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COLPO DI FULMINE

Guido era già al suo secondo giro.Le foglie di platano accartocciate scricchiolavano ad ogni suo
passo . L'aria odorava di neve e i runner del dopo-ufficio con il berretto di lana calcato sulle
orecchie, correndo facevano nuvole con il respiro.
Lui si guardava attorno, da un paio di settimane le passeggiate al parco avevano assunto un
significato diverso: da quando l'aveva vista la prima volta, appunto.
Era una sera umida e opaca: lui,quasi alla fine del percorso, aveva visto quella meraviglia che
correva sul vialetto in direzione contraria alla sua . Lei passandogli accanto lo aveva fissato con gli
occhi languidi sotto i riccioli neri. Aveva un profumo da far girare la testa... Peccato quel tipo al suo
fianco. Guido non riusciva a capire cosa avesse in comune quell'energumeno grande e grosso con la
testa rasata e il blue-tooth appeso all'orecchio, con una creatura tanto delicata.
Si erano incrociati altre volte, sempre la stessa scena: lei che lo fissava dritto negli occhi mentre
quel tipo dall'aria rude parlava al telefono con aria concitata, senza degnarla di un occhiata mentre
minuta ed elegante, passeggiava la suo fianco. Guido aveva un solo desiderio: avvicinarla.

Mentre già stava guadagnando l'uscita la vide. Sola, finalmente. Non poteva crederci! Correva verso
la curva che porta al laghetto, vicino alla quercia grande. Rapido fece dietrofront e superata la siepe
di lauro rosso se la trovò davanti con quegli occhi scuri, lucidi come porcellana.
Accadde tutto in un attimo: lui che si avvicinava rimanendo inebriato, lei che arretrava poco
convinta. Erano vicini, meravigliosamente vicini, poteva sentire il suo odore, quando un rumore di
passi interruppe la magia del momento. L'energumeno spuntò da dietro la siepe e gridando "
Mary!" si avventò su di loro trascinandola via da li. Guido con un balzo atletico, fece appena a
tempo a schivare il 45 suola rinforzata delle Adidas che il tizio gli stava assestando tra i reni.
Rimase solo, nel buio,confuso mentre l'energumeno e la dolce Mary si allontanavano.
Poi si riprese e correndo verso l'uscita del parco fece a tempo a vedere quel tipo che la caricava su
un auto enorme, scura: un assurdo fuoristrada americano che puzzava di gasolio e faceva un rumore
assordante. L'ultima cosa che vide fu lo sguardo triste di lei che lo fissava dietro il vetro fumèe

Si avviò sulla strada del ritorno con calma, fermandosi ogni tanto sul marciapiede alberato, facendo
gimcana tra le persone che rientravano frettolose dal lavoro strette nei paletot ,con le buste di
plastica che odoravano di cibi precotti .
Trovò Caterina che lo aspettava sulla porta di casa" Guido..mi hai fatto stare in pensiero!" . La
seguì in cucina, guardando le sue gambe grosse .La cena era pronta, come ogni sera a quell'ora.
Trangugiò il riso e i bocconi di carne con le verdure, poi la raggiunse in salotto.Si sdraiò sul divano
poggiando la testa sulle gambe accoglienti di Caterina che, con gli occhiali sul naso, mentre
guardava un talk show in tv dove tutti gridavano troppo, gli carezzava la nuca .

Fu così che , sdraiato a godersi le coccole, il meticcio Guido si addormentò sognando la sua
affascinante Mary che, lui ancora non lo sapeva, era il nientemeno che il diminutivo di Marylin:
mica male per una barboncina!