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Divergenza [di un vettore!!!

]
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Disambiguazione – Se stai cercando la divergenza nel campo delle serie infinite, vedi serie
divergente.

Nell'analisi matematica la divergenza è un operatore che misura la tendenza di un campo vettoriale


a divergere o a convergere verso un punto del campo. Per esempio in un campo vettoriale (a due
dimensioni) che rappresenta la velocità dell'acqua contenuta in una vasca da bagno che si sta
svuotando la divergenza avrebbe un valore negativo nella prossimità dello scarico dato che in quel
punto l'acqua sparisce. Lontano dallo scarico la divergenza avrebbe un valore prossimo allo zero
dato che in quei punti la velocità dell'acqua sarebbe quasi costante. Se supponiamo l'acqua
incomprimibile, in una regione in cui non ci sono né pozzi in cui essa viene scaricata né sorgenti
d'acqua, la divergenza del campo delle velocità sarà ovunque nulla. Un campo vettoriale con
divergenza nulla ovunque viene definito solenoidale.

Indice
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• 1 Definizione
• 2 Definizione integrale
• 3 Proprietà
o 3.1 Divergenza del rotore
• 4 Divergenza in altri sistemi di coordinate
o 4.1 Divergenza in coordinate polari piane
o 4.2 Divergenza in coordinate sferiche
o 4.3 Divergenza in coordinate cilindriche

• 5 Voci correlate

Definizione [modifica]

Una funzione vettoriale e la sua divergenza rappresentata come campo scalare (rosso: maggiore,
blu: minore)
Definendo x, y, z le variabili che rappresentano le coordinate di uno spazio euclideo a tre dimensioni
e definiti i, j, k i corrispettivi versori.

La divergenza di un campo vettoriale continuo e differenziabile

è "definita" (propriamente la seguente è la rappresentazione in coordinate cartesiane dell'operatore)


come la funzione scalare

Nella notazione il punto rappresenta l'operazione di prodotto scalare tra l'operatore nabla ed
il campo (il grassetto può essere un altro modo per indicare un campo vettoriale): dalle
definizioni dei due operandi e dalla definizione di prodotto scalare è semplice verificare che il
risultato è proprio .

Definizione integrale [modifica]


Ponendo per definizione la divergenza come:

cioè il limite, su un volume generico, tra il rapporto tra il volume stesso ed il flusso del vettore su
tutta la superficie.

Con questa definizione la divergenza viene ad assumere significato di derivata spaziale di un campo
vettoriale come rapporto incrementale su un insieme di definizione che tende a zero. Il valore nullo
riesce allora a descrivere la conservatività del campo quando questo rappresenta un campo di
velocità.

Proprietà [modifica]
Divergenza del rotore [modifica]

La divergenza del rotore di qualsiasi campo vettoriale derivabile due volte è sempre pari a 0.

Infatti, sia F un campo vettoriale di classe C2:


Poiché la funzione è di classe C2, secondo il teorema di Schwarz le derivate miste sommandosi si
annullano (se sono soddisfatte le ipotesi del teorema di Schwarz, infatti, l'ordine di derivazione è
indifferente).

Gradiente [di uno scalare!!!ottengo un vettore]


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In matematica il gradiente di un campo scalare è una funzione a valori reali di più variabili reali,
quindi definita in una regione di uno spazio a due, tre o più dimensioni. Il gradiente di una funzione
è definito come il vettore che ha per componenti cartesiane le derivate parziali della funzione. Il
gradiente rappresenta quindi la direzione di massimo incremento di una funzione di variabili
.

Il gradiente è quindi una grandezza vettoriale che indica come una grandezza fisica vari in funzione
dei suoi diversi parametri.

Indice
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• 1 Definizione e rappresentazione cartesiana


• 2 Campo vettoriale gradiente
• 3 Espressione del gradiente in altre coordinate
o 3.1 Gradiente in coordinate polari
o 3.2 Gradiente in coordinate sferiche
o 3.3 Gradiente in coordinate cilindriche

• 4 Voci correlate

Definizione e rappresentazione cartesiana [modifica]


Si consideri una funzione scalare derivabile f (si ricorda che una funzione scalare è una funzione
che dà come risultato un numero, come ad esempio la temperatura all’interno di una stanza),
definita in una regione dello spazio V racchiusa dalla superficie S. Il gradiente di f è un vettore,
funzione di qualsiasi sistema di coordinate nello spazio.

Per una funzione di due variabili

con X aperto di il suo gradiente nel punto (x0,y0) si esprime (la seguente non è la definizione di
gradiente, ma la sua rappresentazione cartesiana ortogonale) come un vettore che ha per componenti
le derivate parziali prime calcolate nel punto:

Una funzione da e il suo gradiente come campo vettoriale.

In si definisce similmente:

In si definisce:

dove con si indica il versore della direzione i-esima con tutti gli elementi nulli tranne l'i-esimo
che vale 1.
Campo vettoriale gradiente [modifica]

Campo vettoriale del gradiente di due funzioni visualizzate mediante la densità della colorazione

Il gradiente di una funzione differenziabile scalare su

individua un campo vettoriale - il campo gradiente di f - associando ad ogni il vettore

dato dal gradiente di f in x.

Proprietà:

• Un campo gradiente è conservativo, cioè il rotore è ovunque nullo ed è semplicemente


connesso.
o Dimostrazione: se si calcola l' integrale di linea lungo una qualunque curva

che sia chiusa, cioè tale che γ(0) = γ(1) si ottiene:

• Le linee di flusso di un campo gradiente associato ad una funzione scalare f sono ovunque
ortogonali alle superfici di livello di f, cioè alle ipersuperfici date dall'equazione cartesiana
al variare di .
o Dimostrazione: i vettori tangenti alle linee di flusso sono dati da , consideriamo
un generico vettore v tangente ad una superficie di livello in un punto . Sia
una curva tale che , che giace interamente su una superficie di
livello e tale che il vettore tangente alla curva in x è . Mostriamo che v è
sono ortogonali: poiché è su una superficie di livello si ha ,
cioè derivando . La tesi segue per
l'arbitrarietà di x e v.
Rotore (matematica)[di un vettore!!!]
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Nel calcolo vettoriale, il rotore è un operatore che descrive la rotazione infinitesima di un campo
vettoriale tridimensionale, ed è rappresentato in ogni punto da un vettore. Il rotore misura la
massima componente rotazionale piana nello sviluppo di Taylor al primo ordine, ovvero nella
linearizzazione di un campo vettoriale in 3 dimensioni, e quando non è nullo è un vettore la cui
direzione individua l'asse di tale componente rotazionale, mentre il suo verso è coerente con quello
della rotazione secondo la regola della mano destra.

I campi vettoriali che hanno rotore uguale a zero sul proprio dominio sono chiamati irrotazionali.

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• 1 Definizione
• 2 Proprietà
o 2.1 Rotore del gradiente
o 2.2 Rotore del rotore
• 3 Esempi
o 3.1 Equazioni note
o 3.2 Un semplice campo vettoriale
o 3.3 Campo magnetico generato da un filo percorso da corrente

• 4 Voci correlate

Definizione [modifica]

Il rotore di un campo vettoriale è il campo vettoriale definito da

Grazie al Teorema di Stokes, possiamo interpretare il prodotto scalare tra ed un vettore


unitario di come densità superficiale di circuitazione del campo attorno alla direzione . Più
precisamente, sotto ipotesi di regolarità C1 del campo , si ha
dove come Σ si può scegliere un disco 2-dimensionale centrato in p, ortogonale a ed orientato
secondo questa normale, la cui area | Σ | viene fatta tendere a zero. In questo senso, il rotore misura
la non-conservatività locale del campo .

Una notazione alternativa per il rotore (spesso utilizzata da fisici e ingegneri) è .

Un semplice modo per calcolare il rotore è quello di scrivere con un abuso di notazione il
determinante formale della seguente matrice:

Dove i, j, e k sono i versori degli assi x, y, e z.

Nella notazione di Einstein utilizzando i simboli sviluppati da Levi-Civita, il rotore viene scritto
come:

In possiamo introdurre altri sistemi di riferimento come quello delle coordinate cilindriche:

Allora se il campo vettoriale ha componenti: , il


suo rotore in coordinate cilindriche è dato da

Proprietà [modifica]
Rotore del gradiente [modifica]

Il rotore del gradiente di qualsiasi funzione F di classe C2 (derivabile due volte con derivate seconde
continue) è sempre nullo.

Dimostrazione:
.

Essendo le componenti del campo di classe C2, per il teorema di Schwarz le derivate miste sono
uguali, quindi le quantità all'interno della parentesi si annullano e si ottiene il vettore nullo
.

Rotore del rotore [modifica]

Questa proprietà deriva direttamente dal doppio prodotto vettoriale dove:

Quindi nel caso del doppio rotore:

Esempi [modifica]
Equazioni note [modifica]

Nella terza equazione di Maxwell, espressione locale della legge di Faraday-Neumann-Lenz, il


rotore del campo elettrico è uguale e opposto al tasso di variazione della densità di flusso
magnetico:

In condizioni stazionarie, cioè se i campi non variano nel tempo, otteniamo la conservatività del
campo elettrico:

Un semplice campo vettoriale [modifica]

Consideriamo il seguente campo vettoriale, che dipende da x e da y linearmente:

Diagrammandolo nel piano cartesiano abbiamo:


Già dalla semplice ispezione visiva, possiamo notare che il campo sta ruotando. Usando la regola
della mano destra, ci aspettiamo che il rotore sia entrante verso la pagina. Usando un sistema di
coordinate cartesiane standard, ciò corrisponde alla direzione delle z negative. La mancanza delle
componenti x e y in questo rotore è analoga a quanto avviene nel prodotto vettoriale.

Calcolando il rotore secondo la definizione, otteniamo

Ciò corrisponde effettivamente ad un vettore orientato nel verso opposto all'asse z, come previsto.
In questo caso il rotore è costante nello spazio, indipendentemente dal punto che consideriamo. La
"quantità" di rotazione nel campo vettoriale considerato è la stessa in ogni punto (x,y). Il
diagramma del rotore di F risulta quindi banalmente:

Campo magnetico generato da un filo percorso da corrente [modifica]

Sia ora . Si noti che tale campo è ottenuto moltiplicando il


campo dell'esempio precedente per l'inverso del quadrato della distanza dall'asse z, quindi un lettore
inesperto potrebbe essere indotto a pensare che anche in questo caso il rotore di debba essere non
nullo (una semplice ispezione visiva in questo caso non aiuta molto, anzi è fuorviante!). In realtà, è
facile verificare che tale campo è irrotazionale (cioè il suo rotore è nullo):

Il campo in questione, a meno di costanti moltiplicative, coincide con il campo magnetico generato
da un filo infinito (l'asse z) percorso da una corrente continua: si tratta appunto di un campo
irrotazionale anche se non globalmente conservativo (il lavoro del campo lungo qualunque
circuitazione che non racchiuda l'asse z è nullo, mentre non è nullo se la circuitazione racchiude tale
asse).