– Politecnico di Bari – – Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Informatica – a.a.

2009-2010

Principi Fisici dei Trasduttori
DOCENTE: Sibillano Teresa STUDENTE: Cucci Fabrizio

TESINA: SENSORI PIEZOELETTRICI E ACUSTICA

Docente: Sibillano Teresa

Studente: Cucci Fabrizio

INTRODUZIONE Il trasduttore, chiamato anche convertitore o emettitore, è un elemento particolare ed assai importante. Il ruolo del trasduttore è trasformare l'energia elettrica fornita dal generatore, in energia meccanica di vibrazione. Per definizione possiamo dire che il trasduttore è un solido formato da elementi con proprietà di piezoelettricità, capace di tradurre tutte le variazioni del campo elettrico, in variazioni di spessore o di lunghezza. Il principio di funzionamento si basa sulla capacità di variazione dimensionale dei materiali piezoelettrici sottoposti a variazioni di tensioni elettriche. Il generatore fornisce una tensione con un forma d'onda simile ad una sinusoide. La tensione passa alternativamente, secondo la frequenza del sistema, dal campo positivo al negativo. La ceramica piezoelettrica risente di questa variazione, allungandosi nel campo positivo o viceversa accorciandosi nel campo negativo. Le ceramiche del trasduttore sono elementi duri di conseguenza fragili. particolare cura deve essere rivolta nell'utilizzo di questi componenti. Come abbiamo detto, il trasduttore trasforma le variazioni del campo elettrico in energia meccanica di vibrazione. La caratteristica principale di questa vibrazione è l'ampiezza e viene espressa in micron. L'ampiezza prodotta dai trasduttori può variare secondo il modello e generalmente è compresa tra 5 e 25 micron.

CENNI TEORICI SULLA PIEZOELETTRICITA’ La piezoelettricità è la proprietà di alcuni cristalli di generare una differenza di potenziale quando sono soggetti ad una deformazione meccanica. Tale effetto è reversibile e si verifica su scale dell'ordine dei nanometri. Il funzionamento di un cristallo piezoelettrico è abbastanza semplice: quando viene applicata una pressione (o decompressione) esterna, si posizionano, sulle facce opposte, cariche di segno opposto. Il cristallo, così, si comporta come un condensatore al quale è stata applicata una differenza di potenziale.

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Se le due facce vengono collegate tramite un circuito esterno, viene quindi generata una corrente elettrica detta corrente piezoelettrica. Al contrario, quando si applica una differenza di potenziale al cristallo, esso si espande o si contrae. Dal punto di vista della struttura cristallina, i materiali piezoelettrici hanno normalmente varie configurazioni geometriche equivalenti dal punto di vista dell'energia, cioè della stabilità del sistema, ma orientate diversamente. Ad esempio il titanato di bario (BaTiO3) ha una cella di forma romboidale che può allungarsi lungo uno qualsiasi dei tre assi principali. Per fargli acquisire proprietà piezoelettriche il materiale viene riscaldato e immerso in un campo elettrico in modo da farlo polarizzare e raffreddare. Alla fine del processo il materiale ha tutte le celle deformate nella stessa direzione; è importante notare che solo lungo questa direzione si hanno proprietà piezoelettriche. Al contrario, quando si applica una differenza di potenziale al cristallo, esso si espande o si contrae lungo un asse determinato provocando una vibrazione anche violenta. L’espansione volumetrica è facilmente pilotabile ed è strettamente dipendente dalla stimolazione elettrica.

Figura 1 Disco Piezoelettrico

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SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DEL SENSORE PIEZO BUZZER I materiali “piezo” sono dei componenti che generano una differenza di potenziale quando sono sottoposti a una forza o vibrazione. Sfruttando questa caratteristica sono stati realizzati dei pickup che rispondono in modo abbastanza naturale e ricreano in output il suono “acustico” dello strumento. Consiste in una serie di interruttori o sensori collegati ad un’unità di controllo che determina se e quale pulsante è stato premuto o se un tempo prestabilito si è estinto; esso porta di solito all’accensione di una luce sul pulsante appropriato o su un apposito pannello di controllo e provoca l’attivazione di un allarme sotto forma di un ronzio continuo, intermittente o bip sonoro. Al giorno d’oggi, si preferisce utilizzare una ceramica a base di scandaglio piezoelettrico che rende più alti i toni acuti. Di solito questi sensori vengono collegati mediante appositi driver a circuiti che consentono di variare l’altezza del suono o effettuare ulteriori elaborazioni. Due gruppi principali di materiali vengono utilizzati per tali sensori: piezoelettrici ceramica e materiali a cristallo singolo. I materiali ceramici hanno una sensibilità piezoelettrico costante che è circa due ordini di grandezza superiori a quella dei materiali a cristallo singolo e possono essere prodotti attraverso economici processi di sinterizzazione I materiali meno sensibili a cristallo singolo hanno però una più stabilità, robustezza e compattezza. Il buzzer è dunque l’insieme di un piezo e di una cassa armonica. E’ lo stesso buzzer degli allarmi, delle cartoline di auguri, dei videogiochi, dei PC e così via. Acquistandolo nel classico involucro nero forato è sufficiente rompere la custodia per ottenere il materiale piezoelettrico vero e proprio, caratterizzato da una parte bianca sensibile.

Figura 2 Piezo Buzzer

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A&B PIEZO BUZZER EXETERNAL DRIVE AZ-1240E-P

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APPLICAZIONI INDUSTRIALI, CONSUMER E SCIENTIFICHE Ambito musicale, dove si utilizzano i cosiddetti pick up piezoelettrici, dispositivi in grado di rilevare le variazioni di pressione esercitate da una corda in vibrazione di uno strumento musicale generando un segnale elettrico che poi viene amplificato. Accendigas da cucina, dove un cristallo sottoposto manualmente a pressione tramite un tasto fa scoccare una scintilla senza bisogno di pile di alimentazione. Elementi elastici, organi fondamentali di alcuni strumenti atti alla misurazione delle vibrazioni meccaniche, detti strumenti sismici. Uno strumento di questo tipo largamente impiegato è l’accelerometro al quarzo piezoelettrico: si tratta in sostanza di un trasduttore che ha una tensione elettrica proporzionale alla deformazione subita dall’elemento elastico, a sua volta proporzionale all’accelerazione dalla massa sismica. Altri strumenti in cui tali materiali vengono usati sono i microfoni, il più noto dei quali è il microfono al quarzo, il cui funzionamento si basa sul rilevamento delle onde sonore che sono determinate dal susseguirsi di zone di compressione e rarefazione del mezzo in cui si propagano; questa applicazione si trova nei microfoni dei telefoni. Radio “a cristallo” erano frequenti gli auricolari piezoelettrici, funzionando in maniera opposta, le cui onde sonore vengono generate a seconda della differenza di potenziale applicata. La galena, usata come rilevatore nelle radio a galena , che funzionavano senza bisogno di batterie o generatori di forza elettromotrice. Materiali con proprietà piezoelettriche vengono inoltre utilizzati in alcuni rivelatori di pressione e per realizzare oscillatori elettronici, tuttavia la relazione tra compressione e tensione è generalmente molto variabile e richiede una taratura per ogni dispositivo.

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L’effetto piezoelettrico viene inoltre utilizzato per azionare il moto degli utensili nelle lavorazioni meccaniche ad ultrasuoni e, recentemente, negli iniettori diretti dei motori a scoppio e nelle testine delle stampanti Epson in cui tanti piccoli ugelli allineati, spruzzano l’inchiostro compresso dalla spinta della propria pompa piezo. Cristalli piezoelettrici sono utilizzati negli orologi elettronici, orologi per mantenere il tempo e fornire un rumore di allarme. Essi sono chiamati anche orologi al quarzo, perché il cristallo da loro utilizzo è spesso a base di quarzo. Ha una frequenza naturale che si dice ideale per creare le oscillazioni necessarie a mantenere l'ora esatta. Orologi al quarzo sono anche utilizzati per organizzare il flusso dei dati nel computer. I dischi di materiali piezoelettrici sono utilizzati anche per creare altoparlanti sottili che si adattano all'interno di orologi da polso. APPLICAZIONI IN CAMPO MEDICO Sonde Ecografiche: i cristalli piezoelettrici vengono come attuatori e sensori in fase combinata. In effetti le sonde ecografiche funzionano come dei piccoli sonar producendo l'ultrasuono e attraverso sensori trasformano l'eco di ritorno in immagini. Litotritori: la vibrazione contemporanea di centinaia di elementi piezoceramici disposti su una superficie concava, o su layer concentrici, genera un’onda d’urto di potenza dipendente dalla curvatura della superficie e dal numero di elementi impiegati.

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