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MENSILE DI INFORMAZIONE DI ENEL

OTTOBRE 2010 // NUMERO 8

L’ONDA VERDE
ANNIVERSARIO Enel e i suoi trent’anni nell’energia solare 09 NUCLEARE L’analisi European House e Studio Ambrosetti 10

Al via il collocamento in Borsa delle azioni di Enel Green Power
ORIZZONTI Group risk management, metronomo dell’azienda 14 PRISMA Una DeLorean elettrica ci riporta al futuro 26

IN QUESTO NUMERO
03 04 06 09 EDITORIALE BREVI ZOOM ORIZZONTI Enel360o p4 Offerta pubblica di verde p6 30 anni sotto il sole p9 // Tre strade per il futuro p10 // Tutti a casa p12 // Il metronomo di un’impresa p14 // le famiglie non sono tutte uguali p16 // Una bolletta per tutti i gusti p18 // L’arte della diplomazia p19 // Genova per noi p20 // Vive le vent et le soleil p21 // La centrale che non fa acqua p22 Tutto pronto p23 Mi ricordo risorse verdi p24 Lo stile di Cecilia p25 A volte ritornano. Al futuro p26 // Tersicore, la danza che scatena energia p27 Scelti per voi p28 // In tre minuti p29 Dalle Alpi alle Ande // Un brasiliano a Roma

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SICUREZZA SOSTENIBILITà ENEL CUORE PRISMA INTERCULTURA GENTE ENEL CANALE APERTO

Enel Insieme A cura della Direttore responsabile Editore Realizzazione editoriale Art direction & Design Tipografia Per contattare la redazione Oppure inviare una mail

Mensile del Gruppo Enel // Anno 8, numero 8 Direzione Relazioni Esterne Enel Registrazione presso il Tribunale di Roma n.76/2004 del 05/03/2004 Gianluca Comin Enel spa, Viale Regina Margherita 137, 00198 Roma Brand Portal // www.brandportal.it Newton21 Roma // www.newton21.it System Graphic Srl // Via di Torre Sant’Anastasia 61, 00134 Roma Redazione Enel Insieme // Comunicazione Interna Enel Spa Viale Regina Margherita 125, 00198 Roma enelinsieme@enel.com

Enel Insieme è anche consultabile on line sul portale Intranet inEnel Stampato su carta ecologica Fedrigoni Symbol Freelife certificata FSC Numero chiuso in redazione il 14/10/2010

Editoriale

Francesco Starace Direttore Divisione Energie rinnovabili e amministratore delegato Enel Green Power

Energia verde, un mercato maturo

L

e fonti rinnovabili hanno vissuto negli ultimi anni una crescita senza precedenti grazie all’avanzamento tecnologico, alla crescente preoccupazione per il cambiamento climatico e alla necessità di aumentare la sicurezza e la stabilità energetica, nonché al forte sostegno politico presente in tanti Paesi. A fare da traino sino a pochi anni fa è stata soprattutto l’Europa, ma ormai lo sviluppo si articola in maniera diffusa in tutti i continenti e su tutte le tecnologie grazie alla disponibilità di risorse diffusa in tutto il mondo. Nonostante lo spettro della crisi, le previsioni di crescita a livello mondiale si confermano decisamente incoraggianti. Le stime più prudenti dell’Agenzia internazionale dell’energia prevedono l’installazione di nuovi impianti per 600mila MW entro il 2020, mentre, in uno scenario più ottimistico, le stesse stime prevedono fino a 1 milione 800mila nuovi MW. In entrambi i casi si osserva una crescita molto importante, rispetto alla capacità rinnovabile attualmente installata nel mondo che, alla fine del 2009, era di 1.230 GW. Come ulteriore conferma di questo trend positivo, basti pensare che nel 2009, nel pieno della crisi economica mondiale, la capacità installata nel mondo è cresciuta del 7%, un valore molto prossimo alla più ottimistica delle previsioni e difficilmente riscontrabile in altri settori. L’Europa, che alla fine del 2009 contava 407mila MW di capacità installata, raggiungerà nel 2020 620mila MW nello scenario più cauto e 1.030 GW in quello più ottimistico. Le rinnovabili renderanno il sistema energetico europeo meno dipendente da fonti fossili importate, più sicuro e competitivo, e ambientalmente sostenibile in linea con i target comunitari. Il nostro è il secondo Paese al mondo in termini di crescita nelle energie rinnovabili e questo è dovuto, sostanzialmente, a due ordini di fattori. In primis una base di rinnovabili molto ampia, soprattutto idroelettrico e geotermia. In quest’ultima abbiamo una leadership assoluta a livello mondiale grazie ai poli di Larderello e Monte Amiata in Toscana. Inoltre stiamo crescendo molto nell’eolico (l’Italia è il terzo Paese in Europa nel 2009, per nuova potenza installata - 1.359 MW - e per potenza cumulata - 4.850 MW) e nel fotovoltaico (711 MW di nuova capacità installata solo nel 2009). Enel Green Power, la società del Gruppo dedicata allo sviluppo e alla gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili, è presente in sedici Paesi in Europa e nel continente americano. Con una capacità installata di circa 5.800 MW, Enel Green Power è tra le prime realtà nel mondo con un business integrato nel settore delle fonti rinnovabili di energia. Grazie a 20,9 miliardi di chilowattora prodotti da acqua, sole, vento e calore della terra, siamo in grado di soddisfare

i consumi di oltre 7 milioni di famiglie ed evitare ogni anno oltre 14 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. Rispetto alla potenza complessiva installata di Enel Green Power, circa la metà (ossia 2.650 MW) è nel nostro Paese e produce circa 12 miliardi di chilowattora. Tanto per dare un ordine di grandezza, stiamo parlando dei consumi annuali di 4,5 milioni di famiglie italiane. In questo contesto ha una importanza strategica sviluppare una vera e propria filiera industriale lungo tutta la catena del valore, dalla produzione di componenti in loco alla costruzione e alla manutenzione degli impianti. Enel Green Power sta portando avanti questa strategia con leader di settore come Sharp e STMicroelectronics, e sta realizzando a Catania quella che sarà la più grande fabbrica italiana di pannelli fotovoltaici e, in prospettiva, d’Europa. I pannelli prodotti verranno utilizzati anche da Enel.si, un modello di rete in franchising anch’esso unico e per questo guardato con molto interesse anche all’estero. È l’anima retail di Enel Green Power e, attraverso una rete di oltre 550 installatori in Italia, si occupa di soluzioni chiavi in mano per il fotovoltaico di piccola e media taglia e di altre forme di generazione distribuita, con un ampio portafoglio di offerta che include anche il minieolico, le pompe di calore e il solare termico, a disposizione del mercato domestico e delle piccole e medie imprese. Un’altra sfida riguarda lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili anche in quei Paesi, ricchi di risorse, che saranno caratterizzati da una forte crescita economica nei prossimi anni. Siamo fermamente convinti che l’unica vera strada per lo sviluppo delle fonti rinnovabili sia la competitività nei costi rispetto alle fonti tradizionali. Ne abbiamo fatto uno dei principi fondanti di Enel Green Power. Tre quarti della nostra produzione è già oggi indipendente da incentivi perché scegliamo e investiamo sempre sui progetti più competitivi su base geografica e tecnologica e, con più di 5 miliardi di investimenti, contiamo di quasi raddoppiare la nostra capacità installata entro il 2014, portandola a 9.200 MW. Quando questo numero di Enel Insieme sarà in stampa, Enel sarà impegnata nel posizionamento di una quota di minoranza delle azioni di Enel Green Power, con un collocamento rivolto a investitori istituzionali e retail. Confidiamo nell’esito positivo di questo processo di valorizzazione che porterà ulteriori opportunità di sviluppo e benefici a tutto il Gruppo.

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Brevi

Enel360
Endesa investirà 837 milioni di dollari per la costruzione della centrale idroelettrica El Quimbo, in Colombia. La sua realizzazione aumenterà la sicurezza energetica e la stabilità del sistema elettrico del Paese 02

01 ACCORDO TRA ENEL E MITSUBIShI SUL GAS NATURALE
Enel e Mitsubishi Corporation International hanno firmato un accordo di collaborazione nell’ambito dell’estrazione e del commercio del gas naturale. L’intesa punta a valutare le opportunità di investimento comune nel settore del Liquid Natural Gas (Lng), l’accesso a forniture competitive e l’ottimizzazione dei portafogli di entrambe le aziende. Inoltre, è prevista anche la creazione di un forum di discussione sul mercato del Lng e la realizzazione di uno studio congiunto sulle prospettive del gas non-convenzionale sia in Europa che in Asia. La giapponese Mitsubishi è attiva in 80 Paesi con attività lungo tutta la catena del valore del Lng (7 milioni di tonnellate nel 2008 e una flotta di 23 navi fra quelle di proprietà e a noleggio).

dollari per la costruzione in Colombia della centrale idroelettrica El Quimbo. L’impianto avrà una capacità installata di 400 MW e produrrà circa 2.216 GWh all’anno. Si tratta del progetto idroelettrico più importante che Endesa sta sviluppando in America Latina dopo la centrale di Ralco (690 MW) in Cile. La sua realizzazione eleverà la sicurezza energetica e la stabilità del sistema elettrico colombiano, dando al Paese una maggiore autosufficienza. Con le dighe di El Quimbo e Betania, entrambe ubicate nel Dipartimento di Huila, Endesa arriverà a soddisfare l’8% della domanda di energia del Paese. El Quimbo è anche un progetto di sviluppo sociale ed economico: il cantiere impiegherà circa 3mila posti di lavoro e almeno il 60% dei servizi saranno commissionati alle imprese locali.

Russia, Spagna e Slovacchia. L’iniziativa prosegue quindi con l’obiettivo di condividere le esperienze e le conoscenze acquisite da Enel in tutto il mondo, implementare le best practices e definire un strategia integrata a livello internazionale. Come spiega Riccardo Errico, Responsabile Operations support della Divisione Internazionale: “La rete di conoscenza è una delle più importanti leve su cui agire per promuovere l’integrazione tra le varie società, attraverso la definizione di linee di azione e obiettivi comuni”.

04 GUATEMALA, PLAy ENERGy PREMIA LE ECO-IDEE
Per il quarto anno consecutivo anche Enel Guatemala è stata coinvolta dal programma Play Energy, il progetto educativo internazionale del Gruppo volto alla scoperta dell’energia e della scienza degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori di tutti i Paesi in cui la società è presente. A conclusione del concorso si è svolta la cerimonia di premiazione, alla presenza del Direttore Generale di Enel Guatemala Oswaldo Smith, il primo segretario e responsabile delle operazioni commerciali dell’Ambasciata

03 COAL COMMUNITy: CONDIVIDERE PER CRESCERE
Dal 22 al 24 settembre il parco ecologico Tirme a Palma de Maiorca (Spagna) ha ospitato la terza edizione della Coal Community Internazionale di Enel. All’evento, che si è concluso con la visita alla centrale a carbone di Alcudia, hanno partecipato i colleghi provenienti da Italia, Bulgaria, Cile, Colombia,

02 COLOMBIA, INDUSTRIA E SVILUPPO GRAZIE A EL QUIMBO
Endesa investirà (attraverso la controllata Emgesa) 837 milioni di

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Brevi

Enel360
Enel France entra nell’Unione francese dell’elettricità (Ufe). L’adesione permetterà alla nostra azienda di contribuire con più efficacia al cambiamento del settore elettrico transalpino 06

italiana Alessandro Ferranti, il vice ministro dell’Energia e delle Miniere Mynor López e il direttore Relazioni con il pubblico del National Generators Association Karla Sobalvarro.

la tradizione di dialogo con i rappresentanti dei lavoratori nel segno della trasparenza e del confronto.

(Nuova Organizzazione del Mercato dell’Elettricità), attualmente in corso di discussione in Parlamento.

06 ENEL FRANCE ADERISCE ALL’UFE
Il Cda dell’Unione francese dell’elettricità (Ufe) ha approvato all’unanimità l’adesione di Enel France all’associazione. L’Ufe, omologo d’oltralpe dell’Assoelettrica, raccoglie i diversi operatori del mercato elettrico nazionale, sia produttori che distributori, con l’obiettivo di rappresentarli in tutti i diversi aspetti di diretto interesse per il settore: economici, tecnici, ambientali, legislativi, istituzionali nazionali e internazionali. “Diventando membro dell’Ufe - ha affermato Michel Crémieux, country manager Francia e Belgio - Enel France desidera partecipare al cambiamento del settore elettrico transalpino attraverso i suoi investimenti e il suo dinamismo commerciale, e portare ai dibattiti che lo animano l’esperienza di un grande gruppo mondiale”. La presenza di Enel France contribuirà a rafforzare il dialogo nel settore elettrico francese, soprattutto nel momento in cui prenderà forma la nuova organizzazione del mercato, con il progetto di legge Nome

07 ENDESA GAS CEDE LA RETE DI TRASPORTO E DISTRIBUZIONE
Endesa cede l’80% della sua rete di trasporto e di distribuzione del gas a due fondi infrastrutturali gestiti da Goldman Sachs. L’accordo, firmato lo scorso 24 settembre, deve ancora ricevere le autorizzazioni amministrative. Ciò avrà un impatto di circa 800 milioni di euro sull’indebitamento finanziario netto consolidato e un effetto positivo di circa 450 milioni di euro sul risultato consolidato (ante imposte). Endesa Gas è titolare di circa 3.800 chilometri di reti di distribuzione, 600 chilometri di reti di trasporto e 355mila punti di consegna con un consumo annuo pari a 7.500 GWh. Fulvio Conti ad e dg Enel ha così commentato: “Insieme alle dismissioni già avviate e alle iniziative di miglioramento del cash-flow operativo in corso, l’operazione ci consente di confermare l’obiettivo di riduzione dell’indebitamento finanziario netto di Gruppo previsto nel piano annunciato ai mercati”.

05 ENEL VINCE IL PREMIO ETICA E IMPRESA
Enel ha ricevuto il Premio Etica e Impresa all’interno del Ravello Festival 2010 per la categoria “Sviluppo Sostenibile”. Giunto alla sua quarta edizione, il premio è rivolto alle imprese che con accordi, progetti e relazioni, hanno contribuito nel corso dell’anno ad alimentare la cultura dei valori etici. Enel, che è arrivata finalista anche nelle categorie “Responsabilità Sociale di impresa” e “Salute e Sicurezza sul Lavoro” (per cui è stata conferita anche una menzione d’onore al progetto International Safety Week e alla condivisione dei temi Safety con il Comitato Aziendale Europeo), ha ricevuto il riconoscimento per l’accordo sulla costituzione dell’Osservatorio politiche industriali, ambientali e occupazionali Enel, firmato lo scorso aprile dall’ad Fulvio Conti e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, oltre che dalle federazioni di settore. Con questo accordo l’azienda ha confermato

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Zoom

Al via il collocamento in Borsa di circa un terzo del capitale azionario di Enel Green Power. Si tratta della più grande operazione di questo genere in Europa dal 2007

Offerta pubblica di verde
P
arte il 18 ottobre la più grande operazione di quotazione in Borsa in Europa degli ultimi anni: la protagonista è Enel Green Power che colloca sul mercato una quota di minoranza del suo capitale azionario nelle piazze di Milano e in alcune Borse spagnole. Un’occasione unica per gli investitori per partecipare a un grande progetto di sviluppo delle rinnovabili, promosso da una delle prime società mondiali in questo settore per capacità, produzione e redditività. Il collocamento si rivolgerà a investitori istituzionali italiani e stranieri e, attraverso il ricorso a una Offerta Pubblica di Vendita (Ipo nell’acronimo in inglese, vedi il box a fianco), si indirizzerà a tutti i risparmiatori italiani e spagnoli che desiderino far parte di questa grande azienda nel presente e nel futuro. La quotazione in Borsa di Enel Green Power rappresenta un arricchimento sia per la società stessa sia per Enel, che rimarrà l’azionista di maggioranza e continuerà a beneficiare della sua crescita e a consolidarne i risultati. dei leader del panorama mondiale, attiva in 16 Paesi tra Europa, America del Nord e America Latina, con più di 600 centrali elettriche e un mix di generazione unico, che ricorre all’eolico, al fotovoltaico, al geotermico e all’idroelettrico”. A favore di Enel Green Power ci sono senza dubbio i numeri che confermano la sua qualità, nell’ambito di un mercato in continua e sostenuta crescita a livello italiano, europeo e mondiale: nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2009 i ricavi totali consolidati (inclusi gli effetti della gestione del rischio commodity) sono stati superiori a 2 miliardi di euro (dato pro-forma), con un utile netto consolidato pari a 450 milioni di euro.

LE TAPPE DI AVVICINAMENTO
Lo scorso 18 giugno è stata depositata presso Consob e Borsa italiana la richiesta per l’Ipo di Enel Green Power. All’interno del documento ci sono i dati semestrali della società. L’8 settembre, poi, il management della società ha incontrato gli analisti delle banche del consorzio incaricato del collocamento istituzionale delle azioni ordinarie della Società. Lo scorso 5 ottobre, infine, in vista dell’Ipo è stato rinnovato il consiglio d’amministrazione di Egp: Luigi Ferraris è stato confermato presidente, Francesco Starace amministratore delegato. Starace ricoprirà anche il ruolo di direttore generale. Mentre il giornale è in stampa verranno resi noti la forchetta di prezzo e l’entità della quota che andrà sul mercato.

LEADER MONDIALE
“Nel dicembre del 2008 abbiamo dato vita a Enel Green Power perché crediamo che le fonti rinnovabili siano cruciali nello sviluppo dei sistemi produttivi dei diversi Paesi e che contribuiscano a una maggiore autonomia energetica e sostengano la salvaguardia dell’ambiente” ha dichiarato Fulvio Conti, amministratore delegato e direttore generale di Enel. “Oggi questa azienda è uno
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UN’OPERAZIONE VOTATA AL SUCCESSO

Intervista a Luigi Ferraris, Presidente EGP
Che tipo di garanzie offre Enel Green Power agli investitori? Enel Green Power ha alcune caratteristiche peculiari che la rendono molto attraente per gli investitori: l’ampia presenza geografica, la combinazione di diverse tecnologie di generazione e un solido portafoglio di progetti in sviluppo. Parliamo dell’aspetto economico. Per quanto riguarda la sua posizione finanziaria e i suoi risultati economici Enel Green Power può contare sui flussi di cassa generati dalla gestione operativa corrente per finanziare gli investimenti previsti nel periodo 2010-2014 e assicurare ai propri azionisti un’adeguata remunerazione. L’utile netto riportato a fine 2009 dal Gruppo Enel Green Power è stato superiore ai 450 milioni di euro con ricavi (inclusi gli effetti della gestione del rischio commodity, ndr) al di sopra di 2 miliardi di euro con un margine operativo lordo che si è attestato a 1,3 miliardi di euro nel 2009 (dati pro-forma al 31 dicembre 2009) Quali vantaggi porta la diversificazione? È la parola chiave della nostra strategia perché ci consente di essere un’azienda solida e flessibile. Dal punto di vista territoriale Enel Green Power ha impianti operativi in Europa, America del Nord e America Latina. Se consideriamo le fonti, utilizziamo vento, sole, acqua, calore della terra e biomasse, con le migliori tecnologie disponibili. Per quanto riguarda i progetti abbiamo già circa 1.200 MW (al giugno 2010, inclusi i progetti eolici in Portogallo) di impianti in execution e un portafoglio progetti di circa 29.900 MW in tutto il mondo. Cosa si aspetta da questa operazione? Non ci sono dubbi. Sarà un sicuro successo.

Smoky HiLLS L’impianto Eolico EGP nel kansas (Stati Uniti)

COSA è L’IPO
L’Offerta Pubblica Iniziale o Initial Public Offering (Ipo) è un’offerta al pubblico delle azioni di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato. È un’operazione complessa che può essere suddivisa in varie fasi, ognuna delle quali coinvolge soggetti diversi: tra i principali la società emittente (nel nostro caso Enel Green Power), gli specialisti finanziari, gli studi legali e gli analisti delle banche del consorzio istituzionale di collocamento e garanzia. La procedura di ammissione in Borsa si svolge in un arco temporale che va dai quattro ai sei mesi all’interno del quale si alternano le fasi di pianificazione, due diligence, redazione del Prospetto informativo e della documentazione obbligatoria per la quotazione, ammissione alla quotazione, costituzione del consorzio di collocamento, attività di marketing, road show, bookbuilding, collocamento vero e proprio e successiva negoziazione. Il 13 ottobre la Consob, l’organo di vigilanza sulle società quotate in Borsa, ha autorizzato la pubblicazione del Prospetto informativo. Successivamente (quando Enel Insieme sarà in stampa) verranno rese note le condizioni dell’offerta. Il collocamento di Enel Green Power potrà così prendere il via il 18 ottobre per terminare due settimane dopo, il 29 ottobre. Il primo giorno di quotazione è previsto per il 4 novembre. Prima di prendere ogni decisione di investimento, è fondamentale leggere il Prospetto informativo disponibile presso Borsa Italiana, presso la nostra sede sociale, sul sito internet (www.enelgreenpower.com) e presso la maggior parte degli istituti bancari italiani e gli uffici di Poste italiane. Per gli azionisti Enel residenti o con sede in Italia è stata riservata una tranche di azioni Enel Green Power, con allocazione preferenziale in caso di riparto dell’offerta. Per maggiori informazioni è attivo un servizio di assistenza telefonica e online. Dall’Italia 800 13 23 23 investitori retail info@egpcollocamento.it 800 13 23 13 colleghi Gruppo Enel (residenti in Italia) dipendenti@egpcollocamento.it Dalla Spagna 900 800 901 investitori retail info@egpcolocacion.es 900 800 905 colleghi Gruppo Enel (residenti in Spagna) empleado@egpcolocacion.es

Luigi Ferraris

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Zoom

ENEL GREEN POwER IN NUMERI

(DATI AL 30 GIUGNO 2010)

Enel Green Power In esercizio 5.761 MW Produzione 20,9 TWh Nord America In esercizio 788 MW Produzione 2,4 TWh Italia ed Europa In esercizio 2.897 MW Produzione 12 TWh

Iberia e America Latina In esercizio 2.076 MW Produzione 6,4 TWh

Enel Green Power è la società del gruppo Enel leader a livello mondiale nella generazione di energia da fonti rinnovabili. La sua capacità di generazione nel 2009 è stata in grado di soddisfare i consumi di oltre sette milioni di famiglie e di evitare l’emissione in atmosfera di più di 14 milioni di tonnellate di CO2. La diversificazione geografica e tecnologica è alla base della strategia di sviluppo: l’azienda è oggi attiva in sedici Paesi, tra Europa, Nord America e America Latina e a partire dai suoi circa 5.700 MW di capacità installata, nel 2009 è stata in grado di produrre 20,9 TWh (dato pro-forma), con un utilizzo della capacità produttiva pari al 44%, cifra ben più alta degli altri competitor internazionali. Enel Green Power nei prossimi cinque anni ha in programma progetti di sviluppo per oltre 5 miliardi di euro e un piano di investimenti che le permetterà di aumentare la sua capacità installata da 5,7 a 9,2 GW.

618 impianti in 16 Paesi 2.907 dipendenti, di cui 1.145 all’estero

Capacità installata per fonte:
2.534 MW idroelettrica 2.355 MW eolica 742 MW geotermica 17 MW solare 113 MW biomasse e cogenerazione

Capacità installata per Paese:
Italia 46% Iberia 24% Altri 17% USA 13%

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Orizzonti

30 anni sotto il sole S
ono passati trent’anni dall’esordio di Enel nel solare: il primo prototipo di impianto vide la luce nel 1980 e pochi mesi dopo venne inaugurata ad Adrano (Catania) Eurelios, la prima centrale al mondo a concentrazione con torre e specchi in grado di immettere energia elettrica in una rete nazionale. Oggi il solare vive un vero e proprio boom a livello internazionale ed è pronto a una sfida con le fonti tradizionali. Ne abbiamo parlato con Ingmar Wilhelm, responsabile Business Development di Enel Green Power, che dallo scorso marzo è anche presidente della European Photovoltaic Industry Association (EPIA), la più grande associazione mondiale del settore. Quanto durerà questo sviluppo straordinario? Il mercato fotovoltaico mostra un trend in continua crescita. Ogni anno le previsioni per la crescita futura vengono riviste a rialzo. La capacità installata a livello mondiale è aumentata almeno del 50% di anno in anno, senza paragone con altre forme di energia. Passiamo dai 15 GW a fine 2008 ai circa 36 GW che raggiungeremo a fine 2010. A tirare l’andatura c’è sempre la Germania, seguita dall’Italia che quest’anno potrebbe raggiungere una nuova capacità installata complessiva di circa 2 GW. Quali sono gli altri Paesi coinvolti? In Europa ci sono interessanti tassi di crescita in Francia, Grecia, Repubblica Ceca e Spagna, mentre, nel resto del mondo, gli sviluppi più importanti sono in Giappone, Cina e Stati Uniti. A breve aspettiamo nuovi mercati emergenti nel settore fotovoltaico per esempio in Turchia, Inghilterra, Bulgaria e Romania, senza dimenticare i Paesi con tanto potenziale nella cosiddetta sun belt, come Marocco, Algeria, Libia, Egitto e altri paesi dell’Africa e del Medio Oriente. L’aumento della capacità fotovoltaica porta a un abbassamento graduale dei costi: a ogni raddoppio della capacità installata mondiale in passato è corrisposto un abbattimento dei costi di più del 20%. Parliamo dei punti di forza del fotovoltaico… Innanzitutto la sua versatilità: a seconda delle esigenze si possono creare grandi, medi o piccoli impianti, sfruttando anche il tetto della propria casa. In questo modo, la produzione di energia elettrica, tradizionalmente concentrata in siti specifici, si sposta vicino al consumatore con un crescente numero di persone che producono da sé, in modo pulito, l’energia di cui hanno bisogno. A livello mondiale, abbiamo appena superato la soglia di 1,5 milioni di impianti fotovoltaici, e in Italia abbiamo raggiunto quota 100mila. Quasi i tre quarti di tutti questi impianti sono di media o piccola dimensione.

Quando si raggiungerà la grid parity? All’incirca nel 2015, un kWh prodotto con un piccolo impianto solare domestico o commerciale dovrebbe costare come un kWh generato da fonti tradizionali. Ovviamente dovremo anche tener conto del costo della rete di distribuzione che attualmente non viene incluso nel calcolo. Comunque, l’abbassamento continuo del costo di questa tecnologia compenserà nel tempo anche queste voci. Su cosa punta Enel Green Power nel fotovoltaico? La strategia è basata su tre pilastri che si completano e rafforzano tra di loro. Il primo è rappresentato dalla produzione di pannelli a Catania, insieme a Sharp e STMicroelectronics. Nessuna utility al mondo ha finora fatto un passo cosi deciso nel settore. L’iniziativa garantirà a Egp una tecnologia “performante” in esclusiva e disponibilità di volumi certi di pannelli a costi prevedibili. Catania è un sito davvero strategico: la posizione al centro del Mediterraneo permette di raggiungere i Paesi più promettenti, la sua università crea specialisti di alto livello, e il sito ha già un tessuto industriale ben preparato. Il secondo pilastro consiste nella realizzazione di grandi impianti per conto proprio. Come quello costruito sul tetto del Centro Ingrosso Sviluppo e dell’Interporto Campano di Nola che ha una potenza di 25 MW. Un’altra realizzazione importante sarà l’impianto sul tetto dell’edificio di Cancun, in Messico, che ospiterà la prossima Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici. Il terzo elemento è la vendita di impianti fotovoltaici chiavi in mano sul mercato retail attraverso la propria rete in franchising, un’attività con notevoli tassi di crescita in Italia. È la prima volta che l’EPIA nomina alla carica di presidente un manager di una utility… Sì, ma penso che la scelta non sia stata casuale: i produttori fotovoltaici hanno bisogno di integrarsi con il mondo della produzione e della distribuzione di energia elettrica. Una utility competente e disponibile al dialogo con l’industria fotovoltaica si qualifica facilmente. I temi più importanti sui quali oggi lavoriamo infatti sono la grid parity e le possibilità di ulteriore integrazione del fotovoltaico grazie alle smart grid.

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Orizzonti

NUCLEARE Presentati a Cernobbio i risultati della ricerca condotta da The European house - Studio Ambrosetti

Tre strade per il futuro
ltre trecento pagine fatte di dati, riscontri, stime. Si tratta della ricerca “Il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo”, condotta da The European House-Ambrosetti, che è stata presentata lo scorso 5 settembre a Cernobbio, sul Lago di Como. Uno strumento per informarsi e capire meglio qual è lo spazio per il programma nucleare italiano all’interno del contesto energetico attuale.

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IL MIx ChE CONVIENE ALL’AMBIENTE
Secondo lo studio l’Italia ha tre strade per il futuro: continuare con le politiche energetiche attuali, puntare tutto sulle rinnovabili o scegliere un mix di generazione con nucleare ed energia verde, entrambe con una quota del 25% della produzione, e le fonti tradizionali al 50% (come ipotizzato dalla “Legge obiettivo” 2009). La ricerca calcola che se l’Italia continuasse sulla strada della politica energetica attuale dipendente dalle fonti fossili, nel 2030 si immetterebbero nell’atmosfera circa 166 milioni di tonnellate/ anno di anidride carbonica. Se scegliesse di spingere il contributo di generazione delle rinnovabili sino al 38% del totale nazionale, il dato scenderebbe a 142 milioni di tonnellate. Se invece optasse per il mix di generazione proposto dalla legge del 2009, scenderebbe ulteriormente a 118 milioni. Sul decennio 2020-2030 la scelta nucleare comporterebbe, insomma, una riduzione di 381 milioni di tonnellate emesse rispetto allo scenario proposto dalla politica energetica attuale e a 236 milioni di tonnellate con le rinnovabili spinte sino al 38% della generazione.

Installato il vessel di Mochovce
Slovenské elektrárne, la società elettrica slovacca controllata da Enel, ha completato l’installazione del vessel nell’unità 3 dell’impianto nucleare di Mochovce, in Slovacchia. Il vessel è l’involucro nel quale avviene la fissione, cioè il cuore del reattore. L’operazione consente di rispettare gli impegni previsti dal programma, che indicano il completamento della terza unità entro il dicembre del 2012 e della quarta otto mesi dopo. “L’installazione con successo del vessel - ha affermato Paolo Ruzzini, country manager Slovacchia di Enel - conferma che siamo sulla strada giusta per il completamento di Mochovce, il più grande impegno mai realizzato da un investitore privato in Slovacchia”. Quando saranno entrate in esercizio la terza e la quarta unità, l’impianto sarà in grado di soddisfare il 45% del bisogno energetico slovacco. L’investimento complessivo per il completamento dell’impianto è pari a 2,8 miliardi di euro. Il lavoro sulla centrale nucleare di Mochovce è propedeutico anche al ritorno dell’atomo in Italia. “Le cose - ha detto Ruzzini parlando del percorso che si sta svolgendo nel nostro Paese e in Slovacchia - sono complementari per competenze e tempistica. La ricostruzione della filiera dei processi di ingegneria è valida indipendentemente dal tipo di tecnologia utilizzata”.

LA BOLLETTA SCENDE, IL LAVORO SALE
Se il progetto nucleare italiano entrasse a regime, il costo delle bollette elettriche di cittadini e imprese recupererebbe il gap negativo che ora le vede superare notevolmente il costo medio Ue. Il risparmio è legato soprattutto a “minori costi di generazione, comprensivi del costo della CO2, per 43-69 miliardi di euro”. Ma la ricerca sottolinea che il programma nucleare, oltre al risparmio, porta con sé lavoro per imprese locali e nazionali e per le persone impiegate nelle diverse fasi della vita di una centrale, e non solo. Lo studio Ambrosetti stima che nei cinque anni di durata media della costruzione di una centrale Epr (la tecnologia francese di terza generazione scelta per il nucleare italiano) i posti di lavoro siano 9mila: 3mila diretti e 6mila legati all’indotto generato dall’impianto. Una volta completata la costruzione, la fase di esercizio può garan-

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Orizzonti

tire tra i 1.100 e i 1.300 posti, di cui 600-700 impiegati direttamente nell’impianto e i restanti 500-600 nell’indotto. Al termine del ciclo, infine, la centrale richiede 150 persone dedicate allo smantellamento dell’attività, la cosiddetta fase di decommissioning. Il programma nucleare dell’Italia può essere anche un trampolino di lancio per l’industria nazionale per entrare nella catena di fornitori mondiali di un settore in espansione nel mondo: per i soli reattori già pianificati si stima un investimento tra 400 e 500 miliardi di euro.

EPR: LA SICUREzzA RADDOPPIATA
Safety e security vengono spesso tradotti in italiano con la stessa parola. Ma in realtà indicano ambiti differenti di sicurezza. Il primo riguarda tutte le misure da attuare lungo l’intera vita di un impianto, “per proteggere da qualsiasi circostanza i cittadini e l’ambiente da incidenti operativi tra cui eventuali rilasci di materiale radioattivo all’interno dell’impianto”. La security, invece, comprende tutte le misure per prevenire eventi esterni, anche atti terroristici, “che potrebbero compromettere il funzionamento dell’impianto”.

Con un miglioramento continuo della tecnologia, i nuovi sistemi di sicurezza dei reattori di terza generazione avanzata si sono moltiplicati. Questo significa che “le probabilità di accadimento di un incidente grave con fusione del nocciolo è inferiore a 10-5 incidenti l’anno (cioè 0,00001)” e “le probabilità di consistenti rilasci radioattivi nell’ambiente esterno è inferiore a 10-6 l’anno (cioè 0,000001)”, un dato che nel caso degli Epr scende sino a 10-7 eventi l’anno. Tradotto in numeri comprensibili: un caso ogni 10 milioni di anni. Sono cifre che documentano come i sistemi di sicurezza oggi presenti in una centrale nucleare siano incomparabili con quelli operativi a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. E la The European House-Ambrosetti lo sottolinea. Lo sviluppo tecnologico, le competenze obbligatorie per il personale addetto e le procedure di verifica rendono “di fatto impossibile il ripetersi di incidenti di estrema gravità come quelli avvenuti a Three Miles Island (Stati Uniti nel 1979) e Chernobyl (Ucraina nel 1986) che ancora oggi destano preoccupazione nell’opinione pubblica”.

Nucleare, salute e sicurezza
Uno dei temi meno dibattuti quando si parla di nucleare è quello della salute all’interno degli impianti di generazione. Per discuterne Enel ha organizzato lo scorso 1 ottobre un workshop nell’ambito dell’ottava conferenza internazionale scientifica su “Salute, lavoro e responsabilità sociale” promossa a Roma dalla International occupational hygene association (Ioha). Come ha spiegato Alda Paola Baldi, responsabile Safety Corporate, il workshop è nato per “offrire una interessante possibilità di confronto tra i nostri operatori nel campo nucleare, con i rappresentanti di enti esterni e i nostri partner di Edf”. L’iniziativa ha infatti permesso il rafforzamento del processo di best practice sharing, sia internamente al Gruppo e sia nel rapporto con enti e partner esterni. Tra i relatori intervenuti, Fred Bonewell, responsabile Safety Integration di Enel, Yves Garcier di Edf, Gustavo Caruso dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica, Fernando Romano della Divisione Ingegneria e Innovazione di Enel, Lorenzo Cendali di Enel SlovacchiaSlovenské elektràrne, Adolfo Duran di Anav/Endesa, Giampaolo Servi, responsabile della Safety della Divisione Ingegneria e Innovazione di Enel e Lamberto Matteocci del Dipartimento nucleare dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

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Orizzonti

Sono stati estratti i 33 minatori cileni rimasti intrappolati per settanta giorni a seicento metri di profondità. Ai soccorsi ha partecipato anche una squadra di Enel Green Power. Ecco le testimonianze dei protagonisti

Tutti a casa
N
on è riuscito a trattenere le lacrime il figlio di Florencio Avalos, il primo minatore estratto dai soccorritori dal giacimento di rame di Copiapò, in Cile. Dopo settanta giorni trascorsi a 622 metri di profondità insieme a 32 colleghi, il minatore ha finalmente rivisto la luce e i suoi familiari: a condurlo fuori lungo un pozzo artificiale è stata una capsula-gabbia di 53 centimetri di diametro battezzata Fenix, costruita per l’occasione e dipinta con i colori della bandiera del Cile. E come Avalos, a uno a uno, ora dopo ora, tutti i minatori sono stati riportati in superficie nel corso di due giorni. Ad aspettarli per tutto il tempo del salvataggio c’erano il presidente del Cile Sebastian Pinera e le squadre dei soccorritori.

UNA SFIDA TECNOLOGICA
Per salvare i trentatre erano inizialmente stati elaborati due piani: il primo, il cosiddetto piano “A”, prevedeva lo scavo di un pozzo verticale con una trivella del diametro di circa 38 centimetri; il secondo (il piano “B”), una galleria di 30 centimetri di diametro (allargata poi sino a 60), per mezzo di una perforatrice per trivellazioni “diamantine”. A questi due progetti se n’è poi aggiunto un altro, la cosiddetta “soluzione C”, che prevedeva la perforazione di un terzo pozzo, questa volta usando una trivellatrice per le esplorazioni petrolifere modificata grazie al supporto degli esperti Enel Green Power. Alla fine il “piano B” è stato quello vincente e le altre due soluzioni sono state sospese per ragioni di sicurezza. Tra le persone coinvolte attivamente nei soccorsi, soprattutto ma non esclusivamente nella soluzione “C”, c’erano Stefano Massei, direttore

tecnico perforazione Enel Green Power Cile, Jorge Villaroel, responsabile opere civili e Rodrigo Mondaca, ingegnere addetto alle perforazioni. Quest’ultimi due fanno parte di Geotermica del Norte (Gdn), una joint venture tra Enel Green Power e la cilena Enap. Massei, ha partecipato attivamente alla progettazione del pozzo di recupero, al reperimento dei materiali e alla definizione del progetto, supportando di continuo i lavori per lo scavo del pozzo. Inoltre Enel ha fornito strumenti e materiali tra cui scalpelli da 36 e 27 pollici e tubi per il rivestimento dei pozzi. Alcuni di questi strumenti erano disponibili perché utilizzati normalmente nelle attività di perforazione geotermica che l’azienda sta svolgendo, attraverso Gdn, nel deserto di Atacama, a circa 150 chilometri dalla miniera.

UNA GARA PER LA VITA
“Non è stata una gara fra trivelle, ma una gara per la vita”. Così Massei ha commentato l’impegno in prima fila della sua squadra. In trent’anni di lavoro con Enel ha compiuto perforazioni per la geotermia a Larderello come in California, Nevada e infine è arrivato in America Latina. La sua professionalità e quella dei suoi colleghi di Gdn sono state preziose in quell’angolo di deserto che tutto il mondo ha imparato a conoscere come accampamento Esperanza. Dove per due mesi hanno vissuto le famiglie dei minatori. Il governo ha allestito anche una classe - già ribattezzata “piccola scuola Esperanza” - per permettere ai figli di studiare restando il più vicino possibile ai loro padri. Ma non sono state solo le istituzioni a mobilitarsi: tutto il Paese ha seguito passo dopo passo gli sviluppi delle attività di salvataggio e in alcuni casi i cileni

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Jumps

Orizzonti

Gennaro De Michele Responsabile Politiche di Ricerca e Sviluppo

Mamma ho visto un elettrone!
Per avanzare nella scienza è meglio vedere o credere? È più saggio credere alle proprie intuizioni e andare avanti comunque, o fermarsi fino a quando tutto è chiaro e visibile? Albert Einstein sosteneva che c’è una fase (che segue immediatamente quella intuitiva del jump) nello sviluppo di una nuova teoria detta “assiomatica” in cui è necessario credere che l’intuizione sia vera e andare avanti, a dispetto di tutto e di tutti. Ma non tutti condividono questo approccio. Il numero di agosto di Nature riporta i risultati di un lavoro ideale per indicare la via seguita dagli scienziati. Si tratta di una scoperta ottenuta indipendentemente da un gruppo di ricercatori di Berkeley, guidato dall’italiano Stefano Leone, e da un team tedesco del Max Planck Institute, guidato da Ferenc Krausz: per la prima volta nella storia entrambi i gruppi hanno visto un elettrone. È stato possibile usando un laser pulsato all’attosecondo (un quintolionesimo di secondo) in grado di strappare un solo elettrone a un atomo e di seguirne la traiettoria. Una sorta di straordinario effetto stroboscopico (quello, tanto per capirci, che produce immagini ferme di corpi in movimento) realizzato sulla scala degli attosecondi. Così, dopo che centocinquanta anni fa George Johnstone Stoney li aveva immaginati e battezzati e Joseph John Thomson e Robert Andrews Millikan ne avevano determinato massa e carica, oggi, grazie a Leone e Krausz, possiamo dire di aver visto un elettrone e seguito il suo moto; per ora nel gas kripton, domani nelle molecole organiche e nei cristalli. Non è semplicemente una clamorosa conferma; questa nuova scoperta infatti avrà conseguenze pratiche soprattutto nel campo della genetica: si pensi allo studio degli spostamenti degli elettroni del dna e delle nanoscienze. Vedere per credere, quindi, ma anche credere per vedere. Credere soprattutto nelle proprie intuizioni e difenderle con coraggio, come fecero sir Alexander Fleming, Louis Pasteur o Niels Bohr. Lo stesso coraggio che spinse Galileo per amore della scienza a puntare con incredibile audacia il cannocchiale verso il cielo.

hanno partecipato attivamente. Così è capitato che a San Josè siano arrivati anche tremila merluzzi inviati dai pescatori di Licanten, un porto a più di mille chilometri da campo Esperanza.

IL CONTRIBUTO DI TUTTI
E non è stato solo il Cile a correre in soccorso dei 33 di San José. “Per il salvataggio dei minatori si è formata una catena di solidarietà di imprese cilene e straniere che stanno operando nel Paese” dice Martino Pasti, responsabile tecnico di Empresa Nacional de Geotermia S.A. di Egp Latino America. “Una vera e propria missione collettiva, coordinata dalle società nazionali cilene delle miniere e del petrolio a cui partecipano imprese e fornitori di carattere internazionale”. Enel ha fatto la sua parte mettendo a disposizione le sue conoscenze e “fornendo alcuni materiali di difficile reperimento e di costruzione specifica per le nostre attività di perforazione geotermica che noi avevamo a disposizione” dice Pasti. “Quando si trova il giacimento - racconta Massei - è un momento esaltante che non saprei come spiegare. Questa volta, però, non si trattava di un giacimento, ma di uomini disperati”.

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Orizzonti

GROUP RISk MANAGEMENT Intervista con il direttore Claudio Machetti a un anno dalla nascita della Funzione

Il metronomo
a qualche tempo c’è una nuova sigla nella rubrica Enel: si tratta di Grm e si riferisce alla Funzione Group risk management. A un anno dalla sua nascita il direttore Claudio Machetti ci spiega il valore di un’attività tanto complessa quanto poco conosciuta, e capace di portare importanti benefici al Gruppo, in termini economici, di riduzione dei rischi e di immagine presso agenzie di rating, banche e investitori. Qual è la definizione di risk management? È la disciplina che si occupa di gestire e monitorare tutti i rischi connessi all’attività d’impresa che possono avere un impatto significativo sui numeri economico-finanziari del Gruppo. Il nostro obiettivo non è quello di confrontarci con tutti i rischi del gruppo, che sarebbe più un’attività da auditors, quanto invece quello di concentrarci sulle poche decine di rischi principali a elevato impatto economico-patrimoniale, ma su questi andare in profondità. Per esempio? Le fluttuazioni del prezzo dell’energia, dei combustibili, delle altre materie prime e della CO2, che noi chiamiamo “rischio commodities”. Oppure eventuali cambiamenti politici e soprattutto regolatori nei Paesi in cui siamo presenti o in cui vorremmo entrare. E questo è il “rischio Paese”. O ancora il rischio legato alla fluttuazione di variabili finanziarie come

di un’impresa
D
i tassi d’interesse o di cambio. Fino ad arrivare all’esposizione creditoria nei confronti dei grandi clienti, che definiamo rischio “su credito” o “controparte”. Ciascun tipo di rischio è seguito da una Unità ad hoc composta da personale altamente specializzato. Si aggiungono due Unità che coordinano le attività estere e il progetto Enterprise Risk Management. Questa attività in Enel veniva già svolta. Perché è stata centralizzata? Per un Gruppo come Enel, con una forte diversificazione geografica e tecnologica, è fondamentale poter disporre di una struttura centrale che abbia un “cruscotto” informatico da cui si possano rilevare e quantificare in modo tempestivo tutte le posizioni di rischio. E che sia in grado di dettare agli operatori – in coerenza con gli obiettivi di budget – i limiti entro cui mantenere l’esposizione al rischio, nonché controllare che queste policies vengano rispettate. Una visione globale consente, inoltre, di compensare tra di loro le posizioni di rischio dello stesso tipo ma di segno opposto, attraverso tecniche di risk netting. Comunque non siamo soltanto una struttura centralizzata. Proprio al fine di rendere più efficace questa attività, stiamo aiutando le società estere del Gruppo a costituire loro Unità di risk management sotto il nostro coordinamento. A quale modello vi siete ispirati per organizzare la Funzione? Prima della sua costituzione abbiamo condotto un’attività di benchmarking in Italia e in Europa, cioè abbiamo verificato quali fossero gli esempi

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da imitare, in particolare nel nostro settore, ma anche in altri. È emerso che, a parte le banche, sono davvero poche le aziende che hanno un sistema di Grm avanzato. Il nostro obiettivo è proprio quello di favorire la transizione della gestione dei rischi verso un modello di tipo bancario. Del resto c’è una similitudine lampante tra il nostro mondo e quello del credito. Seppure con diverse sfumature contrattuali, entrambi trattiamo un solo tipo di prodotto, o se vogliamo una “commodity”. Noi l’energia e loro il denaro. Che risultati avete ottenuto con la gestione accentrata? Intanto abbiamo già iniziato a definire le prime policies di Gruppo in tre aree di rischio come il credito (modalità e limiti all’esposizione verso singole controparti), la finanza (essenzialmente tassi d’interesse e cambio) e le commodities (modalità e limiti all’operatività sulle singole commodities). A partire dal 2011, insieme agli obiettivi di budget, gli operatori interessati riceveranno anche una sorta di codice di comportamento corporate sui rischi. La nostra non è solo un’attività di monitoraggio e controllo, ma anche d’informazione di alto valore aggiunto. Si pensi ad esempio all’importanza di aver finalmente quantificato, in merito al rischio commodities, i vantaggi che il Gruppo Enel trae dalla diversificazione geografica. Parliamo di cifre nell’ordine di svariate centinaia di milioni di Euro. Come comunicate i risultati delle vostre analisi? Ogni prodotto è destinato a una platea specifica. Si tratta in molti casi di informazioni sensibili che pertanto non possono avere una vasta diffusione a livello di Gruppo, anche al fine evitare il rischio che dati particolarmente delicati possano finire nelle mani sbagliate. Recentemente abbiamo realizzato e diffuso il primo numero del nostro report sul rischio Paese dove ogni singola realtà in cui siamo presenti è analizzato sulla base di oltre settanta variabili soprattutto quantitative (macroeconomiche, fiscali, commerciali, politiche, regolatorie, etc.). A questo lavoro è stata data diffusione presso i direttori di holding, i capi divisione ed i responsabili delle countries. Nel caso di gestione di rischi di tipo finanziario, creditizio e commodities, questa è intimamente legata all’attività operativa, pertanto i nostri interlocutori sono evidentemente gli operatori in giro per il Gruppo che affrontano nella loro attività queste tipologie di rischio. Parliamo delle assicurazioni… Qui uno degli obiettivi attuali riguarda l’integrazione con Endesa. Per questo è in corso di realizzazione un assessment globale di tutti i rischi e le posizioni assicurative del Gruppo. L’obiettivo finale è quello di ottimizzare le coperture assicurative a livello consolidato, e di poterci presentare sul mercato assicurativo, già a partire dal 2011, come un’unica entità, cosa che dovrebbe consentirci di negoziare condizioni più vantaggiose. Perché è importante far conoscere l’esistenza della Funzione Grm? È cruciale far conoscere la nostra attività sia all’interno del gruppo che all’esterno. Nel primo caso possiamo acquisire le informazioni senza le quali il nostro lavoro non sarebbe neanche immaginabile, e quindi fornire ai colleghi strumenti di lavoro sempre aggiornati. A proposito di comunicazione interna voglio qui anticipare che nel corso del mese di novembre realizzeremo la nostra prima cascade, la cui finalità è proprio quella di farci conoscere e far conoscere un’attività che da molti colleghi è ancora considerata quasi da iniziati. Non meno importante è la visibilità esterna. Perché se comunichiamo a banche, investitori e agenzie di rating le nostre politiche di gestione del rischio, ovvero come monitoriamo, gestiamo e regolamentiamo le varie tipologie di rischio, questi grandi attori del mercato finanziario sapranno che da noi non possono avere sorprese su tutta una serie di fronti: ciò non può che migliorare il giudizio sull’affidabilità dell’azienda. In generale avere un sistema efficace di risk management e comunicarlo nella maniera corretta al mercato produce una riduzione nella percezione del rischio da parte di banche, investitori e agenzie. Ciò ha effetti positivi sul premio per il rischio attribuitoci dal mercato e quindi riduce il costo del debito. Un contributo decisivo al valore del nostro titolo azionario.

Quattro strumenti innovativi
Calcoli fisico-matematici, centrali informatiche del rischio, linee guide globali di gestione, report periodici sulla situazione politico-socio-economica dei Paesi in cui Enel è presente. Ecco gli strumenti di cui si serve la Funzione Group risk management.

Quantificare i rischi di piano
“Stiamo avviando un progetto che ha la finalità di analizzare i rischi connessi al raggiungimento dei target di budget e del Piano industriale” spiega Cesare Chiabrera, responsabile dell’Unità Financial and Strategic risk management. “Con un approccio probabilistico, valutiamo gli impatti di possibili variazioni di variabili macroeconomiche sui risultati del Gruppo. Lo scopo non è quello di fare previsioni sull’andamento delle economie, ma comprendere se e in che misura gli obiettivi del Gruppo e la redditività dei principali progetti di investimento siano coperti dai rischi connessi al verificarsi di scenari macroeconomici e di mercato avversi”.

La centrale del rischio
“L’insolvenza di grandi clienti industriali o di istituzioni finanziarie può avere un impatto rilevante sui nostri conti economici”, spiega Andrea Polli, responsabile Credit and Counterparty risk management. “Da qui l’importanza di sviluppare modelli interni di Gruppo in grado di stimare la probabilità di default (l’insolvenza, ndr) di una controparte. Un ulteriore strumento di cui intendiamo dotarci è la centrale rischi interna, simile a quella in uso nel sistema bancario, che consentirebbe di avere una visione unitaria delle esposizioni, attive e passive, che il Gruppo ha verso le singole controparti. La centrale è un efficace strumento di monitoraggio per aumentare la visibilità di alcuni fenomeni di rischio”.

Linee guida di Gruppo
Roberto Balzerani è responsabile dell’Unità Commodity risk management. Ci racconta come le policy di Gruppo servano per dettare linee guida globali ai singoli operatori. “Non soltanto in termini di limiti ai livelli di rischio fino a cui ci si può esporre, ma anche per quanto riguarda metodologie, strumenti, modelli per la gestione e la misurazione di tutti i rischi”. Per metterle a punto è stata svolta un’indagine in tutte le società del Gruppo su come viene gestito il rischio commodity sotto ogni profilo: governance, organizzazione, processi, informatica e competenze. “Abbiamo riscontrato una diversificazione piuttosto importante, ma abbiamo trovato anche delle best practice” dice Balzerani. Così abbiamo preparato una bozza di policy che stiamo cercando di finalizzare”.

Paesi a punteggio
Il report sul rischio Paese è un documento pubblicato ogni tre mesi con i risultati del Country Risk Valuation Model. Uno strumento per valutare dal punto di vista quantitativo la situazione di un contesto nazionale, come afferma Gabriele Frea, responsabile Unità Country risk. “Il report copre tutto il perimetro Enel e alcune economie di interesse (Germania, Regno Unito, Giappone, India, Cina, ndr) per un totale di 34 nazioni”. Vengono elaborati circa 70 indicatori raggruppati in tre dimensioni (economico-finanziaria, politico-istituzionale e regolatoria). Lo strumento è specifico per l’industria dell’energia. “Ciò – sottolinea Frea - lo rende molto utile per valutare nuove opportunità di business e definire i conseguenti indirizzi strategici”
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Orizzonti

Dal 2000 il Sistema Professionale descrive i mestieri in azienda. Vi raccontiamo come funziona

Le famiglie non sono tutte uguali

I

l modo più diffuso per rappresentare un’azienda è l’organigramma. Per completare la comprensione dell’organizzazione dal punto di vista delle professionalità che all’interno vi operano, il modo migliore è senz’altro il Sistema Professionale e cioè la mappa dei mestieri e delle competenze tecnico professionali presenti nelle strutture. Il sistema professione è in pratica lo strumento che descrive le caratteristiche necessarie per svolgere al meglio processi e attività e le conoscenze necessarie a ricoprire i mestieri. In particolare il Sistema professionale definisce i ruoli in base alle competenze e, mediante un confronto tra quelle possedute dagli individui e quelle richieste, è possibile assicurare un’evoluzione professionale coerente delle persone nel tempo. Questo strumento permette di individuare i bisogni di ogni famiglia professionale e di realizzare progetti di formazione specifici. Facilita infine il disegno dei percorsi professionali tra le diverse realtà dell’azienda, legando il percorso alle competenze piuttosto che al disegno organizzativo.

Il processo di definizione dei mestieri e delle conoscenze correlate è molto impegnativo e richiede una stretta collaborazione tra i diversi attori, soprattutto tra Linea e Funzione del Personale. Alla Linea viene chiesto di descrivere come funziona il business, al Personale di mettere a disposizione la metodologia per disegnare il sistema e gli strumenti per renderlo operativo. Entrambe, poi, devono collaborare in modo che sia continuamente aggiornato. Il Sistema Professionale è stato introdotto in Enel nel 2000 ed è stato aggiornato una prima volta nel 2004. I cambiamenti intervenuti nel mercato dell’energia, con la conseguente nascita di nuovi profili professionali e la necessità di definire un impianto valido a livello globale, hanno richiesto poi nel 2009 una seconda e più profonda rilettura dei mestieri presenti in azienda che ha portato a rivedere l’intero sistema di definizione dei ruoli. Nella descrizione dei mestieri si è preferito arrivare a un maggior livello di dettaglio, utilizzando anche definizioni più esplicative e vicine al linguaggio della Linea e del mercato del lavoro. Riguardo al piano di revisione si è scelto di non rivedere contem-

Sicurezza trasversale
L’aggiornamento del sistema professionale Safety è parte dell’Integrated Nine Point Safety Improvement Plan, iniziativa trasversale a tutto il Gruppo che ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di salute e sicurezza delle persone che lavorano con e per Enel. L’obiettivo principale è quello di costruire un sistema unico di identificazione e orientamento per le persone che fanno parte della famiglia Safety nelle diverse realtà di business e nei Paesi del Gruppo, che ne specifica ruoli e conoscenze distintivi della loro professionalità. Un modello che assume anche un valore gestionale, di orientamento per la selezione delle persone in ingresso, per la valutazione delle performance e per l’individuazione degli interventi di crescita e di sviluppo professionale. A oggi, dopo l’analisi dei tratti distintivi locali e di business, sono stati identificati i profili attesi, con i ruoli e le relative conoscenze. È stato avviato nelle divisioni Internazionale e Energie rinnovabili un progetto pilota di mappatura delle persone e di valutazione delle conoscenze: un momento importante per il confronto tra il punto di vista delle risorse (autovalutazione) e dei loro capi (valutazione), a valle del quale identificare azioni di miglioramento.

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Famiglia hi-tech
Un sistema di gestione e sviluppo delle risorse umane integrato e globale richiede un sistema professionale che valorizzi i mestieri e le conoscenze delle persone. In quest’ottica, è stato realizzato ICT Human Capital System, con l’obiettivo di comprendere la complessità delle organizzazioni nei differenti contesti Enel nel mondo e garantire la globalità del nuovo sistema professionale nell’area ICT. Il progetto, partito a gennaio 2010, ha coinvolto i colleghi di Enel Italia, Endesa (Spagna e America latina), Enel Russia, Enel Romania ed Enel Slovacchia. Sono state condotte interviste individuali ai responsabili di Funzione e realizzati focus group con gli opinion leader delle diverse realtà ICT. Il risultato è un modello delle competenze valido al di là dei confini geografici e rappresentativo di tutte le principali professionalità presenti nell’area ICT. A ottobre è partita la fase pilota della campagna di valutazione delle conoscenze tecnico professionali, al fine di validare il modello. È stato testato su circa 250 persone di alcune unità rappresentative delle aree di Milano-Sesto San Giovanni per l’Italia, Bucarest per la Romania, Barcellona e Colombia per Endesa. Conclusa questa fase seguirà per tutto il mese di novembre e dicembre la fase del feedback.

poraneamente tutte le aree e famiglie professionali, ma di procedere per passi. A partire sono quelle “globali”, ovvero che sono presenti trasversalmente in tutti Paesi. La funzione Amministrazione Finanza e Controllo ha assunto il ruolo di pioniere: sono già stati disegnati i ruoli professionali e durante lo scorso agosto è stata completata la fase di valutazione delle competenze. A seguire sono state riviste le aree ICT e Safety ed è ora in corso la fase di valutazione.

il portafoglio di competenze e approfondire la conoscenza delle persone. La fase di feedback inoltre ha favorito uno scambio costruttivo sui contenuti professionali di ognuno”. Paola Giannone, responsabile Personale corporate “Per la Linea i vantaggi del sistema sono tanti. Innanzitutto avere un sistema aggiornato che parli il linguaggio della stessa Linea ci consente di sapere meglio dove sono allocate le migliori competenze e dove si possa intervenire per migliorare le performance. Inoltre permette una maggiore coerenza nella gestione della mobilità interna, facilitando un costante confronto con il mercato del lavoro”. Carlo Palasciano E dopo la valutazione? La prima risposta concreta è stata la definizione della Academy AFC che ha l’obiettivo di supportare il processo di sviluppo delle competenze e di professionalizzazione delle risorse. In particolare l’Academy punta ad allineare le conoscenze specifiche di ciascun profilo, favorire e rendere efficace il modello di knowledge sharing, incoraggiare lo sviluppo di una cultura comune e facilitare il passaggio di ruoli all’interno di una stessa famiglia o tra famiglie vicine. Paola Giannone

Amministrazione Finanza e Controllo
Perché rivedere il Sistema Professionale per l’area Amministrazione Finanza e Controllo? “L’attuale dimensione del Gruppo e la complessità del business in termini di presenza geografica, molteplicità di stakeholder, diversificazione del portafoglio e sempre maggiore attenzione alla compliance hanno portato la funzione AFC a riconsiderare il proprio modello di funzionamento. Questa revisione non poteva prescindere da una più puntuale definizione delle professionalità. Così all’interno del progetto AFC Improvement program, è stato costituito un gruppo di lavoro (AFC Human Capital) con l’obiettivo di definire un sistema trasversale per i diversi Paesi”. Carlo Palasciano, responsabile Fiscale di Gruppo (AFC) Può fare un esempio di concreta applicazione del Sistema e dei suoi vantaggi? “La prima concreta applicazione è stata il lancio della campagna di valutazione delle conoscenze. Ciò ha permesso ai singoli di avere una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e di confrontarsi, tramite l’autovalutazione, con la lista delle competenze attese dal ruolo. Alla Linea e alla Funzione del Personale ha consentito di aggiornare e mappare

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Orizzonti

Una bolletta per tutti i gusti
ROMANIA Parte la campagna pubblicitaria che mostra le nuove modalità di pagamento semplificato
odalità di pagamento per tutti i gusti. Dice così lo slogan della nuova campagna pubblicitaria di Enel Energie Muntenia ed Enel Energie per la promozione dei nuovi metodi di pagamento delle bollette in Romania. L’iniziativa punta a mostrare le tante soluzioni a disposizione per risparmiare tempo e denaro: le famiglie rumene per esempio possono pagare la bolletta in contanti presso gli sportelli di Bancpost, Brd, Banca Cec, Creditcoop, Piraeus Bank Romania, UniCredit Tiriac Bank e Romanian International Bank, degli uffici postali, nei negozi che mostrano il logo Pay Point o Payzone, presso i distributori di benzina Eni, le stazioni Unikasa e Omv, attraverso Westaco e gli sportelli bancomat di Citibank. La bolletta può essere pagata anche attraverso internet. I clienti possono trovare ulteriori informazioni sui metodi di pagamento a pagina 3 della bolletta, chiamando il call center al numero assegnato a ogni zona e specificato sulla fattura oppure sul sito web di Enel Romania. “L’introduzione di metodi di pagamento alternativi per i nostri clienti rumeni è un passo importante verso il raggiungimento del nostro obiettivo principale che è quello di fornire servizi di ottima qualità con standard europei in tutte le zone del Paese in cui operiamo” ha detto Claudio Zito, Country Manager Romania. “Una strada già intrapresa con il processo di modernizzazione dei centri di assistenza, con il lancio di My Enel, la piattaforma di servizi online e l’imminente apertura di alcuni call center commerciali”.

M

Porte aperte nelle centrali russe
Porte aperte anche in Russia. Gli impianti di Enel Ogk-5 hanno aderito durante l’estate al programma internazionale di Centrali aperte, un’occasione unica per capire meglio come funziona la produzione di energia e quali sono i progetti a tutela dell’ambiente. Grande attenzione è stata rivolta alle famiglie per cui sono stati organizzati eventi sportivi e spettacoli. A cominciare è stata la centrale di Sredneuralsk, che per il terzo anno consecutivo ha aperto le sue porte a circa mille visitatori. “L’Open Plant Day, per iniziativa di Enel, è diventata una buona tradizione per noi per condividere i nuovi progetti e illustrare le tecnologie che vengono impiegate”, ha sottolineato Boris Tarasov, direttore di Sredneuralskaya, nel salutare i residenti che hanno partecipato alla festa. Fra le attività rivolte ai più piccoli anche un concorso, in collaborazione con la polizia stradale di Verkhnaya Pyshma e Sredneuralsk, per verificare la conoscenza delle regole stradali. Poi è stata la volta di Reftinskaya che ha richiamato i residenti di Reftinsky, di Asbest e delle altre aree limitrofe. Scolari e studenti, adulti e bambini hanno potuto conoscere più da vicino la più grande centrale elettrica a carbone del Paese e apprezzare la sua importanza per la sicurezza degli approvvigionamenti di energia nella regione degli Urali e in tutta la Russia. Tante foto ricordo per i bambini che sono stati immortalati sullo sfondo della centrale elettrica con pupazzi a grandezza naturale. Altra occasione di divertimento per i partecipanti sono stati eventi come i tornei tra le squadre dei rappresentanti dei gruppi di lavoro e dei gruppi della centrale elettrica. Molti ospiti sono stati attratti dal programma di intrattenimento interattivo, con spettacoli, quiz e concorsi. Infine a chiudere il programma è arrivata la centrale di Nevinnomysskaya che ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario. Era il 1960 quando venne commissionata la prima turbina, per arrivare al completamento dell’intero corpo centrale nella metà del 1970. Per il futuro di questa centrale Enel Ogk-5 prevede un programma di investimenti per la costruzione e la messa in funzione della turbina a gas a ciclo combinato moderno nel dicembre 2010 con un rendimento di oltre il 57%.

Per maggiori informazioni: www.enel.ro

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L’arte della diplomazia
LA SQUADRA AL ComPLETo Da sin.: Filippo Rodriguez, Valeria Piazza, Claudia Bertola, mauro Battocchi, Andrea Falessi, Angelica Carnelos, Alessia Cascio, massimiliano Calamea, Alessandro Rizzo

A

ll’inizio del Novecento il diplomatico italiano Daniele Varé scriveva che la negoziazione è “l’arte di lasciare che gli altri facciano a modo nostro” Oggi la definizione sembra essere ancora attuale, e non solo nel mondo delle ambasciate. Le grandi aziende, il cui giro d’affari talvolta può essere paragonato al Pil di alcuni Stati, hanno infatti sempre più bisogno di tessere relazioni stabili con i vari governi (ma anche con le organizzazioni internazionali) per poter dire la loro nei contesti che contano. Per questo motivo da qualche tempo Enel si è dotata di un suo “corpo diplomatico” che coadiuva le divisioni e le altre funzioni Corporate nella tutela degli interessi del Gruppo a livello internazionale. A guidare questo gruppo giovane e agguerrito c’è Mauro Battocchi, responsabile dell’unità Affari istituzionali internazionali di Relazioni esterne. Nelle loro riunioni di staff si gira il mondo da un capo all’altro: in pochi minuti si passa dall’Indonesia alla Russia, dal Canada alla Colombia. “Per tutelare i propri investimenti una grande utility come Enel deve avere un rapporto privilegiato e costante con i governi a diversi livelli” ci spiega. “In primis con i capi di governo, per le questioni più strategiche, sino ad arrivare ai ministri dell’economia e dell’energia”. Ma la complessità della governance globale è ormai tale che le relazioni strategiche vanno ben oltre i governi. Per esempio è fondamentale essere ascoltati nei forum multilaterali (G8, G20, Unfccc, Major Economies Forum), nelle organizzazioni internazionali, come l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), o nelle associazioni a vocazione multinazionale come l’E8 e l’Observatoire Méditerranéen de l’Energie (Ome). “Nei consessi si prendono spesso decisioni di lungo periodo che coinvolgono un ampio numero di soggetti” dice Battocchi. “Si prenda il caso della limitazione delle emissioni di gas serra. Si tratta di un cammino lungo e tortuoso, che potrà avere però un forte impatto sulle strategie aziendali. Dunque dobbiamo cercare di far passare il nostro messaggio nei negoziati tra governi”. L’attività diplomatica di Enel è realizzata in stretto coordinamento con il Ministero italiano degli Affari esteri. Non a caso Mauro Battocchi è un diplomatico di carriera. E per il Gruppo lavorano, come consulenti, anche ambasciatori come Alessandro Minuto Rizzo, già vice segreta-

rio generale della Nato, e Francesco Olivieri, capo dell’ufficio Enel di Washington. Per un gruppo multinazionale come Enel, la prospettiva è quella di accrescere i contatti anche con le diplomazie dei principali Paesi in cui opera.

UN NUOVO CODICE PROFESSIONALE
L’impegno dell’Unità Affari istituzionali internazionali è quello di dare coerenza e continuità a queste attività. Nella Funzione Relazioni esterne si stanno sviluppando così una serie di competenze di carattere tipicamente diplomatico, non solo a Roma ma anche nei diversi Paesi in cui l’azienda è presente. “L’esperienza della diplomazia ci dice che ci sono codici e prassi tipici delle istituzioni governative” spiega Battocchi. “Per questo intendiamo costruire un approccio comune per i professionisti Enel dell’advocacy internazionale. Che ci permetta di dialogare al meglio con tutti i governi del mondo”.

IL LAVORO D’ANALISI
Una delle attività più importanti svolte dall’Unità è quella di fotografare le situazioni politiche ed economiche dei diversi Paesi, come spiega Andrea Falessi, responsabile Analisi politico strategica e pianificazione: “Questi rapporti vengono realizzati grazie al contributo di esperti e istituti di ricerca e sono destinati al top management come supporto alle decisioni. Gli ultimi che abbiamo realizzato riguardano il Brasile, dove il 3 ottobre si sono tenute le elezioni presidenziali, la Russia e la Romania”. Adesso l’attenzione è concentrata sul prossimo G20 che si terrà in Corea del Sud e sarà preceduto da un business summit a cui dovrebbe partecipare il nostro ad Fulvio Conti. “Si parlerà anche di smart grids e contatore elettronico, su cui Enel ha una leadership mondiale” precisa Falessi. “Il gruppo di lavoro italo-coreano su questi temi è il frutto dell’intensa attività svolta l’anno scorso durante il G8 de L’Aquila. Una riprova dell’utilità di questa attività diplomatica”.

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Orizzonti

enova è ufficialmente candidata a diventare una delle trenta Smart Cities, le “città intelligenti” selezionate dall’Unione europea per mostrare concretamente come diventeranno i centri urbani nel futuro. Il progetto Smart Cities rientra nel Piano strategico per le tecnologie energetiche (SET-Plan) attraverso il quale l’Ue finanzierà le città che avranno presentato un progetto di sviluppo rispettoso dell’ambiente. La parola d’ordine è l’abbattimento del 40% delle emissioni di gas serra grazie a un mix di efficienza energetica, aumento nell’uso delle fonti alternative, reti di distribuzione intelligente e mobilità elettrica. Tra i parametri di giudizio per la selezione c’è anche la capacità delle singole città di coinvolgere in un unico progetto i vari attori sociali. Proprio come sta accadendo a Genova dove oltre sessanta, tra istituzioni e aziende (tra cui Enel), sono già scese in campo per sostenere la candidatura della città. Per ogni Paese dell’Unione verranno scelte due città su cui far confluire investimenti pubblici e privati, pari a undici miliardi di euro nell’arco di dieci anni per ogni centro. Bruxelles instaurerà poi una corsia preferenziale con le candidate selezionate e i progetti giudicati migliori avranno accesso diretto ai finanziamenti, senza la mediazione del Paese di appartenenza. La città è il luogo ideale da cui partire per costruire un futuro più sostenibile: nel 2008 la popolazione urbanizzata ha superato quella delle

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campagne e l’80% della CO2 immessa in atmosfera è prodotta proprio negli agglomerati cittadini. Per questo i progetti per renderli più sostenibili si moltiplicano: città come Copenhagen, Malaga, Curitiba o Friburgo sono ormai da tempo all’opera per costruire quella che negli Stati Uniti chiamano Emerald city, la “città smeraldo” che non è solo verde, ma anche trasparente, cioè capace di coniugare sviluppo e tutela dell’ambiente. Insomma la città del futuro in cui tutti vorrebbero vivere. La collaborazione fra Enel e amministrazione comunale è partita lo scorso 10 settembre con la firma di una convenzione fra il sindaco Marta Vincenzi e il direttore della Divisione Infrastrutture e Reti, Livio Gallo. Enel contribuirà al raggiungimento degli obiettivi con una serie di iniziative fra cui la realizzazione della nuova cabina primaria in zona Fiera, che servirà fra l’altro ad alimentare la nuova tratta della metropolitana, e lo sviluppo di una nuova rete di distribuzione dell’energia. “Metteremo a disposizione della città iniziative di ricerca, progetti innovativi e il know-how dell’azienda per sostenere la candidatura al progetto Smart City” ha detto Livio Gallo. “L’elemento più importante sarà l’utilizzo delle smart grids che sono un punto centrale dell’innovazione della distribuzione dell’energia”.

CONTATORI PREMIATI
Il primo passo per realizzare una rete intelligente sono i contatori elettronici, una tecnologia per cui Enel è leader mondiale. E a conferma di questa leadership lo scorso 23 settembre è arrivato lo European Utility Awards 2010, il riconoscimento destinato ai migliori progetti promossi dalle aziende tecnologiche europee. La nostra azienda è stata premiata nella categoria Business Performance per l’installazione in Italia di 32 milioni di contatori elettronici integrati col sistema di telecontrollo della rete. Grazie a questa tecnologia è possibile ottenere in tempo reale informazioni sui consumi, sulle interruzioni di tensione, sulle curve di carico, ecc… Il premio è stato consegnato a Michele Giuseppe Salaris, Fabio Borghese e Federico Caleno durante la conferenza Metering, Billing/CRM Europe di Vienna.

Genova per noi

Il capoluogo ligure si candida a diventare una delle città intelligenti dell’Unione Europea

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Vive le vent et le soleil!

Orizzonti

Il governo francese ha approvato una nuova legge per rendere più rapide le autorizzazioni per le fonti rinnovabili

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el panorama europeo la Francia è una delle realtà più promettenti per lo sviluppo della generazione di fonti rinnovabili. Enel Green Power è presente in questo Paese con una capacità totale installata di 92 MW (e altri 58 MW sono in costruzione). Ad agosto è entrato in funzionamento il parco eolico di Haut de Conge, nella regione di Champagne-Ardenne, che con 24 MW di capacità installata rappresenta per l’azienda il secondo impianto per dimensioni in Francia. Anche il governo francese, in linea con gli altri paesi europei, ha implementato nel 2000 uno schema di incentivazione (feed-in-tariff ) con il quale si obbligano Edf e gli altri operatori ad acquistare l’energia prodotta da fonte rinnovabile. “In un Paese in cui il 78% dell’energia prodotta proviene da 58 impianti nucleari, il Governo ha comunque voluto fissare l’obiettivo al 2020 di produzione da rinnovabili al 23% del consumo interno lordo” spiega Roberto Deambrogio, responsabile Area Italia ed Europa della Divisione Energie rinnovabili. “Ciò dimostra che le due fonti energetiche sono assolutamente sinergiche”. In particolare, l’eolico è la principale fonte di crescita nel settore, con una capacità installata di circa 4,5 GW, che colloca la Francia al quarto posto in Europa dopo Germania, Spagna e Italia.

wind farm di piccola taglia impedendo la costruzione di impianti eolici con meno di 5 turbine. Importante sottolineare che gli impianti costruiti all’interno delle specifiche zone di sviluppo eolico (Zde) possono beneficiare di un’incentivazione per i primi quindici anni di esercizio.

NON SOLO EOLICO
Ma fra le priorità del governo francese non c’è solo la crescita del settore l’eolico. Gli incentivi statali sono infatti destinati anche ad altre fonti rinnovabili. Relativamente al fotovoltaico, per il quale si prevede una capacità installata a fine 2010 pari a 850 MW, ai primi giorni di settembre c’è stata una rivisitazione delle tariffe: a beneficiare di quelle più alte saranno gli impianti costruiti nelle regioni del Nord, interessate da un irraggiamento minore, e gli impianti residenziali. La Francia possiede anche un importante parco di impianti idroelettrici di larga e di piccola taglia. Relativamente a questo settore, si prevedono nei prossimi mesi delle gare per l’aggiudicazione delle concessioni in scadenza, a cui Enel Gren Power parteciperà. Proprio la legge “Grenelle 2” ha disciplinato la divisione delle royalties, provenienti dal rinnovo delle concessioni, tra governo, dipartimenti e comuni (in precedenza nulla spettava a questi ultimi), per distribuire i proventi a una platea più ampia dei vari soggetti interessati. La Francia rimane pertanto tra i Paesi europei con ottime potenzialità di sviluppo nel settore delle fonti rinnovabili sia per la disponibilità delle risorse naturali, sia per la stabilità nel sistema regolatorio, come conferma la strategia disegnata dalla “Grenelle 2”. Per questo motivo, Enel Green Power intende perseguire l’obiettivo di rafforzare e incrementare la presenza in un mercato con un così elevato potenziale, facendo leva sulle ampie competenze della società per realizzare nuovi impianti rinnovabili in tutte le tecnologie del settore eolico, idroelettrico e solare.

PROCEDURE PIù VELOCI
A conferma dell’importanza strategica del settore delle rinnovabili, il governo ha approvato in luglio la legge “Grenelle 2”, delineando la strategia di sviluppo sostenibile per i prossimi anni. Nello specifico, la legge si pone l’obiettivo di rendere più rapidi e snelli i processi autorizzativi per le diverse tipologie di progetti di impianti rinnovabili. Inoltre, vengono stabilite le linee guida per il settore eolico, avendo come obbiettivo l’aumento nella taglia media degli impianti. Infatti, la legge si prefigge di evitare il proliferare di turbine isolate e

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Orizzonti

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La centrale che non fa acqua
PRIMATO MONDIALE

uando un’azienda informatica lancia sul mercato un nuovo prodotto, migliaia di sviluppatori in tutto il mondo sono pronti a metterlo alla prova. E spesso trovano soluzioni e applicazioni a cui lo stesso creatore non aveva pensato. Questa volta è successo nella produzione di energia elettrica dal carbone, nella centrale Enel “Federico II” di Brindisi. Dove grazie all’impegno di una task force della Divisione Gem e del personale d’impianto è stato possibile raggiungere un risultato di rilevanza mondiale: dall’isola produttiva non viene più versata nemmeno una goccia d’acqua in mare. Tutto ruota intorno a un’equazione chimica aggiuntiva e a una serie di analisi in laboratorio che hanno permesso ai tecnici di Enel di dare piena applicazione al Softening Evaporation Crystallization (Sec), un marchingegno di fabbricazione statunitense che a sua volta rende efficace lo Zero Liquid Discharge (Zld), il sistema di gestione delle acque che recupera tutta l’acqua utilizzata in centrale azzerando lo scarico.

Con un’idea dei tecnici Gem gli impianti a carbone Enel non verseranno più nemmeno una goccia in mare

“Il Sec è nato negli Stati Uniti per le centrali situate in zone desertiche, quindi con l’obiettivo di risparmiare l’acqua ripulendo e riutilizzando quella utilizzata per la produzione”, afferma Leonardo Arrighi, responsabile Sviluppo e Assistenza Impianti di Gem (Sai). ”Ciò che invece ha spinto Enel ad applicare il Sec è stato un fine di carattere ambientale, e cioè eliminare alla radice qualsiasi tipo di scarico delle acque all’esterno delle centrali a carbone”. “L’obiettivo è stato raggiunto grazie a una task force mista formata da tecnici Sai e dal personale dell’impianto, che per tre mesi ha lavorato intensamente all’interno della centrale di Brindisi”, racconta Vincenzo Cenci, capo della task force e responsabile Unità Combustione ed Effluenti dell’Assistenza Specialistica. “Con la stessa formula e lo stesso obiettivo la task force ha già concluso il suo intervento nella centrale di La Spezia. Ed entro quest’anno anche Civitavecchia e Sulcis potranno usufruire di questa innovazione. Un discorso diverso invece va fatto per Fusina, dove il riciclaggio delle acque è affidato a un consorzio”. Il punto d’orgoglio, però, è rappresentato dal forte interesse che l’Energy Power Research Institute, una società no-profit statunitense che promuove progetti innovativi in campo energetico, ha manifestato per la tecnologia introdotta da Enel. Paul Chu, un inviato del centro di ricerca, ha così visitato con grande soddisfazione le centrali di Brindisi e La Spezia: “Riteniamo che questo sistema di trattamento delle acque sia il più avanzato che esista. Ma ciò che più mi ha impressionato è stato l’atteggiamento proattivo di Enel nello sviluppare un’applicazione così radicale per fronteggiare la severa normativa italiana”. “In sostanza – esemplifica Cenci - grazie all’intuizione dei tecnici Enel il problema dello scarico di acque reflue potrebbe essere risolto in tutto il mondo”.

COME FUNzIONA
Il principio di funzionamento è quello dell’evaporazione dell’acqua e della cristallizzazione dei sali in essa contenuti. L’acqua viene riutilizzata e i sali messi in discarica. “Il Sec è la parte finale del sistema di gestione delle acque, lo Zld (Zero Liquid Discharge), e serve per trasformare l’ultima corrente di scarico in acqua recuperabile e sale solido – spiega Claudio Mosti, tecnico specialista esperto componente della task force. La prima viene riutilizzata in centrale e il secondo è avviato allo smaltimento in discarica”. Dov’era allora il problema? “Dopo tutti gli usi a cui è sottoposta, l’acqua è carica di sostanze chimiche d’ogni tipo che generano incrostazioni dentro le tubazioni”, risponde Mosti. “Per tenerle sotto controllo ed evitare otturazioni, che potrebbero determinare il fermo dell’impianto per sostituire i tubi, si prevede il calcolo di un indice di saturazione per tenere sotto controllo le incrostazioni di gesso. Ma con qualche problema” aggiunge Mosti. “Abbiamo così introdotto un nuovo indice di saturazione che considera anche la forza incrostante del calcare”. Ora il sistema è più efficiente.

BRiNDiSi Una vista della centrale

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Sicurezza

Tutto pronto
onto alla rovescia per la terza edizione dell’International Safety Week (ISW). Dall’8 al 14 novembre il Gruppo focalizzerà l’attenzione sulla sicurezza, tratto distintivo della vita quotidiana dell’azienda in tutti i Paesi in cui è presente. Per cinque giorni, l’anno trascorso al lavoro diventerà anche oggetto di riflessione, condivisione e informazione a 360 gradi per proseguire il cammino verso il traguardo “Zero infortuni” che vede impegnata l’azienda a ogni livello, dal management ai colleghi che lavorano negli impianti o per le strade delle nostre città.

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Dall’8 al 14 novembre la terza edizione dell’International Safety Week per riflettere insieme sulla sicurezza

TRE ANNI IN CRESCENDO
Il moltiplicarsi delle iniziative e dei partecipanti registrato nelle prime due edizioni del ISW dà l’idea della serietà con cui i colleghi nelle diverse parti del mondo rispondono al costante invito riassunto nel motto “Safety first”. Nel 2008 Enel aveva organizzato circa 350 eventi, 90 simulazioni di sicurezza, 50 sessioni di formazione e informazione, 20 family day e incontri con imprese appaltatrici, scuole, associazioni. L’anno scorso gli eventi sono quasi triplicati: viene raggiunta quota 994, le persone coinvolte nei vari momenti sono stati quasi 70mila e ben 23 Paesi hanno partecipato all’ISW realizzando 199 iniziative.

VERSO IL TRAGUARDO zERO INFORTUNI
Il 2010 sarà quindi una nuova tappa di questo cammino. Il programma, in via di definizione, sottolineerà in particolare la salute sul posto di lavoro e i tre ambiti operativi della safety. Sotto i riflettori ci sarà la responsabilità verso le società appaltatrici e il loro dovere di condividere la mission di Enel verso il traguardo Zero Infortuni. Ci saranno anche i cosiddetti “near miss”, gli incidenti scongiurati da cui trarre insegnamento per prevenire in futuro ciò che poteva accadere. Particolare attenzione verrà dedicata alla gestione delle emergenze per garantire una reazione efficace alle situazioni di pericolo. Focus anche sull’interazione tra responsabilità individuale e collettiva. Il programma delle iniziative che i colleghi organizzeranno nei diversi Paesi sarà disponibile e aggiornato attraverso il sito dedicato alla ISW. Battezzato l’anno scorso con successo, la finestra web sulla giornata vuole offrire sempre più ai colleghi la possibilità di condividere preoccupazioni, suggerimenti e riflessioni sulla sicurezza, valorizzando quanto è già in atto e proponendo sviluppi o progetti per il futuro immediato.

I CASI DELLA VITA
Ad aprire i cinque giorni dell’International Safety Week sarà il lancio della docufiction I casi della vita, realizzata per Enel da Corso Salani, il regista scomparso prematuramente lo scorso giugno. La pellicola, scritta da Salani, alterna il racconto di testimonianze dirette e reali da tutto il mondo Enel, ricostruendo la dinamica di incidenti realmente avvenuti, a episodi di invenzione, con personaggi di finzione che esprimono il dramma umano degli operai infortunati e dei loro cari. Incidenti, fatalità, eventi che dirottano il corso di un’esistenza verso direzioni impreviste, trasformando storie, rapporti, sentimenti.
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Sostenibilità

ViTToRio VENETo La centrale idroelettrica di Nove

Mi ricordo risorse verdi
ono il nostro futuro ma affondano le loro radici in un grande passato. Parliamo delle fonti rinnovabili che devono il loro momento di grazia odierno proprio al lungimirante lavoro di ricerca e di investimento realizzato negli ultimi decenni. Per questo motivo l’Archivio storico Enel ha deciso di dedicare alle risorse non fossili la seconda monografia tratta dai documenti storici qui custoditi: “Storia dell’energia verde” racconta il cammino percorso dalla nostra azienda dai primi passi nell’idroelettrico e nel geotermico sino alla recente nascita di Enel Green Power. La prima monografia è stata dedicata al nucleare in Italia. Attraverso le testimonianze conservate nell’Archivio storico, Giovanni Paoloni e Margherita Martelli hanno ricostruito questo percorso, spiegandone gli effetti ambientali ed economici sul nostro Paese. L’Italia, infatti, non solo presenta risorse particolarmente ricche per quel che riguarda corsi d’acqua, montagne, sole, vento, fluidi geotermici, ma può anche vantare scienziati e imprenditori attenti e lungimiranti che hanno saputo dar vita a una produzione di energia innovativa e all’avanguardia. Se è assoluto il primato italiano nel campo dell’energia geotermica, non è da meno quello delle costruzioni, come dimostrato dal primo grande impianto idroelettrico in Europa a Paderno d’Adda, la più grande centrale solare a torre e a specchi ad Adrano, in Sicilia e il grande impianto fotovoltaico in Campania, a Serre Persano. Raccontare la lunga storia di successi e investimenti nell’energia “verde” è importante per prendere coscienza del percorso energetico compiuto dal Paese e stimolare gli slanci futuri. Oggi infatti tutto il mondo guarda con estrema attenzione allo sviluppo delle fonti rinnovabili: gli stakeholder, gli analisti e gli investitori sono in prima fila, e l’azienda promuove con impegno le migliori pratiche sul rispetto ambientale, la minimizzazione degli impatti, la prevenzione e il controllo dei rischi, l’innovazione tecnologica. “Un’opportunità industriale e sociale per il nostro Paese” come la definisce l’amministratore delegato di Enel Green Power Francesco Starace, nella premessa al volume. “La costituzione di Enel Green Power, l’accorpamento di tutte le attività nel settore delle fonti rinnovabili di Enel ed Endesa in Spagna e Portogallo, la filiera di progetti in sviluppo nei prossimi anni – si legge inoltre nella prefazione di Piero Gnudi, Presidente Enel – fanno sì che Enel Green Power sia oggi uno dei principali operatori mondiali, in grado di dare un contributo nel risolvere la difficile equazione sviluppo economico e compatibilità ambientale”. Un mondo, insomma, che punta dritto al giorno in cui la dipendenza dalle fonti fossili sarà terminata.

ANChE NEL 2011 ENEL NELL’ INDICE DOw JONES
Per il settimo anno consecutivo nel 2011 Enel farà parte dell’indice World di Dow Jones (Djsi World), uno dei più prestigiosi indicatori internazionali delle performance aziendali dal punto di vista ambientale e sociale. Inoltre dal 2009-2010 è stata riconfermata la sua presenza nel Dow Jones Sustainability Stoxx Index (Djsi Stoxx). “Un’ulteriore conferma dell’impegno di tutto il Gruppo nel mantenere standard di sostenibilità e trasparenza di livello mondiale” come ha commentato l’ad e dg Fulvio Conti. Ottima, in particolare, è stata la valutazione da parte degli analisti delle performance di Enel in ambito “Occupational Health and Safety”. Enel ha conseguito un punteggio di 97, posizionandosi a soli due punti dalla migliore che ha totalizzato 99 e molto al di sopra del punteggio medio, che è stato di 68. Il risultato è estremamente positivo ed evidenzia un notevole miglioramento rispetto alla valutazione dello scorso anno in cui la nostra azienda aveva conseguito un punteggio di 65. Il Djsi Stoxx traccia le performance delle prime 120 aziende (il 20% su un totale di 600 partecipanti) nelle rispettive nazioni, mentre il Djsi World prende in considerazione le 250 migliori società al mondo sulla base di criteri economici, ambientali e sociali. Per accedervi le società devono periodicamente dimostrare, attraverso il costante contatto con gli analisti di riferimento e la compilazione di un questionario annuale, di mettere in atto pratiche di eccellenza nella sostenibilità. Secondo Sam Dow Jones, Enel risulta, inoltre, sustainability leader italiana nel settore elettrico. È stata confermata la presenza negli indici Dow Jones anche di Endesa.

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a prima medaglia è arrivata a soli undici anni, ai campionati italiani di nuoto nei 50 e nei 100 metri stile libero. Negli anni seguenti l’escalation non si è arrestata, fino ad arrivare ai recenti mondiali del Comitato Paralimpico Internazionale a Eindhoven, dove ha strappato l’oro nei 100m stile libero e nei 100m dorso, stabilendo il primato mondiale per le due gare nella sua categoria. Cecilia Camellini, classe 1992 e modenese di nascita, non lascia spazio ai dubbi: nuotare è la sua passione malgrado le difficoltà che ogni giorno deve affrontare un’atleta non vedente. Proprio per questo è stata scelta come testimonial della Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico, che si terrà il prossimo 14 ottobre. Con Enel Insieme ha parlato delle sue aspirazioni, del futuro, e di cosa si potrebbe ancora fare nel mondo sportivo per supportare chi vive una disabilità. A diciott’anni sei già una campionessa... Come è nata la tua passione per il nuoto? Ho sempre amato questo sport fin da piccola. A tre anni ho provato a iscrivermi ai corsi, anche perché volevo capire come fosse fatta una piscina. In famiglia già mio fratello nutriva questa passione, forse un po’ mi ha contagiato: da lì sono andata avanti, disputando i primi campionati italiani a undici anni. L’Italia è una corazzata del nuoto. Ti sei mai allenata con i campioni della Nazionale? “Ho avuto il piacere di nuotare con Federica Pellegrini solo poche settimane fa: abbiamo fatto qualche vasca insieme e ci siamo confrontate: è stato divertentissimo! Nuoti da quando avevi tre anni. L’acqua per te è l’elemento più familiare? Decisamente. Al di là delle piscine, che frequento assiduamente per allenarmi, mi piace tantissimo andare al mare: per me l’acqua è una

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Enel Cuore

valvola di sfogo, mi trasmette una sensazione di libertà, mi fa scivolare e mi sostiene allo stesso tempo. Quali sono le difficoltà che incontri come atleta disabile? Una su tutte, la ricerca degli spazi. Non tutte le piscine sono disposte a cedere un’intera corsia per i miei allenamenti, e nuotando con più persone faccio tanta fatica, perché c’è il rischio di andare a sbattere. Cosa si potrebbe fare per rendere questa realtà più conosciuta? Per esempio modificare il calendario dei campionati italiani, cercando di avvicinare temporalmente le gare dei normodotati a quelle dei disabili: non propongo di disputarle simultaneamente, ma almeno una dietro l’altra. È possibile per un atleta disabile pensare di vivere di sport? Dipende da quanto è forte questa passione: non è nei miei progetti futuri, e non credo che fare l’allenatrice possa essere la mia strada. Sto per finire il liceo classico, mi piace la Facoltà di Lettere quindi credo che mi iscriverò all’università. Che consiglio daresti a un ragazzo disabile appassionato di sport? Di non fermarsi di fronte alla paura, soprattutto se intende praticare l’attività a livello agonistico. Lo sport è in primis socializzazione, vivere insieme e aprirsi agli altri: da qui è poi possibile capire se stessi.

Lo stile di Cecilia
Cecilia Camellini, 18 anni non vedente Argento 50 e 100 sl Paralimpiadi di Pechino 2008 Oro100 dorso e 100 sl Mondiali Paralimpici Eindhoven 2010

“NON CAPISCO COME FACCIANO CERTE PERSONE A NUOTARE CON GLI OCCHI APERTI.”

SCOPRI LE STRAORDINARIE ABILITÀ DEGLI ATLETI DISABILI. 14 OTTOBRE, GIORNATA NAZIONALE DELLO SPORT PARALIMPICO.
Enel Cuore Onlus e il Comitato Italiano Paralimpico ti invitano alla Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico che avverrà in contemporanea nelle piazze di Roma, Torino, Firenze, Genova, Cagliari, Lecce, Avellino, Vicenza, Messina, Varese, Campobasso, Reggio Emilia e Spoleto. Un evento unico di sport e di gioco che potrai vivere avvicinandoti alle discipline paralimpiche e ai loro atleti straordinari. Una giornata di integrazione dove a trionfare non saranno gli sportivi disabili o normodotati ma i valori più veri della competizione. Vieni a conoscere lo sport che non conosce d i f f e r e n z e . w w w. e n e l c u o r e . o r g e w w w. c o m i t a t o p a r a l i m p i c o . i t

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Prisma

UNA CARICA ELETTRICA CI PORTA NEL FUTURO.

A volte ritornano. Al futuro
Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo... con una DeLorean?” “Dovendo trasformare un’automobile in una macchina del tempo perché non usare una bella automobile?” In Ritorno al futuro Marty McFly non riusciva a credere ai suoi occhi: Doc, lo scienziato pazzo, aveva deciso di usare la mitica vettura dalle portiere ad ali di gabbiano come strumento per i suoi viaggi nel tempo. E forse, un po’ di quella meraviglia sarà nei nostri occhi quando vedremo quell’auto da fantascienza scorrazzare per le strade italiane. Proprio così. La DeLorean, la stessa utilizzata durante le riprese del film di Robert Zemeckis, partirà il 25 ottobre da Milano per arrivare il 28 sul red carpet del Festival Internazionale del Film, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’occasione è il venticinquesimo anniversario del cult movie che ha segnato l’immaginario dei giovani degli anni Ottanta: la DeLorean Dmc-12 diventerà così protagonista di un viaggio a tappe alimentato esclusivamente da energia elettrica mirato a promuovere un nuovo “ritorno al futuro”, e cioè quello che porterà nei prossimi anni sulle nostre strade tanti veicoli a zero emissioni. Nato dalla collaborazione tra Enel e Roberto Vezzi di eCars Now! Italia, la prima community open source in Italia dedicata alla trasformazione di veicoli a combustione in auto elettriche, il tour sarà raccontato in un diario di bordo su un blog ideato dalla rivista scientifica e tecnologica Wired e rilanciato sui profili social network di Enel: su Twitter si potranno trovare tutte le news in diretta; su Facebook ci saranno le foto e i video del making of e del viaggio su cui gli iscritti potranno lasciare il proprio commento; su YouTube sarà possibile vedere tutti i filmati realizzati da Wired durante il percorso.

Una DeLorean elettrica in viaggio da Milano a Roma per lanciare la mobilità a zero emissioni
L’automobile elettrica avrà un’autonomia di 150-200 chilometri. Milano, Bologna, Pisa, Firenze, Roma: queste le tappe in cui Enel metterà a disposizione le sue colonnine per permettere alla DeLorean di fare il carico di energia. Progettate per erogare una potenza massima di 20 kW, le colonnine supportano un innovativo sistema di comunicazione reteveicolo capace di gestire attivamente il processo di ricarica, riconoscendo attraverso una card il cliente che accede al servizio. Non a caso, il viaggio tocca le principali città in cui Enel è impegnata nello sviluppo di progetti per lo sviluppo della mobilità elettrica: il progetto pilota e-mobility Italy, che vede Enel e smart protagonisti di una sfida all’avanguardia, prevede la diffusione a Roma, Pisa e Milano di cento smart electric drive che si ricaricheranno di energia nelle centinaia di punti di ricarica sia pubblici, dislocati nelle strade delle città, che privati, installati da Enel nei box o garage dei cittadini.

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Prisma

ELEoNoRA ABBAGNATo La ballerina palermitana è tra i big della rassegna

Tersicore,

la danza che scatena energia
ovimenti crudi, taglienti, eppure umani: sei ballerini si alternano apparendo e scomparendo dagli squarci di una tela bianca che fa da sfondo al palcoscenico. Danzano al ritmo di suoni metallici, di melodie da carillon o di voci sussurrate. Sembra quasi che non tocchino il pavimento, che galleggino nel vuoto. Sleepless, prima di quattro coreografie, ha aperto così lo spettacolo dei Nederlands Dans Theater II, nell’inaugurazione della quinta edizione di Tersicore. Nuovi spazi per la danza, la rassegna che l’Auditorium Conciliazione, con il sostegno di Enel, dedica fino al 13 novembre all’arte della danza. Una finestra rara, se non straordinaria in Italia, che si affaccia su una disciplina artistica poco scelta dai calendari culturali: non a caso il titolo del festival richiama una delle nove muse della mitologia greca, protettrice della danza e, insieme alle altre figlie di Zeus, ideale supremo dell’arte. Durante il primo spettacolo, la compagnia di giovanissimi ballerini ha messo in scena coreografie contemporanee su una compilation di generi e musica che ha unito la tradizione israeliana a Somewhere over the rainbow in versione techno, a Sway di Dean Martin. E il pubblico in sala ha risposto appassionandosi e coinvolgendosi sino a diventare parte attiva dello spettacolo: scesi nella platea dell’Auditorium, i ballerini hanno invitato alcuni spettatori a danzare con loro sul palco. Niente disordine: la coreografia era impeccabile, divertente. “Quei ballerini professionisti – ha commentato uno dei protagonisti improvvisati scelti tra il pubblico – sembravano dirci: ‘Coraggio, ascoltate il linguaggio del vostro corpo, provateci anche voi’”. Oltre a tendere la mano agli spettatori, i Nederlands Dans Theater II si

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sono raccontati, comunicando la bellezza della normalità che c’è dietro i loro movimenti silenziosi: camminando in riga lungo il palcoscenico, uno alla volta i ballerini hanno lasciato il gruppo per esibirsi individualmente al suono della loro stessa voce, suscitando la tenerezza e l’ilarità del pubblico. “Mi piace bere, bevo sempre prima di salire sul palcoscenico”, “I miei genitori sono non udenti, nella danza ho trovato il mio modo di comunicare senza parole, anche con loro”, “La mia passione è la danza ma amo anche cucinare: la mia specialità è la zuppa gialla”. Lo spettacolo continua. In programma ci sono le esibizioni della compagnia Ballet Preljocaj il 7 ottobre, con una serata ispirata a un concerto del compositore statunitense John Cage nel 1977, della ballerina dell’Opéra Garnier di Parigi, Eleonora Abbagnato, che il 22 e il 23 ottobre interpreta brani dei grandi capolavori della danza del Novecento insieme ad artisti di fama internazionale e, il 13 novembre, delle rielaborazioni contemporanee dei classici nelle coreografie di Emanuel Gat. “È un sogno unire insieme l’esperienza dei più importanti coreografi del mondo, con cui ho avuto la fortuna di lavorare, e quella di tutti i grandi artisti che hanno fatto parte del mio percorso artistico – ha detto la Abbagnato, che è stata designata madrina d’onore del festival -perché noi sappiamo il lavoro che c’è dietro, gli anni di sacrificio che hanno portato a questi grandi risultati: i due spettacoli che porteremo in scena nell’ambito della rassegna Tersicore saranno in grado di tirar fuori qualsiasi tipo di energia”. “Trattandosi di un evento di innovazione – ha sottolineato Valerio Toniolo, amministratore delegato dell’Auditorium Conciliazione – Tersicore. Nuovi spazi per la danza trova in Enel un contributo quasi naturale”.

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Intercultura

Sceltipervoi
Libro New Media

Tra il dire e il fare c’è di mezzo la responsabilità sociale
Negli ultimi anni la responsabilità sociale d’impresa (Csr nell’acronimo inglese) si è conquistata un ruolo sempre più importante nelle strategie aziendali. E che l’interesse nei confronti della Csr sia crescente lo dimostrano i 2.500 visitatori della sesta edizione del salone “Dal Dire al Fare”, che si è svolto il 28 e il 29 settembre presso l’università Bocconi di Milano. E sono ben ottanta i progetti presentati nel corso della due giorni che si è rivelata una finestra importante per lo scambio delle best practice della sostenibilità. Anche Enel ha partecipato al salone promuovendo le sue attività di responsabilità d’impresa e quelle di filantropia di Enel Cuore, nello spazio Edicola e nel suo stand. Durante il convegno d’apertura “Sostenibilità, innovazione, sviluppo: i vantaggi dell’agire responsabile”, i relatori si sono chiesti se la responsabilità sociale d’impresa sia un lusso o un vantaggio competitivo. A conferma della seconda ipotesi sono stati presentati i risultati di un sondaggio condotto tra i cittadini dai promotori dell’evento: oltre l’80% degli intervistati ritiene che una società sostenibile passi attraverso il cambiamento delle proprie abitudini di consumo, mentre il 70% circa sottolinea l’importanza dell’educazione e del ruolo delle scuole. Nel nostro Paese è quindi diffusa una concezione “avanzata” della Csr, vista come strumento d’innovazione per la sostenibilità dell’impresa e della comunità di cui l’impresa è parte.

Una settimana coi social network
Dal 20 al 24 settembre a Milano si è svolta la Social Media Week, manifestazione internazionale che promuove le potenzialità offerte da Internet e dalle nuove piattaforme social. Lanciata per la prima volta a New York e giunta alla terza edizione, quest’anno la Social Media Week ha fatto la sua prima apparizione in Italia, svolgendosi in contemporanea in altre quattro città nel mondo: Bogotà, Buenos Aires, Città del Messico e Los Angeles. Al centro dell’attenzione i social media, un fenomeno che ha raggiunto dimensioni globali e caratteristiche dirompenti, con nuove dinamiche di interazione e rapporto tra gli iscritti e tra utenti e aziende. L’obiettivo delle quattro giornate: diffondere la conoscenza sulla rete e i social media, tramite trenta eventi gratuiti e aperti al pubblico. Con la possibilità di incontrare persone e aziende e interagire con loro in maniera inedita. D’altronde gli italiani attivi sul web sono ben 25 milioni. Di questi, ben 16 milioni utilizzano Facebook, il social network numero uno al mondo, a cui si aggiungono diverse altre piattaforme in costante ascesa, come il servizio di messaggistica Twitter, la piattaforma professionale Linkedin, e la rete di appassionati di fotografia Flickr. La manifestazione si è chiusa con dei numeri importanti: in cinque giorni di incontri si sono tenuti ben novanta eventi gratuiti con più di 250 relatori italiani e internazionali e 25mila partecipanti.

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www.daldirealfare.eu www.socialmediaweek.org/milan

28 Enel Insieme Ottobre 2010

Intercultura

Intreminuti
IL GRANDE NIDO
Laboratorio didattico
Il laboratorio, realizzato in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e con il supporto di Unicef,patrocinatore del progetto,coinvolgerà attivamente nell’esperienza artistica i bambini delle scuole elementari, chiamati a costrui re tutti insieme “un grande nido”, una sorta di Arca di Noè per la salvezza dell’umanità. La partecipazione dei bambini ha lo scopo fondamentale di stimolarli alla riflessione sul valore che la casa ha per ogni essere umano, come estensione affettiva di sicurezza, aiutandoli a sviluppare un sentimento di solidarietà nei confronti di coloro che hanno maggiore difficoltà a realizzare questo bene primario. Il grande nido che i bambini costruiranno nelle sale dedicate al laboratorio, dopo aver visitato la mostra, seguendo le tappe del percorso dell’artista, vuole rappresentare la costruzione simbolica di una umanità più solidale. Seguiti da operatori culturali e attraverso materiale fotografico e documentario, i piccoli allievi apprenderanno che anche l ‘Italia, oggi meta di immigrati che arrivano nel nostro paese dopo lunghi e spesso drammatici “viaggi della speranza”, è stata protagonista di un grande esodo migratorio nella sua storia recente. La riflessione collettiva su un fenomeno che ha interessato anche i nostri “bisnonni”, li aiuterà a comprendere le motivazioni che spingono tanti esseri umani a lasciare il proprio paese alla ricerca di un nuovo nido; l’arte li aiuterà a partecipare empaticamente al dramma dei migranti di ieri e di oggi che percorrono sempre le stesse tappe di sofferenza, affrontano le stesse diffidenze, condividono lo stesso sogno. Il grande nido, che ogni bambino ha contribuito a costruire e che verrà donato all’Unicef alla fine della Mostra grazie al contributo delle FS, rappresenta l’abbraccio collettivo dei popoli dove trovano posto tutti gli esseri umani uguali nei diritti fondamentali. Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali Roma ,Via Quattro Novembre 94 Orario martedì - domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) Biglietti I Mercati di Traiano rientrano nel circuito Roma Pass - www.romapass.it Intero € 9 Ridotto € 7 Per le condizioni di gratuità e riduzione: www.mercatiditraiano.it Ufficio informazioni del Comune: Tel 060608 (tutti i giorni 09.00 - 22.30) Organizzazione Archivio Opere Uniche Srl Catalogo EDITORIALE GIORGIO MONDADORI Progetto grafico e catalogo ䷹ paola sturchio de martino info@kromind.com
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica

Energia per il design

Il grande nido
OLTRE IL NIDO
Roma, Mercati di Traiano 5 ottobre - 28 novembre 2010

NOCERA

Gli orizzonti della scienza
Il tema scelto per l’ottava edizione del Festival della Scienza di Genova è lo spazio. Come di consueto anche Enel sarà presente. In primis con Incredibile Enel, il grande villaggio multimediale che offre la possibilità di vivere un’esperienza di divulgazione unica, tra giochi, eventi, dibattiti, esperimenti scientifici ed exhibit interattivi. Grande spazio anche all’energia nucleare con il “nuclear globe”, una futuristica installazione interattiva, che illustra la storia dell’atomo, degli scienziati, delle tecnologie e le più recenti innovazioni in tema di sicurezza.

Doppio Brindisi sotto canestro
Grande attesa per l’esordio dell’Enel Brindisi nell’89° campionato di serie A di basket. La formazione pugliese, che porta il marchio della nostra azienda sulle maglie, fa il suo debutto nella massima serie dopo ventinove anni di purgatorio in casa della Virtus Roma. Fischio d’inizio domenica 17 ottobre alle 18.15. La partita sarà trasmessa in diretta in alta definizione su Sky Sport 2. L’esordio casalingo per Brindisi avverrà domenica 24 a mezzogiorno contro l’altra Virtus, quella di Bologna. Anche questo match sarà trasmesso in diretta su Sky.

Con il patrocinio di:

Enel sostiene la moLa casa è il nido dove stra di Dino Gavina, ogni creatura viene uno dei più importanti nutrita e protetta. imprenditori di design Sono dedicate a queitaliani del Novecento. sto tema le ottanta La mostra ripercorre opere del maestro l’avventura creativa Antonio Nocera, in dell’artista bolognese mostra nei suggestivi scomparso nell’aprile spazi dei Mercati del 2007. L’iniziativa è di Traiano, con il inserita nel programsostegno di Enel. ma Energiaper che L’esposizione punta promuove la grande a far partecipare in cultura favorendo modo attivo all’espepartnership con le più rienza artistica anche prestigiose istituzioni i bambini. Il progetto artistiche del panoraprevede infatti laborama italiano ed estero. tori creativi per i bam“È grazie a Gavina che bini delle elementari, Bologna almeno per chiamati a costruire un paio di decenni ha “un grande nido”, potuto competere con una sorta di Arca di i più importanti centri Noè per la salvezza europei nel campo dell’umanità. del design” ha detto il presidente del Mambo Lorenzo Sassoli de Bianchi.

Mambo, Museo d’Arte Moderna, Bologna / 23 settembre-12 dicembre 2010 / www.mambo-bologna.org Mercati di Traiano, Roma / 5 ottobre-28 novembre 2010/ www.mercatiditraiano.it /

Genova / dal 29 ottobre al 7 novembre 2010 / www.festivalscienza.it PalaLottomatica Roma / 17 ottobre, 18.15 / Diretta su Sky Sport 2 hD

29 Enel Insieme Ottobre 2010

Gente Enel

GenteEnel
Unità Esr-Tlv Enel Distribuzione
Bruno Cecchetti

Dalle Alpi alle Ande
Si chiama Operazione Mato Grosso l’iniziativa di volontariato internazionale coordinata dalla onlus Associazione Don Bosco 3A di Forlì a cui hanno preso parte alcuni colleghi dell’Unità EsrTlv di Enel Distribuzione. Il progetto ha come scopo primario quello di sostenere attività di solidarietà in modo spontaneo e gratuito in America Latina. Nell’ambito di questa iniziativa i colleghi di Como, dedicando gran parte del loro tempo libero, hanno realizzato un sistema di telecomando e telecontrollo a distanza per la gestione di alcune centrali idroelettriche, a servizio della missione di Chacas sulle Ande peruviane. Per la realizzazione del sistema sono stati riutilizzati materiali abbandonati da anni: tra questi alcune schede acquisite nel 1982 da Selta che erano state utilizzate fino ai primi anni Novanta per telecontrolli punto/punto. Le schede, che erano ormai destinate allo smaltimento (con costi molto alti), sono state recuperate e riassemblate in un semplice sistema progettato dai colleghi dal Distaccamento telecontrollo di Como. Il successo dell’operazione non era scontato e il timore che gli strumenti non funzionassero è passato solo quando gli apparati sono stati installati e provati sul campo. Invece tutto ha funzionato alla perfezione, con grande gioia e soddisfazione dei colleghi ma, soprattutto, dei collaboratori della missione. Ora, finalmente i tecnici posso comandare a distanza il parallelo sulla rete elettrica delle centrali idroelettriche.

Un brasiliano a Roma
“Un’esperienza professionale meravigliosa”. È quella che sta vivendo Bruno Cecchetti, in Italia da maggio con un bagaglio di esperienze maturate nella pianificazione e controllo, regolazione economica e miglioramento della performance nella sede brasiliana Endesa Brasil. Dopo aver partecipato alla prima edizione del corso Leadership for Energy Management Program, organizzato da Enel University, è stato invitato a collaborare nello staff dell’amministratore delegato Fulvio Conti, dove attualmente si occupa del Performance Improvement Program, il progetto di integrazione tra Enel e Endesa lanciato nel 2009. Il progetto prevede la realizzazione di gruppi di lavoro misti per l’identificazione e la condivisione delle best practice e lo sviluppo di sinergie e policy di coordinamento all’interno del Gruppo. “Sono arrivato a Roma senza sapere esattamente cosa mi aspettava, per me è stata una bella scoperta: qui si lavora bene, mi piace l’attività che svolgo, e ho la possibilità di lavorare a stretto contatto con delle persone dalla grande professionalità e capacità”. Unico neo, in via di miglioramento, la lingua italiana: ha cominciato con tre lezioni private alle settimana ma è già passato a due. E se parliamo di progetti per il futuro, Bruno preferisce guardare all’immediato: “Per due anni starò qui in Italia, concentrando le mie energie per svolgere al meglio il mio attuale incarico. Nuove opportunità si presenteranno come risultato del lavoro che sto svolgendo.”

30 Enel Insieme Ottobre 2010

Canale aperto

CanaleAperto
Enel Insieme pubblica, in questa rubrica, le domande e i contributi dei lettori. L’indirizzo a cui spedirle è: Redazione Enel Insieme - Comunicazione Interna Enel Spa — Viale Regina Margherita, 125 — 00198 Roma Oppure via posta elettronica a: enelinsieme@enel.com

Il libro fa il suo giro
Nel mese di luglio è stata lanciata Libringiro, l’iniziativa di People Care che consente ai colleghi di scambiare i propri libri preferiti grazie a una sezione ad hoc sulla Intranet. La biblioteca virtuale di Enel ha già registrato oltre 21mila visite e circa 3mila utenti si sono iscritti al servizio mettendo a disposizione i titoli dei loro testi preferiti, offrendo recensioni e consigli di lettura. In questi mesi tanti colleghi hanno scritto a Libringiro per saperne di più. Diamo la parola a Iliana Totaro, responsabile People Care, che risponde alle domande e alle curiosità più frequenti. Innanzitutto vorrei ringraziare tutti i colleghi che ci hanno contattato scrivendo alla casella di posta dedicata, non solo per l’entusiasmo e per l’apprezzamento manifestato nei confronti dell’iniziativa, ma anche per il garbo con cui sono state suggerite possibili evoluzioni del sistema. Alcune di queste erano già previste nel piano di evoluzione del progetto, e il fatto di averle ricevute come richieste esplicite, ci conforta. Peraltro la scelta di rilasciare una prima versione di Libringiro con le funzionalità di base, per poi farlo evolvere, deriva dall’idea di una biblioteca che sia non solo uno strumento messo a disposizione dei lettori, ma anche uno spazio progettato il più possibile insieme, per promuove-

re al meglio la diffusione della cultura all’interno della nostra azienda. Per quanto riguarda le domande specifiche, vorrei precisare che tutti possono accedere a Libringiro, collegandosi alla Intranet nella sezione Cittadino Enel. All’atto della registrazione al servizio, il sistema richiede una mail aziendale individuale, del tipo “nome.cognome@ enel.com”. Chi non la possiede può chiedere di essere registrato scrivendo a libringiro@enel.com da un indirizzo di posta aziendale collettivo, o usando la mail di un collega, o da un indirizzo di posta elettronica personale esterno. Nella risposta spiegheremo tutti i passi da fare per utilizzare il servizio. Molti colleghi ci chiedono inoltre se sia possibile inserire nella biblioteca volumi non presenti nel database dei titoli (del vastissimo catalogo di Informazioni Editoriali), indispensabile per evitare che lo stesso titolo venga scritto in modo diverso da persone diverse. L’archivio viene aggiornato ogni mese. Se però si tratta di libri fuori commercio, o di edizioni particolari, potete inviarci la segnalazione (e la copertina in pdf) e provvederemo noi a caricarli manualmente. Infine Luigi Rispo, collega della Divisione Infrastrutture e Reti di Napoli e Marco Arcelli, responsabile Divisione UpStream Gas Enel, autori di romanzi, ci hanno chiesto se è possibile inserire

i loro libri nel database, mentre Gennaro Angelo Bernardo della Divisione Infrastrutture e Reti di Napoli, ci ha chiesto se possiamo dar evidenza, all’interno dello spazio Eventi di Libringiro, di un’iniziativa di solidarietà per le popolazioni dello Sri Lanka realizzata attraverso la donazione di libri e Daniela Filogonio, della Direzione Legale Corporate, ci ha proposto di dare visibilità a un progetto che consente a tutti i cittadini di contribuire alla realizzazione di biblioteche scolastiche. Ovviamente non solo inseriremo i libri dei colleghi e daremo evidenza delle iniziative solidali, ma invitiamo tutti a inviarci segnalazioni di questo tipo. L’auspicio è che Libringiro diventi un luogo in cui, oltre ai libri, ci si possano scambiare idee ed esperienze di vita. Buona lettura a tutti Iliana Totaro

31 Enel Insieme Ottobre 2010

SIAMO GIÀ DOVE VOLETE ANDARE. IN UN FUTURO SOSTENIBILE.

DA ENEL, ENEL GREEN POWER. LEADER MONDIALE NELLE ENERGIE RINNOVABILI.
Enel Green Power è la società di Enel dedicata all’energia prodotta da fonti rinnovabili. Con impianti operativi in 16 paesi del mondo e una capacità di generazione di energia da vento, sole, acqua e calore della terra pari a oltre 20 miliardi di kWh, Enel Green Power è leader mondiale. Ogni anno evita l’emissione in atmosfera di circa 14 milioni di tonnellate di CO2*, un risultato destinato a crescere perché Enel Green Power continuerà ad andare verso un futuro sempre più sostenibile. Proprio nella stessa direzione dove volete andare anche voi. www.enel.com
*Fonte: Bilancio di sostenibilità 2009.

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