come mai gli autori di Zero hanno imbastito un confronto così sballato e ingannevole? E' possibile che ignorino un concetto così ovvio come la differenza di luminosità fra il giorno e la notte? Non è tutto: le immagini di Zero mostrano colonne e solai d'acciaio della Windsor Tower piegati, imbarcati e crollati a causa di un semplice incendio. Un fenomeno che gli autori di questo video dichiareranno impossibile. Eppure a Madrid è avvenuto, e per di più senza aggiungere decine di migliaia di litri di carburante d'aereo, come è invece accaduto alle Torri Gemelle. Come vedremo, la tesi di Zero è che gli incendi nelle Torri Gemelle furono modesti e tiepidi. Incendi innescati dall'equivalente di due autocisterne di kerosene e alimentati dal contenuto delle Torri sarebbero stati, secondo loro, meno caldi, potenti e distruttivi di quello di Madrid, consumatosi senza kerosene aggiunto e in un grattacielo vuoto. La tesi implica dare del bugiardo a tutti i pompieri di New York, che hanno vissuto in prima persona le condizioni terribili di quei roghi e li hanno descritti dettagliatamente nei loro resoconti.58
58 Le registrazioni delle loro comunicazioni radio sono pubblicate presso Firehouse.com (http://cms.firehouse.com/content/article/article.jsp?id=44026&sectionId=46); 12.000 pagine di testimonianze di 503 fra vigili del fuoco, soccorritori e paramedici sono pubblicate presso il New York Times (http://graphics8.nytimes.com/packages/html/nyregion/20050812_WTC_GRAPHIC/met_WTC_histories_full_01.html).

Zerobubbole – 64/297 Dario Fo dice che al World Trade Center, diversamente dall'incendio di Madrid, "il fumo è nero".

Ci risiamo. Il fumo di Madrid è chiaro soltanto perché è ripreso di notte e illuminato dalle fiamme. Questo è il fumo della Windsor Tower come lo mostra Zero (Figura 39).

Figura 39. Il fumo della Windsor Tower, nelle immagini mostrate da Zero.

E questa è la Windsor Tower di giorno (Figura 40). Di che colore è il suo fumo?59

Figura 40. Il fumo della Windsor Tower di giorno è nero. Proprio come quello delle Torri Gemelle.

E' davvero stupefacente che un premio Nobel come Dario Fo non colga questo concetto banale.
59 http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Windsor-tower-madrid.jpg/800px-Windsor-tower-madrid.jpg.

Zerobubbole – 65/297 Steven Jones dice che gli incendi che ardevano nelle Torri Gemelle emanavano "fumo scuro, grigio, pesante, quasi nero, grigio [sic]". Questo, dice, significa che si tratta di "un incendio in carenza di ossigeno".

Nelle loro teorie, i complottisti affermano spesso che il fumo nero degli incendi al WTC è sintomo di carenza d'ossigeno e quindi, a loro parere, di incendi in via di spegnimento o comunque deboli.60 Incendi che pertanto non possono aver causato l'indebolimento della struttura. Il concetto sottinteso è che quest'indebolimento debba essere stato provocato da qualcos'altro di misterioso. Ma i fatti tecnici dimostrano che è semplicemente ridicolo sostenere che il colore del fumo dipenda dall'intensità dell'incendio come fa Zero. Il colore del fumo dipende principalmente dalla natura dei materiali che bruciano. Lo indicano chiaramente i Vigili del Fuoco italiani, dei quali citiamo la tabella dei colori assunti dal fumo in base al materiale che brucia:61
Bianco: Paglia, Fosforo Giallo/marrone: Nitrocellulosa, Zolfo, Acido nitrico - solforico - cloridrico, Polvere da sparo Grigio/marrone: Legno, Carta, Stoffa Viola: Iodio Marrone: Olio da cucina Marrone/nero: Nafta, Diluente per vernici Nero: Acetone, Cherosene, Benzina, Olio lubrificante, Gomma, Catrame, Carbone, Plastica

Come si può notare, il nero è associato al kerosene (di cui gli aerei trasportavano decine di migliaia di litri) e alle plastiche (estremamente diffuse negli allestimenti degli uffici). Ancora una volta, chiediamo ai complottisti e agli autori di Zero: come è possibile incappare in errori madornali come questi? Perché non sono stati interpellati degli esperti? Nulla da dire sul Dario Fo artista, ma presentarlo come esperto d'incendi è una scelta davvero inverosimile. Anche perché gli esempi che smentiscono le sue parole abbondano e non occorre essere vigili del fuoco per notarli e capirli. Per esempio, la Figura 41 mostra l'incendio scoppiato a Londra a novembre 2007 presso uno dei cantieri predisposti per le Olimpiadi del 2012.62 Considerato che si tratta di un incendio evidentemente all'aperto, è abbastanza difficile asserire che è affetto da carenza d'ossigeno. Ma di che colore è il fumo? Qualora dovesse servire qualche ulteriore conferma che il fumo nero non è per nulla sinonimo di incendio a corto d'ossigeno, o men che meno di incendio in via di spegnimento, la Figura 42 ritrae un velivolo nel quale un motore ha preso fuoco e sta bruciando il carburante contenuto nei serbatoi. All'aperto, ovviamente.
60 61 62

Figura 41. Un incendio in pieno svolgimento a Londra, a novembre 2007. Di che colore è il fumo?

Si veda per esempio Maurizio Blondet, in I grattacieli, prima, non cadevano, 6/12/2005 (http://www.effedieffe.com/rx.php?id=820). http://www.vigilfuoco.it/attivita/multimedia/curiosita/colori/default.asp. http://www.theregister.co.uk/2007/11/12/theres_the_fire/.

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Vi sembra che un incendio che avviene all'aria aperta possa essere a corto di ossigeno, o che abbia l'aria di volersi spegnere?63 E guardando immagini come la Figura 43, si può seriamente asserire senza imbarazzo che gli incendi al World Trade Center erano modesti?

Figura 42. Un Boeing 767 ha un motore in fiamme. Di che colore è il fumo?

Figura 43. Una fase degli incendi al World Trade Center.
63 Dettaglio di un'immagine scattata da Gustavo Bertran a giugno del 2006 all'aeroporto di Los Angeles e tratta da Airliners.net (http://www.airliners.net/open.file?id=1059747).

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14. Alcune persone passarono per i piani in fiamme, quindi gli incendi erano modesti
0:12. Dario Fo racconta che "secondo la versione ufficiale", l'acciaio strutturale delle Torri Gemelle cedette a causa del calore e aggiunge un sonoro "Viummm!" mentre mima un crollo rapido con le mani e le braccia. Poi osserva che c'è una stranezza: qualcuno scese da una delle Torri Gemelle "attraversando il punto di maggior violenza per quanto riguarda il fuoco, ed è giunto fina [sic] in fondo. Come si [sic] è riuscito?" Brian Clark racconta che lui ed altri scesero fino ad incontrare le fiamme che li fermavano. Arrivati al 78° piano, trovarono che "le pareti erano ancora integre, anche se attraversate da crepe" e che le fiamme "lambivano l'altro lato del muro"; "non era certo un inferno di fuoco", dice. A Clark sembrò che "le fiamme all'interno fossero a corto d'ossigeno." Racconta che continuando la discesa, arrivarono al 74° piano, dove trovarono che "era tutto normale. Le luci erano accese e dal basso giungeva aria pulita."

"Versione ufficiale"?
La scelta di dire "secondo la versione ufficiale" è un espediente molto comune nella letteratura cospirazionista: serve a dare l'impressione che la storia dell'11 settembre sia unicamente il prodotto di una velina governativa, inventata di sana pianta e priva di qualsiasi supporto documentale indipendente. Ma specialmente nel caso delle Torri Gemelle, non è affatto così. La documentazione fotografica del cedimento progressivo della struttura è abbondante e indiscutibile. La dinamica dei crolli e degli incendi è stata misurata, documentata e studiata minuziosamente da parte degli addetti ai lavori di tutto il mondo, che non vi hanno trovato nulla di sospetto, ma anzi l'hanno adoperata per aggiornare le normative di sicurezza contro gli incendi, come descritto più avanti. Per esempio, il fatto che alcuni solai all'interno delle Torri Gemelle abbiano ceduto almeno parzialmente prima del crollo non è una "versione ufficiale" dispensata dal governo, da accettare a scatola chiusa. E' un dato documentato da immagini come quella mostrata in Figura 44 e tratta dal rapporto NIST. Un rapporto che, come già detto, non è una velina, ma una serie di 43 volumi redatti da oltre 200 tecnici professionisti del settore. Nessun professionista di settore, invece, compare in Zero. Specificamente, la foto è la Figura 2-41 di pagina 63 del rapporto NCSTAR 1-3C del NIST, e si riferisce alla facciata nord del WTC2 (Torre Sud), vale a dire la facciata opposta a quella colpita dall'aereo: il Volo United 175, infatti, colpì la facciata sud. Pertanto questi cedimenti non possono essere attribuiti all'impatto meccanico del velivolo. Nella foto, le frecce bianche indicano i solai ceduti. Non può che trattarsi dei solai perché, ricordiamolo, la struttura delle torri era un tubo reticolare esterno, costituito dalle facciate, con un fascio centrale di colonne collegato al tubo esterno dai solai: non vi erano altre strutture orizzontali di queste dimensioni e in quella posizione.

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Figura 44. Solai ceduti nella Torre Sud, dal rapporto NIST.

Anche il fatto che le colonne perimetrali delle torri si sono piegate per effetto degli incendi è documentato da immagini eloquenti. La Figura 45 rappresenta la facciata est del WTC2 (Torre Sud) alle 9:58:55, pochi istanti prima del crollo. L'inflessione delle colonne è evidente: qualcosa le sta tirando verso l'interno.

Figura 45. Inflessione delle colonne della facciata della Torre Sud.

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Secondo le perizie tecniche, quel "qualcosa" è costituito dai solai che si sono imbarcati. Questo è quello che Zero tra poco chiamerà "inward bowing theory" (teoria dell'inflessione verso l'interno) e presenterà ai suoi spettatori come se fosse, appunto una teoria, una congettura basata sul nulla. Invece si tratta di una ricostruzione basata su dati di fatto. Come mai Zero non mostra questi dati? E ce ne sono molti altri, di questi dati. Per esempio, la Figura 46 è un'altra immagine dell'inflessione delle colonne della facciata est del WTC2, scattata alle 9:53, quindi cinque minuti prima del crollo. Le righe nere sono state aggiunte per offrire un riferimento visivo che consenta di cogliere più chiaramente la deformazione.

Figura 46. Inflessione delle colonne della facciata nella Torre Sud.

La stessa inflessione è documentata anche per la Torre Nord (WTC1) dall'immagine mostrata nella Figura 47 e scattata alle 10:23, ossia cinque minuti prima del crollo. L'inflessione riguarda la facciata sud, ossia ancora una volta quella opposta all'impatto dell'aereo. La rientranza delle colonne è stimata dal NIST in 140 cm, con un margine d'errore di 15 cm. A sinistra si nota anche l'accartocciamento dello spigolo dell'edificio. Avete mai visto una demolizione con esplosivi prendersi il disturbo di piegare le colonne prima di distruggere l'edificio? E' insomma chiaro che il collasso strutturale delle Torri Gemelle ha caratteristiche documentate che non sono compatibili con una demolizione intenzionale, ma sono coerenti con il comportamento di una struttura in acciaio nella quale arde a lungo un incendio di vaste proporzioni, sufficiente ad ammorbidire l'acciaio (senza fonderlo) e renderlo incapace di reggere i carichi che vi gravano sopra.

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Figura 47. Inflessione delle colonne della facciata della Torre Nord. Il circolo rosso indica l'area di maggiore inflessione.

Le teorie cospirazioniste non sono in grado di spiegare questi dati concreti. I rapporti NIST, invece, ne forniscono una spiegazione dettagliata e coerente:
! ! !

gli incendi hanno surriscaldato i solai in acciaio, causandone l'ammorbidimento e l'insellamento; i solai, collegati alle colonne perimetrali, hanno pertanto tirato verso l'interno le colonne stesse; la deformazione delle colonne perimetrali ha indotto il collasso della struttura, dato che le colonne erano concepite per reggere carichi applicati di punta, e chiaramente una colonna incurvata, se soggetta a un carico di punta sufficiente, tende a flettersi anziché reggere;

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a un certo punto le connessioni fra gli elementi delle colonne hanno ceduto ed è iniziato il crollo dell'edificio.

Il rapporto del NIST è chiaramente assai più dettagliato di queste poche righe nell'esporre la dinamica che ha portato al crollo delle Torri Gemelle, ma questa è, in sintesi, la serie di eventi inequivocabilmente documentati. Come mai Zero non mostra queste immagini e non racconta questi dettagli, ma preferisce presentarci la descrizione colorita ma imprecisa di un premiato attore comico?

Calore immenso, fuga impossibile
Dario Fo si sorprende che qualcuno sia riuscito a passare per i piani in fiamme, e subito dopo viene presentata la testimonianza di Brian Clark, per cui si può supporre che quel "qualcuno" sia Clark, insieme agli altri sopravvissuti del suo gruppo. Questo episodio viene presentato a supporto dell'asserzione che le temperature non fossero così alte e che gli incendi non fossero così immensi come li descrivono sia i pompieri, sia la ricostruzione tecnica e fotografica. Ma se andiamo ad esaminare in dettaglio l'episodio, scopriamo alcuni fatti interessanti. Brian Clark non è affatto passato indenne attraverso "il punto di maggior violenza" degli incendi, come lo chiama Fo, ma l'ha aggirato passando per l'angolo opposto, dentro corridoi protetti da pareti antincendio, porte tagliafuoco e da vani tagliafumo a doppia porta. Quindi non c'è nessun mistero, e usare questa narrazione come prova di temperature basse è un errore ingannevole che si sarebbe potuto facilmente evitare. Chi afferma di aver svolto ""due anni di preparazione, ricerche, inchieste", come fanno gli autori di Zero,64 non può non sapere questi fatti di base; o se non li sa, le sue ricerche sono state sorprendentemente scadenti. In dettaglio:
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Brian Clark dice, nei primi minuti di Zero, che si trovava all'84° piano della Torre Sud. Questa torre fu Figura 48. Ricostruzione in scala colpita dal Volo 175 fra il 78° e l'84° piano, con cendell'impatto al WTC2 (Torre Sud). tro sul'81°. L'impatto fu inoltre asimmetrico e interessò principalmente lo spigolo sud-est della torre anziché il nucleo centrale, come mostrato in Figura 48. Quindi non stupisce che quando arrivò al 78° piano, Clark trovò che "non era un inferno di fuoco": quel piano era il limite inferiore della zona d'impatto, interessato soltanto dall'estremità di un'ala, e quindi non è affatto detto che dovesse essere tutto in fiamme. Per lo stesso motivo, non c'è nulla di strano nel fatto che dal 74° piano in giù le condizioni siano "normali": il limite inferiore della zona d'impatto era ben quattro piani più in alto, in un edificio colpito di spigolo. Un dato tecnico importante: l'81° piano colpito dalla fusoliera dell'aereo era uno dei piani tecnici del World Trade Center, adibito ai macchinari degli ascensori. Conteneva dodici mo-

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64

Nella pagina iniziale del sito ufficiale di Zero, http://www.zerofilm.it.

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tori Otis 339HT da 24 tonnellate l'uno, larghi 4 m, profondi 2,4 m e alti 2,4 m. Questi motori erano disposti in fila in direzione sud-nord: la medesima direzione della traiettoria del velivolo.
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La sala adibita a questi motori era talmente grande che dal 76° all'82° piano era stato necessario deviare due delle tre scale d'emergenza dalla loro normale posizione centrale nell'edificio. Questa situazione è documentata anche nel rapporto NIST, come mostrato nella Figura 49 (in cui la zona d'impatto dell'aereo è sulla facciata rivolta a sinistra), e persino nell'animazione mostrata a questo punto da Zero (Figura 50).65.

Figura 49. La disposizione delle scale d'emergenza nelle Torri Gemelle, in un grafico tratto dalla figura 1-10, pagina 16, del documento NCSTAR1 del NIST.

Figura 50. L'animazione digitale mostrata in Zero.

65

Lo spezzone con l'animazione grafica digitale era assente nella versione di Zero presentata alla Festa del Cinema di Roma ed è stato aggiunto per la versione in DVD.

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Nel grafico mostrato in Figura 51, tratto da USA Today,66 le scale dell'81° piano sono indicate in rosa e i motori degli ascensori sono indicati in verde; la freccia grigia indica la traiettoria dell'aereo. In questo grafico si vede chiaramente che la scala A (Stairway A) era quindi schermata dall'impatto grazie al massiccio scudo dei motori degli ascensori citati prima ed era situata nello spigolo opposto a quello d'impatto. E' questa la scala che fu presa da Brian Clark, che quindi girò intorno al nucleo centrale degli incendi, senza passarvi in mezzo come invece asserisce Zero.

Figura 51. Traiettoria d'impatto (Flight Path, freccia grigia) al WTC2 rispetto ai motori degli ascensori.
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Zero omette di dire che Clark è uno di soli sedici sopravvissuti che si trovavano ai piani superiori alle zone d'impatto. Nell'altra torre, la Torre Nord, da sopra la zona d'impatto non si salvò nessuno. Quindi anche ammettendo di usare il racconto di Clark per "dimostrare" la natura modesta degli incendi, la "dimostrazione" varrebbe soltanto per la Torre Sud e non sminuirebbe l'entità degli incendi nell'altra torre.

Ancora una volta, insomma, la realtà documentata dei fatti viene distorta e manipolata per sostenere una tesi cospirazionista. Non è un approccio molto onorevole, specialmente per chi si professa ricercatore della verità sull'11 settembre.

66

Machinery saved people in WTC, di Dennis Cauchon and Martha T. Moore, USA Today, 17/5/2002 (http://www.usatoday.com/news/nation/2002/05/17/stairway.htm).

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15. Una donna si affacciò dalla breccia d'impatto, dunque gli incendi non scottavano
0:14. Il narratore conclude, sulla base di quanto presentato fin qui, che le temperature al World Trade Center erano "non certo elevatissime".

Quest'asserzione sarebbe confermata, dice il narratore, dalla presenza di una donna che si affaccia dalla breccia d'impatto di uno degli aerei, mostrata a questo punto da Zero. Pochi minuti prima, come scena d'apertura, Zero ha presentato la registrazione angosciante di una donna, Melissa Doi, che grida disperata al telefono che "fa molto, molto, molto caldo". Così caldo che teme di morire. Così caldo che dice (nella parte guarda caso tagliata da Zero) che non vede fiamme ma sente che il pavimento scotta dappertutto. Così caldo che circa 200 persone si suicidano lanciandosi nel vuoto dalle Torri Gemelle pur di evitare di morire negli incendi (Figura 52). Ma adesso, magicamente, le temperature diventano "non certo elevatissime" secondo gli autori di Zero. Una frase che suona come uno schiaffo alla memoria di tutte queste persone. Persone il cui gesto disperato Zero non esita a mostrare nelle proprie immagini quando vuole evocare forti emozioni, ma che dimentica quando si tratta di sostenere improbabili quanto offensive teorie alternative.

La donna affacciata
La presenza di una donna che si affaccia dallo squarcio prodotto dall'impatto è nota e documentata anche nei rapporti tecnici. Infatti a pagina 160 del rapporto NIST 1-5A si trova la fotografia mostrata in Figura 53, nella quale si scorge la donna citata da Zero.

Il rapporto NIST fornisce un dato che il video di Zero, le temperature erano "non certo elevatissime". Chiesa e Fracassi non offre: la foto è stata scattata intorno alle 9:30. E' tristemente ironico che chi lamenta una presunta inadeguatezza delle otto indagini tecniche formali67 svolte fin qui sugli eventi dell'11 settembre fornisca meno informazioni delle stesse indagini che critica così aspramente.
67 Una inchiesta giudiziaria civile (processo Moussaoui); due inchieste governative (Commissione 11/9 e Joint Inquiry di Camera e Senato USA); cinque tecniche (FAA, NTSB, NIST, FEMA, ASCE); più quelle giornalistiche e i rapporti tecnici dei soccorritori (MCEER, Arlington After-Action Report, e altri).

Figura 52. Suicidi alle Torri Gemelle. Eppure, secondo

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Ora che sappiamo luogo e ora, sappiamo anche quanto tempo è passato dall'impatto, e da questi dati possiamo trarre alcune deduzioni. Il volo American Airlines 11 colpì il WTC1 alle 8:46. Questa foto ritrae quindi la situazione ben quarantacinque minuti dopo l'impatto. E gli incendi, per loro natura, migrano: consumano tutto quello che trovano da bruciare e poi avanzano e salgono verso altre zone non ancora consumate.

Figura 53. Una persona si affaccia dallo squarcio del WTC1. Fonte: NIST (evidenziazione aggiunta).

E' quindi assolutamente ingannevole sottolineare che la donna si trova "proprio nel punto dell'impatto con l'aereo", come se quello dovesse essere il punto più caldo: quello è invece il punto dove l'incendio si è sviluppato inizialmente e poi si è affievolito, mentre proseguiva altrove. In altre parole, le sue condizioni tre quarti d'ora dopo l'inizio dell'incendio non dicono nulla sullo stato del resto dell'edificio. Questo è un concetto chiaro anche a chi non è vigile del fuoco. Ma allora si pone un problema: come mai gli autori di Zero non se ne rendono conto?

Ignoranza della dinamica degli incendi
Innanzi tutto, l'elevatissima velocità dell'impatto (fra 700 e 800 km/h) ha scagliato i frammenti dell'aereo e il carburante verso l'interno dell'edificio, prima che prendessero fuoco, per cui la zona d'impatto è giocoforza una delle meno colpite da incendi. Inoltre non tutto il carburante poteva bruciare immediatamente all'impatto, perché non vi era aria sufficiente: in parte è rimasto allo stato di massa liquida e come tale ha proseguito la propria corsa, allontanandosi per inerzia e per gravità dalla breccia d'entrata. Secondo il NIST, non più del 15% del carburante può essersi incendiato subito: il resto, circa 32.000 litri, non trovando ossigeno sufficiente per la combustione, deve essere rimasto allo stato liquido o

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nebulizzato, potendo quindi fluire o colare attraverso la struttura, fino a trovare nuova aria e qualcosa che gli desse fuoco.68 Ma soprattutto, lo squarcio faceva da presa d'aria per gli incendi, per cui era interessato da un intenso flusso d'aria fresca, richiamata dall'esterno per effetto camino dalle fiamme all'interno della torre. Se c'era un punto ventilato in tutta l'area devastata, era dunque proprio la breccia d'impatto. Usare questa fotografia come "prova" di temperature basse nel resto del volume colpito dagli incendi denota quindi grave incompetenza nella dinamica degli incendi in generale. L'evoluzione dell'incendio nella zona dello squarcio è documentata dalle fotografie del medesimo rapporto NIST NCSTAR 1-5A: già pochissimi minuti dopo l'impatto, gli incendi non interessavano più lo squarcio, come si può notare per esempio nell'immagine di Figura 54, e si sono poi propagati principalmente verso l'alto e il lato opposto, come mostrato dalle Figure 55-58.

Figura 54. Meno di un minuto dopo l'impatto, non ci sono fiamme nello squarcio dal quale è penetrato l'aereo.

Guardate le foto nelle pagine successive: tenendo conto del fatto che ogni lato delle Torri Gemelle misurava 64 metri (più di mezzo campo di calcio), vi sembrano indicare incendi modesti e "temperature non certo elevatissime"?

68

La questione è discussa, cifre alla mano, a pagina 79 del rapporto NIST NCSTAR 1-5A.

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Figura 55. La facciata sud (opposta a quella d'impatto) del WTC1 (Torre Nord) alle 9:19, 33 minuti dopo l'impatto. Fonte: rapporto NIST NCSTAR 1-5A.

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Figura 56. Le facciate ovest (a sinistra) e sud (a destra, opposta a quella d'impatto) del WTC1 (Torre Nord) alle 10:23, 97 minuti dopo l'impatto e cinque minuti prima del crollo. L'angolazione dell'immagine nasconde gli incendi sulla facciata ovest, visibili nella foto successiva. Si nota l'inflessione delle colonne. Fonte: New York Police Department.

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Figura 57: Le facciate ovest (a sinistra) e sud (a destra) del WTC1 alle 10:22, 96 minuti dopo l'impatto. Si noti che è sufficiente una leggera differenza d'angolazione rispetto alla foto precedente per rivelare la presenza e l'estensione degli incendi sulla facciata ovest. Fonte: rapporto NIST NCSTAR 1-5A.

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Figura 58. La facciata est del WTC1 alle 9:38, 52 minuti dopo l'impatto. Lo squarcio d'entrata dell'aereo è sulla facciata nord (a destra). Fonte: rapporto NIST NCSTAR 1-5A.

Chi è la donna?
L'esatta identità della donna mostrata da Zero è data per scontata da molti siti cospirazionisti, ma in realtà è controversa. Viene indicata sovente come Edna Cintron, 46 anni, di New York, assistente amministrativa alla Marsh & McLennan Cos. Inc, al 97° piano, morta nel crollo della torre (Figura 59).69 Secondo queste fonti,70 il marito, William, avrebbe identificato Edna nelle varie foto, dai capelli e dagli indumenti, ma non con certezza.71 Non è stata reperita finora una fonte giornalistica attendibile e di prima mano che confermi quest'affermazione attribuita al marito.

Figura 59. Edna Cintron.

Fra le immagini delle persone che si sono suicidate gettandosi dalle Torri Gemelle ve n'è almeno una di una persona i cui indumenti sono compatibili con quelli della persona che si affaccia dallo squarcio (Figura 60).72
69 70 71 72 http://www.cnn.com/SPECIALS/2001/memorial/people/3707.html. http://www.whatreallyhappened.com/wtc1_woman.html. http://www.thewebfairy.com/911/edna/index.htm. http://11-settembre.blogspot.com/2007/08/le-vittime-dell11-settembre-i-suicidi.html.

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Figura 60. Un'immagine dei suicidi mostra una persona i cui indumenti richiamano quelli della persona affacciatasi alla breccia d'impatto.

Le immagini sono troppo sgranate per consentire un'identificazione affidabile, per cui prevale il principio di prudenza: ma se davvero si trattasse della stessa persona, le fandonie di Zero sulle temperature degli incendi al World Trade Center troverebbero la più tragica delle smentite.

La citazione di Paul Craig Roberts
Zero presenta a questo punto la seguente citazione come titolo su sfondo nero:
"E' un fatto assodato che la versione ufficiale sul crollo degli edifici del World Trade Center sia falsa" Paul Craig Roberts Assistente Segretario al Tesoro USA sotto Ronald Reagan

Al lettore attento non sfuggirà l'ironia della situazione. Zero, che come vedremo insinua che i mandanti e gli esecutori dell'11 settembre siano l'amministrazione repubblicana di Bush e/o i militari statunitensi e diffida di ogni fonte che sia vagamente ufficiale, quando fa comodo cita a proprio sostegno nientemeno che un ex membro di alto livello dell'amministrazione repubblicana di Ronald Reagan. Non solo: Zero sfrutta la consueta fallacia logica del principio d'autorità. Siccome Paul Craig Roberts (Figura 61) è stato un personaggio in una posizione d'autorità in un governo, allora diamo istintivamente maggior peso alle sue parole. Ma se consideriamo la situazione razionalmente, ci poniamo subito una domanda: che ne sa di aeronautica o ingegneria strutturale o terrorismo un assistente segretario al Tesoro? Niente. Essere membri di un governo non conferisce automaticamente la sapienza in ogni campo dello scibile.
Figura 61. Paul Craig Roberts.

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Per fare un esempio più vicino a noi, credete forse che Ilona Anna Staller, in arte Cicciolina ed ex deputato nella decima legislatura del Parlamento italiano nel 1987,73 sia un'autorità in materia di controllo del traffico aereo o di balistica d'impatto di aerei di linea contro edifici per il solo fatto di essere stata deputato? Le chiedereste di calcolare la resistenza agli incendi della struttura del World Trade Center? Appunto. E allora perché Zero ricorre, qui e altrove, a citazioni di personaggi che non hanno alcuna competenza in materia, invece di rivolgersi agli esperti e fornire ai propri spettatori fatti concreti? La domanda si fa ancora più pressante quando andiamo a vedere le basi tecniche sulle quali Roberts fonda la propria affermazione, che proviene da un suo articolo, What we know and don’t know about 9/11, pubblicato nel 2006 sul sito Information Clearinghouse.74 Roberts afferma che è "un fatto assodato che la versione ufficiale sul crollo degli edifici del World Trade Center sia falsa" perché "sappiamo che è assolutamente impossibile per qualsiasi edificio, men che meno edifici con colonne in acciaio, crollare a catasta a velocità di caduta libera". Ma come vedremo nella Zerobubbola 23, le Torri Gemelle e l'Edificio 7 non sono crollati a velocità di caduta libera. In caduta libera, il crollo sarebbe durato circa 9 secondi. Nei filmati, dura almeno 16 secondi. L'intero assunto sul quale Roberts basa il suo "fatto assodato" è quindi una fandonia, e se si parte da un assunto sbagliato, la conclusione non può che essere altrettanto sbagliata. Per dare qualche ulteriore esempio delle basi traballanti e paranoiche delle affermazioni di Roberts, si può notare che nello stesso articolo Roberts sostiene che "Secondo alcuni resoconti, la BBC ha trovato sei dei presunti dirottatori suicidi ancora in vita nei propri paesi d'origine":75 una bufala chiarita da tempo dalla BBC stessa (ne parleremo in dettaglio nella Zerobubbola 90). La precisazione "Secondo alcuni resoconti" significa che Roberts non è nemmeno andato a leggersi l'articolo della BBC (Figura 62).76 E il suo discorso sui tempi di crollo dimostra che non ha letto neppure i rapporti tecnici riguardanti il crollo delle Torri Gemelle. Nel proprio articolo, Roberts fa anche affermazioni come "Oggi i media statunitensi sono di proprietà di 5 grandi società, nelle quali gli ebrei pro-sionisti hanno un'influenza sproporzionata".77 Non dovrebbe essere necessario altro per inquadrare il personaggio scelto da Zero come autorità, ma una semplice ricerca negli archivi Figura 62. L'articolo della BBC rileva una perla che non si può fare a meno di citare, perché la dice che parla del ritrovamento dei dirottatori ancora vivi. In realtà lunga sul rigore delle opinioni di Paul Craig Roberts. Nel suo articolo Gullible Americans (2006),78 critica gli americani perché non hanno "verificato i fatti" o "letto i rapporti" sull'11/9: e già ci sarebbe da osservare da che pulpito viene la predica.79 Ma nello stesso articolo, Roberts cita "la professoressa d'ingegneria della Clemson University, Judy Woods" fra gli "scienziati ed ingegneri" che "hanno posto domande ineludibili sulla versione ufficiale del crollo dei tre edifici del WTC". L'altro nome che cita è quello di Steven Jones, già comparso in Zero.80
73 74 75 76 77 78 79 80 http://it.wikipedia.org/wiki/Cicciolina. http://www.informationclearinghouse.info/article14566.htm. La frase originale è "We know that it is strictly impossible for any building, much less steel columned buildings, to “pancake” at free fall speed. Therefore, it is a non-controversial fact that the official explanation of the collapse of the WTC buildings is false." "According to reports, the BBC has found 6 of the alleged suicide hijackers alive and well in their home countries". http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/1559151.stm: Hijack 'suspects' alive and well, 23/9/2001, con aggiornamento del 2006 a chiarire la questione delle omonimie (http://www.bbc.co.uk/blogs/theeditors/2006/10/911_conspiracy_theory_1.html). "Today the US media is owned by 5 giant companies in which pro-Zionist Jews have disproportionate influence." http://www.informationclearinghouse.info/article14531.htm. "Americans never check any facts. Who do you know, for example, who has even read the Report of the 9/11 Commission, much less checked the alleged facts reported in that document. I can answer for you. You don’t know anyone who has read the report or checked the facts. " "Scientists and engineers, such as Clemson University Professor of Engineering Dr. Judy Woods and BYU Professor of Physics Dr. Steven Jones, have raised compelling questions about the official account of the collapse of the three WTC buildings."

si trattava di omonimi.

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Ebbene, cosa sostiene la dottoressa Judy Wood (non Woods, come scrive Roberts)? Sostiene che le Torri Gemelle sono state demolite con le microonde e i raggi laser.81 Che stranamente non sono stati visti da nessuno e non hanno incenerito nessuna delle persone nella zona al momento del crollo. E non è tutto: la Wood (Figura 63, tratta dal suo sito) afferma anche che vi sono possibili legami fra gli attentati dell'11 settembre 2001 e l'uragano Erin e i terremoti che si verificarono in quel periodo: tutti sarebbero effetti di tecnologie ultrasegrete.82 Di fronte ad affermazioni come queste, non si può che condividere una frase di Roberts, tratta dal medesimo articolo Gullible Americans: "Le prove scientifiche sono una cosa difficile da capire per il pubblico americano".83 E indubbiamente Paul Craig Roberts, come americano, conferma con la sua curiosa scelta dei "fatti assodati" di essere pienamente parte di quel pubblico.

Figura 63. La dottoressa Judy Wood.

81 82 83

http://drjudywood.com/articles/short/FAQ.html. http://www.drjudywood.com/articles/erin. "Scientific evidence is a tough thing for the American public to handle".

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16. Kevin Ryan, licenziato per aver sfidato la versione ufficiale
0:13. Il narratore racconta che il National Institute of Standards and Technology (NIST) ha svolto dei test per verificare la dinamica dei crolli e il comportamento dell'acciaio e ne ha affidati alcuni alla "Underwriters Labs".

Va chiarito innanzi tutto che la "Underwriters Labs" di cui parla Zero non è una società qualunque, come potrebbe sembrare dal modo in cui la presenta questo video. La Underwriters Laboratories84 (questo è il suo nome corretto) è uno dei più prestigiosi enti internazionali di certificazione della conformità e della sicurezza dei prodotti. Il marchio "UL", così diffuso sugli apparecchi di ogni genere, è suo (Figura 64) ed è grosso modo equivalente per importanza al marchio CE europeo, con la differenza che il marchio CE è un'autocertificazione di conformità alle norme, mentre il marchio UL richiede una certificazione svolta dalla UL stessa indipendentemente.

Figura 64. Il logo "UL".

Chiarita l'importanza e l'autorevolezza della UL, veniamo ai fatti riguardanti l'11 settembre. Nell'agosto del 2004, la Fire Protection Division della UL svolse per conto del NIST dei test standard di resistenza all'incendio (Standard Fire Resistance Test), a norma ASTM E119, nei propri impianti di Northbrook, nell'Illinois, e a Toronto, in Canada.85 A giudicare da alcune immagini mostrate a questo punto in Zero, sono questi i test di cui parla il narratore.
Les Jamieson dice testualmente (doppiato): "Kevin Ryan, un ex dipendente della Underwriters Labs, ha messo in dubbio il rapporto del NIST pubblicamente. Una settimana dopo è stato licenziato."

Kevin Ryan viene descritto dai sottotitoli di Zero come "Ex manager della Underwriters Labs" (Figura 65). Questo, insieme alle parole di Jamieson citate qui sopra, fa sembrare che Kevin Ryan fosse un pezzo grosso della prestigiosa Underwriters Labs e che sia stato licenziato per aver osato dubitare della versione ufficiale dell'11 settembre. I fatti sono parecchio diversi. Sono fatti chiariti anche dal South Bend Tribune:86 una fonte giornalistica, non un'emanazione del governo statunitense.

Figura 65. Kevin Ryan, da Zero.

Kevin Ryan non è mai stato un dirigente della Underwriters Laboratories
Ryan è stato dipendente della Environmental Health Laboratories, una società con sede a South Bend, nell'Indiana. Questa società fu poi acquisita dalla Underwriters Laboratories, prendendo il

84 85 86

http://www.ul.com/. Rapporto NIST NCSTAR1-6. Articolo del South Bend Tribune di John Dobberstein, archiviato presso http://www.mindfully.org/Reform/2004/Kevin-RRyan22nov04.htm.

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nome di UL Drinking Water Laboratory,87 e Ryan divenne formalmente dipendente della UL: ma non come manager della UL stessa, bensì come direttore di laboratorio della società acquisita. Di conseguenza, spacciare Kevin Ryan per un manager della UL, come fa Zero, è come spacciare per manager della Ferrari il direttore del laboratorio della ditta che fornisce alla Ferrari il liquido lavavetri. Il paragone non è affatto forzato, come vedremo tra poco, per via del particolare ramo di attività di Kevin Ryan.

Kevin Ryan non fu licenziato per aver messo in discussione il rapporto del NIST
Fu licenziato il 16 novembre 200488 perché aveva firmato con le proprie credenziali di dipendente ("Site Manager, Environmental Health Laboratories, A Division of Underwriters Laboratories") una delirante lettera aperta che aveva inviato l'11 novembre a Frank Gayle del NIST e a numerosi siti cospirazionisti. La lettera aperta di Ryan attribuiva alla Underwriters Laboratories certificazioni dell'acciaio delle Torri Gemelle che la UL non aveva svolto e asseriva che le Torri non sarebbero dovute crollare per gli incendi. In sostanza, Ryan faceva sembrare che la UL stesse dando del bugiardo al NIST. Ecco un brano tradotto della lettera, in cui Ryan chiede a Gayle (del NIST) di sposare la causa complottista e rivelare la "verità" che emerge secondo Ryan dai risultati dei test condotti da Gayle e che il NIST vorrebbe nascondere. L'evidenziazione è aggiunta; la lettera aperta è presentata integralmente nelle Appendici di Zerobubbole.
Non vi è dubbio che gli eventi del'11/9 sono la forza motrice emotiva che spinge la Guerra al Terrorismo. E la questione del crollo del WTC è al centro della storia dell'11/9. La mia sensazione è che i suoi test metallurgici siano al centro del centro del centro. O lei riesce a capire il senso di quello che è realmente accaduto a quegli edifici e a comunicarlo rapidamente, o noi tutti dovremo affrontare la medesima distruzione e disperazione che derivano dalle decisioni globali basate sulla disinformazione e le chiacchiere intercettate ["chatter" in originale, N.d.T.]. Grazie per tutti i suoi sforzi per determinare cosa è successo quel giorno. Forse lei sa che ci sono alcuni altri dipendenti attuali ed ex dipendenti del governo che hanno rischiato molto per aiutarci a conoscere la verità. Ho incluso in questo messaggio, per conoscenza, una di queste persone. Ritengo che anche il suo lavoro possa essere un nucleo di fatti intorno al quale possono ricrescere la verità e quindi la pace e la giustizia globale. La prego di fare quello che può per eliminare rapidamente la confusione riguardante la capacità degli incendi alimentati da carburante per jet di ammorbidire o fondere l'acciaio strutturale.

Kevin Ryan, inoltre, aveva spedito questa lettera aperta dalla casella di e-mail del proprio posto di lavoro. Tutto questo diede quindi "l'impressione ingannevole di parlare in qualità di rappresentante della UL" e causò "danni sia alla reputazione dell'Azienda, sia al nostro rapporto con il NIST", come scrisse la UL nella lettera di licenziamento di Ryan (Figura 66).89

Kevin Ryan è sì un esperto: ma in acque potabili
Una cosa importante che Zero non dice, inoltre, è che Kevin Ryan lavorava in un campo che non c'entra assolutamente nulla con i test d'incendio o la resistenza degli acciai al calore. Infatti la EH Laboratories/UL Drinking Water Laboratory, dove lavorava Ryan, è una società che certifica la
87 88 89 http://www.epa.gov/safewater/ucmr/ucmr1/labs.html; South Bend Tribune, http://www.southbendtribune.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20060910/News01/609100551; http://resipsa2006.googlepages.com/kevinryanv.ullitigation. Articolo del South Bend Tribune di John Dobberstein, archiviato presso http://www.mindfully.org/Reform/2004/Kevin-RRyan22nov04.htm; http://resipsa2006.googlepages.com/kevinryanv.ullitigation. La lettera di licenziamento è pubblica perché tratta dagli atti del processo intentato da Ryan stesso contro la UL (http://resipsa2006.googlepages.com/55-3ExhibitATerminationLetter.pdf ).

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potabilità dell'acqua.90 Tant'è vero che il nome UL Drinking Water Laboratory significa appunto "laboratorio dell'UL per l'acqua potabile".91 Gli atti del processo intentato da Ryan contro la UL 92 documentano la vera qualifica dell'esperto intervistato da Zero: è un chimico che all'epoca lavorava come "laboratory manager". Non un alto dirigente, insomma, ma un direttore di laboratorio. Kevin Ryan, si occupava dunque di acqua, non di metalli. Non ha alcun titolo tecnico per mettere in discussione il rapporto del NIST; ha lasciato intendere di essere rappresentante di un ente governativo quando non lo era; e ha fatto sembrare che l'ente accusasse di cospirazione il NIST. Non c'è troppo da stupirsi del suo licenziamento. Ancora una volta, dunque, salta fuori che Zero ci propone le parole di una persona tecnicamente non competente nelle materie di cui parla. Perché? E come mai non interpella i veri esperti?

Figura 66. La lettera di licenziamento inviata a Kevin Ryan.

90 91 92

"Environmental Health Laboratories (EHL) is the most certified drinking water testing laboratory in America" (http://web.archive.org/web/20050328092216/http://www.ehl.cc/). http://www.ul.com/water/waterlab/index.html. http://resipsa2006.googlepages.com/5Complaint.pdf.

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17. Zero smonta la teoria ufficiale. Quella sbagliata
Kevin Ryan parla dei test d'incendio svolti dalla Underwriters Laboratories per conto del NIST allo scopo di capire la dinamica degli incendi che portarono al crollo delle Torri Gemelle.
0:14. Kevin Ryan (doppiato) dice testualmente: "Abbiamo effettuato dei test su alcuni modelli in scala della struttura nell'agosto del 2004."

Perché "abbiamo"? Ryan non ha mai fatto parte della Fire Protection Division della Underwriters Laboratories, la divisione che condusse i test: come abbiamo visto, è stato dipendente di tutt'altra divisione della UL, quella dedicata alle acque potabili. Parlare in questo modo, come se avesse preso parte attiva e competente ai test di cui sta per parlare, significa ingannare lo spettatore. Un approccio davvero sorprendente, per un documentario che pretende di smontare i presunti inganni delle fonti ufficiali. Ancora una volta, dunque, Zero manipola le parole e gioca sull'ambiguità irrisolta per conferire alle proprie tesi e ai propri testimoni un'autorevolezza e una competenza tecnica che in realtà non hanno. Infatti la non competenza di settore di Ryan viene subito al pettine:
Kevin Ryan afferma che i test in questione smentirono "la spiegazione ufficiale del crollo delle torri", 93 denominata "pancake theory" ["teoria dell'accatastamento", NdT], secondo la quale i solai sarebbero crollati accatastandosi "come una pila di frittelle" e le colonne avrebbero ceduto. Il concetto viene ribadito in inglese dai titoli: "those test [sic] disproved the pancake theory".

Ma quella che Ryan definisce la "spiegazione ufficiale" non è affatto la teoria sostenuta e documentata dal NIST. La "pancake theory", o "teoria dell'accatastamento", fu proposta da alcuni tecnici inizialmente, prima che fossero disponibili i dati, le immagini e i reperti fisici delle Torri Gemelle presentati dal rapporto NIST, e ipotizzava che avessero ceduto i raccordi fra i solai e le colonne della facciata. Secondo questa prima ipotesi, i solai sarebbero così caduti l'uno sull'altro, accatastandosi, e questo avrebbe causato il crollo dell'edificio. Tuttavia le indagini del NIST fecero emergere nuovi fatti e dettagli che dimostrarono che questa teoria preliminare era errata: dati, immagini e reperti documentarono che i raccordi di norma non avevano ceduto, ma anzi avevano permesso ai solai, imbarcati dal calore, di tirare verso l'interno le colonne della facciata, provocandone il cedimento, come già mostrato nelle Figure 45-47 e nella sequenza di Figura 67. La "pancake theory" fu quindi abbandonata e da tempo l'accatastamento dei solai non è più considerato causa innescante del crollo dai tecnici.94 Per esempio, il NIST rigetta decisamente il "pancaking" come causa del crollo nelle sue risposte alle domande più frequenti, pubblicate ad agosto del 2006:95
93 94 L'audio originale ("And those tests disproved the primary theory behind the collapse of the buildings") dice una cosa diversa rispetto al doppiaggio: parla di "teoria principale", non di "spiegazione", e non usa affatto l'aggettivo "ufficiale". Anche le parole di Ryan sono state dunque manipolate. Il pancaking non è però completamente escluso dalla ricostruzione della dinamica del disastro. Il NIST, infatti, precisa che il pancaking a suo avviso non causò il crollo delle Torri Gemelle (come ipotizzato inizialmente), ma fu comunque presente: non come causa, ma come effetto di questo crollo. In altre parole, i solai si accatastarono sì progressivamente, ma questo accatastamento avvenne dopo che era iniziato il crollo e non lo innescò. E' per questo motivo che il termine "pancaking" compare anche nei rapporti NIST (per esempio in NCSTAR 1-3C Sezione 3.5.3, pag. 481). http://wtc.nist.gov/pubs/factsheets/faqs_8_2006.htm; è disponibile una traduzione in italiano presso

95

Zerobubbole – 88/297 I risultati del NIST non avvalorano la "pancake theory" del crollo, che si basa sul presupposto di un cedimento progressivo dei solai nelle torri del WTC [...]. L'indagine del NIST ha invece dimostrato in modo definitivo che il cedimento delle colonne perimetrali, incurvate verso l'interno, ha innescato il crollo e che il verificarsi di quest'incurvamento esigeva che i solai insellati restassero connessi alle colonne e applicassero una trazione alle colonne verso l'interno dell'edificio. Pertanto, i solai non hanno ceduto progressivamente per produrre un fenomeno di pancaking.

In altre parole, Kevin Ryan ha in parte ragione: i test effettivamente dimostrarono che la congettura iniziale dei tecnici era sbagliata. Quello che Ryan non dice è che i tecnici hanno poi elaborato una nuova spiegazione dettagliata, che non è stata affatto smentita dai test ma anzi confermata dai dati e dalle osservazioni. Gli autori di Zero, insomma, si accaniscono contro una teoria che non è affatto la "spiegazione ufficiale" risultante dalle indagini tecniche. E come vedremo, sanno benissimo che non lo è: lo dichiareranno tra poco. Allora perché perdono tempo a criticare una teoria che sanno essere obsoleta? L'unica motivazione plausibile sembra essere quella di confondere lo spettatore tecnicamente non preparato e introdurre un nuovo straw man argument: presentare in modo errato la posizione avversaria, mostrare contraddizioni in questa posizione fasulla, e con questo far credere allo spettatore di aver demolito l'argomentazione reale.

http://undicisettembre.blogspot.com/2006/09/wtc-il-nist-risponde-alle-domande.html.

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Figura 67. Inflessione della facciata della Torre Sud.

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La scienza vera cambia idea; la pseudoscienza no
Al profano può parere irritante e confusionario questo cambiamento nella ricostruzione tecnica della dinamica dei crolli delle Torri Gemelle. Ma è proprio questo il corretto procedere del metodo scientifico: costruire ipotesi compatibili con tutti i dati disponibili e correggerle inesorabilmente se emergono nuovi dati o si rilevano errori nei dati esistenti. L'approccio pseudoscientifico del cospirazionismo, invece, genera ipotesi utilizzando soltanto i dati che sceglie arbitrariamente e ignorando tutti gli altri, e non corregge queste ipotesi quando emerge che si basano su dati errati o se si rendono disponibili nuovi dati: anzi, di norma dichiara che i dati contrari alle ipotesi sono stati falsificati, oppure fa finta che quei dati non esistano (come vedremo in modo particolarmente eloquente anche in Zero a proposito dell'impatto al Pentagono). Il cospirazionismo è insomma dogmatico e non ammette la possibilità d'errore, con un processo psicologico più affine a quello delle sette religiose che a quello razionale, mentre il buon senso e il metodo scientifico non solo ammettono questa possibilità d'errore, ma ne fanno un perno del proprio processo di miglioramento.

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18. Kevin Ryan: i test d'incendio ufficiali sbugiardano la versione ufficiale
Ryan racconta che i modelli dei solai utilizzati nei test non collassarono pur trovandosi all'interno di forni anche a temperature più elevate e per periodi di tempo più lunghi.

L'affermazione di Kevin Ryan è formalmente corretta, ma detta così, senza contesto, sembra suggerire che la struttura del World Trade Center non possa essere collassata per l'intensità degli incendi e che quindi ci debbano essere state all'opera forze ben più potenti e misteriose. La realtà è che neanche la ricostruzione definitiva del NIST sostiene che i solai collassarono. Dice che i solai si imbarcarono per il calore, ma con poche eccezioni (i solai colpiti dagli aerei) non collassarono: anzi, resistettero tanto da deformare le colonne perimetrali, tirandole verso l'interno. Furono quindi queste colonne perimetrali a cedere, come documentato anche fotograficamente. I test del NIST, insomma, corrispondono a quanto osservato al World Trade Center. Gli autori di Zero forse non se ne sono resi conto, ma Kevin Ryan sta dicendo che il NIST non ha mentito e che la ricostruzione "ufficiale" è esatta. Zero, infatti, presenta questa frase di Ryan come se fosse un mistero e una contraddizione rispetto alla ricostruzione comunemente accettata: ma lo è soltanto per chi è rimasto abbarbicato alla primissima ipotesi tecnica, fatta prima che si rendessero disponibili i dati e le immagini delle inchieste, come descritto nelle pagine precedenti. Il collasso precrollo dei solai fu ipotizzato da alcuni tecnici soltanto inizialmente, ma non fa parte della ricostruzione tecnica definitiva. Ryan sembra rimasto fermo a questa versione obsoleta della ricostruzione tecnica. Il risultato è un'argomentazione fasulla, che presenta le posizioni avversarie in modo parziale e tendenzioso per poi farle sembrare implausibili: un altro straw man argument. E' come se in un processo per omicidio l'avvocato della difesa facesse notare alla giuria il fatto inquietante e misterioso che la vittima stranamente non presenta alcuna ferita da arma da fuoco, dimenticandosi che in realtà la causa della morte è un avvelenamento. Non c'è dunque nulla di sospetto nei risultati dei test del NIST su modelli fisici dei solai, documentati nelle 470 pagine del rapporto NIST NCSTAR 1-6B: semplicemente, e in estrema sintesi, i test chiariscono che la struttura dei solai del World Trade Center era davvero conforme alle norme antincendio vigenti (ASTM E 119) e si sarebbe imbarcata, senza cedere, in caso d'incendio senza impatti che ne avessero asportato la protezione antincendio. Questo è un fatto mostrato per esempio nella Figura 68, tratta appunto dal rapporto NIST. Si noti che l'imbarcamento mostrato in questa figura è circa la metà di quello massimo raggiunto nel corso dei test, perché il raffreddamento della struttura ha prodotto un parziale recupero di forma dopo il termine del test.96 Come già accennato, va ricordato inoltre che i modelli dei solai utilizzati nei test avevano una differenza fondamentale rispetto agli originali: la loro protezione antincendio era intatta, mentre quella delle Torri Gemelle fu dilaniata dagli impatti degli aerei, denudando l'acciaio in un volume molto ampio (la sezione di penetrazione degli aerei) ed esponendo il metallo direttamente al calore degli incendi.

96

"Note that, upon cooling, the test specimen recovered at least half of the deflection achieved during the test so deflections seen in Fig. 3-11 are considerably less than the deflections at the end of the test". NIST NCSTAR 1-6, pag. 49.

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Figura 68. L'imbarcamento del modello di solaio delle Torri Gemelle, rivestito dalla protezione antincendio a spruzzo, nei test fisici del NIST. Questo non è l'imbarcamento massimo raggiunto nel corso dei test. Immagine tratta dalla Figura 3-11 del rapporto NIST NCSTAR 1-6.

Questa differenza è spiegata anche nella sintesi pubblicata dal NIST a dicembre 2007:97
...il NIST ha svolto una serie di quattro test d'incendio standard (Standard Fire Tests) (ASTM E 119), come dichiarato nel documento NIST NCSTAR 1-6B. Poiché le strutture di prova per tutti e quattro gli Standard Fire Test erano state protette con materiale ignifugo applicato a spruzzo (sprayed fire-resistant material, SFRM), non è stato possibile trarre delle conclusioni in merito alla risposta delle Torri del WTC agli incendi dell'11 settembre 2001, perché l'impatto degli aerei causò la presenza di acciaio privo di protezione nella zona colpita dagli incendi.

Quanti sarebbero i cospiratori del NIST?
Fermiamoci un attimo, perché il rapporto NCSTAR 1-6B del NIST citato qui sopra non solo descrive i test, ma prende anche una posizione esplicita nei confronti delle teorie complottiste che pone a Kevin Ryan e soci un problema piuttosto interessante:
Il NIST non ha trovato alcuna prova a sostegno delle ipotesi alternative che suggeriscono che le torri del WTC siano state abbattute da una demolizione controllata usando esplosivi collocati prima dell'11 settembre 2001. Il NIST, inoltre, non ha trovato alcuna prova che missili siano stati lanciati verso le torri o le abbiano colpite. Fotografie e video ripresi da varie angolazioni hanno invece mostrato chiaramente
97 http://wtc.nist.gov/pubs/factsheets/faqs_12_2007.htm; una traduzione italiana è disponibile presso http://undicisettembre.blogspot.com/2007/12/wtc-nuovi-chiarimenti-dal-nist-prima.html.

Zerobubbole – 93/297 che il crollo è iniziato in corrispondenza dei piani degli incendi e degli impatti e che il crollo è progredito dai piani d'inizio verso il basso, finché le nubi di polvere ne hanno coperto la vista.98

Questa negazione senza mezzi termini delle teorie complottiste da parte del NIST comporta che i sostenitori delle teorie alternative devono accusare il NIST di mentire e quindi far parte della cospirazione. Ma si fa in fretta a dire "il NIST" e a dimenticarsi che dietro quella sigla e dietro il rapporto tecnico sul World Trade Center ci sono oltre 170 persone: rendiamocene conto elencando i loro nomi, tratti dal rapporto NIST. Tutti questi individui sarebbero omertosissimi cospiratori?
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Membri del National Construction Safety Team: S. Shyam Sunder, Richard G. Gann, William L. Grosshandler, H. S. Lew, Richard W. Bukowski, Fahim Sadek, Frank W. Gayle, John L. Gross, Therese P. McAllister, Jason D. Averill, J. Randall Lawson, Harold E. Nelson, Stephen A. Cauffman. Personale tecnico del NIST: Mohsen Altafi, Robert Anleitner, Elisa Baker, Stephen Banovic, Howard Baum, Carlos Beauchamp, Dale Bentz, Charles Bouldin, Paul Brand, Lori Brassell, Kathy Butler, Nicholas Carino, Sandy Clagett, Ishmael Conteh, Matthew Covin, Frank Davis, David Dayan, Laurean DeLauter, Jonathan Demarest, Stuart Dols, Figura 69. S. Shyam Sunder, coordinatore Michelle Donnelly, Dat Duthinh, David Evans, Ridelle indagini del NIST sul WTC. chard Fields, James Filliben, Tim Foecke, Jeffrey Fong, Glenn Forney, William Fritz, Anthony Hamins, Edward Hnetkovsky, Erik Johnsson, Dave Kelley, Mark Kile, Erica Kuligowski, Jack Lee, William Luecke, Alexander Maranghides, David McColskey, Chris McCowan, Jay McElroy, Kevin McGrattan, Roy McLane, George Mulholland, Lakeshia Murray, Kathy Notarianni, Joshua Novosel, Long Phan, William Pitts, Thomas Ohlemiller, Victor Ontiveros, Richard Peacock, Max Peltz, Lisa Petersen, Rochelle Plummer, Kuldeep Prasad, Natalia Ramirez, Ronald Rehm, Paul Reneke, Michael Riley, Lonn Rodine, Schuyler Ruitberg, Jose Sanchez, Raymond Santoyo, Steven Sekellick, Michael Selepak, Thomas Siewert, Emil Simiu, Monica Starnes, David Stroup, Laura Sugden, Robert Vettori, John Widmann, Brendan Williams, Maureen Williams, Jiann Yang, Robert Zarr, Jeffrey Fong, Glenn Forney, William Fritz, Anthony Hamins, Edward Hnetkovsky, Erik Johnsson, Dave Kelley, Mark Kile, Erica Kuligowski, Jack Lee, William Luecke, Alexander Maranghides, David McColskey, Chris McCowan, Jay McElroy, Kevin McGrattan, Roy McLane, George Mulholland, Lakeshia Murray, Kathy Notarianni, Joshua Novosel, Long Phan, William Pitts, Thomas Ohlemiller, Victor Ontiveros. Esperti e consulenti del NIST: Vincent Dunn, Steven Hill, John Hodgens, Kevin Malley, Valentine Junker. Dipartimento del Commercio e supporto istituzionale al NIST: Michele Abadia-Dalmau, Kellie Beall, Arden Bement, Jr., Audra Bingaman, Sharon Bisco, Phyllis Boyd, Marie Bravo, Craig Burkhardt, Paul Cataldo, Virginia Covahey, Deborah Cramer, Gail Crum, Jane Dana, Sherri Diaz, Sandra Febach, Susan Ford, James Fowler, Matthew Heyman, James Hill, Verna Hines, Kathleen Kilmer, Kevin Kimball, Thomas Klausing, Donna Kline, Fred Kopatich, Kenneth Lechter, Melissa Lieberman, Darren Lowe, Mark Madsen, Ronald Meininger, Romena Moy, Michael Newman, Gail Porter, Thomas O’Brian, Nualla O’Connor-Kelly, Norman Osinski, Karen Perry, Sharon Rinehart, Michael Rubin, Rosamond Rutledge-Burns, John Sanderson, Hratch Semerjian, Sharon Shaffer, Elizabeth Simon, Jack Snell, Michael Szwed, Kelly Talbott, Anita Tolliver, Joyce Waters, Teresa Vicente, Dawn Williams.

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98

"NIST found no corroborating evidence for alternative hypotheses suggesting that the WTC towers were brought down by controlled demolition using explosives planted prior to September 11, 2001. NIST also did not find any evidence that missiles were fired at or hit the tower. Instead, photographs and videos from several angles clearly showed that the collapse initiated at the fire and impact floors and that the collapse progressed from the initiating floors downward, until the dust clouds obscured the view." NIST NCSTAR 1-6, pag. 320.

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La cospirazione s'allarga
Non solo: ai membri del NIST sopra elencati si dovrebbero aggiungere, secondo le argomentazioni dei complottisti, i circa 120 membri delle seguenti società, enti e università che hanno collaborato direttamente con il NIST alle indagini e quindi devono per forza essere a conoscenza dei fatti e di una loro eventuale falsificazione:99
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Applied Research Associates, Inc. American Airlines Baseline, Inc. Blanford Land Development Corporation Carr Futures, Inc. City of New York Fire Department Computer Aided Engineering Associates, Inc. DataSource, Inc. GeoStats, Inc. Gilsanz Murray Steficek LLP Hughes Associates, Inc. Isolatek International, Inc. John Jay College Laclede Steel Leslie E. Robertson Associates, R.L.L.P. Marsh & McLennan Companies Metal Management Northeast, Inc. National Fire Protection Association National Research Council, Canada NuStats, Inc. Rosenwasser/Grossman Consulting Engineers, P.C. Science Applications International Corporation Siemens Silverstein Properties Simpson Gumpertz & Heger Inc. Simpson, Thacher & Bartlett LLP Skidmore, Owings & Merrill, LLP State University of New York Structural Engineers Association of New York Teng & Associates, Inc. The Boeing Company Underwriters Laboratories, Inc.

L'elenco completo dei nomi è nel rapporto NIST.

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University of Chicago University of Colorado University of Michigan Wachtell, Lipton, Rosen & Katz Williams & Connolly LLP Wiss, Janney, Elstner Associates, Inc.

La cospirazione s'allarga ancora
Kevin Ryan dice che alcuni mesi più tardi "il governo" pubblicò un aggiornamento al "rapporto ufficiale". Secondo quest'aggiornamento, dice Ryan, che i solai non avevano ceduto.

Kevin Ryan a questo punto attribuisce al governo la paternità dei rapporti tecnici. Questo è errato e ingannevole: i rapporti sul crollo delle Torri Gemelle sono stati tutti realizzati dalle più prestigiose autorità tecniche indipendenti degli Stati Uniti. Dire che sono opera del "governo" è una bubbola, un tentativo di spersonalizzazione, che serve a nascondere la loro autorevolezza tecnica e instillare diffidenza nello spettatore, suggerendo che siano invece il parto autoritario di un politico o di un burocrate. Zero, in sostanza, vuol far credere che i rapporti tecnici siano null'altro che una velina di governo priva di fondamento scientifico, quando in realtà sono stati realizzati dagli specialisti del National Institute of Standards and Technologies, che è un ente indipendente costituito da circa 2800 scienziati, ingegneri e tecnici. 100 Un altro dato: l'American Society of Civil Engineers (ASCE), associazione statunitense degli ingegneri civili, gente dunque esperta in strutture, conta circa 140.000 iscritti.101 Nessuno di loro, a quanto risulta, contesta la "versione ufficiale" dei crolli delle Torri Gemelle. Come mai? Si potrebbe argomentare, magari un po' a fatica, che le autorità tecniche statunitensi sono comunque legate al governo USA e quindi potrebbero scrivere quello che ordina loro il governo. Ma siamo nel campo della scienza, nel quale è difficile mentire senza essere prima o poi scoperti. I tecnici di tutto il mondo leggono i rapporti del NIST: se ci fossero fandonie, le scoprirebbero. Contar frottole sarebbe quindi non solo difficile, ma anche stupido. Non solo: se si ipotizza che il NIST, la FEMA, l'ASCE, la UL e gli altri enti interessati abbiano pubblicato menzogne su istigazione governativa, occorre includere fra i membri perfettamente omertosi della cospirazione non solo tutti i partecipanti all'inchiesta del NIST, ma anche quelli di tutti questi enti, e poi anche tutti gli addetti ai lavori statunitensi e i loro colleghi in tutto il mondo. Compresi gli ingegneri strutturisti, gli architetti e i Vigili del Fuoco italiani, nessuno dei quali contesta i dati dei rapporti tecnici riguardanti l'11 settembre. A questo punto, affermazioni come quelle di Giulietto Chiesa, secondo il quale "bastano alcune centinaia" di persone102 per organizzare l'immensa, quadrupla cospirazione dell'11 settembre, assumono una connotazione perlomeno surreale. Più in generale, nessun esperto di settore, in nessun paese del mondo, che abbia studiato i rapporti tecnici aggiornati degli eventi dell'11 settembre li ha messi in discussione.103 Anzi, la
100 http://www.nist.gov/public_affairs/general2.htm. 101 http://www.asce.org/membership/activeMembership.cfm. 102 Le Storie, Raitre, 31/1/2008. La trascrizione della trasmissione è disponibile presso http://undicisettembre.blogspot.com/2008/01/giulietto-chiesa-le-storie-raitre.html e http://undicisettembre.blogspot.com/2008/01/giulietto-chiesa-le-storie-raitre_31.html. 103 L'ingegnere strutturista svizzero Jörg Schneider sostiene che "Il WTC7, con grande probabilità, è stato abbattuto mediante

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letteratura di settore ha utilizzato i disastri del World Trade Center e specificamente i rapporti NIST come base per nuove normative edilizie e nuove tecnologie di costruzione.104 Per esempio, l'International Building Code, la principale normativa statunitense per l'edilizia, è stata riveduta e aggiornata proprio sulla base delle raccomandazioni del NIST derivanti dallo studio dei crolli del World Trade Center.105 I sostenitori delle teorie alternative, e Kevin Ryan in primis, non hanno alcuna spiegazione per quest'assoluta omertà degli addetti ai lavori. Possiamo seriamente pensare che gli ingegneri italiani, francesi, cinesi, cubani, nordcoreani accettino di tacere o di dire menzogne su comando del governo degli Stati Uniti?

esplosivi", ma dichiara di essere arrivato alla propria conclusione soltanto "esaminando vari video disponibili su Internet che mostrano il crollo dell'edificio" e leggendo "solo alcune parti" dei rapporti NIST e FEMA. Ha chiarito inoltre di non essere stato al corrente di grandi incendi o di impatti di macerie, né di aver visto che le due strutture situate in cima al WTC7 collassano diversi secondi prima del resto dell'edificio. Fonte: intervista di Schneider con Paolo Attivissimo, http://undicisettembre.blogspot.com/2007/08/ingegneri-strutturisti-svizzeri.html. 104 Si vedano, per esempio, la Local Law 26/2004, entrata in vigore il 24/6/2004, che modifica le norme edilizie nella città di New York (http://locallaw26.org/); la descrizione delle modifiche ai progetti in corso, in 9/11 Prompts New Caution In Design of U.S. Skyscrapers, New York Times, 9/9/2002 (http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9506E2DE1F3EF93AA3575AC0A9649C8B63&sec=&spon=&pagewanted=all); le nuove tecniche utilizzate per il grattacielo che sostituisce l'Edificio 7 del WTC, in Manhattan; A Post-Sept. 11 Laboratory in High-Rise Safety, New York Times, 29/1/2003 (http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9C01E4DA1039F93AA15752C0A9659C8B63&sec=&spon=&pagewanted=all); Lessons of 9/11 alter skyscraper design, Associated Press, 6/9/2006 (http://www.boston.com/news/nation/articles/2006/09/06/lessons_of_911_alter_skyscraper_design/). 105 9/11 building code changes approved, 26/6/2007 (http://www.cenews.com/article.asp?id=2199). L'IBC è emanato dall'International Code Council (http://www.iccsafe.org).

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19. Le analisi ufficiali dicono che le temperature al WTC erano "molto basse"
Siamo a circa 15 minuti dall'inizio di Zero e procediamo al ritmo non trascurabile di più di una bubbola al minuto. Kevin Ryan (che, ricordiamolo, è un consulente per le acque potabili, non un ingegnere strutturista o un esperto di metallurgia o di incendi) prosegue le sue affermazioni riguardanti i test condotti sui resti delle Torri Gemelle.
0:15. L'aggiornamento al rapporto ufficiale, secondo Ryan, afferma che erano stati svolti dei test su alcuni campioni di materiale recuperato sul posto dalle zone dove si erano verificati gli incendi. Ryan dice che questi test dimostrarono che "le temperature risultavano molto basse". Kevin Ryan afferma poi che le temperature non erano neppure sufficienti ad ammorbidire l'acciaio, eppure "hanno detto" [non è chiaro chi, N.d.T.] che i solai erano crollati e l'acciaio si era ammorbidito.

Zero non mostra né indica le coordinate o gli enti autori dei rapporti e degli aggiornamenti citati da Kevin Ryan, per cui lo spettatore viene lasciato a brancolare nel buio, senza possibilità di riscontro dell'esattezza delle affermazioni fatte dal video. Chi ha eseguito questi test? "Il governo", ha detto prima vagamente Ryan. Quando? Non lo dice. Dove sono pubblicati i risultati? Non lo dice. Possiamo sapere da Zero cosa dicevano questi test esattamente, senza l'intermediazione di un addetto alle acque potabili? No. E' certamente un modo molto particolare di fare e documentare un'indagine. Queste sono dichiarazioni fumose, più simili al pettegolezzo che a un'indagine rigorosa e documentaristica. Prima di entrare nel merito tecnico delle affermazioni di Kevin Ryan, facciamo una riflessione di buon senso: quello che sta dicendo Ryan è che un imprecisato ente governativo statunitense ha pubblicato dei risultati che contraddicono la versione ufficiale. Ma allora quell'ente governativo non fa parte della grande congiura. Non ha ricevuto l'imbeccata per falsificare i risultati; anzi, con quei risultati ha avuto il coraggio di mettersi apertamente contro la versione ufficiale. Quindi possiamo fidarci di quello che dice, giusto? Ebbene, l'ente governativo in questione è il NIST. Non lo sappiamo certo per merito della trasparenza e del rigore documentaristico di Zero, ma perché l'unico rapporto tecnico che si adatta vagamente alle affermazioni di Ryan è uno dei volumi del rapporto del NIST. E il NIST dice, con la forza di 43 dettagliatissimi volumi di dati tecnici redatti dagli esperti di settore, che le Torri Gemelle sono crollate per la combinazione di impatti e incendi, non per demolizione controllata. Zero, invece, parla con la forza di un pettegolezzo riferito da un addetto alla potabilità dell'acqua. Il confronto pare leggermente sbilanciato. Fatta questa premessa di ordine logico, passiamo alle questioni tecniche.

Le temperature raggiunte da un incendio d'ufficio
Chiunque si occupi professionalmente di normative di sicurezza o di lotta agli incendi ha già capito che Kevin Ryan sta attribuendo ai rapporti del NIST delle affermazioni totalmente assurde. Qualunque incendio domestico o commerciale raggiunge infatti temperature altissime, sufficienti ad ammorbidire l'acciaio, se questo non è protetto.

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Questo è un concetto forse poco intuitivo, ma talmente assodato che esiste addirittura uno standard, l'ISO 834, che definisce le caratteristiche di un tipico incendio in ambiente domestico o d'ufficio. Qualsiasi prodotto che debba conformarsi alle normative antincendio viene valutato in base a questo standard e alla sua curva di temperature rispetto al tempo (Figura 70). Come si può vedere dal grafico, le temperature di un comune incendio domestico o d'ufficio arrivano entro pochi minuti a livelli tali da ammorbidire l'acciaio non protetto, che inizia a indebolirsi a circa 400°C Figura 70. La curva tempo/temperatura dello standard ISO 834. e perde circa il 50% della propria resistenza a 600°C. A 980°C ha meno del 10% della resistenza iniziale.106 Secondo la documentazione di ricerca pubblicata dai Vigili del Fuoco italiani, sono da ritenersi già “critiche” temperature di 500°C per le strutture in acciaio dotate di rivestimenti protettivi. 107 Nelle zone delle Torri Gemelle investite dagli aerei, non c'erano neanche questi rivestimenti, perché erano stati asportati meccanicamente dall'impatto, mettendo l'acciaio a diretto contatto con le fiamme. Questo è un fattore importantissimo, come spiega la rivista ufficiale dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari italiana:108
L'acciaio è un buon conduttore di calore e con il riscaldamento subisce dilatazioni e deformazioni, che oltre 300 - 350°C riducono gradualmente la resistenza alla rottura, per temperature oltre i 500 - 550°C la resistenza della struttura si riduce ad un valore inferiore a quello ammissibile, con conseguente crollo della struttura in acciaio. Il crollo può avvenire anche quando la struttura in acciaio viene attaccata dal fuoco non completamente, ma solo in una limitata zona quale una trave o un pilastro; è necessario anche valutare, ai fini della stabilità dell'edificio, i fenomeni di allungamento della struttura legati alle temperature. Il tempo occorrente per raggiungere la temperatura di 550°C dipende da vari fattori, ma soprattutto dalla superficie e dalla massa della struttura in acciaio investita dal fuoco; il tempo è infatti proporzionale al rapporto tra il peso della struttura e la superficie esposta al fuoco. Quando sia necessario garantire determinati livelli di resistenza al fuoco le strutture in acciaio devono essere protette con rivestimenti isolanti di tipo, per esempio, intumescente e la protezione deve essere estesa a tutta la superficie della struttura, in quanto un difetto locale di protezione è sufficiente per consentire il riscaldamento di tutta la struttura e quindi provocarne il cedimento.

Queste non sono teorie: sono risultanze pratiche della sperimentazione. La curva dello standard ISO 834 è una generalizzazione, ma i test dimostrano che le temperature indicate dalla curva si verificano sempre. Perché maile Torri Gemelle avrebbero dovuto essere un'eccezione, specialmente considerato che vi erano stati riversati dentro circa 32.000 litri di carburante altamente infiammabile?

106 Dati forniti da Farid Alfawakhiri, ingegnere capo addetto alle norme edilizie dell'American Iron and Steel Institute, in Debunking 9/11 Myths, pag. 39. 107 La resistenza al fuoco delle strutture d'acciaio dotate di rivestimenti protettivi, http://www.vigilfuoco.it/speciali/sicurezza/sicurezza_insieme/attivita_studio/pdf/res_fuoco.pdf. 108 http://www.vfv.it/det_art.asp?Id=355.

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A proposito di test pratici, ecco qualche esempio che sarebbe stato facilmente reperibile anche per gli autori di Zero:
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"Un incendio domestico ti può esporre a temperature superiori ai 600°C" (depliant della Country Fire Authority australiana, disponibile anche in italiano).109 "Sei minuti e 55 secondi dopo che aveva preso fuoco un cestino contenente normali rifiuti d'ufficio, ebbe luogo il flashover e le temperature di fumo vicine al soffitto raggiunsero un picco di almeno 870°C. Circa 90 secondi più tardi, le fiamme riempivano l'intera stanza e alla fine consumarono tutto quanto vi era di combustibile" (test condotto dalla Factory Mutual Engineering and Research (FME&R), citato nel Disaster Recovery Journal, 1999).110 Il 26 settembre 2001 fu realizzato a Cardington, nel Regno Unito, un test d'incendio straordinario: fu appiccato il fuoco in un edificio di prova in cemento armato, alto sette piani e arredato come un tipico complesso d'uffici. La temperatura di fumo raggiunse i 950°C prima di mettere fuori uso gli strumenti di rilevamento.111 Nel 1985, presso l'Università di Stuttgart-Vaihingen, in Germania, fu condotto un test su un edificio dimostrativo di quattro piani. Il materiale combustibile fu legno. Le temperature di fumo superarono i 1000°C; l'acciaio della struttura arrivò a 650°C.112

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Si noti che questi sono test nei quali si appicca il fuoco a una zona limitata dell'edificio e non si introducono materiali diversi da quelli del normale arredo. Negli incendi dell'11 settembre 2001 furono invece introdotti appunto 32.000 litri di carburante, che appiccarono il fuoco simultaneamente su un'area vastissima. Non c'è il benché minimo motivo tecnico per cui si debbano ipotizzare temperature "molto basse" nelle Torri Gemelle. Pertanto, chiunque sostenga che un incendio di questa vastità abbia avuto temperature molto basse sta dimostrando, nel migliore dei casi, la propria totale incompetenza. Perché Zero non ha chiesto al vigile del fuoco Louie Cacchioli, intervistato poco prima, se le temperature generate in un incendio d'ufficio sono "molto basse"? Una volta tanto che gli autori di questo video avevano a disposizione un addetto ai lavori, come mai non ne hanno approfittato? E di conseguenza, Cacchioli sa che la sua testimonianza è stata infilata in un video che inanella pericolose assurdità in materia d'incendi?

Le origini della teoria del fuoco tiepido
Ma come mai Kevin Ryan dice che i test svolti sui campioni indicavano temperature molto basse? Per una ragione molto semplice, che possiamo identificare con precisione, anche perché Ryan sta semplicemente ripetendo una teoria che circola da anni fra i cospirazionisti undicisettembrini e di cui sono note le origini. I test condotti sui campioni di acciaio delle Torri Gemelle provenienti dalle zone colpite dagli incendi sono documentati nel rapporto NIST NCSTAR 1-3, intitolato eloquentemente "Mechanical and Metallurgical Analysis of Structural Steel" ("Analisi meccanica e metallurgica dell'acciaio strutturale"), e negli altri rapporti della serie 1-3. Questi rapporti coprono 236 pezzi d'acciaio delle Torri, per un peso complessivo stimato di circa 500 tonnellate,113 con buona pace di chi parla di pochi
109 http://www.cfa.vic.gov.au/residents/home/documents/Italian_Home_Fire_Safety.pdf. 110 http://www.drj.com/drworld/content/w2_089.htm: "Six minutes and 55 seconds after a fire ignited in a wastebasket containing typical office trash, flashover occurred and near-ceiling gas temperatures reached a peak of at least 1,600 F. About 90 seconds later, flames filled the entire room and eventually consumed all of its combustible furnishings.". Il flashover è un brusco innalzamento della temperatura ed aumento massiccio della quantità di materiale che partecipa alla combustione. 111 Holistic behaviour of concrete buildings in fire. Professor Colin Bailey, Manchester Centre for Civil and Construction Engineering, in Proceedings of the Institution of Civil Engineers, Structures and Buildings 152, August 2002, Issue 3, pp 199-212. 112 http://911research.wtc7.net/mirrors/guardian2/fire/cardington.htm. 113 NCSTAR 1-3, pag. xxxviii: "These samples represent a quarter to half a percent of the 200,000 tons of structural steel used in the construction of the two towers". Usando prudenzialmente il valore più basso (0,25%), si ottiene un peso stimato dei campioni

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campioni, di acciaio fatto sparire in tutta fretta per impedire le indagini e di analisi limitate e inadeguate. L'elenco completo di questi pezzi è nel rapporto NIST NCSTAR 1-3B, "Steel Inventory and Identification". Fra questi pezzi, sono particolarmente importanti quelli dei quali il NIST riuscì a individuare la localizzazione esatta nell'edificio, grazie alle stampigliature e marcature individuali apposte ad ogni componente strutturale delle Torri all'epoca della loro costruzione. Kevin Ryan e i suoi compagni di teoria hanno letto, in questi rapporti, la frase "limited exposure if any above 250°C", ossia "esposizione limitata o nulla a più di 250°C" (NCSTAR 1-3 sezione E.3.6, pag. xli), e lì si sono fermati, senza capirne né il senso né il contesto. Si sono convinti di aver trovato una prova a loro favore, perché 250°C non sono sufficienti a causare un ammorbidimento significativo dell'acciaio. Così si sono fissati sul dato che sembrava sostenere le loro teorie di complotto e hanno ignorato tutto il resto, secondo un processo che ricorre spesso nella metodologia cospirazionista. Una lettura meno superficiale del rapporto rivela invece che quella frase si riferisce soltanto ai campioni che avevano ancora sufficienti tracce residue di vernice protettiva o primer (Figura 71): non riguarda i campioni privi di vernice. Ecco infatti la frase completa:
Risultati analoghi, ossia esposizione limitata o nulla a più di 250°C, furono rilevati per le due colonne del core recuperate dai piani delle torri che erano stati colpiti da incendi e che avevano vernice sufficiente per l'analisi. Si noti che le colonne perimetrali e del core erano in numero molto ridotto e non possono essere considerate rappresentative della maggior parte delle colonne esposte all'incendio nelle torri.114

La vernice protettiva, infatti, è stata usata dal NIST come indicatore molto approssimativo di temperatura: se non era screpolata, l'acciaio sicuramente non aveva superato i 250°C, mentre se era screpolata o assente, l'acciaio poteva aver raggiunto e superato questa temperatura.115

Figura 71: Screpolatura ("mud cracking") del primer di una colonna perimetrale della facciata est del WTC1. Figura 6-37 del rapporto NIST NCSTAR 1-3, pag. 97.

Va precisato, per completezza, che il rapporto NIST aggiunge che l'analisi microstrutturale dell'acciaio rilevò che nessuno dei campioni che erano stati sicuramente esposti agli incendi aveva raggiunto temperature superiori a 600°C.116 Ma sappiamo dai Vigili del Fuoco italiani che per il crollo di una struttura in acciaio bastano 500-550°C. In altre parole, questi test del NIST definiscono dei limiti massimi, che sono ampiamente sufficienti a consentire un ammorbidimento dell'acciaio che porta la struttura al collasso, ma non dicono nulla di preciso sulle temperature realmente raggiunte nella zona degli incendi, perché si riferiscono soltanto ai campioni di cui è stata individuata la posizione e non alla globalità dell'acciaio investito dai roghi. Una precisazione importante, che però i complottisti hanno evitato di segnalare. Siamo insomma di fronte a un classico espediente del cospirazionismo: estrarre dal proprio contesto una dichiarazione che sembra avvalorare la propria tesi e presentarla come prova. Ma siamo anche di fronte a un classico paradosso del cospirazionismo: utilizzare come prova i dati forniti prprio da chi viene accusato dai complottisti di falsificarli perché fa parte della Grande Cospirazione.
pari a 500 tonnellate. 114 "Similar results, i.e., limited exposure if any above 250°C, were found for the two core columns recovered from the fire-affected floors of the towers, which had adequate paint for analysis. Note that the perimeter and core columns were very limited in number and cannot be considered representative of the majority of the columns exposed to fire in the towers." 115 Sezione 6.6.1 del rapporto NCSTAR1-3. 116 NCSTAR1-3, pag. 99.

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Acciaio ammorbidito per incendio al WTC: nel 1975
C'è un ultimo esempio pratico assai ben documentato e particolarmente calzante del fatto che gli incendi di edifici adibiti a uffici raggiungono temperature tali da ammorbidire l'acciaio e causare cedimenti strutturali importanti: le Torri Gemelle stesse. Ma non per gli attentati del 2001: per l'incendio del 1975. Infatti il 14 febbraio di quell'anno si verificò nella Torre Nord un incendio doloso di grandi dimensioni, che iniziò all'undicesimo piano e si diffuse attraverso aperture nei solai presenti nei vani di servizio, causando danni dal decimo al diciannovesimo piano.
All'undicesimo piano furono danneggiati circa 900 metri quadri, ossia circa il 21% della superficie totale del piano (circa 4000 metri quadri); le riparazioni richiesero settimane. Alcune parti delle travature dei solai (supporti dei solai) si imbarcarono a causa del calore. Furono chiamati 132 pompieri, e poiché l'incendio era così caldo, molti si ustionarono il collo e le orecchie. Il capitano dei pompieri Harold Kull descrisse il lavoro di spegnimento, durato tre ore, dicendo che era "come lottare contro una fiamma ossidrica".117

Il libro 102 Minutes118 (102 minuti nell'edizione italiana, edita Figura 72. La notizia dell'incendio del anche da Piemme)119 descrive così l'incendio del 1975: 1975 al WTC nel New York Times.
"Peraltro, all'epoca le Torri erano già state aperte al pubblico e piccoli incendi provocati da un piromane nel febbraio del 1975 avevano causato la deformazione di parti di soletta."120

Tutto questo avvenne in seguito a un incendio appiccato non da un aereo da 120 tonnellate, impattante a 900 km/h, che riversò circa 32.000 litri di carburante nell'edificio, ma semplicemente da un diciannovenne, Oswald Adorno, un custode dell'edificio, che innescò l'incendio all'interno di un armadio tecnico dell'impianto telefonico. Fu probabilmente ispirato dal film L'Inferno di Cristallo, nel quale l'incendio parte dal medesimo impianto, secondo quanto riportato dal sito 911 Research.121

I complottisti si smentiscono da soli con la torre madrilena
E' dunque chiaro che qualsiasi asserzione di incendi con temperature molto basse e insufficienti ad ammorbidire l'acciaio e indurre il collasso della struttura è una sciocchezza scusabile soltanto con l'incompetenza di chi la fa. Il colmo dell'ironia è che gli autori di Zero non se ne sono resi conto, ma si sono tirati la zappa sui piedi proprio citando l'incendio della Torre Windsor di Madrid come se fosse un controesempio utile alle loro teorie.

117 118 119 120

http://www.cooperativeresearch.org/context.jsp?item=a111099wtcfire#a111099wtcfire . http://www.amazon.com/102-Minutes-Untold-Survive-Inside/dp/0805076824 . http://www.macrolibrarsi.it/libri/__102_minuti.php. Pag. 67 dell'originale, pag. 106 dell'edizione italiana. Quella citata è la traduzione adottata dall'edizione italiana, ma una traduzione più corretta e letterale è la seguente: "A quell'epoca, le Torri erano già state aperte al pubblico e dei piccoli incendi appiccati da un piromane a febbraio del 1975 avevano causato l'imbarcamento di alcune parti di solai". La frase originale: "By that time, the Towers had already opened, and small fires set by an arsonist in February 1975 had caused parts of floors to buckle." 121 http://911research.wtc7.net/wtc/history/fire.html.

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Invece le immagini drammaticamente spettacolari di quel grattacielo che arde come una torcia (Figura 73), in un rogo alimentato esclusivamente dallo scarso contenuto dell'edificio ancora in costruzione, sono la chiarissima dimostrazione di quale violenza e quali temperature si scatenano nell'incendio di un edificio civile. Temperature così alte che ammorbidirono l'acciaio della Torre Windsor fino a farlo collassare. Esattamente quello che secondo gli autori di Zero non può succedere. E anche in quel caso, come per l'incendio al World Trade Center del 1975, non c'erano 32.000 litri di carburante d'aereo a innescare il rogo.

Figura 73. L'incendio della Torre Windsor.

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