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Come scrivere un Grande Romanzo: il metodo SIC

Il metodo S.I.C.
Serie guide alla letteratura 2.0: la Scrittura Collettiva
in collaborazione con Scrittura Industriale Collettiva

Una produzione Storia

Continua

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Come scrivere un Grande Romanzo: il metodo SIC

Indice
1. Storia della Scrittura Industriale Collettiva ................................................................ pag. 3 2. Il punto sul Grande Romanzo Aperto SIC ….............................................................. pag. 6 3. Come scrivere un Grande Romanzo …....................................................................... pag. 9

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Come scrivere un Grande Romanzo: il metodo SIC

1. La storia
Gregorio Magini e Vanni Santoni si sono conosciuti tra le pagine della rivista letteraria «Mostro». Alla chiusura della rivista, essendo per costoro l’esperienza letteraria anche questione di socialità – basti pensare alle infinite riunioni in cui venivano letti i rispettivi racconti – sentivano forte il bisogno di realizzare qualcosa insieme in tale ambito. L’idea di un progetto di scrittura collettiva nacque dall’incrocio di due loro passioni, esterne alla letteratura ma fortemente connotate sulla produzione collettiva di contenuto: il gioco di ruolo per Santoni e l’open source per Magini, che per di più in quel periodo stava leggendo Bourdieu. Un approfondito studio delle esperienze di scrittura collettiva già esistenti mostrò realtà ascrivibili a tre grandi filoni: da un lato c’erano collettivi affermati, come Wu Ming o Kai Zen, che praticavano con successo la scrittura collettiva basandosi tuttavia non su un metodo preciso ma sul fatto di conoscersi tra loro e condividere visione e intenti (metodi dunque intrinseci a ciascun collettivo, e non esportabili); da un altro esperimenti online metodologicamente interessanti ma troppo caotici e inefficaci, come il progetto A Million Penguins della Penguin, e infine svariati progetti a “staffetta”, ovvero quella forma di scrittura collettiva in cui ogni autore scrive un pezzetto e poi “passa la penna”, tutti inevitabilmente poco coerenti e disomogenei (in realtà, volendo essere pignoli, in questi casi la stesura non è un processo collettivo, bensì una somma di processi individuali). Da queste evidenze nacque il desiderio di sviluppare un metodo di scrittura collaborativa che fosse efficiente, univoco, utilizzabile anche da persone che non si conoscevano tra loro e che desse vita a un vero processo collettivo. Dopo una settimana di estenuanti brainstorm, il progetto SIC vide la luce nel novembre del 2006, per mostrarsi al
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pubblico nel maggio 2007. I principi base della SIC vennero fissati nella divisione del lavoro (su cui spicca la distinzione tra chi scrive – Scrittori – e chi compone – Direttori Artistici –) e la scomposizione della narrazione nei suoi elementi costitutivi (tramite schede personaggio, luogo, situazione, etc.) che solo successivamente vengono ricomposti. Dopo alcune riunioni mirate, i due fondatori arrivarono a una prima bozza di metodo (per approfondimenti si veda il Manuale SIC). Fino a due anni fa si è cercato di affinarlo e dimostrare il suo funzionamento: sono stati così scritti cinque racconti a molte mani con gruppi sempre diversi di autori. Il Principe è il primo racconto SIC: fu imbastito in pochi minuti buttando giù un soggetto di tre righe e chiamando come scrittori quattro amici. L’obiettivo era soltanto testare il metodo, ma nonostante la scarsa preparazione venne fuori una specie di thriller urbano molto divertente, e capimmo di aver imboccato la direzione giusta. Nel secondo racconto, Un viaggio d’affari, reclutammo un nuovo gruppo includendo anche persone a noi sconosciute, e sperimentammo la tenuta del metodo anche sui contenuti simbolici. Alba di piombo fu la prova generale sulle narrazioni lunghe e con molti personaggi (con le sue 65 pagine è quasi un romanzo breve), mentre Notturni per ipermercato fu il primo racconto coordinato da un Direttore Artistico diverso da noi due: per il metodo una vera e propria prova del nove. Il sopralluogo nacque infine per testare il metodo sui monologhi interiori. Oltre a permettere lo sviluppo della metodologia per come è oggi conosciuta e utilizzata, queste prime produzioni hanno mostrato che il metodo SIC ha superato o almeno ampliato i limiti tradizionali della scrittura collettiva (frammentarietà del testo, competizione tra scrittori, inefficienza del processo di scrittura, disomogeneità stilistica), ma ovviamente il banco di prova finale sarà il Grande Romanzo a duecento mani, oggi quasi terminato.
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Vale la pena ricordare che in quattro anni di SIC sono stati scritti anche due racconti “live”, nel corso di altrettanti workshop, e che nei primi mesi di vita del progetto ebbe luogo un primo tentativo di romanzo (a sedici mani: sei scrittori e due Direttori Artistici) poi rimasto incompiuto, ma comunque fondamentale per inquadrare le difficoltà insite nello scrivere un romanzo lungo e complesso con il metodo SIC

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2. L'intervista
Il punto sul Grande Romanzo Aperto SIC

Ormai di Scrittura Industriale Collettiva si parla ovunque, nelle Università, nelle case editrici, su Internet, insomma, fiumi di articoli perché per spiegare cos’è la scrittura collettiva è inevitabile non fare riferimento al loro metodo. Abbiamo chiesto agli autori del collettivo come ci si sente ad essere punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi a questo genere di scrittura? Ci fa molto piacere: fin dagli albori del progetto SIC abbiamo posto al centro della nostra attività la questione metodologica. Quando cominciammo a lavorare allo sviluppo del metodo, effettuammo un “case study” sulle principali realtà di scrittura collettiva nel mondo e in Italia, che incluse una intervista agli stessi Kai Zen e ai Wu Ming. Proprio da queste interviste emerse che un elemento chiave della riuscita di tali collettivi nella stesura di romanzi efficaci era il fatto di essere composti da persone che si conoscevano tra loro e avevano intenti comuni. Metodologicamente parlando, le fasi informali di incontro, pianificazione, dibattito erano per loro fondamentali tanto quanto la fase di scrittura. Questo fatto rendeva il loro metodo non esportabile, applicabile solo a quello specifico gruppo di persone: proprio da questa riflessione comprendemmo l’esigenza di creare un impianto metodologico univoco, che fosse utilizzabile da chiunque, anche da persone che non si conoscevano tra loro, per la realizzazione di opere coerenti e unitarie. A che punto è la stesura del Grande Romanzo SIC?

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Il Grande Romanzo SIC è quasi pronto. La fase di stesura è finita, adesso siamo in fase di revisione. Coerentemente col carattere collettivo dell’opera, abbiamo reclutato uno staff di editor e di storici, i quali hanno letto e analizzato il romanzo, segnalando incongruenze strutturali o imprecisioni storiche; al momento stiamo implementando nel testo le loro notazioni. Finito questo lavoro, effettueremo un’ultima rilettura per correggere eventuali refusi sfuggiti ai revisori e controllare nuovamente cronologia e struttura, dopo di che il romanzo sarà pronto per essere proposto agli editori. Come vi è venuto in mente di realizzare un romanzo che necessitasse di un così grande dispiegamento di persone ed idee? L’idea di scrivere un romanzo a decine (o centinaia di mani) era uno degli obiettivi del progetto SIC fin dall’inizio. La dichiarazione d’intenti del progetto che portammo alla Fiera del Libro di Torino nel 2007 recita infatti: Scopo del progetto SIC è - Far diventare la scrittura collettiva dei piccoli gruppi una prassi letteraria; - Scrivere un grande Romanzo Aperto, un libro collettivo da centinaia di utenti, che sia innanzitutto un buon libro; - Dare vita a una rete di lettori e scrittori attenti all’innovazione e sensibili al tema della condivisione del sapere. Il progetto del Grande Romanzo SIC si è concretizzato due anni dopo il concepimento del metodo perché prima di utilizzarlo per realizzare un romanzo era necessario testarlo e affinarlo. I cinque racconti scritti tra il 2007 e il 2009 (Il principe, Un viaggio d’affari, Alba di piombo, Notturni per ipermercato e Il sopralluogo, tutti distribuiti in Creative Commons e scaricabili dalla biblioteca SIC o in formato e-pub da Simplicissimus ), era mettere alla prova il metodo con testi di
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diverso contenuto, taglio e struttura. Allo stesso tempo era necessario “formare” all’uso avanzato del metodo altre persone, così che potessero aiutarci nei titanici lavori del Grande Romanzo in qualità di “Direttori Artistici” e non solo di scrittori, e i racconti sono serviti anche a questo.

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3. Il primo romanzo a 200 mani
Come scrivere un Grande Romanzo

Scrivere un romanzo a moltissime mani era uno degli obiettivi del progetto SIC fin dall’inizio. Inizialmente dovevano essere 100 mani (50 autori), poi grazie alla visibilità ottenuta dal progetto siamo riusciti a raggiungere i cento scrittori e, dunque, le famose 200 mani. I lavori sono cominciati nel febbraio 2009, mentre la scrittura è iniziata ufficialmente il 25 aprile 2009. Nei primi due anni di sviluppo della SIC avevamo scritto cinque racconti con lo scopo dichiarato di affinare il metodo , tuttavia un’impresa del genere, oltre a un metodo perfettamente rodato richiedeva anche modifiche ad hoc, atte a gestire un gruppo di così grandi dimensioni. Inoltre, volevamo che il Grande Romanzo, a differenza dei racconti scritti fino a quel momento col metodo SIC, non si basasse su un’idea di storia decisa da noi o da uno dei coordinatori, ma su un soggetto originale stabilito collettivamente dai partecipanti. Il metodo aveva dimostrato la sua efficacia, ma prima di applicarlo alla scrittura di un romanzo – e prima di mobilitare 100 persone nell’impresa – era necessario risolvere questi due problemi cruciali. Per quanto riguarda la necessità di un soggetto collettivo, abbiamo chiesto agli scrittori di inviarci storie e aneddoti di fatti accaduti a loro parenti o conoscenti durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia. Potevano inviare quello che desideravano, l’importante era che si trattasse di storie tramandate per via orale. L’iniziativa ha avuto successo e abbiamo ricevuto dagli iscritti oltre 200 pagine di materiali di ogni genere, con un’ampia distribuzione geografica. Ovviamente partigiani, tedeschi, fascisti e alleati facevano la parte del leone ma c’era di tutto:
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storie di bombardamenti, di salvataggi rocamboleschi, di viaggi disperati, di incontri fortuiti, di lavoro nelle fabbriche di armamenti, e poi francesi, gallesi, marocchini, indiani, anarchici, monarchici, preti, massoni, anziani, bambini, disabili, ragazze in fiore, energumeni… Sulla base di questi aneddoti abbiamo elaborato il soggetto: si tratta di un romanzo storico che racconta le tre storie parallele di un ufficiale di marina sbandato dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, che sceglierà di unirsi alla Resistenza, di sua sorella, rimasta sola e in gravi difficoltà in una Milano bombardata, e del marito di lei, che trascorre tutta la guerra imboscato in un solaio in campagna, dove perde progressivamente la ragione. Risolto il problema del soggetto, c’era da fare i conti con la gestione di 100 autori. I cinque racconti scritti fino a quel momento con il metodo SIC avevano infatti avuto una media di 7-8 autori. Dopo aver valutato e scartato molte ipotesi, come il ricorso a sottogruppi che lavorassero con un wiki, abbiamo deciso di organizzare il lavoro attraverso un sistema di prenotazioni: ogni scheda del Grande Romanzo SIC ha avuto da 4 a 8 posti disponibili a seconda dell’importanza, con gli scrittori invitati a prenotare, in ogni fase, un numero minimo e un numero massimo di schede, in modo da avere una distribuzione ottimale del carico di lavoro. Abbiamo quindi preparato un calendario delle consegne per scaglionare il lavoro di composizione dei Direttori Artistici. Ogni settimana rendevamo aperte alla prenotazione alcune schede; nel frattempo ricevevamo dagli scrittori le individuali della settimana precedente e le passavamo ai DA per la composizione. Una volta composte, le schede definitive venivano inviate in mail a tutti gli scrittori e pubblicate sul sito, in un archivio sempre accessibile agli autori. L’organizzazione del lavoro è stata rigorosa ma lineare: abbiamo scelto di usare come strumento principe la e-mail, il più “primordiale” degli strumenti web, sia per una questione di accessibilità al progetto che per semplicità di archiviazione e gestione dei materiali. Con questa catena di prenotazione, scrittura e composizione, in
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media ogni settimana sono state prodotte 4 schede definitive. Per prima cosa abbiamo realizzato le schede per i personaggi e i luoghi, dopodiché ci siamo concentrati sul “trattamento”, ossia su schede di approfondimento del soggetto, volte a particolareggiare le singole scene. Questa fase costituisce la principale innovazione al metodo introdotta nel Grande Romanzo, e si è rivelata fondamentale per dare corpo e sostanza al libro, per permettere agli scrittori scelte narrative in corso d’opera, ma anche per far “ripassare” l’intera vicenda ai partecipanti, che si sono così approcciati alla scrittura vera e propria con un’idea molto chiara di tutti gli elementi del libro e non solo di quelli a cui ciascuno aveva lavorato. Dopo il trattamento siamo passati alle schede stesura, ovvero alle “scene” vere e proprie del romanzo. Tutto il lavoro ha richiesto 15 mesi di tempo, ha impiegato 8 Direttori Artistici, 78 scrittori che hanno consegnato almeno una scheda o un aneddoto (di questi, 40 ne hanno consegnate più di 10) e 20 tra revisori, storici e traduttori dialettali. Sono state consegnate 935 schede individuali, per circa 3000 pagine di materiale, dalle quali sono state composte 170 schede definitive (24 schede personaggio, 35 schede luogo, 18 schede trattamento, 93 schede stesura). L’ultima fase è stata quella di revisione, che si è svolta in quattro ritiri in un eremo collinare e si è avvalsa dell’aiuto di un gruppo di editor e di un gruppo di storici appositamente reclutati. Lì abbiamo riletto tutte le schede stesura, sia nell’ordine in cui staranno nel romanzo, sia per singoli protagonisti; abbiamo letto le schede di valutazione inviate dai revisori e le abbiamo confrontate con le nostre; abbiamo stilato rappresentazioni grafiche delle varie parti del romanzo così da realizzare dove vi fossero momenti di calo della tensione narrativa o della qualità della scrittura; siamo intervenuti sulle schede meno coerenti correggendo e reintegrando secondo
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quanto stabilito nel soggetto e nel trattamento; abbiamo tagliato parti o comprimari inutili e ripescato dalle schede individuali spunti invece validi; abbiamo ampliato uno snodo cruciale e preso decisioni riguardo la lingua e lo spirito del romanzo; abbiamo controllato la plausibilità storica e geografica di un centinaio di situazioni e corretto le incongruenze segnalate dagli storici che avevamo reclutato; abbiamo riorganizzato i capitoli e la narrazione secondo la cronologia stabilita; abbiamo provato varie possibilità di montaggio delle tre vicende fino a giungere a quella definitiva, che abbiamo oggi in mano. Considerando il lavoro ancora da fare, calcoliamo di avere una bozza leggibile dagli editori per la fine di gennaio.

Questo ebook è un work in progress. Attendiamo l'uscita del “Grande Romanzo Aperto” per potervi fornire una versione definitiva e più completa della guida al Metodo di scrittura Sic. “Scrid” StoriaContinua.com

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