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Antonella Beccaria

UNO BIANCA
E TRAME NERE

Antonella Beccaria, classe 1973, ha pubblicato nel 2006 con lo stes-
so editore Bambini di Satana: Processo al diavolo: i reati mai commes-
si di Marco Dimitri e Permesso d’Autore: Percorsi per la produzione di
cultura libera; nel 2004, NoSCOpyright: Storie di malaffare nella società
dell’informazione. Nel 2005 è uscita come e-book la raccolta di rac-
conti Piccoli delitti, disponibile per il download all’indirizzo
http://www.lulu.com/content/148356. La zingara non si lasciò intimorire dalle parole di Luca
Dal 2004 ha un blog (http://antonella.beccaria.org) dove anticipa, e, fissandolo negli occhi, gridò: c’eri anche tu, assassino.
racconta e approfondisce alcune delle vicende che narra nei suoi libri. Maurizio Matrone, Erba alta

Possibile che esistessero ancora italiani così devoti
a un senso dello Stato che lo Stato, per primo,
avrebbe giudicato quanto meno controproducente?
Giancarlo De Cataldo, Nelle mani giuste
© 2007 Antonella Beccaria
© 2007 Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri

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Immagine di copertina: Bianca Venzin

Alle vittime della banda della Uno bianca
PREFAZIONE
Antonio Mosca, poliziotto, 3 ottobre 1987, Cesena.*
Giampiero Picello, guardia giurata, 30 gennaio 1988, Rimini.
Carlo Beccari, guardia giurata, 19 febbraio 1988, Casalecchio di Reno.
Umberto Erriu e Cataldo Stasi, carabinieri, 20 aprile 1988, Castelmaggiore.
Adolfino Alessandri, pensionato, 26 giugno 1989, Bologna. Un Paese che s’accontenta della verità giudiziaria è un Paese che
Giancarlo Armorati, pensionato, 15 gennaio 1990, Bologna.** ha scelto di convivere con le ombre, i fantasmi, gli scheletri negli
Primo Zecchi, autista Hera, 6 ottobre 1990, Bologna.
armadi. Che rifiuta di specchiarsi nella propria memoria e dun-
Rodolfo Bellinati e Patrizia Della Santina, nomadi, 23 dicembre 1990,
que si adatta a subire il costante ricatto di quelle forze oscure che,
Bologna.
attraverso l’uso “istituzionalizzato” della violenza, ne hanno
Andrea Farati, benzinaio, e Luigi Pasqui, dirigente aziendale, 27 dicembre
1990, Castelmaggiore.
determinato le svolte più traumatiche.
Paride Pedini, artigiano, 27 dicembre 1990, Trebbo di Reno. La vicenda della Uno bianca – 103 azioni criminali, 24 vittime,
Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, carabinieri, 4 gennaio 102 feriti – comincia nel 1987 e si conclude nel 1994 con l’arre-
1991, Bologna. sto dei sei componenti della banda, cinque dei quali sono poliziotti
Claudio Bonfiglioli, benzinaio, 20 aprile 1991, Borgo Panigale. in servizio. Processualmente, viene definita e archiviata come una
Licia Ansaloni, commerciante, e Pietro Capolungo, carabiniere a riposo, 2 storia di rapinatori assassini. Ma anche in questo caso la verità
maggio 1991, Bologna. giudiziaria non è sufficiente a risolvere l’enigma di fondo che tut-
Graziano Mirri, benzinaio, 19 giugno 1991, Cesena. tora avvolge l’esistenza e le feroci imprese compiute dai tre fratelli
Babon Cheka e Malik Ndiay, operai, 18 agosto 1991, San Mauro Mare. Roberto, Fabio e Alberto Savi e dai loro complici.
Massimiliano Valenti, fattorino, 24 febbraio 1993, Zola Predosa. Fili doppi e tripli, riscontri e persino dati di fatto incontroverti-
Carlo Poli, elettrauto, 7 ottobre 1993, Riale. bili legano la Uno bianca ad altre vicende che si sono consuma-
Ubaldo Paci, direttore di banca, 24 maggio 1994, Pesaro.
te a cavallo di quegli otto anni. Dalla strage alla stazione di Bolo-
gna a quella di Peteano, dalla bufera politica provocata dall’in-
chiesta di Tangentopoli al mistero della Falange Armata, pas-
sando attraverso la struttura di Gladio, le deviazioni dei servizi
segreti e i collegamenti con diversi spezzoni della criminalità
* Ferito e già malato, morirà un anno dopo il conflitto a fuoco con la banda della Uno organizzata e persino con esponenti del terrorismo internazio-
bianca.
** Inizialmente solo ferito, morirà l’11 novembre 1993. nale.

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Volendo immaginarla come un film – la fiction televisiva ne ha cia ha inseguito. Una risposta che, ancora una volta, quotidia-
ridotto la portata a semplice investigazione e scontro tra poli- ni e Tg autointossicati dal gossip hanno evitato con estrema cura
ziotti buoni e cattivi –, potremmo paragonare la storia della di investigare per non disturbare il manovratore, e invece appar-
Uno bianca al Romanzo criminale sulla Banda della Maglia- tiene alla migliore tradizione delle inchieste giornalistiche di
na. Una struttura a doppio servizio: privato (che punta al pro- questo Paese che troppo spesso (ma nel migliore dei casi) si arren-
fitto attraverso estorsioni e rapine) e “pubblico” (che garantisce de alla verità giudiziaria. No, non è possibile...
al gruppo l’impunità attraverso azioni compiute su commissio-
ne di singoli mandanti riconducibili ad apparati deviati dello Andrea Purgatori
Stato).
La prima chiave di lettura (quella proposta dalla verità giudi-
ziaria) è certo rassicurante sul piano dell’opinione pubblica e
per nulla gratificante per i familiari delle vittime, neanche ora
che i Savi e i loro complici se ne stanno dietro le sbarre. La secon-
da propone invece, intatti, tutti i quesiti che hanno accompa-
gnato le stagioni più oscure della nostra storia recente: dai gior-
ni della strategia della tensione alle trame massoniche della P2,
dal cosiddetto SuperSismi al dossieraggio costruito all’ombra
della sicurezza di Telecom. La domanda è la stessa, semplice e
ancora senza risposta: come ha potuto una banda di poliziotti
rapinare, ferire, uccidere per quasi otto anni senza che nessuno,
nella scala gerarchica della Polizia di Stato, all’interno della
magistratura e dei servizi d’informazione sospettasse o sapesse
nulla?
Provate a cercare una soluzione tra le circostanze e le riflessioni
di questo saggio, provate a rimontare i pezzi sparsi e solo appa-
rentemente chiari di questa sporca storia. Vi imbatterete in
somiglianze da brividi tra le gesta della banda della Uno bian-
ca e quelle dei rapinatori-terroristi del Brabante-Vallone. E tro-
verete anche voi la risposta che Antonella Beccaria con pervica-

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imperversò tra Bologna e le Marche fino al lare di sé perché. O quasi. per portare a termine le rapine. Alla fine del marzo 2007. pagine che seguono. per esempio. N. quelle di sparare per profitto. in un’in. naca e della storia più recente come “la banda della Uno bian- no le notizie relative alla banda che dall’ottobre del 1987. uno dei criminali con. c’è una realtà la cui presa di coscienza potrà sione del tribunale di sorveglianza che aveva concesso cinque essere rimandata ancora per poco. in l’uomo. evidentemente. ché si fermassero i fratelli Savi: rimase zitto. si infittisco. la famiglia di Gugliotta – come già in passato – ave. La motivazione: una relazione della po’ di pudore e il rispetto per le vittime dovevano impedire di divisione anticrimine della questura di Bologna circa possibili fare una domanda di permesso a poco più di un anno dalla scar- relazioni tra l’ex bandito e la criminalità organizzata. al suo posto. e il resto per la buona 8 9 . su aspetti ancora ambi. nel giro di pochi mesi. di Rimini. ca”. Di Uno bianca a lungo non si è più parla. Poi gli venne riconosciuta la continuazione e gli anni stro.] ha generato perplessità nel scesero a venti. Una targa. cerazione. e il comitato dei parenti delle vittime era insorto. scampò la condanna all’ergastolo perché ne che riunisce i familiari delle vittime dalla banda. Benvenuti nei misteri della vicenda passata agli annali della cro- to. Iniziamo dalla fine. sommando le sentenze di Bologna e lanciata alla vigilia delle commemorazioni della strage del Pila. approvato dal Senato il 29 luglio 2006. E in questura. Una storia che di qui ai prossimi anni continuerà a far par- vent’anni fa esatti. il pubblico ministero che rappresentò l’accusa contro dannati in questa vicenda. era un agente di polizia e non fece nulla per- va manifestato il proprio dissenso verso una scarcerazione del. la Procura della tutt’oggi irrisolti e sui quali ci sarà modo di soffermarsi nelle Repubblica di Bologna aveva presentato ricorso contro la deci. presidente dell’associazio. L’uomo. non venne riconosciuto colpevole di nessuno dei delitti che la tervista al quotidiano Il Bologna del 23 marzo: «La richiesta di banda commise e finì per essere condannato a una pena di ven- Savi [e si riferisce ad Alberto Savi e all’invocazione di perdono totto anni di reclusione. Gugliotta porta il peso morale dei fatti di sangue Se non si erano fatte attendere le ovvie proteste dell’avvocato accaduti dopo che lui ha abbandonato la banda». infatti.d. di cui ancora oggi le vittime non leggono bene i numeri». nel gennaio 2006. tralasciando al momento gli interrogativi a novembre 1994. Altri tre anni gli furono stralciati dall’indulto nostro comitato. vannini. degli investigatori. per consentirgli di lavorare presso i Savi e i loro complici nel procedimento bolognese: «Forse un una comunità religiosa. E invece ora. gui come il raid nel campo nomadi o il duplice assassinio nel- QUANDO I CONTI l’armeria di via Volturno: eventi non collegati alle finalità del- NON TORNANO MAI la banda. Cosa c’è dietro la Uno bianca? chiesero a Fabio Savi.A. difensore. Dubbi. La introduce Walter Gio- giorni di permesso a Pietro Gugliotta. Rispose: la targa. Quando alla fine del 1994 finì anche lui nella rete proposito ha detto Rosanna Zecchi.

Certo. con- otto anni e poi rimesso in libertà per vizi procedurali –. fuori c’è qualche mitomane che si diverte sulla pelle altrui sen. eppu. politici con una condotta tutt’altro che cristallina. moniò il falso indirizzando le indagini verso piste sbagliate. ad arresti effettuati e processi avviati. ma me di un deputato di Alleanza Nazionale il quale. 10 11 . ne a tirare un colpo di spugna. non terroristi. di capire perché ci fu chi testi- re restrittive della libertà personale. durante il non si sa a tutt’oggi se per via di fortuite quanto incredibili governo Berlusconi. Inoltre. i familiari delle La prima di queste false deposizioni riguarda un fatto che vittime hanno subito minacce anonime e pressioni: segno che accadde il 26 giugno 1989: una rapina alla Coop di via Gorki. sostiene la prima versione. dopo la neutralizzazione dei criminali (è altrettanto possibile). to e di nuove indagini. li». una possibilità di svelare in sede giudiziaria qualche elemento bilmente mai del tutto e saranno comunque sottoposti a misu.condotta e perizie psicologiche favorevoli: morale della sottra. Fabio e Alberto Savi. La loro storia qua e là sfiora tangenzial. 53 anni. 2005 che andava a ritoccare i tempi entro i quali i reati non era- chiarono? Per la giustizia sono rapinatori. Gugliotta tornerà libero tra poco. in più sulla sanguinosa vicenda. durante la quale morì Adolfino Alessandri. Se infatti Gugliotta avrà chiu. no più penalmente perseguibili. nizzata. ha avuto porti con trafficanti d’armi dell’Europa orientale finiti in effetto anche sulla vicenda della Uno bianca e nello specifico si manette – uno nello specifico. se ha evitato condanne a ti incoerenti e non fanno scartare la seconda). E poi c’è la questione di alcuni depistaggi sulle cui responsabi- ti con il fatto che prima o poi lui e i suoi complici potranno lità e motivazioni ci ha pensato. ai tempi. se ne venne fuori con un testo di riforma coincidenze o di un disegno prestabilito (o meglio: la giustizia giudiziaria ribattezzato dalla stampa come «legge salva Previti». Ma è possibile ipotizzare un loro ritorno in circolazione senza quella possibilità è stata cancellata da una legge del dicembre che sia mai stata fatta totale chiarezza sui crimini di cui si mac. La ricostruzione dei la banda – i fratelli Roberto. occorre iniziare a fare realmente i con. forse fermarono l’orientamento di quei magistrati e di quegli inve- non sufficientemente sondati e che con difficoltà si possono stigatori che credevano nell’erronea pista della criminalità orga- ridurre alla vendita di un singolo kalashnikov. a Bologna. condannato a è riverberato in particolare su due testimoni che. Fatto sta che questo provvedimento. za subire alcuna conseguenza (è possibile). Tuttavia qui si Occhipinti e Luca Vallicelli –. Tamas Somogyi. Più nota come «legge ex Ciriel- re agirono come tali. ma le ricostruzioni sono in più pun. di complici mai individuati ha continuato a funzionare anche Ed è proprio questo il punto: a meno di nuove notizie di rea. in modi differenti. nell’estate 2008. nel marzo 2007. se anche fossero loro estesi in vuole sottolineare una specifica circostanza: se esisteva ancora qualche forma i benefici di legge. Ci sono poi i rap. non lo potranno fare proba. è la versione emendata di una proposta che porta il cogno- mente l’eversione dell’estrema destra nazionale e straniera. Marino singoli fatti troverà maggiore spazio più avanti. Soffermiamoci un attimo su questo punto. oppure che una rete zione. gli altri cinque componenti del. la prescrizio- uscire. so i suoi conti con la giustizia.

Per il Pilastro. il 4 una questione di rispetto e pudore. per quel triplice omicidio. oggi non ci sarebbero ancora tan- tibilmente inchiodare gli assassini alle loro responsabilità. Perché. è anche una questione di sicurezza per i parenti e fanini. Altri episodi neri si intrec- Tornando al discorso di poco fa.freddato dai banditi in fuga perché gridava al ladro. si Eppure nell’agosto 2006. E inve. la Coop di via Gorki una donna. rinchiuso nel carcere di Opera. i cui componenti rebbe nel quasi totale silenzio degli organi di informazione. quando si aprivano le porte per i dete- autoaccusò di complicità e puntò il dito verso il clan dei cata. i familiari delle vittime – ma ciano. come pur giustamente dice gennaio 1991. era sta- carte quarantotto il castello accusatorio del pubblico ministe. la galera se la fece da colpevole al posto dei Savi. Per te domande senza risposta. O almeno così si vor. Anna Maria Fontana. se dietro la Uno bianca sti fatti saltò fuori chi «aveva visto tutto» e poteva incontrover. Anche perché. anche quelli di alcuni dei banditi. Tutti insieme sarebbe. ta esplicita nella sua richiesta: «Io non sono per la condanna a ro. Giovannini. Lo ave- chiarite. ci fu invece chi. se la era chiaro che le famiglie non avevano dimenticato? Anna Ste- cattura dei veri componenti della banda non avesse mandato a fanini. nesi. quella che allora era una minorenne. tato la mente della banda a osare tanto. lettera di Alberto Savi in cui l’ex poliziotto chiedeva perdono cedenti. con la storia del- 12 13 . Tutto finito. In ultimo. erano quasi tutti agenti di polizia. ci fosse stata solo una targa. Otello Ste. a leggere le dichiarazioni dei da invece è relativa a quello che è forse uno dei più celebri dei congiunti di Gugliotta – temono il rilascio di «quelli della Uno delitti dei Savi e complici: l’eccidio dei carabinieri consumato. Per ognuno di que. ce no. Roberto Savi. Simo. finì per inchiodare i fratelli William e Peter San. quando per loro si sarebbe profilata una condanna all’ergastolo. Ed evitare l’invocazione dei benefici di legge non è solo si nel quartiere del Pilastro e durante il quale morirono. nuti indultati. Mauro Mitilini e Andrea Moneta. c’è la prescrizione dei reati e così le due donne non devo. alla vigilia delle celebrazio- l’omicidio dei carabinieri al Pilastro scontarono “solo” un ni in memoria dei militari caduti nel 1991. almeno dal punto di vista cronologico. senza nemmeno passa- ro stati elementi della mai esistita “quinta mafia” bolognese e re attraverso il vaglio del proprio avvocato difensore. c’è un ulteriore discorso. Giovanni Spinosa. più in generale per i cittadini. se coloro che finirono alla sbarra per va detto nel gennaio 2006 quando. faceva sapere di aver fatto richiesta di grazia dovendola ritirare netta Bersani. La secon. ma sono per la pena certa e allora se uno è stato con- Le ragioni delle calunnie avrebbero potuto – e dovuto – essere dannato all’ergastolo trent’anni almeno deve scontarli». negli anni pre. tre militari poco più che ventenni. la madre di uno dei carabinieri uccisi al Pilastro. Il periodo che andò dal no più fornire a chicchessia alcuna spiegazione sulle versioni 1987 al 1994 non fu caratterizzato solo dal terrore provocato che sostennero in passato. una ventina di giorni più tardi. Chissà quale motivo ha por- Massimiliano Motta e a Marco Medda. le era giunta una periodo di carcere preventivo. bianca». con le incursioni di una banda di assassini. morte. dopo il vespaio sollevato e il no tagata facendoli così finire in galera e sotto processo insieme a della Procura generale di Bologna.

verità sul particolare di quella morte (anche se le indagini han. E ci sono i venti che sof- rimescola le carte di mazzieri disorientati alla ricerca di nuovi fiano dal Belgio.la Uno bianca. apogei politici inat. si vede come in quegli anni anche l’Arma dei È una stagione. le più invisibili e apparentemente più innocue. Va detto che non tutti gli episodi citati nelle ultime righe e suc- no inforcato la strada della criminalità organizzata) che – si dice cessivamente sono legati ai fatti della Uno bianca. lo di «coloro che hanno concretamente operato per ostacolare C’è anche la vicenda della strage di Bagnara di Romagna. C’è la Fiat Uno bianca che viene una democrazia in cui l’impossibilità di un’alternanza ha deter- 14 15 . arrotonda minacciando. cadono muri e sal. per la morte di un educatore professionale. e mai più è arrivata una sono delle Uno. contribuisce a tratteggiare l’incompiutezza di un aggiungono gli estorsori dell’entroterra romagnolo e i taglieg. zio militare è vacante a causa del possibile impiego di Gladio taccabili si disintegrano e lo sdoganamento a destra e a sinistra nella lotta alla mafia e al narcotraffico. sotto lo sfavillìo tramontante degli vata a poca distanza dopo aver percorso – dice il tachimetro – anni ottanta e del loro ipocrita ottimismo. con le auto- re i giornali dell’epoca alla ricerca dei suoi “infedeli”. della vittima ai tempi in cui dirigeva un supercarcere da 41bis. banda dei poliziotti emiliano-romagnoli è già accaduta e puz- Aumentando lo zoom e andando a inquadrare situazioni più za di Patto Atlantico fin dall’inizio. il cui destino finisce per incro. quello della committenza e quel- qualche caso. te. assassinato davanti al una casualità probabilmente dettata da un mercato automobi- carcere di Opera con una pistola «balisticamente compatibile» listico che vedeva l’utilitaria della Fiat il modello più venduto. ma sulle cui ragioni c’è lamentare d’inchiesta sul terrorismo. questa. in ciarsi a uno di quelli che nel capoluogo emiliano sono ricorda. C’è poi bombe disseminate dalla mafia al di fuori della Sicilia e che. la fragilità di ancora chi si pone domande. in lo di responsabilità materiale. rubata dal blindatissimo Forte Braschi. tutti e tre i livelli di respon- ti come i delitti del DAMS. per usare le parole del senatore Gio- que carabinieri assassinati ufficialmente per un raptus di follia vanni Pellegrino ai tempi in cui presiedeva la commissione par- che ha portato a un omicidio-suicidio. con una di quelle utilizzate dai Savi. a cui si senso stretto. minacciosa. anche laddove non merita la specificazione di «terrorismo» in C’è poi la banda dell’ex militare Damiano Bechis. E ne viene fuori una trama oscura. uccidendo. un accertamento di verità». la ancora attuale incapacità nell’individuare. Gente che alla luce del sole porta una sabilità che compongono determinati eventi delittuosi: il livel- divisa e. cin. proprio mentre la direzione del servi- tano organizzazioni militari clandestine. Da un lato. circostanziate. Dall’altro. ma ognuno – determinerà molti anni più tardi il suicidio della compagna di questi contribuisce a costruire un quadro di terrore che. paese che risente di due gravi carenze nella sua storia più recen- giatori degli hotel di Bologna. magistrati di Milano su un’intera classe politica. cinquecento chilometri. e ritro- a cavallo di un’epoca in cui. dove una vicenda molto simile a quella della padroni. che si conclude con le indagini dei carabinieri era tutt’altro che estranea a crimini tali da far anda. molti fatti più o meno nevralgici. sede del SISMI. sparando e. fuori servizio.

si rovina?» risponde il tizio alto. a Bologna era sta- ta festa grande. tre volte. Ha in tasca un assegno e chiede alla proprietaria. un fiume di giovani per le strade del centro. nessuno sente nulla. QUATTRO BOSSOLI DI PIOMBO TENERO Il giorno prima. da «un corso occulto che ha costantemente lambito. la quale ha potuto beneficiare anche di condiziona. fa scorrere il carrello una. Eppure via Volturno. Ma non la sta solo guardando. La donna si gira verso il registratore di cassa. una traversa di via Indipendenza. ma prima c’è da pagare il bollo per il porto d’armi. che sta a metà di quel- la strada. anche apparati istituzionali dello Stato». I sindacati in piazza. A MANO ARMATA menti imposti. o diret- tamente riguardato. il 2 maggio 1991.minato un indebolimento dei controlli sull’operato della cri- minalità. sono aperti. come ogni Primo Maggio. Accanto a lui ce n’è un altro. e alla quale si accede solo dopo aver scampanellato. Mentre la porta si apre per lasciar uscire l’uomo dell’assegno diretto all’uf- 16 17 . per dirla ancora con un’espressione di Pellegri- no. gli dice Licia Ansaloni. che sta guardando una Beretta F98. «Ah. pren- de i contanti e li consegna all’uomo. Quello stesso centro in cui. non è così isolata. un tizio alto. Ce n’è uno. la lasci stare altrimenti si rovina». Licia Ansaloni. il concerto. «Finché non l’ha fatto. Fa così un cliente che alle 11 entra per acquistare una pistola. Intanto un altro cliente ha suonato al campanello. di cam- biarglielo. un’armeria. un giovedì apparentemente come tutti gli altri. due. botteghe l’una accanto all’altra sotto un breve tratto di porti- co. «Se la compra ci fa quello che vuole con la pistola». È metà mattina e i negozi.

si diceva. che fa fuoco colpendo la donna al volto.d. un ex appuntato dei carabinieri quello scontro improvvisato con i carabinieri [il riferimento è sessantenne che. come se nel frattempo il negozio fosse stato chiuso. gira intorno al ban- po’. Fabio restò molto impressionato da ciò che accadde in quanto vo scampanellio. Il primo estrae però quasi l’impressione che Fabio si fosse impuntato nella sua dalla tasca un caricatore che si era portato con sé e lo inserisce decisione e per tale ragione di comune accordo decidemmo di 18 19 . Sono morti. negozio rimane solo la custodia vuota della prima pistola e Licia Ansaloni e Pietro Capolungo. l’armeria. Nel deve essere mozzare il fiato. L’uomo cade del versamento custodita in una tasca. Nella sua valuta- tutte quelle incombenze burocratiche che saranno pure le più zione queste erano meno sicure e meno potenti. stempiato. Dell’incursione e del furto delle pistole racconterà nel 1995 taria alcuni proiettili e immediatamente l’uomo alto. Ebbi l’uomo alto e quello basso entrano in azione.ficio postale. non si rassegna all’eccidio del Pilastro avvenuto il 4 gennaio 1991. N.A. Per capire che è successo. quando sono dentro. ma i due assassini si sono già mo basso. no le luci sono accese. Quindi i due escono. arriva silenzioso e si avvicina al bancone. Nel frattempo un nuo. Così il cliente dell’assegno aspetta un come aveva fatto poco prima il complice. Intanto abbassata. Allora scatta l’allarme. l’uo. Quindi punta l’arma carica contro Capolungo. marca Luger. quello che Roberto Savi al sostituto procuratore di Rimini. sono a terra. si offre di accompagnarlo a vede. Chiede alla proprie. ai due si poco prima Licia Ansaloni aveva mostrato al primo cliente. si e calabresi compivano senza difficoltà rapine utilizzando dei Nel momento in cui la porta si è richiusa dietro all’ex militare. forse il colpo che va a vuoto finendo per proprietario. Nessuno sente niente. quattro bossoli di piombo tenero calibro 9. che dileguati per le vie del centro. non è ancora ora di pranzo e poi si vede che all’inter. Poi. ma sono necessarie: richieste di porto d’armi. È Capolungo. abbassano re che può essere accaduto. cordo con questa sua idea e gli feci notare che rapinatori catane- pastoie amministrative insomma. basso. ne entra un terzo. il commesso.] lo ridusse a considerare poco sicura la possibilità di continuare a a una vita di riposo e va ad aiutare in armeria. occupandosi di compiere rapine utilizzando pistole a tamburo. Daniele Paci: scarrellava la Beretta e che diventerà per le cronache il lungo. si fa dare un’altra Beretta simile alla prima. l’uomo dell’assegno e il negoziante accanto non entrano nel- do il cliente dell’assegno lascia il passo al terzo avventore. taglierini in quanto non vengono rilevati dai metal detector. e gli spara. po’ più tardi il primo uomo torna all’armeria con la ricevuta che intanto è passato dietro al bancone. preoccupandosi. Sono stati assassinati. rinnovi. anche Licia Ansaloni si trova una pistola puntata addosso: la Strano. Passano per un cortile interno uti. trova la saracinesca e il lungo lo raggiunge per colpirlo di nuovo alla testa. conficcarsi in una vetrinetta. poi ribattezzato il corto da chi seguirà la vicenda. la saracinesca e se ne vanno portando con sé le due Beretta che lizzando l’ingresso retrostante e. ma a un certo punto si affaccia alla bottega a fianco e il cone e spara di nuovo. raggiunta l’età della pensione. nessuno se ne accorge finché occorre tornare indietro di qualche manciata di minuti. E quando un nella Beretta. brandisce il corto. Io non ero d’ac- noiose. a quan.

comandante del reparto operativo metropoli dove la delinquenza dilaga senza che sia possibile dei carabinieri di Bologna. Solo due. Ma i morti. promettendo rogne serie a chi tra- do in via Volturno e che. hanno portato fuori tre sacchi da morto» si dico- dei ristoranti più esclusivi del centro cittadino. a pochi metri da uno «Tre sacchi. quel- che lo ritraggono insieme ai colleghi intervenuti sul posto. i fotografi tentano di infilarsi nelle e senza alcuna intenzione di uccidere prima che la mattanza abbia palazzine circostanti da cui è possibile inquadrare l’armeria e. E invece intorno al capoluogo emilia- comune. quasi fosse un fan- 20 21 . Per noi un’armeria valeva l’al. no. compare nelle immagini di repertorio della Rai Non è la prima volta che a Bologna accadono “fattacci”. ritraessero pure la scena del crimine. un obiettivo come un altro. se rapportata ad alcuni par. esercizio commerciale frequentato da poliziotti e carabinieri. Senza premeditazione. via Volturno. che compare. nel frattempo entra- to in servizio. non far entrare i giornalisti. spara. si aggira da anni una banda. giunto il momento. Allo- armi usate fino a quel momento. la banda della Uno rapido. In passato. Anche i fotoreporter si trovano spiazzati quando giungono in ta armeria senza ragione specifica. arrivare magari a qualche dettaglio. freddo e privo di qualsiasi spunto investigativo che fac. spesso uccide e poi svanisce. uno fra tanti altri che la volta l’atteggiamento è diverso: nessuno si deve avvicinare avrebbe permesso loro di raggiungere uno scopo: cambiare le all’armeria e guai al primo obiettivo che viene sfoderato. a colpi di zoom. Quando i corpi vengono scoperti e si dà l’allarme. dice che si tratta di «criminalità porvi un freno efficace. bianca. forze dell’ordine non creavano troppi problemi: che facessero il loro lavoro. Così ai reporter non resta che assieparsi oltre il cor- freddo. Scegliemmo det. nemmeno criminalità organizzata. dicono. per abbandonare un AR70 e done nel frattempo tirato e cercare di fotografare quanto pos- un SIG222 e impugnare due semiautomatiche del valore di 700 sibile. inizio. sono due. Inoltre ci sono due morti. Ma quello è un omicidio così importante. Due morti in pieno giorno. all’interno di un no l’un con l’altro. Mentre alle 13 Roberto Savi. Ogni volta si materializza contestualmente. il li che si ascriverebbero alla periferia degradata di qualche colonnello Claudio Curcio. da professionisti scafati. cia partire le indagini. gli inqui- renti che giungono sul posto hanno toni tutto sommato tran- FATTACCI DI PROVINCIA quillizzanti. compiere una rapina all’armeria di via Volturno. ra. quando si consumava un delitto. dichiareranno gli inquirenti. inquilini degli appartamenti che s’affacciano sulla stradina di so. Però qual- ticolari che emergono dalle deposizioni: anzitutto. utilizza a sangue sgredisce. Strana affermazione. Un caricatore che si infila proprio nell’arma che lui sta vaglian. da lasciare esterrefatti. questa. le tra e la decisione cadde casualmente su quella di via Volturno. mila lire l’una. Invece quel- Insomma. Fabio Savi che cuno nelle file delle forze dell’ordine se ne accorge e urla agli se ne va in giro custodendo addosso un caricatore pronto per l’u. una città che è al centro di una provincia complessa e mare la sua presenza a Bologna». [che] vuole affer.

si deve. in quel modo. Proprio in quel pugno di secondi un uomo esce tranquilla- alle porte della città. meglio. come se avesse sem- zione. tuttavia. Dopodiché. Sembra uscita da un’a. Invece no: molte delle scorribande perché. il lungo e il corto. che non dia da pensare a chi rentemente non vanno oltre una vaga stranezza. Il corto. di quelle comuni. Inoltre. si zione militare. un altro della Uno bianca il pericolo lo fanno annusare quando c’è già paese dell’hinterland bolognese. da chiunque. Viene ucciso anche momento. succede di nuovo. babilità non si rende conto che a pochi metri di distanza è par- 22 23 . senza sgommare. plicemente fatto il pieno e riprendesse la sua strada. ha paura costano poco così finisce che in tanti le hanno comprate e non di essere ammazzato in un luogo appartato e così ci prova. Sono situazioni che appa. quando colpisce. non si è ancora conclusa il sentore di una minaccia. lavaggio automatico. che infondono sente il rumore delle portiere che sbattono e la Uno bianca che paura alla gente che non ha alcuna possibilità. quando le armi smettono di sparare. vedendo la vettura: è strano che una macchina venga lasciata invece. re. ferito. Il corto e il lungo accostano la Uno incuriosiscono più che intimorire e che conducono la vittima bianca al marciapiede senza però curarsi di parcheggiarla come oltre la soglia del rischio senza che possa averne alcuna perce. che mai più pensava di trovarsi in mez- che si dà arie da gran signora progressista si nasconde sotto le zo a una situazione da far west quando ha deciso di portare a spoglie della normalità. imbraccia un fucile. ma un’azione di quelle cattive. Anche in questo caso gli aggressori sono mente di casa. Il benzinaio a quel punto tentenna. A terra rimane inoltre il fratello del gesto- incomprensibile nella sua eccessività. ora danno più nell’occhio. per anche solo abbozzare una difesa. magari dentro c’è qualcuno che sta male. poi. che si trovano ovunque perché verso l’officina. Sempre gli stessi due. e attende il suo turno accanto ai rulli del lo fa in modo “normale”. la banda non pulire la macchina. quando alle 17 e un quarto circa un’uti. usa come piano di appoggio il tet. recuperano qualcosa dal sedile posteriore. Ma. quando i banditi arrivano a Trebbo di Reno. è spietata. litaria si avvicina a una pompa di benzina di Castelmaggiore. lo fa con determinazione. E allo- tuccio dell’automobile e tiene sotto tiro gli avventori. Per difendersi. lasciano quello anteriore reclinato e non si preoccupano nem- il 27 dicembre 1990. Lì li aspet- il dito sul grilletto pronto per sparare. riparte tranquillamente. e gridando «chiamate il 113» se la dà a gambe. Quella giornata di sangue. Il lungo scende viene attirato da quella scena inusuale o forse si preoccupa impugnando una pistola e la punta contro il gestore. Come accade pochi mesi prima dei fatti di via Volturno. occorrerebbe prima aver colto un pericolo. alcuna prepara. O. vive esattamente lì davanti e in due. Scendono. Perché viene falciato dal basso e cade. Andrea Farati. quei veicoli o mai. zione. un’auto di piccola si fa dare fino all’ultima lira in cassa e poi gli intima di andare cilindrata. Il lungo ra si avvicina per cercare di capire che è successo e con ogni pro- urla al benzinaio. perché chi uccide in questa provincia un cliente.tasma o più verosimilmente un simbolo. una pulita. sussurrano anche altro: la minaccia può arrivare in qualsiasi tenta. meno di chiudere le portiere quando se ne vanno. ta una nuova auto. Luigi Pasqui. È Paride Pedini. essendo così diffusi. di portarlo dove tiene i soldi. di quelle che ormai potrebbe già cercarli.

a scenderne è il lungo. divarica e curva si abbattono sull’accampamento. deve aver pensato a qual. leggermente le gambe. duecentocin- quanta persone circa tra giostrai sinti e rom di origine balcani- ca. un giro. Sotto i colpi che inesorabilmente ma. ne scende un uomo basso. Due morti anche stavolta. senza sgommare e sollevare ghiaia. se lo appoggia a una spalla e inizia a sparare ad altezza d’uo- to necessario. altrettanto inspiegabile nelle sue ne. ha percorso pochi metri e poi si è fer.tita un’altra automobile. stavolta con meno scrupolo: il bersaglio è ai suoi piedi. to. quartiere periferi- co di Bologna. ma solleva il fuci- ci di più ed eventualmente prestare soccorso. con due morti e tro una scuola del Pilastro che ospitava famiglie di immigrati. rag- destino. non lancia alcuna minaccia. A quel punto si sente solo il rumore di finestrino. E muore anche una donna. qualcuno che voleva capir. Car. Prima compie 24 25 . condotte a poca distanza l’una dall’altra. E infatti così accade. il 23 dicem- bre. quel giorno. per lo più provenienti dal Kosovo. e poi si ferma. che imbraccia un fucile a pompa. zismo se n’erano già verificati in quel periodo. Patrizia Della Santina. Qui si trova un campo nomadi. Chi fa una rapina in un accampamento di rom? Cosa c’è da re. verso gli zingari. Pedini in men che non si dica si ritrova a ter. lucro. ne di xenofobia. e così giunta da un proiettile entrato nella sua roulotte attraverso il fa qualche altro passo. le. Forse non si accorge nemmeno di uno sconosciuto che ta. Il lungo si avvici. ma con una particolarità: il bottino ra e non ha più alcuna possibilità di fuggire. il cor- qualche movimento alle sue spalle. mettendosi in posizione sorpreso mentre caricava ferraglia sul rimorchio della sua Ape come se stesse tirando a una bottiglia vuota in un poligono clan. Sempre che non sia la copertura per qualche altra motivazio- Ma un altro episodio assurdo. rubare in un posto del genere? E allora. senza effettuare alcuna manovra azzarda- mata. Ma è ancora un po’ distante. muore Rodolfo Bellinati. un ferito per rubare un milione di lire. arriva una Uno bianca. una pistolettata. for. sempre lui. Del resto episodi di raz- Il bilancio di quella giornata finisce così per essere di due azio. era già accaduto quattro giorni prima. uccidere. Quando gli sta piombando addosso: se mai Paride Pedini ha sentito la portiera si apre. Stavolta lo scenario è quello del Navile. se il movente non è il se già non si muove più e il colpo di grazia alla testa è un col. meglio avvicinarsi. motivazioni. lentamente. che fa pochi passi. a che si deve pensare? Forse è una cruenta manifestazio- po facile. nel caso fosse sta. con calma. non c’è e del resto come avrebbe potuto essere diversamente? na ancora e alza di nuovo la mano che regge l’arma per punta. Il corto non grida niente cuno mosso dai suoi stessi pensieri. Nello spiazzo antistante al campo. mo – anzi ad altezza della testa di un uomo – come se volesse La realtà invece è un’altra: quando il veicolo gli è vicino e si fer. quando un raid notturno era stato messo a segno con bombe incendiarie con- ni. odio per gli zingari.

all’altezza dell’incrocio con via Ada Negri. anche se non si sa esat. li affianca. diviso anche fisicamente dal resto di Bologna dalla tilitaria qualunque. Riprendono la marcia e viaggiano a misura d’uomo. Ed è finito per fare quasi città Ma quell’auto non li sta sorpassando. è una Uno bianca. una classicissima Uno blu in dotazione all’Arma. cadono sotto i colpi che continuano ad arrivare. al volante. a tutta velocità ma. ma finisce per andare no così si vorrebbe far credere. Nato secondo con. vent’anni o poco più a testa. Il gio- tacolo di tutte le brutture che si consumano in città. quan. do i cittadini extracomunitari che vivono nei paraggi finiscono I carabinieri sono in trappola. Può darsi che leggerlo avreb- MORTE be aiutato a capire che cosa accadde quella sera. addosso ad alcuni cassonetti a lato della strada all’altezza di Il suo periodo più cruento inizia il 20 settembre 1990. non avvertendo che tale per le famiglie emigrate dal sud negli anni dei grandi nulla di strano quando un’utilitaria sembra volerli sorpassare. nella quale troveranno acco. tentano di risponde- ze dell’ordine è continua. il tempo di confermarsi a vicenda che non c’è nulla di be dovuto rappresentare la nuova frontiera della metropoli a preoccupante intorno. flussi interni verso il settentrione. che glienza trecento persone circa. Secon- da che deposita uno strato di umidità ovunque. la sorveglianza da parte delle for. che non li ha mol- per diventare bersaglio di una serie di bombe molotov. tenta la fuga. attimo. e si chia- mano Otello Stefanini. piazza Lipparini. è diventato invece punto di approdo tutt’altro velocità ridotta mentre percorrono via Casini. E forse è proprio per questo che poco re al fuoco ferendo uno dei componenti del commando. Dal lato del passeggero. gli assassini non scappano carabinieri che percorre quelle strade. reggono. I IL PILASTRO carabinieri girano per il quartiere e nel pattugliamento della Il Pilastro è da sempre un quartiere difficile. Ma è diventato anche il quartiere ricet. ci sono tre carabinieri. una volta cessato il fuoco. e non è un’u- a sé stante. Mitilini e Moneta. si sporge un uomo tinaio di metri più a sud. in un tratto di TRA I CARABINIERI trecento metri dove si consuma un delitto che ha tutti i con- notati di un’esecuzione. La Uno bianca. stato ritrovato l’ordine di servizio. tinuano a sparare ininterrottamente. Radu. E forse è in quel 26 27 . tangenziale che scorre in parallelo al quartiere solo qualche cen. sono riusciti a uscire dall’auto di servizio. si assicurano che tamente quale fosse il compito dei militari perché non è mai i carabinieri siano effettivamente morti. si arresta dietro di loro e ne scendono tre persone che con- nati nella ex scuola Romagnoli. Mauro Mitilini e Andrea Moneta. c’è un’auto dei do quanto sarà possibile ricostruire. Si fermano un cezioni urbanistiche e architettoniche in base alle quali avreb. zona incrociano prima una volante della polizia. In quell’auto. O alme. vane militare accelera. ma non prima delle 22 del 4 gennaio 1991. lati. armato che spara e colpisce Otello Stefanini. una serata nebbiosa e fred.

Oltre a quelle dei carabinieri e degli assassini. agguato svoltosi in almeno due fasi: prima l’assalto poi una pau- ne di servizio e portarselo via. versioni siano discordanti. contribuiscono a far comprendere meglio la dina- accordo sul numero e sul modello delle auto presenti quella sera mica dei fatti. Una per testimonianze sono tutt’altro che concordi. chi avevano identificato. resa da Roberto Savi il 28 novembre 1994. si viene a sapere che: ratoria appena cessata. di quelli che non dovrebbero sera molta gente avrebbe assistito al massacro: c’è un capannel. esserci in un’indagine che si vuole rivestire di affidabilità e chia- lo di persone nei pressi della fermata del 20. secondo quanto si riuscirà a ricostruire attraverso le ne. Nella deposizione materializzata anche l’Alfa 164 che fugge di gran carriera a spa. Quella notte eravamo di passaggio al Pilastro a pire furono tre persone. Per questo si mente per eliminare le tracce di sangue lasciate da uno dei ban.momento che qualcuno allunga una mano per afferrare l’ordi. tutto si fa ranno due anni e quella ricostruzione conterrà una serie di ine- confuso e. al contrario. ma i Savi nelle loro deposizioni ne parlano al femminile. sempre corrisponde al reale accadimento dei fatti. una manciata di AR70. Altri. e ancora in via Ada Negri proprio dove Solo nel momento in cui vengono arrestati i fratelli Savi. mantengono un e a quell’ora. Innanzitutto quella tutte è un errore macroscopico. Intanto non c’è testo generale. Io avevo con me la mia l’intera scena si è svolta quasi istantaneamente. l’autobus che arri. probabil. i veri la strada incrocia via Casini ed è iniziata la sparatoria. sembra rimasto ferito. autori della strage. fa sempre più spesso ricorso a metodologie scientifiche d’indagi- diti che. Fabio e Alberto. le sattezze tali da far pensare che si sia solo sprecato tempo. Invece nessuna pistola di quel genere ha mai sparato altro gruppo è assiepato vicino alla Casa Rossa. 28 29 . nel momento in cui partono le prime indagini. facendo calare l’oblio su ciò che i sa di qualche istante e quindi i colpi di grazia. dove si trova la al Pilastro. si aggiungono elementi che. Alberto aveva una pistola 357 secondi per esplodere decine di proiettili e poi giungere in modo altrettanto repentino a termine. presi in un con- Però le testimonianze non sono omogenee. Ben inteso: in un caso come questo è abbastanza normale che le Quando i tre criminali se ne vanno per cambiare auto e sparire. c’è grado di fumosità fino a sfociare in reticenza quando si chiede loro chi parla di una Golf nera.38 special. E ancora: alcuni testimoni dicono che bordo di una Fiat Uno bianca rubata. biblioteca di quartiere. altri invece affermano di averne contati meno e. la mente di chi assiste registra alcuni non si limitano semplicemente ad abbandonare la Uno bianca. altre le tipologie di armi utilizzate in quell’agguato. militari avevano fatto quella sera. Ma per mettere insieme una ricostruzione verosimile ci vor- parole dei presenti. tra i Il triplice omicidio è stato commesso da me e dai miei fratelli pochi punti fermi appurati successivamente. scendendo nel dettaglio. momenti e li ricostruisce in base a un percorso logico che non come accaduto in precedenza. rezza: si dice infatti che la prima arma ad aprire il fuoco fu una va a Casalecchio di Reno passando per il pieno centro città.1 Fabio il fucile SIG222. Per il resto. si stabilirà che a col. Un . C’è poi chi sostiene che i killer erano alme- no in sei. parlano di un 1 L’AR70 è un fucile. mentre per qualcun altro si sarebbe conto del colpo di grazia e delle sue ragioni. ma che. ma le danno fuoco.

uscendo parzialmente fuori dalla macchina. Roberto ha cominciato a sparare dal finestrino. poi siamo arrivati ad un via Casini. vano dato l’alt e non ci eravamo fermati. quasi all’inizio.. io ho visto qual- 30 31 . Una decina di giorni dopo dà una nuova versione mi sono piegato in due. dava. ho iniziato a sparare. L’ho disinfettata con un comune prodotto e successivamente to con la sua AR70 e Alberto con la sua 357 alla guida dell’auto. Roberto era sul sedile del passeggero. In quel momento la nostra mac- punto noi li abbiamo inseguiti perché altrimenti ci avrebbero di china ripartì. Io sono stato subito colpito da un proiettile esploso dal milite che Queste parole.]. Fabio Savi le pronuncia tra il 28 e il 29 novem- occupava il posto anteriore destro. la macchina dei carabinieri si fermò.. so del mezzo con la nostra macchina e tutti e tre siamo scesi. io con il mio SIG. Alla fine tezza dei grattacieli. È vero che quella sera mio fra. ho preso degli antidolorifici. La mia impressione a quel momento è che hanno iniziato a sparare abbiamo sparato noi [. tello è stato ferito. Forse sono riuscito a sparare un colpo. In macchina eravamo seduti nel seguente modo: Luca [è lunotto posteriore della vettura dei carabinieri. non mi ha curato nessu- Quella sera eravamo sulla Uno rubata. in via Casini. Come ho det. forse cinque o sei in direzione del ti morti.A.]. Lo avevamo curato da soli [. N. Stavamo andando a San Lazzaro a rubare macchine. A quel re credo contro un cassonetto. Ad un certo punto la nostra una versione che è nella sostanza dissimile da quanto sostenu. Abbiamo visto una Uno dei carabinieri ed abbiamo cominciato a seguirla..] gui- lerato e si è fermato un po’ più avanti. i carabinieri ci stessero sfuggendo.. che ancora una volta diverge in parte da quelle precedenti: Nel frattempo Alberto e Fabio sparavano in direzione dei carabi- nieri [.. insospettiti e ci volessero fermare.]. dell’inseguimento scendemmo dalla macchina per proteggerci l’Arma. anzi stava inseguito. A quel punto ci hanno La macchina dei carabinieri è continuata ad andare. Magnum. Pochi istanti dopo. siamo stati sorpassati da una Fiat Uno del. io ero seduto dietro. macchina si è fermata. Dopo un po’ la situazione si è invertita e dopo che loro acquistando velocità. conti- mente il contenuto delle rispettive deposizioni – Fabio Savi dà nuando ad andare con la macchina. eravamo in via Casini. I carabinieri hanno risposto al fuoco. quasi alla fine di to all’inizio. Per quanto riguarda la ferita. È stato a questo punto che io Ammetto anche l’omicidio dei tre carabinieri al Pilastro. Ad un tratto. Noi eravamo su un’auto rubata e quindi a circa venti metri dalla macchina dei carabinieri. andando ad urta- incrocio. to da Roberto: venendo da via Pirandello. avendo la sensazione che si fossero con le armi in quanto i carabinieri ci stavano sparando addosso. all’al.d. andando a fermare nuovo inseguito loro. A un certo punto. Non so spiegare il motivo per il qua- le la nostra macchina si è fermata. Ci ave. ho aperto il finestrino ed ho Certamente io non andai a controllare se i carabinieri erano tut- esploso alcuni colpi con l’AR70. Effettivamen- Era una notte di nebbia. Roberto e Alberto [. Ho sentito un forte dolore e bre 1994. te anteriore destra. ci siamo girati e ce li siamo trovati su un fianco.. il soprannome con cui viene chiamato Alberto Savi.. te la sera del Pilastro eravamo io. dalla par- Negli stessi giorni – anche se i due fratelli non conoscono ovvia.]. Siamo subito giunti a ridos. Mentre stava- non potevamo farci controllare. mo avvicinandoci alla macchina dei carabinieri. Rober- no. dopo che io ero entrato dentro. erano loro ad inseguire noi. Il mezzo ha acce..

si arrabbiano sul serio. nieri di Bologna di arrivare fino ai massimi livelli delle cosche che b) il controllo sociale molto stretto che è parte integrante del manovrano il business della droga nell’Italia settentrionale. Non “modello emiliano” di prosperità e che si esprime in un’ammini- dimentichiamo che uno dei trafficanti. allora. Specialmente per il collegamento e ben organizzato e comunque ben al di sopra dello standard temporale con la recente operazione che ha consentito ai carabi. popolazione fortemente politicizzata (non solo a sinistra) e pron- ti sequestrati trenta chili di eroina pura. allora senatore del Partito Comuni. che ge ancora recente. Una volta scoperti. ta a collaborare con le autorità di polizia. un calabrese di Platì. adoperando proprio personale o servendosi di terroristi-gangster sta. locali come teste di ponte per demolire i due principali ostacoli al nali dichiara: decollo vero e proprio dell’economia criminale nell’area metro- politana bolognese: Credo che la pista della vendetta di un’organizzazione criminale a) un apparato di polizia (carabinieri o polizia di stato) efficiente comune sia la più attendibile. Ma nulla vieta. medio nazionale. nel corso della quale sono sta. Tra questi c’è uno dei mercati criminali potenzialmente più lucrosi del paese. le linee investigative hanno preso strade molto distan. Nulla vieta. Ferdinando Imposimato. I reticoli di traffico illegale dei terroristi-gang- tuto procuratore Giovanni Spinosa. tato celebre per i suoi studi sul fenomeno mafioso e per la sua consulenza a diversi organi investigativi. d’altra parte. quando vengono colpiti nei loro affari economici. prendono la direzione del. ster sono molto meno vasti e ramificati di quelli mafiosi e sono la criminalità. da o di una setta. Da qui la rapidità e l’atrocità della rea- re quando il lavoro investigativo sarà più approfondito. tra cui la DIA. la Dire- Prima però di arrivare a queste seppur contrastanti deposizio. occorrerà comunque attendere quasi cinque anni. Ecco. A stra- zione contro gli investigatori. le indagini. diven- e la macchina in quel momento non è stata colpita. ai gior. Sono tre i dettagli di cui tenere conto nella dichiarazione di Arlac- 32 33 . anche al di fuori del palazzo di giustizia sono alcune potenti cosche esterne vogliano farsi strada in quello che è in molti a pensarla come il magistrato inquirente. Se il giornalista Sandro Provvi. cuno scendere dalla macchina ed ho sentito un certo numero di Sostanzialmente sulla stessa linea – anche se introduce qualche colpi. condotte dal sosti. è strazione pubblica ostile alle pratiche illecite. sostenuta da una rimasto ucciso in quella operazione. quella droga valeva miliar. non si riproducono con la stessa facilità e ampiezza. è utile soffermarsi un momento su queste parole. anche più fragili. Nel frat- tempo. ni. canale commerciale mettendo in pericolo la posizione di una ban- to escluso il movente passionale. di e i mafiosi. che alcune operazioni “sotto copertura” parti- ti dai veri autori della strage. anche se io non ho notato nessun colpo diretto verso di noi elemento in più – si dimostra il sociologo Pino Arlacchi. che. ipotizzando una vendetta ai danni dell’Arma. colarmente incisive dei carabinieri abbiano danneggiato qualche sionato ironizza sul fatto che per il Pilastro è quanto meno sta. zione Investigativa Antimafia. Se comune o organizzata è un aspetto da chiari.

chi. prosciolti anche venze con le istituzioni o. inchieste sulla Uno bianca o sui suoi fallaci cloni (la banda del. Per ben due volte. avrebbe potuto scatenare una reazione così violenta come quel. il periodo in cui all’e- 1996. Un’area. alla luce delle risultanze processuali e dei si. che gratificasse da un lato chi aveva avuto – lui stesso parla di «modello emiliano di prosperità» e di «popo- ruoli marginali (o non aveva alcun ruolo) nelle “prestigiose” lazione fortemente politicizzata (non solo a sinistra)». Dettagli che. durante un convegno dell’Istituto Alberto Pollio nuava a catalizzare anche dopo la cattura e a processi già avvia. meglio. che si svolse tra il 3 e il 5 maggio all’hotel Parco dei Principi di ti. nelle stazioni. Certo è che. già nel 1965. come adombrano alcuni giorna. quella della Regata o la mafia del Pilastro) e che dal. alla parola gangster ne fa precedere un’altra: la consumatasi al Pilastro. zioni che si vuol far passare come deviate. bombe sui treni. Innanzitutto il fuga. ai supermercati lungo la linea sono precedenti: le indagini di cui sono stati oggetto tra il 1989 della A14. che in piani eversivi – o quanto meno le Coop. meno di un anno e mezzo dopo la cattura dei veri respon. se sul momento forse difficilmente assumo. narcotraffico in grande stile. con le branche delle istitu- successivamente. in gioco il terzo elemento di riflessione sulle parole di Arlacchi viva un caso “forte”. Inoltre. Arlacchi non parla solo di gangster. versione di estrema sinistra si contrapponeva quella di estrema sabili delle azioni della Uno bianca. per concludersi in primo destra. Roma. gettando comunque il seme fatti che segnano l’ultimo decennio emiliano del ventesimo per la successiva teoria della “quinta mafia”. troppo spesso di stampo stragista e forte delle conni- grado con l’assoluzione di tutti gli imputati. più difficilmente. da una faida tra clan rivali: quel- invece travolgerà il gruppo bolognese inizierà solo nel gennaio lo era chiamato «gli anni di piombo». avevano colpito incessantemente nei vent’anni precedenti. quella emiliana. alla procura di Bologna ser. guappi con residenza emiliana. Basti ricordare che l’altro distogliesse l’attenzione che la vicenda dei Savi conti. a Bologna esistono i Bam. e il 1992 non hanno condotto a nulla e sono state archiviate Ma il terrore lo avevano diffuso anche coloro che mettevano le senza che nemmeno si arrivasse a un rinvio a giudizio. organizzazione cri- secolo qualche interrogativo lo stimolano. minale che si sarebbe andata ad aggiungere alle altre quattro già ce riferimento a una setta: sì. un’associazione culturale di stampo satanista che tre anni precedenti con l’infittirsi dei colpi ai caselli autostra- fa parlare di sé sui giornali e in televisione. un terrore che si aggiunge a quello già seminato nei bini di Satana. forse una banda di malavitosi esistenti al sud per rivelarsi infine nient’altro che un abbaglio. ma per loro non ci dali. si parlava di reazione all’«infiltrazione comunista [che] 34 35 . diffonde. in intenzioni eversive – era già stata inclusa. zione di sostanze stupefacenti e ipotetici abusi sessuali. mica Quello però non era un tipo di terrore innescato da una cosca. Del resto – e qui entra listi che si erano occupati del caso. mafio- no la loro importanza. terroristi. Una setta. ai distributori di benzina. Chi ha agito al Pilastro sicuramente il terrore lo Che c’entrano poi le sette? In tema. La grande bufera giudiziaria che da un pareggiamento di conti. In secondo luogo. però. nelle piazze o nelle banche e che i reati per cui erano finiti sotto inchiesta riguardavano la deten.

allo stra- esponenti di Avanguardia Nazionale Guido Giannettini e Ste. le» attraverso «l’offensiva nelle zone controllate dal nemico Ma quando tre gazzelle dei militari giunsero sul posto. parallelo. dal 22 luglio 1989 al 12 aprile 1991. Il primo. clandestino. ma in diversi momenti arri- diventerà SID nel 1965 dopo lo scandalo del piano Solo. sula avvenire attraverso due metodi paralleli: l’azione psicologica e strada per Savogna». vedeva il coinvolgimento di personaggi come gli guerra. si rimette a indagare e sco- già durante le indagini per la strage alla stazione di Bologna. sotto il sesto governo di Giulio Andreotti. vorrei dirle che xè una machina che la gà due busi sul mazione. socialisti.ha raggiunto proporzioni allarmanti». scare un’esplosione che uccise tre uomini e ne ferì gravemente le condizioni meno ortodosse e con la necessaria spregiudica. Una «reazione [che] deve parabreza. alla strategia della tensio- fano Delle Chiaie. se sembrano sfuggire al sociologo Arlacchi nel. i fatti di Peteano. operativo tra il 1964 e il 1966 e finanziato indiretta. Il quale. fermata devono trascorrere altri sei anni. voluto e fortemente appoggiato dal Pat- tenza del processo di primo grado. invece di archiviare. il terrorista nero condannato per invece messi in secondo piano da Luciano Violante. che resta in alcuni particolari. unico in un coro di minimizzatori. il servizio segreto militare che caso di invasione. La xè una Cinquecento bianca. Inizialmente il pri- in quel caso morirono tre carabinieri. diceva quello che sarà identificato come il terrorismo». Le indagini si trascinano per oltre quindici anni fino tezza». Avrebbe dovuto avere scopi difensivi in mente dall’Ufficio REI del SIFAR. attirati da una telefona. a quando il fascicolo arriva nelle mani del giudice Felice Cas- Queste parole erano state giudicate particolarmente inquietanti son. portata avanti senza «problemi di natura mora. altri due. risposta e salvaguardia». mo ministro tenta di negare. protetto e fatto crescere dai vertici infatti. tanto da venire incluse nella sen. ammette e il 24 ta anonima giunta alla caserma di Gorizia. gui- carabinieri a Bologna con la strage di Peteano. liberali e repubblicani. È la conferma alle parole che nel 1984 già aveva detto a mezza la sua lettura complessiva dei fatti del Pilastro. sottolinea 1990. ficiente cercare di aprire il cofano dell’utilitaria Fiat per inne- nenti che diventino soldati clandestini e accettino la lotta nel. la somiglianza dell’assassinio dei tre carica 629 giorni. ai servizi segreti che deviano. Ma prima che l’esistenza di Gladio sia con- strato e successivamente parlamentare che si occupò di terrori. visin la ferovia. ne che vorrebbe instradare il paese verso una svolta autoritaria. È Gladio. non vengono bocca Vincenzo Vinciguerra. L’Istituto Alberto Pollio. occorre arrivare nel smo. fu suf- come l’Emilia e la Toscana [e avvalendosi di] gruppi perma. e SISMI va a esercitare forse ruoli offensivi nella storia del secondo dopo- nel 1977. pre l’inimmaginabile: l’esistenza anche in Italia di un esercito avvenuta il 2 agosto 1980. to Atlantico e conosciuto. 36 37 . Il quale. questo esercito. avvenuta il 31 dando una coalizione composta da democristiani. ottobre 1990 conferma l’esistenza di una «struttura di infor- «Senta. ma poi capitola. Ma questi punti. Carlo Cicuttini e i carabinieri andarono a controllare. l’ombra dietro ai tentativi di golpe. maggio 1972 per mano di estremisti di Ordine Nuovo: anche socialdemocratici. ex magi. dello Stato italiano. gismo.

freddati quasi due anni prima. e sarà tempo di Tangentopoli per i vertici dello Sta- strato. con accento alle porte di Bologna. Mam- godevano di buona salute. il garantismo sociale. corruttele. Poche le auto parcheggiate e su una vet- tura. Sappiamo che l’Arma dei carabinieri odia di reazione. hanno riguardato poco tempo prima i carabinieri e pro- primo luogo. a cinque giorni dal massacro. infatti il telefonista. percorse com’erano da venti burra- ma.. Aveva la faccia di un scosi che soffiavano da oltre Atlantico ormai da più di qua. per casualità. ma non ultimo. rileva ciò che è sotto gli occhi di tutti. Il 9 gennaio. In bo”. con la faccia verso la ruota posteriore dell’auto [. to e dei partiti. Non ha detto nulla. avrebbe dovuto essere colto e che invece – chissà perché – è rimasto un elemento ascrivibile alle coincidenze: la comparsa FUOCO A CASTELMAGGIORE sempre della stessa auto. Dopo la respirazione rant’anni. L’ex magi. dice: due uomini. Infine. bambino e gli occhi spalancati sulla notte. Ma in quel periodo le istituzioni non terra. Un carabiniere era per probabilmente lo sono. la testa sul sedi- gestione della cosa pubblica fondato su pratiche clientelari e le.Torniamo però a Violante e alla strage del Pilastro. ma solo per un attimo. I carabinieri puntano il faro del loro veicolo e fan- no per avvicinarsi. tuglia e arrivino al parcheggio della Coop di Castelmaggiore. che si scoprirà essere stata rubata poche ore prima. E Ho sentito urlare e sono corsa sulla strada. descritto dalle parole di un’infermiera. che sono stati colpiti tre carabi- nieri. Ciò che gli assassini si lasciano alle spalle dopo la fuga è ben diziario che si è determinato in Italia. La corruzione politica stava raggiungendo il livello artificiale si è un poco ripreso. Abbiamo fatto un errore e siamo abbastanza forti e orga- fuoco che li uccidono senza che abbiano la minima possibilità nizzati per ammetterlo. si possono mettere in fila alcuni fatti che. L’altro era di ebollizione che un anno dopo farà esplodere un sistema di tra l’Alfetta e la rete della ferrovia. guardando dentro le rorismo..]. per confermare la sua ipotesi che chiama in causa il ter. in ginocchio. forze dell’ordine. Accade infatti che la sera rivendicazioni della Falange Armata. ha detto quando l’ho girato. quasi fosse un sigillo di paura che unisce episodi differenti per dinamica e I tre carabinieri uccisi al Pilastro si vanno ad aggiungere ad altri movente apparente (o per mancanza di movente). che già prio l’Emilia Romagna. che giunge poco dopo l’attentato e tenta di prestare i primi soccorsi ai due militari: Farneticanti vengono giudicate le parole dell’organizzazione. giuridico e giu. Insieme con mio marito ed un’altra per- 38 39 . E poi le due. ci sono tedesco o simulante l’accento tedesco. il degrado morale e politico. E basta. che chiama la redazione del 20 aprile 1988 Cataldo Stasi e Umberto Erriu siano di pat- bolognese dell’ANSA anche per i fatti del Pilastro. porta anche altri due elementi: praticamente per pri. ma vengono investiti da raffiche d’arma da È stato un errore. sen- mo parla di un simbolo che lega fatti di sangue fino a quel za arrivare a scavare nei luoghi più oscuri degli “anni di piom- momento (e anche successivamente) considerati disgiunti. una Fiat Uno bianca.

E sul momento sono pochi gli ele.38 special e un’impronta digitale sul cruscotto. sull’auto usata per l’agguato ai carabinieri. È la vive al Pilastro.38 special Winchester. Trop. pos. della gere il 3 settembre quella di via Carini dove muoiono il gene- moglie Adriana Preti e dei due figli. la Setti Carraro e l’agente Domenico Russé. a sorpresa. Altri quattro con cui muoiono anche tre carabinieri che stavano trasportan- avvisi. immediatamente a ridosso di tanza. una morivano due ragazzi e io non potevo farci nulla. E quando final. quell’impronta verrà attribuita a Fabio Savi. Nicosia. ma che sul momento non sembra susci- po poco per indirizzare le indagini: quando i Savi saranno cat. tare particolari perplessità: non ci si chiede per quale motivo turati. lavoratori onesti. invece. Inoltre vengono in braccio un bambino smarrito. È l’inizio della lati- siedono una cascina a Galliera. raggiungono una famiglia di incensurati che do il malvivente dal carcere di Enna a quello di Trapani. Lipari. Era come tenere di ricettario per la preparazione dell’eroina. quella di Castelmaggiore. e che nel giugno 1982 mette fine a una guerra di mafia de subito l’identità. come quelli di Castel- Un’esecuzione. mente si imbocca la prima pista investigativa che promette Ma restiamo ancora sulle identità degli indagati: a quelli di cui bene. zo da novanta di Cosa Nostra. che nel 1980 riesce a evitare l’in- All’inizio di giugno. Comuni. che arriva ad allearsi con Bernardo Pro- 40 41 . per Santapaola. è arrivata l’ambulanza e quella fretta mi è pregiudicati. un minu. una vita tranquilla e irreprensibile. Due giorni dopo. Poi. Alfio Ferlito. vengono criminazione per l’omicidio del sindaco di Castelvetrano. la cui posizione si aggrava però quando saltano fuori zi c’era ormai solo da piangere. un pez- traffico pilotato dalla mafia siciliana. Situazione analoga per sembrata un po’ irreale e come stonata: per quei due poveri ragaz- Adamo. ma sul quel bossolo non sia stato trovato fin dall’inizio. a cui si va ad aggiun- momenti di questa vicenda: si tratta di Erminio Testoni. sona l’ho girato e per un momento mi è sembrato che respirasse. non da poco. più noto con il diminutivo di Nitto. come accadrà nel maggiore. in provincia di Enna. la moglie Emanue- sti. cinque bossoli di . sotto un l’auto dell’agguato e su questa ci sono solo un proiettile ine. viene ritrovata lottola inesplosa. infatti. forse perché momento non si giunge ad alcun riscontro. Si noti che inizialmente si è parlato solo del ritrova- gennaio 1991 al Pilastro. detto Santapaola. e qui viene trovata una raffineria di droga con tanto L’ho guardato in faccia. Il primo è un pregiudicato trentenne di con l’eliminazione del suo principale avversario. Mi sono sentita una nullità: rinvenuti poco meno di mezz’etto di sostanze stupefacenti. questa sarà quanto mai viziata da depistaggi che voglio. il quartiere che continua a tornare in diversi strage della circonvallazione di Palermo. Elio e Marcello. rubrica su cui sono stati annotati nomi e numeri di telefono di to e un secolo dopo. Salvatore Adamo.38 special. di una pal- menti su cui lavorare. mento. Un fatto sploso di . si aggiunge un sesto personaggio. Bologna. e proiettili . strano. a un’ulteriore perquisizione. si conosce il nome. Vito infatti emessi otto avvisi di garanzia. È Bene- no condurre verso la droga e l’espansione al Nord del narco. Di sei destinatari si diffon. rale dell’Arma Carlo Alberto Dalla Chiesa. una bella faccia pallida. nell’immediato viene data priorità ai raffronti balistici. tappetino salta fuori un bossolo sparato quella sera. un mese e mezzo dopo la strage.

che guida il nucleo investigativo. il da sono numerosi. ritrovati in possesso di personaggi di denuncia per concussione. scompaiono nel nulla 24 glia Testoni lasciandoci i proiettili trovati poi anche ad Adamo. per il maggiore Marcello sesso? E successivamente. Per piuttosto la sua sembra una mossa per avere uno sconto sulle l’uomo l’accusa è di calunnia. sarebbe binieri di Bologna. per la volontà di trasci- sarebbe infatti lui che avrebbe sparso la droga trovata agli inda. come ha fatto il militare a entrarne in pos. proprio dalle sue dichiarazioni comando delle forze alleate del Sud Europa e dove. e che. c’è un altro nome sinistro: si tratta di Francesco Sgrò. cre. ex Ma che c’entra un personaggio del genere. con Bologna? E com’è possibile che una pista. stituita attraverso un’autotassazione forzata dei militari. falso e detenzione di stupefacenti: conseguenze delle sue azioni o. gna. dove ha sede il indagini contro il brigadiere. dove vengono costruito ad arte la raffineria di Galliera nella cascina della fami. avanzare di carriera mettendosi in buona luce con i superiori. fluido. e per il tenente Gaeta- fuori gioco. si legge nel. dato che Macauda a quel punto sarà Carnevali. dopo averla sottratta dalla caserma di via dei Bersaglieri. da chi saranno disseminati altri documenti prove. gli interrogativi sulla mendace condotta di Macau- sibile. Lasciata sul luogo dallo do questa vicenda salta fuori. milioni di lire circa. si stabilirà. origine catanese finiti nel mirino degli investigatori come no la vita il giudice Paolo Borsellino e i componenti della sua appartenenti alla banda della Regata o delle Coop? Tra questi scorta: Emanuela Loi. emerge anche un’altra brutta storia che piomba addosso ai cara- la relazione della commissione d’inchiesta sulle stragi. Il responsabile del furto non si trova e i Inoltre a casa di quest’ultimo viene ritrovata anche una paten. omessa denuncia e abuso in atti 42 43 . forse.venzano per la strage di via D’Amelio. Così. nare nel fango altri colleghi “infedeli”. Domenico Macauda. malgrado corsi d’addestramento come quello frequentato dirà Macauda in un primo momento. treno Italicus. sempre dalla caserma di via dei Bersaglieri. scattano le manette ai polsi di un brigadiere le sviare le indagini sull’omicidio di due colleghi facendo cade- dei carabinieri. E mentre procedono le per tre mesi alla base napoletana di Afsouth. comandante del gruppo. Insomma. in cui perdo. Quan- ti in bianco rubate nel 1985 a Rovigo. Eddie Walter Cusina. a capo del reparto operativo. Sta di fatto comunque gati. per il tenente colonnello Sabato stesso carabiniere. avvenuta il 4 agosto 1974 provocando la morte inizialmente difficilissima. arriva una nienti dallo stesso stock. Mazzone. ultimi. Claudio Traina. e soprattutto ci si chiede il motivo per il qua- 17 giugno 1988. nel 1992. custoditi i reperti sotto sequestro. no Palmieri. qualcuno a tavolino la sta costruendo davvero. Per lato nelle relazioni di servizio e che viene definito un medio. si vada componendo in modo così di dodici persone e quaranta feriti. che hanno base – dicono gli investigatori – in Roma- Vincenzo Li Muli e Agostino Catalano. come se fosse stata scritta a tavolino? Infatti non è pos. vertici della caserma decidono che la somma deve essere rico- te di guida falsa che. uomo di spicco del bidello depistatore coinvolto nelle indagini per l’esplosione del clan dei catanesi. uno che non ha mai bril. Non lo fa di certo per senso della giustizia: stato organizzato un punto per il coordinamento di Gladio. re la responsabilità su persone del tutto estranee ai fatti. appartiene a un lotto di paten.

Denuncia che si tramuterà in lievi pene in primo gra. lo stesso numero civico. ma ancora oggi non stava addosso alla cascina dei Testoni prima dei fatti di Castel. uomo con precedenti: di qui i primi sospetti degli inquirenti e ne. del grossolano errore che lo porta a farsi sco- la famiglia del Pilastro. c’è un assalto alla Coop sibile a personale non autorizzato. viene inve. inacces. dove si trova la tavia non giunge a un esito incontrovertibile a causa di una riga. A finire nei guai. relazione a indagini precedenti. Intanto si va a verificare la condotta del carabiniere anche in ce rinvenuto sotto un tappetino solo quando l’auto è già a dispo. E allora come Del resto. degli incensurati invece che un solo quarantott’ore dopo il massacro. a carico del quale. compiuta da Roberto e Fabio bossolo nel veicolo? Qualcuno che aveva accesso al deposito? Savi. Due sizione dell’autorità giudiziaria e quindi sotto custodia. chi ha messo quel di Casalecchio di Reno. fino a Malalbergo. l’incriminazione del sottufficiale. E da dove allora? Forse da un’altra . proprio al 16. delitto che non aveva commesso? sorge infatti nel territorio di Galliera e la via prosegue. L’azione. rimane l’interroga. so: intorno alle 20. dirizzo della falsa raffineria di droga sbagliando però il comu- soli. Via Ca’ Bianca 16. senza Interrogativi analoghi anche nell’indagine che piove addosso a mutare nome. le ammissioni fatte allora da Macauda non rispon- poteva progettare un depistaggio nell’indagine per il duplice dono a nessuno di questi quesiti: il militare insiste sostenendo omicidio di due giovani commilitoni che ancora non erano sta. ci sono elementi che la possano suffragare. dove si trova la cascina dei Testoni. perché cercare di incastrarla per un prire.d’ufficio. in via Marconi. come già accennato. altro comune dell’hinterland Salvatore Adamo. dunque. di aver agito da solo e l’azione solitaria sarebbe all’origine. per prelevare il contante. mesi prima dei fatti di Castelmaggiore. E qui. si diceva. uno dei quali rinvenuto sull’auto del commando ritrovata ne. arriva il mezzo con quattro guardie giurate che fanno tura sul percussore dell’arma in dotazione al brigadiere incri. pre secondo lui. maggiore. dirà la perizia balistica che tut. non alleggerisce la posizione di È possibile invece che Macauda fosse entrato in qualche modo Macauda sul quale gravano molti interrogativi. da dove arrivano i bossoli? Dalla pistola di do a riscuotere l’incasso della giornata a supermercato già chiu- Macauda? Tendenzialmente no. Innanzitutto. poi sparire? Può darsi. ancora. ci sono bolognese. Il bossolo. Ad una prima perquisizio. ha come obiettivo un furgone portavalori che sta andan- E poi. quando esplode una piccola carica 44 45 . c’è l’a- addirittura bossoli compatibili con quello ritrovato nell’auto bitazione di un pregiudicato che sembra essere il vero obietti- degli assassini dei carabinieri: in questo caso.38 special che fa do e in un’amnistia in appello. salta fuori che Anche questa è una delle ipotesi formulate. Macauda avrebbe azzeccato l’in- tivo – gravissimo – relativo all’origine e alla comparsa di quei bos. Ed ecco un’altra sorpresa. minato. sem- ti ammazzati? Se anche avesse avuto dei sospetti sull’attività del. infatti. però. residuo di un proiettile sparato la sera dell’omicidio. Dunque. Questo intermezzo. ma non ci sono prove in questo senso. Coop. vo del depistaggio: insomma. in contatto con i Savi che gli passarono gli indizi da seminare? quando architetta la falsa pista? Dalle indagini. come accertano alcune fotografie. salta fuori solo un proiettile inesploso.

han. Domenico tracciare il quadro di un periodo nero per le forze dell’ordine. Solo che la taglia salta fuori dopo fuggono lasciando il bottino. l’inizio del depistaggio: tradotto in altri termini. e a coordinarlo è il brigadiere Domenico za è confermata nei successivi gradi. libero di saltano fuori cento grammi di eroina e dell’esplosivo compati. ma – dice nell’interrogatorio del 22 giugno – la volontà Cataldi. la Sicilia. si tratta di una coincidenza. Quando in galera ci entra Macauda. si saprà sei anni e mezzo più tardi. Ma la parte lo stesso carabiniere. Alberto Giacomelli e Michele Nardella. il 19 marzo. che ne ha denunciato regolarmente il furto quel. un centinaio di milioni di lire.800 46 47 . Carlo Bec. non vengono collegati: ma. cambia versione: a motivarlo. per quanto gravi. intanto auto parcheggiate si inizia a sparare. ricompensa. Due pregiudicati la stessa mattina. Si tratta di una vicenda che risale al novembre del 1988: la stra- no una sola origine: i fratelli Savi. intorno alle 6:30. Gli altri due. i suoi presunti L’ECCIDIO DI BAGNARA DI ROMAGNA complici. ta una prima perquisizione nella sua abitazione.posizionata accanto alla cassaforte e da una delle pochissime Macauda. scopi: il primo è quello di ricordare un fatto di cui si è persa spettivamente. quelle immagini sarebbero arrivate ai suoi superiori. Allo stato attuale delle cono. residente al Pilastro (di nuovo lo stesso quartie. retro. Se non avesse distorto le indagini. sua versione non convince del tutto e il 4 marzo viene ordina. grazie alla buona condotta. invece. però. è il tentativo di due distinti depistaggi con un unico protagonista. be agito in questo modo perché sotto ricatto. quando ha mes- La Y10 usata per il colpo risulterà essere di proprietà di Salva. Con quest’ultima spiegazione Macauda finisce a giudizio e vie- vo. l’aveva lasciata accesa davanti a un quivocabili» durante un incontro particolare a cui aveva preso bar della periferia bolognese per entrare e far colazione. bile con quello usato a Casalecchio. fare l’artigiano nella sua terra natale. Il secondo. Si effettua un secondo sopralluogo quindici giorni più tar. ne condannato a otto anni di carcere per calunnia. muore sul colpo e resta ferito un suo collega. Esito negati. con il progredire dell’indagine a suo carico. ge dei carabinieri di Bagnara di Romagna. Un vigilante. ma non riescono a fermare i banditi che della strage di Castelmaggiore. Così Moncada finisce in carcere insieme ai fratelli Pietro e Giuseppe. ma l’uomo ne sconta solo Macauda. Secondo quanto dice al avrebbero infatti fotografato la moglie in «atteggiamenti ine- momento della denuncia. Allora di nuovo modifica la sua deposizione: avreb- re che torna). si sono mai dimostrati collegamenti. Macauda. non sarebbe più stata la sete di cari. su fatti che. Francesco carriera. In mezzo a questi episodi ce n’è anche un altro con il quale non mercato di Casalecchio e la morte dei carabinieri a Castelmag. di intascare la taglia che era stata posta sulla testa degli autori rispondono al fuoco. Guarda caso. i tre ven- gono rilasciati e sul momento i due episodi – l’assalto al super. questa volta dalla cantina dell’uomo quattro per tornare poi. nate che sorge al di là del fiume Santerno e che fa circa 1. so in piedi la sua messinscena. La senten- di. non poteva sapere nulla della tore Moncada. comune del raven- scenze. Ma inserirlo qui ha due giore –. non ci si può non rendere conto che si tratta di quasi del tutto memoria.

quando. Una re Argentina. Martino Zardi. in carica da pochissimo tempo.. Solo uno. la principale è chiusa dall’interno e l’entrata che sta di lato inve- Cinque giorni dopo. Ma allora che accadde a nenti del partito comunista e socialista. o quel poco che fu possibile rico- gliere per i problemi istituzionali dell’allora presidente del con. subito. viene fatto inginocchiare e giu. alle 12:15. provocata da un colpo missimo momento alla lotta armata. sul posto e alle 12:40 giunge l’ambulanza mentre in zona si por- gli recapitare un pacco. teso ad aprire una nuova fase paese. regole del gioco. struire. quattro dei quali crivellati di proiettili. pattuglie. La ricostruzione degli eventi. all’interno della complessiva rifunzionalizzazio. perno centrale del progetto di riformulazione delle l’ingresso della caserma e invoca aiuto. il quinto. Una volta dentro. scende. furia. Troppo tar. mette molto a capire di essere di fronte a terroristi.abitanti. Sabato 16 aprile un nucleo armato della nostra organizzazione ha Uno dei proiettili raggiunge il finestrino posteriore di un’auto- giustiziato Roberto Ruffilli [.]. toria. Ma gli inquirenti storco. È firmato «Brigate Rosse per la costitu. appena rientrato da un convegno. Ravenna e Bologna e uomini del SISMI. che il 16 aprile 1988 Bagnara di Romagna il 16 novembre 1988? viene assassinato dalla Brigate Rosse Roberto Ruffilli. forze dell’ordine e soccorritori scoprono un ne dei poteri e degli apparati dello Stato. di però: condotto in soggiorno. Tanto che dal- zione del Partito Comunista Combattente» e vi si legge: l’ufficio del comandante escono nove colpi sparati ad altezza d’uomo da una mitraglietta M12 in dotazione ai carabinieri. una Fiat 126 che appartiene al postino del della DC. a Roma. quella che si stava scatenando all’interno. si era precipitata fuori dall’edificio di via Garibaldi. qualche secondo dopo l’inizio della spara- no di rivendicazione lasciato in un locale pubblico di via di Tor. presenta a una prima ricogni- È per questo che la strage dei carabinieri fa pensare in un pri. ufficiali che arrivano da Faenza. consi. che blocca la vettura. l’uomo chiave del rinnovamento. altrettanto velocemente abbandonata. 48 49 . Dieci minuti dopo i militari del vicino comune sono sente suonare alla porta e trova due postini che dicono di dover. esploso a distanza ravvicinata e proveniente da una pistola. Ma il politologo democristiano non ci tano elicotteri. uno dei migliori quadri politici mobile di passaggio. questa pista non sembra portare da nessuna parte e babilmente una Beretta d’ordinanza. il 21 aprile. dice che alle 12:20 di quel giorno alla stazione dei cara- siglio Ciriaco De Mita. cia. zione un’unica ferita alla tempia destra. guidato in quegli anni da una giunta composta da espo. pro- no il naso. È a poca distanza da questo piccolo centro di provin. mattatoio: i cadaveri sono cinque. una telefonata anonima al ce è stata aperta dalla moglie del comandante della stazione quotidiano La Repubblica avverte della presenza di un volanti. Per entrare le forze dell’ordine utilizzano la porta laterale: quel- stiziato con tre colpi di pistola alla nuca. vero e proprio cervel- lo politico del progetto demitiano.. Sono binieri di Lugo di Romagna giunge la telefonata di un civile: passati dieci anni dall’agguato di via Fani e dall’omicidio di nella caserma di Bagnara qualcuno sta sparando. così viene scartata quasi subito a favore di quella malavitosa. accorrano Aldo Moro quando Ruffilli. va verso costituente.

della Juventus che se la sta vedendo con il Milan. Quando muore ha raggiunto il grado di cara. Antonio Man- Romagna dal maggio 1988. Di fatto. si fermano per la spesa. Poi c’è Angelo Quaglia. nato a Cesena e trasferitosi a Bagna. Gavello. paese. Si ne. alle 12 ricevono una chiamata dal da Vibo Valentia per raggiungere la Romagna. lasciate le ipotesi legate al brigatismo e alla criminalità orga- sato e padre di due bambine. ne ha 21 anni. e devo- ra nell’agosto 1987 dopo il corso. rispettivamente di due anni e di pochi mesi vigile urbano: parlano di calcio. be «impazzito» e avrebbe massacrato i colleghi togliendosi poi vizio nella località romagnola da sei anni ed è rientrato un paio la vita. Napoli e scherza invece sulle disavventure del Bologna e del Alla strage scampa solo un sesto militare che prestava servizio Cesena che non sembrano schiodarsi dalla zona di retrocessio- presso la stazione romagnola. cuno ha forzato il loro furgone e sono state rubate due tute da le. tra- dante. 20 tella e Daniele Fabbri prendono servizio davanti alla banca del anni. il militare con l’unico colpo alla testa. nato a Minturno. invece di raccoglie- comandante della stazione di Cerignano. Il motivo dell’ordine fratello. perché rientrino. Muccinelli. 27 anni. 31 anni. Sulla via del ritorno. Nicola. non zione delle vittime. e presta servizio in Intorno alle 8 del mattino di quel 16 novembre. in provincia di Rovigo. consigliano loro di rivolgersi alla poco lontana stazione di Mor- stro dell’interno Antonio Gava si ritrova immediate sollecita. si tratta di Alessandro Trombin. Qui si arruola. tella. Era arrivato a Bagnara di Roma. tre di servizio rivolgono ai due militari per denunciare un piccolo furto: qual- a Bagnara. 25 anni all’epoca. Antonio Mantella. penultimo di cinque figli che se ne va nel 1981 da ciò che viene accertato. nizzata.Le vittime sono i militari in servizio nella stazione romagnola. zioni da parte dei comunisti Ugo Pecchioli e Ferdinando Impo- Il più alto in grado è il brigadiere Luigi Chianese. Intanto due operai dell’AMIU. Paolo Camesasca invece di anni che è accaduto quella mattina. spo. dove vive già il comandante Chianese. Mantella commenta le gesta all’epoca dei fatti. in loco. il coman. viene contattato e richiamato a Bagnara dal è un furto che fa stare tranquilli. 50 51 . Quel giorno era in licenza e si trovava nel paese nata. 30 anni. carabiniere ausiliario. nato a Controguerra (Teramo). carabiniere che comanda la stazione di Sant’A. nel giro di pochi anni si spo. lavoro. dano. Mentre a Roma il mini. che non sembra notare niente di strano. il Credito Romagnolo di piazza della Repubblica. Altra vittima è Daniele Fabbri. re la denuncia e procedere con le attività di rito. i carabinieri Subito si cerca di capire che è accaduto. Li vede l’allora sindaco. sareb- niere scelto. E allora l’obiettivo successivo è la ricostruzione di ciò di giorni prima da una licenza. invece non si conosce. in provincia di Latina. celibe. Appena dopo l’identifica. l’azienda rifiuti di Imola. simato e dal capogruppo dell’MSI Cristoforo Filetti. anche lui carabiniere scelto. chiacchierano con la fornaia e con il sa e ha due figlie. Infine viene rinvenuto il cor. si inizia a parlare di «raptus». che è in ser. no restare lì fino alle 13. l’Inter e il biniere scelto e sta alla stazione di Bagnara da tre anni. carabi. Ludovico po dell’unico militare che ha una sola ferita: è Antonio Man. è nato a Giussano (Milano). Tuttavia. Mantella e Fabbri gata sul Santerno. Con l’aria che tira e la coda degli anni di piombo. di «dramma della follia»: gna nell’agosto 1987.

111 in tutto. così siasi elemento che possa far luce sulla vicenda. la mattina degli omicidi. Sempre secondo la ricostruzione ufficiale riportata sui quoti. la pistola scarichi sulla scrivania del comandante e si sarebbe biniere scelto fosse esageratamente geloso della moglie o aves. tre ragazzi del paese sono in sioni a tempo di record. Quaglia e tella avrebbe usato tre mitragliette M12 svuotando i caricatori Camesasca e sembra tutto a posto. mentre Mantel. L’impiegato parla con Chianese. che Mantella era «roso be afferrato la sua pistola e infierito con altri quindici colpi sui da una sofferenza interiore». sono in tanti in paese a giurare che tra quei carabinieri ci fos.«Noi abbiamo da fare. sen- telefonate anonime. fermazione del genere così come di essere a conoscenza di qual. i 52 53 . quindi. carabinieri si parlò pochissimo: nel giro di qualche giorno. contro Chianese. Tempi di record anche per il nulla osta piazza Marconi in bicicletta e un quattordicenne afferma di alla sepoltura e quindi alle esequie. cuzione. parlando con un ne di tranquillità che la provincia romagnola infonde in chi la giornalista. in quella caserma. viene eseguita diani di quei giorni. Dalle prime indagini. Si accerta che sono stati esplosi 96 colpi di mitra e 15 di dipendente comunale per portare una richiesta di permesso per pistola. ma tacerò». Da sottolineare fin da subito che del destino di quei cinque sero armonia e affiatamento. L’autopsia. avreb- non tutto era a posto. don za che sia stata estratta un’arma per rispondere al fuoco di Man- Francesco Borrello. E visita. tratteggiano un periodo travagliato. accenna a una «causa improvvisa e gravissima». che si celebrano a Ravenna aver sentito parlare dell’«opera di una persona portata in caser. ci ha chiamati il comandante». Questa in sostanza la vicenda di Bagnara di Romagna. ge sarebbero usciti tutti insieme a cena e. Prima una sventagliata Ma manca poco a mezzogiorno e mezzo quando scoppia il fini. il giorno dopo da un medico legale di Ferrara e da uno di Raven- la e Fabbri sono ancora davanti alla banca. al momento della strage. Un ufficiale anonimo. va incontrati. secondo la versione ufficiale fornita. Nei giorni successivi smentirà di aver fatto un’af. Vicende che Mantella smentiscono storie legate a depressione. avrebbe dichiarato a Repubblica «qualcosa tella. di lì a poco. due giorni dopo il massacro. Il tutto senza che nessuno abbia tentato una reazione. come ricostruita da chi indagò all’epoca giungendo a conclu- Intanto. E di qui si dipa- ma per un controllo». verso l’alto e poi un’altra verso il basso. aggressività. c’è chi inizierà a dire che forse scagliato contro Quaglia. corpi esanimi dei militari. Fatti fuori i colleghi. Tanto che la sera prima della stra. Infine avrebbe appoggiato i mitra e poca. Sul quale. ben lontano dall’immagi- ossessioni o gelosia. il parroco di Bagnara di Romagna. Fabbri e Camesasca. come si legge sui giornali dell’e. si afferma che Man- una gara ciclistica. in caserma passa un na. neanche il sottufficiale li avesse messi al muro per un’ese- so. Mentre si comincia timidamente a insinuare che il cara. a detta di chi li ave- bero ribattuto alla coppia di operai. impossessato della pistola di Camesasca per spararsi a sua vol- se avuto attriti con Chianese o ancora che fosse tormentato da ta. il clima era gioviale e disteso. Dopodiché si sarebbe mondo. il 18 novembre. avreb. Ma non ci si capisce nulla: i familiari di nano altre vicende che si intrecciano con questa.

riferimenti alla storia si fanno flebili, le indagini si cristallizza- presidente della repubblica iberica. A parte le palesi coinciden-
no sull’omicidio-suicidio e i giornali passano ad altro. A fron- ze che i giornali rilevano tra le due storie – le forze armate, la
te di questa situazione, i familiari delle vittime, tra cui il fra- furia imprevedibile, le schede di servizio positive dei due mili-
tello di Luigi Chianese, Giuseppe, denunciano a mezzo stam- tari –, tutto si chiude qui.
pa che gli inquirenti «si sono chiusi a riccio e non dicono più Tornando a Bagnara, per avere altre informazioni sui fatti
nulla». Anche Nicola Mantella, fratello di Antonio, continua a occorre saltare al 29 novembre 1988, quando dai giornali si
porsi domande e a rifiutare la versione ufficiale. apprende che per gli inquirenti la storia è chiusa e che rispon-
Un minimo di visibilità alla vicenda torna il 24 novembre 1988 derebbero stizziti alle domande di maggiori chiarimenti. Il
quando a Lisbona, in Portogallo, un caporale del centro di «raptus della follia» sembra la versione che piace a tutti e il guan-
addestramento della guardia repubblicana spara sui cadetti e ne to di paraffina confermerebbe che a sparare sarebbe stato sol-
uccide quattro. Secondo quanto riferiscono le cronache di quei tanto Mantella. Ma un’ulteriore perizia, di tipo tossicologico,
giorni, Antonio Saraiva Antunes, 28 anni, si apposta sulla ter- viene disposta dalla procura della repubblica di Ravenna ed ese-
razza della caserma Ajuda mentre è in corso un’ispezione ai guita all’istituto di medicina legale di Ferrara. Intanto emergo-
cadetti da parte del tenente colonnello Jorge Duarte. Il capo- no altri particolari: Mantella – dicono – non si sarebbe limita-
rale si mette a fare il tiro al bersaglio: centra sedici obiettivi, tre to a uccidere i suoi colleghi, ma avrebbe anche infierito sui loro
dei quali muoiono sul colpo. La sparatoria dura venti minuti. corpi dopo la morte. Quaglia, infatti, sarebbe risultato quasi
Poi Antunes fugge e su un prato vicino si suicida con la pisto- troncato a metà per la quantità di colpi ricevuti all’addome,
la d’ordinanza. oltre ai quattro che lo hanno raggiunto alla bocca, mentre
Nella ricostruzione della personalità del militare, emerge un Camesasca, già deceduto, sarebbe stato colpito da altri due
quadro positivo, che non avrebbe fatto ipotizzare alcunché di proiettili alla testa.
violento o pericoloso per sé e per gli altri: era un ottimo solda- Del resto, che la violenza fosse stata cieca sembrava già eviden-
to che in precedenza aveva prestato servizio come paracaduti- te e l’atmosfera dei funerali non fa che confermare un certo
sta senza mai manifestare squilibri. Per giustificare il massacro disagio. Quando infatti il 18 novembre viene officiata una
di Lisbona, il generale Lemos Couto parla di una qualche for- sobria cerimonia a Ravenna, prima che i feretri vengano tra-
ma di «follia» che si sarebbe scatenata all’improvviso nella caser- sportati nelle città d’origine per le esequie private e la tumula-
ma che sorge vicino al palazzo presidenziale. Come nel caso di zione, si fa tutto con grande velocità e a bassa voce. A celebra-
Mantella. Ma è lontano il Portogallo, guidato in quegli anni re la funzione è monsignor Ersilio Tonini, arcivescovo della
dall’economista di orientamento socialista Aníbal António città, insieme al cappellano dell’Arma, padre Giovanni Gian-
Cavaco Silva, in carica dal 1985 al 1995 per diventare nel 2006 nini, e a don Francesco Borrello, parroco di Bagnara di Roma-

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gna. Ma non c’è omelia per «timore che una parola di troppo GLI INFEDELI DELL’ARMA
potesse essere interpretata in modo sbagliato e creare quindi
ulteriori tensioni» e – si aggiunge – occorre «pregare per l’Ar- Nelle settimane successive, i giornalisti che seguono la storia di
ma che in questo momento ha bisogno più che mai del soste- Bagnara di Romagna mettono in fila una serie di episodi suc-
gno della gente». cedutisi nel giro di pochi mesi: denominatore comune per tut-
Aldo Balzanelli di Repubblica descrive la cerimonia definendo- ti è l’appartenenza alla Benemerita e le vicende abbracciano una
la «rapida e imbarazzata», malgrado la presenza di autorità mili- zona che da Bologna va alla costa romagnola. Gli «infedeli del-
tari e civili come Roberto Jucci, comandante generale dell’Ar- l’Arma» sarà l’espressione che circola in quel periodo, coniata
ma, il colonnello Nunziatella, comandante della Legione di da Aldo Balzanelli di Repubblica che intitola così un articolo in
Bologna, il sindaco di Bagnara di Romagna, Ludovico Mucci- cui riassume tutti questi eventi. E a lui si aggiunge un’altra
nelli, e quello di Ravenna, Mauro Dragoni. Nel corso della bre- inchiesta, condotta dal settimanale Epoca, che esce titolando in
ve liturgia, la moglie di Antonio Mantella accusa un malore e prima pagina «Malemerita».
viene portata via in ambulanza. In generale, il tutto si conclu- Innanzitutto, in questa successione di eventi, ci sono quelli di
de in una quindicina di minuti e poi via le divise, via i fiori, Alfonsine, centro abitato della provincia di Ravenna che non
tutto viene smantellato. arriva a dodicimila abitanti. Da qui il 21 aprile 1987 scompa-
Il giorno successivo, il 19 novembre, si insediano a Bagnara di re un carabiniere di leva ventunenne. Si tratta di Pierpaolo Min-
Romagna i nuovi carabinieri, all’interno di una caserma ripor- guzzi, assegnato dalla caserma di Bosco Mesola, nel ferrarese,
tata velocemente alla normalità. Anche in questo caso, la rapi- che quella sera esce in licenza con la fidanzata. Ma dopo aver-
dità è un elemento stupefacente: vengono rimossi i segni del la riaccompagnata a casa, scompare e non se ne ha più traccia.
massacro, sostituiti i vetri forati nell’ufficio del comandante e Di lui resta solo la sua auto, una Golf rossa, che viene ritrova-
portata via la sua scrivania, senza che si sappia praticamente ta a poche centinaia di metri dalla piazza principale di Alfon-
nulla dei rilievi effettuati all’interno. Nelle stesse ore si svolgo- sine: è regolarmente parcheggiata, chiusa, e al suo interno non
no le esequie private dei militari assassinati. A quelle di Man- ci sono segni di violenza. Il mistero della scomparsa di Min-
tella, il presunto omicida-suicida, partecipano il generale Vin- guzzi, figlio di un imprenditore ortofrutticolo della zona dal
cenzo Oresta, comandante della VII Brigata, il prefetto Dome- quale ha ereditato da poco l’azienda paterna, si protrae per una
nico Scali e gli ufficiali della Legione di Catanzaro. decina di giorni, fino a quando il corpo del giovane carabinie-
re viene restituito dalle acque del Po di Volano, un ramo del
delta che lambendo Ferrara si getta nell’Adriatico poco oltre
Codigoro. Di certo, la sua non è una morte accidentale: il ragaz-

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zo infatti è stato strangolato, incappucciato, e il cadavere zavor- Bagnara, perché gli deve parlare. Quando la notizia si diffon-
rato con una grata di ferro proveniente da una cascina abban- de, immediatamente si pensa che la ragione di quella richiesta
donata dei dintorni. Un omicidio efferato senza una ragione. stia proprio nel recente eccidio dei carabinieri, e difficilmente
Senonché si inizia a parlare di sequestro di persona al quale sarebbe possibile immaginare altre motivazioni, data l’assoluta
sarebbe seguita una richiesta di riscatto di trecento milioni di mancanza di elementi comuni tra i due fatti. Qualsiasi formu-
lire. lazione in questo senso, tuttavia, viene smentita senza però che
Ma la morte di Pierpaolo Minguzzi non è l’unico fatto inquie- ne vengano spiegate le ragioni.
tante che si verifica ad Alfonsine. Un altro militare, infatti, nel- Tra le storiacce che in quel periodo riguardano l’Arma, non si
l’estate 1988 muore alla periferia di Ravenna durante uno scon- possono non includere poi l’omicidio dei carabinieri Cataldo
tro a fuoco con una banda di estorsori alcuni dei quali – si saprà Stasi e Umberto Erriu, avvenuto il 20 aprile precedente a
– sono carabinieri. La vittima si chiama Sebastiano Vetrano e i Castelmaggiore e all’epoca ancora senza responsabilità, e il con-
colleghi che lo uccidono facevano parte di una banda che ope- seguente depistaggio del brigadiere Domenico Macauda, con
rava ad Alfonsine e che aveva chiesto proprio trecento milioni annessa rivelazione dell’ammanco di denaro nella caserma in
di lire a un imprenditore agricolo della zona: molte le coinci- via dei Bersaglieri di cui si è parlato nelle pagine precedenti e
denze con quanto si dice sulla morte di Minguzzi, anche se non che porta a giudizio il 22 luglio 1988 i vertici dei carabinieri
si arriva a un collegamento diretto tra le due vicende. I carabi- bolognesi.
nieri estorsori sono Orazio Tasca e Angelo Deldotto, condan- Ma non è ancora finita. Appena prima dell’arresto di Macau-
nati nel novembre 1988, insieme a un idraulico loro complice, da, altri due militari finiscono nei guai perché ritenuti gli auto-
a vent’anni di reclusione. Intanto infuriano le polemiche per ri di una serie di rapine ai danni di hotel bolognesi. Si tratta di
come è stata condotta l’azione che porta alla morte di Vetrano: Fernando Missere, dimissionato poco tempo prima per vicen-
il giovane carabiniere, quella notte, non si trovava infatti dove de non chiare, e di Gaetano Tuminelli. Fermati una prima vol-
avrebbe dovuto per ordine di chi coordinava l’operazione, tan- ta subito dopo un colpo a un casello autostradale, se l’erano
to che l’avvocato che rappresenta la figlia della vittima chiede cavata mostrando il tesserino e affermando risentiti «ma noi sia-
l’avvio di un’indagine sulle modalità operative adottate quella mo colleghi». La seconda volta, però, arrivano la galera e una
notte. condanna a sei anni.
Intanto emerge proprio in questo periodo un eventuale colle- Infine, un mese e mezzo prima della strage di Bagnara di Roma-
gamento tra la vicenda degli estorsori di Alfonsine e quella di gna, c’è un’altra vicenda nera che si abbatte sui carabinieri.
Bagnara di Romagna. Tasca, da dietro le sbarre, chiede al cap- Questa volta siamo a Ferrara e viene arrestato un sottufficiale
pellano del carcere di contattare don Borrello, il parroco di ventisettenne, Osvaldo Massaro, sorpreso all’aeroporto Marco

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Polo di Venezia mentre si presume che attendesse un corriere tadine, la Zamboni-De Rolandis e la Virtus: ne sono coinvol-
colombiano partito da Francoforte, che gli doveva consegnare ti politici, docenti universitari e magistrati.
tre chili e mezzo di cocaina. Di qui si risale a una storia di spac- Queste vicende, con la chiusura del 1988, arrivano a monopoliz-
cio su larga scala che ha come epicentro la città estense e una zare l’attenzione al punto che cala il silenzio sulle traversie dei cara-
raffineria della zona. binieri. Fino al 29 gennaio 1989, quando lontano da Bologna, a
A fronte di tutti questi fatti, è evidente che la situazione della Vercelli, si verifica un episodio che ricorda fin troppo da vicino i
Benemerita a fine 1988 è tutt’altro che limpida, e interviene fattacci consumatisi in Emilia Romagna finendo per riaccendere
Roberto Jucci, allora comandante generale dell’Arma dei cara- le polemiche. Accade infatti che viene dato l’assalto a un furgone
binieri, secondo il quale la scia di violenza e crimini sarebbe portavalori. Il colpo non va bene per niente: nella banda ci sono
determinata da «espressioni isolate» di pochi militari deviati. due carabinieri e, nel conflitto a fuoco con i colleghi, uno dei ban-
Contemporaneamente Aldo Ricciuti, il procuratore di Raven- diti in divisa uccide un militare per poi suicidarsi. Frattanto, per
na titolare dell’inchiesta su Bagnara di Romagna, in merito alla la sparatoria di Alfonsine del luglio precedente, quando muore il
morte dei cinque militari dichiara «seguiamo tutte le piste, ma carabiniere Sebastiano Vetrano, la procura generale di Bologna
indagini nella nebbia», e nella conferenza stampa convocata dai apre un’inchiesta contro due ufficiali e un maresciallo che aveva-
vertici locali dei carabinieri non aggiunge nulla a quanto già no progettato l’operazione. Visto l’esito, il comandante del grup-
non si sappia. Lo scontento tra i familiari delle vittime di po di Ravenna finirà per essere trasferito a Bolzano, l’ex coman-
Bagnara si approfondisce. dante della compagnia sarà assegnato alla legione di Bologna solo
Insomma, si naviga a visibilità zero in un periodo in cui, in dopo un ricorso al TAR e il sottufficiale che comandava il nucleo
generale, i motivi di tensione – a livello nazionale e locale – non operativo si troverà a fare i conti anche con un’inchiesta trasmes-
mancano. È infatti in corso il processo a Pierluigi Concutelli, sa dalla procura militare di La Spezia per violata consegna.
leader di Ordine Nuovo, lambito dalle indagini per la bomba A questo punto, per Jucci diventerà sempre più difficile regge-
alla stazione di Bologna e che verrà condannato a tre ergastoli re la versione delle «espressioni isolate». Secondo il COCER
per alcuni omicidi che comprendono anche quello del giudice (Consiglio Centrale di Rappresentanza) dei carabinieri, la
romano Vittorio Occorsio. “Colpevole” quest’ultimo – secon- situazione è differente, si parla di malessere generalizzato, con-
do gli estremisti neri – di aver contribuito allo scioglimento del dizioni di vita e di servizio precarie, e la crisi istituzionale sem-
movimento di matrice fascista, oltre ad aver collegato alcuni bra ormai inevitabile. Ma dopo una serie di dichiarazioni pub-
esponenti dell’eversione capitolina alla strage di piazza Fonta- bliche, che raccolgono il sostegno anche dei sindacati di poli-
na del 1969. Nel frattempo, a fine anno a Bologna si diffonde zia, su tutta questa vicenda finisce per calare il silenzio senza
la notizia di indagini in corso a carico di logge massoniche cit- eccessivi terremoti istituzionali.

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malgra. I carabi- all’articolo “111 colpi in Romagna. l’alto ufficiale risponde: mente convocata per ciò che accadde nella caserma romagnola il 16 novembre 1988. accompagnato dal tenente ga fornita loro una spiegazione plausibile. per qua- tore Libero Gualtieri. Poi vi è l’episodio di Bagnara di Romagna. 1991 e il mancato omicidio dei tre carabinieri a Bellaria nel 1991. colonnello Domenico Barillari. Dice il senatore rivolgendosi a Di Pietro: le motivo o per Chi. mini accaduti in zona. attendono ancora che ven. 1987 e il 1988. In particolare. affermando che non esiste alcun elemento che colleghi quei delit- no). Il primo riferi- mento a Bagnara di Romagna è contenuto nella trascrizione del- «Sarei molto contento se questa vicenda volgesse al termine. viene audito l’allora generale di si vent’anni di distanza da quei fatti. la seduta del 9 maggio 1995 quando a prendere la parola è il sena- con le risposte. toscritta da Antonio Di Pietro. ed è l’Arma dei carabinieri. a qua. mi sento di concordare con la relazione del dottor Di Pietro e controfirmata da Roberto Maroni (allora ministro dell’inter. Luigi Federici. presieduta da Achille Serra ne. responsabile dell’ufficio crimi- Non c’è riuscita nemmeno la ricostruzione che si tenterà nel nalità organizzata presso il comando generale dell’Arma. il comandante della stazione dei carabinie. nominato il primo febbraio pre- 62 63 . tre nella strage del Pilastro di Luigi Chianese. ma nell’in- Fronte della Comunicazione. che Noi tutti abbiamo tanto a cuore. ti e quelle rapine e le operazioni della banda della Uno bianca. una storia quasi dimenti- nieri hanno subito molte perdite umane dal 1987 al 1994: due mili- cata”. con grande attenzio- nistrativa sulla questura di Bologna. e soprattutto la relazione consegnata il 18 aprile 1995 e sot. Esaminandoli uno per uno. mistero nel mistero. ha lasciato nell’autunno 2006 chiesta aleggia un fantasma. di cui non si è mai ben capito il meccanismo. vi è stato il tentato omicidio di un brigadiere nel ri di Bagnara di Romagna ucciso insieme ai colleghi all’inter. Parenti che. Corpo d’Armata. elaborata dalla com. missione Pellegrino su eventuali contatti tra i Savi e altri cri- Presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino. ma segue gli arresti dei fratelli Savi e degli Abbiamo riesaminato attentamente tutti gli episodi delittuosi che altri componenti della Uno bianca. in sede di com. no della loro caserma il 16 novembre 1988. Dunque. non è specifica. Ed è un visitatore particolare perché si tratta del nipote tari uccisi a Castelmaggiore nel 1988. vissimo episodio. durante la dodicesima legislatura. Anche 1995. con cinque morti: è un do ciò che hanno risposto le istituzioni in merito a questo gra. quelle parole non hanno soddisfatto almeno alcuni dei parenti dei carabinieri trucidati. Alla domanda del presidente della com- cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. nel gennaio 1991. DOMANDE ANCORA SENZA RISPOSTA cedente consulente per i fatti della Uno bianca. vengono discussi alcuni documenti: l’inchiesta ammi. in questo caso. sono morte tutte queste persone»: è un commento che un visitatore del blog di Stampa Alternativa. si sono verificati in Emilia Romagna soprattutto a cavallo tra il missione. il focus sono la Uno bianca e i metodi di inve- missione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle stigazione adottati. Vi è poi un’altra questione. Nella seduta del 16 maggio. Non nel suo documento.

mi sono trovata a chiedermi se c’era anche una banda di Ma l’argomento torna nella stessa seduta attraverso una carabinieri oltre che una banda della Polizia. fa riferimento visione organica. a pagina 81. l’ex paracadutista che si diede Questo vale anche per la vicenda di Bagnara di Romagna? Perché alle rapine e morì (misteriosamente. generale Federici. con il senno del poi sono piene le fosse. entrando ai tempi nella rosa dei sospettati per l’omi- cidio dei tre militari. Prende la parola la senatrice bolo- si avverte spesso la tendenza a stabilire collegamenti tra gli episo- gnese Daria Bonfietti. cellule di Cosa Nostra. il 20 aprile 1988. presidente tra l’altro dell’Associazione di della banda della Uno bianca e frange eversive o grosse orga- delle Vittime della Strage di Ustica. dall’esterno. una ricostruzione su quanto accadeva negli anni 1987-1988 in quella zona della Romagna. tentando di re se l’Arma dei carabinieri sta attentamente verificando se le inda- 64 65 . La domanda. della ’ndrangheta e della camorra. al caso Mantella. poi pienamente sca- gionata. rivolta sempre a Fede. sto per enumerare. L’esito delle indagini non individuò alcuna pista. alcun collegamento con formazioni criminali o eversive.Pellegrino allora pone un’altra domanda: far ricadere la colpa sulla famiglia Testoni. Ribadirà Federici: E Federici: Per quanto attiene ai possibili collegamenti tra il caso di Bagnara La vicenda dolorosa di Bagnara di Romagna in cui l’appuntato di Romagna. un’a- rea molto ricca. come osser- vatrice. il caso Bechis e il caso Macauda con l’episodio Savi. e capire qual è l’ambiente nel quale collocare nico Macauda. ci siano insediamenti mafiosi. sapere da lei. si legge: definita la quinta mafia. ugualmente però vorrei rici. È indubbio che nell’area emiliana. So benissimo che compone la commissione. magistrato e deputato che in quei due anni è infatti davvero allucinante. sostiene tra gli altri il gior- in proposito a livello giornalistico sono state avanzate ipotesi di nalista Sandro Provvisionato) quattro mesi dopo la strage del possibili collegamenti. quella in particolare che viene da qualcuno e articolato. in sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini e san- base alle risultanze delle indagini. Pilastro. cosa pensava l’Arma dei fatti che da di Bagnara: si chiede conto del comportamento di Dome. superiore. Leggendolo. all’episodio cioè verificatosi a Bagnara e compie re un’opera di equilibrismo difficile da dimostrare. collegare però in una Nel suo documento il dottor Di Pietro. Vorrei ancora sape- te dei colleghi a Castelmaggiore. il carabiniere che depistò le indagini sulla mor. probabil. Quanto è successo domanda di Michele del Gaudio. è particolarmente articolata e non comprende solo la vicen. Recentemente Tuttavia il discorso non cade. Mantella uccise quattro carabinieri e poi sé stesso fu dovuta. ad una crisi di follia. zionati dall’autorità giudiziaria. Nel suo intervento. lungo nizzazioni criminali. omogenea tutti questi episodi significa compie. e su Damiano Bechis. sia l’episodio Macauda sia quello di Bagnara. è al momento da escludere qual- mente provocata da un rapporto teso tra l’appuntato e il proprio siasi collegamento.

Probabilmente considerati singolarmente quegli episodi pote- padre di questo carabiniere era morto decapitato in uno strano vano sembrare non collegati fra loro. Il dottor Di Pietro risolve la In ogni caso. mi auguro che le denunci all’autorità giu- di Bagnara. don Ravaioli. So che a livello giu. di capire di più. anche in questo caso possiamo fare mille illazioni. Contarini fa l’uomo one- sto e di questo tentativo avvisa i carabinieri. Non ci si può accontentare di definirli casi stra- so la fotografia di una situazione non basta. Si sa inoltre che il ni. Se è vero che il fratello del carabiniere Minguzzi rice- Tasca è detenuto. Lo stesso Anche qui bisogna ricordare che finora l’indagine giudiziaria è sta. così da poterle che purtroppo vi siete visti ammazzare un carabiniere. perché potrebbe c’è l’episodio Macauda di cui si è già parlato molto […]. Lo so bene. però setto- dotto. così come interessa a questa Com- chiedo però cosa è stato fatto in più dai carabinieri. missione. subisce dei tentativi di estorsione. sono io che sto cercando adesso di mettere in rapporto i che testimoniano delle vostre considerazioni dell’epoca al livello due episodi e di compiere questa ricostruzione e vi chiedo se voi. Nel 1987 in questi comprendere come abbia potuto commettere una tale pazzia. Nel fare chiarezza. confrontare con le rispettive valutazioni che oggi vi sentite di to mai indagini intorno a questa vicenda. un industriale del rispetto al passato)? luogo. So che il fra. questa volta la magistratura è Si tratta di episodi che oggi valutiamo in base a un filo condut- intervenuta. un carabiniere di leva che era sta. dicasi per il parroco del carcere in cui è rinchiuso il carabiniere ta molto trascurata. È possibile anche avere dei documenti scritti figlio. cominciò a ricevere strane telefonate nelle quali gli si chiedeva di Ma comunque vorrei sapere cosa pensavate stesse accadendo nel- continuare a fare quello che faceva il padre. Tutti gli spunti utili per riaprire i casi chiusi dall’auto- tello di Mantella non accetta la versione che dell’episodio è stata rità giudiziaria ben vengano. in cui le valutazioni venivano appunto effettuate. Nel luglio 1987. Si è poi saputo […] che il cappellano del carcere in cui riali e isolati. Ovviamente non so cos’altro potrebbe dire un familiare. la vostra Arma all’epoca. luoghi è stato ucciso Minguzzi. È 66 67 . Contarini. Si tende un agguato Di nuovo il generale di Corpo d’Armata: agli estorsori e nel corso di questo agguato rimane ucciso il cara- biniere Vetrano. A noi interessa la verità. diziaria o comunque si rechi dai carabinieri del luogo a denun- no a inserire e un discorso che si apre a livello di magistratura. Si trattava infatti di un’incredibile suc- diziario nessuno mai ha collegato la morte del padre a quella del cessione di morti. ma spes.gini svolte allora non siano state superficiali. che gli estorsori sono due carabinieri. ci sono elementi in tutte queste vicende per cercare cosa dicendo che si tratta di un caso insoluto. to sequestrato nell’aprile del 1987. Le assicuro che sensibilizzeremo i carabinieri di novembre 1988. Tasca e Del. La colpa di ciò non è né mia né vostra. sostenendo che il fratello stava benissimo e che non riesce a Romagna. chiede di parlare con il parroco ve telefonate minatorie. sebbene la distanza fra l’a- incidente pochissimo tempo prima. tore. Poi ciare questa pressione psicologica che subisce. Da allora il figlio maggiore prile 1987 e il luglio dello stesso anno non fosse così eccessiva. tre esprimere (ammesso che ora la vostra analisi sia di segno diverso mesi dopo la morte di Minguzzi. un anno dopo. si verifica l’episodio di Bagnara. ma allora furono considerati episodi sì dolorosi. Si scoprirà poi. Per quanto concerne Bagnara di data. Vi Tasca. avete fat. Ci sono quindi questi collegamenti che si comincia. Ravenna e di Alfonsine per verificare questa vicenda.

ma la presenza invece è confermata: quegli uomini no. come tutte le Chiesa. In inviarvi le risultanze dell’inchiesta sommaria che venne svolta tale funzione. Il ni in borghese sarebbero entrati nella caserma dei carabinieri giorno dopo l’appuntato. Purtroppo l’Arma dei carabinieri. Il 16 novembre 1988 era a Bagnara. rezza militare che dipende dal ministero della difesa. erano agenti del SISMI. insieme a un altro carabiniere. riportava a un atto di follia. ra aperte. na […] che all’epoca venne affidata all’allora comandante di legio. E anche recò sul posto. il colonnello Nunziatella. o ancora prima di terminarlo. Per quanto riguarda la malgrado le ripercussioni personali che la vicenda ebbe. al momento in cui si scrive: il rapimento dell’imam Abu Omar. giornalista che si è a lungo occupato di il proprio fratello possa aver commesso un atto di follia. Non casi Minguzzi e Tasca. ha scritto il libro Giustizieri sanguinari che. entrò senza dire una parola nel. l’inchiesta venne archiviata. carabinieri appunto di riaprire le indagini. rispetto agli prio ieri sera ha saputo che la sera precedente la strage tutti i com- elementi già affrontati. anche da suicidi. squadra di reporter messa insieme da Sergio Lepri dell’ANSA). per primo. Pro- qui si parla di Bagnara di Romagna. In particolare. ma anche al di fuori del rorismo sotto il comando del generale Carlo Alberto Dalla nostro paese. era uno degli «uomini in vane di oggi è molto più fragile di quello dei giovani del passato borghese» e. attuale comandante del ROS. pre negata. sarò lieto di acquisirli e di dare incarico ai ci furono conseguenze per lui. arruolatosi giovanissimo nei la si può definire. Nel 1985 arrivò poi la proposta di entrare nei servizi e strutture grandi e complesse. si occupò anche della Uno bianca. aveva con lo scopo di far sparire dei documenti. ascoltò i testimoni e raccolse diversi elementi. Mi sem. terrorismo (iniziando con il rapimento di Aldo Moro nella bra però che su quella vicenda sia stata svolta un’inchiesta inter. Marco Mancini. Mi rendo conto che si tratta di una chiave di lettura che non re. nella veste di funzionario dell’intelligence milita- […]. e. prelevato illegalmente dalla CIA a Milano con il 68 69 . finendo sotto indagine ci soddisfa. L’unica giustificazione plausibile. erano stati sere- namente insieme a cena e avevano parlato del più e del meno.chiaro che a un familiare non fa certo piacere accettare l’idea che Sandro Provvisionato. Purtroppo però è quanto abbiamo oggi. ma fu nominato responsabile del centro SISMI di Bologna. Egli si ha ricostruito la vicenda della banda della Uno bianca. finito il suo tur. anche perché l’equilibrio psicologico di un gio. perché vorremmo sempre trovare motivazioni credi- bili e concrete. in base alle quali alcuni uomi- per una cena in un locale della stessa cittadina. è ora al centro di due vicende giudiziarie anco- all’epoca di questo episodio. nel 1995 ne. Provvisionato racconta di testimonian- ponenti della stazione dei carabinieri di Bagnara si erano riuniti ze che non furono messe agli atti. il servizio per le informazioni e la sicu- la stazione e fece una carneficina. Se ci da parte della Procura di Bologna insieme a un colonnello del- saranno ulteriori elementi di cui potremo disporre per riaprire i l’esercito per un bossolo recuperato in un tiro a segno. Purtroppo fatti carabinieri per passare all’inizio degli anni ottanta all’antiter- come questo non accadono solo in Italia. fu poi stazione dei carabinieri di Bagnara di Romagna mi impegno a promosso a responsabile del centro SISMI per il Nord Italia. L’azione è stata sem- svolto regolare servizio di pattuglia giornaliera. e con loro to quanto era possibile. se così ce n’era uno. è funestata non solo da omicidi. All’epoca venne “spulciato” tut.

Da una Uno rossa c’è chi inizia a sparare fulminando istanta- die giurate a bordo e se ne vanno con un gruzzolo di due miliar. dato che la pompa era stata chiusa per il turno azione sono tre uomini armati di fucili a pompa che bloccano di riposo e che da qualche tempo qualcuno tenta di forzarla. il 15 gennaio 1991. non parte un solo proiettile. un conto è rispondere di rapina. prendono di mira all’ora di chiusura un distributore dell’Agip a Pianoro. ché. sul Claudio Bonfiglioli. una cifra di poco inferiore a quella che la banda del.supporto dei servizi italiani perché sospettato di terrorismo. Il 20 aprile. brigadiere dei carabinieri in borghese. «Lo facevamo per decina di volte pensando di averne colpito uno all’addome soldi». la banda torna di nuo- con i Savi non c’entra nulla e che invece avviene unicamente vo in azione nel bolognese. un furgone della Securpole. terrore che altro. la strage del Pilastro non placa Tamiazzo. neamente il benzinaio e il suo cane. a Foscherara. e la magistratura omicidio. il 18 gennaio. come accade quando a col. a qualche chilometro di distanza. no da Casalecchio. In passaggio dei banditi è il ritrovamento della vettura non lonta- questo caso. Ma sull’inconsistenza del lucro come unico tro al Pilastro e forse il conflitto con il militare dell’Arma ria- movente di molte delle azioni che stanno insanguinando l’E. 25 aprile gli obiettivi sono di nuovo i valichi autostradali e ad 70 71 . Anche in questo caso non di di lire. Ma queste sono altre storie. di nuovo un distri- Gli autori questa volta sono sconosciuti e l’incursione avviene butore dell’Agip: questa volta a Borgo Panigale e il gestore. cato senza ricavarne un soldo. Undici giorni dopo l’omicidio dei carabinie- ri al Pilastro. con le indagini ancora in corso. di agguantare il malloppo e scappare: minimizzare il danno per- vano illegalmente. contro un supermer- con lo scopo di far quattrini. estremamen. legano e imbavagliano le tre guar. sulle colline bolo- L’AGGUATO ALLA PATTUGLIA DI RIMINI gnesi. quelli che si dichiareranno sempre e segreto di stato. quella sera si trova lì per controllare la cas- tratto di autostrada che collega Bologna a Firenze. prima di essere raggiunto a un piede e all’in- milia Romagna e le Marche dovrebbe far riflettere un colpo che guine. A entrare in sa automatica. pire sono rapinatori professionisti che hanno in testa soltanto e l’azione spionistica che alcuni dirigenti Telecom conduce. Tre giorni più tardi. il 22 aprile 1991 nella stazione di servizio di Roncobilaccio. che tenta di ricostruire i fatti si scontra costantemente con il Eppure i Savi e complici. nessuno resta ferito. sarà portato via nemmeno un centesimo e l’unica traccia del la Uno bianca metterà insieme nel giro di oltre sette anni. nonostante l’avvicendamento di governi di soltanto assetati di denaro. se catturati. un altro di te recenti. ribadiranno a più riprese quelli della Uno bianca una (Roberto Savi è davvero stato ferito all’addome durante lo scon- volta catturati. continuano ad agire seminando più destra e di sinistra. cutizza la lesione). che spara una la banda degli allora ancora ignoti rapinatori. e stanno per fuggire con un misero bottino di 700 mila Tornando ai fatti la cui responsabilità è invece chiaramente dei lire quando qualcuno fa fuoco contro di loro. Il 24 e il tutto si svolge molto velocemente. È Emanuele fratelli Savi e dei loro complici.

riesce ad acquistare velocità proprio mentre l’utilitaria che li bracca rallenta. carabiniere di leva venti- settenne che arriva da Monza. a ripetere il copione del forse. cinque rapine per un totale di appena tre binieri probabilmente avranno già dato l’allarme. nato diciannove anni prima a Crespiano (Taranto). Esclusa la rapina. È il 30 apri. A bordo sono resta che l’esecuzione gratuita con il solo scopo. C’è una Ritmo blu dell’Arma che cursione dato che nessuno stava dando la caccia ai banditi? percorre viale Siracusa lasciandosi il mare alle spalle per supe. e qua il movente del denaro proprio non ci sta. alla guida. Solo un interrogativo. che feriscono in modo lieve i tre giovani alla mandibola. De Nittis. e deve essere un fulmine a ciel sereno quando.agire. Meglio milioni di lire. deve prendere in contropiede i 72 73 . sarebbero morti per evitare un controllo. Marco Madama. De Nittis. La prontezza dell’autista. meno di bra di rivedere quasi identica la scena del Pilastro. malgrado la ruota a terra e la feri- ta. Per loro. Ma è pericoloso procedere con l’inseguimento e i cara- Tirando le somme. a Marebello. sarebbero stati in tre fra cui. di spar- in tre: il carabiniere scelto Vito Tocci. quel servizio non ha niente di particolare. che riesce a mantenere l’au- to in carreggiata e a scappare. i carabinieri non fanno in tempo a contarli con pre- cisione). una donna. forse. Pilastro. periferia di Rimini. la Ritmo dei militari viene raggiunta da un primo proiettile che si conficca in una ruota e seguono in rapida successione altri colpi. Fino a quando non tornano nel mirino i carabi. un norma- le pattugliamento del territorio. criminali. armi in pugno. Anzi. e ne scendono almeno tre uomini (o forse era- no quattro. si accorge che li sta raggiungendo a forte velocità una Uno bian- ca e che dal finestrino del passeggero spunta la canna di un fuci- le. l’ennesimo: se al Pilastro i carabinieri nieri. e il giovanissimo Mino De Nit- tis. quattro mesi dopo. a una spal- la e a una scapola. escluso il rischio dell’identificazione. un uomo ucciso insieme al suo pastore tedesco abbandonare il campo e sparire. già pronti. sem. non rare la ferrovia e andare verso la statale Adriatica. Prima di poter improvvisare qualsiasi reazione. che motivazione avrebbe avuto quell’in- le 1991. e un ferito. ventottenne di Campo gere ulteriore terrore. all’altezza di Marebello. secondo le testimonianze. di Giove (L’Aquila).

A un cittadino che non chiude gli occhi davan- moglie Rosanna e la figlia che stanno rientrando da una gita ti a una rapina e che viene assassinato perché voleva annotare aziendale. Probabilmente invece non vede né sente il secondo colpo. Succede di essere falciati coperto da un lenzuolo. Tuttavia la sto- derà il numero della targa. e non avrebbe dunque potuto contribuire in alcun modo a dare nell’attesa ascolterà l’autoradio. che guardano nella sua direzione. benzinai. scoordinate. lo avvertiva che sarebbero arrivate di lì a un’ora. quando vede due uomini che dal lato opposto della strada È così il terrore. immigrati e zingari. restano lì. A un eroe. ta sul cruscotto. e Zecchi gini: quella targa. Per l’omicidio dei carabinieri di 74 75 . inconcludenti. Vede ca semina per l’Emilia Romagna fino alle Marche per quasi otto anche che i banditi feriscono un uomo. Dà inve- tro e Primo Zecchi è di nuovo in macchina. Al quale. E così sta effettivamente facen. immotivato e sorprendente. Un terrore che aumenta. Anche se è in anticipo esce. tempo dopo. infatti. Deve ni maldestre. quelle che mai più si sarebbero figu. non rappresenta anche la conclusione di un mistero. chiedendosi cosa sia accaduto e scorgono a terra un corpo nieri. oltre quattro anni scende a sua volta dall’auto e urla a un uomo affacciato verso dopo la morte di Primo Zecchi. Come verrà conferita la medaglia d’oro al valor civile. un nome ai rapinatori che l’avevano usata. Osservando la scena. anni. scende e si dirige verso di lui. La come un riflesso condizionato e cerca di non perdere tempo: parola fine verrà messa solo molto più tardi. per lui è ve vittime tanto da dare l’impressione di essere inarrestabile. prima di fuggire. dice invece accade a Primo Zecchi che il 6 ottobre 1990 attende la la motivazione. A lungo. che la Uno bian- scendono da una vettura e si calano dei cappucci sul volto. infatti. compatibili le une con le altre. mai più avreb- anche alle persone comuni. la zona è un pullulare di gente e di forze dell’ordine. bero pensato che si trattasse di Primo. Si guardano intorno Sotto questa pioggia di piombo non ci finiscono solo carabi. L’altro gli risponde accorato che ria della conclusione della carriera criminale della Uno bianca scappi immediatamente. L’uomo aveva sentito la moglie poco prima al telefo. si alimenta di nuovi colpi e nuo- Così non ha ripensamenti. Ma non può fare ce origine a nuove ombre: le ombre relative ad anni di indagi- nulla quando i rapinatori. Sicuramente non LA PISTA MAFIOSA può non vedere quello sconosciuto che alza l’arma. invece di dileguarsi. scatta il primo arresto. pren. quando la strada di chiamare il 113. un numero di targa che non sarebbe servito a nulla nelle inda- no. non sta tanto a rifletterci. avrebbe portato a una vettura rubata non lascia passare molto tempo. quello di Roberto Savi. di frequente non Deve vedere anche che uno dei due afferra la pistola appoggia. si seguono piste differenti. vedere che si sono bloccati. Intanto. il 21 novembre 1994. Quando la moglie e la figlia di Zecchi arrivano. rate di morire di morte violenta in mezzo a una strada. do. i malviventi stanno tornando indie. gliela pun- ta contro e fa fuoco una prima volta alla testa.

un pregiu- I MALAVITOSI DELLE COOP dicato che viene arrestato dalle parti di Milano e che è ferito a un piede. inoltre. sangue della Uno bianca ci sia Damiano Bechis. Casteldebole. una ven- per loro. invece. vita irreprensibile. in provincia di Agrigento. galera. tra i suoi familiari c’è chi non riga dritto.Castelmaggiore finiscono in galera due bolognesi che sem. movente: sposata. con tanto di re finalmente i responsabili di tanta violenza. non smuove Forlì. ce che i veri responsabili sono ancora liberi. Tra inquirenti e polizia nemmeno l’ipotesi dei carabinieri secon. si deve indagare su una banda di sei nomadi stranieri tottenne assassinata a Bologna il 3 dicembre 1983 e ritrovata che giostrerebbe traffici vari. alla periferia orientale della se. assassini dei due carabinieri uccisi a Castelmaggiore un anno tenenti alle forze dell’ordine. non credono a nessuna di queste due piste investigative: finirà a giudizio per l’omicidio di Leonarda Polvani. vedrà aprirsi le aule di giustizia per processa- nalità è la pista anche per la strage del Pilastro. quei diciassette uomini. le incursioni che appaiono razziste contro i rom e i lava. Casalecchio di Reno. anche l’idea dei militari dell’Arma si orienta verso un che vivono in terra emiliana. palesi depistaggi. così facendo sta falciando la banda delle Coop uno scambio d’armi. Pesaro e al supermercato bolognese di via Massarenti. ha gettato via la divisa. la per spiegarne la morte si disse che era incappata nel fantoma- 76 77 . A lungo questo omicidio è rimasto senza apparente vetri immigrati. che Il primo è un siciliano che di cognome fa Alboino e che vive al sarà ucciso nell’aprile 1991 durante un conflitto a fuoco con Pilastro. insieme a Massimiliano Motta e a Marco Medda. Saarbruken. Di qui. E la crimi. ed è diven. che ha colpito a Rimini. città. nella vicenda sarebbero invischiati ex appar. Anche passato da testa di cuoio che lo aveva portato anche in Aspro. prima: sono quattro persone che arrivano dal Mezzogiorno e però. E allora Tuttavia. dalla droga alle armi. condannato per rapina e detenuto nel carcere tedesco di tato un rapinatore finendo per farsi ammazzare. La procura di Bologna non ha dubbi: sono loro i Nel maggio 1989. una nuova mafia. ai tempi ha la polizia. e al suo rientro in Italia ce. no per questo episodio i fratelli William e Peter Santagata. nessuna ombra. inve. incurante dei brano invischiati con la criminalità organizzata. L’uomo. imbattutisi nel ma i mandati di cattura per diciassette persone: secondo la sua gruppo criminale – si teorizza – proprio mentre era in corso ricostruzione. Il fratello Angelo è in monte ai tempi del rapimento di Cesare Casella. for. In galera finisco. il pubblico ministero Giovanni Spinosa fir- responsabili della morte dei tre carabinieri. tesi della criminalità è la più solida. in una delle grotte della Croara. Nato a Licata. dove resta dodici anni. valutati dall’accusa ottimi soggetti bersaglio sbagliato: per loro. Sebbene più vicina alla realtà. nonostante un onorevole trentotto anni e trascorsi non proprio da bravo ragazzo. ci sarebbero anche i presunti do i quali. Dall’idea che ci sia la mafia. è possibile che dietro la scia di per rappresentare il fronte di Cosa Nostra al nord. I servizi. in questo valzer di ipotesi più o meno plausibili. quella che. ignorando inve- “supertestimoni” che indicano gli assassini.

di Paternò (Palermo). la ragazzo si sia sempre professato innocente. accoltellato dodici volte alla schiena.tico e inesistente serial killer del DAMS. La sua centralità negli affari di Cosa Nostra crescerà con l’accusa. e il trentatreen- tato – poi non attuato – al procuratore Pietro Grasso e di lui ne Giuseppe Giuffrida. Il ragazzo. Un mostro responsabile di alme. Sul vani. Altra morte ascritta ai «delitti del DAMS» accadde un mese prima della morte Se la vicenda che riguarda l’indagine sulla banda delle Coop viene descritta della giovane ferrarese. che tentano il colpo grosso o disperato. ma senza mai andare oltre indi. originario di Palermo. L’assassinio della ragazza era suo corpo si contarono quarantasette piccole pugnalate. descrivendolo come un mammasantissima di Mon- oltre a studiare al DAMS. accusato della morte di Leonarda Pol. della musica e dello spettacolo. era una disegnatrice di gioielli: secondo reale. non fece nulla per soccorrerla e la lasciò morire. docente di estetica al DAMS e ideatrice della corrente artistica degli Enfatisti. vicenda giudiziaria di Angelo Alboino. d’anni più tardi in Spagna ed estradato in Italia per scontare la pena.2 Alla fine. ed è ricordata come il più celebre dei sopra e nelle pagine successive. binieri che indagò e incastrò Alboino. originario di Trevico. 78 79 . sulla base di un testimone che punta- no verso la sua fidanzata e su un pregiudicato. Nel 1988 si 2 L’accostamento tra le vicende giudiziarie dei fratelli Alboino. 26 anni. 35 anni. ne seguirono furono controverse. più pericolosi insieme a Salvatore Lo Piccolo e Giovanni Moti- Neanche Giuseppe Balsano è un bravo ragazzo: trentunenne si. 22 anni. Altro delitto è quello di anni per le rapine agli hotel di Bologna di cui si è parlato nel capitolo prece- Liviana Rossi. il 14 giugno 1983. Pesci più piccoli invece gli altri due: Paolo Steriti. a eccezione di una. tuttavia. ha colposo: la ragazza era caduta fratturandosi il cranio mentre cercava di sfuggi- una ragione: entrambi sembrano cadere in un disegno che si ripete negli anni re a un tentativo di violenza. già in carcere in Germania. sempre secondo la ricostruzio- più volte a Bologna. 38 anni. ne effettuata dagli inquirenti. avrà un futuro come basista nell’atten. quasi tutte superficia- l’ennesimo in città e aveva fatto credere a qualcuno che esistesse un “mostro” li e non mortali. apparente. che la raggiunse alla gola. Le indagini si dirigo. in questa nota ci si vuole soffermare sulla fatti di sangue avvenuti in quel periodo: a morire fu Francesca Alinovi. Liviana Rossi e Fran. una vallata in pro. è il carabiniere condannato a quattro zi circostanziali fino al proscioglimento di entrambi. nel 1986 verrà condannato a quin- facoltà universitaria bolognese che conferisce una laurea in discipline delle dici anni di carcere ma fuggirà prima dell’arresto. di Francesco Ciancabilla. Condannato in pri- dicembre 1982 e viene ritrovato poco dopo in Val di Zena. viene poi assolto con formula piena. Il suo aggressore. ma portarono comunque all’incriminazione no tre delitti che tra il 1982 e il 1983 ebbero come vittime altrettante perso. del 1983 mentre faceva la stagione in un albergo del crotonese. pupillo della donna e suo giovane amante. Benché il ne il cui unico punto di contatto. scompare il 30 responsabile Angelo Alboino. arriva alla condanna del direttore dell’hotel e si sarebbe trattato di un omicidio mente non assimilabili e derivate da presunti delitti molto diversi tra loro. Le indagini che legato alla facoltà universitaria bolognese. Tutti e due poi scagionati dalle rispettive imputazioni. per quanto evanescente. Da notare che uno dei cara- vincia di Bologna. hanno a che fare con il quartiere del Pilastro. le fu chiesto di fare da appoggio interno a una banda di gli anni al punto di farne per l’antimafia uno degli otto latitanti rapinatori e il rifiuto sarebbe stato la causa dell’omicidio. l’ipo. parleranno a lungo i pentiti Giovanni Brusca e Gioacchino La tesi più probabile riconduceva alla professione della ragazza che. Sarà ritrovato una decina arti. Barbera. in provincia di Avellino. Nelle indagini sul delitto Polvani. di aver saputo o visto e appartengono a giri criminali di piccolo cabotaggio l’uomo fu condannato a cinque anni di carcere e gliene furono condonati due. perdono la vita Angelo Fabbri. mo grado. ferrarese iscritta al DAMS e uccisa in Calabria nel luglio dente. va il dito verso personaggi del Pilastro. vengono inchiodati da chi dice Malgrado il lavoro del pubblico ministero per dimostrare una tesi più grave. era il DAMS. a tutt’oggi un omicidio senza responsabili. Oltre a Leonarda Polvani. a un certo punto viene indicato come cesca Alinovi. allievo di Umberto Eco.

della banda. devo. ma resta in zona fino all’ora in cui Steriti e nastica. Epilogo: due feriti gravissimi che furgone avesse un guasto proprio quella sera e che fosse sosti. indossata la sua tuta da gin- be logico pensare. sindaco Renzo Imbeni a pronunciare le parole più assennate: 80 81 . i tanto: «Tu devi morire». me ad Alboino e Balsano. quando la Adolfino Alessandri. A Castelmaggiore il duplice omicidio Bologna: qui il 26 giugno 1989. si verifica nonostante che i quattro e gli altri tredici sospet- essere di ferro: già condannati per precedenti reati. che passa dalla Coop di tino. cosa fate?». Questa volta lo scenario è quello della Coop di via Gorki. Non importa. Giuffrida si devono staccare per tornare in carcere. Ma non è ancora finita: i banditi scappano a piedi pas- Castelmaggiore molto prima dell’orario in cui abitualmente sando dietro al supermercato e si imbattono in un passante. che parlano corso in omicidio e Adriana Scaramuzzino. in forma e che anche quella sera. portavalori dell’agenzia Elmetto per riscuotere l’incasso e la locare i due pregiudicati sulla scena del crimine. Poi il destino ha voluto che il aprono il fuoco sui vigilantes. esplode una saglio non erano i carabinieri. sta rientrando dopo aver fatto un giro in bicicletta. stanno bene. Nei pressi dell’ingresso. in quel periodo lati.Per tutti e quattro. Nessun dubbio sembra nascere nem- do Stasi e Umberto Erriu la sera del 20 aprile 1988. sa continua mentre i colleghi lo coprono disponendosi a ven- tanti. sarà il È tortuosa la ricostruzione degli avvenimenti e in alcuni pun. invece di colmare le lacu- istruttore e successivamente divenuta vicesindaco nella giunta ne. pensionato che ama mantenersi banda capisce che il colpo è sfumato. fanno dietrofront e uno dei due. riusciranno a salvarsi per un pelo e 36 milioni di lire come bot- tuito da un’auto ordinaria. ma il furgone portavalori che carica e contemporaneamente da una Uno bianca due uomini avrebbe dovuto ritirare l’incasso. gli dice sol- arrivati ecco che si materializzano i carabinieri Stasi ed Erriu. meno quando un altro colpo a una Coop. Nel pullulare di persone che si radunano in via Gorki. È vengono portati via gli introiti della giornata. ai tempi giudice di tre banditi e non di due. 53 anni. il lungo. però. si parte alla ricerca del quinto uomo. quello che resta insie- di Sergio Cofferati. a no far rientro in carcere. abbastanza da aver capito che sta succedendo e mentre i crimi- bivaccano ancora un po’ nei pressi della Coop e solo quando nali scappano urla: «Mascalzoni. Neanche a Alessandri probabilmente ha visto tutto o almeno ha visto quel punto però i due banditi rimanenti lasciano via Gramsci. viene formulata l’accusa di con. Così. ti non combacia con le deposizioni dei testimoni. guardia giurata Claudio Gamberini fa per avvicinarsi alla cas- secondo l’accusa: insieme agli altri due. simile ai preceden- Peccato che Steriti e Giuffrida abbiano un alibi che dovrebbe ti. entro le 22. ficiando del regime di semilibertà e la sera. intorno alle 22. Poi alza la pistola e uccide il pensio- quali non hanno il tempo di reagire ai colpi d’arma da fuoco nato. Così quelli si fer- finalmente si decidono a salire sulla Uno bianca con cui erano mano. una Opel. avrebbero contribuito a ordire un agguato il cui vero ber. tati siano sotto chiave ormai da un po’. taglio intorno a lui. non se ne va come sareb. si presenta un si consuma intorno alle 22:15 rendendo così impossibile col. a Bologna. è d’accordo: sono stati loro a uccidere Catal. E allora.

non è così. Ma non accade altrettanto per altre Questo articolato organigramma però fa sorgere una domanda: trentatré persone che vengono rinviate a giudizio perché rite. zione la sua abitazione durante le “trasferte” emiliane degli maggiore rimarranno in carcere un anno e mezzo. Corin- giorno gli consegnò un vestito che aveva realizzato per lui. imputati siciliani. scono anche l’ex gestore del locale. Malgrado tutto ciò. Luigi. inquietante. Amato. da un veterinario per il malessere del suo ritrova nei guai per aver messo – sostiene l’accusa – a disposi- cane. ad aver indirizzato le famo. così come deve essere sembrato episodio “al gabbio” ci finiscono anche Carmelo e Antonello irrilevante che sia stato sempre il brigadiere depistatore Dome. Ha ragione Imbeni. fino all’ot. e Alci- chi. avvenuta il 4 agosto 1974. Franco e Giuseppe Raciti e il latitante Domenico Catal- nico Macauda. diventando così complice dei presunti Per i quattro sospettati del duplice omicidio di Castelmaggio. però. come confermerà un sarto che quel gato delle poste. il depistatore delle telare e potranno tornare in libertà. Per lo stesso campanello negli inquirenti. Nella rete della magistratura bolognese ci finisce in questo caso perché ritenuto un intimo del clan che si ritrovava al ristoran- CONDANNE PER DECINE DI ANNI DI CARCERE te Parco Covignano. men. per quale motivo mettere in piedi una struttura così articolata nute appartenenti alla banda delle Coop. il depistatore del Pilastro. per compiere una raffica di colpi che frutta solo poche decine Il maxiprocesso si apre il 12 febbraio 1991. secondo quanto afferma il sostituto procuratore – in via Gorki Questa semplice constatazione. Per l’assalto alla Coop di Casalecchio di Reno e il conseguente ti. i quattro presunti killer di Castel. pur essendo latitan. rapinatori catanesi. insieme al padre dentemente non era così». Que. quando decorreranno i termini della custodia cau. che vive a Boccassuolo di Modena. Alla sbarra ci sono di milioni? Secondo l’accusa. indagini sulla strage dell’Italicus. de Bravo insieme ai presunti capi operativi della banda. Giovanni Marletta e suo fratello Carmelo che. E poi tra i presunti rapinatori c’è quello più tobre 1990. si tre Balsano in Spagna. ne Bernadette Tonarini. re. l’ex bidello Francesco Sgrò. Renato Napolitano. finisce qui. latitante. semplice cittadino che non sta zitto di fronte a una rapi. presente quest’ultimo – zia possa essere avvertita il prima possibile. ma grida. dunque. sono ritenuti il vertice della cosca che assalta- sto nuovo assalto sembra la fotocopia di altri fatti di sangue: va i supermercati e che aveva la propria base operativa all’in- l’incursione alla Coop di Casalecchio di Reno quando muore terno del ristorante Parco Covignano di Rimini. I quali. Salva- na. Nella rete fini- la guardia giurata Carlo Beccari e l’esecuzione di Primo Zec.«Si era detto che la banda delle Coop era stata sgominata. cerca di attirare l’attenzione in modo che la poli. mentre una donna. indagini verso Alboino e Balsano. non fa scattare nessun la sera in cui venne ucciso Adolfino Alessandri. a loro volta arrivano a presentare un alibi: il 20 aprile 1988 assassinio di Carlo Beccari viene rinviato a giudizio un impie- Alboino era a Bangkok. tore Spampinato e Emilio Platania. Leonardo Dimitri. la risposta è semplice: non c’è solo 82 83 . Evi.

di vero forse c’è solo l’ammissione vo. Quella è gente che detenuti.. Incredibil- gna del 2 agosto 1980. e solo all’inizio del febbraio 1995. Accusata di falsa testimonianza. secondo grado le pene vengono inasprite. L’Emilia è la più sfor. verrà rinviata a giudizio. comprendendo tutti coloro che furono accusati delle varie stanza presentata da cinque dei sospettati – tra cui tre presun. non c’entrano con i reati che ven. con venti avvisi di garanzia verso altrettante persone colle- riguardante il suo titolo di studio e la sua scarsa erudizione. Denaro che poi si sa è che Anna Maria Fontana dichiarò il falso quando disse sarebbe stato riciclato in attività commerciali e turistiche della di aver fatto parte della banda e di essere stata presente al col- costa romagnola a partire dal famigerato ristorante riminese. Sa com’è. cesso. Lui mi ha ripreso: «Vicino al vespasiano». quando i catanesi usci- intervenire per annullare il processo d’appello e scarcerare i ranno di galera. ho la quinta elementare. Veneto.. a una sentenza di condanna per gli imputati. La quale dice a Repubblica il 2 aprile 1991: a non sussistere gli estremi per veder configurata l’associazio- ne mafiosa. che. Ex prostituta sulla via di redenzione. Magia delle riforme bero contribuito a far accumulare refurtiva che arriverebbe a un giudiziarie. ma la semplice associazione. le regioni che più avreb. presieduto da di carcere con un unico smacco per la pubblica accusa: non Mario Antonacci... tutto ciò che valore complessivo di quindici miliardi di lire. L’unica certezza è che non tornerò sul marciapiede. prosegue soprattutto in base alle depo. Credo che zo dopo l’arresto dei fratelli Savi. re di stampa mafioso. totalizzò complessivamente 327 anni ti capi – e li rimette in libertà. tunata delle piazze su cui opererebbero i malavitosi. Ma il processo. po alla Coop di via Gorki. Quello no. E cerco di non pensarci. subito ribattezzata la superte. due mesi e mez- Il domani? Non so cosa sarà. io credevo che fosse un La pista della criminalità organizzata è quella che guida anche amico suo e volevo che correggesse il verbale. le indagini sulla strage del Pilastro del 4 gennaio 1991. non perdona.l’Emilia Romagna nel mirino della cupola. molta più di adesso. Ai tempi delle indagini e del pro- Gli imputati si difendono. magari per buona condotta. tuttavia. Una volta ho det. Al pri- mo provvedimento concreto si arriva il 19 novembre successi- Nelle parole della donna. Una condanna la fame in segno di protesta mentre la Cassazione accoglie l’i. rapine ai supermercati. mente – considerando l’estraneità di tutti gli imputati – in sizioni di Anna Maria Fontana. seppur continuino stimone. tale montagna di falsità contro i catanesi. Una descrizione di me? Sono una donna semplice. piuttosto mi ammazzo. Toscana e Sicilia. attivi anche anche se non sarà mai chiamata a spiegare perché raccontò una in Lombardia. dovrà essere la Cassazione a avrò paura. lo stesso del procedimento contro Francesca vedersi riconosciuta l’aggravante dell’associazione a delinque- Mambro e Giusva Fioravanti per la strage alla stazione di Bolo. gate alla ormai sconfitta Nuova Camorra Organizzata di Raf- 84 85 . le sue parole furono determinanti per arrivare gono loro contestati e Renato Napolitano inizia lo sciopero del. LA QUINTA MAFIA to al giudice: «L’auto dei rapinatori si fermò vicino al pisciatoio».

Questa seconda versione viene avvalorata dalla testimo- ra o comunque chi non costituisce un pericolo per l’impunità nianza di un condomino di Paullo secondo il quale. ma sono duto e. esplosioni che hanno altri obiettivi – si registrano anche negli tore Alberto Candi. le scale del palazzo erano macchiate di sangue. ’ndrangheta e sacra corona uni. to colpito a un piede. visa un pronto soccorso casalingo e tace il fatto che l’uomo pre- tura. inculcato al di fuori di qualsiasi codice d’onore. ma ti non si consumano solo all’interno di precisi schemi volti a nell’ottobre 1990. lo dico- gamenti. la mattina dei suoi componenti. però non viene cre- consolidare traffici e ad accrescere potere e guadagni. Per la magistratura. e Claudio Vodola. Se è vero che i “danni collaterali” – per. un neurologo che improv- Sarebbero questi. dove i medici sarebbero costretti a denun- liam Santagata. seppur esisterebbero colle. la vede nei morti seminati negli ultimi anni la ricerca dell’omici- compagna “So” e pentita delle nuove Brigate Rosse. Innanzitutto non vede la partecipazione lare che non combacia con quanto dicono i testimoni oculari. si vedono presto associati a due medi. Tra i destinatari degli avvisi ci sono invece Marco Med. 34 anni ai tempi. La quale. Se fosse sta- nizzata dopo mafia. diretta dei capi che operano al sud. Sostanzialmente in questo scenario si consumerebbe la strage da. a Paullo. gli individui che andranno a costituire il prodromo della senti una ferita d’arma da fuoco. venti. di origine sarda. del 5 gennaio. dio facile. in Emilia Romagna invece la procura te d’Assise d’Appello che dovrà giudicare Cinzia Banelli. che molti anni dopo farà parte della Cor. l’8 gennaio Medda partecipa 86 87 . agguati del meridione. ritratta e pospone l’episodio tra il 4 e il 7 gen- caso o quasi anche chi non c’entra direttamente con la struttu. no in molti presenti quella sera. “quinta mafia”. ciarlo. tre mesi prima della strage. in base alle ipotesi formulate dalla magistra. sciuto si portò le mani all’addome piegandosi in due. per l’omi. A firmare i provvedimenti è il sostituto procura. dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia con l’accusa di contrassegnati dal ricorso alla violenza gratuita. un piccolo centro in provincia di Milano. ma chiama Massimo Scher. de riportata da Medda. Massimo Scher e Domenico Castaldi. In questa ricostruzione però nessuno sembra notare un partico- pria grammatica. non lo alcuni abitanti del Pilastro. Tra di loro compare il nome di Wil. ucciso a Bologna il 12 apri. probabilmente avrebbe avuto movimenti ta. le 2002. del Pilastro e ad avvalorare la tesi ci sarebbe una ferita a un pie- tenopee che alla criminalità del nord. ma dicono anche che lo scono- re la dimensione del quartiere e diventare la quinta realtà orga. ma si organizza in modo autonomo per abbandona. legato sia alle cosche par. che colpisce a favoreggiamento. rifugian- ci senza precedenti.faele Cutolo. gruppo criminale emergente dotato di una pro. Intanto il medico ammette di avere curato Medda. naio. compiuto con il solo scopo di aumentare il terrore cidio del giuslavorista Marco Biagi. Con una differenza rispetto alle quattro già esistenti: i delit. lo scontro a fuoco con i tre carabinieri e dopo l’agguato fugge Entrambi già in carcere. differenti. camorra. sone falciate da proiettili non indirizzati a loro o colpite da Incurante della ferita a un piede. per curarlo. porta all’ospedale. Che uno dei banditi sia stato raggiunto da un proiettile. e ad dosi a casa della sua compagna. se l’è procurata nel- cinquenne campano già nei guai per alcuni delitti di camorra.

gran velocità qualche secondo dopo la fine della sparatoria. indagato intanto peggiora e il 30 dicembre 1991 per lui arriva anche insieme a Medda e agli altri fin dal novembre ’91.a una rapina a Milano procurandosi un’infezione e Scher chia. il suno di questi lo inchioda in modo incontrovertibile. il riconoscimento del casellante e la testi. forse. Insom. che si era già occupato co. Le sue parole vengono confermate dalle altre due ragazze. che qualcuno ha notato mezz’ora prima dell’ag. za Lipparini. L’uomo viene dimesso il 2 febbraio e ancora incendiarie addosso agli stranieri per rimarcare il predominio non si dà tregua: va in Campania per finire in mezzo a una spa. presente la sera che vennero uccisi i tre carabinieri. La situazione di Medda fidanzata di Peter Santagata. È con un complice. che fraghino la ricostruzione che si va delineando ed è a questo pun- sfugge alle manette ma viene preso qualche settimana più tar. Il suo Non ricordo di aver potuto distinguere le pistole. muta ancora versione quando le ami- stessa. anche se nes. punto in cui la sparatoria sarebbe cominciata e non finita. che avrebbe lanciato bottiglie no per operarlo. il 20 febbraio. La Il 15 giugno ’92. Ci vuole un un’accusa di triplice omicidio. però. che nel 1991 ha sedici anni ed è la stratura bolognese e i fatti accertati. Claudio Vodola. contributo non si fa attendere e collega gli agguati a colpi di ma in soccorso un collega ortopedico. Se soddisfa i magistrati: inizialmente ammette solo di essere stata del secondo elemento si è già detto. il fratello di William. Poi si lascia andare alle prime ammissioni e monianza di un uomo che a metà pomeriggio lo vede davanti dice che quel venerdì sera aveva un appuntamento per andare a a un concessionario d’auto a Borgo Panigale. dove l’auto dei militari è finita contro i cassonet- modello d’auto che alcuni sostengono di aver visto partire a ti. che della giovane vengono accusate di falsa testimonianza. Simonetta Bersani. al clan malavitoso del Pilastro. Lo scontrino per ballare con i fratelli Santagata e con un paio di amiche in piaz- il pedaggio viene ritrovato all’interno di un’Alfa 164 scura. della vissuta Anna Maria Fontana. «tra lui e il finestrino dei carabinieri c’erano delle fiammate. ratoria all’altezza del casello di Marcianise. zina. che molotov contro gli immigrati ospitati nella scuola Romagnoli dispone il ricovero del camorrista in una clinica privata di Mila. basata sostanzialmente sulla sua anno e mezzo perché l’adolescente fornisca una versione che presenza a Bologna il 4 gennaio 1991 e sulla ferita al piede. Al contrario di a Monza. sato nel frattempo alla direzione distrettuale antimafia. in via dell’Industria. Domenico Castaldi. Al quadro generale mancano però ancora alcuni dettagli che suf- do viene arrestato. mento. di indizi a carico di Medda ce ne sono diversi. il primo si basa su una rice. e infatti la ragazza dice di aver visto Peter. Più in là c’e- 88 89 . si potevano vedere i componenti della banda di fuo- nell’inchiesta anche Giovanni Spinosa. aggiungendo che del duplice omicidio dei carabinieri di Castelmaggiore ed è pas. spostato all’incrocio tra via Casini e via Ada Negri. del territorio. dunque. ma nega di vuta autostradale. Il guato parcheggiata poco distante. primo elemento a essere modificato è il luogo dell’appunta- ma. quan. aver visto qualcosa. to che entra in scena una nuova “supertestimone”. Da Trascorrono altri sei mesi di indagini e nel giugno 1992 entra lì. stavolta si tratta di una ragaz- Questa l’evoluzione degli eventi tra la ricostruzione della magi.

in carcere. grande conferma di quanto ipotizzato fino a quel momento. estorsione. rilevabile. Peter Santagata viene arrestato per triplice omicidio e il 9 cati difensori delle due ragazze accusate di favoreggiamento. forse riconoscendo i fra. di traffico di droga. riu. non ancora l’ordine. no mentre seguiva quattro giovani del Pilastro che. il 4 gennaio 1991. quando soprag. vogliono controllarli. All’alba del 3 gennaio 1993 arriva poi forse il più eclatante degli ri perché si arrivi alla ricostruzione finale. Giuseppe Giampaolo. gli stessi che finiscono i carabinieri in piaz. quasi unica 90 91 . moto d’acqua. avrebbero dovuto incontrare esponenti della tre altre sarebbero custodite nella loro Uno bianca parcheggia. men. malavita al largo della costa romagnola. suffragarla». tra via Casini e via Ada Negri. I quali. la te. inizia a muoversi anche la Uno bianca sulla quale ci sareb. non immediatamente danno a gambe mentre Medda schizza via con la sua auto.ra suo fratello Willy e una terza persona che non conoscevo». ria di un carabiniere annegato sei mesi prima al Lido di Adria- giunge l’auto dei carabinieri. settembre la stessa sorte tocca anche a suo fratello William. Uno degli avvo- fatti. che non scatta solo a Bologna ma anche in altre regioni: ra Peter Santagata avrebbe aperto il fuoco e. il posto che in realtà occu- sconosciuti sarebbero riusciti a compiere una strage di tale por. dio il Pilastro presidiato da quattrocento uomini delle forze del- no appuntamento insieme a una terza persona. già rappresentante dei familiari delle vit- tre Marco Medda si vede notificare un analogo provvedimento time della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. dimostra scetticismo per una pista fin troppo lineare. 191 persone arrestate tra il capoluogo emiliano. atti della procura. sedu- Nessuno crede a quei giovani. ma per gli inquirenti sono stati loro e i tempi sono matu. che fornisce un alibi a Peter Santagata: entrambi infatti individuato l’ipotesi accusatoria e poi modellato la prova per sostengono di essere stati insieme quella sera a giocare a biliar. quando scatta una retata che stringe d’asse- tata in aula al processo: i Santagata. In galera ci finisce anche un altro ragazzo. Ma la macchina dell’accusa sta lavorando a pieno do in un bar del Pilastro dove erano stati raggiunti dalla stessa ritmo e arriva a dare un nome a uno degli occupanti della Uno Simonetta che li avvertiva di ciò che era successo. Salvatore parla ai giornalisti di un comportamento volto ad «avere prima Favale. è la consacrazione dell’esistenza della “quinta mafia”. bianca: secondo un testimone. quella che verrà por. zione. È l’«Operazione Bertazzon». Risultato dell’opera- ta a pochi passi da loro e dall’Alfa 164 di Marco Medda. c’è chi alla quale risponde lucidamente Luciano Violante. a cavallo di telli. za Lipparini. la Sicilia. bulli di periferia che da emeriti to sul sedile anteriore del passeggero. il Piemonte e la Lombardia. a inizia- Tre giorni dopo l’ultima versione che Simonetta Bersani dà dei re dagli stessi parenti dei carabinieri assassinati. si dan. Nel frattempo i Santagata e lo sconosciuto se la Il collegamento con i fatti del Pilastro. pava Roberto Savi. Ma quelli hanno addosso armi men. tata. Per tutti le accuse sono bero altri complici. e Se i magistrati sono soddisfatti della propria teoria. così chiamata in memo- identificata. Calabria. sarebbe Claudio Vodola. rapina e riciclaggio di denaro. Allo. per dare man for. scendo a guidare malgrado sia stato ferito al piede durante la finalmente rimbalzata anche sui giornali dell’epoca come la sparatoria.

lo stesso che assiste anche i fratelli del Pilastro. inizia a parlare dei fatti del 4 gennaio di due tentando il suicidio. Il conflitto è politico e non giudiziario. giro di quattro giorni gli arresti domiciliari. per farlo cantare e cento per farlo stare zitto». Così Motta fini. dato che è l’ombra di William zione era sfuggita loro di mano arrivando a conseguenze tanto Santagata. ottiene nel prioritario la concorrenza con lo Stato. l’espansio. tire le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. che non cambia versione e finisce in carcere per falsa testi- senza che gli vengano rivolte domande attinenti ai reati per cui monianza. quando aveva detto di na un’altra persona. di un traffico d’armi: 92 93 . e poi. Tutto ciò nare a casa chiede di poter parlare con il pubblico ministero non accade al Pilastro». ma prima di tor- ne illimitata. Sarebbero stati loro stessi ad ammettere davanti a Pirel- primo è Claudio Calderoni. facendosi undici giorni di isolamento a Modena e è stato arrestato. giorno dopo. l’impianto accusatorio presentato da Giovanni gata e Motta alcuni dei responsabili materiali della strage del Spinosa trova maggior vigore nella comparsa dei “pentiti”. ma un debole con il quale «ci vogliono due schiaffi gravi. anni prima e ritratta la sua precedente dichiarazione: aveva Le dichiarazioni dei pentiti portano inoltre a collocare sulla sce- coperto i due per loro esplicita richiesta. Massimiliano Gessa. contribuiscono a delineare il movente altri pentiti che le il giovane è stato fermato. chiara. lo quanto avevano fatto e aggiunge che «era capitato». A tenere in piedi l’alibi di per fattacci di droga. a giocare a carte. che avrebbe atteso averli raggiunti telefonicamente nelle rispettive abitazioni per Motta quella sera. Il secondo pentito è Pietro Pirello. Il Pilastro. È gangsterismo urbano. prima revoca l’incarico al suo difensore di Motta c’è anche una persona. che era già stato sentito un smentisce sé stesso e dice di aver accontentato Motta che «il anno prima sui fatti del Pilastro fornendo un alibi sia a Santa. Macario. chiuso alle 20:10 di quel giorno. Fini- la perché – sostiene – non c’è niente da dire. sera il ragazzo era insieme agli altri a casa. Tut.voce dissidente. Un’ora più tardi viene aperto Se in tutto questo la posizione degli indagati sembra ormai un secondo verbale e questa volta si parla del reato per il qua. se me lo avessero chie- gata che a Motta. fioraio incensura- fiducia. che indica Massimiliano Motta. Il 7 dicembre 1993. Amico di famiglia. fermato dai carabinieri sto. non senza contraddizioni. ma Motta. Qualcosa di analogo fa anche Ezio Macario con Massimiliano sce in manette e viene trasferito nel supercarcere di Trani. Mario Barrile. mi pregò di confermare. Spinosa per rilasciare dichiarazioni spontanee: indica in Santa- Malgrado ciò. e spiega le dinamiche criminali del suo quartiere. affermando che «quella del Pilastro non è disce Pirello. lo spaccio: collaboro su tutto. la situa- definito uno che sicuramente sa. aggiunge Pirello nel primo verbale di interrogatorio morto un anno prima di leucemia. dato che è to falso. raccontano. La mafia ha come obiettivo Trasferito quella sera stessa nel carcere di Modena. mafia. aveva inizialmente detto che quella delude le aspettative di chi si attendeva da lui risposte: non par. to successivamente nei guai per droga. Ma Gessa non può più confermare né smen- avvisarli di non uscire dopo il massacro di piazza Lipparini. la sovranità. esor. che non si era mosso da casa». come Pirello. to.

quello in cui. testa. d’Assise decreta la scarcerazione dei quattro imputati per no ucciso i carabinieri del Pilastro e all’apertura del procedi. che gli spa. giovani rinviati a giudizio avrebbero agito in concorso con i temente senza motivo. ma non smettono di uccidere apparen. a Cento. le porte del carcere si aprono definitivamente Savi e della loro banda. in provincia di Ferrara: Vitantonio Iovine. senza mai chiarire perché volta di nuovo e fa fuoco ancora. Ma ciò ge al mittente la richiesta. Ma non sembra In aula. per il passaggio. ma poi resta perché il superiore respin- bre 1993 non sono esattamente degli stinchi di santo. il killer si to avere luogo proprio quella sera. come nel caso di Ubaldo Paci. la notizia della cattura dei essere rilevante per la pubblica accusa: ce n’è abbastanza per rin.uno scambio tra la camorra e la quinta mafia che avrebbe dovu. tato quello che non è una pista. Ma il direttore è già morto e il colpo di grazia è inutile. il lungo. Dietro di lui arriva un uomo alto. il diret. una frazione del capoluogo collegare Fabio Savi alla camorra. È l’ultimo periodo di attività a causa di una precedente condanna. non c’è perché Paci ha simo è costituito dal proprietario dall’auto rubata dai Savi per appena il tempo di far scattare la serratura di una porta di ser. Una settimana più tardi. ra ci restano ancora solo a causa dell’accusa di associazione ventivo. la rapina alla Banca Nazionale dell’Agricoltura il 21 ottobre vizio. Come la perizia sulla Uno blu dei carabinieri: l’auto dei mili- tari è stata colpita durante un inseguimento e non dal marcia- piede. febbraio 1995. alla fine del novembre 1994. sa. ma «un filo esilissimo» volto a re la filiale di Villa San Martino. i crimina. Infine. Un capo di questo filo esilis- marchigiano. Savi e si cerca di dimostrare questa affermazione. più che in passato. che dai supermercati si sono spo. la Corte di cui si ha la certezza al termine delle udienze è che non han. sta per apri. Il bottino. In gale- mento hanno già scontato da uno a due anni di carcere pre. viene presen- gio 1994 quando. Gino Paolo Latini. Così il primo tore della Cassa di Risparmio di Pesaro assassinato il 24 mag. di essere Quelli che finiscono davanti a una corte a partire dal 16 novem. come sostiene l’accusa. i veri autori di quella strage. Per l’accusa. Ma quando si apre il processo agli esponenti della quinta mafia. William Santagata rimane dentro sempre per associazione a fuori continuano le rapine. sollevato dall’incarico. Poi. su indicazione della Criminalpol. che denun- 94 95 . che cerca ancora di salvare il processo. in quel caso. bile dagli alti palazzi che circondano la zona. ra al petto. delinquere. poco dopo le otto del mattino. puntando questa volta alla scegliere. un luogo così frequentato e ben visi. Savi arriva come una doccia fredda e avvalora le tesi della dife- viare a giudizio gli imputati. i quattro li accumulano denaro. occultato die. per la Uno bianca. mentre Marco Medda non poteva essere rilasciato state sempre più verso le banche. La vettura apparteneva a un imprenditore edile che vive tro a una barba finta e a un berretto da pescatore. A scagionarli arriva nel novembre 1994 l’arresto dei mafiosa. dopo essersi già girato per andarsene. Così il primo dicembre ’94 Spi- INNOCENTI A PROCESSO nosa chiede al procuratore capo. «sopravvenuta carenza di gravi indizi di colpevolezza». il 24 gennaio 1995 per Peter Santagata e Massimiliano Motta. 1994.

Massimiliano Motta e Marco Medda prende la via del- stati pedinati da una Punto grigia targata Caserta. Questo è identico a te». nel frattempo accusato di associazione a delin- tuto procuratore Walter Giovannini. coinvolto in traf. E così il proces- aula il 7 febbraio 1995 i testimoni dell’ultima rapina dei fra- so per i fatti del Pilastro contro i fratelli Peter e William San- telli Savi. tri nel frattempo raccolti e il presidente della corte. aveva rinvia- bito e dice: to a giudizio le due donne per calunnia. so Iovine e Fabio Savi. Sabine Faschkunger. ritrovata poi durante una retata a della mia cooperativa. «Modi- 96 97 . Ma nel frattempo è intervenuta la prescrizione grazie alla legge 251/2005. Sergio Cor- Davvero troppo macchinoso il collegamento. par- sunti rapporti con strutture criminali non interferenti (nean- tita per l’Ungheria al termine di un litigio. sembri tu. su cui – affermano – viaggiavano lo stes- Solo un’ultima notazione in merito alle due “supertestimoni”. era la prima volta. L’ho detto anche a lui. Due giorni più tardi il pubblico ministero chiama a Maria Fontana e Simonetta Bersani. Inoltre entrambi sono nipoti di Fifì Iovi. Spinosa porta in che in via ipotetica) con gli odierni imputati». Sì. seduto al volante. uomo di Cutolo assassinato in Portogallo nel 1991. Leonardo Gugliel- mi: «Guarda. pubblico ministero nel quere in concorso con Savi. arresta- sarà accertato. dato che sono «vertenti su pre- te un periodo di assenza della sua compagna. comunque è stato allora che stessa via in cui viene rubata l’auto di Iovine. pochissimo tempo fa. Beh. infatti. Se Savi ammet- nia. nega ogni adde- processo bolognese contro i Savi e loro complici. durante una perquisizione. Eva Mikula. di proprietà la conclusione definitiva. ne. Quest’ultima per un breve periodo Guglielmi reggeva una cartina e stava indicando la strada a Iovi- avrebbe avuto una relazione con Fabio Savi e nella sua abitazio- ne. Caserta in cui finirono in manette i camorristi Gaetano Picco- lo e Francesco Paccone. ne in provincia di Caserta. Nel 2002. sarebbe Le loro testimonianze vengono ritenute attendibili dai riscon- saltato fuori il numero di telefono di Mario Iovine. Guglielmi era a bor- che un’indagine sembra la trama di una soap opera. In una sequenza di collegamenti che più E in effetti è così: nel giorno contestato. L’uomo è irritato. di Vitantonio Iovine. ca. che dal lato del passeggero avrebbe Nel marzo del 2007. ma ahi lui. il 27 febbraio 1995 chiude il dibattimento respingendo le te di aver conosciuto e frequentato la donna austriaca duran- richieste istruttorie di Spinosa. ma nessuno dei due stava pedinando nessuno e to nel 1992 per traffico d’armi insieme a una cittadina austria- tanto meno li puntava con un dito. il sosti- deporre Iovine. Non conoscendo la zona. quando ho visto la sua foto sul giornale. E nella perché i giornali io non li leggo. come spiegherà lui stesso e come Paccone era finito a giudizio con Raffaele Della Volpe. si sarebbe potuta puntato con l’indice i testimoni mentre parlava con il con- fare luce sulle dichiarazioni di alcune persone. tempo prima era mi sono accorto che Savi assomiglia moltissimo a un geometra stata sottratta un’altra Uno. ha un fratello. Mario.cia il furto. tra cui Anna ducente. si rileva che do dell’auto insieme a Iovine. Fabio Savi non sapevo neppure che faccia avesse fino al 3 febbraio fico di droga e di armi. che raccontano d’aver avuto l’impressione di essere tagata.

scrive lo storico Giuseppe De Lutiis nella prefazione al libro di Daniele Ganser Gli eserciti segreti della Nato. Restano così altri interrogativi a cui non si darà risposta. alla quale furono attribuite ben sedici azioni terroristiche. di recidiva. I FATTI DEL BRABANTE Le tecniche di assalto della Uno bianca sono indubbiamente militari e ricordano le modalità operative di un’altra banda. operò una misteriosa organiz- zazione. Alla luce dei comportamenti dei due gruppi sembra lecito deli- neare un possibile parallelismo tra le due organizzazioni..fiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975. È però degno di rilievo che il Parlamento belga abbia. n. A proposito di questa ban- da. L’OMBRA DI GLADIO parazione delle circostanze di reato per i recidivi. isti- tuito una commissione parlamentare d’inchiesta e che il suo pre- sidente – ci riferisce Ganser – abbia affermato che le stragi del Brabante sarebbero state «operazioni di governi stranieri o di ser- vizi segreti che lavoravano per gli stranieri. un terrorismo volto a 98 99 . che provocarono ven- totto morti e venticinque feriti. questo gruppo ebbe un compor- tamento molto simile a quello della “banda della Uno bianca” [. di giudizio di com.. la cosiddetta “banda del Brabante”. uscito nel 2005: [In Belgio.]. Molto probabilmente non si riuscirà mai a stabilire se questo paralleli- smo è solo frutto di suggestione o vi siano altri motivi. di usura e di prescrizione». che in Belgio prende di mira i supermercati e che risulterà poi essere una cellula terroristica legata a un’or- ganizzazione locale di “Stay Behind”. Così il processo che si sarebbe dovuto aprire a E DELL’EVERSIONE marzo non verrà mai più celebrato e le due donne non devono più fornire spiegazioni sulle versioni che sostennero in passato.] tra il 1982 e il 1985. in materia di attenuanti generiche. a suo tempo. la Brabante-Vallone. 354.

attesero la polizia per tordici anni) e nove feriti. Ele. Oppure a Nijvel. contro un negozio di alimentari di Maubeu. cadutisti e jeep equipaggiate con artiglieria leggera che staziona- non distante da Bruxelles. con un settembre 1983. negozio di alimentari e. inoltre. 100 101 . il ministro della difesa belga. invece di fuggire. il 14 agosto. mentre l’ultimo fu l’assalto a un supermercato Delhaize. destabilizzare una società democratica». il 17 La più sanguinosa delle incursioni è appunto l’ultima. quel giorno – un saba- resse storico e politico conoscere più in dettaglio come il presi. che dava ordini agli altri e che sparava con un fucile tordici feriti).p. se ne media intorno ai cinquemila euro. il più alto uccise subito due persone. venne ucciso con un colpo a bruciapelo. quando un per semplici rapine). Inoltre. in seguito da un documentario della BBC. to verso l’orario di chiusura – arrivò una Volkswagen GTI con dente sia giunto a una conclusione così deflagrante. il 9 novembre 1985 nella cittadina di Aalst. formulò ai tempi in diretta televisiva. gigante. che. «Vorrei canale. dichiarava pubblicamente che sarebbero subito durante gli anni passati». per l’abilità alla guida quando si davano alla fuga. la spietatezza caratterizzava le incursioni: per esempio. il 30 settembre 1982. avviarono alle casse sparando verso qualsiasi cosa si muovesse e de che pongono lo storico e la rivista si aggiungono a quelle portando via l’equivalente di circa 2 mila e cinquecento euro. Per gli esperti non si risale al 30 settembre 1982 contro un’armeria di Wavre. ribattezzato dalla stampa il incursioni su sedici per un totale di diciassette morti e quat. la Denominatore comune a tutti gli assalti. SPAS12 prodotto in Italia dalla Franchi S. ma di professionisti. mobilitando pattuglie delle forze dell’ordine. ma degli assassini niente. era la presen- catena che annovererà il bilancio più pesante (subirà cinque za di un uomo di statura notevole. L’esordio mortale del commando vano nei parcheggi dei centri commerciali. a bordo tre uomini armati e dai volti nascosti da passamonta- gna. quando i banditi uccisero una coppia in un bilancio di otto vittime (tra cui due ragazzine di nove e quat.A. ge. Sarebbe di grande inte. E non solo se il primo colpo era stato messo a segno un mese e mezzo pri. state adottate tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza Responsabile di quella «ondata di crimini e terrorismo» è la dei cittadini. non giustificabile dunque ebbe dimostrazione a Wavre. e secondo la ricostruzione effettuata attirarla in un agguato. Usciti dall’abitacolo. la ferocia delle azioni e il coordinamento poliziotto ferito e dunque non più pericoloso per i malviventi dei banditi. Il sacco che conteneva il denaro fu ritrovato poco dopo in un Guy Coëme. anche trattava di criminalità comune. e le doman. quindi i tre si un articolo uscito sull’Observer il 7 giugno 1992. per la risolutezza militare con cui entravano in azione. sapere» disse «se esiste un legame tra le attività di questa rete Nel frattempo si era diffuso il panico in Belgio: Jean Gol. ma anche ma. in tema Gladio ed eversione. iniziò la mattanza: con un fucile a Il virgolettato usato da De Lutiis si riferisce a quanto riporta pompa. nessuna traccia. si dice- menti comuni a tutti gli atti sono l’esiguità del bottino (in va. para- banda che agì tra il 1982 e il 1985 nella regione del Brabante. allora segreta e l’ondata di crimini e terrorismo che questo paese ha ministro della giustizia.

Le indagini per scoprire collegamenti tra la banda del Braban- La mancata collaborazione davanti sia ai parlamentari che ai te e Gladio non furono però interrotte: dopo un infruttuoso giudici da parte dei responsabili dei due corpi di intelligence – intervento di due docenti dell’università di Lovanio. Infatti tutt’e due. responsabili. Mobi. mento ad Adolphe fu interpretato come un segno di approva- l’inchiesta su Gladio come «tranquilli padri di famiglia. erano parte della rete Stay Behind in Belgio: il primo. se. Addestrati a installare e Legrand. ma manifestò anche una zioni a essa riconducibili. de Renseignement et d’Ac. ne testate giornalistiche e dei cittadini. lo scioglimento dell’esercito segreto belga e altre personalità politiche e istituzionali. Il riferi- del loro anticomunismo». a garanzia anche una chiamata alla resistenza contro le indagini. condotta illegale. a loro era deman. ciali dei servizi. che SDRA-VIII (Service de Documentation. Adolphe sta bene!». Qui è Bruxelles che vi chiama. sabotaggio ed evacua. non vennero fuori. che abban- con il beneplacito degli statunitensi della CIA e dei britannici donarono l’incarico nel 1996 dopo solo due mesi a causa del- 102 103 . e il 28 marzo 1991 venne pubblicato su to belga. la sezione SDRA-VIII vi assi- sezione dell’intelligence militare che faceva capo al ministero cura la sua alta stima e vi ringrazia della dedizione al vostro pae- della difesa e che avrebbe avuto il compito di mantenere i con. specializzati in atti di combattimento. questo composto da paracadutisti e addetti alle operazioni marittime messaggio: «“Dateci i nomi!” “Mai!” rispondono i ‘Gladiatori’. Vi garantiamo che le pressioni saranno vane e che gli impe- tatti con agenti infiltrati se il Belgio fosse stato invaso. e se da un lato era un gesto a gestire stazioni radio. era un organo dei servizi civili a capo del L’autore del messaggio era il tenente colonnello Bernard quale stava il ministero della giustizia. nel 1971 venne clandestine straniere. Data la parziale e l’interruzione di qualsiasi forma di collaborazione con reti sovrapposizione dei compiti con lo SDRA-VIII. dall’altro rappresentava aderenti a «gruppi con forti motivazioni religiose. I nomi dei te persino un po’ ingenui». gni presi saranno onorati. i suoi uomini venivano reclutati tra gli sfregio della commissione d’inchiesta. L’ora della verità è arrivata. Communication. uno dei più importanti quotidiani del paese. che resistettero a mesi di imposizioni e tenta- lisation). stavano gerarchicamente più in alto. ne venne fuori un nulla di fatto. a vol. Le Soir. Ingenui o meno. a capo dello SDRA-VIII. creato un organismo di coordinamento. l’STC/MOB. l’Inter-Service. zione da parte delle più alte cariche di Gladio. era una amici dell’operazione Stay Behind. come appurò un’inchiesta del sena. invece. avendo essi rifiutato qualsiasi forma di colla- imputabile anche alla mancata collaborazione da parte dello borazione pure con i ministeri della giustizia e della difesa. dunque. e furono considerati dato il compito di raccogliere informazioni utili al governo in come il minore dei mali la decapitazione dei vertici dello SDRA- caso di occupazione e di organizzare vie di fuga per l’esecutivo VIII e dell’STC/MOB. Nulla però smosse gli uffi- tion) e dell’STC/MOB (Section Training. e sarebbero stati descritti poi dal.Quando il parlamento ricevette l’incarico di stabilire se esistes. tivi di conciliazione. dell’MI-6 – non solo sollevò ridde di proteste da parte di alcu- sero legami tra i banditi della Brabante e Gladio o organizza. Cari zione del governo in caso di occupazione del territorio.

rapporto di novanta pagine.. andai personalmente alla BSR (Brigade Spéciale de le istituzioni. Dice Lekeu davanti alle telecamere inglesi: La linea terroristica era sostenuta da persone camuffate. il parlamento aveva messo in relazione avrebbe tramato per far sparire parte della documentazione. noi sappiamo. si per ordine dei servizi di sicurezza. Bada agli affari tuoi. forze di sicurezza. e in particolare dagli ambienti Recherche) di Wavre che stava facendo indagini sugli omicidi [nel in cui si tessevano le relazioni tra lo stato e il Patto Atlantico. intervistato dal giornalista britannico Ed Vul- Florida. gli eccidi del Brabante con appartenenti o ex appartenenti alle Venne inoltre ripescata una pista indicata fin dal 1988 dal gior. Dicevano che la democrazia stava sparendo. ha dichiarato: gi del Brabante. Nel frattempo risultava impossibile indagare su Westland New sone che si trovavano in un supermercato. in organico tra il 1972 e il 1984 prima di emigrare in dio. i servizi militari e l’apparato di sicurezza. ma ne rivendicarono «Stai zitto! Tu sai. regime democratico in Belgio e probabilmente a preparare il Westland New Post (WNP). inglese The Indipendent on Sunday. i socialisti e tutto il resto e loro una nuova commissione parlamentare produsse un esplosivo volevano contare di più. dichiarò ai giornalisti della BBC collegamenti tra le stra. La risposta fu: confermarono l’esistenza dei documenti. questi non solo volti membri della Gendarmerie dell’esercito?». tanti documenti sulla Nato e sulla Gladio belga. Per questo furono poi pro- 104 105 . E lo ha confermato il già del Front de la Jeunesse di quattro anni più anziano. Da qui si citato Vincenzo Vinciguerra. nata nel 1979 come emanazione terreno a un colpo di stato di destra». gente che apparteneva agli apparati di sicurezza o gente collegata all’appara- to statale da rapporti o collaborazioni. ma dallo stato stesso. Post: quando nel 1990 furono ritrovati nella sua sede impor- re che incontrai: «Si rende conto che in questa faccenda sono coin. Ero sorpreso che non fosse stato fatto alcun arresto e so che mi chiedevo cosa stesse succedendo – stavamo usando dei riguardi verso crimini di questo tipo – assassinii a caso o di per. gente di sini. quando. assurto alla storia dell’eversione risalì ai campi di addestramento militare a cui partecipavano italiana per la strage di Peteano. Così dissi a un signo. Fuori di la proprietà facendo senza mezzi termini intendere di averli pre- qui!».]. All’inizio del dicem- gia anticomunista che nasceva non da organizzazioni deviate dal- bre 1983. Brabante].. liamy. dopo chiare minacce Behind] furono mobilitate nella battaglia come parte della strate- di morte rivolte contro i miei bambini [. «volto a destabilizzare il laborazione tra l’esercito e un’organizzazione di estrema destra. quella su cui indagava il giu- uomini della Gendarmerie e in proposito il gendarme Martial dice veneziano Felice Casson e che approdò alla scoperta di Gla- Lekeu. nell’ottobre 1997 stra stava prendendo il potere. in cui si elencavano gli errori com- messi da parte degli inquirenti che lavorarono sulle stragi e si Già nel 1990. [Le organizzazioni di Stay Ho lasciato il Belgio nell’agosto del 1984. come scrisse il giornale nalista inglese John Palmer: quella che adombrava forme di col.l’impenetrabilità delle vicende in oggetto. «un complotto». qualche tempo prima che esplodesse in tutta denunciavano depistaggi e inefficienze a carico della polizia che Europa il caso Gladio.

Su di lui ha indagato a lungo la rivista di sinistra Pour. Assolutamente. organizzazione militare accomunata dalla mania- fa via via ancora più particolare.. Finito per sua pre più elevati. perché – secondo il consiglio di guerra – sareb. anni settanta entrò a far parte del club degli ufficiali di riserva Ma attenzione di qui in avanti perché. A queste conclusioni si risalì anche ricostruendo Ma l’uso che ne sarebbe stato fatto. Qualcosa doveva essere fatto. attacchi violenti. a termine un lavoro. Michel Libert. autore di un’inchiesta 1982. e rac- Si ricevevano ordini. Possiamo andare indietro diciamo fino al conta il giornalista Jean-Claude Garot. porti a operazioni di sorveglianza». Qualsiasi cosa si volesse sapere di un razioni di governi stranieri o di servizi segreti che lavoravano supermercato. sempre alla BBC la storia di Paul Latinus.sciolti dopo un processo che si trascinò in gradi di giudizio sem. Dal 1982 al 1985 c’erano dei progetti. racconta affiliò al Front de la Jeunesse e si occupò di organizzare il WNP. Quando gli si chie. [Mi era stato detto] sull’estrema destra. Quindi. esponente del cale avversione al “pericolo rosso”.]?» te della commissione belga su Gladio. con la copertura della Gendarmerie e della Sicurezza. a causa di uno scandalo innescato dalla stampa con- uno dei personaggi di snodo della vicenda. Obiettivo: i supermercati. novanta a sostenere che le operazioni del Brabante erano «ope- rio di apertura e chiusura. se possibile. tra centinaia di missioni. la destra una motivazione politica. Quello che le chiediamo è che il suo grup. Dove sono? Che Bologna. democratica». questa è la grande domanda. capo del WNP oltre che Nel 1981. ritenuto da alcuni studiosi del terro. presiden- con le nostre operazioni? Il direttore del negozio chiude tutto a chiave? O si servono di un’agenzia di sorveglianza esterna [. i rapporti che Latinus aveva coltivato con gli statunitensi durante la presidenza Reagan quando il paese era impegnato Libert tuttavia era un pesce piccolo. un terrorismo volto a destabilizzare una società solo una. signor Libert. tro l’estrema destra negli organismi dello stato. il vero snodo dall’interno ufficialmente in Nicaragua contro i sandinisti. nel ’78. la storia si del Brabante. Si ricordi quanto successe in Italia. Latinus si Westland New Post dal 1978 per tutti gli anni ottanta. stessa ammissione fin dal 1967 sul libro paga della DIA (Defen- be trascorso troppo tempo tra i fatti e il procedimento e per di ce Intelligence Agency. non deve sapere perché noi facciamo queste la Jeunesse con un compito preciso: insegnare come condurre cose. assalti ai caffè degli immigrati ed effettuare po. lemand: «Queste uccisioni senza senso potrebbero aver avuto rismo belga il punto di contatto tra l’estrema destra. 106 107 .. tornando in patria alla vigilia “missioni”. E il senatore Roger Lallemand. riparò per qual- de esplicitamente se la banda del Brabante facesse parte delle che mese nel Cile di Pinochet. arrivò a fine degli anni Noi facevamo la nostra parte e inviavamo il nostro rapporto: ora. il corrispettivo militare della CIA). tradizionale. A cosa servivano queste informazioni? Questa era per gli stranieri. E prosegue Lal- del WNP era Paul Latinus. gli immigrati e i rom finirono nel mirino della ban- tipo di serrature hanno? Quali protezioni che possano interferire da della Uno bianca. Libert risponde: dell’entrata in scena della banda del Brabante. i servizi nazionali e quelli stranieri. Da notare che anche in Italia. che «Latinus era stato inserito nel Front de «Lei. negli più si era in tempi di guerra fredda.

venne condannato dal tribunale fermò le conclusioni a cui solo più tardi giunse anche il parla. “Report” curata dal giornalista Sigfrido Ranucci (lo stesso che tato che nel maggio 1993 a Roma fa una ventina di feriti in via per primo parlò degli attacchi statunitensi al fosforo bianco in Fauro. ottenne un risarcimento di 35 mila euro per aver Nella vicenda della Uno bianca torna a più riprese una sigla: è trascorso sei mesi in carcere ed essersi visto bruciare vita e car- quella della Falange Armata. Ma non ebbe il tempo di aggiungere molto altro per. in un’inchiesta di investigativa verso cui ci si orienta sia quella mafiosa: è l’atten. A una rivendicazione di questa organizzazione. quando poco dopo le 21:30 salta per aria una Iraq ai danni della popolazione civile). Materiale su questa organizzazione è stato poi trovato recente- midire i magistrati milanesi di Mani Pulite e in particolare mente in possesso di Guglielmo Sasinini. ve scorte. tiva inviata dalla DIGOS sulla Falange Armata. o gesta di minor clamore che avevano lo scopo di inti. la sentenza venne ribal- nell’intera penisola. gruppo formato da ex uomini del SISDE e della Folgore». un informatore della guardia di finanza che era stato Brabante. definita come «un A lungo si è parlato di servizi ed eversione neofascista senza tro. con. I piedi toccavano a terra. una fantomatica organizzazione riera dall’accusa di essere il telefonista della Falange Armata.Alla stazione di Bologna morirono ottantacinque innocenti. Nell’a- un’organizzazione politica». ai Parioli. Latinus. di Torino a nove anni di reclusione il quarantottenne Cosimo mento belga e fu arrestato alla fine della storia della banda del Zaccaro. 108 109 . in cui del telefono nella sua cella. poi. l’ex giornalista di Fami- Antonio Di Pietro. si tirava in ballo il leghista Mario Borghezio (risultato poi del tutto estraneo). Si tratta di guardia giurata che lo accompagnavano. arrestato nel 1998 per essersi inventato un complotto ai danni ché il 24 aprile 1985 venne trovato impiccato con un cordone dei vertici della polizia di stato e della procura di Milano. compresi quelli in cui morirono i giudici tata in appello grazie a una nuova perizia e la Cassazione non Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con agenti delle rispetti. e firmandolo a nome del misterioso gruppo. per esempio. un ex operatore penitenziario. C’è poi un altro episodio noto in cui torna gali di Telecom su cui sta indagando la magistratura milanese. documenti che risalgono al 1994 e in particolare a un’informa- Chi ci fosse davvero dietro la Falange Armata è difficile dirlo. prile del 2003. in un’intervista. vare riscontri certi e sono diverse le storie che hanno avuto pun- Pensiamo che dietro gli omicidi nel Brabante-Vallone vi fosse ti di contatto – reali o presunti – con questo gruppo. Carme- LA FALANGE ARMATA lo Scalone. con minacce rivolte a lui personalmente e glia Cristiana finito in carcere nell’indagine relativa ai dossier ille- alla sua famiglia. Sempre nel 2003. poté che confermare. terroristica di estrema destra che rivendica omicidi e attentati Condannato a tre anni in primo grado. si fa riferimento a documenti riservati del Costanzo e nello scoppio rimangono feriti il suo autista e la SISDE trovati nell’ufficio di Milano dell’ex giornalista. sebbene la pista riprova del ruolo di presunta spia di Sasinini. Probabile obiettivo è Maurizio Tre il 25 marzo 2007. e andata in onda su Rai- Fiat Uno imbottita di tritolo.

sarebbero state della stessa marca di quelle usate dai Savi. cinque gior. come il sostituto procuratore romano aggiungere altre che rendono particolarmente curiosa la com- Pietro Saviotti.38 special mentre vio dell’inchiesta di Tangentopoli. Con della Uno bianca. aveva defi. Inoltre. da al periodo economicamente più fruttuoso. il passaggio della ban- la banda della Uno bianca. A questa prima considerazione. però. scritto dalla giornalista Cristina Zagaria. e la donna è stata descrit. la scoperta di Gladio e lo sconquasso istituzionale che ne seguì. 110 111 . alla guida della sua vettura. In statistiche elaborate dalla DIA. catore ventottenne che lavorava al carcere di Opera. bianca. ma. segue gisti non anticipano mai un evento. le telefonate dei falan. Anche se diverse fonti. come una «vittima collaterale» della criminalità organizzata ni dopo l’eccidio dei carabinieri al Pilastro. venne arrestato il socialista “mariuolo” Mario Chiesa. cidere l’inizio dell’attività rivendicativa della Falange con l’av- rono sei colpi con una Magnum 357 e una . un edu. da uno risponde alla più sanguinosa delle fasi attraversate dai fratelli studio della direzione investigativa antimafia. il 18 apri. re fare un passo indietro. to questo? Innanzitutto c’è una prima e inquietante coinci- dicimila euro per favorire la concessione di un permesso pre. fanno coin- to l’11 aprile 1990 da due killer in motocicletta che gli spara. perché non superò mai la morte del compagno. si stava recando al lavoro. va detto La vittima era il compagno di Armida Miserere. il periodo che cor- roristi del telefono fanno in qualche anno di attività e. la Uno bianca con tut- giudiziario. Nicola Mancino. si è già visto ta nel libro Miserere. colei che era stata definita la fimmina bestia per l’in. 221 riguardano Savi nella loro carriera criminale. dalle di una rete informativa all’interno dell’apparato pubblico». soprattutto giornalistiche. sono circa 500 le telefonate che questi fantomatici ter. l’inchiesta condotta dal giudice Casson sulla strage di Peteano: flessibilità con cui aveva diretto i penitenziari dell’Ucciardone. denza: le armi usate per uccidere Umberto Mormile non solo mio a un affiliato della ’ndrangheta. mentre per i magistrati che han. l’ultimo. quando ricopriva l’incarico di ministro dell’interno. se ne devono no indagato su di essa. con- In un linguaggio tedioso e burocratico. nel febbraio ’92. che arriva una rivendicazione il 9 gennaio 1991. Ma prima di arrivare a questo punto occor- un’unica eccezione: l’omicidio di Umberto Mormile. le telefonate di rivendicazione totale. di Voghera e di Pianosa. tandolo di due anni e facendolo combaciare con la svolta nel- le 2003. assassina. arrivano sempre dopo e per una telefonata falangista che annuncia la «messa in disarmo» lo più contengono riferimenti già divulgati dalla stampa. la direttrice del che fonti giudiziarie rivelano invece un altro inizio. retroda- carcere di Sulmona morta suicida tredici anni dopo. trassegnato da colpi quasi esclusivamente alle banche. quando l’uomo. al di là delle telefonate. di Parma.Per quanto riguarda invece i fatti della Uno bianca. sarebbero «gente che ha la piena disponibilità binazione tra i due gruppi. Comunque arrivare a fattacci già avvenuti è nella sostanza una nito la Falange Armata «terroristi della disinformazione che caratteristica della Falange Armata anche per le azioni della Uno lavorano in orario d’ufficio». Allo stato attuale dell’iter Ma che c’entra. l’uomo morì perché rifiutò una tangente di quin. sono fitte tra la primavera e l’estate del 1991. Innanzitutto va rilevato che.

che desta più di qualche Questo è il comunicato numero 5. li blocca. Ma la versione – che 112 113 . dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. il primo dicembre 1994. due giorni estratti da Mormile con uno di quelli che colpirono il carabi. versione che gli imputati danno del duplice delitto: dovevano tenza telematica. ed è una rivendicazione bero anche «compatibili dal punto di vista balistico». ve ne accorgerete perché il 1995 sarà un anno da ricor. nire nei meccanismi della Falange. che si verificavano da anni in Emilia Romagna? Si è già letta la Roma e Ferrara e diffondendo deliranti messaggi di onnipo. potrebbe voler to tra le due organizzazioni e qualsiasi copertura da parte dei dire poco. sul registro dei clienti dell’armeria e risulta che aveva acquista- tro. La Falange Armata è molto di più. gliature e. poli- tica e militare che la nostra organizzazione persegue. paternità. quella sarebbe valsa un’altra. la Falange in settembre dà una nuova dimostra. definendo i suoi compo. telefonica che riceve la redazione di Bologna dell’ANSA. dato che c’erano molti altri appartenenti alle forze servizi segreti. della Banca d’Italia. l’azione messa in atto in via Volturno a Bologna deve matici dell’agenzia di stampa Adnkronos. sebbene in febbraio Antonio di Pie. Nel 1995. consulente della commissione stragi. minazione a evitare che smagliature di alcun genere possano avve- nenti «terroristi idioti e incapaci con cui la nostra organizza. l’ultimo che riguarderà i poliziotti assassini. Il primo si verifica il 4 maggio 1991. dopo l’assalto all’armeria di via Volturno in cui vengono ucci- niere Andrea Moneta la notte della strage del Pilastro. si cerca di dare un zione che le nostre capacità non hanno limite». pochi giorni dopo l’arresto dei nista dall’accento tedesco. tativo di polvere da sparo sfusa. di senso all’utilizzo di un vocabolo del genere. L’anonimo centralinista della Falange usa proprio la parola sma- dare nella storia. Bensì come una discreta quantità di dati archiviata e diffonde un comuni- un fatto che fa unicamente riferimento alla nostra ferma deter- cato in cui parla della Uno bianca. quando vengono arrestati i Savi. ritenuto da più persone il vero obiettivo del raid omicida – aves- della Italsempione e del CERPL (Consorzio Emiliano-Roma. distrugge essere intesa in senso che non rientra nella strategia sociale. di per sé. chiuda la sua relazio. Anche se ne accusiamo la preoccupazione: qualcuno riesce a introdursi nei sistemi infor. tra sgrammaticature varie. sero intuito un collegamento tra il poliziotto e i fatti di sangue gnolo Produttori Latte) nelle sedi di Massa Carrara. ci sono altri due momenti in cui il e l’armeria di via Volturno non era stata scelta per una ragione contatto tra la banda della Uno bianca e la Falange Armata specifica. accade un altro fatto. zione non ha niente a che vedere.in base a una perizia che mise a confronto uno dei proiettili risulta strano. dice: fratelli Savi e dei loro complici. sareb. Il telefo- Inoltre. Questo attentato informatico è la dimostra. dell’ordine tra i clienti dell’armeria. Ma potrebbe darsi che le zione delle sue abilità informatiche introducendosi nei sistemi due vittime – e forse soprattutto l’ex carabiniere Capolungo. Prima di tutto ciò. però. Il che. to pochi giorni prima del duplice omicidio un piccolo quanti- ne sui fatti della Uno bianca escludendo qualsiasi collegamen. cambiare le armi dopo l’eccidio del Pilastro e i colpi successivi. Roberto Savi era fatti oscuri ne accadono e. Padova. si Licia Ansaloni e Pietro Capolungo.

Invece aspettano l’anziano militare pri. forse acquistato in care un agente di polizia. senza sottilizzare sul fatto che era un “cugino”. cinque minuti prima della sparatoria. renza i nomadi? E un altro testimone ha affermato: ma di entrare in azione e se ne vanno dopo aver eliminato Quella mattina. i fratelli Savi potrebbero portare a compimen. ziotti”». stura. Uno di quelli scese. Ma non ne seguì nulla: l’affermazione di Verlicchi cad- zione. Inoltre. La mac- solo nel marzo del 1994. la polizia e non dell’Arma. perché andarsene in giro. che invece si infila alla perfezione nella Beretta che po. Inoltre. prima che arrivi Pie. più tardi. era conosciuto dai zato né diffuso ai tempi del duplice omicidio.comunque cambia a più riprese in dettagli più o meno sostan. quando una nel novembre 1992 senza che questa scoperta porti a nulla? zingara si rivolse ai carabinieri intervenuti sul posto indicando L’uomo ha con sé una Magnum 357. come rileveranno gli investigatori campo nomadi di via Gobetti. appoggiò il identikit che vennero realizzati subito dopo l’assalto e diffusi fucile al tetto dell’auto e cominciò a sparare contro di noi. anche travisandosi. non compatibile con quel un uomo in borghese che aveva visto aggirarsi nei pressi del cam- caricatore. Era accaduto anche dopo l’assalto al un’armeria di San Marino. un uomo fra i 35 e i 40 anni. Va detto che il secondo assomiglia ziali – non torna: Roberto Savi. come fa Fabio Savi. campo un uomo di bassa statura. Inoltre. e si riscontra indicando quello che oggi so che ritraeva Roberto Savi: “Ma in diversi episodi la facilità con cui i killer della Uno bianca eli. uno del- tro Capolungo. i militari la schernirono perché «quello là è uno dei nostri». Luciano Verlicchi. stempiato. ma saltò fuori proprietari. jeans e scarpe da tennis. il 23 dicembre 1990. con un giubbotto di Ultimi due elementi prima di chiudere con la vicenda di via pelle chiara. dissi. avrebbe potuto essere riconosciuto dagli armieri. affermò: «Quando in que- emerge dai registri del negozio. questo assomiglia tanto a uno di voi. dissero. come dichia. conser. sia che ci andasse ogni due o tre anni. si fa mostrare da Licia Ansaloni. che insiste sul fatto che lui e il molto a Roberto Savi e ci si chiederà perché non venne utiliz- fratello non avevano intenzione di uccidere. Tanto che ne capiscono della diffe- to la rapina e fuggire. Arrivarono i carabinieri e lui mostrò mentre del secondo si fa circolare unicamente la descrizione di il tesserino. solo uno viene mostrato. il marito di rerà ai magistrati. baffoni. Del resto il marito di Licia Ansaloni non era il primo ad indi- vando in tasca un caricatore di Luger 9x19. Poi arrivò quella Uno bian- Volturno e tornare alla Falange Armata. Dunque. quando mancano pochi mesi ormai china ripartì e due minuti dopo vedemmo tornare quell’indivi- alla fine della banda. sembra uno dei vostri poli- minavano testimoni del tutto irrilevanti per la loro identifica. riga di lato e volto affilato. come Licia Ansaloni. oppure a intervalli di qualche mese. un rapinatore omicida. duo con una pistola in mano. Adolfino Alessandri o de nel vuoto e non si cercò l’agente che somigliava così tanto a Massimiliano Valenti. entrò nel entrambi. capelli scuri divisi da una 114 115 . mi mostrarono gli identikit. Il primo riguarda gli ca con tre persone incappucciate. Sul momento. subito dopo il fatto. passando al secondo elemento. come accaduto a Primo Zecchi.

forse lo stesso anche questo dopo il duplice omicidio dell’armeria di via Vol. È uno sciocco chi si lascia sfuggire in perquisizio- più verso la tesi degli uomini in divisa quando riceve due telefo. ritenuta rubata. Finché Dupin non la sfodera: l’ha trovata sulla scrivania del destare timori è il fatto che nessuno. Abbiamo precise regole al non lo abbiamo fatto». La prima suona come una minac. parla per primo di «schegge impazzite dello Stato». per arrivare a capo della vicenda della Uno bianca? E in 116 117 . molto più vicino di quanto possa cre- gi: «[Il racconto] narra di un investigatore alle prese con un dere. anzi. il fatto appare del tutto irrilevante. Mentre il senatore Libero Gualtieri. l’uomo all’apparecchio descrive nel det. pi. oltre allo stesso scrittore. sovrano. ra rubata a una «gran dama» sicuramente da un ministro per sodio quanto meno strano. ce. Ed era proprio lui. prefetto G. In ogni cassetto c’è una certa quantità di volume. originario di Cese. A cia. che cia per lui e la sua famiglia: affermando «potevamo colpirlo e si deve prendere in considerazione. si aggiunge che «forse è la stessa Se. sonaggi sono. per un agente di polizia che sappia il fatto suo non esistono cas- strato non lontano dalla pensione. riguardo». si sta orientando sempre di setti segreti. Si verifica nell’estate del 1991. ni di questo genere un cassetto segreto. c’è un altro epi. inve. sem- ni delle forze dell’ordine che gravitano nel suo stretto entoura. ricattare un uomo di corte molto importante. di spazio. a un’anali. Che suggerisca a Sapio Antonio Di Pietro nella sua relazione per la commissione stra. che la zingara indicava senza essere presa in con.. avrebbe dovuto saperne nulla. e dice che «era gettata lì senza cura. La seconda telefonata. Auguste Dupin. in una delle divisioni superiori del porta- ge. tranne i colleghi e gli uomi. E dice il prefetto nella storia narrata da na. un esperto di rompica- Roberto Savi.Successivamente gli uomini delle forze dell’ordine che inter. nate dalla Falange Armata. La cosa è tanto facile. brava con disprezzo. Per- fermato perché aveva sentito la sparatoria. testo della “Lettera rubata”. della missiva non c’è nessuna trac- taglio il luogo in cui il magistrato ha trascorso le vacanze. non portano a nulla. vennero ricordarono di aver visto Roberto Savi in giubbotto di che si trova invece sul tavolo dell’inquirente stesso». carte». Tuttavia perquisizioni e ricerche ufficiali e ufficiose turno. anche Poe: «Abbiamo aperto tutti i cassetti e presumo sappiate che il sostituto procuratore di Rimini Roberto Sapio. di guardare vicino a sé. così.] mette in errore [in merito a un] si più attenta assume significati abbastanza circostanziati. Regole o meno. fare per recuperare un documento andato smarrito: una lette- Ancora in tema Uno bianca e Falange Armata. semplicità della cosa che [. Dirà mistero [che] è un po’ troppo chiaro». delitto la cui soluzione risiede in una lettera. Quest’ultimo si deve dar da siderazione. servizio e l’uomo disse semplicemente che passava di lì e si era Intanto Poe ambienta la vicenda a Parigi nel XIX secolo. sulle prime.. è meno intimidatoria ma più enigmatica: l’invito è infatti a Che collegamenti ci sono tra il racconto di Edgar Allan Poe e leggersi «quel delizioso raccontino di Egdar Allan Poe che è “La la telefonata della Falange Armata a Sapio? Leggendo ancora il lettera rubata”». e il prefetto G. I colleghi gli chiesero che ci facesse lì dato che non era in po sommario il sunto che ne fa l’ex magistrato di Mani Pulite. anziano magi. È fin trop- pelle.

è alla stazione di difficile confermare la nuova versione dell’uomo perché i dete- Bologna e rimane ferito dalla bomba che fa saltare in aria la sala nuti che nomina sono nel frattempo morti. Occorre tornare al 2 ca in due ex compagni di carcere la fonte della patente. ma gli inqui- te di loro? renti non gli credono e ipotizzano che le patenti fasulle siano opera dello stesso Mangiameli. Ma è agosto 1980 quando l’uomo. emiliani gli chiedono della stazione. dice di essersi trovato Picciafuoco nella bufera investigativa sui fatti della stazione ci casualmente lì: il suo intento era di partire da Modena per anda- finisce mentre è latitante a causa di un episodio leggermente re a Milano e procurarsi altri documenti falsi. con l’eccezione di Fabio te le indagini per l’omicidio di Francesco Mangiameli. Sempre facendosi chiamare così viene arrestato nei professando tra diverse contraddizioni ancora oggi la loro inno. pressi del Tarvisio il primo aprile 1981. ferenti documenti falsi. Picciafuo. A strage avvenuta e duran- tuto procuratore. Capita infatti che il 10 maggio 1980 sia no e allora sale su un taxi per raggiungere Bologna sperando di 118 119 . tra tutte le sue rivendicazioni quella volta ci ha azzec. come accade in base alla legge dei grandi strata ad Alberto Volo. stiano e da Francesca Mambro con altri complici. così potrebbe anche essere dato che Alberto Savi. rispetto agli altri assunto un’identità ancora differente. so il 9 settembre 1980 da Valerio Fioravanti. quella di Enrico Vailati. saranno condannati. seppur abbastanza simi- personaggi coinvolti in quella strage. afferma che il documento glielo ha dato il proprietario dell’auto IL RACCONTO DI PICCIAFUOCO che guidava. ricettatore romano in odor di Per capire come Sergio Picciafuoco entra a far parte di questa fascismo. ne e di negare qualsiasi contatto con Picciafuoco. viene seque- rato nel mucchio e. Picciafuoco ha co. ma perde il tre- anteriore alla strage. neofa- Savi. dal canto suo. uno fermato dai carabinieri in provincia di Bolzano e viaggi su dei componenti della banda. non appartiene – o non le alla precedente. sono poliziotti. a due passi dall’ufficio del sosti. quel mattino. con qualche precedente di scarso rilievo e. Antonio Smedile. Torna lo stesso cognome su due dif- cato o ha dato l’impressione di averlo fatto? Oppure conosce. presta servizio come agente di un’auto non di sua proprietà. falsa. Rimane solo una domanda: la Falange Armata ha spa. d’aspetto di seconda classe. Ai militari esibisce una patente polizia alla questura di Rimini. da suo fratello Cri- micidi. E che anche gli altri. È un piccolo criminale. intestata a Adelfio Vailati. scista siciliano appartenente al gruppo di Terza Posizione ucci- scorrere ancora tre anni prima che si arrivi ai nomi dei plurio.effetti. fa curare tra decine di altre persone all’ospedale Maggiore di ducibile degli ambienti romani che sputano coloro che. una patente numeri. il quale però nega e allora Picciafuoco ritratta e indi- storia occorre tornare indietro nel tempo. Picciafuoco. altro estremista di destra. Venendo al giorno della strage alla stazione. e sotto tale nome si sembra appartenere – all’eversione di estrema destra. intestata a tal Eraclio Vailati. Volo cerca di attribuirsi la falsificazio- va l’identità dei componenti della banda o almeno di una par. quella irri. pur Bologna. Quando i magistrati cenza. Ma siamo solo nel 1991 e dovranno tra.

stordito a terra. N. 120 121 .A. ma la Corte d’Appello di Firenze annulla tutto e lo assolve del treno acquista giornali e sigarette per andare poco dopo a nel 1996. Dopodiché. l’esplosione. e in attesa ta. e non manciata di minuti che sarebbe comunque stata sufficiente a mi hanno portato in Questura. fragili. come sostie. Addi. Mi hanno pun- Non sarebbe vero nemmeno che non poteva prendere altri treni tato una pistola alla tempia. quella mattina lo risposto che di quelle cose non sapevo nulla. Alle 10 è a un’altra volta il carcere a vita più dodici anni per banda arma- destinazione. Poi mi hanno colpito alla testa e allo stomaco. le 11:39 del mattino. fino al mattino dopo. Rinvenuto. ho spalancato la portiera e ho iniziato a correre. Insistevano ancora su Fioravanti e Mambro. si becca però risvolto di un mistero che la giustizia non è riuscita a chiarire». è anche e più avanti. duto. in servizio o meno. non il tardo pomeriggio. Tornato nuovamente in giudizio. ma non mi hanno cre- abbia accompagnato da Modena al capoluogo emiliano. Picciafuoco va dai carabinieri per sporgere denuncia l’estraneità di Picciafuoco all’attentato di quel mattino. così come non gamenti con Fioravanti. però. lista Riccardo Bocca nello studio bolognese del suo avvocato ti. Siamo arrivati invece sul piazzale del cimitero di Tavernelle [in provincia di Firenze. Loro tato: il poliziotto dice di ricordare l’uomo. Erano a bordo di una Lancia targata Forlì. E prosegue dicendo: sibile. Per la giu- imboccare un sottopassaggio nel quale si trova al momento del. Mambro. Piovigginava. fratelli Savi riconoscendo tra di loro uno dei suoi aggressori. un luo- consentirgli una regolare partenza per il capoluogo lombardo. Falso è anche l’orario delle cure canna della pistola. Ho salta fuori un tassista che. Una sera del 1990.prendere un altro convoglio in partenza alle 10:34. che gli vengono prestate al pronto soccorso del Maggiore: erano e mi hanno lasciato lì. sostiene di aver visto una fotografia dei strano non confessare una responsabilità che.]. gli avreb. ma esclude che abbia mi hanno raggiunto e mi hanno spaccato un sopracciglio con la fatto alcunché dopo l’esplosione. go dove a quell’ora non c’era nessuno. seppur stordito e ferito. to di scappare. la versione che Picciafuoco dà dei fatti è plau. sempre lì. dà una mano Successivamente. ma alle 8:55 a causa di un ritardo: si tratta di una Questura con loro. e su documenti falsi e armi. il biglietto lo ha già fatto a Modena. All’apparenza. ma quando i magistrati la vanno a verificare si rendono conto che diversi elementi non tornano. Sergio Picciafuoco racconta al giorna- a un agente della polizia ferroviaria nell’opera di soccorso ai feri. Allora ho cerca- rittura si risale all’agente della Polfer che Picciafuoco avrebbe aiu. L’anno successivo la Cassazione conferma. e mi hanno fatto domande sui colle- dovendo per forza ripiegare sullo scalo di Bologna. L’ennesimo volgimento. stizia Picciafuoco non c’entra con la bomba del 2 agosto. che «le stranezze non sono finite». Se tutti questi elementi non depongono di certo a favore del.d. co. Ho risposto di sì e mi hanno detto che dovevo fare un salto in ne Picciafuoco. ad esempio. stazione di Bologna – «sono ricordi confusi. mentre rientravo a casa tre uomi- Intanto la partenza da Modena: l’uomo non poteva aver perso il ni in automobile mi hanno avvicinato e chiesto se fossi Picciafuo- treno per Milano perché questo non partì alle 8:40. forse. Ma be evitato l’ergastolo: che arriva in primo grado ma che viene – avverte Bocca nel suo libro Tutta un’altra strage sui fatti della ribaltato in appello quando si vede assolto da qualsiasi coin.

A poca distanza li seguono infine due auto civetta. Ma il commerciante non è solo: a precedere la sua Panda. possano consegna del denaro: è la serata del 3 novembre quando Gros. Reno con l’omicidio di Carlo Beccari. avevano atterrito i clienti ancora presenti 122 123 . ma in Roma. neutralizzata la scor- getta che contiene il denaro. sce ricatti. dove la banda aveva colpito spesso. va Città di Ravenna. Come accadde il 3 Campi rimane gravemente ferita alle gambe mentre va ulte- ottobre 1987 quando in un conflitto a fuoco restò ferito un riormente peggio agli altri due poliziotti: Cenci. quando finalmente Grossi trova la corda a cui deve agganciare la borsa che contiene solo carta straccia. che morirà poco lottola conficcata in un polmone. una guardia giurata. anche solo tentare di reagire all’incursione di una Fiat Argenta si imbocca la A14 a Cattolica in direzione di Bologna e. Addolorata Di gna. Così tentano il salto alla Coop Celle. si torna a sparare davanti tasca senza incontrare eccessive difficoltà. poco una somma di novanta e passa milioni di lire che entra in Ancora a Rimini. Ma questi non ci sta. rato l’incasso. e quando gli ignoti banditi minacciano di fargli sal. di pallettoni che investono l’utilitaria e l’Alfa. non è roba da forma tumorale contribuirà a ucciderlo in capo a un anno. crivellato da proiettili calibro 22 prima che alla polizia. si deve fermare a ogni caval. agguantare il denaro. quello che il 19 febbraio successivo si ripeterà a Casalecchio di cessionaria dell’uomo. con una pal- poliziotto. ma l’insorgenza di una La nuova vita deve aver inebriato i rapinatori. in un colpo che è quasi la fotocopia di Silvano Grossi. sono mesi che subi. ci L’INIZIO DELLA FINE sono un primo veicolo su cui si trova l’agente Luigi Cenci e È UN NUOVO INIZIO l’Alfa 33 che trasporta il sovrintendente Mosca e l’agente Addo- lorata Di Campi. che dal nulla si materializza proprio mentre sta per essere riti- do le istruzioni ricevute dai banditi. I rapinatori non avrebbero avuto problemi ad cavia fino a quando incontrerà una corda a cui legare la vali. Giampiero Picello: quarantunenne. il sovrintendente Antonio Mosca. arrivando a sparare contro le vetrine della con. alla testa. mentre Antonio e. ta del portavalori. il secondo dei supermercati assaltati. Rodolfo Miccoli. Il 31 gen- e provano a taglieggiare un commerciante di auto di Rimini. pochi mesi dopo. Nel corso di un delicato intervento chirurgico. resta per diverso tempo tra tempo dopo. dipendente della società tare il locale se non pagherà cinquanta milioni in contanti. La banda era già entrata in azione da quattro mesi la vita e la morte. ne asportata parte del polmone destro. Tuttavia. dodici caselli autostradali e un ferito. secon. naio 1988 muore così. che invece lasciano. qual- Ufficialmente la svolta nelle indagini sulla banda della Uno cosa va storto: dal fossato a fianco iniziano ad arrivare raffiche bianca arriva il 3 novembre 1994 e non a Bologna. dal 19 giugno precedente. ferito seriamente. gli vie- il bilancio di quel primo e frenetico periodo di attività. riuscendo però a cavarsela. aveva messo a segno quattordici Mosca viene raggiunto da cinque proiettili all’addome e uno colpi: due uffici postali. che per prendere gli estorsori organizza una finta lui e il collega.

come per gli attacchi razzisti ai campi rom bolognesi to pirata che frena. il pool si riunisce più volte a settimana e coin- cittadino extracomunitario. È impressa sul nastro di una A quel punto. all’altezza di Cesenatico. Schivato l’incidente. che Cheka e Ndiay vengono uccisi si verifica una rapina a Cesena e. verà a un sospettato. Paci come cedono qualche giorno di ferie al mare. Mirco Montalti e Mirco Savioli. andato nel frattempo in pensione. Che si manifesta quando a intorno alle 2 sulla statale Adriatica sta viaggiando una Fiat Uno Rimini entra in scena un giovane magistrato. all’altezza di San Vito. Un lavoro costante che pre- Cheka e Diaw Madiaw e per loro è una nottata tranquilla. È in quegli attimi. dalla complicata vita di gini. si arriva all’immagine di un volto. non pienamente per quella notte non ha ancora finito. Babon volge sia la polizia che i carabinieri. Daniele Paci. stranieri sono più vicini. a uscirne quasi illesi: avvicinandosi a un centro abitato. feriti il 22 dicembre mentre lavoravano vicino alla cipitano davanti a un bar mentre chi li braccava tira dritto e Coop di Borgo Panigale. la buona sorte sembra voler dare una mano na e tenta uno speronamento. anche la Romagna conosce gli istinti abbandona la vettura poco più avanti.ferendo cinque persone. È il 1994. i gio- anni. Viaggia a tutta velocità inquadrata però abbastanza nitida da poter costituire un pri- quando. prima mossa decide di creare un pool che si occupi delle inda- la Lombardia. Quando la seconda auto li affian. e ai lavavetri Youssef Mounadif e Lahossi. Si chiamano Malik Ndiay. zi. Roberto Sapio. l’impressione iniziale deve essere quella di un normale sor- passo su una strada deserta e invece parte un primo colpo e poi UN CERCHIO CHE SI STRINGE in rapida sequenza ne arrivano altri. vede di studiare e ristudiare i rapporti. la Uno bianca inverte la marcia e se ne va. infatti. su cui ci sono tre immigrati senegalesi. Solo un colpo di fortuna aiuta i ragazzi 23 dicembre 1990. aggiungere nuove inter- Almeno fino a quando. a Torre Pedrera. quando gli al lavoro di Paci e dei suoi uomini. sparati mentre la vettura degli aggressori si avvici. Maurizio Cavalli. se qualcuno avesse mai sperato che le indagini avessero 124 125 . eplosi da una Beretta. appena Però. pretazioni che emergono dalle analisi dei casi e passare in ras- cinati da un’altra Uno bianca. xenofobi della Uno bianca. per la prima volta in sette anni. La più grave è una bambina di nove usciti da una discoteca dei dintorni. che bianca targata Como. Francesca Gengotti. si pre- ne Belgoure. segna le nuove informazioni. raggiunta da otto colpi di fucile. ma telecamera a circuito chiuso: una faccia larga. ca. dal lavoro in fabbrica. lontano dai ritmi del. mentre Madiaw resta ferito. si gira un’altra volta e si mette alle calcagna di Santa Caterina di Quarto e di via Gobetti avvenuti il 10 e il della Ritmo sparando. in provincia di Forlì. Sedici in tutto. Il 21 marzo 1994. vengono avvi. brucia di mo passo ed essere utilizzata per un raffronto quando si arri- netto uno stop e per poco non travolge una Ritmo con tre ragaz. È la notte del 18 agosto 1991 e Dicevamo: la svolta in Romagna. vani manifestano vigorosamente la propria rabbia contro l’au- Inoltre. subentra nelle indagini sulla Uno bianca all’anziano collega Sono tre giovani con regolare permesso di soggiorno che si con. A un certo punto.

e il fatto che venivano in proposito Rosanna Zecchi: «Non rispecchia assolutamente ricaricati. Ho visto soltanto la prima parte e non è rappresen- care reticelle alle armi per raccogliere i bossoli e riutilizzarli. Un tata in alcun modo la crudeltà dei Savi. Quella che si sta per raccontare. L’ispettore Luciano Baglioni e il sovrintendente queste ci sono quelle relative a Fabio e Alberto Savi.finalmente imboccato una strada in discesa. O almeno così racconta gente dello stato non solo per il “modus operandi” coordinato la versione ufficiale. Sono curiosa di vede- elemento non da poco. si ta come ufficiale. informatori. il Rag. ma per il momento mi pare che siano enfatizza- rerà dopo l’arresto della banda – è sul registro dell’armeria di ti solo i poliziotti buoni. si muovono è che i rapinatori siano ex appartenenti alle forze Tornando al 1994 e al pool di Daniele Paci. però. miraggio buonista che non corri- Come in altri momenti cruciali. chi non ne vuole sapere di buttare via tutto quel lavoro e to che non sia essenziale: i rapinatori non possono che essere tutti quei dati raccolti e commentati. Dirà li usati dalla banda della Uno bianca. dell’ordine. no appartenere alla criminalità comune o a quella organizzata sicuramente dello stoicismo che ci si aspetterebbe da un poli. Capolungo. la vicenda. Pietro Costanza. ci sono due particolari che incuriosiscono Mediaset. perché mai nessuna voce giunge in questo senso da parte degli ziotto retto e fedele. le aspettative si sgonfiano. all’associazione dei parenti delle vittime della Uno bianca. re la seconda. Era sponderebbe del tutto alla reale evoluzione dei fatti. chiedono a Danie- diatamente la procura della repubblica di Pesaro interviene e le Paci l’autorizzazione a continuare con le indagini e Paci dà il toglie l’indagine ai carabinieri per passarla alla polizia. Tuttavia non posso- sa di abnegazione alla divisa e. Bechis e l’eversione. ma anche per le armi che usano. I Questa storia inizia proprio nel momento in cui il pool viene carabinieri acquisiscono così le schede di alcuni tiratori e tra smantellato. il lavoro investi. C’è chi però decide di non mol. Un primo assunto sul quale Baglioni e Costanza stioni di competenza. Caratteristica dei banditi era infatti quella di appli. Kim Rossi Stuart andato in onda sull’ammiraglia delle reti rano l’attenzione. 126 127 . Una verità riproposta anche in televisione. seguendola fino alla fine. dato che Roberto Savi – come si appu. entrambi in forza a Rimini. sarà la motivazione. qual. lo stesso di quel. nel febbraio 1991. aule di giustizia è questa la verità che è stata presentata e assun- gruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei carabinieri. dove vengono assassinati Licia Ansaloni e Pietro quegli anni si viveva in Emilia Romagna». e lucido. Oltre a manifestazioni di rambismo che atti. Una versione che. Canale 5. così come si vociferava da tempo. se non di autentico eroismo. suo benestare. Ma nelle già accaduto nel marzo 1991 quando i ROS di Pesaro. Que. Manca la sensazione del terrore che in via Volturno. ma che non è piaciuta gli investigatori: il calibro dei proiettili sparati. mettono a indagare su quattro frequentatori di un poligono di con uno sceneggiato girato da Michele Soavi e interpretato da tiro romagnolo. mai nessuna indicazione che punti in quel senso. cuno la definisce una favola. Ma imme. Spogliano il concetto di qualsiasi elemen- lare. ma decidono di gativo subisce una battuta d’arresto con l’ordine di sciogliere il lasciar da parte la pista dei carabinieri bolognesi verso la banda gruppo che stava indagando. proprio per l’acquisto di polvere da sparo sfusa. si deve ricredere.

stanno seguendo parcheggia ed entra. con tanta sicurezza. l’uomo sta entrando in questura per prendere servizio. Allora si indaga anche su Roberto e Dunque. i due poliziotti si affidano a un computer per censire arriva un’ulteriore conferma: non era mai in servizio quando la gli istituti saccheggiati. pensano. A quel punto i poliziot. come già acca. chi è il direttore. Prima di intervenire. però scavano ancora e vengono a sapere le studiate. infatti. Per Ce n’è abbastanza per approfondire. Costanza e Baglioni si mettono a sibile: prima punta l’automobile verso nord. e arrivano davanti a un condominio. per entrare in cano. gli chiedono di seguirli e alla che. una piccola località del per prendere un treno. ti vanno in comune e chiedono le generalità della persona che da della Uno bianca è fortemente concentrato sulle banche. Lo ghi sono informati dei rischi e lo avvicinano tranquillamente. si era presentato armato di due pistole. ma ta Giustina. passa una Fiat Tipo e c’è un paio di dettagli che attira I giorni di libertà per suo fratello Fabio sono solo una mancia- l’attenzione degli agenti: il primo è l’incedere lento. Ma all’ultimo momento. circospet. Baglioni e Costanza decidono di organizza. quali le abitudini. la fuga verso l’Austria insieme alla sua compagna. I colle- re una serie di appostamenti quando sono fuori servizio. e ha loro obiettivo: gli orari dei dipendenti. Cesena hanno la conferma che è lui uno degli uomini che cer- taglio utile a metterli sulla pista giusta perché. con un colpo di fortuna. mentre il secondo è la targa. fa il carrozziere e il camionista.In Romagna. E quando tornano a Rimini per è da questo elemento che i due poliziotti decidono di partire: confrontare la sua foto con quella scattata durante la rapina a è dalle banche colpite che per forza deve emergere qualche det. credito. come se fosse stata occultata di proposito. il 3 novembre 1994. e allora è possibile gli si fanno intorno con cautela. raggiungere il confine Fabio Savi ha utilizzato ogni mezzo pos- duto in altri casi analoghi. Dunque. che probabilmente strada. e Alberto. gna. che lavora in questura a Bolo- sono le loro auto. Proprio mentre i due poliziotti sorvegliano l’istituto di in aria tutti quanti». Individuano così una serie di banche a Uno bianca agiva. coscritto. si finisca per incrociare la loro fine gli mettono le manette. Roberto Savi. Tanto basta per far scattare l’ordine di arre- rischio lungo la costa e nell’entroterra romagnolo e. dimostra sorpreso. giunto a venticinque chilometri dal confine. ultimate sto. quindi sale su un autobus e gli ultimi riminese. i banditi devono aver. che viene eseguito la sera del 21 novembre 1994 quando queste prime fasi. Qui l’uomo che chilometri se li fa addirittura a piedi. Ed vive lì: si chiama Fabio Savi. quali due fratelli poliziotti: Roberto. ma non solo. poi l’abbandona seguire quell’auto finendo a Torriana. sporca di fango in modo cir. È così che un giorno. l’ultimo periodo di azione della ban. un centro di un migliaio di abitanti alle porte di non reagisce e si limita a dire ai colleghi: «Potevo farvi saltare Rimini. Eva Mikula. ta di più. Viene arrestato il 24 novembre mentre sta tentando to. deve capire che è 128 129 . i malviventi sanno tutto del che Fabio Savi ha 34 anni. azione in quel modo. A ogni colpo. stanno facendo anche i banditi. a Rimini. quel colpo aveva capito che il cerchio si stava stringendo su di lui e non si di fortuna arriva davvero mentre sono davanti alla banca di San. una romena diciannovenne dalla personalità misteriosa.

finita anche per lui e non oppone resistenza quando a trovarlo Tra il 27 e il 29 novembre accadono altri fatti: Eva Mikula rac- è una volante della polizia stradale. se lo avesse anche solo sospet. ma si fa mettere le manette. va all’assalto dei sistemi informatici dell’agenzia di i fascicoli dei Savi ai magistrati romani che indagano sulla stampa Adnkronos. pest. aggiungerà più tardi che. dichiara ai giornali di possedere una ven. sovrintenden- terzo fratello. qualche giorno dopo. per i Servizi di Informazione e Sicurezza: sono elementi inter- ziotti sono sospettati di aver taciuto le scorribande dei colleghi ni alle forze dell’ordine. Il giorno successivo finisce in carcere anche il agenti di polizia: si tratta di Marino Occhipinti. la cui attività gli era totalmente esecutori sono cellule neofasciste italiane. ex segretario del CESIS. e inizia la collabora. cante d’armi ungherese. di quelli che raramente hanno sconquassato le zione di Eva Mikula con gli inquirenti. due poli. gli ebrei e gli zingari da casa mia». a Torriana. la l’esistenza di un elenco di sedici nomi compilato da France- In quei giorni il caos è totale: il 25 novembre viene arrestato un sco Paolo Fulci. che sarebbero implicati con l’attività e un altro agente di Pescara viene raggiunto da un avviso di della Falange Armata. Tamas Somogyi. te della narcotici. Alberto. commentando a caldo l’arresto di Roberto. Intanto scattano le manette per altri due Falange Armata. Intanto dalla procura di Bologna vengono trasmessi dicembre. non si è che all’inizio dello parlare di mercurio rosso. Intanto Giuliano Savi. li avrebbe ammazzati con le sue mani. che vergogna. L’italiano si sarebbe fatto notare da un traffi- to. nel 1992. agente scelto della scuola di strato da una registrazione. tuttavia. l’educatore del carcere di Opera assassinato anni pri- «Non ci posso credere. che lo intercetta sull’auto. In quel periodo la ragazza fa la came- smascheramento della banda. Se Daniele Paci continua nella sua rieria in un locale e Somogyi le presenta Savi. niera: sarebbero i capi dell’Aginter Press. conta di aver conosciuto Fabio Savi mentre si trovava a Buda- strada che porta al Tarvisio. confermando che gli Infine. È un terremoto. Come Roberto. l’agenzia di stampa 130 131 . pure lui poliziotto a Rimini. Se è davvero lui il killer ma mentre si recava al lavoro. in cui i tre parlano dei colpi. il primo garanzia. Altra blico ministero Walter Giovannini e gli occhi di tutti si dirigo. notizia che riguarda la banda della Uno bianca è la compatibi- no sul terzo fratello Savi. che finisce per portarsela a casa. indica come registi oscura. istituzioni. a Bologna entra in scena il pub. viene interrogato dal giudice Guido Salvini nell’am- «per tenere lontani i negri. e Luca Vallicelli. faccia da duro. bito dell’inchiesta su piazza Fontana e. Alberto. Gugliotta. già condannato all’ergastolo per i fatti di tina di fucili da caccia per sparare ai gatti che lo disturbano e Peteano. lità tra la 357 Magnum dei Savi e l’arma che uccise Alberto Il quale. il Comitato Esecutivo altro agente di polizia di Bologna. e il senatore Libero Gualtieri rive- della Uno bianca farebbe bene a spararsi un colpo in testa». dolendosi per i figli. dell’attentato terroristico alcuni personaggi di nazionalità stra- tato. anche lui è arma. Pietro Gugliotta. Un terremoto che si scatena proprio mentre Vin- il padre dei banditi. fatta da Fabio Savi e da Pietro polizia stradale. sbotterà: Mormile. dopo averlo sentito Presi Roberto e Fabio Savi. cenzo Vinciguerra. quello che si vergognava e che viene inca. un omone con la attività investigativa a Rimini. La quale.

in un’intervista nitensi e rispediti in Europa per preparare l’insediamento del. posto [. senza che mai questa voce fosse confer. in quel La giornalista Franca Leosini oggi dà fiato a questa ipotesi. e un’altra versione che vede bi su questa versione. rapinatore che fece di nuovo emergere la rabbia dei parenti lia. sione di Radio3 “La storia in giallo”. Vediamo alcune delle L’ANONIMA TESTIMONE E LE DONNE DELLA BANDA domande e risposte all’intervista: Con la cattura di Vallicelli e Occhipinti la banda è al comple- to: sei persone. Baglioni e Costanza.]. alla domanda «cosa c’è dietro la Uno bian- occidentali e con Stay Behind. di Junio Valerio Bor. Ma fu anche l’occasione per consolidare un rap- nenti alla repubblichina Decima M. Devo dire che facendo questo lavoro mi sono necessaria- bri fatti di cronaca nera sulle reti Rai. Ma. Tanto che nell’aprile 2007. Savi. Gladio. ca ci sono la targa. dietro cui si celerebbe un’organizza. In zione di estrema destra con collegamento con i servizi segreti quell’occasione. 132 133 . Una donna. partendo da essi. i fanali e il paraurti» fu la risposta dell’ex manale L’Espresso. si diceva. nell’ottobre 2001 mente informata a lungo e ho fatto un’indagine su tutte le fiere del- mandò in onda in due puntate una lunga intervista a Fabio l’epoca ed è emerso che aveva detto la verità. nisti due poliziotti.S. si è detto. presidente degli Stati Uniti. all’interno della trasmissione “Storie Maledette”. sta nella parte sceneggiata della “Storia in giallo” che vede protago- no l’indagine fino alla fine.A.. c’era una fiera e quindi era un percorso assolutamente Autrice e conduttrice di alcune trasmissioni dedicate a cele.del Portogallo di Salazar. in Ita.. zione e lui mi ha mostrato come era impossibile che in quel perio- mata in sede giudiziaria. Ci sono due versioni. delle vittime. c’è chi adombra dub. avrebbe coperto le malefatte dei banditi. Cinque poliziotti in servizio e un carrozziere Veniamo alla cattura. Leosini torna sul tema delle connivenze altolocate e della donna che denunciò i Savi alla polizia nell’autunno del 1994. guito nel tempo. definita da chi si trovò nei to proprio Fabio in un percorso mentre Fabio [. Una che è quella propo- inciampati in una coppia di poliziotti “buoni” che non molla. Intanto vengono condannate ca?». o comunque a un terzo livello che Inoltre a fine anno Bill Clinton. Savi smentì qualsiasi tesi che collegava lui e i suoi com- sette persone a conclusione del processo sui fondi neri del SISDE. do Baglioni e Costanza li seguissero perché in quel periodo.. chiuso.. di Antonella Ferrara alla conduttrice di Rai3 per la trasmis- l’esercito clandestino anticomunista. alcuni dei quali addestrati oltreoceano in campi statu. plici a servizi.] era in perlustra- guai una «delatrice». Non sembrano crederci i familiari delle determinante il ruolo di un non meglio identificato testimone. Fabio Savi. A lei vittime e con il tempo inizia a circolare una voce secondo cui Fabio Savi che cosa ha raccontato a questo proposito? Che è stata la delazione di una donna e mi ha dato anche una spie- per arrivare agli arresti sarebbe stata determinante una testi- gazione del perché Baglioni e Costanza hanno detto di aver segui- monianza. che è prose- ghese. «Dietro la Uno bian- toglie il segreto a 43 milioni di documenti della CIA e il setti. dimostra che Gladio. porto di fiducia tra la giornalista e il detenuto. è operativa dal 1956 attraverso la riunione di ex apparte.

Non solo: noi non abbiamo fatto comunella con Tornata alla ribalta delle cronache nell’agosto 2005 perché invi- nessuna banda perché ci avrebbero denunziato. Ne era derivato un putiferio e alla fine la mai stato nessuno. Lui come avrebbe saputo che era stata una donna a fare questa telefo. sempre curata in ogni dettaglio dell’abbigliamento e del truc- tagli e. Si è arrivati a parlare di criminalità orga. spuntando protezione. Leosini dice di attenersi ai hanno accompagnato la donna. Quando io l’ho chie. Del resto. il famoso discorso di ottenere la fiducia delle per. re persone che hanno compiuto 103 azioni criminali in un arco to. ma il terrore e le minacce. il frutto delle loro rapine. scorta e libertà in attesa del pro- acquisite in merito a quel periodo. dal sone e di sapersela meritare. ne di favorire i loro uomini. dice che forse potrebbe appartenere all’universo femminile che Sono sette anni di storia italiana sì. na ma che al momento dell’arresto della banda aveva dician- diziarie in parte da lei stessa verificate e in parte basate sul rap. Quindi dietro di noi non c’era e non c’è associazione il cachet. di connivenze con il terrorismo. farle tacere non sarebbero stati moti di complicità o l’intenzio- mente deviati. con Gladio e con i servizi Tornando all’anonima testimone. nove anni. E subito passa per essere una tosta: nata il 18 agosto 1975 buona la verità scaturita dai processi iniziati nel 1996 a Rimi. quando non si scopro. Insomma. Insomma. nemmeno si rivolge co. sanno e che per nessuna ci saranno conseguenze giudiziarie: a no determinati delitti. ma non c’entrano né Gladio ruotava intorno ai banditi. 170 milioni di lire. ad un certo punto avremmo familiari delle vittime annunciando di voler devolvere alla loro avuto il fianco scoperto. temporale piuttosto lungo per una banda di rapinatori. vengono fuori i servizi segreti possibil. nonostante l’assoluzione. ni e a Bologna. nizzata. Ma non fornisce det. lui mi ha detto che «non c’era assolutamente nessuno nota e la più controversa di queste donne è Eva Edit Mikula. La più sto a Savi. È una bellissima scappatoia. gono ferite 102. Noi ce la cavava- mo da soli perché se anche solo una persona della malavita o di tata a partecipare a un reality show. non si sono mai dissolte le ombre che Insomma. dietro di noi. durante il quale muoiono 24 persone e ne riman- e questo non posso dirlo. nel corso dell’intervista. aveva segnalato l’invito ai altre organizzazioni avesse saputo. eravamo soltanto noi». Per cosa versare tanto sangue? Due miliardi e Le indagini sulla Uno bianca si sono poi protratte per quasi otto anni e sempre su piste sbagliate. con la pubblica accusa rappresentata rispetti- nata anonima diciamo? vamente da Daniele Paci e da Walter Giovannini per giudica- Lui dice che l’ha saputo in modo certo. ma io non posso dire tut. allo stato attuale delle conoscenze. Fin dal momento della cattura di Fabio Savi. inizia a colla- agli inquirenti per fornire – o confrontare – le informazioni borare. Fabio Savi mi ha anche fatto un nome 1987 al 1994. che oggi ha superato la trenti- documenti processuali. lascia la 134 135 . si anni di storia italiana. anche se c’è chi parla di una deviati. ma poi lascia emergere verità extragiu. dietro questa vicenda sembrano intrecciarsi sette donna che avrebbe casualmente assistito a un furto d’auto. disponibilità alla partecipazione era stata ritirata. Decide che va tenuta per cesso. da una famiglia ungherese che vive in Transilvania. Sembra la versione romena di una Bonnie bionda e porto di fiducia costruito con Fabio Savi. Denominatore comune è che tutte né i servizi segreti perché in Italia da noi.

viene assolta dai capi di imputazione a lei ascritti. Sta di fatto che la giovane romena è una testimone questo senso non ce ne sono. al momento dell’arresto. non sarebbe stato a cono. che non ché non ha documenti e arriva nella capitale magiara dove vive avrebbero condotto controlli scrupolosi. ma dell’epilogo della vicenda. per una ragazza intelligente. all’ungherese e all’italiano. Se l’uomo sostie- all’estero. governo ungherese. ma solo Edit. giusto?» chiederà sarcastica ai gior- Savi. Inoltre avrebbe dimesti. Se ulteriori conferme in li balistici. la firma apposta agli atti non sarebbe stata la sua. qualche anno dopo. calibri.natale Baia Mare a quindici anni per raggiungere Budapest e le porte del carcere di Tolmezzo. Così per lui Lo stesso atteggiamento – sottomissione e silenzio – si registra 136 137 . varca a piedi la frontiera per. L’uomo. «V’a- gno 1999 a otto anni di reclusione per aver venduto armi ai spettate tutta un’altra cosa. non arrivare alla verità e preten- chezza con il mondo delle spie essendo stata l’amante di un derne la conferma da Fabio Savi. ca». Stupisce allora il fatto che parli. dov’era rinchiuso dall’agosto scappare da quello che descrive come un ambiente povero e 2000. lei comunque sa date. soprattutto nome non è Eva Edit. malgrado comparsate come le foto osé uscite su con un trafficante ungherese. Così. forse per ammaliarla o per proteggerla. dal momento in cui arriva in Italia torni di Budapest. di averle rifilato ini- stato a una romena diciannovenne e il secondo a un’unghere. Inoltre. più accreditato è il suo rapporto dell’accusa e. Lei. secondo la Corte. sarebbe finita anche in qualche casa chiusa nei din. la ragazza non nomi e dettagli. ne. l’Italia non avrebbe seguito il protocollo previsto da un quella che è poco più di una bambina di strada la quale. re per i servizi segreti. inoltre. da clandestina. Eva Mikula è a conoscenza delle mentre Savi e la sua giovanissima compagna stanno fuggendo attività del suo compagno e dei suoi complici. nalisti che la attendono fuori dall’aula. lione e la costrinse a non parlare mai di ciò che conosceva pri- scenza del procedimento a suo carico e. Paura che le impedì qualsiasi accenno di ribel- equo. secondo il arrangiandosi. dopo aver ripetuto che te europea dei diritti dell’uomo ha ravvisato la violazione di un gli anni della sua convivenza con Fabio Savi erano stati scandi- articolo della convenzione che prevede il diritto a un processo ti dalla paura. per accordo bilaterale del 1993. una rivista che la battezza come «la biondina della Uno bian- Si tratta di Tamas Somogyi. nelle deposizio- colonnello del KGB ai tempi dell’Unione Sovietica e successiva. come se non bastasse. La sentenza però è stata annullata nel 2004 perché la Cor. campare. sate la Corte d’Appello di Bologna e la Cassazione. e va a vivere con Fabio Savi. lei porti addosso due passaporti falsi: il primo inte. In base a un’informativa del SISMI del 1994. condannato in contumacia nel giu. si sono aperte in anticipo e dalla parte del torto sono pas- disastrato. oltre al rome. zialmente una serie di balle sulle sue attività dicendo di lavora- se di 24 anni. avvenuto in no. Del resto. Stupisce anche che. ni dimostra di avere padronanza anche di argomenti e vocabo- mente passato all’intelligence ucraina. Al di là di questa vicenda. nell’appartamento di Torriana di sarebbe chi dice di essere: è più vecchia di cinque anni e il suo armi in giro ce n’erano parecchie ed era difficile. altre tre lingue: non comune per Austria. luoghi.

violenti rispetto a quanto si riveleranno in futuro. aggiunge in tono intimidito per giustificare il suo scontato che i Santagata potessero cadere in una eventuale rete silenzio e il tentativo di proteggere il figlio avuto con Roberto tesa loro dai Savi. «Ma io mica sapevo se era scari. arrivato a puntarle addosso una pistola. ma si rimpolpa l’elenco dei morti e dei feriti e il terro- sati di quel triplice delitto parecchie settimane dopo. Questo è un altro dei tanti punti non chia- Savi. segue l’estorsione di Rimini. Ed è proprio dopo questo fatto che si entra nella seconda fase. Ma poi – e qui emerge un’ul. la vettura di proprietà di Alber- te servire per punire gli immigrati che vengono in Italia per to Savi. Per le rapi- galesi: nella loro ottica. La prima fase vede uomini meno attenti e meno le spiegazioni date per gli assalti ai rom. i bottini si assotti- ni prima del massacro del Pilastro e i Santagata vengono accu. quella notte alla periferia di Bologna? Senza contare che. E a motivare questo fatto serviranno a poco la precisione. vere con una ragazza nigeriana. verrà lasciata dall’uomo che andrà a convi. dei fine settimana e. ai maghrebini e ai sene. se si mettono a confronto le deposizioni a più riprese forni- cattura dei banditi. chinoso. L’incursione del 27 dicembre 1990 avviene pochi gior. come sosterrà nel cor. In un’u. li Savi hanno sempre sostenuto che non ci fu premeditazione sato l’arma e che si era messo a ridere dicendole che stava scher. per donna di colore. per zando. il mare e se ne vanno a festeggiare con una lauta colazione. se i fratel- dienza la donna dirà che l’uomo a un certo punto aveva abbas. Nel po nomadi di via Gobetti per far ricadere la colpa di alcuni suoi primo periodo. si può dividere in fasi successive. La quale racconta di ripetute minacce subi. E allora re. gliano. Dal 1988. Attenzione però qui: questo è un passaggio complesso. come bersagli prediligono i caselli autostradali all’alba delinquere e infastidire le oriunde. ti. come ha fatto notare chi si è avvicinato so delle indagini e dei processi. Quattro. quelle che erano state le modalità dell’azione. Continuerà a stare zitta anche quando. si muore per nulla se si incontrano i 138 139 . e i carabinieri uccisi il 4 gennaio 1991 forse avevano tra i te dal marito. strappata al racket della prosti- tuzione – affermano Roberto e Fabio Savi – per una decina di IDENTIKIT DI UNA BANDA milioni di lire. mac. La storia della banda. te dai componenti della Uno bianca. l’atto più sanguinoso è il conflitto a fuoco che gesti sui fratelli Santagata. Altra stranezza in questa vicenda: un uomo che aveva compiuto atti a sfondo razzistico. le molotov contro la scuola Romagnoli che ospitava immigra- la di Roberto Savi. alcune di quelle azioni sarebbero dovu. quella dei supermercati. infatti. loro compiti la sorveglianza anche di quella scuola).nelle mogli dei componenti della banda e in particolare in quel. era tutt’altro che ca davvero». puntano verso teriore discrepanza – Savi sosterrà anche di aver colpito al cam. ormai prossima la ri. passando per to comune. si diffonde. Tra la fine del il movente razzistico (un altro fratello Santagata aveva lanciato 1990 e l’inizio del 1991. che l’arma era scarica. ne usano una Fiat Regata grigia. portato a termine il colpo. quello legato al simbolo di un’auto tanto economica quan- perché tentare di incastrare i fratelli del Pilastro. finisce per legarsi proprio a una a questa vicenda. si infiltra e si alimenta.

Qual- gruppo: in quel biennio i banditi punteranno contro venti isti. Preciso che né io né Roberto ave- come nel caso di un ventunenne. direttore e clien. […]. A qualche centinaio di metri dalla banca. co. il denaro sottratto diminuisce deve scomparire. Ma non vanno molto lontano. di una ditta di trasporti sul quale siede Massimiliano Valenti. dopo aver trascinato fuori dalla stessa il viventi con un bottino di 104 milioni di lire. Sono infatti sei le rapine che non fruttano niente e dieci i feriti. in una banda continuano a insistere sulle motivazioni economiche: c’è specie di domino automobilistico tipico della banda quando il mutuo da pagare. freddato il 24 corso del cambio d’auto […] io e Roberto notammo che un ragaz- maggio 1994 davanti alla Cassa di Risparmio di Pesaro mentre zo ci guardava insistentemente. vamo intenzioni cattive nei confronti del ragazzo. Nel Come nel caso già raccontato di Ubaldo Paci. i componenti della rossa per raggiungere probabilmente un terzo veicolo. ma il ragazzo continuava a guardarmi ed inoltre ti. in via Alfieri. si fermano e salgono su una Fiat Tipo Malgrado episodi di ferocia come questo. seppur non smettano del tutto di terrorizza. disturbando la mia guida. assas. parcheggiato subito dopo. E poi ci sono ancora i morti. Alla fine mi sono comunicano tramite un walkie-talkie. nel senso che voleva- mo portarlo lontano da Zola Predosa ed abbandonarlo al suo Il ragazzo è una vittima “collaterale” della rapina al Credito destino. Mio fratello Roberto rimase nell’autovettura senza dire nulla. Gli davo delle manate al volto allo scopo di allontanare lo cato sulla testa tiene sotto scacco dipendenti. ho esploso al suo indirizzo ripetuti colpi di arma da fuo- All’esterno. Ma a questo punto sopraggiunge l’intoppo. la bella vita costa e lo stipendio di un poli- 140 141 . Tuttavia il ragazzo continuava a guardarmi con la massi- Romagnolo di Zola Predosa. Di fuori. che ora più tardi giunge una telefonata anonima: in un fossa- tuti di credito e metteranno insieme più della metà dei due to. La nostra inten- sinato il 24 febbraio 1993 a colpi di pistola al petto e alla testa. zione era soltanto quella di coprirci la fuga. lungo quella strada. stancato e ho perso il controllo di me stesso. malviventi se ne accorgono. sguardo da me. c’è il corpo di Valenti. ho arrestato la mar- suno rimane ferito durante la rapina che si conclude per i mal. nes. Massimiliano Valenti. una Y10 accesa attende di poter portare via i due. c’è un furgone svolta. lo tirano fuori dal veicolo e lo cari- la banda. al processo: re. Dirà Fabio Savi miliardi rapinati. ce n’è un altro che lo aspetta e i due mi saltava addosso. O tarlo con noi in macchina […]. effettivamente qualcosa inizia a cambiare e tra il 1992 cano in macchina puntando verso una strada bianca che solo e il 1994 si paleserà forse la più autentica natura pecuniaria del la gente della zona conosce e che riconduce a Bologna. cia dell’autovettura e. I razione della Falange Armata che annuncia la “dismissione” del. Valenti. in via Tasso. Non parte un colpo. ancora e solo al termine di quell’anno si giunge a una nuova Di fronte alla Tipo. allora ci determinammo a por- la sta aprendo e dalla quale non viene portata via una lira. Sicuramente eravamo in due: io e mio fratello Roberto […]. Con la morte degli armieri di via Volturno e la dichia.rapinatori della Uno bianca. Una rapina che sembra perfetta: ma insistenza e non ascoltava il mio ripetuto invito a non far ciò un uomo armato e travisato con occhiali da sole e cappello cal.

e ha dimestichezza con gli esplosivi dopo tico. va. chie sul suo stato di servizio: accade infatti. pre- lavoro lo hanno ribattezzato il monaco. sione andando a sparare in un poligono di tiro clandestino. rispettabile per cinque di loro in forza della divisa che fucile che torna costantemente nelle azioni della Uno bianca. La moglie al processo affer- deboli. come se fosse in servizio e stes. e l’altra feroce o. che gli costerà una delle rare mac. sono nio. ce usare violenza per il puro gusto di farlo e coltiva la sua pas- risponde «positivo» o «negativo». per la scarica di adrenalina che il crimine provoca in sulle volanti. una stigativi.ziotto non è gran cosa. che entra in azione per primo e che spiana la destra il cui leader. non batterà ciglio mentre gli contestano azioni bestiali. re. il fucile “sporco”. questa. era 142 143 . merà che «tutto quello che era negro. il più anziano del gruppo. usato per uccidere molte vol- corto per via della statura. Poi gli piacciono improvvisato in una villa vicino a Bologna e in un altro. si dice- nenti. Si ritiene forse il più intrepido della banda. quando. Freddezza e lucidità. possessore di un AR70. ma nel carattere: è spietato. sollecita con- nenti della banda. Ma lo fanno – dicono – anche per diver. sufficientemente controllata da tacere la tinuamente chi glielo deve vendere perché gli venga consegna- ferocia dei complici? to al più presto e poi lo porta in questura perché i colleghi lo Roberto Savi. poi viene trasferito alla centrale operativa dove – sembra quasi rato una prova di “iniziazione”. ma può continuare le sue rivolgersi a lui in questo modo quando è presente o può senti. Nel corso del processo manterrà il suo atteggiamento distac. sparare contro qualcuno per una beffa – potrà controllare meglio il territorio e agire di con- siglare un patto di complicità e silenzio con gli altri compo. come chiun- costruire ordigni. un pubblica. se comunicando con la centrale operativa. Alberto compreso. Per queste sue caratteristiche. al non solo si chiama fuori dalla rosa dei potenziali sospettati. In seguito a questo fatto. ritrovate in gran numero nel garage di casa sua distanza dal fiume Marecchia che a Rimini si getta nell’Adria- quando lo arrestano. sapeva come strada al fratello Roberto. quantomeno per alcuni compo. è quello che aver frequentato in tarda adolescenza un gruppo di estrema fa da apripista. Per molto versi. pulito. Ma chi sono questi sei personaggi che hanno due facce. Inclinazione. Ed è anche un razzista. ma evitano sempre di venendo qualsiasi richiesta ufficiale. mentre questi loro. ordina un secondo. a poca molto le armi. invece di dire con dei normali sì o no. che arresti un tossicodipendente e. che non ha mai sparato. ne indossano. Del resto non prenderanno parte neanche a tutti i col. disabile. è freddo e te. sempre lucido. è uno che sa controllarsi. gli pia- Quando interrogato. seguenza in modo più tranquillo. lo distrugge facendo esplodere la camera di scoppio e così calcolatore. Come nel 1990. il lungo perché più alto. incursioni con una delle armi simbolo della banda. suo fratello Fabio. Intanto. E fin da subito si delinea una gerarchia: Roberto e Fabio è in stato di fermo. ai tempi in cui è timento. gli dia una ripassata rasandogli a zero il cra- Savi sono i capi mentre tutti gli altri. gli cato. prima subisce una sospensione e dei sottoposti che devono obbedire ai comandi dopo aver supe. somiglia non nell’aspetto. quello che i testimoni e la stampa chiamano il studino. che si presentano anche quando deve prevenire i passi inve- pi. bisognoso. A Roberto Savi piace anche infierire sui più que lo conosca può confermare.

come l’ex questore Aldo Gianni. co di soldi e che aggiunge una vittima all’elenco dei cadaveri no le prime rapine ai caselli autostradali. A incastrarlo è una video- Gladio. la con le rapine. Il 26 novembre 1994. quello che viene arrestato lo stesso giorno dal padre Giuliano. gli altri si fidano poco di Marino Occhipinti. Sindacato Autonomo di Polizia. perché «Rober- zione mentre sta per partire per Roma con il cognato. a suon di indulto e sconti di pena. po lo ha di sicuro: incrementare il terrore. la famiglia e la patria. ini. poliziotto to Savi se ne andava in giro mostrando mazzette di piccolo 144 145 . per lo più fa da autista. che si lasciano alle spalle? Può darsi. così sono stati cresciuti Di Pietro Gugliotta. non regge alla vergogna e si toglie la vita. il torna in azione. E proprio questo episodio è motivo di ti chiamano Luca. quasi subito i nervi: per un po’ sostiene che lui non c’entra nul- to se ne vanno a spasso in macchina e se incontrano un immi. Anche Gugliotta crolla subito e ammette una mente all’oscuro di tutto anche se all’inizio i magistrati pensa. I sentimenti contro i diversi e pure lui ma estraneo alle attività della Uno bianca. quello che tut. lui tanto che Fabio lo liquida come «un coglione». tolo eccessiva rispetto alla portata richiesta per accaparrarsi il Alberto Savi. viene relegato a retro. che ancora vive con il padre e che aveva un nuovo interrogativo tornato più volte: la banda aveva fatto auspicato il suicidio di Roberto appena dopo il suo arresto. gli saltano gli stranieri saltano fuori spesso. che era effettiva. Roberto Savi sape- zialmente viene ritenuto il buono della famiglia. Dopo la sua va come fabbricarli e non aveva mai sbagliato. denaro delle pensioni. serie di colpi. tra cui quello del 15 gennaio 1990 all’ufficio vano il contrario. rimessa in garage la Regata a lui intestata con cui faceva. ventinovenne al momento dell’arresto. disprezzava chiunque non era italiano e nutriva un cassetta in cui mancano le immagini. ghi e preparativi. il più giovane dei fratelli assassini. quello sta volta commettere un errore che fa perdere ai banditi un sac- che. si impressiona al pun.niente. ma un effetto questo col- to da restare impietrito davanti ad alcuni dei massacri dei fra. distinguibili e raccontano di alcuni colpi con tanto di date. ma le voci sono chiare e profondo orgoglio per i suoi ragazzi che «sparavano da dio». ma arrivano presto le prime ammissioni e poi grato o un transessuale gli puntano contro due dita come se la piena confessione. Senza contare gna e chi lo ritiene invece un «minus. sta per lini come all’uomo per eccellenza e al regime fascista come al tornare in libertà. dopo postale di via Emilia Levante a Bologna: un morto e quaranta- aver scritto alcune lettere di raccomandazioni alla famiglia e di cinque feriti il bilancio della rapina. di Alberto Savi e che. diventa invece il debole della banda. e quando sovrintendente alla questura di Bologna e delegato del SAP. avessero una pistola in mano. ricorso a piccoli ordigni in diverse occasioni. Cioè non sono persone». uomo che guarda ancora a Benito Musso. luo- Dopo l’arresto dei figli però Giuliano Savi. Può invece que- incriminazione. a causa di una carica di tri- improperi a magistrati e forze dell’ordine. quando lo prendono alla sta. Così entra ed esce dalla banda. entra – come racconterà agli guardia. Del resto. c’è chi pensa un gran bene in questura a Bolo- migliore per l’individuo. inquirenti – a far parte della banda per denaro. poco più di un minora- che il più grande sogno del padre dei Savi era di far parte di to». come quando Fabio e Rober. telli.

interni. 146 147 . cerca di alleggerire la sua posi. a quel tempo occupato da Roberto Maroni. E qui si commette un altro errore. Chi si era visto piombare addos- collega. Roberto Savi invece lo colloca a Casalec. sero stati condannati personaggi che con i fatti della Uno bian. e dalle battute si passa presto ai fatti. «Ma non sarai mica zioni bolognesi e contro i sindacati di polizia. iniziano le scarcera. E appena dopo gli arresti. come tutti gli altri ha sempre taciuto. Così. ad eccezione dell’interesse dei cittadini che piena che rischia di travolgere questura e procura di Bologna. agenti bolognesi e i magistrati che mai avevano avuto a che fare zione: sostiene di aver partecipato a pochissimi colpi. perché laddove tutti sono to. arriva l’assoluzione per i fratelli Santagata e per i loro pre- reagito positivamente dato che inizia a parlare di rapine con il sunti complici Medda e Motta. abbassa gli occhi e. chi avrebbe potuto sapere o almeno giudiziario deve essere preso e buttato via. che fos. santi o farabutti. lo sca. perché la e il settembre 1988. non dicendo a nessuno arrivismo. e comunque non ci sono scu. gli amici gli rivolgono battutacce. Ma que colpevoli – secondo le relazioni romane – di leggerezze. ritenuti comun- avuto un ruolo marginale e di esserne uscito quasi subito. che la questura è composta da una manica di persone che L’arresto dei fratelli Savi e le loro ammissioni sono un fiume in tutto ha a cuore. Occhipinti deve aver zioni. quando muore Carlo Becca. si arriva nel 1995 a sostenere che tutti sono inguaia- BUFERA SULLE ISTITUZIONI ti. anche tu nella banda?» e lui nicchia. responsabilità di tutto ciò che è accaduto va verso un’unica dire- chio di Reno il 19 febbraio 1988. Insom- no in servizio. di aver con i Savi e che non si erano occupati dei casi. intuire e invece aveva lasciato perdere per chissà quali motivi. ge la reazione delle istituzioni: la relazione del ministero degli santi per non aver denunciato i colleghi. una Una valanga di fango dalla quale devono difendersi tutti: gli volta in galera insieme agli altri. non c’è motivo per indagare ulteriormente. indagini condotte al di fuori delle regole investigative.taglio e voleva vedere come reagivamo». Ma solo per un so pene definitive con la prospettiva di un lungo periodo di breve periodo – dichiara il poliziotto – compreso tra il febbraio detenzione si guadagna a questo punto le scuse. personalismi nel favorire questo o quel soggetto. che si fossero perseguite per tanti anni piste false. Come è stato possibile che nessuno avesse avuto mai un sospet. Quando iniziano gli su fatti accertati) di Achille Serra contro le «disastrate» istitu- arresti. giun- ri. che tipo di doppio lavoro svolgevano i colleghi quando non era. se fino a poche settimane prima non si era stati in grado di individuare quegli elementi che delinquevano pur indossando una divisa. ergastolo anche per lui. dovrebbe difendere. ma. stabilire se e quali responsabilità ci fossero effettivamente in ca non c’entravano nulla? Un sacco di lavoro investigativo e questura e in procura. lenza tecnica di Antonio Di Pietro e la condanna (superficiale polo con la passione per i telequiz che lo porta nei salotti di e basata – sembra a leggerla – più sui “si dice” da corridoio che Rita Dalla Chiesa e di Davide Mengacci. zione: i Savi e i loro complici. la consu- Infine il sesto componente della banda è Luca Vallicelli.

il terrorismo si è manifestato con efferatezza il 4 continuare a colpire e uccidere. quello delle rapine e dello scopo dell’arricchimento personale? to la proprietaria e il suo aiutante. per risposte storiche e politiche. facendoli diventare parte di uno scenario che si trova a dover indagare su sé stesso. moglie di Primo e presidente dell’associazio. pone l’ac- nella più totale impunità ma anche nella più stagna solitudine. C’è chi sostiene – non a torto – che la lunga attività della Uno da. perché ci sono agosto 1980 e con la strage del treno rapido 904 il 23 dicem- i sospettati. rimane comunque il fatto che i colpevoli rea. poi con la bomba alla stazione il 2 plicità esterne perché nessuno si occupa di loro. Ma ciò che manca sono ra. Succede quando intorno a una Rosanna Zecchi. interno tutto il male e che approfitta dello sfascio generale per va ribadito. mezzo c’era stato. A Bologna. Non ha così bisogno di com. E Luca Moser. agosto 1974 con l’Italicus.La polizia bolognese viene abbandonata alle sue macchie di stificare quel dispiegamento di violenza. diti? no più alcuna spiegazione per decreto ministeriale. parte civile. E in ga se non è vero. Su questa linea si arriva così alla fine a pren. Sulla storia della banda della Uno bianca c’è una verità proces- E ancora. una volta che ratorie sempre con le stesse armi. ormai. e ventitré milioni a colpo distri. dei rapinatori che hanno anche ucciso. l’abbattimento dell’aereo dere e a condannare un manipolo di rapinatori. Per È un errore. cento su alcuni «scenari diversi e quadri più complessi» della un comparto impenetrabile di violenza che racchiude al suo spiegazione che è stata data nelle aule di giustizia. liquidato come carabiniere “infedele” e inghiottito dai bianca sia stata determinata da difficoltà operative. Ci stigativi. Ci sono poi quelli di Macau. ma molti aspet. errori inve- meandri della quotidianità una volta scontata la sua pena. non troveran. false piste. Mai sono state spiegate le minacce che arrivano alle suale. sono quei balordi che sparano per quasi otto anni cata a questa vicenda dalla trasmissione “Blu Notte”. non è plausibile che si trattasse dono esaustive le sentenze e le relative motivazioni e che lascia- semplicemente di rapinatori. eventi che hanno scandito quel lungo periodo. torna in divisa all’armeria di via Volturno dopo aver assassina. bre 1984 nella galleria di San Benedetto Val di Sambro. dell’Itavia Bologna-Palermo sopra Ustica. il 27 giugno 1980. una chimera inserire in questo con- esempio i depistaggi di Roberto Savi. perché a Bologna c’è la quinta mafia e chi se ne fre. no senza risposte chi fu toccato più o meno direttamente dagli buiti su un arco di oltre sette anni sono troppo pochi per giu. come accade quando diverso da quello che nelle aule giudiziarie è stato confermato. quelle spa- infamia. messi in atto ogni volta testo anche i Savi. Ma queste falle nelle istituzioni sono state sono le false testimonianze che in aula vorrebbero inchiodare così gravi da garantire oltre sette anni di impunità ai sei ban- persone estranee ai fatti contestati e che. ti di questo periodo di sangue restano ancora in ombra. avvocato di la bufera scema. Come avrà modo di dichiarare spesso sui giornali. vicenda continuano a ruotare troppi interrogativi che non ren- ne dei familiari delle vittime. che vede i responsabili di quelle vicende condannati come famiglie delle vittime dopo che i rapinatori sono ormai in gale. reali o pretestuose che fossero. quei morti. L’ultimo di quel- 148 149 . intervistato da Carlo Lucarelli in una puntata dedi- li ci sono. Del resto. un’illusione.

1 commer- che meno restituiscono chiarezza a coloro che la chiedono. esse hanno avuto per obiettivi 22 banche. se un salto di qualità In quasi otto anni. 9 uffici postali. infiacchita da linee ne (tra queste vengono comprese anche le 19 solo tentate) e 11 attac- chi violenti con scopo di uccidere e non riconducibili a ragioni pecu- politiche bipartigiane che rendono sempre più sfocati gli idea- niarie. 2 extra- distinguere tra interessi privati e quelli della collettività e men comunitari. tentativi di colpi di stato tutt’altro che da operetta. 103 azioni criminali che comprendono una tentata estorsione. 20 distributori di benzina. rapina a casello A14 2. CRONOLOGIA DEI REATI EPISODIO BOTTINO VITTIME (il valore è espresso in lire) 1987 19 giugno: Pesaro.000 – 26 giugno: Riccione.000 – 2 luglio: Rimini. 1 dirigente d’azienda.300. 91 rapi- ra oggi una riforma della Cosa Pubblica. rapina a casello A14 5. colpita a morte – sembrava – dalle indagini della magistratura APPENDICE milanese sulla corruzione politica dopo il susseguirsi di trame oscure.400. 22 caselli autostradali. rapina a casello A14 4. 1 direttore di banca. Nei fatti.00 – 2 luglio: Cesena. 1 elettrauto.lo che siamo stati abituati a chiamare della Prima Repubblica.500. 6 carabinieri. Tra queste. 1 fattorino. Sotto i loro colpi rimangono ferite 102 persone mentre 24 per- li e meno credibili i loro portatori. rapina a casello A14 2. gran maestri e relativi piani di rinascita democrati- BILANCIO DI UN’ATTIVITÀ CRIMINALE ca. Per quanto riguarda le rapine. Che non consentono di dono la vita. 2 benzinai. I dati riportati sono del servizio centrale operativo del- la polizia di stato e sono tratti dal sito Misteri d’Italia. 2 autovetture.000. la banda della Uno bianca si rende responsabile di c’è stato. rapina a casello A14 2.000 – 6 luglio: San Lazzaro (Bologna). anni di piombo. 2 nomadi. a un quindicennio di distanza dalla pro- spettata volontà di ripulire le istituzioni. 1 poliziotto. 3 pensionati. 1 tabaccheria. però. 2 guardie giurate. 1 artigiano.400. rapina a casello A14 1. 15 supermercati (di cui 9 della Coop).000 – 150 151 .000 – 18 luglio: Riccione.278. ciante. non ha riguardato quei cittadini che reclamano anco.

000.916. rapina a ufficio postale 0 – 9 agosto: Riccione. rapina a ufficio postale 0 1 ferito 22 maggio: San Lazzaro (Bologna).000 1 ferito 26 giugno: Bologna.000. attacco ad extracomunitari 0 1 ferito 27 luglio: San Lazzaro (Bologna).300. rapina a Gross Market 30. rapina a supermercato 27.515.000 – 7 febbraio: Rimini.000 – 12 novembre: Pesaro. rapina a un distributore 1. rapina a casello A14 6. rapina a casello A14 0 1 ferito 25 gennaio: Cesena.700.000 – 20 aprile: Borgo Panigale (Bologna).000 – 23 dicembre: Bologna.000 – 17 settembre: San Vito (Forlì).000.400. rapina a casello A14 2. rapina ad automobile 0 – 11 novembre: Idice (Bologna).000 – 2 gennaio: Bologna. rapina a un casello sulla A14 2. rapina a casello A14 3. rapina a ufficio postale 54. rapina a casello A14 3:575. rapina a un distributore 7.000.000 1 morto 19 febbraio: Casalecchio di Reno (Bologna). rapina a un distributore 10. rapina a casello A14 3. rapina a Coop 78.000 1 ferito 1988 12 settembre: Pianoro (Bologna).000.350 – 10 agosto: Cesenatico.875.000 – 15 gennaio: Bologna.000. rapina ad automobile 0 – 4 aprile: Rimini. rapina a una tabaccheria 300. rapina a casello A14 5.000 – 152 153 . rapina a un distributore 1. attacco a pattuglia di carabinieri 0 3 morti 1989 15 gennaio: Pianoro (Bologna).000 – e 6 feriti 6 ottobre: Longara (Bologna). rapina a un distributore 5.000 – e 2 feriti 14 agosto: Cesena.000.000 – 14 dicembre: Idice (Bologna). rapina a casello A14 2.000.530.000 – 27 dicembre: Castelmaggiore (Bologna).000 2 morti 19 settembre: Forlì.000.000 – 4 agosto: Rimini.000 – 6 ottobre: Bologna. attacco a carabinieri 0 2 morti 10 dicembre: Bologna. rapina a un supermercato 0 – 4 febbraio: San Lazzaro (Bologna).462.900. rapina alla Conad 2.000. rapina alla Coop 14. rapina a Coop 0 1 morto 13 settembre: San Lazzaro (Bologna). rapina a casello A14 2.24 luglio: Ancona.550 – 21 novembre: Cesena. rapina a Coop 30.500.000 – 3 ottobre: Cesena. rapina a casello A14 3.000 – 5 settembre: Cesena. attacco ai lavavetri extracomunitari 0 2 feriti rapina in un centro commerciale 20.000 – 1991 4 gennaio: Bologna. tentata estorsione 0 1 morto 17 marzo: Cesena.500. rapina a casello A14 2. rapina a un distributore 0 1 morto 15 dicembre: Bologna.000.500.000 – e 2 feriti 6 maggio: Bologna. rapina a Coop 0 1 morto e un 1 ferito e 3 feriti 31 ottobre: San Mauro Pascoli (Forlì). rapina a ufficio postale 0 1 morto 13 agosto: Riccione.935.000 – e 45 feriti 31 agosto: San Lazzaro (Bologna).200. rapina a Coop 100.000 – 9 febbraio: Bologna. 22 dicembre: Bologna.000 – 20 aprile: Castelmaggiore (Bologna). assalto al campo nomadi di via Gobetti 0 2 morti 13 agosto: Cattolica. rapina a Coop 159. rapina a ufficio postale 3. rapina a un distributore 800. rapina a Coop 0 3 feriti e 1 ferito 13 ottobre: Bologna. rapina a casello A14 3. rapina a un distributore 700.200. assalto al campo nomadi di Santa Caterina 0 9 feriti 24 maggio: Casteldebole (Bologna). rapina a casello A14 2.000.313. rapina a un supermercato 0 – 1 dicembre: Bologna.000 – 2 agosto: Bologna.000 – 4 gennaio: San Lazzaro (Bologna).000 – 1990 24 luglio: Coriano (Forlì).000 – 31 gennaio: Rimini.000 – 18 gennaio: Foscherara.

rapina ad area di servizio sulla A14 3.164. rapina alla Cassa di Risparmio 160.000. rapina alla Cassa di Risparmio 83. rapina alla Carimonte 301.000 – 6 maggio: Cattolica. rapina a un supermercato 4.000 – 2 pistole del valore di 700. rapina a un distributore 1.675. rapina a un distributore 1. rapina alla Banca Popolare Adriatica 130.000 – 5 maggio: Sant’Arcangelo (Forlì). 1 giugno: Cesena.000 – 12 maggio: Gabicce (Pesaro).000 – Media bottino per rapina Lire 23. Totale dei proventi delle rapine Lire 2.000. rapina alla Banca Popolare 138. rapina al Credito Romagnolo 0 1 ferito 5 maggio: Riccione.000 – 28 agosto: Gradara (Pesaro).728 – 25 giugno: Riccione. rapina a un distributore 400.480. rapina al Credito Romagnolo 38.000 – 7 ottobre: Riale (Bologna).275 – 15 giugno: Torre Pedrera di Rimini. rapina a un distributore 4.000.000.000. rapina alla Cassa di Risparmio 50. rapina a un ufficio postale 0 – 26 ottobre: Rimini.000 2 feriti 9 agosto: Rimini.25 aprile: Riccione. Cesena.000 – 1992 30 aprile: Rimini. rapina alla Cassa di Risparmio 0 1 morto 19 giugno: Cesena.000 – su cui viaggiavano tre ragazzi 0 3 feriti 24 maggio: Pesaro. rapina a un distributore 0 – 23 ottobre: Bologna. scontro a fuoco 6 settembre: Bologna. agguato al direttore dell’ufficio postale di San Lorenzo di Riccione 0 2 feriti 1994 15 luglio: Cesena. rapina a un ufficio postale 7.000.000.000 – 26 agosto: Casalecchio. assalto all’armeria di via Volturno 24 febbraio: Bologna. rapina alla Cassa di Risparmio 30. rapina al Credito Romagnolo 57. rapina alla Cassa di Risparmio 0 1 morto 28 agosto: Santa Maria delle Fabbrecce (Pesaro).100.000.397.000. rapina a un casello sulla A14 420. attacco all’auto 31 marzo: Forlì. rapina alla Cassa di Risparmio 89.700.000 – 5 luglio: Cesena.000.000 – 24 febbraio: Zola Predosa (Bologna).000 – 1993 26 maggio: Rimini. rapina a un ufficio postale 0 – 14 gennaio: Coriano di Rimini.560.000.000 1 morto 8 giugno: San Mauro di Cesena. rapina al Credito Romagnolo 70. attacco a pattuglia dei carabinieri 0 3 feriti 17 febbraio: San Lazzaro. rapina a un distributore 0 – 12 ottobre: Bologna. rapina a un distributore 5.703. rapina a un distributore 0 – 10 maggio: Bologna. rapina a un distributore 2.980 25 novembre.000 – 7 luglio: Ravenna.000 – 5 luglio: San Lorenzo di Riccione.482.000.448. rapina a un distributore 0 1 morto e 2 feriti 20 giugno: Cesenatico.000 – 19 giugno: Gabicce (Pesaro).000 – 27 ottobre: Bologna.852.000. rapina a un ufficio postale 0 1 ferito 20 gennaio: Bologna.000 – con due poliziotti 0 2 feriti 21 ottobre: Bologna.570 – 154 155 . rapina a un distributore 0 – rapina al Credito Romagnolo 104. rapina alla Banca Nazionale dell’Agricoltura 0 2 feriti 4 ottobre: Castel San Pietro Terme (Bologna).000.745.526.219 rapina alla Cassa di Risparmio 66.000 – 2 maggio: Bologna. rapina al Credito Romagnolo 40.00 mila lire in totale 2 morti 10 agosto: Cesena. rapina alla Cassa di Risparmio 83. rapina alla Banca Cooperativa di Imola 0 2 feriti e 1 ferito 21 marzo: Cesena.000 – 18 agosto: San Mauro Mare: agguato all’auto dei senegalesi 0 2 morti 3 marzo: Bologna. rapina alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna 0 – 18 agosto: San Vito (Forlì). rapina alla Banca di Roma 84.746 – 13 luglio: Morciano di Romagna.

puntata anda- 17 settembre 1983 Braine-L’Alleud 1 ferito Sparatoria con la polizia ta in onda il 20 aprile 2003 all’interno della trasmissione radiofoni- 2 ottobre 1983 Ohain 1 morto Ristorante ca su Radio24 e disponibile in formato MP3 all’indirizzo 7 ottobre 1983 Beersel 1 morto e 3 feriti Supermercato Delhaize <http://www2. 600. Rapport fait au nom de la commission d’enquête par MM. verità che tutti vogliono nascondere. 27 settembre 1985 Overije 5 morti e 1 ferito Supermercato Delhaize Feltrinelli. E una Fonte: Chambre des Représentants de Belgique: enquête parlamentaire sur les adop. BIBLIOGRAFIA. 1993. BUR. BUR. DATA LUOGO VITTIME OBIETTIVO DOCUMENTI E SITOGRAFIA 14 agosto 1982 Maubeuge 1 ferito Negozio di alimentari 30 settembre 1982 Wavre 1 morto e 1 ferito Armeria Almanacco di Misteri d’Italia <http://www. Baldini Castoldi Dalai.radio24. Palermo.info/uno- 30 settembre 1982 Hoeilaart 2 feriti Membri del BSR bianca2005. Davide Camarrone. 25 febbraio 1983 Uccle 1 morto e 1 ferito Supermercato Delhaize Gianni Barbacetto. “Giallo e Nero”. La malaitalia ovvero la strategia del crimine impu- nito dai misteri di Gladio ai delitti politici (Convegno nell’aula di Mon- tecitorio organizzato dalla Lega dei Giornalisti).000 pagine di processo. Milano. le stragi ed il contesto storico-politico. proposta di relazione et Jean-Jacques Viseur. en fonction des difficultées surgies lors de l’enquête sur «les tueurs le cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Tutta un’altra strage: Bologna. 218 feriti.htm> 23 dicembre 1982 Bruxelles 1 morto Hotel Chevaliers Archivi del Novecento <http://www. Il grande vecchio: Dodici giudici raccontano le loro 3 marzo 1983 Hal 1 morto e 1 ferito Alimentari Colruyt inchieste sui grandi misteri d’Italia da Piazza Fontana a Gladio. Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sul- cier et judiciaire.almanaccodeimisteri. Mila- 10 settembre 1983 Temse 1 morto e 1 ferito Negozio di tessuti no. 2 agosto 1980: 85 mor- ti. Renaat Landuyt terrorismo. 1991. Milano. Bruxelles. 17 settembre 1983 Nijvel 3 morti e 1 ferito Alimentari Colruyt Daniele Bianchessi. redatta dal Presidente della commissione. Il caso Uno bianca. CRONOLOGIA DEI CRIMINI ATTRIBUITI ALLA BANDA DEL BRABANTE FONTI. 156 157 . senatore Giovanni Pelle- grino – XII Legislatura.it/> 9 gennaio 1983 Mons 1 morto Tassista Camillo Arcuri. 9 novembre 1985 Aalst 8 morti e 9 feriti Supermercato Delhaize Riccardo Bocca. Milano.htm> 27 settembre 1985 Braine-L’Alleud 3 morti e un ferito Supermercato Delhaize Giorgio Boatti. La Zisa.archivio900.ilsole24ore. L’Arma: I carabinieri da De Lorenzo a Mino. 2007. 27 anni di depistaggi. tions nécessaires en matière d’organisation et de fonctionnement de l’appareil poli. 1978. Sragione di Stato.com/speciali1/speciale_gialloe- 1 dicembre 1983 Anderlues 2 morti Gioielleria nero20032004_3. 14 ottobre 1997. 2006. Il du Brabant».

Franca Leosini. sul processo a carico dei componenti della cosiddetta «Uno bianca» gno 1992. 2001. Bevino Editore. La strage.radio. L’elenco è disponibile all’indirizzo <http://www. Observer Film Com. Carlo Lucarelli. Palermo. Miserere: Vita e morte di Armida Miserere. Milano. 2005. Telecom: debiti e spie.it/?q=ricerca_avanzata/t=1/a=uno%20bianca> Franco Ferraresi. Novara. Editori Riuniti. Observer Film Com. puntata andata in onda il 25 Bologna. a carico di componenti della cosiddetta «Uno bianca» (29 maggio Alan Francovich. 2006. servitrice rorismo in Europa occidentale. Minacce alla democrazia: La destra radicale e la stra. Roma. riale alla procura della Repubblica di Bologna in merito all’autono- pany. bre 1996. Tullio Pironti. Gli eserciti segreti della Nato: Operazione Gladio e ter. (maggio 1996) e 5-00018 Berselli-Neri: richiesta ispezione ministe- Alan Francovich.misteriditalia.radio- <http://www.it/radio3/podcast/lista. Assassini in divisa: I poliziotti della “Uno bianca” <http://www. 2007. Fascisteria: I protagonisti. La Uno bianca. n. documentario di 50 minuti trasmesso dal canale BBC2 il 17 giu. 1996). Gladio I – The Ringmasters. il 14 aprile 2007 all’interno della trasmissione radiofonica “La storia Registrazioni dei processi di Rimini e di Bologna disponibili sul sito di in giallo” e disponibile in formato MP3 sul sito di RadioTre Radio Radicale. Inchiesta amministrativa del 1995 sulla questura di Bologna condot- ta da Achille Serra e controfirmata dall’allora ministro degli Interni. puntata andata in onda Tre. Dario Flaccovio. i movimenti e i miste- gno 1992. Observer Film Com. 2004. interrogazioni 5-00001 – Berselli-Neri: astensione da par- Alan Francovich. Fabio Savi: Quelli della Uno bianca. 2007 – Anno IV. documentario di 50 minuti trasmesso dal canale BBC2 il 24 giu. Roberto Maroni. mia e indipendenza dei magistrati bolognesi in relazione al processo gno 1992. Seconda Commissione Permanente Giustizia di martedì 24 settem- tegia della tensione in Italia nel dopoguerra.com/unobianca/> 158 159 . Feltrinelli. bianca. Fazi. Giuseppe De Lutiis (a cura di). Giustizieri sanguinari: I poliziotti della Uno Milano. l’atto d’accusa dei giudici di Sigfrido Ranucci. dello Stato. Un altro mistero di Stato. ri dell’eversione nera in Italia (1945-2000). 1995.rai. Cristina Zagaria. Daniel Ganser.Camilla Corsellini. Gladio III – The Foot Soldiers. 1986. Sandro Provvisionato. L’Europeo. te del dottor Libero Mancuso Presidente Corte d’Assise di Bologna pany. documentario di 45 minuti trasmesso dal canale BBC2 il 10 giu. Castelvecchi. Gladio II – The Pupperteers. pany. Misteri d’Italia. La banda della Uno bianca: Fratelli di sangue. Ugo Maria Tassinari. marzo 2007 all’interno della trasmissione televisiva “Report” su Rai- Antonella Ferrara. 1. Roma. intervista anda- ta in onda in due puntate il 14 e il 21 ottobre 2001 all’interno della trasmissione televisiva “Storie Maledette” su RaiTre. La Banda della Uno bianca. Napoli.cfm?id=451> radicale. 1995. “In mano alle spie oggi più di ieri”. Roma. Rai-De Agostini. DVD contenuto nella collezione Miste- ri Italiani.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ma non ultimo. . . . . . . . . 17 mento alle persone che. . . . . Pino Rea dell’associazione LSDI (Libertà di Stampa – Diritto all’informazione) per le ricerche negli archivi delle agenzie. . Giancarlo Mannoni. . . . forse senza neanche rendersene conto e in Quattro bossoli di piombo tenero . . . . . . . . . 21 moli di riflessione e spunti di ricerca sulle diverse vicende narrate in questo libro: Federico Pitone. . 5 documenti istituzionali. . . . . . . . . . . . . . . . . . che se n’è I malavitosi delle Coop . . . . . . . . 8 ni e di Bologna rendendole disponibili sul loro sito. Aldo Bal. . . . . . 74 to e costante per questo e altri lavori. . . . . La quinta mafia . . . . . Un ringrazia. . . . Domande ancora senza risposta . . . . . . 57 Un grazie sentito inoltre a Claudio Cicali e a Lele Rozza per l’aiuto. i consigli e la tolleran- L’agguato alla pattuglia di Rimini . 99 I fatti del Brabante . . . . . un ringraziamento parti. . . . . 99 160 . . . . . . . 62 la pazienza nell’ascoltare. . . . . Claudio Vercelli e Antonio Bagnoli. . . . . . . . Mario La Ferla. . Marzia Lavinia Trezza e Roberto Galoppini per il supporto nel repe- rimento degli atti delle commissioni parlamentari d’inchiesta e dei Prefazione . . . . . mi hanno fornito sti- Fattacci di provincia . . le opinioni espresse. . . . . 17 alcuni casi in modo estemporaneo ma prezioso. . . . . . . . . . ma senza la quale certe forme di curio. . . . . Diego Galli di Radio Radicale per aver accol- to la mia richiesta di digitalizzare le registrazioni dei processi di Rimi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70 za quando i nostri discorsi su tutt’altro argomento venivano interrotti per dirigersi verso lidi totalmente differenti. . . . . . . . . . . . . 94 L’ombra di Gladio e dell’eversione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Ringraziamenti INDICE Sono diverse le persone che mi sono state d’aiuto per scrivere questo libro. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Quando i conti non tornano mai . . . Nevio Galeati. 47 nito il loro punto di vista in qualità di agenti di polizia e sindacalisti. A Mau. . . . . Gli infedeli dell’Arma . . . A mano armata . . . . . . . . . 26 zanelli. . . . . . . . . . . . . . . La pista mafiosa . Infine. . . . Morte tra i carabinieri . . Marco Bettini. . . Emmanuele Somma. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39 colare per il supporto nella revisione del manoscritto e per avermi for. . . . . . . . . . . Condanne per decine di anni di carcere . . . . 26 rizio Matrone e a Simona Mammano. . . . Tra queste. 82 sità forse non si sarebbero mai accese. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . un grande ringraziamento alla mia famiglia per il sostegno immuta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . poi. . . . Fuoco a Castelmaggiore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . E ad Alida Stringa. . . 77 andata ormai molti anni fa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L’eccidio di Bagnara di Romagna . . . . . . Giovanni De Martis. . . . . . . . . . . . Il Pilastro . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85 Innocenti a processo . .

. . . . . . . . documenti e sitografia . . . . . . . . . . . . . . . 122 Un cerchio che si stringe. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 156 Fonti. . . . . . . . . . . . . . . . 160 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125 L’anonima testimone e le donne della banda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146 Appendice . . 118 L’inizio della fine è un nuovo inizio. . . . . . . 139 Bufera sulle istituzioni . 151 Cronologia dei reati . . . . . . . . . . . . . . . 151 Cronologia dei crimini attribuiti alla banda del Brabante . . . . . bibliografia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .La Falange Armata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 132 Identikit di una banda . . . . . . . . . . . . 157 Ringraziamenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 151 Bilancio di un’attività criminale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 108 Il racconto di Picciafuoco . . . . . . . . . . . . . . . .

eretica S T A M P A direttore editoriale MARCELLO BARAGHINI A L T E R N A T I V A http://www.stampalternativa. Visita il “Fronte della Comunicazione” di Stampa Alternativa. DELLA VERGOGNA E DEL CONFORMISMO. liberamente diffusi sotto le licenze Creative Commons: www.it ISBN 978-88-6222-006-4 Finito di stampare nel mese di ottobre 2007 presso la tipografia GRAFFITI via Catania 8 .stampalternativa.stampalternativa. CONTRO LA MORALE CODIFICATA. CONTROCOR- RENTE.01100 Viterbo fax 0761. QUESTA COLLANA VUOLE ABBATTERE I MURI EDITORIALI CHE ANCORA SEPARANO E NASCONDONO COLORO CHE NON HANNO VOCE.it/liberacultura Antonella Beccaria UNO BIANCA E TRAME NERE progetto grafico ANYONE! impaginazione ROBERTA ROSSI © 2007 Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri Casella postale 97 . ANCORA PIÙ INVALICABILI E RESISTENTI.00040 Pavona (Roma) .it CONTRO IL COMUNE SENSO DEL PUDORE. SIANO I MURI DI UN CARCERE O QUELLI. il nostro blog per discussioni e interventi collettivi: www.352751 e-mail: ordini@stampalternativa.it/ e-mail: redazione@stampalternativa.it/wordpress “Libera Cultura”: la collana online che raccoglie i libri storici e le novità di Stampa Alternativa.